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mercoledì, febbraio 28, 2007

Lodi all'ambiente

Stasera, ore 21, sarò a Lodi, sala San Paolo (via Fanfulla, 3), a discutere di ambiente, cercando di spiegare perché è così importante una strategia ambientale dei Ds, dell'Ulivo e dell'Unione. Speriamo di convincerci...

postato da civati, 13:38 | link | commenti

"Come ogni normalissima domenica dell'anno"

Mi scrive Elena, ancora sul blocco di domenica e ancora per denunciare il suo esito fallimentare: I casi della vita… Dovevo andare a comprare la cucina all’Ikea proprio domenica che c’era il blocco delle auto! Vabbe’, meno male – mi son detta -  che a Bisceglie parte una navetta ogni 20 minuti e, anzi! Magari non trovero’ neanche tanta confusione…Chi vuoi che vada all’Ikea a piedi? Sulla navetta, una bella sorpresa! Trovo un buono che premia i fedeli ed ecologisti con il  rimborso delle spese di trasporto sui mobili acquistati proprio il 25 febbraio, giornata del blocco del traffico padano. Fantastico! Sulla navetta eravamo in 4. Il parcheggio dell’Ikea era stracolmo già alle 10.30 del mattino, come – suppongo -  ogni normalissima domenica dell’anno… Non solo. Alle casse (dopo un’avventura durata 4 ore, ma questi sono fatti miei) alle 14 del pomeriggio nessuno sapeva niente della promozione della giornata. Ancora nessuno si era presentato con il prezioso buono… Ho perso altri 30 minuti perche’ la ragazza fosse istruita a dovere su come effettuare le operazioni di cassa. Insomma, signora mia, un successone!!! Ammetto che l’idea era davvero straordinaria, soprattutto perche’ l’iniziativa era segnalata anche sulla home page del loro sito…

postato da civati, 10:28 | link | commenti (2)
regione

martedì, febbraio 27, 2007

La cura delle parole

Ci sono tanti libri scritti da politici (in pochi casi, vale la pena di leggerli). E poi ci sono i tanti libri che i politici dovrebbero leggere, per migliorare il proprio lavoro, anzi, come voleva Aristotele, per aristéuein, per migliorare se stessi (per la precisione: agire per diventare migliori, ma anche leggere può essere d'aiuto). Parlo, in questo caso, di Imparare democrazia di Gustavo Zagrebelsky (lo ha appena ripubblicato Einaudi). Al centro di questo breve saggio - a cui si aggiunge un'antologia molto curata - c'è la necessità della promozione di uno spirito pubblico come sostegno e linfa della vita democratica di un paese; la concezione della democrazia quale naturalmente relativistica («l'orgoglio dell'Occidente democratico») che si preoccupa soprattutto del «grado di originalità di ciascuno dei suoi membri»; l'idea che la democrazia sia essenzialmente «discussione, ragionare insieme»: filologica, nel senso socratico di amante del dialogo. Una democrazia che si può imparare, appunto, perché è per sua natura sperimentale e aperta al riconoscimento dell'errore. Una democrazia, ancora, che è nemica del privilegio e del favoritismo. Una democrazia - ed è il punto che mi piace di più - che ha diligente «cura delle parole», gli strumenti attraverso i quali il dialogo (che è la democrazia stessa), si sviluppa e si articola. Un libro piccolo e grande, consigliato a tutti ma, con particolare riguardo, ai politici che vogliono imparare e che sanno di non dover smettere mai di farlo.

postato da civati, 13:07 | link | commenti

Fagliasindaco.it

Prosegue su www.fagliasindaco.it la campagna per il programma, partecipato e condiviso dai cittadini, scritto a mille e più mani, come ci piace pensare. Le iniziative nei quartieri e la giornata del programma del 10 marzo 2007, presso la Cascina Costa Alta nel Parco di Monza, a partire dalle ore 9.30. Visitate e contribuite con le vostre idee per rendere Monza migliore.

postato da civati, 09:28 | link | commenti

Monza chiama Brescia

Martedì 6 marzo 2007, ore 21, Sala Maddalena, Michele Faglia, sindaco di Monza, incontrerà Paolo Corsini, sindaco di Brescia, in un incontro dedicato alla cultura delle città, alla loro vocazione, alla loro missione. Due belle città della Lombardia a confronto. L'invito. Vi aspettiamo.

postato da civati, 09:06 | link | commenti
cultura, regione, monza

Se l'auto è elettrica

Formigoni ha replicato duramente alle nostre accuse rispetto al fallimento del blocco di domenica. Il Giornale ha ripreso fonti regionali (immaginiamo della stessa presidenza) e ha scritto che parliamo con il motore accesso, facendo riferimento al fatto che in tv siamo apparsi, il consigliere Monguzzi ed io, su di un'auto. Accesa, è vero. Peccato che fosse elettrica, però, e che fosse in corso un piccolo tour di qualche metro in largo Cairoli e a titolo perfettamente dimostrativo. L'ultimo scivolone del presidente, nella giornata del blocco che non era un blocco. E l'auto non era un'auto (come le altre). Poveri noi.

postato da civati, 08:37 | link | commenti (2)
regione

lunedì, febbraio 26, 2007

Mentre Lorenzo dorme

Questo era, in una prima fase della sua lavorazione, il titolo di Saturno contro, il nuovo, straordinario film di Ferzan Ozpetek. Con echi alla Almodóvar (penso in particolare a Parla con lei) e una tensione vicina all'ultimo Moretti (la morte ne La stanza del figlio e la crisi coniugale de Il caimano), il film parla della separazione e della sua impossibilità, della mancanza, dei giorni, difficili, della perdita e dell'abbandono. E' un film drammatico, ma aperto a un esito incerto e, Saturno nonostante, di speranza. Il pianeta della malinconia si mette subito di traverso nella vita di un gruppo di amici - che non può non richiamare alla mente la comunità delle Fate ignoranti -, mettendo in discussione le loro relazioni, mentre Lorenzo dorme, colpito da un'emorragia cerebrale. La trama si dipana così nella triste attesa di un decesso, attraverso un richiamo sobrio e pudico all'eutanasia e ai 'dico', con la costante della ricerca dell'amore nelle sue forme più imprevedibili. Una ripresa in piano-sequenza del duo di amanti Ferrari-Accorsi per le strade della Roma più bella è non raccontabile, il finale al Circeo è struggente, anche grazie a Neffa e alla sua Passione. Ma non vi dico di più: solo di andarlo a vedere, appena potete. Ne vale la pena.

postato da civati, 01:56 | link | commenti (2)

domenica, febbraio 25, 2007

Storia della colonnina inutile

Quando la natura si accanisce, il banchetto soccombe: a Milano, nonostante l'impegno dei Verdi, eravamo in pochi con Carlo Monguzzi, sotto una pioggia battente. Abbiamo però avuto modo di scoprire qualcosa, nonostante le condizioni avverse del tempo. Prima di tutto, Luigi Riccardi della Fiab ci ha parlato di Bolzano, confermando la nostra predilezione per la città sudtirolese, che abbiamo incontrato soltanto qualche giorno fa a Monza, avviando una collaborazione che porterà certamente i suoi frutti in campo ambientale. In secondo luogo, abbiamo provato un'auto elettrica e scoperto che a Milano di colonne per ricaricarla ce n'è soltanto una, presso l'Università degli Studi, in Largo Richini. Una colonna inaugurata almeno due volte, che dovrebbe rispondere al fabbisogno di un'intera città per quanto riguarda l'alimentazione delle auto elettriche. Le altre 19 promesse, comunque pochissime, arriveranno. Dalla colonna infame alla colonnina inutile, Milano fa grandi passi avanti. Sigh.

postato da civati, 17:32 | link | commenti (7)
regione

Piove, piove... ma l'auto ancor si muove

Il famoso blocco 'padano', con i pochi comuni che vi hanno aderito, con tutte le deroghe del mondo, con gli euro4 liberi di circolare, con i pochissimi controlli, non sta funzionando. In compenso pioviggina e le polveri si abbasseranno grazie al clima e non certo per le politiche regionali per l'ambiente. Stamattina, nonostante il tempo da lupi, circa 300 biciclette si sono radunate in piazza Roma, a Monza, per celebrare la bicicletta e le iniziative in campo ambientale di un'amministrazione, quella guidata da Faglia, che ha fatto molto in questi anni per cambiare le cose. In uno scenario da classica del Nord, che più che la Brianza ricordava le Fiandre, il sindaco ha guidato stoicamente un tour lungo le piste monzesi, per ribadire un impegno strategico per l'ambiente che passa anche attraverso la promozione di una mobilità diversa, più dolce e razionale. In bicicletta è arrivata una folta delegazione da Vimercate e segnalo anche il caso di Raffaele da Triuggio e Miriam da Seregno, primatisti in quanto a chilometri coperti per raggiungere la manifestazione: pare che "più in su" il tempo fosse ancora peggiore, e molti hanno quindi preferito rimanere a casa. Noi, però, torneremo ad occupare le piazze con le nostre bici, perché, insieme ai treni e alle rinnovabili, le biciclette sono la soluzione. A meno di non volerci limitare a questi blocchi sporadici che, così come sono organizzati, sembrano soltanto delle inutili ricorrenze.

postato da civati, 12:48 | link | commenti
regione, monza

Monza by night

A Monza, nella stessa sera, si può andare nello stesso posto a vedere uno spettacolo teatrale, visitare una mostra, partecipare ad un incontro sul parco e andare avanti fino a "notte fonda" ballando in una festa sulla terrazza. E' quello che è successo, ad esempio, ieri sera al Binario 7, il centro che con brutta parola si dice polifunzionale e, in questo caso, è vero. Chi vive in questa città da tanti anni deve ammettere che si tratta di una 'bella' rivoluzione. E incontrare all'ingresso il nostro sindaco, tra gli spettatori del teatro e i ragazzi in maschera, dà la dimensione del cambiamento profondo e 'leggero' insieme, a cui abbiamo assistito in questi anni.

postato da civati, 09:46 | link | commenti
monza

sabato, febbraio 24, 2007

Il panda a idrogeno

Oggi pomeriggio su Rai3, trasmissione speciale, specialissima sul blocco di domani. Mercedes Bresso e Roberto Formigoni, in perfetta par condicio, duettano sul tema, con l'interlocuzione di Legambiente. La chicca è, come sempre, a cura del presidente lombardo. Il suo ingresso in scena è strepitoso: appare alla guida di una panda a idrogeno, vantando la sperimentazione di alcuni autoveicoli che vanno ad idrogeno e che circolano a Mantova. Pare siano cinque di numero, le panda mantovane: hanno un nome e hanno un destino. Sono pochissime e vivono in una sorta di riserva, mentre centinaia di migliaia di auto, contrariamente alle previsioni di Formigoni (che aveva annunciato: «nel 2005, in Lombardia, solo auto a idrogeno»), inquinano come non mai: in coerenza con la loro vasta diffusione, le auto a idrogeno non potevano che essere panda. C'è del genio, in tutto questo.

postato da civati, 19:56 | link | commenti
regione

Nel nulla, senza nemmeno saperlo

Everyman di Philip Roth è un libro duro, fin dalla copertina che Einaudi propone ai lettori. Ed è un libro 'nero', fin dalle sue primissime righe: quell'incipit «intorno alla fossa» lascia davvero poco spazio ad equivoci. Ambientato ben al di là del tempo in cui «la giovinezza impallidisce», come vuole il Keats dell'epigrafe, è un libro dedicato al tempo che passa, anzi al tempo che è già passato. Quel nulla, che è insieme la vita e la morte, è sempre presente, anche nella tensione verso di esso, della malattia, della decadenza, della trasformazione di sé irreversibile, descritta implacabilmente e senza consolazione, operazione dopo operazione, incidente dopo incidente. Che Roth fosse spietato, lo sapevamo da tempo e - non si può negarlo - è la spietatezza una delle sue corde migliori. Ora però, dopo avere indagato ne L'animale morente una gelosia senile e tardiva e perciò ancor più ossessiva, Roth descrive quello che l'uomo non è più, con il protagonista alle prese con un ricordo impossibile e mai soddisfacente dei momenti salienti della propria vita, dell'infanzia dorata, dei suoi successi e dei suoi amori e dei suoi tradimenti verso il giudizio più implacabile: di non essere quello che avrebbe voluto, una constatazione senz'appello e senza redenzione. Ritrovandosi così nel nulla, senza nemmeno essersene reso conto.

postato da civati, 19:50 | link | commenti

Mulini a traffico limitato

La giunta Faglia estende la zona a traffico limitato a tutta l'area dei Mulini, oltre il Lambro, dalla passarella del ponte dei Leoni fino a via Santa Maddalena. Via le auto parcheggiate, che potranno trovare posto nel parcheggio interrato dell'area Cambiaghi e sulla sua superficie. Lo Spalto Isolino così recuperato sarà riqualificato, come già la piazzetta nei pressi del ponte. Il progetto dei piccoli navigli monzesi con bar e ristoranti (che già ci sono) potrà finalmente vedere la luce: una novità importante anche dal punto di vista ambientale, perché si estende l'area pedonale e a traffico limitato - in attesa della riqualificazione di piazza Trento - in una delle zone più suggestive della città, dove un tempo c'erano i mulini e dove scorreva l'acqua del Lambro (di qui il toponimo Isolino per lo spalto oggetto dell'intervento del Comune). Mulini a traffico limitato, insomma. E non è poco per una bella città della Lombardia.

