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martedì, luglio 31, 2007

Buone vacanze (sulla luna)

Ancora qualche ora e poi si parte e si va via. Quale augurio migliore di trascorrere le vacanze sulla luna (in senso metaforico, lo dico per i controllori del blog: non vorrei che pensassero che intendo sulla luna nel senso del satellite), come il mitico Astolfo, per ritrovarvi...

Le lacrime e i sospiri degli amanti,
l'inutil tempo che si perde a giuoco,
e l'ozio lungo d'uomini ignoranti,
vani disegni che non han mai loco,
i vani desideri sono tanti,
che la più parte ingombran di quel loco:
ciò che in somma qua giù perdesti mai,
là su salendo ritrovar potrai.

postato da civati, 15:28 | link | commenti (6)

Bologna 1980

Per tutti quelli che tendono a dimenticare, il video.

postato da civati, 12:15 | link | commenti (2)

Nove gust is megl che uàn

Sono nove le candidature per il Pd a livello nazionale. E sembra quasi un sogno che nel Pd trovi posto anche Di Pietro, con un'ulteriore semplificazione del panorama politico italiano. E' quello che ho sempre desiderato. Sarebbe straordinario se fossero nove anche in Lombardia, i candidati alla segreteria regionale, all'insegna di quell'adesione plurale - per dirla con Veltroni pensando a Sen - che rende l'operazione Pd ancora più accattivante, allontanandola dalle tentazioni della reductio ad unum invocata ahinoi da molti dirigenti locali. Du gust is megl che uàn. Figuriamoci nove.

postato da civati, 00:59 | link | commenti (3)
appunti per un partito nuovo

Il mondo all'incontrario

«Esiste un problema dei parlamentari che vivono a Roma da fuori sede, e fuori dalla loro città hanno una vita abbastanza dura. Quando ero eurodeputato, stavo da solo tutta la settimana e la solitudine è una cosa molto seria. Per questo la vita del parlamentare è molto dura e bisognerebbe pensare, propone, all'ipotesi di un ricongiungimento familiare: più soldi a deputati e senatori, quindi, per poter permettere il trasferimento delle loro famiglie a Roma». Lorenzo Cesa commenta così il caso Mele e le sue dimissioni (da esponente di partito, non da parlamentare, sic). Il mondo all'incontrario dell'Udc.

postato da civati, 00:47 | link | commenti (6)
la casta

lunedì, luglio 30, 2007

www.apparato.it

Prosegue il sondaggio di Repubblica sul candidato alla segreteria regionale del Pd. Nel frattempo fioccano email e messaggini degli apparati, per sostenere questo e quel (ma sarebbe meglio dire questo e quest, perché arrivano quasi tutti per sostenerne uno in particolare) candidato. Ad esempio Sonia (il nome è di fantasia) scrive che c'è il sondaggio, dice come ha votato lei e invita a fare lo stesso, ovviamente scrivendo alle sezioni dei Ds. L'apparato è online. Un bel modo per iniziare il percorso verso le primarie...

postato da civati, 16:19 | link | commenti (6)

Un Posto Qualunque: Stati Uniti

Torsten Krol, Callisto. Un intrigo americano, Isbn. E' la storia di un qualunque americano che incappa nella Storia, con le modalità assurde e picaresche dello sprovveduto assoluto. Il protagonista lascia una statale nel bel mezzo degli States e, anziché in una qualsiasi strada secondaria (o forse proprio perché in una strada secondaria), si infila nel complesso intrigo americano che, insieme al nome della cittadina dove si svolgono i fatti, dà il titolo al libro. Sono incredibili le scoperte che toccano all'eroe involontario di Krol che, partito per arruolarsi ed andare in Iraq, si ritrova presto imputato di terrorismo (islamico, obviously). Di fronte alle sue peripezie e al suo sguardo costantemente idiota sul mondo, verrebbe da dire che il re è nudo. In questo caso, come nel fotomontaggio che accompagna la campagna pubblicitaria del volume, è Condoleeza Rice a esserlo, così come nudo e assurdo non si rivela tanto il destino personale del protagonista, quanto il contesto 'ufficiale' nel quale esso si compie. Da leggere.

postato da civati, 15:27 | link | commenti

Il bambino e il kebab

Ennesimo colpo del nuovo sindaco di Verona, Tosi. La sua campagna contro «panino selvaggio» è partita: l'ordinanza è chiara. Dice testualmente: «si vieta di consumare cibo (in via esemplificativa panini, patatine, pizze, kebab, toast, ecc) all’ingresso e sulle eventuali scalinate di accesso dei principali monumenti, in particolare l’Anfiteatro Arena, il Palazzo della Gran Guardia, Palazzo Barbieri, Castelvecchio, Casa di Giulietta, Tomba di Giulietta, Arco dei Gavi, Palazzi Scaligeri, Domus Mercatorum, l’area antistante tutte le Chiese cittadine». Il sindaco è inflessibile, e tra i bivaccatori sono stati puniti ragazzi in gita con un sacerdote e soprattutto un pericoloso bambino di quattro anni che stava addentando un kebab (oltre al bivacco, il sospetto di simpatie orientaleggianti, per non dire filoislamiche). Il kebab non a caso è citato nell'ordinanza del previdente sindaco sceriffo. E, anche se ancora integro, va punito con cinquanta euro di multa. Incredibile. Ecco quanto riporta L'Arena:

Il primo «blitz» dei vigili urbani ha sollevato un polverone, perché a farne le spese sono stati dei ragazzini provenienti da Andria (Bari). La comitiva accompagnata da un giovane sacerdote sostava all’ombra del municipio. Ma non appena estratti i sandwich, una pattuglia di vigili è arrivata chiedendo i documenti e compilando il tanto odiato verbale. Alcune ragazzine sono scoppiate in lacrime dallo spavento mentre i giovanotti con gli occhi lucidi domandavano: «Ma non bastavano 5 euro di multa?». A calmare le acque ci ha pensato il sacerdote che ha pagato subito la multa, evitando ogni polemica con gli agenti. Poi è toccata a una mamma con il suo bambino di quattro anni. «Venivamo da via Leoncino, dove avevamo preso dei kebab, stavamo andando giardini, ma il bambino ha cominciato a correre sulle scale e così io e mio marito lo abbiamo seguito», racconta Elena Filippini di Grezzana. «Non volevamo di fermarci lì e soprattutto, non stavamo ancora mangiando». A quel punto gli agenti l’hanno fermata: «Ci hanno trattato come delinquenti comuni, molto rigidi e fermi sulle loro posizioni anche se il bambino si era spaventato e stava singhiozzando», dice, «Ci hanno fatto la multa scrivendo che stavamo consumando cibo, ma il kebab era ancora integro».

postato da civati, 11:13 | link | commenti (7)
la questione settentrionale

sabato, luglio 28, 2007

Tasto giallo: l'astinenza provoca astensione

In molti mi chiedono, da molto tempo, perché in Consiglio regionale i Ds si astengano quasi sempre. E' una bella domanda, perché è una tendenza ormai inveterata. Prometto di rifletterci, e rispondo con una boutade che sicuramente indisporrà qualcuno (che ci volete fare? noi politici lombardi siamo tutti così suscettibili, tutti così poco ironici che anche questo blog è tenuto sotto controllo ad ogni suo aggiornamento, neanche si trattasse del collegio di Wittenberg). Credo che una delle cause sia di natura prima etimologica che politica. L'astinenza dal governo porta all'astensione. E il tasto giallo, quello dell'astensione, ricorda una celebre canzone di Capossela, perché è il colore della «febbre che mi consuma». Statene certi, però: prima o poi verrà il tempo del rosso (ancora Capossela: «come la porpora che infiamma il mattino, come la lama che scalda il tuo cuscino, come la spina che al cuore si avvicina») e ci auguriamo anche quello del verde, che ci piacerà 'pigiare' quando finalmente governeremo la nostra Regione. Per ora, non ho altre considerazioni da fare. Preferisco astenermi...

postato da civati, 15:13 | link | commenti (1)
regione

Se tutto è veltroniano...

Leggete l'intervista di Rosy Bindi su Repubblica. Dice cose condivisibilissime, soprattutto rispetto al manifesto dei coraggiosi e sulle alleanze variabili (che non le piacciono). Qualcuno dirà: ma non eri veltroniano? Sì, e confermo che sono orientato a sostenerlo per la guida del Pd. Però, e lo ribadisco per l'ennesima volta in totale solitudine, mi piacciono soprattutto i contenuti. Se tutto è veltroniano, nulla è veltroniano, secondo uno schema noto alla filosofia, e evidentemente sconosciuto ai dirigenti del futuro Pd. Le etichette in questi giorni si sprecano: todos veltronianos, ora sono diventati anche tutti innovatori e tutti coraggiosamente giovanissimi, tanto che sento una curiosa sensazione di vecchiezza gravarmi sulle spalle. E non deve stupire che quel 'correntismo' denunciato limpidamente da Bindi si affermi ogni giorno di più, in appelli plurimi e in sondaggi di dubbio significato, come quello offerto da Repubblica (che a Milano sta conducendo una campagna di stampa a senso unico: nel sondaggio web, c'è un unico esponente della Margherita che non raggiunge il 5% e Sarfatti è stato aggiunto nella notte ai candidati che sono online da quarantotto ore, sic). Lavoriamo ai contenuti, perché è di quello che abbiamo - soprattutto - bisogno.

postato da civati, 14:53 | link | commenti (3)
appunti per un partito nuovo

Io speriamo che me la cavo

Il Consiglio regionale ha un'attività frenetica nel periodo balneare. Nota per essere un'istituzione dalle lunghe pause, il Consiglio si mobilita poco prima delle vacanze estive e nei giorni precedenti il Natale, perché ci sono le delibere di bilancio. In quei giorni si passa più tempo in aula che nel resto dell'anno. E non è finita. Perché lunedì mattina è stata convocata la sesta commissione, per la votazione del piano cave della provincia di Bergamo. Un oggetto che è all'attenzione della commissione ormai da mesi e che è stato interessato da notevoli novità procedurali. Se infatti per il piano cave di Milano la giunta aveva introdotto poche modifiche, rispettando in generale il piano cave uscito dalla Provincia - che la legge investe del compito di istruirlo - con i successivi piani sono state introdotte diverse innovazioni. Per Sondrio, si tentò di raddoppiare le previsioni del piano, con la famigerata cava di Novate Mezzola; per Pavia, si passò all'introduzione di modifiche e all'aggiunta di nuovi ambiti di escavazione direttamente in Commissione, senza che la Giunta regionale fosse intervenuta per istruire la procedura. Decisioni arbitrarie a dir poco, che prescindevano bellamente dalla previsione e dal reale fabbisogno provinciale. Con Bergamo, la novità è che abbiamo assistito a un vero processo geologico rovesciato, per il quale di mese in mese aumentava la superficie e la profondità degli ambiti di escavazione e di nuovi ne venivano individuati. Siamo così arrivati a luglio e nelle prossimità della crosta terrestre agli antipodi (sindrome cinese e bergamasca), con un aumento di quasi il 20% del cavato, rispetto alle stesse previsioni della Provincia (che è di destra, a scanso di equivoci, e che aveva già proceduto ad individuare sette nuovi ambiti). Non ci resta che appellarci alla Madonna delle cave del Mantegna e augurarci che, all'ultimo giro (girone?), ci sia finalmente qualche voce in diminuzione. Per esempio a Caravaggio, dove, a pochi passi dal Santuario, e proprio dove ci sono le risorgive, è stata prevista una nuova cava. Oppure a Calcinate, dove, alle cave esistenti, altre se ne vorrebbero aggiungere. Cave cavam.

postato da civati, 13:55 | link | commenti
regione

Ampolle cercasi

Il mitico comandante Saponaro dei Verdi prosegue nella denuncia degli Sprechi lombardi. Non perdetevi queste due simpatiche delibere, una delle quali dedicata al futuro climatico del grande fiume Po. Ampolle cercasi.

postato da civati, 13:12 | link | commenti
regione

Peppole e milioni

Ieri sera, alle ore 21, si è chiuso il Consiglio regionale, con l'ormai tradizionale votazione della legge per la caccia in deroga alle direttive europee della peppola e del fringuello. Acceso dibattito tra i banchi della maggioranza: le peppole possono essere cacciate solo dai capanni o anche da cacciatori 'vaganti'? La destra si è divisa, tanto che la Lega, a fronte di un emendamento restrittivo della Giunta, ha deciso di astenersi, in polemica con la decisione del resto della maggioranza. Sconsolato anche il consigliere Macconi di An. La normativa prevede che - in deroga - si possano cacciare 5 fringuelli, 10 storni e 3 peppole al giorno per ciascun cacciatore, per un totale di 21 fringuelli, 30 storni e 3 peppole nel periodo consentito. Potranno cacciare gli uccellini in questione i cacciatori residenti in Lombardia che alla data del 30 giugno 2007 abbiano acquisito l'opzione ad esercitare la caccia da appostamento fisso (massimo 16.000). Cifre curiose che tentano di sottrarre la Regione Lombardia alla quasi certa possibilità di una multa europea parecchio salata. Dovete infatti sapere che per la caccia in deroga l'Italia è sotto infrazione della Ue e la Corte di Giustizia europea presto ci dirà quanto dovranno pagare le Regioni che, appunto, 'derogano'. Si parla di un totale di 10 mln di euro per il 2006 e, vista la votazione di ieri, è assicurato che ciò accada anche per il 2007. Alla Regione Lombardia - cioè a tutti noi - toccherà pagare, per consentire ai cacciatori con i requisiti che vi ho illustrato di cacciare 3 peppole nella stagione 2007. Per essere sicuri di non andare personalmente nei guai con la votazione di ieri, i consiglieri di maggioranza hanno chiesto il voto segreto, mentre noi chiedevamo quello palese e per appello nominale. Così, nessuno sarà chiamato a rispondere personalmente. Lo faranno, come sempre, i cittadini (pantaloni) lombardi.

