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giovedì, maggio 31, 2007 Lettera da Pisa: siamo al Nord anche noi
Proseguo nel mio personale giro d'Italia (un giro che al centrosinistra appare sempre di più un tappone dolomitico), riferendo quanto mi scrive Davide da Pisa, riportandomi i dati di tre città al voto domenica e lunedì. I dati si commentano da soli: Lucca: sulle precedenti comunali - 9,8%; sulle politiche 2006 -16,5%. Carrara: sulle precedenti comunali - 6,8%; sulle politiche 2006 -12,5%. Pistoia: sulle precedenti comunali - 13,2%; sulle politiche 2006 -17,7%. Il commento sconsolato di Davide è "siamo al Nord anche noi", che riprende e ribadisce una mia convinzione: che la questione settentrionale vada intesa tra virgolette, perché la questione è tutta politica e di rilievo nazionale. Ultima precisazione: per la cronaca, a Monza (considerando il dato peggiore, quello delle liste): sulle precedenti comunali +3,8%; sulle politiche 2006: -5%. postato da civati, 21:02 | link | commenti Lettera da Verona: addio alla moderazione
Pubblico una lettera che mi è giunta sul blog come commento al precedente post sul sindaco con la tigre-mangia-terroni. Considerazioni amare, che riporto senza commento, perché ero stato a Verona e avevo visto una città orgogliosa, amministrata bene, capace di votare un piano regolatore equilibrato, con una nuova biblioteca, una politica culturale rinnovata, un'attenzione all'ambiente importante per una città turistica. Hanno prevalso altri recettori, come in tanto Nord, che sono bene illustrati in quanto Pierluigi ci scrive: Caro Civati, le scrivo da Verona. Lo sa cosa abbiamo pensato quando il summit berlusconiano ha proposto Flavio Tosi a candidato sindaco della città? Bene, perderemo ma avremo sicuramente più chance di arrivare al ballottaggio. Il ragionamento, semplice semplice, era che uno così non poteva accappararsi tutti i voti dei cosidetti moderati. Uno che non ha mai svolto un lavoro, uno che partecipa ai raid contro zingari ed immigrati, uno che non si propone nemmeno esteticamente in modo decente e mi fermo qui. Abbiamo visto invece com'è andata a finire. Di quale "questione settentrionale" allora stiamo parlando? O rincorri questo popolo leghista-forcaiolo-assetato di denaro sul loro terreno oppure te ne fai una ragione e cerchi di sperimentare, costruire qualcosa di piccolo ma interessante sul territorio cittadino. Inutile, a mio modesto avviso, mettersi a fare analisi, disquisizioni...pippe. Zanotto, l'ex-sindaco, come Faglia, è un gentiluomo, un signore, un moderato cattolico che è andato addirittura al Family-day. Ha governato bene: piste ciclabili, asili nido, progetti di viabilità e potrei andare avanti. Abbiamo preso il 33%. Occorre aggiungere altro? Pierluigi da Verona postato da civati, 20:57 | link | commenti (5) Accelerazione? Fermatevi, piuttosto
Ci mancava solo l'ipotesi di votare per la costituente del Pd a luglio. Accelerazione, l'hanno chiamata. A me sembra una sciocchezza monumentale. Non siamo riusciti ancora a fare operazioni semplici, quasi banali come unificare i gruppi in Provincia e Regione (uno scandalo), e parliamo di accelerazione. Altro che accelerare: ci facciano tutti il piacere di stare fermi, per un po', almeno una settimana... A meno di non voler fare come Majorino, il segretario dei Ds di Milano, con cui sono d'accordo che bisogna andare a casa tutti e fare spazio: ma non era il caso di farlo quando si è perso il Comune di Milano? O forse l'edicolante per sbaglio mi ha venduto l'edizione del giornale dello stesso giorno, ma di un anno fa? postato da civati, 14:11 | link | commenti (1) Come se niente fosse
Mi chiama Marco da Roma e si parla di Partito democratico. Siamo d'accordo con Padellaro: sui giornali si prosegue "come se niente fosse" in una mesta Totentanz di ministri e presidenti di regione che si rincorrono per darsi degli idioti. Secondo me, è il caso, davvero, di smetterla. Di mettere in ordine le questioni e di risolverle. Di dare risposte da troppo tempo attese, facendo tacere il gracchiare degli uffici stampa e delle segreterie. Abbiamo perso dappertutto, a indicare che la politica - quella del centrosinistra - deve fare uno scatto d'orgoglio e di umiltà insieme, per non consegnarsi al qualunquismo, da una parte, e per non chiudersi nella 'casta', dall'altra. Ci vuole un nuovo partito per quello: a chi interesserebbe un partito che fa la somma dei gruppi dirigenti e la moltiplicazione degli elementi di confusione? Ci vuole un partito meno gerarchico, più aperto, più coerente, in cui non siano obbligati tutti a fare politica perché quelli che la fanno sono chiari, lineari, trasparenti e affidabili. E magari non la fanno per sempre, ma ogni tanto lasciano il posto a qualcun altro. Si può fare. E non c'è tesoretto che tenga. postato da civati, 14:06 | link | commenti (2) Fiori (non opere di bene)
In un clima funebre anziché no, dico a tutti i sostenitori della Monza che ha perso le elezioni di non perdersi anche d'animo. Dico di portare un fiore, quello della passione politica, perché le "opere di bene", tutte quelle che potevamo, le ha già fatte l'amministrazione Faglia. Dico che ci saremo, a cominciare da Michele e da Roberto, in aula, a difendere quello che è stato fatto. Dico che valutiamo e valuteremo gli errori, ma non per deprimerci, ma per esserci, a Monza, anche se in minoranza. Dico che da stasera parte l'iter per la costituzione del Partito democratico a Monza e in Brianza e che non faremo come a Roma (anzi, se possibile, faremo tutto il contrario: comitato snello, giovane, aperto ai cittadini). Dico che faremo un'assemblea pubblica, nei prossimi giorni, per programmare insieme un'azione politica che ha una dignità che non si può certo ritenere svanita solo perché si è perso dal punto di vista elettorale. Dico che vorrei un gruppo unico e che a guidarlo ci fosse il sindaco (purtroppo) uscente. Dico che faremo una festa dell'Unità, prima dell'estate, in cui continuare a discutere e a capire. Dico che ci vuole un ricambio, e il primo a sostenere che ci vogliono energie nuove, come annunciato da tempo, è e sarà proprio chi vi scrive. postato da civati, 13:54 | link | commenti (6) Mi dispiace questa Monza (e questo Nord)
Oggi si sono presentati in Comune. Mariani, che ormai si esprime esclusivamente attraverso proverbi e epiteti dialettali, Allevi, il suo muscolare vice, e Romeo, che ha subito proposto di riaprire via Bergamo e di controllare i phone center, vera priorità di Monza. Con loro, Sassoli, l'unica donna eletta da Forza Italia, accompagnata da una fila di battute e di apprezzamenti di dubbio gusto (a me fa un po' tristezza quando le donne sono trattate così, ma si sa sono un romantico e in città prevale la destra ormonale). Guardando questo belvedere, a me non è che questa Monza non piaccia più: mi dispiace. E' un po' diverso. Mi dispiace perché avevo in mente qualcosa, appunto, di diverso. Vedremo. In compenso, ho letto di altri personaggi di spessore che la Cdl ha eletto in giro per il Nord. A cominciare da Tosi, il nuovo sindaco di Verona. Uno che aveva preso quasi trentamila preferenze alle Regionali di due anni fa, noto per varie battaglie, riportate con sorpresa dalla stampa nazionale. Leggo dal Corriere: «Quando era consigliere comunale si presentò con una tigre al guinzaglio ("ma era solo per fare pubblicità al circo padano!"). Una sua simpatica proposta finì sul Wall Street Journal: "In una sorta di ritorno alla segregazione stile Alabama di un tempo, un politico italiano ha chiesto di creare entrate separate sui bus per gli extracomunitari e per gli autoctoni, rispettosi della legge e bianchi" ("volevo solo che gli immigrati entrassero dalla porta anteriore per controllare più facilmente i loro biglietti!")». Oltre al «El leon che magna el teron» e ai bus bicolore, Tosi parla con leggerezza di «pulizia etnica» riferendosi agli zingari e propone l'eliminazione della sovrintendenza perché blocca i lavori in città «per quattro sassi» (a Verona, la città dell'Arena...). Come titolarono un tempo Gino & Michele, Saigon era Disneyland a confronto. Ci dispiace, quindi, questa Monza. Ma questo Nord ci preoccupa ancora di più. postato da civati, 02:49 | link | commenti (14) mercoledì, maggio 30, 2007 La paranza Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Uno dei motivi per cui abbiamo perso è che di solito sono triste per amore in campagna elettorale. E' successo nel 2002, e da allora è nata una curiosa abitudine presso i miei amici: la convinzione di potersi affidare alla mia vita sentimentale per capire come vanno a finire le elezioni. Una specie di sondaggio affettivo. La botta più dura in effetti fu nel 2005, quando le Regionali andarono un gran bene e io, come canta Silvestri, mi ero "innamorato di una stronza". I miei amici vollero vedervi una conferma della loro perfida teoria. E, per dirla tutta, la 'paranza', per proseguire con la metafora, sembrava perdurare anche quest'anno ma, tutto d'un