Lodi all'ambiente
Stasera, ore 21, sarò a Lodi, sala San Paolo (via Fanfulla, 3), a discutere di ambiente, cercando di spiegare perché è così importante una strategia ambientale dei Ds, dell'Ulivo e dell'Unione. Speriamo di convincerci...
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mercoledì, febbraio 28, 2007 Lodi all'ambiente Stasera, ore 21, sarò a Lodi, sala San Paolo (via Fanfulla, 3), a discutere di ambiente, cercando di spiegare perché è così importante una strategia ambientale dei Ds, dell'Ulivo e dell'Unione. Speriamo di convincerci... postato da civati, 13:38 | link | commenti "Come ogni normalissima domenica dell'anno" Mi scrive Elena, ancora sul blocco di domenica e ancora per denunciare il suo esito fallimentare: I casi della vita… Dovevo andare a comprare la cucina all’Ikea proprio domenica che c’era il blocco delle auto! Vabbe’, meno male – mi son detta - che a Bisceglie parte una navetta ogni 20 minuti e, anzi! Magari non trovero’ neanche tanta confusione…Chi vuoi che vada all’Ikea a piedi? Sulla navetta, una bella sorpresa! Trovo un buono che premia i fedeli ed ecologisti con il rimborso delle spese di trasporto sui mobili acquistati proprio il 25 febbraio, giornata del blocco del traffico padano. Fantastico! Sulla navetta eravamo in 4. Il parcheggio dell’Ikea era stracolmo già alle 10.30 del mattino, come – suppongo - ogni normalissima domenica dell’anno… Non solo. Alle casse (dopo un’avventura durata 4 ore, ma questi sono fatti miei) alle 14 del pomeriggio nessuno sapeva niente della promozione della giornata. Ancora nessuno si era presentato con il prezioso buono… Ho perso altri 30 minuti perche’ la ragazza fosse istruita a dovere su come effettuare le operazioni di cassa. Insomma, signora mia, un successone!!! Ammetto che l’idea era davvero straordinaria, soprattutto perche’ l’iniziativa era segnalata anche sulla home page del loro sito… postato da civati, 10:28 | link | commenti (2) martedì, febbraio 27, 2007 La cura delle parole
Ci sono tanti libri scritti da politici (in pochi casi, vale la pena di leggerli). E poi ci sono i tanti libri che i politici dovrebbero leggere, per migliorare il proprio lavoro, anzi, come voleva Aristotele, per aristéuein, per migliorare se stessi (per la precisione: agire per diventare migliori, ma anche leggere può essere d'aiuto). Parlo, in questo caso, di Imparare democrazia di Gustavo Zagrebelsky (lo ha appena ripubblicato Einaudi). Al centro di questo breve saggio - a cui si aggiunge un'antologia molto curata - c'è la necessità della promozione di uno spirito pubblico come sostegno e linfa della vita democratica di un paese; la concezione della democrazia quale naturalmente relativistica («l'orgoglio dell'Occidente democratico») che si preoccupa soprattutto del «grado di originalità di ciascuno dei suoi membri»; l'idea che la democrazia sia essenzialmente «discussione, ragionare insieme»: filologica, nel senso socratico di amante del dialogo. Una democrazia che si può imparare, appunto, perché è per sua natura sperimentale e aperta al riconoscimento dell'errore. Una democrazia, ancora, che è nemica del privilegio e del favoritismo. Una democrazia - ed è il punto che mi piace di più - che ha diligente «cura delle parole», gli strumenti attraverso i quali il dialogo (che è la democrazia stessa), si sviluppa e si articola. Un libro piccolo e grande, consigliato a tutti ma, con particolare riguardo, ai politici che vogliono imparare e che sanno di non dover smettere mai di farlo. postato da civati, 13:07 | link | commenti Fagliasindaco.it
Prosegue su www.fagliasindaco.it la campagna per il programma, partecipato e condiviso dai cittadini, scritto a mille e più mani, come ci piace pensare. Le iniziative nei quartieri e la giornata del programma del 10 marzo 2007, presso la Cascina Costa Alta nel Parco di Monza, a partire dalle ore 9.30. Visitate e contribuite con le vostre idee per rendere Monza migliore. postato da civati, 09:28 | link | commenti Monza chiama Brescia
Martedì 6 marzo 2007, ore 21, Sala Maddalena, Michele Faglia, sindaco di Monza, incontrerà Paolo Corsini, sindaco di Brescia, in un incontro dedicato alla cultura delle città, alla loro vocazione, alla loro missione. Due belle città della Lombardia a confronto. L'invito. Vi aspettiamo. postato da civati, 09:06 | link | commenti Se l'auto è elettrica
Formigoni ha replicato duramente alle nostre accuse rispetto al fallimento del blocco di domenica. Il Giornale ha ripreso fonti regionali (immaginiamo della stessa presidenza) e ha scritto che parliamo con il motore accesso, facendo riferimento al fatto che in tv siamo apparsi, il consigliere Monguzzi ed io, su di un'auto. Accesa, è vero. Peccato che fosse elettrica, però, e che fosse in corso un piccolo tour di qualche metro in largo Cairoli e a titolo perfettamente dimostrativo. L'ultimo scivolone del presidente, nella giornata del blocco che non era un blocco. E l'auto non era un'auto (come le altre). Poveri noi. postato da civati, 08:37 | link | commenti (2) lunedì, febbraio 26, 2007 Mentre Lorenzo dorme
Questo era, in una prima fase della sua lavorazione, il titolo di Saturno contro, il nuovo, straordinario film di Ferzan Ozpetek. Con echi alla Almodóvar (penso in particolare a Parla con lei) e una tensione vicina all'ultimo Moretti (la morte ne La stanza del figlio e la crisi coniugale de Il caimano), il film parla della separazione e della sua impossibilità, della mancanza, dei giorni, difficili, della perdita e dell'abbandono. E' un film drammatico, ma aperto a un esito incerto e, Saturno nonostante, di speranza. Il pianeta della malinconia si mette subito di traverso nella vita di un gruppo di amici - che non può non richiamare alla mente la comunità delle Fate ignoranti -, mettendo in discussione le loro relazioni, mentre Lorenzo dorme, colpito da un'emorragia cerebrale. La trama si dipana così nella triste attesa di un decesso, attraverso un richiamo sobrio e pudico all'eutanasia e ai 'dico', con la costante della ricerca dell'amore nelle sue forme più imprevedibili. Una ripresa in piano-sequenza del duo di amanti Ferrari-Accorsi per le strade della Roma più bella è non raccontabile, il finale al Circeo è struggente, anche grazie a Neffa e alla sua Passione. Ma non vi dico di più: solo di andarlo a vedere, appena potete. Ne vale la pena. postato da civati, 01:56 | link | commenti (2) domenica, febbraio 25, 2007 Storia della colonnina inutile
Quando la natura si accanisce, il banchetto soccombe: a Milano, nonostante l'impegno dei Verdi, eravamo in pochi con Carlo Monguzzi, sotto una pioggia battente. Abbiamo però avuto modo di scoprire qualcosa, nonostante le condizioni avverse del tempo. Prima di tutto, Luigi Riccardi della Fiab ci ha parlato di Bolzano, confermando la nostra predilezione per la città sudtirolese, che abbiamo incontrato soltanto qualche giorno fa a Monza, avviando una collaborazione che porterà certamente i suoi frutti in campo ambientale. In secondo luogo, abbiamo provato un'auto elettrica e scoperto che a Milano di colonne per ricaricarla ce n'è soltanto una, presso l'Università degli Studi, in Largo Richini. Una colonna inaugurata almeno due volte, che dovrebbe rispondere al fabbisogno di un'intera città per quanto riguarda l'alimentazione delle auto elettriche. Le altre 19 promesse, comunque pochissime, arriveranno. Dalla colonna infame alla colonnina inutile, Milano fa grandi passi avanti. Sigh. postato da civati, 17:32 | link | commenti (7) Piove, piove... ma l'auto ancor si muove
