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domenica, aprile 30, 2006

Materazzi

Non capisco. La Cgil invita Letizia Moratti a partecipare al 1° maggio e Ferrante la attacca: il 1° maggio festeggiano i lavoratori, dice, non i padroni. A me la Sinistra milanese a volte sembra come l'Inter (di Moratti: un padrone?). Da metà campo, per servire il portiere, un retropassaggio assassino. E' quello che è successo tra Materazzi e Julio Cesar oggi a Empoli. Ed è successo ieri a Milano, tra Rosati e Ferrante. Tra l'altro, dopo i fischi per fiaschi del 25 aprile, ci dobbiamo sorbire anche la polemica per la Festa del Lavoro. Perdendo l'occasione di presentare le belle proposte che Ferrante ha fatto per Milano (modulazione dell'Ici e degli oneri di urbanizzazione su tutte). Continuiamo così, facciamoci del male.

postato da civati, 17:34 | link | commenti (5)

sabato, aprile 29, 2006

Grazie Scalfaro

Come previsto ieri notte (vedi qualche post fa), qualche minuto fa Marini è stato eletto, con più voti del previsto (Cossiga?). Gli italiani democratici devono ringraziare Oscar Luigi Scalfaro. Perché, aggredito da statisti del calibro di Castelli con il loro italiano incerto e insultante, ha salvato con la sua serietà e il suo rigore le istituzioni e la decenza. A lui e alla sua generazione, a qualche giorno di distanza dal 25 aprile, va dedicata la costituzione del governo Prodi. E la campagna referendaria che si aprirà tra qualche settimana. Grazie Scalfaro.

postato da civati, 14:50 | link | commenti (1)

Vietato passeggiare

Ieri, sciopero dei mezzi (a proposito: le organizzazioni sindacali potrebbero essere più precise nell'indicare le ragioni degli scioperi? Sarebbe bello e giusto conoscere i motivi delle proteste e farsene carico con maggiore consapevolezza). Dalla Regione vado in università a far lezione. Vittor Pisani, Repubblica, Turati, Manzoni, Hoepli, Fontana, Festa del Perdono. Uno dei percorsi più belli della città. Pioveva leggermente. La sensazione? Disagio. Perché è brutto passeggiare a Milano. Il passeggio - senza evocare il flâneur di Benjamin - è da sempre rilassante. A Barcellona, per esempio, lo è, in un'area sconfinata della città, quella gotica e quella dell'Eixample. Lo è a Parigi. Lo è a Roma. A Milano, no. Dispiace doverlo dire. Barriere architettoniche di ogni tipo. Auto ovunque (paradosso: più le strade sono strette, più le auto sono grandi). Rumore persistente. Cattivo odore. E meno male che non avevo la bici. Tra un Suv e l'altro, con la pioggia e il cielo grigio, sarebbe stata una piccola classica del Nord. Cambiamola, questa città, per favore.

postato da civati, 14:27 | link | commenti

Contro il declino, a partire da Milano

Se avete un'oretta di tempo in questi giorni di festa e di attesa, vi consiglio la lettura de La sindrome di Meucci di Giuliano da Empoli (Marsilio, 2006). Come già Soft economy di Cianciullo e Realacci, da Empoli si pone il problema delle vie d'uscita dalla situazione di impasse alla quale l'Italia sembra essere destinata. Un luogo comune, che nasconde le opportunità e cela, quasi consapevolmente, le soluzioni possibili. Nel libro sono richiamati alcuni atavismi di cui sbarazzarsi - a cominciare dall'assetto lobbistico e dall'economia da gilda medievale, su cui ci siamo spesso soffermati - ma anche alcune prospettive da assumere seriamente (e subito). Ne citerò due. La prima, è la riflessione sulla classe creativa, sull'intercultura e su quella che da Empoli chiama serendipity culturale: la possibilità di vivere in ambienti stimolanti, competitivi e innovativi, nei quali i gruppi si confondano perché anche nelle nostre città si abbia la sensazione di trovarsi «in luoghi dove si può trovare qualcosa cercandone un'altra». Ambienti attrattivi, in cui la qualità è diffusa, la ricchezza condivisa attraverso una politica pubblica che sappia rappresentare il meglio della società e non i suoi vizi e le sue arretratezze. Un messaggio diretto chiaramente a Milano, e vengo al secondo punto. «Milano - scrive il sociologo - è fatta di compartimenti stagni che, pur raggiungendo in alcuni casi punte di assoluta eccellenza creativa, non si parlano tra loro». E' la capitale mondiale del design, Milano, ma «allontanatevi dalle solite quattro strade ricolme di show-room e provate a muovere un passo in una qualsiasi direzione: la cultura del design è già scomparsa. Non ce n'è traccia nelle scuole, né negli uffici pubblici, né per strada, per non parlare degli aeroporti». Esempio perfetto e del tutto vero. Da Empoli cita Sartre: la cultura non la si salva, la si fa. Come la politica. E sarebbe ora che qualcuno lo facesse, nella città condominio, brutta e involuta, dei nostri giorni.

postato da civati, 12:44 | link | commenti (1)

Però

Certo. E' stata una giornata incredibile. E sono tante le cose incredibili che sono accadute. E' stato attaccato un presidente novantenne in un clima da suburra (soprattutto dalla Lega che ha votato per Andreotti, per anni considerato il capo assoluto del sistema politico di Roma ladrona). Alcune geniali figure del centrosinistra hanno scritto Francesco anziché Franco. Però c'è un però grande come una casa. Domani si voterà per Franco Marini. Alla terza o quarta votazione avremo il presidente del Senato. Se la Cdl vorrà continuare la gazzarra potrà farlo. Ma non ha i voti. Andreotti è fermo a 155 e impossibilitato a raggiungere Marini. Questo è il dato più importante. Non facciamoci intimidire. Bene ha fatto Scalfaro a tenere il punto sulla convocazione di domattina e a respingere attacchi vergognosi alla sua persona. E a tutto il Paese.

postato da civati, 02:29 | link | commenti (2)

venerdì, aprile 28, 2006

Maurizio

Le liste per le elezioni comunali di Milano sono pronte. Com'è noto, DS e Margherita hanno deciso di presentarsi con il simbolo dell'Ulivo. Pare che decisivo - per fare cambiare idea alla segreteria provinciale dei DS, inizialmente orientata a presentarsi con il simbolo di partito - sia stato il risultato elettorale. Meglio così. Nelle liste dell'Ulivo ci sono tante persone per cui vale la pena. A cominciare dalla capolista, Marilena Adamo, e dal segretario cittadino dei DS, Pierfrancesco Majorino, che ha esordito con un bel manifesto e porterà idee nuove a Palazzo Marino. Entrambi sono certi di essere eletti, perché occupano posizioni privilegiate e godono di un sostegno molto forte dalle sezioni dei DS e dalla Federazione. Se si scorre la lista in ordine alfabetico, si trova un altro candidato sul quale vi prego di soffermarvi. Si tratta di Maurizio Cavazzan. E' stato consigliere e capogruppo in zona 9, è giovane e bravo, ha espresso in questi anni idee e iniziative nelle quali mi riconosco pienamente. Per quanto mi riguarda, farò tutto il possibile per aiutarlo. Fatelo anche voi. Il suo sito, per incominciare, è www.mauriziocavazzan.it.

