[ciwati]
>il blog di giuseppe civati<
 

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

 Iscriviti a ciwati

giovedì, maggio 31, 2007

Lettera da Pisa: siamo al Nord anche noi

Proseguo nel mio personale giro d'Italia (un giro che al centrosinistra appare sempre di più un tappone dolomitico), riferendo quanto mi scrive Davide da Pisa, riportandomi i dati di tre città al voto domenica e lunedì. I dati si commentano da soli:
Lucca: sulle precedenti comunali - 9,8%; sulle politiche 2006 -16,5%.
Carrara: sulle precedenti comunali - 6,8%; sulle politiche 2006 -12,5%.
Pistoia: sulle precedenti comunali - 13,2%; sulle politiche 2006 -17,7%.
Il commento sconsolato di Davide è "siamo al Nord anche noi", che riprende e ribadisce una mia convinzione: che la questione settentrionale vada intesa tra virgolette, perché la questione è tutta politica e di rilievo nazionale. Ultima precisazione: per la cronaca, a Monza (considerando il dato peggiore, quello delle liste): sulle precedenti comunali +3,8%; sulle politiche 2006: -5%.

postato da civati, 21:02 | link | commenti
monza, la questione settentrionale

Lettera da Verona: addio alla moderazione

Pubblico una lettera che mi è giunta sul blog come commento al precedente post sul sindaco con la tigre-mangia-terroni. Considerazioni amare, che riporto senza commento, perché ero stato a Verona e avevo visto una città orgogliosa, amministrata bene, capace di votare un piano regolatore equilibrato, con una nuova biblioteca, una politica culturale rinnovata, un'attenzione all'ambiente importante per una città turistica. Hanno prevalso altri recettori, come in tanto Nord, che sono bene illustrati in quanto Pierluigi ci scrive:

Caro Civati,

le scrivo da Verona. Lo sa cosa abbiamo pensato quando il summit berlusconiano ha proposto Flavio Tosi a candidato sindaco della città? Bene, perderemo ma avremo sicuramente più chance di arrivare al ballottaggio. Il ragionamento, semplice semplice, era che uno così non poteva accappararsi tutti i voti dei cosidetti moderati. Uno che non ha mai svolto un lavoro, uno che partecipa ai raid contro zingari ed immigrati, uno che non si propone nemmeno esteticamente in modo decente e mi fermo qui. Abbiamo visto invece com'è andata a finire. Di quale "questione settentrionale" allora stiamo parlando? O rincorri questo popolo leghista-forcaiolo-assetato di denaro sul loro terreno oppure te ne fai una ragione e cerchi di sperimentare, costruire qualcosa di piccolo ma interessante sul territorio cittadino. Inutile, a mio modesto avviso, mettersi a fare analisi, disquisizioni...pippe. Zanotto, l'ex-sindaco, come Faglia, è un gentiluomo, un signore, un moderato cattolico che è andato addirittura al Family-day. Ha governato bene: piste ciclabili, asili nido, progetti di viabilità e potrei andare avanti. Abbiamo preso il 33%. Occorre aggiungere altro?

Pierluigi da Verona

postato da civati, 20:57 | link | commenti (5)
monza, la questione settentrionale

Accelerazione? Fermatevi, piuttosto

Ci mancava solo l'ipotesi di votare per la costituente del Pd a luglio. Accelerazione, l'hanno chiamata. A me sembra una sciocchezza monumentale. Non siamo riusciti ancora a fare operazioni semplici, quasi banali come unificare i gruppi in Provincia e Regione (uno scandalo), e parliamo di accelerazione. Altro che accelerare: ci facciano tutti il piacere di stare fermi, per un po', almeno una settimana... A meno di non voler fare come Majorino, il segretario dei Ds di Milano, con cui sono d'accordo che bisogna andare a casa tutti e fare spazio: ma non era il caso di farlo quando si è perso il Comune di Milano? O forse l'edicolante per sbaglio mi ha venduto l'edizione del giornale dello stesso giorno, ma di un anno fa?

postato da civati, 14:11 | link | commenti (1)
appunti per un partito nuovo

Come se niente fosse

Mi chiama Marco da Roma e si parla di Partito democratico. Siamo d'accordo con Padellaro: sui giornali si prosegue "come se niente fosse" in una mesta Totentanz di ministri e presidenti di regione che si rincorrono per darsi degli idioti. Secondo me, è il caso, davvero, di smetterla. Di mettere in ordine le questioni e di risolverle. Di dare risposte da troppo tempo attese, facendo tacere il gracchiare degli uffici stampa e delle segreterie. Abbiamo perso dappertutto, a indicare che la politica - quella del centrosinistra - deve fare uno scatto d'orgoglio e di umiltà insieme, per non consegnarsi al qualunquismo, da una parte, e per non chiudersi nella 'casta', dall'altra. Ci vuole un nuovo partito per quello: a chi interesserebbe un partito che fa la somma dei gruppi dirigenti e la moltiplicazione degli elementi di confusione? Ci vuole un partito meno gerarchico, più aperto, più coerente, in cui non siano obbligati tutti a fare politica perché quelli che la fanno sono chiari, lineari, trasparenti e affidabili. E magari non la fanno per sempre, ma ogni tanto lasciano il posto a qualcun altro. Si può fare. E non c'è tesoretto che tenga.

postato da civati, 14:06 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

Fiori (non opere di bene)

In un clima funebre anziché no, dico a tutti i sostenitori della Monza che ha perso le elezioni di non perdersi anche d'animo. Dico di portare un fiore, quello della passione politica, perché le "opere di bene", tutte quelle che potevamo, le ha già fatte l'amministrazione Faglia. Dico che ci saremo, a cominciare da Michele e da Roberto, in aula, a difendere quello che è stato fatto. Dico che valutiamo e valuteremo gli errori, ma non per deprimerci, ma per esserci, a Monza, anche se in minoranza. Dico che da stasera parte l'iter per la costituzione del Partito democratico a Monza e in Brianza e che non faremo come a Roma (anzi, se possibile, faremo tutto il contrario: comitato snello, giovane, aperto ai cittadini). Dico che faremo un'assemblea pubblica, nei prossimi giorni, per programmare insieme un'azione politica che ha una dignità che non si può certo ritenere svanita solo perché si è perso dal punto di vista elettorale. Dico che vorrei un gruppo unico e che a guidarlo ci fosse il sindaco (purtroppo) uscente. Dico che faremo una festa dell'Unità, prima dell'estate, in cui continuare a discutere e a capire. Dico che ci vuole un ricambio, e il primo a sostenere che ci vogliono energie nuove, come annunciato da tempo, è e sarà proprio chi vi scrive.

postato da civati, 13:54 | link | commenti (6)
monza

Mi dispiace questa Monza (e questo Nord)

Oggi si sono presentati in Comune. Mariani, che ormai si esprime esclusivamente attraverso proverbi e epiteti dialettali, Allevi, il suo muscolare vice, e Romeo, che ha subito proposto di riaprire via Bergamo e di controllare i phone center, vera priorità di Monza. Con loro, Sassoli, l'unica donna eletta da Forza Italia, accompagnata da una fila di battute e di apprezzamenti di dubbio gusto (a me fa un po' tristezza quando le donne sono trattate così, ma si sa sono un romantico e in città prevale la destra ormonale). Guardando questo belvedere, a me non è che questa Monza non piaccia più: mi dispiace. E' un po' diverso. Mi dispiace perché avevo in mente qualcosa, appunto, di diverso. Vedremo. In compenso, ho letto di altri personaggi di spessore che la Cdl ha eletto in giro per il Nord. A cominciare da Tosi, il nuovo sindaco di Verona. Uno che aveva preso quasi trentamila preferenze alle Regionali di due anni fa, noto per varie battaglie, riportate con sorpresa dalla stampa nazionale. Leggo dal Corriere: «Quando era consigliere comunale si presentò con una tigre al guinzaglio ("ma era solo per fare pubblicità al circo padano!"). Una sua simpatica proposta finì sul Wall Street Journal: "In una sorta di ritorno alla segregazione stile Alabama di un tempo, un politico italiano ha chiesto di creare entrate separate sui bus per gli extracomunitari e per gli autoctoni, rispettosi della legge e bianchi" ("volevo solo che gli immigrati entrassero dalla porta anteriore per controllare più facilmente i loro biglietti!")». Oltre al «El leon che magna el teron» e ai bus bicolore, Tosi parla con leggerezza di «pulizia etnica» riferendosi agli zingari e propone l'eliminazione della sovrintendenza perché blocca i lavori in città «per quattro sassi» (a Verona, la città dell'Arena...). Come titolarono un tempo Gino & Michele, Saigon era Disneyland a confronto. Ci dispiace, quindi, questa Monza. Ma questo Nord ci preoccupa ancora di più.

postato da civati, 02:49 | link | commenti (14)
monza, la questione settentrionale

mercoledì, maggio 30, 2007

La paranza

Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Uno dei motivi per cui abbiamo perso è che di solito sono triste per amore in campagna elettorale. E' successo nel 2002, e da allora è nata una curiosa abitudine presso i miei amici: la convinzione di potersi affidare alla mia vita sentimentale per capire come vanno a finire le elezioni. Una specie di sondaggio affettivo. La botta più dura in effetti fu nel 2005, quando le Regionali andarono un gran bene e io, come canta Silvestri, mi ero "innamorato di una stronza". I miei amici vollero vedervi una conferma della loro perfida teoria. E, per dirla tutta, la 'paranza', per proseguire con la metafora, sembrava perdurare anche quest'anno ma, tutto d'un tratto, la mia vita affettiva si è fatta serena. Come d'incanto: e ho temuto che fosse di nocumento al risultato elettorale, ma ho cercato di tenerlo per me, dribblando le insistenti domande degli amici. Lo confesso ora, confidando nella vostra benevolenza. Per la paranza. E per Monza. E per sdrammatizzare un po' un momento che ha troppe componenti di mestizia e di dispiacere per tutti noi.

postato da civati, 16:33 | link | commenti (7)
monza

Diamanti (ad porcos?)

Se non l'avete ancora fatto, leggete Diamanti su Repubblica. Una delle 'chiavi' la trovate nelle sue riflessioni, come sempre quando si tratta del sociologo più citato e meno letto del Paese. Come me, si parva licet, Diamanti sostiene due cose: la prima è che il campanello d'allarme è una sirena e che la questione settentrionale va intesa soprattutto come una lontananza della proposta politica del centrosinistra - e, ancor più, aggiungo io, del metodo e dello stile con cui viene presentata - dalle esigenze (e le paure, e le chiusure anche) del Nord. Diamanti parla di abisso e chiosa ricordando elementi talmente evidenti da essere sotto gli occhi di tutti: la "confusa costruzione della finanziaria"; il dibattito allucinante sulla "destinazione del tesoretto"; le incertezze, le divisioni, la corsa alle dichiarazioni e, infine, ma non certo da ultimo, l'assenza di una missione comune che giustifichi gli appelli alla responsabilità e al sacrificio. Diamanti sostiene che il momento è decisivo. Lo penso anch'io. E lo pensa anche Primo Minelli, Legnano, che stamane al telefono mi ha fatto un lungo elenco di questioni rimaste aperte per troppo tempo senza una soluzione: i Dico, le pensioni, il contratto degli statali, il benedetto tesoretto, la legge elettorale, la costituzione del nuovo partito e tante altre cose su cui discutiamo e non arriviamo "a una". E allora ci si rende conto che la cosiddetta questione settentrionale è determinata dal fatto che qui più si sentono le contraddizioni, in una società più dinamica e individualista, che ha più fretta. Forse sbaglia, ma pretende delle risposte, che dalla politica tendono a non arrivare. La questione del Nord è, insomma, una questione politica che riguarda il Paese, non solo la fascia pedemontana, ed è quindi fino in fondo una questione nazionale, non una vicenda padana. Non dimentichiamolo. A meno che, come al solito, i consigli utili non vengano presi come critiche inaccettabili e sembrino, come capita spesso, semplicemente margaritae ad porcos.

postato da civati, 13:44 | link | commenti (16)
la questione settentrionale

Il fronte settentrionale

Chicca satirica su Onemoreblog. Da non perdere.

postato da civati, 01:42 | link | commenti (2)
la questione settentrionale

martedì, maggio 29, 2007

Saper perdere/2 (com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire)

Roberto Scanagatti mi ha detto: «E' come per gli incidenti stradali. Fa più male il giorno dopo». Roberto ha ragione. Fa più male il giorno dopo. Soprattutto se lo passi in Regione, con il centrodestra festante, l'architetto di Paolo Berlusconi che ti sorride malizioso, il medico di Abelli e Formigoni che passa in rassegna i potenti per ottenere il loro plauso e la loro benedizione. Monza è loro, chiaro? Mi è tornato in mente un mio 'lavoro' filosofico di qualche tempo fa, con l'espressione latina dell'«ad nutum»: a volte, al tiranno, basta un cenno. Ecco. Poi ho trascorso ore telefoniche a farmi spiegare perché abbiamo perso, che cosa avremmo dovuto fare, cosa avremmo dovuto dire. Critiche in gran parte condivisibili, un po' impietose e facili, ma non fa niente. Fa parte del gioco. Nel frattempo, ho dovuto spiegare agli organi di informazione di mezzo mondo le ragioni della sconfitta (mancava che mi chiamasse il Washington post, e pensare che non ci filano mai quando le cose vanno bene...). Poi ho dovuto rincuorare un centinaio di elettori, increduli e sconfortati. Infine, ho ricevuto la solidarietà di tanti a cui ho risposto che non molliamo. Per nessun motivo al mondo. Noi ci saremo. Ci auguriamo soltanto che ci siano anche i nostri della politica nazionale. E che ci sia finalmente un disegno politico per il Nord Italia. Perché a me, oltre al dato monzese, che mi sta a cuore più di ogni altra cosa, mi sconforta lo tsunami che ha attraversato la pianura. Perché non lascia punti di riferimento, perché induce alla sudditanza psicologica e politica, perché non consente di pensare a un'idea diversa di società e di politica. «Com'è difficile trovare l'alba dentro all'imbrunire», una citazione da Battiato che ho già fatto mia nel 2001. Prima che tramonti, allora, consiglio la lettura di Seneca - sempre utile quando si tratta di 'tiranni', sconfitte politiche e pericoli suicidari (scherzo) - e l'ascolto della Cavalleria rusticana di Mascagni, in loop da tempo sul mio Mac. Non risolve, ma aiuta.

postato da civati, 22:04 | link | commenti (29)
regione, monza, la questione settentrionale

Saper perdere

Da quando abbiamo perso - qualche ora - i lettori di destra invadono il blog con i loro commenti. A me, lo dico da subito, la cosa non può che far piacere: non possono che arricchire il dibattito e, dopo anni in cui mi sono sorbito gli attuali vincitori a urlare in consiglio, il commento al blog è sicuramente un passo avanti. Procedo perciò serenamente con la mia personale analisi. Personale, perché intendo assumermi tutte le responsabilità (dell'analisi e della sconfitta, s'intende). Se dico che il dato è nazionale, è perché è vero. Se dico che c'entra più la politica che l'amministrazione, è perché è vero. Il problema è non essere riusciti a contrastare l'onda tipo tsunami con la qualità della nostra proposta amministrativa. Una sfida forse impossibile, in cui abbiamo mancato, comunque, e di cui dobbiamo tenere assolutamente conto. Se dico che a Monza si perde meno che altrove, non è una consolazione, anzi, è il suo esatto contrario: tutto il Nord ci volta le spalle. Questa è la verità. Se non è una spallata, come si sono affrettati a commentare da Palazzo Chigi, non so bene come definirla. Vorrei che a Roma facessero la stessa autocritica che stiamo facendo noi, anziché perseverare in un'azione di governo che evidentemente è considerata troppo incerta da buona parte del Paese. Stamane, arrivato in Consiglio regionale, mi sono ritrovato il tribunale dell'inquisizione spagnola. Me l'aspettavo. Autorevoli dirigenti che leggono il Giornale di Berlusconi andavano in giro dicendo che non avevo votato Faglia (l'articolo era una calunnia, ma i nostri dirigenti non sanno riconoscere l'informazione dalla diffamazione, sic); sul Riformista leggo che la causa della sconfitta sarebbe il dvd della Cascinazza, perché «la mistica da Michale Moore» (sic/2) avrebbe spaventato l'elettorato moderato (autori dell'analisi da ricercarsi presso la segreteria regionale); altri ragionavano sulla qualità della proposta amministrativa della destra: mi fa piacere che loro l'abbiano trovata. Insomma, un fallo di confusione (volontario, da cartellino rosso) per non ragionare. Purtroppo abbiamo perso a Rho (giuro che non ho girato un documentario sulla Fiera), a Verona (dove in effetti sono stato in visita qualche settimana fa, e lì la mia influenza nefanda si è certamente sentita), a Crema (dove sono passato recentemente, senza fermarmi, ma purtroppo è bastato), in Piemonte (i miei hanno una casa vicino al lago Maggiore, lì vanno ricercate le cause della sconfitta)... anche a Reggio Calabria, dove una volta ho mangiato un gelato sul lungomare. Sono un po' stanco di questo trattamento, ma non è una novità. Quello che colpisce è il ragionamento più incredibile: «ci hanno danneggiato le discussioni sul comitato nazionale promotore del Pd». Capito? Non il fatto che il comitato promotore sia stato 'costruito' malamente, come in tanti hanno cercato di argomentare. No: sono le critiche alle cose sbagliate che vanno evitate. Com'è che diceva Nanni Moretti?

postato da civati, 14:56 | link | commenti (30)
regione, monza, la questione settentrionale

The day-after (il giorno dopo, dieci anni fa)

Nel Consiglio comunale di Monza ci saranno nove consiglieri dell'Ulivo, cinque della lista Faglia, uno di Rifondazione comunista. Antonio Marrazzo supera le mille preferenze ed è il più votato in assoluto. Con lui sono confermati con un buon risultato Roberto Scanagatti, Paolo Pilotto, Egidio Longoni, Rosario Montalbano, Maurizio Beghin. Entrano in Consiglio Paolo Confalonieri, Sergio Civati e Carmine Bubba. L'ennesima notizia negativa è che non c'è nemmeno una donna tra i nove eletti dell'Ulivo (Forza Italia ne elegge soltanto una, nel Consiglio comunale meno rosa di tutti i tempi). Due invece ne elegge Faglia, che conferma Boscarino, elegge gli assessori Rossi e Viganò, Elena Colombo e Massimiliano Dalla Muta. Vincenzo Ascrizzi è l'unico consigliere di Rifondazione. Tra gli eletti della destra, guarda caso, passano alla grande gli abusivisti elettorali Carugo (milanese inviato di Formigoni) e Gargantini. Ci sono Antonicelli e Petrucci (a volte ritornano) e tante altre figure degli anni passati torneranno al governo della città. Il giorno dopo, dieci anni fa.

postato da civati, 09:31 | link | commenti (17)
monza

Che volete che vi scriva?