tratto, la mia vita affettiva si è fatta serena. Come d'incanto: e ho temuto che fosse di nocumento al risultato elettorale, ma ho cercato di tenerlo per me, dribblando le insistenti domande degli amici. Lo confesso ora, confidando nella vostra benevolenza. Per la paranza. E per Monza. E per sdrammatizzare un po' un momento che ha troppe componenti di mestizia e di dispiacere per tutti noi. postato da civati, 16:33 | link | commenti (7) Diamanti (ad porcos?) Se non l'avete ancora fatto, leggete Diamanti su Repubblica. Una delle 'chiavi' la trovate nelle sue riflessioni, come sempre quando si tratta del sociologo più citato e meno letto del Paese. Come me, si parva licet, Diamanti sostiene due cose: la prima è che il campanello d'allarme è una sirena e che la questione settentrionale va intesa soprattutto come una lontananza della proposta politica del centrosinistra - e, ancor più, aggiungo io, del metodo e dello stile con cui viene presentata - dalle esigenze (e le paure, e le chiusure anche) del Nord. Diamanti parla di abisso e chiosa ricordando elementi talmente evidenti da essere sotto gli occhi di tutti: la "confusa costruzione della finanziaria"; il dibattito allucinante sulla "destinazione del tesoretto"; le incertezze, le divisioni, la corsa alle dichiarazioni e, infine, ma non certo da ultimo, l'assenza di una missione comune che giustifichi gli appelli alla responsabilità e al sacrificio. Diamanti sostiene che il momento è decisivo. Lo penso anch'io. E lo pensa anche Primo Minelli, Legnano, che stamane al telefono mi ha fatto un lungo elenco di questioni rimaste aperte per troppo tempo senza una soluzione: i Dico, le pensioni, il contratto degli statali, il benedetto tesoretto, la legge elettorale, la costituzione del nuovo partito e tante altre cose su cui discutiamo e non arriviamo "a una". E allora ci si rende conto che la cosiddetta questione settentrionale è determinata dal fatto che qui più si sentono le contraddizioni, in una società più dinamica e individualista, che ha più fretta. Forse sbaglia, ma pretende delle risposte, che dalla politica tendono a non arrivare. La questione del Nord è, insomma, una questione politica che riguarda il Paese, non solo la fascia pedemontana, ed è quindi fino in fondo una questione nazionale, non una vicenda padana. Non dimentichiamolo. A meno che, come al solito, i consigli utili non vengano presi come critiche inaccettabili e sembrino, come capita spesso, semplicemente margaritae ad porcos. postato da civati, 13:44 | link | commenti (14) postato da civati, 01:42 | link | commenti (2) martedì, maggio 29, 2007 Saper perdere/2 (com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire)
Roberto Scanagatti mi ha detto: «E' come per gli incidenti stradali. Fa più male il giorno dopo». Roberto ha ragione. Fa più male il giorno dopo. Soprattutto se lo passi in Regione, con il centrodestra festante, l'architetto di Paolo Berlusconi che ti sorride malizioso, il medico di Abelli e Formigoni che passa in rassegna i potenti per ottenere il loro plauso e la loro benedizione. Monza è loro, chiaro? Mi è tornato in mente un mio 'lavoro' filosofico di qualche tempo fa, con l'espressione latina dell'«ad nutum»: a volte, al tiranno, basta un cenno. Ecco. Poi ho trascorso ore telefoniche a farmi spiegare perché abbiamo perso, che cosa avremmo dovuto fare, cosa avremmo dovuto dire. Critiche in gran parte condivisibili, un po' impietose e facili, ma non fa niente. Fa parte del gioco. Nel frattempo, ho dovuto spiegare agli organi di informazione di mezzo mondo le ragioni della sconfitta (mancava che mi chiamasse il Washington post, e pensare che non ci filano mai quando le cose vanno bene...). Poi ho dovuto rincuorare un centinaio di elettori, increduli e sconfortati. Infine, ho ricevuto la solidarietà di tanti a cui ho risposto che non molliamo. Per nessun motivo al mondo. Noi ci saremo. Ci auguriamo soltanto che ci siano anche i nostri della politica nazionale. E che ci sia finalmente un disegno politico per il Nord Italia. Perché a me, oltre al dato monzese, che mi sta a cuore più di ogni altra cosa, mi sconforta lo tsunami che ha attraversato la pianura. Perché non lascia punti di riferimento, perché induce alla sudditanza psicologica e politica, perché non consente di pensare a un'idea diversa di società e di politica. «Com'è difficile trovare l'alba dentro all'imbrunire», una citazione da Battiato che ho già fatto mia nel 2001. Prima che tramonti, allora, consiglio la lettura di Seneca - sempre utile quando si tratta di 'tiranni', sconfitte politiche e pericoli suicidari (scherzo) - e l'ascolto della Cavalleria rusticana di Mascagni, in loop da tempo sul mio Mac. Non risolve, ma aiuta. postato da civati, 22:04 | link | commenti (29) Saper perdere
Da quando abbiamo perso - qualche ora - i lettori di destra invadono il blog con i loro commenti. A me, lo dico da subito, la cosa non può che far piacere: non possono che arricchire il dibattito e, dopo anni in cui mi sono sorbito gli attuali vincitori a urlare in consiglio, il commento al blog è sicuramente un passo avanti. Procedo perciò serenamente con la mia personale analisi. Personale, perché intendo assumermi tutte le responsabilità (dell'analisi e della sconfitta, s'intende). Se dico che il dato è nazionale, è perché è vero. Se dico che c'entra più la politica che l'amministrazione, è perché è vero. Il problema è non essere riusciti a contrastare l'onda tipo tsunami con la qualità della nostra proposta amministrativa. Una sfida forse impossibile, in cui abbiamo mancato, comunque, e di cui dobbiamo tenere assolutamente conto. Se dico che a Monza si perde meno che altrove, non è una consolazione, anzi, è il suo esatto contrario: tutto il Nord ci volta le spalle. Questa è la verità. Se non è una spallata, come si sono affrettati a commentare da Palazzo Chigi, non so bene come definirla. Vorrei che a Roma facessero la stessa autocritica che stiamo facendo noi, anziché perseverare in un'azione di governo che evidentemente è considerata troppo incerta da buona parte del Paese. Stamane, arrivato in Consiglio regionale, mi sono ritrovato il tribunale dell'inquisizione spagnola. Me l'aspettavo. Autorevoli dirigenti che leggono il Giornale di Berlusconi andavano in giro dicendo che non avevo votato Faglia (l'articolo era una calunnia, ma i nostri dirigenti non sanno riconoscere l'informazione dalla diffamazione, sic); sul Riformista leggo che la causa della sconfitta sarebbe il dvd della Cascinazza, perché «la mistica da Michale Moore» (sic/2) avrebbe spaventato l'elettorato moderato (autori dell'analisi da ricercarsi presso la segreteria regionale); altri ragionavano sulla qualità della proposta amministrativa della destra: mi fa piacere che loro l'abbiano trovata. Insomma, un fallo di confusione (volontario, da cartellino rosso) per non ragionare. Purtroppo abbiamo perso a Rho (giuro che non ho girato un documentario sulla Fiera), a Verona (dove in effetti sono stato in visita qualche settimana fa, e lì la mia influenza nefanda si è certamente sentita), a Crema (dove sono passato recentemente, senza fermarmi, ma purtroppo è bastato), in Piemonte (i miei hanno una casa vicino al lago Maggiore, lì vanno ricercate le cause della sconfitta)... anche a Reggio Calabria, dove una volta ho mangiato un gelato sul lungomare. Sono un po' stanco di questo trattamento, ma non è una novità. Quello che colpisce è il ragionamento più incredibile: «ci hanno danneggiato le discussioni sul comitato nazionale promotore del Pd». Capito? Non il fatto che il comitato promotore sia stato 'costruito' malamente, come in tanti hanno cercato di argomentare. No: sono le critiche alle cose sbagliate che vanno evitate. Com'è che diceva Nanni Moretti? postato da civati, 14:56 | link | commenti (30) The day-after (il giorno dopo, dieci anni fa) Nel Consiglio comunale di Monza ci saranno nove consiglieri dell'Ulivo, cinque della lista Faglia, uno di Rifondazione comunista. Antonio Marrazzo supera le mille preferenze ed è il più votato in assoluto. Con lui sono confermati con un buon risultato Roberto Scanagatti, Paolo Pilotto, Egidio Longoni, Rosario Montalbano, Maurizio Beghin. Entrano in Consiglio Paolo Confalonieri, Sergio Civati e Carmine Bubba. L'ennesima notizia negativa è che non c'è nemmeno una donna tra i nove eletti dell'Ulivo (Forza Italia ne elegge soltanto una, nel Consiglio comunale meno rosa di tutti i tempi). Due invece ne elegge Faglia, che conferma Boscarino, elegge gli assessori Rossi e Viganò, Elena Colombo e Massimiliano Dalla Muta. Vincenzo Ascrizzi è l'unico consigliere di Rifondazione. Tra gli eletti della destra, guarda caso, passano alla grande gli abusivisti elettorali Carugo (milanese inviato di Formigoni) e Gargantini. Ci sono Antonicelli e Petrucci (a volte ritornano) e tante altre figure degli anni passati torneranno al governo della città. Il giorno dopo, dieci anni fa. postato da civati, 09:31 | link | commenti (17) Che volete che vi scriva?