postato da civati, 10:00 | link | commenti (1)

La sottile linea rossa

Stupendo un po' tutti, ma in senso positivo, il Sindaco Michele Faglia ha lanciato la proposta che la linea rossa della metropolitana non solo prosegua, come previsto, fino alla Bettola (tra Monza e Cinisello Balsamo, all'altezza dell'A4) superando il tradizionale capolinea di Sesto San Giovanni - FS 1° maggio. Ma che la linea 1 arrivi fino all'area della Fossati Lamperti, cioè a poche centinaia di metri dalla stazione centrale della città di Monza. E' una notizia importante, che va incontro alle esigenze dei pendolari e al ritardo storico che accompagna la città di Monza dal punto di vista dei collegamenti con Milano. La leggenda vuole che fossero i commercianti a non volere il collegamento. Credo che ora abbiamo cambiato idea. Se la notizia fosse confermata e si dimostrasse percorribile questa strada, sarebbe una delle cose più importanti da fare nei prossimi anni. Per migliorare, in modo significativo, la vita a tanti studenti e a tanti lavoratori.

postato da civati, 09:52 | link | commenti (1)
monza

Offlaga: quod non fecerunt Formigoni, fecerunt Berlusconi

La centrale termoelettrica di Offlaga - nome dal vago sapore scozzese di una località del bresciano - non deve essere fatta. Lo dicono i Comuni e i cittadini, che si sono espressi attraverso un referendum consultivo. La Regione Lombardia, un'istituzione democratica, da tempo cerca di andare avanti lo stesso, ma ha sempre trovato resistenze insormontabili. A dare il via libera, con un gesto di grande amore per il territorio chi è stato? Ma, ovviamente, il governo Berlusconi. Poco prima di preparare gli scatoloni, la presidenza del Consiglio ha dato il nulla osta. Bello, no? Quello che Formigoni non ha fatto, lo ha fatto Berlusconi. Un tandem perfetto. Il consigliere di Brescia dei DS, il grandissimo Arturo Squassina, va giù duro: "Sconcerta e stupisce la decisione del Governo Berlusconi. I Ds hanno espresso e confermano la ferma opposizione al progetto, facendo propria la netta contrarietà dei cittadini e dei sindaci della zona. Avevamo presentato il primo di dicembre dell’anno scorso in consiglio regionale una mozione in tal senso firmata da tutta l’opposizione, affossata dal voto contrario del centrodestra nonostante i consiglieri regionali bresciani della CdL si fossero dichiarati contrari alla centrale durante la campagna elettorale, e nonostante il parere contrario della Provincia, guidata dal centrodestra. Rimane favorevole dunque solo la Regione Lombardia, che l’estate scorsa nella riunione di giunta aveva individuato in Offlaga un luogo prioritario per la realizzazione di una centrale. Il Governo, con una decisione politica inequivocabile, decide di dare alla Regione l’ultima parola". Anche Offlaga non è nel Poitou-Charentes (vedi al post precedente).

postato da civati, 09:46 | link | commenti
regione

giovedì, aprile 27, 2006

Prove tecniche di futuro

Mentre la Regione Lombardia è imballata, perché il presidente deve ancora decidere che cosa fare, se rimanere o se andare in Senato e costringere la regione a elezioni anticipate, un bell'esempio, perfettamente contrario, ci arriva dal Poitou-Charentes, di cui è presidente Ségolène Royal. Sia dal sito della regione francese, che dal personale blog della Royal, si sperimenta una politica partecipativa che rovescia i processi decisionali così come siamo abituati a concepirli. Si parte dai cittadini e dai territori. Ad esempio, se Inzago fosse nel Poitou-Charentes non ci arriverebbe l'ennesima discarica, se Caponago fosse amministrato dalla Royal i cittadini potrebbero dire no alla mega-cava che la Regione vuole aprirvi, se i pendolari lombardi avessero a disposizione un sito così spiegherebbero che la prima delle grandi opere sono i treni del mattino e quelli della sera. "Désirs d'avenir" è l'insegna dello spazio web della donna politica francese. Nel caso le andasse male per la corsa all'Eliseo, qui in Lombardia c'è molto da fare. E molto desiderio di futuro da sostenere...

postato da civati, 18:43 | link | commenti (2)
regione

Niente di nuovo sotto il sole delle Alpi

È dello scorso 5 aprile la delibera di Giunta che stanzia la prima tranche di finanziamenti alle iniziative di promozione culturale (legge 9/93) organizzate dagli operatori e dagli enti locali della Lombardia: un milione e 688mila euro le risorse complessivamente impegnate per i 127 progetti che hanno passato la selezione. Scorrendo la graduatoria e gli importi assegnati, si trova conferma di una interpretazione della legge 9 più volte denunciata come discrezionale dai consiglieri di opposizione, che l’assessore leghista Albertoni porta avanti ormai da un quinquennio: a poco sono valse le schermaglie interne al centrodestra per arginare la deriva localistico-identitaria perseguita dal Carroccio e malvista da diversi esponenti di An e di Forza Italia. Alla rievocazione del “giuramento della Concordia” di Pontida andranno dunque 12mila euro; altrettanti alla rassegna folkloristica “La Dona del Zuc” di Vezza D’Oglio e alla sagra del vino in Valcamonica “Al Scior del Torcol”; 13mila se li aggiudicano gli insubri per il 4° Festival Celtico dell’Insubria e del Ticino (www.trigallia.com), 15 mila ciascuno alla Associazione Liberi Escursionisti Padani (www.alpe.org), costola alpina del partito di Bossi con sede nella stessa via Bellerio; al comune di San Genesio e Uniti (Lega) per la rassegna Battaglia di Pavia (www.barcho.it); e al comune di Adro (Lega) per l’iniziativa “Con il riso e con il canto dilettando correggo costumi”; 20mila rispettivamente al Palio del Baradello di Como; alla settima edizione di Samonios, il Capodanno Celtico al Castello Sforzesco di Milano (www.capodannoceltico.com); e all’associazione Gens d’Ys (www.gensdys.it), l’accademia di danza irlandese di Busto Arsizio. Passano anche i 10mila euro per la VII edizione di Celtic Days della Confraternita del Leone (www.confraternitaleone.com) e i 9mila all’Antica Credenza di Sant’Ambrogio (www.anticacredenzasantambrogiomilano.org). Un sostanzioso contributo di 50mila euro va al Dominato Leonense (www.dominatoleonense.it), emanazione della Cassa Padana. 40mila euro, infine, sono stati assegnati alla Provincia di Varese per “Festival Note Radici” il concorso di brani musicali scritti in uno dei dialetti lombardi presenti nella Regione Lombardia, nelle province piemontesi del Verbano Cusio Ossola e di Novara e nei dialetti dei Cantoni Svizzeri del Ticino e delle valli italiane dei Grigioni (www.legaticinesi.ch/noteradici). Quel che lascia più perplessi è la contestuale assegnazione di contributi di ugual misura ad iniziative quali La Giornata Fai di Primavera (20mila euro), al Festival internazionale della letteratura di Mantova (15mila) o al Film Festival Internazionale di Milano (15mila). Eventi di portata internazionale messi sullo stesso piano di iniziative di puro sapore localistico proposte da gruppi spesso legati ufficialmente al Carroccio. La Lombardia non può permettersi di sprecare risorse preziose in una cultura delle contrade e dei campanili che non è, e non è mai stata, il segno distintivo dell’identità di una terra storicamente aperta agli scambi, al commercio e alla contaminazione. Soprattutto oggi che migrazioni e globalizzazione dovrebbero essere affrontati con strumenti critici sofisticati, ben diversi dal panorama da strapaese offertoci dalla giunta Formigoni.

