[ciwati]
>il blog di giuseppe civati<
 

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

 Iscriviti a ciwati

giovedì, agosto 31, 2006

Monzaper

Tra qualche ora prenderanno il via le iniziative di Monzapiù, la rassegna che accompagna in città il Granpremio di Formula 1. In più, quest'anno, a partire dal 5 settembre, per quattordici giorni, si terrà la Festa dell'Unità di Monza. Sul sito www.salamella.it potrete scoprire il programma dei dibattiti politici, il calendario degli spettacoli, gli incontri promossi dalla Sinistra giovanile. Da Monzapiù, insomma, a Monzaper, a una Festa dedicata alla città, all'incontro e allo scambio di idee e di proposte, in vista delle sfide elettorali del prossimo anno e del 2009, quando si voterà per la Provincia. La nuova sede della Festa, l'area TPM di via Borgazzi, è di per sé indicativa dell'impegno dei Democratici di Sinistra per il recupero di aree da destinare alla cittadinanza: come già per il Macello negli anni scorsi, aprirà una vera e propria porta sulla città, in cui verrà descritto il lavoro svolto dall'Amministrazione Faglia attraverso la diretta testimonianza del sindaco e degli assessori e si parlerà di nuova Provincia, di Ulivo e, soprattutto, di quel che c'è da fare, in termini politici e programmatici, per vincere ancora nel 2007. Una porta e una piazza, insomma, aperte a tutti coloro che vorranno partecipare. Vi aspettiamo, come sempre.

postato da civati, 10:30 | link | commenti (3)
monza

mercoledì, agosto 30, 2006

Il dopo-Formigoni

Panzeri e Mirabelli duettano oggi sulle pagine milanesi di Repubblica per rilanciare un progetto dell'Unione in Lombardia dopo l'embrassons-nous di fine luglio, che ha visto DS e Margherita votare un ordine del giorno predisposto dalla maggioranza che regge Formigoni. Il tema, lo ricorderete, era quello delle infrastrutture e del federalismo fiscale, alla luce di un bipolarismo più responsabile e meno gridato. Si tratta certamente di una prospettiva che contiene spunti interessanti, ma che va riequilibrata con una maggiore attenzione, da una parte, al lavoro del governo Prodi e, dall'altra, con un chiaro riferimento ad un modello da costruire per il dopo Formigoni. L'obiettivo è rappresentare questa nuova Lombardia con il resto dell'Unione - essendo Ulivo e Unione due progetti assolutamente compatibili, anzi di più - esorcizzando non soltanto il pericolo inciucio (che personalmente mi atterrisce), ma anche l'incapacità di porsi come alternativa credibile a un modello, quello formigoniano, letteralmente esausto e in cerca di sponde un po' dappertutto. C'è stato un dopo-Berlusconi, ci sarà anche un dopo-Formigoni. Riusciremo ad interpretarlo se sapremo costruire un progetto credibile e vincente. Il lavoro è appena iniziato.

postato da civati, 16:05 | link | commenti (1)
regione

Il pessimismo dei pizzoccheri

L'altro ieri Walter Veltroni - che domani sarà alla Festa dell'Unità di Milano - ha dichiarato che se non si farà il partito democratico non proseguirà con il suo impegno politico. Una presa di posizione forte e radicale, che fa riflettere. Lavando i piatti del ristorante Valtellina (a proposito: vi aspettiamo per cena, tutti i giorni) i dubbi si moltiplicano e si rincorrono le riflessioni. Si farà il partito democratico? Ci credono ancora i leader nazionali? Il percorso seguito finora lascia spazio soltanto al pessimismo e ad un evidente passo indietro. L'impressione è che negli ultimi mesi si siano sentite soprattutto le ragioni di chi il partito democratico non lo vuole e anche la scelta di non discuterne nel corso della Festa milanese la dice lunga sull'indecisione dello stesso gruppo dirigente. Speriamo che nei prossimi giorni si torni a discuterne, anche soltanto davanti a un piatto di pizzoccheri, al ristorante Valtellina. Per evitare che il pessimismo prevalga e si perda, per l'ennesima volta, una grande occasione.

postato da civati, 15:57 | link | commenti

La stazione dei desideri

Riparte di slancio, dopo un agosto di cantieri e di pensieri sul futuro, la vita politica cittadina. Sabato mattina, alle 9.30, finalmente apre il nuovo ingresso della stazione ferroviaria di Monza su piazza Castello. E' incredibile ma da quando esiste la stazione chi vive a Monza, nella parte orientale, ha sempre dovuto "fare il giro" per prendere il treno. Risalire via Turati, il cavalcavia, scendere per via Caduti del Lavoro e arrivare finalmente in stazione. Da sabato, risparmierà, ogni mattina e ogni sera, dieci minuti. Moltiplicateli per una vita da pendolare e capirete cosa intendo dire. Due accessi is megl che uàn, in sostanza, per raggiungere il treno e andare a lavorare e a studiare, a Milano e in Brianza. Inoltre, nella stazione bis ci sarà posto per le auto, con un parcheggio convenzionato e a prezzi accessibili, per le bici, con una pista che in futuro entrerà direttamente in stazione, per gli autobus, che potranno attestarsi, come si suol dire, vicino ai binari. Consentendo una razionalizzazione del servizio di trasporto pubblico locale e del traffico sull'altro versante, quello di via Arosio e corso Milano, per altro appena riconsegnato alla città con un bel lavoro di recupero dei malfamatissimi giardini e della loro fontana. La soddisfazione è tanta, perché era uno dei progetti che la Sinistra coltivava quand'era all'opposizione e ora ha potuto realizzare. E non si tratta "solo" di treni, ma anche di cultura, perché con il nuovo ingresso il complesso del Binario 7 (teatro, spazio espositivo, sede di iniziative culturali) si potrà raggiungere in pochi minuti dalla stazione centrale. Dalla stazione dei desideri, Monza riparte.

