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sabato, settembre 30, 2006 L'etimologia di Brera
Tensioni all'Accademia di Brera. Il progetto del trasferimento pressoché totale dell'Accademia alla Bovisa è al centro di una forte polemica tra la presidenza di Stefano Zecchi e il Consiglio accademico. Il 'piano', sostenuto dal precedente governo (e cioè dall'attuale sindaco Moratti), prevede l'insediamento dell'Accademia in una struttura ancora da realizzare nella nuova zona universitaria, dove ha già trovato sede la facoltà di Architettura. Il trasferimento, previsto inizialmente per il 2007 (!), ha incontrato l'opposizione degli insegnanti e degli studenti e le preoccupazioni del nuovo governo, che ha voluto chiarire alcuni passaggi a dir poco curiosi. Tra gli altri, ha chiesto di valutare le motivazioni per le quali l'Accademia si impegna a pagare un affitto di una struttura che non c'è ancora, anziché preoccuparsi di individuare una sede definitiva da acquistare. Gli stessi interrogativi riguardano Palazzo Citterio, che dovrebbe consentire, in Brera, un allargamento significativo della sede storica. In realtà è questione di 'braide', ovvero di spiazzi e di radure: 'braida' infatti è la parola di origine germanica che dà il nome all'Accademia e al quartiere. Da una parte uno 'spiazzo', quello in periferia, pronto per essere affittato ancor prima di essere edificato. Dall'altra il rischio di crearne uno nuovo, in centro, di spiazzo, e che si impoverisca la presenza culturale nel cuore di Milano, dove si amplierebbe la Pinacoteca, ma scomparirebbero gli studenti che popolano le sue strutture, spezzando un connubio difficile ma di grande importanza dal punto di vista culturale e formativo. Il Consiglio di amministrazione presieduto da Zecchi è in scadenza: farebbe bene ad evitare forzature e a lasciare a chi verrà dopo l'individuazione di una soluzione più adeguata ai problemi di spazio (e quindi di braida) dell'Accademia di Belle Arti più importante del Paese. postato da civati, 09:43 | link | commenti venerdì, settembre 29, 2006 La prossima legge Dopo l'incredibile discussione estiva della Legge urbanistica, la giunta regionale sta preparando un ulteriore intervento in modifica del testo vigente. Pare che ci sarà ancora una volta Monza e mi permetto di consigliare al governo regionale un testo definitivo sull'argomento Cascinazza: per arrivare senza troppi giri di parole al punto fondamentale. Il Progetto di Legge potrebbe chiamarsi "Modifiche alla legge 12/2005 e ulteriori modificazioni". L'articolato è quello che segue. Art. 1: Sull'area detta "della Cascinazza" sita nel territorio del Comune di Monza è possibile realizzare le volumetrie richieste dal proprietario, in deroga a qualsiasi strumento urbanistico vigente o adottato e a prescindere dalle indicazioni contenute nel Piano di coordinamento provinciale e nei Piani paesistici in vigore in Regione Lombardia. Art. 2: Nel caso di esondazione del Lambro nella suddetta area e in presenza di un allagamento degli edifici, il Comune di Monza è tenuto a sostenere le richieste risarcitorie dei residenti. Art. 3: La norma è da ritenersi conclusiva. La Giunta regionale si riserva di presentare altri provvedimenti ad hoc nel caso in cui il Comune di Monza dovesse escogitare altre forme di resistenza amministrativa al quadro normativo predisposto da anni da Regione Lombardia, finalizzato all'obiettivo di cui all'art. 1. [ovviamente si tratta di un 'falso': la storia recente ci ha insegnato però che la realtà supera la fantasia, per cui attrezziamoci...] postato da civati, 19:05 | link | commenti Chissà cosa ci sarà mai da festeggiare La politica regionale è il tempio della retorica fine a se stessa. Si prenda, ad esempio, il 2 ottobre, giorno in cui per la terza volta si celebra la festa dei nonni. Formigoni ne rivendica la primogenitura ed esalta il ruolo dei nonni nella famiglia e nella società. Ma la Regione cosa fa in concreto per gli anziani? I dati statistici dicono che i nonni lombardi vivono in una situazione di incertezza e difficoltà, basti considerare che il 61% degli over 65 nella ricca Lombardia percepisce una pensione inferiore ai 600 euro al mese. L’assistenza domiciliare nella nostra Regione, non copre più del 3% degli anziani, contro il 10% della Germania e il 20% della Gran Bretagna. I buoni sociali e sociosanitari di cui si vanta tanto la Regione vanno in tutto a 23.706 lombardi, su oltre 300 mila che ne avrebbero bisogno. Inoltre, se è vero che ci sono 53.000 posti letto nelle RSA, tutti sanno che le rette sono sempre più esose. Problema non risolto è quello della solitudine, che in Lombardia riguarda il 29% degli anziani e che dovrebbe essere affrontata con politiche innovative di socializzazione, di invecchiamento attivo, di prevenzione. Abbiamo chiesto, in Commissione, che nel Piano sociosanitario si tenga conto di questi dati. “Si parta da qui – ha dichiarato Ardemia Oriani - si stanzino risorse adeguate, si realizzi un Fondo per la non autosufficienza, si riorganizzino le cure primarie e della cronicità e si ricostruisca una rete di servizi integrati nel territorio capace di farsi carico degli anziani senza voce”. postato da civati, 14:23 | link | commenti giovedì, settembre 28, 2006 Se il sole scalda gli enti Finalmente un progetto come si deve per la promozione dell'energia solare presso gli enti pubblici. La giunta regionale ha recentemente approvato un bando per l'installazione di impianti a pannelli solari esteso alla produzione di tutte le altre fonti rinnovabili (come il mini eolico e il mini-idro) per incentivare gli enti pubblici all'autoproduzione di energia elettrica con uno stanziamento di circa 400 mila euro. Ovviamente non si tratta della giunta regionale della Lombardia, ma della Liguria. Il progetto è davvero interessante per promuovere la diffusione dell'energia alternativa presso gli enti locali, un'idea che mi sento di promuovere in tutto e per tutto. Mi adopererò perché in Lombardia si istituisca un fondo analogo, riservato agli