postato da civati, 16:15 | link | commenti (1)
cultura, regione

Il tempo non passa mai

Andreotti candidato alla presidenza del Senato. Sembra di essere nel 1992, non nel 2006. Anche questo è un segno, forse il più clamoroso, della stanchezza di questo Paese. In cui tutto sembra non cambiare. In questi anni, la Corte di Cassazione ha stabilito che Andreotti è stato mafioso fino al 1980. Come se fosse una cosa trascurabile, trascurabilissima, al punto che si può ancora parlare di Andreotti come di una candidatura istituzionale. L'unica inquietante novità è che pare che ora lo voti anche la Lega, che nel 1992 contribuì alla fine della prima Repubblica. Un bel segnale per un Paese che guarda al futuro e che vuole cambiare.

postato da civati, 12:50 | link | commenti (4)

lunedì, aprile 24, 2006

La città dei Brambilla

Vimercate 2006. Il sindaco uscente, Enrico Brambilla, consegna il testimone a Paolo Brambilla, candidato sindaco dell'Unione. Il secondo è stato assessore all'urbanistica con il primo, e ha condiviso con lui nove anni di impegno civico e di lavoro amministrativo di grande qualità. Vimercate, oltre a essere la città dei Brambilla (ve ne sono altri, nelle liste, oltre ai due più noti), è la città della buona amministrazione, slogan che accompagnerà la campagna elettorale del centrosinistra. Una città che ha conosciuto in questi anni numerose trasformazioni, il recupero del centro città e delle sue vie pedonali, una viabilità ordinata e ben governata, lo sviluppo di uno dei migliori sistemi bibliotecari del Paese, la capacità di affrontare impegnative scelte in campo culturale (la già ricordata Villa Sottocasa) e di recuperare le proprie aree dismesse. Una città che proseguirà nel grande impegno verso il sociale - condiviso con gli altri Comuni dell'area a cui appartiene - e che lancerà nuove sfide, ad esempio in campo ambientale (il parco della Cavallera, per tanti versi simile alla Cascinazza monzese). Al primo punto però ci saranno il lavoro e l'innovazione, con soluzioni e strumenti per affrontare la crisi occupazionale più grave degli ultimi decenni, ancor più dolorosa se si pensa che riguarda il settore delle nuove tecnologie e della cosiddetta Silicon Valley brianzola. Con Enrico si è vinto (in qualche modo, anche in occasione delle ultime politiche: candidato nei DS ha ottenuto un risultato superiore anche a quello di Sesto San Giovanni). Con Paolo si rinnoverà una sfida serena, seria e competente, per il bene di una bella comunità, che se lo merita.

postato da civati, 17:20 | link | commenti

Villa villae, un progetto

In questi giorni si parla molto di Villa reale, del progetto della sua riqualificazione e della destinazione a cui il complesso monumentale andrà incontro nei prossimi anni. Avanzo una proposta antica, ma di qualità sempre valida: la Villa reale come punto di partenza di un itinerario di visite alle ville di delizia, che rappresentano uno dei patrimoni storici più importanti della Brianza. Monumenti al loisir potrebbero finalmente essere riaperte e collegate tra loro, in un itinerario di sicuro interesse culturale, che fa segno alle tradizioni più profonde di Milano e della Lombardia, con collegamenti con altre province (penso a Como e al tratto di lago fino a Cernobbio o a Lecco e al suo progetto di ecomuseo), possibilità di integrazione con percorsi enogastronomici, e con altri itinerari (il romanico, su tutti). La Villa reale potrebbe essere insieme straordinario ingresso e 'porta' verso la Brianza, degno di per sé di essere visitato e conosciuto e anche centro di informazioni. Un esempio, si parva licet, c'è. Si tratta delle Ville del Brenta (visitare per confrontare). Ma c'è anche una prospettiva già avviata. Pensiamo a Villa Sottocasa, a Vimercate, sede del neonato MUST, grazie al recupero voluto dall'amministrazione Brambilla, fiore all'occhiello del Vimercate-Renaissance di questi anni. O alla Villa Borromeo di Arcore, che attende di conoscere una propria destinazione, e che è un altro esempio straordinario per raccontare, ai brianzoli, prima di tutti, chi siamo e da dove veniamo.

postato da civati, 12:58 | link | commenti
regione, monza

domenica, aprile 23, 2006

Lazzate per l'Ulivo

Nuova sede dell'Ulivo a Lazzate, vicino alla piazza centrale del paese. Una sede aperta e inaugurata questa mattina, con l'occasione della presentazione della lista per le elezioni comunali e la raccolta delle firme per sostenerla, con la partecipazione di tanti e un dibattito aperto (e critico) sui primi passi della nuova maggioranza parlamentare. L'Ulivo si presenta così, a Lazzate, rappresentando tutto il centrosinistra in una competizione che vede la partecipazione della Lega, con un proprio candidato, e una lista civica appoggiata dalle forze del Polo. Il sindaco uscente è Cesarino Monti, senatore molto arrabbiato con Bossi e con la Lega, perché il suo seggio in Senato è stato dato ad altri. Chissà che non sia, questo, un segnale, e che l'Ulivo rivinca a Lazzate dopo tanti anni. In bocca al lupo, innanzitutto a Giacomo Gregori, candidato sindaco dell'Ulivo. Nella nuova sede ci rivedremo per la campagna elettorale. A presto.

postato da civati, 12:11 | link | commenti

venerdì, aprile 21, 2006

Seveso e i sottopassi

Non si capisce perché una maggioranza debba scegliere di fare un sottopasso - dopo avere vinto la campagna elettorale promettendo di non realizzarne - nel posto più sbagliato della città. E' quello che sta accadendo a Seveso, sindaco Galbiati (centrodestra), per superare la barriera costituita dalla linea delle Nord che attraversa la città. Il quartiere di San Pietro è in subbuglio, le forze politiche di minoranza - dall'Ulivo alla Lega - si interrogano circa il perché di una simile decisione, e avanzano proposte alternative. Ho presentato un'interrogazione in Consiglio regionale per saperne di più. La risposta non è ancora arrivata. Faremo di tutto perché Regione e Comune cambino idea. Per chi fosse interessato: il sito dei DS di Seveso e quello di Sevesoviva.

postato da civati, 17:36 | link | commenti
regione

Villa reale: citofonare Roberto

Ha ragione Michele Faglia, a proposito del progetto della Villa reale di Monza: "Su tre punti intendo prestare la massima attenzione: sulla questione della residenza, degli spazi ad uso esclusivo e dello spostamento dell'istituto d'arte ho diverse perplessità. E' necessario concordare con i progettisti un aggiustamento di tiro e di funzioni". Il sindaco di Monza condivide con tanti cittadini le preoccupazioni per gli appartamenti ad uso privatistico che la Regione avrebbe individuato nella Villa reale. Non vorremmo arrivare in Villa e dover citofonare Roberto. Uno degli impegni del prossimo governatore, una volta partito Formigoni (se mai andrà via) sarà quello di rivedere gli spazi della Regione, soprattutto quelli "ad uso esclusivo". Sarà anche presidente, ma non è un Asburgo, e la Villa è di tutti.