postato da civati, 13:02 | link | commenti
monza

sabato, agosto 19, 2006

Specchio riflesso

«Ma chi crede di essere?» tuona Formigoni contro Pecoraro Scanio, rivendicando i famosi (stavo per scrivere: fumosi) successi della Regione Lombardia in campo ambientale. Da piccoli, quando si esagerava con gli insulti, il modo migliore per rispondere era: «Specchio riflesso. Chi lo dice sa di esserlo». Così, se fossi Pecoraro Scanio, risponderei a Formigoni. Che nello stesso pezzo del Corriere si conferma bipartisan solo a parole. Anzi, un dipartisan. La parte, ovviamente, è il centrodestra. Dopo aver pontificato sul piano anti-smog, ecco la precisa presa di posizione sulla polemica al calor bianco che si è aperta sui ticket d'ingresso a Milano. «Formigoni preferisce non intervenire». Che cosa c'è di meglio di un presidente che si crede di essere un fenomeno e poi non interviene per spiegare che forse è il caso di discutere il ticket in tutte le sedi istituzionali competenti?

postato da civati, 11:46 | link | commenti
regione

Se si ribellano i Corpi Santi

Ancora sul ticket di ingresso. A settembre si conoscerà nel dettaglio la proposta Moratti per il pedaggio di ingresso a Milano. Una proposta che il sindaco intende applicare fin dal 1 gennaio 2007. Si basa, a quanto abbiamo capito dalle dichiarazioni dell'assessore Croci, del pedaggio per tutte le auto che entrano in città, esclusi i veicoli meno inquinanti (Euro4, gpl, metano), e il costo si aggirerà sui tre/quattro euro giornalieri. Sarà un ticket che prescinderà dalla situazione dell'inquinamento e porterà alla riduzione di un 10, forse di un 15% delle auto che entrano in città, senza una particolare riduzione del traffico veicolare, ma con un introito per il Comune di circa 150 milioni di euro all'anno. Di per sé la scelta è coraggiosa, anche se va meglio precisata. Quello che proprio non funziona è la differenziazione tra milanesi e non milanesi, tra cittadini dell'urbs e pendolari, per l'evidente rischio che si avvii una sorta di guerra dei dazi tra Milano e quelli che anticamente si sarebbero chiamati i Corpi Santi, ovvero i Comuni fuori dalle mura (cfr. una pagina della storia della città). Oggi si tratta della prima cintura, dei Comuni a ridosso della città, ma anche di città come Monza, che vede un flusso di più di diecimila persone che ogni giorno vanno a Milano. E' evidente che la questione vada affrontata su di una scala più grande, capace di interpretare i flussi dell'intera area metropolitana e programmando gli investimenti su tutto il territorio. Se, come sembra dalla proposta Moratti, l'inquinamento è causato soltanto dai pendolari, forse è il caso di chiedersi se i mezzi che ci portano a Milano siano sufficienti, se i parcheggi non siano troppo cari, se le linee di treno e metropolitana possano migliorare. Tutte domande per ora soltanto retoriche che rischiano di perdersi nella polemica tra Croci e Corpi Santi, che ci parla di una storia milanese curiosamente rovesciata.

postato da civati, 10:49 | link | commenti
regione

venerdì, agosto 18, 2006

Ticket per ticket

Il dibattito sul ticket d'ingresso impazza sulle pagine milanesi dei giornali. Contro la proposta del sindaco Moratti, che intende introdurre un ticket da pagare al confine (e, quindi, totalmente a carico dei non milanesi), è sotto attacco da parte dei sindaci dei Comuni dell'hinterland, che minacciano di rispondere "ticket per ticket", promovendo iniziative analoghe nelle proprie cittadine. Paolo Matteucci, assessore provinciale, si dice preoccupato e ribadisce la necessità di un tavolo di concertazione sovracomunale, per evitare il "tutti contri tutti". Davide Corritore interviene come al solito con puntualità confermando più di una perplessità che avevo personalmente espresso. Il ticket Moratti penalizza i non milanesi senza toccare i milanesi - e questo, deve aver pensato Moratti, dal punto di vista elettorale non è affatto una piccola cosa - configurandosi più che come una tassa anti-smog, come un semplice dazio doganale. Corritore parla di Londra e ricorda che il ticket riguarda tutti gli automobilisti, formandoli a una diversa cultura della mobilità, e non è esteso a tutta la città, ma soltanto a una sua parte. Si chiede se la diminuzione di traffico che si aspetta sia significativa (alcune stime parlano del 10% in meno delle auto che provengono da fuori). Con Corritore, anch'io mi interrogo sulla destinazione di quei 150 milioni di euro all'anno che si pensa di poter ricavare dall'introduzione dei ticket. E mi chiedo: è proprio il caso che rimangano solo a Milano? Non dovrebbero sostenere piuttosto i collegamenti da e verso la città? Forse sarebbe più utile. Ne parleremo, perché la proposta Moratti ha molti elementi da valutare con attenzione.