postato da civati, 16:36 | link | commenti
monza

Sguardi periferici

Saprete certamente cos'è Contromano, la collana di Laterza dedicata ai punti di vista sulle città. Bene, una mia cara amica mi ha regalato Periferie a cura di Stefania Scateni, che vede la partecipazione, tra gli altri, dell'amico Gianni Biondillo. Con Gianni ne avevamo parlato, quando era stato a Monza alla Festa dell'Unità. Ed è la prima di una lunga serie di coincidenze. L'epigrafe è - l'ho usata anch'io di recente - «là dove c'è il pericolo, cresce anche ciò che salva» di Hölderlin. La terza coincidenza è che nell'introduzione si dice «non mi risulta che ci sia stato un politico che si sia 'avventurato' in una delle periferie della nostra città». Bene, proprio l'altra sera, in occasione del primo confronto tra Michele Faglia e i cittadini, Michele ha rilanciato un impegno sulle periferie, ch'era al centro del programma elettorale del 2002 e che ha visto numerose realizzazioni nei cinque anni del suo governo. Superare il concetto di periferia e dotare i quartieri di una nuova piazza, di una zona pedonale o ZTL e di un centro civico sono obiettivi ambiziosi: in alcune zone della città, già raggiunti, in altre, in via di realizzazione. Tra gli altri, segnalo il caso del quartiere Cederna, dove l'area del cotonificio diventerà, se mi passate l'espressione, il nuovo centro di una periferia che non lo è più. Certo, Monza non è Milano, né Napoli o Torino e le periferie sono più contenute e meno critiche. Ma l'impegno è proprio quello di estendere la qualità della vita dal centro storico, da anni lastricato di porfido, illuminato e ricco, a quei rioni della città dimenticati da troppo tempo. Ora non più.

postato da civati, 15:28 | link | commenti
monza

Bis

Spazio ombelicale, aut. min. rich.
A volte, penso che ci vorrebbe, anche nella vita, la possibilità di un bis. Come per i governi. Un giorno, si radunano tutti i pensieri, si prova a metterli in fila, si chiede la loro convergenza sul testo di una mozione di indirizzo. Lo so, è strano chiedere alle emozioni di votare una mozione. Ma, a volte, è importante, forse decisivo. Dibattito acceso e voto finale. Poi, se la maggioranza non c'è, o il quorum è troppo alto, si prende e si sale sulla cima di un colle (dalle nostre parti ce ne sono tanti) e si chiede a un vecchio ed elegante signore che parla in modo forbito cosa accidenti fare. Lui convoca i tuoi amici, chi ti vuole bene e chi ti vuole male, e poi - in una conferenza stampa sobria e misurata - ti spiega se optare per il rinvio alle Camere, per un rimpasto, per il ritorno alle urne. Siccome quest'anno di elezioni ce ne sono - e per me di importantissime - preferirei che il vegliardo mi proponesse un bis. Con un allargamento dei motivi per stare bene, la focalizzazione degli obiettivi più importanti, la serenità di una pratica parlamentare meno fluttuante. Una soluzione che costringa le emozioni dissidenti a darsi una regolata (o a dimettersi, un bel giorno...).
In questi ultimi mesi, ho visto cose che voi umani conoscete perfettamente: delusioni indicibili, legami che scivolano via, paure inenarrabili e attimi non raccontabili di felicità: attimi, d'accordo, ma l'attimo è parente dell'eternità, non dimenticatelo. Adesso, vorrei un bis, qualcosa di sorprendente e di dolce, come l'aria che c'era ieri, nel tardo pomeriggio, a Milano. Vado al mio personale e privato Quirinale e vi faccio sapere se è possibile. Perché lo è, vero?

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Metti, una sera, un buffet a Canonica

Dico o non dico era il titolo dell'iniziativa di ieri sera a Triuggio, il primo dei quattro buffet programmati dalla locale sezione dei Ds e inventati da Pietro Cicardi. La formula conviviale, l'idea di stare sull'attualità con modalità quasi televisive, l'ospite d'eccezione - Aurelio Mancuso, segretario nazionale Arcigay - hanno reso la serata molto piacevole e il dibattito appassionante, come capita sempre più raramente. Gradita la partecipazione dei giovani della Margherita, a riprova (l'ennesima) che il partito democratico - a certe 'latitudini' anagrafiche - non è affatto un miraggio. Prossimo appuntamento, il 23 marzo. Il tema? Lo decideremo pochi giorni prima, nella speranza che - come nel primo caso - non coincida con una crisi di governo :).

postato da civati, 09:10 | link | commenti (4)
diritti

Prodi's back

Sono stato facile, facilissimo profeta: scrivevo giovedì «la soluzione è quella di un allargamento ragionato e misuratissimo della maggioranza parlamentare. Una soluzione pericolosa, ma inevitabile». Oggi, Napolitano rinvierà Prodi alle Camere per la fiducia. Non un bis, ma un Prodi riveduto e corretto, che non potrà permettersi più di andare 'sotto' nelle votazioni su temi decisivi dell'azione di governo. Una soluzione di buon senso, che ci evita la (oggi penosa) esperienza del governo tecnico o di larghe intese che molti colleghi del cosiddetto ceto politico sollecitavano. Non l'avrebbe capita nessuno. Ci aspettiamo responsabilità da parte dei dissidenti e serietà da parte di tutti.

postato da civati, 08:50 | link | commenti (1)

giovedì, febbraio 22, 2007

In piazza e in bicicletta anche per Prodi

Rifondazione comunista chiama alla mobilitazione per la giornata di domenica, chiedendo di essere presenti nelle piazze per dare sostegno al governo Prodi (quello nuovo). Noi, in piazza, saremo già, all'Arengario, a Monza, la mattina, e in Largo Cairoli - a Milano - nel pomeriggio. E saremo in piazza in bicicletta: un modo simbolico per dire che saremo lì anche con Prodi, che condivide la nostra passione ciclistica. E politica. E ambientale. Perché, tra le cose che fanno arrabbiare, c'è anche il fatto che, proprio qualche giorno prima di cadere sull'Afghanistan, il Governo aveva approvato uno straordinario pacchetto di misure per la diffusione dell'energia solare e per la promozione dell'efficienza energetica nelle nostre case. Un motivo in più, per non mancare, domenica, nelle piazze. Con la bicicletta: la nostra e quella di Romano Prodi.

postato da civati, 15:45 | link | commenti (7)
regione, monza

Perché Prodi deve rimanere

Segnalo la più incredibile di tutti i tempi: è di Roberto Calderoli. Dice: «Io penso che o si fa subito la legge elettorale o si va al voto. In ipotesi ci potrebbe quindi essere un governo della durata di due mesi che produce la legge elettorale, un governo di Prodi, l'unico titolato ad avere l'incarico di governo, che però fa solo la legge elettorale e in due mesi e poi si vota». L'uomo della legge elettorale più vergognosa della storia repubblicana, ora chiede un governo di transizione per rifare la sua legge elettorale. E' proprio venuto il momento di ringraziare i dissidenti per averci consentito di subire anche questa umiliazione: il Calderoli reloaded. Anche per questo motivo, Prodi deve rimanere, non ci deve essere alcun cambio di maggioranza strategico, ma solo una verifica degli assetti parlamentari. Che a nessuno vengano in mente strani accrocchi, che non farebbero nient'altro che peggiorare la situazione: mi sembra di rivivere il 1998. Alla luce di quello che è successo dopo, non è proprio il caso.

postato da civati, 12:19 | link | commenti (15)

Le due piazze della Lombardia

Domenica blocco del traffico. L'Unione si mobilita e organizza due manifestazioni. La mattina a Monza, alle ore 10.30, in piazza Roma, all'Arengario, dove sono attese centinaia di biciclette dalla città e dai comuni limitrofi (e, magari, anche da molto più lontano). «Tutte le piste portano a Monza», la città che in questi anni ha investito sulla bicicletta, sulla cosiddetta intermodalità ferro-gomma (nelle sue due stazioni: ed è in arrivo anche la terza stazione cittadina nel quartiere Libertà), sulla promozione delle fonti rinnovabili dell'energia, sulla costituzione di nuove aree verdi (su tutte, il parco del Villoresi). Nel pomeriggio, alle ore 14.30, in piazza del Cannone, a Milano, per denunciare quello che non si fa - e che si potrebbe fare, anche 'subito' - nell'area più congestionata del Paese. Per il traffico, per l'ambiente, per il tempo dei cittadini lombardi e per la loro qualità della vita. Non mancate: le due piazze, quell'ambientalista e quella che potrebbe diventarlo, vi aspettano.

postato da civati, 11:43 | link | commenti

Pippo a Inzago (ennesima puntata)

Ritorniamo sul tema della terza discarica di Inzago, vero e proprio capoluogo regionale del rifiuto, con un comunicato stampa firmato dalle forze dell'Unione.
Dopo due anni di battaglie, anche la Giunta della Regione Lombardia aveva riconosciuto la necessità di dire stop alla terza discarica di Inzago e si era impegnata a sospendere l’inizio delle attività in attesa dell’atto legislativo. Assunzione di responsabilità che tuttavia non ha potuto impedire l’inizio dei lavori suscitando la reazione dell’opposizione regionale che oggi, mercoledì 21 febbraio 2007, in Commissione ha chiesto perentoriamente al presidente Maullu che ottenga dall’assessore precisazioni rispetto alla modalità con cui sta operando per dar seguito alle garanzie fornite. “Noi seguiamo da tempo la vicenda della discarica di Inzago e l’assessore Buscemi si era preso l’impegno di trovare una soluzione, ovvero di sospendere l’autorizzazione in attesa che decidesse il Consiglio regionale. Ma se la popolazione vede partire i lavori, allora vuol dire che nei fatti la vicenda sta finendo molto male”, osserva il consigliere regionale dei Ds-Ulivo Giuseppe Civati. “Siamo dalla parte dei cittadini e degli amministratori del territorio – aggiunge Maria Grazia Fabrizio, consigliere regionale della Margherita-Ulivo – perciò giudichiamo paradossale che si debba lottare dall’interno delle istituzioni per ottenere quello che all’interno delle istituzioni era stato promesso”. “Inzago ha ragioni da vendere e noi abbiamo tutte le intenzioni di farle valere nella sede istituzionale con la revoca dell’autorizzazione. Se ciò non dovesse accadere, saremo a fianco dei cittadini a bloccare le ruspe”, ha detto Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi.

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mercoledì, febbraio 21, 2007

Domani è un altro giorno

Lo avevo preconizzato, senza volerlo, qualche riga qui sotto. Oggi il governo è andato 'sotto' al Senato sulla politica estera e si è aperta una vera e propria crisi: Napolitano ha accettato con riserva le dimissioni di Prodi e domani mattina avvierà le consultazioni di rito. Credo alcune cose, semplici semplici. Credo che si sia trattato di un grave incidente, di segno tutto politico, da non banalizzare. Credo che Prodi debba andare avanti, senza stravolgere la maggioranza. Credo che la fiducia, il governo, l'avrà anche al Senato. Credo che i famosi dissidenti siano delle persone di una irresponsabilità totale. Credo che la prossima volta, ad esempio, su casi tipo Vicenza si dovrà prestare più attenzione (d'altronde, credo anche che D'Alema oggi sia stato impeccabile). Domani è un altro giorno, dicevamo in campagna elettorale, pensando al dopo Berlusconi. Slogan da Via col vento ancora utile, evidentemente, a neanche un anno da quella notte di aprile.

postato da civati, 20:45 | link | commenti (12)

martedì, febbraio 20, 2007

"Telefono casa": Campagna di sensibilizzazione per evitare la chiusura dei phone center
 
I phone center sono un servizio importante per gli stranieri residenti in Italia, per mettersi in collegamento con i propri familiari al di là del mare e continuare a coltivare i propri affetti, nonostante la distanza. La legge regionale, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti logistici e igienico-sanitari, si è rivelata troppo restrittiva: la stragrande maggioranza dei phone center rischia la chiusura. Se attorno a questi esercizi si sono in alcuni casi registrati problemi, questi vanno affrontati senza privare le nostre città di un servizio importante e senza affossare iniziative imprenditoriali del tutto legittime. Chiediamo da tempo che la legge sia rivista e che le scadenze che impone siano prorogate, perché – d’intesa con le associazioni degli operatori – si possa evitare che il servizio sia interrotto. Per sostenere la nostra richiesta, abbiamo promosso una raccolta di firme, a cui potete aderire inviando una email al seguente indirizzo: campagnaphonecenter@dsregionelombardia.it. Per la civiltà della nostra regione e per la dignità di tutti i cittadini che vi risiedono.

