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lunedì, luglio 31, 2006 News dal Comodino Brianza
Sembra funzionare il Comodino Brianza, che abbiamo proposto di affiancare al Tavolo Milano per quanto riguarda gli investimenti per le infrastrutture. Sabato c'è stato l'incontro tra Di Pietro e Formigoni e, a seguire, una conferenza dello stesso Di Pietro. Mi scrive Paolo Confalonieri, assessore alla mobilità del Comune di Monza, che ha partecipato all'iniziativa: «Sabato 29 luglio è stata una giornata intensa per il ministro Di Pietro. Al termine del tavolo istituzionale sulle infrastrutture svoltosi presso la Regione, cui il Comune di Monza non era presente perché non invitato [Formigoni è sempre attento alla città di Monza, ndr], il Movimento Italia dei Valori ha organizzato un incontro presso Palazzo Isimbardi a Milano nel quale il ministro ha presentato a molti amministratori lombardi quanto trattato nel tavolo istituzionale ed ha risposto a molte domande a lui rivolte. Il Sindaco di Monza ha chiesto nel suo intervento la situazione dell'interramento della SS36 nel tratto monzese. Il ministro ha risposto che quest'opera, già a lui precedentemente sollecitata in più occasioni, è alla sua massima attenzione e ne ha confermato il finanziamento e la realizzazione. Il ministro ha detto di aver espressamente ricordato quest'opera al nuovo Consiglio di Amministrazione a cui ha chiesto di ricostruire con esattezza il percorso che in diversi anni ha portato ad un nulla di fatto. Il Comune di Monza ha espresso l'esigenza che l'opera, costituita da più interventi, sia da considerare in modo unitario, per quanto riguarda il tratto monzese in tunnel, il tratto il territorio di Cinisello di raccordo con il sistema autostradale e le altre opere di superficie in territorio di Muggiò; solo in questo contesto unitario il Comune di Monza accetta di parlare di fasi di lavorazione, necessarie per la realizzazione di progetti complessi. Il ministro Di Pietro ha dato la sua diponibilità ad un incontro da tenersi a Monza in autunno per fare il punto della situazione. Sindaco e Assessore hanno anche manifestato l'esigenza di incontrare dopo le vacanze rappresentanti del nuovo CdA ANAS per ottenere informazioni di prima mano da parte ANAS». postato da civati, 09:16 | link | commenti (1) domenica, luglio 30, 2006 Boschi in città
Ai sensi di una prospettiva Imby, per cui promuovere l'ambiente non è solo dire di 'no', ma anche sostenere qualche 'sì' decisivo, chiedendo che gli enti superiori sostengano interventi nei territori e nelle comunità locali, credo che Metrobosco, il progetto della Provincia di Milano di collegare con viali alberati e percorsi verdi le aree di cintura, sia un progetto molto bello. Mi fa piacere che anche il sindaco Moratti si sia detto favorevole e abbia inserito un impegno analogo nel suo programma di mandato. Crediamo però che sia venuto il momento di sostenere economicamente l'iniziativa, attraverso un finanziamento regionale, possibile attraverso la legge per la forestazione e la creazione di quelle che sono state chiamate «grandi foreste di pianura». Un articolo di quella legge prevede interventi anche nelle aree urbanizzate. Crediamo sia il caso di non lasciarsi sfuggire questa opportunità e nell'ambito della discussione su bilancio consuntivo, assestamento e Dpefr abbiamo chiesto che vi fosse un impegno chiaro da parte della Giunta regionale. Ci auguriamo che ciò accada, nei prossimi mesi, perché tutti - Comune, Provincia e Regione - diano il loro contributo a un'iniziativa bella, comprensibile e innovativa. Che oltretutto può essere estesa e assunta anche all'interno delle nostre città. A Monza, ad esempio, chiederò che sia uno dei temi dei prossimi cinque anni di governo. Segnalo, tra l'altro, che analoga iniziativa è stata assunta dall'amministrazione Faglia in occasione della modifica del progetto del Rondò dei Pini, che ora prevede la creazione di un parco (del Villoresi, appunto) in collegamento con il Parco sovracomunale del Grugnotorto, con l'acquisto di aree e la creazione di un percorso verde, collegato - attraverso viale Cesare Battisti - alla Villa e al Parco reale. postato da civati, 16:14 | link | commenti Imby project/1. Le città (e la provincia) del sole
Lancio la prima proposta del progetto Imby (come Nimby, ma senza N, ovvero «nel mio giardino»). Si tratta dell'iniziativa Città del sole, che per Campanella era un'utopia nell'isola di Taprobana, mentre per noi è un progetto concretto e semplice semplice, che si può realizzare nelle nostre città. La proposta - rivolta alla Provincia di Milano (assessorato alla Brianza) e alle amministrazioni locali della costituenda provincia di Monza e della Brianza - è quella di inserire fin dal bilancio 2007, in via di definizione in ogni Comune - un significativo investimento per la produzione di energia solare. La proposta invita ad intervenire sulle scuole elementari e medie, innanzitutto, con pannelli solari e fotovoltaici, perché le scuole diventino autosufficienti per quanto riguarda energia e calore. Il consiglio ulteriore è quello di individuare le scuole che meglio si prestano alla copertura con pannelli solari, perché la produzione di energia non solo sia sufficiente all'edificio, ma possa essere 'ceduta'. Lo stesso può valere per le biblioteche e i centri sportivi. L'investimento, com'è noto, può essere recuperato tra i cinque e i dieci anni, andando ad arricchire il patrimonio dei Comuni, avviando una campagna di promozione dell'energia pulita direttamente "sul posto", introducendo dinamiche interessanti nella produzione di pannelli solari, in vista di una riduzione dei costi di produzione e installazione (anche in Brianza, molte aziende sono già attive in questo campo). Un'iniziativa di questo tipo - già in parte avviata in Comuni come Monza e Seveso - può dare straordinari risultati e dare il via a quella Brianza-bio a cui guardiamo con interesse e attesa. Perché la nuova Provincia sia una Provincia nuova, appunta, e sostenibile. Alla Regione Lombardia chiederemo di sostenere questi progetti e di farsene promotrice, nell'ambito della prossima discussione per il bilancio di previsione 2007. postato da civati, 15:59 | link | commenti sabato, luglio 29, 2006 Stasera tutti a Triuggio La lunga fila di Consigli - regionali e comunali - volge al termine, tra gli slanci bipartisan in Regione e l'ostruzionismo violento e antidemocratico della destra in Consiglio comunale. E così, a Triuggio, questa sera, domenica 30 luglio, 'chiudo' la stagione politica, con la presentazione del mio libro dedicato al primo anno in Regione (Il torto e la Regione, così si chiama). Vi aspetto, come sempre, per festeggiare un anno politico lungo e complesso e, finalmente, l'arrivo delle vacanze. Il posto è bello, subito dopo suoneranno gli amici del No hay banda trio, lì, ai margini del bosco, nell'ambito della festa dell'unità di Canonica, la migliore secondo la nostra personalissima guida Michelin. postato da civati, 21:59 | link | commenti Formigoni e l'autonomia lombarda Sul Corriere di oggi, fin dalla prima pagina nazionale, compare un'intervista a Roberto Formigoni, che lancia l'autonomia lombarda, con una serie di considerazioni di grande interesse. Per prima cosa, è il caso di notare che quanto Formigoni propone a proposito di una rivoluzione in senso federale è già accaduto in Toscana, dove l'applicazione dell'articolo 116 della Costituzione - così come modificata dalla riforma dell'Ulivo - ha già trovato ampia e approfondita valutazione, anche dal punto di vista statutario. A proposito dello Statuto della Lombardia, Formigoni spiega il ritardo della sua modifica (un ritardo di cinque anni) con l'attesa per la devolution, spiegando poi il fallimento di quest'ultima con la necessità di tornare alla Riforma del Titolo V del 2001. Un modo curioso per raccontare la storia degli errori del centrodestra, a livello regionale e nazionale. Ma è con il commento nei confronti del sostegno dell'Ulivo al Tavolo Milano che Formigoni si spinge un passo più in là. Dice Formigoni: "Ds e Margherita hanno votato con la maggioranza, e questo è stato un gesto di coraggio particolarmente apprezzato. In Lombardia si è inaugurata una fase nuova, una fase di dialogo costruttivo". Per credere almeno a quest'ultima affermazione è il caso che il presidente si adoperi per affrontare anche le politiche regionali con lo stesso slancio. Altrimenti la fase nuova sarà