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giovedì, novembre 30, 2006

Solidarietà a Beccalossi

L'abbiamo presa in giro qualche ora fa per l'iniziativa natalizia di gusto elettorale ed è giusto farle pervenire i sensi della nostra solidarietà per le minacce ricevute. Viviana Beccalossi le ha trovate ieri sulla porta di casa: un fatto grave che condanniamo. A Brescia da qualche mese si respira un clima pesante anche nei confronti del sindaco, il caro amico Paolo Corsini, anche lui da tempo sotto scorta per lo stesso motivo. Entrambi hanno tutta la nostra solidarietà.

postato da civati, 14:58 | link | commenti
regione

Gendex: il sito

Un sito internet racconta la grave vicenda della Gendex Dental Systems di Cusano, di cui abbiamo parlato ieri. Lo segnalo a tutti: www.xraydental.com. Sono cose che non dovrebbero capitare, non qui, non in Lombardia.

postato da civati, 12:47 | link | commenti (1)
regione

Sotto l'albero, il cesto elettorale

Viviana Beccalossi, la Fata Carabina di An, ne ha combinata un'altra delle sue. Riposta la doppietta per cui è famosa, ha deciso di occuparsi con il dovuto anticipo del Natale. Nelle edicole - tirato in 500.000 copie (!) e allegato ad alcuni magazine - i lombardi hanno trovato questa mattina uno straordinario pezzo di propaganda, presentato come dossier (le parole sono importanti), dal titolo: "La Lombardia sotto l'albero". E sotto l'albero, tra i "prodotti tipici nel cesto di Natale", chi troviamo? Troppo facile: l'assessore Beccalossi. In prima pagina, in seconda, e poi, ancora, nelle pagine interne. 500.000 Viviane natalizie. Per promuovere l'enogastronomia lombarda, Beccalossi compare con un bicchiere di bianco e in una sorta di elegante costume tradizionale (anche se Gadda acutamente ebbe a notare che la Lombardia ne è sprovvista). Nel titolo del primo servizio compaiono i "buoni sapori" e per un attimo abbiamo temuto si trattasse di qualcosa di simile ai "buoni scuola". Tra un Formai de Mut e un Provolone dop, tra una Pera Mantovana e un Salame d'oca di Mortara, un bel messaggio elettorale, che ci siamo 'sforzati' di leggere attentamente, con la persistente impressione di essere presi per 'scimudin'. Attenti: nel cotechino, la notte di San Silvestro, potrebbero essere rinvenuti dei santini. Non preoccupatevi, però: li avrà lasciati Viviana. L'assessore dop.

postato da civati, 11:53 | link | commenti
regione

Una storia vera?

Ve lo ricordate il tosaerba che, in un film di Lynch, veniva guidato per cinquecento miglia, da Laurens (Iowa) a Mount Zion (Wisconsin), da un anziano signore che voleva fare visita ad un fratello ammalato, dopo anni che i due nemmeno si vedevano? Bene, il film che si chiamava Una storia vera (in inglese, per la verità, straight, semplice, lineare) mi è tornato alla mente mentre ieri, in aula, si discuteva della nuova legge sull'inquinamento. Un po' perché proprio sui veicoli agricoli ci si è incartati per ore, perché a un certo punto anche quelli che inquinano di brutto sono stati resuscitati da un emendamento sbarazzino (e il tosaerba di Lynch poteva tornare a viaggiare). Un po' perché il relatore della legge ha un cognome cinematografico (Moretti, che poteva condurmi anche, visto il protagonismo dei trattori, ad altro titolo: tipo La messe è finita). Ma anche perché l'augurio e la preoccupazione riguarda proprio il fatto che, proprio a partire dall'approvazione della legge, si possa finalmente iniziare a parlare di "una storia vera" e a combattere l'inquinamento in una delle regioni più inquinate del pianeta. Nella legge, da noi fortemente voluta ma approvata in una versione molto più debole della nostra proposta originaria, sono contenuti principi importanti: l'estensione della cosiddetta area critica a tutto il territorio regionale, la necessità di una concertazione vera con gli enti locali, una tassa di scopo sulle cave, la programmazione e la verifica annuale affidata al Consiglio regionale. In più, sono richiamati tutti i punti fondamentali del dibattito: la certificazione ambientale degli edifici, la promozione della mobilità ciclistica, l'improrogabilità di un rilancio del trasporto pubblico locale e ferroviario, il sostegno alle fonti rinnovabili e alle campagne per il risparmio energetico. Si tratta di indicazioni sacrosante, a cui manca una sola cosa: le risorse. Verificheremo nei prossimi mesi se quella di cui stiamo parlando è una storia vera o soltanto l'ennesima legge tanto ben fatta quanto poco applicata.

postato da civati, 00:33 | link | commenti
regione

mercoledì, novembre 29, 2006

La Madonna del Fonte (a volte sì, a Volte no)

Si chiama così il santuario di Caravaggio. Lì, di fonti e fontanili, ce ne sono tanti. Fanno parte della nostra storia. Una storia in gran parte perduta della pianura padana e della nostra Lombardia. Una storia che la Regione riconosce con la solita enfasi, addirittura in un testo di legge: si tratta della Legge Regionale n. 7 del 16 giugno 2003, Norme in materia di bonifica e irrigazione, e in particolare dell'articolo 14 dedicato esplicitamente al "Progetto fontanili". Nel testo si legge: "Ai fini della salvaguardia del sistema dei fontanili e dei colatori, in quanto componente essenziale dell'ambiente e del paesaggio nonché fattore indispensabile per il risparmio idrico, la Giunta regionale predispone un apposito progetto fontanili finalizzato alla loro conservazione e valorizzazione". Uno poi pensa che la Regione faccia rispettare le proprie leggi. E, invece, "invece no". Infatti, nella redazione del Piano cave della Provincia di Bergamo è prevista una bella cava, proprio a Caravaggio, proprio dove ci sono quei fontanili "componente essenziale dell'ambiente e del paesaggio". E c'è di più. La cava prevista dalla Provincia di Bergamo - che si è sbizzarrita: sono sette i nuovi ambiti di escavazione - è di 2 milioni di metri cubi. E la Giunta regionale cosa fa? Anziché rispettare la (propria) Legge regionale, aggiunge un altro milione. Nei pressi della Cascina Volte, che si chiama così, perché a volte la legge si rispetta, a Volte no.

postato da civati, 17:57 | link | commenti
regione

Treni e lamentazioni

"Treno: canto funereo in tono di lamento. Treni si dicono pure i canti di Geremia sulla distruzione di Gerusalemme, sulle stragi e sulla cattività degli ebrei, altrimenti appellati Lamentazioni". E' così che si presenta il sistema ferroviario italiano e regionale nelle inchieste de Il Giorno e dell'Espresso in edicola in questi giorni. Un panorama desolante che si può apprezzare, ad esempio, salendo (o, meglio, cercando di salire) sul diretto 2602 per Sondrio delle ore 18 in stazione Centrale. Su quella linea, l'anno scorso, una ragazza fu visitata da uno scorpione (le banali cimici non facevano più notizia). Quest'anno, casi analoghi non ne abbiamo sentiti, forse perché nemmeno cimici e scorpioni, quest'anno, riescono a salire sui treni, strapieni e, in compenso, sempre in ritardo e spesso guasti, come segnalato dai Comitati dei pendolari, che tengono i tempi delle principali linee. Ci vuole una svolta, anche per affrontare la questione della congestione e dell'inquinamento. Altrimenti si rischia la paralisi e che la "curva discendente" di cui parla Giorgio Dahò - uno dei più attivi tra i pendolari organizzati - ci porti davvero ai treni, nel senso delle geremiadi.

postato da civati, 17:43 | link | commenti
regione

La Gendex e la globalizzazione perversa

Le voci che ci arrivano del rischio di una chiusura della Gendex Dental Systems di Cusano Milanino sono gravi, perché ci ricordano ancora una volta come una bella azienda, florida e capace di competere, sia esposta a processi perversi di globalizzazione e di delocalizzazione. E' sufficiente visitare la pagina pubblicata sul web della Fiom per rendersi conto della gravità di questo episodio: un'azienda che va e che è costretta a chiudere perché gli americani hanno deciso così. Senza addurre motivazioni diverse dalle convenienze della proprietà. La Regione Lombardia ha qualcosa da dire? Se busseremo, come faremo, qualcuno ci ascolterà? Crediamo sia necessario.

postato da civati, 17:14 | link | commenti
regione

Occidente inquieto

E' finalmente disponibile, presso la libreria universitaria Cuem, l'ultima fatica: Occidente inquieto s'intitola e contiene due saggi - uno di Silvia Pizzetti e uno mio - sull'Occidente, dal punto di vista storico e filosofico. Il titolo del mio contributo è «Cose ben più strane della fine del mondo», una frase di Rebecca Solnit che ci fa pensare che forse, anche per quanto riguarda la questione dell'identità, possiamo coltivare la speranza che qualcosa cambi, che non sia tutto già stabilito e che la storia non debba finire proprio così come qualcuno ce la vuole rappresentare...

postato da civati, 09:32 | link | commenti

lunedì, novembre 27, 2006

Viale Lombardia riparte, con il contributo di tutti (indovinate chi mette meno risorse?)