postato da civati, 17:27 | link | commenti
regione, monza

Enrico Brambilla sul Partito democratico

Le riflessioni di Enrico Brambilla sulle sfide del dopo elezioni (da www.enricobrambilla.it). Il fatto che in molti comuni (tra cui fortunatamente non Vimercate) amministrati dal centro-sinistra abbia prevalso lo scorso 9 aprile il centro-destra non può essere considerata una sorpresa. Il voto differenziato tra amministrative e politiche, infatti, non è una novità di queste ultime elezioni. Semmai la scomparsa dei collegi territoriali e la polarizzazione dello scontro sui leader nazionali ha contribuito ad accentuare un fenomeno che però era già presente anche in passato. Le ragioni credo stiano nella differente modalità di formazione del consenso. Nelle elezioni comunali prevale il porta a porta, la diretta conoscenza del candidato, la concretezza dei programmi. Nelle elezioni politiche, ed in particolare in queste ultime, sono i grandi media e gli slogan urlati ad avere più efficacia. E qui la sinistra va in apnea perché incapace di evocare idee-guida convincenti per una gran parte di società impaurita del futuro. Il sogno berlusconiano è tramontato, ma la gente non si fida di noi. Il Partito Democratico può servire a conquistare nuovo consenso a condizione che non si risolva nel semplice assemblaggio delle attuali forze di DS e Margherita. Occorre che a ciò si accompagni una forte innovazione di cultura politica e di pratica organizzativa. Se vuole davvero essere nuovo e parlare alla gente della Brianza deve dimostrare qui la sua capacità di interpretazione della realtà e di proposta. Noi non possiamo competere con la destra sul terreno del populismo, che non ci è proprio. Dobbiamo lavorare sul radicamento territoriale smettendo però di essere semplici amplificatori di proposte elaborate altrove. Penso quindi ad un modello di partito davvero federale, che non riceva linee politiche ed imposizioni di candidature dal centro, che sappia produrre una propria visione locale coerente col progetto globale cui partecipa anche selezionando e valorizzando una propria classe dirigente. E’ un rovesciamento di prospettiva, quello che propongo: non più dal centro alla periferia ma dal basso dei territori una rete di soggetti tra loro solidali benché autonomi. Cominciare a sperimentarlo in Brianza sarebbe una sfida parecchio interessante.

postato da civati, 17:06 | link | commenti (5)
appunti per un partito nuovo

Chi aveva ragione, aveva ragione

Chi aveva ragione, aveva ragione. Chi aveva torto, aveva torto. E' lo slogan che funziona oggi, con la quasi unanime adesione al Partito democratico (bella l'intervista di Cofferati su l'Unità). E pensare che la proposta, di Riboldi e mia, di costituire una prima sezione mista della nuova formazione aveva sollevato tante perplessità, a Monza e a Milano. Addirittura nella direzione cittadina dei DS era risuonato questo argomento: "Ma se la lista dell'Ulivo la facciamo soltanto per dare un posto a Prodi!". Chi aveva ragione, aveva ragione. Chi torto...

postato da civati, 17:02 | link | commenti

Il Piemonte e la questione settentrionale

Bellissimo l'articolo di Marco Revelli su Left, dedicato al voto piemontese. Un'analisi della sconfitta dell'Unione, che aveva 50mila voti in più nel 2005, e si è ritrovata - amaramente - sotto di 30mila il 9 e 10 aprile. E' il secondo Piemonte a decidere: come nelle province lombarde il distacco tra Cdl e Unione oscilla tra i 14 e i 5 punti percentuali. Il dato di Torino (città +10%, provincia + 9% per l'Unione) non è stato sufficiente a rovesciare il risultato. Per Revelli si impone, nel Piemonte profondo (ma vale anche per le nostre città della provincia lombarda) «il senso di un "personalismo" senza persone» fatto di «di voglia di affermarsi, e sopravvivere al declino degli altri, e cavarsi fuori dalla sacche di uno stato sociale in cui non credono più (o forse non vi hanno mai creduto) e che vivono come grigio, come opprimente, come "noioso"». Un ceto che non è più un ceto, che è piuttosto un sentimento, trasversale alle vecchie classi sociali, che rappresenta, secondo Revelli, «un capitalismo personale che tuttavia non si vive con la tranquilla sicurezza che fu della grande industria fordista e dei suoi capitani, ma anzi intuisce la propria fragilità. La propria tendenziale volatilità. Il carattere effimero del proprio successo e della propria ricchezza». Ispirati da un individualismo incattivito e spaventato, sono tanti gli elettori del Nord che reagiscono alla loro precarietà e all'insicurezza richiamandosi a riferimenti ancestrali, ben sapendo che Berlusconi non è la "risposta", ma che li rappresenta perfettamente. Revelli non lo dice, ma ci vuole un riorientamento profondo della politica del Nord per rivisitare un modello che risponde al declino con la chiusura, con riflessi difensivi, con l'incapacità di pensare al futuro. Forse il tema più importante per l'Ulivo e per l'Unione, dalle nostre parti, nei prossimi anni.

postato da civati, 10:50 | link | commenti (4)
la questione settentrionale

Formigoni assente

Formigoni oggi non ha partecipato al Consiglio regionale. Non è la prima volta. E' la prima volta però che non vi partecipa perché impegnato a Roma in una riunione dei senatori di Forza Italia (lo ha detto lui stesso, intervistato da radioformigoni.it, cioè da se stesso). Ecco cosa vuol dire essere stato eletto senatore: che non si partecipa più alle riunioni di Consiglio. Bello, no? Quanto alla decisione finale, Formigoni dichiara: «Io non sono ancora in grado, oggi come oggi, di dire qual è la mia preferenza». Fino alla seconda metà di maggio, dice, non si potrà decidere: bisogna capire come va a finire. Parla di «referendum ufficiale», che lancerà personalmente, per capire cosa è meglio fare. L'unico metro di giudizio, lo sappiamo benissimo, sarà l'ambizione personale. Quella che l'ha spinto a candidarsi, nonostante l'impegno con gli elettori lombardi per il governo della regione più importante del Paese.

postato da civati, 00:51 | link | commenti
regione

Quattro salti: la Regione si impegna

L'assessore Bernardo ha risposto oggi alla mia interrogazione sui quattro salti del Villoresi, dove il Comune di Monza e il Consorzio del Canale vorrebbero installare delle mini centrali idroelettriche. Ha assicurato che la Regione si attiverà per promuovere l'iniziativa e per sbloccare l'iter, come da noi auspicato: il canale, da simbolo di degrado (quando è in secca), passerà a rappresentare l'energia pulita, in modo visibile a tutti i cittadini monzesi. A volte, insomma, anche gli assessori regionali rispondono. Se solo si applicassero un po' di più...

postato da civati, 00:34 | link | commenti
regione

Il solito

Consiglio regionale. Si votano i rappresentanti della Regione che parteciperanno all'elezione del Presidente della Repubblica, in qualità di grandi elettori, come si suol dire. Due di maggioranza, uno di minoranza. L'Unione candida e vota Luciano Pizzetti, il nostro segretario regionale. Il centrodestra opta per Galli (indicato probabilmente per i suoi precedenti: condanna per oltraggio alla bandiera, l'uomo giusto al posto giusto) e Abelli, l'uomo forte di Forza Italia. Rimane fuori Viviana Beccalossi, la Fata carabina, 'impallinata' perché AN conta meno di tutti in quell'aula, nonostante i toni stentorei dell'incredibile capogruppo Alboni. Centrodestra diviso e, in una riedizione del caso Cè, una delle forze politiche che sostengono Formigoni in aperta polemica con il resto della maggioranza. Niente di nuovo sotto il sole. Se non l'impressione che le cose, progressivamente, peggiorino.

postato da civati, 00:25 | link | commenti
regione

giovedì, aprile 20, 2006

Dimenticavo...