I pippopolls di questa mattina dicevano ballottaggio, con un testa a testa sindaco-liste tra Faglia e Mariani. Abbiamo invece perso di dieci punti, dieci punti che non erano previsti, cinque in più a loro, cinque in meno a noi. Colpa di una tempesta elettorale che ha coinvolto tutto il Nord, dove siamo andati malissimo più o meno ovunque, con dati che, se possibile, peggiorano il risultato delle politiche dello scorso anno. A Verona, che come Monza aveva visto il successo del 2002 delle forze di centrosinistra, abbiamo perso addirittura 60 a 33. Un disastro. A Rho il centrodestra ci doppia, perdiamo a Carnate e in tutte le altre cittadine della Brianza. Soffriamo anche in città tradizionalmente nostre, a Sesto appena sopra il 50%, a San Donato al ballottaggio. Siccome però non siamo a Milano e qui siamo abituati a prenderci le nostre responsabilità, dobbiamo riflettere su alcuni elementi che balzano agli occhi. A Cazzaniga, dove il voto è d'opinione, è stata una vera e propria disfatta. A San Rocco, ha certamente pesato la questione degli odori, benché Faglia avesse fatto il possibile per mitigarli e il consenso è sceso proprio nel quartiere in cui erano state realizzate più opere e più interventi. A San Donato, nonostante l'incubo Cascinazza, abbiamo perduto voti a favore della destra, che proprio per la Cascinazza si è tanto spesa in questa campagna. Soltanto a Cederna e a San Giuseppe i dati sembrano più confortanti. I limiti della nostra campagna elettorale evidentemente sono stati tanti, e sono il primo a volerli interpretare e comprendere. Lo faremo nei prossimi giorni. Ora non resta che dispiacersi per il grande lavoro fatto dalla giunta migliore di sempre, che non ha vinto per colpe che sono soprattutto non sue. E per un sindaco a cui va tutta la nostra stima, oggi più che mai.

postato da civati, 00:45 | link | commenti (6)
monza

lunedì, maggio 28, 2007

Mariani sindaco, accidenti

Faglia si ferma al 43%, Mariani avanti 10%, spariscono i 'terzisti'. La tempesta elettorale che si è abbattuta sul governo coinvolge ahinoi anche Monza. In Brianza perdiamo da tutte le parti, a Sesto soffriamo (ripeto: a Sesto), a San Donato e Rho è largamente avanti il centrodestra. A dopo...

postato da civati, 16:01 | link | commenti (57)
monza

Piove, piove, la destra non si muove

In un clima che pare di partecipare alle comunali di Aberdeen - piove a secchi, tira vento, fa un freddo del biscio e il Lambro si gonfia - attendiamo il risultato del primo turno delle elezioni comunali. Ho consegnato a un notaio i pippopolls, un'indagine demoscopica curata personalmente, che tengo riservata per motivi scaramantici. Dalle 15, su questo blog, le informazioni utili e le curiosità per sapere com'è andata nella principale città della Lombardia in cui si vota. Nel frattempo, vi segnalo che il maltempo porta con sé il venticello della calunnia. Il giornale di Berlusconi scrive oggi che io avrei consigliato di non votare Faglia. Sono ricchi sfondati, ma sono dei poveretti: perderanno e saranno querelati.

postato da civati, 12:41 | link | commenti (9)
monza

Il re è nudo

Prosegue la raccolta di adesioni sul blog di Luca Sofri. L'iniziativa di Wittgenstein è semplice, quasi disarmante: il comitato promotore del Pd è rappresentativo soprattutto della nomenklatura, di chi già ricopre posizioni eminenti, di chi "non può non esserci". La proposta - che soltanto in Italia sa di provocazione - è di aggiungere 10 giovani ai 45 membri del conclave. Per ora ha risposto soltanto Parisi. Gli altri capiscono, ma fanno finta di non capire: citerò per tutti Patrizia Toia, che si sente rappresentata fondamentalmente da se stessa, come ha avuto modo di spiegare ieri sulle pagine milanesi di Repubblica. Un bel passo in avanti: dalla democrazia rappresentativa a quella autorappresentativa. Stella parla di 'casta', ma sicuramente si sbaglia...

postato da civati, 09:23 | link | commenti (10)
appunti per un partito nuovo

domenica, maggio 27, 2007

Seggio per seggio

Buone sensazioni, dal consueto giro attraverso i seggi della mia bella città. Tensioni tra i rappresentanti di lista di Forza Italia alla De Amicis, volantini - abusivi, come sempre - dell'Udc davanti ai seggi, un voto fotografato alla Puecher, una calunnia nei confronti dell'assessore Marrazzo che chiariremo quanto prima con il candidato Mariani (che è stato il primo a rilanciarla anche attraverso il blog del suo comitato). E, soprattutto, un dato decisivo: Faglia accolto bene in tutti i seggi della città, come sindaco di Monza. Oggi e anche domani. Vedrete.

postato da civati, 19:45 | link | commenti

Guarda un po'...

Torno a casa tardi e do un'occhiata ai manifesti. Il recordman dell'abusivismo Gargantini e un altro candidato dell'Udc che non si merita nemmeno la citazione hanno letteralmente devastato i tabelloni della città con i loro manifesti. Uno scandalo a cui spero di poter rispondere con un'azione legale con i fiocchi per i danni subiti (decine di migliaia di euro). Per ora mi limito ad un augurio democratico: che nessuno dei cialtroni abusivi sia eletto (nemmeno all'opposizione) e che rimangano sui tabelloni, perché è il posto che si meritano. Sarei curioso di conoscere le cifre che dichiareranno alla fine della campagna elettorale, questi signori (si fa per dire) e che cosa avranno da dire nei prossimi tempi a proposito del tema - che credo centrale per chi fa politica - del rispetto delle regole. Chissà se i cittadini di Monza rileveranno che tutti gli abusivi sono nel centrodestra. Guarda un po'...

postato da civati, 02:32 | link | commenti
monza

sabato, maggio 26, 2007

Socrate e Brambilla

- Chi voterai?
- Ancora non so, caro Socrate.
- Ti posso porre una domanda, Brambilla?
- Certo.
- Tu voti preferibilmente per chi ha fatto bene?
- Senza dubbio.
- E pensi che uno che ci ha fatto perdere 2,5 milioni di euro per una biga a fune, sia auriga da scegliere per la nostra città?
- Per nulla.
- Allora forse ritieni che una persona che è sostenuta da una coalizione litigiosa e molto composita vada sostenuta?
- Non credo affatto sia cosa da ritenersi utile.
- Credi dunque che si possa votare per chi è alleato di persone contro le quali è stato in guerra fino a poco tempo fa?
- Socrate, mi stai prendendo in giro? Assolutamente no.
- E, al contrario, voteresti per una persona che ha mantenuto le promesse, investito le risorse della comunità per opere utili in tutte le zone della città, dal Pireo al Macello, dalla stazione all'Acropoli?
- Questa è una possibilità che sono in grado di valutare.
- Si tratta di una persona che è architetto di professione, che disegna città e si appassiona al loro disegno e le vuole vive. A iniziare dalla sua.
- Prosegui, o Socrate.
- Una persona sostenuta dalla gente comune, senza parenti ingombranti, proprietari di terreni e di cascine, che vuole il bene di tutti e la loro qualità della vita.
- Mi entusiasma quest'ultimo concetto, puoi illustrarlo?
- Si intende che ogni quartiere abbia il verde, che le aree abbandonate siano recuperate per la pittura e per la musica, la più nobile delle arti. E un luogo dove discutere, come stiamo facendo tu ed io, ora, seduti su queste comode panchine, da poco tempo sorte in città.
- Socrate, ma quest'uomo lo conosco?
- Certo, è l'attuale reggitore della città, amante del dialogo e della cultura, della pulizia e dell'ordine, della partecipazione dei cittadini, a prescindere dal censo e dalla posizione che ricoprono.
- Dici di confermare la fiducia al reggitore architetto?
- Proprio così. A meno che tu non voglia affidarti al medico che cura i corpi, ma lascia le anime parecchio turbate.
- Mi hai convinto, caro Socrate, seguirò il tuo consiglio. Ora vado, che c'è una commedia di Aristofane al Binario 7 che non mi voglio perdere...

postato da civati, 15:34 | link | commenti (10)
monza

Costi quel che costi

Anche ieri, tra la folla che ha preso parte alle manifestazioni di chiusura della campagna elettorale, il tema più gettonato era quello dei costi della politica. Michele Faglia è intervenuto nelle ultime ore con argomenti e proposte: una lettera aperta inviata a Prodi e Domenici, dedicata alle soluzioni concrete per ridurre i costi della politica e ridare fiducia ai cittadini nei confronti del cosiddetto ceto politico (la trovate qui). Credo che sia un tema decisivo anche per la costituzione del Partito democratico, strettamente collegato, da una parte, al senso della politica e, dall'altra, alla sua capacità di aprirsi e far partecipare. Per questo, presso questo mio blog sempre più visitato e seguito (grazie: siamo arrivati a 300 visitatori giornalieri), lancio la campagna "Costi quel che costi". Per abbattere le spese inutili, per cancellare le prebende, per dare trasparenza e certezza al rapporto tra cittadini e loro rappresentanti, per scoprire, insieme, l'antidoto al veleno della 'casta' che affligge il nostro Paese. Un lavoro che vorrei condividere con voi e che porterà a una proposta che avanzerò nel processo costituente del nuovo partito e in Consiglio regionale. A tutti i costi.

postato da civati, 10:25 | link | commenti
appunti per un partito nuovo, la casta

La sirena e lo scroscio

Erano da poco passate le dieci. In moto, in giro per Monza, tra il centro e i quartieri per la chiusura della campagna elettorale, con il temporale imminente e un cielo elettrico come la tensione di questi giorni. Tutto era andato come previsto, finché non si è sentita una sirena. E non si è vista un'auto blu sfrecciare. Al suo interno, Formigoni. Di fretta, con la sirena, e un'auto dei carabinieri a far da apripista, per non arrivare troppo tardi al comizio: anche questa è l'Italia, anche questa è la Lombardia. Carico di polemica e di violenza oratoria, il 'moderato' si presenta sul palco della Cdl in piazza del Duomo (un megapalco come non si era mai visto), duetta con Mariani spiegando che ci sono ancora soldi per Monza (bonsoir finesse), si esprime con affermazioni da fine del mondo tipo "affamare la bestia statalista", parla di "enfiagione" (giuro: in un comizio non si era mai sentita) e poi, alle prime gocce di pioggia, ammicca e dice: «Rinuncio all'ombrello: se prendete la pioggia, la voglio prendere anch'io». Ed è stato a quel punto che si sono aperte le cateratte. Dal cielo, con uno scroscio che più che il Manzoni ricordava direttamente immagini veterotestamentarie, sono venuti giù migliaia di metri cubi d'acqua. A parodiare il cemento, dallo stesso Formigoni rilanciato con due leggi regionali apposite. A ricordare che l'acqua, quando scende copiosa, fa esondare il fiume cittadino. A ribadire che la piazza di Monza è tutto sommato ostile al presidente, quasi fosse un dato naturale. A chiudere il Cascinazza party che si stava svolgendo in piazza Duomo, con il megapalco, l'architetto-emissario di Paolo Berlusconi, il giornalista fedele, il commissario politico mandato da Arcore, e l'uomo che Formigoni ha mandato a Monza, quel caro Ugo dei mille manifesti abusivi. E il presidente che rinuncia all'ombrello e se ne torna da dove venuto, con i bollenti spiriti del suo comiziaccio così poco presidenziale molto raffreddati dalla pioggia monzese. E una sirena che si perde, inabissandosi nell'acqua, dove la Cdl, domani e lunedì, farà un buco grande così.

postato da civati, 10:13 | link | commenti
regione, monza

Wittgenstein per il Pd

Luca Sofri lancia una proposta per il Pd. Grazie Luca.

postato da civati, 03:22 | link | commenti (3)
appunti per un partito nuovo

venerdì, maggio 25, 2007

Non votatemi!

«Consigliere Civati, complimenti, la voto ancora!». «L'ho vista nel video con il sindaco: bravo, avrà il mio voto». «Da quando c'è lei, so chi votare». Fa piacere incontrare tante persone che sentono il bisogno di testimoniare la loro stima. Però, lo dico una volta per tutte, non sono candidato. Detto altrimenti: votate i 40 candidati dell'Ulivo (solo uno per volta, mi raccomando), perché sono tutti bravi e capaci e perché, lo ripeto, non sono in lista per le elezioni comunali. La scelta è ampia: dal capolista Scanagatti, agli uscenti e alle novità, ai giovani e alle donne. Giuseppe Civati detto Pippo lo voterete, se ne avrete ancora voglia, la prossima volta. Mi viene in mente uno dei personaggi politici della nostra città a cui sono più affezionato (per il tramite dello scomparso e mai dimenticato Peppino Motta): Luigi Pavia. Il Cittadino, giornale vicino alla Curia, sconsigliò vivamente di votarlo, in occasione delle elezioni della Camera. Con tanto di titolo: «Non votatelo!» (espressione che è diventata anche il titolo di una raccolta degli scritti e degli interventi di Luigi che ho avuto il piacere di curare tre anni fa). Pavia, democristiano un po' 'luterano', era considerato troppo sinistro e, quindi, poco affidabile. Per ragioni che voglio pensare analoghe, faccio mio l'invito, adottando il paradosso più bello e democratico della mia vicenda politica: «non votatemi!».

postato da civati, 08:53 | link | commenti (2)

Monza e il Pd

Mentre vi scrivo, Piero Fassino sta concludendo il suo 'eterno' comizio in piazza Roma (scherzo, ma anche no...). Sul palco, a presentarlo, Fabio Maggioni, segretario della Margherita. Una scelta semplice, semplice. Un modo chiaro per spiegare che il Pd, quando funziona, non nasce dalle correnti, ma dal loro superamento. Non muove dalle identità ancestrali, ma dal confronto attuale. Non guarda al passato, ma al presente e - ove possibile - a un po' di futuro. Fabio è del Pd, come lo sono anch'io. Da tempo, come accade con una lingua straniera che finalmente si 'possiede', non ho più nemmeno bisogno di sforzarmi: ormai penso in democratichese. E trovo naturale che Fabio mi rappresenti, come mi auguro che per lui sia naturale che lo rappresenti io. Il Pd alla monzese, con zafferano e luganega, è questo. Non dimentichiamolo in occasione delle elezioni di domenica e lunedì, dove si voterà l'Ulivo, e teniamolo ben presente per i prossimi mesi, fino al 14 ottobre. Lunedì non guarderò quanti saranno gli eletti dei Ds e della Margherita, come fanno tutti, con un riflesso che fa segno a epoche e pratiche che mi auguro definitivamente superate. Guarderò a quanti saranno gli eletti dell'Ulivo, nella speranza tutt'al più che siano state votate le persone che stimo di più. Questo è il senso di un progetto politico. Soltanto così la piazza piena di ieri sera avrà una sua dignità politica, soltanto così la rappresentanza del cosiddetto ceto politico avrà una sua dimensione, soltanto così potremo diventare grandi.

postato da civati, 08:45 | link | commenti (1)
monza

Fuori dalla scatola, il Pds

Ho trovato l'acronimo. Pds. La 's' sta per sorprendente. A fronte del conclave romano (l'immagine, perfetta, è di Michele Serra), proponiamo uno schema aperto, per il Partito democratico sorprendente che vogliamo battezzare dalle nostre parti. Per esserlo davvero, sorprendente, il Partito democratico delle nostre parti deve costituirsi a partire da un comitato promotore così composto: 10 membri, 50% donne, 50% semplici elettori delle primarie, cittadini senza etichetta, persone comuni. Della nomenklatura, soltanto i segretari di Ds e Margherita. Tutto il resto - me compreso - 'fuori dalla scatola'. Dentro, piuttosto, amministratori locali e militanti delle diverse generazioni. Ecco un bel comitato promotore. Per incominciare. E poi un percorso partecipato (per davvero, però), nel quale includere tutti quelli che ancora non ci sono (per quelli che ci sono già sarà sorprendente, ve l'assicuro). Lontani anni luce dal modello proposto a Roma, vedrete, che faremo un bel partito. Un partito aperto e sorprendente, che verranno a studiare gli antropologi, quelli che hanno una certa propensione per il futuro...

postato da civati, 08:37 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

Tutta la città con Faglia

Ci tocca fare come i tattici sulle barche a vela: osservare le condiziare del mare, apprezzare anche i minimi refoli di vento, considerare quale bordino è meglio tenere, quanto perseverare su di una linea politica e quando strambare per superare l'avversario. Oggi abbiamo anche il compito di osservare il cielo, che minaccia pioggia, e siamo un po' tutti meteorologi. Nelle prossime ore, invece, tireremo fuori le nostre palle di vetro, seguiremo il volo degli uccelli, ci affideremo a pratiche antiche per scoprire con qualche anticipo un risultato elettorale che sentiamo - lo posso dire fin d'ora - come positivo. La nostra Luna rossa è una coalizione unitaria e forte e si avvia a concludere la campagna elettorale con una grande manifestazione che è di per sé una dichiarazione di intenti. Questa sera, dalle 18 alle 22, saremo in cinque piazze in tutta la città, per rappresentare a tutti i cittadini l'impegno per una città più bella e più viva per tutti. Da Cederna a Triante, da San Rocco a San Biagio, attraverseremo la città, con le nostre proposte, con i nostri candidati, con l'entusiasmo di chi si candida a governare Monza per la seconda volta con serenità e determinazione. Alla fine, confluiremo tutti in piazza Roma - dove parleranno alle 18 Bersani e alle 21 Letta - per il comizio conclusivo dello skipper indiscusso di Luna rossa: Michele Faglia. Con lui, come cinque anni fa, per vincere. Ancora.

postato da civati, 08:05 | link | commenti (1)
monza

Per chi suona la campagna (ultimo giorno)

Un optometrista candidato in Forza Italia chiede di aguzzare la vista (genius!): abbiamo deciso di seguire il suo consiglio. Dopo avere registrato i dati statistici sull'inciviltà delle forze politiche (il podio è così composto: sul gradino più alto i moderati-si-fa-per-dire dell'Udc, al secondo posto Forza Italia, al terzo An), ci siamo dedicati ad un prezioso dossier fotografico che produrremo nei prossimi giorni. Dal dossier emerge prorompente la figura e l'opera di Carugo - il "caro Ugo" degli Umanisti - mandato a Monza da Formigoni. Per presentarsi in una città che non è la sua, Carugo ha pensato bene di adottare un biglietto da visita 100 per 140. Proprio così. Dovete sapere che i manifesti standard sono 100 x 70 cm. Carugo li ha più grandi. Così quando li affigge in mezzo ai tabelloni, con uno soltanto riesce a coprirne quattro degli altri. Complimenti. Il manifesto immediatamente abusivo è servito a Carugo per farsi conoscere: ciellino integerrimo, ha fatto subito capire chi è. Come lui, anche i candidati a lui collegati nei consigli di circoscrizione. Nel loro caso i manifesti sono delle dimensioni corrette e non abusive. Soltanto li hanno messi dappertutto e, quasi sempre, nei posti sbagliati. Il migliore è Parenti, il cui nome fa segno con evidenza al legame che lo tiene vicino al suo caro Ugo. Gli amici di Formigoni, pur mettendocela tutta, non hanno però ottenuto la palma dei più incivili. A soffiargliela con un'azione meticolosa, quasi maniacale di abusivismo è stato Gargantini. Il partito è l'Udc, la formazione dei moderati con la colla. Gargantini è comparso con un manifesto di pessima fattura, una foto virata al rosso-maròn di piccole dimensioni, un font che non si usava nemmeno ai tempi dei caratteri mobili. Con il suo manifesto bruttino anziché no ha impestato tutta la città. Ieri se ne contavano 24 in via della Birona: ed è stato l'en plein. In generale, Gargantini compariva dovunque, sui tabelloni, preferibilmente sugli spazi del sindaco Faglia. Un vero gentiluomo. Mi sono chiesto: perché una persona (rispettabile sulla carta, ma non sul manifesto) deve fare così? Secondo me, per Gargantini è una scelta di vita. Lui ha sposato l'abusivismo elettorale, come altri hanno deciso di mettere il loro nome sui muri, firmandosi con tag e scritte d'ogni tipo. Ecco: Gargantini è un writer dei manifesti, un graffittaro della scheda. Un fenomeno da studiare sotto il profilo scientifico, a partire da martedì. Ovviamente, siete pregati di non votarlo...

postato da civati, 07:52 | link | commenti (2)
monza

giovedì, maggio 24, 2007

Ma quale moschea?!

