Domani, 1 aprile, giornata mondiale senza Berlusconi. Partecipa anche tu: non nominare per nessun motivo il premier uscente. Pensa alle cose belle e importanti che si devono fare per salvare questo Paese. Da un'idea di Maria Emanuela Adinolfi, la proposta di Ossigeno a Milano. Clicca per saperne di più.
In questi giorni, ho avuto più volte il piacere di accompagnare Franco Grillini, deputato DS e candidato alla Camera per l'Ulivo, in alcune iniziative elettorali. E' un piacere ascoltarlo e seguire le argomentazioni che sostengono la proposta di legge sui Pacs. Ieri sera, a Limbiate, ho proposto che, nel caso non dovessero essere eletti parlamentari brianzoli, possiamo adottare 'a distanza' Franco Grillini e chiedergli di mantenere con noi un rapporto privilegiato su questioni così importanti e strategiche come quelle legate ai diritti civili. Franco ha detto sì. Adottato!
L'Ansa riferisce di una discussione accesa ieri nella seduta della giunta regionale della Lombardia per una delibera sui "contributi per l'attuazione di progetti di promozione educativa e culturale". An non ha condiviso la proposta dell'assessore alle Culture, Ettore Albertoni, Lega Nord: il contributo di 10000 euro alla Confraternita del Leone per la settimana edizione dei Celtic Days "I de' de i selti dumilases", o quello di 12000 per la sagra del vino "Al scior del Torcol" in Valcamonica, o ancora quello di 8 mila per "Sulle orme di Ariberto da Intimiano, seconda fase". Un dibattito che la dice lunga sulla qualità della proposta culturale della Regione Lombardia. Mentre tutto il mondo si interroga sulla globalizzazione, l'incontro delle diverse culture del pianeta, nella Regione più avanzata del Paese si discute se sia il caso di finanziare nuovamente i Celtic Days della Confraternita del Leone (a qualcuno verrà in mente Happy days e la Loggia dei leopardi...). Siamo con evidenza al surrealismo padano, ma è ancora più incredibile vedere una figura storica di grande importanza, quella di Ariberto da Intimiano (correte a visitare la chiesa di San Vincenzo a Galliano di Cantù oppure documentatevi sulla storia del Comune di Milano) accomunata nella critica alle rassegne da strapaese. Disdicevole la proposta dei leghisti, insomma, ma parecchio ignorante anche la critica di AN. Povero Ariberto. E poveri noi. P.S.: la confraternita del Leone, per farsene un'idea.
Nella sua forsennata campagna elettorale Formigoni inaugura anche quello che non c’è. La cerimonia di posa della prima pietra del nuovo Ospedale di Vimercate è solo una parata elettorale a favore del presidente di Regione Lombardia a spese dei cittadini: non c’è ancora il progetto definitivo-esecutivo e non è stato quindi ancora rilasciato alcun permesso per intraprendere i lavori di costruzione dell’opera. Formigoni inaugurerà un campo, posando 'a caso' una prima pietra che ha solo un valore elettorale. A Vimercate ci si chiede perché al Comune è stato imposto di rinviare l’inaugurazione ufficiale della Caserma dei vigili del fuoco, attesa da vent’anni e finalmente funzionante, mentre al Governatore si organizza una passerella per annunciare un’opera molto prima del suo vero inizio. Al solito due pesi e due misure, unitamente alla solita manifestazione di protervia degli uomini del centro-destra, che sistematicamente piegano le istituzioni ai loro interessi. Così, mentre il Sindaco Brambilla ha dovuto lasciare la carica per candidarsi al Senato il Presidente Formigoni prende in giro gli elettori tenendo il piede in due scarpe ed utilizza il suo ruolo in chiave politica.
Segnalo un'iniziativa di grande interesse a cui sono stato invitato a partecipare. Venerdì 31 marzo, Casa della Cultura, ore 20.30,via Borgogna 3, Milano, proiezione del film inedito in Italia, Il fare politica. Cronache della Toscana Rossa (1982-2004) di Hugues Le Paige (Francia/ Belgio 2005, 86’). Ne discutono Ferruccio Capelli, Giuseppe Civati, Valentina Laterza, Pierfrancesco Majorino, Armando Sandretti. Dalla nota di presentazione del regista: “Fabiana, Carlo, Claudio, Vincenzo… Li ho incontrati nel 1982 a Mercatale, il paese toscano in cui abitano, nei pressi di Firenze. Avevano tra i 25 e i 45 anni ed erano militanti orgogliosi del Partito Comunista Italiano, questo strano partito che ha segnato la storia e che per loro rappresentava anche una scuola e una famiglia. Per oltre 20 anni (1982-2004) sono tornato a Mercatale regolarmente, ogni due o tre anni. Attraverso la vita del paese il film descrive la loro evoluzione politica e personale nel lungo periodo. Storie umane e politiche distribuite nell’arco di un quarto di secolo, ma anche problematiche legate al presente: cosa è rimasto dei loro sogni di cambiare il mondo nell’Italia di Berlusconi? E a livello più universale: cosa può fare ancora la politica? Al momento di tracciare un bilancio conclusivo le esperienze personali, ricche e diverse tra loro, si ricongiungono sotto il segno del dubbio e della fedeltà”.
Un Formigoni frizzante come un lambrusco ha presentato l'edizione 2006 di Vinitaly. Il presidente barricato (non solo nel senso della barrique) ha risposto alle domande su ribolla gialla e pinot grigio, ma ha esternato anche sull'oro nero dello scandalo Oil for food. La sua è stata la solita difesa d'ufficio: ha ricordato di come volesse aiutare i bambini che muoiono di fame e che il suo impegno in Iraq mirasse soltanto a quello scopo. Tutto qui. Delle inchieste e del merito della questione, nessuna parola. In vino mediaset.
Solo le briciole per il diritto allo studio e per l’edilizia scolastica: questo è stato il nostro commento ai provvedimenti approvati ieri dalla commissione cultura del Consiglio regionale. Due sono gli atti che abbiamo constestato. Scandaloso è soprattutto il provvedimento che riguarda il diritto allo studio: fissa il tetto per gli assegni di studio (1,333 milioni) e assegna ai piccoli Comuni le risorse necessarie per il trasporto scolastico e l’assistenza ai disabili (4,493 milioni di euro): risorse che la Giunta regionale lascia inalterate ormai da un quinquennio, per la misera somma di 5,826 milioni di euro, a cui si aggiungono le altrettanto scarse risorse destinate all’orientamento musicale (1,514 milioni). Vale la pena di ricordare che lo stanziamento per il buono scuola è di circa 41 milioni di euro, cioè 30 volte quanto viene destinato per gli assegni di studio, a cui vanno 1,3 milioni di euro. E gli assegni di studio - del valore di 500 euro (sigh) - sono riservati a quegli studenti che hanno la media dell’ottimo o del sette e mezzo e un reddito ISEE inferiore ai 15mila euro. Insomma, gli studenti poverissimi e super bravi, condizioni non richieste a chi concorre per i buoni scuola per l’accesso alle scuole private. Questa, bellezza, è la Regione Lombardia.
Stasera a Limbiate, con Grillini, sui diritti civili. Domani, giovedì, a Muggiò - sala della cooperativa - sull'università ai tempi della Moratti. Venerdì alle ore 18 a Vimercate per discutere di cultura insieme a Fontana, poi a Desio per un saluto alla cena elettorale dei DS locali (Casa del popolo) e poi in Casa della Cultura a Milano, per la presentazione di un film dedicato alla vita politica, con Capelli e Majorino. E, ancora, sabato a Vimercate con Grillini, per un aperitivo alla Locomotiva alle ore 18 e a cena alla cooperativa di Canonica (Triuggio) in una delle migliori sezioni (e cucine) della Brianza. Poi domenica: alla mattina biciclettata dell'Unione a Monza con aperitivo finale in piazza Carrobiolo. Nel pomeriggio a Carate, per un'iniziativa di Sinistra giovanile, e la sera a Cogliate, per un incontro dell'Ulivo.
Film di Moretti, recensione di Formigoni: "se ne sconsiglia vivamente la visione...". Formigoni sostiene di non avere pagato il biglietto - giammai - ma di avere visto il film in dvd. Un dvd pirata, che un "vu' cumprà" (letterale) gli ha tirato dietro: "Ieri sera un vu' cumprà mi ha avvicinato per vendermi il dvd, io l'ho rifiutato, ma lui mi ha inseguito e me lo ha regalato". In questo Paese sono comunisti anche i vu' cumprà. Complimenti a Formigoni che non rifiuta il dvd pirata e anzi lo prende senza pagarlo, in barba alla legge sulla contraffazione e ad un minimo di umanità. Il film, però, non lo ha visto tutto: "gli ho dato solo un'occhiata". Però lo sconsiglia. Mitico. (Grazie a l'Unità per averne parlato).