La lista dei partenti si allunga: anche Attilio Fontana, presidente del Consiglio regionale, pensa di andare. Concorre per fare il sindaco di Varese. Pare che anche lì il ritmo sia rock, per riprendere la frusta metafora cara a Formigoni: dopo le dimissioni del sindaco uscente, ci voleva un altro leghista autorevole per mettere d'accordo tutti. Ecco perché anche Fontana se ne va...

postato da civati, 01:51 | link | commenti (1)
regione

mercoledì, aprile 19, 2006

Qui se ne vanno tutti

Il caso Formigoni sta nascondendo un fenomeno ben più vasto: la diaspora della maggioranza regionale. Se ne va Bernardo, assessore ai servizi di pubblica utlità. Se ne va Borghini, capolista della lista Moratti per il Comune di Milano. Se ne va Povera Stella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia, come Rosy Mauro, la leghista che si dice molto vicina a Bossi. Tutti quelli che possono, se ne vanno. A quelli che restano, l'eredità di una legislatura partita male e peggiorata strada facendo, proprio per colpa di tutti questi politici in prestito alle vicende regionali. Qui, ma altrove. Fin dalla loro elezione. 

postato da civati, 14:55 | link | commenti
regione

lunedì, aprile 17, 2006

Bufale costituenti

Passata la bufala delle schede contestate, che erano pochissime e irrilevanti per il risultato finale, impazza la provola di Calderoli. Il ministro in t-shirt ha scoperto la differenza tra singolare e plurale, e gira i Tg sperando che qualcuno gli dia retta. Tremaglia non è da meno e chiede che si rivoti all'estero, dove la sua lista (nonostante si chiamasse come la legge) è andata molto male. Proprio non vogliono prendere in considerazione l'idea che l'Unione abbia vinto le elezioni. Berlusconi minimizza: «Le elezioni? Quali elezioni...». Per non essere da meno, anche Formigoni esagera con l'umorismo: «Al Senato si ballerà sulla mattonella – dichiara - le senatrici sono avvisate: tacchi a spillo e minigonna. Anche i giornalisti si devono attrezzare e spostarsi dal transatlantico di Montecitorio allo yacht di Palazzo Madama». Lo yacht deve essere Obelix, quello, ormai famoso, che Formigoni condivide con i protagonisti di Oil for food (cliccare per controllare). Ma Bob l'Indeciso non si contiene e rilancia con la frusta metafora alla Celentano: «Il Senato è rock e la Camera è lenta». Dalla balera, Formigoni ha pronto il suo asso nella manica: «È arrivato il momento - spiega con tono enfatico – di dotarci di uno strumento serio e cogente tra le parti politiche: un'assemblea costituente. Eletta a suffragio universale con metodo rigorosamente proporzionale e con il compito di rinnovare la Costituzione del '48». Anche Formigoni, dobbiamo concludere, non pensa che la devolution sia una cosa seria e, implicitamente, ammette l'esito del referendum di giugno. Ma c'è un elemento in più, da considerare: proprio mentre era presidente il costituente Formigoni, la Lombardia non ha nemmeno modificato lo Statuto. La commissione preposta, si legge sul sito del Consiglio, «ha cessato definitivamente la propria attività il 21 novembre 2004 senza approvare alcun testo». Con queste credenziali, la proposta di Formigoni si definisce da sola.

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regione

sabato, aprile 15, 2006

Un nuovo parco di Monza

Nell'ambito della querelle Rondò dei Pini, nel 2002, emerse la proposta di costituire un parco lungo il canale Villoresi, tra Monza e Muggiò. Una proposta in cui ho creduto fermamente e che ho sempre sollecitato. Sono felice di segnalare perciò che l'Amministrazione comunale ha assunto l'impegno fino in fondo, collegando gli 86 mila mq ceduti al Comune nell’ambito dell’accordo di programma “Rondò dei Pini” e i 30 mila mq della Boscherona adibiti a centro sportivo. In mezzo, c’è un corridoio ecologico di 21 mila mq, costituito da aree agricole di proprietà privata. Con una delibera di Giunta, il Comune ha già acquistato 16 mila mq al costo di 567.590 euro, e sono in corso le trattative per i 5 mila rimanenti. In tutto, l’operazione costerà intorno ai 700 mila euro. Una volta ricomposta l'area verde, il Comune, darà il via alla sua trasformazione a parco, regalando alla città un'area verde di grande valore, non solo per ridimensionare l'impatto del centro commerciale, ma per offrire un collegamento tra la nostra città e il parco del Grugnotorto. Bravi!

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monza

venerdì, aprile 14, 2006

Epinay sur Lambre

Nel giugno del 1971 a Epinay, sulla Senna, si tenne il famoso congresso in cui Mitterand riunì le diverse componenti organizzate e non della sinistra francese per un processo di grande rilancio del mondo del socialismo francese. Da allora, Epinay è diventato un luogo comune. Perché lo sia davvero, anche qui da noi, propongo una Epinay sul Lambro, in Brianza, nel cuore della Lombardia, per ragionare insieme sulle prospettive dell'Ulivo nel Nord, perché anche qui, nonostante le temperature un po' rigide e l'accoglienza un po' fredda, possa attecchire. Si è vinto, e questi momenti è meglio cerebrarli quando si vince. E quando un governo amico, che si porrà seriamente il problema, si sta per insediare. Ci vediamo a Epinay. Sul Lambro.

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Lombardia modello per l'integrazione

Magari. Il titolo l'ho rubato al Baden-Württemberg, e alla sua capitale, che si presenta appunto come Vorbild für Integration sul sito del Land tedesco (cliccare per verificare). Le iniziative della regione di Stoccarda dipendono dall'aver osservato che il 40% dei giovani al di sotto dei diciott'anni proviene da famiglie migranti. In Lombardia i dati sono inferiori, ma la questione ha assunto negli ultimi anni proporzioni notevoli. Eppure qui non si fa nulla. L'assessore alle Culture e alle identità (il plurale fa segno al campanile, non alla globalizzazione) non ha promosso nessuna attività in questa direzione. Nemmeno il corso «Mama-lernt-Deutsch», ovvero «Mamma impara il tedesco», con cui il Baden-Württemberg promuove l'insegnamento della lingua locale per le mamme straniere, mentre i bambini sono a scuola. Qui, tutt'al più, si aprono centri per il dialetto e si celebrano i capodanni celtici. Anche nel Baden-Württemberg governano i moderati. Solo che sono meglio dei nostri.