postato da civati, 16:02 | link | commenti (1)
regione

Una Regione a 56k

In un Consiglio regionale in cui si sa tutto di tutto di peppole e fringuelli, manca una certa conoscenza dei problemi di comunità come quella di Rivarolo del Re in provincia di Cremona, di cui parla oggi Repubblica: si tratta del tema della connessione a internet delle comunità rurali, ribadito dal sindaco del piccolo Comune della Bassa, che riguarda decine e decine di centri, in cui ancora la connessione a 56k è l'unica soluzione per collegarsi al World Wide Web. Inutile aggiungere che la questione è stata posta più volte dal nostro gruppo in aula e nelle commissioni senza alcun risultato. In Italia fanno (giustamente) notizia le questione infrastrutturali, le "arterie" del sistema, ma del suo "sistema nervoso" (autostrade informatiche, internet libero, wifi) sembra interessare poco o nulla al nostro sistema politico. Meno male che a Cremona ci hanno pensato i mantovani di Teanet che stanno provvedendo nelle due province a rendere accessibile banda larga e collegamento senza fili. La Lombardia è fatta così, si muove nonostante la Regione.

postato da civati, 11:02 | link | commenti
regione

giovedì, agosto 17, 2006

Letteratura d'evasione

Tra tante letture estive, anche una bella intervista di Romano Prodi. Dopo anni di tremontismi e di secessionismi fiscali, di condoni a ripetizione e di barzellette sulle Fiamme gialle, ecco arrivare parole chiare e forti perché «gli italiani siano uguali anche davanti alle tasse». Il vecchio adagio del «pagare tutti, pagare meno» che diventa pratica di governo. Le parole di Prodi:
«Serviranno tempo e pazienza, ma questa è la priorità assoluta di ogni giorno della nostra attività. Se tutti verseranno il dovuto, le imposte potranno scendere. Incroceremo le fatturazioni, basta contanti e possibilità di pagamenti in nero. Purtroppo l'evasione è ancora alta, bisogna introdurre regole che garantiscano giustizia per tutti. Giustizia: questo è il nostro obiettivo».
«Attenti però noi non stiamo mettendo in piedi uno Stato di polizia, ma stiamo cercando di ricostruire un senso dello Stato».
«Ci vorranno sette-otto anni di politica continua, ripeto di politica continua, per risolvere il problema dell'evasione fiscale. Ci vuole tempo e pazienza. Ma questa è la priorità fortissima che daremo ogni giorno alla nostra attività di governo».
Avanti così, Romano, che vai bene.

postato da civati, 11:14 | link | commenti

mercoledì, agosto 16, 2006

Il castello delle identità

In questi giorni di vacanza, ho scoperto, grazie a un'indicazione di Roberto, Il castello bianco di Orhan Pamuk. Una lettura - benché troppo ricercata per i miei gusti - di grande interesse soprattutto per lo svolgimento del tema dell'identità. L'italiano e il turco, due sosia in una Istanbul secentesca dai colori vividi e dalle molte bellezze, si confrontano, si raccontano vicendevolmente, fino a scambiarsi, fino a ricercare se stessi nel confronto con l'altro, in un percorso di transfert esistenziale e culturale, improntato esclusivamente alla conoscenza di sé. E allora emerge con forza il tema dell'identità, tema scivoloso e difficile come pochi altri, che si scopre definirsi soltanto nel confronto con l'altro, nello studio degli altri come se fossimo noi stessi, nell'impossibile tentativo di guardarci negli occhi del vicino per comprendere chi siamo e di definire, così, noi e il mondo. Il protagonista di Pamuk, prese ormai non soltanto le sembianze, ma la vita dell'altro, torna alla propria infanzia, nell'ultima, spettacolare pagina del romanzo. Ed è un percorso di suggestioni e di immagini che ci parla di noi, e del rapporto con l'Oriente, attraverso il fondamentale tema della vita umana, che tutti ci accomuna, ben più del sapere e della scienza o delle eredità e provenienze di cui siamo espressione. Per capire che siamo tutti alla ricerca di noi stessi e che gli altri - così simili, così diversi -, in questa ricerca, risultano essere decisivi.