“Pensavamo che il Gran Premio di Monza si tenesse nella seconda domenica di settembre e non nella seconda domenica di aprile. In realtà è di segno perfettamente elettorale l’iniziativa del centrodestra lombardo, che ha oggi presentato una proposta di legge ‘salva autodromo’ che mira a superare l'ordinanza del tribunale che blocca le manifestazioni sportive all’Autodromo per lo sforamento dei limiti di rumore. Tutte le forze politiche vogliono trovare una soluzione per consentire lo svolgimento della gara di Formula 1. Va però fatto con attenzione e con serietà, adottando misure conclusive ed equilibrate che consentano l’attività motoristica ma che nello stesso tempo tutelino la salute dei cittadini. Di quest’ultima nel PdL della destra non c’è alcuna traccia e non è una cosa seria. Formigoni ha preferito presentare il progetto di legge in una manifestazione elettorale anziché discuterne prima in sede istituzionale, coinvolgendo anche il Comune di Monza, nonostante le promesse di un atteggiamento bipartisan. Oggi c’era il sindaco di Biassono, leghista, ma mancava il sindaco del capoluogo, attualmente anche presidente dei sindaci brianzoli. Chissà come mai… È l’ennesima dimostrazione che la candidatura di Formigoni al Senato sta orientando tutta l’attività della Regione in chiave elettorale per assecondare le ambizioni del suo Presidente candidato”.
«Noi vogliamo una Italia che non diventi un paese plurietnico, pluriculturale. Siamo fieri della nostra cultura e delle nostre tradizioni». L'ha detto Berlusconi a Radio anch'io. Non ci sono commenti. Solo che siamo stanchi di dichiarazioni inquietanti e irresponsabili. Con Pera. Alla frutta.
Questa volta non può fare finta di non conoscerlo, come aveva fatto con Marco Mazarino De Petro, il primo tra i suoi collaboratori coinvolto nello scandalo Oil for food. Con l'iscrizione nel registro degli indagati di Fabrizio Rota, segretario particolare di Formigoni al Pirellone fin dal 2000, la questione Oil for food si avvicina sempre di più al presidente-senatore. Lo staff del presidente, come sempre, minaccia querele, come già lo scorso anno e l'anno prima. Secondo quanto riferito da Repubblica, Rota avrebbe mandato un fax - trovato a casa di Saverio Catanese, imprenditore del petrolio - in cui illustrava a De Petro le modalità per ottenere i finanziamenti del programma internazionale. Andrea Montanari nell'articolo presenta Rota come il vero e proprio stratega di Formigoni. Chissà se quest'ultimo - come ogni giorno della sua campagna elettorale alle prese con tutte le inaugurazioni possibili e immaginabili (oggi il menu prevedeva Agenzia per le Onlus, ospedale di Legnano, i lavori all'abbazia di Chiaravalle) - vorrà dire qualcosa, per la prima volta, per dissipare i dubbi sempre più inquietanti sulla propria responsabilità politica sulla vicenda. O se si limiterà al ruolo, sempre più scomodo, di pesce in barile.
Stamattina abbiamo depositato il Progetto di Legge per la creazione di un Fondo unico regionale dello spettacolo. Finanziamenti certi e programmati da parte della Regione per cinema, musica e teatro. E' dal 1980 che, in materia, non vi sono novità legislative. Le tre leggi del settore sono rispettivamente del 1977, del 1978 e del 1980. Con questo progetto si vuole costituire un Fondo unico che comprenda il riparto del FUS nazionale e finanziamenti propri della Regione. Un Fondo che venga gestito di concerto con gli Enti locali e con gli operatori del settore, per superare così le arbitrarietà e i dirigismi dell'attuale (fino a quando?) Giunta regionale: dal forse, quindi, al FURS. Per saperne di più consultate la relazione e il testo del PdL e il rapporto sulla cultura in Lombardia: Vi invitiamo a richiamare più tardi.
Lunedì 27 marzo, alle ore 21, coordinerò un incontro a villa Pallavicini, via Meucci, 3 a Milano (M2 Crescenzago). Il titolo è di per sé significativo: Liberandoci. Laicità, diversità, libertà. Presentazione del Manifesto sulle libertà. Con me interverranno Alessandro Cecchi Paone, Arianna Censi, Franco Grillini, Aurelio Mancuso. Scarica il volantino.
Non penso che Il Caimano sia il più bel film di Nanni Moretti, ma solo perché mi sono piaciuti molto gli altri (a cominciare da quel capolavoro che è La stanza del figlio). Non penso nemmeno che tutta l'attenzione mediatica (tipicamente italiana) intorno al film gli abbia giovato. Del resto non credo che avrà alcun effetto elettorale e sarebbe assurdo pensarlo. Quello che credo è che sia davvero un bel film, con un avvio strepitoso (un Tarantino a sua volta spaghettizzato), attori straordinari (con il miglior Silvio Orlando di sempre), una bellissima storia d'amore che sta finendo, una complessa e ricca interpretazione della società italiana e del suo smarrimento. Il momento più alto, in cui il senso del film si coglie con più bellezza, è la scena in cui Orlando e Buy viaggiano, dopo essersi separati, su due auto diverse, salutandosi e trattenendosi insieme, lasciandosi andare e però fermandosi ancora un po', con la straordinaria The blower's daughter di Damien Rice ad accompagnarli e a farli danzare sulle strade di Roma. Il film ha alcuni limiti, a cominciare dal fatto che l'epopea berlusconiana che ispira il film nel film non sembra sempre integrarsi perfettamente con la storia del protagonista e che le condizioni di contesto così pervasive - le elezioni, il ruolo politico di Moretti degli ultimi anni - rendono tutto un po' troppo didascalico e non consentono di apprezzare appieno la lettura del berlusconismo che Moretti, attraverso la serena durezza della giovane regista interpretata da Jasmine Trinca, ci vuole offrire. A un certo punto del film, ben prima del finale sorprendente e inquietante insieme, sorge un dubbio: e se il berlusconismo non ci fosse stato, nel film di Moretti ma anche nella storia italiana? Forse sarebbe stato meglio. E questo è il messaggio più chiaro e semplice per poter apprezzare il Caimano, l'Italia e noi stessi. Perché Moretti parla di sé molto, forse troppo, ma sa raccontare le nostre inquietudini, fin da La messa è finita, come pochi altri.
Non ho votato Ivan Scalfarotto alle primarie, ma trovo che il suo libro Contro i perpetui, Il Saggiatore, sia un testo importante. Scalfarotto è arrabbiato e ne ha ben donde: se la prende con la politica che tratta il cittadino con un bambino, che non parla chiaro e per cui ogni cosa è un compromesso. Se la prende con un'Italia in cui vai avanti "solo se sei già seduto da qualche parte". Se la prende con l'assurdo dibattito sui Pacs, "una realtà consolidata da anni" rispetto alla quale la politica offre risposte timide e confuse. Se la prende con la presbiopia della società italiana, con quella visione datata che accompagna le scelte strategiche. Se la prende con l'esclusione dalla stanza dei bottoni delle nuove generazioni, il cui coinvolgimento consentirebbe una diversa proposta politica rispetto alla questione dei diritti, della tecnologia, dell'integrazione europea. Una generazione nuova che ha vissuto più direttamente le trasformazioni della società e che ha uno sguardo sul mondo più capace di comprenderle. E che è forse è venuto il momento di coinvolgere: non per convocare l'ennesimo convegno sulla questione generazionale e per consentire ai giovani di presentarsi come giovani e in quanto tali meritevoli di attenzione. Ma per affidare loro una quota consistente del governo del Paese. Prima che diventino presbiti anche loro.
La Lega presenta un Progetto di Legge regionale per 'salvare' l'autodromo dall'ordinanza sul rumore del Tribunale di Milano. Vengo contattato da esponenti del centrodestra che mi chiedono collaborazione, in uno spirito bipartisan. Auspico misure serie e conclusive perché la politica dia per una volta una risposta seria. Poi succedono due cose. Per prima cosa leggo il PdL e scopro che non contiene alcuna indicazione sulla riduzione dell'impatto dei bolidi (ad esempio con barriere fonoassorbenti) ma si limita a proporre una scorciatoia per rendere inoffensiva l'ordinanza del Tribunale. Subito dopo mi arriva un'agenzia che dice che Formigoni, Alboni, Ponzoni e Zanello (a rovinare la rima) terranno una conferenza stampa all'autodromo lunedì, per presentare il PdL, senza coinvolgere nessun altro (più che bipartisan, biforcuti). La legge verrà discussa in Commissione e in Aula solo dopo le elezioni, ma il candidato Formigoni non perde occasione per farsi vedere in campagna elettorale, per presentare un testo di legge che così com'è non va bene. Che tristezza.
Alberto da Giussano è diventato suo malgrado simbolo del partito di Bossi. Tornato da Roma, dopo cinque anni di governo a guida leghista (Berlusconi essendo supercondizionato dai padani), Alberto sembra deluso, a tratti disperato. Nessuno degli impegni che aveva preso con la sua gente è stato rispettato: delle grandi opere solo la prima pietra, dei poteri ai Comuni un pallido ricordo, del federalismo fiscale neanche a parlarne. Ora se ne torna nella sua Brianza, meditando, come tanti, di cambiare carroccio, all'insegna di una politica di vero federalismo. Clicca qui per comprendere il disagio dell'eroe lombardo e per valutare l'ampolla di sapone del leghismo di governo.
