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venerdì, giugno 29, 2007 La (semi)rovesciata: iMille a Pisa
Si parte per Pisa. Appuntamento in semi-rovesciata: l'iniziativa si intitola «Generazione di fenomeni». E' promossa, tra gli altri, da iMille. Sulla strada inconterò anche Marco, per mettere a punto altre iniziative 'verso' il Pd. Vi saprò dire... postato da civati, 19:23 | link | commenti V-day e referendum
Due siti: il primo il video di lancio del V-day da parte di Beppe Grillo; il secondo, il sito del referendum elettorale. Questioni che vedo strettamente collegate, per cambiare un sistema elettorale vergognoso (oggi Fini - La Stampa - si pente: bontà sua) e per mettere un po' di fretta ai legislatori, altrimenti distratti. La raccolta procede in tutte le città e si può firmare presso la segreteria generale di ogni Comune. E' molto importante. Annuncio fin d'ora che, nei prossimi giorni, se saremo ancora lontani dall'obiettivo delle firme necessarie alla presentazione dei tre quesiti referendari, trasformerò l'ulivo-mobile a propulsione elettrica in una vera e propria macchina referendaria, per la raccolta delle firme. Firmate, accidenti! postato da civati, 12:51 | link | commenti (2) La rovesciata: le tappe di luglio
Le prossime tappe del Rovesciata tour 2007 presso le Feste dell'Unità della Brianza: Cesano Maderno, Festa dell'Unità, venerdì 6 luglio, ore 21. Besana Brianza, Festa dell'Unità, mercoledì 11 luglio, ore 21. Vimercate, Festa dell'Unità, venerdì 13 luglio, ore 21. Limbiate, Festa dell'Unità, martedì 17 luglio, ore 21. Triuggio, Festa dell'Unità, lunedì 23 luglio, ore 21. postato da civati, 11:18 | link | commenti Barcellona per la pace
Mentre i nostri (volevo dire: loro) amministratori cancellano i cartelli per la pace, perché di parte, segnaliamo che esistono città in cui la pace è un valore universale, riconosciuto da tutte le parti politiche, senza distinzioni di sorta. Spesso i leghisti - come il nuovo assessore muscolare alla viabilità - citano Barcellona e il modello catalano. Cliccate qui: scoprite Barcellona per la pace (B per la pau). postato da civati, 10:56 | link | commenti Fumus persecutionis
Sicuramente vi sarà capitato di leggere sui giornali del braccio di ferro tra Regione e Governo sulla questione dell'inquinamento. Il Governo ha impugnato la legge regionale votata a novembre perché non poteva fare altrimenti, alla luce di alcuni elementi problematici in merito all'attribuzione delle competenze in materia di sicurezza e di salute pubblica (per farla breve: la Regione non può decidere un divieto di circolazione assoluto, superando Comuni e Prefetture). Cose che capitano a molte leggi regionali (ad esempio alla legge 12/2006, la seconda legge 'Monza'). In questo caso, però, la Regione - in cerca di alibi per la propria inerzia nella lotta allo smog - ha preso il ricorso sul serio e ha stabilito di non poter applicare la legge, nemmeno nelle parti non impugnate. Ora, è il caso di precisare che la legge, finché la Suprema Corte non si esprime, è senza dubbio in vigore: primo elemento pretestuoso. E che nessuno, in subordine, vieta alle Regione di procedere a regolamentare la circolazione e a introdurre sanzioni e divieti temporanei, come ha sempre fatto: secondo elemento pretestuoso. I gruppi dell'Unione hanno anche presentato un progetto di legge di mediazione, che mettesse le cose a posto, ma la Giunta fa finta di niente: terzo elemento pretestuoso. La Regione non ha mai esitato, quando si trattava di conferenze stampa, a procedere in modo autonomo. Da due anni, però, nessun provvedimento che potesse anche solo sembrare impopolare è stato assunto: le ultime targhe alterne e gli ultimi interventi 'coraggiosi' risalgono all'inverno del 2005. Poi si è stabilito che tutto sommato il Pm10 andava bene anche così, perennemente sopra le soglie di attenzione. E i due piani anti-smog si sono rilevati perfettamente inutili e anodini: ora ne sta per arrivare un terzo dello stesso segno. E' il caso di leggere le pagine di Milano da morire di Offeddu e Sansa (Bur) per farsi un'idea della qualità della proposta politica in campo ambientale della destra regionale. Oppure seguire il calvario di Croci - un nome, un destino -, l'assessore alla mobilità del Comune di Milano, alle prese con la monumentale ipotesi di delimitare la Cerchia dei Bastioni con il mitico ticket contro la congestione. A furia di ridurre l'area di questo provvedimento, Moratti e Croci rischiano di provvedere alla limitazione del traffico nei soli giardini di via Palestro: è il caso di informarli che lì, il traffico è già vietato. Non si sa mai. postato da civati, 08:56 | link | commenti Il piacere è tutto mio
Mi è già capitato tempo fa di ragionare sulle enormi potenzialità del blog come strumento di comunicazione a due direzioni e, quindi, come medium intrinsecamente democratico. Ieri e oggi, però, è successo qualcosa di nuovo e di importante, che qualifica ancor meglio questo diario telematico. Ho conosciuto Marco e Antonio, che a loro volta erano entrati in contatto con me proprio attraverso questo piccolo "giorno per giorno" che ormai da più di due anni accompagna la mia attività. Non aggiungo altro, se non che è una grande e bella soddisfazione e che il piacere è davvero tutto mio. postato da civati, 00:33 | link | commenti (4) giovedì, giugno 28, 2007 Il giannizzero della globalizzazione Ho appena finito di leggere un altro libro da mettere in valigia e da portarsi in vacanza. Si tratta de Il fondamentalista riluttante di Mohsin Hamid. E' la storia di un giannizzero 'rovesciato' dei tempi d'oggi, un pakistano che diventa il miglior prototipo dell'americano, laureato a Princeton e businessman di successo, fino all'11 settembre del 2001, che costituisce un punto di svolta decisivo per lui e per la sua bella Erica. Il giannizzero abbandona l'esercito in cui militava, per... E, no, non posso dirvi altro, anche perché il finale di questo libro è a dir poco sensazionale, così come l'impianto narrativo, nel quale il soggetto si rivolge ad un interlocutore americano in un bar di Lahore: un monologo-dialogico assolutamente curioso, nel quale l'interlocutore interviene solo indirettamente e la sua presenza si coglie soltanto nelle numerose precisazioni dell'io narrante. La forza del racconto ne guadagna, perché l'interlocutore occidentale rappresenta perfettamente il lettore a cui Hamid si rivolge. Grazie anche a questo stratagemma, il libro è potente, nel descrivere la fragilità occidentale - 'intepretata', potremmo dire, da Erica -, l'instabilità dell'identità e del riconoscimento, la paura che attraversa la vita dell'uomo globalizzato. Alla base di tutto, i fondamenti: quelli delle analisi economiche a cui il protagonista sempre si richiama così come quelli della cultura da cui proveniamo e che ci rende essenzialisti, ancorché riluttanti come vuole il titolo. Non perdetelo. Ne vale la pena. postato da civati, 15:24 | link | commenti Villaggio solidale: la Regione garantisca che si va avanti Comunicato stampa. Di fronte a fiaccolate che proprio non ci piacciono e a dichiarazioni che purtroppo richiamano sempre di più la demagogia razzista della destra, vogliamo sostenere un progetto che tenta finalmente di dare risposte concrete, qualificando, anziché cavalcarla, la domanda di sicurezza di tutti i cittadini. Si tratta del Villaggio Solidale di Cologno Monzese, la proposta di un’abitare sostenibile e aperto alla società per donne, uomini e bambini di diverse provenienze e condizioni sociali, un’alternativa di sistema all’emarginazione e al disagio, che integra i valori della solidarietà e dell’accoglienza con una soluzione di prospettiva. Un progetto importante, che può diventare luogo autentico di recupero alla cittadinanza attiva di tutti coloro, dai rom agli immigrati, che oggi si vorrebbero espellere e isolare. Provincia e Regione dovrebbero stanziare le risorse necessarie per realizzarlo, ma il condizionale è d’obbligo, perché al momento i finanziamenti sono bloccati. Riconoscendoci nell'appello delle associazioni che hanno promosso il Villaggio Solidale, appello pubblicato sul sito della Casa della Carità, chiediamo quindi alle Istituzioni coinvolte di rispettare l'impegno assunto, superando i problemi burocratici e accreditando così un progetto di riferimento per la Lombardia e per l’intero Paese. postato da civati, 14:30 | link | commenti (2) Come Shanghai (la proprietà ritiene...)