postato da civati, 16:46 | link | commenti
cultura

martedì, agosto 15, 2006

A proposito di ticket

Che la Lombardia fosse la Regione dei ticket, lo sapevamo da tempo grazie alla costosa Sanità di Formigoni. Ora i ticket sconfinano e invadono il campo della viabilità. La giunta di Milano sta infatti predisponendo un piano per far pagare l'accesso in città alle auto forestiere. Il modello è il «congestion charging» di Londra (che ho avuto il piacere di studiare direttamente, si veda il post dello scorso febbraio) ma se vuole essere applicato a Milano deve essere valutato con grande attenzione. Prima di tutto con la Provincia, la Regione e i Comuni limitrofi, perché piuttosto che un'area all'interno della città, la questione riguarda tutta l'area metropolitana. In secondo luogo, strutturandolo quale risposta all'inquinamento e modulandolo a seconda del tasso di smog (come da noi proposto nel nostro progetto di legge regionale sull'inquinamento, ma tanto non ci ascolta mai nessuno...). E poi, ed è l'intervento decisamente più importante e prioritario, predisponendo un piano - con i mezzi e con i parcheggi a tariffe agevolate - che consenta ai cittadini di optare per altre soluzioni che non siano l'auto (altrimenti il ticket sarebbe soltanto l'ennesimo balzello, come il suo parente sanitario). Da discutere, infine, a livello provinciale, come investire il ricavato: a Londra hanno potenziato la rete e investito in politiche ambientali. Ci auguriamo che a Milano ci si pensi, prima di indire la prossima conferenza stampa.

postato da civati, 16:25 | link | commenti

Hina o della libertà

Il tema della società aperta mi appassiona tanto quanto mi sconvolge apprendere della vicenda di Hina, pachistana ed italiana, uccisa nel bresciano dal tribunale di famiglia che ne aveva decretato la morte, alla luce della sua scelta di vita, improntata alla libertà e all'amore. La questione femminile dell'islam è da affrontare con forza e decisione perché è lo scoglio più grande con cui confrontarsi con il mondo musulmano: al di là delle provocazioni e delle strumentalizzazioni quotidiane, questo è un problema vero e non rinviabile per quanto riguarda le pari opportunità che tutti sembrano avere a cuore. «La libertà delle donne le riassume tutte», ha scritto Adriano Sofri nella postfazione a Occidentalismo di Buruma e Margalit, un testo molto importante per capire tante cose del rapporto tra Oriente e Occidente. E a questo principio - che descrive uno dei pochi indubitabili progressi della nostra società - non si può derogare. In memoria di Hina, per tutte le donne e per tutti noi.

postato da civati, 16:01 | link | commenti (1)
cultura

domenica, agosto 13, 2006

Eufemia

Giorni di vacanza e anche le idee viaggiano. Serate con gli amici, bicicletta e sole, aria fresca, sguardo distaccato sulle cose di tutti i giorni. A proposito di viaggi e di racconti e di città possibili, torna alla mente l'Eufemia di Calvino: «Non solo a vendere e a comprare si viene a Eufemia, ma anche perché la notte accanto ai fuochi tutt'intorno al mercato, seduti sui sacchi o sui barili o sdraiati sui mucchi di tappeti, a ogni parola che uno dice - come "lupo", "sorella", "tesoro nascosto", "battaglia", "scabbia", "amanti" - gli altri raccontano ognuno la sua storia di lupi, di sorelle, di tesori, di scabbia, di amanti, di battaglie. E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando per restare sveglio al dondolio del cammello o della giunca ci si mette a ripensare tutti i propri ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una sorella diversa, la tua battaglia altre battaglie, al ritorno da Eufemia, la città in cui ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio».

postato da civati, 13:35 | link | commenti
citta possibili

giovedì, agosto 10, 2006

Il risveglio

Mentre il ministro Lanzillotta 'pettina' Formigoni sul federalismo in un'intervista rilasciata all'Unità, precisando la posizione del Governo sull'argomento, scopriamo su Repubblica che a poco a poco tutti gli assessori si stanno risvegliando. Veniamo da una discussione di giorni e giorni sulla fauna lombarda e si può a buon diritto parlare di un vero e proprio risveglio dal letargo, dal grande sonno in cui era sprofondata la Regione in questi ultimi mesi. Il risveglio agostano, determinato forse dallo scioglimento dei ghiacciai (e delle coalizioni, aggiungerebbero i maligni), è traumatico anche per Nicoli Cristiani. L'assessore al commercio si è accorto che qualcosa nel suo settore proprio non andava e ha stabilito, così su due piedi e con precipitosa delibera, che non si devono fare più centri commerciali in Lombardia, senza che se ne siano verificati l'impatto ambientale e la compatibilità urbanistica, oltre che, ovviamente, commerciale. E' straordinario: dopo che in Lombardia - sotto la presidenza di Formigoni - sono sorti tutti i centri commerciali possibili, la giunta regionale stabilisce che no, adesso basta, è il caso di darsi una regolata. Lo sappiano bene noi, a Monza, con il mega Auchan di Cinisello e quello light di Monza, Caltacity e i vari Giganti alle porte della città, nonché un viale Lombardia dove tutto, ormai, è grande distribuzione. La delibera della giunta si configura così più come tutela dei centri esistenti e autorizzati negli scorsi anni che come dichiarazione di attenzione nei confronti del territorio regionale. A riprova del fatto che i nostri amministratori sono più gradevoli quando dormono.