Se passate da una libreria, in questo primo fine settimana di primavera, non dimenticate di acquistare Come ti sei ridotto. Modesta proposta di sopravvivenza al declino della nazione di Curzio Maltese, Feltrinelli. E' un saggio folgorante e durissimo che, guarda caso, muove da uno spietato ritratto di una Milano "senza splendore" per arrivare, dopo un largo e approfondito giro all'interno della società italiana, a Sesto San Giovanni e al progetto di Renzo Piano sull'area Falck. Tra Milano e Sesto - seguendo un coerentissimo filo rosso (i pendolari penserebbero alla metropolitana) - si parla dell'Italia, delle sue debolezze, della sua incapacità di ritrovarsi. Per chi come me si trova d'accordo con la condanna del craxismo e della modernità degli stracci della politica degli anni Ottanta da cui emersero, con modalità diverse, Berlusconi e Bossi, il libro offre una prospettiva di grande valore. Maltese si interroga senza reticenze su quello che ci attende, indicando la necessità di uno scatto, di una piccola rivoluzione morale e strategica rispetto soprattutto alla rappresentazione di questo nostro Paese, a ciò che l'Italia pensa di essere. Una frase riassume il senso del libro: "forse la radice di tutto risiede nell'avversione sistematica verso il non mediocre" (p. 19). Si parla di merito, di diritti, di giovani, di mobilità sociale. In poche righe, il senso della sfida del 9 e del 10 di aprile. Che non è soltanto l'occasione decisiva per "mandare a casa" Berlusconi, ma anche per un profondo rinnovamento della società italiana. A partire da quella società che vuole rappresentarla e che per prima deve cambiare: la politica.
Davide Boni è l'assessore di punta della Lega in Regione. Sentite cosa risponde rispetto alla modifica della legge 12 che mette a repentaglio il territorio di Monza per la seconda volta. ''Capisco il clima da campagna elettorale - ha commentato Boni - ma se io fossi l'assessore alle matite della Lombardia, e Berlusconi comperasse matite sarebbe assurdo dire che tutte le norme sulle matite sono fatte per il presidente del Consiglio. Ci sono persone che abitano in Lombardia e altre fuori pero' l'intelligenza e l'onestà della Regione e del Consiglio regionale non possono essere svilite''. A parte che nella dichiarazione in qualche modo ammette che la modifica della legge 12 aiuta il matitaro, ci chiediamo: l’assessore alle matite è lo stesso Davide Boni della puntata di Report (Rai3) di domenica 23 ottobre 2005, in cui si parlava proprio della legge 12? Ecco cosa diceva quel Boni: Davide Boni - L'iter di questa legge alla fine è stato molto strano. È arrivato praticamente l'ultimo minuto utile dell'ultimo giorno utile della passata legislatura. Autore - Per cui anche secondo lei è un articolo mirato proprio per quei due comuni? Boni - Evidentemente questo non lo dico io però sulla statistica di 1545 comuni lombardi gli unici che si trovano in quelle condizioni sono due: c'è Campione d'Italia, c'è Monza. (la trascrizione della puntata si trova alla pagina: http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=222). Il nostro commento: temperi le dichiarazioni prima di parlare.
Lunedì mattina il gruppo regionale dei DS terrà, alle ore 11, presso l'auditorium del Consiglio regionale (via F. Filzi, 29), una conferenza stampa dedicata alla cultura. Si contesteranno le principali scelte e linee strategiche dell'assessore Albertoni, che si è mosso sempre all'insegna di una interpretazione riduttiva della ricchezza culturale della Lombardia, della possibilità che essa si relazioni con altre forme, nuovi codici, linguaggi innovativi. Una visione 'ombelicale' alla ricerca di radici più presunte che reali, che non ha nemmeno saputo interpretare il tema della tradizione, dell'identità e della memoria. Una gestione che ha promosso poco i territori, nonostante la retorica della piccola patria che sempre l'accompagna, che non ha promosso le buone pratiche, non ha fatto crescere la consapevolezza della cultura. Declinando progressivamente dal folk al bifolk, potremmo dire, con una totale sottovalutazione dei processi di integrazione culturale. Alla voce intercultura non c'è nulla. E quando si parla di culture, si pensa a quella di Mantova o di Lecco. Tutt'al più dei Grigioni. Il resto (così vicino nel mondo di oggi), è lontano, lontano dal Pirellone.
Questa sera - venerdì 24 marzo, ore 21 - sarò a Muggiò (sala della cooperativa) con Maria Fiorito, candidata alla Camera, per un incontro promosso dai DS locali. Domani - sabato 25, ore 21 - sarò a Lissone, Biblioteca civica, con Fiorenza Bassoli, candidata al Senato, per parlare di diritti civili.
L'anno scorso, il Consiglio regionale votò con una maggioranza risicatissima la legge urbanistica (12/2005). Un comma, per la precisione il comma 2 dell'art. 25, colpiva la città di Monza, rendendo di fatto vano il lavoro dell'amministrazione Faglia in campo urbanistico, inteso a ridare dignità a una materia bistrattata dalla precedente giunta di centrodestra. L'attuale assessore Boni ha ammesso in televisione (Report) che si è trattato di un dispositivo ad hoc. Una vergogna. A un anno di distanza, dopo che l'Amministrazione comunale di Monza si è rimessa 'sotto' e ha predisposto il Piano di governo del territorio a tempo di record, la Regione si accanisce ancora e, attraverso la nuova modifica della legge regionale adottata ieri in Giunta da Formigoni e dai suoi, cancella le salvaguardie, riducendo da cinque a tre anni il periodo di tutela: per Monza, di fatto l'unica città colpita da questo provvedimento, ciò significa che le salvaguardie non scadranno come previsto nel 2007, ma sarebbero già scadute dal 2005, essendo l'ultimo piano approvato del 2002. Un provvedimento grave, che rischia di aprire una fase di edificazione disordinata quando non selvaggia. Il provvedimento passerà in Commissione e in Consiglio e potete stare sicuri che venderemo cara la pelle. Non vorremmo infatti che qualcuno potesse pensare che la Regione legifera per fare gli interessi di qualcuno e che in tutto questo lavorio (che ricorda simultaneamente la tela di Penelope e quella del ragno) c'entrasse la questione della Cascinazza di Paolo Berlusconi. Sarebbe quasi scontato...
Con grande piacere annuncio la presentazione del Progetto di legge per la promozione della ciclabilità messo a punto dal gruppo regionale dei Democratici di Sinistra - Uniti nell'Ulivo. Si tratta di un progetto di legge partecipato, a cui potete contribuire anche voi, con proposte, riflessioni, suggerimenti e integrazioni: trovate il testo cliccando qui. Lo depositeremo soltanto dopo questo giro, ampio e condiviso, di consultazioni. Proponiamo un ampio raggio di soluzioni (con particolare riguardo alle infrastrutture, ai servizi, all'interscambio con i mezzi pubblici) sia a livello urbano che extra-urbano (con un occhio di riguardo al turismo). Sosteniamo finanziamenti certi da parte della Regione - fino a coprire quasi la totalità delle spese e degli investimenti - attraverso l'utilizzo del 2,5% delle entrate derivanti dal bollo auto: per la prima volta, l'auto finanzierà la bici. Un messaggio forte e chiaro. Soprattutto per quelle amministrazioni - come quella monzese (consentitemi la 'deformazione' locale) - che si sono così tanto impegnate in questi anni per promuovere un uso sicuro e comodo della bicicletta nella nostra città ('dorsale' del Canale Villoresi, nuovo accesso ciclopedonale alla stazione, attraversamenti in sicurezza, interscambio con i mezzi pubblici, promozione della cultura della bicicletta). Ma un messaggio forte e chiaro anche per Milano, la città meno ciclabile del mondo, che deve guardare a modelli europei più avanzati. Il nostro progetto vuole essere anche questo, con un côté 'eversivo', che guarda ai provos e alle loro biciclette bianche, ma soprattutto con la certezza di politiche serie e coerenti dal punto di vista amministrativo. Contribuite anche voi a migliorarlo.
Mentre in Lombardia infuria la polemica di Cesa che chiede la testa dell'assessore Zambetti - per altro candidato come il presidente per andare in Parlamento - Formigoni è a Roma. Pare che, dopo la ricognizione di qualche giorno fa dei suoi collaboratori nei pressi di Palazzo Madama, si sia recato a Palazzo Chigi, probabilmente per inaugurarlo... Conosciamo Formigoni: il suo vero scopo è la Casa Bianca, da dove vorrebbe ribadire le cose gravi che Formigoni ha pronunciato oggi, sui Pacs, sull'Occidente, sull'interruzione di gravidanza. Altro che riformismo lombardo: l'orizzonte di Formigoni è l'ultraoconservatorismo all'americana. Ed è venuto il momento di ricordarlo ai cittadini lombardi.