Tutti gli enti coinvolti hanno firmato per l'interramento della Valassina. Si riparte, quindi, e i lavori inizieranno nella prossima estate. Da un comunicato del Comune di Monza, apprendiamo che la convenzione firmata oggi definisce la ripartizione economica della spesa complessiva di 230 milioni di euro, secondo le stesse percentuali del progetto iniziale.La quota di ANAS sarà complessivamente di 180.576.000 euro (79,2 % del totale). La Provincia di Milano contribuisce alla realizzazione dell'intervento sostenendone i costi per complessivi 18.969.600 euro (8,32 %), risultanti da 11.362.052 euro relativi alla convenzione originaria e 7.607.548 euro quale ulteriore contributo. Il contributo del Comune di Monza è di 12.061.200 euro (5,29 %), di cui 4.830.804 aggiuntivi. Contribuisce, inoltre, sostenendo l’ulteriore importo di 2.076.859 euro (0,91%), vista l’attuale impossibilità di ALSI S.p.A ad assumere obbligazioni aggiuntive riservandosi di convenire con ALSI S.p.A. successivi ed autonomi atti. Pertanto il Comune di Monza investirà sull’opera oltre 14 milioni di euro. La Società ALSI contribuisce quindi con la quota originaria di 3.098.741 euro (1,36%). Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A. contribuisce per 8.276.400 euro (3,63 %), con 3.318.414 euro quale ulteriore contributo. Il Comune di Cinisello Balsamo contribuisce con la quota di 2 milioni di euro (nel computo precedente, non era previsto alcun contributo a carico del Comune). La Regione Lombardia, nota per le altisonanti dichiarazioni per la realizzazione delle infrastrutture, contribuisce con 2.941.200 euro (1,29 %). Meno di Alsi, poco più del Comune di Cinisello. Speriamo che anche l'enfasi della giunta Formigoni si riduca all'1,29% dell'attuale...

postato da civati, 12:53 | link | commenti
regione, monza

domenica, novembre 26, 2006

La Monza che vogliamo

Qui di seguito il testo del manifesto apparso in questi giorni a Monza, a cura di Legambiente Circolo Alex Langer di Monza, Comitato per il Parco Antonio Cederna, Gruppo Ambiente Territorio del CCR, WWF Gruppo Attivo di Monza, Italia Nostra di Monza, Green Man Monza, Forum Monza, MonzainBici, Arengario.
«In Consiglio Comunale si sta discutendo l’adozione di un moderno Piano di Governo del Territorio oppure se lasciare che venga riesumato il vecchio Piano Regolatore Generale Piccinato. Quest’ultimo, elaborato nel lontano 1964, prevede una città di 300.000 abitanti (più del doppio del numero attuale), di edificare l’80% del territorio comunale, di costruire autostrade urbane che attraversano la città: cioè di rendere Monza uno dei tanti caotici comuni dormitorio dell’hinterland milanese. Chiediamo invece l’adozione di un PGT finalizzato al contenimento dello sviluppo edilizio, alla riqualificazione e risanamento delle aree industriali dismesse, alla salvaguardia delle superfici libere, degli ambiti fluviali e delle aree agricole, alla riduzione dei consumi energetici e dei livelli di inquinamento. Siamo convinti che sia questo quello che chiedono i cittadini monzesi Invitiamo i cittadini a verificare che tutti i consiglieri comunali si impegnino, ognuno per la propria parte, ad adottare, entro il più breve tempo possibile, un Piano di Governo del Territorio che rispecchi le aspettative della città».

postato da civati, 18:07 | link | commenti
monza

La notte più lunga: congetture e confutazioni

Ho appena finito di vedere il film Ammazzate la democrazia. Memorandum sulle elezioni di aprile di Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio. Un lavoro molto ben fatto, per tanti motivi: la presenza del 'Caimano', Elio De Capitani, che sento particolarmente familiare (è protagonista anche del nostro documentario Cascinazza. Una storia lombarda); la capacità di rendere attraverso le immagini e, soprattutto, attraverso i volti e le espressioni dei suoi protagonisti, la nottata elettorale più assurda della nostra vita; gli inserti cinematografici davvero affascinanti (da Rosi a Marylin); la ricostruzione dell'incontro di palazzo Grazioli, che tanti di noi avevano percepito come inquietante. La tesi di fondo non si discosta molto da quella descritta ne Il broglio, l'instant-book uscito qualche settimana dopo il voto. L'aggiunta, significativa, riguarda la partecipazione del programmatore americano, che in una manciata di minuti realizza il broglio informatico. Quello che non mi convince ancora del tutto, ma sono pronto a cambiare idea, è l'analisi circa le schede bianche e il loro trasferimento tout court ai voti di Forza Italia. Verificando seggio per seggio i dati della mia città, attraverso i nostri rappresentanti di lista e i dati pubblicati dal Comune (che coincidono), ho notato che le schede bianche già nell'urna erano diminuite del 70%, alla luce di quella forte polarizzazione a cui avevamo assistito in campagna elettorale. A meno di pensare quindi a un broglio nell'urna, il numero delle schede sulle quali sarebbero intervenuti i "traffici romani" si assottiglia parecchio. Il dato è confermato - ho tenuto a verificarlo - in molte altre realtà italiane. 'Ballano' ancora qualche decine di migliaia di schede bianche, ma sottoporrò a Beppe e Enrico questa mia considerazione per ulteriori approfondimenti, anche perché molti degli interrogativi posti dal libro e dal film restano validi. E, forse, pensando all'attuale ministro dell'Interno, andrebbero chiariti. Trovo invece debole la considerazione del fatto che si sarebbero uniformati i dati delle bianche nelle diverse province. Questo, anche dai dati resi noti dal documentario, non appare così evidente: vi è infatti il medesimo rapporto tra il 5 e l'8% riscontrato in due diverse province nel 2001, e le percentuali tra l'1 e il 2% che nello stesso territorio si sono rilevate nel 2006. Il fatto è che le schede bianche sono crollate come mai era accaduto prima. Se questo è avvenuto 'naturalmente' o con l'artificio di un'organizzazione apposita, lo scopriremo, mi auguro, nei prossimi mesi.

postato da civati, 01:06 | link | commenti (2)

Se undicimilaemendamenti vi sembran pochi

Dopo un Consiglio comunale che è durato una giornata intera, abbiamo appreso che la destra monzese ha già depositato 11.000 emendamenti al Piano di governo del territorio (vedi alla voce Cascinazza). In qualche modo, ce l'aspettavamo: l'unico interesse di quella che chiamo Nonza (il contrario di Monza) è di non approvare il piano urbanistico e lasciare la città nel caos previsto da apposita legge regionale (che, come noto, rende edificabili tutte le aree ancora verdi della città). Ci si appresta così a passare alla fase della votazione, in cui ci toccherà passare altri giorni e altre notti in Consiglio comunale, in difesa della città. Come sempre, mi viene da dire, perché è lo stesso schema che portò Faglia a vincere nel 2002. A volte ritornano. Per alcuni, gli emendamenti ostruzionistici. Per gli altri, che poi saremmo noi, le vittorie.