postato da civati, 13:04 | link | commenti (2)
regione

Feccia dell'umanità

Così, ieri, in aula, nel Consiglio regionale della Lombardia, Massimo Corsaro, assessore di An alle attività produttive. Parlava dei rom. Così, per la cronaca.

postato da civati, 12:52 | link | commenti
regione

venerdì, luglio 27, 2007

postato da civati, 17:51 | link | commenti (4)

La campagna preventiva

"O è uno slogan, o sei in Lombardia". Era la scritta che reclamizzava la straordinaria riforma del sistema dell'istruzione e della formazione propagandata dalla Giunta regionale qualche mese fa, molto prima che la legge di riforma fosse promulgata (ne stiamo discutendo oggi in aula) e addirittura prima che il progetto di riforma fosse presentato dalla Giunta e arrivasse in Commissione. Avete capito bene: il progetto non era nemmeno stato reso noto, e già la Regione pullulava di manifesti pubblicitari. Una metafora perfetta del modo di lavorare della Regione. Da tempo siamo tornati a chiedere chi abbia pagato questa campagna e soltanto oggi scopriamo che la campagna è stata sostenuta grazie ai fondi del Fondo Sociale Europeo. Proprio così. In occasione dell'assestamento di bilancio votato due giorni fa, abbiamo denunciato l'incremento del 25% delle spese destinate alla comunicazione, per un totale di euro 5.250.000 (cinquemilioniduecentocinquantamila). Non sapevamo ancora che la più massiccia campagna di comunicazione che la Regione abbia avuto nei primi mesi del 2007 fosse estranea al budget già ricchissimo e aumentato oltre le previsioni già generose.

postato da civati, 14:56 | link | commenti (1)
regione

La fotografia

Guarda un po' cosa succede alla Moratti. Qualche settimana fa avevo pubblicato un contributo filmato dell'amico Ferruccio Sansa, ospite di Beppe Grillo, che parlava del suo Milano da morire. Ritorno in argomento per segnalare questa pagina di Onemoreblog, in cui è ripresa la notizia dell'indagine della Corte dei conti sulle nomine del sindaco di Milano. Complimenti vivissimi. A tutto lo staff. E grazie per la preziosa fotografia dei costi della politica.

postato da civati, 14:47 | link | commenti (3)
la casta

32

Lucrezia e Pippo compiono trentadue anni e hanno deciso di festeggiarli insieme. La cerimonia si svolgerà nel dopocena di sabato 28 luglio (diciamo dalle 21 in poi) presso la Festa dell'Unità di Canonica di Triuggio, in via Taverna. Siete tutti, ma proprio tutti, invitati. Mi raccomando, non mancate.

postato da civati, 08:51 | link | commenti (11)

giovedì, luglio 26, 2007

Cosa potevamo aspettarci dal sindaco della metropolitana a fune?

Marco Mariani dichiara l'inutilità del prolungamento della metropolitana rossa fino a Bettola, e il tavolo regionale per le infrastrutture dà la priorità alla linea 4 (quella che va verso Linate, un aeroporto che andava chiuso) e verso la Fiera (praticamente irraggiungibile e bisognosa di mezzi pubblici). Giustamente in città ci si scandalizza, ma la verità è che era perfettamente lecito aspettarsi politiche autolesioniste da parte di un sindaco che nella precedente esperienza amministrativa si era inventato di sana pianta il progetto di metropolitana a fune (chi non è di Monza non ci crederà, ma è tutto vero), facendo spendere al Comune milioni di euro andati perduti. Nel frattempo, il caso della firma dell'Alsi che Mariani non riconosce come propria nonostante la dichiarazione contraria di molti testimoni, prosegue e riempie le pagine dei giornali. E le denunce di Bognani intaccano la credibilità di uno dei miei 'preferiti', l'abusivista elettorale Gargantini, che in campagna elettorale spuntava con il proprio manifesto da tutti gli spazi altrui e ora è assessore al Commercio con delega alla polizia amministrativa (uno dei migliori contrappassi della politica locale). Cliccate qui per saperne di più. Rimpiangere Faglia è necessario.

postato da civati, 19:03 | link | commenti (7)
regione, monza

Sicurezza stradale: approvato ordine del giorno dell'Ulivo

Discussione in aula sul bilancio regionale. Prima che si arrivi a discutere di formazione (sì, proprio la legge pubblicizzata ancor prima di essere promulgata) e che si torni a parlare di peppole e di fringuelli, il Consiglio ha affrontato le leggi di bilancio e il documento di programmazione economica e finanziaria. Con l'assenza di Formigoni (entrato in aula solo per votare il Dpefr), sono passate pochissime proposte presentate dalla minoranza (quasi nessuna), tra le quali mi piace segnalare quella dedicata alla sicurezza stradale. Qui di seguito il nostro comunicato stampa. Vi prego di soffermarvi sulle cifre imponenti degli incidenti e dei lutti.

Saranno stanziate nuove risorse per la sicurezza stradale. L’aula ha infatti approvato oggi un ordine del giorno presentato dall’Ulivo, che aveva criticato la pochezza dello stanziamento in bilancio per il contrasto agli incidenti sulle strade. La Giunta regionale, stando all’ordine del giorno, dovrà considerare “come priorità assoluta” gli interventi in questo settore, oltre che produrre in tempi brevi una normativa che preveda “consistenti e sistematici interventi” per prevenire gli incidenti stradali e per diminuire del 10% ogni anno il numero delle vittime. “In Lombardia abbiamo avuto negli ultimi 10 anni 13mila vittime della strada, 30mila invalidi gravi, 240mila ricoveri e 2 milioni di accessi al pronto soccorso – spiega Giuseppe Benigni, capogruppo Ds-Ulivo e primo firmatario dell’ordine del giorno -. Sono dati terrificanti che appaiono ancora più gravi se si considera che un’alta percentuale di questi incidenti coinvolge giovani. È una carneficina che va fermata. La Regione non può sottrarsi”.

postato da civati, 18:48 | link | commenti (4)
regione

Kyoto brianzola

A Canonica di Triuggio, nella più bella delle feste, questa sera, qualche minuto prima delle nove perché poi c'è la musica, con Carlo Monguzzi si parlerà di ambiente, di quello che si può fare rispetto a Kyoto e che in Lombardia, guarda un po', non si fa. Vi aspettiamo.

postato da civati, 09:57 | link | commenti (1)

Veltroni sì, Corsini no

Se Veltroni si candida a segretario per fare il leader della coalizione e il candidato premier, va bene, anzi benissimo. Se lo fa Corsini, è una fuga in avanti. Meglio, fanno capire da Milano, adottare il metodo noto anche come Sarfatti-Ferrante. Si tira fino a sei mesi prima del voto, e ci si inventa il candidato che poi vincerà qualche settimana dopo. Sì, ciao.

postato da civati, 09:45 | link | commenti (6)
appunti per un partito nuovo

mercoledì, luglio 25, 2007

Buone notizie/2

Leggo ora che, alla luce della disponibilità di Paolo Corsini a candidarsi a segretario del Pd in vista delle elezioni regionali, si apre lo scenario politico lombardo. Corsini pone la propria candidatura in stretto collegamento con la scadenza del 2010: un modo intelligente per mettere sul tavolo un'altra questione che altrimenti affronteremmo soltanto a qualche settimana dal voto, così come nel 2005 (per poi dare la colpa al povero candidato prescelto in zona Cesarini). Mi colpisce perciò che qualcuno - abituato evidentemente ad altri schemi - non sia d'accordo e voglia separare le questioni. Da tempo, sostengo che ci dobbiamo preparare alla scadenza elettorale e dobbiamo quanto prima costruire un profilo e una leadership: il 14 ottobre è un momento decisivo in questo senso. Lo capiscono gli elettori e forse lo capirebbero anche i bambini. Certamente lo hanno capito Patrizia Toia e Filippo Penati, candidabilissimi alle prossime regionali. Il gioco si apre, e da uno scontato accordo tra segreterie si passa a un modello ricco di suggestioni e di spunti. Il Pd riserva sorprese. Avanti così. Per chi, come me, non appartiene a nessuna schiera, lista o gruppo di pressione, ma si accontenta di votare finalmente un bel centrosinistra, è l'ennesima buona notizia.

postato da civati, 08:51 | link | commenti (8)
appunti per un partito nuovo

Walter e iMille

iMille incontrano Veltroni. Il risultato? «Endorsement totale».

postato da civati, 08:04 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

Pd: pluralismo democratico

Machiavelli sosteneva che nelle Repubbliche i conflitti fossero preziosi, che senza le lotte tra le parti (in quel caso, patrizi e plebei) Roma non sarebbe diventata grande. A una condizione: che le parti in causa condividano il destino della Repubblica (il suo progetto, potremmo dire oggi). E' quello che ho pensato vedendo il video su YouTube con cui Enrico Letta si candida al Partito democratico. Il pluralismo fa bene. E come nel racconto filmato, il viaggio - ora possiamo dirlo - è iniziato davvero.

postato da civati, 07:59 | link | commenti (4)
appunti per un partito nuovo

martedì, luglio 24, 2007

Buone notizie

Veltroni a Milano, giornata intensa. Dalla lettura dei giornali della mattina scopro che - todos veltronianos - molti mi hanno già superato, andando ad arricchire - con scoperte a dir poco sorprendenti - la componente überveltronisch. Nel frattempo, c'è anche un mondo che si muove, all'esterno delle segreterie e delle pagine della politica milanese. Si delineano gli schieramenti per la campagna delle primarie per le elezioni regionali. Inizia a circolare il nome di Paolo Corsini, sindaco di Brescia, per la segreteria regionale del Pd, senz'altri sponsor che la sua competenza e la sua preparazione politica e amministrativa. Da tempo conosco e apprezzo Paolo, con cui ho avuto il piacere di condividere iniziative politiche di grande rilievo. La sua candidatura, se confermata, è una buona notizia per il Pd e per la Lombardia e un segnale preciso: che le scelte che riguardano il gruppo dirigente non sono già decise nel segreto delle stanze della politique politicienne, e che si possa anche discutere. E investire sul tema che mi sta più a cuore, quello che gramscianamente definirei dell'egemonia e che, nel nostro tempo e devastato e vile, traduco così: basta con i complessi di inferiorità nei confronti di Formigoni e della destra. Se c'è Corsini, il senso della mia candidatura kamikaze svanisce. L'obiettivo del pluralismo è centrato. Anche in Lombardia.

postato da civati, 21:59 | link | commenti (7)
regione, appunti per un partito nuovo

Verona e Salò

Senza commento.

postato da civati, 09:43 | link | commenti (8)

lunedì, luglio 23, 2007

Controesodo

Attenzione ai giorni di rientro. No, non mi riferisco alla tabellina dell'Anas sul controesodo delle vacanze. Mi riferisco a quello che riguarda e riguarderà molti compagni fuoriusciti dai Ds a Firenze e pronti a rientrare nel Pd. Sono calorosamente i benvenuti (e lo dico senza ironia). Attenzione però alle code e ai giorni indicati con il bollino rosso. Il consiglio è rientrare alla spicciolata, senza farsi notare, con giudizio...

postato da civati, 18:23 | link | commenti (3)

L'auto blu ecologica e la scoperta della ruota

Fenomenale comunicato del comandante Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi. Lo riporto in toto.