postato da civati, 16:58 | link | commenti (1)
regione

113

E' il numero degli emendamenti al Piano di governo del territorio rimasti in vita: si era partiti da 20.000 circa, la destra ne aveva ritirati nel corso della seduta 19.000 e, ora, gli 'uffici', come si suol dire, ne hanno considerati ammissibili 113. Si entra perciò nella fase finale, di votazione dell'oggetto, la cui discussione in aula è iniziata ai primi di luglio dello scorso anno. Avevamo concepito il ritiro degli emendamenti come un segnale distensivo della minoranza, ma ci sbagliavamo: ieri in Consiglio comunale dibattito molto teso, soprattutto a causa della selva di accuse (molto gravi) rivolte da alcuni consiglieri di opposizione ai funzionari di compromissione con la giunta e di soggezione nei suoi confronti: quasi a dire che i pareri tecnici sono di segno politico. Accuse che provenivano, curiosamente, dagli stessi teorici dell'ostruzionismo totale, i vessilliferi del blocco di qualsivoglia attività dell'amministrazione Faglia, gli esperti di filibustering (orgogliosi di esserlo) che avevamo fin qui conosciuto. Ora hanno cambiato strategia, "ma anche no": cercheranno fino alla fine di rendere impervio l'iter verso l'adozione del Piano, nonostante il 25 marzo scadano le famose salvaguardie e il rischio sia quello di tornare ad un piano regolatore vecchio di trentasei anni e pieno di cemento.

postato da civati, 08:47 | link | commenti
monza

lunedì, febbraio 19, 2007

Il diritto alla lentezza

Un giorno, ero a Parigi ed ero molto giovane, e sono stato al Père Lachaise. Tutti a cercare Jim Morrison, ma io avevo una premura. Andare a visitare la tomba di Paul Lafargue, il genero di Marx (aveva sposato Laura, che pare fosse bellissima) che aveva firmato un libretto famoso, Le droit à la paresse, che poi sarebbe Il diritto all'ozio (ma anche alla pigrizia). Era comunista così, Lafargue, e in quel libro si preoccupava di affermare, anche per il proletariato, le ragioni di quello che oggi definiremmo "tempo libero". Mi viene in mente ora, Lafargue, perché la questione del tempo e della sua disponibilità (quando lo capirà la politica?) è molto collegata al nostro 'momento' e perché fa segno alla celebrazione odierna della giornata della lentezza. Che abbiamo bisogno di andare più piano e meglio, lo abbiamo imparato da un altro grande, l'indimenticabile Alexander Langer. Da Milan Kundera sappiamo che "nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all'intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensità dell'oblio". Ci sono anche esempi più prosaici: andare troppo veloci in autostrada, oltre ad essere pericoloso, aumenta vertiginosamente il Pm10. Lavorare "alla milanese", dovendo presentare il risultato del proprio lavoro "per domattina", non è sempre salutare. Assumere decisioni senza averle ponderate, non aiuta a vivere bene. Scambiare la prontezza di spirito per intelligenza, come voleva qualcuno, genera mostri. Faccio una proposta rivoluzionaria: sospendere il giudizio, aspettare la risposta, attendere che la soluzione arrivi e si profili all'orizzonte. A little patience, del resto, cantano i Take that: per il giorno della lentezza, e anche per il resto dell'anno, può valere la pena di fare così...

postato da civati, 14:44 | link | commenti (1)
diritti

domenica, febbraio 18, 2007

Verso la limonera: la Brianza non ci sarà più

Qualcuno deve avere frainteso il senso dell'affermazione che si intende 'costruire' una nuova provincia in Brianza. Mi spiego. Aspettando la grande manifestazione monzese, oggi tour in bicicletta attraverso le colline della Brianza: la Voliera per umani del Parco di Monza, San Giorgio, e poi - lungo il Moltenino - fino a Canonica, Tregasio, Montesiro, la bellissima 'limonera' di Monticello e poi giù, verso Rogoredo, Velate, con pausa al mitico Cinq ghei prima del ritorno a casa. Era il primo giro compiuto della stagione, una cinquantina di chilometri per rifare la gamba e per passare in rassegna alcuni luoghi del ricordo: una cerimonia che si ripete ogni anno, attraversando amici, amori, momenti, stagioni in paesaggi familiari che ormai mi accompagnano da quasi venti anni (accidenti). Con Luca, compagno di viaggio e affezionato esploratore di 'piste' brianzole, abbiamo però registrato, dolorosamente, che gli anni passano per noi, ma soprattutto per il povero territorio della Brianza: le famose costruzioni celebrate con sarcasmo da Gadda («di ville! di villule! di villoni ripieni di villette isolate […] gli architetti pastrufaziani avevano ingioiellato, poco a poco, un po’ tutti, i vaghissimi e placidi colli») e rese celebri dai fotoromanzi berlusconiani, ora si stanno letteralmente moltiplicando. Nuove costruzioni, nuove strade, nuovi parcheggi, dove c'eran prati e panorami e declivi e pendici. Ogni anno, sempre di più. A negare la vista alle villette precedenti, destinate a perdere la visuale a causa di quelle che - certamente - verranno. E non solo le famose villette a schiera, ma anche condomini, cascine 'rialzate' e 'allargate', strane soluzioni architettoniche un po' ovunque. Forse è il caso di fermarsi. Il mio è un appello, rivolto in primo luogo ai Comuni e agli amministratori: prima che della Brianza, oltre ai pensieri di Luca e miei, rimanga soltanto un ricordo. Fermiamoci: dopo c'è, non solo metaforicamente, il precipizio.

postato da civati, 19:47 | link | commenti

Due cose su Vicenza

Di Vicenza penso - e l'ho detto in varie occasioni - che le ragioni dell'opposizione all'ampliamento della base militare americana siano abbondanti e ragionevoli e che l'Unione debba farsene carico. Trovo però incomprensibile che esponenti dell'Ulivo abbiano voluto partecipare alla manifestazione di ieri (nella quale il messaggio era, tra gli altri, quello di mettere in crisi il governo): una forza politica matura e consapevole di se stessa e delle responsabilità che si trova ad assumere, dovrebbe risolvere i problemi con decisioni più articolate piuttosto che manifestare contro se stessa. Sono scene che abbiamo già visto: era il 1998. Non vorrei che qualcuno volesse celebrare il decennale con un anno di anticipo.

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Faglia, la signora in rosso e la partecipazione

La Signora in rosso, anziché citare i grandi intellettuali eroi della sinistra, parla di Odile, una madre single, Karim da Tolone e di Diam's, un rapper francese. Scrive così l'Economist, dedicando un servizio a Ségolène Royal, nel quale viene descritto - molto criticamente, per la verità - il discorso di presentazione del suo "patto presidenziale". Quello che mi piace sottolineare è che Royal ha presentato il suo progetto soltanto dopo aver concluso una lunga fase di ascolto, nella quale ha organizzato più di 6000 incontri nelle città di tutta la Francia e 135000 contributi 'postati' sul suo sito web. Se posso, mi piace pensare che anche Faglia stia lavorando in questa direzione, organizzando numerosi momenti di confronto e di dialogo con i cittadini di ogni zona della nostra città, partendo proprio dalle loro considerazioni e dalle loro proposte. Un fatto importante per chi ama una politica aperta e davvero democratica, decisa alla luce del sole - au grand jour, vorrebbe la Signora in rosso - anziché nelle segrete stanze di oligarchi più o meno in buona fede.

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diritti, monza

I Dico in Brianza

Ho letto con piacere della presa di posizione del cardinale Tettamanzi sulle convivenze e sul ruolo della Chiesa nella società occidentale: non c'è solo Ruini e questo conforta chi, come me, guarda al mondo cattolico con rispetto e interesse. Tettamanzi viene da un piccolo paese della Brianza profonda e ancora di molto tradizionale, non da San Francisco, ma ha compreso che la società è cambiata e la Chiesa vive al suo interno, e ha spiegato che - come insegnava Martini - è sbagliato banalizzare e annichilire le posizioni altrui. Personalmente, credo che i Dico non feriscano la sensibilità di nessuno e che possano essere un'occasione importante per estendere diritti civili a chi non ne ha, in particolare alle coppie omosessuali, in ragione di un fatto amministrativo e burocratico, ma anche tutto culturale. Proprio in Brianza, a Triuggio, vicino al paesino di cui sopra, ne discuteremo venerdì sera con Aurelio Mancuso (che è scettico, sui Dico, da sinistra), in una serata di dibattito e di confronto molto originale. il volantino lo trovate qui.

postato da civati, 09:31 | link | commenti (2)
diritti

Prima vera

Non so voi, ma questa sera, per me, è stata la prima vera serata di primavera. Che "l'inverno del nostro scontento" sia finito è tutto da verificare, ma il cielo stellato e l'aria dolce fanno ben sperare (anche se domani, come dicono le previsioni, sarà brutto anziché no).

postato da civati, 02:52 | link | commenti

sabato, febbraio 17, 2007

Silenzio, sono le sirene

Pensando, tra l'altro, alle ninfe, attraversavo nel pomeriggio una libreria e non potevo non imbattermi ne Il mito delle Sirene di Maurizio Bettini e Luigi Spina (Einaudi). Ho cercato di resistere alla tentazione, ma - non avendo una Circe a cui telefonare per sapere come evitare l'"incauto acquisto" - la curiosità mi ha vinto. Il libro, come lo scoglio delle sirene, è straordinario. Altro che. Le Sirene fanno parte di quel vasto insieme di «mostri e ibridi», tipo le arpie, le gorgoni, le erinni e le sfingi (ma anche, per le pari opportunità, i satiri e i sileni) «che agivano sia sopra che sotto la terra abitata dai mortali, da singoli o in gruppo». E fin qui ci siamo: come sappiamo già che il loro nome fa segno al legame, alla 'corda', nel senso del richiamo del loro canto e di quella fune con cui Ulisse si lega all'albero della nave per non rischiare di correre da loro (che faccia bene o male, sta tutto in quei concetti di debolezza della volontà e, d'altra parte, di vitale curiosità intorno al quale è costruito il mito). Quello che scopriamo, leggendo, è sensazionale. Almeno in due direzioni. La prima viene dal racconto di Maurizio Bettini, che azzarda una soluzione sul contenuto del canto delle Sirene, in una sorta di confessione di Ulisse: «Quelle voci [...] non erano più le voci delle Sirene, ma quelle di tutte le donne che avevo amato. Udivo la voce di Calipso, che risuonava roca nella grotta mentre mi stringeva fra le braccia, e non voleva più lasciarmi andare; la voce di Penelope che, a casa, cantava mentre mi preparava il letto, e io sentivo quanto desideravo tornare da lei; udivo perfino la voce di Nausicaa, che ancora non conoscevo, ma che mi aveva già innamorato, [...]; e la voce di Circe che mi diceva di tenermi alla larga dallo scoglio delle Sirene». La conclusione è affascinante: «Perché nella loro voce si sente l'amore, quello del passato e quello del futuro, se ancora te ne resta un po' da vivere, la gioia tutta insieme, come se il tempo non esistesse più e la morte fosse stata cancellata».
Sarebbe già da applausi, se non scoprissimo una seconda possibilità, ancora più sconvolgente. Chi conosce Kafka, già lo sa, e sa che, nella sua reinterpretazione del mito, l'eroe le orecchie se le era tappate eccome. Ma quello che Ulisse (e noi con lui) non sapevamo è il fatto che «le Sirene hanno un'arma ancor più terribile del canto, ed è il loro silenzio». Chiaro? «E' forse pensabile, sebbene non sia mai successo, che qualcuno possa salvarsi dal loro canto, sicuramente non dal loro ammutolire». L'Ulisse di Kafka rischia così di "farsi un film", diremmo noi oggi: «Non udì il loro silenzio, credette che cantassero e che lui soltanto fosse preservato dall'udirle; dapprima vide fuggevolmente il volgersi delle loro gole, il profondo respirare, gli occhi pieni di lacrime, la bocca socchiusa» e credette «che questo facesse parte delle melodie che risuonavano inascoltate attorno a lui» (bellissimo). Ma forse, dice Kafka, non andò così: e potremmo anche pensare che Ulisse avesse notato che le sirene tacessero (in modo, nota Spina, assordante e quasi offensivo) e che si fosse inventato un versione di comodo (a sua volta ingannatrice) da raccontare (e 'raccontarsi') una volta passato lo scoglio. L'unica cosa certa è che «debolezza e curiosità, fragilità e attesa del piacere possono mescolarsi e portare alla resa» e che, per resistere, serve un'astuzia che tra i mortali - proprio perché le sirene spezzano «ben altro che catene e alberi maestri», come vuole ancora Kafka - è rara. Anzi: volevo dire unica.

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Alex!