postato da civati, 00:56 | link | commenti
regione, monza

venerdì, novembre 24, 2006

La tristezza di Arese

Polo della Mobilità Sostenibile addio? E’ questa in estrema sintesi la domanda che il nostro gruppo regionale ha rivolto alla giunta attraverso un’interpellanza, dopo la pubblicazione (da noi annunciata qualche giorno fa) di un masterplan (basta con gli inglesismi, accidenti!) elaborato da Infrastrutture Lombarde - la società di capitali delegata alla realizzazione delle opere di interesse regionale - che riscrive il destino dell’area ex Alfa di Arese. Il progetto, presentato ai Comuni interessati e alla Provincia di Milano, contiene la novità (che in Lombardia non è più una novità, per altro, ma una certezza) di un consistente insediamento residenziale e commerciale laddove la Regione aveva promesso la creazione del Polo che avrebbe consentito il rilancio del territorio e la riconversione degli ex lavoratori Alfa. Al contrario, solo una parte residuale dell’area, in base al nuovo Piano, conserverà la vocazione produttiva e nessun cenno è fatto al vecchio progetto di cui tanto si è parlato in campagna elettorale, quando l’auto a idrogeno sembrava dietro l’angolo e la Regione vagheggiava un futuro prossimo illuminato dall’avanzamento della ricerca e della sperimentazione di nuovi veicoli a basso impatto ambientale. Un'alternativa possibile c'è, e c'è eccome: qualora Milano vincesse la candidatura per l’Expo 2015, il Polo di Arese potrebbe ottenere i finanziamenti necessari per sviluppare insediamenti produttivi legati all’attività della vicina Fiera di Rho Pero. Oltretutto, aggiungo, la stessa Expo 2015, come da noi proposto in passato, riprendendo l'idea del prof. Redondi, potrebbe essere dedicata proprio all'energia 'nuova' e alle soluzioni per una mobilità diversa e sostenibile nelle grandi aree urbane del pianeta. Ma purtroppo siamo in Lombardia e le belle idee si trasformano facilmente in un centro commerciale e in una stecca di palazzi. Che tristezza.

postato da civati, 15:39 | link | commenti
regione

Città possibili: Monza c'è

Tre anni fa, quando iniziò la storia del Festival delle Città possibili, Monza aveva quasi tutto da imparare dalle altre città. Anni, lustri, decenni di stasi e di incapacità l'avevano relegata agli ultimi posti della classifica del buongoverno e delle politiche amministrative di qualità. Ieri sera, chi ha partecipato al dibattito dedicato all'energia delle città, con l'intervento di Corrado Boccoli, Bruna Brembilla, Giancarlo Riva e Alfredo Viganò, si è reso conto che Monza si è messa in moto, raggiungendo standard di qualità - in alcuni campi - che non hanno nulla da invidiare ad altre realtà amministrate da tempo con coscienza e cura per il territorio e per l'ambiente. Si è parlato degli investimenti di Agam - cogenerazione, solare e mini-idroelettrico - e delle norme ambientali contenute nel PGT (tra cui spicca il principio di competitività, per cui sono premiati i progetti più sostenibili dal punto di vista ambientale, sulla base di criteri molto precisi) e si son sentite parole nuove per la nostra città. Stasera si prosegue: alle 18, discussione della proposta di lanciare un Festival per l'ambiente e la cultura ambientale; alle 21, dibattito con le buone pratiche (le migliori) nell'ambito della diffusione di internet, del cablaggio e del wi-fi. Ci saranno Cremona, Mantova e Milano, con il consigliere (d'opposizione, purtroppo) Davide Corritore. Come sempre, siete i benvenuti.

postato da civati, 15:32 | link | commenti (2)
monza, citta possibili

giovedì, novembre 23, 2006

Città possibili: Mill, l'Africa e l'energia pulita

"Quanto è vero che innaturale in genere significa solo inconsueto e che tutto ciò che è usuale appare naturale". Questa frase di John Stuart Mill riportata da Paul Ginsborg (La democrazia che non c'è, Einaudi, p. 128, un libro di cui parleremo ancora) introduce perfettamente la seconda giornata delle Città possibili. Alle 18 si parlerà di un progetto di cooperazione decentrata per portare l'energia solare in Africa: il sole c'è (e ce n'è tanto), ma sono pochissimi i pannelli installati nell'intero continente. La nostra proposta è di partire con un progetto pilota che riguardi tre comunità - in Senegal, Mali e Guinea Bissau - aprendo anche una strada commerciale per gli imprenditori che fossero interessati ad intervenire in Africa Occidentale. Ne parleremo con Mario Agostinelli (capogruppo di Rifondazione in Regione) e Felice Barlassina, presidente di Cisao, la Camera di commercio italo-senegalese con cui abbiamo già promosso un progetto idrico nella città di Ndiassane. All'incontro parteciperanno anche esponenti di Africa '70, un'associazione che ha trovato sede a Monza negli ultimi mesi. Alle ore 21, nel secondo incontro della giornata, si parlerà di energia pulita e di risparmio energetico (pannelli solari e fotovoltaici, certificazione degli edifici, scelte urbanistiche ed edilizie che riguardano direttamente Monza): ospite d'onore l'assessore provinciale Bruna Brembilla. Per rendere più naturali cose che a tutta prima non sembrano esserlo, ci vediamo all'Urban center, piazza Castello, Monza.

postato da civati, 12:26 | link | commenti
regione, monza, citta possibili

Regione Lombardia si costituisca nel procedimento Oil for food

Oil for food: dopo il battage giornalistico dei giorni scorsi, abbiamo presentato un'interpellanza urgente perché sia chiarito, da Formigoni, "quali sono stati i rapporti instaurati tra la Regione Lombardia dal signor Marco Mazzarino de Petro e in che periodo, sia quelli eventualmente intrattenuti con le segreterie particolari sia quelli con le strutture"; per sapere "se all’epoca degli illeciti contestati, dall’inchiesta, tra la Regione - in qualunque forma - e il signor De Petro intercorrevano rapporti"; e, da ultimo, ma non certo per ultimo, "se la Regione non intenda costituirsi parte nel procedimento per tutelarsi rispetto a possibili illeciti commessi o utilizzando o millantando forme di rappresentanza della Regione". Il punto è tutto qui. Se Formigoni è davvero estraneo, come dice, e non è stato in alcun modo partecipe alla vicenda e se intende davvero chiarire la posizione della Regione Lombardia ha una straordinaria opportunità: fornire ai magistrati la propria collaborazione (di grande interesse, crediamo, ai fini dell'inchiesta) e pensare a costituirsi nei confronti di chi avrebbe venduto il (buon) nome della nostra Regione per procacciarsi affari illeciti. Un'"Operazione chiarezza" che varrebbe molto più di mille parole.

postato da civati, 11:22 | link | commenti
regione

Città possibili: Genova per noi (non) è una città come un'altra

Straordinario l'intervento dell'assessore Arcangelo Merella alla prima tavola rotonda del Festival delle città possibili. Il programma di interventi anti-smog di Genova (Merella è assessore alla Mobilità del Comune) rappresenta un modello anche per l'area milanese: innanzitutto, un piano per la mobilità commerciale, concordato e concertato con le parti in causa, attraverso la creazione di hub e piattaforme decentrate, nelle quali convogliare il traffico dei camioncini su mezzi elettrici e a basso impatto, che portino le merci a destinazione. E, poi, un piano-parcheggi, l'individuazione di zone a traffico limitato e un piano per il car-sharing (che è anche van-sharing, sempre per le merci). E, ancora, un progetto - condiviso con altre città europee: Burgos, Cracovia e Stoccarda - per l'introduzione dei «crediti di mobilità», forme ragionate di congestion charging, che sarebbe utile mettere sul tavolo milanese (quello, per intenderci, dove Moratti, Formigoni e l'immancabile Berlusconi pensano tre cose diverse e assolutamente incompatibili). Insomma, complimenti. Ettore Brunelli, uno dei migliori amministratori lombardi, ha illustrato l'incidenza del traffico autostradale sulle emissioni. Ridurre la velocità sulle nostre autostrade da 130 a 110 chilometri orari vorrebbe dire - nel caso di Brescia - abbattere di quasi il 10% le emissioni di polveri sottili. Forse è il caso di pensarci, no? Paolo Confalonieri ha ricordato che l'arretratezza dell'area milanese si misura sul numero di biglietti che siamo costretti a tenere nel portafoglio, perché in Lombardia manca un biglietto chilometrico integrato che consenta di viaggiare su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale, a prescindere dal tipo che si sceglie (in Campania, per dirne una, c'è). Tutte cose importanti e possibili, come ci piacerebbe che fossero anche le nostre città. E la nostra Regione.