Apprendo dalle agenzie che domani all’assessore Buscemi sarà consegnata la prima auto ibrida prodotta in serie, una Toyota Prius. Vorrei rassicurare l’Assessore che il modello è ampiamente testato, prodotto in serie e venduto nei mercati giapponese e statunitense dal lontano 1997, che nel film Get Shorty (1995) John Travolta fa dire a Chili Palmer che “The Prius is the cadillac of hybrids” ed io, più modestamente, ne posseggo una da due anni e che con questa ho attraversato la Germania, il nord della Spagna e del Portogallo. Mi auguro quindi che domani in conferenza stampa l’Assessore Buscemi dica che le auto blu di Regione Lombardia saranno ridotte come da indicazioni (che nel frattempo giungeranno) del Presidente Formigoni, che le poche auto blu che saranno d’ora in poi acquistate da Regione Lombardia saranno ecologiche e che Regione Lombardia aumenterà la disponibilità finanziaria per la riconversione delle autovetture, incrementando gli stanziamenti proprio per le tecnologie più innovative ed ecologiche. Anche la scoperta tardiva della “ruota” potrebbe portare a positive conseguenze.

postato da civati, 17:05 | link | commenti (2)
regione

Classe dirigente

Da tempo studio alcuni fenomeni della politica lombarda e nazionale. Mi ero appassionato alla figura e alle opere di Zaia, vicepresidente del Veneto, molto tempo prima che sfrecciasse a duecento all'ora, per poi chiedere di alzare i limiti di velocità sulle autostrade (mitico). Mi aveva colpito la sua diffidenza nei confronti del meteo 'romano', che darebbe informazioni distorte e nuvolose per privare il Veneto di turisti. Di qui la proposta di Zaia di farsi da soli le previsioni, dando uno sguardo fuori dalla finestra. Lo stesso vale per l'altro astro nascente della politica veneta, il sindaco di Verona Tosi. Dopo la tigre in Consiglio comunale (il leon che si mangia il teron), la proposta di introdurre una sorta di apartheid sui mezzi di trasporto pubblico (da una parte i white, dall'altra i coloured), ora Tosi nomina un fascista con simpatie neonazi all'Istituto per la storia della Resistenza, come denunciato, tra gli altri, da Michele Serra. E' questa la classe dirigente del Nord a cui la società guarda con grande attenzione e speranza? Forse una riflessione è urgente e necessaria, ben prima di parlare di alleanze variabili (con chi, con il leon?).

postato da civati, 09:57 | link | commenti (14)
regione

Gogne lombarde

Leggo che si sta pensando a tabelloni che raffigurino gli esponenti dell'Unione che hanno espresso perplessità sulle modalità con cui è stata concepita la concessione della Brebemi, per denunciare chi è 'contro' alla realizzazione della nuova autostrada. Leggo anche che i Ds vedrebbero di buon occhio la pubblicazione di questi cartelli e l'esposizione al pubblico ludibrio dei colleghi alleati (perché non un mazzo di carte tipo Iraq?). Leggo che le gogne, quindi, sono diventate uno strumento di dibattito interno alla coalizione che sostiene il governo Prodi: che il panorama politico si fosse fatto incerto, lo avevo capito. Mi mancava però la sua medievalizzazione e l'introduzione di innovativi strumenti di denuncia nella proposta politica del Pd lombardo. Inutile aggiungere che non sono d'accordo e che mi precipito a prenotare una gogna. Chi devo chiamare?

postato da civati, 09:47 | link | commenti (1)
regione

Era ora

A me Davide Corritore piace. Non è un segreto per i lettori di questo blog, ma è il caso di ricordarlo mentre si parla di ticket contro il traffico nella versione minimal che il sindaco Moratti ha pensato per Milano. Scrive Corritore: «La mia proposta si basa sull'inefficacia del pacchetto della Moratti, che vuole ridurre il traffico di 18.000 veicoli al giorno, invece che di 230.000 come prometteva nel programma elettorale. Ma 18.000 veicoli su un parco circolante di 1.300.000 mezzi (di cui 760.000 in arrivo da fuori città) è l'1,4 per cento. Pochissimo. E i milanesi ora si aspettano che siamo noi del centrosinistra a tirare fuori un'idea e una soluzione efficace e basata su analisi serie di un problema che deve essere affrontato senza ulteriori ritardi». Era ora che qualcuno, a Milano, si ribellasse alla logica della risposta a posteriori, per passare alla proposta e all'iniziativa, a proposito di un tema che è naturalmente di sinistra. Da tempo sostengo cose analoghe e denuncio, negli stessi termini, il disinteresse dell'istituzione che più dovrebbe operarsi per risolvere i problemi della mobilità dei lombardi, la Regione Lombardia. Non è più il tempo di aspettare.

postato da civati, 09:40 | link | commenti
regione

domenica, luglio 22, 2007

Il Pd al buio

La Festa dell'Unità di Canonica - la più bella tra le feste - lunedì 23 (domani) alle ore 21, si terrà al buio. Proprio così. Per sensibilizzare il pubblico nei confronti dell'emergenza clima, nessuna luce accompagnerà la Festa. Con il risultato di offrire agli spettatori una serata di sicuro romanticismo. Per non smentirvi, ci sarò anch'io, a discutere di Pd, nella tappa in assoluto più speciale del Rovesciata tour. Vi aspetto. A Canonica di Triuggio, in via Taverna. Al buio.

postato da civati, 23:52 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

iMilleaMilano

Dopo l'agguato di oggi sul Corriere (Alberto Biraghi rimette le cose al loro posto) è ancora più importante non perdere l'incontro con iMille, lunedì (domani) alle ore 19 al Watt Tredici (in via Watt, 13) a Milano. Vogliate contribuire con il vostro millesimo...

postato da civati, 23:49 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

venerdì, luglio 20, 2007

Trasparenza alla catalana

Alta velocità a Barcellona. L'amministrazione comunale mette addirittura le Faq sul sito. Visitare per credere. Se facessero così anche da noi, per la Pedemontana, ad esempio...

postato da civati, 16:59 | link | commenti

Destinatario sconosciuto (imperdibile)

Ieri ero in una libreria di Milano. Un cartello campeggiava su di un libro pubblicato ormai qualche anno fa. La scritta diceva: "imperdibile". L'ho comprato. E devo dire che lo è davvero: imperdibile. Katherine Kressmann Taylor, Destinatario sconosciuto, Bur.

postato da civati, 16:19 | link | commenti

Rendez-vous du donner et du recevoir

L'incontro di dare e ricevere: Wallerstein cita Senghor per concludere le sue riflessioni sull'universalismo pubblicate in Italia per i tipi di Fazi (La retorica del potere. Critica dell'universalismo). Partendo dalla celebre disfida di Valladolid tra Sepulveda e Las Casas, in cui si confrontarono due Weltanschauungen irriducibili che ancora oggi sussisterebbero, Wallerstein si confronta con le pretese del potere occidentale e con il suo universalismo mancato (e quindi dannatamente poco universale) e si chiede: possiamo aspirare ad un universalismo davvero universale? A voi e ai posteri la risposta, nella speranza, ovviamente, che la risposta sia sì.

postato da civati, 14:55 | link | commenti (2)
cultura

giovedì, luglio 19, 2007

Ci rifiutiamo di credere...

Qualche giorno fa il Consiglio regionale ha votato le modifiche alla Legge 26 in materia di rifiuti. Al centro della questione c'era la discarica di Inzago. Dai banchi della Giunta ci avevano spiegato che la discarica potrebbe diventare necessaria allorquando si dovessero verificare dei guasti negli impianti di smaltimento già esistenti e attivi a cui vengono conferiti i rifiuti della Provincia di Milano. Un appello alla responsabilità di cui tutti hanno tenuto conto al momento della votazione. Dopo qualche giorno siamo venuti a conoscenza di una curiosa coincidenza. In alcuni degli impianti in questione, infatti, si sono registrati incendi, che si configurano proprio come quei famosi guasti che rendono necessaria la discarica di Inzago, contro la quale ci siamo sempre opposti. E' successo a Mediglia e a Sotto il Monte. Ci rifiutiamo di credere che ci sia un nesso di causalità, ma il sospetto crediamo debba essere fugato al più presto dalla Giunta. Per questo ci siamo appellati a Formigoni. Qui di seguito il comunicato stampa di tutta l'Unione.

“Incendi sospetti negli impianti rifiuti lombardi”. Interrogazione a Formigoni dell’Unione: “C’entra qualcosa con Inzago?”. Dopo gli incendi di “grave entità” che hanno interessato gli impianti di trattamento dei rifiuti di  Mediglia (Milano) e di Sotto il Monte (Bg), i Consiglieri dell’Unione della Commissione ambiente in Consiglio regionale hanno presentato un’interrogazione al presidente della Giunta regionale Roberto Formigoni per sapere se “siano da escludere delle connessioni tra gli incendi e l’iter inerente l’autorizzazione della discarica di Inzago”. “Dopo il voto sulla legge rifiuti che ha escluso la possibilità che si possa aprire un nuovo impianto nel comune del milanese – spiegano i Consiglieri dell’Unione – i roghi ci sembrano sospetti, non vorremmo che nell’oscurità qualcuno stia tramando, direttamente o indirettamente, per creare ad arte un’emergenza che costringa la Provincia di Milano a dover ricorrere all’impianto di Inzago, discarica che né i cittadini e il Comune di Inzago, né tantomeno la Provincia ritengono necessario”. “Dalle visure camerali da noi condotte – aggiungono i Consiglieri – risulta che tutte le due società che possiedono gli impianti andati a fuoco di Mediglia e di Sotto il Monte e quella che ha in corso la procedura di autorizzazione integrata ambientale per ricevere dalla Regione l’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto di Inzago, presentano una sovrapposizione di sedi, di ruoli dirigenti (presidenti e consiglieri di amministrazione) e di attività che le accomunano. Attendiamo una risposta urgente da Formigoni”.

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regione

Telefono casa: ordinanza del Tar contro la legge regionale

Ho aspettato qualche ora nella speranza che, oltre a Tiziana Majolo, qualche altro esponente della Cdl intendesse intervenire criticamente sulla legge regionale sui phone center che un'ordinanza del Tar ha sospeso, chiedendo un pronunciamento della Corte costituzionale. Una legge troppo restrittiva che ha messo a rischio di chiusura numerosi centri di telefonia fissa, quei posti, cioè, dove gli stranieri si recano per telefonare a casa a prezzi vantaggiosi. Una triste vicenda lombarda, rispetto alla quale ho personalmente chiesto più volte di intervenire, supportato da pochi volenterosi consiglieri di opposizione. Registro, invece, che si vuole continuare così e che la posizione della destra regionale non è cambiata. Anzi. Dopo la presa di posizione del Tar, soprattutto i leghisti si dicono orgogliosi di una legge che discrimina e che penalizza gli operatori oltre che i clienti di un servizio utile per le persone che vivono lontano da casa. Poi parlano di politiche per la famiglia. L'importante è che la famiglia non sia extracomunitaria.

postato da civati, 18:32 | link | commenti (1)
regione

Formigoni saluta (segue)

Dal discorso di Renzo Ascari, presidente del Parco della Valle del Lambro, pronunciato in occasione della visita di Formigoni richiamata nel post Formigoni saluta. "Caro Presidente [Formigoni], il tuo impegno politico e di tanti amministratori presenti, è anch’esso una forma di carità, intesa come strumento per rispondere alle esigenze dell’uomo. 'La politica è la forma più alta ed esigente della Carità' (Paolo VI). Uno dei tuoi primi slogan all’inizio del tuo impegno politico era: '...più società, meno Stato'". Saluti caritatevoli a tutti, dalla Valle del Lambro (un fiume in piena di retorica).

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regione

Pimby e la Kyoto lombarda

Da tempo sostengo che a Nimby va tolta la 'n' di not per affermare un ambientalismo del sì (sì, proprio quello di cui ha parlato Veltroni al Lingotto). Saluto con piacere perciò l'iniziativa Pimby della Provincia di Milano e del Ministero per lo sviluppo economico. La P, significa Please. Il resto, com'è noto, vuol dire, "nel mio cortile". Visitate il sito, scaricate il bando e partecipate. Questa iniziativa è per me molto importante, proprio perché è venuto il momento di introdurre logiche premianti in campo ambientale ovvero una politica di incentivi-disincentivi (tipo il cap-and-trade di Kyoto) che consentano di promuovere i comportamenti virtuosi e, in prospettiva, penalizzare chi non ha cura della partita ecologica. Una Kyoto lombarda, che può dare i suoi frutti e che - nella nostra Regione - sarebbe rivoluzionaria. Welcome, Pimby!

postato da civati, 15:31 | link | commenti
regione

Formigoni saluta

Daniele Cassanmagnago, segretario Prc della Brianza, mi segnala un'iniziativa del Parco della Valle del Lambro (quell'istituzione pubblica che chiama la 'natura' il 'creato'). Si tratta di un incontro che si è svolto a Villa Biffi lunedì sera, per celebrare la "cerimonia per la stipula delle convenzioni per la manutenzione ordinaria del fiume Lambro". Per la stipula, ci vuole la cerimonia (sic). Alla cerimonia è invitato Roberto Formigoni. Una presenza discreta, la sua. Sull'invito si legge: "alle 20.45 Formigoni saluta e interviene, alle 21.15 presenzia, alle 21.30 Formigoni di nuovo saluta". Saluta quando arriva e saluta quando va via. Arrivederci e grazie. Sull'invito non c'è traccia della Provincia di Milano - che ha più di una competenza sulle Gev che partecipavano alla cerimonia - ma è certamente un caso. Il presidente Ascari (un nome, un destino?) si è dimenticato di una cosa ben più grave, che correggiamo prontamente con una proposta di emendamento: dopo la parola "saluti" aggiungere "e baci". Così si fa.

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regione

Stilnovisti

Una mia cara amica dice che sono moralista. Abbastanza, rispondo io. Ma forse, di questi tempi, è meglio. Lo conferma Marco Travaglio. Si salvi chi può.

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mercoledì, luglio 18, 2007

70.000 (settantamila)

Abbiamo superato i 70.000 accessi a questo blog, in straordinaria crescita nelle ultime settimane (sono più di trecento i visitatori ogni giorno). Grazie a tutti: a chi legge e a chi commenta.

postato da civati, 17:44 | link | commenti (2)

La cerchiatura

Stanno cercando "la quadratura", dice Maurizio Martina, segretario regionale Ds. La "quadratura" consiste nel fatto che lui farà il segretario regionale del Pd e Maria Grazia Fabrizio (curioso l'incrocio maschile-femminile dei cognomi) farà il capogruppo del gruppo unico (che però non c'è ancora). Lo apprendiamo da Repubblica. Tutto benissimo. Una domanda però ci rimane: e le primarie, a che cosa servono? Anziché quadrare, dovrebbero servire a "circolare", no? Quasi quasi - per dirla con Joyce - inseguo la "cerchiatura del quadrato". Chissà che qualcuno non si appassioni.

postato da civati, 15:25 | link | commenti (8)
regione, appunti per un partito nuovo

Maria

Lei era una bambina che qualunque collina
avrebbe voluto avere come sole.
Da tempo immemorabile era bella.
E più che una bambina era una stella.

Più che una stella era qualunque cosa.
Più di qualunque cosa era amorosa,
più di qualunque amore decorosa:
di tutto l'universo era la sposa.

