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martedì, gennaio 31, 2006

La vocazione ambientale

Laura Centemeri ha dedicato un testo di grande interesse (Ritorno a Seveso. Il danno ambientale, il suo riconoscimento, la sua riparazione, Bruno Mondadori, Milano 2006) alla storia di Seveso, dell'Icmesa e del disastro di trent'anni fa. Un libro che ricostruisce soprattutto l'elaborazione della comunità in senso politico (la Sinistra e Comunione e liberazione e le diverse letture della vicenda) e la stagione di recupero ambientale promossa dal circolo di Legambiente Laura Conti (che prende il nome dalla consigliera regionale del PCI che più seguì le vicende della cittadina brianzola). Un recupero e una riparazione che hanno portato alla creazione del Bosco delle querce come parco-ricordo dell'esplosione e della contaminazione da diossina, ma che ci parlano anche della possibilità di un profondo ripensamento della comunità da un punto di vista ambientale. Hobsbawm - ripreso similmente da Andrea Ranieri ne I luoghi del sapere (libro di cui abbiamo già parlato, p. 29) - insegna che la tradizioni possono essere inventate: nella nostra lettura, è lecito pensare che i territori possano in qualche modo ripensare e indirizzare nuovamente la propria vocazione o, per dirla con Ranieri, che tutti siano «spinti a costruire una propria tradizione, lavorando sul passato e/o sulla contemporaneità». Un bell'esempio di quello a cui penso quando parlo di Brianza come centro di eccellenza delle politiche ambientali. Muovendo da Seveso e da altri Comuni, impegnati in questi anni in una tutela del territorio che consente di dare nuovo senso anche alla vita collettiva.

postato da civati, 22:15 | link | commenti (1)
cultura, regione, monza

Chi di spot ferisce...

Formigoni approva la proposta di legge da portare al Parlamento nazionale per i diesel di nuova fabbricazione, perché siano dotati dei particolari filtri antiparticolato. A dieci giorni dalla chiusura delle Camere, una mossa molto significativa per capire a che gioco sta giocando il presidente lombardo. Il più classico dei rilanci per farsi un po' di pubblicità e per nascondere l'inconcludenza del suo famoso piano anti-inquinamento. Nel frattempo, l'assessore Zambetti, noto per la sua interpretazione del termostato, sente cambiare la temperatura politica e dall'Udc passa alla rinata Democrazia cristiana. I leghisti chiedono la sua testa, perché non si può cambiare partito senza perdere il posto da assessore (regola padana che il presidente sembra non condividere). Poi Albertini spiega, bontà sua, che andrebbero piuttosto tassate le auto più inquinanti già in circolazione, piuttosto che studiare misure futuribili (geniale). Non bastassero le polemiche sull'inquinamento e sul trasformismo politico, a metà pomeriggio, scoppia la bagarre con Galan: il presidente del Veneto dice che non accetta lezioni da Formigoni sul federalismo fiscale, rimproverandogli duramente di essere in ritardo sulla questione, in relazione all'affaire Bagolino (il Comune lombardo che vuole passare al Trentino, anche per ragioni di ordine economico). Formigoni risponde così: "Galan chi?", nonostante Galan sia l'unico suo collega di destra rimasto a governare una regione (le altre essendo, com'è noto, passate il 4 di aprile all'Unione). Insomma, una gran bella giornata per un presidente che era addirittura venuto in Consiglio - gli capita raramente - per fare faville. Solvet saeculum in favilla, teste David cum Sibylla...

postato da civati, 18:59 | link | commenti
regione

... 98, 99, 100

100 progetti, propone Letizia Moratti. Ma che fatica arrivare fino alla cifra tonda. "Realizzare la copertura a verde delle aree dismesse" è il centesimo progetto. Cosa vuol dire precisamente, nessuno lo sa: i progetti della destra non sono specificati. Sono annunciati, come al solito, e chi ci capisce è bravo. Azzardo un'interpretazione: dove c'erano le fabbriche, prati e alberi. Più parchi per tutti, insomma. Dopo dieci anni di Albertini, chi può credere a una cosa simile? E gli interessi immobiliari? E i costi della bonifica di quelle aree? O forse la copertura è aerea? Centri commerciali coperti dai rampicanti: una proposta da mettere in Comune...

postato da civati, 18:48 | link | commenti

I DS per l'ambiente, a Monza e in Lombardia

La presenza di neve e ghiaccio in piazza ci ha costretto ha rinviare la nostra manifestazione per l'ambiente di domenica. Abbiamo però presentato le nostre proposte, che potete scaricare dal sito dei DS monzesi (la pagina è questa). Troverete il PdL per l'ambiente presentato in Regione, il nostro manifesto ambientalista, le politiche ambientali dell'amministrazione Faglia, dal piano del traffico ai temi ecologici del piano di governo del territorio, alla proposta di una Brianza centro di eccellenza per l'ambiente. E scoprirete che il percorso che proponiamo ha una sua coerenza interna e che le scelte degli anni passati prefigurano le soluzioni del futuro. Un futuro che pretendiamo ecologico. Per Monza, per la Brianza, per la Lombardia.

postato da civati, 08:55 | link | commenti

Se Monza diventasse Topazia

Da tempo i DS fanno proposte per la cultura nella nostra città (si legga, ad esempio, il Manifesto per la cultura elaborato in collaborazione con l'ottimo Luca Imeri). Su alcuni temi, come l'idea di rilanciare Monza come città del cinema di qualità, stiamo lavorando proprio in queste ore. In queste ore, è maturata un'altra proposta: sicuramente avrete letto di Qui comincia la lettura, iniziativa del Comune di Mantova e del Festival Letteratura, per promuovere la lettura collettiva del libro di Salgari, Iolanda, la figlia del Corsaro nero. E' una idea che ho personalmente trovato bellissima. E ho pensato. Perché non fare a Monza una cosa analoga riservata ai piccolini, nell'ambito della città dei bambini e delle bambine, scegliendo ogni anno un libro o un personaggio della letteratura per ragazzi? Sarebbe, credo, molto interessante. Da tempo ho un debole per Geronimo Stilton. Perché non partire da lui, e poi scegliere altri soggetti - da Rodari a Collodi, per dire, a Richler e al suo Cavoli a merenda - per proseguire nel nostro racconto condiviso dai ragazzini della nostra città? Potrebbero nascere laboratori, mostre, appuntamenti di vario tipo, in una programmazione che veda coinvolto immediatamente il sistema bibliotecario, e poi librai, commercianti, asili e scuole. Insomma, fatemi sapere che cosa ne pensate.
P.S.: dimenticavo: Topazia è la città di Stilton...

postato da civati, 08:42 | link | commenti
monza

lunedì, gennaio 30, 2006

Il 101esimo progetto

Sito di Letizia Moratti: www.letiziamoratti.it Visitatelo! I progetti, che ho finalmente avuto il tempo di guardare, hanno dell'eccezionale. A un certo punto, progetto 19, c'è addirittura scritto che bisogna pulire i muri della città e punire chi li imbratta (o forse era punire i muri della città e pulire chi li imbratta?). Miss Moratti ne ha combinata un'altra, però, e ben più grave. Tra le parole chiave del motore di ricerca dei 100 progetti, ci sono anche - giuro - "albanesi" e "marocchini". Rimandano al progetto 61 e seguenti, dedicati all'integrazione. Che stile, non c'è che dire. Faccio una proposta: votate il progetto più scontato, tra i 100 proposti, e inviatemelo. Terremo una classifica aggiornata. Intanto propongo il 101esimo. E' semplice e scontato, proprio come i 100 precedenti: votare Ferrante.

postato da civati, 18:19 | link | commenti (2)