Ultimi fuochi della campagna elettorale monzese. La destra dice in giro che si farà una moschea al Maestoso. E' una balla colossale. La stessa destra ammette di non avere prove: se l'è inventata, questa storia, perché non ha argomenti, sa di aver perso le elezioni e non sa più che cosa fare. Il ragionamento è del tipo: se mia nonna avesse le rotaie, sarei il nipote di un tram. Solo che mia nonna non ha le rotaie. Solo che la moschea non si farà. Tranquilli, però: l'invenzione non è nuova. L'avevano già usata a Muggiò. Dove non c'è la moschea e dove da anni governa il centrosinistra. Alcune balle portano sfortuna. Avvisate Mariani e i suoi ciarlatani.

postato da civati, 18:22 | link | commenti (1)
monza

«Ma metti qualche ragazzo, metti le donne...»

«Piero, ma metti qualche ragazzo, metti le donne. Fregatene della nomenklatura, quelli un posto ce l'hanno già». Così Goffredo Bettini a Piero Fassino, l'altra sera. Purtroppo non è stato ascoltato e il Comitato promotore del Pd sembra proprio quella fusione fredda dei gruppi dirigenti, quella sommatoria di Ds e Dl dei piani alti che da mesi ormai sentiamo esorcizzare più o meno da tutti. E' tutto così prevedibile che viene quasi da piangere. Perché non coinvolgere semplici cittadini, elettori delle primarie, sorteggiati in Friuli e in Sicilia, ad Aosta e a Taranto, qualche amministratore locale sconosciuto, un po' di giovani? E le donne, non dovevano essere la metà? E dovevano essere proprio 45 (che numero è, oltretutto)? E ci dovevano proprio stare Rovati e la sua carta intestata? E i focolarini (!) sì, ma gli ambientalisti no? L'età media è 57 anni (ma si può, dopo tutta la retorica che è stata versata sulla necessità di un ricambio generazionale?): un giovane partito con un grande futuro. Alle spalle. Le loro.

postato da civati, 07:37 | link | commenti (9)
appunti per un partito nuovo

Obelix for food: per dire com'è Formigoni

Prima pagina del Sole. Lettera di Formigoni su Oil for food.
Egregio direttore, Roberto Formigoni [in terza persona] non è indagato e non è mai statoo indagato nella vicenda Oil for food, e anche l'articolista del Sole-24 Ore è costretto a riconoscerlo, sia pure a denti stretti e con malcelato dispetto. Eppure da oltre due anni (e quasi sempre alla vigilia di elezioni), Il Sole-24 Ore pubblica vistosi quanto fantasiosi servizi, sempre corredati da ampi servizi fotografici, che denigrano la verità, me stesso [si passa alla prima persona], e anche persone e istituzioni a me vicine [ma le istituzioni possono essere vicine? boh]. Anche ieri riecheggiando e ampliando teoremi infondati e indimostrabili la cosa si è ripetuta e questo non fa onore a un giornale tanto autorevole.
Ferruccio de Bortoli risponde: «Lei non è indagato, lo abbiamo scritto, ma da un uomo politico, cui abbiamo riconosciuto sempre larghi meriti, forse qualche spiegazione i più sarebbe quantomeno opportuna».
A me ha colpito la coppia di aggettivi scelta da Formigoni: 'vistosi' e 'fantasiosi', i servizi del Sole. Proprio come Obelix, la barca (17 metri) che si può visitare a Chiavari e che è di proprietà di Formigoni e di altri due Memores domini, tra cui il suo segretario particolare Rota, e la moglie di De Petro, principale indagato dell'inchiesta italiana e internazionale. L'acquisto del vistoso yacht è avvenuta contestualmente alle prebende irachene, ma è certamente un caso. Come è un caso che l'acquisto sia avvenuto sotto copertura, con nomi di fantasia, scrivono i magistrati ('fantasiosi' anch'essi!). Insomma, invece di offendersi, Formigoni, come rappresentante di "una istituzione a lui vicina" (la Regione che presiede), si costituisca parte civile e sia il primo a pretendere chiarezza da una vicenda oscura, collegata a un programma umanitario, da una parte, e ad una barca che si chiama Obelix. Un nome di fantasia, parecchio vistoso e - ironia della sorte - collegato anche dal punto di vista semantico (chissà se qualcuno ha pensato di mettere in relazione la proverbiale ingordigia di Obelix al food in questione) alla più grande truffa internazionale degli ultimi tempi.

postato da civati, 07:32 | link | commenti (1)
regione

Prove tecniche di Pd

Mentre a Roma si pensa soprattutto agli organigrammi, a Monza il Partito democratico si pratica. Questa sera a introdurre Piero Fassino non sarò io, ma il segretario della Margherita, Fabio Maggioni. Un piccolo ma significativo gesto, per spiegare che ormai il nostro è un partito solo, senza distinzioni di sorta. Si fa così e vi assicuro: è molto più semplice di quanto vogliano farvi credere.

postato da civati, 06:39 | link | commenti
monza, appunti per un partito nuovo

Cinque piazze: tutta la città con Faglia

Stasera Piero Fassino, alle ore 21, in piazza Roma. Domani, sempre in piazza Roma, alle ore 18 interverrà Pierluigi Bersani, alle ore 21, Enrico Letta, alle ore 22.30, Michele Faglia. La piazza ospiterà un concerto dei Semisuite (già Sulutumana), e altri quattro 'palchi' saranno attivi in città, dalle 18 alle 22. In piazza Santa Caterina da Siena si esibiranno i Dadaiko, nella nuova piazza di San Rocco balleranno i Chicabum!, presso il circolo Cattaneo (via Vittorio Veneto angolo via Cavallotti) si potrà ascoltare il jazz dei Naima trio, all'incrocio tra le vie Sempione e Pellettier si esibiranno Stefano Vergani e l'Orchestra Pontiroli, oltre ad alcuni gruppi di giovani monzesi. Nel corso della serata Michele Faglia e i rappresentanti della coalizione attraverseranno tutta la città per intervenire nei cinque punti scelti per dare un messaggio politico: che non c'è solo il centro, che i quartieri sono decisivi e importanti, che tutta la città sta con il suo sindaco. Ci vediamo in una delle cinque piazze di Monza, domani sera, con Michele Faglia, per vincere ancora.

postato da civati, 06:36 | link | commenti
monza

Cavoli!

Ieri Luciano Pizzetti, ex-segretario regionale dei Ds, noto per i ripetuti volemosebene nei confronti del presidente Formigoni, ha chiesto che la Regione si costituisca parte civile nel procedimento Oil for food che riguarda proprio l'entourage di Formigoni (pensate che tra gli indagati c'è il suo mitico segretario particolare e un consulente con cui il Celeste condivide una barca ormeggiata a Chiavari). Sono cose che fanno piacere: l'avevo proposto un botto di tempo fa, e nessuno mi aveva dato retta. Ora che lo propone il collega Pizzetti, è tutto diverso: la proposta è seria e fondata. Solo qualche mese fa era una fuga in avanti, non sostenuta dal partito. Oggi leggere la stessa identica sollecitazione sull'Ansa (nessuno dei pletorici uffici stampa aveva ritenuto di avvisarmi, of course), è stato un sollievo. Del resto, come diceva Antonio Machado, spiegatemi ciò che dico e lo riformulerò meglio...

postato da civati, 06:25 | link | commenti (1)
regione

Pippo a Inzago (ma quando finirà?)

Comunicato stampa dell'Unione. Ennesimo rinvio della soluzione legislativa per Inzago. La maggioranza di centrodestra ci aveva assicurato che questa mattina, in Commissione ambiente, avremmo votato la legge che avrebbe evitato di fatto una nuova discarica a Inzago (la terza). Il Consiglio Regionale già nella legislatura passata aveva all’unanimità chiesto di fermare la discarica di Inzago. Ora è dal 31 gennaio di quest’anno che stiamo lavorando a questa legge e la sua approvazione è già stata rinviata per tre volte. Oggi era tutto pronto ma Forza Italia ha chiesto un nuovo rinvio di due settimane e purtroppo Lega Nord e An, che ci avevano assicurato il voto, hanno accettato questo rinvio. Intanto a Inzago si continua a scavare e il buco che dovrebbe contenere la discarica diventa sempre più profondo e diventa sempre più impossibile che la società che deve gestire la discarica accetti di non farla più. Ci chiediamo il perché di questo ulteriore rinvio. Le motivazioni tecniche addotte questa mattina dall’assessore Buscemi nulla hanno a che fare con la questione di Inzago. Non solo. Anche tutte le forze politiche anche di maggioranza si sono “sinceramente” dette favorevoli alla legge, dunque si poteva votare subito. E’ quindi incomprensibile e ingiustificabile il rinvio di due settimane chiesto da FI né è comprensibile e giustificabile l’accettazione del rinvio di Lega Nord e An. Tra due settimane vedremo ma intanto ci chiediamo quali interessi politici ed economici siano in gioco, chi sia il vero burattinaio di tutta la vicenda. Ora abbiamo poche speranze di una efficace soluzione legislativa della vicenda, perdendo anche l’occasione di dare alle Province lombarde un effettivo ruolo nella pianificazione e gestione dei rifiuti. Quello che invece è certo è che saremo a fianco dei cittadini quando decideranno di evitare un ulteriore scempio del loro territorio.

postato da civati, 06:12 | link | commenti
regione

Faglia contro la 'casta'

Netta presa di posizione di Michele Faglia sui costi della politica. Il sindaco di Monza ha scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio, Romano Prodi, e a Leonardo Domenici, presidente dell'Anci, per promuovere un pacchetto di soluzioni per ridimensionare i costi della politica e ridare fiducia ai cittadini verso le istituzioni della democrazia rappresentativa. Una serie di proposte che si inserisce in un percorso di trasparenza e di parsimonia che ha già contraddistinto il primo mandato di Michele Faglia, che il sindaco di Monza intende rilanciare, aprendo un dibattito di grande importanza tra gli amministratori locali. Questione di stile, ma anche di sostanza.

postato da civati, 06:03 | link | commenti
monza, la casta

Lo sapevo

E' l'anno dell'Inter: il Milan non poteva che vincere la Champions. E' un periodo di omonimie, ma il fatto che la vittoria l'abbia regalata una doppietta di Pippo non può non farmi pensare. Fortunoso e viziato da un sospetto fallo di mano il primo, proditorio il secondo, con un'azione veloce e un tocco un po' sporco alla Inzaghi. Un primo tempo dominato dal Liverpool, un Kakà irriconoscibile se non per l'ultimo assist, un Seedorf lontano dall'azione e, in generale, una partita giocata così così dal Milan. Però, lo sappiamo, è l'anno dell'Inter e i pronostici erano tutti favorevoli e non può essere sempre Istanbul. Un'unica preoccupazione: se qualcuno, dopo stasera, ha deciso di non votare Faglia perché vuole appoggiare il presidente del Milan, giuro che lo vado a prendere a casa. Non scherzo. E' l'anno dell'Inter...

postato da civati, 00:08 | link | commenti (7)

mercoledì, maggio 23, 2007

Il Comitato dei Vecchi Saggi

Il comitato dei 45 che dovrebbe promuovere la nascita del Partito democratico mi ha lasciato senza fiato. Troppi, troppo poche donne, quasi nessun giovane (anzi nessun giovane senza quasi). Con Ivan Scalfarotto e altri abbiamo così commentato:

Secondo il coordinatore Migliavacca nel battesimo del comitato dei 45 "è da leggersi come un segnale di apertura l'allargamento ad altri movimenti politici che vanno oltre Ds e Dl, dalla Sbarbati a Del Turco a Follini". Viene da ridere se non ci fosse da mettersi in preoccupata attesa di cos'altro ci potrà regalare questo processo finora completamente chiuso che rischia di affossare il Partito democratico prima che nasca.
Mentre in Francia si fanno i governi con quindici ministri, da noi non si riesce neanche a fare un comitato di trenta, i posti lievitano a quarantacinque e tra questi non trova spazio neanche un under 40: venticinque milioni di italiani sono così al momento totalmente privi di rappresentanza nel nascituro Partito Democratico.
Questo avviene mentre da giorni tutti i politici di primo piano si sperticano in analisi sulla sfiducia che serpeggia nei confronti della politica e sui possibili rimedi. Volendo credere alla buona volontà di tutti, ed essendo convinti che la fondazione del nuovo partito sia una occasione per una nuova generazione di entrare nella vita politica italiana, interpretiamo questo organismo come una consulta di vecchi saggi che garantiranno la democraticità e la trasparenza del processo elettorale per la costituente del PD.
Siamo intenzionati a dare il nostro contributo, per la nostra e per le successive generazioni, ad una politica diversa, meno distante, in grado di operare davvero un cambiamento dell'eterna Italia dei Gattopardi. Per questo accettiamo che un comitato di saggi garantisca la trasparenza, e promettiamo di mobilitare tutte le forze che sapremo per controllare la democraticità del processo, e per portare anche l'altra metà dell'Italia - quella per il momento esclusa – a contare e a decidere dentro il nuovo partito.

Mario Adinolfi, Roma
Giuseppe Civati, Monza
Carlo Fayer, Roma
Maria Grazia Mattei, Milano
Marta Meo, Venezia
Marella Reitani, Milano
Sandra Savaglio, Monaco
Ivan Scalfarotto, Mosca
Marco Simoni, Roma

postato da civati, 20:47 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

Gli incivili/2

Abusivismo elettorale: i dati riassuntivi del Comune sui manifesti affissi abusivamente sui tabelloni elettorali. Falli fatti e falli subiti, in un campionato della prevaricazione e dell'ipocrisia... Nella prima colonna la lista, nella seconda gli spazi occupati abusivamente, nella terza i torti subiti. In neretto i peggiori (Udc, Forza Italia e An), in rosso l’Ulivo e la Lista Faglia. Ci auguriamo vivamente che i dati elettorali siano inversamente proporzionali agli abusi commessi, perché come dicono in Illinois i cartelloni non votano, ma gli abusivismi sono un grave danno e una palese violazione delle regole democratiche basilari. Scaricate e meditate.

postato da civati, 16:40 | link | commenti
monza

La città più solare della Lombardia...

Altro 'colpo' nella città dei Solari. No, non sta parlando degli abitanti di Taprobana, l'isola della città ideale di Tommaso Campanella. Sto parlando di Monza, la città divenuta in pochi mesi la più solare della Lombardia. Domani, giovedì 24 maggio alle ore 15, il sindaco Michele Faglia poserà il primo pannello della seconda centrale fotovoltaica della città di iniziativa privata in corso di realizzazione, in accordo col Comune, presso la società Cave Rocca in viale Ugo Foscolo 1 (poco dopo l’ingresso del cimitero, in direzione S. Albino). Saranno presenti anche gli assessori al Territorio Alfredo Viganò e l’assessore all’Ambiente Michele Erba. Se riesco faccio un salto, perché dopo Agam, Binario 7 e Monzello è il quarto episodio significativo in città, per la diffusione del fotovoltaico. Come dice la canzone, «voglio vivere così, col sole in fronte...».

postato da civati, 16:16 | link | commenti (2)
monza

Gli incivili

A seguito di un comunicato stampa polemico dell'Udc nei confronti di Faglia, mi sono fatto consegnare i dati sull'abusivismo dei manifesti e sapete cosa ho 'scoperto'? Che la palma degli incivili - dei barboni, si dice a Monza - va proprio agli esponenti dell'Udc. 312 casi segnalati dalla polizia municipale. Altro che moderati, altro che centro. Qui il centro c'entra poco o niente. Qui si tratta di persone che si comportano scorrettamente, che non rispettano le regole proprio nel momento in cui la democrazia - e quindi le regole - vengono celebrate: le elezioni. Come ogni anno, ci tocca rilevare che le forze politiche di centrodestra, anche quelle insospettabili, coprono i nostri manifesti. Una questione non banale, sul piano della morale, della politica e dell'economia. Purtroppo nessuno pagherà alcunché perché tutto è stato ulteriormente derubricato durante l'era Berlusconi (guarda un po') e la normativa nazionale non tiene. I comportamenti denunciati dai nostri volontari (i nostri volontari, i loro prezzolati, a meno di non credere che le forze di centrodestra abbiano tra i loro militanti degli extracomunitari) lasceranno il tempo che hanno trovato, e tanti manifesti abusivi non sanzionati. Le denunce, i dossier, i video (bellissimo quello degli Umanisti che ho citato in un post precedente) non servono a nulla. E mi chiedo e chiedo a Faglia: perché non pensare a un regolamento comunale che possa mettere ordine? Perché non porre fine a questo spettacolo indecente con misure appropriate, che precisino una legge nazionale così lasca? Monza è una città civile e i monzesi tendono a non votare i barboni, soprattutto quelli le cui facce campeggiano dappertutto. Ma, mi domando, è giusto che i soldi che i nostri comitati raccolgono dai nostri sostenitori, pochi (i soldi) ma buoni (i sostenitori), debbano finire sotto i manifesti altrui? E' giusto che questo danno alle cose, perché di questo si tratta, continui senza che nessuno se ne occupi? E' corretto pensare che uno schieramento debba buttare via i finanziamenti raccolti con tanta fatica solo perché altri disprezzano le regole e il valore del denaro? Per me, che giro con un'utilitaria, il danno è paragonabile al furto dell'auto. E', in termini di spesa, come se l'auto me l'avessero rubata. E anche questo fa parte del discorso sui costi della politica e sulla casta, intoccabile e arrogante che purtroppo vorrebbe governarci. Fortunatamente non ce la farà.

postato da civati, 13:50 | link | commenti (3)
diritti, monza, la casta

Michele, Walter e i moderati

Veltroni non delude le aspettative con un discorso alto, sulla cultura che migliora la vita della città (anche di chi non partecipa alle manifestazioni culturali), sulla dignità delle elezioni municipali (che non sono competizioni politiche bonsai, ma hanno un loro profilo e una loro importanza anche senza pensare a questo o a quel governo nazionale), alla straordinaria esperienza del lavoro di sindaco. Un comizio pacato che è anche un appello, perfettamente disatteso qualche ora dopo dal candidato sindaco leghista, che se l'è presa con un pubblico quasi tutto schierato con Faglia al Manzoni, raccogliendo le provocazioni, minacciando a chi lo contestava chiarimenti "a quattr'occhi" in perfetto stile fascista padano, che forse gli viene dall'alleanza con Azione sociale e con i mussoliniani che fanno parte della sua coalizione. Mariani questa sera, nell'ultimo dibattito tra i candidati sindaco, non ha solo sofferto Faglia: ha patito anche Moccia e Mosca, i 'terzisti' che gli hanno in più occasioni sottratto la posizione del principale sfidante. Come se l'intervento del pomeriggio del sindaco di Roma fosse stato profetico. La pacatezza e la moderazione non cercatela nel centrodestra: i moderati e i responsabili stanno tutti con Faglia e mal sopportano le intemperanze, le cafonerie e le volgarità di chi moderato proprio non è. Forse perché è leghista, forse perché ha un'alleanza che arriva alle estreme propaggini del neofascismo, forse perché non ha un progetto politico se non quello di dire che Faglia non va bene e basta, però Mariani non è moderato. Per niente. Anzi, rappresenta proprio il contrario del senso dell'intervento di Walter Veltroni: è un vero peccato che se lo sia perso. Noi, per parte nostra, potremo dire: «Io c'ero».

postato da civati, 03:00 | link | commenti (2)
monza

Caro Ugo sei abusivo (vergogna!)

