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venerdì, giugno 30, 2006

La maggioranza ha finito le cartucce?

Nessuna novità sul presidente e il Consiglio regionale viene rinviato al 6 luglio. Un rinvio che fa comodo a Monza, sotto scacco a causa della legge regionale urbanistica, e che invece dimostra come siano divise le componenti della maggioranza che sostiene Formigoni. Si è parlato a lungo di Zanello come nuovo presidente al posto di Fontana, ma pare che non sarà l'attuale capogruppo della Lega, ma Ettore Adalberto Albertoni a presiedere i lavori del Consiglio. Albertoni, se così fosse, lascerebbe i dialetti e le sagre che ha brillantemente governato dal suo assessorato in questi anni, per assumere la seconda carica della nostra istituzione. Ma i dubbi non riguardano soltanto la presidenza dell'aula: lo stesso vale per il monumentale rimpasto della Giunta regionale. Ancora non si sa né chi né quando né a fare che cosa. Ormai è un mese che se ne parla, ma tutto è ancora avvolto nell'oscurità più impenetrabile. Oltretutto, tra qualche giorno, nella più classica delle migrazioni, arriveranno peppole e prispoloni, gli uccellini sterminati in barba alle direttive europee, che interessano i lavori del Consiglio ogni estate, bloccando qualsiasi altro provvedimento. Chissà se entro quella data la maggioranza avrà avuto modo di sistemare poltroni e capanni. E se, dopo aver impallinato numerosi dei propri esponenti, avrà ancora cartucce... Un luglio caldo è quello che si attende in Regione Lombardia.

postato da civati, 18:36 | link | commenti
regione

Così si fa!

Grande iniziativa del Governo, per la liberalizzazione delle professioni, a partire da taxi e notai. Wow! Da tempo parlavo di questi argomenti e attendevo un segnale così, che ci parla di un riformismo che muove le cose e le cambia. Trovate le informazioni sulla pagina di Repubblica. Parte una nuova Italia.

postato da civati, 15:58 | link | commenti (2)

Una lunga storia

Così si intitola uno dei libri monumentali di Günter Grass (Ein weites Feld, in tedesco, e Feld vuol dire campo, un po' come alla Cascinazza...). Giuseppe Pizzi mi ricorda una serie di episodi storici che rappresentano perfettamente la pretesa di autonomia - spesso frustrata - di Monza da Milano e dalle istituzioni 'superiori'. Riporto il suo bel commento, da avvicinare alle vicende regionali delle ultime settimane:

La nostra città è, in proposito, un caso di scuola. La sua riluttanza a riconoscere ed accettare la supremazia di Milano è un fenomeno sociale diffuso che trova frequenti riscontri negli atti delle amministrazioni cittadine. Monza si sottrae ad ogni forma di subalternità verso Milano, secondo una tradizione che risale a quindici secoli fa, quando Agilulfo e Teodolinda consideravano sedi del regno sia Milano che Monza, e Teodolinda in uno storico incontro con il papa San Gregorio Magno sanciva la devozione del regno all’ortodossia di Roma, e decideva di erigere la basilica di San Giovanni, rivaleggiante per autorità e splendore con quella di Sant’Ambrogio. Milano e i milanesi ricambiano dedicando a Monza il minimo di attenzione possibile. Anche a livello politico-amministrativo, si ha l’impressione che i rapporti fra le due città siano puramente formali, del tipo “ci salutiamo ma non ci parliamo”. Del resto, l’arciduca Ferdinando aveva scelto Monza come sede della Villa anche per dimostrare che la maestà del potere imperiale in Italia non si fondava unicamente sulla grandezza di Milano. E dopo l’unità d’Italia, la Villa di Monza sarebbe diventata l’alternativa estiva del Quirinale, consegnando ai monzesi ulteriori stimoli per identificarsi con un potere più grande di quello di Milano. Insomma, Roma o Vienna come antidoto a Milano.
Ai tempi della controriforma, quando i contrasti, di qualunque natura fossero, si manifestavano sotto forma di controversia religiosa (però la recente guerra in Iraq, per molti aspetti, sembra ripetere lo schema), Monza proteggeva la sua identità storica costringendo l’arcivescovo Carlo Borromeo a rinunciare al suo proposito di imporre il rito ambrosiano in tutta la diocesi. Mentre Monza difendeva le tradizioni di rito romano per non cedere politicamente a Milano, a sua volta San Carlo Borromeo mirava in realtà ad affermare l’autonomia ambrosiana dalla volontà egemone di Roma. Allora il popolo di Monza reagì con forza. San Giovanni non volle cedere a Sant’Ambrogio. Si tramanda che gli emissari del Borromeo, arrivati nel Duomo monzese per notificare i provvedimenti dell’arcivescovo, vennero accolti prima con l’ostentazione degli antichi libri che documentavano l’autenticità storica e l’ortodossia canonica del loro rito e subito dopo con una vigorosa bastonatura che li convinse sul merito e li allontanò precipitosamente dal tempio.

Il senso è chiaro: "abbiamo libri più antichi", una nostra dignità e una nostra storia. Formigoni e i presunti federalisti pretendono di imporci una verità che non fa altro che del male alla città. La terza della Lombardia. Che vuole rimanere bella e poter decidere da sé. Almeno quello che le compete.

postato da civati, 14:50 | link | commenti (3)
regione, monza

giovedì, giugno 29, 2006

Senatore per sempre

Roberto Formigoni ha dichiarato di aver scelto la Lombardia, di rinunciare al Senato, di averlo fatto per senso di responsabilità, dopo aver sentito il parere degli elettori con il proprio referendum egoriferito. Abbiamo a lungo ironizzato su questa vicenda scandalosa, che da cinque mesi occupa le pagine dei giornali e tiene ferma la politica regionale, in attesa di rimpasti e di riequilibri all'interno della maggioranza. Ormai siamo pronti a tutto ma certo non ci saremmo mai aspettati che Formigoni, anche dopo le dichiarazioni stentoree di qualche giorno fa, in Senato ci andasse ancora. Ieri l'amletico Roberto era in aula, nel corso dell'occupazione di Palazzo Madama da parte della Cdl a causa dell'espulsione di Malan. Proprio così: Formigoni continua a essere senatore, smentendo tutte le dichiarazioni e tutte le decisioni che dice di aver già assunto da tempo. Ogni commento è superfluo.

postato da civati, 13:54 | link | commenti (1)
regione

Il presidente del "me ne frego"

Massimo Zanello è il candidato della Lega alla presidenza del Consiglio regionale della Lombardia. Attualmente capogruppo dei padanians, Zanello ha trovato e trova ancora l'opposizione dei suoi colleghi di maggioranza. Chissà se entro martedì riusciranno a mettersi d'accordo. Nel frattempo, a noi piace ricordare Zanello con le sue parole di disprezzo per la città di Monza, nella quale è stato eletto l'aprile dello scorso anno, pronunciate in aula in occasione del Consiglio del 13 giugno: "Ma chi se ne frega, questo è il vero problema. Noi dovremmo fare una norma in questo modo, è un punto di vista sbagliato. Rifacciamo norme, facciamo norme, che partono dal punto di vista dell’interesse generale e non guardando soltanto dall’interesse di un privato, come state facendo voi, perché voi guardate le conseguenze sul Comune di Monza. A me del Comune di Monza non me frega nulla, in termini di conseguenze urbanistiche."

postato da civati, 11:01 | link | commenti
regione, monza

La Fortuna è cieca...