Il famoso blocco 'padano', con i pochi comuni che vi hanno aderito, con tutte le deroghe del mondo, con gli euro4 liberi di circolare, con i pochissimi controlli, non sta funzionando. In compenso pioviggina e le polveri si abbasseranno grazie al clima e non certo per le politiche regionali per l'ambiente. Stamattina, nonostante il tempo da lupi, circa 300 biciclette si sono radunate in piazza Roma, a Monza, per celebrare la bicicletta e le iniziative in campo ambientale di un'amministrazione, quella guidata da Faglia, che ha fatto molto in questi anni per cambiare le cose. In uno scenario da classica del Nord, che più che la Brianza ricordava le Fiandre, il sindaco ha guidato stoicamente un tour lungo le piste monzesi, per ribadire un impegno strategico per l'ambiente che passa anche attraverso la promozione di una mobilità diversa, più dolce e razionale. In bicicletta è arrivata una folta delegazione da Vimercate e segnalo anche il caso di Raffaele da Triuggio e Miriam da Seregno, primatisti in quanto a chilometri coperti per raggiungere la manifestazione: pare che "più in su" il tempo fosse ancora peggiore, e molti hanno quindi preferito rimanere a casa. Noi, però, torneremo ad occupare le piazze con le nostre bici, perché, insieme ai treni e alle rinnovabili, le biciclette sono la soluzione. A meno di non volerci limitare a questi blocchi sporadici che, così come sono organizzati, sembrano soltanto delle inutili ricorrenze. postato da civati, 12:48 | link | commenti Monza by night
A Monza, nella stessa sera, si può andare nello stesso posto a vedere uno spettacolo teatrale, visitare una mostra, partecipare ad un incontro sul parco e andare avanti fino a "notte fonda" ballando in una festa sulla terrazza. E' quello che è successo, ad esempio, ieri sera al Binario 7, il centro che con brutta parola si dice polifunzionale e, in questo caso, è vero. Chi vive in questa città da tanti anni deve ammettere che si tratta di una 'bella' rivoluzione. E incontrare all'ingresso il nostro sindaco, tra gli spettatori del teatro e i ragazzi in maschera, dà la dimensione del cambiamento profondo e 'leggero' insieme, a cui abbiamo assistito in questi anni. postato da civati, 09:46 | link | commenti sabato, febbraio 24, 2007 Il panda a idrogeno
Oggi pomeriggio su Rai3, trasmissione speciale, specialissima sul blocco di domani. Mercedes Bresso e Roberto Formigoni, in perfetta par condicio, duettano sul tema, con l'interlocuzione di Legambiente. La chicca è, come sempre, a cura del presidente lombardo. Il suo ingresso in scena è strepitoso: appare alla guida di una panda a idrogeno, vantando la sperimentazione di alcuni autoveicoli che vanno ad idrogeno e che circolano a Mantova. Pare siano cinque di numero, le panda mantovane: hanno un nome e hanno un destino. Sono pochissime e vivono in una sorta di riserva, mentre centinaia di migliaia di auto, contrariamente alle previsioni di Formigoni (che aveva annunciato: «nel 2005, in Lombardia, solo auto a idrogeno»), inquinano come non mai: in coerenza con la loro vasta diffusione, le auto a idrogeno non potevano che essere panda. C'è del genio, in tutto questo. postato da civati, 19:56 | link | commenti Nel nulla, senza nemmeno saperlo
Everyman di Philip Roth è un libro duro, fin dalla copertina che Einaudi propone ai lettori. Ed è un libro 'nero', fin dalle sue primissime righe: quell'incipit «intorno alla fossa» lascia davvero poco spazio ad equivoci. Ambientato ben al di là del tempo in cui «la giovinezza impallidisce», come vuole il Keats dell'epigrafe, è un libro dedicato al tempo che passa, anzi al tempo che è già passato. Quel nulla, che è insieme la vita e la morte, è sempre presente, anche nella tensione verso di esso, della malattia, della decadenza, della trasformazione di sé irreversibile, descritta implacabilmente e senza consolazione, operazione dopo operazione, incidente dopo incidente. Che Roth fosse spietato, lo sapevamo da tempo e - non si può negarlo - è la spietatezza una delle sue corde migliori. Ora però, dopo avere indagato ne L'animale morente una gelosia senile e tardiva e perciò ancor più ossessiva, Roth descrive quello che l'uomo non è più, con il protagonista alle prese con un ricordo impossibile e mai soddisfacente dei momenti salienti della propria vita, dell'infanzia dorata, dei suoi successi e dei suoi amori e dei suoi tradimenti verso il giudizio più implacabile: di non essere quello che avrebbe voluto, una constatazione senz'appello e senza redenzione. Ritrovandosi così nel nulla, senza nemmeno essersene reso conto. postato da civati, 19:50 | link | commenti Mulini a traffico limitato
La giunta Faglia estende la zona a traffico limitato a tutta l'area dei Mulini, oltre il Lambro, dalla passarella del ponte dei Leoni fino a via Santa Maddalena. Via le auto parcheggiate, che potranno trovare posto nel parcheggio interrato dell'area Cambiaghi e sulla sua superficie. Lo Spalto Isolino così recuperato sarà riqualificato, come già la piazzetta nei pressi del ponte. Il progetto dei piccoli navigli monzesi con bar e ristoranti (che già ci sono) potrà finalmente vedere la luce: una novità importante anche dal punto di vista ambientale, perché si estende l'area pedonale e a traffico limitato - in attesa della riqualificazione di piazza Trento - in una delle zone più suggestive della città, dove un tempo c'erano i mulini e dove scorreva l'acqua del Lambro (di qui il toponimo Isolino per lo spalto oggetto dell'intervento del Comune). Mulini a traffico limitato, insomma. E non è poco per una bella città della Lombardia. postato da civati, 16:36 | link | commenti Sguardi periferici
Saprete certamente cos'è Contromano, la collana di Laterza dedicata ai punti di vista sulle città. Bene, una mia cara amica mi ha regalato Periferie a cura di Stefania Scateni, che vede la partecipazione, tra gli altri, dell'amico Gianni Biondillo. Con Gianni ne avevamo parlato, quando era stato a Monza alla Festa dell'Unità. Ed è la prima di una lunga serie di coincidenze. L'epigrafe è - l'ho usata anch'io di recente - «là dove c'è il pericolo, cresce anche ciò che salva» di Hölderlin. La terza coincidenza è che nell'introduzione si dice «non mi risulta che ci sia stato un politico che si sia 'avventurato' in una delle periferie della nostra città». Bene, proprio l'altra sera, in occasione del primo confronto tra Michele Faglia e i cittadini, Michele ha rilanciato un impegno sulle periferie, ch'era al centro del programma elettorale del 2002 e che ha visto numerose realizzazioni nei cinque anni del suo governo. Superare il concetto di periferia e dotare i quartieri di una nuova piazza, di una zona pedonale o ZTL e di un centro civico sono obiettivi ambiziosi: in alcune zone della città, già raggiunti, in altre, in via di realizzazione. Tra gli altri, segnalo il caso del quartiere Cederna, dove l'area del cotonificio diventerà, se mi passate l'espressione, il nuovo centro di una periferia che non lo è più. Certo, Monza non è Milano, né Napoli o Torino e le periferie sono più contenute e meno critiche. Ma l'impegno è proprio quello di estendere la qualità della vita dal centro storico, da anni lastricato di porfido, illuminato e ricco, a quei rioni della città dimenticati da troppo tempo. Ora non più. postato da civati, 15:28 | link | commenti Bis