enti locali. postato da civati, 16:07 | link | commenti mercoledì, settembre 27, 2006 Grande distribuzione, piccola politica Nella Regione del paghi due ti ritrovi tre, la Commissione Attività produttive del Consiglio regionale ha licenziato oggi pomeriggio il Piano triennale del Commercio. Si era parlato - lo ha ricordato Ardemia Oriani, consigliere DS - di crescita ad impatto zero e dello sviluppo qualitativo del settore ma nel Piano regionale si trova soltanto il risultato del numero esagerato dei permessi già dati alle Grandi strutture di vendita. "Queste ultime, commenta Ardemia, non vengono in alcun modo fermate né disincentivate, e quindi porteranno, sulla base delle domande accolte, ad un incremento totale di 784.748 mq, ben più alto dell’incremento 'sostenibile' di 400.000 mq previsto dal vecchio piano". Nell'Iperlombardia, cioè, i grandi punti vendita sono stati già realizzati e la norma interviene a cose fatte. Per di più, segnaliamo che nel provvedimento viene ridotto il ruolo di programmazione territoriale delle Province, i cui piani del commercio diventano non vincolanti. A Monza ne sappiamo qualcosa. Tra il Rondò e il pazzesco centro commerciale di Cinisello, abbiamo già provato sulla nostra pelle la capacità di programmazione della Regione Lombardia, all'insegna della tutela del territorio e del basso impatto ambientale. In Regione la distribuzione è sempre più grande, la politica sempre più piccola. postato da civati, 19:56 | link | commenti Pubblicità progresso? Milano, settembre 2006. Le mura spagnole tra Porta Vigentina e Porta Romana e oltre sono nascoste da qualche giorno da incredibili cartelli pubblicitari dalle dimensioni di sei metri per tre che a un conto frettoloso ci risultano essere 39 (trentanove). Uno scempio. Ci dicono che servono, i cartelloni pubblicitari, a finanziare il restauro delle stesse mura spagnole, ma la spiegazione non ci convince: perché non danno in comodato d'uso gratuito il Duomo o Sant'Ambrogio per ripulire la facciata? Di fronte agli incredibili voli sgarbiani sulla bellezza di Milano, questo è un bel modo per incominciare. Murando le mura con la pubblicità. In linea con Formigoni e i suoi incredibili cartelli (di cui abbiamo già parlato), la questione delle pubblicità sulle nostre strade sta diventando sempre più interessante. Ce ne occuperemo e in merito raccoglieremo le vostre segnalazioni. postato da civati, 17:59 | link | commenti (1) Risvegli Attesa per la Finanziaria del governo Prodi. Tutti chiedono attenzione ai ceti produttivi del Nord, ad investimenti per le infrastrutture, a un sostegno concreto alle politiche lombarde e, in generale, settentrionali. Immagino che lo stesso stiano facendo le regioni del Mezzogiorno (isole comprese), ma non è questo il punto. Credo sia meglio attendere la presentazione del testo con la proposta del governo e di sospendere fino ad allora il giudizio. L'invito è rivolto soprattutto a chi ha governato il Paese per cinque lunghi anni di cartolarizzazioni e di finanza creativa e che ora si accorge che ci vogliono più risorse per il Nord, per l'innovazione, per le autostrade, per la crescita del sistema produttivo. Su tutti, oltre all'immancabile Formigoni (che sull'argomento ha già dichiarato un miliardo di volte), il sindaco Moratti, che era al governo ma che ora non si spiega perché non ci siano finanziamenti per la grande Milano (ma lei, a Palazzo Chigi, cosa faceva?) e si arrabbia preventivamente con Prodi. A volte i risvegli, soprattutto se preceduti da sonni lunghi e ininterrotti, possono anche essere molto bruschi. postato da civati, 13:56 | link | commenti L'aria che tira Con i primi freddi, cambia anche l'aria che tira e si conclude la stagione degli inciuci veri o presunti della politica lombarda. Come ampiamente previsto su questo blog, tutto si risolve in una bolla di sapone. Moratti scrive una letteraccia a Prodi, in Regione si torna a un confronto più chiaro e deciso tra la destra e l'Unione, a Milano ci si cimenta con i problemi e non con i retro-pensieri. C'è anche qualcuno che non se ne è accorto, per la verità: si tratta di Nando Dalla Chiesa, che aveva denunciato il clima da baci perugina tra Moratti e Penati e dopo due settimane ha invitato alla festa milanese del suo partito Roberto Formigoni, per discutere insieme del progetto politico della Lombardia. Qualcuno ha commentato che dai baci perugina si è passati così ai ferrero rocher (il maggiordomo era l'esponente della Margherita). La verità è che non ci sono cioccolatini da regalare, ma tanta politica da fare. Come sta facendo chi a Milano si preoccupa di Metroweb, una vicenda indecorosa che fortunatamente la Giunta si è convinta a fermare su pressione di un'opposizione, quella di Davide Corritore, motivata e competente. postato da civati, 13:35 | link | commenti martedì, settembre 26, 2006 Il bello di San Vito Assente dal blog e libero dagli impegni regionali, mi sono ritirato qualche giorno a San Vito lo Capo, una spiaggia che è la quintessenza del Mediterraneo. Durante il mio soggiorno era in corso il Cous cous fest, una manifestazione che celebra il piatto locale, la sua tradizione e le sue ramificazioni nelle diverse regioni in cui ha trovato ospitalità. Il cous cous è una bella metafora per illustrare la questione dell'identità - spesso interpretata, a cominciare da Beck, ricorrendo a immagini gastronomiche: piatto base e 'sostrato' il cous cous si declina e raffina in molteplici direzioni: le modalità della sua preparazione di ancestrali origine e significato sono simili tra loro, eppure diverse, cambiando di volta in volta la grana e la dimensione, le spezie con cui lo si arricchisce e, appunto, gli ingredienti che lo completano, dal montone alle verdure, dal pollo al pesce (quest'ultimo, tipico di San Vito). Ecco allora che in questa piccola località del Trapanese è possibile riscoprire il significato del Mediterraneo, della sua vocazione e della sua cultura, che è fatta di tante culture diverse, eppure da una sola che da esse proviene. Secondo la