...ma la Regione ci vede benissimo. Ed è riuscita a presentare - attraverso l'ottimo assessore Boni - un progetto di Legge che riguarda - in un articolo - soltanto Monza, con una precisione incredibile, da cecchini. E se il postino suona sempre due volte, la Regione Lombardia, è proprio il caso di dirlo, si è letteralmente attaccata al campanello: è la quarta legge consecutiva (se si contano anche i sottotetti) che riguarda la nostra città. E, dopo i numerosi squilli, al campanello ha risposto la città di Monza. Stasera, una sala Maddalena gremita nonostante un caldo tropicale ha accolto l'assessore Viganò e i professori Beltrame e Erba che hanno illustrato l'importanza strategica della Cascinazza dal punto di vista ambientale e urbanistico. Nel pomeriggio, Arengario.net ha pubblicato l'appello in difesa della Cascinazza sottoscritto da autorevoli firme del mondo dell'architettura e dell'urbanistica: per sottoscriverlo cliccate qui. Lunedì tutta la città sarà in piazza per la grande manifestazione della notte bianca della democrazia e dell'ambiente, promossa dall'Unione, a cui hanno già aderito le associazioni ambientaliste, amministratori e esponenti politici di mezza Lombardia (scaricate il volantino). Perché Monza, suo malgrado, è diventata un simbolo per tutta la Lombardia.

postato da civati, 00:21 | link | commenti
regione, monza

mercoledì, giugno 28, 2006

I due pratoni della Lega

La Lega deve scegliere tra due pratoni, quello di Pontida e quello della Cascinazza. Al primo ha rinunciato, tatticamente, per evitare di trovarsi sotto il sole bergamasco nei giorni del dopo-devolution. Al secondo forse è il caso che rinunci, strategicamente, per evitare di farsi carico dei problemi (i maligni potrebbero parlare di interessi) di altri, rinnegando il proprio impegno monzese di difesa del territorio. La scelta tra i due pratoni diventa allora essenziale per comprendere sia come andrà a finire a Monza, sia come proseguirà la legislatura in Regione.  E, tra Pontida e la Cascinazza, si capirà anche cosa farà la Lega. Di se stessa e del suo destino.

postato da civati, 16:54 | link | commenti
regione, monza

Per Pessotto

Sconvolge la notizia del tentato suicidio di Gianluca Pessotto. Un simbolo della Juventus perbene che in queste settimane sta cercando di rimettersi a posto con le regole, con la vergogna delle telefonate, con la vicenda più triste della sua storia. Sconvolge perché Gianluca Pessotto è un ottimo giocatore, di una correttezza inusuale e di una sensibilità particolare. Ricorda Maurizio Crosetti l'episodio più significativo: "La cosa più bella accadde a Perugia, sei anni fa. La Juve sta perdendo lo scudetto, ultimi minuti, l'arbitro dà una rimessa a Pessotto ma lui dice che è un errore, e restituisce la palla all'avversario". Sconvolge perché interrompe come un taglio netto le sottili gherminelle dei cinquanta milioni di ct sulla formazione della Nazionale, le discussioni su questa o quella telefonata, le polemiche sul calcio e sull'indecenza di un sistema malato. E sconvolge, semplicemente, perché ci ricorda che tra una partita e l'altra questi ragazzi sono solo ragazzi. Che possono diventare fragili quando smettono di giocare, quando sono sottoposti a momenti difficili, a polemiche più grandi di loro, a incertezze quotidiane. Come tutti gli altri. Negli scorsi giorni Del Piero ha parlato di sé come di un Achille in panchina. Anche il suo amico Patroclo, terzino e a volte mediano dalle mille doti, è un eroe fragile e delicato, a cui è necessario stare vicino.

postato da civati, 14:48 | link | commenti (1)
il segreto di alex

La Cascinazza in Sala Maddalena

Stasera iniziativa di Legambiente e CCR in Sala Maddalena (Monza), alle ore 21. Si parlerà di Cascinazza, di Piano di governo del territorio e della legge regionale che renderà Monza più brutta. Non mancate!

postato da civati, 14:31 | link | commenti
monza

martedì, giugno 27, 2006

Se Il Giornale di Paolo Berlusconi parla della Cascinazza di Paolo Berlusconi

Il Giornale - di proprietà di Paolo Berlusconi - parla spesso dell'affaire Cascinazza - di proprietà di Paolo Berlusconi. Lo fa per attaccare la Giunta Faglia e per rappresentare le ragioni del centrodestra all'opposizione in città. Scrive Giorgio Majoli di Legambiente un commento che condivido pienamente e che riporto così com'è:

Su Il Giornale di ieri è comparso un articolo di Marco Pirola sulla vicenda dei Piani regolatori di Monza, promossi o adottati da tutte le Giunte, di ogni colore politico, da 20 anni a questa parte. Dopo una breve descrizione in tale senso ed alcune considerazioni sul previsto ostruzionismo che l’opposizione si prepara a fare in Consiglio comunale al nuovo PGT, si termina il testo con affermazioni a mio avviso assai discutibili. Si afferma ad esempio che la giunta Faglia non avrebbe mai pubblicato il Piano del 2002, nonostante le 600 osservazioni presentate dai monzesi; che pur tacciando quel documento di ogni nefandezza, la giunta attuale se ne sarebbe servita contro i ricorsi; che nel frattempo sarebbero stati costruiti oltre 500.000 metri cubi.
Le cose non stanno proprio così. La giunta Colombo (Forza Italia) ereditò dalla quella leghista di Mariani il cosiddetto Piano Benevolo, adottato nel Marzo del 1997 e regolarmente pubblicato alla fine dello stesso anno per oltre 60 giorni. Erano allora pervenute 360 osservazioni (non 600), alle quali la successiva amministrazione non ritenne di dover dar corso, ma cominciò subito a rifare il Piano con ben 4 varianti, di cui, la più rilevante fu quella che introduceva nel Parco di Cintura di Benevolo più di 1 milione di metri cubi, cambiandolo quindi sostanzialmente. È bene considerare che una giunta cerca di rispettare e di far rispettare le regole in essere (nel caso dei PRG: vigenti o in salvaguardia) e non può fare diversamente, anche se spesso gli accade di dover difendere quello che non condivide o che considera imperfetto, pur mettendo poi in atto le necessarie modifiche parziali o generali. Così è accaduto per la giunta Faglia che si è trovata a dover gestire un Piano regolatore imperfetto, ritenuto tale per ben tre volte anche dal TAR, e che notoriamente non condivideva. La Legge Regionale 12 del marzo 2005 ha poi modificato sostanzialmente la materia urbanistica, sia nelle procedure che nel merito dei piani generali (da PRG a PGT). Il Comune, a quel punto, ha dovuto (per obbligo di legge) ricominciare un’altra volta tutto da capo, pur dopo aver licenziato il suo nuovo Piano regolatore nel dicembre del 2004. Le considerazioni di cui sopra consentono di fare una valutazione anche diversa delle volumetrie citate nell’articolo. Non entro nel merito delle quantità effettivamente costruite,  anche se mi risulta che i  metri cubi residenziali di nuova edificazione siano stati 300mila in 4 anni (e non 500mila) e praticamente tutti su aree già edificate e quindi già compromesse. Il restante mi risulta sia relativo a costruzioni destinate al settore produttivo terziario (uffici) e secondario (industria e artigianato), edificazione che considero, per certi aspetti e nelle dovute proporzioni, da auspicare e promuovere, viste le attuali vicende dell’economia ed i cambi epocali a cui stiamo assistendo. Senza poi contare che mescolare volumetrie residenziali con quelle produttive  è del tutto sbagliato (i capannoni sono alti 8 metri).
Abbiamo visto che il Piano regolatore del 2002 è stato sospeso per ben tre volte dal TAR lasciando così scoperta Monza delle necessarie salvaguardie per mesi e facendola tornare al PRG Piccinato del ‘71. Si è prodotto così, in questi periodi, un “effetto valanga” per quanto riguarda la presentazione di piani di costruzione, lo stesso che si teme ora con il Progetto di legge 145 regionale. Senza  contare che quando si fa un nuovo PRG, da sempre, tutti cercano di edificare il più possibile sulla base del vecchio Piano. Basterebbe considerare le volumetrie (ben superiori) rilasciate poco prima dell’adozione del Piano Benevolo o dello stesso Piano Piccinato del ‘71.
Difendere l’ambiente vuol dire difendere l'interesse generale e oggi l’interesse pubblico di Monza è quello di dotare al più presto la città di un nuovo strumento urbanistico e  di nuove regole che la facciano uscire definitivamente dalla secche di situazioni difficilissime da gestire e da controllare, anche per via delle grandi quantità di cemento e dei relativi rilevanti interessi economici in gioco, che bloccano da tempo le libere scelte del governo cittadino.