Tra le altre cose, la finanziaria 'ammazza' anche la navigazione sui laghi di Como, di Garda e Maggiore. Il taglio da parte ministeriale del 30 per cento delle risorse disponibili (l’equivalente di 8 milioni di euro) comporta l’inevitabile diminuzione delle corse dei traghetti. E’ necessario dunque che la Regione metta a punto un piano di interventi da effettuare immediatamente e solleciti direttamente le parti in causa sui diversi tavoli di discussione, come abbiamo proposto, per ora inascoltati, già da qualche settimana. Come se non bastassero le difficoltà che si riscontrano in Lombardia per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, anche i traghetti sono a rischio. "Nave senza nocchiero"?
Il Tgr viola la par condicio perché dedica troppo spazio al presunto Presidente-senatore Formigoni. A dispetto della “politica non urlata ma fatta con calma” che Formigoni va sbandierando, la sua presenza in tv è sempre più evidente e incontrastata. Abbiamo già detto che Formigoni dovrebbe astenersi dal partecipare, ad esempio, alle numerose inaugurazioni, lasciando ad altri questo oneroso compito. Ma è ancora più grave che il Tgr si preoccupi di documentarle tutte, senza considerare che siamo in campagna elettorale e Formigoni è un candidato come gli altri.
Abbiamo scoperto come farà Formigoni a decidere se andare a Roma o rimanere a Milano. Con la radio: "Ho pensato innanzitutto di utilizzarla queste due settimane. Però non escludo che possa continuare, potrebbe essere uno strumento per sentire il parere dei cittadini se devo andare a Roma o restare qui". Dopo l'applausometro della Corrida, un'evoluzione significativa all'interno del sistema delle istituzioni democratiche del nostro Paese.
Formigoni vara la sua webradio, che lo accompagnerà per tutta la campagna elettorale. Un bel colpo. Abbiamo sempre sospettato che lo facesse di lavoro. Il deejay. L'uomo degli annunci, intendo. E adesso ne abbiamo la riprova. I motivi - musicali e politici - sono sempre i soliti. Le affermazioni discutibili, come la sua scelta di candidarsi.
«Le idee di Hitler stanno per tornare in Europa». Ci mancava solo Giovanardi (a proposito dell'Olanda e dell'eutanasia), con una dichiarazione che ricorda da vicino il kapò di Berlusconi. Alla luce delle dichiarazioni del ministro e dello show del premier a Vicenza (per la prima volta una claque accompagnava una tragedia), pare proprio che l'attuale governo stia implorando di essere sostituito. Gli elettori sono d'accordo (cliccare per verificare).
Maroni propone che Formigoni si autosospenda per la campagna elettorale, sottolineando quanto noi avevamo già detto qualche giorno fa. Formigoni - sempre più teso - replica risentito: «E due: dopo Calderoli va fuori di testa anche Maroni, fare il ministro per la Lega è evidentemente un'esperienza che fa sbarellare. Resiste finora il solo Castelli, speriamo che tenga duro, d'altra parte è l'unico di Lecco e buon sangue non mente» (Apcom). Il messaggio è chiaro: si torna a votare. Formigoni cerca di anticipare la rottura con la Lega e dichiara, in via quasi ufficiale, che la sua maggioranza non esiste più, comunque vadano le elezioni del 9 e 10 aprile. Peccato per gli elettori che hanno votato la coalizione delle destre l'anno scorso...
Ieri sera, conferenza nell'aula magna dell'Università di medicina e chirurgia alle porte di Monza. E' stato presentato il nuovo campus, fortemente voluto dal sindaco Ippolito Ottone e dall'Amministrazione comunale di Vedano. Un'impresa che ha trovato subito il gradimento dell'Università, del Comune di Monza e della Regione Lombardia. Si sono sovvertiti alcuni luoghi comuni: che nessuno in Italia investa nella ricerca e nel welfare universitario, che i piccoli Comuni non sappiano pensare in grande, che le istituzioni non riescano a dialogare. Quando Massimo Cacciari provocò sul tema di una Brianza universitas, molti sorrisero, pensando ad una boutade senza fondamento, nella terra del "saper fare" e dei bassi, bassissimi livelli di scolarizzazione. E invece, a distanza di pochi anni, ci troviamo con un'università di medicina sempre più forte, con la facoltà di filosofia di Cesano Maderno e, forse, in futuro, con un'iniziativa del Politecnico nel Vimercatese. Un investimento per la Brianza, per la sua attrattività e competitività. Se una rondine non fa primavera, qualche università sì...
Domani, venerdì 17 marzo, alle ore 18.30, libreria Il Libraccio, piazza Indipendenza, 4, a Monza, presentazione del libro di Andrea Ranieri, I luoghi del sapere: un'occasione importante per fare il punto, con il responsabile nazionale Scuola dei Democratici di Sinistra, sul 'dopo Moratti'. Non mancate.
Formigoni versione candidato non è sereno, come si evince dalla polemica con il Corriere dell'altro ieri. E' talmente agitato che non rispetta le minime regole di comportamento istituzionale. Tutti si aspettavano che, una volta candidato, avrebbe lasciato agli assessori della sua Giunta, a cominciare dalla vicepresidente Viviana Beccalossi, l'incombenza di partecipare a tutte le conferenze, i meeting, i convegni e i buffet promossi dal governo regionale, per dedicarsi alla sua campagna elettorale nelle sedi più indicate, quelle messe a disposizione del suo partito. Invece Formigoni, oltre ad adottare un linguaggio sopra le righe (contro la Lega, contro i giornalisti, contro tutti quelli che trovano qualcosa da ridire sul fatto che eletto soltanto un anno fa si stia attrezzando per traslocare), continua imperterrito a interpretare tutte le funzioni di rappresentanza. A ribadire ancora una volta l'ambiguità di una scelta che andava portata alle estreme conseguenze: nessuno vietava a Formigoni di dimettersi prima delle elezioni. Così sono tenuti a fare i sindaci, ad esempio: il presidente della Regione avrebbe potuto fare lo stesso, e dedicarsi con tranquillità alla sua campagna elettorale. Del resto, la sua elezione, in quanto capolista di un partito non piccolo, è fuori discussione. A meno che nessuno - dico: nessuno - voti Forza Italia. Una prospettiva remota, che assume sempre più interesse...
Il Piano Cave della provincia di Milano, di cui abbiamo già parlato, è stato approvato dalla maggioranza in Commissione Ambiente, con il voto negativo dell'Unione. La notizia positiva è che sono stati stralciati i 2 milioni di metri cubi previsti a Caponago. Come già con Paullo, si eviterà di realizzare nuove cave in territori che non le volevano e potevano ospitare. Merito dell'Unione e del lavoro 'certosino' di questi mesi, ma anche della Lega, che ha votato l'emendamento su Caponago e ha appoggiato la decisione su Paullo, differenziandosi da Forza Italia.
Un'Ansa sintetizza una brutta giornata in Regione: D'ora in poi in Lombardia potrà fare domanda per un alloggio popolare solo chi vive o lavora in Regione da almeno cinque anni. Il Consiglio regionale, infatti, ha approvato oggi le modifiche al regolamento per l'assegnazione delle case Aler che prevedono anche questa novità. Forte l'opposizione del centrosinistra che ha presentato anche un'eccezione di costituzionalità (bocciata) e i sindacati inquilini che hanno annunciato un nuovo ricorso al Tar. Soddisfatta la maggioranza per un regolamento "equilibrato, che considera tutti i fattori, all'insegna di una maggiore trasparenza, semplificazione e razionalizzazione" come lo ha definito il presidente della Regione Roberto Formigoni. Beato lui, che risiede in Regione da più di cinque anni. E i risultati si vedono...
Qualcuno lo chiama già Faglienheit 9/11. In realtà si tratta di una cosa molto seria e impegnativa, a cui stiamo lavorando con Marta Villa. In breve, un documentario sulle trasformazioni della città di Monza. Un lavoro che vogliamo sviluppare in modo partecipato, rappresentando i cambiamenti di questi anni di governo dell'Amministrazione di centrosinistra. La bicicletta di Faglia costituirà il Leitmotiv - come la vespa di Moretti - ma abbiamo bisogno di tante idee perché il nostro piccolo film sia ricco e di qualità. Chi volesse partecipare, può farlo, inviando una email con le proposte o con materiale fotografico o 'girato' che possiamo utilizzare.
Domani sera, Villa Camperio, Villasanta, ore 21, conferenza su Giordano Bruno. Interverrò con una breve riflessione sul senso della filosofia per Bruno, alla luce delle ultime ricerche di Miguel Angel Granada, uno dei massimi studiosi di Bruno, con cui ho avuto il piacere di lavorare a Barcellona. Siete tutti invitati.
www.formigoni.it visitare per credere. Il presidente non ha aggiornato il sito ed è ancora presidente di tutti. Nel frattempo ha www.cambiatoidea.it: che qualcuno avvisi elettori e webmaster!