I pippopolls di questa mattina dicevano ballottaggio, con un testa a testa sindaco-liste tra Faglia e Mariani. Abbiamo invece perso di dieci punti, dieci punti che non erano previsti, cinque in più a loro, cinque in meno a noi. Colpa di una tempesta elettorale che ha coinvolto tutto il Nord, dove siamo andati malissimo più o meno ovunque, con dati che, se possibile, peggiorano il risultato delle politiche dello scorso anno. A Verona, che come Monza aveva visto il successo del 2002 delle forze di centrosinistra, abbiamo perso addirittura 60 a 33. Un disastro. A Rho il centrodestra ci doppia, perdiamo a Carnate e in tutte le altre cittadine della Brianza. Soffriamo anche in città tradizionalmente nostre, a Sesto appena sopra il 50%, a San Donato al ballottaggio. Siccome però non siamo a Milano e qui siamo abituati a prenderci le nostre responsabilità, dobbiamo riflettere su alcuni elementi che balzano agli occhi. A Cazzaniga, dove il voto è d'opinione, è stata una vera e propria disfatta. A San Rocco, ha certamente pesato la questione degli odori, benché Faglia avesse fatto il possibile per mitigarli e il consenso è sceso proprio nel quartiere in cui erano state realizzate più opere e più interventi. A San Donato, nonostante l'incubo Cascinazza, abbiamo perduto voti a favore della destra, che proprio per la Cascinazza si è tanto spesa in questa campagna. Soltanto a Cederna e a San Giuseppe i dati sembrano più confortanti. I limiti della nostra campagna elettorale evidentemente sono stati tanti, e sono il primo a volerli interpretare e comprendere. Lo faremo nei prossimi giorni. Ora non resta che dispiacersi per il grande lavoro fatto dalla giunta migliore di sempre, che non ha vinto per colpe che sono soprattutto non sue. E per un sindaco a cui va tutta la nostra stima, oggi più che mai. postato da civati, 00:45 | link | commenti (6) lunedì, maggio 28, 2007 Mariani sindaco, accidenti Faglia si ferma al 43%, Mariani avanti 10%, spariscono i 'terzisti'. La tempesta elettorale che si è abbattuta sul governo coinvolge ahinoi anche Monza. In Brianza perdiamo da tutte le parti, a Sesto soffriamo (ripeto: a Sesto), a San Donato e Rho è largamente avanti il centrodestra. A dopo... postato da civati, 16:01 | link | commenti (57) Piove, piove, la destra non si muove In un clima che pare di partecipare alle comunali di Aberdeen - piove a secchi, tira vento, fa un freddo del biscio e il Lambro si gonfia - attendiamo il risultato del primo turno delle elezioni comunali. Ho consegnato a un notaio i pippopolls, un'indagine demoscopica curata personalmente, che tengo riservata per motivi scaramantici. Dalle 15, su questo blog, le informazioni utili e le curiosità per sapere com'è andata nella principale città della Lombardia in cui si vota. Nel frattempo, vi segnalo che il maltempo porta con sé il venticello della calunnia. Il giornale di Berlusconi scrive oggi che io avrei consigliato di non votare Faglia. Sono ricchi sfondati, ma sono dei poveretti: perderanno e saranno querelati. postato da civati, 12:41 | link | commenti (9) Il re è nudo
Prosegue la raccolta di adesioni sul blog di Luca Sofri. L'iniziativa di Wittgenstein è semplice, quasi disarmante: il comitato promotore del Pd è rappresentativo soprattutto della nomenklatura, di chi già ricopre posizioni eminenti, di chi "non può non esserci". La proposta - che soltanto in Italia sa di provocazione - è di aggiungere 10 giovani ai 45 membri del conclave. Per ora ha risposto soltanto Parisi. Gli altri capiscono, ma fanno finta di non capire: citerò per tutti Patrizia Toia, che si sente rappresentata fondamentalmente da se stessa, come ha avuto modo di spiegare ieri sulle pagine milanesi di Repubblica. Un bel passo in avanti: dalla democrazia rappresentativa a quella autorappresentativa. Stella parla di 'casta', ma sicuramente si sbaglia... postato da civati, 09:23 | link | commenti (10) domenica, maggio 27, 2007 Seggio per seggio
Buone sensazioni, dal consueto giro attraverso i seggi della mia bella città. Tensioni tra i rappresentanti di lista di Forza Italia alla De Amicis, volantini - abusivi, come sempre - dell'Udc davanti ai seggi, un voto fotografato alla Puecher, una calunnia nei confronti dell'assessore Marrazzo che chiariremo quanto prima con il candidato Mariani (che è stato il primo a rilanciarla anche attraverso il blog del suo comitato). E, soprattutto, un dato decisivo: Faglia accolto bene in tutti i seggi della città, come sindaco di Monza. Oggi e anche domani. Vedrete. postato da civati, 19:45 | link | commenti Guarda un po'...