solo l'ennesimo proclama di un presidente in cerca di vie d'uscita grancoalizionali. postato da civati, 12:45 | link | commenti Lettera aperta a Prodi e Formigoni Signori Presidenti del Consiglio dei Ministri e della Regione Lombardia, vi scrivo per caldeggiare una soluzione per un problema della città di Monza e della costituenda Provincia di Monza e della Brianza, che è anche un problema lombardo quant'altri mai. Anzi, potremmo dire che la vicenda dell'interramento della Valassina nel tratto monzese rappresenta il simbolo dei problemi e delle aspettative della nostra regione, per quanto riguarda la produttività, la competitività del sistema, la mobilità, l'ambiente e la salute dei cittadini. E il tempo, quello che i brianzoli e i lecchesi sprecano in coda, ogni mattina e ogni sera e che è venuto il momento che venga loro restituito. La Valassina a Monza si chiama come la nostra regione: è il viale Lombardia dei semafori che interrompono la viabilità Nord-Sud, con 110.000 veicoli/giorno (che, altra curiosa coincidenza, corrispondono quasi alla popolazione della città di Monza). Un'opera necessaria e urgente, che deve essere realizzata prima della stessa Pedemontana, per il semplice motivo che quest'ultima porterà altro traffico alla Valassina. Un'opera per la quale esiste già un finanziamento cospicuo e per la quale chiediamo un impegno bipartisan e una responsabilità condivisa e chiara. I cittadini attendono da troppi anni e sembrano aver perso la fiducia. Con un impegno condiviso e il coinvolgimento degli enti locali, possiamo offrire delle istituzioni e della politica un'immagine più forte e concludente. postato da civati, 11:40 | link | commenti (2) La versione di Gerardo
Sono personalmente favorevole all'indulto e ho sottoscritto un appello dei consiglieri regionali della Lombardia. Mi chiedo però se la versione dell'indulto attualmente in discussione in Parlamento sia la sua versione migliore e più indicata. Con una dura intervista, stamane, Gerardo D'Ambrosio propone la riduzione da 3 a 1 anno dello sconto della pena, che consentirebbe di arrivare alla scarcerazione di più di diecimila detenuti, senza creare situazioni abnormi e problemi di ordine pubblico, come quelli a cui si rischia di andare incontro con la proposta bipartisan che ha fatto gridare allo scandalo Di Pietro e mezzo elettorato di centrosinistra. Una proposta così non può essere certamente rifiutata da Forza Italia, a meno di non voler confermare i retropensieri (Previti, per intenderci) che tanti hanno evocato in questi giorni. postato da civati, 09:25 | link | commenti (2) Pendolari tropicalizzati
Da tempo mi occupo di inquinamento. E posso dirvi che uno dei modi per combatterlo - attraverso la riduzione del traffico veicolare e ben prima di qualsiasi ticket di ingresso - è quello di condizionare l'aria dei mezzi di trasporto pubblico locale. Quando una metropolitana raggiunge i 34 gradi centigradi e non scende mai sotto i 30 da giugno a settembre - come documenta oggi l'edizione milanese di Repubblica - hai voglia a spiegare ai cittadini che è il caso che rinuncino all'auto (supercondizionata) per optare per i mezzi pubblici. Verrebbe da chiedere ad Atm, che ogni anno promette il condizionamento dei mezzi, quando questo accadrà veramente. E le politiche anti-smog avranno un alleato in più. Che attualmente gioca contro, insieme all'immancabile Trenitalia, tropicalizzando i pendolari, che scelgono la macchina anziché la doccia. Quasi quasi mi metto a raccogliere le firme. postato da civati, 09:19 | link | commenti (1) Più case, meno discriminazioni
Ve la ricordate la vergognosa legge che permetteva solo ai cittadini residenti da più di cinque anni in Lombardia di concorrere per una casa popolare? Il Tar boccia e rinvia alla Corte costituzionale. Riporto con soddisfazione il comunicato della segretaria regionale della Cgil, Susanna Camusso. Il Tar della Lombardia ha accolto le ragioni di due donne, una italiana (ma non lombarda) ed una eritrea, che erano state escluse dalle graduatorie per le case popolari a seguito della Legge n. 7 dell'8 febbraio 2005 che introduce un doppio vincolo: almeno 5 anni di residenza o lavoro in Lombardia e il peso della residenza nel punteggio. La Legge dichiarata illegittima è stata fatta nel 2005 in fretta e furia, a poche settimane dal voto per aggirare una precedente sentenza del Tar (n. 4 del 4 ottobre 2004). La nuova legge, nonostante le proteste dei sindacati, delle imprese, dei soggetti economici, della Chiesa, peggiorava ulteriormente le possibilità per quei cittadini di ottenere una casa. La sentenza è importante per tre ragioni: 1. Ristabilisce le condizioni, previste dall’accordo originario tra sindacati, imprese e Regione, di uguaglianza e parità di tutti i cittadini che lavorano in Lombardia, per il diritto alla casa. Quindi le due ricorrenti rientrano nella graduatoria del Comune di Busnago per le case popolari; 2. Rinvia alla Corte Costituzionale il suo giudizio di illegittimità della Regione Lombardia a legiferare su materie di competenza nazionale, in ragione dei vincoli di potestà legislativa, principi di uguaglianza e livelli essenziali di diritti inviolabili, come peraltro già sanzionato (Sentenza n. 432/2005 sui trasporti) contro la Regione Lombardia; 3. Rinvia alla Corte Costituzionale anche il giudizio di violazione di numerosi articoli della Costituzione, così come richiesto dai sindacati, con un giudizio negativo in più e censura la scelta di ignorare la precedente sentenza con una legge illegittima e sbagliata. In Lombardia è necessario un radicale cambiamento delle politiche sulla casa, per recuperare legittimità e legalità e rispondere concretamente alle domande di case in affitto dei tanti lavoratori che la cercano, evitando di contrapporre i lombardi ai meridionali e agli stranieri. E' incredibile doverlo scrivere e doverlo sostenere nella terza 'camera' del Paese, ma in Lombardia, nel 2006, capita anche questo. postato da civati, 08:27 | link | commenti La forma dell'acqua in Lombardia
L’approvazione delle modifiche alla Legge 26 in materia di servizi di pubblica utilità - che ho seguito personalmente, in collaborazione con il mitico consigliere Squassina - costituisce un momento importante del lavoro del Consiglio regionale. La legge, approvata ieri, distingue tra proprietà delle reti e gestione del servizio, consentendo di conservare la titolarità pubblica delle prime e di individuare la soluzione migliore per la seconda. Per iniziativa dell’opposizione, nel corso del dibattito, è stata inserita la clausola sociale che tutela i lavoratori delle aziende del settore, l'impegno di sostenere interventi nei Paesi in via di sviluppo, la possibilità che gli ATO di Milano trovino finalmente un profilo comune, come da anni richiesto dal centrosinistra e ora dalla Provincia di Milano. I DS si sono astenuti perché è stata dichiarata l’obbligatorietà della messa in gara della gestione del servizio, senza considerare quanto previsto dal Testo unico e quanto in materia sta per essere predisposto dal Governo nazionale. Hanno anche segnalato come in alcuni casi, nel prendere atto della realtà lombarda, la legge abbia voluto aderire eccessivamente alla situazione attuale senza la capacità di programmare scelte più coraggiose. Il dialogo in commissione e la possibilità di approfondire ancora il tema in futuro, ma soprattutto l’importanza del provvedimento, sono gli elementi che ci hanno portato a non ostacolare l’approvazione della Progetto di legge 120, anche alla luce di un grande sforzo da parte nostra e dei colleghi dell’Unione nel migliorare il testo iniziale proposto dalla Giunta regionale. postato da civati, 08:17 | link | commenti venerdì, luglio 28, 2006 Fumo negli occhi Speravamo fosse finito il tempo dei piani antismog, che da anni si dimostrano inefficaci. Purtroppo il neo-assessore Pagnoncelli (che ha sostituito il mitico Zambetti) promuove un documento che fa dietrofront sui blocchi senza offrire reali alternative. Perfettamente inutile è stato chiedere per un anno intero che si rivedesse il concetto delle aree critiche per costruire un’unica grande area omogenea, all’interno della quale concertare le azioni, da assumere poi in modo unitario, con Comuni ed enti locali. Avevamo chiesto che si introducessero norme per il trasferimento del traffico su gomma verso il trasporto collettivo o ecologico, partendo dalle limitazioni del traffico nei periodi di