E' l'incipit di Aldo Nove, Maria, Einaudi. Un prezioso ritratto della «Madre di Betsabea e di Baranzate» (ma anche «Madre del Crocifisso e della strada/ che va dal tabaccaio a Primaticcio») che nasconde più di una sorpresa. Per il credente (di ogni credo, come precisa il suo autore) e per chi non lo è.

postato da civati, 01:29 | link | commenti

Che ci faccio qui? Il Pd e l'identità plurale (e processuale)

Rientro ora da Limbiate, con sensazioni positive sul Pd. Dibattito alla Festa dell'Unità. Presenti Ds e Dl, con l'aggiunta di Alessandro Archetti e le sue lampadine a basso consumo (accompagnate da idee brillanti sul Pd). Interessante il dibattito, che ha avuto come tema fondamentale quello dell'adesione plurale e della plurale identità del nuovo partito. Un tema caro ad Amartya Sen (ripreso da Fitoussi su Repubblica nel numero dell'altro ieri, che riporto in calce per spiegarmi). Identità plurale e processuale, un tema che mi è molto caro e che porta con sé il plauso alle candidature molteplici, l'attenzione alle storie diverse di tutti coloro che aderiranno, l'attesa e la speranza per il 14 ottobre. A Limbiate il Pd ha una storia antica, che muove addirittura da un'alleanza Dc-Pci dell'era pre-ulivista. Ora ci vuole un po' di futuro, ed il gioco è fatto (anche per tornare a governare a Limbiate, città 'naturalmente' di centrosinistra). Il Rovesciata tour sta per andare in vacanza, e l'ulivo-mobile sta per tornare in garage, ma il taccuino è pieno di annotazioni e di suggestioni. Un po' come Chatwin, ho l'impressione di avere capito "che ci faccio qui".
P.S.: vi avevo promesso Fitoussi ed eccolo qui: «Un giorno che ero andato a prelevare Amartya Sen al suo albergo per accompagnarlo all'Ofce, mi sono sentito chiedere dall'impiegata alla reception se fossi il suo autista. Dopo un momento di esitazione ho annuito. Tra le mie diverse identità della giornata, quella di autista le era apparsa in primo piano. Come sottolinea, non senza malizia, lo stesso Sen in Identità e violenza, (Laterza, 2006): "Benché in genere si tenda - per lo più implicitamente – a considerare una data identità come esclusiva, a mio parere quest'ipotesi è del tutto assurda. Uno stesso individuo ad esempio può avere la cittadinanza britannica e tratti somatici cinesi, essere di origine malese, agente di cambio, consumatore di carne, asmatico e linguista per formazione, praticante del body building, poeta a tempo perso, antiabortista, appassionato di ornitologia e osservazione astronomica, e credere che Dio abbia creato Darwin per mettere alla prova la fede degli uomini"».

postato da civati, 01:11 | link | commenti (3)
appunti per un partito nuovo

martedì, luglio 17, 2007

L'acquario sul tetto (che scotta?)

Il belvedere "sarà aperto al pubblico. Il presidente lombardo e la sua giunta potranno muoversi dentro il guscio di vetro; i visitatori tutto intorno". Si legge così oggi sul Corriere a proposito del progetto di 31esimo piano del Pirellone, rimesso a nuovo per la modica cifra di 2,7 milioni di euro. I costi vanno a coprire soprattutto il rifacimento della parte centrale, dove verrà allocato il lounge (ma anche spazio colazioni: ci si chiede come Formigoni abbia potuto farne finora a meno) del presidente della giunta regionale, che potrà raggiungerlo con l'ascensore, la cui corsa sarà all'uopo allungata di mezzo piano. Nella bolla (speculativa?) ci sarà la giunta, al di là del vetro i visitatori, in uno schema che richiama l'acquario. E' la prima volta che i visitatori potranno osservare indisturbati i costi della politica regionale... P.S.: Infrastrutture lombarde, che per Regione Lombardia cura l'intervento, sostiene che in un anno si recuperanno i soldi investiti con gli introiti conseguenti all'affitto del 31esimo piano. Ammesso che il belvedere sia affittato tutti i 365 giorni dell'anno (ma il 2008 è bisestile, ne sanno una più del diavolo), per recuperare l'investimento dovrebbe costare quasi 7500 euro al giorno. Alla portata di tutti.

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regione

Non è un paese per vecchi

Giuro. Non si parla del comitato promotore del Pd e della questione generazionale. E' il titolo di un bel libro, da cui i mitici fratelli Coen hanno tratto il loro ultimo film. E' di Cormac McCarthy. E' un thriller di sapore filosofico, ambientato nelle terre di McCarthy, che Einaudi ripubblica in tascabile (con lo sconto). Consigliabilissimo.

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La rovesciata: le mille luci di Limbiate

Penultima tappa del Rovesciata tour. Si va a Limbiate, alla Festa dell'Unità, questa sera, alle ore 21. Si parlerà di Pd e di ecologia, perché Limbiate è la città delle lampadine ecologiche (clicca qui).

postato da civati, 11:20 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

Ha fatto trenta, poteva non fare trentuno?

Formigoni risistema il 31esimo piano del Pirellone, il belvedere. Il costo dell'operazione è al solito faraonico. Per scoprirlo, il sito sprechilombardi.org del comandante Saponaro dei Verdi. Proprio un belvedere...

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regione

lunedì, luglio 16, 2007

Attenzione, attraversamento ricci

Ieri sera rincasavo molto tardi e un riccio, in una strada secondaria di una delle città più edificate della zona, mi si è parato davanti. Attraversa lentamente la strada e in modo un po' goffo, l'animaletto, che non è raro purtroppo trovare schiacciato sul selciato: non è un caso che una pubblicità di un sistema frenante per auto lo citi, chiedendo di salvarlo dalla sorte a cui spesso va incontro (in modo per la verità un po' stupidino). Era un riccio grande, quello di ieri sera, che poi ho a lungo osservato (e, temo, spaventato) con un senso di stupore e di sollievo. Come quando Michele Serra raccontò del ritorno delle lucciole - quelle che erano sparite secondo Pasolini -, il riccio sull'asfalto, tra case e auto, fa un'immensa tenerezza e ci parla della resistenza della natura all'antropizzazione selvaggia degli ultimi decenni. E il riccio richiama Gramsci, e il famoso racconto dei ricci che prendono le mele e che lui addomestica e, potremmo dire, urbanizza, tanto che i suoi riccetti «non si appallottolavano più quando vedevano la gente». Il riccio di ieri sera, sì. Poi è bastato allontanarsi di qualche metro e il riccio si è rilassato e se ne è andato. Tornando a casa, mi è venuto in mente Schopenhauer, che dalla necessità e insieme impossibilità di stare vicini dei ricci (per via degli aculei) ha tratto una pagina meravigliosa, senza poter immaginare che di dilemmi il riccio, con sé, nel suo simpatico incedere, ne porta molti altri.

postato da civati, 09:18 | link | commenti (2)

Promesse

Non voglio fare nessuna promessa, disse. E' così che si finisce per farsi male.
Cormac McCarthy, Non è un paese per vecchi, Einaudi.

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Fosforo

In molti, nel centrosinistra, ritengono che sia politicamente scorretto denunciare queste 'cose'. Che faccia parte della demonizzazione dell'avversario e di una cultura giustizialista e che in sostanza la politica non se ne debba occupare. Leggendo Marco Travaglio che commenta la sentenza definitiva di condanna di Cesare Previti si capisce invece come sia importante annotare le 'cose' che succedono in questo Paese, come quella di ottenere il controllo di una casa editrice attraverso un episodio clamoroso di corruzione dei magistrati, per decostruire alcune leggende che attraversano lo Stivale. Per esempio circa chi si è fatto da solo, in quanto grande imprenditore e uomo libero. Sì, ciao.

postato da civati, 08:55 | link | commenti (2)

domenica, luglio 15, 2007

Casting

Prosegue il dibattito sull riduzione dei costi della politica. Il Governo vara il ddl Santagata. Gian Antonio Stella commenta: una sforbiciatina volenterosa. Ci interessa il suo parere e il suo giudizio, che condividiamo completamente e che riprendiamo in parte qui di seguito:
Per carità, qualche sforzo di buona volontà si vede: l'impegno a una maggiore trasparenza, un giro di vite sulle società miste e sui consigli di amministrazione (dei consiglieri della Società autostradale Brescia-Verona-Vicenza- Padova i politici riciclati e non sono 11 su 15), una stretta alla distribuzione di cellulari ai dipendenti regionali, una razionalizzazione delle spese telefoniche con l'uso delle chiamate via Internet, una serie di nuove norme sui contratti flessibili per arginare la discrezionalità con cui certe amministrazioni locali vanno ad «aggirare i divieti esistenti di procedere a nuove assunzioni», una omogeneizzazione di compensi degli amministratori che oggi per fare lo stesso lavoro in luoghi diversi prendono buste paga diversissime, un limite al cumulo di incarichi, una disposizione perché i compensi dati ai consulenti non solo siano pubblici ma diventino operativi solo «dopo» la loro pubblicazione on line. E infine una riduzione del 20% (anche se la strada per arrivare al traguardo sarà assai accidentata) dei consiglieri e degli assessori regionali, comunali e provinciali. Nonché delle loro indennità e dei rimborsi. Evviva. Ma è davvero poco. Manca ogni accenno alla proposta avanzata da più parti di sopprimere le province. Manca ogni accenno all'accorpamento di un po' di comuni, anche se ce n'è uno come Monterone [Morterone, per l'esattezza], in provincia di Lecco, con 33 abitanti. Manca ogni accenno alla necessità non solo di rendere i bilanci trasparenti ma leggibili: a cosa serve che vadano su Internet se poi l'«acquisto di giornali e libri» per una somma enorme (128 mila euro) può essere nascosta dalla Regione Sicilia sotto 7 voci esattamente uguali ma sparpagliate in capitoli diversi? Manca un impegno a ridurre, ora e non domani o dopodomani, i membri di un governo troppo obeso. Manca perfino l'incompatibilità, che era stata chiesta dalle stesse comunità montane, tra l'essere comune di mare e comune di montagna. Per non dire del silenzio, accanto alla timida voce del governo, degli altri organi costituzionali chiamati a far la loro parte. Come il Quirinale, che non ha ancora detto se quest'anno renderà finalmente pubblico il suo bilancio. Come la Camera e il Senato, dove anche gli uomini di buona volontà (e ce ne sono) magari aboliranno la barberia ma non riescono a metter freno all'aumento «automatico» delle spese dovuto a un sistema impazzito, come nel caso citato del dilagare di edifici parlamentari che con la targhetta «Montecitorio» occupano complessivamente ormai 204.212 metri quadri pari alla superficie di 14 basiliche di San Pietro, 31 campi da calcio internazionali o 420 campi da basket.

postato da civati, 16:13 | link | commenti (3)
la casta

Il Pd e la filosofia

Virginia Perini mi intervista per Affari italiani su Partito democratico e filosofia. Trovate qui l'indirizzo. Con l'occasione vi segnalo anche come molto interessanti le interviste di De Monticelli, Matassi e Veca pubblicate sempre da Ai.

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appunti per un partito nuovo

Nothing is real: l'estetizzazione formigoniana della Lombardia

La Regione Lombardia è al di sopra di ogni sospetto per quanto riguarda i famigerati costi della politica? E' la Regione più virtuosa? Sì, ciao.
Guardate i costi della comunicazione, così come è previsto dall'assestamento di bilancio 2007:
Spese di rappresentanza della Giunta regionale: previsione 50mila euro, assestamento 67mila (+34%).
Rassegna stampa e trattamento economico giornalisti agenzia di stampa: prev. 1.155.000, ass. 1.295.000 (+ 12%).
Convegni conferenze seminari: prev. 720mila, ass. 870mila (+21%).
Comunicazione: prev. 4.045.000 euro, ass. 5.245.000 (+30%).
Bello, no? E come dimenticare che le spese di trattamento economico del personale delle segreterie dei componenti della giunta raggiungono i dodici milioni di euro, di cui addirittura quattro per il personale non dipendente (lo ha denunciato Mario Agostinelli nel libro curato da Enzo Dell'Olio La corsa è finita)?
La verità è che la realtà è più importante raccontarla che affrontarla, in Lombardia. E una volta trasformata, la realtà è perfettamente formigonizzata, con una clamorosa operazione di estetizzazione. Nothing is real.