«La soluzione della Cascinazza è quasi e puramente e semplicemente matematica. La proprietà ritiene di aver diritto a 380mila metri cubi da costruire, il Pgt di Faglia&Viganò ne concederebbe 100mila (vado all'ingrosso con le cifre): la somma divisa a metà fa 240mila». Così oggi recita il fondo di Losa (Il Cittadino). Inutile dire che è un ragionamento assurdo e tutto a favore della proprietà. La sentenza della Corte di Cassazione non prevede alcun risarcimento del Comune a favore del privato. Il Pgt di Faglia attende solo di essere approvato e se qualcuno lo vuole cambiare deve anche spiegare il perché. Quello che «la proprietà ritiene» dovrebbe interessare poco o niente agli amministratori del Comune (chissà cosa ritengono, a questo punto, gli altri proprietari monzesi: se adottassimo la 'matematica' di Losa, la città diventerebbe come Shanghai). Se la proprietà «ritenesse» di edificare un milione di metri cubi, cosa dovremmo fare? Secondo il teorema di Losa (proposta della proprietà meno previsione del Pgt diviso due) i conti sarebbero i seguenti: 1.000.000-100.000=900.000. Quindi, 900.000/2=450.000. Ecco che sulla Cascinazza andrebbero costruiti 450.000 metri cubi. La verità è un'altra: se Berlusconi non avesse inviato Romani in Giunta con l'obiettivo precipuo di sbloccare il suo Piano di lottizzazione, nessuno sentirebbe il bisogno di costruire su quell'area. Matematico, no? postato da civati, 10:19 | link | commenti (11) Fannullone party
Personalmente li conosco quasi da una vita. I monzesi li hanno scoperti in campagna elettorale, alle prese con l'eterna lotta contro il manifesto abusivo (strepitoso il loro video). Sono gli Umanisti. Questa sera festeggiano il loro periodico (Il fannullone) al caffè letterario del Binario 7, a partire dalle ore 20. Ci vediamo là. postato da civati, 10:08 | link | commenti (2) Verso: la direzione giusta
Prima uscita di Verso (il Partito democratico) ieri sera al Binario 7: una bella serata di politica e di giovani, in un binomio difficile da apprezzare solitamente nel dibattito politico italiano (e monzese). Se Veltroni parte dal Lingotto, noi partiamo dalle pepite, dalle idee emerse in quella che per me sta diventando sempre di più una preziosa campagna di ascolto, attraverso il popolo che - numeroso come mi aspettavo - guarda al Pd con fiducia e con coraggio (come ieri sera ha detto Niccolò). Con Marco Riboldi ci siamo detti che il ricambio è la cosa più importante e che, anche se Alessandro è stato tenero («abbiamo bisogno, noi giovani, di qualcuno che ci guidi»), siamo pronti alla 'rottamazione' per lasciare spazio all'entusiasmo e alla passione di tanti ragazzi. "Pezzi di ricambio" generazionale e politico: ecco quello che serve alla macchina del nuovo Partito, perché sia "lieve e ambizioso" come ieri ha detto Veltroni a Torino. I "nuovi monzesi" ci sono e sono pronti. E Verso, nata dalla confluenza di ispirazioni e di culture diverse, è la direzione giusta. postato da civati, 09:07 | link | commenti (14) Se prima eravamo in due...