Spazio ombelicale, aut. min. rich. A volte, penso che ci vorrebbe, anche nella vita, la possibilità di un bis. Come per i governi. Un giorno, si radunano tutti i pensieri, si prova a metterli in fila, si chiede la loro convergenza sul testo di una mozione di indirizzo. Lo so, è strano chiedere alle emozioni di votare una mozione. Ma, a volte, è importante, forse decisivo. Dibattito acceso e voto finale. Poi, se la maggioranza non c'è, o il quorum è troppo alto, si prende e si sale sulla cima di un colle (dalle nostre parti ce ne sono tanti) e si chiede a un vecchio ed elegante signore che parla in modo forbito cosa accidenti fare. Lui convoca i tuoi amici, chi ti vuole bene e chi ti vuole male, e poi - in una conferenza stampa sobria e misurata - ti spiega se optare per il rinvio alle Camere, per un rimpasto, per il ritorno alle urne. Siccome quest'anno di elezioni ce ne sono - e per me di importantissime - preferirei che il vegliardo mi proponesse un bis. Con un allargamento dei motivi per stare bene, la focalizzazione degli obiettivi più importanti, la serenità di una pratica parlamentare meno fluttuante. Una soluzione che costringa le emozioni dissidenti a darsi una regolata (o a dimettersi, un bel giorno...). In questi ultimi mesi, ho visto cose che voi umani conoscete perfettamente: delusioni indicibili, legami che scivolano via, paure inenarrabili e attimi non raccontabili di felicità: attimi, d'accordo, ma l'attimo è parente dell'eternità, non dimenticatelo. Adesso, vorrei un bis, qualcosa di sorprendente e di dolce, come l'aria che c'era ieri, nel tardo pomeriggio, a Milano. Vado al mio personale e privato Quirinale e vi faccio sapere se è possibile. Perché lo è, vero? postato da civati, 09:28 | link | commenti Metti, una sera, un buffet a Canonica
Dico o non dico era il titolo dell'iniziativa di ieri sera a Triuggio, il primo dei quattro buffet programmati dalla locale sezione dei Ds e inventati da Pietro Cicardi. La formula conviviale, l'idea di stare sull'attualità con modalità quasi televisive, l'ospite d'eccezione - Aurelio Mancuso, segretario nazionale Arcigay - hanno reso la serata molto piacevole e il dibattito appassionante, come capita sempre più raramente. Gradita la partecipazione dei giovani della Margherita, a riprova (l'ennesima) che il partito democratico - a certe 'latitudini' anagrafiche - non è affatto un miraggio. Prossimo appuntamento, il 23 marzo. Il tema? Lo decideremo pochi giorni prima, nella speranza che - come nel primo caso - non coincida con una crisi di governo :). postato da civati, 09:10 | link | commenti (4) Prodi's back
Sono stato facile, facilissimo profeta: scrivevo giovedì «la soluzione è quella di un allargamento ragionato e misuratissimo della maggioranza parlamentare. Una soluzione pericolosa, ma inevitabile». Oggi, Napolitano rinvierà Prodi alle Camere per la fiducia. Non un bis, ma un Prodi riveduto e corretto, che non potrà permettersi più di andare 'sotto' nelle votazioni su temi decisivi dell'azione di governo. Una soluzione di buon senso, che ci evita la (oggi penosa) esperienza del governo tecnico o di larghe intese che molti colleghi del cosiddetto ceto politico sollecitavano. Non l'avrebbe capita nessuno. Ci aspettiamo responsabilità da parte dei dissidenti e serietà da parte di tutti. postato da civati, 08:50 | link | commenti (1) giovedì, febbraio 22, 2007 In piazza e in bicicletta anche per Prodi Rifondazione comunista chiama alla mobilitazione per la giornata di domenica, chiedendo di essere presenti nelle piazze per dare sostegno al governo Prodi (quello nuovo). Noi, in piazza, saremo già, all'Arengario, a Monza, la mattina, e in Largo Cairoli - a Milano - nel pomeriggio. E saremo in piazza in bicicletta: un modo simbolico per dire che saremo lì anche con Prodi, che condivide la nostra passione ciclistica. E politica. E ambientale. Perché, tra le cose che fanno arrabbiare, c'è anche il fatto che, proprio qualche giorno prima di cadere sull'Afghanistan, il Governo aveva approvato uno straordinario pacchetto di misure per la diffusione dell'energia solare e per la promozione dell'efficienza energetica nelle nostre case. Un motivo in più, per non mancare, domenica, nelle piazze. Con la bicicletta: la nostra e quella di Romano Prodi. postato da civati, 15:45 | link | commenti (7) Perché Prodi deve rimanere
Segnalo la più incredibile di tutti i tempi: è di Roberto Calderoli. Dice: «Io penso che o si fa subito la legge elettorale o si va al voto. In ipotesi ci potrebbe quindi essere un governo della durata di due mesi che produce la legge elettorale, un governo di Prodi, l'unico titolato ad avere l'incarico di governo, che però fa solo la legge elettorale e in due mesi e poi si vota». L'uomo della legge elettorale più vergognosa della storia repubblicana, ora chiede un governo di transizione per rifare la sua legge elettorale. E' proprio venuto il momento di ringraziare i dissidenti per averci consentito di subire anche questa umiliazione: il Calderoli reloaded. Anche per questo motivo, Prodi deve rimanere, non ci deve essere alcun cambio di maggioranza strategico, ma solo una verifica degli assetti parlamentari. Che a nessuno vengano in mente strani accrocchi, che non farebbero nient'altro che peggiorare la situazione: mi sembra di rivivere il 1998. Alla luce di quello che è successo dopo, non è proprio il caso. postato da civati, 12:19 | link | commenti (15) Le due piazze della Lombardia
Domenica blocco del traffico. L'Unione si mobilita e organizza due manifestazioni. La mattina a Monza, alle ore 10.30, in piazza Roma, all'Arengario, dove sono attese centinaia di biciclette dalla città e dai comuni limitrofi (e, magari, anche da molto più lontano). «Tutte le piste portano a Monza», la città che in questi anni ha investito sulla bicicletta, sulla cosiddetta intermodalità ferro-gomma (nelle sue due stazioni: ed è in arrivo anche la terza stazione cittadina nel quartiere Libertà), sulla promozione delle fonti rinnovabili dell'energia, sulla costituzione di nuove aree verdi (su tutte, il parco del Villoresi). Nel pomeriggio, alle ore 14.30, in piazza del Cannone, a Milano, per denunciare quello che non si fa - e che si potrebbe fare, anche 'subito' - nell'area più congestionata del Paese. Per il traffico, per l'ambiente, per il tempo dei cittadini lombardi e per la loro qualità della vita. Non mancate: le due piazze, quell'ambientalista e quella che potrebbe diventarlo, vi aspettano. postato da civati, 11:43 | link | commenti Pippo a Inzago (ennesima puntata)