Torno a casa tardi e do un'occhiata ai manifesti. Il recordman dell'abusivismo Gargantini e un altro candidato dell'Udc che non si merita nemmeno la citazione hanno letteralmente devastato i tabelloni della città con i loro manifesti. Uno scandalo a cui spero di poter rispondere con un'azione legale con i fiocchi per i danni subiti (decine di migliaia di euro). Per ora mi limito ad un augurio democratico: che nessuno dei cialtroni abusivi sia eletto (nemmeno all'opposizione) e che rimangano sui tabelloni, perché è il posto che si meritano. Sarei curioso di conoscere le cifre che dichiareranno alla fine della campagna elettorale, questi signori (si fa per dire) e che cosa avranno da dire nei prossimi tempi a proposito del tema - che credo centrale per chi fa politica - del rispetto delle regole. Chissà se i cittadini di Monza rileveranno che tutti gli abusivi sono nel centrodestra. Guarda un po'... postato da civati, 02:32 | link | commenti sabato, maggio 26, 2007 Socrate e Brambilla
- Chi voterai? - Ancora non so, caro Socrate. - Ti posso porre una domanda, Brambilla? - Certo. - Tu voti preferibilmente per chi ha fatto bene? - Senza dubbio. - E pensi che uno che ci ha fatto perdere 2,5 milioni di euro per una biga a fune, sia auriga da scegliere per la nostra città? - Per nulla. - Allora forse ritieni che una persona che è sostenuta da una coalizione litigiosa e molto composita vada sostenuta? - Non credo affatto sia cosa da ritenersi utile. - Credi dunque che si possa votare per chi è alleato di persone contro le quali è stato in guerra fino a poco tempo fa? - Socrate, mi stai prendendo in giro? Assolutamente no. - E, al contrario, voteresti per una persona che ha mantenuto le promesse, investito le risorse della comunità per opere utili in tutte le zone della città, dal Pireo al Macello, dalla stazione all'Acropoli? - Questa è una possibilità che sono in grado di valutare. - Si tratta di una persona che è architetto di professione, che disegna città e si appassiona al loro disegno e le vuole vive. A iniziare dalla sua. - Prosegui, o Socrate. - Una persona sostenuta dalla gente comune, senza parenti ingombranti, proprietari di terreni e di cascine, che vuole il bene di tutti e la loro qualità della vita. - Mi entusiasma quest'ultimo concetto, puoi illustrarlo? - Si intende che ogni quartiere abbia il verde, che le aree abbandonate siano recuperate per la pittura e per la musica, la più nobile delle arti. E un luogo dove discutere, come stiamo facendo tu ed io, ora, seduti su queste comode panchine, da poco tempo sorte in città. - Socrate, ma quest'uomo lo conosco? - Certo, è l'attuale reggitore della città, amante del dialogo e della cultura, della pulizia e dell'ordine, della partecipazione dei cittadini, a prescindere dal censo e dalla posizione che ricoprono. - Dici di confermare la fiducia al reggitore architetto? - Proprio così. A meno che tu non voglia affidarti al medico che cura i corpi, ma lascia le anime parecchio turbate. - Mi hai convinto, caro Socrate, seguirò il tuo consiglio. Ora vado, che c'è una commedia di Aristofane al Binario 7 che non mi voglio perdere... postato da civati, 15:34 | link | commenti (10) Costi quel che costi
Anche ieri, tra la folla che ha preso parte alle manifestazioni di chiusura della campagna elettorale, il tema più gettonato era quello dei costi della politica. Michele Faglia è intervenuto nelle ultime ore con argomenti e proposte: una lettera aperta inviata a Prodi e Domenici, dedicata alle soluzioni concrete per ridurre i costi della politica e ridare fiducia ai cittadini nei confronti del cosiddetto ceto politico (la trovate qui). Credo che sia un tema decisivo anche per la costituzione del Partito democratico, strettamente collegato, da una parte, al senso della politica e, dall'altra, alla sua capacità di aprirsi e far partecipare. Per questo, presso questo mio blog sempre più visitato e seguito (grazie: siamo arrivati a 300 visitatori giornalieri), lancio la campagna "Costi quel che costi". Per abbattere le spese inutili, per cancellare le prebende, per dare trasparenza e certezza al rapporto tra cittadini e loro rappresentanti, per scoprire, insieme, l'antidoto al veleno della 'casta' che affligge il nostro Paese. Un lavoro che vorrei condividere con voi e che porterà a una proposta che avanzerò nel processo costituente del nuovo partito e in Consiglio regionale. A tutti i costi. postato da civati, 10:25 | link | commenti La sirena e lo scroscio
Erano da poco passate le dieci. In moto, in giro per Monza, tra il centro e i quartieri per la chiusura della campagna elettorale, con il temporale imminente e un cielo elettrico come la tensione di questi giorni. Tutto era andato come previsto, finché non si è sentita una sirena. E non si è vista un'auto blu sfrecciare. Al suo interno, Formigoni. Di fretta, con la sirena, e un'auto dei carabinieri a far da apripista, per non arrivare troppo tardi al comizio: anche questa è l'Italia, anche questa è la Lombardia. Carico di polemica e di violenza oratoria, il 'moderato' si presenta sul palco della Cdl in piazza del Duomo (un megapalco come non si era mai visto), duetta con Mariani spiegando che ci sono ancora soldi per Monza (bonsoir finesse), si esprime con affermazioni da fine del mondo tipo "affamare la bestia statalista", parla di "enfiagione" (giuro: in un comizio non si era mai sentita) e poi, alle prime gocce di pioggia, ammicca e dice: «Rinuncio all'ombrello: se prendete la pioggia, la voglio prendere anch'io». Ed è stato a quel punto che si sono aperte le cateratte. Dal cielo, con uno scroscio che più che il Manzoni ricordava direttamente immagini veterotestamentarie, sono venuti giù migliaia di metri cubi d'acqua. A parodiare il cemento, dallo stesso Formigoni rilanciato con due leggi regionali apposite. A ricordare che l'acqua, quando scende copiosa, fa esondare il fiume cittadino. A ribadire che la piazza di Monza è tutto sommato ostile al presidente, quasi fosse un dato naturale. A chiudere il Cascinazza party che si stava svolgendo in piazza Duomo, con il megapalco, l'architetto-emissario di Paolo Berlusconi, il giornalista fedele, il commissario politico mandato da Arcore, e l'uomo che Formigoni ha mandato a Monza, quel caro Ugo dei mille manifesti abusivi. E il presidente che rinuncia all'ombrello e se ne torna da dove venuto, con i bollenti spiriti del suo comiziaccio così poco presidenziale molto raffreddati dalla pioggia monzese. E una sirena che si perde, inabissandosi nell'acqua, dove la Cdl, domani e lunedì, farà un buco grande così. postato da civati, 10:13 | link | commenti postato da civati, 03:22 | link | commenti (3) venerdì, maggio 25, 2007 Non votatemi!