... ad avere ancora i gruppi Ds e Dl separati, adesso siam da soli a non avere ancora il gruppo unico dell'Ulivo. Proprio così: oggi in Provincia di Milano si costituiscono il gruppo dell'Ulivo e di Sinistra democratica. In Regione, invece, pur essendo stati eletti con il simbolo dell'Ulivo, a due anni dalle elezioni, abbiamo ancora i gruppi separati. Gli esponenti della Sinistra democratica non hanno ancora dichiarato se vanno o se rimangono (il noto dilemma brianzolo del «vemm o vegnum?») e tutto procede come se niente fosse successo, a Firenze e a Torino. Sarà per la prossima legislatura. postato da civati, 08:57 | link | commenti mercoledì, giugno 27, 2007 Controcanto: il cinismo di Cossiga Strepitoso il commento di Cossiga, che attacca con ironia il discorso di Veltroni (fonte: Ansa). Con ironia faccio notare che fortunatamente Cossiga non si riconosce nel discorso di Walter: un messaggio di speranza per i nuovi italiani, quelli democratici e sereni nel loro essere così poco ideologici... postato da civati, 19:12 | link | commenti (6) Il tempo nuovo di Walter Veltroni Torino, "la città del Nord che non si vuole mai contrapporre allo Stato". Una location che è già un programma politico. Lingotto. Pubblico e tensione da finale dei Mondiali: il discorso dura 90 minuti più recupero. Di buon calcio politico. A fare da sfondo, colline verdi e città italiane. Veltroni si rivolge a quelli che chiama, con felice intuizione, "nuovi italiani". "Un tempo nuovo, di libertà e di ricerca fuori dai recinti ideologici": "tempo di ponti, non di filo spinato". L'era di Veltroni è iniziata, con un'immagine semplice e forte, come le sue parole. Veltroni lancia subito la sfida "ai conservatorismi di destra e di sinistra". La strada è stata lunga: dalla Resistenza alla vittoria della soggettività femminile, dalla lotta al terrorismo all'impegno per la pace. Ma "il Pd non è la pura conclusione di un cammino, non può essere inchiodato al passato". E' e deve essere "un partito del nuovo Millennio, forza del cambiamento". E' finito il tempo della "politica chiusa", che si traduce nella "richiesta di aderire ad una corrente o ad un gruppo di potere", anziché ad un grande partito. "Nel Pd ognuno sarà alla stessa stregua dell'altro": un invito a celebrare il 14 ottobre come momento storico della politica italiana, l'esordio di una forza intrinsecamente "plurale": "la grande forza riformista che l'Italia non ha mai avuto", che partì molto tempo fa, dai comitati di cittadini del 1995, un'esperienza importante - per me, la prima in assoluto. Non so se sono un vero veltroniano, come tanti vogliono essere o sono diventati nelle ultime ore, ma mi sento rappresentato da questo leader e dalle sue parole. Voltiamo pagina, chiede Veltroni. Non vedo l'ora. postato da civati, 18:44 | link | commenti (3) Alle cinque della sera Veltroni si presenta a Torino. Per commentare e discuterne ci vediamo al Binario 7 (piazza Castello, Monza) alle ore 21, ospiti di Marco Riboldi e di Verso (il Partito democratico). Vi aspettiamo. postato da civati, 14:56 | link | commenti (2) martedì, giugno 26, 2007 Rom(a)
Negli scorsi giorni, per rispondere nel mio piccolo al bailamme milanese sui Rom di cui è stato assoluto protagonista Filippo Penati, avevo chiesto un impegno della Ue e dello Stato italiano e una visione più ampia, di sistema, per trovare soluzioni concrete (scrivevo così: «il problema dell'accesso dei Rom è diventato sempre di più un problema europeo e nazionale, di cui ci si dovrebbe occupare in modo sistematico (da Bruxelles, da Roma, con il contributo di una Regione e di un Comune come quello di Milano che sotto Formigoni e Albertini l'hanno lasciato marcire, il problema, per ritagliare un po' di spazio alla propria demagogia)». Non sapevo, ovviamente, che Veltroni oggi fosse in Romania. A far cosa? Leggo da un'agenzia (Apcom): «Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, è giunto questo pomeriggio a Bucarest dove domani firmerà alcuni protocolli d'intesa che permettano "da un lato di portare una riduzione del numero di espatri" di cittadini rumeni e di etnia Rom dalla Romania in Italia, in particolare a Roma, "ma soprattutto per creare le condizioni anche per il rientro di questi" dall'Italia in quel Paese. Accompagnato dall'assessore alle Politiche sociali, Raffaela Milano, e dal vice capo di gabinetto Luca Odevaine, Veltroni ha incontrato questo pomeriggio il primo ministro rumeno Calin Popescu, prima di recarsi nella residenza dell'ambasciatore italiano a Bucarest per un breve ricevimento. "La Romania in questi anni si sta trasformando rapidamente, cresce dell'8% l'anno - ha spiegato il sindaco - qui le imprese italiane hanno un ruolo molto importante: nell'ambito dell'amicizia fra i nostri Paesi le intese che firmeremo cercheranno di rafforzare i nostri rapporti culturali e il problema dell'ingente flusso migratorio dalla Romania in Italia, in particolare a Roma". Veltroni ha quindi spiegato che i protocolli, che saranno firmati domani mattina e che appunto non sono noti nella loro complessità, saranno "un modello che può essere esportabile in altre città italiane ed europee" e riguarderanno "tre aspetti", soprattutto "progetti sociali in collaborazione con i tre Comuni rumeni dai quali è più grande il flusso migratorio e politiche della sicurezza". Le intese cercheranno di facilitare "il rientro nella loro Patria di persone emigrate, sia rumeni che Rom, per i quali cercheremo di creare qui le condizioni di un rientro volontario, anche i minori, che saranno accompagnati, ma che poi troveranno delle strutture sociali già pronte"». Inutile aggiungere che è questo il modello a cui pensavo. postato da civati, 18:49 | link | commenti (5) Pace: il nostro Comune è interessato a tale cartellonistica... Mi giunge ora notizia che il Comune di Vimercate si è detto interessato alla cartellonistica dedicata alla Pace che il sindaco di Monza ha deciso di dismettere (sic), chiedendo gentilmente che - anche per evitare sprechi - il Comune di Monza sia così generoso da donargliela. L'iniziativa del sindaco vimercatese Paolo Brambilla è lodevole ed è una risposta forte e chiara all'iniziativa della giunta monzese. Bravo! postato da civati, 16:06 | link | commenti (4) Osvaldo, l'unico indigeno di Stranalandia