superamento delle soglie di inquinamento ma anche del potenziamento e dell’integrazione della rete ferroviaria, ferrotranviaria e di autobus e corriere con le arterie di grande traffico, connesse attraverso parcheggi di corrispondenza. Sottolineavamo l’utilità di un piano per i periodi di alto inquinamento, con tariffe agevolate di parcheggi e mezzi pubblici per spostare il traffico sul trasporto collettivo. Ancora, avevamo proposto norme per il risparmio energetico, a partire dalle tecniche di costruzione delle nuove abitazioni, e l’investimento di risorse per aumentare le piste ciclabili e una mobilità soft. Il piano è invece peggiore di quello dell’anno scorso, con il riconoscimento nei fatti dell’inefficacia della cabina di regia tra Regione ed enti locali e con il ritorno alle misure sui caminetti a legna (ma solo per chi si trova al di sotto dei 300 metri di altitudine). Oltretutto sono stati ridotti gli stanziamenti per le fonti rinnovabili e per il “miraggio” dell’idrogeno. Anche le misure strutturali -di cui abbiamo parlato in un post precedente - con cui si dovrebbe integrare il piano si sono dimostrate un bluff. Chiediamo al nuovo assessore di avere più coraggio e di mostrare responsabilità, partecipando attivamente alla costruzione di una legge condivisa che finalmente superi le logiche delle misure temporanee in favore delle misure strutturali di cui tanto necessita questa regione. Perché le politiche anti-smog della Regione Lombardia ci consentano di tutelarci anche dal fumo negli occhi che proviene dalla Giunta regionale. postato da civati, 16:12 | link | commenti L'uccellino di Del Piero Gira voce che l'uccellino della pubblicità di Alessandro Del Piero sia una peppola. Trovo che, nell'interesse della nazione campione del mondo, la peppola andrebbe a maggior ragione difesa dall'essere cacciata indiscriminatamente e in barba alle direttive europpe. E invece in Lombardia oggi, a costo di far saltare le vacanze, la maggioranza intende portare in aula i provvedimenti per la caccia in deroga a peppole e fringuelli. Alcuni sposteranno il volo verso le vacanze, quando l'unico volo da spostare sarebbe proprio quello degli uccelli migratori, a cui sarebbe meglio consigliare altri tragitti e altre mete (evitare le province di Bergamo e di Brescia significherebbe la sopravvivenza di centinaia di migliaia di esemplari). Qualcuno addirittura sostiene che è l'essere migranti che condanna questi uccelli a una legislazione così dura in Lombardia e in Padania. Sta di fatto che gli uccellini tornano così, come ogni anno, nella nostra regione. E, come ogni anno, nella nostra regione diventano il simbolo di una politica sbagliata, affaccendata in questioni minori, nel più totale sprezzo del ridicolo. Così è, e così sarà anche il prossimo anno. postato da civati, 15:27 | link | commenti giovedì, luglio 27, 2006 Tavolo Milano e comodino Brianza Si parla molto in questi giorni di canicola e di Consigli (e di Consigli nella canicola, dal momento che è saltata l'aria condizionata in aula) del "Tavolo Milano" e della collaborazione Regione-Governo nazionale per l'avvio di alcuni percorsi politico-amministrativi di grande significato per la comunità lombarda. Formigoni, sempre in cerca di nuove alleanze e di spazi visibilità, si dice ottimista, evidentemente perché trova l'attuale Governo più serio del precedente. Come dargli torto. Con tutti quei lombardi nelle posizioni strategiche, Berlusconi non ha combinato nulla e Formigoni ne prende atto, glissando elegantemente sui fallimenti della Casa delle libertà. Ritornato dal mare della Corsica, Formigoni ha così illustrato in aula i punti fondamentali dell'accordo con il Governo Prodi, chiedendo a tutto il Consiglio di assumersene la responsabilità. Faremo la nostra parte, ovviamente, ma pretenderemo che vi sia da parte del presidente analogo atteggiamento sulle questioni interne alla Regione. Giusto ieri hanno votato il Documento di programmazione economica e finanziaria senza accogliere nessuna delle sollecitazioni delle opposizioni. Vorremmo che fosse rispettato il criterio della reciprocità, spesso evocato a vanvera quando si tratta delle politiche per l'immigrazione, e sempre dimenticato quando si tratta di cose lombarde. Una peppola, potremmo dire, non fa primavera. Già che ci sono, chiedo che il Tavolo Milano venga esteso anche alle questioni brianzole, quantomeno alla soluzione del problema di Viale Lombardia (che si chiama come la Regione e dovrebbe essere in cima alle priorità). Lì, se si vuole risolvere un problema noto da anni alla politica lombarda e nazionale, non è necessario un tavolo. Basta un comodino. postato da civati, 14:41 | link | commenti (2) Era già tutto previsto Juve in B a meno diciassette, un numero di punti di penalizzazione perfettamente inspiegabile come lo è, nel complesso, la sentenza di appello di Calciopoli. Inspiegabile perché viene punita soltanto la Juventus e la riforma del mondo del calcio è rinviata sine die, con un evidente salvataggio del Milan, della sua dirigenza e dei suoi interlocutori politici (tal Carraro, che potrebbe continuare a ricoprire il ruolo che ha sempre avuto, senza alcun cambiamento). Si sa che non si trattava della Corte costituzionale, che i 'giudici' sono stati nominati da chi oggi si sono trovati a giudicare, ma al peggio - in questo povero Paese - non c'è limite. La Juventus, lo dico per chiarezza, è stata giustamente punita per lo sconcio delle telefonate. In proposito, non ho dubbi e sostengo da tempo che un anno in B può fare bene. Però i però iniziano a essere troppi. Speriamo che il governo Prodi e il ministro Melandri in particolare vadano avanti sulla questione "diritti televisivi", il vero nodo del problema, e diano la possibilità perché vi sia una vera redistribuzione tra i club della serie A. Si chiuderebbe la fase del clamoroso conflitto di interessi dell'era berlusconiana (con Galliani a dare i palloni come neanche Pirlo) e si renderebbe il campionato più bello e più avvincente (oltretutto, con un'operazione limpidamente di sinistra che non guasta mai). Nell'andare a studiare le formazioni di Albinoleffe e Frosinone, saluto anche lo scudetto dell'Inter - più che una vittoria, un effetto collaterale -, nella speranza che l'Inter prima o poi riesca a vincerne uno vero. Sono cose che capitano raramente e capisco il motivo per cui Moratti non aderirà alla proposta di Michele Serra, che gli ha proposto di rifiutare lo scudetto restituito per decreto. Sarebbe un gesto rivoluzionario, che nemmeno il candido e invero un po' mieloso Moratti può permettersi. postato da civati, 14:26 | link | commenti Il modello Bolzano
Come anticipato, prosegue il tour delle Città possibili on the road, alla ricerca delle buone pratiche in campo politico-amministrativo. L'incontro con l'amministrazione comunale di Bolzano è stato di grande interesse. Il sindaco Spagnolli e l'assessore all'ambiente Ladinser ci hanno raccontato le modalità con cui la città del Sud-Tirolo si è attivata in questi anni su alcune fondamentali tematiche ambientali: il risparmio energetico, con la norma Casa Clima; la ciclabilità - che assorbe il 23% della mobilità complessiva - con una rete di piste rappresentate sulla mappa della città come se fossero linee della metropolitana, che si sviluppano in ogni direzione, sfruttando i corsi d'acqua e le alzaie che li accompagnano come "circonvallazione" ciclabile completamente protetta dal traffico automobilistico (curiosità: ci sono anche i contatori delle biciclette che transitano); la promozione dell'energia da fonti rinnovabili, con un'attenzione particolare alla cogenerazione; le politiche anti-smog, pianificate e programmate sul lungo periodo, con griglie precise e la massima chiarezza dell'informazione al cittadino. Bolzano è, come si suol dire, "avanti" qualche anno rispetto alle città lombarde che hanno intrapreso un percorso nella direzione delle politiche attive per l'ambiente. Colpisce la capacità di integrare i diversi provvedimenti, di affrontare il traffico privato senza mortificarlo, ma canalizzandolo e ridimensionandolo, alla ricerca di un riequilibrio con il sistema del trasporto pubblico locale. Tutte cose che si fanno poco e male nella nostra Regione e che in futuro dovranno essere rilanciate. Per evitare che il Piano anti-smog 2006-7, che ci verrà presentato il 3 agosto, sia uguale al Piano anti-smog 2005-6 e come quest'ultimo perfettamente inutile nei confronti della riduzione delle emissioni. postato da civati, 08:41 | link | commenti (2) domenica, luglio 23, 2006 Imby a Bolzano