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cultura

giovedì, aprile 13, 2006

Tutti d'accordo

Capirete la mia sorpresa e il mio entusiasmo nell'apprendere che ormai il Partito democratico è visto come un'urgenza e una necessità da tutti (financo dalla sinistra DS, che non esclude di poterne parlare). Fino a un mese fa non era possibile pensare a nulla di simile. Anzi, con la proposta avanzata da Marco Riboldi e da me, ero stato attaccato - anche duramente - da numerosi nostri dirigenti che trovavano la nostra idea di costituire un primo circolo del costituendo partito una fuga in avanti, pericolosa per le forze politiche che rappresentiamo, i DS e la Margherita. I tempi sono cambiati, non c'è che dire. Ora anche i DS milanesi, restii ad affrontare l'argomento partito democratico tanto da vedere con sospetto le proposte che andavano in quella direzione, lanciano «un grande gruppo unico riformista a Palazzo Marino, che coinvolga non soltanto gli alleati ulivisti della Margherita, ma aperto anche allo Sdi e agli eletti della lista Ferrante. L'orizzonte è quello della costruzione del Partito Democratico». A volte le elezioni servono. Per cambiare.

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Non ci lasciare

Prosegue la telenovela Should I stay or should I go del Presidente Formigoni. E la questione si colora di rosa, cioè di sentimento e di passione. La consigliere Silvia Ferretto promuove il sito Formigoni resta in Regione, una delle iniziative più incredibili della politica lombarda, in cui la consigliera di AN chiede a Formigoni di non andarsene. Senza chiarire, per altro, che se ne andrebbe anche lei, se Formigoni decidesse di andare a Palazzo Madama, dal momento che tutti i consiglieri regionali decadrebbero immediatamente. Un appello per passione o per interesse?

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regione

Calma e gesso

Calma e gesso. Al di là del tentativo platealmente eversivo di Berlusconi, che da mesi grida ai brogli, militarizzando i seggi e dimenticandosi che il Ministro dell'Interno è di Forza Italia (piccolo particolare!), le preoccupazioni per la 'riconta' dei voti alla Camera sono minime. Scrive Repubblica: «I voti contestati, tra Camera e Senato, sono 70.000: 43.000 alla Camera, il resto nell'altro ramo del Parlamento. Prendiamo in esame la votazione alla Camera: oggi lo scarto è di poco meno di 25.000 voti - 24 mila e 204 per l'esattezza - e di certo 43.000 voti in più o in meno ad una coalizione potrebbero davvero fare la differenza. Ma quelle schede contestate sono tutte di Forza Italia? [...] A Milano, città di non poco peso nella bilancia dei votanti, le schede contestate alla Casa delle Libertà sono un terzo rispetto a quelle non assegnate all'Unione: 30 contro 109. E non è l'unico caso. A Napoli, anche se i numeri sono decisamente più piccoli, su 9 schede in forse, due terzi, sono contestate all'Unione ed un terzo alla casa delle Libertà. E dove la Casa delle Libertà ha più voti contestati che all'Unione, come capita a Torino, la differenza resta contenuta in cifre minuscole: 21 voti da assegnare al centrodestra; 13 al centrosinistra». Mi sbaglierò, ma alla fine ci sarà soltanto qualche centinaio di voti in più per il centrosinistra. A parte gli scalmanati, anche nel centrodestra si fa largo l'idea che il "muoia Sansone con tutti i filistei" rischia di essere una strade pericolosa per la tenuta delle nostre istituzioni.

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mercoledì, aprile 12, 2006

L'uomo in più

Si chiama Pallaro. E' stato eletto nella circoscrizione Sud America. Dice che starà con chi ha vinto. Il suo sito è: www.pallarosenador.com

postato da civati, 18:45 | link | commenti

 Anche Galan, ma allora è contagioso

"Formigoni? Non mi ha telefonato forse perché ho preso più voti di lui". Così l'inenarrabile Galan, presidente del Veneto e neo-senatore di Forza Italia. La sindrome di Formigoni è contagiosa. I toni di Galan sono confortanti: "Sappiano che quando andrò dai loro ministri, e sono molto dubbioso sulle loro capacità di governare, pretenderò rispetto nel nome di quel mondo che li ha riempiti di bastonate". Riempiti di bastonate. Che belle parole.

postato da civati, 18:23 | link | commenti
regione

martedì, aprile 11, 2006

Formigoni Roberto detto Narciso

Il narcisismo di Formigoni è ormai entrato in una fase cronica. Dopo essersi attribuito il buon risultato di Forza Italia in Lombardia, il presidente è ripartito con il tormentone "resto o vado via?". E' venuto il momento di dire che il dilemma è diventato stucchevole. Primo, perché Forza Italia è andata bene in tutto il Nord, e se Galan dovesse ragionare come Formigoni, gli farebbe notare che il suo risultato, in Veneto, è stato decisamente migliore. Secondo, perché il merito - purtroppo per l'Amleto del Pirelli - è di Berlusconi e della sua spregiudicata campagna elettorale, in particolare sui temi fiscali, che ha toccato il cuore e le viscere dell'elettorato lombardo. Terzo, perché non è serio - lo ripeto ancora una volta - anteporre le proprie personalissime ambizioni (esigenze, dice qualcuno, pensando ad Oil for food) al mandato ricevuto dai cittadini. Quarto, perché non è affatto vero che i lombardi abbiano concepito le elezioni politiche come un referendum pro o contro Formigoni. A tutti, tranne che al presidente-migrante, risultava più importante capire chi avrebbe governato il Paese, non risolvere le paturnie esistenziali dell'indeciso più autorevole di questa regione. Anche al narcisismo c'è un limite.

postato da civati, 18:59 | link | commenti
regione

Prodi: da subito Partito democratico

Così ha detto il nostro premier reloaded. Dove si firma?

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La casalinga di Santiago

Consiglio a tutti gli italiani di abbracciare simbolicamente gli italiani all'estero, loro parenti lontani (anche dalla televisione e dalla politica italiana), emigrati (guarda un po') che hanno consentito la vittoria (ai rigori) al Senato. Pare che anche il mitico Pallaro si aggreghi. Fa cinque a uno. Quindi fa più tre anche al Senato. E pensare che la Cdl ha passato la notte a dire che al Senato erano maggioranza. Si erano dimenticati la casalinga di Santiago...

postato da civati, 12:17 | link | commenti (2)

Nemesi, paradossi e contraddizioni

Nemesi e paradossi. L'Unione vince perché nel "delitto perfetto" della legge elettorale più incredibile del mondo gli strateghi della destra hanno ripartito il premio di maggioranza del Senato su base regionale (se fosse stato nazionale, come alla Camera, il risultato sarebbe rovesciato). Inoltre, la legge sugli italiani all'estero ha consentito un'affermazione netta dell'Unione, contrariamente alle descrizioni un po' caricaturali delle Little Italy sparse per il pianeta. Del resto, anche dall'altra parte, si sprecano le contraddizioni. Preoccupati dal risultato della Rosa nel pugno i nostri dirigenti nazionali non si sono accorti che a non funzionare non era il simbolo dell'Ulivo, ma quello dei partiti che al Senato hanno raccolto molto meno. Se, dopo la netta vittoria delle regionali e lo straordinario dato delle primarie, avessero creduto tutti nel progetto unitario, presentandosi con il simbolo più amato dagli italiani anche al Senato, avremmo vinto anche in Piemonte e nel Lazio, dove il distacco è di poche migliaia di voti. Considerando che l'Ulivo pesca all'interno della coalizione, ma si è dimostrato attrattivo anche all'esterno, il conto è presto fatto. Pare che anche a Milano se ne siano accorti: dopo aver sostenuto la necessità di liste differenziate per le comunali, ora sembra che la segreteria si stia orientando verso la lista unitaria. Meglio tardissimo che mai.

postato da civati, 10:47 | link | commenti (1)

Dalla Svizzera a Ushuaia

E se i rappresentanti mancanti per avere la maggioranza al Senato provenissero dai collegi esteri? Sarebbe per l'Unione una bella soddisfazione. Gli scrutini procedono a rilento (del resto fino a pochi minuti fa mancava ancora Frosinone), ma i primi dati confortano gli ottimisti. Penso alla Svizzera o al Belgio, ma anche alla Francia e ai Paesi asiatici. E poi il Sud America, con la sua forte partecipazione. Chissà mai...