Si parva licet

A Vedano al Lambro è stato ufficialmente annunciato che Lista per Vedano, la lista civica del centrosinistra che sostiene il sindaco Ottone e guida il paese da due mandati, sceglierà il suo candidato sindaco alle elezioni di primavera con una consultazione popolare, simile alle primarie nazionali e milanesi. Si terrà domenica 12 marzo, dalle 8 alle 22, nella sala del consiglio comunale in largo Repubblica. I candidati sono due assessori della giunta uscente: Enrico Boerci, assessore a cultura, sport e tempo libero, e Patrizia Lecchi, assessore all'istruzione e ai giovani. Di Enrico conosco competenza e impegno da tempo e lo ho apprezzato in più occasioni. Non ho, invece, la fortuna di conoscere Lecchi, ma sono certo che sarà una bella prova di democrazia da parte del centrosinistra. In bocca al lupo a entrambi i candidati e a tutti i cittadini di Vedano. Perché anche nelle piccole sfide si può dimostrare la qualità della cultura politica dell'Unione e aprire un dibattito che coinvolga direttamente la cittadinanza.

postato da civati, 13:10 | link | commenti

La sorpresa degli 80.000 di Milano

Quando finiremo di sorprenderci degli straordinari risultati delle primarie, sarà un bel giorno. Chi, come me, le sostiene da anni, si stupisce che - a ogni appuntamento - puntualmente ci si stupisca. E, invece, attraversando i seggi aperti ieri a Milano, dall'Isola alla Zona 4, dalla Casa della Cultura alla sezione Aniasi, si è reso conto che le primarie sono una gran cosa (proprio come nel tour in Brianza del 16 ottobre), che mobilitano i cittadini, che li fanno partecipare, che consentono a tutti di dire la propria. E la loro, gli 80.000 di Milano l'hanno detta con chiarezza. Il 68% a Ferrante, il 23% a Fo, il 6% a Milly Moratti, il 3% a Corritore. A Milano hanno votato l'80% delle persone che avevano votato per Prodi in occasione delle primarie nazionali. E lo hanno fatto in modo non dissimile, dal momento che c'è stata soltanto una leggera diminuzione del dato di Ferrante rispetto a quello di Prodi, e il candidato 'alternativo' Dario Fo ha 'battuto' di qualche lunghezza Fausto Bertinotti. Ora, però, è il caso di scatenarsi. Proprio così. Di dare un progetto al centrosinistra milanese. Ferrante dovrà portare con sé l'esigenza di un cambiamento significativo rappresentata da Fo, la qualità programmatica e lo stile - dolce - di Milly, le innovazioni per cui si è battuto Corritore. Solo così vinceremo, e finirà che ci sorprenderemo ancora una volta: perché anche a Milano, da ieri, è possibile.

postato da civati, 09:37 | link | commenti

domenica, gennaio 29, 2006

La famiglia Spera (ovvero Perché non siamo antipatici)

Si parla spesso dell'incapacità della Sinistra di comunicare. E invece, scusate, questa volta non lo si può proprio dire. Anzi. La campagna «La famiglia Spera» è proprio bella: intelligente, curiosa, ci porta a pensare, a raccontare senza retorica un'Italia che si aspetta qualcosa di diverso. Una famiglia normale, del ceto medio che scivola verso il basso, che cerca delle risposte e trova solo una presenza ossessionante per il presenzialismo egoriferito del premier, che in questi giorni a raggiunto l'apice del ridicolo. Messaggi semplici ma chiari e una pregevole realizzazione multimediale. Chapeau!

postato da civati, 12:18 | link | commenti

sabato, gennaio 28, 2006

Buoni a nulla

Via libera della commissione regionale al provvedimento del buono scuola per il 2006, il contributo che la Regione Lombardia versa alle famiglie per il pagamento di tasse e rette scolastiche. Uno dei punti fermi della politica di Formigoni, che la maggioranza in Commissione ha celebrato come irrinunciabile strumento a garanzia della ‘libertà di scelta’ della famiglie lombarde. Piuttosto che scomodare la libertà preferiremmo che la Regione avesse a cuore un altro principio per noi altrettanto importante, che è quello dell'equità. Equità nelle scelte di governo e nella redistribuzione delle risorse pubbliche, dirottate con tanta enfasi verso famiglie benestanti e sottratte, dallo stesso Assessorato, alla formazione professionale, che sta vivendo una fase di profonda incertezza, dovuta alla scarsità di fondi messi a bilancio da Guglielmo. Basterebbe escludere dal rimborso le fasce di reddito più alte per recuperare ingenti risorse. Da destinare, come chiediamo da tempo, ai fondi regionali per il diritto allo studio; ed eventualmente ai corsi di formazione per i disabili o ai laboratori di recupero e sviluppo degli apprendimenti per i ragazzi più svantaggiati e in difficoltà, attualmente a rischio per carenza di risorse. Purtroppo le scelte di spesa della Regione stanno a dimostrare per l'ennesima volta come la reale mappa dei bisogni della Lombardia sia sconosciuta a chi ha il compito di amministrarla.

postato da civati, 00:19 | link | commenti
scuola

venerdì, gennaio 27, 2006

I luoghi del sapere ovvero «Grazie signora Moratti, ma abbiamo un altro programma»

Mercoledì 1 febbraio, alle ore 18.00, presso la Libreria Feltrinelli di via Manzoni, 12 a Milano, Andrea Ranieri presenterà il suo «I luoghi del sapere. Idee e proposte per una politica della conoscenza», appena pubblicato da Donzelli. Siete tutti invitati, perché sia a tutti chiara la sostanziale differenza tra la politica dell'Unione e quella della destra, e i tanti progetti che si possono mettere in campo nel mondo della scuola e dell'università, tra i più bistrattati dal governo Berlusconi (leggi Moratti). Ranieri muove dalla sua esperienza, prima nella Cgil, poi nei DS, per raccontarci quel che si può fare, partendo dalle qualità del nostro sistema (poche, ma buone) e dal confronto con altri Paesi, che meglio hanno interpretato le trasformazioni dell'economia e la sfida della competitività (o dell'attrattività, come forse è meglio chiamarla). Come già D'Alema nel suo intervento di Firenze, in occasione della conferenza programmatica dei DS, anche Ranieri sostiene la centralità della cultura e del sapere per il nostro sistema, sempre più fragile e penalizzato da politiche di governo sbagliate o poco convinte (in particolare, per quanto riguarda le risorse e le strategie). Formazione permanente (da accompagnare alla riforma degli ammortizzatori sociali), integrazione tra istruzione e formazione, rilancio dell'istruzione tecnica, spazio a politiche per l'infanzia più avanzate. All'insegna della crescita complessiva, e di una forte attenzione al tema della mobilità sociale, in un'Italia dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre di più, perché si perpetuano le differenze, grazie anche alla collaborazione di ministri che avevano proprio quel mandato quando Berlusconi li scelse, ormai cinque, lunghi, lunghissimi, anni fa. «Un mio amico - scrive Ranieri nelle ultime righe del suo bel saggio, a proposito del tempo perduto e pensando alla sua giovinezza militante - quando qualcuno diceva che la rivoluzione ha tempi lunghi, si consolava "perché così si poteva andare al cinema senza sentirsi più di tanto in colpa". Sarà bene stavolta pensare che più i tempi sono lunghi, più occorre darsi da fare alla svelta».

postato da civati, 23:15 | link | commenti
cultura, scuola

Se questo è un omo

27 gennaio. Quest'anno la memoria e la riflessione la vorrei dedicare agli omosessuali. Eliminati nei lager, perseguitati dall'omofobia, brutalizzati da un'ideologia aberrante. E, purtroppo, ancora discriminati. Ecco perché, tra l'altro, mi impegno per i Pacs. Perché consentono di riparare a un torto sociale e politico che ancora, con evidenza, affascina le menti degli uomini forti (?!) di tutte le destre. Un ricordo sincero e appassionato.