Domani, 'missione' a Bolzano. Incontro con l'assessore all'ambiente della città, visita agli interventi in campo ambientale, studio del piano anti-smog, della campagna per il risparmio energetico, della produzione di energia da fonti rinnovabili (in particolare, al solito, il solare). Prosegue insomma il viaggio attraverso l'Italia delle buone pratiche, all'insegna della logica Imby (Nimby, cioè, senza la 'n' di not). Ovvero, all'insegna della promozione in prima persona, potremmo dire, delle politiche dell'innovazione in campo ambientale da parte delle comunità locali. Bolzano, sotto questo punto di vista, è un modello assoluto: politiche per la ciclabilità, programmazione del blocco delle auto per i giorni con un tasso di inquinamento atmosferico sopra i limiti, politiche attive per il trasporto pubblico. Città possibile da non perdere. postato da civati, 13:25 | link | commenti (2) L'inutile attesa
Tempo di bilanci in Regione Lombardia. Formigoni è tornato, la Giunta è stata rivisitata in profondità, la fase di incertezza è stata superata. Purtroppo però non si segnalano novità sostanziali e l'attesa si è rivelata, al solito, vana. Lo testimoniano le politiche di bilancio e il documento di programmazione economico-finanziaria, le prese di posizione dei nuovi assessori, i programmi della politica regionale. Il terzo mandato di Roberto Formigoni si conferma come il mandato del tramonto, del "lungo addio" del capo indiscusso delle politiche regionali degli ultimi dieci anni. Ora che a Milano c'è un sindaco ambizioso e che a Roma il governo Prodi ha iniziato a por mano alle riforme del nostro sistema politico e sociale, Formigoni appare sempre più isolato e, nonostante i proclami quotidiani, perfettamente incapace di riproporre la sfida del modello lombardo. Il flop del progetto di legge sulla competitività costituisce il caso emblematico di come, nella politica lombarda, si fatichi a passare dai fatti alle parole che li descrivano e li rilancino: la società chiede soluzioni e la politica, anziché ricercarle, ripropone uno stanco profilo di se stessa, sempre più lontana dalle esigenze della realtà che dovrebbe rappresentare. Inutile aggiungere che ora tocca al centrosinistra il compito di uscire da quel complesso di inferiorità in cui si è mosso in questi anni, per tornare a parlare alla società, offrendo un profilo diverso di se stesso e della Regione che ambisce a governare. Puntando sull'innovazione e sul coraggio di scelte di cambiamento che Formigoni non è più in grado di avanzare. postato da civati, 12:32 | link | commenti Il Bersani democratico
Straordinaria l'intervista di Bersani a Massimo Giannini, pubblicata oggi da Repubblica, in cui il ministro fa il punto sulle liberalizzazione, all'insegna del motto «Ma le cose cambiano, eccome se cambiano...». «Io forse sarò troppo emiliano, ma resto convinto che il riformismo si forgia nel fuoco della battaglia quotidiana, nel confronto e nella decisione sulle cose concrete. Riformismo, per me, non vuol dire né cedere, né eccedere. La tecnica delle riforme è costanza e tenacia nel cambiamento. Non è che dormiamo per mesi, e poi all'improvviso ci svegliamo e per dimostrare che siamo bravi pigliamo a cazzotti i tassisti o gli avvocati, e dopo ci rimettiamo a dormire per altri sei mesi. Non si fa così, almeno non dalle mie parti». Ecco, perché serve il partito democratico: «Il partito democratico è prima di tutto una grande operazione di cambiamento della cultura politica, e solo dopo diventa un problema di organizzazione e di organigramma. Si costruisce con le scelte concrete, cioè con riforme che non cadono dall'alto ma entrano e cambiano la società e la vita della gente. Se tutto il dibattito sul nuovo partito si avvita sulla dialettica tra burocratismo e partecipazionismo, si disperdono solo energie, invece di accumularne». Una politica che «entra e cambia la società e la vita della gente». E un partito che, questa politica, la promuova. Le cose cambiano, eccome se cambiano... postato da civati, 12:17 | link | commenti (4) venerdì, luglio 21, 2006 Regione: assestamento ma nessuna scossa Dei sette giorni consecutivi di Consiglio regionale, calendarizzati a partire da martedì prossimo, i primi tre saranno dedicati ai documenti di bilancio. Seguiranno un intervento di Formigoni, alcune modifiche alla legge sui servizi di pubblica utilità e quindi tre giorni sui provvedimenti relativi alla caccia (a riprova che il rimpasto regionale è a base di peppole...). I primi provvedimenti in discussione, dopo il consuntivo del Consiglio, saranno il rendiconto generale del 2005 e l’assestamento al bilancio di previsione 2006, su cui vale la pena spendere alcune parole. La mancata attuazione del federalismo fiscale durante i cinque anni precedenti è testimoniata dall’incidenza delle entrate autonome, ferma al 10,4%. Non solo, il “governo amico” di centrodestra nel 2005 ha mancato di erogare alla Lombardia trasferimenti per 17 miliardi di euro, solo in parte poi recuperati nei primi mesi del 2006. Spicca l’incapacità della Regione di concretizzare tutti gli investimenti: su cento euro stanziati se ne impegnano realmente 39,2 e se ne spendono soltanto 29,4. L’assestamento 2006 contiene alcuni stanziamenti positivi, come i 6 milioni di euro per il materiale rotabile delle Ferrovie Nord e i 32 milioni per le rette delle residenze per anziani. Non si può non notare però che gli stanziamenti maggiori, e più propagandati, nascondono una realtà ben diversa. I 300 milioni per l’acquisto di nuovi treni non sono relativi al 2006, cosa curiosa per un assestamento, ma sono 30 milioni nel 2007 e 270 milioni nel 2008. Considerata la capacità di spesa della Regione, la realtà rischia di essere molto deludente. Anche i 101 milioni sotto il capitolo “competitività” contengono una sorpresa: ben 52 sono per l’attuazione della sperimentazione della riforma Moratti, cioè per i corsi professionali alternativi all’obbligo scolastico portati avanti dalla Lombardia nonostante la Moratti, al governo, non ci sia più. Si tratta evidentemente di un'interpretazione estensiva della competitività, che nasconde la pochezza degli interventi reali a sostegno della ricerca, delle imprese e delle reti materiali e immateriali di comunicazione. Ci sono anche tagli, in tutto 148 milioni, che incidono sui contributi per la valorizzazione delle risorse idriche, sulla promozione e diffusione dei veicoli ecologici, sul piano d’azione sull’idrogeno e sulla produzione di energia da biomasse, così come su riqualificazione, potenziamento e sviluppo del sistema ferroviario. Alla faccia dei proclami anti-smog del presidente Formigoni, che si dimostrano un fallimento e denuncia la fine della spinta propulsiva delle politiche del centrodestra lombardo. Che gestisce (male, oltretutto) soltanto l'ordinario. postato da civati, 17:31 | link | commenti (2) Proposte per il weekend Che cosa fai nel fine settimana? Risposta scontata: consiglio comunale. Mattina, pomeriggio e sera. A questo siamo costretti dall'ostruzionismo del centrodestra, che ci ha portati a moltiplicare le sedute per evitare che gli effetti della legge regionale ammazza-Monza si sentano fin dalle prossime settimane. Se volete, veniteci a trovare. Siamo in piazza Trento e Trieste, a Monza. Non è Santa Margherita o l'Isola d'Elba, ma quest'anno va così... postato da civati, 14:52 | link | commenti giovedì, luglio 20, 2006 Nemesi Vittorio Emanuele di Savoia non è più agli arresti. Però non può espatriare. La Storia cosa non si inventa. postato da civati, 19:09 | link | commenti (3) A buon imprenditor, poche parole Ieri è andata in onda la trasmissione di Telereporter in cui si sono confrontati Michele Faglia, sindaco di Monza, Davide Boni, assessore all'Urbanistica della Regione Lombardia, e Paolo Berlusconi, proprietario della Cascinazza e beneficiario de facto delle recenti modifiche della legge regionale urbanistica (non da solo, vedi sotto). Faglia ha ribadito le ragioni della città, Boni le posizioni di una Regione che ha fatto dei provvedimenti ad hoc per Monza una vera e propria filosofia, Berlusconi i propri interessi e la volontà di costruire 60 palazzi 60 sull'area verde della Cascinazza. Lo schema era semplice e ognuno interpretava se stesso. Verso la fine della trasmissione, però, si è potuto apprezzare un intervento di