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Vincere ai supplementari

Piove sulle finestre di via Arosio, nella sede dei Democratici di Sinistra di Monza. Una pioggia sottile, mossa però da un vento che agita le bandiere. Abbiamo vinto le elezioni alla Camera dei deputati. Per qualche migliaio di voti. Ottenendo una maggioranza di quasi settanta deputati, grazie alla legge elettorale voluta da Berlusconi per vincere, che l'ha aiutato, ma non abbastanza. La sua corsa si è fermata a un passo (lo 0,1%) dall'Unione. E così, alle tre del mattino di un giorno di aprile questo Paese cambia, con una fatica paragonabile soltanto alla lunghezza di questa campagna, che sembra durare ormai da sempre. Al Senato la Cdl è avanti di un seggio, ma questo non toglierà a Prodi la possibilità di costituire un governo forte e importante. Nel centrosinistra si segnala il risultato dell'Ulivo, straordinario, se si pensa che la somma dei partiti che lo compongono si ferma molto al di sotto (-4%) rispetto al risultato della lista unitaria. Quando parlavamo di Partito democratico, anche questo volevamo dire. Ne dovremo parlare, da domani, per il bene di tutti.

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lunedì, aprile 10, 2006

Aspettiamo ancora un pochino...

... prima di festeggiare :-) Preoccupa, dopo i due exit poll, il dato del Senato, dove l'Unione è molto avanti in termini di voti, ma (per ora) non di seggi. Attendiamo ancora...

postato da civati, 16:18 | link | commenti

Previsioni del tempo

Cielo grigio al nord, settore centro orientale, sole in tutto il resto del Paese. A risentirci alle 15.

postato da civati, 10:44 | link | commenti

Striscia la Brianza

Un link interessante per passare queste ore di attesa. Clicca qui per saperne di più dell'inaugurazione del nuovo ospedale di Vimercate, a cura di Roberto Formigoni (e Roberto Rampi, che l'ha ripresa).

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regione

venerdì, aprile 07, 2006

Il collegio di Königsberg-Tubinga

Tra le varie cose incredibili de La vera storia italiana, l'improponibile interpretazione überberlusconiana dell'Italia di Berlusconi, compaiono degli inquietanti paralleli filosofici. Da una parte Hobbes, dall'altra Locke. Su fondo nero Hegel, su fondo bianco Kant (incerto il risultato nel collegio di Königsberg-Tubinga). Gramsci a sinistra, Karl Otto Apel a destra (chissà poi perché). Ma la cosa davvero eccezionale è aver attribuito Carl Schmitt agli avversari, cooptando Benedetto Croce nella Casa delle libertà (lo immaginiamo, pensoso, tra Bondi e Cicchitto). Sarà per colpa della riforma Moratti, e comprendiamo le loro difficoltà, ma i redattori del rotocalco dovrebbero ripassare. Avranno tempo, dopo il 10 aprile. Per evitare di essere bocciati, oltre che in politica, anche in filosofia.

postato da civati, 16:09 | link | commenti

Cosa fare domani

Giorno di riposo elettorale. Un giorno utile per convincere gli ultimi amici indecisi e  delusi ad andare a votare e a scegliere Prodi. Ma anche un giorno per rilassarsi, in attesa del voto. Attendo consigli da parte vostra. Ne azzardo uno subito. Respirare profondamente, e soffiare via le tossine di questi giorni. E, magari, leggersi un buon libro. Per esempio, Dies irae di Giuseppe Genna (un titolo di per sé non casuale...), che un mio caro amico consiglia vivamente. Oppure un bel saggio, per chi proprio non potesse farne a meno. Ad esempio Giustizia globale, Il Saggiatore, appena pubblicato. Contiene tre riflessioni, di Fassino (un contributo breve ma significativo), di Maffettone e soprattutto di Amartya Sen, che riflette sulla questione dell'identità, come si è puntualmente evitato di fare in questa campagna elettorale, dalla quale è scomparsa la politica internazionale. Una riflessione sul nostro mondo, in cui l'Italia dal 10 aprile giocherà un ruolo diverso. Come ci auguriamo tutti.

postato da civati, 15:05 | link | commenti

La farsu

Nella peggiore campagna elettorale della storia, Berlusconi propone, questa mattina, di abolire anche la Tarsu, la tassa sulla raccolta dei rifiuti. Un'idea geniale, che segue a poche ore di distanza la rivoluzionaria proposta di abolire l'Ici. A pranzo, Berlusconi - con l'aiuto di un entusiasta Formigoni - toglierà i ticket e le addizionali dell'Irpef. Nel pomeriggio, all'ora del te, scompariranno i caselli autostradali e verso sera, all'imbrunire, tramonterà anche l'Iva. Per l'Irpef nel suo complesso, invece, dovremo attendere domattina. Favole, ha detto Fassino. E' stato ancora troppo buono.

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giovedì, aprile 06, 2006

Formigoni predica Ici ma razzola Irpef

Formigoni è d'accordo con Berlusconi: l'Ici va eliminata. La risposta arriva da Giuseppe Benigni, il nostro mitico capogruppo in Regione."Formigoni ritiene che l'Ici sulla prima casa possa essere abolita? Benissimo, potrebbe dare il buon esempio cominciando a togliere i ticket sui farmaci e l'addizionale regionale Irpef, che costano ai cittadini lombardi 500 milioni di euro ogni anno".  "A chi giova davvero l’abolizione dell’Ici? si domanda l'esponente diessino. L’Imposta comunale sugli immobili vale mediamente il 5 per mille del valore di ogni immobile. Chi ha una casa signorile del valore di un milione e mezzo di euro, risparmierebbe 7.500 euro. Chi invece ha un appartamento del valore di 200.000 euro, ne risparmierebbe 1.000. Bisogna però considerare che sulla prima casa esiste già un abbattimento dell’Ici, di circa 500 euro. Quindi, a conti fatti, chi ha una villa da un milione e mezzo risparmia 7mila euro, chi ha un normale appartamento da 200mila euro ne risparmia 500". "Ma il centrodestra - conclude - abbassa le imposte dei Comuni ed aumenta le proprie, per questo non è più credibile e merita di perdere le elezioni".

postato da civati, 17:05 | link | commenti (1)
regione

A proposito

"Quando ero socialista ero convinto che i padroni fossero dei coglioni. Ora che sono capo del Governo ne sono certo: i grandi industriali italiani sono dei gran coglioni". Benito Mussolini, carteggio tra Benito Mussolini e Alberto Beneduce, citato in Massimo Mucchetti, Licenziare i Padroni?, Feltrinelli, Milano 2003 (a scanso di equivoci).

postato da civati, 16:48 | link | commenti (1)

Altro che Formigoni

Formigoni pensava di aver stupito tutti con la sua webradio molto pretenziosa, che per altro era stata anticipata da quella di Veltroni (www.veltroniroma.it). Ma è stato strabattuto da Mastella e dall'incredibile inno dell'Udeur, il miglior web-gadget della campagna elettorale, che sta andando letteralmente a ruba. Clicca qui per ascoltarlo.