Ritorniamo sul tema della terza discarica di Inzago, vero e proprio capoluogo regionale del rifiuto, con un comunicato stampa firmato dalle forze dell'Unione. Dopo due anni di battaglie, anche la Giunta della Regione Lombardia aveva riconosciuto la necessità di dire stop alla terza discarica di Inzago e si era impegnata a sospendere l’inizio delle attività in attesa dell’atto legislativo. Assunzione di responsabilità che tuttavia non ha potuto impedire l’inizio dei lavori suscitando la reazione dell’opposizione regionale che oggi, mercoledì 21 febbraio 2007, in Commissione ha chiesto perentoriamente al presidente Maullu che ottenga dall’assessore precisazioni rispetto alla modalità con cui sta operando per dar seguito alle garanzie fornite. “Noi seguiamo da tempo la vicenda della discarica di Inzago e l’assessore Buscemi si era preso l’impegno di trovare una soluzione, ovvero di sospendere l’autorizzazione in attesa che decidesse il Consiglio regionale. Ma se la popolazione vede partire i lavori, allora vuol dire che nei fatti la vicenda sta finendo molto male”, osserva il consigliere regionale dei Ds-Ulivo Giuseppe Civati. “Siamo dalla parte dei cittadini e degli amministratori del territorio – aggiunge Maria Grazia Fabrizio, consigliere regionale della Margherita-Ulivo – perciò giudichiamo paradossale che si debba lottare dall’interno delle istituzioni per ottenere quello che all’interno delle istituzioni era stato promesso”. “Inzago ha ragioni da vendere e noi abbiamo tutte le intenzioni di farle valere nella sede istituzionale con la revoca dell’autorizzazione. Se ciò non dovesse accadere, saremo a fianco dei cittadini a bloccare le ruspe”, ha detto Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi. postato da civati, 00:21 | link | commenti mercoledì, febbraio 21, 2007 Domani è un altro giorno
Lo avevo preconizzato, senza volerlo, qualche riga qui sotto. Oggi il governo è andato 'sotto' al Senato sulla politica estera e si è aperta una vera e propria crisi: Napolitano ha accettato con riserva le dimissioni di Prodi e domani mattina avvierà le consultazioni di rito. Credo alcune cose, semplici semplici. Credo che si sia trattato di un grave incidente, di segno tutto politico, da non banalizzare. Credo che Prodi debba andare avanti, senza stravolgere la maggioranza. Credo che la fiducia, il governo, l'avrà anche al Senato. Credo che i famosi dissidenti siano delle persone di una irresponsabilità totale. Credo che la prossima volta, ad esempio, su casi tipo Vicenza si dovrà prestare più attenzione (d'altronde, credo anche che D'Alema oggi sia stato impeccabile). Domani è un altro giorno, dicevamo in campagna elettorale, pensando al dopo Berlusconi. Slogan da Via col vento ancora utile, evidentemente, a neanche un anno da quella notte di aprile. postato da civati, 20:45 | link | commenti (12) martedì, febbraio 20, 2007 "Telefono casa": Campagna di sensibilizzazione per evitare la chiusura dei phone center postato da civati, 16:58 | link | commenti (1) 113
E' il numero degli emendamenti al Piano di governo del territorio rimasti in vita: si era partiti da 20.000 circa, la destra ne aveva ritirati nel corso della seduta 19.000 e, ora, gli 'uffici', come si suol dire, ne hanno considerati ammissibili 113. Si entra perciò nella fase finale, di votazione dell'oggetto, la cui discussione in aula è iniziata ai primi di luglio dello scorso anno. Avevamo concepito il ritiro degli emendamenti come un segnale distensivo della minoranza, ma ci sbagliavamo: ieri in Consiglio comunale dibattito molto teso, soprattutto a causa della selva di accuse (molto gravi) rivolte da alcuni consiglieri di opposizione ai funzionari di compromissione con la giunta e di soggezione nei suoi confronti: quasi a dire che i pareri tecnici sono di segno politico. Accuse che provenivano, curiosamente, dagli stessi teorici dell'ostruzionismo totale, i vessilliferi del blocco di qualsivoglia attività dell'amministrazione Faglia, gli esperti di filibustering (orgogliosi di esserlo) che avevamo fin qui conosciuto. Ora hanno cambiato strategia, "ma anche no": cercheranno fino alla fine di rendere impervio l'iter verso l'adozione del Piano, nonostante il 25 marzo scadano le famose salvaguardie e il rischio sia quello di tornare ad un piano regolatore vecchio di trentasei anni e pieno di cemento. postato da civati, 08:47 | link | commenti lunedì, febbraio 19, 2007 Il diritto alla lentezza Un giorno, ero a Parigi ed ero molto giovane, e sono stato al Père Lachaise. Tutti a cercare Jim Morrison, ma io avevo una premura. Andare a visitare la tomba di Paul Lafargue, il genero di Marx (aveva sposato Laura, che pare fosse bellissima) che aveva firmato un libretto famoso, Le droit à la paresse, che poi sarebbe Il diritto all'ozio (ma anche alla pigrizia). Era comunista così, Lafargue, e in quel libro si preoccupava di affermare, anche per il proletariato, le ragioni di quello che oggi definiremmo "tempo libero". Mi viene in mente ora, Lafargue, perché la questione del tempo e della sua disponibilità (quando lo capirà la politica?) è molto collegata al nostro 'momento' e perché fa segno alla celebrazione odierna della giornata della lentezza. Che abbiamo bisogno di andare più piano e meglio, lo abbiamo imparato da un altro grande, l'indimenticabile Alexander Langer. Da Milan Kundera sappiamo che "nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all'intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensità dell'oblio". Ci sono anche esempi più prosaici: andare troppo veloci in autostrada, oltre ad essere pericoloso, aumenta vertiginosamente il Pm10. Lavorare "alla milanese", dovendo presentare il risultato del proprio lavoro "per domattina", non è sempre salutare. Assumere decisioni senza averle ponderate, non aiuta a vivere bene. Scambiare la prontezza di spirito per intelligenza, come voleva qualcuno, genera mostri. Faccio una proposta rivoluzionaria: sospendere il giudizio, aspettare la risposta, attendere che la soluzione arrivi e si profili all'orizzonte. A little patience, del resto, cantano i Take that: per il giorno della lentezza, e anche per il resto dell'anno, può valere la pena di fare così... postato da civati, 14:44 | link | commenti (1) domenica, febbraio 18, 2007 Verso la limonera: la Brianza non ci sarà più
Qualcuno deve avere frainteso il senso dell'affermazione che si intende 'costruire' una nuova provincia in Brianza. Mi spiego. Aspettando la grande manifestazione monzese, oggi tour in bicicletta attraverso le colline della Brianza: la Voliera per umani del Parco di Monza, San Giorgio, e poi - lungo il Moltenino - fino a Canonica, Tregasio, Montesiro, la bellissima 'limonera' di Monticello e poi giù, verso Rogoredo, Velate, con pausa al mitico Cinq ghei prima del ritorno a casa. Era il primo giro compiuto della stagione, una cinquantina di chilometri per rifare la gamba e per passare in rassegna alcuni luoghi del ricordo: una cerimonia che si ripete ogni anno, attraversando amici, amori, momenti, stagioni in paesaggi familiari che ormai mi accompagnano da quasi venti anni (accidenti). Con Luca, compagno di viaggio e affezionato esploratore di 'piste' brianzole, abbiamo però registrato, dolorosamente, che gli anni passano per noi, ma soprattutto per il povero territorio della Brianza: le famose costruzioni celebrate con sarcasmo da Gadda («di ville! di villule! di villoni ripieni di villette isolate […] gli architetti pastrufaziani avevano ingioiellato, poco a poco, un po’ tutti, i vaghissimi e placidi colli») e rese celebri dai fotoromanzi berlusconiani, ora si stanno letteralmente moltiplicando. Nuove costruzioni, nuove strade, nuovi parcheggi, dove c'eran prati e panorami e declivi e pendici. Ogni anno, sempre di più. A negare la vista alle villette precedenti, destinate a perdere la visuale a causa di quelle che - certamente - verranno. E non solo le famose villette a schiera, ma anche condomini, cascine 'rialzate' e 'allargate', strane soluzioni architettoniche un po' ovunque. Forse è il caso di fermarsi. Il mio è un appello, rivolto in primo luogo ai Comuni e agli amministratori: prima che della Brianza, oltre ai pensieri di Luca e miei, rimanga soltanto un ricordo. Fermiamoci: dopo c'è, non solo metaforicamente, il precipizio. postato da civati, 19:47 | link | commenti Due cose su Vicenza