tradizione il cous cous (l'etimo probabilmente è greco, per dire semola) sarebbe nato alla corte di Salomone per curare le sue pene d'amore per la regina di Saba e la conseguente inappetenza. Il cous cous parla di amore, di cura e di pace. E dalla sua 'patria', le terre del Maghreb (che in arabo vuol dire occidente, guarda un po'), il suo messaggio culinario sarebbe arrivato un po' ovunque. I pescatori trapanesi si piccano di essere andati loro a scoprirlo e di averlo impreziosito con gli elementi della propria terra, senza aspettare che il cous cous arrivasse per conto suo. E ne vanno fieri. Chi pensa che l'identità non cambi mai e non si trasformi (parlando ovviamente innanzitutto della propria), si sbaglia e dimentica un po' troppe cose. Un piatto di cous cous può essere utile a ricordargliene alcune. Anche questo è il bello di San Vito. postato da civati, 18:38 | link | commenti L'anno scorso a Marienbad Mentre si discute con incredibile ritardo del progetto di legge sulla lotta all'inquinamento, Formigoni indice la solita conferenza stampa per spiegare che si torna ai blocchi della domenica. Nella precedente aveva dichiarato che di blocco, quest'inverno, ce ne sarebbe stato solo uno. Si torna così alle stesse misure dello scorso anno, riproponendo così com'era l'ormai mitico piano di Zambetti, e annunciando per l'anno prossimo interventi rivoluzionari. Sembra di assistere alla proiezione di un film, con continui flash-back che inducono nello spettatore un'insistente sensazione di déjà-vu, le frasi vuote e ormai senza senso, in un contesto tra l'onirico e il surreale in cui gli stessi protagonisti sembrano smarrirsi. Fuori campo le voci dei cittadini, che ci ricordano che lo smog è un'emergenza e che i piani della Regione sono letteralmente inutili a fronteggiarla. Qualcosa ci dice che l'anno prossimo ci troveremo nella stessa situazione. Come a Marienbad, in un film di Resnais. postato da civati, 18:00 | link | commenti mercoledì, settembre 20, 2006 A Jesi splende il sole Il Comune marchigiano ha già promosso quanto da me auspicato con il primo Imby project di luglio e ne sono molto felice. Da un lancio di agenzia veniamo a sapere oggi che a Jesi sono stati stanziati "ben 250 mila euro per promuovere l'installazione di pannelli solari nelle abitazioni e nelle aziende della città. L'obiettivo del Comune sarà poi quello di costituire un gruppo di acquisto ed agevolare ulteriori sconti da parte dei fornitori. Saranno duplici pertanto i vantaggi per i cittadini e le aziende: innanzitutto, un impianto solare termico garantisce zero emissioni inquinanti contribuendo alla costruzione di una città più sostenibile e pulita, ma soprattutto assicura un risparmio energetico fino all'80% per la produzione di acqua calda, vale a dire una bolletta del 25% più 'leggera' in termini di spesa. Supponendo, ad esempio, un costo di 3000 euro per l'acquisto dell'impianto, una famiglia di quattro persone guadagnerà indicativamente una decina di euro l'anno durante il periodo di rimborso del mutuo, e successivamente, estinto il debito, attorno ai 550 euro annuali. Gli impianti saranno garantiti dieci anni, ma la durata media, in genere, è di oltre quindici anni senza alcuna manutenzione. In sostanza, il risparmio derivante dall'utilizzo di energia solare potrà essere destinato a rimborsare il prestito bancario, senza alcun aggravio di costi in quanto il Comune salderà la quota interessi. Attualmente, i pannelli solari e fotovoltaici sono installati in quattro scuole - la materna Kipling, le elementari Collodi e Perchi, la media Leopardi - e in quattro impianti sportivi: il palatriccoli, le piscine di via del Molino e della scuola Conti, e il polisportivo Cardinaletti". Ecco un modello da seguire. Il Comune investe direttamente sulle proprie strutture, individua meccanismi di finanziamento ulteriori rispetto a quelli già a disposizione dei privati, mette a disposizione i propri uffici per agevolare gli interventi e, addirittura, promuove una sorta di 'gas', di gruppo di acquisto per abbassare i costi di installazione degli impianti. Viva il modello Jesi. postato da civati, 17:57 | link | commenti (5) Cristo si è fermato a Otranto? Ieri, sulla Stampa, tra le tante citazioni inopportune di questi giorni, Pierferdinando Casini ha citato la Otranto del 1480, in cui ottocento idruntini affrontarono Ahmed Pascià e il martirio per non rinnegare la fede. Casini lo prende in considerazione come termine di riferimento del dibattito, ammettendo che non è molto politically correct, ma - sembra voler dire, quando ci vuole, ci vuole. Mi chiedo se siamo rimasti a Otranto o se qualche passo avanti è stato fatto e se è possibile dare messaggi più sereni. Nel frattempo, ci giunge la nota di Corsaro (non quello di Otranto, quello di Milano). Dice testualmente: "L'opposizione non è riuscita a trovare un accordo al suo interno sulle motivazioni per cui giustificare la sua solidarietà al Papa. Non si può equiparare chi attacca a chi è attaccato". Infatti è successo il contrario. E' stato Corsaro a non votare un testo altrimenti condiviso da tutti gli altri, da Rifondazione a Forza Italia, che mi ero preoccupato insieme ad altri di redigere. Se si fanno le citazioni, che almeno siano corrette... postato da civati, 17:16 | link | commenti I tre anelli e le tre mozioni Questa mattina è finita la brutta vicenda della mozione del Consiglio regionale che doveva esprimere unitariamente al Pontefice la solidarietà del mondo politico lombardo per gli attacchi subiti nei giorni scorsi in relazione alla lezione di Ratisbona. Ho cercato, nel post precedente, di raccontare la seduta di ieri. Stamane, alla fine, si è votato, con l'uscita dall'aula dell'Unione e la votazione da parte della maggioranza di tutti e tre i testi presentati. Massimo Corsaro estensore della mozione di AN è così passato da Veneziani a veneziano, dal presentarsi come un intellettuale della Destra ad assumere atteggiamenti tipici del 'venezia' dei campi di periferia: o si vota la mia mozione, o buco il pallone