postato da civati, 00:21 | link | commenti
regione, monza, citta possibili

mercoledì, novembre 22, 2006

Il parco dell'Inter

In questi giorni, tanti cittadini lombardi stanno scrivendo ai consiglieri regionali per segnalare che ad Appiano Gentile e Tradate è in corso l'iter per la definizione del Parco naturale della Pineta. Il fatto che vi si alleni l'Inter potrebbe far pensare che l'operazione sia inevitabilmente votata all'insuccesso :), ma voglio rassicurare tutti: l'Unione vigila e promuove l'iniziativa. Abbiamo chiesto e ottenuto che il 13 dicembre la Commissione ambiente discuta e approvi il provvedimento, così come è uscito dalla Giunta (senza ulteriori modifiche e senza alcuna riduzione dell'area individuata). Sappiamo che qualcuno sta premendo perché il Parco si riduca, ma faremo di tutto per evitarlo e per fare in modo che l'istituzione del Parco naturale della Pineta arrivi presto in aula per essere definitivamente approvata.

postato da civati, 13:46 | link | commenti (1)
regione

Nullafacenti

Diciamocela tutta: Pietro Ichino non è quello che si definirebbe un tipo simpatico e le sue polemiche hanno sempre un tratto tra il risentito e l'astioso che non convince e che spesso divide anche chi è d'accordo con lui. E' successo con il suo libro sul sindacato dello scorso anno e succede puntualmente con l'ultima fatica del Nostro, I nullafacenti, uscito qualche giorno fa per i tipi di Mondadori. Fatte le dovute premesse, il problema che Ichino pone è un problema vero: come individuare chi nella Pubblica amministrazione non lavora e vive alle spalle dei contribuenti. Un fenomeno diffuso e praticamente irriformabile rispetto al quale non si può fare finta di niente: Ichino sostiene - giustamente - che affrontare i "nullafacenti" comporterebbe la liberazione di energie e di risorse che migliorerebbero i servizi al cittadino e consentirebbero di premiare anche i tanti lavoratori del Pubblico (sono la maggioranza, al di là degli stereotipi a cui Ichino concede anche troppo spazio) che si danno da fare e lavorano seriamente. Al centro dell'indagine di Ichino e del dialogo (anche in questo caso, vale la pena di sottolineare che si tratta di una rappresentazione troppo caricaturale) tra un sindacalista e un precario, c'è la possibilità di istituire degli Organi indipendenti di valutazione (Oiv) che possano individuare chi ha scelto deliberatamente di tirare sera per settimane, mesi e anni fino alla pensione. Qui sta il busillis: come pensare questi organismi, come evitare che siano dei piccoli tribunali esposti e 'qualunquisti', come fare in modo che la delicatezza del tema non sia, in quelle sedi, banalizzata attraverso un'ulteriore burocrazia. Un tema difficile, che credo, però, il governo Prodi dovrebbe affrontare. Proprio partendo da quegli enti inutili, di cui si cibano i funzionari ma soprattutto i politici, e riformulando il pensiero di Ichino attraverso la questione delle motivazioni e della qualità del lavoro: la causa principale dei comportamenti sbagliati a cui il cittadino assiste quando si trova ad avere a che fare con un ente pubblico.

postato da civati, 08:47 | link | commenti (1)
diritti

Aria di città

L'aria delle città medievali (la Stadtluft che rendeva liberi) è un pallido ricordo. Oggi, l'aria della città, soprattutto quella delle città padane (senza vento), è un problema, come lo è la congestione che deriva dal traffico automobilistico. Dopo il blocco del traffico più pazzo del mondo, a cui abbiamo assistito domenica, senza alcuna programmazione, senza alcun controllo, così come vuole Formigoni (che si attivi soltanto quando non se ne può proprio più), è il caso di fermarsi a riflettere. Partendo dalla proposta del ticket milanese per arrivare ai contenuti della nuova legge regionale sull'aria, che proprio in queste ore si discute in Commissione e che presto arriverà in Consiglio. Lo faremo stasera, alle ore 21, a Monza (Urban center, piazza Castello, adiacenze stazione FS) nell'ambito del Festival delle Città possibili, con il contributo di Marco Cipriano, vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, e di tre assessori alla mobilità, Ettore Brunelli del Comune di Brescia, il 'nostro' Paolo Confalonieri (Monza) e Arcangelo Merella, loro omologo genovese che ci parlerà dei «crediti di mobilità» che Genova sta mettendo a punto. Nella Lombardia funestata dallo smog, una rassegna di buone pratiche che forse ci consentirà di "cambiare aria". Ci vediamo stasera.

postato da civati, 08:32 | link | commenti
regione, monza, citta possibili

Cascinazzo

E' tardi e oggi non ho postato (anche i consiglieri regionali, a volte, nel loro piccolo, hanno da fare). Per questo motivo saluto i 25 e-lettori con un aneddoto piccolo piccolo: l'altro giorno ho fatto un sopralluogo a Caravaggio, presso un sito agricolo dove dovrebbero aprire una cava. La zona è quella dei fontanili (del resto, la Madonna di Caravaggio è quella del Fonte e non certo quella delle Cave del Mantegna...) e aprirvi una nuova cava è un'idea parecchio balzana. Accompagnato da Andrea e da Fabio (che gentilmente hanno interrotto un ozioso pomeriggio domenicale) per farmi strada tra le rogge, sono giunto nell'area. Per una strana curiosità, ho chiesto come si chiamasse la cascina che si intravedeva in fondo al campo. E la cascina si chiama, giuro, Cascinazzo. Ho pensato che forse dovrei riposarmi un po' di più e gestire meglio le mie ossessioni...

postato da civati, 01:00 | link | commenti
regione

lunedì, novembre 20, 2006

E' il pensiero che conta: moratoria per i bigliettini natalizi

So già che non mi ascolterà nessuno, ma in tempi di finanziarie e di risparmi, di denuncia degli sprechi e delle assurdità della Pubblica amministrazione (terribile la puntata di ieri di Report), è il caso di fare scelte concrete. In attesa di mettere a punto il Codice etico che proporrò ai colleghi del Consiglio regionale della Lombardia, avanzo una proposta semplicissima: quest'anno, niente bigliettini natalizi da parte di amministratori pubblici verso altri amministratori pubblici. L'anno scorso, me ne sono arrivati un vagone (e ne scrissi, perché mi sembrava assurdo). I bigliettini, ovviamente, erano a carico dei contribuenti. A me sembra sbagliato, che un consigliere, assessore, onorevole o altro arrivi a mandare fino a un migliaio di biglietti (e agende, e regalini, e omaggi di ogni sorta). Sono cifre folli e perfettamente inutili. Che mi faccia gli auguri il presidente del consorzio per la potabilità dell'acqua di Pastrufazio o l'assessore ai casoncelli del Prado, a me - sia detto con il dovuto rispetto - non interessa. Li ringrazio in anticipo e auguro loro, senza doverlo scrivere, e imbustare, e spedire, i miei migliori auguri per un Natale sereno e felice.

postato da civati, 08:26 | link | commenti (3)
regione

Città possibili: la filosofia della 'prassi' amministrativa e del buongoverno

Mercoledì pomeriggio, alle ore 18, all'Urban center di Monza (piazza Castello), parte la terza edizione del Festival delle Città possibili (alla presentazione parteciperanno Michele Faglia e Gigi Ponti). Nel corso dei quattro giorni di manifestazioni, si affronteranno in particolare tre argomenti di grande attualità: lotta allo smog, promozione dell'energia pulita e diffusione di servizi telematici avanzati. L'idea è quella di dimostrare che per diventare una città di qualità questi tre strumenti sono decisivi. Parlando con Peter Calò, presidente dell'azienda bolzanina dell'energia, abbiamo concordato sulla straordinaria importanza che hanno le reti web per cambiare in meglio i servizi al cittadino e per rendere più 'umani' i tempi della città (e, quindi, come risultato ultimo, la possibilità di diminuire congestion e pollution, si direbbe pensando al ticket). Lo stesso vale per una cultura della ciclabilità e della mobilità soft, ovvero per tutte le soluzioni a basse, bassissime emissioni per riscaldare gli edifici e per produrre energia (che, come è noto, è molto meglio se è consumata nel luogo dove viene prodotta). La filosofia delle Città possibili è questa: una perenne ricerca della migliore iniziativa in questo o quel campo, da confrontare e da misurare con le realizzazioni locali. Una filosofia, si direbbe, della 'prassi' amministrativa, capace di muovere dai buoni esempi per migliorare le future iniziative, partendo proprio dalla curiosità per chi ha saputo fare bene. Un'occasione per imparare e per fermarsi a riflettere su quello che quotidianamente si fa, con uno sguardo più ampio e nello stesso tempo più approfondito sul governo delle città. Anzi, sul buongoverno. Di questo, crediamo, hanno bisogno le nostre città, per diventar 'possibili'. Per il programma, cliccate qui.

