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lunedì, luglio 31, 2006 News dal Comodino Brianza
Sembra funzionare il Comodino Brianza, che abbiamo proposto di affiancare al Tavolo Milano per quanto riguarda gli investimenti per le infrastrutture. Sabato c'è stato l'incontro tra Di Pietro e Formigoni e, a seguire, una conferenza dello stesso Di Pietro. Mi scrive Paolo Confalonieri, assessore alla mobilità del Comune di Monza, che ha partecipato all'iniziativa: «Sabato 29 luglio è stata una giornata intensa per il ministro Di Pietro. Al termine del tavolo istituzionale sulle infrastrutture svoltosi presso la Regione, cui il Comune di Monza non era presente perché non invitato [Formigoni è sempre attento alla città di Monza, ndr], il Movimento Italia dei Valori ha organizzato un incontro presso Palazzo Isimbardi a Milano nel quale il ministro ha presentato a molti amministratori lombardi quanto trattato nel tavolo istituzionale ed ha risposto a molte domande a lui rivolte. Il Sindaco di Monza ha chiesto nel suo intervento la situazione dell'interramento della SS36 nel tratto monzese. Il ministro ha risposto che quest'opera, già a lui precedentemente sollecitata in più occasioni, è alla sua massima attenzione e ne ha confermato il finanziamento e la realizzazione. Il ministro ha detto di aver espressamente ricordato quest'opera al nuovo Consiglio di Amministrazione a cui ha chiesto di ricostruire con esattezza il percorso che in diversi anni ha portato ad un nulla di fatto. Il Comune di Monza ha espresso l'esigenza che l'opera, costituita da più interventi, sia da considerare in modo unitario, per quanto riguarda il tratto monzese in tunnel, il tratto il territorio di Cinisello di raccordo con il sistema autostradale e le altre opere di superficie in territorio di Muggiò; solo in questo contesto unitario il Comune di Monza accetta di parlare di fasi di lavorazione, necessarie per la realizzazione di progetti complessi. Il ministro Di Pietro ha dato la sua diponibilità ad un incontro da tenersi a Monza in autunno per fare il punto della situazione. Sindaco e Assessore hanno anche manifestato l'esigenza di incontrare dopo le vacanze rappresentanti del nuovo CdA ANAS per ottenere informazioni di prima mano da parte ANAS». postato da civati, 09:16 | link | commenti (1) domenica, luglio 30, 2006 Boschi in città
Ai sensi di una prospettiva Imby, per cui promuovere l'ambiente non è solo dire di 'no', ma anche sostenere qualche 'sì' decisivo, chiedendo che gli enti superiori sostengano interventi nei territori e nelle comunità locali, credo che Metrobosco, il progetto della Provincia di Milano di collegare con viali alberati e percorsi verdi le aree di cintura, sia un progetto molto bello. Mi fa piacere che anche il sindaco Moratti si sia detto favorevole e abbia inserito un impegno analogo nel suo programma di mandato. Crediamo però che sia venuto il momento di sostenere economicamente l'iniziativa, attraverso un finanziamento regionale, possibile attraverso la legge per la forestazione e la creazione di quelle che sono state chiamate «grandi foreste di pianura». Un articolo di quella legge prevede interventi anche nelle aree urbanizzate. Crediamo sia il caso di non lasciarsi sfuggire questa opportunità e nell'ambito della discussione su bilancio consuntivo, assestamento e Dpefr abbiamo chiesto che vi fosse un impegno chiaro da parte della Giunta regionale. Ci auguriamo che ciò accada, nei prossimi mesi, perché tutti - Comune, Provincia e Regione - diano il loro contributo a un'iniziativa bella, comprensibile e innovativa. Che oltretutto può essere estesa e assunta anche all'interno delle nostre città. A Monza, ad esempio, chiederò che sia uno dei temi dei prossimi cinque anni di governo. Segnalo, tra l'altro, che analoga iniziativa è stata assunta dall'amministrazione Faglia in occasione della modifica del progetto del Rondò dei Pini, che ora prevede la creazione di un parco (del Villoresi, appunto) in collegamento con il Parco sovracomunale del Grugnotorto, con l'acquisto di aree e la creazione di un percorso verde, collegato - attraverso viale Cesare Battisti - alla Villa e al Parco reale. postato da civati, 16:14 | link | commenti Imby project/1. Le città (e la provincia) del sole
Lancio la prima proposta del progetto Imby (come Nimby, ma senza N, ovvero «nel mio giardino»). Si tratta dell'iniziativa Città del sole, che per Campanella era un'utopia nell'isola di Taprobana, mentre per noi è un progetto concretto e semplice semplice, che si può realizzare nelle nostre città. La proposta - rivolta alla Provincia di Milano (assessorato alla Brianza) e alle amministrazioni locali della costituenda provincia di Monza e della Brianza - è quella di inserire fin dal bilancio 2007, in via di definizione in ogni Comune - un significativo investimento per la produzione di energia solare. La proposta invita ad intervenire sulle scuole elementari e medie, innanzitutto, con pannelli solari e fotovoltaici, perché le scuole diventino autosufficienti per quanto riguarda energia e calore. Il consiglio ulteriore è quello di individuare le scuole che meglio si prestano alla copertura con pannelli solari, perché la produzione di energia non solo sia sufficiente all'edificio, ma possa essere 'ceduta'. Lo stesso può valere per le biblioteche e i centri sportivi. L'investimento, com'è noto, può essere recuperato tra i cinque e i dieci anni, andando ad arricchire il patrimonio dei Comuni, avviando una campagna di promozione dell'energia pulita direttamente "sul posto", introducendo dinamiche interessanti nella produzione di pannelli solari, in vista di una riduzione dei costi di produzione e installazione (anche in Brianza, molte aziende sono già attive in questo campo). Un'iniziativa di questo tipo - già in parte avviata in Comuni come Monza e Seveso - può dare straordinari risultati e dare il via a quella Brianza-bio a cui guardiamo con interesse e attesa. Perché la nuova Provincia sia una Provincia nuova, appunta, e sostenibile. Alla Regione Lombardia chiederemo di sostenere questi progetti e di farsene promotrice, nell'ambito della prossima discussione per il bilancio di previsione 2007. postato da civati, 15:59 | link | commenti sabato, luglio 29, 2006 Stasera tutti a Triuggio La lunga fila di Consigli - regionali e comunali - volge al termine, tra gli slanci bipartisan in Regione e l'ostruzionismo violento e antidemocratico della destra in Consiglio comunale. E così, a Triuggio, questa sera, domenica 30 luglio, 'chiudo' la stagione politica, con la presentazione del mio libro dedicato al primo anno in Regione (Il torto e la Regione, così si chiama). Vi aspetto, come sempre, per festeggiare un anno politico lungo e complesso e, finalmente, l'arrivo delle vacanze. Il posto è bello, subito dopo suoneranno gli amici del No hay banda trio, lì, ai margini del bosco, nell'ambito della festa dell'unità di Canonica, la migliore secondo la nostra personalissima guida Michelin. postato da civati, 21:59 | link | commenti Formigoni e l'autonomia lombarda Sul Corriere di oggi, fin dalla prima pagina nazionale, compare un'intervista a Roberto Formigoni, che lancia l'autonomia lombarda, con una serie di considerazioni di grande interesse. Per prima cosa, è il caso di notare che quanto Formigoni propone a proposito di una rivoluzione in senso federale è già accaduto in Toscana, dove l'applicazione dell'articolo 116 della Costituzione - così come modificata dalla riforma dell'Ulivo - ha già trovato ampia e approfondita valutazione, anche dal punto di vista statutario. A proposito dello Statuto della Lombardia, Formigoni spiega il ritardo della sua modifica (un ritardo di cinque anni) con l'attesa per la devolution, spiegando poi il fallimento di quest'ultima con la necessità di tornare alla Riforma del Titolo V del 2001. Un modo curioso per raccontare la storia degli errori del centrodestra, a livello regionale e nazionale. Ma è con il commento nei confronti del sostegno dell'Ulivo al Tavolo Milano che Formigoni si spinge un passo più in là. Dice Formigoni: "Ds e Margherita hanno votato con la maggioranza, e questo è stato un gesto di coraggio particolarmente apprezzato. In Lombardia si è inaugurata una fase nuova, una fase di dialogo costruttivo". Per credere almeno a quest'ultima affermazione è il caso che il presidente si adoperi per affrontare anche le politiche regionali con lo stesso slancio. Altrimenti la fase nuova sarà solo l'ennesimo proclama di un presidente in cerca di vie d'uscita grancoalizionali. postato da civati, 12:45 | link | commenti Lettera aperta a Prodi e Formigoni Signori Presidenti del Consiglio dei Ministri e della Regione Lombardia, vi scrivo per caldeggiare una soluzione per un problema della città di Monza e della costituenda Provincia di Monza e della Brianza, che è anche un problema lombardo quant'altri mai. Anzi, potremmo dire che la vicenda dell'interramento della Valassina nel tratto monzese rappresenta il simbolo dei problemi e delle aspettative della nostra regione, per quanto riguarda la produttività, la competitività del sistema, la mobilità, l'ambiente e la salute dei cittadini. E il tempo, quello che i brianzoli e i lecchesi sprecano in coda, ogni mattina e ogni sera e che è venuto il momento che venga loro restituito. La Valassina a Monza si chiama come la nostra regione: è il viale Lombardia dei semafori che interrompono la viabilità Nord-Sud, con 110.000 veicoli/giorno (che, altra curiosa coincidenza, corrispondono quasi alla popolazione della città di Monza). Un'opera necessaria e urgente, che deve essere realizzata prima della stessa Pedemontana, per il semplice motivo che quest'ultima porterà altro traffico alla Valassina. Un'opera per la quale esiste già un finanziamento cospicuo e per la quale chiediamo un impegno bipartisan e una responsabilità condivisa e chiara. I cittadini attendono da troppi anni e sembrano aver perso la fiducia. Con un impegno condiviso e il coinvolgimento degli enti locali, possiamo offrire delle istituzioni e della politica un'immagine più forte e concludente. postato da civati, 11:40 | link | commenti (2) La versione di Gerardo
Sono personalmente favorevole all'indulto e ho sottoscritto un appello dei consiglieri regionali della Lombardia. Mi chiedo però se la versione dell'indulto attualmente in discussione in Parlamento sia la sua versione migliore e più indicata. Con una dura intervista, stamane, Gerardo D'Ambrosio propone la riduzione da 3 a 1 anno dello sconto della pena, che consentirebbe di arrivare alla scarcerazione di più di diecimila detenuti, senza creare situazioni abnormi e problemi di ordine pubblico, come quelli a cui si rischia di andare incontro con la proposta bipartisan che ha fatto gridare allo scandalo Di Pietro e mezzo elettorato di centrosinistra. Una proposta così non può essere certamente rifiutata da Forza Italia, a meno di non voler confermare i retropensieri (Previti, per intenderci) che tanti hanno evocato in questi giorni. postato da civati, 09:25 | link | commenti (2) Pendolari tropicalizzati
Da tempo mi occupo di inquinamento. E posso dirvi che uno dei modi per combatterlo - attraverso la riduzione del traffico veicolare e ben prima di qualsiasi ticket di ingresso - è quello di condizionare l'aria dei mezzi di trasporto pubblico locale. Quando una metropolitana raggiunge i 34 gradi centigradi e non scende mai sotto i 30 da giugno a settembre - come documenta oggi l'edizione milanese di Repubblica - hai voglia a spiegare ai cittadini che è il caso che rinuncino all'auto (supercondizionata) per optare per i mezzi pubblici. Verrebbe da chiedere ad Atm, che ogni anno promette il condizionamento dei mezzi, quando questo accadrà veramente. E le politiche anti-smog avranno un alleato in più. Che attualmente gioca contro, insieme all'immancabile Trenitalia, tropicalizzando i pendolari, che scelgono la macchina anziché la doccia. Quasi quasi mi metto a raccogliere le firme. postato da civati, 09:19 | link | commenti (1) Più case, meno discriminazioni