postato da civati, 19:47 | link | commenti
diritti

Il senso dell'Unione per la neve

Anche la neve a coprire gli ultimi giorni di campagna elettorale delle primarie di Milano. Eppure non ci si deve scoraggiare, anzi, prenderla bene, con filosofia. Come la pioggia di manzoniana memoria che spazzava via il contagio e la mestizia (ora funzionerebbe con le polveri sottili), così la neve ha coperto per qualche ora le brutture della Milano di questi tempi, facendo saltare l'organizzazione condominiale non proprio tedesca che Albertini aveva messo a punto. Nessun dorma, domenica: i seggi sono 124, distribuiti in tutto il territorio cittadino e, vedrete, il pack politico-amministrativo inizierà a scongelarsi, verso una nuova primavera. Domani le scuole saranno chiuse: a causa della neve, certamente. Ma anche per osservare un giorno di silenzio, per il ministro che se ne va. Dopo aver lasciato, sul sistema dell'istruzione pubblica, sale in quantità. Che sarebbe piuttosto servito sulle strade di queste ore...

postato da civati, 18:57 | link | commenti

Tutto in una notte

E' uscito il nuovo numero di Linea bianca, una rivista trimestrale dedicata al calcio. La rivista - che celebra Del Piero e il suo record - riporta anche una sezione dedicata alle "prime volte", a cui partecipo con un breve contributo, di cui è possibile leggere l'introduzione.

postato da civati, 18:49 | link | commenti
il segreto di alex

L'eden e il cannibale: conferenza rinviata

Oggi venerdì 27 gennaio, alle ore 21, presso la Sala Astrolabio di Villasanta (cittadina al confine con Monza, per chi viene da Milano), nell'ambito della rassegna Abitatori del tempo, Davide Bigalli, professore di Storia della filosofia dell'Università Statale di Milano, avrebbe dovuto tenere una conferenza dal titolo L’Eden e il cannibale. La conferenza è stata rinviata causa neve. Daremo notizia della nuova data.

postato da civati, 10:45 | link | commenti

giovedì, gennaio 26, 2006

Maglie anti-particolato e Gas-Putin

La vicenda del gas dell'amico (suo) Putin - che qualche genio ha ribattezzato Gasputin - e l'inquinamento di questi giorni ricordano al ceto politico che la questione dell'energia e del reperimento di forme di produzione alternative della stessa non può più essere rinviata. Alla luce di un compito così grande, ci fa arrabbiare la collezione di proposte autunno-inverno di Albertini & Formigoni (un'inedita versione politica di Dolce & Gabbana), e questa idea che tutto si possa risolvere con maglie anti-particolato, tenendo cioè il termostato più basso (a parte che ieri, in Commissione Ambiente in Regione, faceva un caldo caraibico). Crediamo che, oltre a maglie e scialli, ci voglia la politica. E anche un po' di coraggio. E di intelligenza. E di volontà. Domenica, blocco del traffico, avremo tempo per parlarne e, per chi vive a Milano, di votare per una proposta politica diversa.

postato da civati, 08:15 | link | commenti
regione

Mistici

Arturo Squassina, mitico consigliere regionale dei DS, viene da Brescia con il treno. I suoi racconti hanno dell'incredibile. Attese al freddo lunghe anche mezz'ora. Viaggi in piedi, in un'esperienza a metà strada tra la sauna e il formicaio (forse, tutte e due le cose insieme). Secondo me, sotto sotto, Trenitalia ha un disegno. Di fronte alla secolarizzazione (che il treno, simbolo del progresso, ha sempre rappresentato) si vuole riaffermare una prospettiva religiosa. Di più: mistica. Provate a chiedere un'informazione, del tipo: «Quando parte il diretto delle 9?». I ferrovieri vi guarderanno bonari, senza sapere che cosa rispondervi e rinviandovi piuttosto a una prospettiva di fede. Così, almeno, è quello che accade a Squassina e ai pendolari bresciani. Ci fosse Wittgenstein in stazione, direbbe: «quanto può dirsi, si può dir chiaro; e su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere»...

postato da civati, 08:09 | link | commenti
regione

Mal comune?

La creatività di Retescuole colpisce sempre. Cliccare per credere.

postato da civati, 07:43 | link | commenti

Cento pertiche

I cento progetti di Letizia Moratti richiamano alla mente il campo delle 100 pertiche. Tutti siamo certi dell'impegno del ministro, ma ci domandiamo se sia possibile puntare tutto sul futuro, senza considerare quello che è capitato in questi anni. Il manuale della comunicazione politica dice infatti che per vincere le elezioni non si deve parlare delle cose fatte, ma di quelle che ci attendono (vale per tutti, anche a Milano, a Monza, dovunque), ma c'è un limite. Noi, ad esempio, nel nostro piccolo, abbiamo presentato le 100 cose fatte da Faglia nei primi anni di governo (tra l'altro, dal punto di vista grafico, ma solo da quel punto di vista, i 100 progetti e le 100 cose si richiamano sinistramente... ci toccherà cambiare font). A sentire, invece, la candidata della destra sembra che Milano sia stata fondata nel giorno della sua discesa in campo. Prima del dicembre del 2005, infatti, soltanto amministratori di condominio si avvicendavano sulla scena politica milanese. Meno male che sono arrivati 100 progetti di cui parlare. Altrimenti qualcuno si sarebbe posto alcune domande: prima dell'anno zero morattiano, a Milano si viveva bene? Il traffico e lo smog a che punto erano? E i servizi pubblici? E la felicità dei milanesi?

postato da civati, 07:38 | link | commenti

martedì, gennaio 24, 2006

Il ritardatario

Ansa di qualche minuto fa: «Virtuosa la proposta del Presidente Formigoni». Così il presidente del Veneto Galan risponde sulla proposta della domenica a piedi. Ma l'invito del presidente della Lombardia a 'bloccare' tutto il Nord per contrastare l'inquinamento «è arrivato solo un paio di giorni fa, mentre il giorno del blocco dovrebbe essere domenica 29». Per cui nessun blocco di tutte le regioni del Nord. Anche Galan fa notare che Formigoni si è mosso in ritardo (Conta, assessore alla partita della Regione Veneto, era andato giù anche più 'piatto'). Accidenti, povero Formigoni! Ormai è chiaro a tutti - anche al suo unico collega della destra - che ci si doveva muovere prima. E forse, ma siamo certamente maligni, che qualcuno, anche di destra, prima di Formigoni si è mosso. Che il Celeste stia scivolando all'ultimo banco?

postato da civati, 20:17 | link | commenti
regione

29 gennaio: primarie e lotta allo smog

Domenica prossima, 29 gennaio, si terranno le primarie milanesi. E' il caso di andare a votare tutti quanti, così da rispondere alle 100 idee della Moratti, presentati ieri, con 100.000 persone (quelle che sono andate a votare il 16 ottobre, per intenderci). A Monza, invece, andrà in scena la lotta allo smog. I Democratici di Sinistra presenteranno tutte le loro proposte per combattere l'inquinamento, il progetto di legge regionale, le iniziative della Giunta, il rapporto di collaborazione con le altre città lombarde, il manifesto per l'ambiente, un progetto per i diversamente abili, la proposta della Brianza come centro d'eccellenza in campo ambientale. Inoltre, verranno presentate ai cittadini le politiche per il Parco, l'esempio della città possibile di Friburgo e, dulcis in fundo, un gioco per grandi e piccini, promosso in collaborazione con il Centro studi Sintesi, che abbiamo chiamato "La gatta sul tetto che scotta". Di cosa si tratta? Di «un laboratorio all'aria aperta, sotto i raggi del sole, che vedrà l'intervento di esperti che da anni si occupano di divulgazione ambientale con particolare riguardo alle fonti alternative di energia e al risparmio energetico. Passeggiando per il centro storico si cercheranno i tetti più congeniali ad ospitare pannelli solari e fotovoltaici e se ne calcolerà la superficie, approssimandone il rendimento. Verranno privilegiati gli edifici pubblici, senza comunque perdere di vista che anche le abitazioni di tutti i cittadini possono diventare una soluzione ottimale per farsi l'energia in casa. I tetti scottano di sole... perché non trasformare Monza in una enorme fucina di Vulcano dove non serve molta alchimia, ma solo buon senso?!». Ecco, una ventata d'aria nuova sulle politiche ambientali. Di Monza e della nostra Regione. Il 29 gennaio 2006, a partire dalle ore 10, in piazza San Paolo. P.S.: è il caso di venire in bicicletta, per non perdersi la possibilità di essere rappresentati dal servizio fotografico sulla Monza ciclabile...

postato da civati, 17:54 | link | commenti
regione, monza

Se la Regione è dalla nostra parte...