Letteralmente imperdibile il video degli Umanisti nel quale si denunciano gli abusivismi elettorali della destra a Monza. Protagonista il ciellino Carugo, che predica bene e razzola malissimo: cliccare per credere (agli Umanisti, non a Carugo). Ottimo lavoro e un grazie a Stegani e Cecere.

postato da civati, 01:57 | link | commenti
monza

martedì, maggio 22, 2007

Comune di Monza. Punto.

Il milionesimo buon motivo per votare Faglia è l'inaugurazione del secondo spazio di Punto Comune, lo sportello integrato a disposizione dei cittadini, aperto in piazza Carducci. Come diceva la pubblicità: Comune di Monza. Punto. I punti per la verità sono già più di uno, e altri ne arriveranno. Dopo il primo sportello di via Arosio, di nuova concezione (sembra di essere in Danimarca, c'è anche lo spazio per i piccolini), e la nuova sede sotto il porticato del Motta, l'obiettivo è quello di un'integrazione totale dei servizi ai cittadini, che possano contare anche sulla diffusione di sportelli elettronici e non presso i centri civici delle circoscrizioni. Servizi cablati, aperti con orari più intelligenti e a portata di lavoratore e pendolare. Se cittadino Maometto non va alla montagna comunale, perché ha tante cose da fare e poco tempo, è la montagna comunale ad andare incontro al cittadino Maometto. E non sto parlando di moschee, ma di laicissimi sportelli comunali. A Monza sembra di essere a Copenaghen.

postato da civati, 08:13 | link | commenti (3)
monza

lunedì, maggio 21, 2007

Blu, blu, blu, le mille auto blu...

Spettacolare arrivo di Fini in centro per il comizio di AN. Sette, dico sette, autoblu di tutte le fatture per introdurre un segretario di partito. Ogni personaggio sul palco ne aveva una: impossibile evidentemente fare il blue-car-pooling, ovvero - tradotto in italiano - farsi dare un passaggio dall'amico potente. "Ho una Bmw, tu?". "Un'Alfa". "Allora, andiamo con la tua, in nome dell'italianità". No, ognuno in auto, con il suo autista, a fare un codazzo che neanche Bush. Sette auto blu, e poca gente, oltre ai militanti e ai candidati. Fini si è preoccupato di parlar male di Prodi, ha raccontato del G8 di Genova (per la serie: "io c'ero"), ha citato Monza una volta sola, insieme a Verona e a Parma. Ma, soprattutto, ha declamato un accorato appello per "semplificare la politica". Non l'avevano avvisato che la Cdl a Monza si presenta con dodici, dico dodici liste. Talmente tante che non ci starebbero nemmeno sulle tante, tantissime auto blu del lungo corteo dei caudatari del presidente di An. Una vera sfortuna.

postato da civati, 20:41 | link | commenti
monza, la casta

Depuratore di San Rocco: piano finanziario triennale del Ministero

Basta con la demagogia sulle puzze: la destra, che quando governava non ha fatto letteralmente niente per il depuratore, specula, specula e specula sul depuratore di San Rocco. La verità è che la puzza c'è ma che da qualche anno c'è qualcuno che se ne occupa, come confermato quest'oggi dalla visita del ministro Pecoraro Scanio. Qui di seguito il comunicato stampa di Michele Faglia:
Il depuratore di San Rocco è stato l’oggetto dell’incontro di oggi, presso il palazzo comunale di Monza, tra il sindaco Michele Faglia e il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. L’impianto, che ha oltre 40 anni, necessita di un intervento di ristrutturazione globale, già progettato (master plan) e parzialmente finanziato dall’Ato (24 milioni di euro).
“Il Ministero ha riconosciuto il depuratore come impianto di rilevanza nazionale – ha commentato Faglia – e si è impegnato ad integrare i costi della riqualificazione con un piano finanziario triennale. Con questa assicurazione, il quartiere di San Rocco può avere tutte le garanzie che il disagio dei miasmi, già mitigati attraverso le due prime fasi di lavori, sarà definitivamente risolta”.
“Ho chiesto al direttore generale di ricercare i 30 milioni di euro mancanti per la realizzazione del master plan – ha dichiarato il Ministro –. Se non saranno sufficienti i fondi del Ministero, ricorreremo al Cipe, trattandosi comunque di un’infrastruttura ambientale. Contiamo di avere il quadro delle risorse disponibili entro luglio”.

postato da civati, 20:33 | link | commenti
monza

Il sindaco di (piazza) Roma

La nostra campagna elettorale, lo ricorderete, era partita dal confronto con altre città, le città possibili delle buone pratiche amministrative. Abbiamo incontrato, nel corso degli ultimi mesi, gli amministratori di Bolzano, Brescia, di Verona e di altre città grandi e piccole. Ora, siamo arrivati al momento clou: l'incontro con il sindaco della città per antonomasia, della Roma capitale del Paese e della buona amministrazione. Walter Veltroni sarà a Monza domani, martedì 22 maggio, alle ore 16, all'Arengario (ovvero, proprio in piazza Roma). Con lui ci sarà - nonostante l'orario assurdamente infelice per il quale ci siamo parecchio lamentati con i nostri dirigenti regionali - un mare di persone. Personalmente affiderei a Veltroni la guida del Partito democratico, la carica di premier e anche, perché no?, la panchina della Juventus. Per ora, però, mi basta pensare che la sua visita a Monza farà vincere Faglia. E non è cosa da poco. Vi aspetto e vi aspettiamo, in piazza Roma. P.S.: se potete, passate parola. Il volantino lo trovate qui.

postato da civati, 09:30 | link | commenti (14)
monza

domenica, maggio 20, 2007

Luna rossa la trionferà...

Le appassionanti vittorie di Luna rossa mi offrono uno spunto per parlare ancora della mia città. La luna rossa è infatti simbolo di Monza: il colore rosso fa segno all'Impero, così come il campo bianco fa riferimento al Papato. Contraddizioni insanabili apparentemente rinverdite dal conflitto molto forte tra Faglia e i suoi avversari. Ho un'unica certezza: che anche a Monza luna rossa vincerà, proprio perché rappresenta anche le migliori energie di quel campo bianco con cui ha deciso di allearsi, anziché combattere. Sullo sfondo, i verdi leghisti, gli azzurri di tutte le sfumature e i neri non per caso, ma da sempre: tutti colori che con la nostra città non hanno niente a che fare.

postato da civati, 23:25 | link | commenti (2)
monza

Il ritorno di Alex

Dal campione dei ritorni per eccellenza del calcio italiano, Alex Del Piero, non ci si poteva aspettare che la doppietta che ha consegnato alla Juventus il ritorno nella massima divisione. Alex è capocannoniere della B, un titolo che non si sarebbe mai aspettato di conseguire fino a una dozzina di mesi fa. Alex è quel giocatore, che insieme al ceco più forte di tutti i tempi, ha dato dignità ad una stagione inverosimile, in cui la Juventus si è trovata a confrontarsi non con il Manchester o il Real, ma con il Frosinone e l'Albinoleffe (tuttoattaccato). Una stagione passata a Rimini o alla Spezia non per il ritiro estivo, ma per il campionato vero e proprio. Chi ricorda i miei post di un anno fa, sa che ho trovato giusta la penalizzazione; che avrei voluto i 19 punti in meno (senza sconti, rivelatisi non decisivi, come sostenni allora); che lo scandalo di Moggi e compagnia andava affrontato con serietà, per ridare dignità alla nostra squadra. La fortuna ha voluto che, nel momento peggiore della sua storia, la Juve fosse assistita da un capitano come ne sono capitati pochi nel suo secolo di storia. E che il viso pulito di Del Piero fosse il miglior titolo da spendere: e non solo sul campo. Ora il ritorno in serie A non sarà facile: perché saranno altissime le aspettative e scarsi i mezzi per potere immediatamente competere con le più forti. Gli juventini però hanno imparato una virtù, proprio dal loro capitano: la pazienza. Quella della panchina, quella delle sostituzioni, quella degli infortuni. E sapranno aspettare il momento decisivo per tornare. Sul serio. Grazie, Alex, di cuore. Non ci fossi stato tu, ce ne saremmo andati noi.

postato da civati, 23:17 | link | commenti (3)
il segreto di alex

Sfortune (per chi suona la campagna)

Un candidato, che si chiama Marzo di cognome, si trova nella sgradevole posizione di dover chiedere il voto a maggio. Tutta colpa del Ministero dell'Interno, che non ha voluto si votasse nel mese a lui più consono. A maggio, vota Marzo. Che sfortuna. Chissà se c'è una candidata che si chiama Domenica: domenica e lunedì, vota Domenica. Il lunedì, a quel punto, sei libero di votare Faglia. Che è meglio.

postato da civati, 22:51 | link | commenti
monza

By bike, la città della bicicletta

Affascinante inaugurazione del servizio di bike-sharing promosso da AreaOdeon presso la stazione di Monza: un laboratorio di pittura per bambini ('vittime' le biciclette e le mamme, costrette a un milione di lavatrici) e un video proiettato sul muro, un tempo grigio, ora colorato, dove troveranno ospitalità proprio le biciclette, a partire dal prossimo settembre. La nostra città si conferma città della bicicletta, con buona pace dei suoi nemici vecchi e nuovi (le due categorie, a scanso di equivoci, votano entrambe a destra, dove il partito della macchina-a-tutti-i-costi annovera uno straordinario testimonial: il candidato sindaco in persona). Ora la "bicicletta in condivisione" muove i primi passi, e per salutarla nel migliore e più scaramantico dei modi, ci affidiamo a Saltatempo di Stefano Benni, che parte da un monumento al partigiano per raccontare una storia divertente: «Sulla lapide infatti c'è scritto: Lutilio Bisacconi, caduto. Poi si vede che non hanno pagato lo scalpellino o c'è stato un litigio ideografologico ma è finita lì: caduto. Non è specificato se in guerra, per la Resistenza, nel fiore degli anni, niente: caduto e basta. Che a noi venne da pensare che allora nessuno cadeva come Tadeo, che a otto anni già non ci vedeva un cazzo come un anziano e aveva i piedi cavallerizzi storti in dentro e voleva andare lo stesso in bicicletta e aveva una bicicletta che sembrava masticata da uno squalo e in più non distingueva un paracarro da un precipizio e soffriva anche di un tic che gli storceva la testa fuori strada, perciò cadeva quasi tutti i giorni e aveva la fronte bozzuta e un polso sempre fasciato, e le ginocchia egizie con i geroglifici di ghiaietto. Perciò si poteva anche intitolare la scuola a lui: Tadeo, caduto, oppure cadente, oppure tanto prima o poi cade ancora». Chi va con il bike-sharing, invece, cadrà sempre in piedi. Fidatevi.

postato da civati, 21:51 | link | commenti
bicicletta, monza, citta possibili

sabato, maggio 19, 2007

Con Faglia e Penati attraverso i «corpi santi»: quando le periferie diventano centri

Domattina, a partire dalle ore 10, in un tour tra Sant'Albino, San Donato e San Rocco, visiteremo con il sindaco e il presidente Penati quelle che una volta si chiamavano periferie della città. Da quando c'è Faglia, le periferie stanno cambiando: a Sant'Albino è stata riqualificata la piazza Pertini, ristrutturata la Cascina Bastoni, completata la rete fognaria (quella che tanti problemi aveva sempre creato), ultimato il centro natatorio che il sindaco leghista aveva promesso di completare entro il 1999 (ci sono voluti, giusti giusti, 5 anni di più). A San Donato, oltre alla difesa della Cascinazza, segnaliamo l'importante intervento della realizzazione della rotatoria di viale delle Industrie, con la predisposizione del tunnel per risolvere uno dei più clamorosi problemi della viabilità monzese e brianzola. A San Rocco, la nuova piazza parla da sola. Prima c'era solo l'edicola e uno spartitraffico, l'asfalto a buchi e qualche auto in sosta vietata: ora c'è la fontana, le panchine, la via D'Annunzio è pedonale, il centro civico ospita un centro anziani e un'attività quotidiana di incontri, conferenze e corsi. La piazza antistante la chiesa è stata riqualifcata e sistemi elettronici consentiranno di monitorare l'accesso dei mezzi pesanti. Un parco - il Central park come enfaticamente qualcuno lo chiama - sorgerà nel cuore del quartiere. E il depuratore inizia a puzzare di meno, nella prospettiva di non puzzare più, prima della fine della prossima legislatura, quando saranno completati gli interventi già massicciamente finanziati dalla Provincia di Milano e del suo Ato. Con Faglia e Penati, visiteremo i cosiddetti «corpi santi», con lo spirito di chi sa che non basta un aperitivo in centro (le tartine, grazie al Cielo, non votano) per capire i problemi della città e per cercare di risolverli. In tour, tra i quartieri e i santi della città della qualità della vita per tutti.

postato da civati, 09:13 | link | commenti

Monza città del sole e capitale dell'ambiente

Oggi pomeriggio, a partire dalle 15, saremo in piazza per raccontare la sfida più importante della nostra città: la sfida ambientale. Forse non tutti sanno che Monza è diventata in pochi mesi la città lombarda con il maggior numero di pannelli fotovoltaici installati, grazie agli interventi di Agam presso la propria sede, sul Binario 7 e sul Monzello (in convenzione con il Comune), tanto da sfidare l'isola del Campanella. Forse non tutti sanno che saranno ricavate quattro centraline idroelettriche lungo il canale Villoresi - dove l'acqua salta - che forniranno energia a 2000 appartamenti. Forse non tutti sanno che Monza, insieme a Brescia, è la città dove è più diffuso il teleriscaldamento e la cogenerazione. Forse non tutti sanno che stanno per arrivare tanti, tanti alberi, grazie all'impegno della Provincia di Milano per il progetto Metrobosco. Forse non tutti sanno che c'è un nuovo parco, il Parco del Villoresi. Forse non tutti sanno che... tutte queste informazioni le troveranno oggi pomeriggio in piazza del Duomo: presenti Bruna Brembilla, assessore all'ambiente della Provincia di Milano, Michele Erba, assessore all'ambiente del Comune di Monza, Roberto Scanagatti, vicesindaco. E il sottoscritto, a cui piace l'idea di organizzare a Monza un festival annuale dedicato proprio alla cultura ambientale e alla qualità della vita. Monza, capoluogo di provincia, capitale dell'ambiente.

postato da civati, 09:05 | link | commenti (1)
monza

Gli piace questa Monza...

Berlusconi tornerà a Monza per la terza volta. Chissà come mai è così legato alla nostra città... Qualcuno - certamente con cattiveria comunista - sostiene che Berlusconi continui a tornare per verificare la situazione del terreno del fratello. Glielo deve. Del resto, capita - girando per le strade di Monza - di incontrare i membri dello staff della Istedin e della Cascinazza, anche a tarda sera, magari accompagnate da giornalisti vicini alla proprietà (del Giornale e della cascina). Figure note alla politica lombarda, protagoniste della vicenda delle leggi regionali ad hoc. Qualcuno sostiene addirittura che questi personaggi abbiano avuto un ruolo influente anche nella composizione delle liste e dell'organizzazione della campagna. E' curioso che la destra monzese, così ostile all'architetto Faglia, si affidi con tanta nonchalance agli architetti. Che architettano. La campagna. Nel senso elettorale. E nel senso della Cascinazza. Dove vorrebbero metterci 400.000 metri cubi di cemento. Ecco perché anche a Berlusconi piace questa Monza...

postato da civati, 08:57 | link | commenti
regione, monza

700.000 (settecentomila)

Un amico bene informato sostiene che lo schieramento del candidato delle destre abbia già speso più di settecentomila euro per la campagna elettorale delle municipali. Non voglio crederci: sarebbe incredibile. Quello che posso dire, però, è che più che una campagna elettorale, quella delle destre monzesi sembra una finanziaria. Meno male che i monzesi non si fanno abbindolare, altrimenti...

postato da civati, 08:50 | link | commenti

La minestra riscaldata del sindaco leghista

«O mangi questa minestra, o non voti questa destra»... e scegli l'Ulivo e Michele Faglia sindaco. Il breve dossier sul sindaco leghista e sui suoi curiosi alleati, qualcuno nostalgico del Ventennio, qualcuno legato alla Prima Repubblica più che alla Seconda, qualcuno con pulsioni anti-meridionali, qualcuno con strane velleità... Un contro-manifesto all'insegna della cattiva amministrazione dell'esperienza di governo leghista dal 1992 al 1997 e della successiva vicenda amministrativa del Polo al governo della città. Fantasmi del passato che ritornano ma che non si imporranno: perché Monza guarda avanti, Monza non vuole tornare indietro. Scaricate e diffondete, potrebbe rimanervi sullo stomaco...

postato da civati, 08:46 | link | commenti
monza

venerdì, maggio 18, 2007

Quasi quasi

Luciano De Crescenzo torna in libreria con Il pressappoco. Elogio del quasi, in cui riecheggiano atmosfere, Weltanschauungen e personaggi napoletani alla maniera di Così parlò Bellavista. De Crescenzo scherza sul concetto più controverso del dibattito politico-culturale, che nei saggi ampollosi si chiamerebbe relativismo. Del 'quasi', colpisce soprattutto quello dell'amore: ai giorni nostri assistiamo a una vera e propria epidemia di pressapochismo, in quel campo. A me, nella mia soffertissima educazione sentimentale, è capitato di sentirmi dire, prima della partenza di lei da un aeroporto: «Ti amo... un po'», in una curiosa associazione tra un sentimento assoluto e la sua mortificazione congiunturale. Oppure, più recentemente: «Il nostro non è amore. E' tutt'al più un'amicizia, con un po' d'amore». Analfabetismo affettivo? No, filosofia del quasi, del pressapoco e del "tout se tient" (corollario d'ogni quasi). Dedico perciò a me stesso, ironicamente, la fatica del quasi-filosofo napoletano, pensando anche ad una mia cara amica sempre più vittima del 'quasi' personificato: un soggetto colto, brillante e maturo che (da settimane, ormai) le promette cene, sorprese, viaggi e tutto quello che si può desiderare, senza mai mantenere la parola. Con una ammirevole e paradossale puntualità. Una quasi-storia, da cui uscire a gambe levate. O quasi...

postato da civati, 08:15 | link | commenti (7)