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regione, la casta

sabato, luglio 14, 2007

Senza ossigeno

Avevo dedicato un post all'anidride carbonica: ora tocca all'ossigeno, necessario a far funzionare qualche cervello. Per chi ancora dubitasse dell’impegno della Regione Lombardia e in primo luogo del Presidente Formigoni nella battaglia per la tutela dell’ambiente farebbe bene a leggere con attenzione le pagine 49 e successive del “Documento di programmazione economico finanziaria regionale 2008 2010” che in questi giorni il Consiglio regionale è chiamato a discute ed approvare. In quelle pagine con puntigliosità viene ribadito: «In tema di qualità dell’aria, anche per l’anno 2008 l’attenzione alla riduzione delle emissioni e degli inquinanti in atmosfera risulta uno degli obiettivi prioritari che determineranno l’azione del Governo regionale». Parole sante. Sappiamo anche che la riduzione delle emissioni deve essere perseguita con «la realizzazione di forme di mobilità maggiormente eco-compatibili». Chi meglio della Lombardia e del suo Presidente può vantare un meritato primato in questo settore, chi ha precorso i tempi individuando nei motori alimentati ad idrogeno l’uovo di Colombo per la risoluzione di questi fastidiosi problemi e istituendo ad Arese un apposito polo dell’idrogeno? Il Consiglio quindi il 24 luglio sarà chiamato a ratificare questo importante documento di programmazione regionale che certifica inequivocabilmente l’impegno della Regione per il rispetto del Protocollo di Kyoto.
Nello stesso giorno, qualche ora prima, a latere di questo importante documento il Consiglio regionale approverà anche il tradizionale assestamento di bilancio, un aggiustamento delle politiche di spesa della regione rispetto alle previsioni fatte all’inizio dell’anno. Spigolando in questo arido documento tecnico fatto di numeri e tabelle pur tuttavia la nostra attenzione non può non essere attratta dal rimodulazione dell’unità previsionale di base (capitolo di bilancio) 6.3.2.3.138 destinato alla «Promozione e diffusione di veicoli ecologici» che nella previene approvata a dicembre 2006 aveva una dotazione di 4.080.000 € con la proposta di assestamento quel capitolo è ridotto a 350.000 €: avete capito bene, si passa da quattro milioni a trecentocinquantamila euro! La successiva Unità revisionale di base, n° 6.3.2.3.138 destinata a finanziare «Interventi previsti dall’accordo di programma quadro in materia di ambiente ed energia…. Per la diffusione di combustibili a basso impatto ambientale, la produzione di energia da biomasse e per il piano d’azione sull’idrogeno» dotato nella previsione di 5.295.000 € passa a 723.333 €. Anche qui avete letto bene! Dei 9.375.333 previsti con l’assestamento se ne tagliano 8.302.000. Un taglio dell’88,55%. Una vera buona notizia per i polmoni dei lombardi. Le notizie ricavabili dall’arido documento non finiscono qui. Anche una notizia dall’apparenza positiva rivela il suo lato comico. Per rafforzare la sua politica di investimenti, la regione ha spostato nel 2008 57 milioni dei 140 previsti per il 2007 per il nuovo palazzo della Regione. Con questo tesoretto della dilazione si è provveduto a finanziare per 15 milioni di spese per «l’attuazione dei programmi regionali e dei piani d’azione per la qualità dell’aria e per le altre attività volte al controllo delle emissioni climalteranti»: l’ennesimo tentativo di dare un contributo per l’acquisto di “filtri anti-particolato” non ancora omologato a livello nazionale e soggetto a normative confuse che non permettono il rapido utilizzo delle risorse e sopratutto che non danno garanzie certe che il loro utilizzo serva a ridurre effettivamente le emissioni. Più che di idrogeno, ci sarebbe bisogno di ossigeno. Perché in questa Regione ce n'è davvero troppo poco.

postato da civati, 16:05 | link | commenti
regione

venerdì, luglio 13, 2007

Cesano e la svolta 'democratica'

Emilio Sperlì ha scritto un libro su Cesano Maderno e la sua storia politica. Un libro interessante, per ricostruire la storia di un laboratorio politico in cui, già nel 1990, si respirava un'aria di Ulivo ante litteram. Molti anni prima della famosa cena di Gallipoli e della candidatura di Prodi, Gigi Ponti guidava una giunta Dc-Pci nata grazie ad una convergenza programmatica e al desiderio di superare gli schemi, di sparigliare, ricorda Sperlì: "una gran voglia di liberarsi dalle vecchie pastoie". E' curioso leggere queste pagine oggi, mentre ci si affatica nel tentativo di costruire un nuovo partito, per molti vissuto ancora come un difficile esperimento. Non a Cesano, dove dal 1990 la prospettiva è cambiata, non senza che siano emerse difficoltà nel corso degli anni (soprattutto questi ultimi, quando la coalizione di governo si è allargata ben oltre i confini dell'Unione e - Sperlì lo fa intendere - anche troppo). Complimenti ad Emilio, per averci offerto informazioni preziose e utili per comprendere meglio la storia della nostra democrazia e di una bella città della Brianza.

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appunti per un partito nuovo

Gay a Milano? Nemmeno con le pattine

Segue da un post precedente: Da un'agenzia di qualche minuto fa (Ansa): «La mostra "Vade retro: arte e omosessualità" non aprirà al pubblico. "E' una decisione degli organizzatori - ha detto l'assessore Vittorio Sgarbi [...] - che io condivido. La mostra si farà in un'altra città con le opere censurate". Sgarbi ha poi rivelato di aver telefonato a Silvio Berlusconi perché convincesse il sindaco a recedere dalla posizione assunta sulle opere da eliminare. "Berlusconi - ha detto Sgarbi - mi ha poi telefonato dicendo che la missione era fallita". "Di fronte alla censura - ha commentato Sgarbi riferendosi all'annullamento dell'esposizione - la soluzione più concreta è la censura estrema e quindi la cancellazione della mostra"». L'epilogo della vicenda più triste degli ultimi tempi conferma che Milano ha perso la sua dignità di città internazionale, aperta e culturalmente attiva. Si apre una fase oscura, in cui l'assessore alla Cultura è costretto a telefonare a Berlusconi - noto esperto di terzini e di arte contemporanea - perché chieda al sindaco di Milano di cambiare idea. Vade retro: un titolo che è anche un destino. Dove siamo capitati. Che vergogna.

postato da civati, 17:30 | link | commenti (2)
cultura

Laboratorio di formigologia

Direbbe Lucarelli che sono cose che non vorremmo mai vedere, non da noi, non qui, non in Lombardia. Invece il video per i sessant'anni di Formigoni - compiuti a marzo e ci scusiamo per il ritardo - è una chicca imperdibile (soprattutto il laboratorio di formigologia che ci viene proposto). Il video è ospitato da YouTube e pubblicato da YouFormigoni (per la serie: il culto dell'impersonalità). Lo trovate a questo indirizzo. Visitare con prudenza.

postato da civati, 17:18 | link | commenti
regione

I gay con le pattine

Meno male che la sede è il Palazzo della Ragione. Perché la mostra «Arte e Omosessualità - Da von Gloeden a Pierre et Gilles» è al centro della polemica più retriva e provinciale della storia della città di Milano. Dopo il vergognoso balletto circa il contributo al festival del cinema gay (risultato: nessun contributo), a Milano va in scena la censura e il controllo politico della giunta comunale sulle forme espressive. Sgarbi si fa pubblicità, ma in realtà passa in rassegna la manifestazione, togliendo le opere più sconvenienti e ristampando cataloghi in continuazione (domandina: perché non pensarci prima? Sgarbi era informato dell'omofobia dei suoi colleghi? O forse preferisce il bailamme che gli è così congeniale?). Letizia Moratti, esponente della destra da sussidiario, si schermisce e sembra quasi invitare tutti a chiedere permesso e a calzare le pattine, che altrimenti si rovina la cera del salotto buono di Milano. Altro che ticket anti-traffico: quella della Moratti è una selezione all'ingresso (e anche all'ingrosso), che allontana dai Bastioni (in senso anche metaforico) tutto ciò che è diverso e soprattutto libero. Casa delle libertà? Sì, ciao. Ve l'immaginate una polemica così a Barcellona o a Berlino? La vergogna più grande non è certo rappresentata dai fotomontaggi con Sircana in trans o dai simil-Ratzinger: la vergogna di Milano e della politica milanese, nella città più gay d'Italia, è l'omofobia. E lo squallore culturale che essa porta con sé.

postato da civati, 11:57 | link | commenti (13)
cultura, diritti

La passione del semplice giorno

Dedicata a chi so io, ma anche a tutti voi, with the passion of plain day.

o stella, doppiamente compassionevole, venuta
troppo presto per il crepuscolo, troppo tardi
per l'alba, possa la tua pallida fiamma
dirigere il peggio in noi
attraverso il caos
con la passione del
semplice giorno.

postato da civati, 11:01 | link | commenti (2)

La globalizzazione del salmone (Scozia-Yemen, andata e ritorno)

Sul Foglio dell'altro giorno si parlava del confronto Bersani-Letta vs. Veltroni-Franceschini come del conflitto tra riformisti, i primi, e romanzieri, i secondi. Dal momento che credo che si possa essere riformisti 'e' romanzieri, vi segnalo Paul Torday, Pesca al salmone nello Yemen, Rizzoli 24/7. I motivi per leggerlo sono tanti. Li enumero per brevità: 1. è un libro divertente; 2. l'immagine del salmone è intrinsecamente controcorrente e ben sviluppata nel romanzo di Torday; 3. la rappresentazione della burocrazia - dal 10 di Downing street all'Ente ittiologico nazionale - è straordinaria; 4. lo sceicco che vuole portare la pesca al salmone negli uadi yemeniti è un globalizzatore sofisticatissimo; 5. l'incrocio tra l'impresa titanica (portare il salmone nei canyon mediorientali) e la guerra in Iraq è perfetto e fa riflettere il lettore ben più di quanto se ne renda conto; 6. l'insidia di Al Qaeda è rappresentata in modo molto icastico: 7. la dialettica della globalizzazione attraversa ogni pagina del libro, con grande leggerezza e notevole precisione; 8. il momento religioso e il sogno utopico si ritrovano perfettamente, tra la Scozia e lo Yemen, grazie anche ad una delicata storia d'amore; 9. il protagonista è un uomo iperspecializzato dei nostri tempi, che fa tenerezza; 10. da ultimo, in riferimento al lavoro che faccio, il titolo è perfetto anche per una delibera della Regione Lombardia (scherzo). Se volete un parere, mettetelo in valigia: sotto l'ombrellone, vi farà ridere e pensare. E non è poco.

postato da civati, 10:53 | link | commenti

La rovesciata: a Vimercate, buona cucina (politica)

Prosegue la campagna di ascolto del Rovesciata tour. Questa sera, con l'ulivo mobile, facciamo tappa a Vimercate: una tappa "in discesa", nella zona della Brianza più vicina al centrosinistra. Mercoledì sera, a Besana, sono rimasto a bordo campo: c'era il segretario della Federazione e, si sa, ubi maior, rovesciata cessat. Stasera dovrei giocare titolare, per proseguire in un viaggio che mi sta dando molte soddisfazioni, alla ricerca di quel 'senso' che è così importante per il baby Partito democratico che sta nascendo. Vi aspetto (a Vimercate, alla Festa, alle ore 21: la mia personalissima guida Michelin delle Feste mi dice che si mangia molto bene e che la nuova area feste è bellissima. Non vorrete mica mancare...).

postato da civati, 09:55 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

giovedì, luglio 12, 2007

Pd: le regole

Sto studiando attentamente le regole per le Primarie, finalmente deliberate dal comitato dei 45. Rimane la mia totale perplessità nei confronti del porcellinum, ovvero delle liste bloccate, un sistema a cui avrei preferito - come tutti i sinceri democratici - l'indicazione della preferenza (anziché contestare il porcellum, noi lo replichiamo in piccolo...). La buona notizia è la votazione contestuale del segretario regionale, che dovrebbe quantomeno limitare lo spettacolo spartitorio di cui ho scritto ieri...

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appunti per un partito nuovo

"Non si volge chi a stella è fiso": Unione e responsabilità, l'importante è il Governo

Comunicato stampa (tra falchi e colombe, spuntano le peppole democratiche). Come tanti elettori del centrosinistra, leggiamo con grande preoccupazione delle polemiche interne all'Unione lombarda apparse in queste ore sui principali organi di stampa. Polemiche dure e generalmente sopra le righe che spostano l'attenzione dalla cosa più importante: il sostegno al Governo Prodi, un esecutivo che tra grandi difficoltà (determinate soprattutto dalla esigua maggioranza al Senato) sta avviando un percorso di riforme che riguardano direttamente il Nord del Paese, a cominciare proprio dalle infrastrutture e dal federalismo, dopo i cinque anni letteralmente buttati via da Berlusconi e dalla Cdl. Ci sorprende la facilità con cui da più parti si sente parlare di alleanze variabili, diverse da quella che sostiene il governo nazionale, senza per altro che venga mai indicato a quale variabilità si intenda far riferimento. Di variabile, queste ipotetiche alleanze, hanno solo la caratteristica di cambiare a seconda di chi le propone e dal giorno in cui vengono avanzate. Ancor più pericoloso ci sembra procedere, in questa fase politica, ad un regolamento di conti interno alle forze di centrosinistra: lo capiscono gli elettori (e lo capirebbero anche i bambini) che in questo momento ci vogliono responsabilità e unità, per sostenere il Governo e per costruire un'alternativa vera al formigonismo ormai declinante, nell'autonomia delle forze politiche che partecipano alla coalizione, ma nel senso di responsabilità che le unisce, in ragione di una sfida politica di grande significato per il Paese e per i nostri concittadini.
Carlo Monguzzi e Giuseppe Civati  consiglieri regionali Verdi e DS

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regione

48585

Mandate un sms a questo numero. Costa un euro.  E' per il Wwf. Per le oasi: per salvarle, per salvarci.