«Consigliere Civati, complimenti, la voto ancora!». «L'ho vista nel video con il sindaco: bravo, avrà il mio voto». «Da quando c'è lei, so chi votare». Fa piacere incontrare tante persone che sentono il bisogno di testimoniare la loro stima. Però, lo dico una volta per tutte, non sono candidato. Detto altrimenti: votate i 40 candidati dell'Ulivo (solo uno per volta, mi raccomando), perché sono tutti bravi e capaci e perché, lo ripeto, non sono in lista per le elezioni comunali. La scelta è ampia: dal capolista Scanagatti, agli uscenti e alle novità, ai giovani e alle donne. Giuseppe Civati detto Pippo lo voterete, se ne avrete ancora voglia, la prossima volta. Mi viene in mente uno dei personaggi politici della nostra città a cui sono più affezionato (per il tramite dello scomparso e mai dimenticato Peppino Motta): Luigi Pavia. Il Cittadino, giornale vicino alla Curia, sconsigliò vivamente di votarlo, in occasione delle elezioni della Camera. Con tanto di titolo: «Non votatelo!» (espressione che è diventata anche il titolo di una raccolta degli scritti e degli interventi di Luigi che ho avuto il piacere di curare tre anni fa). Pavia, democristiano un po' 'luterano', era considerato troppo sinistro e, quindi, poco affidabile. Per ragioni che voglio pensare analoghe, faccio mio l'invito, adottando il paradosso più bello e democratico della mia vicenda politica: «non votatemi!». postato da civati, 08:53 | link | commenti (2) Monza e il Pd
Mentre vi scrivo, Piero Fassino sta concludendo il suo 'eterno' comizio in piazza Roma (scherzo, ma anche no...). Sul palco, a presentarlo, Fabio Maggioni, segretario della Margherita. Una scelta semplice, semplice. Un modo chiaro per spiegare che il Pd, quando funziona, non nasce dalle correnti, ma dal loro superamento. Non muove dalle identità ancestrali, ma dal confronto attuale. Non guarda al passato, ma al presente e - ove possibile - a un po' di futuro. Fabio è del Pd, come lo sono anch'io. Da tempo, come accade con una lingua straniera che finalmente si 'possiede', non ho più nemmeno bisogno di sforzarmi: ormai penso in democratichese. E trovo naturale che Fabio mi rappresenti, come mi auguro che per lui sia naturale che lo rappresenti io. Il Pd alla monzese, con zafferano e luganega, è questo. Non dimentichiamolo in occasione delle elezioni di domenica e lunedì, dove si voterà l'Ulivo, e teniamolo ben presente per i prossimi mesi, fino al 14 ottobre. Lunedì non guarderò quanti saranno gli eletti dei Ds e della Margherita, come fanno tutti, con un riflesso che fa segno a epoche e pratiche che mi auguro definitivamente superate. Guarderò a quanti saranno gli eletti dell'Ulivo, nella speranza tutt'al più che siano state votate le persone che stimo di più. Questo è il senso di un progetto politico. Soltanto così la piazza piena di ieri sera avrà una sua dignità politica, soltanto così la rappresentanza del cosiddetto ceto politico avrà una sua dimensione, soltanto così potremo diventare grandi. postato da civati, 08:45 | link | commenti (1) Fuori dalla scatola, il Pds
Ho trovato l'acronimo. Pds. La 's' sta per sorprendente. A fronte del conclave romano (l'immagine, perfetta, è di Michele Serra), proponiamo uno schema aperto, per il Partito democratico sorprendente che vogliamo battezzare dalle nostre parti. Per esserlo davvero, sorprendente, il Partito democratico delle nostre parti deve costituirsi a partire da un comitato promotore così composto: 10 membri, 50% donne, 50% semplici elettori delle primarie, cittadini senza etichetta, persone comuni. Della nomenklatura, soltanto i segretari di Ds e Margherita. Tutto il resto - me compreso - 'fuori dalla scatola'. Dentro, piuttosto, amministratori locali e militanti delle diverse generazioni. Ecco un bel comitato promotore. Per incominciare. E poi un percorso partecipato (per davvero, però), nel quale includere tutti quelli che ancora non ci sono (per quelli che ci sono già sarà sorprendente, ve l'assicuro). Lontani anni luce dal modello proposto a Roma, vedrete, che faremo un bel partito. Un partito aperto e sorprendente, che verranno a studiare gli antropologi, quelli che hanno una certa propensione per il futuro... postato da civati, 08:37 | link | commenti (2) Tutta la città con Faglia
Ci tocca fare come i tattici sulle barche a vela: osservare le condiziare del mare, apprezzare anche i minimi refoli di vento, considerare quale bordino è meglio tenere, quanto perseverare su di una linea politica e quando strambare per superare l'avversario. Oggi abbiamo anche il compito di osservare il cielo, che minaccia pioggia, e siamo un po' tutti meteorologi. Nelle prossime ore, invece, tireremo fuori le nostre palle di vetro, seguiremo il volo degli uccelli, ci affideremo a pratiche antiche per scoprire con qualche anticipo un risultato elettorale che sentiamo - lo posso dire fin d'ora - come positivo. La nostra Luna rossa è una coalizione unitaria e forte e si avvia a concludere la campagna elettorale con una grande manifestazione che è di per sé una dichiarazione di intenti. Questa sera, dalle 18 alle 22, saremo in cinque piazze in tutta la città, per rappresentare a tutti i cittadini l'impegno per una città più bella e più viva per tutti. Da Cederna a Triante, da San Rocco a San Biagio, attraverseremo la città, con le nostre proposte, con i nostri candidati, con l'entusiasmo di chi si candida a governare Monza per la seconda volta con serenità e determinazione. Alla fine, confluiremo tutti in piazza Roma - dove parleranno alle 18 Bersani e alle 21 Letta - per il comizio conclusivo dello skipper indiscusso di Luna rossa: Michele Faglia. Con lui, come cinque anni fa, per vincere. Ancora. postato da civati, 08:05 | link | commenti (1) Per chi suona la campagna (ultimo giorno)
Un optometrista candidato in Forza Italia chiede di aguzzare la vista (genius!): abbiamo deciso di seguire il suo consiglio. Dopo avere registrato i dati statistici sull'inciviltà delle forze politiche (il podio è così composto: sul gradino più alto i moderati-si-fa-per-dire dell'Udc, al secondo posto Forza Italia, al terzo An), ci siamo dedicati ad un prezioso dossier fotografico che produrremo nei prossimi giorni. Dal dossier emerge prorompente la figura e l'opera di Carugo - il "caro Ugo" degli Umanisti - mandato a Monza da Formigoni. Per presentarsi in una città che non è la sua, Carugo ha pensato bene di adottare un biglietto da visita 100 per 140. Proprio così. Dovete sapere che i manifesti standard sono 100 x 70 cm. Carugo li ha più grandi. Così quando li affigge in mezzo ai tabelloni, con uno soltanto riesce a coprirne quattro degli altri. Complimenti. Il manifesto immediatamente abusivo è servito a Carugo per farsi conoscere: ciellino integerrimo, ha fatto subito capire chi è. Come lui, anche i candidati a lui collegati nei consigli di circoscrizione. Nel loro caso i manifesti sono delle dimensioni corrette e non abusive. Soltanto li hanno messi dappertutto e, quasi sempre, nei posti sbagliati. Il migliore è Parenti, il cui nome fa segno con evidenza al legame che lo tiene vicino al suo caro Ugo. Gli amici di Formigoni, pur mettendocela tutta, non hanno però ottenuto la palma dei più incivili. A soffiargliela con un'azione meticolosa, quasi maniacale di abusivismo è stato Gargantini. Il partito è l'Udc, la formazione dei moderati con la colla. Gargantini è comparso con un manifesto di pessima fattura, una foto virata al rosso-maròn di piccole dimensioni, un font che non si usava nemmeno ai tempi dei caratteri mobili. Con il suo manifesto bruttino anziché no ha impestato tutta la città. Ieri se ne contavano 24 in via della Birona: ed è stato l'en plein. In generale, Gargantini compariva dovunque, sui tabelloni, preferibilmente sugli spazi del sindaco Faglia. Un vero gentiluomo. Mi sono chiesto: perché una persona (rispettabile sulla carta, ma non sul manifesto) deve fare così? Secondo me, per Gargantini è una scelta di vita. Lui ha sposato l'abusivismo elettorale, come altri hanno deciso di mettere il loro nome sui muri, firmandosi con tag e scritte d'ogni tipo. Ecco: Gargantini è un writer dei manifesti, un graffittaro della scheda. Un fenomeno da studiare sotto il profilo scientifico, a partire da martedì. Ovviamente, siete pregati di non votarlo... postato da civati, 07:52 | link | commenti (2) giovedì, maggio 24, 2007 Ma quale moschea?!
Ultimi fuochi della campagna elettorale monzese. La destra dice in giro che si farà una moschea al Maestoso. E' una balla colossale. La stessa destra ammette di non avere prove: se l'è inventata, questa storia, perché non ha argomenti, sa di aver perso le elezioni e non sa più che cosa fare. Il ragionamento è del tipo: se mia nonna avesse le rotaie, sarei il nipote di un tram. Solo che mia nonna non ha le rotaie. Solo che la moschea non si farà. Tranquilli, però: l'invenzione non è nuova. L'avevano già usata a Muggiò. Dove non c'è la moschea e dove da anni governa il centrosinistra. Alcune balle portano sfortuna. Avvisate Mariani e i suoi ciarlatani. postato da civati, 18:22 | link | commenti (1) «Ma metti qualche ragazzo, metti le donne...»