Di Vicenza penso - e l'ho detto in varie occasioni - che le ragioni dell'opposizione all'ampliamento della base militare americana siano abbondanti e ragionevoli e che l'Unione debba farsene carico. Trovo però incomprensibile che esponenti dell'Ulivo abbiano voluto partecipare alla manifestazione di ieri (nella quale il messaggio era, tra gli altri, quello di mettere in crisi il governo): una forza politica matura e consapevole di se stessa e delle responsabilità che si trova ad assumere, dovrebbe risolvere i problemi con decisioni più articolate piuttosto che manifestare contro se stessa. Sono scene che abbiamo già visto: era il 1998. Non vorrei che qualcuno volesse celebrare il decennale con un anno di anticipo. postato da civati, 17:35 | link | commenti Faglia, la signora in rosso e la partecipazione
La Signora in rosso, anziché citare i grandi intellettuali eroi della sinistra, parla di Odile, una madre single, Karim da Tolone e di Diam's, un rapper francese. Scrive così l'Economist, dedicando un servizio a Ségolène Royal, nel quale viene descritto - molto criticamente, per la verità - il discorso di presentazione del suo "patto presidenziale". Quello che mi piace sottolineare è che Royal ha presentato il suo progetto soltanto dopo aver concluso una lunga fase di ascolto, nella quale ha organizzato più di 6000 incontri nelle città di tutta la Francia e 135000 contributi 'postati' sul suo sito web. Se posso, mi piace pensare che anche Faglia stia lavorando in questa direzione, organizzando numerosi momenti di confronto e di dialogo con i cittadini di ogni zona della nostra città, partendo proprio dalle loro considerazioni e dalle loro proposte. Un fatto importante per chi ama una politica aperta e davvero democratica, decisa alla luce del sole - au grand jour, vorrebbe la Signora in rosso - anziché nelle segrete stanze di oligarchi più o meno in buona fede. postato da civati, 17:27 | link | commenti I Dico in Brianza
Ho letto con piacere della presa di posizione del cardinale Tettamanzi sulle convivenze e sul ruolo della Chiesa nella società occidentale: non c'è solo Ruini e questo conforta chi, come me, guarda al mondo cattolico con rispetto e interesse. Tettamanzi viene da un piccolo paese della Brianza profonda e ancora di molto tradizionale, non da San Francisco, ma ha compreso che la società è cambiata e la Chiesa vive al suo interno, e ha spiegato che - come insegnava Martini - è sbagliato banalizzare e annichilire le posizioni altrui. Personalmente, credo che i Dico non feriscano la sensibilità di nessuno e che possano essere un'occasione importante per estendere diritti civili a chi non ne ha, in particolare alle coppie omosessuali, in ragione di un fatto amministrativo e burocratico, ma anche tutto culturale. Proprio in Brianza, a Triuggio, vicino al paesino di cui sopra, ne discuteremo venerdì sera con Aurelio Mancuso (che è scettico, sui Dico, da sinistra), in una serata di dibattito e di confronto molto originale. il volantino lo trovate qui. postato da civati, 09:31 | link | commenti (2) Prima vera
Non so voi, ma questa sera, per me, è stata la prima vera serata di primavera. Che "l'inverno del nostro scontento" sia finito è tutto da verificare, ma il cielo stellato e l'aria dolce fanno ben sperare (anche se domani, come dicono le previsioni, sarà brutto anziché no). postato da civati, 02:52 | link | commenti sabato, febbraio 17, 2007 Silenzio, sono le sirene
Pensando, tra l'altro, alle ninfe, attraversavo nel pomeriggio una libreria e non potevo non imbattermi ne Il mito delle Sirene di Maurizio Bettini e Luigi Spina (Einaudi). Ho cercato di resistere alla tentazione, ma - non avendo una Circe a cui telefonare per sapere come evitare l'"incauto acquisto" - la curiosità mi ha vinto. Il libro, come lo scoglio delle sirene, è straordinario. Altro che. Le Sirene fanno parte di quel vasto insieme di «mostri e ibridi», tipo le arpie, le gorgoni, le erinni e le sfingi (ma anche, per le pari opportunità, i satiri e i sileni) «che agivano sia sopra che sotto la terra abitata dai mortali, da singoli o in gruppo». E fin qui ci siamo: come sappiamo già che il loro nome fa segno al legame, alla 'corda', nel senso del richiamo del loro canto e di quella fune con cui Ulisse si lega all'albero della nave per non rischiare di correre da loro (che faccia bene o male, sta tutto in quei concetti di debolezza della volontà e, d'altra parte, di vitale curiosità intorno al quale è costruito il mito). Quello che scopriamo, leggendo, è sensazionale. Almeno in due direzioni. La prima viene dal racconto di Maurizio Bettini, che azzarda una soluzione sul contenuto del canto delle Sirene, in una sorta di confessione di Ulisse: «Quelle voci [...] non erano più le voci delle Sirene, ma quelle di tutte le donne che avevo amato. Udivo la voce di Calipso, che risuonava roca nella grotta mentre mi stringeva fra le braccia, e non voleva più lasciarmi andare; la voce di Penelope che, a casa, cantava mentre mi preparava il letto, e io sentivo quanto desideravo tornare da lei; udivo perfino la voce di Nausicaa, che ancora non conoscevo, ma che mi aveva già innamorato, [...]; e la voce di Circe che mi diceva di tenermi alla larga dallo scoglio delle Sirene». La conclusione è affascinante: «Perché nella loro voce si sente l'amore, quello del passato e quello del futuro, se ancora te ne resta un po' da vivere, la gioia tutta insieme, come se il tempo non esistesse più e la morte fosse stata cancellata». Sarebbe già da applausi, se non scoprissimo una seconda possibilità, ancora più sconvolgente. Chi conosce Kafka, già lo sa, e sa che, nella sua reinterpretazione del mito, l'eroe le orecchie se le era tappate eccome. Ma quello che Ulisse (e noi con lui) non sapevamo è il fatto che «le Sirene hanno un'arma ancor più terribile del canto, ed è il loro silenzio». Chiaro? «E' forse pensabile, sebbene non sia mai successo, che qualcuno possa salvarsi dal loro canto, sicuramente non dal loro ammutolire». L'Ulisse di Kafka rischia così di "farsi un film", diremmo noi oggi: «Non udì il loro silenzio, credette che cantassero e che lui soltanto fosse preservato dall'udirle; dapprima vide fuggevolmente il volgersi delle loro gole, il profondo respirare, gli occhi pieni di lacrime, la bocca socchiusa» e credette «che questo facesse parte delle melodie che risuonavano inascoltate attorno a lui» (bellissimo). Ma forse, dice Kafka, non andò così: e potremmo anche pensare che Ulisse avesse notato che le sirene tacessero (in modo, nota Spina, assordante e quasi offensivo) e che si fosse inventato un versione di comodo (a sua volta ingannatrice) da raccontare (e 'raccontarsi') una volta passato lo scoglio. L'unica cosa certa è che «debolezza e curiosità, fragilità e attesa del piacere possono mescolarsi e portare alla resa» e che, per resistere, serve un'astuzia che tra i mortali - proprio perché le sirene spezzano «ben altro che catene e alberi maestri», come vuole ancora Kafka - è rara. Anzi: volevo dire unica. postato da civati, 21:11 | link | commenti Alex!