postato da civati, 12:06 | link | commenti
regione, monza

lunedì, giugno 26, 2006

Silvio l'australiano

Doccia fredda per il sempre più sconfitto Berlusconi. Sperava che con l'alta affluenza di votanti (una sorta di superiorità numerica) il risultato dicesse sì. E invece è arrivato un no sonoro e stentoreo, da tutto il Paese, con la solita e sempre più preoccupante eccezione di Lombardia e Veneto. Un risultato al di sopra delle aspettative anche a Monza dove il sì si afferma di un soffio, riequilibrando di cinque punti percentuali il risultato delle politiche. E' presto per affermarlo, ma è evidente che non si sono visti alle urne i berlusconiani dell'ultima ora che avevano tanto influito sul risultato di aprile e che il tratto nordista della campagna del sì non ha pagato, esponendo il centrodestra al disagio dei cittadini non padani (per usare le loro stesse categorie). Ha contato certamente la presa di posizione di Ciampi e la difesa della Costituzione ha fatto breccia anche tra le forze della Cdl. Un gran bel segnale per chiudere il conto con la stagione Berlusconi-Bossi e aprire una nuova fase per questo Paese: un rigore che non si poteva sbagliare e non si è sbagliato. Berlusconi si sentirà un po' australiano e ben gli sta, se si pensa che aveva usato le solite parole offensive nei confronti degli italiani democratici e che si ritrova a commentare un'altra sconfitta, in questo bel 2006. Il gioco del centrodestra nel suo complesso ha fallito, comprese le ambizioni di Fini e di AN di diventare a tutti i costi forza costituente. Non è andata così e la devolution rimane un ricordo di una scampagnata in Cadore. Come con Totti, l'Italia va avanti.

postato da civati, 19:18 | link | commenti (2)
regione, monza

Vince il no

Dai primi rilevamenti dei seggi monzesi, il sì è avanti ma in misura molto inferiore al risultato del centrodestra del 9 e 10 aprile: i 'nostri' in sostanza vanno a votare e votano no... Si profila una vittoria del no a livello nazionale.

postato da civati, 15:38 | link | commenti
monza

Cannavaro pensaci tu

C'è un motivo in più per augurarsi che l'Italia prosegua nel suo cammino ai Mondiali di Germania. Se dovesse arrivare in semifinale, infatti, la squadra azzurra giocherebbe martedì 4 luglio, alle ore 21, facendo saltare la seduta in notturna convocata dagli strateghi del centrodestra per approvare la legge regionale urbanistica. In difesa di Monza, possiamo schierare, da sinistra a destra, Grosso, Cannavaro, un recuperato Nesta e Zambrotta. Forza Italia, quindi (quella buona).

postato da civati, 11:10 | link | commenti
regione, monza

I pali della banda dell'Ortica/2

Sono già intervenuto sulla questione sollevata dal consigliere Agostinelli sui nuovi pali pubblicitari della Regione Lombardia (cliccare qui per la puntata precedente). Fateci caso anche voi. Per esempio ne sorgono di emblematici sul viale del Pagani tra Arcore e Vimercate. Il cartello più piccolo pubblicizza il servizio ferroviario regionale (microscopico, l'ho riconosciuto soltanto perché, appunto, conoscevo già la pubblicità). Il rettangolone sottostante, invece, quello commerciale, per intenderci, è visibilissimo. Anche perché il cartello è a meno di mezzo metro dalla strada, in violazione, mi sembra, del Codice della strada. Vale la pena di indagare a fondo su questa iniziativa, e di coinvolgere gli enti locali, per verificare se sono d'accordo e se condividono. P.S.: la strada del Pagani, che dà sulla straordinaria area ambientale della Cavallera e sulla Grigna e il Resegone, è già invasa da cartelloni e pubblicità di ogni tipo. Che andrebbero piuttosto eliminate piuttosto che integrate dalla inverosimile iniziativa della Regione Lombardia.

postato da civati, 01:20 | link | commenti
regione

Boni o cattivi?

La destra che si appresta a votare la legge regionale contro Monza sostiene che la Giunta comunale di centrosinistra guidata dal sindaco Faglia abbia cementificato la città in questi anni e che quindi non accettano lezioni in questo ambito. Lo ha detto Saldini, lo ha detto Boni, lo hanno detto i consiglieri comunali di opposizione (quelli che in Consiglio, pur di fare ostruzionismo, portano anche la pizza). Bene, ho chiesto all'assessore Viganò i dati nel dettaglio e sono i seguenti: anni 2002-2005 (sindaco Faglia) residenza mc 395.827 e 311.133 non residenziali; anni 1999-2001 (sindaco Colombo, Forza Italia) mc 235.377 e 194.479; anni 1994-1997 (sindaci Moltifiori e Mariani, Lega Nord) mc 1.058.496 e 445.825 E' da rilevare che in questi ultimi anni alcuni interventi erano ereditati dalle passate amministrazioni (vedi alla voce commerciale ovvero non residenziale) e che con Faglia è prevalsa la scelta di intervenire su aree dismesse con interventi di risanamento e ricostruzione più che di occupazione di nuove aree residenziali. In particolare l'anno scorso questa scelta ha comportato che circa il 92% degli interventi sia stato su aree già edificate o utilizzate nel contesto urbano e circa l'8% per aree inedificate. Questo è quello che fa Faglia. Boni ritiene che 1.500.000 mc in più su aree agricole e in un colpo solo non facciano la differenza. E, al solito, si inganna.

postato da civati, 01:13 | link | commenti
regione, monza

domenica, giugno 25, 2006

La notte bianca della democrazia: appello per salvare Monza

Cari (e)lettori, amici e compagni,
nell'augurare a tutti noi una vittoria del 'no' e una chiara affermazione delle ragioni democratiche anche in Brianza, vi segnalo un'altra questione a cui tengo particolarmente e alla quale mi sto dedicando da tempo. E' la questione della Legge regionale che modifica la Legge 12/2005: si parla di urbanistica e, come sempre negli ultimi anni, di Monza. Una norma ad hoc, pensata esclusivamente (!) per la nostra città, ci riporta al Piano regolatore del 1971, esponendo Monza al rischio che piombino sulla città 1.500.000 metri cubi, che la Cascinazza di Berlusconi sia invasa da 400.000 metri cubi di cemento (60 palazzi!), che la città di Monza venga devastata dalla speculazione edilizia, in tutte le aree libere, di cornice, del nostro territorio. Abbiamo promosso, in collaborazione con il gruppo regionale, il sito www.cascinazza.info e pubblicato un dossier molto accurato sulla storia dell'urbanistica monzese e dell'accanimento della Regione. Nei post precedenti di questo mio diario, troverete ogni giorno informazioni sull'iter della legge e sulle ragioni della nostra opposizione. In più sto organizzando, a nome di tutta l'Unione, una sorta di notte bianca della democrazia e di veglia prima del Consiglio regionale del 4 luglio in cui la legge torna in aula per la sua approvazione definitiva. La manifestazione si svolgerà la sera prima, lunedì 3 luglio, all'Arengario (piazza Roma) a Monza, a partire dalle ore 21 (scaricate il volantino!). Ci saranno ospiti d'eccezione, ma vorrei che ci foste tutti ma proprio tutti voi, impegnati in politica e nella vita amministrativa dei vostri Comuni, perché la Cascinazza e Monza sono diventate un simbolo della battaglia per la difesa del territorio, della democrazia e addirittura della sussidiarietà, affermata a parole e negata nei fatti, quotidianamente, dal governo regionale. Il mio non è un sogno di una notte di mezza estate, ma un messaggio chiaro: se la piazza sarà piena, pienissima sarà più facile dare battaglia e avviare una campagna elettorale per le comunali del 2007 più forte e partecipata. So che ci sarete e che mi aiuterete a far girare la voce. Monza ve ne sarà grata.
Con i miei saluti più cari,
giuseppe civati