Oggi in Consiglio regionale è passata una nostra mozione dedicata allo smog. La notizia è piccola ma a suo modo clamorosa, se si pensa che da mesi Formigoni sostiene che siamo degli ambientalisti da quattro soldi e che non abbiamo granché da dire sulla lotta all'inquinamento. Invece, stamane, la maggioranza ha approvato l'idea di estendere la cosiddetta area critica d'intesa con gli enti locali che ne facciano richiesta: una nostra proposta, presentata il 4 novembre dello scorso anno. Niente male. Del resto, da mesi chiediamo che i Sindaci siano coinvolti e, domani, finalmente, l'assessore Zambetti li riceverà. Da tempo chiediamo anche che si affronti la questione del road pricing e ora ne parla anche la destra, Moratti compresa. Da tempo sosteniamo che oltre al Piano del pian piano dell'assessore Zambetti si debba approvare una legge specifica. Oggi, lo stesso Zambetti ha confessato che ne sta preparando una, e finalmente potremo confrontarci anche sul nostro progetto di legge. Insomma, anche se non lo ammetteranno mai, ci stanno dando ragione. Forse perché la ragione è dalla nostra parte?

postato da civati, 17:24 | link | commenti
regione

lunedì, gennaio 23, 2006

Maglie e maglioni contro lo smog: i saldi della politica

Sarà perché è stagione di saldi, ma questa storia dei maglioni e delle maglie di Albertini e di Formigoni mi invita a riflettere. La prima cosa che mi è venuta in mente è: chissà se qualcuno parlerà di plaid o di piumoni, a questo punto. La seconda: farà notare qualcuno ai nostri mitici amministratori, che un conto sono le misure strutturali e un altro gli auspici da uomo della strada (o da Nonna Papera, ha detto bene Monguzzi dei Verdi)? Le targhe alterne e i blocchi non sono una soluzione definitiva, ma sono obbligatori e sanzionati. Teoricamente lo è anche il riscaldamento domestico, ma è un po' difficile verificare che tutti si comportino come Formigoni e Albertini si augurano. Oltretutto, i due partono dal presupposto che tutti abbiano trenta gradi in casa e, confidando nell'intelligenza dei cittadini lombardi, non ci voglio proprio credere. Da ultimo: ma vi rendete conto che dopo due legislature si parla dell'abbigliamento domestico dei cittadini? Se non è, questa, una sconfitta della politica...

postato da civati, 18:43 | link | commenti
regione

Come mai in 10 anni nessuna delle 100 idee?

Letizia Moratti ha presentato oggi le sue 100 idee per Milano. Snobbarle sarebbe sbagliato, perché presentano una proposta politica articolata e complessa che va valutata con attenzione. Il primo commento a caldo, però, non può che essere: ma nei 10 anni precedenti, perché nessuna delle 100 idee che ora Moratti ci presenta ha trovato ospitalità presso la Giunta Albertini? Che la Moratti voglia dare ragione all'opposizione? Sono tutte domande interessanti. Come la proposta di Albertini, di oggi, che avanza l'idea di mettersi una maglia di lana in più e di abbassare il riscaldamento per combattere lo smog. Come Formigoni. Per la politica, evidentemente, ci toccherà aspettare la Moratti e quelli che la sconfiggeranno.

postato da civati, 18:28 | link | commenti (3)

Smog: le squadre speciali si muovono immediatamente (con soli quattro mesi di ritardo)

Formigoni ha già sguinzagliato le squadre speciali anti-smog, per poi darne immediata comunicazione alla stampa. Per farmi un regalo, ha deciso di partire con Monza (e Sesto San Giovanni). Le amministrazioni locali - abituate a ricevere così poche attenzioni e quindi sorprese dall'attivismo della Regione - si sono dette disponibili a collaborare. Tutto bene, quindi. La domanda però sorge spontanea: oggi è il 23 gennaio e che fosse un inverno inquinato lo si sapeva benissimo anche ad agosto. Perché ci si muove solo ora? E' un crimine pensare che il motivo sia l'imbarazzo della Regione e la politica comunicativa del suo presidente? Conferenza stampa oggi, controlli domani. Poi, chissà...

postato da civati, 17:48 | link | commenti
regione

Salviamo la Costituzione con le firme d'asporto

Siamo all'ultima settimana di raccolta delle firme per promuovere il referendum Salviamo la Costituzione. Faccio una proposta: oltre ai banchetti della raccolta, promuoviamo le «firme d'asporto». Ogni consigliere comunale può ritirare, presso il comitato, un modulo per la raccolta e prodigarsi a completarlo, andando a cercare personalmente le persone che intendono firmare. Cercherò di dare il buon esempio, avendo già il mio modulo take away. Se tutti facessero così, a Monza, in Brianza, e nel resto del Paese, aumenteremmo significativamente il numero delle firme e coinvolgeremmo molto di più la popolazione. Alla Costituzione, un po' di lavoro in più, lo dobbiamo.

postato da civati, 10:42 | link | commenti
monza

domenica, gennaio 22, 2006

Peppino

Peppino Motta è morto oggi. Lo ricordo con un magone grande così, nella tristezza degli ultimi giorni (e l'ultimo, falso, "ci vediamo presto"), ma soprattutto nella gioia dei numerosi incontri di questi anni, come uno dei più cari amici e delle persone che mi hanno insegnato di più, in virtù di una intelligenza vivida e di un'amicizia per me tanto anagraficamente inconsueta quanto speciale. Per tutti, l'avvocato Motta, era una figura sorprendente e generosa che aveva la qualità, unica, di mettere in relazione le persone: gli amici suoi diventavano immediatamente amici anche tra loro, perché Peppino sapeva mettere tutti a proprio agio. Per i politici, un professionista nell'arte dell'indignarsi a fin di bene, non sempre compreso, soprattutto da coloro che Peppino, di volta in volta, prendeva di mira (forse perché, al suo arguto e disinteressato argomentare, era spesso difficile replicare). L'ho conosciuto solo cinque anni fa, e abbiamo fatto tante cose insieme, ma, attraverso i suoi racconti, mi piaceva immaginarlo anche giovane a Londra, nei suoi frequenti viaggi inglesi, oppure in bicicletta, sulle salite alpine, o promotore del club L'età dell'acquario nella Monza degli anni Settanta, che doveva essere un posto originale come il suo principale attivista. Mi dava sovente del desferlu, per me un grande complimento, perché Peppino ben sapeva che il desferlu, a Monza, era sempre stato lui. Non ha mai amato i riti e le celebrazioni e inorridirebbe leggendo queste righe, ma credo sia giusto rinviare al 'suo' Forum, luogo di tante discussioni e di un'iniziativa politica straordinaria, che ebbe un significato centrale soprattutto negli anni dell'opposizione e della vittoria del 2002, che ora ospita il ricordo appassionato dei tanti che gli hanno voluto bene. Per me, una piccola certezza: in questi anni, quando non potevo discuterne direttamente con lui, nel rilasciare questa dichiarazione o nel promuovere quella iniziativa, pensavo a cosa ne avrebbe pensato, detto e commentato Peppino. Continuerò a farlo, perché è bello pensare di avere ancora un amico importante e giusto come lui.