Osvaldo Mangone è diventato assessore grazie al grande lavoro ostruzionistico che lo ha visto protagonista negli anni di opposizione. Capogruppo di Forza Italia, Mangone è assurto agli onori delle cronache per il celebre episodio della pizza in aula, per un microfono allagato, per gli scatoloni degli emendamenti al Pgt. Insieme ad Allevi, è stato il leader incontrastato di Nonza, la Monza del no a tutti i costi. Una delle sue battaglie - anzi, la madre di tutte le battaglie - è stata l'opposizione al parcheggio di piazza Trento e Trieste. La minoranza partecipò ad adiuvandum al ricorso degli ambulanti, riuscendo a bloccare i lavori. Leggo stamane sui giornali che ora Mangone assessore propone di ampliare il parcheggio interrato, da tre a cinque piani. Le richieste sono molte, dice, e si deve valutare se è il caso di soddisfarle tutte. Ma non era una "vergogna", piazza Trento? E non era da contestare perché avrebbe aumentato il traffico veicolare nel centro storico? E non era meglio puntare su piazza Citterio, con tanto di proposta di referendum? Ora Mangone vuole quasi raddoppiare il parcheggio contro il quale si è scagliato per anni, facendo perdere un sacco di tempo alla città. E' giusto così. Viene in mente la Stranalandia di Stefano Benni. Osvaldo è l'unico uomo che vi abita. A Stranalandia, «l'unità di misura spaziale è l'Osvaldo. Osvaldo è alto un osvaldo. Un albero è alto tre osvaldi. Il mare è profondo all'incirca dieci osvaldi». Osvaldo è misura di tutte le cose. Di quelle che sono e di quelle che non dovrebbero esserci. Osvaldo vuol dire amico. Nosvaldo, nemico. A volte, Osvaldo e Nosvaldo coincidono. Soprattutto se Osvaldo si chiama Mangone e fa l'assessore. postato da civati, 08:26 | link | commenti (19) lunedì, giugno 25, 2007 La rovesciata: il tour prosegue
Oggi Fioroni e Sposetti hanno lanciato la prima sezione mista Ds-Dl verso il partito democratico. Bellissima idea, che Marco Riboldi ed io avevamo avuto più di un anno fa. Non fa niente: siamo persone serene e ci siamo dimenticati le critiche violente dello scorso anno per il nostro tentativo di scardinare le forze di appartenenza (per Marco, la Margherita, per me, i Ds). Ora che le forze sono ufficialmente scardinate, e le burocrazie passano finalmente in secondo piano, è il caso di dare libero corso alla progettualità politica. Il Rovesciata tour questa settimana fa tappa a Monza, Binario 7, mercoledì 27 giugno, alle ore 21, per la presentazione di Verso. L'obiettivo è il Pd. Invitati soprattutto giovani e giovanissimi. Per cambiare. I 'grandi' parleranno il meno possibile. Preferiamo ascoltare. Sul serio. postato da civati, 19:52 | link | commenti (8) Tous avec Veltroni
E' incredibile come in qualche ora siano diventati tutti veltroniani. Accidenti. A Milano con Veltroni ricordo il solo Ottolenghi, in una lotta impari con le forze prima dalemiane, poi fassiniane che hanno sempre governato il partito, con tanto di canale diretto e foto sulla scrivania. Tutti organici. E il punto sta proprio qui. Perché chi è organico, prima è organico, poi è qualcosa d'altro. Gli stessi sarebbero riusciti ad essere Lettisti, Bersanofili, Bindeschi o Finocchiarici. Sono proprio un ingenuo. W Veltroni, anche se arrivo buon ultimo :) postato da civati, 17:53 | link | commenti (13) Questo blog è un albergo
Cari 25 e-lettori, questo blog è un luogo di dibattito, uno strumento di informazione, di confronto, di riflessione comune, di approfondimento, di rapporto con gli elettori. E' uno strumento nuovo che quasi nessun uomo politico del nostro Paese adotta. Sono felice di averlo aperto tanto tempo fa e che ora sia diventato un punto di riferimento anche per i mezzi di comunicazione tradizionale: una piccola 'rovesciata' è stata compiuta. Ora molti cercano qui le informazioni che andrebbero cercate presso i media. E' il bello della Rete. Solo una cortesia, proprio perché tutti si assumano la loro porzione di responsabilità: chi scrive, è pregato di firmarsi, altrimenti mi mettete in difficoltà. Rovesciando un luogo comune, questo blog è un albergo: occorre banale registrazione, una piccola firma in calce. Vi faccio un esempio. Se Fassino avesse un blog, avrei potuto scrivergli «come mai la Brianza non ha un parlamentare dei Ds?». Oppure, a Prodi: «perché ci sono più di 100 sottosegretari nel tuo governo?». A quel punto, mi sarei dovuto firmare, non credete? Altrimenti che gusto c'è? Sono certo che comprenderete. P.S.: ovviamente, non hanno un blog. Appunto. pippo postato da civati, 17:48 | link | commenti (5) Peace no more
Monza non è più città per la pace. Il primo, significativo atto della giunta Mariani è stato quello di rimuovere i cartelli che qualificavano così Monza all'ingresso della città. Un gesto che qualifica perfettamente questa destra, che non si riconosce nella pace: preferisce la paura del diverso, il suo unico, vero cavallo di battaglia. Che pena. postato da civati, 16:32 | link | commenti (13) La meglio gioventù Baudo presenterà Sanremo, Mike Miss Italia. Nel segno del rinnovamento. postato da civati, 13:57 | link | commenti (7) Di Letta e di Governo Sottoscrivo in pieno quanto dice oggi Enrico Letta alla Stampa: "Il malessere del Nord è una forte domanda di politica, di politica semplice, semplificata, post-ideologica, che dà una soluzione ai problemi. Una politica che gli inglesi chiamano 'problem solving'. Mi sto facendo l'idea che questa domanda chiama il Pd: è l'occasione, forse l'ultima, con cui il centrosinistra può parlare a questi mondi. Per questo motivo vale la pena di riflettere bene sul da farsi". postato da civati, 11:55 | link | commenti (1) Firmate, accidenti, firmate
Giovedì 28 e sabato 30 giugno, all'Arengario a Monza, potrete firmare per il referendum elettorale: non dimenticatelo. Vi ricordo inoltre che è possibile dare la propria adesione per la presentazione dei tre quesiti anche presso la segreteria generale del vostro Comune. E' importante. postato da civati, 10:23 | link | commenti Dettagli rivoluzionari
Per la serie ombrellone ecologico, non dimenticate di portare con voi in villeggiatura Marinella Correggia, La rivoluzione dei dettagli. Manuale di ecoazioni individuali e collettive, Feltrinelli 2007. Una rassegna documentata e ricchissima di azioni, iniziative, buone pratiche italiane e straniere e consigli per uno stile di vita - individuale e collettiva - rispettoso dell'ambiente. Particolarmente consigliato agli amministratori locali, è rivolto a tutti noi, nella speranza che il sistema politico raccolga, finalmente, la sfida. postato da civati, 10:20 | link | commenti (1) domenica, giugno 24, 2007 Civati: giovane e riformista
Una bella iniziativa, quella di Sinistra giovanile, a Varese, per l'ambiente. Film di Al Gore, a seguire dibattito con il bravo presidente varesino di Legambiente Dino De Simone. Quei "bravi ragazzi" di Varese - tra cui segnalo Andrea Mollica, che con quel cognome non poteva che presentare bene il documentario - hanno un segretario in gamba. Giovanissimo e riformista. Si chiama Civati (Andrea), studia giurisprudenza e l'avevo già sentito al congresso regionale di Sinistra giovanile difendere la prospettiva del Pd con parole chiare (e coraggiose, visto che nel dibattito prevalevano toni sinistrissimi'). E le omonimie a volte fanno un piacere grande così. L'altro omonimo - il segretario cittadino Mirabelli - non c'era. E anche questo vorrà pur dir qualcosa :) postato da civati, 14:45 | link | commenti (2) Baruffe