postato da civati, 08:31 | link | commenti
regione, monza

La nuvola di luglio

Innanzitutto, il manifesto. Il Magritte della nuvola e, al posto della coppa di champagne, una provetta. E' la nuvola di luglio che i ragazzi di Incantina hanno voluto celebrare a Seveso, trent'anni dopo il disastro ambientale dell'Icmesa. Attraverso le parole di Bruno Ambrosi e Mario Galimberti, tra i primi giornalisti ad arrivare a Seveso nelle ore e nei giorni immediatamente successivi al 10 luglio 1976, si è ricordato, riflettuto, ragionato. A partire da Seveso, dalla sua importanza storica per la nascita di una coscienza ambientalista nel nostro Paese e per la storia politica della nostra regione. Un discorso attuale - non solo a Seveso, dove tiene banco la questione dell'interramento della ferrovia - che vale la pena di estendere a tutta la provincia di Monza e della Brianza che, come ho più volte sostenuto, mi piacerebbe nascesse immediatamente ecologica e capace di affrontare le sfide della sostenibilità e della compatibilità ambientale. Perché la memoria abbia pieno significato.

postato da civati, 08:25 | link | commenti
regione, monza

sabato, giugno 24, 2006

Tutta la Lombardia ne parla

Tutti a Monza. Il 3 luglio 2006, alle ore 21, in piazza Roma all'Arengario, grande manifestazione a cui aderiranno tutti i lombardi perbene, contro la legge regionale che devasta il territorio monzese. Una presa di posizione contro l'arroganza regionale. Non mancate. Suoneranno i Solidamòr e interverranno ospiti da tutta la Regione e anche qualcosa in più...

postato da civati, 12:05 | link | commenti
regione, monza

venerdì, giugno 23, 2006

Dedicato a chi va avanti e indietro (soprattutto indietro)

Il gruppo consiliare dei DS, grazie soprattutto agli ottimi Alessia Manfredini e Andrea Trentini, ha preparato il dossier sui treni, di cui mi sono limitato a fornire il titolo. Lo trovate cliccando qui.

postato da civati, 16:41 | link | commenti
regione

I pali della banda dell'Ortica

Il consigliere Mario Agostinelli, capogruppo di Rifondazione comunista, mi ha fatto partecipe di una sua campagna che immediatamente faccio anche mia. Si tratta dell'apparizione di numerosissimi pali dalla strana forma lungo le principali arterie della Lombardia. Molto vicini al ciglio della strada, questi pali sono un'invenzione della Regione Lombardia e sono installati con finalità di comunicazione istituzionale e commerciale senza passare dai Comuni e senza riconoscere ai Comuni il dovuto in termini di tassa sulla pubblicità. Una storia oscura, su cui ritorneremo, perché le modalità dell'appalto sono del tutto discutibili e vanno al più presto verificate. Aggiungere i pali è indubbiamente una scelta sbagliata, pensando al fatto che le strade provinciali e statali della Lombardia sono il tempio del cartello di troppo (per non dire abusivo) che contravviene a qualsiasi indicazione del Codice della strada. Troppi cartelli, anche senza che Formigoni ne aggiungesse di suoi. Qualcuno il problema se l'è posto: a Monza, ad esempio, è partito un progetto di depalificazione delle strade, grazie al ricorso esclusivo, dove si può, agli unici pali che non si possono togliere: quelli della luce. Tutto il resto, si può togliere. Ci proveremo anche con i pali della giunta regionale.

postato da civati, 15:49 | link | commenti
regione, monza

Achille e la panchina

Qualche giorno fa, alla vigilia della partita con il Ghana, Del Piero si paragonava ad Achille: «Sono stato in silenzio perché spesso mi ritiro sulla collina a riflettere e concentrarmi proprio come faceva Achille...». Stizzito, ricordava di non dover dimostrare ancora chi è: «Totti è al 70 per cento? Con lui nessun dualismo, ma io sono al cento per cento ed ho dimostrato abbastanza». «Proteggerò il mio tallone nella maniera più adeguata, questo è un momento di passaggio. Mi sono fermato a riflettere su questo mondiale: ho pensato a quando ho iniziato, allo spirito con cui ho iniziato e poi a quello che sono diventato, all'uomo che sono. Questo mondiale non segna una svolta, ne ho fatte tante nella mia carriera. Questo mondiale deve essere un punto di congiunzione fra quello che ero e sognavo e quello che ora sono». E' curioso che Achille, anziché nella tenda omerica, sia costretto a meditare in panchina. E ancor più curioso è pensare che la stessa immagine l'ho adottata nel mio piccolo romanzo delpieriano. In cui si precisava che il vero tallone di Achille, e di Del Piero, e di ciascuno di noi, non è chissà che, ma semplicemente il modo con cui si vivono le cose. E che vale la pena di fermarsi a pensare, evitando di enfatizzare quelle che ci sembrano 'svolte', per comprendere cosa succede davvero e per capire se quello che pensiamo o sogniamo di essere abbia riferimento con la realtà. Poi si può tornare a giocare, come succederà a Del Piero. Perché si riesca a fare il gol che è mancato e finalmente segnare nelle porte Scee dei Mondiali di Germania.

postato da civati, 13:15 | link | commenti
il segreto di alex

Mimmo c'è

Per tutti gli amanti del surrealismo lombardo, la notizia comporta un vero e proprio sospiro di sollievo. A quanto pare dai rumors che accompagnano il pantagruelico rimpasto della giunta regionale, Domenico Zambetti in arte Mimmo dovrebbe conservare il posto di assessore all'Ambiente. Lo avevamo lasciato che illustrava piani perfettamente inutili, tarava termostati, spegneva caminetti, bandiva pizze e braciole, in una sorta di perenne conferenza stampa in cui la realtà impietosa delle cifre era superata di slancio dalla bonarietà e dall'ottimismo tipici del personaggio. Tutte le rilevazioni dicevano e dicono che la Lombardia è la regione più inquinata d'Europa, ma nulla poteva dissuadere Zambetti dalla certezza di aver presentato un piano infallibile per combattere l'inquinamento, di cui l'assessore sembrava stupirsi (lui, per primo) a ogni incontro con i giornalisti. Reduce da una sfortunata esperienza elettorale con la nuova (?!) DC, tutti temevamo che avrebbe perso il posto, lasciando la poltrona a un vero assessore, forse più preciso, ma meno dotato di talento e di creatività. Grazie a Formigoni ciò non accadrà. Zambetti rimane ed è pronto il suo mitico progetto di legge contro l'inquinamento, di cui da tempo si vociferava e che piomba sulla scena lombarda con la stessa potenza di un Codice da Vinci dello smog. Un progetto al di sotto delle aspettative, che arriva con un ritardo siderale rispetto agli stessi impegni della giunta e che, in compenso, non va bene per niente e ci toccherà rivedere completamente. Ma con noi ci sarà il Mimmo regionale e fare opposizione sarà più facile e leggero. Grazie di esistere.

postato da civati, 09:36 | link | commenti
regione

giovedì, giugno 22, 2006

Mitici

Il sito dei consiglieri Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro dei Verdi vale la segnalazione. Si tratta di www.formigonirestapurearoma.net. E' la giusta risposta al referendum di Formigoni. Se è geniale il sito, lo è ancora di più il loro commento: "Al nostro sito sono arrivati oltre sei milioni di consensi. Siamo ovviamente disponibili ai riconteggi". Mitici!

postato da civati, 12:31 | link | commenti
regione

L'Italia di Alex (senza Alex?)