Ve la ricordate la vergognosa legge che permetteva solo ai cittadini residenti da più di cinque anni in Lombardia di concorrere per una casa popolare? Il Tar boccia e rinvia alla Corte costituzionale. Riporto con soddisfazione il comunicato della segretaria regionale della Cgil, Susanna Camusso. Il Tar della Lombardia ha accolto le ragioni di due donne, una italiana (ma non lombarda) ed una eritrea, che erano state escluse dalle graduatorie per le case popolari a seguito della Legge n. 7 dell'8 febbraio 2005 che introduce un doppio vincolo: almeno 5 anni di residenza o lavoro in Lombardia e il peso della residenza nel punteggio. La Legge dichiarata illegittima è stata fatta nel 2005 in fretta e furia, a poche settimane dal voto per aggirare una precedente sentenza del Tar (n. 4 del 4 ottobre 2004). La nuova legge, nonostante le proteste dei sindacati, delle imprese, dei soggetti economici, della Chiesa, peggiorava ulteriormente le possibilità per quei cittadini di ottenere una casa. La sentenza è importante per tre ragioni: 1. Ristabilisce le condizioni, previste dall’accordo originario tra sindacati, imprese e Regione, di uguaglianza e parità di tutti i cittadini che lavorano in Lombardia, per il diritto alla casa. Quindi le due ricorrenti rientrano nella graduatoria del Comune di Busnago per le case popolari; 2. Rinvia alla Corte Costituzionale il suo giudizio di illegittimità della Regione Lombardia a legiferare su materie di competenza nazionale, in ragione dei vincoli di potestà legislativa, principi di uguaglianza e livelli essenziali di diritti inviolabili, come peraltro già sanzionato (Sentenza n. 432/2005 sui trasporti) contro la Regione Lombardia; 3. Rinvia alla Corte Costituzionale anche il giudizio di violazione di numerosi articoli della Costituzione, così come richiesto dai sindacati, con un giudizio negativo in più e censura la scelta di ignorare la precedente sentenza con una legge illegittima e sbagliata. In Lombardia è necessario un radicale cambiamento delle politiche sulla casa, per recuperare legittimità e legalità e rispondere concretamente alle domande di case in affitto dei tanti lavoratori che la cercano, evitando di contrapporre i lombardi ai meridionali e agli stranieri. E' incredibile doverlo scrivere e doverlo sostenere nella terza 'camera' del Paese, ma in Lombardia, nel 2006, capita anche questo. postato da civati, 08:27 | link | commenti La forma dell'acqua in Lombardia
L’approvazione delle modifiche alla Legge 26 in materia di servizi di pubblica utilità - che ho seguito personalmente, in collaborazione con il mitico consigliere Squassina - costituisce un momento importante del lavoro del Consiglio regionale. La legge, approvata ieri, distingue tra proprietà delle reti e gestione del servizio, consentendo di conservare la titolarità pubblica delle prime e di individuare la soluzione migliore per la seconda. Per iniziativa dell’opposizione, nel corso del dibattito, è stata inserita la clausola sociale che tutela i lavoratori delle aziende del settore, l'impegno di sostenere interventi nei Paesi in via di sviluppo, la possibilità che gli ATO di Milano trovino finalmente un profilo comune, come da anni richiesto dal centrosinistra e ora dalla Provincia di Milano. I DS si sono astenuti perché è stata dichiarata l’obbligatorietà della messa in gara della gestione del servizio, senza considerare quanto previsto dal Testo unico e quanto in materia sta per essere predisposto dal Governo nazionale. Hanno anche segnalato come in alcuni casi, nel prendere atto della realtà lombarda, la legge abbia voluto aderire eccessivamente alla situazione attuale senza la capacità di programmare scelte più coraggiose. Il dialogo in commissione e la possibilità di approfondire ancora il tema in futuro, ma soprattutto l’importanza del provvedimento, sono gli elementi che ci hanno portato a non ostacolare l’approvazione della Progetto di legge 120, anche alla luce di un grande sforzo da parte nostra e dei colleghi dell’Unione nel migliorare il testo iniziale proposto dalla Giunta regionale. postato da civati, 08:17 | link | commenti venerdì, luglio 28, 2006 Fumo negli occhi Speravamo fosse finito il tempo dei piani antismog, che da anni si dimostrano inefficaci. Purtroppo il neo-assessore Pagnoncelli (che ha sostituito il mitico Zambetti) promuove un documento che fa dietrofront sui blocchi senza offrire reali alternative. Perfettamente inutile è stato chiedere per un anno intero che si rivedesse il concetto delle aree critiche per costruire un’unica grande area omogenea, all’interno della quale concertare le azioni, da assumere poi in modo unitario, con Comuni ed enti locali. Avevamo chiesto che si introducessero norme per il trasferimento del traffico su gomma verso il trasporto collettivo o ecologico, partendo dalle limitazioni del traffico nei periodi di superamento delle soglie di inquinamento ma anche del potenziamento e dell’integrazione della rete ferroviaria, ferrotranviaria e di autobus e corriere con le arterie di grande traffico, connesse attraverso parcheggi di corrispondenza. Sottolineavamo l’utilità di un piano per i periodi di alto inquinamento, con tariffe agevolate di parcheggi e mezzi pubblici per spostare il traffico sul trasporto collettivo. Ancora, avevamo proposto norme per il risparmio energetico, a partire dalle tecniche di costruzione delle nuove abitazioni, e l’investimento di risorse per aumentare le piste ciclabili e una mobilità soft. Il piano è invece peggiore di quello dell’anno scorso, con il riconoscimento nei fatti dell’inefficacia della cabina di regia tra Regione ed enti locali e con il ritorno alle misure sui caminetti a legna (ma solo per chi si trova al di sotto dei 300 metri di altitudine). Oltretutto sono stati ridotti gli stanziamenti per le fonti rinnovabili e per il “miraggio” dell’idrogeno. Anche le misure strutturali -di cui abbiamo parlato in un post precedente - con cui si dovrebbe integrare il piano si sono dimostrate un bluff. Chiediamo al nuovo assessore di avere più coraggio e di mostrare responsabilità, partecipando attivamente alla costruzione di una legge condivisa che finalmente superi le logiche delle misure temporanee in favore delle misure strutturali di cui tanto necessita questa regione. Perché le politiche anti-smog della Regione Lombardia ci consentano di tutelarci anche dal fumo negli occhi che proviene dalla Giunta regionale. postato da civati, 16:12 | link | commenti L'uccellino di Del Piero Gira voce che l'uccellino della pubblicità di Alessandro Del Piero sia una peppola. Trovo che, nell'interesse della nazione campione del mondo, la peppola andrebbe a maggior ragione difesa dall'essere cacciata indiscriminatamente e in barba alle direttive europpe. E invece in Lombardia oggi, a costo di far saltare le vacanze, la maggioranza intende portare in aula i provvedimenti per la caccia in deroga a peppole e fringuelli. Alcuni sposteranno il volo verso le vacanze, quando l'unico volo da spostare sarebbe proprio quello degli uccelli migratori, a cui sarebbe meglio consigliare altri tragitti e altre mete (evitare le province di Bergamo e di Brescia significherebbe la sopravvivenza di centinaia di migliaia di esemplari). Qualcuno addirittura sostiene che è l'essere migranti che condanna questi uccelli a una legislazione così dura in Lombardia e in Padania. Sta di fatto che gli uccellini tornano così, come ogni anno, nella nostra regione. E, come ogni anno, nella nostra regione diventano il simbolo di una politica sbagliata, affaccendata in questioni minori, nel più totale sprezzo del ridicolo. Così è, e così sarà anche il prossimo anno. postato da civati, 15:27 | link | commenti giovedì, luglio 27, 2006 Tavolo Milano e comodino Brianza Si parla molto in questi giorni di canicola e di Consigli (e di Consigli nella canicola, dal momento che è saltata l'aria condizionata in aula) del "Tavolo Milano" e della collaborazione Regione-Governo nazionale per l'avvio di alcuni percorsi politico-amministrativi di grande significato per la comunità lombarda. Formigoni, sempre in cerca di nuove alleanze e di spazi visibilità, si dice ottimista, evidentemente perché trova l'attuale Governo più serio del precedente. Come dargli torto. Con tutti quei lombardi nelle posizioni strategiche, Berlusconi non ha combinato nulla e Formigoni ne prende atto, glissando elegantemente sui fallimenti della Casa delle libertà. Ritornato dal mare della Corsica, Formigoni ha così illustrato in aula i punti fondamentali dell'accordo con il Governo Prodi, chiedendo a tutto il Consiglio di assumersene la responsabilità. Faremo la nostra parte, ovviamente, ma pretenderemo che vi sia da parte del presidente analogo atteggiamento sulle questioni interne alla Regione. Giusto ieri hanno votato il Documento di programmazione economica e finanziaria senza accogliere nessuna delle sollecitazioni delle opposizioni. Vorremmo che fosse rispettato il criterio della reciprocità, spesso evocato a vanvera quando si tratta delle politiche per l'immigrazione, e sempre dimenticato quando si tratta di cose lombarde. Una peppola, potremmo dire, non fa primavera. Già che ci sono, chiedo che il Tavolo Milano venga esteso anche alle questioni brianzole, quantomeno alla soluzione del problema di Viale Lombardia (che si chiama come la Regione e dovrebbe essere in cima alle priorità). Lì, se si vuole risolvere un problema noto da anni alla politica lombarda e nazionale, non è necessario un tavolo. Basta un comodino. postato da civati, 14:41 | link | commenti (2) Era già tutto previsto Juve in B a meno diciassette, un numero di punti di penalizzazione perfettamente inspiegabile come lo è, nel complesso, la sentenza di appello di Calciopoli. Inspiegabile perché viene punita soltanto la Juventus e la riforma del mondo del calcio è rinviata sine die, con un evidente salvataggio del Milan, della sua dirigenza e dei suoi interlocutori politici (tal Carraro, che potrebbe continuare a ricoprire il ruolo che ha sempre avuto, senza alcun cambiamento). Si sa che non si trattava della Corte costituzionale, che i 'giudici' sono stati nominati da chi oggi si sono trovati a giudicare, ma al peggio - in questo povero Paese - non c'è limite. La Juventus, lo dico per chiarezza, è stata giustamente punita per lo sconcio delle telefonate. In proposito, non ho dubbi e sostengo da tempo che un anno in B può fare bene. Però i però iniziano a essere troppi. Speriamo che il governo Prodi e il ministro Melandri in particolare vadano avanti sulla questione "diritti televisivi", il vero nodo del problema, e diano la possibilità perché vi sia una vera redistribuzione tra i club della serie A. Si chiuderebbe la fase del clamoroso conflitto di interessi dell'era berlusconiana (con Galliani a dare i palloni come neanche Pirlo) e si renderebbe il campionato più bello e più avvincente (oltretutto, con un'operazione limpidamente di sinistra che non guasta mai). Nell'andare a studiare le formazioni di Albinoleffe e Frosinone, saluto anche lo scudetto dell'Inter - più che una vittoria, un effetto collaterale -, nella speranza che l'Inter prima o poi riesca a vincerne uno vero. Sono cose che capitano raramente e capisco il motivo per cui Moratti non aderirà alla proposta di Michele Serra, che gli ha proposto di rifiutare lo scudetto restituito per decreto. Sarebbe un gesto rivoluzionario, che nemmeno il candido e invero un po' mieloso Moratti può permettersi. postato da civati, 14:26 | link | commenti Il modello Bolzano
Come anticipato, prosegue il tour delle Città possibili on the road, alla ricerca delle buone pratiche in campo politico-amministrativo. L'incontro con l'amministrazione comunale di Bolzano è stato di grande interesse. Il sindaco Spagnolli e l'assessore all'ambiente Ladinser ci hanno raccontato le modalità con cui la città del Sud-Tirolo si è attivata in questi anni su alcune fondamentali tematiche ambientali: il risparmio energetico, con la norma Casa Clima; la ciclabilità - che assorbe il 23% della mobilità complessiva - con una rete di piste rappresentate sulla mappa della città come se fossero linee della metropolitana, che si sviluppano in ogni direzione, sfruttando i corsi d'acqua e le alzaie che li accompagnano come "circonvallazione" ciclabile completamente protetta dal traffico automobilistico (curiosità: ci sono anche i contatori delle biciclette che transitano); la promozione dell'energia da fonti rinnovabili, con un'attenzione particolare alla cogenerazione; le politiche anti-smog, pianificate e programmate sul lungo periodo, con griglie precise e la massima chiarezza dell'informazione al cittadino. Bolzano è, come si suol dire, "avanti" qualche anno rispetto alle città lombarde che hanno intrapreso un percorso nella direzione delle politiche attive per l'ambiente. Colpisce la capacità di integrare i diversi provvedimenti, di affrontare il traffico privato senza mortificarlo, ma canalizzandolo e ridimensionandolo, alla ricerca di un riequilibrio con il sistema del trasporto pubblico locale. Tutte cose che si fanno poco e male nella nostra Regione e che in futuro dovranno essere rilanciate. Per evitare che il Piano anti-smog 2006-7, che ci verrà presentato il 3 agosto, sia uguale al Piano anti-smog 2005-6 e come quest'ultimo perfettamente inutile nei confronti della riduzione delle emissioni. postato da civati, 08:41 | link | commenti (2) domenica, luglio 23, 2006 Imby a Bolzano
Domani, 'missione' a Bolzano. Incontro con l'assessore all'ambiente della città, visita agli interventi in campo ambientale, studio del piano anti-smog, della campagna per il risparmio energetico, della produzione di energia da fonti rinnovabili (in particolare, al solito, il solare). Prosegue insomma il viaggio attraverso l'Italia delle buone pratiche, all'insegna della logica Imby (Nimby, cioè, senza la 'n' di not). Ovvero, all'insegna della promozione in prima persona, potremmo dire, delle politiche dell'innovazione in campo ambientale da parte delle comunità locali. Bolzano, sotto questo punto di vista, è un modello assoluto: politiche per la ciclabilità, programmazione del blocco delle auto per i giorni con un tasso di inquinamento atmosferico sopra i limiti, politiche attive per il trasporto pubblico. Città possibile da non perdere. postato da civati, 13:25 | link | commenti (2) L'inutile attesa