Che volete che vi dica: nella vita ci sono momenti così, come quelli descritti nel post precedente. E ce ne sono di bellissimi, che ti fanno stare bene. La metafora è - per me è sempre così - il campione della Juventus. Si chiama Alessandro, e oggi ne ha segnati tre, di gol, diventando capocanniere del campionato di serie B: un campionato a cui ormai - nonostante tutto - ci siamo abituati, in un anno in cui la serie B è a sua volta metafora di uno stato di cose (almeno per me). Oggi andava in scena Juventus-Crotone, che a pensarci che giochiamo con il Crotone (sia detto con il dovuto rispetto) uno ancora non ci crede. Ma lui, al solito, ha fatto, di necessità, virtù. Ha preso un pallone al limite dell'area, ha incantato mezza difesa avversaria, l'ha messo sul sinistro - il secondo dei suoi piedi - e l'ha infilato, il pallone, sul palo lontano. Poi, nel secondo tempo, ha segnato un altro gol, sempre di sinistro, facendosi largo tra i giocatori con un tacco (per smarcarsi) e una finta (per ingannarli tutti). E, alla fine, il terzo, di destro, che sembrava "al rallentatore" quello di Dortmund, anche se il tiro rientrava basso, alla sinistra del portiere. Del Piero è così. E' lo stesso giocatore che l'anno scorso si sorbiva la panchina, entrava, segnava, e tornava in panchina la settimana successiva. Il bello è che uno, a stare in panchina, si fa le 'storie': forse è vero che sono finito, forse fanno bene a non farmi giocare, forse c'è qualcosa, nel mio gioco, che non va. O che non basta. E quando ti chiamano a dieci minuti dalla fine, ti sembra anche che ti prendano in giro e che non sia proprio il caso, che entri svogliato e poi magari giochi male e ti senti anche peggio, come quando arrivi a una festa con la gente che sta andando via. Ma anche questo, nel caso di Alex, è servito. Perché, anche in panchina, Alex lo sa, la risposta la devi trovare tu, non aspettare che te la dia qualcuno (che poi magari si scopre che, questo qualcuno, ti vuole anche male). E non è nemmeno il caso di affezionarsi allo 'stoicismo' dello stare lì, che d'inverno fa anche un freddo boia: non ne vale la pena. L'importante è sapere che, anche quando non ti chiamano, tu giochi un grande calcio. E lo devi sapere tu: perché il gioco è tuo. E questa consapevolezza non te la possono levare. Mai.

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il segreto di alex

Gradatamente prima, e poi di colpo

Se siete tra i pochi a non aver letto Le mille luci di New York di Jay McInerney, non so proprio cosa farci. Ma il libro spiega molte delle cose che sono successe da una settimana a questa parte. Almeno a me, s'intende. Il libro, del resto, come la mia settimana, è perfettamente irrecensibile: se volete saperne di più, quindi, leggetelo. Vi basti la citazione con cui si apre: «"Come hai fatto ad andare in rovina?" chiese Bill. "In due modi," rispose Mike, "gradatamente prima, e poi di colpo"» (Fiesta). Ecco cosa penso della settimana che è passata. Che poi uno si mette lì a pensare al perché. E non lo trova. Ci sono momenti così, che non hai idea di dove sei, proprio come vuole McInerney. E per scoprirlo, come nel romanzo (e in quel capolavoro che è Nudi sull'erba, altrettanto consigliato), forse vale la pena di tornare molto, ma molto indietro. Solo che è tardi. Troppo. E poi la settimana non è finita davvero. E poi ce ne sarà un'altra...

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venerdì, febbraio 16, 2007

Misure senza misura: le strane parole dell'inquinamento lombardo

Quando si parla di smog in Lombardia si odono parole arcane. O lontane dal vero significato che dovrebbero avere. Ad esempio, si parla per un anno di ticket d'ingresso a Milano, di pollution charge, di "modello Londra" e poi, al momento della proposta, si ipotizza l'accesso a pagamento di una porzione minima della città (informiamo la giunta di Milano che i giardini di via Palestro, ad esempio, sono già chiusi al traffico). Oppure, pensate al blocco del traffico: innanzitutto, non è un blocco. Viaggiano le auto Euro4, ci sono deroghe a non finire, i controlli sono pochissimi. Lo chiamano 'padano', quello del 25, ma è "a macchia di leopardo" e, nelle diverse regioni, sarà concepito in modo diverso. Per non parlare della famosa "cabina di regia", il 'tavolo' a cui siedono la giunta regionale e gli enti locali. Funziona in un modo curioso: la giunta presenta il suo piano. Gli amministratori locali, che non sono quasi mai d'accordo su nulla, si danno fuoco (contribuendo così all'emissione di polveri sottili) e poi le cose vanno avanti così, fino alla successiva convocazione della cabina di regia. Nel frattempo, Formigoni preferisce il genere letterario del proclama, annunciando svolte epocali e monumentali interventi in campo ambientale. Tipo l'idrogeno, una particolare bufala che è passata attraverso un processo di stagionatura lungo un lustro, neanche fosse un Parmigiano: per ora, l'auto a idrogeno la usa solo il presidente. La legge regionale anti-smog, presentata come il provvedimento più importante della storia (Kyoto ci fa un baffo), non ha obiettivi chiari e nessuna clausola, si chiama così, di valutazione. Insomma, il panorama è desolante. Se solo ci dessero retta, di proposte ne abbiamo fatte un trilione. Per ora ci tocca accontentarci di una cabina di regia in cui il regista è uno solo, stabilisce un blocco che non è un blocco, nella regione in cui Milano non è né Londra, né Kyoto, in cui i cittadini parlano una lingua diversa rispetto a quel gergo, tra il burocratese e l'esoterico, che i loro governanti adottano nelle loro irresistibili conferenze stampa: per prendere misure che, di misura, non ne hanno.

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regione

Monza chiama Bolzano

Mi sono recato a Bolzano alla fine di luglio per incontrare gli amministratori di una delle città più avanzate del Paese in campo ambientale (confrontare il post di allora). Ora sono felice di annunciare che gli amministratori bolzanini ricambieranno, nell'ambito dell'iniziativa Monza chiama Bolzano, che si terrà martedì 20 febbraio, ore 21, Urban center, piazza Castello, Monza.
Da tempo, attraverso il nostro network amministrativo delle Città possibili, seguiamo l'esperienza di Bolzano e dell'Alto Adige, in particolare per quanto riguarda i temi dell'ambiente, della mobilità e dell'innovazione. Per questo abbiamo deciso di invitare gli amministratori della città sudtirolese per un confronto serrato con gli amministratori della città di Monza sulle politiche dell'ecosostenibilità, della mobilità dolce, dell'innovazione in campo ambientale e tecnologico. Ci saranno Klaus Ladinser, assessore all'ambiente del Comune di Bolzano, e Pietro Calò, presidente di Etschwerke ag, l'azienda energetica bolzanina. Con loro, parteciperanno all'incontro il sindaco Michele Faglia e Michele Erba, assessore all'ambiente del Comune di Monza. Modera Marta Villa.

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monza, citta possibili

giovedì, febbraio 15, 2007

Tutto come previsto, Prodi finanzia la provincia di Monza

Comunicato stampa. Nel decreto legge 'milleproroghe' approvato ieri in Senato è contenuto uno stanziamento di 19 milioni di euro destinato alle nuove Province, e quindi anche per la nuova Provincia di Monza e della Brianza. È soddisfatto Giuseppe Civati, segretario Ds di Monza e consigliere regionale dell’Ulivo, che più volte nei mesi scorsi aveva invitato tutti ad abbassare i toni e a cercare un accordo bipartisan per ottenere un risultato che dovrebbe stare a cuore ad entrambi gli schieramenti. “Si superano le incertezze della legge d’istituzione – dichiara Civati -, approvata nella legislatura precedente, con un finanziamento finalmente sostanzioso e sufficiente per completare il percorso verso la nostra nuova provincia. Il governo Prodi e la sua maggioranza mantengono le promesse: una realtà molto dura da accettare per uno schieramento, quello della Cdl, che non è affatto abituato a simili comportamenti. Mi auguro che chi ha voluto speculare in queste settimane soltanto per attaccare il governo e la giunta monzese, finalmente, si fermi. La polemica rischia di apparire, alla luce della votazione di ieri, del tutto inutile”.

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monza

Monza la città: la città sul web

Monza la città, il nuovo settimanale di Monza, è online ed è il benvenuto. Il sito è molto curato, ben fatto e ricco di contenuti e in continuo aggiornamento: perciò, se non volete perdere la prima edizione, affrettatevi.

postato da civati, 14:42 | link | commenti
monza

Cipriano e la sua storia

Qualcuno penserà che sto parlando del vicepresidente del Consiglio regionale, il collega Marco. Niente di più sbagliato, anche perché la vicenda finisce con un martirio: mi riferisco alla Storia di San Cipriano, pubblicata da Adelphi. Cipriano è un vero Faust ante litteram: emerge da un lungo itinerario sapienziale, attraverso la cultura greca e i culti orientali. Tra i quindici e i trent'anni diviene "indovino di grande sapienza", che prevede il futuro attraverso le viscere, il volo degli uccelli, l'incedere irregolare degli animali (chissà cosa farebbe, alle prese con le peppole). Impara a riconoscere le voci che provengono dalle tombe, "i palpiti delle umane ansie", e gli "intrecci verbali" e i "numeri di parole". Nulla gli è ignoto, grazie all'esempio degli ierofanti, dei teurghi, dei maghi, incontrati in terra di Egitto e tra i Caldei. Il suo percorso lo conduce fino a conoscere il diavolo in persona, ad evocarlo per azioni scellerate e turpi, come il tentativo vano di consegnare Giusta ad Aglaide grazie all'ausilio del Maligno. "Avevo tutte le schiere al mio servizio", ricorda Cipriano ormai santo e martire, in un flashback tra il pulp e il noir: eppure la fede di Giusta - che resisterà ad Aglaide - lo convince a convertirsi al cristianesimo e ad abbandonare la magia, diventando vescovo e andando incontro al martirio. L'autrice è Eudocia Augusta, imperatrice d'Oriente parecchio anticonformista. La lettura consigliata.

postato da civati, 11:59 | link | commenti

Tutte le piste portano a Monza

Ecco il titolo della più classica delle classiche del Nord: "tutte le piste portano a Monza". Si tratta del ritrovo ciclistico e ambientalista promosso dall'Unione, in occasione del blocco del traffico, domenica 25 febbraio, alle ore 10.30, in piazza Roma (all'Arengario), nel centro di Monza, la città che ha investito molto in questi anni per la promozione di una cultura della bicicletta, con nuove piste e nuovi servizi. E' una manifestazione regionale promossa da tutti i gruppi dell'Unione, che proseguirà a Milano, nel pomeriggio, in piazza del Cannone. Le biciclette lombarde, il 25 febbraio, scendono in piazza. Non mancate.

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Pgt: la sfida infinita

Questa sera, nell'aula del Consiglio comunale di Monza, torna il Piano di governo del territorio. Portato in aula a luglio del 2006, si tratta dell'oggetto più conteso della politica lombarda (vedi alla voce Cascinazza). La destra ha presentato più di 20.000 emendamenti per bloccare il provvedimento urbanistico: un fatto grave, soprattutto se si pensa che a marzo scadono le salvaguardie e c'è il rischio concreto che Monza venga letteralmente invasa dal cemento: milioni di metri cubi e decine di migliaia di nuovi abitanti in ragione delle previsioni di un piano che compie quest'anno 36 anni. Dopo le vittorie giudiziarie che hanno dato ragione al Comune su tutta la linea (Berlusconi chiedeva 500 miliardi di risarcimento: siamo scesi a 0), ora il braccio di ferro si sposta in Consiglio comunale. Da una parte, la maggioranza che vuole approvare il piano; dall'altra, la minoranza che vuole mantenere quello del 1971. Mi sembra una 'bella' differenza. Siete tutti invitati: si inizia alle 20.30 e si procede fino alla fine della legislatura.