Repubblica dedica oggi un articolo di Alberto Statera alla vicenda di Chioggia. Lì Tiozzo (Cdl) batte Tiozzo (Unione). Motivo: l'aria che tira, certo. Ma anche il fatto che lì si son fatte le primarie, ha vinto un candidato sindaco, ma poi ne hanno candidato un altro. Spirito delle primarie? Sì, ciao. postato da civati, 14:40 | link | commenti (1) Vedetta lombarda
Alla luce di una bella riflessione condivisa con Stefano Tosi a Varese, in occasione della Notte bianca (bella), propongo solennemente che nel comitato 'centrale' del nuovo Pd ci sia una nuova figura, in linea con una certa retorica da libro Cuore che si respira nelle ultime ore. Trattasi della «Vedetta lombarda», funzione non burocratica ma d'azione, istituita presso la leadership del Pd con funzioni di disturbo. Ad ogni iniziativa del Pd che s'intende assumere, viene contattata la 'vedetta' che illustra le ricadute sul territorio delle proposte romane. Nessun leghismo, sia chiaro: non credo ad un'esclusività della questione settentrionale. L'ho scritto e lo ripeto. Solo credo nella necessità improrograbile di dotarci di un argine all'autolesionismo. Una dichiarazione a Roma, provoca una tempesta in provincia di Varese (cfr. ad esempio la prima pagina di Repubblica di oggi: «Pensioni, lite nel Governo») . Anche questo è federalismo. Caratteristica della 'vedetta' è quella di essere autonoma e indipendente, senza peli sulla lingua e drastica. Corre dei rischi, come nel testo del De Amicis. Soprattutto quando l'ufficiale le si rivolge: «che altro vedi, a sinistra?». E son pallottole da fuoco amico... postato da civati, 14:38 | link | commenti (3) Alexanderplatz
Sono tante le immagini di Alex Langer che vengono in mente a qualche ora dalla decisione del Comune di Bolzano di non dedicargli una via della città, perché suicida (una motivazione vergognosa). E' entusiasmante ripercorrrerle nel libro di Fabio Levi, In viaggio con Alex, 2007, apparso per i tipi di Feltrinelli e davvero prezioso. Da San Cristoforo a Giona «il profeta "contro voglia"», dalla sua Traumliste per una Bolzano città gentile al Miteinandersein e alla sua complessa idea di convivenza (per dirla con Cacciari: «la convivenza tra di noi - quindi tra culture, lingue, tradizioni - e la convivenza tra noi e la natura»). Forse è vero: non è il caso di dedicargli una via, ma è più importante seguire la sua 'strada' oppure fermarsi a discutere nella 'piazza' della sua proposta politica, per me di straordinaria attualità. Dedicandogli con il cuore un suo pensiero: «Il biblico Giuseppe dell'Antico Testamento dai suoi fratelli fu gettato nel pozzo, cadendo così nella schiavitù degli egiziani a cui fu venduto. Una volta che i fratelli se ne erano disfatti, pensavano di poter meglio gestire e spartirsi l'azienda familiare. Ma quando, più tardi, capitò loro una feroce carestia, ricevettero il consiglio: 'Andate da Giuseppe, vi saprà aiutare': ricercarono in Egitto il fratello estromesso, ne furono accolti fraternamente e generosamente aiutati. Chissà se un giorno i personaggi ed i partiti [...] sentiranno il bisogno di ricorrere alle risorse di innovazione civile e politica». Nel nome di Alex. postato da civati, 11:55 | link | commenti (1) Il dolore di Peter e il viaggio di Alex
Confermo. Per me il libro dell'estate è Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile, Adelphi. Sandro Veronesi non convince con Brucia Troia, né Vassalli entusiasma con L'italiano, una raccolta di racconti dedicata al nostro 'tipo', dall'ultimo doge al trasformista, da Crispi a Craxi, dalla femminista alla celebre tenzone Togliatti-Sofri. Piuttosto è il caso di leggere In viaggio con Alex, una monografia di Fabio Levi dedicata ad Alexander Langer: in tempi di Pd, tutto il suo pensiero vi sarà utile. Nello zaino o in valigia, va anche La casta, da leggersi con (dis)gusto. Chi ama la lettura (e la scrittura) non può dimenticarsi, facendo i bagagli, La valigia di mio padre di Orhan Pamuk. L'ultimo Luttazzi o i saggi di Richler possono essere utili per superare l'estate, mentre per i cultori della materia è imperdibile Massimo Cacciari, Tre icone: sempre che riusciate a «comprendere il comprehendere», come direbbe l'autore, consigliandosi. Per quanto riguarda il nuovo gruppo dirigente del Pd, meglio Nelle vene quell'acqua d'argento di Dario Franceschini rispetto a La scomparsa dell'alba di Walter Veltroni. Da ultimo, nella sezione 'cult', soprattutto se siete afflitti da ondate di incertezza e di confusione, vi segnalo che Bompiani - dopo un colpevole 'sonno' - ha ripubblicato Le mille luci di New York. Leggetelo: la vostra vita non potrà non cambiare. postato da civati, 11:15 | link | commenti (1) 777
Il sette luglio duemilasette - altrimenti detto: 777 - Al Gore promuove il Live Earth. Non possiamo mancare, ho pensato. Solo che mica possiamo andare tutti a Rio o a Shanghai: è il caso di organizzare qualcosa qui da noi, "in collegamento" con le altre 'piazze' del pianeta. Ci sto lavorando. La prima proposta che mi viene in mente è che tutte le feste dell'Unità aperte quella sera, dedichino la serata alla campagna contro il riscaldamento globale, con spettacoli, incontri, distribuzione di materiale dedicato. Intanto, non perdetevi il sito. postato da civati, 10:54 | link | commenti (1) sabato, giugno 23, 2007 Paura
«Rendendo visibile il predatore, l'intruso, lo sconosciuto di cui abbiamo paura e che se ne sta in agguato nell'ombra [...] portando l'oggetto della nostra paura alla luce del giorno, imitandone gli attacchi immmaginati e il potere, [egli] può essere controllato, o così si spera [...]. In altre parole, la spinta a definire e limitare la «casa», a dare un nome e circoscrivere la dimora e l'ambiente al quale apparteniamo e nel quale ci sentiamo al sicuro, porta a dare un nome e a definire altre cose - e persone - là fuori, oltre la recinzione, dall'altra parte del filo spinato». Marina Warner citata in Joanna Bourke, Paura. Una storia culturale, Laterza. Inutile aggiungere con Bourke che «il processo di identificazione di un estraneo - qualcuno «dall'altra parte del filo spinato» - ha conseguenze nefaste». E' banale: com'è banale affermare che la paura sia un fatto eminentemente culturale. L'unica cosa non banale da ricordare è che forse dovrebbero rammentarlo i leader del futuro Pd, anche qui al Nord, dove è più facile il misunderstanding e la concessione ai luoghi comuni sull'argomento. postato da civati, 14:55 | link | commenti (7) L'ingarico e il sondaggio