e vado via. Il risultato è un curioso e paradossale relativismo delle posizioni, per cui si votano tre testi diversi - soprattutto quello di An dagli altri due - e si manda un messaggio confuso alla comunità lombarda e allo stesso Pontefice. E' il primo caso in cui, per condannare le strumentalizzazioni, si strumentalizza ulteriormente, cercando di far passare il punto di vista di una parte, abbandonando con molta leggerezza un'espressione unitaria, che avrebbe dato senso e importanza al voto della mozione. Viene in mente la storia dei tre anelli del Decameron di Boccaccio e di Nathan il saggio di Lessing. Si tratta della domanda che Saladino rivolge a un saggio ebreo, chiedendogli quale sia la Legge vera tra quella di Mosè, quella di Gesù e quella di Maometto. E il saggio risponde con una favola, raccontando di un signore proprietario di un anello preziosissimo che, avendo tre figli e non volendo fare torto a nessuno di loro, prima di morire, chiede a un orafo di trarre due copie dall'originale, lasciando credere a tutti e tre di possedere quello vero. Scrive Boccaccio a mo' di conclusione: "Ciascuno la sua eredità, la sua vera Legge, e i suoi comandamenti si crede aver a fare; ma chi se l'abbia, come degli anelli, ancora ne pende la quistione". La questione è ancora sospesa, tra le grandi religioni e le questioni interculturali. Nel frattempo, la maggioranza del Consiglio regionale, che non ha ricevuto in dote i tre anelli, si lambicca con le tre mozioni. Mala tempora. postato da civati, 16:31 | link | commenti martedì, settembre 19, 2006 Mozione corsara
Primo Consiglio regionale dopo le ferie. Uno pensa: faranno sul serio. E invece no. Dopo aver approvato la legge sul mercato del lavoro, con il contributo migliorativo del centrosinistra, segnatamente dell'Ulivo, e un voto di astensione da parte nostra (rimane da capire come sono gestiti i finanziamenti della legge e non ci siamo fidati), si è passati a discutere un'innocua mozione di solidarietà al Vaticano per gli attacchi ricevuti da alcune frange del fanatismo islamico ed è successo il finimondo. An ha presentato un testo che sembrava un trattato sulla cultura islamica - in cui si affermavano cose molto curiose, alla Pera per intenderci -, la consigliere Dalmasso avanzava una proposta più moderata e più simile a una mozione, noi passavamo tutto il giorno a cercare un testo condiviso, con l'obiettivo di mettere d'accordo tutti e di non dividerci almeno su questo argomento così delicato. Forza Italia si diceva disponibile e dopo il taglia e cuci tipico del lavoro d'aula, è arrivato Corsaro a dire no per conto degli alleati nazionali. Dovete sapere che Corsaro ha un po' l'ambizione di rappresentare il pensiero della destra post fascista e di presentarsi come intellettuale di pregio. A fronte dell'ambizione, i risultati si sono rivelati molto scarsi. Grazie alla sua impuntatura è andata a finire che anche la Lega voleva optare per un testo più soft: alle 22 non c'era più il numero legale e siamo andati a casa. Senza votare la solidarietà e facendoci una figura a dir poco vergognosa, con i consiglieri del centrodestra che accorrevano da ogni pizzeria e ristorantino del quartiere, attardandosi un po' troppo: con buona pace di Ratzinger e della questione islamica. postato da civati, 23:32 | link | commenti domenica, settembre 17, 2006 Ratisbona
Di quello che ha argomentato Ratzinger a Ratisbona è stato scritto e detto già molto. Faccio notare soltanto due cose: il tono medievale della vicenda, a cominciare dalla location, e l'incredibile tentativo di essere più papista del Papa condotto non solo e non tanto da Berlusconi, quanto dall'ineffabile Pera, che ha scelto di difendere Ratzinger e di rilanciarne il messaggio anche dopo che il Vaticano aveva precisato e minimizzato il contenuto della riflessione sul Corano contenuta nella lezione tedesca. Lo zelo a volte è davvero eccessivo. postato da civati, 16:33 | link | commenti (4) sabato, settembre 16, 2006 La Provincia delle biciclette
Mi è capitato di recuperare un testo che avevo redatto per la campagna elettorale del 2004 (Provincia di Milano) in cui preconizzavo, se così si può dire, sia l'idea del Metrobosco dell'attuale amministrazione Penati, che l'idea di una Provincia delle biciclette. Scrivevo allora: «Come già prospettato in più di un’occasione è possibile immaginare un percorso che sappia unire le aree verdi del territorio brianzolo, con corridoi ecologici e percorsi ambientali attraverso i vari parchi briantei, che potranno essere raggiunti e percorsi grazie a una nuova rete di piste e percorsi ciclabili. La nostra è una Provincia delle biciclette per definizione e qui la viabilità alternativa, oltre che una necessità, è un tema molto caro ai cittadini. Dal Parco di Monza alle Groane, dal Grugnotorto al Curone, la Brianza è verde e va rilanciata questa sua caratteristica che ne costituisce una delle principali ricchezze». Bene, l'idea per la Brianza rimane sempre valida, anche perché - se è vero che tante amministrazioni si sono dotate di una vera e propria rete ciclabile, a cominciare da Monza - il problema rimane il collegamento tra città e città e la messa in sicurezza dei percorsi intercomunali. Clamoroso il caso della pista ciclabile che da Vimercate porta ad Arcore: al confine con Arcore, infatti, la pista non prosegue e si interrompe, costringendo il ciclista a tornare nella carreggiata delle auto. Colpisce invece che a Lodi la questione della Provincia delle biciclette sia diventato un vero e proprio indirizzo strategico dell'amministrazione provinciale, che ha un obiettivo ambizioso: costruire una rete ciclabile superiore a quella viaria aperta al traffico automobilistico, attraverso percorsi separati e quindi protetti e perfettamente sicuri. Così si fa. postato da civati, 14:20 | link | commenti (2) La fiera assenza della Regione