Il gregario: l'ultima settimana prima della vittoria

E' ora di scattare. In piedi sui pedali. Buttando via la borraccia e il cappellino, come i grandi scalatori. La tappa è stata preparata nei dettagli. Il gruppo è compatto, gli avversari parecchio scorretti, ma in generale non proprio irresistibili. La mia è una campagna da gregario: attendo lo scatto decisivo del candidato che ha uno straordinario feeling con la bicicletta, a qualche chilometro dal gran premio della montagna, insieme alle centinaia di persone che, come me, vogliono vedere vincere Faglia. Mi tocca ricucire, coprire i buchi, controllare che nessuno sprechi energie e che nessuno, soprattutto, voglia strafare. Manca una settimana, e il giro politico delle elezioni municipali della mia città, la più importante sfida nel Nord, si sta per concludere. Il programma è serrato: oggi pomeriggio, alle ore 18, Gianni Rivera al Manzoni. Alle ore 21 ci sarà Giordano (Prc) in piazza Roma e la festa dell'Ulivo a San Rocco. Domani, alle ore 10, il ministro Di Pietro al Jonas, dove ci fermeremo per un pranzo di autofinanziamento: c'è chi la pizza la mangia in Consiglio e chi in pizzeria (questione di normalità). Nel pomeriggio saremo in piazza del Duomo, per una manifestazione dedicata all'ambiente in una delle sue storiche capitali (Monza, la città del Parco). Lunedì alle ore 14.30 e poi alle 21, Pecoraro Scanio parlerà del depuratore. Martedì alle ore 16, in piazza Roma (e dove sennò?), interverrà Walter Veltroni. Mercoledì vedremo insieme Milan-Liverpool al Circolo Cattaneo, con spaghettata finale (è proprio il caso di dirlo). Giovedì, alle ore 21, all'Arengario, come cinque anni fa, ci sarà Piero Fassino. E per il 25... beh, quella è ancora una sorpresa. Il traguardo è vicino: non scomponiamoci, teniamo duro, perché è faticoso, ma ne vale la pena. E dalla cima si vedrà un bel panorama. Ne sono sicuro.

postato da civati, 07:44 | link | commenti (3)
monza

Il motorello di Grazioli

Mentre le destre ostentano ricchezze inaudite (e la domanda del Caimano - "ma tutti questi soldi, da dove vengono?" - rimane attuale), Faglia e l'Ulivo si muovono nei quartieri, con le iniziative nelle piazze, a diretto contatto con i cittadini. In attesa del ballo liscio di domani sera a San Rocco, nella piazza che prima di Faglia neanche esisteva, questa sera ci siamo trovati in via Debussy, presso i giardini riqualificati proprio da questa amministrazione. Ispiratore e organizzatore della serata, Cristiano Grazioli, consigliere dei Ds della corrente che a me piace di più: quella operativa. Un centinaio di persone, un altoparlante d'altri tempi, un clima di serenità che ha riportato la politica locale alle sue giuste proporzioni. Merito di Faglia e di un suo intervento appassionato. E di Grazioli, il prototipo del consigliere comunale, lontano mille miglia dai privilegi dello status e dalle auto blu dei 'politici', che gira con un motorino che ormai lo ha reso celebre, tra uffici tecnici, segreterie degli assessori, circoscrizioni, per segnalare marciapiedi da rifare, strade dissestate, interventi a favore del verde diffuso e della qualità della vita di tutti. Anche di chi vive lontano dal centro. Un motorino che, a scanso di equivoci, non è nemmeno blu: perché la politica - quella buona, quella sana - si fa così. On the road, soprattutto quando la road è via Boito.

postato da civati, 00:50 | link | commenti
monza

giovedì, maggio 17, 2007

Mi piace questa Monza, the movie

Il dvd con il documentario di Faglia piace molto ai monzesi, perché illustra - con modalità nuove - il lavoro fatto attraverso le parole di un sindaco appassionato e coerente. Lo potete trovare anche su internet, sul sito del nostro candidato sindaco.

postato da civati, 11:09 | link | commenti (1)
monza

Che squallore

Carlo Arcari mi attacca sul suo forum (ormai da tempo schierato con Mosca senza nemmeno ammetterlo), accusandomi di frottole. Scopro così che è stato lui a commentare il mio post di qualche ora fa (Mi piace questo film, lo trovate qui sotto) con una lettera anonima (che squallore/1), a cui ho subito risposto. Arcari, che pensavo giornalista serio, riporta il suo attacco, ma non la mia risposta. Che squallore/2. Riporto qui di seguito il suo attacco (identico a quello anonimo, inviato al mio blog, che squallore/3) e la mia replica, quindi, soltanto per dovere di cronaca, quello stesso dovere a cui si sottrae Arcari-Mosca:

Ieri sera, su Telenova, trasmettono in diretta un confronto tra i candidati sindaci a Monza. In studio Monguzzi, Alboni, Zanello e Civati. Si parla del parcheggio di piazza Trento e la conduttrice riporta il messaggio di una spettarice che chiede se sia vero che i posti auto del parcheggio in costruzione vengono ceduti a 300 euro l'anno per novantanni. Civati e Zanello concordi ribattono che a loro non risulta. La conduttrice insiste: "Allora sono falsità?". Risposta di Civati: "Sì, i posti sono ceduti a prezzi di mercato". Affermazione che dimostra come far politica di mestiere significhi nella più benevola ipotesi esser ignoranti. Quei posti, infatti, costeranno agli affittuari 27.000 euro per 90 anni (più indicizzazione Istat forse, non si comprende chiaramente): il che significa esattamente 300 euro l'anno (dal bando ufficiale) con l'aggiunta di una esigua percentuale di tasse. Che hanno da dire i nostri due eroi della "politica giovane"? Non leggono i bandi ufficiali pubblicati sul sito del Comune di Monza? Perchè tanta sicumera nell'accusare altri di menzogna? Oppure - per mestiere - se occorre raccontano anche frottole? O è sbagliato il bando? Oltretutto, 300 euro non è minimamente un prezzo di mercato, semmai di favore. Fatto, in questo caso, a categorie mediamente facoltose di residenti, professionisti, negozianti, commercianti del centro storico. Non lo sanno Civati e Zanello? Eppure hanno dichiarato di abitare nel centro di Monza. Insomma: o è un caso di ignoranza bipartizan che consiglierebbe loro più modestia e la lettura dei documenti ufficiali prima di aprir bocca, o è un caso di solidarietà bipartizan che solleva ombre di clientelismo politico-elettorale. Ombre talmente forti da non riuscir nemmeno a dire, come almeno ha fatto Alboni, che i parcheggi in centro "devono" costare meno cari, altrimenti la gente non li usa. Spero che Alboni si riferisse in generale a quelli a rotazione oraria, non a questa specie di locazione a vita a ceti privilegiati supportata anche con le tasse dei pensionati sociali.
[Carlo Arcari su Forummonza e Mimì su Ciwati]

Caro Mimì,
mi dispiace che lei abbia deciso di non firmarsi, ma le risponderò ugualmente. Non vorrei che chi le avesse dato le informazioni che riporta fosse ignorante o male informato, come lei accusa noi (me e Zanello) di essere. Se si ricorda, ho semplicemente affermato che non mi risultava che i parcheggi di piazza Trento fossero "in affitto" e a quella cifra, senza precisare la cifra perché al momento non mi sovveniva. Lei conferma le mie affermazioni, nel suo messaggio così risentito: a meno che non si voglia interpretare il contratto come un affitto di novant'anni. I posti sono ceduti con diritto di superficie a 27000 euro, un prezzo inferiore al mercato attuale, ma non certo regalati come pretende Lei, caro Mimì. Anche perché i 27000 euro vengono pagati subito e andrebbe considerato il dato dal punto di vista finanziario, lungo i novant'anni della durata del contratto. Il Comune ha individuato una cifra equilibrata, congrua ed equa per rendere un servizio alla città: non capisco cosa ci sia di clientelare o di curioso in questa scelta. I prezzi "fuori di testa" sono quelli dei privati e un Comune serio non poteva seguire quella tendenza. Spero che lei sia d'accordo. Aggiungo poi che i posti macchina non sono box, ma posti macchina e le posso assicurare, visto che da 'ignorante' sto cercando casa, che un box in centro a Monza - nel senso dell'acquisto e non dello strano affitto di cui parla lei - costa 40.000 euro. Così, per la precisione. Infine, anche gli altri parcheggi che Faglia intende realizzare in altre zone della città, seguiranno questa logica, per cui i 'privilegiati' saranno i cittadini dei quartieri e delle zone periferiche. Disponibile a discuterne ancora e magari ad incontrarla di persona. Spero che non sia più ferito nell'onore, come il suo nickname farebbe pensare...
giuseppe civati

postato da civati, 09:34 | link | commenti (3)
monza

mercoledì, maggio 16, 2007

Non tengo family day, ovvero "la versione di Pippo"

Avete presente la struttura di quel romanzo strepitoso che è La versione di Barney? Barney vuole offrire la propria versione su se stesso, dopo averne sentite di tutti i colori. Nel mio piccolo, vorrei fare lo stesso, una volta per tutte, per spiegare come vivo la politica dei nostri tempi e la temperie nella quale ci tocca vivere e operare. Due anni fa vivevo a Barcelona. Studiavo il Cinquecento italiano e spagnolo. Mi chiesero di candidarmi alle regionali e accettai con orgoglio, ma non senza qualche sofferenza, abbandonando una città a cui sono legati ricordi bellissimi. Organizzammo una campagna elettorale in pochi giorni e fu un risultato collettivo straordinario, in cui i miei meriti personali furono minimi rispetto al lavoro dei tanti che vi parteciparono. Da allora, sono iniziati i problemi. I nostri dirigenti, anziché valutare per quello che era quel risultato, si sono appassionati all'idea di ridimensionarlo, di banalizzarlo, di confonderlo. Da allora, oltre ad attacchi personali nei miei confronti anche molto pesanti che vi risparmio, si è provveduto a non rappresentare la Brianza al Parlamento. Poi è venuto Fassino a dire che avremmo avuto il sottosegretario, e il sottosegretario non è arrivato. Per senso di responsabilità, visto che ho fallito nel compito di ottenere quello che mi sembrava ovvio - un parlamentare sui trentasei eletti in Lombardia - mi sono dimesso dagli incarichi di partito. Da solo. Gli altri sono rimasti tutti lì, anche quelli che avrebbero perso qualche settimana dopo elezioni di una qualche rilevanza (come le Comunali di Milano). Mi era stato poi promesso un incarico nella rinnovata segreteria regionale, incarico che non si è potuto concretizzare per ragioni che a me non sono note. Tenete conto che la notizia l'ho avuta da mia madre: non dal mio segretario di Federazione, non dal segretario regionale, che mi aveva assicurato di farmi sapere direttamente come sarebbero andate le cose. Al mio posto, il segretario provinciale ha immediatamente provveduto a mandare una compagna meritevole, senza consultarsi con nessuno: ha fatto bene, così 'almeno' in segreteria regionale c'è 'almeno' un compagno brianzolo. Nel frattempo, sempre in ragione delle quote rosa, non sono stato nominato nel Consiglio nazionale (troppa grazia) e in sostanza non ho più alcun incarico nei Democratici di Sinistra. Vivo con disagio da tempo il fatto che non si costituisca il gruppo unico in Regione, anche perché ricordo di avere chiesto il voto dell'Ulivo. Non capisco il complesso di inferiorità verso Formigoni e verso la destra, che si traduce in proposte inverosimili su temi sensibili come quello della sicurezza (precisazione importante e a scanso di equivoci: il fatto che sia stato sempre il segretario regionale a scivolare su questi temi non c'entra con la questione di cui sopra, diciamo che per accidens le due discussioni si sono intrecciate). Giusto un anno fa proposi che si costituisse il primo circolo misto Ds-Margherita dal titolo Verso il partito democratico, lo stesso titolo che avrebbe poi adottato Fassino per la sua mozione congressuale. Ora è di moda, ma un anno fa, a me e a Marco Riboldi (l'altro estensore della proposta), poco ci è mancato che ci espellessero dai due partiti di cui facciamo parte e che dovrebbero diventare un partito solo. Detto questo, non ho mai concepito la politica come una professione e tante volte penso che avrei fatto meglio a rimanere a Barcelona o a Berlino dove mi piacerebbe vivere. Non sono affezionato agli incarichi, soprattutto quando non sono messo nelle condizioni di decidere alcunché. Trovo insopportabile l'invidia e la cattiveria che mi è stata dedicata e sto maturando la convinzione di concludere questa legislatura e di dedicarmi ad altro. Ho la fortuna di essere molto giovane e di poter ancora "cambiare vita". E ho un difetto intollerabile per il centrosinistra lombardo: dico quello che penso, non mi conformo, non mi interessa piacere a questo o a quel 'superiore'. Per questo motivo, a Barcelona o a Berlino, vedrete, mi spediranno presto. Senza rimpianti, ma quando sento dire, anche da amici, che sbaglio ad essere amareggiato, mi amareggio ancora di più. Per parafrasare ElleKappa - per me il vero leader del Pd - non tengo family, non ho padrini e penso di potermi guadagnare da vivere anche senza fare politica. Così mi hanno insegnato i miei genitori: appassionata la mia mamma, orgoglioso e forte il mio papà. A loro guardo pensando al mio futuro, non certo alle meschinità che mi accompagnano da troppo tempo. Per il resto, ho un sogno soltanto: che Faglia vinca ancora. Perché se lo merita e perché se lo merita la città di Monza. Tutto il resto, francamente, mi interessa poco o nulla.

postato da civati, 17:02 | link | commenti (11)

Desossirobonucleicismi

Lo so, è lungo, ma quando Sippor scrive, son sempre capolavori. Eccovi la sua ultima, irresistibile riflessione sul luogocomunismo più gettonato degli ultimi tempi:

“Il DNA si trova nel nucleo di tutte le cellule mature (la sola eccezione è per i globuli rossi circolanti nel sangue che non hanno un nucleo) ed è rappresentato da una lunghissima catena a doppia elica che risulta attorcigliata su se stessa formando una spirale (una specie di scala a chiocciola)”.
Questa faccenda delle rivendicazioni genetiche, onestamente, non la capisco.
Eppure l’espressione “avere nel dna” sembra essersi diffusa come un virus influenzale tra gli addetti stampa dei politici italiani, a cominciare da quelli, e sono tanti, che negli ultimi mesi hanno avuto qualcosa da dichiarare in merito all’embrione più strattonato ed ecografato d’Italia, quello del Partito Democratico.
Fassino, 27 marzo: “E’ nel dna del Pd essere un grande partito del lavoro”
Turco, 20 aprile: “Il Pd è socialista perché questo è nel suo dna”
Fioroni, 21 aprile: “La laicità è nel dna dei cattolici popolari e democratici”
Filippeschi, 24 aprile: “Il Pd ha nel suo dna la lotta contro la frammentazione dei partiti”
Pollastrini, 13 maggio: “Il Pd dovrà avere nel suo dna il valore della laicità”
Epifani, 27 marzo: “Sta nel dna del riformismo rappresentare e tutelare il mondo del lavoro”
Ma l’infelice espressione, che rimanda a una sorta di condanna genetica più che a una passione del sangue, a una convinzione del pensiero o a una disposizione dell’anima, sembra spopolare a 360 gradi, una vera e propria epidemia del linguaggio:
Mastella, 2 maggio: “Da sempre siamo impegnati nella promozione di politiche per le famiglie. Si tratta di valori che rappresentano il dna del nostro partito”
Padre Sorge, 27 aprile: “Per i cattolici è questione di vita o di morte perché certi valori fanno parte del loro dna”
Speroni, 26 aprile: “Non siamo nati geneticamente legati a questo o quest’altro, siamo liberi di cambiare le alleanze proprio perché nel nostro dna non c’è un’alleanza di qua o di la”
Falcer, 15 aprile: “L’Udc è un grande partito di centro, ha nel suo dna la storia della Democrazia Cristiana”
Casini, 15 aprile: “Nel nostro dna non c’è l’antiamericanismo”
Berlusconi, 25 marzo: “E’ nel dna della sinsitra la voglia di eliminare l’avversario politico non con gli strumenti della democrazia ma per via giudiziaria”
Menomale che qualcuno usa questa locuzione al di fuori di un luogo serio come dovrebbe essere quello dell’arena politica nazionale. Fa sorridere Montezemolo (5 aprile) che afferma come “La 500 è nel dna del Marchio Fiat” e Ancelotti (16 aprile) che rivendica come “L’obiettivo del Milan è sempre vincere la Champions, fa parte del dna di questa società”. O qualcun altro che al contrario restituisce peso alle parole, come il buon Amato che, con un’impostazione difensiva condivisibilie, ci ricorda come “La mafia non è una malattia genetica. Sono siciliano e se c’è una cosa che trovo intollerabile è che si pensi che ho nel dna dei geni mafiosi” (28 aprile).
Sarà che il test del dna è sempre associato ad attività investigative che presuppongono un qualche reato, che sia il mancato riconscimento di un figlio naturale o l’individuazione di un assassino, trovo quest’espressione davvero sgradevole e inviterei i politici italiani a liberarsene al più presto possibile, tornando magari a riferirsi alla memoria, alle radici, all’anima e al cuore che più umani e più rassicuranti appaiono, almeno ai miei occhi (castani, ma non so e non mi interessa sapere per via di quale cromosoma).
Nel frattempo, con un tempismo quasi ironico rispetto alla fissazione per il dna espressa dai nostri politici, il leader libico Gheddafi ha proposto al Governo di analizzare il dna di tutti gli italiani per poter conoscere quali e quanti siano i figli dei libici esiliati. Gli è stato risposto che l’operazione sarebbe un po’troppo complessa e che anche la risposta del test del dna rimarrebbe, per una certa percentuale probabilistica. Ah, bé.
Concludo con l’unica agenzia di stampa del 26 febbraio scorso davvero degna di nota, in questa mia ricerca sulla parola “dna”, che restitusce qualche speranza all’uomo, e un suggerimento all’homo politicus: si parla di un libro da poco uscito per Laterza “In carne ed ossa: dna, cibo e culture dell’uomo preistorico”. Gianfranco Biondi, antropologo dell’università dell’Aquila e coautore del primo capitolo spiega: “L’idea di un’unica linea evolutiva dalle scimmie antropomorfe all’uomo come lo conosciamo oggi è sbagliata. Oggi sappiamo che le specie non si sono succedute le une alle altre ma che alle nostre spalle c’è un vero e proprio cespuglio evolutivo in cui le specie diverse hanno convissuto fianco a fianco”. I nuovi studi – prosegue l’agenzia – suggeriscono anche un motivo per cui solo la nostra specie è riuscita a sopravvivere: “La base di tutto potrebbe essere la comunicazione – spiega Fabio Martini, docente di Paleontologia all’università di Firenze – il Sapiens è stato l’unico a perfezionare un linguaggio grafico comune sotto forma di graffiti, che a noi sembrano artistici ma in realtà avevano scopi didattici precisi. Persino gli ornamenti, introdotti sempre nella nostra specie, in realtà erano un modo per introdurre messaggi tramite il corpo. Questa abilità nella comunicazione potrebbe essere stata la chiave vincente”. Con buona pace degli acidi desossiribonucleici.