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regione, monza

Le Ninfe e l'antro di Ulisse

Torno ancora al tema delle ninfe, già frequentato in un post precedente. Lo faccio per sollecitare la lettura de L'antro delle Ninfe di Porfirio, pubblicato da Adelphi. Un libro acquistato tempo fa che mi è tornato in mano proprio - coincidenza - mentre leggevo Agamben. Il testo è di per sé molto particolare: si tratta di un commento allegorico di un passo dell'Odissea XIII, in cui Omero descrive l'antro dove Ulisse ricovera il tesoro dei Feaci, subito dopo essere sbarcato ad Itaca e apprestandosi all'eliminazione dei Proci. L'antro sorge nei pressi di un ulivo, guarda un po', in capo al porto. E' un luogo sacro alle Ninfe dette Naiadi. Vi si trovano crateri e anfore di pietra, e le api vi ripongono il miele. E, particolare fondamentale, le Ninfe tessono manti purpurei, bellissimi a vedersi, e vi scorrono acque perenni. E due porte si aprono, una per gli uomini, verso nord, l'altra, verso sud, di esclusiva competenza degli dèi immortali. Porfirio interpreta e, dopo poche pagine, introduce l'argomento per lui più importante: l'antro è «simbolo non solo [...] del cosmo, cioè del generato e del sensibile, ma l'oscurità degli antri» invita «a vedervi il simbolo anche di tutte le potenze invisibili, la cui essenza appunto non è percepibile allo sguardo». L'antro è simbolo del mondo sensibile, ma anche del mondo intellegibile e le Ninfe rappresenterebbero le anime che discendono dalla generazione, alla luce del loro particolare legame con l'acqua. Lo stesso Ulisse non sarebbe nient'altro che l'immagine di colui che attraversa tutti gli stadi della generazione. L'antro delle Ninfe e di Ulisse rappresenta il mondo. Le due uscite, le vie della conoscenza (le Ninfe essendo strettamente legate, lo abbiamo visto, all'immaginazione). L'oscurità prelude alla visione, proprio come le selve e gli antri degli Eroici furori di Bruno, nei quali Atteone si avventura, per giungere infine a Diana. E mi vengono in mente i famosi versi di Rilke (Sonetti a Orfeo): «Sii in questa notte della dismisura / Magica forza all’incrocio dei tuoi sensi, / senso del loro incontro strano. / E se terrestrità ti ha dimenticato, / dì alla terra immota: io scorro. / Alla rapida acqua parla: io sono». La terra immota e la rapida acqua sono tutte là, nelle selve bruniane, nell'antro delle Ninfe, lungo la via oscura del ritorno a casa, alle cose divine. Fin dalla notte dei tempi e della dismisura, fin dai giorni remoti in cui Omero raccontava di Ulisse i meravigliosi racconti.

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mercoledì, febbraio 14, 2007

Famiglie lombarde: alcuni dati per capire

Con Renata (grazie!) stiamo cercando di dare una definizione di famiglia in Lombardia, anche alla luce del muro ideologico alzato dalla maggioranza di centrodestra contro i Dico. E i risultati delle indagini confermano un dato politico ineludibile. Dal 2000 al 2005 i matrimoni in Lombardia sono passati da 40.660 a 35.632, con un calo del 12% (in Italia da 284.410 a 250.979, con un calo dell'11,8%). Sono aumentati i matrimoni di rito civile, saliti dal 27,8% al 41,3% (il dato nazionale va, molto più lentamente, nella stessa direzione: da 24,6 a 32,4%). Per quanto riguarda le separazioni e i divorzi, sono cresciuti in Italia del 17,1% e in Lombardia del 18,3%. La Lombardia, con Emilia Romagna e Piemonte ha il quoziente di nuzialità più basso d'Italia: 3,8 ogni 1000 abitanti, a fronte del 4,3 italiano. Delle 3.955.000 famiglie lombarde, il 29% è costituita da un solo componente (monocomponente); il 24% da coppie senza figli; il 9% monogenitore e il 38% da coppie con figli (una percentuale, quest'ultima, identica alla somma delle famiglie con un solo componente e di quelle con un solo genitore). La media per famiglia è di 2,2 componenti. Vale la pena di segnalare anche che ogni 100 bambini nati nel 2005 in Lombardia 25 sono naturali, cioè nati da coppie non sposate (in Italia la media è 21 su 100 e solo 4 anni prima, nel 2001, erano 12 su 100). Forse il matrimonio tradizionale non andrà in crisi per i Dico, perché lo è già e l'indagine rivela una complessità che non si può banalizzare, se davvero si vuole comprendere cosa sono le famiglie lombarde.

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regione

Zio, cambia lampadina!

Ve lo ricordate zio Fester e la sua lampadina? E' il mio personale testimonial della campagna di Caterpillar "M'illumino di meno", giunta alla sua terza edizione (il sito). Non solo ho aderito personalmente e con il gruppo DS-Ulivo, consigliando allo zio di passare alle lampadine a basso consumo (e, quindi, a basso impatto ambientale), ma ho anche sollecitato la presidenza della Regione perché si spengano le luci, venerdì alle ore 18, in tutti i nostri uffici (quei pochi in cui c'è ancora qualcuno, penseranno i maligni), a cominciare dalla grande luminaria del Pirellone. Spero che il presidente sia abbastanza 'illuminato' anche per raccogliere una seconda proposta che sto promuovendo: sollecitare gli enti pubblici a passare alle lampadine a basso consumo, se possibile anche subito. Anche i cittadini lombardi, come zio Fester, risparmierebbero (denaro e inquinamento).

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regione

A lume di candela, con il presidente

Come passare un San Valentino indimenticabile? Non credete ai consigli delle riviste di moda, alle 'dritte' di amici e amiche. Il ristorantino sul lago non è più trendy. Ballare il tango alla lunga stanca. Il teatro o l'opera? Siete fuori strada. C'è una soluzione molto, ma molto più semplice. Sala Maddalena, Monza, ore 21: Filippo Penati incontra la cittadinanza di Monza e Brianza. Giuro: non è uno scherzo. Il presidente - evidentemente un particolare tipo di innamorato - dedica la serata alla mia città. A me tocca ricambiare: non vorrei pensasse a un tradimento. Non sarebbe carino. Mi auguro solo che non sia un tête à tête (tipo che ci ritroviamo noi due soltanto). Vedete voi. Sappiate che c'è chi vi ama. Non deludetelo ;)

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monza

Biciclette di tutto il mondo...

Domenica 25 febbraio, giornata del blocco del traffico, a partire dalle ore 10.30, piazza Roma, all'Arengario, manifestazione per l'ambiente: inizio a dirlo ora, così ci si organizza. Obiettivo della manifestazione: portare il maggior numero possibile di biciclette in piazza per una foto-ricordo. Monza capitale della bicicletta per un giorno. Monza "maglia rosa" per le politiche attive contro lo smog. Saranno premiati singoli e gruppi che arrivano da lontano. Saranno presentati i progetti della città e del centrosinistra lombardo per la diffusione di una cultura della bicicletta. Per un nuovo 'ciclo' politico, per una ciclabilità diffusa e sicura, per una mobilità dolce. Ci vediamo a Monza, domenica 25: passate parola (e pedalate).

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regione, monza

martedì, febbraio 13, 2007

Politiche anti-smog: anche l'usato vuole la sua parte

Comunicato stampa. «Non è giusto che un anziano che vive di pensione e che magari usa l’auto una volta alla settimana sia costretto a sostituire l’auto vecchia con una nuova fiammante come chi la usa tutti i giorni, magari per lavoro». Giuseppe Civati, consigliere dei Ds-Ulivo, parte da questo assunto per annunciare una proposta che il Gruppo Ds-Ulivo in Regione si appresta a formulare «per dare un contenuto riformista a provvedimenti che altrimenti rischiano di rimanere lettera morta». Il senso della posizione dei Ds è che si debba arrivare a prevedere incentivi anche per l’acquisto dell’usato, rivolti agli over 65 e a chi ha redditi troppo bassi per potersi permettere facilmente un cambio d’auto. Incentivi, dunque, che devono valere non solo per l’acquisto di un veicolo nuovo ma anche per il passaggio alla categoria euro superiore, purché sia almeno un euro 3. «Per combattere lo smog – continua Civati - abbiamo bisogno di misure applicabili e calate nella realtà. Per questo motivo chiediamo si adotti un pacchetto di misure per un passaggio non traumatico ai veicoli meno inquinanti, favorendo chi ha più difficoltà e che altrimenti finirebbe per essere eccessivamente penalizzato pur non essendo, come nel caso dei pensionati che usano l’auto sporadicamente, la prima causa di inquinamento. È necessaria una modulazione di proposte che non siano calate dall’alto come imposizioni ma che accompagnino la graduale sostituzione del parco auto lombardo». «Vogliamo politiche ambientali forti – conclude Civati -, ma non serve seminare il panico».

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regione

Che la Lombardia dica sì ai Dico: la società già lo fa

Comunicato stampa. Diciamo fin d’ora che voteremo contro la mozione presentata da An e inopinatamente sottoscritta da tutti gli altri gruppi della maggioranza del presidente teocon Roberto Formigoni: un attacco preventivo ai Dico e al riconoscimento dei diritti per le persone stabilmente conviventi. La Lombardia secondo la Cdl dovrebbe escogitare un modo per evitare che la legge sia applicata. Un fatto grave, che testimonia la lontananza della destra dalla società: in Lombardia più che in altre regioni è diffuso il fenomeno delle coppie di fatto; in Lombardia è presente una grande e viva comunità gay; in Lombardia la società ha subito trasformazioni più significative che altrove. Ma c’è di più: i Dico non mettono in discussione il matrimonio, sono soltanto un riconoscimento di diritti a chi non ne ha, soprattutto nella formulazione avanzata dal governo. La questione delle adozioni non c’entra nulla, così come non c’entra nulla la difesa della famiglia tradizionale. In Toscana, nello Statuto regionale – loro ce l’hanno, non come in Lombardia – due commi successivi tutelano la famiglia tradizionale e riconoscono i diritti alle coppie conviventi, senza che ci sia contraddizione alcuna. Così vorremmo che fosse anche la Lombardia: moderna e consapevole, non arroccata su posizioni ideologiche d’altri tempi.

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domenica, febbraio 11, 2007

Attenzione: attraversamento ninfe

Per una volta, la proposta di lettura riguarda la filosofia. E l'immagine. E il mito. Si tratta di Ninfe di Giorgio Agamben, Bollati Boringhieri. Delle ninfe tutti sappiamo che sono per loro natura molto particolari, soprattutto grazie al mitico Paracelso. Le ninfe sono come le immagini, proprio perché acquistano un'anima solo se si uniscono con l'uomo. «Le immagini hanno bisogno, per essere veramente vive, che un soggetto, assumendole, si unisca a loro; ma in quest'incontro - come nell'unione con la ninfa-ondina - è insito un rischio mortale». Scrive infatti Paracelso che le ninfe «benché siano entrambe le cose, cioè spirito e uomo, non sono tuttavia né l'una cosa né l'altra. Non possono essere uomini, perché si muovono come spiriti; non possono essere spiriti perché mangiano, bevono e hanno carne e sangue». Essendo entrambe le cose, non sono nessuna delle due: sono «in qualche modo» uomini, ma sono prive di anima (sembra quasi che si parli delle trentenni milanesi: ninfe metropolitane :). Ma non sono nemmeno animali, perché una ninfa «parla e ride proprio come gli uomini» (bellissimo). Precisa allora Agamben che, proprio perché create ad immagine dell'uomo, «ne costituiscono una sorta di ombra o di imago». E, proprio perché «immagine dell'immagine», la ninfa - e qui viene in soccorso Boccaccio - fa segno al processo dell'unione della mente con l'immagine: sempre fluttuante, sempre danzante, come la ninfa. E, allora, ci permettiamo noi un passo in più, che riprendiamo da Roberto Calasso, La follia che viene dalle Ninfe, perché ci parla dell'impossibile possessione delle ninfe: «Ma chi erano, dopo tutto, le Ninfe? A questi esseri dalla vita lunghissima, seppure non eterna, l'umanità deve molto. Attratti da loro, più che dagli umani, gli dèi cominciarono a fare incursioni sulla terra. E prima degli dèi, gli uomini, che imitano gli dèi, riconobbero che il corpo delle Ninfe era il luogo stesso di una conoscenza terribile, perché al tempo stesso salvatrice e funesta: la conoscenza attraverso la possessione. Una conoscenza che dà la chiaroveggenza, ma può anche consegnare chi la pratica a una peculiare follia. Il paradosso della Ninfa è questo: possederla significa essere posseduti. E da una forza soverchiante». Lo aveva compreso perfettamente Giordano Bruno (che anche Agamben cita) nei Furori, descrivendo l'esperienza di Atteone che proprio tra le ninfe incontra Diana. Non dimenticatevelo mai. Può essere molto pericoloso...

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Monza in mostra

Open-day alla Casa degli Umiliati, in via regina Teodolinda, dove troverà sede il museo della città di Monza. Un progetto messo a punto dalla giunta Faglia, che finalmente darà a Monza il 'suo' museo. All'Urban center, in parallelo, è aperta da qualche giorno la mostra dedicata all'arredo urbano e agli interventi di questi anni. Interventi straordinari per quantità e qualità, che hanno cambiato il volto di molti giardini, strade e piazze in tutta la città (e, per la prima volta, non solo in centro). Monza si mette in mostra, dunque, orgogliosa di sé dopo tanti anni di incuria, inerzia e (anche) degrado. Una segnalazione in più: è molto ben fatto il volume realizzato dall'assessorato alla Cultura, distribuito presso la Casa degli Umiliati e dedicato al nuovo Museo. Nelle conclusioni si fa riferimento a Maurilia, una delle città invisibili di Italo Calvino: «le vecchie cartoline non rappresentano Maurilia com'era, ma un'altra città che per caso si chiamava Maurilia come questa». Lo stesso possiamo dire di Monza, della Monza che non è più la stessa, che è cambiata in modo visibile e significativo, da quando sindaco è Michele Faglia.