postato da civati, 18:38 | link | commenti
regione

Brindisi

Non c'è niente di peggio di un politico che non ha niente da dire ma tutto da dichiarare, anche quando da dichiarare non c'è proprio nulla. Prodi brinda con una bottiglia magnum di champagne (regalatagli da un amico per la vittoria elettorale) per festeggiare il proprio compleanno in famiglia e pronta e puntuale arriva l'agenzia di Viviana Beccalossi, vice di Formigoni, in difesa dell'italianità. «Sto pensando di inviare al presidente Prodi - dice l'assessore Beccalossi - una bottiglia magnum di Franciacorta per aprire un nuovo e definitivo corso che porti lui e chi rappresenta l'Italia a brindare con prodotti del nostro paese». Ci sta pensando, chissà se la invierà, si domandano sgomenti i lettori, chiedendosi se in futuro saremo costretti a rinunciare alla cocacola per dedicarci esclusivamente alla cedrata. Sarà che siamo in agosto, ma non se ne può più di simili invenzioni. Formigoni (lo sappiamo dal solito gossip di Oggi) è stato in vacanza in Corsica, per di più con una spagnola, e che facciamo, gli chiediamo di stare ad Alassio e di frequentare lombarde, al massimo venete? Per favore, siamo in vacanza. Lasciateci in pace. Dovunque siamo, sorseggiando quel cavolo che ci pare.

postato da civati, 18:25 | link | commenti
regione

martedì, agosto 08, 2006

La piccola politica della grande coalizione

Si fa un gran parlare di larghe, se non addirittura amplissime intese in Regione Lombardia. Tema agostano quant'altri mai, fa il paio con l'inverosimile dibattito nazionale sulla Grosse Koalition, ovvero quella cosa che in italiano si chiamerebbe governissimo, ma fa più cool presentarlo alla tedesca, magari pronunciandolo male. Siccome non vedo somiglianze tra Angela Merkel e Roberto Formigoni, rimango un po' esterrefatto. Colpisce che dopo cinque anni buttati via a inseguire devolution alla zuava e colpi di teatro da secessionismo sfrenato (la Lega mi risulta essere ancora in maggioranza in Regione, ma magari mi sbaglio), Formigoni scopra il federalismo dell'Ulivo (l'annata era il 2001), citando come in una giaculatoria gli articoli 116 e 119 della Costituzione. Sorprende che dopo mesi di inattività, Formigoni e il fidato Cattaneo spingano sull'acceleratore, spiegando che le opere pubbliche promesse da Berlusconi e quindi - per definizione - senza copertura e senza futuro, si possano fare qui, con i nostri soldi, senza aspettare i finanziamenti romani (e perché, porca miseria, li hanno aspettati, negli anni precedenti, se se ne poteva fare a meno?). Fa sorridere che persone che hanno amministrato la Regione per dieci anni (di cui cinque con governo amico e sostenuto senza se e senza ma), scoprano la necessità di avere rapporti più collaborativi con Roma, da cui si aspettano comprensione e sostegno. Incuriosisce che Formigoni, tornato da Roma con parole di accusa dure e inappellabili contro Prodi e la sua maggioranza, si sia convertito sulla via di Damasco (per lui, più prosaicamente, si è trattato della Brebemi), e sia diventato cortese e disponibile come se prima di allora si fosse semplicemente scherzato (cliccare per credere). Sembra lo schema del mondo alla rovescia. E invece è il nostro, di mondo. Lo chiamano Lombardia.

postato da civati, 23:42 | link | commenti
regione

Le calunnie non vanno in vacanza

Da giorni ormai, un cronista de Il Giornale di Paolo Berlusconi difende gli interessi di Paolo Berlusconi a Monza (si scrive giornalismo, si legge Cascinazza). Scrive cose imprecise, riporta informazioni datate, cita dichiarazioni a metà per dimostrare che Faglia non ha più la maggioranza, che i DS sono i primi a non sostenerlo, che la Sinistra non vuole più la Giunta monzese. Per chiarezza, ribadisco che Faglia ha ancora la maggioranza, che i DS sono i primi a sostenerlo e che la Sinistra voterà ancora la propria Giunta. Il giornalista in questione, che prima si occupava di Penati e gli è andata male (speriamo che porti bene anche a Faglia), ogni giorno, propone veline di famiglia. Vada pure avanti. Raccoglieremo quello che sta dicendo e lo presenteremo alla stampa come l'ennesima operazione di disinformazione di una parte politica, che è anche una parte imprenditoriale, che è anche una parte giornalistica, se così si può definire quel che è rimasto del giornalismo a certe latitudini polari. In più di un'occasione ha scritto anche di me, affermando cose false. Le smentirò con la serenità e la fermezza della gente che sull'argomento non ha interessi da difendere. Se non quelli della nostra città e di una politica libera e pulita.