postato da civati, 23:30 | link | commenti (1)

sabato, gennaio 21, 2006

Jolanda a Mantova

Qui comincia la lettura è il sito che promuove una delle più belle iniziative culturali degli ultimi anni. Lanciata a Mantova dal comitato promotore del Festival della Letteratura, è la prima lettura collettiva di tutta una città, dedicata a Jolanda, la figlia del Corsaro Nero di Emilio Salgari. Una iniziativa sensazionale, che vi invito a seguire e, ove possibile, a replicare. «Quella sera la taverna El Toro, contrariamente al solito, brulicava di persone, come se qualche importante avvenimento fosse avvenuto o stesse per succedere...»: qui comincia la lettura. E' proprio il caso di dirlo.

postato da civati, 01:22 | link | commenti
cultura

I DS, commossi, ringraziano

Festeggio, con il tono delle grandi occasioni, la prima proposta da noi avanzata che sia stata accolta dalla giunta regionale. L'assessore Zambetti ha deciso, udite udite, di invitare i sindaci lombardi a un confronto sull'inquinamento. Cavoli! Dopo mesi di richieste analoghe perfettamente inascoltate, una zampata dell'assessore regionale. Pare che l'assessore e i rappresentanti delle città si vedranno mercoledì, una data da segnare sul calendario. Chissà se dalla riunione emergerà qualcosa di buono, dal momento che i sindaci sono molto più avanti della giunta regionale e non si sa se Zambetti riuscirà a stare al loro passo. Intanto, però, noi ci crediamo, tifiamo Zambetti e rilanciamo: quando discuteremo le nostre proposte sulla lotta allo smog? Quando conosceremo l'efficacia del piano Formigoni-Zambetti? Quando si valuteranno altre nostre proposte in merito? Ricordo, ad esempio, che «noi Ds – e lo abbiamo scritto proprio oggi in un comunicato - abbiamo proposto un bonus, un biglietto a costo simbolico per utilizzare i parcheggi di corrispondenza e tutti i mezzi pubblici nei giorni di limitazione del traffico». Chissà se Zambetti ci prenderà sul serio...

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venerdì, gennaio 20, 2006

Soft economy a Monza (segue)

Il successo di ieri sera - conferenza con Baio, Cianciullo, Lanzani e, soprattutto, Pistorio - è stato evidente sia per la partecipazione di pubblico che per la qualità del dibattito. Si è intravista la possibilità di una soft Brianza, che punti sulla qualità, sulla compatibilità e la sostenibilità, e che si dimostri attrattiva grazie all'innovazione. Sullo sfondo il progetto, al quale sto lavorando, di una Brianza che diventi centro d'eccellenza nella ricerca e nella promozione di politiche ambientali, nobilitando quello che c'è già e puntando sul territorio e sull'ambiente quali risorsa strategica. Il dibattito ci ha portato anche a toccare temi di rilevanza regionale - il sistema della formazione professionale, ad esempio, famoso soprattutto per le inchieste giudiziarie che lo riguardano e per lo straordinario spreco di risorse - e quella particolare interpretazione della memoria che tanto è cara ai lumbard ma che rappresenta così poco l'identità dei lombardi. Anche di questo parleremo nei prossimi incontri che organizzeremo in Brianza. Numerosi e distribuiti sul territorio: abbiamo del resto un conto aperto con l'ambulante di Carnate (ve lo ricordate?) e vogliamo onorare gli impegni. Prossimo appuntamento: una riflessione sulla Lombardia e sull'Italia, a partire dal saggio di Guido Alborghetti, Il libro nero del governo Berlusconi. Il 7 febbraio, alle ore 21. Ad Arcore. E dove, sennò?

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regione

giovedì, gennaio 19, 2006

Soft Economy a Monza

Questa sera, alle ore 21, in Sala Maddalena (nel centro di Monza, una traversa di via Italia), si terrà il primo degli incontri che il gruppo regionale dei DS organizza a Monza, per tenere stretto il rapporto con gli elettori e per discutere di temi strategici per la nostra città e la nostra area. Si tratta della presentazione del volume di Antonio Cianciullo e Ermete Realacci, Soft economy, con l'intervento di Antonio Cianciullo, di Emanuela Baio e di Arturo Lanzani, e con la partecipazione straordinaria di Pasquale Pistorio. Un dibattito che servirà per mettere in evidenza la grande  importanza dell'innovazione e della ricerca per lo sviluppo, per individuare soluzioni non solo competitive su scala globale, ma anche capaci di nobilitare il territorio nel quale la produzione avviene, come elemento qualificante del proceso produttivo stesso. Vi prego di scaricare l'invito e di non mancare.

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cultura

Pizze e fichi

Ancora su Formigoni e lo smog. Ieri, oltre al maglione del post precedente, Formigoni ha segnalato la pericolosità dei forni a legna delle pizzerie (niente pizza, dunque) e il lancio di una task force per i termosifoni: una squadra speciale di 25 tecnici che rastrellerà la Regione per verificare che i lombardi usino bene i termosifoni. Qualcosa di sensazionale. Ben due agenti per ogni Provincia. Wow! Nel frattempo, altri fanno proposte un po' più serie, di carattere strategico. Prendete Veltroni a Roma: 400 taxi elettrici acquistati e messi a disposizione dei tassisti romani (altro che maglioni, leggere per credere). Oppure, il fondo in prima pagina oggi sul Corriere della Sera di Francesco Giavazzi, che fa riferimento proprio ai taxi e al road pricing. Su cui dovremmo marciare spediti, come chiede Davide Corritore oggi sulle pagine milanesi del Corriere, per capire come realizzarlo nelle nostre città, per finanziare il trasporto pubblico e scontare i parcheggi decentrati, come da noi proposto nel progetto di legge presentato qualche giorno fa. Oppure, le proposte di AmbienteMilano, presentate oggi in conferenza stampa insieme a Carlo Monguzzi dei Verdi e al candidato Bruno Ferrante. Ci vuole più coraggio e più chiarezza nella proposta e più disponibilità alla sperimentazione e agli investimenti in questo campo. Noi ci siamo.

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regione

Il maglione e il termostato

Il termostato torna alla ribalta della politica lombarda. Qualche mese fa Zambetti propose di tenerlo a 14 gradi se fuori ce ne sono 7 - so che è incredibile, ma l'ha detto davvero - oggi Formigoni stabilisce la misura aurea dei 22 gradi in casa per combattere l'inquinamento. A me, come a Hutter (Repubblica di oggi) risultava ne bastassero 20. Ma sicuramente ci sbagliamo. Anche perché Formigoni ha sottolineato il concetto presentandosi ai giornalisti in maglione: toglierselo avrebbe significato che si stava inquinando, il presidente dixit. Molto bene: Formigoni diventa promotore di politiche personali contro lo smog. Ci si chiede, però, perché su tutto il resto si nicchia alla grande. Abbiamo proposto di estendere l'area critica a tutta la Lombardia (ora è limitata, come se l'aria si trattenesse dallo sconfinare da una provincia all'altra), di promuovere politiche attive per il trasporto pubblico, attraverso incentivi e potenziamento del servizio, di valutare sperimentazioni (ticket d'ingresso), di ripensare la politica dei blocchi, con una maggiore coerenza tra dati dell'inquinamento e stop alle auto (ora i blocchi sono programmati a settembre, come se si potesse prevedere il livello di inquinamento di tutti i mesi successivi). Hutter nel suo articolo parla dell'Emilia Romagna. Lì non conta l'abbigliamento, ma la proposta politica. Lì non ci sono inviti, ma regole. Non ricordo chi governa l'Emilia, mi volete aiutare?