Nel pomeriggio che cambierà il calcio italiano - qualificazione ai mondiali, esito della vicenda cosiddetta Moggiopoli - avrò il piacere di partecipare, insieme ad Antonio Cabrini, al commento televisivo della partita, che andrà in onda sui telefonini 3. Sarà anche l'occasione per parlare di Del Piero, anche se non dovesse - come pare - fare parte degli undici titolari, come gli capita sempre più spesso. Per una volta, Forza Italia (astenersi, però, dall'"avanti Savoia"...).

postato da civati, 09:08 | link | commenti (1)
il segreto di alex

Il viale omonimo

In un Consiglio regionale che assomiglia sempre di più al Consiglio comunale di Monza (si parla solo della nostra città: autodromo, Valassina, Cascinazza), ieri la Commissione territorio ha avuto il piacere di ascoltare i vertici regionali di Anas sulla questione di viale Lombardia. Non è un caso che si chiami così, come la regione: perché la vicenda che lo riguarda assomiglia a tante altre cose che in questa regione capitano di continuo. Anas ha illustrato tutti (ma proprio tutti) gli interventi previsti sul territorio lombardo, gli svincoli, le nuove corsie di questa o di quella arteria, le problematiche di questo tunnel e di quel sottopasso. E - incredibile, ma vero - si stava dimenticando di parlare di viale Lombardia. Richiamata dai commissari, Anas si è trovata a spiegare che, cancellato l'appalto come se si trattasse di un intervento soprannaturale (invece è stata l'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici a considerarlo nullo per evidenti vizi nell'aggiudicazione), ora si può ripartire: entro il 30 novembre Anas presenterà il nuovo progetto, rivedrà i costi (che saliranno decisamente, dal momento che sono fermi al 1994), verificherà se è il caso di usare la talpa anziché pensare alla galleria artificiale e quantificherà il costo dello spostamento dei sottoservizi (perché non l'avesse fatto prima è uno di quei misteri che fanno grande il nostro Paese). Nessuna parola è stata pronunciata circa il ritardo clamoroso con cui è stato comunicato al Comune lo stop dei lavori, nessuna giustificazione è venuta rispetto agli anni perduti e ai ritardi e alle reticenze della stessa Regione Lombardia. Ora si riparte. Inutile aggiungere che non si fida più nessuno. E che, però, come sempre, vigileremo giorno dopo giorno, evitando di farci coglionare, per sapere come andrà a finire la vicenda del viale più trafficato della regione (102.000 veicoli giorno, a tanto siamo arrivati) e che della regione porta il nome. Visti i tempi, una preoccupazione in più.

postato da civati, 09:02 | link | commenti
regione, monza

Come l'anno scorso (e l'anno prima, e quello prima ancora)

Formigoni rimane in Lombardia. Tutti lo sanno da almeno un mese, ma l'Amleto del Pirelli non poteva che attendere una notte di mezza estate per comunicare che sarebbe rimasto a Milano, rinunciando al seggio di senatore. “Il dado è tratto, la decisione assunta", dice un Formigoni al solito modesto nel riferimento storico. Il suo referendum farsesco - hanno partecipato 158.000 persone, molte delle quali attraverso un sito internet senza registrazione (in cui si poteva cioè votare più volte) - ha decretato quello che avevano già stabilito le elezioni del 2005: farà il presidente della Regione Lombardia. Bella scoperta, verrebbe da dire. E, invece, è un dato che non va banalizzato. In effetti, come se si trattasse dell'orbita di un pianeta, un anno è passato e tutto è tornato uguale ad allora. Nei prossimi giorni, come l'anno scorso, Formigoni comporrà la nuova giunta regionale, scegliendo gli assessori in ragione della vicinanza al principe, testimoniata anche dalla curiosa assonanza del cognome (arriveranno, per primi, i Ponzoni e i Rossoni). Poi si parlerà di peppole e prispoloni (la rima questa volta non c'entra), gli uccellini da cacciare in deroga alle direttive europee. Poi si discuterà della legge contro Monza e del bilancio regionale, poi si faranno un po' di annunci (enciclopedici, al solito), si parlerà del fumoso riformismo lombardo e sarà venuto il tempo delle vacanze. L'orbita diventa così un circolo vizioso, a cui la politica lombarda è condannata da un presidente senza più slancio, che torna indietro, sui propri passi, calcando le stesse, identiche orme. Un ciclo perfetto, di ascendenza stoica, che potrà essere interrotto solo se la Lega deciderà di lasciare la Cdl: esattamente come l'anno scorso, e l'anno prima, e quello prima ancora. E risuonerà il vecchio motivo, sulle spiagge: per quest'anno, non cambiare...

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regione

mercoledì, giugno 21, 2006

Il fossile

Una cara amica mi scrive e mi chiede di uscire dai confini monzesi, sostenendo che mi sto occupando troppo di Cascinazza e troppo poco di altre cose più importanti (tipo il referendum: votate no, accidenti!). Mi permetto di dissentire e di respingere garbatamente la critica. Perché la Cascinazza e le altre aree agricole di Monza, oltre ad avere un valore inestimabile (dal punto di vista ambientale), rappresentano per me un simbolo. Per almeno due motivi. Il primo: la Cascinazza è una specie di fossile, una delle poche, pochissime aree agricole prossime a un centro abitato che siano rimaste com'erano dopo gli interventi degli ultimi cinquant'anni. In Lombardia le aree agricole sono diventate vieppiù edificabili e questo fa segno allo sviluppo, certamente, ma anche alla speculazione edilizia di calviniana memoria. E allora l'area lungo il Lambro è una sorta di area preistorica, uno spazio verde di cui chiunque può cogliere l'importanza e il pregio. Ma c'è un secondo motivo e riguarda il comportamento della Regione. Troppo spesso (quasi sempre) la Regione opera al di sopra dei Comuni e talvolta, con un certo accanimento politico e amministrativo, contro i Comuni. Il caso di Monza è certamente il più eclatante - tre leggi consecutive per 'punirla' di chissà quale colpa - ma potrei citare la vicenda della cava di Caponago (sventata!), delle discariche di Inzago, delle centrali per la produzione di energia (Offlaga, ad esempio) e di tanti altri luoghi camuni che soffrono per gli interventi della Regione. Ecco allora che la Cascinazza è un simbolo. Dell'opposizione. E della possibilità di costruire non i complessi residenziali, ma un'alternativa al centralismo e all'arroganza regionale.

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regione, monza

martedì, giugno 20, 2006

Nel frattempo, a Monza...