postato da civati, 22:32 | link | commenti
monza

L'Overbook Hotel della Regione

Vuoti gli uffici in Regione per la stagione estiva. E allora si può girare come il bambino di Shining, su di un triciclo, senza incontrare nessuno, come all'Overlook Hotel. E l'Overlook diventa Overbook... sì, perché la Giunta regionale se ne è inventata un'altra delle sue, deliberando che i ticket per gli esami e le visite vengano pagati all'atto della prenotazione. Per evitare l'overbooking, ovvero la possibilità che i cittadini si prenotino per più di una visita, cercando di accorciare la lista d'attesa con l'individuazione progressiva della soluzione più veloce e comoda. Una decisione non nuova, che è già stata sperimentata in Toscana (dove esiste però anche un sistema di risarcimenti per i pazienti che aspettano troppo), che lascia parecchio perplessi. Per evitare che ci siano più prenotazioni e per rendere più semplice l'esercizio della famosa libertà di scelta, propagandata fino alla nausea da Formigoni, basterebbe un database. Un archivio che tenga conto delle prenotazioni, che eviti doppioni, e che consenta - attraverso un banale motore di ricerca - di individuare la soluzione migliore, la visita più adeguata e veloce. Ma nella Regione più avanzata del mondo, a sentire i nostri amministratori, si invitano piuttosto i cittadini a pagare i ticket all'atto della prenotazione. Magari per una visita che si terrà anche cinque mesi dopo. Così, se si trova in seguito un'altra possibilità, si paga un altro ticket. Bello, no? Dal momento che il centro di prenotazione promesso a ogni Piano sociosanitario arriverà tra molto tempo, abbiamo chiesto oggi che ci sia un periodo di tempo per disdire la prima visita, se se ne individua una seconda più vantaggiosa dal punto di vista del tempo e della distanza. Perché il cittadino possa almeno disdire, in una Regione che funziona peggio dell'ultima agenzia turistica e dove, per una camera all'Overbook Hotel, bisogna pagare in anticipo. Lo slogan perfettamente kubrickiano è: il ticket ha l'oro in bocca.

postato da civati, 22:13 | link | commenti
regione

Vado e riparto da Monza

La Festa dell'Unità nazionale si intitola Vado e riparto da Pesaro per celebrare il quinquennio che proprio a Pesaro iniziò con il congresso del 2001 che elesse Fassino segretario nazionale. Lo stesso vale per Monza, la città in cui nel 2002 si celebrò la prima vittoria del centrosinistra dopo l'affermazione di Berlusconi dell'anno precedente: proprio da Monza con Michele Faglia è partita quella lunga serie di vittorie che hanno riportato Romano Prodi alla guida del Paese. La Festa dell'Unità di Monza, che inizia il 5 settembre e durerà due settimane, sarà l'occasione per lanciare la sfida verso le elezioni comunali del 2007: sarà una Festa dedicata alla città, con momenti di approfondimento legati alle questioni più scottanti e ai temi strategici del governo cittadino, con mostre e filmati che descriveranno la città in trasformazione. Un'occasione per conoscere le numerose iniziative e i tanti risultati dell'amministrazione Faglia e un importante appuntamento per rilanciare il dibattito sul centrosinistra monzese: alla Festa saranno rappresentate tutte le forze dell'Unione, a testimonianza di una prospettiva unitaria in cui si colloca anche il progetto dell'Ulivo in città. La Festa, dopo i tre anni al Macello, si sposterà presso gli spazi della TPM in via Borgazzi, in una posizione ancora più centrale e in una struttura ancor più accogliente. Un sito informativo, www.salamella.it, darà tutte le indicazioni del caso a tutti coloro che ci vorranno fare visita. Siete fin d'ora i benvenuti.

postato da civati, 12:09 | link | commenti
monza

venerdì, agosto 04, 2006

Auguri

Per chi come me ha il destino di festeggiare il compleanno ad agosto (oggi), gli auguri coincidono con gli auspici di buone vacanze. Anticipando i vostri, cari «25 lettori.com», vi porgo e invio i miei, dandovi anche alcuni consigli-regalo per passare bene i prossimi giorni (il blog non chiude del tutto, ma per ragioni logistiche sarò costretto a diminuire la frequenza dei post). Innanzitutto, non potete perdervi il Pacchetto Bersani (non Pierluigi, ma Samuele), ovvero il suo ultimo album - «L'aldiquà» - in cui Bersani, dopo il nerissimo «Caramella smog», torna a ritmi più sereni, a dolci storie d'amore, al pacifismo, alla favola del supereroe Maciste, con quella vena nostalgica e positiva insieme che ha fatto belle tante sue canzoni del passato. Poi dovete assolutamente leggere «Tutt'al più muoio» (Fandango), vera rivelazione letteraria dell'anno, di Albinati e Timi: la storia (romanzata) di quest'ultimo è raccontata in un libro davvero sorprendente, per me ricchissimo di spunti e di momenti appassionanti. A chi, poi, non riesce proprio a staccare, consiglio una capatina sul sito del gruppo regionale: la newsletter di questa settimana è impreziosita da un crucipeppole, che riassume in termini vacanzieri il dibattito politico degli ultimi giorni in Consiglio regionale. Insomma, godetevela che poi a settembre si riprende, anzi alla fine di agosto, con la Festa dell'Unità di Milano, e poi quella di Monza (dal 5 al 18 settembre), una festa interamente dedicata alla città, che aprirà la campagna elettorale verso le comunali del prossimo anno. Buone vacanze.