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regione

mercoledì, gennaio 18, 2006

E' proprio il caso di accomunarli?

Letizia Moratti si è presentata il 15 dicembre con l’ormai famosa e lacrimevole conferenza stampa. Lo slogan, lanciato in quell’occasione, recitava (e recita ancora su tutti i cartelloni della città): “Mettiamoci in Comune”. Qualche giorno prima, il 28 novembre, Albertini presentava la campagna del Comune di Milano “Abbiamo messo in Comune la voglia di fare dei milanesi”. Campagna per altro che proseguirà fino alle elezioni (oggi ho ricevuto un dvd che si chiama proprio così). Secondo me, Albertini e Moratti hanno messo in Comune lo slogan, praticamente identico, che consente alla seconda di rilanciare il proprio messaggio elettorale grazie al Comune di Milano e alla sua campagna informativa. Non ci pare corretto, né giusto che si confondano così le idee…

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Perché avviare una riflessione sul partito democratico

Torno sull'argomento del nostro futuro politico, per spiegarmi meglio. Io credo che se noi non avessimo legato, se noi non legassimo la candidatura del centrosinistra al governo del paese e di Prodi proprio a questa apertura del cantiere del partito democratico, io vorrei dirlo ai compagni che dubitano di più, facendo loro rilevare due cose. La prima è: ma c’è davvero questo automatismo per cui il contenitore neutro o moderato dovrebbe determinare uno slittamento dei contenuti? A me non sembra che la nostra ricerca programmatica abbia marcato questo slittamento moderato dei contenuti, sinceramente. E questa ricerca programmatica è stata costruita tutta in relazione alla prospettiva del partito democratico, scusate la risposta così empirica, non mi pare che ci sia questo automatismo. Secondo: ma voi pensate davvero che tutta questa partecipazione di società civile, di competenze, di forze intellettuali ci sarebbe egualmente se questi cittadini non si sentissero chiamati ad essere protagonisti di un processo politico nuovo, della costruzione di una nuova forma politica? Io non lo credo e penso che c’è un nesso tra gli elementi di speranza, di prospettiva che abbiamo introdotto nella vicenda italiana e questa grande novità politica, che naturalmente andrà perseguita. Si è detto: voi proponete una formula, non si sanno i contenuti. Ora ci sono anche i contenuti, si è aperto anche questo grande lavoro sui contenuti, che sono contenuti di governo ma anche di progetto, è anche un’idea del futuro della società italiana, e spetterà a Prodi – se è vero come è vero, credo che lui abbia ragione quando dice che nel dibattito nostro, della Margherita ma anche di tanti che non sono né noi né la Margherita ma che si sentono attratti da questo progetto – quando lui dice che ci sono grandi elementi comuni e valori comuni, secondo me dice la verità, e spetterà a lui farne una sintesi convincente. Convincente come programma di governo di tutto il centrosinistra ma anche convincente come progetto, come carta di identità di questa nuova forza che vogliamo costruire per l’Italia.

postato da civati, 17:17 | link | commenti (3)

La piazza della Pace e i phone-center

Ieri sera il Consiglio della Circoscrizione 3 di Monza (San Rocco) ha deliberato di dedicare la nuova (e principale) piazza del quartiere alla pace. Sono felice, anche perché avevo avanzato analoga proposta, tempo fa, in un dibattito con la consigliere Panzeri in Consiglio comunale. E' un segnale semplice e forte, in un quartiere di forte sensibilità democratica. Ma c'è un motivo in più, per essere contenti di questa decisione. Nei pressi della piazza è aperto, da qualche mese, un phone-center, dove i cittadini stranieri vanno a telefonare a casa, al di là del mare da dove sono venuti. Questo piccolo spazio commerciale è al centro di polemiche assurde da parte della Lega, che ha più volte segnalato disagi che deriverebbero ai cittadini dal comportamento degli utenti. Il presidente Zonca (DS) ha più volte documentato il contrario. Ma non basta. Polemiche inutili servono ad alimentare proposte come quelle che la Lega ha avanzato in Consiglio regionale, per un giro di vite nei confronti dei phone-center che sa molto di pregiudizio e di xenofobia. Il nostro messaggio è altrettanto chiaro: nella piazza della Pace c'è posto per tutti.

postato da civati, 13:18 | link | commenti
monza

L'inizio di un percorso

Tra i tanti apprezzamenti ricevuti, qualcuno - evidentemente freddo se non contrario al partito democratico - ha voluto fraintendere l'invito di Riboldi e mio per la costituzione di un circolo politico che discuta e promuova iniziative in vista di quello che avverrà tra DS e Margherita nei confronti della formazione politica unitaria più volte prefigurata nei nostri rispettivi congressi. E' stato detto: è un'accelerazione e una fuga in avanti, in un momento nel quale è in atto una polemica politica molto delicata all'interno dell'Ulivo. Per comprendere lo spirito radicalmente costruttivo della proposta, è sufficiente leggere la lettera che abbiamo inviato.  Non si tratta della costituzione del Partito democratico hic et nunc, o di un organismo che si sostituisce alle istanze statutarie dei due partiti, ma dell'inizio di un percorso, per superare le attuali polemiche elettorali offrendo ai nostri elettori un messaggio ambizioso, né titubante né precipitoso sul nostro futuro. Per dirla con Cacciari: "Se DS e Margherita decidessero di dare vita subito al partito democratico io non sarei d'accordo. Una decisione di questo tipo non può essere presa da ristrettissime oligarchie, ma deve passare da un dibattito che investe il Paese". Proprio questo intendevamo dire.

postato da civati, 13:04 | link | commenti
monza

martedì, gennaio 17, 2006

Amazzoni, sante, ninfe

E' uscito il testo a cura di Davide Bigalli, Amazzoni, sante, ninfe. Variazioni di storia delle idee dall'antichità al rinascimento, per i tomi della Libreria Cortina di Milano. All'interno, oltre al saggio di Bigalli davvero notevole nel ricostruire la storia del mito amazzonico e le sue articolazioni e derivazioni, si trova anche un mio capitolo, Le ninfe hanno molto amato anche me, dedicato alla particolare interpretazione del femminino in Giordano Bruno. Il titolo è un richiamo - stavo per scrivere un'eco - al mito di Narciso delle Metamorfosi ovidiane, ripreso (e ripensato) da Bruno quale ultimo verso del De immenso. Spero possa essere di vostro interesse.