postato da civati, 16:21 | link | commenti

La linea Fiano-Sarkozy

Anche questa ci toccava sentire. Pagine milanesi del Corriere della Sera. Fiano: "Sto con Sarkozy". Lo sport nazionale è salire sul carro del vincitore del centrodestra francese per di più sul tema della sicurezza. Fiano è convinto che la ricetta di Sarko funzioni perché - a sentir lui - si basa sull'idea di integrazione. Cremonesi, l'intervistatore (tra i due, ci par di capire, quello di sinistra) timidamente osserva: "L'accusa più frequente nei confronti del presidente Sarkozy è quella di autoritarismo". Ma Fiano è convinto che Sarkozy sia cambiato. Si è accorto che l'approccio puramente repressivo non funziona. Prima domanda: perché dobbiamo prendere a modello Sarkozy? Seguiamo le mode della destra? Seconda domanda: perché non ci sono proposte concrete e documentate sull'argomento e si continua ad inseguire e a "pensare all'elefante"? Fiano mi risponderà, come ha detto al Corriere, che la proposta del segretario regionale di un servizio civile per gli immigrati è "intelligente" perché essi "acquisiscano conoscenza della società in cui vivranno e magari possano dare una mano in pirma persona". Per quanto mi riguarda, vorrei precisare che la trovo una proposta di una stupidità teorica e pratica difficile da raggiungere altrimenti, nemmeno ricorrendo a Sarkozy e al suo invito a "nettoyer au Kaercher la racaille", invito che forse i Ds milanesi e lombardi vogliono fare proprio. Provate a pensare a come organizzare questo servizio civile: chiedere alle badanti, dopo anni di assistenza agli anziani, di assistere gli anziani? oppure ai lavoratori umili, che alla mattina si svegliano presto per andare nei cantieri, di "dare una mano", "in prima persona" certainement? Credo che la cittadinanza i lavoratori onesti, ancorché di pelle scura (orrore), se la meritino faticando e pagando le tasse (no taxation without representation, forse Sarkozy sarebbe d'accordo) e non con l'invenzione di un periodo da dedicare alla patria che non viene nemmeno più richiesto obbligatoriamente agli italiani, grazie ad un'iniziativa dei Ds dell'era pre-Sarkozy. Si salvi chi può.

postato da civati, 10:10 | link | commenti (8)
cultura, diritti, regione

Prolungamento della M1 fino a Bettola: Cattaneo risponda ai Sindaci e lavori con spirito costruttivo e unitario

Comunicato stampa. L’assessore Cattaneo, rispondendo ad una nostra interpellanza rispetto al prolungamento dell’M1, parla di incontri con gli Enti locali interessati che non ci sono mai stati e curiosamente si decide a rispondere soltanto nel periodo immediatamente precedente alle elezioni, nonostante la nostra richiesta fosse stata depositata a gennaio. Come sempre, quando non sa cosa rispondere, come già accaduto per quanto riguarda l’interramento di viale Lombardia, accusa altri soggetti dei ritardi e dell’incertezza. In questo caso se la prende con il Governo, con cui altre volte sembra essere in perfetta sintonia. Troviamo grave che gli Enti locali siano sempre poco considerati da questo governo regionale soprattutto quando si tratta di un’opera che riguarda i cittadini monzesi, sestesi e cinisellesi, ma che ha un’importanza provinciale e regionale. Non si può essere bipartisan a giorni alterni e solo quando conviene.

postato da civati, 08:51 | link | commenti
regione, monza

Mi piace questo film

E' finalmente disponibile, presso la sede del Comitato dei Leoni (via Vittorio Emanuele, 13), il video dedicato alla città in trasformazione. Protagonista è Michele Faglia, in un dialogo itinerante - un po' socratico, se vogliamo darci delle arie - che abbiamo condiviso per i 'luoghi' della città: quelli della trasformazione e del cambiamento. Il dvd, della durata di circa 40 minuti, è diviso in blocchi e contiene una serie di mini-spot degli assessori uscenti e una rassegna di tutte le opere realizzate, circoscrizione per circoscrizione. Come già per Cascinazza. Una storia lombarda, anche Mi piace questa Monza è prodotto da TvDays di Milano. Il dvd è disponibile a titolo gratuito presso il Comitato e presso tutti i banchetti delle forze che sostengono Michele Faglia. Non rimarrete senza: ne abbiamo tirate 10.000 copie. Buona visione.

postato da civati, 08:47 | link | commenti (2)
monza

La guida Michelìn

Per celebrare le opere realizzate e i progetti futuri di Michele Faglia, abbiamo pensato ad una guida turistica. Una guida che potremmo chiamare Michelìn - sfruttando l'assonanza del nome - che vuole rappresentare gli itinerari possibili all'interno della città che cambia. La guida - dedicata anche ai perplessi, agli elettori cioè non ancora convinti di votare per l'uno o per l'altro candidato - sarà distribuita quale supplemento di Monza la città. Ringrazio Claudia Filippazzo e la redazione per avermi accompagnato in questo piccolo contributo alla vittoria del 27 e 28 maggio. A tutti voi, buon viaggio, con la guida Michelìn.

postato da civati, 02:49 | link | commenti
monza

Come si vota

Il fac-simile della scheda elettorale con il voto per l'Ulivo e per Faglia.

postato da civati, 02:43 | link | commenti

Senza fili

Rilancio un comunicato stampa del Comune rispetto ad un progetto a cui ho sempre tenuto molto: "Il Comune di Monza si è dotato di una rete wifi che permetterà la connessione senza fili a internet in alcune zone della città. Al momento è stata attivata un'antenna in Largo IV Novembre che permette il collegamento a internet in piazza San Paolo e in piazza Roma. Presto altre 6 antenne si aggiungerenno in altri punti nevralgici della città. Il progetto di Telecom Italia è stato adottato dal Comune di Monza per agevolare i propri cittadini e come primo passo verso la formazione di una rete in wireless della città".

postato da civati, 01:59 | link | commenti
monza

La casta. Terza proposta

Come sapete, ho preso a cuore la denuncia di Stella sui costi della politica. Anzi, per la precisione, sui suoi sprechi. Oggi ho registrato, nei corridoi dell'aula, una certa freddezza rispetto a questo tema e alla mia personale impostazione. Mi hanno spiegato che simili campagne non hanno mai sortito alcun effetto.  Non demordo, però, e procedo. Credo infatti che la disillusione nei confronti della politica e dei politici sia fortemente corroborata dal vedere tutti i loro privilegi e i loro benefit, spesso ingiustificabili. Perciò vi chiedo se, rispetto alle soluzioni già avanzate, volete partecipare anche voi con segnalazioni o ulteriori proposte per aggredire, una buona volta, il problema. Conto su di voi.

postato da civati, 01:57 | link | commenti
la casta

martedì, maggio 15, 2007

Per il Pd, provare a richiamare più tardi...

Mentre tutte le decisioni sul Partito democratico sembrano rinviate a ottobre, e i gruppi dell'Ulivo continuano ad essere separati (accade in Provincia, accade in Regione), mi arrivano ormai più volte al giorno inviti a partecipare alla nascente forza della Sinistra democratica, la galassia di forze a sinistra di tutti (anche di se stessi) che dovrebbe raccogliere da Turigliatto a Mussi, da Farina a Diliberto. Per dirla con parole povere, mentre noi aspettiamo, chi ha optato per la scissione si organizza, dall'interno, in modo scientifico. Un motivo in più per accelerare e per chiudere con la stagione delle ambiguità. La formula finora adottata ha dell'incredibile: a Firenze si dice: «mai nel Pd» e si annuncia un altro progetto. Poi, però, si rimane all'interno del partito, mantenendo tutte ma proprio tutte le cariche di governo e tutti i benefici del caso, per costruire un progetto alternativo. A me, sinceramente, sembra assurdo. Stupisce che i nostri dirigenti nazionali non abbiano presente quella immagine forte e chiara dell'«uovo di serpente che per sua natura, se lasciato covare, diverrebbe nocivo». E' in Shakespeare, che evidentemente non entra a far parte del pantheon del nuovo partito. Continuiamo così, confondiamo gli elettori fino a non poterne più.

postato da civati, 09:38 | link | commenti (6)
appunti per un partito nuovo

La casta. Seconda proposta, taglia e incolla (ma, soprattutto, taglia)

Costi della politica: seconda proposta. La soluzione migliore per contenerli è un'informazione assidua e costante. Propongo perciò che la presidenza del Consiglio regionale pubblichi sul proprio sito internet - come fa la regina d'Inghilterra, per intenderci - tutti i dati relativi alle indennità, ai costi delle missioni, alle spese dei gruppi consiliari. Un'operazione trasparenza che si può fare in dieci minuti, con un semplice taglia e incolla. Nella speranza che prevalga il taglia sull'incolla...

postato da civati, 09:08 | link | commenti (1)
la casta

Rossa è la quota rosa che porto a te

Muovendo da una parafrasi di Capossela e dall'elezione della segreteria regionale dei Ds, avvenuta ieri pomeriggio, sto riflettendo da un po' sulle quote rosa. Prima considerazione: il nuovo segretario, che è forte in sicurezza e controllo del territorio (è giovane, ma ci sa fare, sembra quasi un questore), è un po' deboluccio in matematica: la sua segreteria under 40 è anche under 40% di presenza femminile, essendo le donne soltanto due su sette. Tanto rumore e tanta retorica per nulla. Sono certo che sia stata una scelta sofferta per il giovane segretario (per altro coadiuvato da un direttivo intermedio in cui sono rappresentati tutti i capi corrente, tanto per dire che siamo alle solite) e che non poteva rinunciare a nessuno dei membri 'maschi' considerato il loro indiscusso valore e la loro straordinaria popolarità: la società lombarda non avrebbe capito, ne sono sicuro. Però, quanto a donne, è 'sotto'. Allora, ho pensato di dare un segnale, perché chi di quote rosa (finte) ferisce, di quote rosa (vere) perisce: essendo membro di diritto della direzione provinciale e regionale, mi sono immediatamente fatto depennare dal novero dei rappresentanti, proprio per dare maggiore presenza percentuale alle donne. A me non costava niente, per la rappresentanza femminile ha significato invece recuperare qualche decimale: se altri facessero così, sarebbe risolto un problema atavico del nostro sistema politico. In secondo luogo, ho già chiesto a Michele Faglia - che ha avuto il merito di presentare una lista civica composta per il 50% di donne - di pensare ad una giunta che per il secondo mandato sia rappresentata per il 50% da donne. Sarebbe un segnale forte e a suo modo rivoluzionario. Michele sembra d'accordo. Dopo il 28 maggio, ci lavoreremo. P.S.: mi hanno segnalato che la lista dell'Ulivo, a Monza, non raggiunge le quote statutarie. Preciso che il motivo è che la componente della cosiddetta società civile è di otto candidati: di questi otto, una soltanto è donna. Insomma, gli indipendenti 'ammazzano' la media. A volte i partiti sono più attenti...

postato da civati, 08:59 | link | commenti (1)
diritti, monza

lunedì, maggio 14, 2007

La casta. Prima proposta

Mentre sto rimettendo a punto il codice etico proposto due anni fa in Consiglio regionale tra il disinteresse regionale, faccio una prima proposta soft per iniziare ad abbattere costi e privilegi della politica. Una proposta soft, per non spaventare troppo i potenti di questo o di quello schieramento. Le auto blu. Sono troppe. Chiedo un impegno formale a diminuirle - ma Stella spiega che tutti promettono di diminuirle ed invece aumentano - e a ripensarle. Proprio così. Anziché girare con berline dell'ultima generazione, propongo che il parco macchine della Regione, della Provincia e di tutti gli enti locali - magari iniziando da quelli di centrosinistra - passino ad utilitarie ecologiche. Sarebbe un segnale piccolo ma significativo. Un auto blu costa 50.000 euro all'anno, anche perché trattasi spesso di auto da strafighi. Diminuirle in numero e dimensione sarebbe un piccolo, ma rivoluzionario segnale. Ve lo vedete Formigoni in C3, come me? Ed è solo l'inizio.

postato da civati, 20:56 | link | commenti (3)
regione, la casta

Impronte e tamponi

Qualche giorno fa ho letto un'intervista, di cui ho già parlato, in cui il segretario regionale neo-eletto (per i Ds, non per An) proponeva di prendere le impronte digitali a tutti, stranieri ma anche italiani, per dare più sicurezza al nostro Paese, evidentemente uno dei più pericolosi del mondo (tipo la Colombia). Non volevo credere ai miei occhi, ma forse questa è la nuova Sinistra. La trovate in fondo a destra, vicino alla questura. Oggi, vengo a sapere che il kit anti-droga già propagandato dall'assessore De Albertis e consigliato ai genitori per controllare i figli, sbarcherà in Consiglio regionale in occasione della seduta di domani. L'idea, non è neanche il caso di dirlo, è della destrissima consigliera Ferretto, che si sottoporrà al test e chiederà di fare altrettanto ai colleghi consiglieri. Evidentemente, dopo Fiuggi, la maturazione della destra nazionale ha fatto passi da gigante, all'insegna del liberalismo e della possibilità per ciascuno di darsi gli stili di vita che preferisce. Mi chiedo quando ci verrà sottoposto il questionario sugli orientamenti sessuali, sull'uso di anticoncezionali, sulla data dell'ultima confessione. Come la patente, chi non dovesse raggiungere la sufficienza è invitato ad adagiarsi su di una pira. La Fiamma, evidentemente, è sempre accesa. Si salvi chi può.

postato da civati, 12:30 | link | commenti (16)
diritti, regione

Cosa diavolo stiamo aspettando?

Lettera aperta al mio capogruppo in Consiglio regionale.
Caro Giuseppe,
come sai ho vissuto molto male la decisione dei gruppi dei Ds e della Margherita di separarsi dopo essersi presentati uniti al momento delle elezioni. Si era nel 2005, l'Ulivo ebbe un buon risultato e gli elettori che avevano votato la lista unitaria si ritrovarono con due gruppi separati. Mi si diedero delle spiegazioni tecniche che non mi convinsero affatto. Poi, grazie al lavoro del segretario Luciano Pizzetti, ci siamo dati l'obiettivo di riunificare i due gruppi, in vista del processo costituente del Partito democratico. Ci stiamo lavorando da un anno abbondante, ma di risultati non se ne vede alcuno. Mi chiedo, dopo Firenze, dopo Roma, cosa diavolo stiamo aspettando a costituire il gruppo dell'Ulivo. Gli elettori e gli iscritti dei due partiti chiedono chiarezza: una chiarezza che su questa partita da troppo tempo non siamo nelle condizioni di dare loro. Rischiamo di andare incontro al paradosso che il gruppo unico verrà costituito soltanto alla fine del processo costituente del Partito democratico, ovvero più o meno a fine legislatura. Mi sembra un comportamento inspiegabile e irrispettoso delle decisioni assunte dai due congressi. Mi auguro che nei prossimi giorni, senza ulteriori indugi, si costituisca il gruppo dell'Ulivo verso il Partito democratico. Chi ci sta, ci sta. Mi scuserai ma a volte le banalità sono più utili di mille argomentazioni seriose, articolate e perfettamente incomprensibili come quelle che mi è dato ascoltare ormai da mesi.
In attesa di una tua risposta, ti saluto caramente,
pippo

postato da civati, 12:04 | link | commenti (2)
regione, appunti per un partito nuovo

By Byke, un progetto per la bici a Monza

Il prossimo fine settimana, mentre l'Ulivo sarà in piazza Duomo per presentare le proposte per l'ambiente (a partire dalle ore 15 di sabato 19), un progetto assolutamente innovativo farà i primi passi in città. Si tratta di By bike, il primo esempio di bike-sharing (di bicicletta in condivisione, cioè), presentato attraverso un'installazione che verrà realizzata su di un muro cieco di via Arosio, appena usciti dalla stazione. Il progetto è di Areaodeon e vedrà il coinvolgimento dei bambini delle scuole del quarto circolo, per la promozione di una cultura della bicicletta e della mobilità dolce e sicura su due ruote. Il momento clou del fine settimana di Areaodeon sarà domenica 20, nel pomeriggio, quando l'installazione verrà presentata e il progetto di biciclette in condivisione prenderà avvio. Un appuntamento un po' berlinese (e sapete quanto ami Berlino) che mi sento di consigliarvi vivamente.

postato da civati, 02:40 | link | commenti
bicicletta, regione, monza

domenica, maggio 13, 2007

Monza tra le dita

Ve la ricordate la campagna della destra «Monza città tradita»? Ecco: l'Ulivo risponde con «Monza tra le dita», una campagna di comunicazione nella quale il modello marian-berlusconiano è rovesciato. Non un attacco alla città, ma la sua cura. Non slogan negativi, ma la convinzione che Monza si costruisca a partire dalla sua bellezza e dalla relazione dei cittadini con la loro città. Un messaggio dedicato a chi si riconosce nell'amministrazione Faglia, in cui nutre una passione e una diligente cura per la città che gli è stata affidata dagli elettori. La campagna accompagnerà le proposte programmatiche dell'Ulivo per Faglia e potete visualizzarla cliccando qui: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette.

postato da civati, 10:21 | link | commenti
monza

Erano anni...

Come in un famoso film di Salvatores, erano anni che aspettavo la convocazione dell'assemblea costituente del Partito democratico. Un'assemblea costituente a cui si arriverà attraverso il voto popolare (finalmente!), alla quale potranno concorrere tutti i cittadini che si riconoscono nel progetto del Pd. Una buona notizia, di quelle che scaldano il cuore e fanno dimenticare le polemiche assurde degli ultimi giorni sulla figura del coordinatore del Pd. Il 14 ottobre ci saremo.

postato da civati, 08:18 | link | commenti

Walter, Enrico e Piero vengono davvero

Prendete l'agenda e iniziate a segnarvi questi appuntamenti: Walter Veltroni sarà a Monza, in piazza Roma, alle ore 16 di martedì 22 maggio. Piero Fassino parlerà nella stessa piazza giovedì 24 maggio, alle ore 21. Enrico Letta chiuderà la campagna elettorale venerdì 25. Insomma l'Ulivo chiude in grande stile una campagna elettorale che porterà Faglia al secondo mandato di sindaco. Non mancate. P.S.: qualcuno mi ha chiesto come mai Veltroni viene alle 16, orario parecchio curioso per una iniziativa elettorale. La risposta è collegata alla lungimiranza dei nostri dirigenti regionali ed è a suo modo molto semplice: in serata Walter interviene a Bergamo. Vediamo se qualcuno capisce perché Bergamo (che per altro non va al voto) è più importante di Monza. Chi risponde vince la tessera del Partito democratico...

postato da civati, 08:16 | link | commenti (3)
monza

sabato, maggio 12, 2007

A Monza rispondiamo con soluzioni

Per la campagna dell'Ulivo per Faglia, la lista con cui Ds, Margherita, Repubblicani europei e i Cittadini per l'Ulivo si presentano a Monza, abbiamo scelto di rappresentare attraverso icone e simboli i temi che più ci stanno a cuore. Gli slogan, a cominciare da «Passione per Monza» e «Monza, per bene» fanno segno ad un impegno non recente e ad un rapporto stretto con una città che abbiamo imparato a conoscere e contribuito a cambiare (in meglio, ci auguriamo). Le parole d'ordine sono, in alcuni casi, delle citazioni: «a Monza rispondiamo con soluzioni» è mutuato dalla prima campagna del Psoe di Zapatero; «la persona e la famiglia al primo posto» guardano al put the people first ripreso da ultimo da Obama. Una campagna che speriamo vi piaccia. La trovate sul sito dei Ds. Dite la vostra...

postato da civati, 06:49 | link | commenti (1)
monza

Voliera per cittadini

La Voliera per umani, opera suggestiva di Giuliano Mauri, sarà il teatro della nostra manifestazione di domenica. Il primo picnic democratico organizzato nel Parco di Monza: un appuntamento di massa rispetto al quale chiedo a tutti di dare il proprio contributo, di far passare parola, di portare con sé tutti quelli che capitano a tiro. Vuole essere un momento di festa, il miglior viatico per le ultime due settimane di campagna elettorale: i giorni più importanti per consolidare il consenso per Faglia e per promuovere le nostre liste. Sono certo che comprenderete l'importanza dell'iniziativa e che ci sarete. Al Parco, domenica, all'ora di pranzo. Intorno alla Voliera. La Voliera per cittadini.