segno politico del Berlusconi (prontamente ribattezzato il Caimanino), che si è augurato la vittoria degli oppositori a Faglia in occasione delle prossime elezioni comunali. In tutto e per tutto simile al fratello (nel modo di parlare, di gestire, di accampare pretese, di affermare cose di molto imprecise e di enumerare cifre milionarie con l'ausilio di una provvida cartellina), Berlusconi jr. ha rivelato quello che sappiamo da tempo e che spiega il motivo di tanto accanimento contro il Piano di governo del territorio del centrodestra locale. Mentre Berlusconi lanciava la sfida in televisione, i gruppi di minoranza in Consiglio comunale la raccoglievano, con l'atteggiamento ostruzionistico che ormai li contraddistingue. A buon imprenditor - potremmo dire - poche parole... postato da civati, 17:30 | link | commenti Berlusconi, Brambilla e Cazzaniga Il capogruppo di AN in Consiglio regionale, Roberto Alboni, ha affermato oggi che la Giunta monzese è preoccupata per le conseguenze dell’approvazione delle modifiche alla Legge 12 soltanto perché c’è di mezzo Berlusconi. "Se Paolo Berlusconi si fosse chiamato Brambilla o Cazzaniga non ci sarebbe stata nessuna polemica". È il caso di precisare che si tratta di una plateale falsità. La legge favorisce Berlusconi ed è un fatto assodato e Alboni senza volerlo conferma con la sua dichiarazione che le cose stanno proprio così. Il problema è che – oltre a rendere edificabile l’area di Berlusconi – si rendono edificabili anche le altre aree di cintura, le aree agricole residue del territorio monzese, per un totale di 1.500.000 di metri cubi. Per rovesciare il senso delle parole del capogruppo di AN, oltre a Berlusconi, potranno costruire anche i Brambilla e i Cazzaniga, perché la legge regionale che colpisce Monza lo fa in modo indiscriminato: non solo favorisce Berlusconi ma dà il via alla speculazione edilizia della terza città della Lombardia. È comunque singolare che ci si preoccupi delle conseguenze di una Legge soltanto dopo averla approvata, nonostante gli appelli veementi che sono venuti da parte del centrosinistra negli scorsi mesi. Del resto era già successo lo scorso anno, quando ad essere approvata fu proprio la Legge 12, che conteneva già un articolo ad hoc dedicato a Monza e all’affaire Cascinazza. postato da civati, 17:16 | link | commenti Imby, anche a Lecco Stasera, alle ore 21, conferenza sull'ambiente presso la Festa dell'Unità di Galbiate (Sala al Barro), provincia di Lecco. Sarà l'occasione per discutere con tecnici ed esperti della situazione dell'ambiente in Lombardia. E per promuovere il manifesto Imby, di cui abbiamo già parlato, perché le buone pratiche in campo ambientale delle amministrazioni locali siano sostenute, dal punto di vista legislativo e finanziario, dagli enti superiori. A cominciare dalle Regioni, come la Lombardia, che troppo poco ha fatto finora per promuovere le amministrazioni virtuose. postato da civati, 15:51 | link | commenti 99 Scrive oggi Crosetti su Repubblica che vedere Barcellona-Real Madrid il prossimo anno sarà come assistere alla partitella Juventus A-Juventus B a Villar Perosa. Per la verità, era già successo nella finale dei Mondiali, in cui metà dei giocatori erano juventini. In attesa della sentenza di appello e di capire con quanti punti di penalizzazione si frequenterà il campionato cadetto, gli juventini assistono alla partenza dei campioni di ritorno dalla Germania. Degli undici titiolari, rimarranno solo Alex e il Ceco. Si confida nei giovani (la Juve, quest'anno, ha vinto anche i campionati di Primavera e Allievi) e si attende qualche colpo. Il più bello - e carico di simboli e di speranze - sarebbe l'arrivo di Cristiano Lucarelli, bomber del Livorno. Il giocatore che ha rifiutato il Milan ("Tenetevi il miliardo"), sarebbe il benvenuto. In coppia con Alex, per consentire al Ceco gli inserimenti da manuale. Lucarelli e la maglia numero 99. Simbolo nel simbolo: 99 come i punti che deve fare la Juve per tornare in A. postato da civati, 15:49 | link | commenti Vita aulica Da giorni siamo in Consiglio comunale. Settimana prossima, altre sedute, per proseguire nella trattazione del Piano di governo del territorio, il provvedimento che salverebbe Monza dalla speculazione promossa dalla legge regionale. Da martedì - per ribadire una vita d'aula trasformata in aulica esistenza - sarò in aula anche per il Consiglio regionale, convocato per bilancio e caccia in deroga. Si tratta di sedute ad oltranza, non tanto per il bilancio, quanto proprio per la caccia alle peppole, vero cuore pulsante della politica del centrodestra lombardo. Pensate che per arrivare all'approvazione dell'ammazza-uccellini il presidente Albertoni ha convocato il Consiglio anche nel week-end, fatto mai accaduto, dopo mesi di inerzia e di ritardi. Nel week-end, ci si sveglia presto per le peppole. Proprio come se andassimo al capanno, come cacciatori qualsiasi. postato da civati, 15:12 | link | commenti Lollywood
Dopo l'India con Bolliwood, anche la Lombardia ha la sua Hollywood. Si chiama Lollywood e la "L" sta per Lega. Con l'assessore Albertoni - appena diventato presidente del Consiglio regionale - il cinema lombardo si appresta a dotarsi degli studios della Manifattura Tabacchi (8 i milioni di euro stanziati), da quasi tutti gli operatori del settore ritenuti un investimento eccessivo e discutibile. Un progetto presentato con la solita enfasi e con toni stentorei. A fare da contraltare a tanta retorica, la diminuzione costante di risorse - più che dimezzate nel corso degli ultimi anni - per i Festival e le rassegne cinematografiche in Lombardia. Nel 2000 si spendevano quasi 400.000 euro, oggi se ne spendono 160.000 (lo stesso vale per le risorse destinate, sempre per la promozione della cinematografia, alle Province: da 228.000 a 146.000 in cinque anni). Leggendo attentamente i dati, si scopre che 62.000 euro (quasi la metà) vanno al BAFF, il Festival del cinema di Busto Arsizio (la prima edizione si è tenuta nel 2003, in pieno rinascimento padano), e che la Provincia più finanziata è quella di Varese (23.000 euro, 1.000 in più della Provincia di Milano). Anche la Lombardia ha una sua Hollywood. Se cercate bene, la troverete in provincia di Varese. postato da civati, 10:26 | link | commenti (1) mercoledì, luglio 19, 2006 11 marzo: giusto non condannare per “concorso in devastazione” (Comunicato stampa) Apprendiamo con soddisfazione che nella sentenza di oggi, sui partecipanti ai fatti dell'11 marzo scorso, si sia distinto tra chi ha commesso reati e chi aveva la sola colpa di essere presente in piazza. Alla luce della sentenza appare comunque chiaro che i quattro mesi di carcere in attesa del giudizio sono stati una forzatura, ancor più grave nel caso dei nove ragazzi dichiarati innocenti. Prendiamo atto che buona parte delle richieste del pubblico ministero non siano state accolte, soprattutto il teorema del "concorso in devastazione", che avrebbe creato un precedente francamente non accettabile. Ci auguriamo ora da una parte che finisca il periodo delle strumentalizzazioni che una certa destra milanese ha voluto creare, e dall’altra che si comincino a creare le condizioni perché manifestazioni come queste non trascendano più in atti contrari agli stessi motivi per cui vengono indette. postato da civati, 16:30 | link | commenti Monza-Pescara
Non è una partita di calcio. E' una partita ecologica: il primo gemellaggio ambientale tra Monza e un'altra città italiana, alla ricerca comune di nuove soluzioni amministrative per l'ambiente. E' stata la giunta di centrosinistra di Pescara a prendere l'iniziativa, chiedendo a Monza di avviare questo percorso, per acquisire know-how e migliorare i risultati nell’ambito della gestione dell’igiene urbana, a cominciare dalla raccolta differenziata in cui Monza eccelle, come capoluogo di provincia, in tutto il territorio nazionale. Spiega in un comunicato Paola Marchegiani, presidente della Commissione Ambiente del Comune di Pescara: «Il patto di gemellaggio che abbiamo sottoscritto con il Comune di Monza per promuovere la raccolta differenziata ci impegna molto. Pescara e Monza sono state scelte perché simili per tipologia urbana, numero di abitanti. Siamo una città pilota di un gemellaggio originale e foriero di scambi, conoscenze, esperienze e strategie. Sono certa che questa opportunità aiuterà la nostra città a proseguire verso un modello di gestione sostenibile dell’ecosistema urbano». Sottoscrivo in tutto e per tutto. postato da civati, 09:21 | link | commenti martedì, luglio 18, 2006 Operazione «Provaci ancora, Sam»