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Rilanciamo la sfida

La lettera pubblicata dal Giornale di Monza questa mattina:
Caro Direttore,
vorrei rispondere con molta serenità alle considerazioni espresse nell'intervista concessa al vostro Giornale da Carlo Arcari, perché mi consentono non una difesa dell'attuale amministrazione - che è solita difendersi con il proprio operato - bensì l'occasione di un chiarimento politico a cui tengo particolarmente. La sfiducia di Arcari si basa sulla figura del Sindaco, sulle scelte dell'amministrazione, sul rapporto dei partiti con la società civile, sul consenso perduto della coalizione che governa la città. Potrei rispondere che i risultati elettorali delle ultime due consultazioni di carattere amministrativo smentiscono platealmente questa ipotetica tendenza. Ma voglio entrare nel merito delle singole questioni, per cercare di dare anche la versione dei Democratici di Sinistra. L'amministrazione comunale sta rispettando con approccio quasi filologico il programma elettorale presentato nel 2002. Ha assunto alcune scelte difficili, apparentemente impopolari, che nessuno, prima, era riuscito ad assumersi e ad affrontare. L'amministrazione Faglia è stata addirittura accusata di avere fatto troppe cose: una vera novità per la Monza immobile degli anni Novanta. Si è esposta sulla questione dell'ambientalismo: ha tagliato venti piante, è vero. Ma consegnerà alla città una piazza pedonale, che consentirà di estendere l'area da cui le auto sono escluse in modo molto significativo. Ha investito molto sulla ciclabilità, in un sistema integrato che avrà il suo fulcro nella nuova stazione, verso porta Castello, che favorirà a sua volta l'accesso ai servizi ferroviari. Ha predisposto un piano del traffico finalmente degno di una città come la nostra. In occasione dell'elaborazione del nuovo piano di governo del territorio, ha studiato strumenti per promuovere soluzioni innovative in campo edilizio, che ci parlano di risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili. Sul Parco le convenzioni sono allo studio e segneranno, si vedrà, diversi elementi di discontinuità con il passato. Da ultimo, si è parlato del rapporto con la società civile. Una premessa: la società civile non si riduce a Insieme per Monza, soprattutto dopo le sue divisioni. E di rapporti con la società civile, se se ne è perso qualcuno, se ne sono costruiti, e molti, di nuovi. Tutta la campagna elettorale del 2007 sarà pensata in questi termini, alla ricerca di una condivisione del programma politico e amministrativo, come è stato fatto ad esempio a Firenze da Domenici. Quanto a Faglia, è un Sindaco che ha tutta la nostra fiducia e sarà candidato, da noi, e dalle altre forze politiche della maggioranza, a farlo ancora, nella prossima legislatura, perché crediamo sia giusto che porti a termine il proprio lavoro, con il contributo di tutti. Infine, la responsabilità dei partiti. Di errori ne abbiamo fatti certamente molti e sono il primo a riconoscerlo. Ma vorrei ricordare almeno tre cose di grande importanza: l’unità delle forze politiche del centrosinistra, la loro compattezza in aula, il rispetto delle promesse elettorali. E di quello che la Destra chiama libro dei sogni. Alcuni realizzati, altri da realizzare. Ma tutti nostri. Sogni e realizzazioni a cui siamo affezionati, oggi come nel 2002.

postato da civati, 13:24 | link | commenti
monza

lunedì, gennaio 16, 2006

Alla finlandese

La candidata presidente finlandese Halonen è famosa in Italia perché Berlusconi disse di averla convinta ad avallare la scelta di Parma quale sede dell'Agenzia per la sicurezza alimentare rispolverando le sue qualità di playboy (incredibile ma, al solito, vero). Bene, la stessa Halonen ieri si  è presentata al seggio dopo aver fatto un bagno nel Baltico. Tipo che ha scavato un buco nel ghiaccio e si è tuffata dentro. Secondo me, Berlusconi (e non solo) dovrebbe fare lo stesso. Prima di andare dai magistrati per raccontare di cene conviviali o prima di denunciare la provenienza dei 50 milioni di Consorte (proprio lui...), un bel tuffo, nell'acqua gelata. Non so se ad Arcore sia possibile, ma il mio è un consiglio spassionato.

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domenica, gennaio 15, 2006

Monza per la costituzione: superata quota mille

Nei tre giorni di raccolta delle firme per salvare la Costituzione, a Monza siamo arrivati a 1058. Ciò significa che - se il trend fosse analogo in tutto il Paese - avremmo raggiunto il quorum delle 500.000 firme. Un grande risultato. Complimenti a tutti coloro che hanno collaborato.

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monza

Aperitivo della casa

In una campagna per le primarie che potrebbe essere più vivace e meno stupidamente polemica, vi segnalo un'iniziativa che credo possa interessare. Si tratta di un «aperitivo con dibattito» (maledettamente milanese) al Boccascenacafè (Corso Magenta 24), domani, lunedì 16 gennaio, alle ore 18.30. Titolo (e auspicio): «Milano che cambia». Sottotitolo (speriamo in bene): «Bruno Ferrante incontra le nuove generazioni e i nuovi ceti delle professioni, delle imprese e della cultura». Accorrete numerosi.

postato da civati, 19:26 | link | commenti

Lenti, sporchi e cattivi

Formigoni ha incontrato i vertici di Trenitalia e ha promesso che adesso le cose cambieranno. Una dichiarazione stentorea che fa il punto e rilancia con autorevolezza (e contrizione, a testimonianza di un dispiacere reale che prova per i suoi concittadini). Come se fosse arrivato ieri al Pirellone e, in tutti questi anni da presidente della Regione, non avesse trovato un minuto per visitare la stazione (eppure è lì di fronte) e dare un'occhiata ai tabelloni. Con tutti quei ritardi, con tutti quei visi tirati, con una sensazione di disordine e di degrado palpabile, soprattutto se confrontata con le stazioni di Barcellona o di Parigi... A me questa storia ricorda la vicenda dello zio Pietro di Matera degli spot di Trenitalia. E' di qualche settimana fa, la ricordate? Comprate il biglietto in anticipo, magari per andare a trovare a Matera lo zio Pietro, diceva la pubblicità. La risposta è venuta direttamente dal sindaco della città della Basilicata, Michele Porcari: «Sono cento anni che i cittadini di Matera aspettano la Ferrovia dello Stato. E oggi Trenitalia non può prendere in giro gli italiani e, soprattutto, i materani, diffondendo uno spot in cui si raccomanda di prenotare l’intercity per Matera». Capite cosa intendo dire quando sostengo, magari ripetendomi, di non credere più a quanto mi viene raccontato? In questi mesi, ci siamo chiesti e abbiamo chiesto ripetutamente alla Giunta regionale perché i cittadini lombardi dovessero viaggiare lenti, sporchi e cattivi. Ci è stato risposto che andava tutto bene, poi tutto così così, poi tutto abbastanza male. Ora che l'emergenza è riconosciuta da tutti e quindi anche da Formigoni, si danno per scontate le soluzioni. Peccato che ormai, non ci creda più nessuno. Come se le dichiarazioni del presidente assomigliassero ai tabelloni degli arrivi. Ci sono scritte un sacco di cose, ma non corrispondono quasi mai alla realtà.

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Unioni civili per un Paese civile (?)

Le due piazze di ieri hanno parecchio confortato i cittadini italiani, di ispirazione laica e democratica. L'attacco alla 194 e il pregiudizio anti-Pacs avevano già fatto troppe vittime per non essere felici della straordinaria partecipazione a Milano e a Roma. Ora, però, dobbiamo fare uno sforzo, tutti insieme, per ribadire la centralità della questione delle unioni civili, al di là dei nominalismi in cui è incappato, purtroppo, anche il candidato premier Romano Prodi. La campagna che ha come protagonisti Grillini e Mancuso, due delle figure politiche più credibili del panorama nazionale, deve essere assunta senza imbarazzi, perché le unioni civili estendono i diritti elementari alle forme non tradizionali di famiglia senza essere di alcun nocumento alla famiglia tradizionale. Guardiamo alla Francia, se la Spagna fa tanto paura (paura che, sia chiaro, non condivido). E rispondiamo a Ferrara, che ieri si chiedeva «perché non si sposano in Comune?», che è proprio questo uno dei problemi. Il fatto di NON POTERSI SPOSARE NEMMENO IN COMUNE per cittadini che in ragione del loro orientamento sessuale sono considerati inferiori (e, da alcuni illuminati uomini di Stato, malati). Facciamolo, e non solo perché l'hanno già fatto quasi tutti, in quel mondo occidentale a cui ci si appella di continuo, quando c'è da far guerra o allargare il mercato. Facciamolo, perché siamo già in ritardo. E ce ne dovremmo vergognare.