postato da civati, 08:50 | link | commenti (3)

giovedì, agosto 03, 2006

La regionella e l'autonomia

Chiusi i lavori del Consiglio regionale fino a settembre, vale la pena di fare un breve bilancio di quello che è successo negli ultimi mesi e di ciò che accadrà nei prossimi. Un Formigoni restituito alla Lombardia, dopo cinque mesi di finte alla Ronaldo (vado, no resto, anzi forse mi trasferisco, ma forse no), lancia una fase nuova, di dibattito e di confronto sul tema del federalismo. Del resto il presidente ha perso il referendum, subito dopo aver mancato il colpo grosso a Roma: sperava in un tracollo berlusconiano che non c'è stato ed è così dovuto tornare in Lombardia, per prendere la rincorsa e saltare con l'asta del cosiddetto modello lombardo (molto appannato, per la verità). In questi mesi e soprattutto negli ultimi giorni - a causa di un malfunzionamento dell'impianto di condizionamento - l'aria del Consiglio sembrava attraversata dal virus della regionella, morbo tipico dei consiglieri regionali, che li induce al tedio e all'inazione. Ora, almeno a parola, tutto sembra cambiare: da settembre, si riparte con un confronto 'alto' sull'autonomia e sull'interpretazione (e conseguente applicazione) degli articoli del Titolo V della Costituzione. Credo che il centrosinistra si debba dotare di una warroom che sappia affrontare l'argomento, come ormai sostengo da tempo, per proporre - d'accordo con il Governo Prodi - una soluzione per la Lombardia, per il Nord, ma più in generale per il sistema delle autonomie dell'intero Paese. Anche per evitare che Formigoni trasformi un tema istituzionale di grande significato in una banale questione di schieramento, per farsi un po' di pubblicità. Dal momento che ha già iniziato a farlo, partecipando alla solita cena ad Arcore, e promette di ribadirlo al Meeting di Rimini, è il caso che ci si attrezzi, per distinguere quello che è federalismo da quello che è semplicemente retorica di parte.

postato da civati, 12:58 | link | commenti
regione, la questione settentrionale

E se la legge regionale non fosse applicabile?

A fronte di un Consiglio comunale paralizzato dall'ostruzionismo ogni giorno più violento di una destra senza idee ma - esattamente come a Palazzo Madama - parecchio scatenata nell'insulto e nella sceneggiata, si muovono Faglia e la sua Giunta. L'amministrazione monzese ha infatti deliberato la continuità dell’applicazione delle misure di salvaguardia urbanistiche anche dopo l’entrata in vigore della legge regionale urbanistica. "L’Amministrazione comunale ha inteso interpretare la legge, ritenendo che non possa avere effetti retroattivi rispetto alla data della sua entrata in vigore, in base al principio generale di irretroattività e non essendo espressamente previsto alcun effetto retroattivo della disciplina. Di conseguenza, la variante generale del 2002 deve considerarsi tuttora in regime di salvaguardia. Ciò significa che chi intende intervenire con progetti o piani attuativi dovrà rispettare i principi di salvaguardia. La scelta è volta a mantenere principi di tutela ambientale ed urbanistica del territorio". La legge regionale, che si configurava come favore a Paolo Berlusconi e come proditorio attacco alla città, viene 'congelata' dalla giunta monzese, con buona pace dei consiglieri urlatori del centrodestra. Urlatori che, negli scorsi giorni, il prefetto di Milano ha richiamato all'ordine con una lettera inviata a Rosario Montalbano, presidente del Consiglio comunale monzese. Lombardi ha ricordato che è “dovere di ciascun consigliere contribuire all’attività deliberativa in modo che essa risulti comunque possibile nell’interesse generale”. Conclude Faglia: "Mi auguro che il suo richiamo metta a fine allo sterile ostruzionismo dell’opposizione e permetta alla città di dotarsi finalmente di un nuovo piano urbanistico dopo 35 anni”. Me lo auguro anch'io, anche se sono abituato da tempo a non fidarmi più di una destra così.

postato da civati, 12:44 | link | commenti
regione, monza

martedì, agosto 01, 2006

Il salvataggio della peppola

Pochi minuti fa si è chiusa l'ultima seduta del Consiglio regionale prima della pausa agostana. Il vicepresidente Cipriano ha presieduto con serenità, nonostante il soprannome 'Cip' potesse essere scambiato per un "richiamo vivo" (cfr. i post precedenti). E la notizia è che le peppole (e i fringuelli e gli storni e le passere mattuge) sono al sicuro: non è stata votata la deroga alla caccia da appostamento, grazie all'ostruzionismo dei Verdi e alla collaborazione di alcuni consiglieri dell'Unione (non tutti, però, perché la caccia è tema che divide gli schieramenti). Si vocifera di un decreto del Governo nazionale che proibirebbe tutte le deroghe e sarebbe cosa buona e giusta. Equilibrato quest'anno l'intervento della Fata carabina, Viviana Beccalossi, mentre altri esponenti del centrodestra, iperfavorevoli alla caccia, hanno un po' esagerato. Ma tant'è: non ci saranno deroghe per la caccia e questa è, nonostante l'incredibile numero di ore passate in aula a discutere di questioni non certo decisive per le sorti della regione, una buona notizia.