Mentre scrivo, ecco il comunicato dei Verdi. "Il mitico piano per la qualità dell'aria presentato ad agosto - spiega il capogruppo Carlo Monguzzi - non è purtroppo finanziato, anzi c'è una diminuzione dei fondi di 24 milioni rispetto al 2005 e di 64 rispetto al 2004". Infatti, secondo i Verdi (che hanno calcolato le voci di bilancio indicate in più occasioni dall'assessore all'Ambiente Domenico Zambetti) due anni fa la spesa è stata di oltre 251 milioni (più precisamente 251.736.271,39), l'anno scorso di 211.633.170,31 e quest'anno nelle previsioni sarà di 187.852.409,94. Senza contare che ci sono ''solo 500 mila euro per il risanamento acustico, che i grandi siti contaminati elencati nella pubblicazione dell'Arpa sono rimasti contaminati, che l'unico esempio di forestazione urbana (vantata dalla Giunta nel Piano) è stata la distruzione del bosco di Gioia a Milano, che il nuovo piano energetico della Regione, con l'autorizzazione di nuove centrali, porterà un aumento delle emissioni del 45%, che Formigoni ha istituito un solo parco (quello delle Grigne), mentre ha istituito 8 parchi naturali che non sono altro che il restringimento di 8 parchi regionali esistenti".
L'improbabile duo Formigoni-Zambetti (a scanso di equivoci, entrambi candidati al Parlamento) si è prodotto oggi nella presentazione del rapporto Arpa sull'inquinamento. Cosa hanno detto? Ma ovviamente che tutto va bene e che in Lombardia l'aria è sempre più pulita, anche grazie al Piano presentato il 4 agosto dello scorso anno. Da mesi chiediamo di avere un resoconto delle iniziative assunte in relazione a questo piano, ma è perfettamente inutile: nessuno della Giunta è disposto ad ammettere che la situazione è rimasta tale e quale e che il Piano ha lasciato l'aria che ha trovato. Da tempo attendiamo il progetto di legge sullo smog, che andrebbe discusso insieme al nostro, presentato mesi or sono all'attenzione di tutti i gruppi del Consiglio regionale. Solo che Zambetti non l'ha ancora predisposto, nonostante finalmente ammetta che ce ne sia bisogno. Sarà per il prossimo inverno...
Convegno DS-Margherita sul trasporto ferroviario. Alcuni dati, per dare un quadro della situazione attuale. Il 37% dei treni ha un numero di carrozze inferiore a quello previto. Il 12% dei treni ha uno standard di pulizia troppo basso. Il taglio delle risorse previsto nel 2006 per la manutenzione dei treni - vera fonte di tutte le disgrazie - è del 30%. Questi sono i dati, questa è la realtà. Siamo proprio sicuri che in Lombardia vada tutto così bene?
Formigoni è molto agitato, come si evince dalla polemica con il Corriere di questa mattina. E' talmente agitato che non rispetta le minime regole di comportamento istituzionale. Tutti si aspettavano che, una volta candidato, avrebbe lasciato agli assessori della sua Giunta, a cominciare dalla vicepresidente Beccalossi, l'incombenza di partecipare a tutte le conferenze, i meeting, i convegni e i buffet promossi dal governo regionale, per dedicarsi alla sua campagna elettorale nelle sedi più indicate, quelle messe a disposizione del suo partito. Invece Formigoni, oltre ad adottare un linguaggio sopra le righe (contro la Lega, contro i giornalisti, contro tutti quelli che trovano qualcosa da ridire sul fatto che eletto soltanto un anno fa si stia attrezzando per traslocare), continua imperterrito a interpretare tutte le funzioni di rappresentanza. A ribadire ancora una volta l'ambiguità di una scelta che andava portata alle estreme conseguenze: nessuno vietava a Formigoni di dimettersi prima delle elezioni. Del resto, la sua elezione, in quanto capolista di un partito non piccolo, è fuori discussione.
L'Unione di Vedano al Lambro ha individuato il proprio candidato sindaco attraverso le primarie. 1134 elettori (su 4600 totali) il numero - altissimo - di elettori che hanno partecipato alle operazioni di voto. Per intenderci, il 16 ottobre avevano votato 580 elettori, a dimostrazione che le primarie sono un esperimento che funziona (anche meglio) per le consultazioni locali. Gli elettori dell'Unione hanno scelto Patrizia Lecchi, attuale assessore all'istruzione. Va riconosciuto a Enrico Boerci (a cui rimane la consolazione di aver preso più voti di Prodi...), il grande fair play con cui ha interpretato la campagna e il notevole impegno che ha dimostrato, perché le elezioni si potessero svolgere con una grande partecipazione dei cittadini. Onore al merito di Vedano e del gruppo dirigente locale dell'Unione per la bella prova di democrazia partecipata che hanno saputo offrire.
Il Corriere Economia apre oggi con un servizio sul Palazzo Lombardia di Shanghai, definito un 'deserto' e descritto per quello che è: una sede non idonea (eufemismo) per rappresentare l'Italia e la Lombardia in Cina. Formigoni, si offende e, anziché rispondere nel merito, preferisce prendersela con il Corriere ("un soviet"), con Mieli (che "comanda") e con i giornalisti (che "eseguono"), sostenendo che "a via Solferino la professione giornalistica è morta". "L'articolo di oggi - conclude Formigoni - è spazzatura pro-Unione del dott. Mieli" che "prosegue la sua maleodorante campagna di propaganda politica". Formigoni, evidentemente contagiato dal Berlusconi chez Annunziata (da cui ha comunque preso le distanze, nello stesso momento in cui attaccava Mieli... quando si dice la coerenza!), dimentica di essere un uomo politico che ha il dovere di rispondere alle critiche e la butta in politica, con attacchi inqualificabili nei confronti di chi fa semplicemente il proprio mestiere. Risponda, piuttosto, sulla sede della regione Lombardia a Shanghai, portata come fiore all’occhiello del suo cesarismo lombardo e rivelatasi una cattedrale nel deserto, tristemente inutile per le imprese lombarde. Risponda su anni di costose missioni all’estero che non sono servite ad aumentare la competitività dell’economia lombarda. Risponda alle domande, se crede, ma non si abbandoni a insulti francamente intimidatori.
Molti si sono chiesti, in questi giorni, se fosse il caso di mandare nelle sale il Caimano, il film di Nanni Moretti 'contro' Berlusconi, che uscirà nelle sale il 17 marzo. Richiamandosi alla vittoria di Bush e al lavoro - presuntamente - inutile e controproducente di Michael Moore, alcuni critici hanno rilevato che la visione del film potrebbe fare perdere le elezioni allo schieramento democratico. Diffido sempre di argomentazioni di questo tipo: se Kerry avesse vinto sarebbe stato merito di Moore? Non è affatto detto, né vale il suo contrario. Quanto al Caimano posso solo consigliare di andarlo a vedere: si scoprirà che è un film sul cinema (nel senso della sua storia e del lavoro del regista e del produttore) e sulla società italiana, in cui Berlusconi è un riferimento presente e inquietante ma non così centrale come qualcuno ha voluto farci credere. Esattamente come sarà dopo il 9 aprile...
Il libro di Lakoff, Non pensare all'elefante, pubblicato in Italia da Fusi orari, ha chiarito con forza la necessità di non inseguire l'avversario sul suo terreno, di non usare il suo linguaggio, di dettare un'agenda politica autonoma e alternativa, di inserire le proposte in una cornice di valori e di speranze (non più soltanto un programma, cioè, ma un vero e proprio progetto che si ispiri a una cultura politica ben definita). Lakoff chiarisce perché vale la pena di individuare argomenti e simboli precisi. Un esempio: Formigoni si candida, 'mollando' la Regione? Bene, allora, si denunci il mancato rispetto degli impegni elettorali e del mandato ricevuto solo l'anno scorso, l'assenza ormai evidente di una maggioranza in Lombardia, la spregiudicatezza e l'ambizione che sottendono alla decisione di mettersi in lista. Ma non si perda nemmeno occasione per denunciare che, mentre Formigoni cerca fortuna al Senato, i servizi in Lombardia scivolano, i treni ritardano pur aumentando nei costi, i tagli delle finanziarie non sono compensati da politiche regionali, il disimpegno del presidente e dei suoi si riflette nell'incapacità di affrontare in modo strategico i problemi e di avanzare soluzione e risposte degne di questo nome. Qualcuno che ci prova, quotidianamente (formichine contro formigoni, potremmo dire) c'è: è l'Unione. (La lettura 'critica' del libro di Lakoff è consigliata a tutti, in vista del 9 aprile. Interessante, per i cultori della materia, è anche Mario Ajello, Storie di voto, Donzelli, 2006, in cui l'autore passa in rassegna la letteratura collegata al voto e alle campagne elettorali ("tra verità e romanzo" recita il sottotitolo). Ho trovato invece troppo attento al pettegolezzo e troppo poco all'analisi il Votantonio di Jacopo Iacoboni, sempre Donzelli e sempre 2006).