... il Piano di governo del territorio è stato votato dalla Commissione urbanistica del Comune di Monza. Per cui può essere calendarizzato per i lavori del Consiglio comunale. Tutte le forze politiche monzesi - in presenza della legge urbanistica regionale - sono chiamate alla responsabilità, a un dibattito chiaro e aperto, perché l'adozione del Pgt abbia tempi certi. L'ostruzionismo della minoranza di centrodestra verrebbe letto come un favore alla speculazione: un milione, forse un milione e mezzo di metri cubi potrebbero piombare sulla città. Che tutti se ne rendano conto e si comportino di conseguenza. Da parte nostra, della maggioranza consiliare intendo, ci sarà la massima disponibilità ad un confronto nel merito e sulle cose. L'ideologia e le prese di posizioni di parte devono lasciare il passo a una straordinaria occasione di confronto e di dibattito. Per il bene della città.

postato da civati, 13:04 | link | commenti
monza

Rinviata al 4 luglio

Sembra il titolo di un film e invece è solo la convocazione del Consiglio regionale. Il 27 giugno il Consiglio non si farà e la legge urbanistica slitta al 4 luglio. Prima si dovrà votare il  nuovo Presidente del Consiglio, dal momento che Fontana è andato a Varese a fare il sindaco. Poi, nella stessa giornata, c'è da discutere la legge sul randagismo e gli animali d'affezione e altri provvedimenti urgenti che scadono in quella. Quindi, non è detto nemmeno che si voti il 4 l'orrenda legge ad hoc per Monza. Nel frattempo, chissà se la maggioranza terrà, se la Lega supergovernista di questi giorni manterrà le posizioni, se nessun consigliere ci ripenserà...

postato da civati, 12:58 | link | commenti
regione, monza

Al telefono

Trovo che la vicenda delle intercettazioni sia tanto triste quanto degna di una riflessione. Le conversazioni private sono private e non è proprio il caso di diffonderle, se non sono penalmente rilevanti, con il solo obiettivo di alimentare il dibattito gossipparo che riempie le pagine dei giornali (soprattutto d'estate, guarda caso). Però c'è un però grande come una casa (reale). Che ci sono anche persone che al telefono non parlano di sesso a pagamento, di raccomandazioni & prestazioni, di favori e di scambi come fossero cose normali. C'eravamo rimasti male quando si parlava di plusvalenze, poi diarbitri e guardialinee. Ora che si tratta di donne, soprattutto, dispiace ancora di più.

postato da civati, 10:29 | link | commenti

Perché la Juventus deve andare in B

Sono juventino. Di scuola delpieriana, per di più. Da piccolo, tra i miti, c'era solo Platini e la prima delusione della mia vita l'ho vissuta davanti alla tv, guardando una delle migliori squadre di sempre perdere la mitica Coppa dei campioni con l'Amburgo. Ora però - è il caso di dirlo chiaramente - dobbiamo andare in B. Lo dobbiamo fare perché ci diranno di farlo, ovviamente, ma anche per salvare per quanto possibile una storia sportiva. E per un motivo ancora più serio e importante: per chiudere con l'Italia dei furbi, dei potenti, dei cialtroni. Per dare un segnale a tutti, che le cose belle - soprattutto le passioni - non devono essere immiserite. Mi hanno personalmente già distrutto il ciclismo, in cui era 'bombato' pure l'autista dell'ammiraglia, non vorrei dover fare lo stesso con il calcio. E con l'Italia, a cui il ritorno dei Savoia (juventini anche loro, accidenti!) ha dato un tocco di grevità e di squallore di cui non si sentiva affatto bisogno. Sarà a suo modo curioso seguire la Juventus contro la Cremonese, il Cesena, l'Avellino. Squadre che giocavano nella massima divisione quand'ero bambino. Per ritornare al passato, ripassando la formazione... Zoff, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea...

postato da civati, 10:09 | link | commenti (1)
il segreto di alex

lunedì, giugno 19, 2006

Catalunya ha parlat clar

In Catalogna il referendum sul nuovo Statuto ha visto una clamorosa affermazione del sì (sopra al 70%) e un'affluenza al voto non eccezionale, ma di poco inferiore al 50%. La Lega in Italia fa proprio il risultato, segnalando affinità che non vi sono con il referendum costituzionale di domenica e lunedì prossimi. La Catalogna, dice Maragall, il suo presidente socialista, ha parlato chiaro. Ha votato a favore del testo approvato dal Parlamento nazionale - in una versione edulcorata rispetto allo statuto approvato dal Parlamento catalano in prima istanza - ottenendo una maggiore autonomia finanziaria (sull'Iva e sull'equivalente dell'Irpef, dall'attuale 35 al 50%), il riconoscimento - ancorché per certi versi ancora parziale - di nazione. In uno schema che il governo Zapatero ha sostenuto fino in fondo, credendo che possa costituire la base per la riforma degli statuti delle altre autonomie che compongono lo stato spagnolo, al termine di un processo costituzionale iniziato nel 1978. Ecco la vera differenza con quanto sta accadendo in Italia: non solo la Padania non può essere paragonata alla Catalogna (banalmente: non è una nazione); non solo nel nostro, di referendum, non si parla di federalismo fiscale, ma di formule astruse; ma c'è un punto ancora più decisivo: il percorso di riforma è progredito in Spagna da lungo tempo, sulla base di scelte condivise dal governo centrale, in un equilibrio di poteri che cerca di rappresentare al meglio la società e le sue articolazioni. In Italia con la devolution succederebbe esattamente il contrario. La Catalogna ha parlato chiaro. Lo faccia anche l'Italia, con un voto chiaro, per far ripartire la stagione delle riforme da un presupposto diverso e più serio di quello che ci viene proposto. Votate 'no'.

postato da civati, 20:26 | link | commenti

La Lega veneta vota no

La Lega veneta, il partito indipendentista veneto, invita a votare no, perché la riforma proposta è un vero e proprio "inganno". "Alle regioni vengono, infatti demandati pochi e ridotti poteri decisionali, si aumentano, invece, i poteri del governo centrale; non ci sarebbe nessuna autonomia fiscale; al  senato federale, eletto su base regionale, non viene attribuito alcun potere in materia economica, mentre viene eliminata la possibilita' di poter accedere a forme particolari di autonomia, Statuti Speciali, alle regioni che lo richiedono'' (Adnkronos).

postato da civati, 19:58 | link | commenti

Campione non c'entra

Campione d'Italia non c'entra. Non sto parlando delle indagini che riguardano Vittorio Emanuele di Savoia. I nostri 'servizi segreti' hanno soltanto scoperto che Campione d'Italia non c'entra con la leggina regionale sull'urbanistica. Lo scorso anno, come abbiamo ricordato più volte, la Legge 12 conteneva un comma dedicato a due soli Comuni in Lombardia, Campione d'Italia e Monza. Il provvedimento di quest'anno, invece, non c'entra con la cittadina del casinò perché il Piano regolatore è antico ma non ha subito varianti negli ultimi anni, com'è accaduto invece a Monza. Quindi il provvedimento di quest'anno riguarda esclusivamente Monza. Una consolazione davvero magra...

postato da civati, 19:48 | link | commenti
regione, monza

Le strane 'secondarie' di Formigoni

Il referendum più pazzo del mondo è quello indetto da Roberto Formigoni per chiedere ai propri elettori se preferiscono che rimanga a Milano o vada in avanscoperta a Roma. Si è parlato di 'secondarie' e i primi risultati vengono dalla provincia di Bergamo, dove avrebbero votato 8000 persone (un risultato molto al di sotto delle aspettative). In compenso, a riprova che si tratta di una consultazione al limite della farsa, su internet si può continuare a votare nonostante Formigoni avesse parlato di una conclusione del referendum nel corso del weekend appena passato. In più mi segnalano alcuni elettori che hanno potuto votare più volte, perché il sondaggio non richiede alcuna iscrizione. Ora, Formigoni ha già deciso di rimanere a Milano. Che bisogno c'era di una consultazione del genere? Perché ostinarsi a dare dignità a un finto dilemma? Perché tenere occupati i giornali per motivi così futili? Ci vorrebbe un altro sondaggio...