Tra i comportamenti che andrebbero banditi dalla politica c'è l'eterna esibizione del pianista. Furbetto del tastino, il pianista si guarda intorno circospetto e, ogniqualvolta la votazione è elettronica, generosamente, vota per il collega assente, per quello che si intrattiene alla buvette, per il ritardatario. Nascosto dietro giornali o pile di emendamenti, il pianista ha movenze feline e riflessi che neanche il Buffon dei Mondiali. Aperta la votazione, si orienta verso il banco del vicino e per raggiungere gli scranni dei colleghi si allunga come il leader dei Fantastici quattro, incurante della propria lombosciatalgia e del regolamento dell'aula. Si tratta, è il caso di dirlo, di un broglio, spesso ripetuto, sovente decisivo. C'è una soluzione per evitare simili comportamenti e la propongo coram populo: l'introduzione di una tastiera a riconoscimento ottico delle impronte digitali del consigliere o dell'onorevole, che permetta di 'incrociare' i dati del badge (la tessera di identificazione, attraverso la quale si rileva la presenza) con l'espressione (personale!) del voto. Non costerebbe granché e sarebbe un modo per fare ritornare i pianisti nelle sale da concerto. Il Consiglio regionale della Lombardia, che si vanta spesso di essere tra i più innovativi d'Italia, potrebbe introdurlo anche subito. Pensiamoci. postato da civati, 09:32 | link | commenti lunedì, luglio 17, 2006 La più bella delle nostre feste Sabato sera inizia la Festa dell'Unità di Canonica, la più bella delle nostre feste, nei pressi del bosco, appena sopra uno dei più suggestivi punti del corso del Lambro e alle spalle della collina su cui sorge la villa di Macherio dell'ex-premier (così vicino, così lontano). Mi perderò l'inaugurazione (giovedì 20 parteciperò ad un'altra festa, quella di Sala al Barro, per un dibattito sull'ambiente) ma cercherò di dare il mio modestissimo contributo in due occasioni, per parlare (mercoledì 26 luglio) di integrazione culturale e per presentare per la prima volta Il torto e la Regione (domenica 30 luglio), il libro-diario sull'esperienza in Consiglio regionale. Ovviamente, non potete mancare. postato da civati, 14:51 | link | commenti Fine corsa
Se avete fatto benzina nelle ultime ore, vi sarete resi conto della preoccupante situazione energetica del pianeta. Il prezzo del petrolio vola verso record assoluti e qualcuno, come Jeremy Leggett in Fine corsa. Sopravviverà la specie umana alla fine del petrolio? (Einaudi) si ferma a riflettere sulla possibilità per nulla remota che le riserve di greggio si stiano già esaurendo, prefigurando una crisi energetica globale. Leggett è geologo ed è un insider, perché ha lavorato per anni nell'industria petrolifera, convertendosi all'energia solare e allo studio delle fonti rinnovabili. Anziché «trascinarsi nella totale negazione collettiva» del problema, che Leggett denuncia per una buona metà del suo saggio, è il caso di dedicarsi a nuovi scenari che la tecnologia ci consente di prevedere. Un nuovo mondo è possibile a partire dalla combinazione di risparmio energetico, veicoli meno inquinanti (no Suv!), biomasse (colture del salice e del miscanto), biocombustibili, energia eolica, geotermica, marina. E, soprattutto, sostiene Leggett, a partire dall'energia solare, che ha l'enorme vantaggio di produrre energia là dove viene consumata e di essere la forma di produzione di energia assolutamente più ecologica e 'naturale'. Fondamentale la spinta che può provenire dalle comunità locali, oltre che da strategie globali di diverso segno. Lo sosteniamo da tempo. E ci piace pensare che qualche città lombarda e italiana voglia assomigliare a Woking, nel Surrey, a poche decine di chilometri da Londra: una città grande come Sesto San Giovanni che ha ridotto le proprie emissioni di anidride carbonica del 77%, fornendo ai propri concittadini energia elettrica e calore attraverso sistemi autonomi di erogazione a prezzi convenienti. O che Friburgo (la città del sole sulla soglia della Foresta Nera) non sia soltanto un riferimento "di scuola", ma un termine di paragone verso il quale orientare politiche attive per l'ambiente. postato da civati, 10:44 | link | commenti Forza Italia Real Estate
Forza Italia finalmente risponde al nostro dossier e alla campagna lanciata dai Democratici di Sinistra nei confronti della legge contro Monza recentemente approvata dal Consiglio regionale. La risposta proviene dal sito della sezione brianzola del partito di Berlusconi che, a scanso di equivoci, contiene solo un file (quello dedicato proprio alla Cascinazza). Il titolo è La vera storia di Cascinazza (la rinuncia alla preposizione articolata deve essere il frutto di una scelta ideologica) ed è la replica al nostro dossier sullo stesso argomento, pubblicato all’indirizzo www.cascinazza.info. A volte gli avversari ti regalano occasioni insperate: come è accaduto agli ultimi Mondiali, atti dichiaratamente autolesionisti ti mettono nelle condizioni di rilanciare l’attacco e di riproporre le tue ragioni. In questo caso, è meglio parlare di un vero e proprio autogol alla Zaccardo, un’autorete straordinaria perché gran parte del testo contenuto nel dossier è letteralmente copiato (fin dal carattere e dalla formattazione) dal Piano di lottizzazione presentato dall’immobiliare Istedin di proprietà di Paolo Berlusconi e depositato in Comune a Monza. Il partito politico cioè si presenta con gli stessi argomenti (di più: con le stesse parole e gli stessi documenti) della società immobiliare. Controllare per credere all'indirizzo cascinazza.info. postato da civati, 10:25 | link | commenti sabato, luglio 15, 2006 Il Del Piero Ulisse e l'epopea minore della Juventus
Juve in B a -30. Mi aspettavo la B e finirà che, in appello, la penalizzazione sarà ridotta (ipotizzo un -15), come sarà ridotta quella di Fiorentina e Lazio, che potranno - con molta fatica, perché il campionato in B è lungo e difficile - tornare in A il prossimo anno. La permanenza del Milan in A me l'aspettavo altrettanto: alla luce del regolamento, avere come sensale un ristoratore di Lodi non del tutto 'organico' alla società è molto italiano e molto berlusconiano e in certi casi può servire. Gianni Mura ha richiamato la celebre immagine della ragazza un po' incinta di Enzo Biagi per commentare la pena inflitta alla squadra dell'ex-premier: colpevole sì, ma solo fino ad un certo punto, oltretutto in Europa grazie a un errore incredibile e invero un po' sospetto della Caf. Troppo lievi anche le pene ai dirigenti della Federcalcio, veri protagonisti del 'sistema' malato del calcio italiano. Per quanto riguarda la Juventus, valgono le parole del sindaco, Sergio Chiamparino: «La società e i tifosi hanno già dimostrato di aver capito che era necessario dare un segnale di rinnovamento. Ora devono muoversi in questa prospettiva, con la sobrietà che ha contraddistinto la storia della società. Noi saremo al loro fianco affinchè la Juventus torni ad essere presto la Vecchia Signora del calcio italiano». Alcune considerazioni finali: Stefano, caro amico e dottissimo di calcio, mi ha spiegato che è una sentenza tutta tesa a salvare i diritti televisivi e il giro di denaro che il 'sistema' lo tiene in piedi e lo terrà ancora. Per questo il Milan rimane in A e la Juve rimane in B con una megapenalizzazione. Sono d'accordo, come sono d'accordo con chi dice che pioveranno ricorsi e il pasticcio durerà a lungo, fino all'inizio di un campionato che chissà quando inizierà. In secondo luogo, sono curioso di capire come finirà il destino dei vari Buffon, delle scommesse, delle altre cose strane che non tornano nel mondo del calcio. Ero scandalizzato dagli spalma-debiti e dai decreti salva-calcio e vorrei che il repulisti non si fermasse a metà strada (vedo però che squadre coinvolte solo qualche tempo fa in simili trucchi come la Roma si lascino andare a considerazioni moralistiche... che tristezza). Per quanto riguarda il tifo, resto convinto che la Juventus finalmente ripulita e in B sarà comunque da raccontare e da vivere, come ho già avuto occasione di scrivere e sarà un'epopea certamente minore ma ricca di spunti e di piccole passioni: dopo il Del Piero Achille dei Mondiali, avremo il Del Piero Ulisse, che cercherà di tornare alla propria reggia, perdendosi nei campi mediterranei e nelle brume di pianura, tra