A Seveso ne stanno succedendo di tutti i colori. Il sindaco Galbiati aveva vinto le elezioni dicendosi assolutamente contrario ai sottopassi. Nel suo programma elettorale, tra l'altro, si trova: "L'Amministrazione ribadirà la propria ferma opposizione a qualsiasi opera di questo tipo (sottopassi ndr), che oltre ad avere un pesante impatto ambientale, porterebbe ad un peggioramento della qualità della vita ed al decadimento di molte realtà commerciali locali". Purtroppo, era una promessa berlusconiana: il Consiglio comunale di Seveso ha infatti votato nella seduta di giovedì (con il voto contrario dell'Ulivo) la realizzazione di un sottopasso in via Montello che procurerà molti problemi al quartiere San Pietro. Una delibera approvata in fretta e furia, senza dar retta a chi ha espresso preoccupazioni fondate e documentate (per farsene un idea, cliccare qui), in palese 'violazione' degli impegni elettorali. Sono cose che capitano troppo spesso, nel centrodestra. E anche a Seveso è ora di cambiare.
Si commenta da solo: la segretaria e un altro collaboratore del presidente della Regione Lombardia questa mattina hanno fatto un sopralluogo a Palazzo Madama, esaminando alcuni possibili uffici per quando Roberto Formigoni sarà eletto senatore. (ANSA).
Fino a ieri non esistevano. Forse perché si parlava di smog, si perdevano nelle nebbie padane. Viste dal Pirellone, sembravano scomparire, lontano lontano nel tempo e nello spazio. Sto parlando delle città lombarde. Per la prima volta, dopo tanti anni, qualcuno ha voluto ascoltarle, sentire le loro proposte, programmare un percorso comune. E' successo ieri in occasione di una seduta della Commissione ambiente del Consiglio regionale, con l'audizione degli assessori competenti di alcune città, tra cui anche Monza (le città amministrate dal centrodestra, pur invitate, non se la sono sentita di sottoporsi a un tale confronto democratico). Si è deciso che i Comuni verranno coinvolti nel lavoro preparatorio della Legge sull'inquinamento, esaudendo finalmente una richiesta dei Democratici di Sinistra. Che sia iniziata una nuova fase? Che finalmente, superata la fase folkloristica dei caminetti e dei maglioni, dei piani 'epocali' e delle promesse non mantenute, si parta con un lavoro serio e condiviso?
«Non credo che una persona seria, dopo un anno di governo della più importante Regione d’Italia, possa dire agli elettori che abbandona per un posto al Senato» Silvio Berlusconi, 7 marzo 2006, a proposito della candidatura di Formigoni. Se lo dice lui, c'è da credergli. Si segnala, però, che persone serie sono rintracciabili nelle altre liste, esclusa evidentemente quella di Forza Italia al Senato. Lì, di poco serio, c'è il capolista.
«Meglio fascista che frocio»: Mussolini sintetizza con una battuta folgorante il pensiero della destra circa l'omosessualità (il prossimo che dice che Zapatero è un estremista...). Più chiaro di così, si muore. Inutile aggiungere che in un Paese normale, dopo una frase del genere, ci si ritira a vita privata. Fascistissima, ma privata: un po' come gli investigatori di Storace...
Troppi impegni per la Sinistra milanese. Due episodi. Fnac, via Torino a Milano, 9 marzo 2006 (ieri), ore 13.30. Lionel Jospin presenta il suo libro Il mondo come lo vedo io edito in Italia da Sapere 2000. Introdotto da Gian Antonio Stella, spiega che a Roma l'ha presentato con Fassino, a Bologna con Cofferati, a Milano... senza un accompagnamento politico particolare. La gente in sala ride, pensando alla Sinistra milanese che non c'è. Vale poco dire: io c'ero. Gli altri, possibile che avessero tutti da fare? E, poi, sempre ieri, ore 17, sessantesimo anniversario della Casa della Cultura. In sala, tra i dirigenti della Federazione milanese dei DS, solo Pierfrancesco Majorino. Gli altri, possibile che avessero tutti da fare?
La Fiat se ne va, Formigoni anche: chi si occuperà dell'Alfa?
Come si temeva, la Fiat minaccia di licenziare i lavoratori dell'Alfa, se non verrà prorogata la cassa integrazione. Un fatto grave, perché è un chiaro segnale di disimpegno e di scarsa sensibilità ai problemi di sopravvivenza dei lavoratori coinvolti. Chiediamo alla Fiat di avere un atteggiamento più responsabile e al Governo di fissare urgentemente il previsto incontro per la proroga della cassa integrazione. In questa vicenda non possiamo però non sottolineare la grave responsabilità di Formigoni che in tutti questi anni ha fatto ai lavoratori promesse berlusconiane, raccontando di piani di sviluppo, come il polo della mobilità sostenibile e la reindustrializzazione dell’area, che si sono rivelati perfettamente irreali. Mentre Formigoni se ne va a Roma, le preoccupazione di Arese restano qui...
"José Luis Rodríguez Zapatero recibe al alcalde de Roma, Walter Veltroni, en La Moncloa". E' successo ieri, all'ora di pranzo, a Madrid. Avrei voluto essere una mosca, alla Moncloa, per ascoltare quello che si sono detti Zapatero e Veltroni, nei cinquanta minuti del loro colloquio. Sarei curioso di saperlo, perché i due sono a mio modo di vedere un riferimento fondamentale per la Sinistra europea (e non solo per i diritti civili)...
Sono un po' come i guidatori della domenica. Meglio diffidarne. Accorrono ai convegni si dicono dispiaciuti dell'attuale situazione lamentano l'arretratezza dell'Italia. Ogni anno. Ma solo l'8 marzo. Semel in anno licet insanire, evidentemente. E sono gli stessi che hanno chiuso le liste elettorali il 6 marzo - solo due giorni prima - con una presenza di donne limitatissima. Residuale. Ai minimi storici. Anche nel centrosinistra... Auguri alle donne. Tutto l'anno. E con un po' di coerenza.
Il Piano Cave della provincia di Milano si è incagliato per l'ennesima volta in Commissione, che sono mesi - è proprio il caso di dirlo - che non riesce a cavare un ragno dal buco su questo argomento. Stralciato l'ambito di Paullo, un milione e passa di metricubi in pieno parco agricolo, grazie alle richieste dell'opposizione accolte dal relatore, rimane aperta la questione Caponago. Lì la Giunta regionale ha pensato di aggiungere due milioni di metri cubi rispetto alla previsione della Provincia di Milano, che a Caponago non prevedeva nessun intervento. Il territorio è insorto e l'Unione ha ricordato più volte la necessità di stralciare un ambito che non vuole nessuno e che costituisce l'ennesima escavazione in una zona particolarmente 'provata' da interventi analoghi. Come a Inzago, la città che è diventata capitale regionale delle discariche per volontà dell'amministrazione Formigoni, anche Caponago è stata presa di mira. Settimana prossima la maggioranza, divisa sull'argomento, ci dirà se asseconderà le richieste della Giunta o se darà il proprio assenso alla liberazione del territorio di Caponago da una cava non voluta. Se così non sarà, per ogni metro cubo non richiesto, presenteremo un emendamento, perché a ogni cosa c'è un limite. Nota a margine: l'assessore Bernardo si candida e andrà a Roma. In tutti questi mesi, non ha avuto modo di farsi sentire dalla Commissione sulla questione Inzago già richiamata né sulla questione rifiuti. E pensare che nessuno voleva parlare delle inchieste che lo riguardano per altro molto gravi, ma solo chiedergli di riferire in Commissione sullo stato del piano rifiuti regionale, come per altro previsto dalla Legge. Ma forse siamo ingenui: a volte a Roma si va per non rispondere a Milano...
Formigoni si candida per il bene della Lombardia. Bene. Se fosse davvero così, e fosse davvero convinto della necessità di rappresentare la Lombardia a Roma, avrebbe dovuto dimettersi prima di mettersi in lista. Così fa un leader. Dopo averci abituato ai suoi ticket, il ticket che Formigoni ha in mano prevede l'andata e l'opzione sul ritorno ed è insomma un biglietto 'aperto'. Più che una lista poi quella di Forza Italia è una lista d'attesa - altro termine molto noto alla politica lombarda - e prevede che lui abbia novanta giorni, dopo la proclamazione degli eletti, per scegliere se andare a Roma o se restare presidente. Un periodo, che durerà fino ad agosto, nel quale la Regione non farà nulla, esattamente come dall'anno scorso ad oggi. A me questa cosa, semplicemente, sembra assurda. Si può votare l'11 giugno, con il secondo turno delle amministrative, anche per le regionali. Il Pirellone non è il castello di Elsinore: Amleto avrebbe dovuto sciogliere il dilemma con più classe e stile democratico. Senza volere a tutti i costi interpretare il desiderio dei lombardi, che fino a prova contraria l'hanno votato per fare il presidente non più tardi di un anno fa. E che adesso pretendono chiarezza. Esattamente come noi.