postato da civati, 18:31 | link | commenti
regione

Il verde è sommerso in neroazzurri

Quando ho visto il colpo di punta di Del Piero, lanciato da Pirlo à la Rivera, finire sulla mano del portiere degli Stati Uniti, ho capito che sarebbe stato un weekend (non solo calcistico) da dimenticare. Mentre il Brasile batteva l'Australia, il Monza - pur vincendo a Marassi - perdeva il doppio confronto con il Genoa e il sogno della promozione in B. Viste le condizioni del calcio giocato, mi sono dato alla lettura di una bella antologia pubblicata da il Melangolo: Il calcio è poesia. L'interista Sereni preoccupato dalle «zebre venute di Piemonte», un duro Caproni tra calcio, sesso e morte, i versi splendidi di Cesare Garboli: «Foste voi le prime maglie/ch'io vidi sopra il prato a righe bianche,/ rossoblù, foste voi il primo/ sospetto che la vita fosse arte». Per riprendervi dall'autogol di Zaccardo e dal folle gesto di De Rossi, consiglio anche Il mio anno preferito. Storie di calcio a cura di Nick Hornby (Guanda). Strepitoso il racconto di Roddy Doyle sulla partecipazione dell'Irlanda a Italia '90 e il pezzo dello stesso Hornby che, abbandonato per una stagione l'Arsenal di Febbre a 90°, segue le peripezie del Cambridge United e della più incredibile serie consecutiva di risultati negativi. Per il finale dei Mondiali, non ci resta che Azzurri, di Rizzoli, sperando che ci portino in finale.

postato da civati, 09:08 | link | commenti
il segreto di alex

domenica, giugno 18, 2006

No, no, no

Ho visto lo spot di Mediaset sul referendum confermativo del 25 e 26 giugno. Pare che sulle reti Rai le cose non stiano diversamente: Sartori e Scalfari se la sono presa con Petruccioli e hanno ragione da vendere. Lo spot spiegava - senza che evidentemente nessuno avesse nulla da ridire - che il punto principale della riforma consisterebbe nella riduzione del numero dei parlamentari. E no! Il punto principale è che si fa strame della Costituzione italiana, si danno poteri illimitati al premier, si crea un sistema da federalismo degli stracci chiamato devolution perché evidentemente nel vocabolario non c'era un termine che potesse definire un tale pasticcio. Anche in Lombardia, domenica e lunedì, vale la pena di dare un segnale forte e chiaro. Votate no!

postato da civati, 23:33 | link | commenti

La macchina del tempo

Con la Legge urbanistica regionale Monza torna indietro di trentacinque anni, al Piano regolatore Piccinato. Correva l'anno 1971. Presidente della Repubblica viene eletto Giovanni Leone, muoiono Jim Morrison e Louis Armstrong, i Nobel vanno tra gli altri a Pablo Neruda e Willy Brandt. Roberto Formigoni non ha ancora fondato il Movimento popolare, l'assessore Boni compie nove anni e la Lega è ancora di là da venire. A Monza, Sindaco è il compianto Luigi Pavia che si avvicenda, nel corso dell'anno, con Pier Franco Bertazzini. Trentacinque anni fa, con un solo comma. Un bel modo per tornare indietro, per ringiovanire (tipo Cocoon) e cancellare la storia di una città lombarda. Sperando che, come un elisir, l'incantesimo si dissolva e si ritorni a parlare di politica. Perché a Monza, come altrove, siamo nel 2006: Sindaco è Faglia e sta solo cercando di governare la città. Regione permettendo.

postato da civati, 13:42 | link | commenti (2)
regione, monza

Una città da 310.000 abitanti

E' quello che prevede il Piano regolatore Piccinato del 1971 che tornerebbe in auge se dovesse essere approvata la Legge urbanistica in Consiglio regionale. Non solo la Cascinazza di Berlusconi, quindi. Altre aree tornerebbero in gioco: aree agricole, molto vaste, come quelle di Sant'Albino ad est di via Adda; quelle verso il Cimitero e lo stadio nuovo; alcune ad ovest di San Fruttouso e quelle intorno al Castello del Torneamento (via della Taccona), nonché quelle in località Boscherona (nord di San Fruttuoso). L'accanimento nei confronti di Monza ha queste proporzioni. La Cascinazza è quindi una parte cospicua di una grande ondata di cemento. Che qualcuno ci aiuti a fermarla.

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regione, monza

sabato, giugno 17, 2006

La maledizione della Cascinazza

Non può non colpire il fatto che l'inchiesta nei confronti di Vittorio Emanuele di Savoia sia partita da Campione d'Italia: Campione non è solo un posto molto particolare (per sincerarsene è sufficiente fare una capatina sul sito di Report), ma è anche l'unico Comune lombardo vittima, insieme a Monza, della legge 12/2005 in campo urbanistico. Sembra che vi sia una maledizione, intorno alla Cascinazza. Verificheremo se, oltre agli aspetti già emersi dalle indagini, ve ne possano essere altri di interesse, per la discussione in Consiglio regionale che proprio in questi giorni stiamo svolgendo. Come a Monza, così a Campione...

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Chi di Spata ferisce...

Giuseppe Spata è direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Vimercate. Ha polemizzato con me - definendomi elegantemente "quell'individuo che purtroppo porta il mio nome" - su il Cittadino in merito alla mia denuncia dell'inaugurazione fantasma del nuovo ospedale di Vimercate, che ha visto protagonista Formigoni in piena campagna elettorale per le elezioni politiche. Cantiere aperto per l'occasione e subito interrotto nelle settimane e nei giorni successivi. Un fatto che io ritenevo grave e che Spata, chiamandomi a singolar tenzone, dichiarava infondato. Oggi apro il Cittadino e leggo: "Ospedale verso il via libera: la Regione dà l'ultimo ok da lunedì si potrà costruire". L'articolo prosegue con queste informazioni: "Ospedale nuovo, l'ultimo e decisivo passaggio avverrà lunedì prossimo, 19 giugno". Ripeto: il 19 giugno. Le elezioni politiche si sono svolte il 9 e 10 aprile. La prima pietra di Formigoni era evidentemente una prima pietra "preventiva", dal momento che il Presidente della Regione inaugurava un'opera rispetto alla quale non era ancora arrivato l'ok definitivo da parte della stessa Regione (capita solo in Lombardia). E nemmeno dal Comune. Dice, nello stesso articolo, Paolo Brambilla, neosindaco della città: "Lunedì [12 giugno] il Comune ha rilasciato parere favorevole in tema di compatibilità urbanistica, con alcune prescrizioni relative ad aspetti igienico-sanitari e al trattamento delle acque meteoriche. Mancano ora altri pareri per i quali sono competenti altri enti". Per cui il permesso a costruire, quando Formigoni ha posato la prima pietra della costruzione, non c'era ancora. Complimenti a Spata e a Formigoni.

postato da civati, 14:57 | link | commenti
regione

venerdì, giugno 16, 2006

Non solo Punta Perotti

Nonsolopuntaperotti.it è il sito di un bellissimo concorso fotografico per documentare gli eco-mostri lombardi. Ho l'onore di far parte della giuria e vi invito a partecipare numerosi, perché la bellezza lombarda venga rispettata e le brutture denunciate. Nella speranza che Punta Perotti - come dice il titolo - non sia solo un episodio, ma si provveda su tutto il territorio nazionale, a partire dalla nostra regione, per ricostituire un paesaggio troppo spesso offeso da costruzioni orripilanti. Non mancate!

postato da civati, 15:59 | link | commenti
regione

Tutta la Cascinazza minuto per minuto

Il Consiglio regionale non si terrà nemmeno la prossima settimana: riprenderà probabilmente martedì 27 giugno, dopo il referendum (votate no!). Il motivo è semplice. Se avessero fatto il Consiglio martedì, si sarebbero trovati a discutere delle dimissioni di Formigoni. Che ha già deciso, anche in via ufficiale, di rimanere in Lombardia, ma deve espletare le operazioni referendarie (vado o vengo? il titolo del referendum autoriferito). Quindi niente Formigoni e niente Cascinazza. Si rimanda di una settimana. E chissà se la maggioranza si conserverà compatta e tetragona fino ad allora...