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monza

Giovinezza

Scena 1: fascisti da Marte. Pochi giovani iperdestri attraversano Monza, strumentalizzando il giorno del ricordo delle foibe e piegandolo alla rivendicazione delle terre irredente di Istria e Dalmazia. Ho pensato: ma non sono in Europa anche le terre irredente? Ma in che secolo siamo? Ma da che pianeta arrivano? La risposta è tutta nel film di Guzzanti. Scena 2: 4 salti in politica, corso di formazione dei giovani dell'Ulivo. Titolo del dibattito-confronto: «Giovani e politica: smantelliamo i luoghi comuni». La cosa che faccio più volentieri. E, allora, via con lo smantellamento: basta con i dibattiti giovani e politica, i giovani hanno aspettative e problemi che non possono essere 'isolati' e 'confinati' in questa o quella questione, in un punto di vista o in una campagna 'dedicata', come se fossero una 'minoranza'; i giovani non devono parlare solo di giovani, ma volare alto, puntare alle grandi sfide, con o senza o contro i 'grandi'; basta con il narcisismo e con la sindrome dell'ombelico: la gente si occupa di noi molto meno di quanto pensiamo, come scrive Veronesi, e ciò vale soprattutto per i politici, anche quelli in erba; basta con gli schematismi generazionali: parla meglio dei giovani Vittorio Foa che ha novecento anni che tanti ragazzi turbo-burocratici che si incontrano ai congressi delle giovanili di partito; basta con il politichese: in bocca ai ragazzi, fa segno a una doppia alienazione, verso i grandi che parlano così (purtroppo) e verso i loro coetanei, che fanno sinceramente fatica a capirli; basta con una politica grigia e spenta: la vita politica è una parte della vita, non è esclusiva e soprattutto non deve negarla. Meno riunione, dunque, e più passione. Altrimenti ci si ritrova a guardare nello specchietto retrovisore, anziché guardare avanti. Provateci: è più bello.

postato da civati, 10:56 | link | commenti (2)

Di ritorno dal Magnolia

Giornata di amori e disamori, di abbandoni e di ritorni, di storie raccontate e da raccontare, spesso tristi e ingiuste, a volte "da non credere", mai banali. Torno ora dal Magnolia, di cui ho già parlato in un'occasione speciale. Anche stasera, in un certo senso, lo è stata, ballando dopo una settimana molto, ma molto lunga. Se non ci siete mai stati, mi chiedo cosa stiate aspettando. Sul serio.

postato da civati, 03:47 | link | commenti

Le lucciole di Obama

Barak Obama si candida alla Casa Bianca, sulle note degli U2 di City of blinding lights (... the city lit by fireflies, le lucciole accendono la città) con un grande discorso. Lo seguiremo passo passo, perché si sente qualcosa di straordinariamente nuovo in quello che dice: soprattutto, nel rappresentare la necessità di un cambiamento di prospettiva radicale e senza ripensamenti. A Obama, che adotta la metafora del viaggio in modo sapiente, piacciono le avversative: in the face of war, la pace. in the face of despair, la speranza. in the face of a politics that's shut you out, that's told you to settle, that's divided us for too long, voi, che siete con me, credete che possiamo essere un solo popolo, che vuole ottenere ciò che è possibile. In dialogo con Lincoln, Obama lancia la sfida, all'insegna di un cambiamento profondo, della trasformazione, della critica a un potere e a una politica pericolosa per sé e per gli altri, com'è stata quella di Bush il giovane. Obama si richiama alla vera America: «The genius of our founders is that they designed a system of government that can be changed» e l'America nella sua storia ha voluto rivoluzioni e cambiamenti radicali. Nella città delle luci accecanti, in un mondo cinico e baro, le lucciole di Obama danno speranza e si fondano sulla biografia politica di un uomo che, per dirne una, si è opposto da subito alla guerra in Iraq, quando non era esattamente "di moda". E che vuole superare la stagione della pena di morte, che si preoccupa del welfare per gli indigenti, che vuole una politica che si basi «sulla partecipazione di un elettorato consapevole». Per ora sono lucciole, ma il 'ragazzo' dal nome strano ha talento e potrebbe accendere la grande luminaria della Casa Bianca su di un mondo diverso.

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sabato, febbraio 10, 2007

A Monza e in Brianza, un partito solare

Mi scrivono in tanti, rilanciando una mia 'vecchia' idea: un partito solare fin dalla sua sede. I Democratici di Sinistra di Monza e della Brianza stanno ristrutturando la loro storica sede di via Arosio, 6 a Monza. Un progetto per dare una casa alla sinistra monzese, confortevole e aperta, e anche ecosostenibile. Non è sufficiente promuovere le politiche ambientali nelle nostre amministrazioni, in Provincia, in Regione e presso il governo nazionale: il processo di riconversione alle rinnovabili e di efficienza energetica parte da casa nostra. Abbiamo chiesto già un preventivo per l'installazione dei pannelli fotovoltaici e ci impegniamo a realizzare le opere tenendo in considerazione tutti i criteri del risparmio energetico: serramenti e materiali per evitare la dispersione di calore, lampade a basso consumo energetico, politiche accorte - fin dallo spegnimento degli apparecchi elettronici - per risparmiare e inquinare meno. Federazione sostenibile per un partito solare: uno slogan facile facile che porta con sé un messaggio di grande importanza, per tutti.

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appunti per un partito nuovo

Molta più Brianza

Tra i tanti appuntamenti da segnalare in questi giorni, non posso dimenticare l'iniziativa della Provincia di Milano e dell'assessore Gigi Ponti dal titolo Molta più Brianza 2009, che si terrà lunedì all'Urban center di Monza, dalle 9 alle 13. Un momento di approfondimento sui progetti e sulle strategie verso la fatidica data del 2009 e il via alla nuova Provincia. Al convegno parteciperà Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il miglior interprete - insieme a Pierluigi Bersani - della questione del Nord. Letta, alle 15, visiterà i nuovi uffici di Punto Comune e la nuova stazione ferroviaria, come un cittadino qualsiasi. Siete i benvenuti, come sempre.

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monza

La politica di Veltroni: il senso della nave e la nostalgia del mare infinito

Mi chiedono di parlare della lezione di Veltroni di questa sera a Milano. E' che è molto tardi e in cinque minuti è un po' difficile, ma di più non posso proprio permettermene: oggi è stata una giornata iniziata presto - con i già mitici Dico - e finita davvero tardi, con troppi chilometri in mezzo, tra Monza, Milano e l'amata Brianza (per il paesaggio, un po' meno per il traffico). Comunque, il mio parere è il seguente: la lezione di Veltroni è un fatto politico straordinario anche se di per sé non è certamente irresistibile. I contenuti non sono strabilianti, né il ritmo incalzante. La partenza è troppo didascalica, poi si riprende, intorno alla metà: ed è lì che Veltroni troneggia (che poi si potrebbe dire in una sola parola, veltroneggia). Il miglior Veltroni. Lorella, che è molto più intelligente di me, dice che è 'voluto' (i maligni potrebbero pensare: 'studiato'). Veltroni si affida a immagini e a testimonial internazionali per descrivere la propria concezione della politica, mettendosi più volte da parte e nello stesso tempo presentandosi come erede e rappresentante, a sua volta, delle tradizioni politiche che evoca. Da Martin Luther King a Rigoberta Menchú, dal Grande dittatore ai Kennedy (John e Bob, con il finale, bellissimo, sulla violenza e sul suo antidoto - la cittadinanza - del film Bobby). Il dolcissimo e tristissimo Berlinguer di Padova e una toccante testimonianza di Vittorio Foa (conclusa con un "non so" che la dice lunga sulla qualità dell'uomo e su una modestia pari al suo straordinario patrimonio politico). L'Ambrosoli della passione civile e il Craxi, proprio lui, della difesa della sovranità italiana versus gli Usa. La verità è che Veltroni è tutto nella frase di Antoine de Saint-Exupéry, che cita spesso (lo ha fatto anche stasera), soprattutto quando deve descrivere il Partito democratico, e che suona più o meno così: «Se vuoi costruire una nave, non radunare gli uomini per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito». Veltroni sa di essere forse l'unico politico italiano che può insegnare questa nostalgia e anche il senso della navigazione che ne deriva. Ed è per questo che sa parlare a platee molto più vaste di quelle della nostra politica tradizionale, anche perché è forse l'unico politico che sa interpretare e rappresentare gli Stati Uniti, le loro contraddizioni e la loro 'forza' ideologica, elevandole a modelli davvero universali. E quando Obama si candida, nelle immagini che Veltroni proietta, si capisce cosa intendo dire e, forse, cosa intende fare Veltroni nei prossimi anni.

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venerdì, febbraio 09, 2007

4 salti in politica (e nell'Ulivo)

Domani pomeriggio, oltre al presidio antifascista, interverrò anche al corso di formazione politica dal suggestivo titolo 4 salti in politica. Si tratta di un'iniziativa che mi ha entusiasmato fin da subito, perché la formazione è il 'punto' più attuale possibile della politica italiana. Domani si parlerà - giuro: è l'ultima volta che lo faccio, sto invecchiando - di giovani e politica, con amministratori e attivisti (giovani, ovviamente). Un'occasione utile per discutere dell'annoso problema del rapporto tra i giovani e la politica, i suoi codici e il suo linguaggio e per farlo come Ulivo: perché i "4 salti", oltre che in politica, sono anche nell'Ulivo. Ci vediamo all'Urban center, a Monza, alle 15.

postato da civati, 11:26 | link | commenti
monza

Monza ora e sempre antifascista

Domani tutti in piazza San Paolo, a Monza, dalle ore 14, per il presidio pacifico e democratico in risposta alla manifestazione delle forze dell'estrema destra a Monza. I compagni e gli amici della coalizione mi hanno chiesto di scrivere il testo del volantino. Lo trovate qui di seguito:
Monza, città della pace, della memoria e della democrazia. Sabato 10 febbraio 2007 sfilano a Monza le sigle dell'estrema destra per celebrare a modo loro il giorno del ricordo delle foibe. Una manifestazione nostalgica e dai contenuti inaccettabili, promossa da organizzazioni dichiaratamente neofasciste, che vogliono trasformare un momento dedicato alla memoria e alla riflessione in una parata ideologica. In questi giorni Monza ha ricordato, come ogni anno, i deportati non più tornati dai campi di sterminio e tutti i monzesi che si sono immolati per dare al paese la democrazia in cui viviamo: una tradizione e una storia di cui la nostra città è da sempre orgogliosa. Nello stesso giorno, sabato 10 febbraio, le forze democratiche e antifasciste hanno indetto un presidio in piazza San Paolo, dalle ore 14 alle ore 18. Lontani dalle provocazioni, vicini alla storia della nostra città, ai suoi valori, alla sua dignità. Perché Monza respinge la xenofobia e il razzismo. Perché Monza è antifascista. Perché Monza è pacifista. Aderiscono: Anpi, Associazione per l'Ulivo, Democratici di Sinistra, Margherita, Partito dei Comunisti italiani, Partito della Rifondazione comunista, Socialisti democratici italiani, Verdi.

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monza

Dico che va bene

Dopo mesi di polemiche da paese appena uscito dall'anno Mille, grazie al lavoro del duo Bindi-Pollastrini - prove tecniche di partito democratico -, debuttano sulla scena politica italiana i Dico. Sembrava, per come si erano messe le cose, un vero pasticcio. Anzi, un pacsticcio, perché la parola Pacs, si è prestata, negli ultimi tempi, a molti fraintendimenti, quasi sempre voluti, soprattutto dal punto di vista lessicale. Va detto che passare dalla parola «congiunta» alla parola «contestuale» per definire la dichiarazione anagrafica con cui sancire la propria 'partecipazione' ad una coppia di fatto ha letteralmente dell'incredibile e ci ricorda che siamo in un paese arretrato e pauroso. Il lavoro di taglia e cuci delle due ministre è stato non raccontabile, soprattutto dal punto di vista di Rosy Bindi che ogni giorno veniva chiamata al rispetto della dottrina da tutti i prelati che avevano a disposizione un ufficio stampa. I contenuti però dei Dico - questo il nuovo acronimo: diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi - sono buoni, sia perché sostanziosi, sia perché finalmente si riconosce una dignità alle coppie omosessuali. Ed è un momento importante per l'Italia, soprattutto se si pensa alla sua vergognosa omofobia. Non è un passaggio da poco, in un Paese dove l'unica figura istituzionale che si oppone a Ruini è la Littizzetto. E, per concludere, devo dire che anche l'acronimo funziona: 'dico', insomma, che mi sembra una buona cosa.