Il servizio di 'Primo piano' de Il Giorno Brianza di oggi mi consente di tornare a parlare del progetto, che sto promuovendo da qualche tempo, di una Brianza quale centro di eccellenza della cultura e delle politiche ambientali. L'articolo presenta la conversione della centrale di biogas del consorzio Cem in un impianto per la produzione di energia e di calore attraverso la combustione di biomasse. Ma non solo. Vengono ricordate le iniziative nel campo della bioedilizia, a Mezzago, Cavenago e Concorezzo. In passato ho sostenuto l'importanza di iniziative come quella del Comune di Seveso nel campo dell'energia solare, per altro sviluppata anche a Monza dalle iniziative dell'Amministrazione in collaborazione con Agam (penso alla posa di pannelli solari sull'Urban center). E poi, ancora, il sistema dei parchi, la ciclabilità, il potenziamento (finalmente) del trasporto ferroviario. Anche i 'salti' del canale Villoresi, che possono essere dotati di piccole centrali idroelettriche "da città". La questione delle biomasse, in particolare, è davvero significativa. Sia perché risponde alla tipologia del nostro territorio, sia perché può consentire - attraverso la riforestazione e la creazione di nuovi boschi - un vero e proprio arricchimento del nostro paesaggio, soprattutto delle aree incolte e spesso degradate che si sviluppano, ad esempio, lungo le nostre infrastrutture. Non si tratta più di considerare con qualche nostalgia i limiti dello sviluppo e dell'innovazione, ma dell'approfondire le potenzialità di questo sviluppo, il suo riorientamento in senso ecologico, adottando nuove tecnologie e creando lavori e professionalità di qualità - e in fondo, dal sapore antico, come nel caso proprio delle biomasse. Si tratta di un fatto culturale, nel superare facili contrapposizioni tra natura e tecnica, utilizzando cicli naturali e artificiali insieme per uno sviluppo sostenibile. Il Pubblico deve fare da avanguardia, in questo campo. E non mi dispiacerebbe pensare che anche la nuova sede della Provincia, e i suoi uffici, saranno alimentati da energia e calore prodotti in questo modo. Vogliamo una Provincia nuova e di qualità? Una Provincia bio è anche questo...
Tito Boeri su L'Espresso propone una soluzione per i taxi, simbolo del corporativismo all'italiana (e alla milanese in particolare): "Bisognerebbe mettere in vendita nuove licenze e usare il ricavato per ricompensare i taxisti. [...] Non è la concorrenza che li impaurisce, ma la perdita in conto capitale che potrebbero averne. Le licenze costano fino a 300 mila euro: un gruzzolo notevole, sul quale contano per la pensione. Ma se i soldi delle nuove licenze finissero in una sorta di cassa autonoma della categoria, avrebbero garantita la rendita e credo farebbero meno resistenza". Boeri ha ragione. Se confrontiamo le vetture bianche di Milano a quelle gialle e nere di Barcellona scopriamo che da noi i taxi sono molti meno e fino a tre volte più cari. Li vogliamo anche noi così!
"Ora che Formigoni è candidato al Senato pretendiamo che segua le regole della par condicio e si astenga dal promuovere incontri e inaugurazioni di carattere istituzionale. La sua scelta ferma la Lombardia. E' il caso che si fermi anche lui e che si comporti come tutti gli altri candidati: non è accettabile la confusione dei ruoli". Così ho dichiarato alla stampa, sperando che Formigoni si comporti come si deve. Maria Grazia Fabrizio, Margherita, è d'accordo: "Formigoni rischia di comportarsi come Berlusconi utilizzando l'attuale carica istituzionale per occupare spazi impropri rispetto alla sua attuale posizione di candidato al Parlamento. Confido nel suo buon gusto e mi auguro che rispetti le regole della campagna elettorale". Vedremo...
Alla fine, si è candidato. Deciderà poi cosa fare. Con Formigoni, in Lombardia anche Ombretta Colli, che rinuncerebbe così a candidarsi a sindaco di Milano. Al Senato, nella sua regione, anche Giancarlo Galan. Hanno fatto del loro meglio per chiarire a tutti che non gli interessa più di tanto amministrare le 'loro' regioni o candidarsi a governare le 'loro' città. Amici e clientele salutano con qualche ambascia questa scelta, nella speranza che sia solo una mossa per raccogliere un po' di voti, senza andare veramente ad occupare un seggio al Senato. I cittadini lombardi, più sereni ma un po' allibiti, sanno che altri mesi se ne andranno, con un governo regionale immobilizzato e i problemi da risolvere tutti lì. Gli unici a non andare a Roma...
Il Consorzio del Canale Villoresi ha recentemente aggiornato i suoi organismi dirigenti. La città di Monza si attende, da questi nuovi amministratori, una risposta in merito alla creazione di alcune mini-centrali che sfruttino i salti dell'acqua del Canale (già esistenti) per produrre energia elettrica. L'iter è già avviato ma la richiesta alla Regione da parte del Consorzio del Canale tarda ad arrivare. Eppure sarebbe una iniziativa molto semplice e bella, per rappresentare (anche ai più piccoli, alle scuole) la necessità sempre più impellente di ottenere energia elettrica da fonti rinnovabili. I 'salti' a Monza sono ben visibili e ben noti: sarebbe il caso di dare seguito velocemente alla creazione delle mini-centrali. Mi darò da fare perché questo accada.
Si scrive "I frutti e l'albero" si legge "I mercanti del Tempio"
No comment: Forza Italia invia a tutti i parroci della penisola un vademecum che illustra nel dettaglio i cinque anni di governo Berlusconi "alla luce della dottrina sociale della Chiesa". Dall'abolizione dell'Ici al boicottaggio del referendum per la fecondazione assistita. Proprio in questi giorni all'indirizzo di 25 mila sacerdoti è stato recapitato un libretto azzurro intitolato "I frutti e l'albero". Una decina di pagine in cui il partito del Premier evidenzia quanto sia stata alta l'attenzione verso i temi tanto cari a Papa Ratzinger: il primato della persona innanzitutto, l'attenzione verso le aggregazioni sociali, la famiglia, la sussidiarietà, la pace, i più deboli e i poveri. "Nel corso della legislatura appena terminata si sono ispirati direttamente a questi principi numerose leggi e provvedimenti del governo". In sintesi, la pubblicazione promossa dal coordinatore Sandro Bondi e dai parlamentari Fabio Garagnani e Antonio Palmieri, elenca i campi dove si è concentrata l'attività legislativa dell'anima cattolica di Forza Italia. [...] In cima alla lista i forzisti hanno messo il loro riconoscimento del ruolo della Chiesa nella società: "il governo e la delegazione di Forza Italia si sono battuti con vigore per inserire il riferimento alle radici cristiane dell'Europa". Seguono la pari dignità per l'ora di religione, la difesa dell'identità cristiana nella scuola, la legge per gli oratori e quella per gli insegnanti di religione. L'abolizione dell'Ici agli enti ecclesiastici e alle associazioni non profit. La famiglia è il secondo tema che viene fatto notare con la riforma del fisco ("meno tasse e maggiori deduzioni per i famigliari a carico"), la legge Biagi sul lavoro, il bonus bebé, i fondi degli asili nido, i mutui per le giovani coppie, la bocciatura della proposta di legge sul divorzio veloce. La lunga lista prosegue con la riforma delle pensioni, il riconoscimento del ruolo delle scuole paritarie, la regolarizzazione dei lavoratori immigrati, la lotta contro la pedofilia e la porno tax, la legge sull'affido condiviso, le tutele per i lavoratori a termine. (ANSA).
Berlusconi interviene al Congresso americano mentre in Italia esce il film di Deaglio che riporta l'intera scena di Strasburgo con Schulz (una visione imbarazzante come poche altre). Berlusconi negli States va meglio e arricchisce la scena con un tocco autobiografico di grande impatto per i rapporti Italia-Usa. Per usare le parole di Marco Travaglio si tratta del "camposanto dei marines caduti in guerra che papà Luigi portava il giovin Silvio a visitare, facendogli giurare su quelle croci bianche eterna fedeltà a libertà e della democrazia". Tutto molto commovente. Ma c'è un ma. Come afferma il giornalista "sarebbe interessante individuare l’eventuale cimitero. Perché, come ha osservato Clemente Mastella che non è proprio uno storico ma ha naso da vendere, di cimiteri americani la Brianza è piuttosto sprovvista. [...] Di quale cimitero si tratta, dunque? Un pre-mausoleo di Arcore con le tombe finte? O un’anteprima del teatro similgreco in vera pietra plastificata a Villa La Certosa? Mistero". Chi volesse aiutarci a risolverlo, è il benvenuto. Quanto al mausoleo, Fausto Perego ne parla nel film di Deaglio. E il mistero si infittisce...