Tempo di bilanci in Regione Lombardia. Formigoni è tornato, la Giunta è stata rivisitata in profondità, la fase di incertezza è stata superata. Purtroppo però non si segnalano novità sostanziali e l'attesa si è rivelata, al solito, vana. Lo testimoniano le politiche di bilancio e il documento di programmazione economico-finanziaria, le prese di posizione dei nuovi assessori, i programmi della politica regionale. Il terzo mandato di Roberto Formigoni si conferma come il mandato del tramonto, del "lungo addio" del capo indiscusso delle politiche regionali degli ultimi dieci anni. Ora che a Milano c'è un sindaco ambizioso e che a Roma il governo Prodi ha iniziato a por mano alle riforme del nostro sistema politico e sociale, Formigoni appare sempre più isolato e, nonostante i proclami quotidiani, perfettamente incapace di riproporre la sfida del modello lombardo. Il flop del progetto di legge sulla competitività costituisce il caso emblematico di come, nella politica lombarda, si fatichi a passare dai fatti alle parole che li descrivano e li rilancino: la società chiede soluzioni e la politica, anziché ricercarle, ripropone uno stanco profilo di se stessa, sempre più lontana dalle esigenze della realtà che dovrebbe rappresentare. Inutile aggiungere che ora tocca al centrosinistra il compito di uscire da quel complesso di inferiorità in cui si è mosso in questi anni, per tornare a parlare alla società, offrendo un profilo diverso di se stesso e della Regione che ambisce a governare. Puntando sull'innovazione e sul coraggio di scelte di cambiamento che Formigoni non è più in grado di avanzare. postato da civati, 12:32 | link | commenti Il Bersani democratico
Straordinaria l'intervista di Bersani a Massimo Giannini, pubblicata oggi da Repubblica, in cui il ministro fa il punto sulle liberalizzazione, all'insegna del motto «Ma le cose cambiano, eccome se cambiano...». «Io forse sarò troppo emiliano, ma resto convinto che il riformismo si forgia nel fuoco della battaglia quotidiana, nel confronto e nella decisione sulle cose concrete. Riformismo, per me, non vuol dire né cedere, né eccedere. La tecnica delle riforme è costanza e tenacia nel cambiamento. Non è che dormiamo per mesi, e poi all'improvviso ci svegliamo e per dimostrare che siamo bravi pigliamo a cazzotti i tassisti o gli avvocati, e dopo ci rimettiamo a dormire per altri sei mesi. Non si fa così, almeno non dalle mie parti». Ecco, perché serve il partito democratico: «Il partito democratico è prima di tutto una grande operazione di cambiamento della cultura politica, e solo dopo diventa un problema di organizzazione e di organigramma. Si costruisce con le scelte concrete, cioè con riforme che non cadono dall'alto ma entrano e cambiano la società e la vita della gente. Se tutto il dibattito sul nuovo partito si avvita sulla dialettica tra burocratismo e partecipazionismo, si disperdono solo energie, invece di accumularne». Una politica che «entra e cambia la società e la vita della gente». E un partito che, questa politica, la promuova. Le cose cambiano, eccome se cambiano... postato da civati, 12:17 | link | commenti (4) venerdì, luglio 21, 2006 Regione: assestamento ma nessuna scossa Dei sette giorni consecutivi di Consiglio regionale, calendarizzati a partire da martedì prossimo, i primi tre saranno dedicati ai documenti di bilancio. Seguiranno un intervento di Formigoni, alcune modifiche alla legge sui servizi di pubblica utilità e quindi tre giorni sui provvedimenti relativi alla caccia (a riprova che il rimpasto regionale è a base di peppole...). I primi provvedimenti in discussione, dopo il consuntivo del Consiglio, saranno il rendiconto generale del 2005 e l’assestamento al bilancio di previsione 2006, su cui vale la pena spendere alcune parole. La mancata attuazione del federalismo fiscale durante i cinque anni precedenti è testimoniata dall’incidenza delle entrate autonome, ferma al 10,4%. Non solo, il “governo amico” di centrodestra nel 2005 ha mancato di erogare alla Lombardia trasferimenti per 17 miliardi di euro, solo in parte poi recuperati nei primi mesi del 2006. Spicca l’incapacità della Regione di concretizzare tutti gli investimenti: su cento euro stanziati se ne impegnano realmente 39,2 e se ne spendono soltanto 29,4. L’assestamento 2006 contiene alcuni stanziamenti positivi, come i 6 milioni di euro per il materiale rotabile delle Ferrovie Nord e i 32 milioni per le rette delle residenze per anziani. Non si può non notare però che gli stanziamenti maggiori, e più propagandati, nascondono una realtà ben diversa. I 300 milioni per l’acquisto di nuovi treni non sono relativi al 2006, cosa curiosa per un assestamento, ma sono 30 milioni nel 2007 e 270 milioni nel 2008. Considerata la capacità di spesa della Regione, la realtà rischia di essere molto deludente. Anche i 101 milioni sotto il capitolo “competitività” contengono una sorpresa: ben 52 sono per l’attuazione della sperimentazione della riforma Moratti, cioè per i corsi professionali alternativi all’obbligo scolastico portati avanti dalla Lombardia nonostante la Moratti, al governo, non ci sia più. Si tratta evidentemente di un'interpretazione estensiva della competitività, che nasconde la pochezza degli interventi reali a sostegno della ricerca, delle imprese e delle reti materiali e immateriali di comunicazione. Ci sono anche tagli, in tutto 148 milioni, che incidono sui contributi per la valorizzazione delle risorse idriche, sulla promozione e diffusione dei veicoli ecologici, sul piano d’azione sull’idrogeno e sulla produzione di energia da biomasse, così come su riqualificazione, potenziamento e sviluppo del sistema ferroviario. Alla faccia dei proclami anti-smog del presidente Formigoni, che si dimostrano un fallimento e denuncia la fine della spinta propulsiva delle politiche del centrodestra lombardo. Che gestisce (male, oltretutto) soltanto l'ordinario. postato da civati, 17:31 | link | commenti (2) Proposte per il weekend Che cosa fai nel fine settimana? Risposta scontata: consiglio comunale. Mattina, pomeriggio e sera. A questo siamo costretti dall'ostruzionismo del centrodestra, che ci ha portati a moltiplicare le sedute per evitare che gli effetti della legge regionale ammazza-Monza si sentano fin dalle prossime settimane. Se volete, veniteci a trovare. Siamo in piazza Trento e Trieste, a Monza. Non è Santa Margherita o l'Isola d'Elba, ma quest'anno va così... postato da civati, 14:52 | link | commenti giovedì, luglio 20, 2006 Nemesi Vittorio Emanuele di Savoia non è più agli arresti. Però non può espatriare. La Storia cosa non si inventa. postato da civati, 19:09 | link | commenti (3) A buon imprenditor, poche parole Ieri è andata in onda la trasmissione di Telereporter in cui si sono confrontati Michele Faglia, sindaco di Monza, Davide Boni, assessore all'Urbanistica della Regione Lombardia, e Paolo Berlusconi, proprietario della Cascinazza e beneficiario de facto delle recenti modifiche della legge regionale urbanistica (non da solo, vedi sotto). Faglia ha ribadito le ragioni della città, Boni le posizioni di una Regione che ha fatto dei provvedimenti ad hoc per Monza una vera e propria filosofia, Berlusconi i propri interessi e la volontà di costruire 60 palazzi 60 sull'area verde della Cascinazza. Lo schema era semplice e ognuno interpretava se stesso. Verso la fine della trasmissione, però, si è potuto apprezzare un intervento di segno politico del Berlusconi (prontamente ribattezzato il Caimanino), che si è augurato la vittoria degli oppositori a Faglia in occasione delle prossime elezioni comunali. In tutto e per tutto simile al fratello (nel modo di parlare, di gestire, di accampare pretese, di affermare cose di molto imprecise e di enumerare cifre milionarie con l'ausilio di una provvida cartellina), Berlusconi jr. ha rivelato quello che sappiamo da tempo e che spiega il motivo di tanto accanimento contro il Piano di governo del territorio del centrodestra locale. Mentre Berlusconi lanciava la sfida in televisione, i gruppi di minoranza in Consiglio comunale la raccoglievano, con l'atteggiamento ostruzionistico che ormai li contraddistingue. A buon imprenditor - potremmo dire - poche parole... postato da civati, 17:30 | link | commenti Berlusconi, Brambilla e Cazzaniga Il capogruppo di AN in Consiglio regionale, Roberto Alboni, ha affermato oggi che la Giunta monzese è preoccupata per le conseguenze dell’approvazione delle modifiche alla Legge 12 soltanto perché c’è di mezzo Berlusconi. "Se Paolo Berlusconi si fosse chiamato Brambilla o Cazzaniga non ci sarebbe stata nessuna polemica". È il caso di precisare che si tratta di una plateale falsità. La legge favorisce Berlusconi ed è un fatto assodato e Alboni senza volerlo conferma con la sua dichiarazione che le cose stanno proprio così. Il problema è che – oltre a rendere edificabile l’area di Berlusconi – si rendono edificabili anche le altre aree di cintura, le aree agricole residue del territorio monzese, per un totale di 1.500.000 di metri cubi. Per rovesciare il senso delle parole del capogruppo di AN, oltre a Berlusconi, potranno costruire anche i Brambilla e i Cazzaniga, perché la legge regionale che colpisce Monza lo fa in modo indiscriminato: non solo favorisce Berlusconi ma dà il via alla speculazione edilizia della terza città della Lombardia. È comunque singolare che ci si preoccupi delle conseguenze di una Legge soltanto dopo averla approvata, nonostante gli appelli veementi che sono venuti da parte del centrosinistra negli scorsi mesi. Del resto era già successo lo scorso anno, quando ad essere approvata fu proprio la Legge 12, che conteneva già un articolo ad hoc dedicato a Monza e all’affaire Cascinazza. postato da civati, 17:16 | link | commenti Imby, anche a Lecco Stasera, alle ore 21, conferenza sull'ambiente presso la Festa dell'Unità di Galbiate (Sala al Barro), provincia di Lecco. Sarà l'occasione per discutere con tecnici ed esperti della situazione dell'ambiente in Lombardia. E per promuovere il manifesto Imby, di cui abbiamo già parlato, perché le buone pratiche in campo ambientale delle amministrazioni locali siano sostenute, dal punto di vista legislativo e finanziario, dagli enti superiori. A cominciare dalle Regioni, come la Lombardia, che troppo poco ha fatto finora per promuovere le amministrazioni virtuose. postato da civati, 15:51 | link | commenti 99 Scrive oggi Crosetti su Repubblica che vedere Barcellona-Real Madrid il prossimo anno sarà come assistere alla partitella Juventus A-Juventus B a Villar Perosa. Per la verità, era già successo nella finale dei Mondiali, in cui metà dei giocatori erano juventini. In attesa della sentenza di appello e di capire con quanti punti di penalizzazione si frequenterà il campionato cadetto, gli juventini assistono alla partenza dei campioni di ritorno dalla Germania. Degli undici titiolari, rimarranno solo Alex e il Ceco. Si confida nei giovani (la Juve, quest'anno, ha vinto anche i campionati di Primavera e Allievi) e si attende qualche colpo. Il più bello - e carico di simboli e di speranze - sarebbe l'arrivo di Cristiano Lucarelli, bomber del Livorno. Il giocatore che ha rifiutato il Milan ("Tenetevi il miliardo"), sarebbe il benvenuto. In coppia con Alex, per consentire al Ceco gli inserimenti da manuale. Lucarelli e la maglia numero 99. Simbolo nel simbolo: 99 come i punti che deve fare la Juve per tornare in A. postato da civati, 15:49 | link | commenti Vita aulica Da giorni siamo in Consiglio comunale. Settimana prossima, altre sedute, per proseguire nella trattazione del Piano di governo del territorio, il provvedimento che salverebbe Monza dalla speculazione promossa dalla legge regionale. Da martedì - per ribadire una vita d'aula trasformata in aulica esistenza - sarò in aula anche per il Consiglio regionale, convocato per bilancio e caccia in deroga. Si tratta di sedute ad oltranza, non tanto per il bilancio, quanto proprio per la caccia alle peppole, vero cuore pulsante della politica del centrodestra lombardo. Pensate che per arrivare all'approvazione dell'ammazza-uccellini il presidente Albertoni ha convocato il Consiglio anche nel week-end, fatto mai accaduto, dopo mesi di inerzia e di ritardi. Nel week-end, ci si sveglia presto per le peppole. Proprio come se andassimo al capanno, come cacciatori qualsiasi. postato da civati, 15:12 | link | commenti Lollywood