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diritti

Ho pensato: guarda, Monza sta cambiando

Mancanza di numero legale in Consiglio, questa sera, e, al di là del malumore conseguente, l'opportunità di non perdersi un evento culturale in un nuovo spazio della nostra città. Recatevi presso la stazione Fs, finalmente rinnovata, e anziché andare sui binari, salite una scaletta e troverete Areaodeon (e, sul sito, potrete 'visitare' i suoi innumerevoli progetti). Lo spazio è bello e un po' berlinese, tra l'hi-tech e l'alternativo-design, la sala degli incontri e delle conferenze è suggestiva e calda, soprattutto se si pensa che è collocata in uno degli spazi tradizionalmente ritenuti più freddi, la stazione (almeno per chi si è dimenticato Calvino). Dall'altra parte della stazione, il Binario 7, con il nuovo teatro e la sede delle mostre sulla città, della comunicazione, degli incontri e delle conferenze culturali e politiche. A soli dieci minuti da Milano - Trenitalia permettendo - due spazi culturali di valore metropolitano. Questa sera, Areaodeon proponeva una retrospettiva su Marlon Brando e non ho potuto non pensare che una volta, solo qualche anno fa, trovare un appuntamento culturale in città era come andare a cercare il colonnello Kurtz nella giungla del Sudest asiatico. Monza sta cambiando: e, per rimanere in metafora, non serviva Zapata, né una compagine rivoluzionaria. E' stato sufficiente il lavoro di Faglia e della sua amministrazione e l'apertura alle forze più creative della città, soprattutto a quelle orgogliosamente indipendenti come Areaodeon. Uno dei promotori, Marcello Arosio - che curiosamente si chiama come la via dove trova spazio l'associazione - ha vissuto tra Monza, Barcellona e New York: non è necessario, ma - come si suol dire - 'aiuta' se si vogliono avere orizzonti più ampli sulle 'cose'. Avanti così: a Monza si vive meglio.

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monza

giovedì, febbraio 08, 2007

La vittoria più bella/2

Pubblicata la sentenza della Corte di Cassazione sulla vicenda Cascinazza, che chiude quasi quindici anni di contenzioso tra Paolo Berlusconi e il Comune di Monza. La ragione, come ci aspettavamo, è del Comune: nessun indennizzo, nessun risarcimento, nessuna restituzione di aree, nessun diritto negato, nessuna richiesta della proprietà accolta. Vittoria su tutta la linea, sulla questione urbanistica più famosa della città (della Lombardia?). Un momento storico: il sindaco Faglia giustamente festeggia. Paolo Berlusconi, che aveva parlato di un risarcimento di 500 miliardi di vecchie lire, perde la causa più importante. Eliminata anche la necessità, sostenuta a gran voce da Insieme per Monza, di permutare "le aree o comunque di dover riconoscere diritti edificatori ad un privato che sono in realtà privi di fondamento", come ha precisato Faglia questa mattina. Aveva ragione chi ha voluto andare fino in fondo, chiedendo chiarezza, senza lasciarsi intimidire, nel corso di questi anni, da chi parlava di rovina per la città, sostenendo la necessità di cedere a tutti i costi al proprietario dell'area. Monza ora è più serena. 

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Agenda per l'ambiente

Ieri sera, dopo il film di Al Gore, abbiamo detto che sarebbero seguiti altri momenti di dibattito e di iniziativa per l'ambiente. Il primo si chiama Monza chiama Bolzano e si terrà all'Urban center, martedì 20 febbraio alle ore 21. Michele Faglia e gli assessori della sua giunta incontrano Klaus Ladinser, assessore all'ambiente del Comune di Bolzano, e Pietro Calò, presidente di Etschwerke ag (l'Agam bolzanina, per intenderci). Un'occasione molto importante per discutere di politiche ambientali avanzate. Qualche giorno più tardi, domenica 25 febbraio, a partire dalle ore 10.30, in occasione della giornata anti-smog, all'Arengario, piazza Roma, grande manifestazione per l'ambiente. Obbligatorio presentarsi in bicicletta. Ulteriori dettagli e informazioni seguiranno.

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regione, monza

E' la (scomoda) verità

Trecento persone (più quelle che non sono riuscite ad entrare, con cui ci scusiamo) per la proiezione del film di Al Gore a Monza. Una sala strapiena, un dato che - dalla serata dedicata alla Cascinazza dello scorso novembre, all'iniziativa 'partecipativa' di domenica, alla presentazione di martedì sera della lista Faglia - conferma che a Monza sono in atto cambiamenti 'climatici' di vasta portata, che fanno pensare che i sondaggi che ieri Berlusconi ha sventolato siano, come spesso accade, molto lontani dalla realtà. Tra i trecento, nessun giornalista (dopo pagine e pagine dedicate a Berlusconi forse erano stanchi), ma molti giovani, a riprova del fatto che la politica deve cambiare codici e linguaggio, se vuole essere coinvolgente. In più una sintonia pressoché perfetta degli interventi dei relatori e un legame forte con un Al Gore in viaggio, "di città in città", come piace fare anche a noi, per parlare di verità difficili da accettare e spesso eluse, anche perché drammatiche e quindi immediatamente impopolari, dal dibattito politico. Proseguiremo con un campagna che guarda al futuro, perché si basa su di un progetto ambizioso e sui 'famosi' contenuti, anziché sulla banale contrapposizione con un centrodestra che di contenuti è privo in modo fin sospetto: va bene non averne, però così si esagera. Per scoprire che parlare di una città può voler dire parlare di cose più grandi e che cose più grandi riguardano la nostra città in modo molto più significativo di quanto ci si possa aspettare. A noi la politica piace così.

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monza

mercoledì, febbraio 07, 2007

La vittoria più bella

Apprendo or ora che la Corte suprema di Cassazione ha respinto il ricorso proposto dall’Istituto per l’Edilizia Industrializzata contro il Comune di Monza, chiudendo una contesa giudiziaria sull’area della Cascinazza che dura da 14 anni. Nel corso di una conferenza stampa fissata per domani, il sindaco Michele Faglia fornirà i dettagli e illustrerà le motivazioni della sentenza di 86 pagine. Noi, nel frattempo, festeggiamo la vittoria più bella (per chi ancora non sapesse che cos'è la Cascinazza, è obbligatoria la visita al sito cascinazza.info).

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monza

La gaffe di Monza

Poteva mancare Monza alla lunga lista di occasioni e di luoghi nei quali Silvio Berlusconi si è reso protagonista di una gaffe? No, non poteva mancare. Ha sempre preferito, il Nostro, sedi lontane, pulpiti esteri: Sofia, Caceres, Strasburgo. Questa volta, la gaffe dell'anno, se la concede a pochi chilometri da casa, in una città in cui ha interessi politici e - per via fraterna - personali. Dopo l'inverosimile querelle con Veronica, ecco la volgare battuta sui gay: il modo migliore per presentare un candidato sindaco, non c'è dubbio. «A me Marco Mariani piace anche perché ha come secondo nome Maria, il che dimostra che ha un intuito simile a quello delle signore. E' positivo perché le donne capiscono cose che noi uomini non capiamo. Gli uomini arrivano sempre dopo. Le donne hanno più intuito, quell'intuito tipicamente femminile che non hanno gli uomini e nemmeno i gay. Ma i gay sono tutti dall'altra parte...». Marco Maria Mariani contro Michele Francesco Faglia: quel doppio nome maschile, per Faglia, potrebbe in effetti essere sospetto. Chi si aspettava, da parte del centrodestra, una campagna ricca di contenuti e di proposte, si sbagliava. Di grosso. Al solito, la si butta in chiacchiera, sostenendo che Monza è una città violenta, che alzeremo le tasse (infatti, Faglia ha appena abbassato l'Ici), che bisogna fare le opere pubbliche: detto, sia chiaro, nella città in cui è stato realizzato il maggior numero di opere possibili, nei cinque anni di amministrazione Faglia. Dopo i tumulti (e la pizza) in Consiglio, le migliaia di emendamenti su qualsiasi cosa (soprattutto sulla Cascinazza, of course), l'ostruzionismo più becero, arriva Berlusconi e presenta il candidato con battute da trivio, che nessun politico occidentale potrebbe permettersi. Non ci resta che rovesciare la celebre battuta di Moretti: continuate così, fatevi del male.

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diritti, monza

martedì, febbraio 06, 2007

Sine ira et stadio

Chi mi conosce e chi ha finito - per motivi a me inspiegabili - con l'affezionarsi a queste pagine, sa che amo il calcio. E, devo dire, ne sono ricambiato, perché da piccolo sono cresciuto con Platini e, una volta cresciuto, sono ritornato bambino con Del Piero. Entrambi mi hanno fatto sognare, anche se il primo è diventato antipatico con l'età (da giovane, però, era un campione assoluto). Sono uno juventino "del dubbio" e ho vissuto male, ma come una cosa giusta, la retrocessione e la mega-penalizzazione (poi ridimensionata, chissà perché?). Ho trovato necessaria la condanna del 'sistema', quest'estate di moda, quest'autunno già dimenticata nel 'termidoro' di Matarrese. Ora, leggendo le pagine dei giornali, non posso fare a meno di notare - a parte la vergognosa caduta di stile proprio di Matarrese, stigmatizzata perfettamente da Beha su l'Unità di oggi - una complessiva ipocrisia di tutti e su tutto. Da sempre gli ultras sono sostenuti dalle società e coperti da una strana accondiscendenza del cosiddetto sistema dell'informazione. Da sempre se ne vanno in giro con striscioni razzisti. Da sempre menano le mani. Da sempre, fanno paura. Ricordo un Monza-Torino di qualche anno fa: ero in curva e sono volate botte da orbi. Tanto per ribadire il concetto di "futili motivi", la partita era ininfluente per la classifica (il Toro era già promosso in serie A e il Monza vinse 2 a 0). Da allora, allo stadio non sono andato quasi più: l'ultima partita è stata Albinoleffe-Juventus, non so se mi spiego. Finché la violenza organizzata non diventerà un ricordo, che chiudano gli stadi. E che si spengano gli uffici stampa delle società di calcio e dei famosi esperti del settore, che assistono da anni, senza voler cambiare alcunché, ad episodi diffusi ed endemici, stupendosene ogni volta, come se fosse la prima.

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il segreto di alex

Una scomoda verità: il film di Al Gore a Monza

Mercoledì 7 febbraio 2007, a cura dell'Ulivo e per iniziativa di Gigi Ponti e mia personale, promuoviamo a Monza - cinema Capitol, ore 21 - la proiezione del film Una scomoda verità: la pellicola-denuncia prodotta da Al Gore sul declino ambientale del pianeta. Si tratta di un modo nuovo e diverso di "fare politica", per sensibilizzare le persone (che ci auguriamo numerose) rispetto a un tema e a un pericolo che viene spesso minimizzato e banalizzato. Alla presentazione, com'è tradizione, seguirà dibattito, con la partecipazione del sindaco Michele Faglia, di Mario Agostinelli (reduce da un viaggio in Africa per discutere proprio di cambiamenti climatici) e di Carlo Monguzzi, tra le principali figure dell'ambientalismo lombardo. Come per la politica, anche per voi, ci auguriamo lo si metta in agenda. Scaricate l'invito (l'ingresso è libero).

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Smog: non solo blocco

Formigoni lancia il blocco del 25 febbraio, con la solita enfasi (eccessiva). Noi precisiamo, in un comunicato, quanto segue:
Il 25 febbraio non sia solo un blocco del traffico generalizzato ma sia una giornata di iniziative per sensibilizzare i cittadini contro lo smog. Lo sostengono i Democratici di sinistra-Ulivo in Consiglio regionale che chiedono al presidente della Regione di concertare con gli enti locali un potenziamento straordinario del trasporto pubblico e tutte le iniziative utili a far comprendere ai cittadini quali siano i comportamenti virtuosi che diminuiscono le emissioni in atmosfera. “Giornate come queste possono avere un effetto passeggero sulla concentrazione di inquinanti nell’aria – spiega Giusepe Civati, consigliere Ds-Ulivo – ma hanno un forte valore simbolico e pedagogico. È quindi un’occasione da non perdere a due condizioni, che non ci siano deroghe se non quelle veramente necessarie e che in ogni città il cittadino possa trovare mezzi pubblici efficienti con cui familiarizzare e iniziative ad hoc sulle auto ecologiche, sul risparmio energetico, sulle energie rinnovabili e su tutto ciò che può essere utile a invertire la rotta dell’inquinamento atmosferico”.

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«Che possa diventare città a livello nazionale»

Raffaella dal suo blog commenta splendidamente la giornata di domenica e l'incontro di Michele Faglia con la cittadinanza:
«Che possa diventare città a livello nazionale». L'ha detto fieramente un monzese all'assemblea di lancio della campagna elettorale "partecipata" del sindaco Michele Faglia. E ha ragione: si respira un bel clima, a Monza, in questa domenica d'inverno. La sala è stracolma, e la gente chiacchera e sorride, un po' ascolta chi prende la parola dal palco per lanciare le sue proposte, un po' è la scusa è per ritrovarsi in compagnia. Come è giusto che sia. Signore in pelliccia, uomini di mezza età, ragazzi che distribuiscono il loro giornale: c'è un po' di tutto, e soprattutto una grande cordialità e una dimensione umana. Che di questi tempi, e da queste parti, è cosa rara. Sembra po' la domenica fuori dalla messa, ma più festoso. E gli interventi, durante l'assemblea, sono proprio "centrati". Danno l'impressione di una cittadinanza attenta e attiva, abituata al dibattito e a contribuire in modo costruttivo e pertinente. Ad essere ascoltata. Perché quando dici la tua e qualcuno dall'altra parte ascolta, il livello automaticamente si alza: bisogna dire cose utili. Partecipazione significa anche responsabilità. Significa passare dalla lamentela alla proposta, da generico al concreto, dal "voi" al "noi". In letteratura si chiama "empowerment": passare dalla consultazione sui bisogni all'attivazione in prima persona per il miglioramento della qualità della vita della comunità. A Monza si chiama una domenica di sole, un sindaco che se ne va contento pedalando e sul sellino si legge "più bici meno guerre", e 5 anni di buon governo alle spalle. Gliene auguriamo altri 50, e anzi, «che possa diventare città a livello nazionale»...