La Russa attacca Formigoni? A rispondere ci pensa Raimondi, Forza Italia, con parole che dimostrano il tasso di serenità che si respira all'interno della Casa delle Libertà: "Chi è Romano La Russa per fare dichiarazioni coså fuori luogo? Ha forse bevuto a Strasburgo troppa grappa o troppo vino alsaziano? La Russa non è d'accordo neanche con il fratello che conta, Ignazio, quello vero, che ha sempre espresso sostegno alla figura e alle opere di Formigoni". Raimondi definisce "semplicemente patetica" la figura e la dichiarazione di Romano La Russa. Nel frattempo, a Otto e mezzo, trasmissione dell'incredibile Ferrara, Formigoni ribadisce che si candida per fare il ministro e eventualmente il premier se Berlusconi andrà al Quirinale. Ribadisce che avrà 90 giorni per decidere cosa fare da grande, nel caso di un'elezione al Senato incompatibile con la carica di presidente della Regione. Non so cosa ne pensiate, ma a me sembrano discorsi insensati, quelli di Formigoni, dei suoi amici e dei suoi nemici all'interno del suo e degli altri partiti della destra. Come dicono gli unici manifesti divertenti di Berlusconi: lasciamoli perdere...
"Basta con iniziative contrarie ad ogni logica di correttezza e trasparenza politica". Lo dichiara oggi l'europarlamentare di Alleanza Nazionale, Romano La Russa, smentendo le dichiarazioni dei suoi colleghi di AN e spiegando che "è bene che il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni rientri nei ranghi e la smetta con dichiarazioni che appaiono insensate oltre che autolesioniste". "Volersi candidare oggi al Senato credo sia una richiesta tardiva, tanto più se non vi è condivisione nella maggioranza. Insieme a tutta la Casa delle Libertà - dichiara La Russa - il presidente Formigoni ha preso un anno fa degli impegni precisi con gli elettori e i cittadini lombardi, non può oggi tradire le attese e le aspettative di chi lo ha votato per governare la Regione per cinque anni". La Russa parla anche di "giri di valzer". Anche lui sfacciato, villano e rozzo come i leghisti? Formigoni che farà, rinuncerà ancora una volta a candidarsi, risultando sconfitto per l'ennesima volta dalla volontà dei suoi alleati? Venderà il proprio nome per qualche candidato in più tra i suoi caudatari? Se finirà così, avranno ragione quelli che l'attaccano. Sfacciati, non c'è che dire, ma evidentemente più forti del presidente...
Paura è la parola usata per la prima volta da Formigoni in qualità di presidente della Regione. A Repubblica Formigoni ha dichiarato che il risultato elettorale è a rischio e che si candiderebbe al Senato per scongiurare la sconfitta della Cdl anche in Lombardia. Ma la paura non è solo quella del presidente. Anche Berlusconi è terrorizzato dal fatto che la discesa in campo di Formigoni possa mettere in discussione la sua leadership nella destra italiana. Ma la paura non è solo quella di Berlusconi, perché anche la Lega teme che i rapporti di forza potrebbero cambiare con una presa di posizione nazionale del Celeste. Ma la paura non è solo quella della Lega: il terrore attraversa le coscienze dei consiglieri regionali della Cdl. Se Formigoni dovesse venire eletto, sarebbe la fine della legislatura regionale e ciò significherebbe ricorrere a quello strumento democratico che più impaurisce i nostri eroi: tu chiamale, se vuoi, elezioni.
Sta prendendo forma l'idea di creare Milano MoveOn. Sulla scia del movimento della Democracy in action americano, un movimento trasversale ma chiaramente orientato politicamente, anche a Milano vogliamo arricchire il dibattito politico con una serie di proposte concrete intorno alle quali mobilitarci. Un cocktail - richiamo ironico, se volete, alla Milano da bere - che sottolinea alcuni temi programmatici dell'Unione a livello locale e nazionale per dare un segnale forte ai milanesi. Soprattutto a quelli tra 20 e 40 anni, che chiedono sempre più fortemente di essere rappresentati. Una parte di diritti civili (Pacs e ordini professionali prima di tutto), una parte di diritti materiali (la casa e gli asili), un pizzico di internazionalizzazione e un tocco di creatività per rappresentare giovani coppie, dink, single e rappresentare una società in cambiamento (e, perché no, un cambiamento della società). Tra le prime idee emerse, il lavoro di Marco De Allegri sugli ordini professionali, lo slogan di Daniele Bignami "per rimanere cittadini milanesi" (una sfida impossibile per molti costretti a lasciare la città per trovare case più a buon mercato), la città wi-fi di Davide Corritore, la proposta di Saluti a Milano che sta già riscontrando un buon successo. Inoltre, qualche intuizione per la campagna milanese, a cominciare dalla necessità di seguire - con un 'seguito critico' - il percorso del candidato Moratti, per conoscere al meglio la sua proposta. "Dal condominio allo sguardo sul mondo" per parafrasare Ferrante e il suo motto finora più affascinante. Al centro dell'elaborazione Ossigeno a Milano, l'associazione politica che si rivolge all'ampio spettro di forze che guardano al Partito democratico come a un orizzonte possibile e importante. Per una forma politica nuova, immediatamente partecipativa e aperta, con codici e linguaggi nuovi e una semplicità che alla politica è sempre più richiesta. Per essere bella e appassionante.
Il Lambro ieri è diventato bianco. Accade troppo spesso. Con un’interrogazione urgente alla Giunta regionale per conoscere l’entità e le cause dell’inquinamento da polvere di marna registrato ieri, 28 febbraio, nel fiume Lambro, i consiglieri regionali dei Ds Giuseppe Civati e Marco Cipriano chiedono all’assessore se non intenda intervenire con urgenza di concerto con Arpa e Asl per mettere in sicurezza e quindi salvaguardare il corso d’acqua, risultato colpito per 25 chilometri del suo tracciato. “La salute dei cittadini che vivono intorno al Lambro, l’equilibrio ecologico dell’area fluviale e le attività economiche dell’area circostante devono essere tutelate – spiega Civati -, per questo chiediamo alla Giunta di conoscere quali iniziative abbia deciso di mettere in atto a riguardo. Non si può più sopportare che accadano queste cose, è necessario individuare le responsabilità e rendere più determinati i controlli e dure le sanzioni, altrimenti ogni iniziativa legislativa in merito rimane solo sulla carta”.
Se le città dicono la loro sulla qualità dell'aria/2
Come preannunciato ieri, le amministrazioni comunali di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Monza e Pavia saranno ascoltate la settimana prossima dalla Commissione ambiente del Consiglio regionale in merito ai problemi dell’inquinamento atmosferico. La Commissione ha quindi deciso di accogliere la richiesta di audizione formulata venerdì dagli assessori all’ambiente dei capoluoghi del sud ed est Lombardia riuniti a Brescia per concordare un coordinamento in tema di lotta allo smog. Da quella sede, attraverso una lettera inviata al Presidente del Consiglio regionale Attilio Fontana, al presidente della Commissione Ambiente Stefano Maullu e ai Gruppi consiliari della Regione, è arrivata la richiesta formale di illustrare alla commissione il proprio punto di vista all’interno della discussione del progetto di legge sulla qualità dell’aria. “L’iniziativa dei Comuni – dichiarano Arturo Squassina e Giuseppe Civati, consiglieri regionali Ds - dimostra l’urgenza di un provvedimento organico per combattere l’emergenza PM10, che va ben oltre l’attuale area critica. La Commissione ha accolto la loro richiesta e da mercoledì sarà finalmente avviata la discussione a partire dal progetto di legge a firma Ds depositato a dicembre e dagli altri già depositati, in attesa che la Giunta presenti il proprio".
L'Alfa dovrebbe essere in cima all'agenda politica della Regione Lombardia. Non solo per motivi alfabetici: soprattutto perché su Arese Formigoni in passatto ha speso parole 'epocali' che non si sono tradotte nella benché minima iniziativa concreta. Sono falliti, come ricorda oggi un'agenzia di stampa, tutti i progetti degli ultimi anni. Né insediamenti produttivi per piccole e medie imprese. Né polo della mobilità sostenibile. Né polo logistico, con l'uscita di scena degli americani dell'AIG Lincoln. Un fallimento enciclopedico, in ogni campo, di cui si deve assumere tutta la responsabilità l'attuale governo regionale. Un fallimento che colpisce al cuore la proposta politica di Formigoni - pensiamo alla retorica monumentale sul tema dell'idrogeno di qualche anno fa, ora dimenticata per puntare sui caminetti - e che ci dice che il presunto modello lombardo viene messo in discussione da una clamorosa prova contraria. Nel frattempo centinaia di lavoratori ancora in cassa integrazione aspettano risposte, i consiglieri di opposizione attendono invano l'incontro con l'assessore competente in Commissione (chiesto da mesi e mai avvenuto, come se l'Alfa non fosse importante), un intero territorio auspica una soluzione attesa almeno da quando Formigoni è stato eletto per la prima volta, nel lontano 1995. Da allora la spinta propulsiva del Governatore si è esaurita, e l'idea di trasferirsi a Roma è diventata più comprensibile e cogente dal punto di vista politico, a sancire la fine di un disegno politico. Dall'alfa, insomma, all'omega...