Dopo l'India con Bolliwood, anche la Lombardia ha la sua Hollywood. Si chiama Lollywood e la "L" sta per Lega. Con l'assessore Albertoni - appena diventato presidente del Consiglio regionale - il cinema lombardo si appresta a dotarsi degli studios della Manifattura Tabacchi (8 i milioni di euro stanziati), da quasi tutti gli operatori del settore ritenuti un investimento eccessivo e discutibile. Un progetto presentato con la solita enfasi e con toni stentorei. A fare da contraltare a tanta retorica, la diminuzione costante di risorse - più che dimezzate nel corso degli ultimi anni - per i Festival e le rassegne cinematografiche in Lombardia. Nel 2000 si spendevano quasi 400.000 euro, oggi se ne spendono 160.000 (lo stesso vale per le risorse destinate, sempre per la promozione della cinematografia, alle Province: da 228.000 a 146.000 in cinque anni). Leggendo attentamente i dati, si scopre che 62.000 euro (quasi la metà) vanno al BAFF, il Festival del cinema di Busto Arsizio (la prima edizione si è tenuta nel 2003, in pieno rinascimento padano), e che la Provincia più finanziata è quella di Varese (23.000 euro, 1.000 in più della Provincia di Milano). Anche la Lombardia ha una sua Hollywood. Se cercate bene, la troverete in provincia di Varese. postato da civati, 10:26 | link | commenti (1) mercoledì, luglio 19, 2006 11 marzo: giusto non condannare per “concorso in devastazione” (Comunicato stampa) Apprendiamo con soddisfazione che nella sentenza di oggi, sui partecipanti ai fatti dell'11 marzo scorso, si sia distinto tra chi ha commesso reati e chi aveva la sola colpa di essere presente in piazza. Alla luce della sentenza appare comunque chiaro che i quattro mesi di carcere in attesa del giudizio sono stati una forzatura, ancor più grave nel caso dei nove ragazzi dichiarati innocenti. Prendiamo atto che buona parte delle richieste del pubblico ministero non siano state accolte, soprattutto il teorema del "concorso in devastazione", che avrebbe creato un precedente francamente non accettabile. Ci auguriamo ora da una parte che finisca il periodo delle strumentalizzazioni che una certa destra milanese ha voluto creare, e dall’altra che si comincino a creare le condizioni perché manifestazioni come queste non trascendano più in atti contrari agli stessi motivi per cui vengono indette. postato da civati, 16:30 | link | commenti Monza-Pescara
Non è una partita di calcio. E' una partita ecologica: il primo gemellaggio ambientale tra Monza e un'altra città italiana, alla ricerca comune di nuove soluzioni amministrative per l'ambiente. E' stata la giunta di centrosinistra di Pescara a prendere l'iniziativa, chiedendo a Monza di avviare questo percorso, per acquisire know-how e migliorare i risultati nell’ambito della gestione dell’igiene urbana, a cominciare dalla raccolta differenziata in cui Monza eccelle, come capoluogo di provincia, in tutto il territorio nazionale. Spiega in un comunicato Paola Marchegiani, presidente della Commissione Ambiente del Comune di Pescara: «Il patto di gemellaggio che abbiamo sottoscritto con il Comune di Monza per promuovere la raccolta differenziata ci impegna molto. Pescara e Monza sono state scelte perché simili per tipologia urbana, numero di abitanti. Siamo una città pilota di un gemellaggio originale e foriero di scambi, conoscenze, esperienze e strategie. Sono certa che questa opportunità aiuterà la nostra città a proseguire verso un modello di gestione sostenibile dell’ecosistema urbano». Sottoscrivo in tutto e per tutto. postato da civati, 09:21 | link | commenti martedì, luglio 18, 2006 Operazione «Provaci ancora, Sam»
Tra i comportamenti che andrebbero banditi dalla politica c'è l'eterna esibizione del pianista. Furbetto del tastino, il pianista si guarda intorno circospetto e, ogniqualvolta la votazione è elettronica, generosamente, vota per il collega assente, per quello che si intrattiene alla buvette, per il ritardatario. Nascosto dietro giornali o pile di emendamenti, il pianista ha movenze feline e riflessi che neanche il Buffon dei Mondiali. Aperta la votazione, si orienta verso il banco del vicino e per raggiungere gli scranni dei colleghi si allunga come il leader dei Fantastici quattro, incurante della propria lombosciatalgia e del regolamento dell'aula. Si tratta, è il caso di dirlo, di un broglio, spesso ripetuto, sovente decisivo. C'è una soluzione per evitare simili comportamenti e la propongo coram populo: l'introduzione di una tastiera a riconoscimento ottico delle impronte digitali del consigliere o dell'onorevole, che permetta di 'incrociare' i dati del badge (la tessera di identificazione, attraverso la quale si rileva la presenza) con l'espressione (personale!) del voto. Non costerebbe granché e sarebbe un modo per fare ritornare i pianisti nelle sale da concerto. Il Consiglio regionale della Lombardia, che si vanta spesso di essere tra i più innovativi d'Italia, potrebbe introdurlo anche subito. Pensiamoci. postato da civati, 09:32 | link | commenti lunedì, luglio 17, 2006 La più bella delle nostre feste Sabato sera inizia la Festa dell'Unità di Canonica, la più bella delle nostre feste, nei pressi del bosco, appena sopra uno dei più suggestivi punti del corso del Lambro e alle spalle della collina su cui sorge la villa di Macherio dell'ex-premier (così vicino, così lontano). Mi perderò l'inaugurazione (giovedì 20 parteciperò ad un'altra festa, quella di Sala al Barro, per un dibattito sull'ambiente) ma cercherò di dare il mio modestissimo contributo in due occasioni, per parlare (mercoledì 26 luglio) di integrazione culturale e per presentare per la prima volta Il torto e la Regione (domenica 30 luglio), il libro-diario sull'esperienza in Consiglio regionale. Ovviamente, non potete mancare. postato da civati, 14:51 | link | commenti Fine corsa
Se avete fatto benzina nelle ultime ore, vi sarete resi conto della preoccupante situazione energetica del pianeta. Il prezzo del petrolio vola verso record assoluti e qualcuno, come Jeremy Leggett in Fine corsa. Sopravviverà la specie umana alla fine del petrolio? (Einaudi) si ferma a riflettere sulla possibilità per nulla remota che le riserve di greggio si stiano già esaurendo, prefigurando una crisi energetica globale. Leggett è geologo ed è un insider, perché ha lavorato per anni nell'industria petrolifera, convertendosi all'energia solare e allo studio delle fonti rinnovabili. Anziché «trascinarsi nella totale negazione collettiva» del problema, che Leggett denuncia per una buona metà del suo saggio, è il caso di dedicarsi a nuovi scenari che la tecnologia ci consente di prevedere. Un nuovo mondo è possibile a partire dalla combinazione di risparmio energetico, veicoli meno inquinanti (no Suv!), biomasse (colture del salice e del miscanto), biocombustibili, energia eolica, geotermica, marina. E, soprattutto, sostiene Leggett, a partire dall'energia solare, che ha l'enorme vantaggio di produrre energia là dove viene consumata e di essere la forma di produzione di energia assolutamente più ecologica e 'naturale'. Fondamentale la spinta che può provenire dalle comunità locali, oltre che da strategie globali di diverso segno. Lo sosteniamo da tempo. E ci piace pensare che qualche città lombarda e italiana voglia assomigliare a Woking, nel Surrey, a poche decine di chilometri da Londra: una città grande come Sesto San Giovanni che ha ridotto le proprie emissioni di anidride carbonica del 77%, fornendo ai propri concittadini energia elettrica e calore attraverso sistemi autonomi di erogazione a prezzi convenienti. O che Friburgo (la città del sole sulla soglia della Foresta Nera) non sia soltanto un riferimento "di scuola", ma un termine di paragone verso il quale orientare politiche attive per l'ambiente. postato da civati, 10:44 | link | commenti Forza Italia Real Estate
Forza Italia finalmente risponde al nostro dossier e alla campagna lanciata dai Democratici di Sinistra nei confronti della legge contro Monza recentemente approvata dal Consiglio regionale. La risposta proviene dal sito della sezione brianzola del partito di Berlusconi che, a scanso di equivoci, contiene solo un file (quello dedicato proprio alla Cascinazza). Il titolo è La vera storia di Cascinazza (la rinuncia alla preposizione articolata deve essere il frutto di una scelta ideologica) ed è la replica al nostro dossier sullo stesso argomento, pubblicato all’indirizzo www.cascinazza.info. A volte gli avversari ti regalano occasioni insperate: come è accaduto agli ultimi Mondiali, atti dichiaratamente autolesionisti ti mettono nelle condizioni di rilanciare l’attacco e di riproporre le tue ragioni. In questo caso, è meglio parlare di un vero e proprio autogol alla Zaccardo, un’autorete straordinaria perché gran parte del testo contenuto nel dossier è letteralmente copiato (fin dal carattere e dalla formattazione) dal Piano di lottizzazione presentato dall’immobiliare Istedin di proprietà di Paolo Berlusconi e depositato in Comune a Monza. Il partito politico cioè si presenta con gli stessi argomenti (di più: con le stesse parole e gli stessi documenti) della società immobiliare. Controllare per credere all'indirizzo cascinazza.info. postato da civati, 10:25 | link | commenti sabato, luglio 15, 2006 Il Del Piero Ulisse e l'epopea minore della Juventus
Juve in B a -30. Mi aspettavo la B e finirà che, in appello, la penalizzazione sarà ridotta (ipotizzo un -15), come sarà ridotta quella di Fiorentina e Lazio, che potranno - con molta fatica, perché il campionato in B è lungo e difficile - tornare in A il prossimo anno. La permanenza del Milan in A me l'aspettavo altrettanto: alla luce del regolamento, avere come sensale un ristoratore di Lodi non del tutto 'organico' alla società è molto italiano e molto berlusconiano e in certi casi può servire. Gianni Mura ha richiamato la celebre immagine della ragazza un po' incinta di Enzo Biagi per commentare la pena inflitta alla squadra dell'ex-premier: colpevole sì, ma solo fino ad un certo punto, oltretutto in Europa grazie a un errore incredibile e invero un po' sospetto della Caf. Troppo lievi anche le pene ai dirigenti della Federcalcio, veri protagonisti del 'sistema' malato del calcio italiano. Per quanto riguarda la Juventus, valgono le parole del sindaco, Sergio Chiamparino: «La società e i tifosi hanno già dimostrato di aver capito che era necessario dare un segnale di rinnovamento. Ora devono muoversi in questa prospettiva, con la sobrietà che ha contraddistinto la storia della società. Noi saremo al loro fianco affinchè la Juventus torni ad essere presto la Vecchia Signora del calcio italiano». Alcune considerazioni finali: Stefano, caro amico e dottissimo di calcio, mi ha spiegato che è una sentenza tutta tesa a salvare i diritti televisivi e il giro di denaro che il 'sistema' lo tiene in piedi e lo terrà ancora. Per questo il Milan rimane in A e la Juve rimane in B con una megapenalizzazione. Sono d'accordo, come sono d'accordo con chi dice che pioveranno ricorsi e il pasticcio durerà a lungo, fino all'inizio di un campionato che chissà quando inizierà. In secondo luogo, sono curioso di capire come finirà il destino dei vari Buffon, delle scommesse, delle altre cose strane che non tornano nel mondo del calcio. Ero scandalizzato dagli spalma-debiti e dai decreti salva-calcio e vorrei che il repulisti non si fermasse a metà strada (vedo però che squadre coinvolte solo qualche tempo fa in simili trucchi come la Roma si lascino andare a considerazioni moralistiche... che tristezza). Per quanto riguarda il tifo, resto convinto che la Juventus finalmente ripulita e in B sarà comunque da raccontare e da vivere, come ho già avuto occasione di scrivere e sarà un'epopea certamente minore ma ricca di spunti e di piccole passioni: dopo il Del Piero Achille dei Mondiali, avremo il Del Piero Ulisse, che cercherà di tornare alla propria reggia, perdendosi nei campi mediterranei e nelle brume di pianura, tra donne bellissime e un po' tristi (come il Genoa), gli antri e le malìe del golfo di Napoli e della Magna Grecia (il Crotone!) e le rovine dei numerosi templi del calcio italico, da Trieste a Verona, da Bologna a Bari. Portando con sé le glorie di Berlino e della Coppa, Alex ripartirà dalla A di Albinoleffe (Albino, provincia di Bergamo), per tornarci, in A, nel senso della serie, lungo un periglioso cammino che avrà successo soltanto se assistito dagli dèi (e non dagli arbitri). Un cammino non certo di 'redenzione', perché vale la pena di ricordare che il calcio alla fine è un gioco. Ma certamente un'avventura e una 'navigazione' che forse, per la prima volta, seguirò da vicino, pensando a Nick Hornby e controllando, da lontano, se almeno quest'anno l'Inter riuscirà davvero a vincere lo scudetto... postato da civati, 11:52 | link | commenti venerdì, luglio 14, 2006 Il Metrobosco (e la Cascinazza) Bella la proposta della Provincia di Milano che rilancia il progetto di cintura verde intorno a Milano promosso e descritto da Stefano Boeri. Il progetto, presentato da Bruna Brembilla, si chiama “Il Metrobosco”, e consiste nella realizzazione di un grande anello verde di 30.000 ettari, con 3 milioni di alberi che circondi l'area metropolitana milanese. In passato, abbiamo sollecitato anche noi l'attenzione per questa idea che va rilanciata e declinata anche nei singoli Comuni e che può davvero cambiare volto a Milano e ai Comuni dell'hinterland. Per il programma elettorale del 2007 proporremo analoghi interventi anche nella città di Monza. Non posso però non segnalare che anche la Cascinazza fa parte della cintura di Milano, non solo quella di Monza, essendo, insieme al Parco Nord, l'area più estesa a Nord di Milano... postato da civati, 17:38 | link | commenti La paura preferita