postato da civati, 17:05 | link | commenti
regione

Da Lorenzago a Barcelona: l'incredibile svolta federalista della Cdl

Ma la devolution non è mai esistita? E il governo Berlusconi? E Calderoli, non è mai stato ministro? E il referendum, un mese fa, non lo abbiamo vinto largamente? Sono domande retoriche solo fino ad un certo punto: se si legge la stampa nazionale, in questi giorni, si nota un curioso rovesciamento delle posizioni. Formigoni difende la riforma del Titolo V della Costituzione, promossa dal centrosinistra, come se i cinque anni di governo del centrodestra non ci fossero stati. Si sente ripetere, da esponenti di An, di Forza Italia e financo della Lega (!), che bisogna ripartire da quella riforma, che forse è anche meglio di quella che il centrodestra ha fortemente voluto, fin dalla sede costituente di Lorenzago (un posto tremendo: su tutti i citofoni c’è il nome di Tremonti). E così dalla modifica della Costituzione devoluta al genepì si torna alla riforma dell’Ulivo. Formigoni, al solito, si spinge un po’ più in là, dichiarando che il ritardo nella modifica dello Statuto della Lombardia è stato determinato dal dibattito sulla devolution, che ha sospeso il giudizio in questi anni. Cose da non credere. Adesso il modello di Bossi è la Catalogna. Da tempo, propongo questa soluzione e mi fa piacere che i devoluzionisti di un tempo abbiano cambiato così profondamente idea. Dovrebbero sapere che la riforma dello Statuto della Catalogna è avvenuta in tre momenti: il primo, con la votazione dello Statuto nel Parlamento catalano; il secondo, con la votazione – e la correzione – di quel testo alle Cortes di Madrid; il terzo, infine, con il voto popolare, referendario, presso gli elettori catalani. E l’operazione è avvenuta tenendo conto del sistema delle autonomie nel suo complesso, perché il federalismo catalano potesse assurgere a modello per tutto il Paese. Da noi fa sorridere perciò che si mettano insieme Lombardia, Veneto e Sicilia (ma non era a Statuto speciale?) per mandare chissà quale segnale. L’epoca dei segnali è finita con un “Nooo” secco, quello con cui gli elettori a larga maggioranza hanno salutato per sempre, il 25 e 26 di giugno, la famigerata riforma costituzionale che la Cdl aveva presentato come la più importante delle sue riforme. Ora inizia la fase delle proposte serie in cui i fautori dell'atteggiamento bipartisan sono i benvenuti solo se di provata buona fede. Astenersi perditempo e devoluzionisti.

postato da civati, 16:24 | link | commenti
regione, la questione settentrionale

L'ennesima potenza del conflitto d'interessi

Il Giornale di Paolo Berlusconi sta, giorno dopo giorno, inanellando una serie di articoli (al solito, repleti di inesattezze) per promuovere la possibilità che Paolo Berlusconi costruisca a Monza sull'area della Cascinazza. Nel frattempo, mentre i rappresentanti del partito di Berlusconi producono strumenti legislativi ad hoc, gli esponenti locali del partito di Berlusconi (fratello di Paolo, proprietario de Il Giornale e della Cascinazza), a Monza, fanno di tutto per raggiungere lo stesso obiettivo. Vieni in mente un aneddoto di Michele Serra a proposito del Palazzo Durini, sito in via Durini, dove ovviamente alloggiava il conte Durini. La destra del conflitto di interessi all'ennesima potenza ripropone, a suo modo, lo stesso schema: quotidiano di Berlusconi, sostenitori di Berlusconi, palazzi di Berlusconi.

postato da civati, 08:59 | link | commenti (1)
regione, monza

A caccia di argomenti

Alle dieci di stamane inizia l'ultima seduta del Consiglio regionale prima della pausa estiva. I lavori proseguono nella discussione del Progetto di legge dedicato ai «richiami vivi» - un titolo che più che alle Orobie fa pensare ai Carpazi - ovvero agli uccellini come l'allodola, il tordo, la cesena e il merlo che vengono catturati - nel numero di 55.000 - per fungere da richiamo nei confronti dei loro simili perché i cacciatori appostati nei capanni possano colpirli. Ovviamente, si tratta di una legge in deroga alle direttive europee e alla stessa normativa venatoria, ma sembra che la Regione non ne possa fare a meno. Dovrebbero invece farla franca le ormai mitiche peppole, per cui la deroga quest'anno non dovrebbe nemmeno essere sottoposta al voto dell'aula, anche alla luce di un impegno preciso del Governo nazionale. Lo scopriremo tra qualche ora. Salvare più di mezzo milione di peppole e qualche centinaio di migliaia di fringuelli sarebbe certamente opera meritoria, anche se mi chiedo se è seria una discussione come questa che si svolge in piena crisi mediorientale, mentre a Roma si parla di indulto e missioni estere e immediatamente dopo l'episodio bipartisan della scorsa settimana, in cui in Consiglio - presente Formigoni - si è fatto l'elenco delle priorità e delle cose che servono ai lombardi. E poi però si è tornati immediatamente al tran tran regionale, alle prese con gli uccelletti in deroga. E' proprio vero: come dice il saggio, una peppola non fa primavera.

postato da civati, 08:41 | link | commenti
regione