postato da civati, 01:39 | link | commenti
monza

venerdì, maggio 11, 2007

A Filippi

Vorrei che sapeste che non entrerò a far parte della segreteria regionale. E' una segreteria regionale che Maurizio Martina ha voluto composta solo da under 40, brillante ed esecutiva: è ovvio che io non ci sia. Il segretario dopo aver valutato l'ipotesi di includermi, ha fatto in modo di farmi sapere (indirettamente, chissà se perché imbarazzato o colpito da amnesia selettiva) che "non ce la faceva a mettermi dentro". Gli ho risposto serenamente: nessun problema. Progressivamente sono stato escluso da tutti (ma proprio tutti) gli incarichi decisionali dei Democratici di Sinistra e quindi non mi sorprende affatto di essere eliminato da un novero, quello del cosiddetto 'regionale', da cui mi ero dimesso un anno fa per denunciare lo scandalo delle liste delle elezioni politiche (mi sono dimesso e tutti dicevano: «poi vedrai che le ritira». Infatti non le ho ritirate). Come in una sorta di pessimo remake tra lo scespiriano e il brezneviano, i motivi che denunciavo allora si sono riflessi sulla mia figura. Pare che ci fosse bisogno di una donna ed è per me l'argomento più odioso, proprio perché vedrei bene una segreteria di sole donne, ma trovo un po' stucchevole che - come già in occasione dell'elezione del Consiglio nazionale - non ci fosse posto per me (e per un esponente di Monza e della Brianza) per via del genere. Aggiungo un elemento di carattere politico: dopo aver letto l'intervista di Martina sul Riformista di qualche giorno fa, che collocava il partito a destra di Fini, con tanto di servizio civile per dare cittadinanza agli stranieri e le impronte digitali per tutti, avrei avuto parecchie difficoltà a condividere con lui un programma di lavoro, brillante ed esecutivo e, soprattutto, under 40. Così come ero rimasto sorpreso da un suo fondo di qualche tempo fa dal brillante (ed esecutivo) titolo Né con Zapatero, né con Bush (per quanto mi riguarda, sto con Zapatero). Ci rivedremo a Filippi, nel nuovo Partito democratico, nella speranza che non ci tarocchino anche l'ultima spiaggia, quell'assemblea costituente dove mi auguro varranno le idee, e non le quote, la cooptazione e il sottobosco degli apparati. Questo sì che sarebbe under 40, brillante ed esecutivo. P.S.: per favore, non esprimetemi solidarietà, è molto meglio così, credetemi. Non vorrei essere confuso con Bush...

postato da civati, 17:24 | link | commenti (4)

Nel nome di Anna

Domattina interverrò alla riunione delle Democratiche di Sinistra di Monza e della Brianza (appuntamento alle ore 10, presso la sala della Circoscrizione 3, San Rocco, Monza). Un altro modo per celebrare senza troppa enfasi il family day: confrontarsi con le donne. Nel nome e nel segno di una leader che si sta affermando sempre di più, quell'Anna Finocchiaro che ha infiammato il congresso di Firenze. E dirò poche cose in cui credo fermamente: che ci vogliono le quote rosa, ma temporaneamente, perché le donne sapranno poi fare benissimo da sole, una volta risolto il problema dell'accesso ai cosiddetti gruppi dirigenti. Che il Partito democratico nasce al femminile, e la partita democratica è una delle più importanti della nuova formazione politica. Che la questione del tempo che sta così a cuore alle donne (spesso perché hanno una vita più intensa di quella degli uomini) è centrale e decisiva per la nostra proposta politica: e sono felice di ricordare che l'ultima delibera approvata dal Consiglio comunale di Monza era collegata al nuovo Piano dei tempi, finanziato dalla Regione grazie a un emendamento al bilancio regionale presentato dal gruppo dei Ds e dell'Ulivo. Insomma, quella che vorrei è un'operazione prima etimologica che politica: che le donne, cioè, ritornino 'padrone' (come vuole il nome) di un Paese che le ha troppo sottovalutate, emarginate ed escluse. E non sto parlando dell'Ottocento: mi riferisco alla situazione che viviamo ogni giorno. Nel nome di Anna e delle democratiche belle, intelligenti e appassionate come lei.

postato da civati, 11:45 | link | commenti
diritti, monza

Family (every)day

Mi chiedono del family day. Troppo facile rispondere, per tagliar corto con la retorica degli ultimi giorni: «sono single». E, allora, articolerò. Penso che la famiglia non abbia diritto ad un solo giorno. Penso che la famiglia vada tutelata tutto l'anno. Penso che la famiglia sia profondamente diversa da quel modello tradizionale da tanti richiamato. Penso che la famiglia sia qualcosa di complesso e da indagare. Penso che di famiglie ce ne sono tante, soprattutto in Lombardia, dove sono tanti i single, i single con bambini, le coppie ricostituite, le forme di convivenza più diverse. Penso che domani sia il caso di celebrare il family day non con le parate, ma con una manifestazione dedicata ai più piccoli, alle loro mamme e ai loro papà. Con Michele Faglia, nel pomeriggio, ci vediamo in piazza San Paolo, a partire dalle ore 15. Non per celebrare un manifesto ideologico, ma per descrivere le azioni concrete, le politiche attive, le scelte quotidiane in favore della famiglia e della sua promozione e tutela. Tutto il resto è propaganda. E noia.

postato da civati, 11:37 | link | commenti
diritti, monza

Cambiare telefono

Chi mi chiama, sarà felice di sapere che ho cambiato telefonino (non il numero: quello è sempre uguale, e credo di essere uno dei pochi al mondo a non averlo cambiato, a mio rischio e pericolo, s'intende...). Non cadrà più la linea (né quella telefonica, né quella politica...), non sarete costretti a cercarmi trecento volte per riuscire a parlarmi. Ma le buone notizie non sono finite: cambiare telefonino - e questa riflessione piacerebbe sicuramente a Maurizio Ferraris, autore dello strepitoso Dove sei? Ontologia del telefonino (Bompiani) - significa cambiare vita. Cancellare gli sms in archivio - "galeotto (e traditore) fu il messaggino e chi lo scrisse" -, mettere ordine nella rubrica, scoprire nuove opzioni, selezionare persone e ricordi. Pare di assistere all'ekpirosis degli Stoici: quel momento in cui tutto brucia, e il corso delle cose ricomincia...

postato da civati, 11:33 | link | commenti

Ed ecco a voi, Michele Faglia

Il manifesto elettorale di Michele Faglia.

postato da civati, 10:42 | link | commenti
monza

Al Gore in Limbiate

Questa sera, alle ore 21, presso il Centro civico di piazza Aldo Moro a Limbiate, presenteremo il film di Al Gore, Una scomoda verità. Un momento importante - come è già stato a Monza, all'inizio di febbraio - per parlare di ambiente, di riscaldamento globale, di emissioni di sostanze climalteranti, di politiche attive per contrastare lo smog e la devastazione ambientale a cui più o meno inconsapevolmente tutti stiamo contribuendo. Ci vediamo a Limbiate, questa sera, con Al Gore (nel senso del film, ma chissà mai che non si riesca a portarlo in Lombardia...).

postato da civati, 08:12 | link | commenti (1)
regione

Sono partito democratico...

... e voglio andare avanti, convinto e spedito. Questa sera si discuterà del progetto del Pd e dell'Ulivo, alle ore 18, nella bella 'cornice' del Caffè letterario del Binario 7, in occasione della presentazione del libro di Antonio Polito, Oltre il socialismo (il volantino). Avrò il piacere di introdurre Polito e il suo libro, per ricordare a tutti che al Pd non solo ci crediamo, ma subito dopo la campagna elettorale vogliamo che Monza diventi una delle sue 'capitali', alla luce del lavoro degli anni recenti, dell'impegno per l'Ulivo, del confronto ormai maturo con la Margherita e le altre forze che nel Partito democratico si riconoscono. La prima 'fermata' è prevista al Binario 7, questa sera, alle ore 18. Il viaggio, credetemi, sarà ricco e appassionante. Vi aspetto.

postato da civati, 08:06 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

Chi sa fare

Lo slogan del candidato sindaco della destra invita a scegliere chi sa fare. Infatti. Leggete qui di seguito il comunicato di ieri del suo comitato elettorale: «Dopo la delibera della Giunta Faglia che da il via alla riqualificazione dell'area ex Pastori e Casanova, Monza avrà presto una nuova Pinacoteca civica. Ma con quale visione strategica? Uno spazio espositivo decentrato rispetto ai principali luoghi culturali della nostra città - ha spiegato il candidato sindaco Marco Mariani - non mi sembra questa una grande soluzione per il territorio monzese». Mariani è da tempo assente dalla scena politica della città e probabilmente si è dimenticato alcune cosette. Per esempio, come è fatta la nostra città. La nuova pinacoteca troverà sede in un magnifico complesso in fondo a via Dante, dietro la Cappella Espiatoria e a meno di trecento metri dalla Villa Reale. «Uno spazio espositivo decentrato rispetto ai principali luoghi culturali?». Il 27 e 28 maggio, scegli chi sa fare: vota Faglia.

postato da civati, 07:58 | link | commenti
monza

giovedì, maggio 10, 2007

Milano da morire...

Offreddu e Sansa ci regalano un bel libro. S'intitola Milano da morire, lo pubblica Bur, ed è un libro molto documentato sulla Milano di oggi. Non a caso un capitolo è dedicato a Monza. S'intitola La Cascinazza delle Libertà. Una lettura utile per chi, come il candidato sindaco Mariani, dimostra di avere ancora le idee molto confuse sull'esito della vicenda, dal punto di vista giudiziario, legislativo e urbanistico. Chissà come mai, l'ex-sindaco della Lega dice che la vicenda è ancora aperta? Ah, già, dimenticavo: è sostenuto dalla famiglia Berlusconi. Che stupido che sono.

postato da civati, 16:26 | link | commenti
regione, monza

Gufi

Già dall'inizio di novembre mi è toccato sentire, da un'amica della sinistra radicale nota per la propria sicumera, che «beh, sì, insomma, Monza, si sa, è persa». La fonte era (come no?) uno molto informato. Da allora è stato un continuo gufare, soprattutto da parte di chi è convinto di saperla più lunga degli altri, di avere accesso a sondaggi esclusivi, di avere visto prima come andranno le cose. I gufi, di diverse specie, allignano un po' dovunque, ma soprattutto a sinistra, e in particolare nell'area milanese, sembrano aver trovato il loro habitat ideale. Per quanto mi riguarda, ho una concezione un po' diversa delle campagne elettorali. Fino a prova contraria, si possono vincere o perdere, e le variabili sono tante. Mi baso sui sondaggi - quelli veri, non quelli inventati di sana pianta dal padrino (vedi al post precedente) - ma soprattutto sulle sensazioni mie e dei compagni di avventura. E il clima, in città, come nel 2002, è ottimo. Consiglierei quindi a tutti di evitare di affidarsi al volo degli uccelli per vaticinare il risultato finale. Soprattutto se si tratta, appunto, di gufi. I quali entrano talmente nella parte che, quasi sempre, poi sperano che si perda sul serio per poter dire che avevano ragione. Perché sono i gufi (tautologici) della peggior specie...

postato da civati, 01:43 | link | commenti
monza

I sondaggi e la pizza

Comunicato stampa. Il sondaggio citato ieri da Silvio Berlusconi in occasione della sua visita a Monza che darebbe il centrodestra al 58% non ha nessuna dignità a livello nazionale e rapportato a Monza non sta né in cielo né in terra. La verità è che tutti i sondaggi da mesi confermano che Michele Faglia è molto avanti rispetto a Marco Mariani e gli ultimi ci dicono che potrebbe affermarsi già al primo turno. Sono pronto a scommettere una pizza con l’ex premier: vinceremo sia la pizza che le elezioni.

postato da civati, 01:32 | link | commenti (1)
monza

mercoledì, maggio 09, 2007

Ma quanti Civati...

E' incredibile quanti Civati ci siano nelle liste elettorali della mia città, nonostante il cognome non sia poi così diffuso. E' sicuramente un caso, ma colpisce il fatto che oltre all'omonimo della lista dell'Ulivo, vi siano alcuni Civati nelle circoscrizioni e un'altra Civati, Monica, nella lista dell'Italia dei valori. Come prevedevo, la mia uscita di scena come candidato, ha liberato un sacco di energie: da un Civati, insomma, a tanti. Un vero incubo per gli avversari :-). In bocca al lupo a tutti. 

postato da civati, 10:17 | link | commenti (2)
monza

Dal car-shaming al car-sharing

Cinque anni fa, quando sindaco era Colombo (Forza Italia), il servizio di car sharing inaugurato dal Comune divenne presto una barzelletta. Addirittura, leggenda vuole che l'auto messa a disposizione per il servizio in questione fosse addirittura multata dalla vigilanza urbana, pur essendo collocata negli stalli appositi. Un fallimento clamoroso che ci fece parlare di car-shaming: un servizio, cioè, di cui vergognarsi. Ora il Comune rilancia l'iniziativa, dopo averla profondamente ripensata, grazie a una partnership con la Provincia di Milano, Legambiente e Carsharingitalia. Si punta sulla puntualità dell'informazione ai cittadini e sulla facilità dell'accesso al servizio. Un servizio innovativo per migliorare la mobilità della nostra città, rivolgendosi ai privati e alle imprese. Quattro auto, due nei pressi del Palazzo comunale, due alla stazione, presso l'ingresso di Porta Castello. Anche per il car-sharing, vale lo slogan: ci piace questa Monza (molto più di quella di allora, a cui qualcuno vorrebbe, chissà perché, tornare...).

postato da civati, 10:02 | link | commenti
monza

Monzello fa rima con pannello

Il centro sportivo del Monza Calcio, in zona Libertà, sarà alimentato da pannelli fotovoltaici installati da Agam. Dopo la centrale della sede dell'ex-municipalizzata e il Binario 7, il terzo, significativo intervento in pochi mesi in una città che non aveva mai conosciuto l'energia solare, se non per sentito dire. Ora Monza si colloca tra le prime città della regione per pannelli solari e fotovoltaici, a cui va associato l'impegno per il risparmio energetico, per la produzione di energia idroelettrica (proprio così, con i quattro salti del Villoresi), con la straordinaria diffusione di impianti di cogenerazione, che pongono Monza all'avanguardia. Chi l'avrebbe mai detto, soltanto qualche anno fa?

postato da civati, 09:52 | link | commenti
regione, monza

Sostengo questa Monza

Non avendo padrini né ricchi finanziatori, la campagna elettorale di Michele Faglia si sostiene con il piccolo contributo economico di tanti. Un contributo che è anche un investimento, perché sostenere l'elezione di Faglia significa investire sulle potenzialità della nostra città. Tanti piccoli contribuenti sono meglio di pochi, potenti e ingombranti. Per vincere, perciò, abbiamo bisogno di uno sforzo da parte di ciascuno. Per finanziare il comitato elettorale di Michele Faglia, le strade sono due: o una donazione presso il comitato dei Leoni (in via Vittorio Emanuele, 13) oppure un bonifico bancario. L'intestatario è «Comitato Michele Faglia sindaco». La Banca è il Credito Artigiano, filiale di Monza, via Zucchi. Il numero di conto: 000000006156. ABI: 03512. CAB: 20404. CIN: W. La causale del bonifico: «Erogazione liberale al Comitato Michele Faglia sindaco». E' importante.

postato da civati, 08:14 | link | commenti
monza

martedì, maggio 08, 2007

Geologia

Chi avesse assistito alla kermesse del candidato sindaco della destra e del suo padrino, si sarebbe reso conto, oggi pomeriggio, per le strade del centro, della strana composizione dello schieramento che si oppone a Michele Faglia. Si tratta di una struttura che ha più a che fare con la geologia che con la politica. Scorrendo i visi che facevano autorevolmente parte del codazzo, si potevano apprezzare tutte le epoche del governo della città: avrei scritto del 'vecchio' ma si sa che poi, a cominciare dall'eterno giovane che li guidava, si sarebbero offesi. C'era la Monza da bere degli anni Ottanta, quella turboleghista dei primi Novanta, quella rediviva della sfortunata stagione azzurra della fine del millennio. C'erano i giovani leoni di Cl, gli ex-socialisti, gli ex-missini e quelli che ancora lo sono, in una curiosa riedizione del pentapartito, che nel caso dell'attuale coalizione, per via delle stratificazioni geologiche, è diventato qualcosa di simile a un dodecapartito. C'era anche, tra la folla, il figliol prodigo Pisani (rientrato in extremis nella coalizione che aveva abbandonato mesi fa), a dimostrazione che si tratta della coalizione dell'«a volte ritornano». Quand'anche da epoche lontane, ma ci provano. La giovane Monza di Faglia sembra lontana anni luce...

postato da civati, 21:58 | link | commenti
monza

Il padrino

Per la seconda volta in poche settimane, Silvio Berlusconi - a Monza noto come fratello maggiore del proprietario della Cascinazza - ha fatto da 'padrino' a Marco Mariani. Quest'ultimo lo ha seguito per le strade di Monza come se fosse una guardia del corpo che aveva sbagliato la giacca (almeno così ha commentato un maligno). Il padrino ha officiato e i curiosi si sono assiepati per vederlo dal vivo, chiedendosi come mai Berlusconi abbia così a cuore la città: forse dimenticano gli interessi che Silvio e il fratellino ancora coltivano (e pensando al pratone di San Donato mai termine è stato così azzeccato). I telegiornali nazionali hanno offerto la solita, spropositata copertura, e tutto era così tremendamente prevedibile che a Berlusconi non è venuta nemmeno una battuta contro gli omosessuali o i malati di mente come in altre più brillanti occasioni. Faglia, nel frattempo, parlava dei problemi della città, in riunione con un'associazione di cittadini, perché lui di padrini - fortunatamente - non ne ha. E anche questo testimonia che tra destra e sinistra a Monza c'è una bella differenza.

postato da civati, 21:46 | link | commenti

Se la politica non è casta

A chi come me ha un vero e proprio culto per Gian Antonio Stella non poteva certo sfuggire il suo ultimo libro, scritto a quattro mani con Sergio Rizzo, pubblicato da Rizzoli e intitolato, senza troppi giri di parole, La casta. Il sottotitolo è ancora più preciso: Così i politici italiani sono diventati intoccabili. Si parla in modo competente e documentato (mai qualunquista) dei cosiddetti costi della politica, una delle piaghe della vita di questo povero Paese. Un argomento tabù, rispetto al quale gli esponenti di tutte le formazioni politiche preferiscono tacere o stendere pietoso velo. E, invece, sarebbe il caso di intervenire: sulle auto e sugli aerei blu, sui benefit 'nobiliari', sui caudatari numerosi e "di famiglia", sugli stipendi assurdi e sulle prebende che i politici stabiliscono per legge. E per se stessi. Leggendo Rizzo-Stella si scopre che il Quirinale costa più di Buckingham Palace, che i barbieri di Camera e Senato sono aumentati negli ultimi anni, che costa meno pranzare a Palazzo Madama che alla mensa degli spazzini di Marghera. Cose che in parte avevo già visto, nella Regione più efficiente d'Italia (che regala imprescindibili lecca-lecca alle fiere, che ristruttura i propri uffici poco prima di trasferirsi in altra sede, che premia i suoi consiglieri con un trattamento esentasse che fa salire a cifre altissime il proprio stipendio mensile, grazie ad un'accorta politica di rimborsi spese e diarie per le quali basta la firma all'inizio e poi chi si è visto, si è visto). Ho cercato di spiegare che anche banali forme di cortesia - come gli auguri di Natale - costano un botto ai contribuenti, perché gli auguri sono di politici e amministratori, ma chi paga sono proprio i loro inconsapevoli cittadini. Oppure, e altrettanto inutilmente, mi sono chiesto se è il caso che questo depuratore o quella municipalizzata in via di chiusura debbano avere necessariamente 11 (undici) consiglieri di amministrazione, quando ne basterebbero meno della metà. Tutti argomenti 'intoccabili': se ne parli, immediatamente qualcuno si alza e grida: «Demagogia!». E il discorso si chiude, in attesa di bere un caffé scontato alla buvette e di salire su un auto blu, magari con la scorta. Se la politica vuole recuperare quella relazione sentimentale con il popolo-nazione che si è persa tanto tempo fa, è il caso che intervenga prima di tutto su se stessa. Al più presto.