Mentre il mondo si interroga su che cosa diavolo avrà detto Materazzi a Zidane (cosa volete che gli abbia detto, accidenti!), una strana sensazione di disinteresse accompagna l'attacco di Israele al Libano e la grave crisi mediorientale. Vale la pena talvolta di fermarsi a pensare e di commentare cose ben più gravi, per la nostra vita, delle testate dei fuoriclasse ai Mondiali. Cose complesse e delicate, come il tema dell'immigrazione. Consiglio allora la lettura di Islam e violenza. Parlano i musulmani italiani di Francesca Paci (Laterza). Scrive nell'introduzione Gianni Riotta: «Il diario della Paci sull'"islam sotto casa" [...] conferma che l'emigrazione non è il cavallo di Troia del terrorismo fondamentalista, come temono in tanti. Al contrario è la nostra Quinta colonna per sconfiggere il fondamentalismo. I nostri valori di convivenza e libertà contrastano, tra gli emigranti, il feticcio dell'"islam totale", mai esistito nel passato, che Osama e i Fratelli Musulmani provano a erigere». Un libro che dovrebbero leggere in tanti, per uscire dalle banalità dei salotti televisivi di provincia in cui il musulmano in Italia è immediatamente da prendersi come terrorista. E mi viene in mente un altro bel libro, uscito l'anno scorso, in cui Luca Scarlini descrive l'islam come La paura preferita degli italiani, da sempre capace di suscitare un senso di fascino e, soprattutto, di minaccia. Letture per i prossimi anni, per distinguere anziché confondere, per maturare conoscenze più approfondite e poter esprimere giudizi non solo più equilibrati, ma - direi - più utili. Per la comprensione della realtà. Per vaccinarsi dal qualunquismo e da un razzismo strisciante (e spesso dichiarato), un po' come Jenner - quello del viale - faceva con il vaiolo. postato da civati, 08:46 | link | commenti La doppiezza delle doppiette
Ho parlato delle peppole, del loro ritorno in aula e della contestuale approvazione della legge che riconosce agli animali «il diritto alla dignità di essere viventi». All'insegna di una evidente doppiezza delle doppiette, mentre si approva una mini-dichiarazione universale dei diritti degli animali, si prosegue con la produzione legislativa a favore della caccia. Infatti, a cura della corrente Beretta del centrodestra, è spuntata un'altra legge dedicata alle doppiette lombarde, in particolare a quelle orobiche, per sanare alcune situazioni che il Tar aveva già dichiarato illegittime. Mi riferisco al fatto - denunciato da Marcello Saponaro dei Verdi - che «le leggi nazionale e regionale impongono infatti che sul "20% della superficie utile" sia bandita l’attività venatoria: una porzione di territorio dedicata alla fauna che deve essere protetta e agli umani che amano passeggiare in sicurezza. Bene, i prodi consiglieri regionali bergamaschi di centrodestra, ma non solo, vorrebbero che in questa superficie utile venissero conteggiati anche i giardini privati e le fasce di rispetto lungo strade e abitazioni (50 e 100 mt.). Come dire: "cari animali andate a ripararvi ai bordi dell’autostrada!"». Se solo si potesse fare, sarebbe il caso di dotare gli uccelli di una piccola guida Michelin, che consenta al "popolo migratore" di evitare i luoghi più pericolosi. La Lombardia, nell'Europa occidentale, è quello da evitare con maggior attenzione. Almeno finché governerà il centrodestra. postato da civati, 08:32 | link | commenti Auguri
Stasera ho deciso. Concedo un po' al personale (anche perché gli amici mi stanno tempestando di critiche sul carattere eccessivamente professionale di questo blog). Parlerò della festa di compleanno di Giulio, ma inevitabilmente di Monza. Sì, perché Giulio (auguri!) ha scelto di festeggiare i suoi 33 anni nel nuovo bar aperto sulla terrazza dell'Urban center di piazza Castello. Una delle migliori realizzazioni dell'amministrazione Faglia, con la piazza riqualificata, le fontane zampillanti, la viabilità rinnovata. E il caffè letterario, all'ultimo piano, con una vista straordinaria sulla stazione e sul centro città, un buon bar, un'atmosfera molto piacevole. Una bella serata, insomma, con Paola, Luca e gli altri amici, in un posto semplicemente bello, trendy quanto basta, elegante senza eccessi. A coronare il progetto del teatro off del Binario 7 e degli uffici per la cultura e per la comunicazione. Una festa di compleanno che era quasi un'inaugurazione. Da replicare, assolutamente. Ancora auguri. postato da civati, 00:09 | link | commenti giovedì, luglio 13, 2006 Mai più 11 marzo
Presso il Tribunale di Milano si sta svolgendo il processo con rito abbreviato nei confronti di chi ha partecipato alla pessima manifestazione di Milano dell'11 marzo 2006. Una manifestazione che ho condannato duramente, perché il bello delle manifestazioni - soprattutto di quelle antifasciste - è che si svolgano in modo pacifico. E la violenza deve essere - sempre - bandita dai nostri cortei, per evitare di passare dalla parte della ragione a quella del torto. Mi sento di poter dire, rispetto alla vicenda che è seguita agli episodi di violenza, alcune cose. Ho da sempre grande rispetto per la magistratura e per il lavoro dei magistrati e mi esprimo conoscendo la delicatezza dell'argomento. Trovo che si debba, però, aggiungere qualche considerazione, anche alla luce della carcerazione preventiva di 25 degli imputati che dura da 120 giorni (senza nemmeno la concessione dei domiciliari). Credo che si debba sempre tenere presente non solo il diritto a manifestare - che con il concorso 'esteso' argomentato dal pm viene in parte messo in discussione, creando un precedente molto particolare - e la necessità di verificare, accertare, precisare le responsabilità individuali e non solo quelle collettive, sulla base di una correità generalizzata, che rischia di prescindere dai fatti e dalle persone che li hanno commessi. Mi auguro che questi due principi siano tenuti in grande considerazione da chi emetterà, tra qualche giorno, la sentenza. E l'augurio si estende alla città di Milano, perché sappia affrontare - passato il periodo elettorale e le strumentalizzazioni che l'hanno caratterizzato - in modo maturo e consapevole un episodio grave che va bene definito, per evitare di "dare lezioni" in modo immotivato e di confondere il giudizio politico con le responsabilità penali. E' troppo importante. postato da civati, 10:33 | link | commenti (3) mercoledì, luglio 12, 2006 La lettera rubata dell'assessore Zambetti L'assessore Zambetti non è più assessore all'Ambiente. E' andato all'Artigianato. E ha portato con sé il segreto del suo piano anti-smog, che non si è mai capito come fosse finanziato, quale risultati avesse consentito di raggiungere, quali novità avesse introdotto nei costumi dei lombardi. Partito Zambetti, scopriamo soltanto oggi, grazie al dirigente del settore, che esiste una tabellina che contiene - aggregati, ovviamente, e in modo per nulla esaustivo - i numeri del famoso e insieme fumoso piano (che poi è un po' il colmo dei colmi, l'essere fumoso di un piano anti-smog). Due paginette due, che abbiamo cercato in tutta la regione, chiedendo a questo o a quello e che, lo apprendiamo oggi, erano depositate sulla scrivania del capo del settore. Proprio come la lettera rubata di Edgar Allan Poe. La scoperta ha del sensazionale, è evidente, come è chiaro che non ci daranno mai le risposte nel dettaglio, perché siamo in Lombardia, e non è abitudine essere troppo precisi nelle cose regionali. Quello che si può capire è che la monumentale cifra di 500 milioni di euro pubblicizzata da Zambetti è da spalmarsi sui prossimi cinque anni e che è del tutto probabile che nel 2006 non si arrivi a spendere quanto si era detto. E nei 500 milioni, come avevamo sempre sostenuto, c'è un po' di tutto, per fare numero. E ci sono dei dati sconfortanti: solo 2 milioni per la ciclabilità, solo 6 per il rinnovo del parco auto e per i filtri anti-particolato. In compenso ci sono 43 milioni per l'agricoltura, che assorbe la parte più significativa del fantomatico piano per la qualità dell'area. Eredità di Zambetti, come la cabina di regia sull'inquinamento, che riuniva amministratori e tecnici, e che fin qui ha avuto - sarà per via del nome - una prassi del tutto televisiva: spenti microfoni e telecamere, spariva anche la cabina di regia, che andava in onda a seconda delle esigenze della giunta regionale e in coincidenza con le conferenze stampa del presidente e dell'assessore. Quelle celebri, dedicate ai maglioni, ai termostati, alle pizze e alle braciole. Conferenze e comunicati che rimarranno nella memoria, a costituire il Fondo Zambetti per le politiche regionali per l'ambiente. Un lascito per le generazioni future, che magari si occuperanno (loro sì, seriamente) dei problemi dell'inquinamento nella nostra regione. postato da civati, 13:04 | link | commenti (3) Un Consiglio ridotto a capanno
Ieri in Consiglio regionale sono andati in scena gli animali. Non nel senso orwelliano. Proprio gli animali animali. Legge sul randagismo e gli animali d'affezione e, a seguire, zone di caccia: all'imbrunire si sono, finalmente, intraviste le peppole. Nella prima parte della discussione, finché non si è trattato di caccia, i toni sono stati distesi e propositivi, anche se la maggioranza si è divisa sull'incredibile emendamento che riconosceva agli animali «il diritto alla dignità di essere viventi». Sapevo, ben prima di occuparmi di filosofia e di politica regionale, che gli animali fossero essere viventi. Non saprei altrimenti come definirli. Stupisce però che nella nostra regione si debba attendere la consigliere Ferretto per riconoscere loro questa qualità, che pensavamo fosse da attribuirsi al disegno della creazione. Comunque, dopo aver approvato la normativa sugli animali d'affezione, con un'enfasi epocale che ha fatto dire al consigliere Muhlbauer che sarebbe il caso di trattare con la stessa attenzione anche gli operai e non solo gli animali di compagnia, i toni sono tornati quelli di sempre. La caccia, si sa, è partita fondamentale dello scacchiere del centrodestra lombardo. Assenti Formigoni (il cui cognome appariva forse sospetto), è stato allestito il grande rito della polenta e osei, vestale la Fata carabina, Viviana Beccalossi, uno di quei nomen omen che ci ricorda come delle peppole si mangi proprio tutto. E anche se ieri sera le solite leggine non si sono levate, nel cielo della sera, sul far del tramonto il messaggio è stato chiaro: a costo di rimanere anche in agosto, la corrente del capanno si farà sentire e approverà tutte le deroghe possibili e immaginabili alle direttive europee e al buon senso, perché si possano cacciare a più non posso le peppole, gli storni, i fringuelli e le cesene. Specie che con tutta evidenza, non solo non hanno alcun diritto e alcuna dignità, ma devono perdere anche la qualifica di viventi. Avremmo potuto fare di quest'aula sorda e grigia un capanno di manipoli... postato da civati, 09:02 | link | commenti 136.000
E' il numero degli emendamenti che la destra monzese si appresta a presentare in Consiglio comunale per bloccare i lavori del Consiglio comunale in occasione della discussione del Piano di governo del territorio. Avevano promesso che ne avrebbero presentati più di un milione (forse pensando ai metri cubi che arriveranno in città se il PGT non verrà approvato), ma - si sa - non mantengono mai le promesse e si sono fermati (!) a 136.000. E' facile ipotizzare che si tratti di emendamenti banalmente ostruzionistici che, al solito, come è successo con questa opposizione da quando al governo della città c'è Faglia, non contengono alcuna proposta di merito da avanzare. 136.000 pezzi di carta, da fotocopiare in decine di copie, costituiscono un piccolo disastro ambientale in se stessi (una deforestazione di proporzioni amazzoniche), ma il punto non è questo. Il punto è che adesso si capisce la strategia: da una parte, la Regione toglie le salvaguardie con una leggina puntuale come solo sa esserlo quando si tratta di favorire Berlusconi (una legge 'postuma' dal punto di vista politico e dedicata, per una sorta di ereditarietà delle leggi ad personam, al parente più prossimo, il fratello Paolo). Dall'altra, l'opposizione cerca di far scadere il tempo regolamentare della legislatura, per evitare che lo strumento urbanistico intervenga a salvaguardare le aree scoperte e a vanificare l'impegno della Regione. Una squadra, di più: un'associazione. Dal legislatore al costruttore, attraverso gli ostruzionisti. Che vergogna. postato da civati, 08:38 | link | commenti lunedì, luglio 10, 2006 Tra Cencelli e Fiera dell'Est Hannah Arendt diceva che i ragionamenti troppo coerenti, in cui tutto si dimostra con precisione eccessiva, hanno il sapore acre dell'ideologia e, talvolta, del totalitarismo. In Lombardia, invece, si segnalano le espressioni inutilmente enfatiche, che nascondono il più classico dei cialtronismi politici. Dopo cinque mesi di capricci, Formigoni torna in Regione e si produce in un rimpasto di giunta che ha dell'incredibile. A metà strada tra il Cencelli e la Fiera dell'Est, Formigoni saluta Bernardo che va in Parlamento, collocando al suo posto Buscemi, già assessore alla protezione civile, e, al posto di Buscemi, inserisce Ponzoni. Guglielmo va a presiedere una fondazione di nomina regionale, al suo posto Rossoni, mentre Pagnoncelli lascia l'artigianato e va all'ambiente, scambiandosi il posto con Zambetti, che dall'ambiente va all'artigianato. Albertoni diventa presidente e lascia il posto a Zanello che avrebbe voluto fare il presidente al posto di Albertoni e che, invece, al posto di Albertoni fa l'assessore alla cultura. Borghini diventa direttore generale di Letizia Moratti e Scotti dell'Udc prende il suo posto, sanando un conflitto che dura da mesi. Cattaneo da sottosegretario diventa assessore al posto di Moneta, per cui si è provveduto a trovare un posticino. Di fronte a questo spettacolo che ricorda - più che un elegante valzer - il gioco che si faceva da bambini con l'interruzione della musica a far sparire una seggiola dopo l'altra (ve lo ricordate?) o (ironia della sorte!) un girotondo della lottizzazione, Formigoni commenta così: "È iniziata una nuova stagione per la Lombardia. Non sono rimasto in regione per un semplice gesto di continuità. Voglio che la velocità aumenti e che si torni ai tempi eroici in cui la Lombardia combatteva contro tutto e contro tutti per affermare e per far trionfare una logica basata sulla libertà, sul diritto della persona e sulla sussidiarietà". Ninna nanna, ninna oh, questo posto a chi lo do? Lo darò a un assessore, con buona pace dell'elettore... postato da civati, 13:35 | link | commenti (3) Quando fuori si giocava tra le 127