Non credo che sia mai successo che, a un'inaugurazione o a un taglio del nastro, mancasse un rappresentante della Regione Lombardia, ma - anche in questo caso - c'è sempre una prima volta. E' accaduto oggi in occasione della presentazione della Mia alla Fiera di Monza. Dal Pirellone non si è fatto vedere nessuno. Non si tratta, ovviamente, di una scelta ispirata a ritrosia o alla volontà di non apparire: sarebbe contraria, come filosofia, al formigonismo iperpresenzialista degli ultimi anni. Il motivo è tutto politico. La Regione Lombardia da tempo evita di impegnarsi per la realizzazione della nuova Fiera di Monza. Nel Collegio di vigilanza dell'accordo di programma del Rondò dei Pini, nell'ultima riunione, il rappresentante della Regione ha chiesto che la Fiera, che troverà sede nell'area dell'ex-Caserma IV novembre - non fosse inserita nel pacchetto di interventi previsto dalla nuova edizione dell'accordo tra Comune e Regione. E questo ci aveva molto insospettito. Ma oggi il fatto che nessuno ci fosse, conferma che la nuova Fiera di Monza, attualmente alloggiata in spazi non certo consoni lungo viale delle Industrie, non è una priorità della Regione Lombardia, nonostante sia uno dei punti qualificanti della nuova Provincia di Monza che la stessa Regione - a parole - sostiene di promuovere con tutte le proprie forze. Anche il presidente dell'Ente fiera, Visconti, nel suo discorso inaugurale di stamattina ha duramente condannato l'atteggiamento della Regione. Sempre pronta ad occuparsi di Monza - vedi Cascinazza, viale Lombardia, autodromo - ma non per risolvere i problemi: per crearne di nuovi. postato da civati, 14:06 | link | commenti venerdì, settembre 15, 2006 Avviso ai naviganti Lo so. Piove. A secchi. Ma la Festa va avanti lo stesso. Al coperto. Cercando di non perdere nemmeno un momento per fare politica, partecipare alle manifestazioni in programma, cenare e brindare insieme. Vi aspettiamo su www.salamella.it e alla Festa dell'Unità di Monza, in via Borgazzi, presso l'area TPM. Portate amici e, ove possibile, un po' di bel tempo... postato da civati, 16:10 | link | commenti Il topolino federalista Formigoni in pompa magna ha illustrato alla stampa stamane il proprio piano per il federalismo, presentato con l'ampolloso titolo "Documento di indirizzo per l'avvio del procedimento di individuazione di ulteriori forme e di condizioni particolari di autonomia per Regione Lombardia ai sensi degli artt. 116, 117 e 119 della Costituzione". Com'era prevedibile si tratta di un documento di indirizzo molto vago, che in qualche cartella si limita a chiedere maggiori poteri alle Regioni in tutti i campi dell'amministrazione pubblica, dagli aeroporti all'amata sanità, dai giudici di pace alle infrastrutture, dall'energia alla sicurezza. Una specie di devolution leggera, light, che rinvia a una "più articolata e dettagliata Piattaforma" con la P ovviamente maiuscola, in cui Formigoni promette che chiarirà quello che intende per federalismo. "Il Consiglio regionale sarà protagonista in ogni fase del percorso" assicura il testo di Formigoni: ci si chiede se Formigoni, che il Consiglio lo ha sempre snobbato, abbia cambiato idea e se per l'occasione il Consiglio, appunto, sarà "protagonista" anche della redazione del nuovo Statuto, che si attende da tempo immemorabile. Insomma, non mi fido. Pensavo che il dibattito sul federalismo partisse dal Consiglio, non da una conferenza stampa di Formigoni. Speravo che si iniziasse a parlare di federalismo fiscale, innanzitutto, e non da un'enciclopedica rassegna di competenze e attribuzioni. Credevo che l'embrassons-nous di luglio desse luogo a scelte concrete. Per ora, al solito, mi tocca aspettare. La montagna della retorica autonomista ha prodotto un microscopico topolino federalista. postato da civati, 15:29 | link | commenti giovedì, settembre 14, 2006 La villa di Arcore No, non mi riferisco alla villa San Martino. Sto parlando della villa Borromeo, al centro del dibattito della cittadina arcorese ormai da decenni, che torna alla ribalta delle cronache grazie all'impegno dell'associazione Villa d'Arcore. La villa è bellissima e andrebbe restituita alla città e alla Brianza con un progetto di alto profilo culturale: il mio sostegno all'iniziativa di questi cittadini arcoresi è perciò incondizionato e farò di tutto per essere utile alla causa. Ma, come sempre, c'è dell'altro. Ci sono ad esempio le scuderie, collocate all'ingresso del parco della Villa, nel centro della città. Scuderie che avrebbero dovuto ospitare la fondazione Arte in gioco, un progetto di qualità elaborato dalle giunte dell'Ulivo e ribadito in campagna elettorale che sembra non essere considerato dalla nuova amministrazione della destra, che preferisce utilizzare gli spazi in altro modo, senza quella vocazione culturale e ambientale che essi evidentemente hanno. Chi dice che destra e sinistra sono uguali, pensi alla cultura e faccia un giro ad Arcore, con visita alla sua villa. postato da civati, 17:25 | link | commenti mercoledì, settembre 13, 2006 Se Milano fosse Berlino. Ma anche Lione... Domani parte in Lombardia la settimana della mobilità sostenibile, con particolare riguardo alla ciclabilità. Tante iniziative promosse dall'associazione Fiab, in collaborazione con le istituzioni e con l'associazionismo locale. Un'iniziativa che ci piace e che sosteniamo volentieri, pensando però a come sarebbe Milano se fosse come Lione o come Berlino. A Lione è attivo a livello metropolitano il servizio Velo'v, un servizio di noleggio biciclette molto diffuso sul territorio, gestito dalla società che si occupa del servizio di affissioni e di pubblicità per Lione e la sua area. A Berlino (ma anche a Monaco, Stoccarda, Francoforte), invece, sono le ferrovie (DB) a presentare un bike-sharing denominato Call a bike in cui si può prelevare una bicicletta registrando il proprio noleggio via telefonino e depositandola dove si vuole, nei pressi delle vie e degli incroci maggiormente frequentati. Il sito descrive, in tedesco, la semplicità dell'operazione grazie a un filmato che vi consiglio di visionare. Oppure, la mitica Bolzano, dove più del 20% del traffico è ciclistico (!) e dove esistono piste, segnaletica