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monza

lunedì, febbraio 05, 2007

Della democrazia e della partecipazione

A conclusione di un dibattito molto acceso su Omb, Alberto Biraghi mi scrive: «perché non partire da queste due esperienze [regolamento cimiteriale e Cascinazza] per decidere di smetterla di incazzarvi e fare qualcosa di utile a ricucire il rapporto con gli elettori? Per esempio con una bella statistica sulla mole di lavoro che svolgete, sulle iniziative, sulle lotte per non far passare l'ennesima formigonata, eccetera. Aprite le porte, cambiate l'aria, venite fuori, fatevi sentire, sostenete le vostre ragioni, ma in italiano. I luoghi per farlo non mancano, a partire da OMB, bisogna solo trasformare la spocchia di chi non è abituato alle critiche dure e aperte in energia per sostenere il proprio impegno. Serve coraggio, ma il risultato è assicurato». Inutile dire che sono d'accordo e che accetto la sfida: il tema della partecipazione, del rapporto diretto con gli elettori, della comprensibilità e dell'ancor più importante condivisione delle scelte mi sta molto a cuore. Se ne parlava anche l'altra sera, a Bovisio, con la sindachessa e Gianni Confalonieri e con gli elettori e i militanti dell'Unione: il 'punto' della politica italiana (e, forse, non solo) è proprio questo.

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diritti

domenica, febbraio 04, 2007

Michele Faglia sindaco

Il comitato per Michele Faglia ha un sito: lo trovate all'indirizzo www.fagliasindaco.it. E' disponibile online, anche il suo e nostro manifesto per il programma, presentato questa mattina in sala Maddalena. Faglia sindaco, insomma, anche sul web.

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monza

Quando il buongoverno si accanisce

Riflessione semiseria. Se vivete, come me, in una città amministrata bene, dovete esserne senza dubbio felici, ma non potete fare a meno di considerare alcune, evidenti, controindicazioni. Un amico mi faceva notare, per esempio, che ormai è praticamente impossibile baciarsi ai semafori, perché, agli incroci, dappertutto, e soprattutto a Monza, ci sono soltanto rotonde. E provate a baciare la vostra fidanzata mentre scivolate sulla precedenza di una rotonda: rischiate la vita (e non solo se la fidanzata, come quella del mio amico, vi può far perdere la testa). Ma c'è un caso ancora più scottante: gli sms del Comune, che vi informano puntualmente sui lavori in corso, sulla viabilità, sugli eventi e sulle iniziative culturali e di spettacolo che si tengono in città. Se aspettate un messaggio da qualcuno, siete rovinati: lui (o lei) non ve ne manderà (come in quel film: «il telefono non suonava, era lei che non chiamava»), in compenso, proprio quando sentirete squillare il telefono, e penserete che si tratta di un suo messaggio, vi arriverà la notizia che in viale Europa stanno per essere ultimati i lavori sull'aiuola spartitraffico. E si potrà tornare a circolare liberamente, nei prossimi giorni. Sono soddisfazioni che soltanto una giunta di centrosinistra può regalare ai suoi concittadini (e ai 7000 abbonati al servizio «Lei forse non si farà viva, ma vivi in un Comune che si prende cura di te»).

postato da civati, 18:12 | link | commenti
monza

Work in progress (la sfida continua)

...chi governa deve avere a cuore «massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini». Lo si legge nel Costituto volgare del Comune di Siena del 1309-10, una citazione cara ad Ermete Realacci, con la quale abbiamo voluto far partire il nostro percorso programmatico verso le Comunali del 2007. Michele Faglia si presenta con un manifesto programmatico e con un percorso democratico di confronto con gli elettori salutato dalla partecipazione - questa mattina - di oltre trecento persone alla 'prima' della nostra campagna, in una sala Maddalena strapiena. E c'è anche un video, che parte da In my life dei Beatles nella strepitosa versione di Johnny Cash e prosegue con la Wishlist dei Pearl Jam. «There are places I'll remember», i luoghi della nostra città da conservare e da proteggere e quelli che sono stati trasformati dall'amministrazione Faglia, in soli cinque anni, dopo almeno vent'anni di inerzia. E, nella lista dei desideri, scegliamo «I wish I was the evidence», la testimonianza delle cose fatte in nome di un impegno e di una passione civile che Faglia rappresenta al meglio. Un 'corto', realizzato da Owl2, quale buon auspicio per lanciare la campagna elettorale. Work in progress, s'intitola: prosegue il lavoro e la sfida continua.

postato da civati, 17:29 | link | commenti

Punto Comune

Stazione di Monza: gli amministratori del Comune devono aver pensato che non era sufficiente il lavoro di riqualificazione della piazza, l'apertura del nuovo ingresso verso piazza Castello, la ristrutturazione dell'immobile - davvero fatiscente - della stazione ferroviaria. E il percorso pedonale verso il centro storico - come chiedevamo quando eravamo all'opposizione - e il parcheggio di interscambio per gli abbonati, e lo spazio per ricoverare le biciclette (in futuro, anche per affittarle) e le piste per arrivarci e l'intermodalità con i pullman monzesi e brianzoli. Ecco allora che nasce l'idea, per me straordinaria, di collocare, proprio davanti all'ingresso della stazione, il nuovo spazio comunale Punto Comune, dove poter concentrare i servizi al cittadino (dal pagamento dell'Ici alle affissioni). E' uno sportello di moderna concezione, che verrà inaugurato domani senza enfasi ma con la certezza di fare cosa utile e preziosa per i monzesi: con dieci postazioni, gli utenti avranno la possibilità di dialogare con gli operatori in piedi o seduti, nel rispetto della privacy e con standard del servizio finalmente europei. Uno sportello dedicato ai pendolari, a chi si muove e che, in un certo senso, viene incontro alle persone, perché si rivolge loro con quell'efficienza necessaria a migliorare i rapporti tra le istituzioni e i cittadini. Dopo Punto Comune, arriveranno, nella struttura un tempo ospitata dai bagni pubblici, lo sportello della Pro Monza per le informazioni ai turisti e ai forestieri. Questo è un Comune. Punto. E a capo, perché non finisce qui, il rinnovamento della città.

postato da civati, 17:26 | link | commenti
monza

sabato, febbraio 03, 2007

Teodolinda

Storia dei Longobardi, Jörg Jarnut, Piccola Biblioteca Einaudi, 2007. Alle pagine 39 e 40, si legge: «Nei pochi mesi in cui Teodolinda regnò al fianco di Autari i Longobardi erano stati a tal punto affascinati dalla loro giovane regina letingia (non aveva avuto figli dal matrimonio e in quel breve periodo si era conquistata un'eccellente posizione politica) che, stando alla commovente testimonianza di Paolo Diacono basata alquanto liberamente su saghe e canti, le venne concesso di sposare l'uomo che avrebbe scelto e di farne così il suo re». In tempi di inquietanti dibattiti sugli stili di vita, la bella storia di una donna prestigiosa, che scelse Monza e la libertà.

postato da civati, 18:44 | link | commenti
monza

Greening Brianza

Per la serie «non sapete che cosa vi siete persi» :) il mio intervento di ieri al Forum della Brianza, promosso a Carate Brianza dall'Assemblea dei Sindaci di Monza e Brianza. Si parla di Brianza, della possibilità di superare antichi steccati (ambientalisti contro mondo dell'impresa, e viceversa), di far saltare la rana dello sviluppo sostenibile, al di là degli ostacoli apparentemente insormontabili e degli annosi ritardi.

postato da civati, 18:24 | link | commenti
monza

Cascinazza on-line su Omb

Con grande gioia annuncio che il film Cascinazza. Una storia lombarda è online grazie alla disponibilità e ai potenti mezzi di Onemoreblog. Grazie ad Alberto Biraghi per l'ospitalità.

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regione, monza

venerdì, febbraio 02, 2007

Questione di serietà

Lucrezia mi scrive a commento di un post precedente: «vedo che ti stai ben guardando dal pubblicizzare il bel traguardo civile che avete fatto raggiungere alle cittadine lombarde con il regolamento mortuario che avete votato all'unanimità» a cui seguono accuse molto dure e violente. Chi mi conosce sa che non mi sottraggo mai al confronto, soprattutto quando sono dalla parte del torto, come in questo caso. Sul regolamento cimiteriale la verità è semplice e, se volete, disarmante: nessuno dei colleghi che stava seguendo la legge si è accorto di quella proposizione così impegnativa. Si tratta di una norma già introdotta attraverso una circolare in Regione due anni fa, che entrava nel regolamento per un motivo di ordine eminentemente tecnico. Il relatore non ne ha parlato, né in commissione, né in aula. Né a destra, né a sinistra se n'è mai discusso, fino all'articolo del Corriere, in cui Formigoni presentava come se fosse una novità il testo votato dall'aula, in ragione di una scelta di civiltà. Anche se non è mia diretta responsabilità - vorrei che sapeste che non tutti i consiglieri seguono tutti gli argomenti -, devo ammettere che si è trattato di una disattenzione grave, di cui mi scuso coram populo. Non ci sono giustificazioni: in un'aula seria non può arrivare un provvedimento apparentemente anodino senza che sia messo sotto osservazione un passaggio così delicato. Nel merito, però, vorrei segnalare a tutti che stiamo chiedendo di riaprire il dibattito e che la nostra posizione sulla 194 e sulle questioni ad essa collegate non è affatto cambiata. Lo ribadiremo in ogni sede.

postato da civati, 11:36 | link | commenti (9)

On the road (again)

Oggi pomeriggio a Carate Brianza per il forum dedicato alla Brianza delle qualità, tra società, ambiente e infrastrutture. Ci sarà anche Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera. L'appuntamento è all'Auditorium della Residenza "Il Parco" (viale Garibaldi, 37) a Carate, dalle 14 alle 19. Il mio intervento, che è tutto un 'programma', s'intitola Greening Brianza. Questa sera, alle ore 21, a Bovisio Masciago, si parlerà di finanziaria, con Gianni Confalonieri e altri (presso la sede del Comune di Bovisio). Poi, se c'è tempo, si torna anche a Monza: c'è la campagna elettorale da organizzare, che parte il 4 febbraio, cioè domenica, in sala Maddalena. On the road, again (and again).

postato da civati, 08:50 | link | commenti (2)

giovedì, febbraio 01, 2007

Primaria importanza: il percorso partecipato verso le Comunali di Monza

Domenica prossima, 4 febbraio 2007, in molte città italiane il centrosinistra sceglierà il proprio candidato sindaco con lo strumento a noi molto caro delle elezioni primarie. Succederà in importanti città come Genova e, in Lombardia, a Como, dove noi tifiamo per Luca Gaffuri, candidato dell'Ulivo per sfidare la destra comasca (in bocca al lupo). A Monza il candidato sindaco lo abbiamo già: si chiama Michele Faglia e lo ripresentiamo con lo stesso entusiasmo con cui lo presentammo nel 2002 (forse qualcosa in più, se è possibile). Domenica Michele, con tutti noi, incontrerà i cittadini in sala Maddalena, a partire dalle 10.30, per avviare un percorso di partecipazione che, nello spirito delle consultazioni primarie, consenta al centrosinistra che governa la città di presentare un programma partecipato in vista delle Comunali di maggio. Un programma scritto dai cittadini, dalle loro associazioni e dai movimenti a cui aderiscono, in una logica di ascolto e di confronto a cui questa amministrazione (ci auguriamo, ovviamente, anche la prossima) tiene molto. Monza sarà, ancora una volta, un laboratorio della partecipazione e della democrazia: quella delle forze politiche organizzate, quella dei movimenti politici, culturali e sociali e, soprattutto, quella dei cittadini. Verranno utilizzati strumenti innovativi e antiche consuetudini, da un sito internet, al campione democratico di 100 elettori delle primarie del 2005 con cui provare l'esperienza di un focus e di un sondaggio deliberativo (seguendo l'insegnamento di Fishkin). Ogni settimana, a partire dal 21 febbraio, si terrà un incontro in ogni quartiere, con la presenza del sindaco, degli assessori e dei consiglieri comunali e circoscrizionali. Confidiamo nella partecipazione di molti: perché vogliamo che il nostro programma rappresenti la ricchezza di sensibilità e di punti di vista che possono fare ancora un po' più grande Monza.

postato da civati, 11:48 | link | commenti
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