«Piero, ma metti qualche ragazzo, metti le donne. Fregatene della nomenklatura, quelli un posto ce l'hanno già». Così Goffredo Bettini a Piero Fassino, l'altra sera. Purtroppo non è stato ascoltato e il Comitato promotore del Pd sembra proprio quella fusione fredda dei gruppi dirigenti, quella sommatoria di Ds e Dl dei piani alti che da mesi ormai sentiamo esorcizzare più o meno da tutti. E' tutto così prevedibile che viene quasi da piangere. Perché non coinvolgere semplici cittadini, elettori delle primarie, sorteggiati in Friuli e in Sicilia, ad Aosta e a Taranto, qualche amministratore locale sconosciuto, un po' di giovani? E le donne, non dovevano essere la metà? E dovevano essere proprio 45 (che numero è, oltretutto)? E ci dovevano proprio stare Rovati e la sua carta intestata? E i focolarini (!) sì, ma gli ambientalisti no? L'età media è 57 anni (ma si può, dopo tutta la retorica che è stata versata sulla necessità di un ricambio generazionale?): un giovane partito con un grande futuro. Alle spalle. Le loro. postato da civati, 07:37 | link | commenti (9) Obelix for food: per dire com'è Formigoni
Prima pagina del Sole. Lettera di Formigoni su Oil for food. Egregio direttore, Roberto Formigoni [in terza persona] non è indagato e non è mai statoo indagato nella vicenda Oil for food, e anche l'articolista del Sole-24 Ore è costretto a riconoscerlo, sia pure a denti stretti e con malcelato dispetto. Eppure da oltre due anni (e quasi sempre alla vigilia di elezioni), Il Sole-24 Ore pubblica vistosi quanto fantasiosi servizi, sempre corredati da ampi servizi fotografici, che denigrano la verità, me stesso [si passa alla prima persona], e anche persone e istituzioni a me vicine [ma le istituzioni possono essere vicine? boh]. Anche ieri riecheggiando e ampliando teoremi infondati e indimostrabili la cosa si è ripetuta e questo non fa onore a un giornale tanto autorevole. Ferruccio de Bortoli risponde: «Lei non è indagato, lo abbiamo scritto, ma da un uomo politico, cui abbiamo riconosciuto sempre larghi meriti, forse qualche spiegazione i più sarebbe quantomeno opportuna». A me ha colpito la coppia di aggettivi scelta da Formigoni: 'vistosi' e 'fantasiosi', i servizi del Sole. Proprio come Obelix, la barca (17 metri) che si può visitare a Chiavari e che è di proprietà di Formigoni e di altri due Memores domini, tra cui il suo segretario particolare Rota, e la moglie di De Petro, principale indagato dell'inchiesta italiana e internazionale. L'acquisto del vistoso yacht è avvenuta contestualmente alle prebende irachene, ma è certamente un caso. Come è un caso che l'acquisto sia avvenuto sotto copertura, con nomi di fantasia, scrivono i magistrati ('fantasiosi' anch'essi!). Insomma, invece di offendersi, Formigoni, come rappresentante di "una istituzione a lui vicina" (la Regione che presiede), si costituisca parte civile e sia il primo a pretendere chiarezza da una vicenda oscura, collegata a un programma umanitario, da una parte, e ad una barca che si chiama Obelix. Un nome di fantasia, parecchio vistoso e - ironia della sorte - collegato anche dal punto di vista semantico (chissà se qualcuno ha pensato di mettere in relazione la proverbiale ingordigia di Obelix al food in questione) alla più grande truffa internazionale degli ultimi tempi. postato da civati, 07:32 | link | commenti (1) Prove tecniche di Pd
Mentre a Roma si pensa soprattutto agli organigrammi, a Monza il Partito democratico si pratica. Questa sera a introdurre Piero Fassino non sarò io, ma il segretario della Margherita, Fabio Maggioni. Un piccolo ma significativo gesto, per spiegare che ormai il nostro è un partito solo, senza distinzioni di sorta. Si fa così e vi assicuro: è molto più semplice di quanto vogliano farvi credere. postato da civati, 06:39 | link | commenti Cinque piazze: tutta la città con Faglia
Stasera Piero Fassino, alle ore 21, in piazza Roma. Domani, sempre in piazza Roma, alle ore 18 interverrà Pierluigi Bersani, alle ore 21, Enrico Letta, alle ore 22.30, Michele Faglia. La piazza ospiterà un concerto dei Semisuite (già Sulutumana), e altri quattro 'palchi' saranno attivi in città, dalle 18 alle 22. In piazza Santa Caterina da Siena si esibiranno i Dadaiko, nella nuova piazza di San Rocco balleranno i Chicabum!, presso il circolo Cattaneo (via Vittorio Veneto angolo via Cavallotti) si potrà ascoltare il jazz dei Naima trio, all'incrocio tra le vie Sempione e Pellettier si esibiranno Stefano Vergani e l'Orchestra Pontiroli, oltre ad alcuni gruppi di giovani monzesi. Nel corso della serata Michele Faglia e i rappresentanti della coalizione attraverseranno tutta la città per intervenire nei cinque punti scelti per dare un messaggio politico: che non c'è solo il centro, che i quartieri sono decisivi e importanti, che tutta la città sta con il suo sindaco. Ci vediamo in una delle cinque piazze di Monza, domani sera, con Michele Faglia, per vincere ancora. postato da civati, 06:36 | link | commenti Cavoli!
Ieri Luciano Pizzetti, ex-segretario regionale dei Ds, noto per i ripetuti volemosebene nei confronti del presidente Formigoni, ha chiesto che la Regione si costituisca parte civile nel procedimento Oil for food che riguarda proprio l'entourage di Formigoni (pensate che tra gli indagati c'è il suo mitico segretario particolare e un consulente con cui il Celeste condivide una barca ormeggiata a Chiavari). Sono cose che fanno piacere: l'avevo proposto un botto di tempo fa, e nessuno mi aveva dato retta. Ora che lo propone il collega Pizzetti, è tutto diverso: la proposta è seria e fondata. Solo qualche mese fa era una fuga in avanti, non sostenuta dal partito. Oggi leggere la stessa identica sollecitazione sull'Ansa (nessuno dei pletorici uffici stampa aveva ritenuto di avvisarmi, of course), è stato un sollievo. Del resto, come diceva Antonio Machado, spiegatemi ciò che dico e lo riformulerò meglio... postato da civati, 06:25 | link | commenti (1) Pippo a Inzago (ma quando finirà?)
Comunicato stampa dell'Unione. Ennesimo rinvio della soluzione legislativa per Inzago. La maggioranza di centrodestra ci aveva assicurato che questa mattina, in Commissione ambiente, avremmo votato la legge che avrebbe evitato di fatto una nuova discarica a Inzago (la terza). Il Consiglio Regionale già nella legislatura passata aveva all’unanimità chiesto di fermare la discarica di Inzago. Ora è dal 31 gennaio di quest’anno che stiamo lavorando a questa legge e la sua approvazione è già stata rinviata per tre volte. Oggi era tutto pronto ma Forza Italia ha chiesto un nuovo rinvio di due settimane e purtroppo Lega Nord e An, che ci avevano assicurato il voto, hanno accettato questo rinvio. Intanto a Inzago si continua a scavare e il buco che dovrebbe contenere la discarica diventa sempre più profondo e diventa sempre più impossibile che la società che deve gestire la discarica accetti di non farla più. Ci chiediamo il perché di questo ulteriore rinvio. Le motivazioni tecniche addotte questa mattina dall’assessore Buscemi nulla hanno a che fare con la questione di Inzago. Non solo. Anche tutte le forze politiche anche di maggioranza si sono “sinceramente” dette favorevoli alla legge, dunque si poteva votare subito. E’ quindi incomprensibile e ingiustificabile il rinvio di due settimane chiesto da FI né è comprensibile e giustificabile l’accettazione del rinvio di Lega Nord e An. Tra due settimane vedremo ma intanto ci chiediamo quali interessi politici ed economici siano in gioco, chi sia il vero burattinaio di tutta la vicenda. Ora abbiamo poche speranze di una efficace soluzione legislativa della vicenda, perdendo anche l’occasione di dare alle Province lombarde un effettivo ruolo nella pianificazione e gestione dei rifiuti. Quello che invece è certo è che saremo a fianco dei cittadini quando decideranno di evitare un ulteriore scempio del loro territorio. postato da civati, 06:12 | link | commenti Faglia contro la 'casta'
Netta presa di posizione di Michele Faglia sui costi della politica. Il sindaco di Monza ha scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio, Romano Prodi, e a Leonardo Domenici, presidente dell'Anci, per promuovere un pacchetto di soluzioni per ridimensionare i costi della politica e ridare fiducia ai cittadini verso le istituzioni della democrazia rappresentativa. Una serie di proposte che si inserisce in un percorso di trasparenza e di parsimonia che ha già contraddistinto il primo mandato di Michele Faglia, che il sindaco di Monza intende rilanciare, aprendo un dibattito di grande importanza tra gli amministratori locali. Questione di stile, ma anche di sostanza. postato da civati, 06:03 | link | commenti Lo sapevo