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regione, monza, citta possibili

domenica, novembre 19, 2006

Il mio carpino si chiama Brianzolo

Stamattina, a Usmate, Festa dell'albero, manifestazione di Legambiente. Il carpino che mi è stato 'assegnato', perché lo adottassi, ha un nome semplice semplice: si chiama Brianzolo. L'adozione per me ha un significato piccolo, ma importante: vorrei infatti sostenere i Plis (i parchi di interesse sovracomunale della zona, la Cavallera e i Colli briantei), magari facendoli diventare dei Parchi regionali a tutti gli effetti e con tutti i crismi. E mi piacerebbe che questi parchi fossero collegati tra loro e con gli altri parchi con un sistema di corridoi ecologici e di percorsi ambientali e culturali che li tengano insieme (il famoso sistema dei parchi della Brianza), all'interno di un programma di rimboschimento e di riqualificazione del verde che fa segno al progetto Metrobosco della Provincia di Milano. P.S.: pensando al carpino, viene in mente il Gadda della Cognizione del dolore: «Al passare della nuvola, il carpino tacque. E' compagno all'olmo, e nella Néa Keltiké lo potano senza remissione fino a crescerne altrettanti pali con il turbante, lungo i sentieri e la polvere: di grezza scorza, e così denudati di ramo, han foglie misere e fruste, quasi lacere, che buttano su quei nodi d'in cima». Il mio, di carpino, spero sarà trattato meglio...

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regione

Un parchetto, in centro a Milano

«Sono ai giochi di un parchetto, in centro a Milano. Molto centro e molto Milano». Silvia Ballestra muove dai racconti e dalle storie ascoltate in un parchetto molto milanese per raccontare - nel suo Contro le donne nei secoli dei secoli (il Saggiatore) - l'esperienza delle donne immigrate quale tratto qualificante del dibattito circa la questione femminile nell'Italia di oggi. Il suo è un durissimo, ma sempre lucido sfogo contro la violenza nei confronti delle donne, una violenza spesso dichiarata (che appare nelle cronache giornalistiche) e una più sottile, fatta di sopraffazione, di isolamento e, da parte delle donne stesse, di subalternità. Ballestra, riprendendo Ariel Levy, parla di tomming, come assunzione consapevole e deliberata degli stereotipi che vengono affibbiati, in questo caso, alle donne, senza che le donne si ribellino: anzi, con una loro sostanziale adesione. «Woman is the nigger of the world» dicevano John Lennon e Yoko Ono ed è la condizione che sembra sempre di più affermarsi tra le donne immigrate, tate, badanti o sex worker che siano: un tema su cui la politica e, più in generale, la società italiana dovrebbero interrogarsi con maggiore responsabilità. Nella loro esperienza è esasperata una condizione della donna tutt'altro che liberata e felice, che perpetua sottilmente vecchi (e volgari) cliché di un passato che c'è ancora. E non sembra passare.

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diritti

Della morte, dell'amore

«Di quel nulla che ondeggia come ultimo termine in fondo a ogni virtù e santità... noi abbiamo paura come della tenebra i bambini». Parte idealmente dalle parole conclusive de Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer il dialogo, pubblicato da Cortina, tra Giulio Giorello e Umberto Veronesi intorno a temi di grande interesse e scottante attualità: il testamento biologico, la libertà di ricerca, la posizione della scienza di fronte al post-secolarismo, la critica del principio di precauzione, la possibilità per ciascuno di decidere per sé senza essere di nocumento agli altri (e i limiti che sono in gioco, nell'ambito di questa decisione). Il dialogo, curato da Chiara Tonelli, s'intitola La libertà della vita e vede la partecipazione di Spinoza e Darwin, di Feyerabend e Mill (anche la bibliografia che viene proposta è sintetica ma ricca di indicazioni per buone letture). Insomma, tutto questo sarebbe già sufficiente per precipitarsi in libreria e acquistare a 9 euro il testo. E magari per regalarlo a qualche amico troppo convinto delle proprie verità. Ma è nelle pagine finali che il binomio vita-morte - come sempre, verrebbe da dire - si arricchisce di una bella riflessione sull'amore, una sorta di "colpo di coda" del dialogo, introdotto dal prof. Veronesi. Ed è ancora Schopenhauer a spiegare il perché: «Il fine ultimo di ogni vicenda d'amore è davvero più importante di tutti gli altri fini della vita umana e perciò merita in pieno la profonda serietà con la quale lo si persegue». Cosa aspettate?

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cultura, diritti

Un'Ikea brillante: 1000 firme

Massimo Cuomo della Rsu di Ikea di Corsico mi segnala che per sostenere la campagna per l'installazione di pannelli ad energia solare sui tetti del punto vendita di Corsico sono state raccolte più di 1000 firme tra dipendenti e clienti (per saperne di più). Avanti così!

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regione

sabato, novembre 18, 2006

Albinoleffe vs. Juventus: io c'ero

Diciamoci la verità: Albinoleffe-Juventus poteva passare alla storia, se solo Palladino non avesse pareggiato. Sì, perché questo pomeriggio, nella sfida più curiosa della Serie B, la Juventus era ospite degli orobici presso lo stadio Atleti azzurri d'Italia, a Bergamo, la squadra di casa era addirittura passata in vantaggio. Con un rigore - con caduta di molto accentuata, parecchio visibile dai posti recuperati dal gentilissimo Vittorio (che mi ha accompagnato e 'viziato' da straordinario padrone di casa qual è) - ed espulsione di Buffon, molto severa anche regolamento alla mano. Insomma, alla mezzora la Juve era in dieci e si ritrovava sotto di un gol contro l'Albinoleffe. Me l'avessero detto un anno fa, avrei pensato a uno scherzo. E per di più, vado molto raramente allo stadio, e ci mancava pure che la Juventus oggi perdesse la prima partita di B per segnalare evidentemente che le partite è meglio che le veda in televisione. Non c'era Alex, oltretutto, e non c'era nemmeno Trezeguet, Zalayeta e mezza difesa. Note a margine: con la Juventus l'Albinoleffe ha incassato di più che in tutto il resto del campionato (ecco anche a cosa serve mandare la Signora in B) e gli spettatori juventini erano circa l'80% del totale: quindi, era certamente una trasferta, ma molto sui generis. Il giovane Marchisio - entrato per pochissimi minuti - ha dribblato con troppa insistenza l'intera squadra dell'Albinoleffe (anche guardalinee e fotografi), ma si è dimostrato talentuoso (il ragazzo si farà). Palladino, costretto a fare la prima punta dopo l'espulsione del miglior portiere del mondo, è dotato di una tecnica da fuoriclasse, ma deve ancora imparare a prendere il tempo ai difensori quando arriva in area. Buono, come sempre, Balzaretti, commovente Nedved. Dispiace soltanto avere visto per un minuto soltanto il Bonazzi, fuoriclasse locale, di cui mi hanno tessuto le lodi a inizio partita, ma pare che non sia nelle grazie di Mondonico. Sarà per la prossima volta.

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I sindaci di Seveso

Mentre l'attuale sindaco di Seveso continua a sostenere il folle progetto dei sottopassi, i suoi predecessori - Davide Meardi (Sindaco tra il 1961-1970 e, ancora, dal 1989 al 1994), Francesco Rocca (1970-1980), Giuseppe Cassina (1980-1985), Giancarlo Orsenigo (1985-1989), Giordano Cassetta (1994-1998) - prendono carta e penna e scrivono al ministro Di Pietro, a Formigoni e a Cattaneo per ribadire la convinzione, che condivido, che sia meglio provare a interrare il tratto cittadino delle Ferrovie Nord. Scrivono i primi cittadini: «L'interramento del tratto di Seveso [...] si è manifestato con sempre maggiore evidenza essere l'unica possibilità anche a seguito dell'irrompere dell'evento inquinante della azienda di Meda Icmesa, nel 1976, che ha irrimediabilmente sottratto alla città una parte importante del suo territorio. La decisione di Regione Lombardia di realizzare l'ammodernamento della linea attraverso la realizzazione di sottopassi, al fine di eliminare i passaggi a livello, trova oggi Seveso con una carenza di spazi tale da escluderne l'applicabilità. Inoltre, da progetti di fattibilità realizzati negli anni '80 da tecnici di Ferrovie Nord e confermati negli anni '90 da progettisti della stessa Regione Lombardia, nonché da altri studi indipendenti effettuati durante le nostre amministrazioni, era già emersa la possibilità di realizzare un'opera di interramento del tratto di Seveso attraverso una trincea coperta, mantenendo in vigore l'esercizio ferroviario [...]. Questa possibilità esiste tuttora». Mi auguro che la maggioranza che governa la nostra Regione non sia sorda nei confronti di un appello ragionevole e misurato e che consenta almeno di finanziare la valutazione dei costi e lo studio di fattibilità dell'interramento, prima di autorizzare la realizzazione dei sottopassi. Seveso lo chiede e ha tutte le ragioni del mondo per farlo.