donne bellissime e un po' tristi (come il Genoa), gli antri e le malìe del golfo di Napoli e della Magna Grecia (il Crotone!) e le rovine dei numerosi templi del calcio italico, da Trieste a Verona, da Bologna a Bari. Portando con sé le glorie di Berlino e della Coppa, Alex ripartirà dalla A di Albinoleffe (Albino, provincia di Bergamo), per tornarci, in A, nel senso della serie, lungo un periglioso cammino che avrà successo soltanto se assistito dagli dèi (e non dagli arbitri). Un cammino non certo di 'redenzione', perché vale la pena di ricordare che il calcio alla fine è un gioco. Ma certamente un'avventura e una 'navigazione' che forse, per la prima volta, seguirò da vicino, pensando a Nick Hornby e controllando, da lontano, se almeno quest'anno l'Inter riuscirà davvero a vincere lo scudetto... postato da civati, 11:52 | link | commenti venerdì, luglio 14, 2006 Il Metrobosco (e la Cascinazza) Bella la proposta della Provincia di Milano che rilancia il progetto di cintura verde intorno a Milano promosso e descritto da Stefano Boeri. Il progetto, presentato da Bruna Brembilla, si chiama “Il Metrobosco”, e consiste nella realizzazione di un grande anello verde di 30.000 ettari, con 3 milioni di alberi che circondi l'area metropolitana milanese. In passato, abbiamo sollecitato anche noi l'attenzione per questa idea che va rilanciata e declinata anche nei singoli Comuni e che può davvero cambiare volto a Milano e ai Comuni dell'hinterland. Per il programma elettorale del 2007 proporremo analoghi interventi anche nella città di Monza. Non posso però non segnalare che anche la Cascinazza fa parte della cintura di Milano, non solo quella di Monza, essendo, insieme al Parco Nord, l'area più estesa a Nord di Milano... postato da civati, 17:38 | link | commenti La paura preferita
Mentre il mondo si interroga su che cosa diavolo avrà detto Materazzi a Zidane (cosa volete che gli abbia detto, accidenti!), una strana sensazione di disinteresse accompagna l'attacco di Israele al Libano e la grave crisi mediorientale. Vale la pena talvolta di fermarsi a pensare e di commentare cose ben più gravi, per la nostra vita, delle testate dei fuoriclasse ai Mondiali. Cose complesse e delicate, come il tema dell'immigrazione. Consiglio allora la lettura di Islam e violenza. Parlano i musulmani italiani di Francesca Paci (Laterza). Scrive nell'introduzione Gianni Riotta: «Il diario della Paci sull'"islam sotto casa" [...] conferma che l'emigrazione non è il cavallo di Troia del terrorismo fondamentalista, come temono in tanti. Al contrario è la nostra Quinta colonna per sconfiggere il fondamentalismo. I nostri valori di convivenza e libertà contrastano, tra gli emigranti, il feticcio dell'"islam totale", mai esistito nel passato, che Osama e i Fratelli Musulmani provano a erigere». Un libro che dovrebbero leggere in tanti, per uscire dalle banalità dei salotti televisivi di provincia in cui il musulmano in Italia è immediatamente da prendersi come terrorista. E mi viene in mente un altro bel libro, uscito l'anno scorso, in cui Luca Scarlini descrive l'islam come La paura preferita degli italiani, da sempre capace di suscitare un senso di fascino e, soprattutto, di minaccia. Letture per i prossimi anni, per distinguere anziché confondere, per maturare conoscenze più approfondite e poter esprimere giudizi non solo più equilibrati, ma - direi - più utili. Per la comprensione della realtà. Per vaccinarsi dal qualunquismo e da un razzismo strisciante (e spesso dichiarato), un po' come Jenner - quello del viale - faceva con il vaiolo. postato da civati, 08:46 | link | commenti La doppiezza delle doppiette
Ho parlato delle peppole, del loro ritorno in aula e della contestuale approvazione della legge che riconosce agli animali «il diritto alla dignità di essere viventi». All'insegna di una evidente doppiezza delle doppiette, mentre si approva una mini-dichiarazione universale dei diritti degli animali, si prosegue con la produzione legislativa a favore della caccia. Infatti, a cura della corrente Beretta del centrodestra, è spuntata un'altra legge dedicata alle doppiette lombarde, in particolare a quelle orobiche, per sanare alcune situazioni che il Tar aveva già dichiarato illegittime. Mi riferisco al fatto - denunciato da Marcello Saponaro dei Verdi - che «le leggi nazionale e regionale impongono infatti che sul "20% della superficie utile" sia bandita l’attività venatoria: una porzione di territorio dedicata alla fauna che deve essere protetta e agli umani che amano passeggiare in sicurezza. Bene, i prodi consiglieri regionali bergamaschi di centrodestra, ma non solo, vorrebbero che in questa superficie utile venissero conteggiati anche i giardini privati e le fasce di rispetto lungo strade e abitazioni (50 e 100 mt.). Come dire: "cari animali andate a ripararvi ai bordi dell’autostrada!"». Se solo si potesse fare, sarebbe il caso di dotare gli uccelli di una piccola guida Michelin, che consenta al "popolo migratore" di evitare i luoghi più pericolosi. La Lombardia, nell'Europa occidentale, è quello da evitare con maggior attenzione. Almeno finché governerà il centrodestra. postato da civati, 08:32 | link | commenti Auguri
Stasera ho deciso. Concedo un po' al personale (anche perché gli amici mi stanno tempestando di critiche sul carattere eccessivamente professionale di questo blog). Parlerò della festa di compleanno di Giulio, ma inevitabilmente di Monza. Sì, perché Giulio (auguri!) ha scelto di festeggiare i suoi 33 anni nel nuovo bar aperto sulla terrazza dell'Urban center di piazza Castello. Una delle migliori realizzazioni dell'amministrazione Faglia, con la piazza riqualificata, le fontane zampillanti, la viabilità rinnovata. E il caffè letterario, all'ultimo piano, con una vista straordinaria sulla stazione e sul centro città, un buon bar, un'atmosfera molto piacevole. Una bella serata, insomma, con Paola, Luca e gli altri amici, in un posto semplicemente bello, trendy quanto basta, elegante senza eccessi. A coronare il progetto del teatro off del Binario 7 e degli uffici per la cultura e per la comunicazione. Una festa di compleanno che era quasi un'inaugurazione. Da replicare, assolutamente. Ancora auguri. postato da civati, 00:09 | link | commenti giovedì, luglio 13, 2006 Mai più 11 marzo
Presso il Tribunale di Milano si sta svolgendo il processo con rito abbreviato nei confronti di chi ha partecipato alla pessima manifestazione di Milano dell'11 marzo 2006. Una manifestazione che ho condannato duramente, perché il bello delle manifestazioni - soprattutto di quelle antifasciste - è che si svolgano in modo pacifico. E la violenza deve essere - sempre - bandita dai nostri cortei, per evitare di passare dalla parte della ragione a quella del torto. Mi sento di poter dire, rispetto alla vicenda che è seguita agli episodi di violenza, alcune cose. Ho da sempre grande rispetto per la magistratura e per il lavoro dei magistrati e mi esprimo conoscendo la delicatezza dell'argomento. Trovo che si debba, però, aggiungere qualche considerazione, anche alla luce della carcerazione preventiva di 25 degli imputati che dura da 120 giorni (senza nemmeno la concessione dei domiciliari). Credo che si debba sempre tenere presente non solo il diritto a manifestare - che con il concorso 'esteso' argomentato dal pm viene in parte messo in discussione, creando un precedente molto particolare - e la necessità di verificare, accertare, precisare le responsabilità individuali e non solo quelle collettive, sulla base di una correità generalizzata, che rischia di prescindere dai fatti e dalle persone che li hanno commessi. Mi auguro che questi due principi siano tenuti in grande considerazione da chi emetterà, tra qualche giorno, la sentenza. E l'augurio si estende alla città di Milano, perché sappia affrontare - passato il periodo elettorale e le strumentalizzazioni che l'hanno caratterizzato - in modo maturo e consapevole un episodio grave che va bene definito, per evitare di "dare lezioni" in modo immotivato e di confondere il giudizio politico con le responsabilità penali. E' troppo importante. postato da civati, 10:33 | link | commenti (3) mercoledì, luglio 12, 2006 La lettera rubata dell'assessore Zambetti L'assessore Zambetti non è più assessore all'Ambiente. E' andato all'Artigianato. E ha portato con sé il segreto del suo piano anti-smog, che non si è mai capito come fosse finanziato, quale risultati avesse consentito di