Domenico Inga è il nuovo presidente del Consiglio comunale di Monza. Lele Petrucci, eletto la scorsa settimana, si è dimesso senza motivare la sua decisione, nemmeno in aula. Possiamo immaginare quali e quante pressioni abbia ricevuto per lasciare posto al presidente gradito ai vertici di Forza Italia. E possiamo soltanto chiederci perché i sei esponenti della maggioranza che una settimana fa hanno scritto Petrucci anziché Inga, oggi abbiano espresso il voto per quest'ultimo. Chissà cosa può essere successo: conoscendoli, direi che si è trattato di una vera e propria folgorazione. Di più non dico: lascio a voi il compito di indicare quale può essere la sconvolgente novità che ha fatto loro cambiare idea, nello spazio dei commenti. Quello che si è consumato oggi è il secondo fatto molto grave (per di più consecutivo) della stagione politica del Mariani-bis, che nasce nell'ambiguità, nella confusione e nel conflitto d'interessi. L'elezione di Inga - un nome curioso che fa segno all'assistente di Frankenstein jr. e al titolo di un thriller di Larsson - ne è il risultato più immediato. Altri presto seguiranno. postato da civati, 14:17 | link | commenti (5) venerdì, giugno 22, 2007 La fase omeopatica
Non mi convince la questione settentrionale tout court, né l'esigenza di nordizzare (tradotto: virare a destra) la nostra politica. Credo che ci sia un problema monumentale nei confronti del Nord, questo sì, soprattutto per quanto riguarda la rappresentanza territoriale e più in generale politica nella proposta di governo e nel dibattito parlamentare. Un tema che avevamo affrontato senza alcun successo nell'ambito della presentazione delle liste bloccate nel 2006 e che puntualmente si ripropone. Credo che la società del Nord sia più dinamica e sensibile rispetto ad alcuni temi. Che pretenda più chiarezza e più capacità di decidere. Più certezza che quello che si propone venga realizzato. Mentre scrivo questo, però, mi rendo conto che ciò vale in generale per il Paese e che, quindi, la questione settentrionale è una questione politica nazionale e, potremmo dire, viceversa. La debolezza dei gruppi dirigenti qui dalle nostre parti e la lontananza dalla capitale sono argomenti praticamente ovvi, che non credo di dover ulteriormente indagare. A tutto questo, da qualche giorno, si somma un curioso atteggiamento omeopatico, di assunzione dei temi che la destra si è attribuita (e fin qui potrebbe anche andare) con un punto di vista molto simile a quello della destra (e qui proprio non capisco più). Un'operazione troppo ex abrupto per essere credibile, perché la linearità (stavo per scrivere: la coerenza) è decisiva, in politica. Troppo incerta sotto il profilo della comunicazione (aspetto dal quale siamo ossessionati e che interpretiamo sempre peggio). Troppo estranea alla nostra cultura per essere compresa con serenità dai nostri elettori, fin troppo bistrattati nell'ultimo periodo. Troppo 'debolista', soprattutto se pensiamo al vecchio concetto gramsciano di egemonia, studiato in tutto il mondo e praticato in Italia solo da alcuni, a cominciare - proprio così - da Berlusconi. Penati svolta sulla sicurezza con toni drammatici, Pizzetti chiama un vicequestore a fare l'assessore, i gruppi a Palazzo Marino votano in buona fede una delibera molto pesante. Il nuovo segretario regionale dei Ds propone, tra le prime cose del suo mandato, di adottare le impronte digitali per tutti e il servizio civile per ottenere la cittadinanza. Tutto in pochi giorni. Tutto dopo la sconfitta di tre settimane fa. Forse bisognerebbe essere più cauti, ripartire da due vecchi concetti, quello di legalità e quello di cultura - che fa segno all'integrazione, ma anche al rispetto dell'altro attraverso la conoscenza -, affrontando un problema complesso con gli strumenti sofisticati di cui per altro non siamo privi. Aver parlato soprattutto di finanza e di autostrade, a Milano, negli ultimi anni, non è stata, da questo punto di vista, una scelta molto azzeccata. Anzi, possiamo dirlo con serenità, è stato un errore. Mi si dirà: sai solo criticare. E, invece, no. Ho molte cose da dire. Che il problema dell'accesso dei Rom è diventato sempre di più un problema europeo e nazionale, di cui ci si dovrebbe occupare in modo sistematico (da Bruxelles, da Roma, con il contributo di una Regione e di un Comune come quello di Milano che sotto Formigoni e Albertini l'hanno lasciato marcire, il problema, per ritagliare un po' di spazio alla propria demagogia). Che il problema di separare gli stranieri 'bravi' da quelli 'cattivi' passa attraverso la concessione ai primi del diritto di voto alle amministrative (una proposta di Gianfranco Fini, che a noi sembra impopolare). Che una Provincia ha dei compiti straordinari per quanto attiene la proposta culturale, la creazione di sedi di incontro e di confronto, la possibilità di individuare percorsi diversi dalla tensione sociale che altre istituzioni fomentano anziché affrontare. Sono cose che non penso da solo, ma che mi vengono dette nelle sezioni, alle feste, dai volontari e dalle persone che credono che questo sia un mondo difficile, ma che le soluzioni vadano ricercate con maggiore responsabilità. E senza diventare uguali alla destra. Nemmeno per vincere. Perché se si diventa uguali alla destra, poi vince la destra. postato da civati, 18:56 | link | commenti (5) Il presidente
Luca mi ha opportunamente segnalato un discorso del film di Rob Reiner, The american President del 1995. Non lo avevo visto e non lo conoscevo, ma mi sono trascritto il testo, perché credo possa essere utile. Il presidente, per la cronaca, è Michael Douglas. Sta parlando di un suo avversario politico. «A lui interessano due cose e due cose soltanto: farvi provare paura e dirvi chi dovete incolpare. E' così, signore e signori, che si vincono le elezioni. Raduni un gruppo di elettori medi per età, reddito, ceto, che ricordano con nostalgia i bei tempi andati e gli parli di famiglia, valori americani, carattere». E poi, prosegue il presidente Douglas, attacchi il tuo nemico sul piano personale, prendendotela con la sua fidanzata, agitando una sua vecchia foto. Non è quest'ultimo particolare che ci interessa. Ci interessa il binomio, «far provare paura» e «dire chi si deve incolpare». Un riassunto della politica attuale di una certa destra (e, ahinoi, di una certa sinistra) che tanti trattati non avrebbero potuto riassumere così perfettamente. postato da civati, 18:33 | link | commenti (1) Democratici. Non basta?