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regione

venerdì, novembre 17, 2006

Dulcis in fundo... i lecca-lecca regionali

In questi giorni tutti parlano dei costi della politica, anche alla luce della giusta idea di ridurre l'indennità dei parlamentari (e, conseguentemente, dei consiglieri regionali, la cui indennità è direttamente collegata a quella degli onorevoli) e di ridimensionare il numero dei consiglieri di amministrazione nei vari consorzi, aziende pubbliche e chi più ne ha, più ne metta. Colpisce allora che dal Compa - il Salone della Pubblica Amministrazione che si è svolto qualche giorno fa - arrivino i gadget più inverosimili. Ci sono gli imperdibili porta-cd della Regione Basilicata e della Regione Piemonte (perché una Regione dovrebbe regalare porta-cd lo sa soltanto il Cielo...); un mazzo di carte della Regione Sicilia che si chiama "A carte scoperte" perché riproduce le immagini del Palazzo dei Normanni, sede del governo regionale, rendendo riconoscibili i tarocchi che appaiono sull'altra facciata (no more pizzini). E, dulcis in fundo, il gadget che ottiene il premio per l'incredibile inutilità è, udite udite, il lecca-lecca della Regione Lombardia. Lecca-lecca prodotto in Romania (alla faccia della delocalizzazione, forse una de-lecca-lecca-lizzazione), che i lombardi possono 'ciucciare' senza pagamento di ticket alcuno. Dio salvi la Regione.

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regione

Il torto e la Regione finalmente in libreria

A piccola richiesta, Il torto e la Regione è finalmente disponibile nelle migliori librerie. Come scrivevo qualche mese fa - quando il libro è uscito e ne parlai sul blog -  è il diario del mio modesto lavoro di consigliere regionale. Per chi proprio non ne potesse fare a meno, autore e titolo li conoscete: l'editore è M6B di Milano.

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giovedì, novembre 16, 2006

Alta tecnologia per l'ambiente: il terzo Festival delle Città possibili

Con grande piacere annuncio che quest’anno il Festival delle Città possibili, giunto alla terza edizione, si terrà a Monza da mercoledì 22 a sabato 25 novembre. Al centro delle tre giornate di dibattito – da mercoledì a venerdì all’Urban center con inizio alle ore 18 – e della manifestazione di chiusura in piazza – sabato pomeriggio in Piazza Duomo – ci sarà l’ambiente e tutto quello che può fare la tecnologia per rendere più vivibili e più belle le nostre città: dalle fonti rinnovabili per l’energia ai ticket d’ingresso anti-smog, dal cablaggio alla promozione di una certificazione ambientale degli edifici, dalla cogenerazione al risparmio energetico. Come sempre, gli ospiti raggiungeranno Monza da tutte le “città possibili” che siamo riusciti ad individuare: da Bolzano, Brescia, Cremona, Genova, Mantova, Milano, con uno sguardo all’Africa e in primo luogo a Dakar, per un progetto di cooperazione decentrata dedicato proprio all’ambiente (in particolare all’energia solare). Un'importante occasione per la città, che diventa capoluogo delle “buone pratiche” con l’ambizione di diventarlo sempre di più nell’azione amministrativa, anche pensando al confronto politico-elettorale del 2007 (ma anche a quello del 2009: da tempo, coltiviamo l’idea di una Brianza ecologica, che investa molto sull’ambiente e sulla promozione di politiche innovative per tutelarlo). Come il Gengis Khan di Calvino, anche noi siamo, insomma, curiosi di imparare dagli ‘ambasciatori’ che verranno a farci visita da ogni confine. Scaricate il programma, mi raccomando.

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regione, monza

Per Doriana

Dal blog del grande Aurelio Mancuso: «La sera del 23 ottobre Doriana, una ragazza di Mazzano (BS), trova la propria abitazione devastata, urina e sperma sul letto, una svastica nera sulla porta sopra l’adesivo "gay a bordo"…Doriana è infatti una ragazza lesbica e condivide l’abitazione con la propria compagna, senza fare mistero della propria omosessualità con amici, conoscenti, vicini di casa … l’1 novembre rinviene sull’auto una svastica tracciata col pennarello sopra un adesivo a forma di cuore arcobaleno (i colori dell’orgoglio lesbico gay e transgender)… il 5 novembre trova ancora una svastica sull’auto, ma questa volta incisa sulla carrozzeria… l’8 novembre si accorge di una scritta minacciosa incisa sempre sull’auto: "muori lesbica"». Ecco perché ho aderito con tutta la mia partecipazione alla manifestazione promossa da Arcigay, Orlando e Arcilesbica. Ritrovo in piazza della Loggia, sabato 25 novembre, ore 15, Brescia. Perché la Lombardia è terra di civiltà. O, almeno, dovrebbe esserlo.

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regione

mercoledì, novembre 15, 2006

Il vento gentile che accarezza l'erba

All'ingresso della sala del cinema Capitol, che ospitava questa sera la presentazione del documentario Cascinazza. Una storia lombarda c'era la locandina del film di Ken Loach, vincitore a Cannes, il cui titolo è parso molto appropriato per introdurre una delle più belle serate della politica monzese degli ultimi anni (Il vento che accarezza l'erba, che poi nel'originale inglese sarebbe l'orzo, mosso da soft winds). Il documentario testimonia la campagna per la dignità della città (la sua libertà, si direbbe pensando a Loach) e illustra la passione e la partecipazione civile dei cittadini di Monza, che (da questa sera ne abbiamo una prova in più) non è affatto sopita come forse qualcuno si augurava ai piani alti del Pirellone e a quelli - invero molto bassi - del Consiglio comunale ostaggio dell'ostruzionismo. Al termine della proiezione, Faglia e Viganò hanno bene rappresentato il desiderio di rendere Monza una città orgogliosa della sua bellezza e della sua autonomia, al riparo dalle speculazioni e dagli interventi del potente di turno. Ed è stato Angelo Ferranti, il vero ideatore della pellicola, a impersonare meglio di chiunque altro quel sentimento di passione democratica (e, a volte, di indignazione per le ingiustizie e le prepotenze) che dà senso alla vita politica di ciascuno di noi. Nelle sue parole di questa sera, c'era un sapore antico. E sembrava che soffiasse un vento gentile.