raggiungere, quali novità avesse introdotto nei costumi dei lombardi. Partito Zambetti, scopriamo soltanto oggi, grazie al dirigente del settore, che esiste una tabellina che contiene - aggregati, ovviamente, e in modo per nulla esaustivo - i numeri del famoso e insieme fumoso piano (che poi è un po' il colmo dei colmi, l'essere fumoso di un piano anti-smog). Due paginette due, che abbiamo cercato in tutta la regione, chiedendo a questo o a quello e che, lo apprendiamo oggi, erano depositate sulla scrivania del capo del settore. Proprio come la lettera rubata di Edgar Allan Poe. La scoperta ha del sensazionale, è evidente, come è chiaro che non ci daranno mai le risposte nel dettaglio, perché siamo in Lombardia, e non è abitudine essere troppo precisi nelle cose regionali. Quello che si può capire è che la monumentale cifra di 500 milioni di euro pubblicizzata da Zambetti è da spalmarsi sui prossimi cinque anni e che è del tutto probabile che nel 2006 non si arrivi a spendere quanto si era detto. E nei 500 milioni, come avevamo sempre sostenuto, c'è un po' di tutto, per fare numero. E ci sono dei dati sconfortanti: solo 2 milioni per la ciclabilità, solo 6 per il rinnovo del parco auto e per i filtri anti-particolato. In compenso ci sono 43 milioni per l'agricoltura, che assorbe la parte più significativa del fantomatico piano per la qualità dell'area. Eredità di Zambetti, come la cabina di regia sull'inquinamento, che riuniva amministratori e tecnici, e che fin qui ha avuto - sarà per via del nome - una prassi del tutto televisiva: spenti microfoni e telecamere, spariva anche la cabina di regia, che andava in onda a seconda delle esigenze della giunta regionale e in coincidenza con le conferenze stampa del presidente e dell'assessore. Quelle celebri, dedicate ai maglioni, ai termostati, alle pizze e alle braciole. Conferenze e comunicati che rimarranno nella memoria, a costituire il Fondo Zambetti per le politiche regionali per l'ambiente. Un lascito per le generazioni future, che magari si occuperanno (loro sì, seriamente) dei problemi dell'inquinamento nella nostra regione. postato da civati, 13:04 | link | commenti (3) Un Consiglio ridotto a capanno
Ieri in Consiglio regionale sono andati in scena gli animali. Non nel senso orwelliano. Proprio gli animali animali. Legge sul randagismo e gli animali d'affezione e, a seguire, zone di caccia: all'imbrunire si sono, finalmente, intraviste le peppole. Nella prima parte della discussione, finché non si è trattato di caccia, i toni sono stati distesi e propositivi, anche se la maggioranza si è divisa sull'incredibile emendamento che riconosceva agli animali «il diritto alla dignità di essere viventi». Sapevo, ben prima di occuparmi di filosofia e di politica regionale, che gli animali fossero essere viventi. Non saprei altrimenti come definirli. Stupisce però che nella nostra regione si debba attendere la consigliere Ferretto per riconoscere loro questa qualità, che pensavamo fosse da attribuirsi al disegno della creazione. Comunque, dopo aver approvato la normativa sugli animali d'affezione, con un'enfasi epocale che ha fatto dire al consigliere Muhlbauer che sarebbe il caso di trattare con la stessa attenzione anche gli operai e non solo gli animali di compagnia, i toni sono tornati quelli di sempre. La caccia, si sa, è partita fondamentale dello scacchiere del centrodestra lombardo. Assenti Formigoni (il cui cognome appariva forse sospetto), è stato allestito il grande rito della polenta e osei, vestale la Fata carabina, Viviana Beccalossi, uno di quei nomen omen che ci ricorda come delle peppole si mangi proprio tutto. E anche se ieri sera le solite leggine non si sono levate, nel cielo della sera, sul far del tramonto il messaggio è stato chiaro: a costo di rimanere anche in agosto, la corrente del capanno si farà sentire e approverà tutte le deroghe possibili e immaginabili alle direttive europee e al buon senso, perché si possano cacciare a più non posso le peppole, gli storni, i fringuelli e le cesene. Specie che con tutta evidenza, non solo non hanno alcun diritto e alcuna dignità, ma devono perdere anche la qualifica di viventi. Avremmo potuto fare di quest'aula sorda e grigia un capanno di manipoli... postato da civati, 09:02 | link | commenti 136.000
E' il numero degli emendamenti che la destra monzese si appresta a presentare in Consiglio comunale per bloccare i lavori del Consiglio comunale in occasione della discussione del Piano di governo del territorio. Avevano promesso che ne avrebbero presentati più di un milione (forse pensando ai metri cubi che arriveranno in città se il PGT non verrà approvato), ma - si sa - non mantengono mai le promesse e si sono fermati (!) a 136.000. E' facile ipotizzare che si tratti di emendamenti banalmente ostruzionistici che, al solito, come è successo con questa opposizione da quando al governo della città c'è Faglia, non contengono alcuna proposta di merito da avanzare. 136.000 pezzi di carta, da fotocopiare in decine di copie, costituiscono un piccolo disastro ambientale in se stessi (una deforestazione di proporzioni amazzoniche), ma il punto non è questo. Il punto è che adesso si capisce la strategia: da una parte, la Regione toglie le salvaguardie con una leggina puntuale come solo sa esserlo quando si tratta di favorire Berlusconi (una legge 'postuma' dal punto di vista politico e dedicata, per una sorta di ereditarietà delle leggi ad personam, al parente più prossimo, il fratello Paolo). Dall'altra, l'opposizione cerca di far scadere il tempo regolamentare della legislatura, per evitare che lo strumento urbanistico intervenga a salvaguardare le aree scoperte e a vanificare l'impegno della Regione. Una squadra, di più: un'associazione. Dal legislatore al costruttore, attraverso gli ostruzionisti. Che vergogna. postato da civati, 08:38 | link | commenti lunedì, luglio 10, 2006 Tra Cencelli e Fiera dell'Est Hannah Arendt diceva che i ragionamenti troppo coerenti, in cui tutto si dimostra con precisione eccessiva, hanno il sapore acre dell'ideologia e, talvolta, del totalitarismo. In Lombardia, invece, si segnalano le espressioni inutilmente enfatiche, che nascondono il più classico dei cialtronismi politici. Dopo cinque mesi di capricci, Formigoni torna in Regione e si produce in un rimpasto di giunta che ha dell'incredibile. A metà strada tra il Cencelli e la Fiera dell'Est, Formigoni saluta Bernardo che va in Parlamento, collocando al suo posto Buscemi, già assessore alla protezione civile, e, al posto di Buscemi, inserisce Ponzoni. Guglielmo va a presiedere una fondazione di nomina regionale, al suo posto Rossoni, mentre Pagnoncelli lascia l'artigianato e va all'ambiente, scambiandosi il posto con Zambetti, che dall'ambiente va all'artigianato. Albertoni diventa presidente e lascia il posto a Zanello che avrebbe voluto fare il presidente al posto di Albertoni e che, invece, al posto di Albertoni fa l'assessore alla cultura. Borghini diventa direttore generale di Letizia Moratti e Scotti dell'Udc prende il suo posto, sanando un conflitto che dura da mesi. Cattaneo da sottosegretario diventa assessore al posto di Moneta, per cui si è provveduto a trovare un posticino. Di fronte a questo spettacolo che ricorda - più che un elegante valzer - il gioco che si faceva da bambini con l'interruzione della musica a far sparire una seggiola dopo l'altra (ve lo ricordate?) o (ironia della sorte!) un girotondo della lottizzazione, Formigoni commenta così: "È iniziata una nuova stagione per la Lombardia. Non sono rimasto in regione per un semplice gesto di continuità. Voglio che la velocità aumenti e che si torni ai tempi eroici in cui la Lombardia combatteva contro tutto e contro tutti per affermare e per far trionfare una logica basata sulla libertà, sul diritto della persona e sulla sussidiarietà". Ninna nanna, ninna oh, questo posto a chi lo do? Lo darò a un assessore, con buona pace dell'elettore... postato da civati, 13:35 | link | commenti (3) Quando fuori si giocava tra le 127
Primi minuti. Materazzi ingenuamente provoca un rigore che Zidane trasformerà. Ventesimo: Materazzi salta, colpisce di testa e segna. Qualche minuto dopo, ci prova anche Toni. Traversa. La terza (più un palo) di questi mondiali azzurri (per la verità, la quinta, quella fortunata di Zizou e quella senza esito di Trezeguet... ma andiamo con ordine). Nel secondo tempo, il nostro centrocampo scompare. Lippi decide i cambi, |