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regione

mercoledì, luglio 11, 2007

Due pugni in faccia (in memoriam)

L'assessore regionale Prosperini interviene a proposto della mostra sull'arte gay (uno dei suoi temi preferiti: ricordate la garrota?) e - oltre a chiedere, s'intende, che venga tolto il patrocinio del Comune di Milano - ci regala una perla delle sue: "Io adotto il motto "Scherza coi fanti, ma non con i santi". Pensi che ho visto quella porcata del film della nipote [era un discendente per la verità] di Van Gogh. Una vera infezione. Che motivo c'era di far vedere quella scena in cui un uomo scriveva sul corpo di una donna starnazzante i versi del Corano? Mi dica dov'è l'arte di quel film. Per i musulmani è un'offesa enorme. Poi il regista è stato ucciso, ma se gli avessero tirato due pugni in faccia, io avrei pagato volentieri all'aggressore l'avvocato". Uccidere era troppo, ma due pugni ci stavano bene. Ovviamente, alla memoria (la fonte è Affari italiani).

postato da civati, 19:08 | link | commenti (8)
cultura

CO2, questa sconosciuta

Da Wikipedia: "L'anidride carbonica (nota anche come diossido di carbonio o biossido di carbonio) è un'anidride formata da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È una sostanza fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali. È inoltre il principale gas serra presente nell'atmosfera terrestre". In Regione Lombardia non si sa che cosa sia. Infatti, tutte le politiche ambientali sono rivolte alla riduzione delle polveri sottili, ma dell'anidride carbonica ci si occupa poco o nulla. Anche nell'assestamento di bilancio, rileviamo che ci sono 15 milioni in più per finanziare incentivi a chi cambia auto, ma 8 milioni abbondanti in meno per le fonti rinnovabili nel loro complesso (compreso quell'idrogeno su cui tanta retorica è stata fatta in questi anni). Dalla Giunta ci hanno risposto che gli investimenti in questo campo sono rinviati alle annualità successive: ci avevano detto così anche l'anno scorso e quello prima ancora. Per quanto riguarda l'ambiente, come ha spiegato Al Gore (regaleremo il dvd agli assessori di Formigoni), ogni anno perduto nella lotta allo smog vale decenni di vita per il nostro pianeta. E ogni investimento negato significa far perdere al nostro sistema produttivo l'opportunità di convertirsi (per quanto riguarda sia il processo sia il prodotto) ad una produzione più avanzata e di qualità. Tutte cose che ripetiamo da tempo senza che nessuno ci ascolti. L'unica anidride carbonica conosciuta in Regione è quella allo stato solido: il cosiddetto ghiaccio secco, utilizzato negli effetti speciali per creare la nebbia, particolarmente utile al presidente in occasione delle conferenze stampa a cui, da anni, ormai, ci ha abituato. Conferenze frizzanti, con aggiunta di CO2, frutto della fermentazione a cui è sottoposta la nostra politica ambientale.

postato da civati, 14:19 | link | commenti (15)
regione

Non hanno capito nulla

Leggo sul Corriere che Ds e Dl si starebbero spartendo - tra Roma e Milano - i segretari regionali e provinciali. Alla Margherita spetterebbe la Lombardia (con Guido Galperti) e ai Ds Milano città (perché non confermare Mirabelli?). Immagino che nella Sd (spartizione democratica) toccherebbe ai Ds il capogruppo in Regione (e ho già qualche sospetto) e il presidente del gruppo a Palazzo Marino ai Dl. E' una cosa vergognosa. Pensavo che i dirigenti di rilievo anche a livello locale si eleggessero con elezioni primarie o comunque con il voto degli iscritti al nuovo partito. Pensavo che potesse capitare che in un posto ci fossero due diessini, in un altro due diellini, in un altro - perché no - anche soltanto indipendenti, personalità scelte per la loro qualità e non per la loro tessera di provenienza. E invece no: il segretario nazionale del Pd non è Veltroni, come ci era parso di capire, ma il buon vecchio Cencelli. Sapete qual è la novità: se va così, mi candido alla segreteria regionale del Pd. Per perdere, ovviamente, ma per difendere un principio fondamentale che è anche uno slogan: che il Partito democratico sia democratico.

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appunti per un partito nuovo

La rovesciata: questa sera a Besana con le regole

Prosegue senza posa il viaggio della ulivo mobile per le strade della Brianza. Con noi portiamo anche i moduli del referendum, perché ogni occasione è buona. Ieri abbiamo registrato un piccolo incidente: qualche stronzo ha infilato un chiodo nella gomma della nostra mitica auto a trazione elettrica. Ma non ci fermeranno: questa sera, mercoledì 11 luglio, alle ore 21, saremo a Besana per un dibattito sul Pd diverso dal solito. Sì, perché nel corso della giornata i 45 dovrebbero (finalmente) dirci come si voterà il 14 ottobre. A Besana, nel cuore della Brianza, per saperne di più. Vi aspettiamo.

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appunti per un partito nuovo

martedì, luglio 10, 2007

Tra Prodi e Formigoni

Oggi il Consiglio regionale ha votato una mozione bipartisan per "conoscere le effettive intenzioni del Governo, nella persona del Presidente del Consiglio on. Romano Prodi, con riferimento all'avvio dell'iter di attribuzione alla Regione Lombardia di ulteriori forme e condizioni di autonomia ai sensi dell'art. 116, 3° comma, della Costituzione". La mozione era corredata da una cronistoria delle presunte mancate risposte del governo al presidente Formigoni. Vorrei comunicare coram populo che non ho partecipato al voto e vorrei anche spiegarvi le motivazioni mie e del consigliere Squassina che ha fatto altrettanto. Sono convinto infatti che il federalismo non sia rinviabile, anche se ritengo che vada prima di tutto attuato l'art. 119 della Costituzione (federalismo fiscale) come da noi sempre sostenuto. Trovo però stucchevole il continuo comiziare in aula della Lega Nord e delle forze che hanno sostenuto la devolution, perdendo cinque preziosi anni per predisporre la famosa riforma alla zuava che non ci ha portato da nessuna parte (adesso rimproverano a Prodi di aver perso nemmeno tre mesi, cavoli!). Trovo insostenibile che le forze di maggioranza richiamino in continuazione il Governo Prodi ed in particolare il sottosegretario Letta al rispetto dei tempi quando la giunta Formigoni ci ha abituato a non rispettarli mai se si tratta di argomenti che interessano all'opposizione. Infine, non capisco il continuo aderire dei gruppi dell'Unione a proclami, manifesti e prese di posizione che di per sé sono spesso soltanto grandi autocelebrazioni della Cdl, senza alcun contenuto pratico e senza alcuna coerenza con la storia politica di questo Paese. Prendersela con il Governo sta diventando pericolosamente troppo facile per tutti. Attenti a non esagerare.

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regione

Le piazze e le stragi

Oggi ho incontrato il presidente del Consiglio regionale, Ettore Adalberto Albertoni, in una pausa 'tecnica' della seduta consiliare, e non mi ha nemmeno salutato, nonostante l'abbia accolto con la consueta cortesia istituzionale. Se l'è presa per i fumetti (e forse anche per il tour degli 'albergoni' che domani fa tappa a Cremona). Purtroppo sono all'opposizione (anche se in Regione non sempre sembra...) e mi tocca dargli un altro dispiacere. Mercoledì prossimo si terrà una conferenza stampa delle associazioni delle vittime delle stragi di piazza Fontana e piazza della Loggia che chiederanno di ritirare il volume sulla storia lombarda a fumetti che tradisce la memoria di quei due gravissimi avvenimenti della nostra storia.

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cultura, regione

Lo sostengo quindi firmo

Accidenti. Sono d'accordo con Parisi. Non capisco proprio cosa voglia dire «sostengo i referendum ma non firmo». Espressa da Walter Veltroni è ancora più dolorosa, come posizione. Se uno è d'accordo, gli tocca anche firmare. Altrimenti, sa tutto di equivoco. Veltroni dice che sostiene ma non firma per ragioni di opportunità, perché il Pd è in una coalizione in cui alcuni non sono d'accordo. Il risultato è che non sono d'accordo con Veltroni quelli che sono d'accordo con il referendum. E che hanno in mente un Pd autorevole e forte, chiaro nelle intenzioni, efficace nei messaggi e conseguente nei risultati. Che brutta storia. Viene voglia di firmare a maggior ragione. Se siete d'accordo, firmate. Semplice, no?

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appunti per un partito nuovo

lunedì, luglio 09, 2007

5 libri nella valigia del Pd

Quella donna geniale che risponde al nome di Marta Meo ha qualche tempo fa inventato un format, "La valigia", per riflettere su quello che intendiamo portare nel Partito democratico (e quello che si vuol lasciare a casa, o magari dimenticare), nella speranza di non essersi scordati qualcosa di fondamentale (come il 'solito' spazzolino che ci si accorge di non avere portato con sé appena arrivati nell'albergo che ci ospita dall'altra parte del pianeta...). Pierfrancesco Majorino rimane in metafora e propone cinque titoli da portare con sé per comporre tutti insieme la biblioteca del Pd (Majorino propone Foa, Yourcenar, Bonomi, Melville e Coe, non necessariamente in quest'ordine). I miei cinque sono i seguenti (e ci sarebbe anche un video, Una scomoda verità). Provate anche voi: è un'esperienza utile per la rappresentazione che vogliamo dare di noi stessi e del nuovo partito.
In viaggio con Alex di Fabio Levi, sulla vita e gli scritti di Alexander Langer;
Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron (giuro: non è dedicato al governo Prodi, anche se il titolo lo farebbe pensare :-) ;
Il fondamentalista riluttante di Hamid Mohsin, per comprendere alcuni aspetti dialettici del mondo contemporaneo;
La democrazia che non c'è di Paul Ginsborg, per non ripetere errori già commessi e per una bella e nuova politica davvero democratica;
Pesca al salmone nello Yemen di Paul Torday, perché la globalizzazione è un fatto maledettamente complesso e altrettanto sorprendente...

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appunti per un partito nuovo

Cuore verde

L’associazione Cuore di Limbiate, con la collaborazione dei consiglieri comunali e dei partiti del centrosinistra, ha lanciato la campagna sul risparmio energetico: «Accendi il futuro». Si tratta della più grande iniziativa di promozione ambientale che si sia mai vista a Limbiate, in Brianza e forse in Lombardia. Grazie ad un’accordo firmato con AEM, già a partire da sabato 14 e domenica 15 luglio, in tutti i quartieri saranno distribuiti gratuitamente, 20.000 lampade a basso consumo, 30.000 frangigetto areati e 10.000 erogatori a basso flusso.
E' un'iniziativa di grande impatto che vi segnalo con piacere, perché corrisponde a quell'idea di bio-Brianza che da tempo sostengo e cerco di promuovere nelle nostre comunità. A Limbiate sarò martedì 17, per il Rovesciata tour: con l'Ulivo mobile elettrica, anche per parlare di energia pulita. Quella che mi auguro alimenterà anche il Partito democratico.

postato da civati, 13:10 | link | commenti (1)
appunti per un partito nuovo

Le lenzuola di Babel

Luca mi scrive, sempre puntuale, partendo da Babel di Alejandro González Iñárritu (se non l'avete ancora visto, noleggiatelo, accidenti) per arrivare alla Monza delle retate anti-venditori abusivi (una vera minaccia per il mondo occidentale, sigh). Sono i ragazzi delle lenzuola, che il nuovo assessore alla viabilità di Monza vuole allontanare dalle vie del centro, a qualsiasi costo. Ora, credo anch'io che i ragazzi delle lenzuola possano dare fastidio al passeggio. Ma, come ho già scritto, anche loro sono un prodotto della globalizzazione e fanno parte a pieno titolo di Babel, per riprendere la citazione di Luca e l'immagine di Iñárritu. Un mondo interconnesso, legato da relazioni e sottili legami, da dinamiche inaspettate. Il ragazzo con il lenzuolo vende copie di prodotti griffati (il 'logo' della Klein), realizzati chissà dove, nelle vie di città che non conosce, in un mondo controllato proprio da chi il logo lo possiede e che costringe i ragazzi a scappare dal loro Paese, dalla fame e dalla mancanza di prospettive. Soltanto comprendendo la complessità del fenomeno, si è autorizzati a chiamare i vigili. Altrimenti, diventa una battaglia del primo mondo e delle sue vie commerciali contro gli ultimi della terra, che proprio in terra stanno: con le loro lenzuola e le borse di Gucci. False, come la dialettica che li ha portati là. Stasera rincasavo e ne ho visti due, che rientravano verso chissà quale casa con le loro lenzuola. Ero incuriosito e sono giunto ad una conclusione: mi dispiace, ma non riesco ad odiarli.

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cultura, diritti, monza

Un croissant per non perdere il Nord

Per iniziare nel migliore dei modi la settimana, vi offro un croissant. Anzi, per la verità l'etimologia della parola: «La grande storia ha addirittura condizionato la nascita del croissant, il Kipfel 'lunetta', il cornetto o brioche a forma di mezzaluna: occorre riandare a uno dei grandi momenti dello scontro frontale tra Oriente e Occidente, l'assedio e la battaglia dei Turchi davanti a Vienna [...]. Pare che croissant, vocabolo francese, dal significato letterale di 'crescente', abbia dato il nome al dolce proprio per la sua forma di luna (crescente). I primi croissant sono stati preparati a Vienna, dopo la fine dell'assedio della città, a ricordo della mezzaluna turca sconfitta». E' una delle numerose scoperte di Tra le pieghe delle parole di Gian Luigi Beccaria, Einaudi. La storia delle parole e ancor più la loro 'vita' sono al centro di una indagine che mi sento di consigliare vivamente. Per scoprire perché diciamo "gatta morta" o "mosca cocchiera", per capire da dove viene l'acqua di seltz e per sapere perché il cucchiaio si chiama così. Ma soprattutto per capire che, attraverso le parole, i loro percorsi e i loro meandri (altro termine di cui Beccaria ci illustra l'origine) scopriamo che le tradizioni e le culture (che poi sono una sola) sono complesse e impossibili da separare una volta per tutte, come qualcuno pretende di fare, in questo nostro tempo devastato e vile. Perché la settimana inizi con una luna crescente, dunque, e perché non perdiamo la tramontana. Che in spagnolo si dice perder el Norte, perdere il Nord. Guarda caso...

postato da civati, 00:21 | link | commenti (1)
cultura

domenica, luglio 08, 2007

Cosa succede al Governo?