E' l'anno dell'Inter: il Milan non poteva che vincere la Champions. E' un periodo di omonimie, ma il fatto che la vittoria l'abbia regalata una doppietta di Pippo non può non farmi pensare. Fortunoso e viziato da un sospetto fallo di mano il primo, proditorio il secondo, con un'azione veloce e un tocco un po' sporco alla Inzaghi. Un primo tempo dominato dal Liverpool, un Kakà irriconoscibile se non per l'ultimo assist, un Seedorf lontano dall'azione e, in generale, una partita giocata così così dal Milan. Però, lo sappiamo, è l'anno dell'Inter e i pronostici erano tutti favorevoli e non può essere sempre Istanbul. Un'unica preoccupazione: se qualcuno, dopo stasera, ha deciso di non votare Faglia perché vuole appoggiare il presidente del Milan, giuro che lo vado a prendere a casa. Non scherzo. E' l'anno dell'Inter... postato da civati, 00:08 | link | commenti (7) mercoledì, maggio 23, 2007 Il Comitato dei Vecchi Saggi
Il comitato dei 45 che dovrebbe promuovere la nascita del Partito democratico mi ha lasciato senza fiato. Troppi, troppo poche donne, quasi nessun giovane (anzi nessun giovane senza quasi). Con Ivan Scalfarotto e altri abbiamo così commentato: Secondo il coordinatore Migliavacca nel battesimo del comitato dei 45 "è da leggersi come un segnale di apertura l'allargamento ad altri movimenti politici che vanno oltre Ds e Dl, dalla Sbarbati a Del Turco a Follini". Viene da ridere se non ci fosse da mettersi in preoccupata attesa di cos'altro ci potrà regalare questo processo finora completamente chiuso che rischia di affossare il Partito democratico prima che nasca. Mentre in Francia si fanno i governi con quindici ministri, da noi non si riesce neanche a fare un comitato di trenta, i posti lievitano a quarantacinque e tra questi non trova spazio neanche un under 40: venticinque milioni di italiani sono così al momento totalmente privi di rappresentanza nel nascituro Partito Democratico. Questo avviene mentre da giorni tutti i politici di primo piano si sperticano in analisi sulla sfiducia che serpeggia nei confronti della politica e sui possibili rimedi. Volendo credere alla buona volontà di tutti, ed essendo convinti che la fondazione del nuovo partito sia una occasione per una nuova generazione di entrare nella vita politica italiana, interpretiamo questo organismo come una consulta di vecchi saggi che garantiranno la democraticità e la trasparenza del processo elettorale per la costituente del PD. Siamo intenzionati a dare il nostro contributo, per la nostra e per le successive generazioni, ad una politica diversa, meno distante, in grado di operare davvero un cambiamento dell'eterna Italia dei Gattopardi. Per questo accettiamo che un comitato di saggi garantisca la trasparenza, e promettiamo di mobilitare tutte le forze che sapremo per controllare la democraticità del processo, e per portare anche l'altra metà dell'Italia - quella per il momento esclusa – a contare e a decidere dentro il nuovo partito. Mario Adinolfi, Roma Giuseppe Civati, Monza Carlo Fayer, Roma Maria Grazia Mattei, Milano Marta Meo, Venezia Marella Reitani, Milano Sandra Savaglio, Monaco Ivan Scalfarotto, Mosca Marco Simoni, Roma postato da civati, 20:47 | link | commenti (2) Gli incivili/2
Abusivismo elettorale: i dati riassuntivi del Comune sui manifesti affissi abusivamente sui tabelloni elettorali. Falli fatti e falli subiti, in un campionato della prevaricazione e dell'ipocrisia... Nella prima colonna la lista, nella seconda gli spazi occupati abusivamente, nella terza i torti subiti. In neretto i peggiori (Udc, Forza Italia e An), in rosso l’Ulivo e la Lista Faglia. Ci auguriamo vivamente che i dati elettorali siano inversamente proporzionali agli abusi commessi, perché come dicono in Illinois i cartelloni non votano, ma gli abusivismi sono un grave danno e una palese violazione delle regole democratiche basilari. Scaricate e meditate. postato da civati, 16:40 | link | commenti La città più solare della Lombardia...
Altro 'colpo' nella città dei Solari. No, non sta parlando degli abitanti di Taprobana, l'isola della città ideale di Tommaso Campanella. Sto parlando di Monza, la città divenuta in pochi mesi la più solare della Lombardia. Domani, giovedì 24 maggio alle ore 15, il sindaco Michele Faglia poserà il primo pannello della seconda centrale fotovoltaica della città di iniziativa privata in corso di realizzazione, in accordo col Comune, presso la società Cave Rocca in viale Ugo Foscolo 1 (poco dopo l’ingresso del cimitero, in direzione S. Albino). Saranno presenti anche gli assessori al Territorio Alfredo Viganò e l’assessore all’Ambiente Michele Erba. Se riesco faccio un salto, perché dopo Agam, Binario 7 e Monzello è il quarto episodio significativo in città, per la diffusione del fotovoltaico. Come dice la canzone, «voglio vivere così, col sole in fronte...». postato da civati, 16:16 | link | commenti (2) Gli incivili
A seguito di un comunicato stampa polemico dell'Udc nei confronti di Faglia, mi sono fatto consegnare i dati sull'abusivismo dei manifesti e sapete cosa ho 'scoperto'? Che la palma degli incivili - dei barboni, si dice a Monza - va proprio agli esponenti dell'Udc. 312 casi segnalati dalla polizia municipale. Altro che moderati, altro che centro. Qui il centro c'entra poco o niente. Qui si tratta di persone che si comportano scorrettamente, che non rispettano le regole proprio nel momento in cui la democrazia - e quindi le regole - vengono celebrate: le elezioni. Come ogni anno, ci tocca rilevare che le forze politiche di centrodestra, anche quelle insospettabili, coprono i nostri manifesti. Una questione non banale, sul piano della morale, della politica e dell'economia. Purtroppo nessuno pagherà alcunché perché tutto è stato ulteriormente derubricato durante l'era Berlusconi (guarda un po') e la normativa nazionale non tiene. I comportamenti denunciati dai nostri volontari (i nostri volontari, i loro prezzolati, a meno di non credere che le forze di centrodestra abbiano tra i loro militanti degli extracomunitari) lasceranno il tempo che hanno trovato, e tanti manifesti abusivi non sanzionati. Le denunce, i dossier, i video (bellissimo quello degli Umanisti che ho citato in un post precedente) non servono a nulla. E mi chiedo e chiedo a Faglia: perché non pensare a un regolamento comunale che possa mettere ordine? Perché non porre fine a questo spettacolo indecente con misure appropriate, che precisino una legge nazionale così lasca? Monza è una città civile e i monzesi tendono a non votare i barboni, soprattutto quelli le cui facce campeggiano dappertutto. Ma, mi domando, è giusto che i soldi che i nostri comitati raccolgono dai nostri sostenitori, pochi (i soldi) ma buoni (i sostenitori), debbano finire sotto i manifesti altrui? E' giusto che questo danno alle cose, perché di questo si tratta, continui senza che nessuno se ne occupi? E' corretto pensare che uno schieramento debba buttare via i finanziamenti raccolti con tanta fatica solo perché altri disprezzano le regole e il valore del denaro? Per me, che giro con un'utilitaria, il danno è paragonabile al furto dell'auto. E', in termini di spesa, come se l'auto me l'avessero rubata. E anche questo fa parte del discorso sui costi della politica e sulla casta, intoccabile e arrogante che purtroppo vorrebbe governarci. Fortunatamente non ce la farà. postato da civati, 13:50 | link | commenti (3) Michele, Walter e i moderati
Veltroni non delude le aspettative con un discorso alto, sulla cultura che migliora la vita della città (anche di chi non partecipa alle manifestazioni culturali), sulla dignità delle elezioni municipali (che non sono competizioni politiche bonsai, ma hanno un loro profilo e una loro importanza anche senza pensare a questo o a quel governo nazionale), alla straordinaria esperienza del lavoro di sindaco. Un comizio pacato che è anche un appello, perfettamente disatteso qualche ora dopo dal candidato sindaco leghista, che se l'è presa con un pubblico quasi tutto schierato con Faglia al Manzoni, raccogliendo le provocazioni, minacciando a chi lo contestava chiarimenti "a quattr'occhi" in perfetto stile fascista padano, che forse gli viene dall'alleanza con Azione sociale e con i mussoliniani che fanno parte della sua coalizione. Mariani questa sera, nell'ultimo dibattito tra i candidati sindaco, non ha solo sofferto Faglia: ha patito anche Moccia e Mosca, i 'terzisti' che gli hanno in più occasioni sottratto la posizione del principale sfidante. Come se l'intervento del pomeriggio del sindaco di Roma fosse stato profetico. La pacatezza e la moderazione non cercatela nel centrodestra: i moderati e i responsabili stanno tutti con Faglia e mal sopportano le intemperanze, le cafonerie e le volgarità di chi moderato proprio non è. Forse perché è leghista, forse perché ha un'alleanza che arriva alle estreme propaggini del neofascismo, forse perché non ha un progetto politico se non quello di dire che Faglia non va bene e basta, però Mariani non è moderato. Per niente. Anzi, rappresenta proprio il contrario del senso dell'intervento di Walter Veltroni: è un vero peccato che se lo sia perso. Noi, per parte nostra, potremo dire: «Io c'ero». postato da civati, 03:00 | link | commenti (2) Caro Ugo sei abusivo (vergogna!)