Che volete che vi dica: nella vita ci sono momenti così, come quelli descritti nel post precedente. E ce ne sono di bellissimi, che ti fanno stare bene. La metafora è - per me è sempre così - il campione della Juventus. Si chiama Alessandro, e oggi ne ha segnati tre, di gol, diventando capocanniere del campionato di serie B: un campionato a cui ormai - nonostante tutto - ci siamo abituati, in un anno in cui la serie B è a sua volta metafora di uno stato di cose (almeno per me). Oggi andava in scena Juventus-Crotone, che a pensarci che giochiamo con il Crotone (sia detto con il dovuto rispetto) uno ancora non ci crede. Ma lui, al solito, ha fatto, di necessità, virtù. Ha preso un pallone al limite dell'area, ha incantato mezza difesa avversaria, l'ha messo sul sinistro - il secondo dei suoi piedi - e l'ha infilato, il pallone, sul palo lontano. Poi, nel secondo tempo, ha segnato un altro gol, sempre di sinistro, facendosi largo tra i giocatori con un tacco (per smarcarsi) e una finta (per ingannarli tutti). E, alla fine, il terzo, di destro, che sembrava "al rallentatore" quello di Dortmund, anche se il tiro rientrava basso, alla sinistra del portiere. Del Piero è così. E' lo stesso giocatore che l'anno scorso si sorbiva la panchina, entrava, segnava, e tornava in panchina la settimana successiva. Il bello è che uno, a stare in panchina, si fa le 'storie': forse è vero che sono finito, forse fanno bene a non farmi giocare, forse c'è qualcosa, nel mio gioco, che non va. O che non basta. E quando ti chiamano a dieci minuti dalla fine, ti sembra anche che ti prendano in giro e che non sia proprio il caso, che entri svogliato e poi magari giochi male e ti senti anche peggio, come quando arrivi a una festa con la gente che sta andando via. Ma anche questo, nel caso di Alex, è servito. Perché, anche in panchina, Alex lo sa, la risposta la devi trovare tu, non aspettare che te la dia qualcuno (che poi magari si scopre che, questo qualcuno, ti vuole anche male). E non è nemmeno il caso di affezionarsi allo 'stoicismo' dello stare lì, che d'inverno fa anche un freddo boia: non ne vale la pena. L'importante è sapere che, anche quando non ti chiamano, tu giochi un grande calcio. E lo devi sapere tu: perché il gioco è tuo. E questa consapevolezza non te la possono levare. Mai. postato da civati, 19:34 | link | commenti (2) Gradatamente prima, e poi di colpo
Se siete tra i pochi a non aver letto Le mille luci di New York di Jay McInerney, non so proprio cosa farci. Ma il libro spiega molte delle cose che sono successe da una settimana a questa parte. Almeno a me, s'intende. Il libro, del resto, come la mia settimana, è perfettamente irrecensibile: se volete saperne di più, quindi, leggetelo. Vi basti la citazione con cui si apre: «"Come hai fatto ad andare in rovina?" chiese Bill. "In due modi," rispose Mike, "gradatamente prima, e poi di colpo"» (Fiesta). Ecco cosa penso della settimana che è passata. Che poi uno si mette lì a pensare al perché. E non lo trova. Ci sono momenti così, che non hai idea di dove sei, proprio come vuole McInerney. E per scoprirlo, come nel romanzo (e in quel capolavoro che è Nudi sull'erba, altrettanto consigliato), forse vale la pena di tornare molto, ma molto indietro. Solo che è tardi. Troppo. E poi la settimana non è finita davvero. E poi ce ne sarà un'altra... postato da civati, 00:26 | link | commenti venerdì, febbraio 16, 2007 Misure senza misura: le strane parole dell'inquinamento lombardo
Quando si parla di smog in Lombardia si odono parole arcane. O lontane dal vero significato che dovrebbero avere. Ad esempio, si parla per un anno di ticket d'ingresso a Milano, di pollution charge, di "modello Londra" e poi, al momento della proposta, si ipotizza l'accesso a pagamento di una porzione minima della città (informiamo la giunta di Milano che i giardini di via Palestro, ad esempio, sono già chiusi al traffico). Oppure, pensate al blocco del traffico: innanzitutto, non è un blocco. Viaggiano le auto Euro4, ci sono deroghe a non finire, i controlli sono pochissimi. Lo chiamano 'padano', quello del 25, ma è "a macchia di leopardo" e, nelle diverse regioni, sarà concepito in modo diverso. Per non parlare della famosa "cabina di regia", il 'tavolo' a cui siedono la giunta regionale e gli enti locali. Funziona in un modo curioso: la giunta presenta il suo piano. Gli amministratori locali, che non sono quasi mai d'accordo su nulla, si danno fuoco (contribuendo così all'emissione di polveri sottili) e poi le cose vanno avanti così, fino alla successiva convocazione della cabina di regia. Nel frattempo, Formigoni preferisce il genere letterario del proclama, annunciando svolte epocali e monumentali interventi in campo ambientale. Tipo l'idrogeno, una particolare bufala che è passata attraverso un processo di stagionatura lungo un lustro, neanche fosse un Parmigiano: per ora, l'auto a idrogeno la usa solo il presidente. La legge regionale anti-smog, presentata come il provvedimento più importante della storia (Kyoto ci fa un baffo), non ha obiettivi chiari e nessuna clausola, si chiama così, di valutazione. Insomma, il panorama è desolante. Se solo ci dessero retta, di proposte ne abbiamo fatte un trilione. Per ora ci tocca accontentarci di una cabina di regia in cui il regista è uno solo, stabilisce un blocco che non è un blocco, nella regione in cui Milano non è né Londra, né Kyoto, in cui i cittadini parlano una lingua diversa rispetto a quel gergo, tra il burocratese e l'esoterico, che i loro governanti adottano nelle loro irresistibili conferenze stampa: per prendere misure che, di misura, non ne hanno. postato da civati, 10:17 | link | commenti Monza chiama Bolzano
Mi sono recato a Bolzano alla fine di luglio per incontrare gli amministratori di una delle città più avanzate del Paese in campo ambientale (confrontare il post di allora). Ora sono felice di annunciare che gli amministratori bolzanini ricambieranno, nell'ambito dell'iniziativa Monza chiama Bolzano, che si terrà martedì 20 febbraio, ore 21, Urban center, piazza Castello, Monza. Da tempo, attraverso il nostro network amministrativo delle Città possibili, seguiamo l'esperienza di Bolzano e dell'Alto Adige, in particolare per quanto riguarda i temi dell'ambiente, della mobilità e dell'innovazione. Per questo abbiamo deciso di invitare gli amministratori della città sudtirolese per un confronto serrato con gli amministratori della città di Monza sulle politiche dell'ecosostenibilità, della mobilità dolce, dell'innovazione in campo ambientale e tecnologico. Ci saranno Klaus Ladinser, assessore all'ambiente del Comune di Bolzano, e Pietro Calò, presidente di Etschwerke ag, l'azienda energetica bolzanina. Con loro, parteciperanno all'incontro il sindaco Michele Faglia e Michele Erba, assessore all'ambiente del Comune di Monza. Modera Marta Villa. postato da civati, 09:48 | link | commenti giovedì, febbraio 15, 2007 Tutto come previsto, Prodi finanzia la provincia di Monza Comunicato stampa. Nel decreto legge 'milleproroghe' approvato ieri in Senato è contenuto uno stanziamento di 19 milioni di euro destinato alle nuove Province, e quindi anche per la nuova Provincia di Monza e della Brianza. È soddisfatto Giuseppe Civati, segretario Ds di Monza e consigliere regionale dell’Ulivo, che più volte nei mesi scorsi aveva invitato tutti ad abbassare i toni e a cercare un accordo bipartisan per ottenere un risultato che dovrebbe stare a cuore ad entrambi gli schieramenti. “Si superano le incertezze della legge d’istituzione – dichiara Civati -, approvata nella legislatura precedente, con un finanziamento finalmente sostanzioso e sufficiente per completare il percorso verso la nostra nuova provincia. Il governo Prodi e la sua maggioranza mantengono le promesse: una realtà molto dura da accettare per uno schieramento, quello della Cdl, che non è affatto abituato a simili comportamenti. Mi auguro che chi ha voluto speculare in queste settimane soltanto per attaccare il governo e la giunta monzese, finalmente, si fermi. La polemica rischia di apparire, alla luce della votazione di ieri, del tutto inutile”. postato da civati, 16:11 | link | commenti (1) Monza la città: la città sul web Monza la città, il nuovo settimanale di Monza, è online ed è il benvenuto. Il sito è molto curato, ben fatto e ricco di contenuti e in continuo aggiornamento: perciò, se non volete perdere la prima edizione, affrettatevi. postato da civati, 14:42 | link | commenti Cipriano e la sua storia Qualcuno penserà che sto parlando del vicepresidente del Consiglio regionale, il collega Marco. Niente di più sbagliato, anche perché la vicenda finisce con un martirio: mi riferisco alla Storia di San Cipriano, pubblicata da Adelphi. Cipriano è un vero Faust ante litteram: emerge da un lungo itinerario sapienziale, attraverso la cultura greca e i culti orientali. Tra i quindici e i trent'anni diviene "indovino di grande