Primi minuti. Materazzi ingenuamente provoca un rigore che Zidane trasformerà. Ventesimo: Materazzi salta, colpisce di testa e segna. Qualche minuto dopo, ci prova anche Toni. Traversa. La terza (più un palo) di questi mondiali azzurri (per la verità, la quinta, quella fortunata di Zizou e quella senza esito di Trezeguet... ma andiamo con ordine). Nel secondo tempo, il nostro centrocampo scompare. Lippi decide i cambi, abbondantemente prevedibili, togliendo un evanescente Totti e uno stravolto Perrotta per Iaquinta (e ci può stare) e De Rossi (e si capisce meno). Poi, per il solito scampolo di partita, entrerà Alex al posto di un esausto Camoranesi. Toni segna in un fuorigioco millimetrico. Il gol è annullato giustamente. A Zambrotta non viene fischiato un rigore più netto del primo. E poi, quando sembra tutto perduto, il colpo di testa ce lo mette Zidane. Con un gesto inconsulto, un gesto che decide la partita, che frena contro lo sterno di Materazzi l'arrembaggio della Francia e che chiude miseramente la carriera internazionale del migliore giocatore degli ultimi vent'anni. Un gesto insensato, qualsiasi cosa gli abbia detto Materazzi. Ancora lui. Materazzi. Che ha stampato sull'avambraccio - con un errore marchiano, oltretutto - l'unico trofeo, la Coppa Uefa vinta con l'Inter. Il giocatore capace di un'incredibile autorete con l'Empoli che diventa decisivo per i Mondiali e che terrà la mente lucida anche per i rigori, diventando protagonista assoluto di questa partita. Nel frattempo entrano Wiltord e Trezeguet, quelli che ci avevano sistemati in Olanda per gli Europei. E ci si gela il sangue ma i due della zona Cesarini questa volta non sistemano nessuno. Anzi, Trezeguet si incarica addirittura di stampare il rigore sulla traversa. E gli italiani, che avevano già perso tre mondiali tre ai rigori - uno dei quali proprio contro la Francia - li depositano tutti ma proprio tutti nella rete di Barthez (uno dei peggiori portieri di questo Mondiale). Gli ultimi due, quelli più difficili, insieme al primo (grande Pirlo!) li realizzano Del Piero e Grosso, scambiandosi la cronologia delle semifinali. E siamo campioni. Per me, per tanti motivi, questo Mondiale segna un passaggio. L’esaurimento di un ciclo, scandito dalla cabala. Ci rivediamo nel 2018 (di solito ci tocca col Brasile) per perdere e nel 2030 per rivincere, se la regola dei dodici anni ha un senso. Ed è significativo che tutto finisca con una finale zeppa di juventini, praticamente tutta la squadra: Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Camoranesi, Del Piero, Thuram, Vieira, Trezeguet e l'ex Zidane (l’arbitro no, questa volta, aggiungerebbe qualcuno). E non poteva che esserci l'errore di Trezeguet e il gol di Alex, a sancire la fine di un'epoca. Un mio amico geniale mi scrive: «Lippi è arrivato lì non perché è bravo, ma perché ce l'ha messo Moggi». Bella battuta, che non risolve però la questione. Con la finale di Berlino, tutti i protagonisti di stasera se ne andranno. Dalla Juventus, intendo dire, per quell'altra vicenda che ha purtroppo riguardato anche Buffon e Cannavaro, sicuramente i nostri due migliori. Chi andrà al Real a scambiare palloni con i Galacticos, chi al Manchester United a giocare contro l’incredibile squadra di Abramovic, che ha sessanta terzini, quarantadue mediani e una decina di centravanti. A Del Piero, no, non capiterà. Dopo Godot, Pinturicchio, l’uccellino, le telefonate, le finali perse e quelle vinte, la lunga storia di un giocatore bistrattato che ha vinto tutto (letteralmente tutto), Alex a settembre farà il borsone per andarsene a giocare contro le superprovinciali, in stadi piccoli, ma sicuramente strapieni, per l’arrivo della nobile decaduta del calcio italiano. E per compagni di squadra avrà ragazzini, a cui spiegare ogni cosa. Di come va il calcio e di come va la vita. Cose dell’altro mondo. In B. Con la Coppa. Solo Del Piero. E, con la Coppa e questi pensieri (forti per chi come me ha la stessa età di chi ha vinto in Germania), si ritorna a un calcio che non c'è più, che ci riporta al 1982 e che ci ricorda Bersani (il cantante, non il ministro): «A cosa servono i palloni incastrati sotto le marmitte? A ricordare quando fuori si giocava tra le 127». Anche i campioni del mondo hanno iniziato così. Tanto tempo fa. postato da civati, 02:33 | link | commenti (2) domenica, luglio 09, 2006 Il progetto Seveso e la logica Imby
Domani, 10 luglio 2006, insieme a Carlo Monguzzi, a Mario Agostinelli e a tutti i rappresentanti dell'Unione in Lombardia, presenteremo un progetto di legge dedicato alla memoria di Seveso e di quello che nella cittadina brianzola accadde esattamente 30 anni fa. La nuvola che uscì dalla "fabbrica dei profumi", dall'Icmesa di Meda, investendo di diossina il territorio circostante. Per evitare di commemorare l'incidente in modo rituale, l'idea di presentare un progetto di legge composto da due soli articoli, in cui si chiede alla Regione Lombardia di sostenere in via prioritaria le politiche attive in campo ambientale proprio nei Comuni a rischio ambientale o che hanno subito nel passato disastri e incidenti ambientali, come Seveso. E come Porto Marghera, la Val Bormida e tutti quei siti che in Italia sono tanti. Perché, da simboli di emergenza, di degrado e di rischio per le popolazioni, possano diventare simboli positivi, modelli di logiche ambientali esemplari. Perché abbiano nuova e positiva eco. Produzione di energia a effetto serra zero, sistemi innovativi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ricerca e interventi concreti per la riduzione delle immissioni nell'atmosfera. Seveso ci parla, trent'anni dopo, di diritti, qualità e innovazione tecnologica. Il nostro progetto di legge vuole essere un contributo in questa direzione. E vuole essere un messaggio forte e chiaro, perché in Italia si possa affermare una logica Imby. Come Nimby, ma senza N. Ovvero, si chiede che gli interventi per l'innovazione in campo ambientale vengano realizzati a partire proprio dal «mio giardino», con le città e le comunità che si dicano disponibili ad ospitarli e a promuovere progetti che investano anche Province e Regioni e siano supportati da finanziamenti statali. In un clima di rinnovata fiducia - la cosa più importante - che le amministrazioni superiori devono sapere garantire ai cittadini e agli enti locali. postato da civati, 10:51 | link | commenti (4) sabato, luglio 08, 2006 Gli insoliti kamikaze di Monza
E' tardi e il Consiglio comunale è appena finito. Il bilancio consuntivo è stato votato e nelle prossime cinque sedute convocate per la prossima settimana si potrà affrontare il Piano di governo del territorio. Ciò significa che la maggioranza ha reagito bene alla notizia della legge regionale e agli attacchi dei particolari kamikaze politici che si sono lanciati contro la città. Kamikaze insoliti, per la verità, questi: i palazzi li tirano su. E la battaglia per la difesa della città continua. postato da civati, 03:03 | link | commenti venerdì, luglio 07, 2006 Il ritorno delle peppole Finalmente arriva in aula il piatto forte delle politiche regionali, presentato tra gli altri dalla Fata Carabina di Alleanza nazionale, Viviana Beccalossi. Sono 16.000, infatti, i cacciatori autorizzati che potranno cacciare 206.909 peppole e 569.547 fringuelli in deroga alle direttive europee. Sono circa 13 a testa le peppole e 35 i fringuelli. Si precisa che i quantitativi non sono cambiati rispetto allo scorso anno, "nonostante le Regioni del Sud Italia nella prossima stagione venatoria non sono interessate ad effettuare il prelievo venatorio in deroga al fringuello, e cosneguentemente potrebbe essere aumentato, per i cacciatori delle Regioni Italiane interessate". A parte il congiuntivo che non c'è e una sintassi incerta, il legislatore - bontà sua - ci vuole dire che di fringuelli ce ne sono fin troppi. Peggior sorte sembra toccare ai passeri d'Italia, alle passere mattugie e agli storni. Potranno essere prelevati venti esemplari di passero d'Italia, venti passere mattugie e cinquanta storni. Peppole e fringuelli potranno essere cacciati soltanto da appostamento fisso ovvero, per dirla in parole povere, dal capanno, gli altri uccellini da cacciatori residenti in Lombardia. L'anno scorso salvammo i prispoloni (clicca qui). Quest'anno punteremo a stornare gli storni. postato da civati, 16:21 | link | commenti (3) Rivoltante
Il commento di Roberto Formigoni sulla legge urbanistica votata ieri è rivoltante. Minacciando di accompagnare a Monza il candidato del centrodestra che «sfratterà» Faglia, Formigoni si abbandona al più insultante dei commenti: «la sinistra ha alzato i toni allo scopo di coprire la sua incapacità amministrativa» perché «in tre anni non ha saputo far approvare al consiglio il piano regolatore adottato». Il taglio delle salvaguardie «è previsto dalla legge nazionale», ripete Formigoni. Ora, segnalo per l'ultima volta la falsità di queste affermazioni. Per prima cosa, il piano regolatore adottato non era approvabile non solo perché scandaloso (ricordo, en passant: 220.000 metri cubi sulla Cascinazza), ma perché è stato bocciato in tutte le sedi possibili e immaginabili dalla stessa giustizia amministrativa ("fortemente imperfetto" lo ha definito il Tar della Lombardia, la stessa regione di Formigoni, mi pare, che l'ha sospeso per tre volte perché non era conforme alla legge 1 del 2000 relativamente all'avvio dei procedimenti, perché non conforme alla legge 1/2001 in quanto non conteneva il Piano dei servizi e carente della regolamentazione della materia commerciale ai sensi del regolamento regionale 3/2000). Da subito l'amministrazione già da fine agosto 2002 (Faglia era stato eletto nel giugno dello stesso anno) aveva avviato una procedura di adeguamento del piano, ma nel 2003, resasi conto che il tenore delle modifiche era molto rilevante, aveva avviato anche il procedimento della revisione generale del PRG che era terminato con l'approvazione a fine dicembre del 2004 proprio con la nuova proposta di piano. Arriviamo così al secondo punto. Monza avrebbe già il piano regolatore se l'anno scorso Formigoni non avesse fatto una legge apposta - il comma 2 dell'articolo 25 della legge 12, presidente si vergogni - per rendere impossibile al Comune una cosa banale, che ora Formigoni stesso rimprovera a Faglia: variare il piano regolatore. Terzo, la normativa nazionale è così da più di quarant'anni e questa legge sui 1545 Comuni della Lombardia riguarda solo Monza, non ha nessun valore per il futuro e non ha alcuna rilevanza. Se non ci fosse Monza, quindi, la norma non sarebbe applicabile a nessun caso. La Regione Lombardia sulle salvaguardie ha sempre avuto una norma più restrittiva, di cui si è sempre vantata e che ha ribadito anche l'anno scorso (!). Se quest'anno ha deciso di cambiarla, è stato soltanto per fare un favore a Berlusconi, visto che Monza aveva già riparato al torto del 2005. Non lo dico io. L'ha detto Giulio Boscagli, capogruppo di Forza Italia. Che è anche il cognato di Formigoni. Un po' come Paolo è fratello di Silvio. Ma una legge regionale, ne siamo certi, cancellerà, dopo le salvaguardie, anche le parentele. postato da civati, 11:10 | link | commenti Se l'Italia ricorda la Francia...