Domani sera, lunedì 9 luglio, ore 21, ne discutiamo con il sottosegretario Luigi Vimercati e Maurizio Martina alla Festa dell'Unità di Besana Brianza.

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sabato, luglio 07, 2007

Sprechi lombardi

Il comandante Marcello Saponaro dei Verdi lancia un sito che vi segnalo immediatamente: sprechilombardi.org. Cliccate: tra fumetti, alberghi, autoblu, consulenze e altre amenità, la nostra 'cara' Regione.

postato da civati, 15:59 | link | commenti
regione, la casta

Il Pd e il ballo liscio

Il Rovesciata tour è approdato ieri a Cesano Maderno. Festa dell'Unità. Spot di cinque minuti durante la serata di ballo. Metafora della serata: il Pd deve essere come il ballo liscio, dove la musica è la stessa, e ognuno balla come preferisce. A significare una visione unitaria e insieme plurale della nuova forza politica. E il bello è che, nel ballo, le coppie possono anche scambiarsi (e il fatto che sian coppie, presuppone quella equivalenza tra donne e uomini che del Pd dovrebbe essere un elemento qualificante). Tra gli stand della Festa, c'è insofferenza. Per una riforma delle pensioni che non si sblocca (anzi, si trascina), per la mancanza di un quadro chiaro nella politica di governo, per l'impressione «che abbiano perso il contatto con la realtà», i nostri ministri e i nostri parlamentari. Il tour prosegue, la prossima settimana, alla ricerca di un senso perduto, da recuperare al più presto. Per tornare a ballare.

postato da civati, 13:00 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

venerdì, luglio 06, 2007

Ora di legalità: anche in Lombardia!

Bellissima iniziativa della Regione Toscana. Un modulo di insegnamento sulla legalità, per tutte le scuole, concordato dalla Regione con l'Ufficio scolastico regionale. L'ora di legalità è un'idea molto forte, che rilancia l'educazione civica nelle scuole. Il protocollo inizierà in maniera sperimentale con il nuovo anno scolastico e avra' due anni di durata. La Regione lo finanzierà con 50 mila euro. Dalle agenzie apprendiamo che analoghi progetti sono in cantiere anche per filoni legati al bullismo, al gioco d'azzardo, alla violenza negli stadi, e alla storia del terrorismo e alla memoria delle vittime.

postato da civati, 15:45 | link | commenti (4)
regione

Se la pace è off-line

Sippor colpisce ancora: Cede sotto i lievi colpi di un sondaggio malorganizzato la solida struttura informatica messa in piedi dalla Regione Lombardia per la gestione di servizi, informazioni e comunicazioni al pubblico. Non è dato sapere se la colpa è di temibili hacker o di semplici navigatori in vena di burle: fatto sta che il sito www.premioperlapace.it, attraverso il quale la Regione Lombardia raccoglieva voti online su una rosa di candidati predisposti dalla apposita giuria, è stato oscurato perché, come spiega Formigoni in una comunicazione ufficiale, “sono state accertate diverse anomalie nella espressione delle preferenze, tali da non assicurare più la correttezza e la regolarità della preocedura di voto”. Immaginiamo, dal basso della nostra esperienza di webmaster autodidatti, che si sia trattato di un mero problema di impostazione delle pagine di raccolta dati, che un buon informatico avrebbe potuto risolvere in una mezzoretta. Ma la Giunta, e il molosso di Lombardia Informatica che la sorregge, ha tirato prontamente i remi in barca: “L’amministrazione regionale – si legge ancora nella delibera – ha deciso di non assegnare il Premio per la Pace on-line 2006”. E sì che il molosso conta 500 dipendenti e un capitale sociale di 7,4 milioni di euro. Sarebbe stato sufficiente proporre la riassegnazione del premio al primo studente universitario capace di risolvere le “anomalie registrate” nella procedura di sondaggio: di sicuro, la Regione più avanzata d’Italia, con tanto di occhi rivolti alla ricerca, ai giovani e al futuro, ci avrebbe fatto una figura migliore.

postato da civati, 15:37 | link | commenti
regione

777: LiveEarth a Cassano

Nessuno mi ha dato ascolto (strano...). LiveEarth di Al Gore, previsto per domani 7 luglio 2007, non troverà alcuna eco presso le feste dell'Unità lombarde (eppure avevo scritto a chi di competenza, ma non fa niente). C'è la solita eccezione, e viene da Varese: i ragazzi della Sinistra giovanile hanno organizzato un piccolo LiveEarth locale. «Il concerto che la Sg di Cairate organizzerà sabato 7 luglio presso la festa de l’unità a Cassano si riallaccerà alle manifestazioni che contemporaneamente si svolgeranno in tutto il mondo – dice Andrea Venegoni, uno degli organizzatori». Il segretario locale si chiama Andrea Civati. Un cognome, un destino :)

postato da civati, 15:32 | link | commenti

Generazione di fenomeni (web)

Il video dell'iniziativa di sabato scorso, a Pisa, dei 'cervelli' rientrati in Italia per parlare di ricerca, innovazione, giovani, talenti. Imperdibili Scalfarotto e Gallo.

postato da civati, 15:17 | link | commenti
diritti

I fumetti del quartierino/4

In televisione, l'ex-presidente Fontana risponde piccato alle critiche sul libro a fumetti prodotto per 105mila euro dal Consiglio regionale sotto la sua presidenza. Sostiene cose inesatte (l'editore sarebbe un "compagno", il Manzoni la voce narrante dell'intero volume: in entrambi i casi, se l'è sognato) e accusa la sinistra di essere vittima del Minculpop (per altro, il Minculpop era fascista, Fontana deve avere letto cose diverse su un sussidiario a fumetti). Dice che scambiare a.C. con d.C. è solo un errore di stampa (curiosamente anche l'unico...). Sorvola su piazza Fontana (forse per via dell'omonimia) e sulla strage di piazza della Loggia, che è di mano fascista, ma nel suo libro a fumetti è attribuita al movimento operaio e studentesco. Tutte cose sbagliate e gravi che pagano i cittadini lombardi. Il suo successore precisa però che sono polemiche sterili. Ha ragione: gli risponderemo con un fumetto.

postato da civati, 14:03 | link | commenti (2)
cultura, regione

Seveso: la democrazia che non c'è

In un Consiglio comunale teso e partecipatissimo, la giunta Galbiati di Seveso ha approvato lo schema di accordo di programma con la Regione Lombardia per la realizzazione dei sottopassaggi viari al tratto cittadino delle Ferrovie Nord. Con buona pace di migliaia di cittadini e della volontà espressa dal Consiglio regionale nel dicembre dello scorso anno, nessun spazio è stato concesso alla possibilità di verificare davvero l'ipotesi di interrare la ferrovia. Un intervento certamente più costoso, ma decisamente migliore per risolvere i problemi viabilistici e per promuovere la qualità della vita nella cittadina brianzola. Come spesso accade in Regione, le ragioni del Consiglio sono perfettamente disattese dalla giunta regionale, che non le tiene in alcuna considerazione (dove è finito l'impegno per lo studio di fattibilità previsto nell'ordine del giorno di allora?). Se il Consiglio vota bianco, la giunta fa nero, in uno schema ormai consolidato (vedi alla voce Inzago). E il Consiglio regionale diviene ogni giorno di più un'aula sorda e grigia, ridotta a bivacco, senza che nessuno - a cominciare dal suo presidente, in questo momento impegnato in una curiosa tournée attraverso le province lombarde - ritenga di doverla difendere. A Seveso, per non essere da meno, si comportano nello stesso modo. A chi - come me - ieri sera ha avuto il piacere di partecipare, si è manifestata una volontà tetragona e insindacabile: insindacabile come il sindaco Galbiati, eletto grazie ad una campagna a favore dell'interramento, che ora governa perché l'interramento non si possa fare. In ragione di una coerenza che Galbiati deve avere imparato visitando il Pirellone.

postato da civati, 13:47 | link | commenti
regione

Firmato Mariani

«Firmato Cadorna». Qualcuno, nel corso del primo conflitto mondiale, pensò che la firma apposta in calce ai bollettini militari corrispondesse a nome e cognome del generale in capo. Molti bambini furono battezzati Firmato. L'ultimo in ordine di tempo è il nuovo sindaco di Monza: Firmato Mariani. Una lettera di revoca del mandato del presidente dell'Alsi, è stata firmata da Mariani e da altri sindaci brianzoli. Solo che Mariani ha ripetuto anche in Consiglio comunale che la firma non era sua. Cioè, c'era scritto "Mariani", ma non l'aveva scritto Mariani. Nel frattempo, sulla base della lettera, il mandato di Beretta è stato revocato. Anche se la firma non era di Mariani. Un fatto grave e assurdo, su cui varrà la pena di indagare, a partire da alcune domandine semplici semplici: chi ha firmato al posto del sindaco? E perché l'avrebbe fatto? E perché Mariani proprio perché non ha firmato, non ha pensato di fermare la missiva, firmandone eventualmente un'altra? Un episodio che apre solennemente un quinquennio di pasticci e di equivoci. Un quinquennio firmato Mariani.

postato da civati, 09:04 | link | commenti (8)
monza

I fumetti del quartierino/3

Il Corriere della Sera riprende nelle pagine nazionali (per la precisione, a p. 20), le nostre perplessità nei confronti del mitico volume della storia a fumetti prodotto per 'soli' 105mila euro dal Consiglio regionale.

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regione

giovedì, luglio 05, 2007

Milano da nominare

Di Ferruccio Sansa e del suo Milano da morire, scritto con Luigi Offeddu, ho parlato spesso, perché è un libro-inchiesta tra i migliori usciti negli ultimi anni. Tra le altre cose, il volume denuncia che Letizia Moratti ha assunto 63 persone esterne all’Amministrazione, 49 come dirigenti. Secondo l’articolo 110 del Testo unico, i contratti con dirigenti esterni non devono superare il 5% del totale. A Milano siamo arrivati al 25%. Lo riprende Beppe Grillo. L'ammontare dell'operazione "Milano da nominare" ha portato ad una spesa di 9 (nove) milioni di euro all’anno per questi incarichi esterni. La Corte dei Conti e la Procura di Milano stanno indagando. Non perdetevi il video e mettete in valigia Milano da morire (si parla anche di Monza e della Cascinazza e della Regione e dell'irresistibile politica ambientale di Formigoni...).

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la casta

I fumetti del quartierino/2

Nel post precedente, illustravo la pregevole pubblicazione del Consiglio regionale della Lombardia, La storia della Lombardia a fumetti. Dimenticavo di indicare i costi dell'operazione. La cifra è notevole: 105mila alla casa editrice più 2800 per la distribuzione. Niente male.

postato da civati, 18:15 | link | commenti
cultura, regione

I fumetti del quartierino

«"Storia della Lombardia a fumetti" è un volume divulgativo di ampio respiro e di facile lettura indirizzato al pubblico degli studenti delle Scuole dell'obbligo [la notizia che ci sia ancora l'obbligo scolastico è di per sé confortante]; un progetto sostenuto fattivamente dal Consiglio Regionale della Lombardia, su impulso del mio predecessore, l'avvocato e amico Attilio Fontana, come iniziativa didattica per avvicinarsi alla storia e scoprire, anche divertendosi, il fascino avvincente della Lombardia». Così Ettore Adalberto Albertoni presenta un volume prodotto dalla presidenza del Consiglio lombardo, per iniziativa dell'ex-presidente ora sindaco di Varese, Fontana (avvocato e amico, ma che formula è?). Un lavoro costato decine e decine di migliaia di euro, che riprende la famosa Storia d'Italia a fumetti e che consente di imparare divertendosi. Proprio così. L'autore, Roberto Fassi, ha già pubblicato un'altra storia a fumetti, quella del Varesotto. E il testo è avvincente, non c'è che dire. A pagina 12, un bel lapsus qualifica il riferimento ideologico del volume: «Verso il 3000 d.C., la civiltà camuna era piuttosto evoluta». Tra un millennio, anno più, anno meno, torneremo alle incisioni rupestri, a disegnar 'pitoti'. A pagina 22, sono i Galli a primeggiare. I bardi cantano: «We are the padan cocks», che sarebbero i galli padani (attenzione però al doppio senso padano della parola cock: da Wikipedia, «a colloquial word for the penis»). Nel corso del testo sono rappresentati tutti i 'tormentoni' (luoghi camuni?) della cultura popolare lombarda, con qualche concessione di troppo all'ironia e qualche espressione maccheronica un po' troppo cercata. Ma, tutto sommato, sono cose che capitano. Come può capitare che venga presentato un Napoleone «che lasciò molte opere d'arte in meno» e poco altro. Un po' sorprendente, a dire il vero, l'assenza del più importante lombardo di tutti i tempi, Alessandro Manzoni e del suo romanzo: non poteva proprio non esserci, e infatti non c'è. Il meglio però arriva nelle pagine finali, quando si parla di argomenti di attualità. Sono soprattutto gli anni della contestazione ad essere rappresentati in modo inaccettabile: «Il vento del Sessantotto» portò ad una «tensione che si respirò anche nel decennio successivo, gli anni Settanta, in cui ai movimenti studenteschi e operai si sostituirono [sic] veri e propri atti di terrorismo che volevano ribaltare i modi di governare in Italia e che in Lombardia portarono alle ignobili stragi di gente innocente come negli attentati di Milano (piazza Fontana, all'interno di una banca) e di Brescia (piazza della Loggia, durante un comizio sindacale)...». La Regione non dovrebbe produrre un libro in cui sono contenute imprecisioni così gravi. Vale la pena di ricordare che le stragi iniziarono prima degli atti di terrorismo, e avevano una matrice ben precisa. E non "si sostituirono" ai movimenti studenteschi e operai, ma erano piuttosto indirizzate contro il movimento, per fermare la voglia di cambiamento. Perché la strategia della tensione non è cosa da fumetto. E maggiore serietà è richiesta a tutti coloro che si occupano di storia, anche quando provengono dal quartierino varesino dei presidenti padani. «We are the padan cocks». Sigh.