dedicata, servizi di noleggio e stazioni per la bicicletta e, addirittura, una guida della rete ciclabile simile a quella che da noi descrive le metropolitane. A Milano, sarebbe bello fosse fatto qualcosa di simile. Per questa settimana della mobilità, come sempre, cercheremo di arrangiarci. postato da civati, 19:41 | link | commenti martedì, settembre 12, 2006 La Regione Tlon e le leggi seriali "Es clásico el ejemplo de un umbral que perduró mientras lo visitaba un mendigo y que se perdió de vista a su muerte. A veces unos pájaros, un caballo, han salvado las ruinas de un anfiteatro". Così scrive Borges in Finzioni descrivendo il pianeta Tlon. Un pianeta particolare sul quale, tra l'altro, le cose si cancellano quando la gente se le dimentica, spiega Borges nelle righe precedenti a questo passo bellissimo. Ora, in Regione Lombardia succede qualcosa di analogo. Anche se al rovescio. Si fanno ad esempio leggi ad hoc che tengono in vita contenziosi o che, fingendo di risolvere un problema generale, finiscono con il risolvere soltanto un problema, privato e personale quant'altri mai. E' il caso della Cascinazza e del lungo serial di leggi e leggine regionali che se ne occupano. Tenendo in vita il problema e impedendo di risolverlo. L'ultimo episodio riguarda il ricorso alla Corte costituzionale che il governo ha deliberato nell'ultima riunione del Consiglio dei Ministri. Oggi Formigoni interviene definendo illegittimo il ricorso e sostenendo la validità di una legge che accorcia i tempi delle salvaguardie, sostiene, per aiutare i cittadini e snellire la burocrazia. Ovviamente, non è vero. Nel senso che non di generiche burocrazie si tratta, ma dei piani urbanistici del solo Comune di Monza. Nel senso che non si aiutano i cittadini intesi nel loro complesso, ma un solo cittadino, che - ma è certamente un caso - si chiama Paolo Berlusconi. Nel senso che la legge interviene su di una norma già modificata lo scorso anno, con l'introduzione del PGT, ovvero del Piano di governo del territorio, che guarda un po' non prevede più il regime delle salvaguardie. La legge di quest'anno, perciò, modifica una norma che ha solo senso verso il passato, che è soltanto retroattiva, che non ha più ragione di esistere. Proprio come a Tlon: la Regione tiene in vita una questione esattamente come nel racconto di Borges gli uccelli e, a volte un solo cavallo, hanno tenuto in vita le rovine di un anfiteatro. In Borges si trattava di percezioni, qui di leggine. Ma il senso è lo stesso. Mi sono permesso allora di rispondere a Formigoni - pensando a Borges e rovesciando lo schema Tlon, quanto segue: “Se non ci fossero Monza e la Cascinazza, questa legge non esisterebbe”. Proprio come sul pianeta Tlon. postato da civati, 19:14 | link | commenti Questa sera si parla di Regione
Molti si chiedono e mi chiedono: cosa si fa in Regione, di cosa si discute... e l'Unione la fa l'opposizione a Formigoni? Per rispondere a questa e altre domande, questa sera, alle ore 21, alla ormai mitica Festa dell'Unità di Monza (per info: www.salamella.it), con Mario Agostinelli, capogruppo di Rifondazione comunista, parleremo della Regione Lombardia, del nostro lavoro di consiglieri, delle sfide passate e di quelle a venire e dello strano trattamento che la Regione riserva a Monza. Negli ultimi mesi, in Consiglio regionale si è parlato di autodromo, di Cascinazza, di viale Lombardia: lo faremo anche stasera, cercando di spiegare il perché di un'attenzione così grande verso la nostra città. Vi aspettiamo. postato da civati, 09:27 | link | commenti Cento giorni...
Ringrazio Alberto Biraghi per avermi invitato alla prima trasmissione della OMB Tv, la televisione telematica di Onemoreblog, e rinvio al link per chi volesse ascoltare il dibattito che ho avuto il piacere di intrattenere con Davide Corritore, Carlo Fidanza e Pasquale Salvatore sui primi 100 giorni del sindaco Moratti. Clicca qui per il filmato. postato da civati, 01:23 | link | commenti lunedì, settembre 11, 2006 Se si accende la Festa
Si è conclusa con un buon successo di pubblico e, come si suol dire, di critica la prima settimana della Festa dell'Unità di Monza. La nuova area della TPM, fino a martedì scorso in disuso e rimessa a disposizione della città proprio grazie alla Festa dell'Unità, è stata scoperta da migliaia di visitatori, che hanno potuto cenare e passeggiare inaugurando, è proprio il caso di dirlo, gli spazi che sarebbero dovuti essere destinati ai pullman del trasporto pubblico locale. La curiosità dei cittadini è stata soddisfatta anche dalla mostra sulle realizzazioni dell'amministrazione Faglia, numerose e in gran parte completate, il miglior viatico verso la vittoria elettorale nel 2007, quando si rinnoverà il governo della città. Questa sera arriva Filippo Penati e domenica ci sarà l'incontro tra Michele Faglia e la cittadinanza: ogni sera, buona cucina, spettacoli, dibattiti, per raccontare una città diversa da quella che avevamo trovato nel 2002. Proprio come l'area TPM: finalmente aperta ed accessibile e, insomma, più bella. postato da civati, 10:39 | link | commenti Roma magica
Leggere le cronache e i resoconti della Notte bianca romana, con quell'atmosfera di magia e di mistero che solo Roma sa regalare (mitici i trampolieri giraffa ai Fori imperiali) provoca invidia e però fa ben sperare. Perché il messaggio che da Roma proviene è che le città possono vivere e - non solo semel in anno - presentare di sé un volto diverso, grazie alla creatività degli artisti e degli amministratori che hanno saputo coinvolgerli in un progetto capace di rivolgersi a tutti, senza distinzioni (oltretutto gratuitamente). Una nota minima mi ha fatto sorridere: il coinvolgimento di Geronimo Stilton e dei piccoli giornalisti dell'Eco del roditore. Un'idea che avevo proposto a Monza e che forse - me lo auguro - verrà realizzata a Vimercate. Nella Notte bianca anche gli amministratori si sentono meno soli... postato da civati, 10:24 | link | commenti sabato, settembre 09, 2006 Cascinazza: ricorso del Governo Prodi