Italia-Francia. Un classico e, insieme, un thriller. Le ultime volte, è andata male. Il rigore di Di Biagio, sulla traversa, a Parigi, nel 1998, in una partita in cui Baggio entrò tardissimo e per poco non segnò una rete strepitosa, con un tiro al volo a incrociare dalla destra. E, nel 2000, il recupero con la rimonta e il golden goal del golden boy francese (e un po' argentino), David Trezeguet, al termine di una partita in cui eravamo avanti fino agli ultimi secondi degli ultimi minuti di recupero. Domenica non ci sarà il golden goal, e probabilmente non ci sarà nemmeno Trezeguet. La cabala dice dodici: 1970 finale persa, 1982 finale vinta, 1994 finale persa, 2006 finale... Chissà se sarà vero. Intanto, si può notare come entrambe le squadre non siano affatto giovanissime, e curiosamente rappresentino perfettamente la mia generazione, di più: la mia classe. Tutti i giocatori hanno più o meno trent'anni. I francesi sono europei fino ad un certo punto: sono piuttosto la squadra "microcosmo", che da sola riassume e rappresenta l'intero pianeta, costituita com'è da giocatori che vengono da tutte le parti dell'orbe terraqueo. Conterà, oltre all'esperienza, anche la qualità. Lippi lo sa e ha dimostrato di ricordarlo in semifinale, quando si è giocato tutti i pezzi pregiati per chiudere la partita: alla fine di un Mondiale conta molto la qualità dei giocatori. E la capacità di fare gruppo, in cui la nostra Nazionale eccelle, mentre sul piano tecnico le due squadre sono alla pari, con i soliti Zizou e Henry a far paura. Ultima curiosità: l'Italia sarà azzurra e la Francia bianca. Speriamo che la "camiseta blanca" come quella del Real costringa Zidane a giocare male, come ha fatto a Madrid per tutto l'anno. La cosa più curiosa è però che a me l'Italia di oggi ricorda la Francia di Platini, e mi ha colpito che anche Mura, nel gioco di accostamenti che abbiamo segnalato, abbia voluto vedere molte affinità tra gli italiani di oggi e i francesi di allora. Esce Tigana, entra Gattuso; Del Piero per Giresse; Zambrotta per Amoros. E che Totti faccia il Platini, per favore. Per vincere. postato da civati, 09:03 | link | commenti Cantina azzurra
Gianni Mura ha scritto uno straordinario articolo, accostando un colore, un vino e un campione del passato ai nostri Undici nazionali. Lo trovate qui. Ecco il ritratto di Del Piero: Grigio. Non nel senso della mediocrità ma dell'eleganza classica, dell'imporsi di non andare mai oltre le righe, nemmeno a parole, di avere un suo stile definito e preferito, all'incrocio tra bianco e nero. Cartizze. Nato a San Vendemmiano, Del Piero è astemio. Gli abbino il Cartizze, cioè il top del Prosecco, altro vino col botto, ma senza eccessi. Delizioso, invitante (glicine, note agrumate) con una venuzza amabile. Tostao. Qui è stata dura, perché per certi versi ricorda Giresse (più veloce di gambe), per altri Haller (più lento). Così ho scelto Tostao, cervello del Brasile più grande, quello di Mexico 1970. postato da civati, 08:51 | link | commenti giovedì, luglio 06, 2006 Piove
Prima di rientrare a casa, al termine della seduta in cui il centrodestra di Formigoni ha votato la legge per dare il via alla speculazione edilizia della mia città, non potevo non passare dalla Cascinazza, l'area simbolo della campagna per la tutela dell'ambiente a Monza e in Lombardia. Sotto la pioggia, illuminata a giorno dal bagliore dei lampi, la Cascinazza e il grande campo che si sviluppa dolcemente lungo i meandri del Lambro, appaiono inquietanti come l'incredibile storia che li ha accompagnati negli ultimi trent'anni. Si allungano sulla "solitaria verdura" le ombre del potere e dell'arroganza, dell'impudenza del conflitto di interessi e della cattiva politica. E mentre il mais crepita sotto una pioggia violenta, è curioso pensare, da una parte, al "piovono pietre" che lì vuol dire sessanta palazzi sessanta e, dall'altra, alla pioggia che si è abbattuta oggi su questa regione, che proprio lì costringe il Lambro ad esondare, saltando gli argini e riversandosi nel grande campo. La pioggia. Non quella delle "tamerici salmastre ed arse", ma quella di una politica sorda e prona agli interessi del più potente. E allora piove sulla Lombardia degli interessi particolari. Piove sulle "ignude mani" di oppositori che questa volta non ce l'hanno fatta. Piove sulla "favola bella" di uno sviluppo compatibile con l'ambiente, rispettoso di una natura fin troppo consumata negli ultimi decenni. E piove sui "vestimenti leggieri" di chi però non si accontenterà di registrare una sconfitta. In fondo, basta andare a casa ad asciugarsi. E domani si ricomincia. Chi pensa che sia finita qui, semplicemente, non ha capito. Proprio niente. postato da civati, 22:49 | link | commenti (1) La pausa operosa del Consiglio regionale Scelto da Bossi e preferito da Formigoni, Ettore Adalberto Albertoni è stato eletto presidente del Consiglio regionale. Nel discorso di insediamento si è soffermato lungamente sul tema delle riforme e della modifica dello Statuto (che risale al 1971, esattamente come il piano regolatore di Monza...). Leghista atipico (ha una retorica invidiabile ed è dai suoi stessi colleghi di partito segnalato come incline alla logorrea), Albertoni ha illustrato, neanche si trattasse di un colloquio di lavoro, il proprio curriculum e i risultati ottenuti da assessore alla Cultura, per candidarsi quale credibile riformatore della carta regionale. Novello Solone, ha sciorinato articoli della Costituzione, elogiato Bossi, difeso la riforma del Titolo V del centrosinistra alla luce del fallimento referendario della devolution, rilanciato - senza però 'mollare' nemmeno la presidenza della commissione Statuto - il dialogo sulle riforme. Il punto migliore sul quale Albertoni è più volte tornato è stato quello dedicato alla "pausa operosa" che ha richiesto, per mettere a punto la propria roadmap politico-istituzionale. La pausa è operosa, come si conviene ai lombardi. Dopo un anno letteralmente buttato via, Albertoni si è accalorato per spiegarci che ci vuole una pausa. Come se ciò non bastasse, subito dopo, Albertoni ha ringraziato tutti e se ne è andato. Proprio così. Il Consiglio l'ha presieduto il vice-presidente. La pausa operosa del presidente Albertoni è cominciata. postato da civati, 19:27 | link | commenti I consigli paralleli Passata la legge in Regione, la palla torna al Consiglio comunale di Monza. A lungo i due Consigli si sono svolti in parallelo, alla Plutarco, fino a ieri sera. Adesso in Consiglio a Monza non ci sono più alibi per nessuno: con l'approvazione della legge, tutti devono chiarire la loro posizione. Se intendono cioè votare il Piano di governo del territorio o se preferiscono dedicarsi all'ostruzionismo per farlo saltare e consentire l'edificazione di 1.500.000 metri cubi. Tertium non datur: vie di mezzo non ve ne sono. E non per decisione della maggioranza monzese, ma proprio per la legge votata da Formigoni e dai suoi. Così si capirà chi davvero vuole difendere la città e chi si preoccupa soltanto degli interessi privati di un privato. postato da civati, 19:09 | link | commenti Si devono vergognare Ho affidato a queste parole il mio personale commento all'approvazione della Legge regionale sul territorio. 42 voti favorevoli, 29 contrari, 7 franchi tiratori tra le file della maggioranza. La legge fatta apposta per (cioè, contro) Monza è passata. Game over? Non proprio. Faremo di tutto perché questa legge invereconda non abbia alcuna conseguenza sulla città. Però segnaliamo la vergogna di un dispositivo pensato - per la terza, qualcuno dice quarta - volta consecutiva contro una bella e grande città della Lombardia. Oggi umiliata, in aula, anche dal voto del presidente Formigoni. Che non c'è mai, ma oggi proprio non poteva esimersi dal votare la legge pro Berlusconi. Complimenti a tutti. postato da civati, 17:31 | link | commenti Elezione di rito celtico
Il leghista Ettore Adalberto Albertoni sarà votato tra qualche ora presidente del Consiglio regionale della Lombardia. La cerimonia sarà di rito celtico. Mentre giungono messaggi di apprensione da parte di druidi e incisori rupestri, atterriti dalla notizia che Albertoni non sarà più assessore alla Cultura (incerti si fanno i copiosi finanziamenti degli ultimi anni anche per sagre e manifestazioni neo-medievali), il Nostro spiega a Repubblica le proprie intenzioni. Alla domanda «Che cosa pensa di un possibile ritorno al Lombardo-Veneto?». Risponde così: «Io che ho origini venete ne penso tutto il male possibile. Lombardia e Veneto sono due grande regioni, che hanno in comune la storia, ma hanno esigenze completamente diverse». Così vicini, ma così lontani, dice Albertoni. «Il discorso serio da fare è un altro. [...] La Lombardia ha i suoi problemi e una maggioranza che è orientata all'attuazione della riforma costituzionale. Il Veneto, invece, confina con la Croazia e ha interesse agli accordi con altri Stati. Al nostro confine c'è la Svizzera e dialoghiamo da sempre con la Svezia e con il Belgio». «Una federazione» conclude Albertoni «servirebbe solo al Veneto». Rileggete con calma la carta geopolitica del neo-presidente. Il Veneto confina con la Croazia e la Lombardia ha un rapporto privilegiato con il Belgio. Radetsky è avvisato. Si salvi chi può. postato da civati, 01:22 | link | commenti (2) Finalmente il PGT
Il Piano di governo del territorio della città di Monza è giunto stasera in aula. E' un fatto di straordinaria importanza, soprattutto alla luce dell'imminente approvazione della legge regionale anti-Monza. Se il PGT dovesse essere approvato nel corso delle prossime settimane, si eviterebbe la speculazione prodotta dalle modifiche della legge 12. Nel frattempo, Faglia sfida Formigoni e chiede un confronto pubblico a Monza per illustrare le ragioni della città. Il presidente finora ha negato a Faglia la benché minima attenzione e non si è nemmeno degnato di rispondere alle sue lettere: chissà se deciderà di accettare la sfida... postato da civati, 01:18 | link | commenti mercoledì, luglio 05, 2006 La Grosso Koalition
La Grosso Koalition ha retto a Dortmund e la squadra più unita e unitaria della storia del nostro calcio, con giocatori convocati da tutto il Paese (da Torino a Firenze, da Udine a Palermo) e con una sapiente regia di Lippi che ha saputo 'gestirli' e 'giostrarli' nel corso di tutte le partite, ha avuto ragione di una squadra ostica, che giocava con l'uomo in più del Westfalenstadion e con un arbitro non proprio generoso con gli azzurri. Grazie a un pool di juventini nel giorno più difficile della storia della squadra di Torino e a una rappresentazione corale del nostro calcio, il risultato è arrivato: costruito da Buffon e Cannavaro sulla linea difensiva, dalla coppia "braccio e mente" Gattuso-Pirlo, da una trequarti in cui ha brillato il talento di Totti per una buona metà della partita. E pensare che nel secondo tempo c'eravamo parecchio spenti, con un Prodi in tribuna che sembrava sonnecchiare accanto ad Angela Merkel, in perfetta corrispondenza con un Totti in fase calante. E poi, con i supplementari (d'ordinanza per Italia-Germania), sono arrivati i fuochi d'artificio. Per merito di Lippi, che ha giocato all'attacco, per merito di un grande Gilardino che ha mosso la squadra, con un palo e un assist, con il contributo di uno Zambrotta che fa impressione con le sue ripartenze e con le sue 'castagne' da trenta metri, grazie a Pirlo e a una sua invenzione alla Rivera per il gol strepitoso del grande Grosso (c'è sempre un terzino sinistro nella storia dei nostri Mondiali) e con l'arrivo di Del Piero. Proprio lui. Accolto da un boato di sconforto da tre quarti della tifoseria italiana, che si chiedevano se entrasse al posto di Ballack, Alex ha a lungo parlato con Lippi, prima di entrare in campo, e si capiva che era il momento decisivo. Per lui, per tutti. E, appena entrato, ha avuto subito una palla nell'angolino dell'area, lo stesso, preciso angolino da cui fece, un secolo fa, uno dei suoi gol alla Del Piero. Ma bisognava attendere ancora qualche minuto. Poi Alex non è riuscito a segnare, ballando nell'area piccola e, prima che Grosso sbloccasse il risultato, si è trovato anche a sbagliare clamorosamente un tiro di destro. Era già successo nella finale degli Europei che perdemmo, nel 2000, con la Francia. E tutti hanno pensato: un palo e una traversa, un Del Piero così, siamo fritti. E, invece, invece no: anche per Del Piero c'era la palla buona. Gilardino si beve il difensore e gliela mette davanti a Lehman. Colpo sotto, palla a girare, secondo palo. Nel sette. Come la maglia che indossa, come quella della canzone di De Gregori, come la partita che ci toccherà giocare domenica prossima. E anche se il contesto non è quello dell'Atzeca e fuori dallo stadio non ci sono the Dreamers ma un mondo cinico e un po' stronzo, e i Settanta sembrano lontani lontani, anche noi abbiamo avuto la nostra Italia-Germania, fatta di sogni e di emozioni. E, per una notte, può bastare. postato da civati, 09:01 | link | commenti martedì, luglio 04, 2006 Richiami regionali Tanto per dire che in Regione non si scherza affatto, in commissione è passato il PdL 151 ovvero la Legge quadro sulla cattura di richiami vivi. A parte il titolo truculento, che fa venire in mente la Transilvania più che le Orobie, è evidente che di una legge quadro in materia si sentiva proprio bisogno. In etologia il richiamo è la "vocalizzazione volta ad attirare l'attenzione o l'intervento di conspecifici". La Regione, dice la legge, "al fine di incentivare l'attività di allevamento di uccelli utilizzabili come richiami vivi, approva e finanzia, tramite apposite convenzioni, specifici progetti di allevamento" con lo scopo dichiarato di "ricostituire il patrimonio di richiami vivi dei cacciatori da appostamento residenti in Lombardia". Alle province spetta invece il compito di catturare esemplari appartenenti alle specie tordo bottaccio, tordo sassello, cesena, merlo, allodola e pavoncella, che vengono poi forniti "gratuitamente ai cacciatori da appostamento residenti in Lombardia" (solo ai residenti, as usual). Tradotto in parole semplici, la Regione non solo autorizza la caccia in deroga e in palese contraddizioni con le direttive europee, ma addirittura finanzia direttamente l'attività venatoria, nel pieno rispetto di una sussidiarietà volatile che coinvolge anche le province. Inutile aggiungere che non siamo d'accordo. postato da civati, 16:49 | link | commenti Tutti i santi giorni