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cultura, regione

mercoledì, luglio 04, 2007

Larga è la banda, stretta la via

Isabella Tavazzi del Comitato San Fruttuoso 2000 chiede un impegno sulla banda larga. "Invitiamo ancora una volta il Comune di Monza, ed anche i Comuni della Brianza, a valutare l’utilità urgente di investire in una rete fissa di telecomunicazioni in banda larga. Non è soltanto una necessità in ritardo per noi utenti, cittadini e aziende, è anche una opportunità di entrate economiche per gli enti pubblici stessi". Sono d'accordo. Già che ci sono invito anche la Regione Lombardia, particolarmente disimpegnata sull'argomento, a farsi promotrice della copertura di tutto il territorio lombardo. Mi sono occupato in passato della campagna del sindaco di Briosco, l'inarrestabile Andrea Folco, che si chiedeva perché il suo Comune viaggiasse ancora a 56k. Un destino condiviso da moltissime comunità nella nostra avanzatissima-si-fa-per-dire regione. Internet veloce, sicuro e libero. Per tutti. Ci vuole una sfida colossale, proprio come quella della elettrificazione o della metanizzazione. Sempre che si voglia essere competitivi...

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regione

Wow

Non perdetevi questo articolo di Antonio Cianciullo.

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Ni alla discarica di Inzago

Reduce da una giornata d'aula finita nel tardo pomeriggio, mi tocca segnalare la conclusione non conclusiva della vicenda dell'ormai mitica terza discarica di Inzago. La Giunta ha presentato un emendamento al testo votato all'unanimità in Commissione, e il risultato è che la vicenda dell'impianto inzaghese non si è ancora conclusa. Qui di seguito il comunicato stampa dei consiglieri dell'Unione.
Comunicato stampa. La discarica di Inzago non si farà per merito della Provincia di Milano. In Regione vince invece il dirigismo centralista del centrodestra. Oggi il Consiglio regionale ha votato la legge sui rifiuti su cui il centrosinistra si è astenuto. Grazie al lavoro dei consiglieri dell’Unione, e alla battaglia dei cittadini di Inzago, il provvedimento permetterà alla Provincia di Milano di dire no alla terza discarica nel comune del milanese. Purtroppo però, a causa di un emendamento dell’assessore Buscemi votato da tutto il centrodestra, Lega Nord compresa, le province lombarde saranno sottoposte a un dirigismo centralista regionale che potrà fare carta straccia della loro pianificazione in tema di rifiuti. Per questo l’Unione si è astenuta. La possibilità per la Provincia di Milano e per il Comune di chiudere definitivamente l’impianto di Inzago rappresenta comunque per i consiglieri dell’Unione una vittoria, giunta dopo un lungo e intenso lavoro condotto in Commissione. L’Unione critica con forza il voto favorevole di Lega Nord all’emendamento “dirigista” dell’assessore Buscemi. Un vero peccato, visto il buon lavoro comune condotto in Commissione per dare alla Lombardia una legge sui rifiuti moderna che responsabilizzasse ma rispettasse il ruolo pianificatorio delle province in tema di rifiuti

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regione

lunedì, luglio 02, 2007

La tolleranza e i suoi limiti

Per me è il tema dei temi. Il dibattito circa le vie dell'integrazione. E' una questione di equilibrio e di misura, fortunatamente collegata ad un corso storico in cui le cose possono anche migliorare. Ian Buruma pubblicato in Italia - Assassinio ad Amsterdam, Einaudi - è un'occasione importante per riflettere, discutere, ragionare, come lo è stata la polemica che da questo libro ha preso avvio, nei mesi successivi alla sua prima pubblicazione. Una polemica intellettuale circa i "limiti della tolleranza" che ha un immediato significato politico: se non vivessimo nel Paese più provinciale del mondo, terrebbe campo in modo serio, preoccupato e quindi ragionevole anche nei discorsi della 'politica'. Siccome però è un tema difficile e controverso, solo chi ha le idee chiare (e sbagliate) come la Lega ci spiega come affrontarlo, gli altri faticano ad articolare un pensiero, come si è visto nell'escalation di dichiarazioni delle ultime settimane a cura del centrosinistra milanese e lombardo. Il caso Theo Van Gogh e la figura di Ayaan Hirsi Ali sono al centro di un libro prezioso e ricchissimo di spunti di riflessione, soprattutto sul ceto politico olandese - come il nostro, messo in crisi dall'emergere di problemi nuovi -, sul sentimento analogamente nostalgico delle diverse fazioni in lotta, sulla preoccupazione per la perdita dei punti di riferimento tradizionali, paradossale in un momento di rivendicazione delle identità. Come ha scritto Timothy Garton Ash, prendendo parte alla polemica aperta dal libro di Buruma: “Qui c’è bisogno di un dibattito vitale. Né la versione estrema del multiculturalismo separatista vivi-e-lascia-vivere né il monoculturalismo repubblicano secolarista [...] sono riusciti a far sentire a casa propria in Europa gli immigrati musulmani e i loro discendenti”. “Mentre difendiamo con volontà di ferro i fondamenti di una società libera, come la libertà di espressione, abbiamo anche bisogno di un’ampia tolleranza per la diversità culturale – conclude Garton Ash, preparando la stoccata finale – e il riconoscimento che i fedeli delle religioni possano essere anche delle persone ragionevoli e dei bravi cittadini". Nel nome di Pascal, dice, l'Europa ha un ruolo importante. Così come la sua politica.

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cultura, diritti

Inzago e Seveso, quando il Consiglio regionale non serve a nulla

Domani discuteremo in Consiglio le modifiche alla Legge 26 comprendenti l'ormai famoso comma Inzago. Si tratta della questione della discarica, la terza (!) sul territorio della cittadina della Martesana. Discussione inverosimile, se è vero che nel 2005 il Consiglio regionale votò all'unanimità (sic) una mozione contraria alla realizzazione dell'impianto. Decisione di cui non si è tenuta alcuna considerazione se è vero che l'iter burocratico è poi proseguito come se niente fosse. Analogo caso a Seveso. A dicembre si vota un ordine del giorno a maggioranza - Unione più Lega - perché si reperissero 100.000 euro per lo studio di fattibilità dell'interramento delle Nord (uno studio prioritario rispetto alla realizzazione degli incredibili sottopassi pensati da Ferrovie Nord e dalla locale amministrazione di centrodestra). I cittadini di Seveso avevano esultato e noi con loro. Scopriamo in queste ore che l'Amministrazione comunale di Seveso - d'accordo con l'assessorato regionale - porterà giovedì sera in Consiglio una delibera per la realizzazione di un sottopasso viario. Il contrario di quanto l'ordine del giorno proponeva di fare. Inzago e Seveso dimostrano che non solo la politica regionale non funziona, ma che - così com'è - non serve proprio a nulla. Inutile aggiungere che sia domani, sia giovedì ci saremo, per cercare di rovesciare il triste destino di un'assemblea che non ha alcun potere decisionale.

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regione

Mariani, la tubercolosi e Smederevo

Cliccate qui. No comment.

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monza

iGore

L'articolo di oggi di Al Gore ci ricorda che la questione ambientale è decisiva. Del resto, lo è per quasi tutti i sistemi politici, dove le campagne elettorali ruotano anche (se non soprattutto) intorno ai temi collegati alla drammatica realtà del riscaldamento globale. Soltanto in Italia ciò non accade. Dopo I care, sarebbe il caso che il Pd affermasse anche I gore (grazie per l'idea del titolo ad Andrea Mollica).

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Principe di Savoia

Sono passato dal convegno Alla prova del Nord. Non c'era posto nemmeno nell'atrio del Principe di Savoia. Grande successo dell'iniziativa, ma soprattutto sala troppo piccola. L'ho presa come un segno, un messaggio, un simbolo.

postato da civati, 16:10 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

Costi quel che costi: la rivoluzione

Leggo con interesse da Repubblica che il Governo ha predisposto le misure per la riduzione dei costi della politica. Si parla soprattutto di riduzione di auto blu e telefoni e del numero dei componenti delle assemblee regionali, provinciali e comunali. Sono ovviamente d'accordo, anzi credo si debba arrivare a quel -25% su cui Domenici (e Faglia) concordavano, per quanto riguarda il numero di consiglieri comunali, provinciali e, anche, regionali (in alcune regioni soprattutto). Mancano all'appello le misure nei confronti del Parlamento, perché esso è sovrano e il Governo giustamente non ritiene di intervenire. Il Parlamento però deve fare qualcosa al più presto, dello stesso segno. E ci vuole qualcosa di semplice e comprensibile. Avanzo una proposta rivoluzionaria: mentre si parla di scaloni e scalini, affrontando la riforma delle pensioni, non è il caso di eliminare anche la 'gradinata'? Mi riferisco al regime pensionistico dei parlamentari, uno scandalo universale. Con mezza legislatura si ha diritto alla pensione. Lo sanno tutti, tutti inorridiscono, alcuni lo denunciano, altri vi rinunciano (come Veltroni, guarda un po'). Cambiare il sistema sarebbe un segnale forte e chiaro. Mi auguro che i parlamentari dell'Ulivo ci pensino (altrimenti, c'è sempre la proposta di legge di iniziativa popolare...).

postato da civati, 11:26 | link | commenti (8)
la casta

Nel merito

Una delle espressioni più tipiche del politichese - luogocomunismo per eccellenza - è «nel merito». Vorrei discuterne «nel merito», «è il merito della questione che sfugge», «non è questione di metodo, ma di merito». Di «merito» si è parlato a Pisa, sabato pomeriggio, con gli italiani all'estero rientrati per un giorno nel nostro Paese a discuterne. Il «merito» in Italia è proprio quello che - al confronto con gli altri Paesi - è più sottovalutato, lasciato in secondo piano rispetto ad altri 'valori', come la prossimità, l'amicizia, i 'contatti' con persone influenti che consentono di fare carriera con maggiore facilità. Funziona così gran parte del nostro sistema, a cominciare da quella che dovrebbe essere la vera e propria sede naturale del merito: l'università, dove si afferma una casta molto vicina a quella sbeffeggiata da Rizzo e Stella. Così, oltre a costringere molti 'cervelli' a partire, siamo poco attrattivi per quei 'cervelli' che vorrebbero venire. Per la scarsità di risorse a disposizione e perché i 'cervelli' si troverebbero a confrontarsi con logiche molto lontane da quelle dei sistemi da cui provengono. Nel merito e nel cervello c'è il futuro dell'Italia: un promemoria importante per il Governo Prodi (che sta facendo, da questo punto di vista, ancora troppo poco) e per il Pd che nasce. Parlando ai cuori, ci auguriamo, ma anche ai cervelli. P.S.: tra le altre cose emerse, segnalo la denuncia di Scalfarotto, che in quanto omosessuale si sente discriminato e non benvenuto nel suo Paese, l'unico che non tutela forme di convivenza come la sua. Un fatto che deve farci riflettere, perché è un insulto sia nel merito dei diritti, sia nel merito dei talenti. Entrambi - diritti e talenti - se ne vanno, da questa Italia che deve cambiare.

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diritti, appunti per un partito nuovo

Per carità (e non solo)

Vi invito a sottoscrivere l'appello della Casa della Carità per la realizzazione del Villaggio solidale. E' importante.

postato da civati, 10:26 | link | commenti (1)
diritti

Per la pace perpetua

L'assessore alla viabilità di Monza che ha tolto i cartelli "Città della pace" che comparivano all'ingresso della città perché discriminavano le città che non li espongono (una delle argomentazioni più assurde di tutti i tempi), spiega che verrà messo al loro posto un cartello in quattro lingue con la scritta «Benvenuti» (l'assessore immediatamente precisa: non in arabo, ci mancherebbe). Si può notare en passant che anche il cartello "Benvenuti" discrimina le altre città che non ce l'hanno: come se a Milano o a Sesto San Giovanni non fossero "benvenuti" i visitatori. Ma il punto, ovviamente, non è questo: il punto è che esiste una rete di città per la pace che è attiva per promuoverla in tutta Italia e in tutto il mondo. Che il mondo è pieno di guerre, che le armi sono ancora un business straordinario e che le cose sembrano solo peggiorare. E che, quindi, l'impegno per la pace della città ha un significato importante, soprattutto se i governi (Berlusconi e il partito dell'assessore sostennero la guerra in Iraq, per fare soltanto un esempio) non se ne curano o se addirittura promuovono la guerra preventiva. In verità, il gesto dell'assessore leghista è molto semplice: si chiama damnatio memoriae, chi vince cioè cancella quelli che ritiene essere i simboli dell'avversario, anche quando questi sono simboli universali. Viene in mente Immanuel Kant e il suo Per la pace perpetua. Il titolo Kant lo mutuò dall'insegna satirica di un'osteria olandese, commentando: «Se questa scritta [...] su cui è dipinto un cimitero, valga per gli uomini in generale, o in particolare per i capi di Stato che non riescono mai a saziarsi delle guerre, o se debba invece valere soltanto per i filosofi che hanno quel dolce sogno, questo lo lasciamo da parte». Oggi sappiamo che la scritta non vale per gli assessori leghisti. Benvenuti nella loro città.

postato da civati, 10:20 | link | commenti (2)
monza