Nella riunione del Consiglio dei Ministri di ieri, il Governo Prodi ha deliberato di ricorrere alla Corte costituzionale impugnando la legge regionale urbanistica approvata all'inizio di luglio del 2006 per quanto riguarda l'articolo che riguarda Monza. Le motivazioni sollevano l'incostituzionalità dell'articolo 1 lettera h, che interviene dal punto di vista normativo su di una norma già modificata dalla stessa Regione solo un anno prima. Con l'introduzione del Piano di governo del territorio che supera l'esperienza dei Piani regolatori la Regione aveva infatti modificato completamente il regime delle salvaguardie nel 2005. Nel 2006 era tornata sull'argomento, ridefinendo le salvaguardie per i Piani regolatori, già superati e sostituiti. La norma finiva - guarda caso - con il riguardare solo Monza e l'affaire Berlusconi (Paolo), come è stato riconosciuto dallo stesso gruppo di Forza Italia in aula e come noi abbiamo più volte sostenuto, in questa e altre sedi. Il mio commento riportato dal Corriere recita: «Avevamo denunciato il carattere del tutto strumentale di una leggina ad hoc per fermare l'amministrazione monzese, una forzatura con l'evidente scopo di favorire l'edificazione di un'area di pregio ambientale». La risposta di Formigoni è la seguente: «Il nostro è invece un provvedimento che tutela il cittadino dallo strapotere di troppe burocrazie, che con i loro ritardi e le loro lungaggini violano i diritti dei cittadini stessi». Formigoni ha ragione, ma deve passare dal plurale al singolare: il suo è un provvedimento che tutela un cittadino. E non si tratta di elefantiache burocrazie, ma di Piani che un Comune legittimamente può assumere. A meno di non trovarsi nella Lombardia di Formigoni. postato da civati, 11:21 | link | commenti venerdì, settembre 08, 2006 Quando la politica funziona
Fibra ottica, banda larga, internet veloce, senza fili, accessibile a tutti i cittadini dell'area metropolitana. Rete di fibre ottiche e punti hotspot per lanciare la connettività in banda larga verso l'area metropolitana estesa: il caso Metroweb, che rischiava di essere ceduta ad un fondo azionario, e che potrebbe invece vedere una comproprietà strategica tra Comune e Provincia di Milano, rappresenta la vera novità della politica milanese degli ultimi tempi. Gran parte del merito va, guarda un po', a Davide Corritore, consigliere comunale di cui spesso si è parlato in queste pagine, che ha guidato l'opposizione contro la scelta speculativa indicando una soluzione diversa. Nemico giurato degli inciuci e degli accordi sottobanco, degli embrassons-nous e dei pasticci ben noti alla politica italiana (e regionale), Davide crede nella collaborazione delle istituzioni e nella possibilità che cooperino alla luce del sole, per dimostrare che la politica, quando funziona, è molto utile a tutti. Il tema, poi, è uno dei miei preferiti: da tempo denuncio la Regione a 56k, incapace di dotarsi sia di infrastrutture tradizionali che di autostrade informatiche, da tempo chiedo che l'Unione dia a questo tema la rilevanza che si merita. La vicenda Metroweb potrebbe essere, insieme al lavoro mantovano di Teanet, un segnale importante. Avanti così, caro Davide. postato da civati, 11:17 | link | commenti (2) Meglio i cioccolatini dei cioccolatai
Filippo Penati è contestato dai vertici della politica milanese di centrosinistra per avere assunto, dice qualcuno, un atteggiamento da Baci Perugina nei confronti del sindaco Moratti, accolta calorosamente alla Festa dell'Unità. Dico subito che trovo fuori misura l'accusa nei confronti del presidente della Provincia. Se è vero che i modi sono gentili, le ragioni della nostra parte sono sostenute con vigore, sia per quanto riguarda il ticket, che Penati pretende sia molto diverso da quello finora prospettato dal sindaco, sia per quanto riguarda le iniziative da assumere di concerto. Penso a Metroweb, che anziché andare a un fondo azionario, sarà probabilmente acquistata da Asam e cioè dalla Provincia di Milano, in un'ottica di estensione del servizio invece che di speculazione finanziaria com'era inizialmente. Nessuna soggezione, ma un rapporto di confronto politico e istituzionale. Quanto ai Baci Perugina, pensando alla recente campagna elettorale milanese, è il caso di dire che a volte sono meglio i cioccolatini dei cioccolatai. postato da civati, 10:33 | link | commenti (3) mercoledì, settembre 06, 2006 A Mantova suona la banda (larga) I mantovani celebrano in questi giorni la decima edizione del Festivaletteratura e da oggi hanno un motivo in più per festeggiare. Una nota di agenzia ci informa che il Comune di Mantova, insieme a Teanet, la societa' della multiutility Tea che si occupa della realizzazione di reti e servizi di telecomunicazioni, e a Ericsson, ha realizzato un progetto grazie al quale i cittadini mantovani potranno navigare in internet con una connessione a banda larga. La rete si estende per 90 chilometri nel territorio cittadino e permette di collegare enti pubblici, cittadini e imprese ad alta velocità. I servizi sono già disponibili per 3.000 utenze, e si prevede che si possano raggiungere le 12.000 entro la fine dell'anno. La seconda fase del progetto prevede l'estensione dei servizi a larga banda ai comuni limitrofi dell'area metropolitana di Mantova. L'obiettivo è - anche grazie al wi-fi - quello di abbattere il digital divide delle aree rurali. Un modello che la Regione dovrebbe avere in grande considerazione, come non ci stancheremo mai di ripetere. postato da civati, 18:16 | link | commenti Per far la pizza, ci vuol la bufala L'opposizione a Monza è nota per avere banchettato in Consiglio comunale mangiando la pizza in aula direttamente dal cartone. Potevamo immaginare che la mozzarella fosse di bufala e oggi ne abbiamo conferma. Abbiamo infatti letto dell'ennesima falsità che Forza Italia diffonde in città, a cui vale la pena di rispondere solo per dovere di cronaca. Il partito di Silvio (e Paolo) Berlusconi sostiene che l’amministrazione Faglia vuole realizzare una discarica su via Fermi (viale delle Industrie), nelle prossimità del centro Rosmini e della Cascinazza (il vero motivo per cui Forza Italia se ne preoccupa). Come al solito, si tratta di una pura e semplice bugia. Il Pgt prevede soltanto la possibilità che su una postato da civati, 17:54 | link | commenti Alla Festa di Lecco, il segreto di Alex La Festa dell'Unità di Monza è partita molto bene e l'area Tpm appena inaugurata è stata invasa, ieri sera, da centinaia di visitatori. Domani sera, mi toccherà 'bigiare' per recarmi alla Festa dell'Unità di Lecco, che si tiene presso la Fiera di Osnago, dove presenterò Il segreto di Alex, alle ore 21. Vi aspetto. postato da civati, 17:16 | link | commenti martedì, settembre 05, 2006 La Festa della Monza che cambia