Più di un anno fa, con Marco Riboldi pensammo di costituire il primo circolo territoriale misto Ds-Margherita. Era quella che si suol definire una 'notizia': in molti parlarono di questa iniziativa come di una prima e significativa traduzione pratica del concetto di Pd. Fummo però criticati, criticatissimi dai nostri colleghi di partito, perché era una «fuga in avanti», uno «strappo», una «forzatura»: insomma, una cosa che non si doveva fare. Con Marco abbiamo riflettuto e ci siamo detti: se una iniziativa che vuole unire finisce con il dividere, è il caso di sospenderla. Ad un anno di distanza, è cambiato il mondo e chi ci criticava allora è diventato un pasdaràn del nuovo partito: e Marco torna giustamente alla carica e presenterà Verso all'Urban center, mercoledì 27 giugno, alle ore 21 (ad un mese esatto dalla sconfitta elettorale, per dire che ci siamo ancora e ci saremo sempre di più). Il sottotitolo è: «Verso. Il futuro è già presente. Occasioni di cultura e formazione politica nell'ambito del Pd». Inutile aggiungere che ci sarò, per ascoltare, con il mio padiglione democratico, le tante persone che vorranno intervenire. Il Rovesciata tour prosegue. postato da civati, 11:45 | link | commenti (7) postato da civati, 11:29 | link | commenti (1) Meglio tardi
D'accordo con Wittgenstein, sia su Veltroni, sia su "iMille". Osservate e leggete con me. postato da civati, 11:28 | link | commenti (1) Quando Pd è l'abbreviazione di Paradiso
Come sempre geniale Benigni: Pd è l'abbreviazione di Paradiso. La clamorosa gaffe del Ministero, che ha dato una traccia per il tema di italiano della maturità con un errore grosso come una casa, ci fa pensare al famoso incipit dell'XI canto. L'attacco è folgorante: «O insensata cura de' mortali...» e - per certi 'versi', possiamo dire - sembra proprio raffigurato il processo costituente del Pd, nel senso del Partito. I sillogismi «difettivi» che non ci consentono di volare alto e che fan rima con sofismi e aforismi; le difficoltà di chi se ne va dietro «a iura», a chi vuol «regnar per forza», benché in senso fortunatamente diverso dal testo della Commedia. Così come ci si augura, nel Pd, nessuno intenda «rubare» e sappia ben interpretare il «civil negozio». Sta di fatto che, dice Dante, «da tutte queste cose sciolto», conviene che si muova libero il nostro corso, perché il Pd, appunto, sia «cotanto gloriosamente accolto». E che le cose vadano al loro posto, «come a candellier candelo», per mutuare un'altra immagine che può tornare utile anche a noi mortali vanamente affaticati. postato da civati, 10:28 | link | commenti (1) La rovesciata: shopping e politica
Ferdinando, il segretario della locale sezione dei Ds, la definisce la città più a destra della zona più a destra del Paese. Una Toscana rovesciata: si tratta di Seregno, seconda città della Brianza e seconda tappa del Rovesciata tour. L'auto-blu elettrico - una specie di Topolino ecologica - si ferma prima della zona pedonale e attraversiamo lo shopping serale del giovedì-con-i-negozi-aperti. Ed è la prima metafora della serata: noi chiusi in sezione, il resto del mondo fuori a fare la vasca. La discussione però è interessante come poche: si discute liberamente di Pd, gli scettici si dicono disponibili a chiudere la fase costituente al più presto, tutti invocano una svolta al governo del Paese. Mentre fuori si guardano le vetrine, nella sezione del Barbarossa si chiede maggiore chiarezza per il sistema elettorale delle primarie, si pretende più certezza nelle decisioni, si ragiona sulla traduzione locale del processo di formazione del nuovo partito. Poco prima della fine arriva anche Arturo, lo scettico par excellence, ed è un bel segnale. Tornando a casa, con Fausto (uno che se non ci fosse Veltroni voterei subito alla guida del Pd), ci diciamo che - a costo di sembrare paradossali - il clima è buono e la 'rivoluzione' vicina. Che la rovesciata si compia? postato da civati, 10:14 | link | commenti giovedì, giugno 21, 2007 Quagliarella (la morale è sempre quella)
Cavoli. Si scopre che i bilanci dell'Inter non erano proprio del tutto a puntino. Forse nemmeno quelli del Milan. E che il campionato assegnato alla squadra di Moratti a tavolino, a tavolino le andrebbe tolto. E che magari non si poteva nemmeno iscrivere alla serie A. E che in serie B si sarebbero ritrovate insieme, Juventus e Inter, e magari anche il Milan, che ha vinto la Champions anche se in Champions - se esistesse una giustizia - non sarebbe nemmeno dovuta andare. E che magari adesso ci restituiscono i giocatori che ci hanno preso, sfruttando il momento di difficoltà. Da juventino indignato da Moggi e compagnia e disposto alla C - e sofferente per un anno, con tanto di trasferta con l'Albinoleffe che quasi perdiamo - ora sorrido, anche se sono sicuro che non succederà niente. Forza Inter, almeno fino a settembre, e viva la moralità del calcio. Nel frattempo, la Juventus vuole Quagliarella, uno che seguo da tempo perché ha il duende. E rimette in sesto una difesa, con il ritorno del Cannavaro-figliol-prodigo, e l'arrivo di marcantoni da tutta Europa. E Corini che va al Torino; "un giocatore si vede dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia". Un mito della mia adolescenza, quando facevo il Corini (lui però gioca ancora, io ho smesso...). Un campione d'altri tempi. Con giocatori così e a centrocampo Quagliarella, la vita è bella. postato da civati, 19:48 | link | commenti (7) Voglio vivere così
Una mia cara amica mi ha fatto notare che sul blog sono commentati soprattutto i post un po' ombelicali, un po' polemici, un po' egoriferiti. Non me n'ero mai reso conto, ma oggi ho fatto un test. E ci sono cascati quasi tutti. E' bastato il post vagamente ironico sul manifesto regionale del Pd e l'esca ha funzionato, soprattutto per quelli che tengono sotto controllo il sito quotidianamente, per vedere cosa dice quel luterano di Civati. In effetti, vince il gossip, il fatto personale, la polemica da quattro soldi. E i commenti, guarda caso, sono quasi tutti anonimi o pseudonimi. E più sono anomimi, più s'impancano, più ci danno dentro. Anche questo è il sintomo di qualcosa che non funziona nella nostra politica (e dicendo 'nostra' intendo anche 'mia', così i sepolcri imbiancati non si offendono). Del resto, durante la prima serata del Rovesciata tour sono stato accusato anche di ascoltare (non devo ascoltare, scusatemi). E - ne sono certo - tra qualche giorno qualcuno contesterà anche l'esistenza di questo blog. Perché avere un rapporto diretto con gli e-lettori? Perché esporsi al pubblico ludibrio? Perché dire quello che si pensa? Meglio stare chiusi in ufficio, imbullonati alla poltrona, allineati al proprio superiore. In saecula saeculorum. P.S.: ovviamente, scherzo. Lo dico per i cacasenno anonimi, prima che commentino indignati. Continuerò a tenere questo blog, visitatissimo, e a girare per assemblee, affollate e utili. Soprattutto a me. Lascio ad altri la politica politicienne, quella delle segreterie, delle burocrazie e delle alchimie. Come dice Fabio Volo, voglio vivere così, col sole in fronte. postato da civati, 19:09 | link | commenti (7) postato da civati, 10:22 | link | commenti (3) Ci sono