Così si intitola la raccolta di elzeviri, amache e editoriali di Michele Serra, pubblicata da Feltrinelli qualche settimana fa (una lettura per l'estate che vi consiglio 'caldamente'). Mi sono permesso anch'io di raccogliere i miei scritti di un anno in Regione in un piccolo volume. Il torto e la Regione pubblicato da M&B di Milano è un libro diario, introdotto da una riflessione sulla politica regionale e nazionale che ho maturato in questi mesi, alla ricerca di un 'senso' e di una 'ragione' - come il titolo fa presagire - per l'attività mia e dello schieramento di cui faccio parte. Tutti i santi giorni, allora, ho cercato di raccontare il mio lavoro, tentando di testimoniare ai miei e nostri (e)lettori a volte la soddisfazione, a volte il disagio di chi si è ritrovato a fare il politico di professione cercando di difendere il senso weberiano dell'espressione e di chi, concedendo il meno possibile al narcisismo, ma sapendo che è pressoché inevitabile incorrervi, ha cercato non soltanto di rispettare un mandato elettorale, ma di arricchirlo di contributi personali e di novità. Senza riuscirvi, probabilmente, ma provandoci, come si suol dire, perché soltanto così "ne vale la pena". Fare il consigliere regionale è una bella opportunità e comporta visibilità e privilegi che molti invidiano, senza ricordare - forse - che il rischio peggiore di un uomo politico, anche piccolo, è quello di ritrovarsi in solitudine, come vuole un saggio strepitoso di Enzensberger pubblicato qualche anno fa. Per allontanare questa sensazione (quasi per esorcizzarla) e per condividere il più possibile il mio lavoro, consegno le mie modeste considerazioni a questa pubblicazione, nella speranza che sia utile a qualcuno e che non serva solo - e anche qui mi viene in soccorso Serra - a incartare l'insalata. postato da civati, 08:51 | link | commenti Il tempo ciclico
Come molti sanno, coltivo studi rinascimentali. Sono un appassionati di ritorni, di orbite storico-filosofiche, di rivoluzioni (concetto astronomico di cui la politica si è appropriata proprio nel Quattrocento), di corsi e ricorsi. Forse è per questo motivo che lo scenario della politica regionale mi sembra così interessante. Capirete, ad esempio, il mio entusiasmo nel notare che il primo anno della legislatura regionale ha una fine che è identica al suo inizio. Formigoni, come l'anno scorso, sta preparando la nuova Giunta con uno sforzo non raccontabile, per tenere a bada tutte le componenti di Forza Italia - Cl, liberal, terzisti, indipendenti e dipendenti (di Berlusconi); la Lega discute come se si trattasse di un vero dilemma se è meglio Zanello o Albertoni alla guida del Consiglio regionale, concludendo che è meglio il secondo perché lo Zanello sarebbe inviso a Formigoni e l'Albertoni indicato direttamente dal Bossi; gli assessori si apprestano a cambiare poltrona finché la musica non si interromperà: qualcuno rimarrà senza seggiola e tornerà a fare il consigliere, altri potranno dimostrare la loro preparazione polivalente, enciclopedica, passando dalla sicurezza ai servizi di pubblica utilità, dal commercio all'urbanistica, come se sapessero fare tutto (strano che Formigoni non ricordi il dantesco «se potuto aveste veder tutto, mestier non era parturir Maria»); e tutto avviene mentre i lombardi iniziano a chiedersi se il tempo si sia fermato, se ritorni indietro ogni anno. In un film - Mississippi burning - gli spettatori vengono avvertiti che quando si entra nello Stato americano, le lancette vanno riportate indietro di un secolo. In Regione Lombardia - Lombardia boring - soltanto di un anno. Ogni anno, in saecula saeculorum. postato da civati, 08:40 | link | commenti Ma guarda un po': lo fanno apposta
Giovedì 6 luglio riprende l'attività del Consiglio regionale e la discussione sulla legge urbanistica. Ad hoc, per Monza. Per certficarlo al di là di ogni sospetto o retropensiero, ripropongo l'intervento di Giulio Boscagli, capogruppo di Forza Italia in aula (13 giugno 2006), a proposito della misura dedicata a Paolo Berlusconi, che il Nostro ammette sia dedicata proprio a Paolo Berlusconi. Ecco uno stralcio del suo intervento: «Qui siamo in presenza di una correzione che la Regione Lombardia fa di fronte ad un’insipienza di amministrazioni comunali di Monza, di diverso colore, che in quasi quarant’anni non sono riusciti a dotare quella città di uno strumento di programmazione urbanistica adeguata alle esigenze dello sviluppo di quella città e di quel territorio, oggi diventato Provincia. Amministrazioni, ripeto, di diverso colore, conculcando così dei diritti acquisiti in epoche non sospette da cittadini privati [il plurale è majestatis, dal momento che il privato è proprio Paolo Berlusconi], contro i quali sembra che la nostra opposizione consiliare abbia un dente avvelenato quasi che tutto il senso della loro opposizione sia quella di prendersela con una famiglia, con delle persone che hanno legittimamente, regolarmente costruito una parte della loro attività in quella zona della città». postato da civati, 08:06 | link | commenti Grazie a tutti
Si è messo anche a piovere, alle nove in punto, per metterci in difficoltà, per fare saltare la più bella manifestazione degli ultimi mesi. E invece le quattro gocce d'acqua - Monguzzi sostiene: colpa del nome, quando si parla di notte bianca piove regolarmente - non ci hanno impedito di svolgere la nostra manifestazione di denuncia e di protesta. Coperti dagli archi dell'Arengario, nel cuore civile di un'antica e bella città, abbiamo passato in rassegna le vergognose incursioni regionali in territorio monzese, le ragioni di un'opposizione forte e chiara contro la quarta legge di fila pensata appositamente per mettere in ginocchio Monza, la necessità di approvare per tempo un nuovo strumento urbanistico, che proprio tra qualche ora farà il suo ingresso in aula consiliare a Monza. Si è parlato della prossima seduta - rinviata ancora, al 6 luglio - del Consiglio regionale, prima di lasciare il microfono al sound dei Solidamòr, sempre molto coinvolgenti. Grazie a quelli che hanno partecipato, alle rappresentanze dei partiti dell'Unione, a Giuseppe Benigni e Carlo Monguzzi che mi hanno accompagnato, a Susanna Camusso che ci ha raggiunti, a Piero Pallotti per essere arrivato con lo striscione dell'Unione, a Paola per aver preparato la cartina di Monza con in rosso le aree messe a rischio dalla Legge, a Gianni per avere organizzato e montato le strutture, a Tina per essersi occupata del banchetto (lo fa sempre, sempre, sempre) a tutti i cittadini monzesi e brianzoli - grande il sindaco Cifronti di Brugherio - che hanno dato il loro contributo per una serata di mezza estate. Con la città deserta, ma con la politica forte e viva di chi semplicemente ha ragione. Perché non difende gli interessi di nessuno, ma quelli di tutti. Come nel 2002, quando Faglia vinse. Come nel 2007, quando Faglia vincerà ancora. postato da civati, 01:32 | link | commenti lunedì, luglio 03, 2006 I treni di Seveso
Stamattina, intorno alle 7.30, è deragliato un treno a Seveso, proprio in occorrenza del passaggio a livello di via Montello dove la giunta Galbiati vuole realizzare un sottopasso contestatissimo. Il fatto di oggi, che sembra essersi risolto senza danni particolari alle persone o alle cose, ci ricorda l'importanza di chiarire una buona volta che cosa si vuole fare di quel tratto di ferrovia, dove transitano i treni delle Ferrovie Nord. Soltanto qualche giorno fa l'assessore Moneta (che sta per abbandonare il convoglio della Giunta per dedicarsi a più remunerativi incarichi nel settore della Sanità) rispondeva alla mia interrogazione ribadendo l'intenzione della Regione e del Comune di procedere alla realizzazione dei sottopassaggi, a partire proprio da quello di via Montello. Ovviamente non sono d'accordo perché ritengo che prima di tutto vada verificata - attraverso uno studio di fattibilità - la possibilità di interrare il tratto cittadino della ferrovia, in parte in trincea, in parte in galleria artificiale. Sarebbe importante rispondere alle richieste dei cittadini - a cominciare dagli esponenti, numerosi, del comitato Sevesoviva - e trovare una soluzione che metta d'accordo le esigenze dei pendolari e quelle dei residenti. Non è impossibile: basta volerlo. A meno di voler perdere l'ennesimo treno e allungare la già infinita lista di occasioni perdute. postato da civati, 10:38 | link | commenti domenica, luglio 02, 2006 Una notte bianca per la Cascinazza
Ritorno ancora sulla vicenda della legge regionale fatta apposta per penalizzare Monza dal punto di vista urbanistico. Con un colpo di mano, il terzo in tre anni, la Regione Lombardia introduce una norma che cancella le salvaguardie del piano regolatore monzese, facendo tornare la città al 1971. In questa operazione rientra un grande campo agricolo di proprietà di Paolo Berlusconi, che potrà costruire i suoi 60 palazzi in riva al Lambro (in una zona di esondazione naturale del fiume, oltretutto). La legge tornerà in aula la prossima settimana e le forze democratiche della città hanno organizzato una notte bianca per protestare, lunedì 3 luglio, alle ore 21, in piazza Roma, all'Arengario, nel cuore della città (il volantino). Suoneranno i Solidamòr e interverranno personalità della politica e dell'ambientalismo. Il messaggio della manifestazione supera i confini cittadini: quello che è capitato a Monza, potrebbe capitare (e già capita, per la verità) a decine e decine di Comuni lombardi, in cui la Regione interviente, in barba a qualsiasi retorica del federalismo e della sussidiarietà, per promuovere iniziative non condivise né dagli amministratori locali né dalle comunità nel loro insieme. Nel caso di Monza, il fenomeno è incredibile: se il postino suona sempre due volte, Formigoni si è letteralmente attaccato al campanello, con una serie di provvedimenti, uno dietro l'altro, su misura per la città che è la terza della Lombardia, che ha una sua dignità storica, che ha un valore ambientale di tradizione centenaria. Con i quasi quattrocentomila metri cubi della famiglia Berlusconi e l'edificazione di un altro milione nelle altre aree agricole, si torna a una previsione di piano pensata nel 1971 per una città di 300.000 abitanti, in un'epoca in cui l'urbanistica non aveva quella sensibilità ambientale che ha fortunatamente acquisito in questi anni. Si torna indietro di trentacinque anni ed è curioso pensare che oggi come allora ci sia un'Italia-Germania. Ma non c'è niente di romantico: solo una mega speculazione powered by Formigoni che va fermata. Con il contributo di tutti. Per altre informazioni, consiglio una visita a www.cascinazza.info. So di poter contare su tutti voi. postato da civati, 01:13 | link | commenti (3) Sur la place Tartane...
... il tempo si è fermato, dice il sito dedicato a Zinedine Zidane. La piazza di Marsiglia dalla quale è partita la storia di uno dei più grandi campioni di sempre, esponente di quella che Sarkozy chiama «racaille». Stasera con il Brasile ha fatto tutto quello che ci si aspetta di vedere nel corso di un Mondiale e forse di un'intera carriera: un doppio passo alla prima palla toccata, una dozzina di dribbling multipli e implacabili, un sombrero sulla testa sconsolata del povero Ronaldo, l'assist del gol, i suoi gesti impossibili eppure dannatamente semplici accompagnati da quella faccia un po' così che hanno tutti quelli che si trovano a dover giocare contro di lui. Il sito dice che in quella piazza, una come tante, nel quartiere della Castellane della città francese, dove le mamme chiamano i piccoli giocatori per il pranzo e per la cena, in un «rettangolo senza charme», è nato il campione della Juve e del Real. Le facciate decrepite ricordano quelle dello spot più azzeccato della manifestazione tedesca, in cui un bambino (di chissà quale paese dell'America latina) fa l'allenatore-giocatore, dispone i campioni in campo, si permette di spedirli al banquillo (la panchina) e viene richiamato dalla mamma sul più bello. Come è capitato a tutti noi, anche a quelli come il magico Zizou che sono nati e cresciuti in quelle periferie del mondo che qualcuno pretende di «nettoyer au Kärcher», ovvero di passare con la idropulitrice, e che invece ci regalano le gioie di un Mondiale che, se si chiama così, un motivo ci sarà. postato da civati, 00:51 | link | commenti La partita di Monza
La partita monzese è molto delicata. Il gioco degli avversari della città è molto semplice: in Regione una maggioranza bulgara vota senza accettare alcun emendamento una legge regionale che toglie le salvaguardie e espone Monza alla possibilità che possa costruire Paolo Berlusconi alla Cascinazza e altri, numerosi operatori a S. Albino, S. Fruttuoso, lungo viale Libertà. A Monza, l'opposizione che si serve di un filibustering dichiarato minaccia di presentare centinaia di migliaia di emendamenti - qualcuno dice un milione, in una corrispondenza perfetta con i metri cubi che arriverebbero sulla città - per bloccare i lavori dell'aula e rendere operativa la speculazione edilizia. Uno schema molto semplice, provato in allenamento, potremmo dire, lo scorso anno, quando la Regione approvò, nell'ambito della legge 12, il comma 2 dell'articolo 25 che impediva a Monza di variare il piano regolatore. Un piano regolatore che stava per essere portato in Consiglio comunale e che è stato, a partire dall'approvazione della suddetta legge, tradotto seguendo i criteri e i canoni previsti dal nuovo strumento urbanistico previsto sempre dalla legge 12. La città ha perso un anno, ma ora ci troviamo nella stessa situazione. L'unica cosa che non avevano previsto i commissari tecnici di Forza Italia è che il gioco è troppo scoperto, 'telefonato' e la città - com'era già successo nel 2002 - si indigna e si indignerà. Fossero seri, punterebbero sulle elezioni del 2007 per presentare la loro di proposta urbanistica. Ma a un'opposizione che in aula mangia anche la pizza e che blocca i lavori del Consiglio tutte le sere questo non interessa. Monza, comunque, saprà reagire e voglio rassicurare anche l'anonimo che scrive a questo sito che non c'è alcun atteggiamento remissivo da parte di una maggioranza che ha dimostrato di avere a cuore la città. Dispiace per un'opposizione - a cui non andrebbe male il prefisso marxiano Lumpen - che non ha ancora capito che una cosa sono gli interessi della città, altra gli interessi di qualcuno. postato da civati, 00:23 | link | commenti |