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mercoledì, aprile 05, 2006

Salone dell'immobile

Parte in perfetto stile lombardo il Salone del Mobile nella nuova Fiera di Rho-Pero. Le agenzie raccontano di "Code in auto, ingorghi, file interminabili alle biglietterie. C'è chi giura, indignato, di averci messo un'ora per fare tre chilometri in auto girando attorno a incompiute rotonde e deviazioni; c'è chi vaga chiedendo ai vigili ignari se per quel tal padiglione la porta giusta è la est o la ovest. E c'è a chi toccano, dopo aver finalmente trovato lo sportello accrediti, altri 50 minuti di fila. L'atteso Salone del Mobile di Milano, il primo nella nuova Fiera, si è aperto nel caos,  tra le imprecazioni dei visitatori che hanno scelto di venire in auto o in taxi e che sono rimasti bloccati nell'intricato dedalo di vie, svincoli e rotonde incompiute attorno alla nuova struttura. Una situazione talmente difficile da spingere il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni a consigliare di raggiungere la fiera in metropolitana" (Apcom). Complimenti vivissimi.

postato da civati, 17:52 | link | commenti
regione

Cartoline per indecisi

Oltre alle cartoline del sito DS della Regione, che trovate a questa pagina segnaliamo le cartoline che propone, dal proprio sito, Massimo D'Alema. Per inviarle ad amici decisi e indecisi clicca qui.

postato da civati, 10:08 | link | commenti

Agenda

Domani, giovedì 6, la mattina, sarò in una scuola di Desio, invitato a parlare con gli studenti. La sera alle ore 19 sarò a Caponago, alle ore 21 a Misinto. Venerdì 7, grande festa di chiusura a Monza, a Cesano e in altri Comuni della Brianza. Avanti così, fino alla vittoria.

postato da civati, 09:40 | link | commenti
monza

martedì, aprile 04, 2006

Basta così

"Ho troppa stima per l'intelligenza degli italiani per poter credere che siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi". Ma anche il vergognoso paragone che lo porta a inquietanti analogie con il caso del piccolo Tommaso: "Mi sembra logico che certi magistrati, che sono la protesi della sinistra perdano tempo a perseguitare imprenditori come me e lascino in giro qualcuno che è stato condannato e che combina misfatti efferati contro una creatura innocente". Del resto: "Una certa magistratura è il cancro del paese". Bene, ne abbiamo abbastanza. Domenica 9 e lunedì 10 aprile votiamo per Prodi. Per favore.

postato da civati, 15:48 | link | commenti (2)

Dell'Ici

Berlusconi dice di voler abolire l'Ici. Non si può fare. Il gettito che deriva dall'Ici ammonta a circa 10 miliardi di euro, che corrisponde all'1% del Pil nazionale. La fonte è Anci, l'associazione dei Comuni italiani, che precisa che quella sulla prima casa vale 2,3 miliardi. Come sostituire questa cifra con altre entrate, Berlusconi non l'ha detto. Dobbiamo pensare che voglia cancellare i servizi comunali, come si è chiesto Veltroni? Un disegno folle, che i cittadini devono valutare con grande attenzione. L'Anci è chiarissima: «Il presidente del Consiglio chiarisca come intende risarcire i Comuni del taglio annunciato stasera alle loro entrate abolendo nella sostanza l'Ici. In mancanza di fondi compensativi 12 milioni di italiani sono a rischio di estinzione. Al silenzio risponderemo con la mobilitazione dei 5.800 sindaci dei piccoli Comuni italiani, che spiegheranno ai loro cittadini l'attentato che si sta perpetrando ai loro danni in nome di una manciata di voti».

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L'anno scorso

Un anno fa si votava per le elezioni regionali, vinse Formigoni - che ora fa per andarsene a Roma - e fui eletto in Consiglio regionale per fare l'opposizione. Inutile dire che non ho mai finito di ringraziare gli elettori, che cerco di ricambiare, giorno dopo giorno, con un lavoro meticoloso di contrasto alle politiche del centrodestra. In un anno mi sono occupato di tante cose, nelle due Commissioni di cui faccio parte. Di buoni scuola e di formazione professionale, di smog, di cave e di rifiuti. Come in ogni cosa che riguarda l'attività politica, ho finito con l'appassionarmi, nonostante i primi mesi - dopo la proclamazione, avvenuta all'inizio di maggio - siano passati ad attendere che il centrodestra attribuisse le poltrone e stabilisse quante peppole e quanti prispoloni potessero essere sparati; nonostante la polemica Cè-Formigoni abbia tenuto banco per tutto l'autunno; nonostante l'inverno sia passato come erano passati quelli precedenti, con lo stesso programma di governo, senza alcuna novità, se non l'incredibile rassegna di conferenze stampa e di annunci del presidente. Chissà se di anni ce ne saranno ancora, o se si tornerà a votare presto, come mi auguro, per dare anche alla Lombardia un governo dignitoso. Giorno dopo giorno, lo sapremo.

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regione

Problemi motori

La Lega, com'è noto, ha presentato un Progetto di Legge per salvare il Gran Premio di Monza. Così almeno lo presentano. In realtà si tratta di un dispositivo probabilmente illeggittimo dal punto di vista della competenza (che non è regionale), del tutto elettoralistico nella proposta e nei tempi con i quali viene presentato, perfettamente strumentale nel voler superare l'ordinanza del Tribunale che vieta le gare senza silenziatore nel tracciato monzese. Formigoni, persona seria, ci si è immediatamente buttato e, tra un'inaugurazione e l'altra, l'ha sottoscritto. Domattina ne discuteremo in Commissione Sport (non Ambiente o Sanità, come sarebbe stato lecito attendersi) e cercheremo di introdurre elementi che facciano pensare - oltre alla necessità di salvare la gara di Formula 1 - anche alla tutela della salute dei nostri concittadini, con una soluzione più equilibrata e ragionata dell'attuale proposta della Lega (che, tra l'altro, fa strame dei piani di zonizzazione acustica di cui i Comuni debbono dotarsi). A testimonianza della fretta (cattiva consigliera), notiamo che i firmatari del Progetto in questione (sbadati consiglieri) fanno riferimento nel testo all'articolo 2 della Legge 26 del 2002, che riguarda però le attività motorie, e non le attività motoristiche. Proprio così: grazie ai consiglieri di Rifondazione comunista che se ne sono accorti, abbiamo scoperto che per alcuni non c'è differenza tra motorio e motoristico. A questi signori vogliamo proprio affidare ancora il governo della Regione e del Paese? Pensiamoci su.

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regione, monza

lunedì, aprile 03, 2006

Prodi e il sileno rovesciato

Dopo averli visti per la seconda volta in televisione, esprimo un personalissimo parere. Prodi ha risposto alle domande,