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diritti

A Monza il primo circolo verso il Partito Democratico

Con Marco Riboldi, portavoce della maggioranza in Consiglio comunale e numero 2 della Margherita in Brianza, abbiamo messo a punto una lettera aperta per promuovere la nascita del primo circolo 'misto' DS-Margherita. Monza da anni è 'laboratorio' per il centrosinistra e alcune scelte assunte nella nostra cittadina hanno precorso i tempi del dibattito politico nazionale. Per non perdere l'abitudine di essere innovativi, abbiamo voluto dare forza ad una proposta politica in cui crediamo fortemente, perché il 2006 sia un po' come il 1996. Di seguito il testo della lettera (attendiamo numerosi commenti):
«La situazione politica del nostro paese si avvia rapidamente ad un appuntamento importante, di cruciale rilievo per il destino nazionale. Se sempre le elezioni politiche rappresentano il momento centrale nel quale il popolo esercita la propria sovranità, queste elezioni assumono oggi un tono ancora più solenne, giungendo al termine di cinque anni di governo di destra che hanno condotto l'Italia in una situazione difficilissima dal punto di vista economico, estremamente precaria sotto il profilo sociale, imbarazzante per l'immagine del nostro paese nel mondo. Per far ripartire l'Italia, abbiamo deciso di affidarci al nostro candidato primo ministro, Romano Prodi, cui i nostri due partiti hanno garantito e garantiscono un appoggio forte e leale. Ma abbiamo saputo guardare anche oltre: la prospettiva di una alleanza sempre più salda e duratura tra le culture che i nostri partiti rappresentano ci porta alla lista unitaria e alla iniziativa del partito democratico. In questa linea, noi proponiamo che fin da ora nella nostra città si sperimenti una forma di unità di lavoro e di intenti, con la formazione di un circolo che unisca in una sola realtà iscritti della Margherita ed iscritti dei DS, per lanciare iniziative comuni e per prefigurare la realtà politica che verrà, promuovendo incontri e azioni politiche in questa direzione, con il contributo di tutti coloro che - anche al di fuori dei nostri partiti - vedono nel partito democratico una forma politica di grande rilievo e interesse a cui aderire. Lanciamo una sfida anche a noi stessi, alle nostre paure, alle nostre esitazioni, come chiesto proprio in queste ore da Romano Prodi: non perderemo le nostre identità, ma camminando insieme, in libertà e collaborazione, costruiremo il nuovo soggetto politico che potrà essere protagonista del futuro politico del centro sinistra. E che Monza, con questa esperienza, che per la prima volta viene sperimentata, si ponga all'avanguardia e possa costruire un vero e proprio laboratorio da cui attingere esperienze e suggerimenti, com'è stato nella storia recente della vita politica cittadina del centrosinistra».

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monza

venerdì, gennaio 13, 2006

Treni: rivedere il contratto di servizio

Oltre allo smog, i DS ieri hanno riproposto con forza il tema del servizio di trasporto ferroviario, arrivato ai minimi storici. I pendolari devono sapere che ogni minuto di ritardo e ogni disservizio che subiscono dipende in larga misura dai ritardi e dalle inadempienze della Regione Lombardia. Che viaggia come un locale che continua ad accumulare ritardi, di anno in anno, senza raggiungere mai la meta di standard di qualità europei. Ogni anno che passa, questi ritardi pesano sempre di più. Il capotreno Formigoni e i suoi controllori sembrano essersi accorti solo ora dei problemi delle ferrovie. Alcuni iniziano ad ammettere che l'inversione di tendenza chiesta più e più volte dal nostro gruppo non può più essere rinviata e anzi va considerata la possibilità di rivedere il contratto di servizio, purtroppo già sottoscritto dalla Giunta regionale. Da ultimo, il tocco di classe che mancava: abbiamo saputo che l'incontro tra i vertici della Regione e Trenitalia che si sarebbe dovuto tenere oggi è procrastinato a domani. Tanto per rimanere in tema, forse i nostri eroi viaggiano in treno...

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regione

giovedì, gennaio 12, 2006

Il PdL DS sull'inquinamento: per un dibattito all'aria aperta...

Il gruppo regionale dei Democratici di Sinistra ha presentato il progetto di legge dedicato all'inquinamento (scaricalo dal nostro sito). Dopo mesi di slogan e di uscite sui giornali da parte di Formigoni e dell'assessore Domenico Zambetti detto Termostato, finalmente una proposta strategica per affrontare nel suo complesso la lotta all'inquinamento. Punti forti del PdL sono l'estensione dell'area critica a tutta la Lombardia e l'adozione di una politica dei blocchi che tenga conto dell'emergenza e che interpreti correttamente il problema. Non è possibile che, se la soglia si supera a metà di dicembre, il blocco si programmi per il 7 gennaio (dovendo, poi, in una versione caricaturale di quello che dovrebbe essere il governo regionale, anticipare di un giorno l'inizio dei saldi, previsto per la stessa data). In più, una strategia dell'accesso che sappia armonizzare i divieti con politiche di road pricing e che miri al rilancio del trasporto pubblico locale, attraverso una percentuale dell'accisa sulla benzina, degli introiti del bollo auto e del ricavato da eventuali ticket d'ingresso alle città (come a Londra, gli unici ticket che ci piacciono). E poi investimenti per la ciclabilità, per l'estensione delle aree pedonali, per un ripensamento radicale dei tempi e degli orari delle nostre città. Il tutto realizzato attraverso il confronto quotidiano con gli enti locali, troppo spesso dimenticati dal governo regionale, che devono invece essere, insieme alla Regione, i promotori di simili politiche. Da ultimo, un appello ad un bagno di umiltà da parte della Giunta regionale, perché sappia confrontarsi con chi fa meglio (altre regioni) e perché abbia finalmente il coraggio di aprire davvero un dibattito a tutto campo, presso le commissioni e il consiglio regionale. Quel posto dove dovrebbero essere assunte le decisioni di indirizzo e dove purtroppo ci si limita a osservare il lavoro della giunta. In un centralismo del centralismo che non fa bene a nessuno. E dove il dibattito è rarefatto, come l'ossigeno nell'aria lombarda (diceva la pubblicità: c'è qualcuno?).

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regione

mercoledì, gennaio 11, 2006

Come Bolzano: per un piano di grande respiro

Domattina presenteremo alla stampa un pdl contro l'inquinamento di valore strategico, per mettere in campo tutte le iniziative possibili per fronteggiare l'emergenza. Un progetto di legge che supera di slancio il cosiddetto piano antismog di Formigoni e Zambetti per affrontare sul serio il problema, uscendo dalla logica minimalista dell'attuale governo regionale. Come fanno a Bolzano, per esempio: date un'occhiata al piano anti-smog del Comune altoatesino e le soluzioni che hanno individuato cliccando qui.

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regione, citta possibili

martedì, gennaio 10, 2006

Monza e il Senegal

Con grande piacere, annuncio coram populo che la Provincia di Milano, Alsi S.p.A., l'Associazione Industriali di Monza (AIMB), il Comune di Monza, COSA e Cisao (la Camera di Commercio Italia Senegal presieduta dal monzese Felice Barlassina) hanno sottoscritto un protocollo di intesa per la realizzazione di un impianto di depurazione e servizi igienici nel villaggio di Ndiassane, in Senegal. Si tratta di una bella notizia e di una iniziativa a suo modo rivoluzionaria. Un progetto di sostegno  verso un Paese africano che rappresenta una declinazione limpida e fattiva di cooperazione decentrata. Un bel risultato per tutti coloro che hanno sollecitato un ruolo nuovo dell'amministrazione comunale di Monza, che ha così recuperato un ruolo 'internazionale' nel senso più pieno del termine. Dimostrando che è possibile interpretare in modo diverso la globalizzazione e mettere a disposizione il proprio know-how per aiutare le popolazioni meno fortunate. Complimenti.

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monza, citta possibili

Il sabato della libertà e dei diritti

Sabato 14 gennaio, tra Milano e Roma, si terranno due importanti manifestazioni politiche, dedicate rispettivamente alla difesa della 194 e alla promozione dei PACS. Un appuntamento fondamentale per ribadire ed estendere le libertà personali e i diritti di tutti. Non mancate.