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regione, monza

martedì, novembre 14, 2006

Il secchione, la pupa e le bandiere arancioni

Sippor mi scrive quanto segue: incuriosita dal sondaggio Governance poll pubblicato da Il Sole 24 ore, che senza alcuna pietà ci svela come il trevolte governatore Formigoni continui a godere del credito incondizionato dei lombardi occupando da secchione il primo posto nella classifica dei Presidenti di regione più apprezzati d’Italia, mi avventuro nel sito della Regione Umbria all’inseguimento della seconda classificata, Maria Rita Lorenzetti, la First Lady del Centroitalia, pupa folignate classe 1953 due volte governatrice e quattro volte deputata. Mi sembra di cogliere fin dalla prima schermata qual è la formula vincente della piccola Umbria: ambiente, pace, ambiente. Di questo parlano le news regionali in primo piano: degli auguri che la Presidente ha inviato al sindaco di Montefalco eletto “Presidente delle città del vino”; dell’appello per la pace che ha rivolto all’Europa nella sua veste di Coordinatrice per le Regioni italiane delle attività per la pace e la cooperazione in Medio Oriente; di “Umbri@mbiente 2006” una settimana di incontri per costruire insieme il futuro sostenibile della regione. E del progetto Bandiere Arancioni, che anche l’Umbria si appresta a varare dopo le positive esperienze di altre regioni italiane: si tratta del marchio di qualità turistico ambientale ideato dal Touring Club Italiano e destinato alle piccole località dell'entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità, sulla falsariga delle Bandiere Blu Blu assegnate ai paesi costieri per la qualità delle acque e delle spiagge. Dalla cartina interattiva scopro, senza grande sorpresa, che a guidare la classifica delle Bandiere regionali c’è la Toscana, con 29 località arancioni, seguita dall’Emilia con 18, il Lazio con 17, le Marche 14, la Liguria 10. E la Lombardia? La Lombardia non c’è. Semplicemente non partecipa a questa iniziativa, nonostante un timido tentativo della Comunità montana Valcavallina, in provincia di Bergamo, che ha presentato un progetto ma dovrà “riqualificare l'intera area interessata” prima di essere ammessa alla selezione finale. C’è invece il Veneto, nonostante il (povero) Galan sia secondo soltanto a Loiero tra i meno apprezzati governatori d’Italia.  Sarà che l’arancione era il colore scelto dall’ultimo avversario di Formigoni, Riccardo Sarfatti, che distribuiva sciarpe e gadgets di quel colore durante la campagna elettorale del 2005, sarà che il secchione lombardo col pallino per l’ideale della bellezza passa troppo tempo sulle carte e troppo poco a godere del piacere che il nostro territorio saprebbe dare a chi lo ama, lo rispetta, lo valorizza e lo rende fruibile a tutti. Enjoy Lombardia.

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regione

lunedì, novembre 13, 2006

Non siamo mica a Monaco!

Mentre a Milano si assiste all'incredibile dibattito sul ticket (sarebbe il caso di introdurre un ticket sulle dichiarazioni), a Monaco di Baviera stanno completando un progetto maledettamente semplice ed efficace: un parcheggio per le auto accanto ad ogni stazione della metropolitana fuori dal centro: 50 centesimi al giorno. Ogni fermata - leggiamo su Milano Ore 13 - è anche dotata di tettoie coperte per ricoverare le biciclette. I treni per le località che distano anche 50 chilometri dal capoluogo sono frequenti: ogni dieci minuti ne passa uno. Proprio come a Milano...

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regione

Oil for Food: Formigoni collabori

Formigoni risponde oggi seccato (come quasi sempre gli capita) alle notizie riportate dal Corriere della Sera sullo scandalo Oil for food. Dice che c'è un accanimento del giornale nei suoi confronti, perché nulla è emerso a suo carico. E' vero. Infatti, quello che è emerso è che Mr Formigoni avrebbe semplicemente segnalato direttamente a Tareq Aziz, braccio destro di Saddam, due società, la Cogep e la Nrg, che poi avrebbero "pagato le tangenti richieste su conti alla Fransabank di Beirut e alla Jordan National Bank di Amman di cui sono titolari funzionari iracheni". Grande mediatore dell'affare sarebbe stato Marco Mazarino De Petro, collaboratore e amico di Formigoni fin da quando erano giovani (anche l'amicizia di allora deve far parte del complotto del Corriere...). Il programma Oil for food, vale la pena ricordarlo, prevedeva che in cambio di cibo e medicine, l'Iraq sotto embargo potesse barattarli con il petrolio, senza alcun coinvolgimento del regime. Così non fu, e il regime ebbe un ruolo determinante nella vicenda. Formigoni, che si ribella all'idea di essere preso in considerazione, era uno dei politici definiti "prescelti", come il ministro francese Pasqua, e gli furono "assegnati" 24 milioni di barili di petrolio, che poi fece gestire a due srl, grazie alla consulenza dell'amico De Petro. Formigoni non è tra gli indagati. Però forse dovrebbe preoccuparsi di condannare simili operazioni, mettendosi a disposizione dei magistrati per chiarire cosa è successo (ad esempio: come sono state scelte due srl per gestire 24 milioni di barili, accidenti!) e preparandosi a deliberare in Giunta che la Regione si costituisca parte civile nell'eventuale processo ai danni degli indagati. Altrimenti, il nostro giudizio politico non cambia: ed è di gravissima condanna.

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regione

Leghisti su Marte

Dibattito in Consiglio regionale sul federalismo. Ettore Adalberto Albertoni, il Beniamino Franklin padano, si è prodotto in un discorso di straordinaria levatura, in cui tra l'altro emergeva un dato inconfutabile: il pratone di Pontida è ormai ridotto ad aiuola, ordinato e urbanizzato. Dopo anni di secessioni, Roma ladrona, celodurismi d'ogni sorta e un imprescindibile sdegno nei confronti del Mezzogiorno, ecco che alla Lega rimane uno svenevole federalismo e i suoi rappresentanti ammettono addirittura di trovare appassionanti le modifiche costituzionali introdotte dal centrosinistra nel 2001. Dopo il fallimento della devolution e la scoppola referendaria, c'è poco da fare per gli indomiti padani, se non registrare un secondo - e tutto regionale - fallimento: non avere approvato, da cinque anni a questa parte, uno Statuto nuovo e autonomista, capace di rappresentare le esigenze dell'esigentissima Lombardia indipendente e capace di fare da sé (capita anche al Veneto di non avere lo Statuto rinnovato, e pensare che era la patria della Liga e delle scalate al Campanile con improbabili truppe e curiosi cingolati). Ormai, gli irriducibili della Lega ammirano un paesaggio marziano: brullo e spoglio e per di più rossiccio, senza neanche un focolaio di rivoluzione fiscale, senza nemmeno poter celebrare un tricolore appeso al cesso, perché ora l'Italia è "una e indivisibile". Albertoni si abbandona a toni di nostalgia e di contrita autocritica: arriviamo per ultimi con lo Statuto - ammette - così abbiamo la possibilità di imparare dagli errori degli altri. Marte sarà padana (o viceversa)!.

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regione

domenica, novembre 12, 2006

Cascinazza. Una storia lombarda. Il film

Della Cascinazza abbiamo parlato molto ultimamente. Manifestazioni, conferenze, dichiarazioni, dossier e denunce di ogni tipo hanno accompagnato il nostro percorso politico degli ultimi mesi. Ora, è con grande piacere che annuncio la presentazione del film documentario Cascinazza. Una storia lombarda. Prodotto dal gruppo consiliare dei DS-Uniti nell'Ulivo in Regione Lombardia, il film è realizzato da Tvdays di Milano e racconta l'affaire Cascinazza a partire dalle testimonianze di Gianni Barbacetto, giornalista del Diario della Settimana, e di Elio De Capitani, regista e attore teatrale e cinematografico (Il caimano), degli amministratori di Monza e dei Comuni vicini e, infine, degli abitanti del quartiere San Donato. Il documentario descrive quello che è successo dagli anni Sessanta fino ad oggi, il dibattito in Consiglio regionale sulle leggi ad hoc, il ricorso del governo Prodi alla Corte costituzionale, lo strano caso del canale scolmatore da 170 milioni di euro, i danni delle esondazioni (le immagini del 2002, il ricordo del 1976), gli aspetti più o meno noti della questione urbanistica più scottante del dibattito politico regionale. Altre presentazioni sono previste nelle prossime settimane: dopo la 'prima' monzese (Cinema Capitol, martedì 14 novembre 2006, ore 21), la seconda proiezione si terrà al Teatro dell'Elfo, a Milano, domenica 19 novembre, alle ore 21.

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regione, monza

sabato, novembre 11, 2006

Il trattino non è una parentesi

Dopo dodici ore - con una sola pausa di un'ora e mezza per pranzare - si è concluso intorno alle 21 e 20 il Consiglio comunale di Monza sulla variazione di bilancio. Un provvedimento tutto sommato non particolarmente imponente - la variazione riguardava una sola voce - di cui si è discusso 10 ore e mezza oggi e 1 ora e mezza lunedì scorso. Dodici ore tonde tonde, grazie all'ostruzionismo della minoranza, interessata a non far fare più nulla a questa amministrazione per rinviare l'adozione del PGT, il Piano di governo del territorio: nel linguaggio della destra si chiama Cascinazza, 400.000 metri cubi per Paolo Berlusconi. Ogni argomento - anche non direttamente attinente con le questioni urbanistiche - può essere utile, per non arrivare a votare il provvedimento che salvaguarderebbe le aree verdi della città. La giornata - non raccontabile - si è conclusa con una dotta dissertazione - nell'ambito della votazione di un emendamento ad un ordine del giorno presentati entrambi dalla minoranza (si correggono tra loro per perdere altro tempo) - sulla differenza tra un trattino e una parentesi. Il consigliere di Forza Italia, che lasciamo anonimo perché non merita la citazione, sosteneva che confondendo il trattino con la parentesi si ledesse un principio democratico. Il presidente, il paziente Montalbano richiamava tutti al principio secondo il quale una parentesi, una volta aperta, è il caso di chiuderla. Esattamente come andrebbe chiusa prima una seduta che altrove durerebbe due, tre ore al massimo, e che a Monza, invece, ne dura dodici.