Stasera si parte: inizia la Festa dell'Unità di Monza. Ci ritroviamo presso l'area Tpm, via Borgazzi, in una zona produttiva storica per la nostra città. Le informazioni le trovate sul sito www.salamella.it. Una sola annotazione aggiuntiva: la Festa è concepita come prima occasione di dibattito, di confronto e, perché no, di propaganda verso le elezioni comunali del 2007. Partiamo per tempo, per sostenere la candidatura di Michele Faglia con rinnovato slancio e voglia di fare e con l'occasione di approfondire i temi del governo cittadino. Ogni sera, alla Festa, un tema verrà illustrato dalla viva voce dei protagonisti, con la possibilità di una discussione aperta e libera. Che fa bene a tutti. Vi aspettiamo. postato da civati, 09:05 | link | commenti Milano ne ha bisogno
E' sempre un piacere discutere con Davide Corritore, soprattutto quando si ha l'occasione di farlo alla Festa dell'Unità di Milano, parlando della città della sconfitta del maggio scorso, in cui però le possibilità di fare politica restano molte e di grande significato. Davide lo ha capito ed è già intervenuto con grande efficacia sul tema Metroweb e sull'incredibile proposta di privatizzazione e di cessione a un fondo azionario che Aem ha finora sostenuto. Abbiamo parlato di riforma elettorale (fondamentale), della necessità di dare più sostanza e unitarietà alle argomentazioni che l'Unione porta all'attenzione del dibattito politico milanese e lombardo (si pensi ai ticket), dell'importanza di non dimenticare le primarie e la loro carica di democrazia e di entusiasmo. Con Davide ci ritroveremo presto. E chissà se non nascerà qualcosa di nuovo e di bello per Milano e per la Lombardia. postato da civati, 08:58 | link | commenti (1) Non solo ticket
Al sindaco Moratti va riconosciuto il merito di avere introdotto, prepotentemente, il tema dell'inquinamento delle auto e di avere cercato di formulare una proposta in tempi rapidi. Ora, però, è il caso di precisare meglio questo proposta, a meno di non voler introdurre una semplice tassa d'ingresso a Milano, che non è esattamente il modo migliore per contrastare l'uso dell'auto e per ridurre l'inquinamento (tutt'al più è uno strumento formidabile per fare cassa). Con Marco Cipriano, abbiamo riproposto il pacchetto di soluzioni che il nostro gruppo aveva presentato quasi un anno fa. Per combattere lo smog Milano non può limitarsi a strumenti punitivi che finirebbero per penalizzare chi sceglie l’auto perché non ha alternative. Occorre piuttosto introdurre un meccanismo di incentivi e disincentivi, favorendo il trasporto pubblico e collettivo, come non si è fatto finora per precisa scelta politica. Noi abbiamo proposto l’attivazione di un vero e proprio bonus per chi sceglie di lasciare l’auto in parcheggio e di utilizzare i mezzi pubblici, sotto forma di forti sconti per i parcheggi di corrispondenza e di una tariffa unica che comprenda parcheggio e biglietto del mezzo pubblico. Abbiamo proposto inoltre che le politiche del traffico siano modulari, con ticket d’ingresso che scattano quando gli inquinanti rimangono sopra la soglia per più di tre giorni. È una scansione di interventi già sperimentata dalla città di Bolzano, ed esistono le tecnologie per applicarla a Milano con l’introduzione di una tariffa modulare per regolare gli accessi, plausibilmente limitandola all’area interna alla circonvallazione. Non si può eludere infatti una questione importante, e cioè che i mezzi pubblici sono capillari solo all’interno di quella zona. Lo strumento ticket è utile e delicato ed è troppo importante valutarlo bene per evitare di percorrere una strada sbagliata. Non si sprechi un’occasione così decisiva per Milano, la sua Provincia e per la lotta all’inquinamento. Ci auguriamo che Moratti e Croci ascoltino le proposte alternative e che non si concedano imposizioni e decisioni dall'alto. Sarebbe una prova di maturità politica. postato da civati, 08:52 | link | commenti domenica, settembre 03, 2006 Il pullman della vittoria
Mentre prosegue con una straordinaria partecipazione la Festa dell'Unità milanese al PalaMazda, fervono i preparativi per la Festa monzese, che partirà martedì 5 settembre. Pronte le cucine di ristorante e griglieria, si stanno perfezionando i lavori presso lo stand di Sinistra giovanile e del Piano bar. In allestimento anche uno straordinario campetto da calcio, subito ribattezzato Piccolo Meazza dal momento che - incredibile, ma vero - le zolle provengono direttamente dal campo di San Siro. Qualcuno scherzando dice che se a Milano c'è l'Atm, storico locale ricavato in una stazione dei pullman, a Monza si inaugura il Tpm, recuperando finalmente i capannoni 'inventati' dalla precedente amministrazione e rimasti inutilizzati. Un'area bella e centrale che - fino al definitivo trasferimento della società di trasporto pubblico - potrà essere aperta alla cittadinanza, grazie all'intervento del nostro partito. Un motivo in più per festeggiare e per far partire, dalla Tpm appunto, il pullman verso la vittoria elettorale del 2007. Per farlo, come sempre, abbiamo bisogno delle tante persone che stanno lavorando in questi giorni per preparare la festa e dei visitatori che vorranno prendervi parte. Perché il viaggio possa continuare... postato da civati, 17:07 | link | commenti |