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regione, monza

giovedì, giugno 15, 2006

A volte ritornano

Nei thriller, quelli che si vedono in tv nelle lunghe serate estive, nell'ultima sequenza sembra che la creatura delle tenebre possa ritornare, con la mano che esce dalla tomba, la macchina che non parte, il segnale che qualcosa ancora non sia stato debellato. E' la sensazione che - senza demonizzare il soggetto, ma solo per rendere l'idea del pericolo in termini politici - si vive pensando al referendum del 25 e 26 giugno. Dovessero malauguratamente vincere i sì, ci toccherebbe sorbirci il sequel di A volte ritornano, con un centrodestra nuovamente compatto e ringalluzzito, pronto a chiedere la sfiducia a Prodi a ogni occasione. Oltre agli aspetti di contenuto e di sostanza politica, anche la questione dell'attualità è perciò importante per portare tutti gli elettori di centrosinistra (e anche di centro, à la Follini) a votare per il no. Per salvare la costituzione e per evitare di tornare indietro di qualche mese (e di qualche secolo).

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Le scuse di Trenitalia

Tra lo Ngorongoro e il Serengeti è ricominciata la stagione degli amori. Tra Milano e Sondrio, a cura di Trenitalia, è ricominciata quella dei sudori. L'affermazione è scadente da un punto di vista letterario esattamente come lo è dal punto di vista ferroviario il servizio offerto a migliaia di pendolari. I vertici di Trenitalia e della Regione continuano a precisare che stanno climatizzando i vagoni e che a poco a poco tutti viaggeremo condizionati. Siccome non ci fidiamo più, propongo l'esposizione di un cartello in ogni vagone, in cui si legga: "Gentile clientela, sappiamo che in questo vagone ci sono quaranta gradi. Trenitalia si scusa per le pessime condizioni a cui costringe i viaggiatori. Stiamo climatizzando il più possibile, ma di questo passo finiremo nel 2015". Di seguito una tabella con gli investimenti e la programmazione degli interventi di condizionamento, i termini e le scadenze degli stessi. I viaggiatori non sarebbero condizionati, ma almeno informati. Sudando, ma senza rancore.

postato da civati, 18:35 | link | commenti
regione

Molto rumore per nulla

Vi ricordate la famosa legge salva-autodromo? La legge 8/2006 votata all'indomani delle elezioni politiche dal Consiglio regionale, ma presentata e promossa in piena campagna elettorale dalla Lega, con il contributo straordinario del presidente-candidato Formigoni? La legge che doveva risolvere tutti i problemi dell'impianto monzese, illustrata con grande enfasi presso l'autodromo da tutti i leader del centrodestra? Bene, come dicevamo, la legge è inapplicabile e così com'è - oltre a rivelare un evidente vizio di incostituzionalità - rischiosa per gli stessi gestori dell'autodromo. Talmente rischiosa (parla di limiti e non fa riferimento alle deroghe attualmente concesse per lo svolgimento delle gare più 'rumorose') che pare che gli stessi gestori se ne siano resi conto, arrivando ad un accordo con i cittadini che si lamentavano per il rumore con una soluzione analoga a quella da noi avanzata in commissione. Si è infatti stabilito un numero di giorni in cui il rumore può superare le soglie, senza fare alcun riferimento alla nuova legge, presentata con tanto clamore. E' proprio il caso di dirlo: tanto rumore per nulla.

postato da civati, 17:23 | link | commenti
regione, monza

Accendere la luce in un continente al buio

Martedì, a pagina quattro di Le Quotidien, principale giornale di Dakar, Senegal, benché con qualche piccola imprecisione, si parlava di noi e della nostra missione, promossa in collaborazione con Cisao e Cosa, per dare il via ufficiale al progetto idrico della comunità di Ndiassane (a cui partecipano Comune di Monza, Alsi, Provincia di Milano) e al progetto per la promozione dell'energia solare, che il consigliere Mario Agostinelli ha presentato alla stampa, alla presenza del ministro degli esteri senegalese Cheikh Tidiane Gadio. Si tratta di un progetto semplice eppure d'avanguardia, che prevede l'installazione di piccoli pacchetti per l'energia solare, che consentano di alimentare pompe per l'acqua, sistemi di illuminazione e tutto quello che serve a un Paese quasi totalmente sprovvisto di energia elettrica. Si parla di igiene e di ambiente e del miglioramento della qualità di vita di interi villaggi. L'Africa, dice Agostinelli, è al buio, non soltanto in senso metaforico. Eppure è il continente più assolato che potrebbe sfruttare l'energia solare con straordinaria facilità e con risultati sorprendenti. Senza dover creare una rete energetica, ma producendo in loco l'energia di cui ha bisogno. Un progetto su cui ci spenderemo e che ci porterà in Mali, a Bamako, nel mese di novembre. Per accendere la luce, per quanto ci sarà possibile, facendo partire un percorso africano in senso stretto, autonomo e indipendente dai condizionamenti esterni, alla luce di una vera e propria rivoluzione copernicana come quella invocata dallo scrittore Boris Djopp (autore de "Il libro delle ossa") nel corso di una nostra conversazione, una sera, a cena. Djopp ci diceva che la logica degli aiuti perpetua con modalità nuove il condizionamento, il controllo e, paradossalmente, la prevaricazione degli occidentali sulle popolazioni del continente africano. L'energia da fonti rinnovabili è un campo nel quale questa logica potrebbe essere superata, liberando a poco a poco l'Africa da uno dei suoi più gravi elementi di arretratezza. Più luce, insomma, per cambiare.

postato da civati, 14:07 | link | commenti
regione

Tutto rinviato

Arrivo a casa ora, dopo un'iniziativa sul referendum a Besana Brianza e una birra in compagnia del segretario e dei compagni, nonché del mitico consigliere Gianni Confalonieri, ora senatore, di Rifondazione comunista. Di ritorno, mentre l'auto scivolava giù dalle colline, verso Monza, lungo il Lambro, ripensavo alla giornata di oggi: in aula fino alle 21 per opporci alla nefanda legge regionale urbanistica. Centinaia di emendamenti, di mosse le più diverse per ritardare l'approvazione del testo blindato dalla maggioranza, in una strategia condivisa con tutti i consiglieri dell'Unione. La destra muscolare e di molto arrogante - guidata da una Lega a dir poco scatenata - non riusciva nell'intento di votare a tutti i costi una legge urgente soltanto per dare un colpo a Monza e uno alle moschee, come è stato ricordato. Si torna in aula martedì prossimo, o forse più in là, dopo aver dimostrato che l'ambiente e la tutela del territorio sono tra le cose più importanti e - queste sì - più urgenti da affrontare. Un giro in Brianza può essere utile per ricordarlo anche a quei consiglieri che se ne sono dimenticati o che fingono di non capire. C'è tempo fino a martedì per rendersene conto.

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regione, monza

mercoledì, giugno 14, 2006

Monzesi

Prosegue la discussione sulla legge urbanistica in Consiglio regionale, che contiene - come già lo scorso anno - una norma che riguarda soltanto Monza e che finisce con il penalizzarla gravemente. Alla luce di questo pericolo, mi sono appellato alla coscienza dei consiglieri eletti a Monza e in Brianza, cercando di condividere l'affetto e l'attenzione per la nostra città (e se pensiamo che Monza è una grande e bella città della Lombardia, il 'nostro' va inteso in senso più generale, fino a coinvolgere tutti i lombardi). Vorrei che fosse noto che nessuno si è speso nel senso che auspicavo. Anzi. Nessuno degli emendamenti salva-Monza è passato. Peccato che né Ponzoni, né Alboni, né Pisani, né tantomeno Zanello - vero protagonista della promozione di questo articolo, insieme al 'suo' assessore Boni - abbiano condiviso questa necessità. I monzesi, quelli veri, se ne ricorderanno.

postato da civati, 14:01 | link |