postato da civati, 07:44 | link | commenti (2)

La Woodstock democratica

Tra le numerose iniziative in agenda, ce n'è una a cui teniamo particolarmente. E' il picnic di domenica prossima, a partire dalle ore 12, presso la Voliera per umani (cittadini?) del Parco di Monza. Da qualche tempo, grazie all'impegno dell'amministrazione Faglia, il Parco è diventato sede di iniziative culturali e di installazioni artistiche, di manifestazioni di pregio (da Slowfood allo Shakespeare del Bicentenario), di mostre e rassegne (dalla fotografia alla filosofia). E' la prima volta che il Parco diventa sede di un ritrovo democratico, un vero e proprio déjeuner della partecipazione. L'obiettivo, come in ogni campagna elettorale, è essere in tanti. E lo saremo certamente. Soprattutto se ognuno di voi ci sarà, e porterà con sé tutti quelli che riesce a portare. A meno che si voglia perdere la prima Woodstock democratica al Parco di Monza...

postato da civati, 07:23 | link | commenti
monza

lunedì, maggio 07, 2007

Sarkofago

Alla fine, Ségolène non ce l'ha fatta. La vittoria di Sarkozy è stata netta, in quasi tutto il Paese, salvo per la Francia atlantica e pirenaica, dove Royal si è imposta diffusamente. A Parigi è stato un testa a testa, ma alla fine il candidato della destra è complessivamente al 53%. Niente da fare per i desideri d'avvenire della nostra candidata: la Francia non ha 'osato', come lei e tutti noi ci auguravamo. Ci sono però almeno due riflessioni da fare e dipendono entrambe dall'altissima affluenza alle urne. La prima: i centristi hanno votato più per Royal che per Sarkozy. La seconda: i lepenisti, come qualche commentatore di questo blog, sono andati a votare eccome. Da questo deve ripartire il partito socialista per costruire una proposta politica che superi i confini del suo consenso elettorale storico. Guarda un po': la stessa questione che ci si sta ponendo, en Italie, da circa quindici anni. Tutto il mondo è paese.

postato da civati, 10:53 | link | commenti

Dedicato agli infermi mentali che si ostinano a votare Ulivo

Berlusconi dice che solo gli infermi mentali possono votare il nostro schieramento. La solita sparata, hanno commentato quasi tutti. Io, invece, questa volta, mi sono preoccupato sul serio: detto da un signore che ha una certa dimestichezza con la psichiatria, la cosa non può passare inosservata. E' un po' come se Totti ci dicesse che giochiamo bene a pallone. Mentre riflettiamo sull'ultima uscita palermitana del capo dell'opposizione, diamoci dentro con la campagna degli infermi mentali per eccellenza, gli esponenti dell'Ulivo. Per incominciare, la lista dell'Ulivo per Faglia: scaricate l'elenco dei candidati, il simbolo dell'Ulivo, il volantino del capolista, Roberto Scanagatti, e i diversi tipi delle cartoline tematiche: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette.

postato da civati, 08:42 | link | commenti
monza

Il dentista di Luttazzi

Leggere Luttazzi è divertente e salutare, per sopravvivere in un Paese in cui il conformismo raggiunge tassi fin troppo elevati. La sua ultima fatica (Feltrinelli) s'intitola Lepidezze postribolari ed è la raccolta dei pezzi che Luttazzi ha via via collezionato, negli ultimi tre anni, sul suo blog. Nonostante il titolo, le cose migliori vengono dalla satira politica, il genere in cui Luttazzi a mio modo di vedere eccelle senza rivale alcuno. Un esempio per tutti: «Quattro dentisti su cinque raccomandano chewing-gum senza zucchero. Vale a dire che c'è un dentista su cinque che dice: - Lei mastica gomma? Ah, perché non ci mettiamo dentro un po' di zucchero? - Ecco: in Italia, un dentista così prende la metà dei voti».

postato da civati, 08:27 | link | commenti

Una campagna "da non perdere"

I prossimi appuntamenti dell'Ulivo e del Comitato Faglia: mercoledì 9 maggio, ore 18, festa di inaugurazione del Comitato dei Leoni, via Vittorio Emanuele, 13; venerdì 11 maggio, ore 18, caffè letterario, Binario 7, presentazione del libro di Antonio Polito, Oltre il socialismo: intervengono Michele Faglia e il sottoscritto; sabato 12 marzo, a partire dalle ore 15, piazza Duomo, «Con Faglia, la città delle bambine e dei bambini»; domenica 13 marzo, ore 12, picnic al Parco reale: appuntamento alla Voliera per umani, in fondo al viale del Mirabello. Una campagna elettorale da non perdere. Perché perdere proprio non possiamo.

postato da civati, 08:14 | link | commenti
monza

Amleto elettorale

Lo si sarà capito, ma a me le campagne elettorali piacciono molto. I motivi sono tanti, ma il principale posso riassumerlo così: perché sono il momento più democratico e più appassionante dell'attività politica. E perché sono - come genere anche 'letterario' - un'occasione straordinaria per annotare storie e figure e personaggi straordinari. Prendete, per esempio, stasera. A cena, con gli amici del comitato Faglia, dopo una lunga giornata trascorsa tra volantini, comunicati, iniziative, incontri, spot e incombenze di vario genere. Il tema principale della conversazione è stato: un ragazzo ha la compagna candidata in una lista e un amico caro candidato in un'altra (entrambe le liste, è chiaro, sostengono Faglia). Il nostro Amleto - che per altro di mestiere fa l'attore - non sa bene come comportarsi, perché non vuole offendere la sensibilità di nessuno dei due e vuole fare in modo che entrambi siano soddisfatti del loro risultato. E scattano retropensieri, dubbi, dilemmi di tutti i tipi. Perché le elezioni sono importanti, ma le relazioni e gli affetti - cavoli - lo sono anche di più. Non ci resta che augurare al nostro Amleto che trovi una soluzione equanime. E che la sua ragazza e il suo amico ce la facciano. Sarebbe un bel finale per tutti e tre. E anche per la nostra città, perché entrambi valgono molto. E anche per me, perché a questo punto sono curioso anch'io di vedere come va a finire. E' del resto questo - come diceva la Monroe in un famoso film - il bello delle elezioni: che non si sa mai come vanno a finire...

postato da civati, 01:22 | link | commenti (2)
monza

domenica, maggio 06, 2007

L'importanza di votare Uivo

In campagna elettorale si dorme poco, si dimagrisce fino ad un chilogrammo alla settimana (se siete sovrappeso, pensateci) e si passano molte ore notturne a pensare a cosa inventarsi il giorno successivo. Ad esempio, nelle ultime ore l'Ulivo 'notturno' mi è apparso sotto una luce particolare. Mi sono convinto dell'importanza di votare Ulivo e dei tanti elementi che suffragano questa indicazione. Prima di tutto, per consolidare il processo di costituzione del Partito democratico, che a Monza non è certo una "sommatoria", una "fusione fredda", un'operazione di vertice. Tutt'altro: a Monza l'Ulivo è cresciuto nella mentalità e nell'immaginario del popolo di centrosinistra, grazie ad un lavoro quotidiano. E non dobbiamo trascurare questo elemento decisivo. L'Ulivo, poi, è stato al centro del lavoro di questi anni, grazie ai suoi numerosi assessori e ai suoi sedici consiglieri, sostenendo in modo solidale, responsabile e entusiasta l'azione di governo di Michele Faglia. E così sarà anche per il secondo mandato del nostro sindaco. L'Ulivo, e siamo alla terza ragione, vive una sfida nella sfida: battere Forza Italia, che in città ha più o meno i nostri voti. Se, come mi auguro, accadrà in occasione delle Comunali, ciò significherebbe quasi certamente che la vittoria per Faglia sarà netta e indiscutibile, fin dal primo turno. Da ultimo, l'Ulivo è una garanzia. Votandolo, vi assicurate - oltre alla passione e alla competenza che tutti i suoi rappresentanti, come si suol dire, "ci mettono" - anche la sicurezza che fino al 2012 la città sarà amministrata da persone serie e consapevoli dell'incarico che hanno assunto. E' successo, a Monza, negli ultimi anni. Se seguirete il consiglio, succederà ancora. In conclusione e per dirla con uno slogan semplice semplice: votate l'Ulivo per votare Faglia.

postato da civati, 08:54 | link | commenti (2)
monza

L'eterna lotta tra Spider-bene e Spider-male

Spiderman 3 è un film al di sotto delle aspettative. Dopo lo straordinario secondo episodio - dedicato alla crisi dell'eroe e alla sua paradossale ricerca di normalità - ci si aspettava un altro colpo da maestro: il 'colpo' purtroppo non è arrivato. Il film contiene troppi elementi e la storia non segue le precise geometrie della ragnatela, avvicinandosi piuttosto al modello 'gomitolo'. Il punto centrale della trama è però di grande significato, come sempre quando si tratta di Spiderman. Perché Spider - intrinsecamente doppio per natura, come tutti i supereroi che si rispettino - si sdoppia ulteriormente, così che, nel corso del film, emerge via via la sua anima nera, il suo lato oscuro, la sua inaspettata cattiveria. Una cattiveria che prende presto il nome di vendetta e, seguendo un preciso topos della tragedia greca ed elisabettiana, la vendetta è contagiosa e facilmente suscettibile di seguire la proprietà transitiva. La vendetta, insomma, passa di mano in mano, tanto che Spider ne sarà presto vittima. Sullo sfondo amore e amicizia, anch'essi vissuti nel conflitto tra bene e male (uno schema classico di tutti i film in cui si parla di eroi da fumetto), ma che per la prima volta diviene conflitto interiore. E nel terzo episodio Spiderman ci appare bivalente e irrisolto, finalmente umano (troppo umano): un supereroe in difficoltà come non mai. Perché a tutti - anche a Spiderman, e glielo dice la sua dolce girlfriend, e dobbiamo crederle - a volte capita di avere bisogno di aiuto. Non dimenticatelo.

postato da civati, 02:18 | link | commenti

Il comitato dei Leoni

Prime giornate di apertura del comitato elettorale del ponte dei Leoni, il quartier generale della campagna elettorale di Michele Faglia. Mercoledì 9 maggio, alle ore 18, ci sarà la formale inaugurazione del comitato con una piccola festicciola. Il comitato è però già attivo e frequentatissimo. Tutti i giorni, dalle 9 alle 20, in un clima sereno e aperto, come già nel 2002. Oggi sono arrivati i gadget e sono andati a ruba, a cominciare dalle spille e dalle t-shirt che recano lo slogan della nostra campagna: «Mi piace questa Monza». Se piace anche voi, passate da via Vittorio Emanuele. Dopo il ponte, sulla sinistra, come sempre.

postato da civati, 02:12 | link | commenti
monza

venerdì, maggio 04, 2007

Pippo a Inzago (ancora)

Settimana decisiva per la discarica di Inzago. Ieri in commissione Ambiente in Regione abbiamo discusso in prima istanza il progetto di legge che ribadisce la necessità di una programmazione regionale e provinciale nella gestione dei rifiuti e l'impossibilità di realizzare una discarica nel raggio di cinque chilometri da una discarica precedente. Mercoledì prossimo discuteremo e voteremo nella speranza che si possa finalmente giungere all'epilogo della vicenda della terza discarica consecutiva della cittadina della Martesana, capitale regionale del rifiuto suo malgrado. L'Ulivo e l'Unione ci sono. Ci auguriamo che ci siano anche le forze di maggioranza. Mercoledì lo sapremo.

postato da civati, 07:39 | link | commenti (1)
regione

giovedì, maggio 03, 2007

La sindrome di Ecce Bombo

Una delle scene indimenticabili del film di Moretti è quando i ragazzi sono al bar e ognuno dice all'altro che è tardi, che si deve andare, che è ora di muoversi, e tutti in realtà stanno fermi e nessuno si alza. E' quello che sta accadendo anche nei Ds, alle componenti che hanno annunciato di lasciare il partito in occasione della fondazione del Partito democratico. Uso le parole con attenzione perché - vorrei lo si capisse - mi dispiace che alcuni compagni non condividano il percorso che abbiamo avviato. Quello che capisco meno, sinceramente, è il concetto stesso del «stiamo per andare», soprattutto da parte di chi - come i deputati, i parlamentari europei e i consiglieri regionali - è stato eletto con il simbolo dell'Ulivo. In politica si può giustificare tutto: e va bene. Ora però un atto di chiarezza sarebbe certamente apprezzabile. Se si decide di andar via, si va. E non si aspetta altro. Nessuno chiede a chi non è d'accordo di abbandonare le cariche istituzionali che ricopre quale rappresentante dell'Ulivo, ma farci sapere se è ancora dell'Ulivo è, credo, necessario. Lo dico anche per curiosità: mi affascina l'idea che si costituisca un'unica formazione a sinistra del Pd, che unisca tutti gli scissionisti (anche tra loro) degli ultimi anni (a cominciare da Bertinotti e Diliberto). E' lo schema spagnolo: un grande partito riformista e di governo come il Psoe e una costellazione come Izquierda Unida alla sua izquierda, appunto, con il quale il primo verifichi di volta in volta se allearsi (attualmente Zapatero governa solo con i suoi ministri e Izquierda Unida appoggia in parlamento tutti i provvedimenti che la convincono). Sarebbe un passo avanti straordinario per il nostro Paese. Però, questo passo, facciamolo...

postato da civati, 09:32 | link | commenti (4)

Le recensioni di Barney

Chi, come me, ha tanto amato La versione di Barney, non può esimersi dall'acquistare fin dai prossimi minuti Un mondo di cospiratori, la raccolta delle recensioni e degli elzeviri di Mordechai Richler. Strepitose le pagine iniziali, dedicate al Deuteronomio (un libro del Pentateuco che soltanto Richler poteva avere il coraggio di 'recensire'...). Spassoso il saggio sul complottismo che dà il titolo alla pubblicazione, nel quale si ricostruisce un vero e proprio delirio dietrologico, così tipicamente americano (si scopre che il capo della Cia avesse un appunto che non tenne in sufficiente considerazione nel 1963: «Cancellare il viaggio a Dallas. Arrestare Oswald»). E poi, ancora, un ritratto irresistibile di Shirley MacLaine («Una diva, se fosse stata presente alla Crocifissione, comincerebbe col dirci com'era vestita e chi le aveva fatto i capelli per l'occasione») e altri pezzi di impareggiabile valore satirico. Da portar via, per i weekend di maggio.

postato da civati, 07:30 | link | commenti (2)

Moi, je Ségolaime

Non mi aveva convinto la sua campagna elettorale. Non mi era piaciuto il suo piglio blairiano e mi aveva sorpreso un certo qualunquismo che si è respirato nei lunghi mesi della sua corsa verso l'Eliseo. Ma ieri sera ho visto Ségolène Royal impegnata nel dibattito con il perfido Sarkozy (direbbe Luttazzi che è uno che se gli tagli la testa, le due parti continuano a muoversi autonomamente) e mi son detto: accidenti. Look impeccabile - e questo già si sapeva - serenità e determinazione. E uno stile perfetto. E mi è venuto in mente, per contrasto, il nostro Prodi alle prese con il cuneo fiscale, nel difficile tentativo di declinare televisivamente una campagna elettorale che per poco non abbiamo perso. I giornali stamane sostengono che Royal abbia faticato sulle 35 ore: a me, francamente, non sembra. Sembra piuttosto che fosse Sarkozy ad avere tutto da perdere, ad essere teso, a subire lo charme politico della signora Zapatera. Un fenomeno politico da indagare (a cominciare dalla sua straordinaria campagna web) che rischia di perdere per uno dei paradossi più incredibili della società contemporanea. E cioè che le donne, proprio loro, scelgano Sarkozy, in larga maggioranza, com'è capitato in occasione del primo turno. E' incredibile ma rischia di essere così. P.S.: per chi volesse saperne di più, consiglio Ségolène Royal. Una donna per l'Eliseo, a cura di R. Cavagnaro, Editori Riuniti 2007.

postato da civati, 07:22 | link | commenti (5)

Orchestra Verdi: si premi chi sa investire e ottenere grandi risultati

Comunicato stampa a commento dell'audizione in Commissione cultura dei rappresentanti dell'Orchestra Verdi. “L’Orchestra Verdi è un’istituzione radicata nel panorama culturale milanese e Milano e la Lombardia non possono quindi privarsene, soprattutto se ciò avviene a causa dell’incapacità delle istituzioni di programmare gli interventi in campo culturale”. Secondo Giuseppe Civati, consigliere regionale dell’Ulivo, oggi presente in commissione all’audizione del direttore generale dell’orchestra, Luigi Corbani, “è necessario sostenere la richiesta di finanziamento ordinario chiesta dall’ente al Ministero, ma è anche necessario che le politiche locali premino chi sa investire e dimostra di ottenere ottimi risultati, anche in termini di ricavi. Così è per l’Orchestra Verdi, che a Milano ha un pubblico non elitario ma popolare, perché nella nostra regione la domanda di musica classica, come di teatro, non è certo di nicchia. È dunque necessario che la Regione metta in campo una politica di programmazione degli interventi, come abbiamo chiesto nella nostra proposta di legge regionale sul fondo unico regionale per lo spettacolo, che sappia poi convogliare le risorse regionali e statali verso gli interventi maggiormente meritevoli”.

postato da civati, 00:12 | link | commenti
cultura, regione

martedì, maggio 01, 2007

A grande richiesta, torna "Non solo Punta Perotti"

Nonsolopuntaperotti.it è il sito del concorso fotografico contro il degrado promosso dal comandante Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi, e giunto alla sua seconda edizione. Come l'anno scorso Marcello, che è un collega e un amico, mi ha chiesto di far parte della giuria. Come potete immaginare, ho accettato immediatamente. Giovedì presenteremo alla stampa il concorso e tutti potranno concorrere, denunciando brutture e degrado della nostra regione, in ogni provincia colpita dalla speculazione e dall'incuria. Nonsolopuntaperotti.it: a futura memoria.

postato da civati, 17:38 | link | commenti (1)
regione

Al Ponte dei Leoni

E' il luogo più antico di Monza, dove si insediarono i romani (i padani nonostante, anche allora :). E' una delle scene da 'cartolina' più note della città. Al Ponte dei Leoni, subito dopo aver passato il Lambro, sulla sinistra, come si conviene, aprirà domani i battenti la sede centrale del Comitato per Michele Faglia sindaco. Inutile aggiungere che vi aspettiamo...

postato da civati, 09:25 | link | commenti
monza

Ci piace questa Monza project

Sul sito di Michele Faglia (precisamente qui) avete la possibilità di contribuire alla campagna elettorale con il vostro volto, partecipando al «Ci piace questa Monza project». Molti hanno già aderito (le prime foto) e molti lo stanno facendo. Alla fine, un grande manifesto rappresenterà tutti coloro che avranno voluto partecipare. Per vincere, s'intende, con Michele Faglia.

postato da civati, 09:08 | link | commenti
monza