Sulla home page del sito regionale campeggia il manifesto dell'iniziativa di 'lancio' del Pd lombardo. Nell'elenco dei tanti partecipanti non è contemplato il mio nome, e in molti mi hanno chiesto se non aderisco. Certo che aderisco. Solo che non sono abbastanza importante da stare sul manifesto (meno male: non sopporto gli elenchi con il cognome che viene prima del nome...). postato da civati, 10:12 | link | commenti (23) Don Chisciotte e il riscaldamento globale
Il circolo si chiama - non credo sia un caso - "Sancho Panza". Si trova in via De Cristoforis (perpendicolare a via Dandolo) a Varese. Sabato 23 giugno, a partire dalle ore 17.30, presenteremo il film di Al Gore, Una scomoda verità, insieme ai ragazzi della Sinistra giovanile e a Dino De Simone, presidente della locale sezione di Legambiente. A volte, parlando di ambiente, ci si sente come Don Chisciotte: solo che i mulini a vento, anziché combatterli, ci piacerebbe diffonderli in tutto l'orbe. Perché tutti noi, e soprattutto la politica lombarda e le sue scomode verità, abbiamo bisogno di energia. Nuova, fresca e, soprattutto, rinnovabile. Ci vediamo a Varese. postato da civati, 10:06 | link | commenti (2) Proposte per il weekend: Consiglio comunale
«Dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio Comunale. Con la presente comunico di rassegnare le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio comunale. La decorrenza delle suddette dimissioni avrà effetto dalla data di nomina del futuro presidente. Cordiali saluti». Ci eravamo lasciati con l'elezione di Petrucci e le dimissioni date immantinente, di cui riportiamo la brevissima comunicazione. Petrucci che ha tutta l'aria di essersi perso in un bicchiere d'acqua, sarà ancora presidente all'inizio della prossima seduta, che si svolgerà sabato mattina: curiosa la scelta di proseguire nei weekend. Per ora, non circola nessun nome per il suo sostituto, anche se pare crescano le quotazioni di Giuliano Ghezzi, uomo fedele che, come si suol dire, 'garantisce'. Unico problema: se Ghezzi fa il presidente, chi fa il capogruppo di Forza Italia? Neanche il mago Otelma può prevedere quello che succederà sabato, mentre i monzesi saranno al lago, al mare o in montagna. Lo spettacolo è triste, per la terza città della Lombardia e per il suo sindaco, nuovo e antico insieme. Com'era lo slogan della campagna elettorale? «Scegli chi sa fare». Appunto. postato da civati, 09:59 | link | commenti (2) La rovesciata: prossima fermata, Seregno
L'ulivo-mobile a propulsione elettrica muoverà verso la città di Seregno, per la seconda tappa del Rovesciata tour 2007. Ci vediamo alle ore 21 presso la sede dei Ds di via Leonardo da Vinci, 30. E' una tappa impegnativa, perché è in quella plaga soprattutto che - per dirla con Neffa - il mondo non ci vuole bene e che gli interrogativi vanno posti nel modo più radicale. Vi aspetto. postato da civati, 09:49 | link | commenti mercoledì, giugno 20, 2007 La sciùra Maria (la nostra) Tra le tante cose che non capisco, c'è la linea sulla sicurezza dell'Ulivo milanese. Dopo la sparata di Penati sui rom, anche la mozione Rozza in Comune interpreta ruvidamente il tema, mollando la sinistra e abbracciando la destra, facendo vedere un po' di muscoli, quando ci vorrebbe piuttosto il ricorso al cervello. Il problema dei romeni è un problema della Ue: a quel livello andrebbe posto, senza forzature, senza dimostrarsi a tutti i costi più destri della destra. Dopo la scoppola elettorale, tutto d'un colpo, si sono tutti schierati per soluzioni dure e pure, come se fosse suonata una strana campanella, risultando poco credibili agli occhi sia della sciùra Maria di destra sia della sciùra Maria di sinistra. Un mio amico dice che la società è complessa: non è Milano 2. E le contraddizioni vanno interpretate con un'acribia e un'attenzione straordinaria, senza svolte che di epocale hanno solo le polemiche che creano. Faccio notare che la presenza (storica) dei Rom è tutelata da una legge nazionale e da una legge regionale; che esistono progetti seri, come quello del Villaggio solidale di Cologno monzese, di cui ci si sta sbarazzando con molta superficialità; che l'emergenza dura da tempo e che quindi 'emergenza' proprio non si può chiamare. Tutto il resto sono flatus vocis, titoloni di giornale e regali alla destra. Perché il qualunquismo di destra è brutto. Ma quello di sinistra è ancora più triste. Anche per la sciùra Maria. postato da civati, 15:02 | link | commenti (9) Spot padano Ieri abbiamo votato il progetto di legge per il Parlamento sul federalismo fiscale. Noi, come quasi sempre, ci siamo astenuti. Al momento della votazione la maggioranza non aveva nemmeno il numero legale, tale era il "momento storico" per la nostra Regione. Formigoni, il presidente iperfederalista, non era nemmeno in aula: al solito, nei "momenti storici" ha di meglio da fare. Il testo, presentato dalla Lega, pur corretto grazie all'approvazione di alcuni nostri emendamenti, è un superspot padano e poco più. Pretendere che la Lombardia trattenga l'80% dell'Iva e il 15% dell'Irpef è insostenibile e fa parte di uno schema consolidato: chiedere troppo, ottenere nulla e potersi lamentare per qualche anno ancora. Uno schema che la Lega interpreta da vent'anni, che era stato consacrato dalla devolution e che ora viene riproposto tout court senza alcuna riflessione critica sui rapporti tra Milano e Roma e su come fare davvero un federalismo equilibrato e serio. Ci auguriamo, come ha detto Galperti (segretario regionale della Margherita), che si superi la fase della propaganda per fare le cose che servono. Per ora in Lombardia proprio non ci si riesce. postato da civati, 13:12 | link | commenti (2) Dario e Walter
Sono da anni accusato - soprattutto a Milano, dove è amato da pochissimi - di essere veltroniano. Come scrivevo ieri, perciò, non posso che essere felice se Walter si candida a segretario del Pd. E non posso che essere ancor più felice se il suo nome e la sua candidatura li avanza Dario Franceschini, saltando con un semplice «Se c'è Walter, lo voto» lo steccato dei due partiti (e dei vari luogocomunismi che ci hanno avvelenato il dibattito in questi mesi: sommatoria, fusione fredda e altre ancor più sofisticate amenità dell'argot della politica di centrosinistra). L'elezione diretta del segretario è decisiva, in questo senso. Manca all'appello soltanto l'espressione della preferenza per i candidati dell'assemblea costituente (quello che ho chiamato il porcellinum, pensando a Calderoli), ma finalmente si parla di politica. E si coglie il senso di un partito nuovo. E del sogno di riforma - prima di tutto di noi stessi - che porta con sé. postato da civati, 11:56 | link | commenti (11) Assonanze
Dedicato ad un'amica molto cara e molto triste per un amore che l'affligge (esistono amori così, che affliggono, forse perché amori non lo sono). Mi affido a Derek Walcott, che se non ci fosse, non si saprebbe proprio come fare. Still, it taught me something about love. If it's so tough, forget it. Non parliamone, dice il Poeta. Avviciniamo soltanto il verbo 'insegnare' all'aggettivo 'brutale', come nell'inglese del testo. E avremo capito quello che ci serve. postato da civati, 10:53 | link | commenti (2) martedì, giugno 19, 2007 Discaricati Ancora rinviata la d |