sapienza", che prevede il futuro attraverso le viscere, il volo degli uccelli, l'incedere irregolare degli animali (chissà cosa farebbe, alle prese con le peppole). Impara a riconoscere le voci che provengono dalle tombe, "i palpiti delle umane ansie", e gli "intrecci verbali" e i "numeri di parole". Nulla gli è ignoto, grazie all'esempio degli ierofanti, dei teurghi, dei maghi, incontrati in terra di Egitto e tra i Caldei. Il suo percorso lo conduce fino a conoscere il diavolo in persona, ad evocarlo per azioni scellerate e turpi, come il tentativo vano di consegnare Giusta ad Aglaide grazie all'ausilio del Maligno. "Avevo tutte le schiere al mio servizio", ricorda Cipriano ormai santo e martire, in un flashback tra il pulp e il noir: eppure la fede di Giusta - che resisterà ad Aglaide - lo convince a convertirsi al cristianesimo e ad abbandonare la magia, diventando vescovo e andando incontro al martirio. L'autrice è Eudocia Augusta, imperatrice d'Oriente parecchio anticonformista. La lettura consigliata. postato da civati, 11:59 | link | commenti Tutte le piste portano a Monza Ecco il titolo della più classica delle classiche del Nord: "tutte le piste portano a Monza". Si tratta del ritrovo ciclistico e ambientalista promosso dall'Unione, in occasione del blocco del traffico, domenica 25 febbraio, alle ore 10.30, in piazza Roma (all'Arengario), nel centro di Monza, la città che ha investito molto in questi anni per la promozione di una cultura della bicicletta, con nuove piste e nuovi servizi. E' una manifestazione regionale promossa da tutti i gruppi dell'Unione, che proseguirà a Milano, nel pomeriggio, in piazza del Cannone. Le biciclette lombarde, il 25 febbraio, scendono in piazza. Non mancate. postato da civati, 11:45 | link | commenti Pgt: la sfida infinita
Questa sera, nell'aula del Consiglio comunale di Monza, torna il Piano di governo del territorio. Portato in aula a luglio del 2006, si tratta dell'oggetto più conteso della politica lombarda (vedi alla voce Cascinazza). La destra ha presentato più di 20.000 emendamenti per bloccare il provvedimento urbanistico: un fatto grave, soprattutto se si pensa che a marzo scadono le salvaguardie e c'è il rischio concreto che Monza venga letteralmente invasa dal cemento: milioni di metri cubi e decine di migliaia di nuovi abitanti in ragione delle previsioni di un piano che compie quest'anno 36 anni. Dopo le vittorie giudiziarie che hanno dato ragione al Comune su tutta la linea (Berlusconi chiedeva 500 miliardi di risarcimento: siamo scesi a 0), ora il braccio di ferro si sposta in Consiglio comunale. Da una parte, la maggioranza che vuole approvare il piano; dall'altra, la minoranza che vuole mantenere quello del 1971. Mi sembra una 'bella' differenza. Siete tutti invitati: si inizia alle 20.30 e si procede fino alla fine della legislatura. postato da civati, 07:03 | link | commenti Le Ninfe e l'antro di Ulisse
Torno ancora al tema delle ninfe, già frequentato in un post precedente. Lo faccio per sollecitare la lettura de L'antro delle Ninfe di Porfirio, pubblicato da Adelphi. Un libro acquistato tempo fa che mi è tornato in mano proprio - coincidenza - mentre leggevo Agamben. Il testo è di per sé molto particolare: si tratta di un commento allegorico di un passo dell'Odissea XIII, in cui Omero descrive l'antro dove Ulisse ricovera il tesoro dei Feaci, subito dopo essere sbarcato ad Itaca e apprestandosi all'eliminazione dei Proci. L'antro sorge nei pressi di un ulivo, guarda un po', in capo al porto. E' un luogo sacro alle Ninfe dette Naiadi. Vi si trovano crateri e anfore di pietra, e le api vi ripongono il miele. E, particolare fondamentale, le Ninfe tessono manti purpurei, bellissimi a vedersi, e vi scorrono acque perenni. E due porte si aprono, una per gli uomini, verso nord, l'altra, verso sud, di esclusiva competenza degli dèi immortali. Porfirio interpreta e, dopo poche pagine, introduce l'argomento per lui più importante: l'antro è «simbolo non solo [...] del cosmo, cioè del generato e del sensibile, ma l'oscurità degli antri» invita «a vedervi il simbolo anche di tutte le potenze invisibili, la cui essenza appunto non è percepibile allo sguardo». L'antro è simbolo del mondo sensibile, ma anche del mondo intellegibile e le Ninfe rappresenterebbero le anime che discendono dalla generazione, alla luce del loro particolare legame con l'acqua. Lo stesso Ulisse non sarebbe nient'altro che l'immagine di colui che attraversa tutti gli stadi della generazione. L'antro delle Ninfe e di Ulisse rappresenta il mondo. Le due uscite, le vie della conoscenza (le Ninfe essendo strettamente legate, lo abbiamo visto, all'immaginazione). L'oscurità prelude alla visione, proprio come le selve e gli antri degli Eroici furori di Bruno, nei quali Atteone si avventura, per giungere infine a Diana. E mi vengono in mente i famosi versi di Rilke (Sonetti a Orfeo): «Sii in questa notte della dismisura / Magica forza all’incrocio dei tuoi sensi, / senso del loro incontro strano. / E se terrestrità ti ha dimenticato, / dì alla terra immota: io scorro. / Alla rapida acqua parla: io sono». La terra immota e la rapida acqua sono tutte là, nelle selve bruniane, nell'antro delle Ninfe, lungo la via oscura del ritorno a casa, alle cose divine. Fin dalla notte dei tempi e della dismisura, fin dai giorni remoti in cui Omero raccontava di Ulisse i meravigliosi racconti. postato da civati, 00:12 | link | commenti mercoledì, febbraio 14, 2007 Famiglie lombarde: alcuni dati per capire Con Renata (grazie!) stiamo cercando di dare una definizione di famiglia in Lombardia, anche alla luce del muro ideologico alzato dalla maggioranza di centrodestra contro i Dico. E i risultati delle indagini confermano un dato politico ineludibile. Dal 2000 al 2005 i matrimoni in Lombardia sono passati da 40.660 a 35.632, con un calo del 12% (in Italia da 284.410 a 250.979, con un calo dell'11,8%). Sono aumentati i matrimoni di rito civile, saliti dal 27,8% al 41,3% (il dato nazionale va, molto più lentamente, nella stessa direzione: da 24,6 a 32,4%). Per quanto riguarda le separazioni e i divorzi, sono cresciuti in Italia del 17,1% e in Lombardia del 18,3%. La Lombardia, con Emilia Romagna e Piemonte ha il quoziente di nuzialità più basso d'Italia: 3,8 ogni 1000 abitanti, a fronte del 4,3 italiano. Delle 3.955.000 famiglie lombarde, il 29% è costituita da un solo componente (monocomponente); il 24% da coppie senza figli; il 9% monogenitore e il 38% da coppie con figli (una percentuale, quest'ultima, identica alla somma delle famiglie con un solo componente e di quelle con un solo genitore). La media per famiglia è di 2,2 componenti. Vale la pena di segnalare anche che ogni 100 bambini nati nel 2005 in Lombardia 25 sono naturali, cioè nati da coppie non sposate (in Italia la media è 21 su 100 e solo 4 anni prima, nel 2001, erano 12 su 100). Forse il matrimonio tradizionale non andrà in crisi per i Dico, perché lo è già e l'indagine rivela una complessità che non si può banalizzare, se davvero si vuole comprendere cosa sono le famiglie lombarde. postato da civati, 18:37 | link | commenti (1) Zio, cambia lampadina! Ve lo ricordate zio Fester e la sua lampadina? E' il mio personale testimonial della campagna di Caterpillar "M'illumino di meno", giunta alla sua terza edizione (il sito). Non solo ho aderito personalmente e con il gruppo DS-Ulivo, consigliando allo zio di passare alle lampadine a basso consumo (e, quindi, a basso impatto ambientale), ma ho anche sollecitato la presidenza della Regione perché si spengano le luci, venerdì alle ore 18, in tutti i nostri uffici (quei pochi in cui c'è ancora qualcuno, penseranno i maligni), a cominciare dalla grande luminaria del Pirellone. Spero che il presidente sia abbastanza 'illuminato' anche per raccogliere una seconda proposta che sto promuovendo: sollecitare gli enti pubblici a passare alle lampadine a basso consumo, se possibile anche subito. Anche i cittadini lombardi, come zio Fester, risparmierebbero (denaro e inquinamento). postato da civati, 16:44 | link | commenti A lume di candela, con il presidente
Come passare un San Valentino indimenticabile? Non credete ai consigli delle riviste di moda, alle 'dritte' di amici e amiche. Il ristorantino sul lago non è più trendy. Ballare il tango alla lunga stanca. Il teatro o l'opera? Siete fuori strada. C'è una soluzione molto, ma molto più semplice. Sala Maddalena, Monza, ore 21: Filippo Penati incontra la cittadinanza di Monza e Brianza. Giuro: non è uno scherzo. Il presidente - evidentemente un particolare tipo di innamorato - dedica la serata alla mia città. A me tocca ricambiare: non vorrei pensasse a un tradimento. Non sarebbe carino. Mi auguro solo che non sia un tête à tête (tipo che ci ritroviamo noi due soltanto). Vedete voi. Sappiate che c'è chi vi ama. Non deludetelo ;) postato da civati, 01:32 | link | commenti Biciclette di tutto il mondo...