Letteralmente imperdibile il video degli Umanisti nel quale si denunciano gli abusivismi elettorali della destra a Monza. Protagonista il ciellino Carugo, che predica bene e razzola malissimo: cliccare per credere (agli Umanisti, non a Carugo). Ottimo lavoro e un grazie a Stegani e Cecere. postato da civati, 01:57 | link | commenti martedì, maggio 22, 2007 Comune di Monza. Punto.
Il milionesimo buon motivo per votare Faglia è l'inaugurazione del secondo spazio di Punto Comune, lo sportello integrato a disposizione dei cittadini, aperto in piazza Carducci. Come diceva la pubblicità: Comune di Monza. Punto. I punti per la verità sono già più di uno, e altri ne arriveranno. Dopo il primo sportello di via Arosio, di nuova concezione (sembra di essere in Danimarca, c'è anche lo spazio per i piccolini), e la nuova sede sotto il porticato del Motta, l'obiettivo è quello di un'integrazione totale dei servizi ai cittadini, che possano contare anche sulla diffusione di sportelli elettronici e non presso i centri civici delle circoscrizioni. Servizi cablati, aperti con orari più intelligenti e a portata di lavoratore e pendolare. Se cittadino Maometto non va alla montagna comunale, perché ha tante cose da fare e poco tempo, è la montagna comunale ad andare incontro al cittadino Maometto. E non sto parlando di moschee, ma di laicissimi sportelli comunali. A Monza sembra di essere a Copenaghen. postato da civati, 08:13 | link | commenti (3) lunedì, maggio 21, 2007 Blu, blu, blu, le mille auto blu...
Spettacolare arrivo di Fini in centro per il comizio di AN. Sette, dico sette, autoblu di tutte le fatture per introdurre un segretario di partito. Ogni personaggio sul palco ne aveva una: impossibile evidentemente fare il blue-car-pooling, ovvero - tradotto in italiano - farsi dare un passaggio dall'amico potente. "Ho una Bmw, tu?". "Un'Alfa". "Allora, andiamo con la tua, in nome dell'italianità". No, ognuno in auto, con il suo autista, a fare un codazzo che neanche Bush. Sette auto blu, e poca gente, oltre ai militanti e ai candidati. Fini si è preoccupato di parlar male di Prodi, ha raccontato del G8 di Genova (per la serie: "io c'ero"), ha citato Monza una volta sola, insieme a Verona e a Parma. Ma, soprattutto, ha declamato un accorato appello per "semplificare la politica". Non l'avevano avvisato che la Cdl a Monza si presenta con dodici, dico dodici liste. Talmente tante che non ci starebbero nemmeno sulle tante, tantissime auto blu del lungo corteo dei caudatari del presidente di An. Una vera sfortuna. postato da civati, 20:41 | link | commenti Depuratore di San Rocco: piano finanziario triennale del Ministero
Basta con la demagogia sulle puzze: la destra, che quando governava non ha fatto letteralmente niente per il depuratore, specula, specula e specula sul depuratore di San Rocco. La verità è che la puzza c'è ma che da qualche anno c'è qualcuno che se ne occupa, come confermato quest'oggi dalla visita del ministro Pecoraro Scanio. Qui di seguito il comunicato stampa di Michele Faglia: Il depuratore di San Rocco è stato l’oggetto dell’incontro di oggi, presso il palazzo comunale di Monza, tra il sindaco Michele Faglia e il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. L’impianto, che ha oltre 40 anni, necessita di un intervento di ristrutturazione globale, già progettato (master plan) e parzialmente finanziato dall’Ato (24 milioni di euro). “Il Ministero ha riconosciuto il depuratore come impianto di rilevanza nazionale – ha commentato Faglia – e si è impegnato ad integrare i costi della riqualificazione con un piano finanziario triennale. Con questa assicurazione, il quartiere di San Rocco può avere tutte le garanzie che il disagio dei miasmi, già mitigati attraverso le due prime fasi di lavori, sarà definitivamente risolta”. “Ho chiesto al direttore generale di ricercare i 30 milioni di euro mancanti per la realizzazione del master plan – ha dichiarato il Ministro –. Se non saranno sufficienti i fondi del Ministero, ricorreremo al Cipe, trattandosi comunque di un’infrastruttura ambientale. Contiamo di avere il quadro delle risorse disponibili entro luglio”. postato da civati, 20:33 | link | commenti Il sindaco di (piazza) Roma
La nostra campagna elettorale, lo ricorderete, era partita dal confronto con altre città, le città possibili delle buone pratiche amministrative. Abbiamo incontrato, nel corso degli ultimi mesi, gli amministratori di Bolzano, Brescia, di Verona e di altre città grandi e piccole. Ora, siamo arrivati al momento clou: l'incontro con il sindaco della città per antonomasia, della Roma capitale del Paese e della buona amministrazione. Walter Veltroni sarà a Monza domani, martedì 22 maggio, alle ore 16, all'Arengario (ovvero, proprio in piazza Roma). Con lui ci sarà - nonostante l'orario assurdamente infelice per il quale ci siamo parecchio lamentati con i nostri dirigenti regionali - un mare di persone. Personalmente affiderei a Veltroni la guida del Partito democratico, la carica di premier e anche, perché no?, la panchina della Juventus. Per ora, però, mi basta pensare che la sua visita a Monza farà vincere Faglia. E non è cosa da poco. Vi aspetto e vi aspettiamo, in piazza Roma. P.S.: se potete, passate parola. Il volantino lo trovate qui. postato da civati, 09:30 | link | commenti (14) domenica, maggio 20, 2007 Luna rossa la trionferà...
Le appassionanti vittorie di Luna rossa mi offrono uno spunto per parlare ancora della mia città. La luna rossa è infatti simbolo di Monza: il colore rosso fa segno all'Impero, così come il campo bianco fa riferimento al Papato. Contraddizioni insanabili apparentemente rinverdite dal conflitto molto forte tra Faglia e i suoi avversari. Ho un'unica certezza: che anche a Monza luna rossa vincerà, proprio perché rappresenta anche le migliori energie di quel campo bianco con cui ha deciso di allearsi, anziché combattere. Sullo sfondo, i verdi leghisti, gli azzurri di tutte le sfumature e i neri non per caso, ma da sempre: tutti colori che con la nostra città non hanno niente a che fare. postato da civati, 23:25 | link | commenti (2) Il ritorno di Alex Dal campione dei ritorni per eccellenza del calcio italiano, Alex Del Piero, non ci si poteva aspettare che la doppietta che ha consegnato alla Juventus il ritorno nella massima divisione. Alex è capocannoniere della B, un titolo che non si sarebbe mai aspettato di conseguire fino a una dozzina di mesi fa. Alex è quel giocatore, che insieme al ceco più forte di tutti i tempi, ha dat |