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monza

Il Consiglio del sabato

Scrivo mentre è in corso il Consiglio comunale di Monza, quella che una volta era la principale assemblea politica della città e che ora si è trasformata in un'aula sorda e grigia. Oggi siamo convocati per discutere una piccola variazione di bilancio - negli altri Comuni sarebbe sufficiente un'ora per discuterne, ma qui, si sa, c'è l'ostruzionismo, e ci tocca stare tutto il sabato a discuterne - e abbiamo ascoltato gli interventi dei consiglieri della minoranza. Per scoprire che alcuni erano uguali agli altri. Proprio identici. Un consigliere di Forza Italia - non passerà alla Storia e non è il caso di citarne il nome - ha letto l'intervento che il capogruppo di AN aveva letto, a sua volta, nella seduta precedente: ovviamente, pensando che nessuno se ne accorgesse. Invece, ce ne siamo accorti e abbiamo seguito - grazie al vicesindaco Scanagatti che ne aveva con sé una copia - le novità che provenivano dai banchi del principale partito dell'opposizione. Ascoltare chi legge, declamandoli come se fossero propri, gli interventi dei colleghi a soli cinque giorni di distanza. Un bel modo per passare il sabato, non c'è che dire, e per celebrare il proprio impegno amministrativo.

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monza

Teodolinda e il Faraone

Il titolo dell'ultimo progetto dei Comitati per l'interramento di viale Lombardia era, fino a ieri sera, avvolto nel mistero. Teodolinda, infatti, tutti sanno che è la regina longobarda che collocò la sede del suo regno a Monza, e vi fondò il Duomo, e la rese grande. Ma il Faraone, chi è? E' il Sindaco (che poi uno pensa alla dinastia Faglia come se fosse un Amenofis)? Oppure è Formigoni (e mi è venuto in mente il suo 'mausoleo' in costruzione all'Isola)? Oppure, ancora, è l'Anas (molto prossima al concetto stesso di mummia)? Niente di tutto questo. Il Faraone, avvicinato e paragonato a Teodolinda, è «The big dig», la grande opera sotterranea e sottomarina realizzata a Boston negli ultimi dieci anni: un tunnel autostradale che attraversa la città per 5,6 km, la cui realizzazione ha avuto un costo di 15 miliardi di dollari. Eccolo, il Faraone, il megaprogetto (faraonico, appunto) rispetto al quale Teodolinda, ovvero l'interramento del tratto monzese della Valassina, sembra piccola cosa. Nel dibattito che ha seguito la proiezione del documentario, Faglia ha ricordato il rapporto del Comune con Anas, Confalonieri ha ragguagliato la platea sulle novità del progetto (finalmente collegato al sistema delle autostrade), Mariani ha tentato timidamente un affondo polemico, ricordando tra l'altro la 'sua' metropolitana a fune (un progetto folle che fortunatamente rappresenta, per la nostra città, soltanto un ricordo) e Mosca ha attaccato destra e sinistra, come ormai fa sempre, in una critica alla politica e ai politici che esclude, guarda caso, soltanto Mosca stesso. Personalmente, ho chiesto una moratoria alle polemiche e agli scaricabarili (di 'barili' sulla Valassina ne viaggiano tanti quanti sono gli autoveicoli in transito), ricordando la necessità di un impegno di tutti. Attendiamo il 27 novembre, quando Di Pietro tornerà a Monza, e la Regione ci dirà se ci sta, come tutti ci auguriamo. Viale Lombardia va fatto e verificheremo che non ci siano altri intoppi, altri ostacoli. Tutto il resto è polemica politica da quattro soldi, che lasciamo ai più furbi. Ci sono oggi, c'erano al tempo di Teodolinda, c'erano al tempo del Faraone.

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regione, monza

giovedì, novembre 09, 2006

Arese e i bradipi

La nuova campagna di comunicazione dell'Alfa Romeo ha come protagonista un bradipo, che prende velocità soltanto nel momento in cui salta sulla sua 147. Un bel soggetto, all'insegna della sbradipizzazione e del motto "Stay alive" (www.stayalive.it), talmente azzeccato che ci ricorda la vicenda dell'Alfa di Arese. Anche qui, per anni, i bradipi sono stati al lavoro e, tra di loro, si sono distinti i bradipi regionali. Promesse, accordi e grandi progetti finiti puntualmente nel nulla, mentre si prorogava la cassa integrazione e l'incertezza per i lavoratori rimasti (ancora ce ne sono 347 in attesa di risposta). Una brutta storia lombarda, che si intreccia con le campagne ambientaliste (leggi: idrogeno) e con il progetto del Polo per la mobilità sostenibile che avrebbe dovuto trovare sede all'interno dell'area da 2 milioni di metri quadri dello stabilimento di Arese. Il modello Formigoni, proprio a partire da Arese, dimostra la sua lentezza e inadeguatezza, nel gestire i processi di riconversione industriale e nell'aggredire il tema dell'inquinamento. Come se, appunto, avessimo dei bradipi al governo regionale. Ma la pubblicità ci spiega che anche i bradipi possono essere soggetti a straordinarie accelerazioni: e così, dopo tanti anni di inerzia, pare che un progetto regionale ci sia e che questa volta verrà anche realizzato. Prevede che sul 50% dell'area si possa costruire, un po' per il 'residenziale', un po' per il 'commerciale'. Ovviamente ci opporremo con tutte le nostre forze a un simile disegno, ma che l'Alfa finisca con il diventare un centro commerciale alla periferia di Milano è un fatto tremendamente formigoniano. E, purtroppo, pensando agli ultimi dodici anni, tremendamente lombardo. Stay alive, Arese.

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regione

mercoledì, novembre 08, 2006

Le cave di Darwin

Tutto mi sarei aspettato dalla vita tranne che, ad un certo punto, mi sarei occupato da 'tecnico' dei Piani cave. Ma ancora meno mi sarei aspettato di ritrovare argomenti di carattere filosofico nella discussione degli stessi. Sì, perché oggi l'assessore Pagnoncelli (l'unico in grado di farci rimpiangere l'assessore Zambetti, con cui ha scambiato poltrona nel corso del rimpasto di giugno) ha fatto riferimento - inconsapevolmente - a un'argomentazione molto raffinata. In commissione si discuteva a partire dal fatto che la Ue pretende che i Piani cave siano predisposti anche alla luce di una Vas, ovvero di una Valutazione ambientale strategica. La Regione Lombardia spiega che è d'accordo, ma che per tutti i Piani cave in discussione la Vas non serve se antecedenti al 2004, anno nel quale è entrata in vigore questa prescrizione. Siccome quasi tutti i Piani cave in discussione (Pavia, Sondrio, Bergamo e Brescia) hanno visto iniziare il loro iter prima del 2004, è facile concludere che la Vas non verrà adottatta per nessuno di questi provvedimenti (che riguardano, però, i prossimi anni). Una disquisizione "dell'inizio" di sapore metafisico, pessima dal punto di vista politico e amministrativo, ma di grande interesse dal punto di vista ontologico. Pagnoncelli s'interroga e ci chiede: quando si può dire che nasca un Piano cave? Quando l'ha concepito la Provincia (l'assessore azzarda: quando è stato incaricato un consulente per redigerlo), quando l'ha completamente trasformato la Regione o, addirittura, quando - come crediamo - iniziano i lavori di escavazione? Se la norma prevede che la Vas sia necessaria - per tutelare il territorio e la salute dei cittadini - non valgono i termini a quo stabiliti artatamente attraverso sofisticherie e tecnicismi da leguleio. A meno di non voler credere che i Piani cave facciano parte del disegno divino e dimostrino l'esistenza di un preciso Piano ben più ampio e articolato e precedente (Pagnoncelli 'creazionista' contro Darwin e la selezione amministrativa delle cave?). Oppure è la solita presa in giro. Appunto.

postato da civati, 19:45 | link | commenti
regione

martedì, novembre 07, 2006