Domenica 25 febbraio, giornata del blocco del traffico, a partire dalle ore 10.30, piazza Roma, all'Arengario, manifestazione per l'ambiente: inizio a dirlo ora, così ci si organizza. Obiettivo della manifestazione: portare il maggior numero possibile di biciclette in piazza per una foto-ricordo. Monza capitale della bicicletta per un giorno. Monza "maglia rosa" per le politiche attive contro lo smog. Saranno premiati singoli e gruppi che arrivano da lontano. Saranno presentati i progetti della città e del centrosinistra lombardo per la diffusione di una cultura della bicicletta. Per un nuovo 'ciclo' politico, per una ciclabilità diffusa e sicura, per una mobilità dolce. Ci vediamo a Monza, domenica 25: passate parola (e pedalate). postato da civati, 01:11 | link | commenti (1) martedì, febbraio 13, 2007 Politiche anti-smog: anche l'usato vuole la sua parte
Comunicato stampa. «Non è giusto che un anziano che vive di pensione e che magari usa l’auto una volta alla settimana sia costretto a sostituire l’auto vecchia con una nuova fiammante come chi la usa tutti i giorni, magari per lavoro». Giuseppe Civati, consigliere dei Ds-Ulivo, parte da questo assunto per annunciare una proposta che il Gruppo Ds-Ulivo in Regione si appresta a formulare «per dare un contenuto riformista a provvedimenti che altrimenti rischiano di rimanere lettera morta». Il senso della posizione dei Ds è che si debba arrivare a prevedere incentivi anche per l’acquisto dell’usato, rivolti agli over 65 e a chi ha redditi troppo bassi per potersi permettere facilmente un cambio d’auto. Incentivi, dunque, che devono valere non solo per l’acquisto di un veicolo nuovo ma anche per il passaggio alla categoria euro superiore, purché sia almeno un euro 3. «Per combattere lo smog – continua Civati - abbiamo bisogno di misure applicabili e calate nella realtà. Per questo motivo chiediamo si adotti un pacchetto di misure per un passaggio non traumatico ai veicoli meno inquinanti, favorendo chi ha più difficoltà e che altrimenti finirebbe per essere eccessivamente penalizzato pur non essendo, come nel caso dei pensionati che usano l’auto sporadicamente, la prima causa di inquinamento. È necessaria una modulazione di proposte che non siano calate dall’alto come imposizioni ma che accompagnino la graduale sostituzione del parco auto lombardo». «Vogliamo politiche ambientali forti – conclude Civati -, ma non serve seminare il panico». postato da civati, 18:48 | link | commenti (6) Che la Lombardia dica sì ai Dico: la società già lo fa Comunicato stampa. Diciamo fin d’ora che voteremo contro la mozione presentata da An e inopinatamente sottoscritta da tutti gli altri gruppi della maggioranza del presidente teocon Roberto Formigoni: un attacco preventivo ai Dico e al riconoscimento dei diritti per le persone stabilmente conviventi. La Lombardia secondo la Cdl dovrebbe escogitare un modo per evitare che la legge sia applicata. Un fatto grave, che testimonia la lontananza della destra dalla società: in Lombardia più che in altre regioni è diffuso il fenomeno delle coppie di fatto; in Lombardia è presente una grande e viva comunità gay; in Lombardia la società ha subito trasformazioni più significative che altrove. Ma c’è di più: i Dico non mettono in discussione il matrimonio, sono soltanto un riconoscimento di diritti a chi non ne ha, soprattutto nella formulazione avanzata dal governo. La questione delle adozioni non c’entra nulla, così come non c’entra nulla la difesa della famiglia tradizionale. In Toscana, nello Statuto regionale – loro ce l’hanno, non come in Lombardia – due commi successivi tutelano la famiglia tradizionale e riconoscono i diritti alle coppie conviventi, senza che ci sia contraddizione alcuna. Così vorremmo che fosse anche la Lombardia: moderna e consapevole, non arroccata su posizioni ideologiche d’altri tempi. postato da civati, 14:06 | link | commenti (5) domenica, febbraio 11, 2007 Attenzione: attraversamento ninfe
Per una volta, la proposta di lettura riguarda la filosofia. E l'immagine. E il mito. Si tratta di Ninfe di Giorgio Agamben, Bollati Boringhieri. Delle ninfe tutti sappiamo che sono per loro natura molto particolari, soprattutto grazie al mitico Paracelso. Le ninfe sono come le immagini, proprio perché acquistano un'anima solo se si uniscono con l'uomo. «Le immagini hanno bisogno, per essere veramente vive, che un soggetto, assumendole, si unisca a loro; ma in quest'incontro - come nell'unione con la ninfa-ondina - è insito un rischio mortale». Scrive infatti Paracelso che le ninfe «benché siano entrambe le cose, cioè spirito e uomo, non sono tuttavia né l'una cosa né l'altra. Non possono essere uomini, perché si muovono come spiriti; non possono essere spiriti perché mangiano, bevono e hanno carne e sangue». Essendo entrambe le cose, non sono nessuna delle due: sono «in qualche modo» uomini, ma sono prive di anima (sembra quasi che si parli delle trentenni milanesi: ninfe metropolitane :). Ma non sono nemmeno animali, perché una ninfa «parla e ride proprio come gli uomini» (bellissimo). Precisa allora Agamben che, proprio perché create ad immagine dell'uomo, «ne costituiscono una sorta di ombra o di imago». E, proprio perché «immagine dell'immagine», la ninfa - e qui viene in soccorso Boccaccio - fa segno al processo dell'unione della mente con l'immagine: sempre fluttuante, sempre danzante, come la ninfa. E, allora, ci permettiamo noi un passo in più, che riprendiamo da Roberto Calasso, La follia che viene dalle Ninfe, perché ci parla dell'impossibile possessione delle ninfe: «Ma chi erano, dopo tutto, le Ninfe? A questi esseri dalla vita lunghissima, seppure non eterna, l'umanità deve molto. Attratti da loro, più che dagli umani, gli dèi cominciarono a fare incursioni sulla terra. E prima degli dèi, gli uomini, che imitano gli dèi, riconobbero che il corpo delle Ninfe era il luogo stesso di una conoscenza terribile, perché al tempo stesso salvatrice e funesta: la conoscenza attraverso la possessione. Una conoscenza che dà la chiaroveggenza, ma può anche consegnare chi la pratica a una peculiare follia. Il paradosso della Ninfa è questo: possederla significa essere posseduti. E da una forza soverchiante». Lo aveva compreso perfettamente Giordano Bruno (che anche Agamben cita) nei Furori, descrivendo l'esperienza di Atteone che proprio tra le ninfe incontra Diana. Non dimenticatevelo mai. Può essere molto pericoloso... postato da civati, 18:25 | link | commenti (5) Monza in mostra
Open-day alla Casa degli Umiliati, in via regina Teodolinda, dove troverà sede il museo della città di Monza. Un progetto messo a punto dalla giunta Faglia, che finalmente darà a Monza il 'suo' museo. All'Urban center, in parallelo, è aperta da qualche giorno la mostra dedicata all'arredo urbano e agli interventi di questi anni. Interventi straordinari per quantità e qualità, che hanno cambiato il volto di molti giardini, strade e piazze in tutta la città (e, per la prima volta, non solo in centro). Monza si mette in mostra, dunque, orgogliosa di sé dopo tanti anni di incuria, inerzia e (anche) degrado. Una segnalazione in più: è molto ben fatto il volume realizzato dall'assessorato alla Cultura, distribui |