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domenica, settembre 30, 2007 La sfida di Roma
Se volete farvi un'idea di chi è Walter Veltroni, più di qualsiasi altra cosa è consigliata la lettura di un agile saggio, La rivincita di Roma ladrona. Viaggio nel modello che può conquistare l'Italia di Stefano Marroni, Donzelli. In poco più di 150 pagine si apprezza la storia di una città che sa reagire al torpore, che si dà degli obiettivi e li raggiunge, che si inventa - sulla base di un patrimonio unico al mondo - capitale permanente (verrebbe da dire, quotidiana) della cultura. Una città in cui il pubblico ritrova un ruolo, grazie alle fondazioni culturali, ma anche alle controllate del Comune, che gestiscono in modo sempre più efficiente i servizi ai cittadini, e agli investimenti nelle infrastrutture, che puntano decisamente sul ferro e sulle metropolitane. E trova un modello unitario e un orgoglio verso se stessa che aveva abbondantemente perduto, all'insegna di una «sfida collettiva» che l'ha saputa rilanciare anche dal punto di vista economico. Walter Veltroni non è solo in questo viaggio: leggendo le pagine di Marroni, colpisce la qualità di un gruppo dirigente diffuso, che sposa una cultura politica spiccatamente riformista per cambiare tutto quello che può, nel più breve tempo possibile. Il piccolo volume racconta anche le difficoltà e rappresenta anche i motivi critici nei confronti del modello Veltroni, in un giudizio quindi il più possibile equilibrato, ma nella convinzione che questo sia davvero un possibile modo per governare il Paese con forze nuove e una prospettiva di grande originalità. La «narrazione carismatica» di Veltroni trova compiuta realizzazione nel governo della sua città e potrebbe trovarla anche a livello nazionale. Lo metto nello zainetto e lo consiglio vivamente. postato da civati, 13:03 | link | commenti sabato, settembre 29, 2007 I scare: la pace dimenticata
Di più, la pace cancellata: la giunta Mariani, dopo la rimozione dei cartelli di «città per la pace» all'ingresso di Monza, ha deciso che non parteciperà con il gonfalone alla marcia Perugia-Assisi di quest'anno. Una scelta che avviene mentre il mondo si mobilita per la Birmania - dove scorre il sangue, c'è una giunta militare, la dittatura, monaci buddisti lottano contro mimetiche accompagnate da infradito -, a significare una lontananza dai temi che non riguardino il condiminio (almeno apparentemente, perché lo riguardano eccome). La scelta di non promuovere la cultura della pace, oltre ad una precisa scelta politica, nasconde un'indicazione inequivocabile in campo culturale: dall'«I care» di don Milani, all'«I scare» di Mariani. Mi spaventa, non mi riguarda, non me ne occupo. Da qualche mese, Monza è più piccola, lontana da un mondo di cui pure continua a far parte. Anche senza gonfalone. postato da civati, 12:49 | link | commenti (2) La peppola e la multa
Il governo ha deciso oggi di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge della Regione Lombardia sulla caccia ad alcune specie protette in deroga alle direttive europee. Ad annunciarlo sono, in un comunicato, i Verdi. E per questo motivo, i Verdi chiedono alla Regione di «decretare lo stop alla caccia ai volatili protetti per evitare una pratica brutale invisa anche a buona parte del mondo venatorio, ma anche per evitare che la multa che presto giungerà da Bruxelles a danno dell'Italia, e che il governo nazionale in base alle nuove norme addebiterà a Regione Lombardia, diventi ancor più salata». La mitica caccia alla peppola, uno degli oggetti seguiti con maggiore attenzione dal Consiglio regionale, costa caro alle tasche dei cittadini, fino a qualche milione di euro ogni anno. Il governo nazionale si muove per evitarlo. La Regione che fa? Chi risponde vince una legge in deroga... postato da civati, 01:47 | link | commenti venerdì, settembre 28, 2007 Parco auto più ecologico: per una volta siamo stati ascoltati
Comunicato stampa. Sugli incentivi per la sostituzione del parco auto la Regione ha finalmente deciso di passare dai proclami monumentali del passato alle azioni concrete annunciate oggi, anche se sulle risorse messe a disposizione si poteva senza dubbio fare qualcosa di più. Non possiamo infatti dimenticare che a luglio la Regione ha deciso di tagliare con la scure gli stanziamenti in favore della «Promozione e diffusione di veicoli ecologici» e degli «Interventi previsti per la diffusione di combustibili a basso impatto ambientale, la produzione di energia da biomasse e per il piano d’azione sull’idrogeno». Tuttavia il vero assente dalle politiche per la qualità dell’aria della Regione è l’intervento a sostegno delle fonti rinnovabili ed alternative, per la produzione dell’energia pulita di cui i lombardi hanno sempre più bisogno. È importante invece che la Giunta Formigoni abbia accolto una proposta che l’Ulivo aveva avanzato lo scorso febbraio, ovvero l’estensione degli incentivi a chi, non avendo molte possibilità, decide di sostituire l’auto vecchia con una usata di più moderna concezione. Inoltre l’ampliamento dell’area critica, storica battaglia del centrosinistra, permette di estendere i contributi a un numero ben superiore di cittadini. Anche per questo ci chiediamo, però, se le risorse alla fine saranno sufficienti. postato da civati, 17:37 | link | commenti Indennità bloccata fino a fine legislatura
Su iniziativa di Stefano Zamponi dell'Italia dei Valori e mia personale, abbiamo depositato ieri un progetto di legge per bloccare l'indennità dei consiglieri regionali della Lombardia fino a fine legislatura, per evitare qualsiasi adeguamento automatico con l'indennità dei parlamentari. Il progetto di legge si inserisce in una campagna promossa per sensibilizzare le istituzioni lombarde rispetto alla questione dei cosiddetti 'costi' della politica. Nessun aumento per i consiglieri, né quello di cui si è parlato nelle scorse settimane, né altri prima della fine di questa legislatura. I gruppi di minoranza in Regione Lombardia hanno allo studio altre proposte per ridimensionare le spese dei gruppi e per intervenire sulla vexata quaestio dei vitalizi dei consiglieri. Per la prima volta, si assiste ad una inversione di tendenza: non a parole, ma con scelte concrete. Il progetto di legge recita: «Modifica dell'art. 7 della L.R. 23 luglio 1996, n. 17, "Trattamento indennitario dei consiglieri della Regione Lombardia"». L'approvazione del pdl comporta che per l'intero periodo di residua durata dell'ottava legislatura regionale non si applichino gli aumenti dell'indennità, sganciando l'indennità dei consiglieri regionali da quella dei parlamentari ed evitando così ulteriori adeguamenti al rialzo. postato da civati, 15:45 | link | commenti (1) Quando cambia il titolo...
Martedì andrà in aula il progetto di legge in modifica alla legge 12/2005 (la terza leggina per Monza). Il titolo del pdl approvato in commissione, recitava "Modifiche alla legge 12/2005". Quello che arriverà in aula, dopo il passaggio presso la presidenza del Consiglio, dice: "Modifiche agli articoli 13 e 26 della legge 12/2005". Perché? Semplice: gli emendamenti si potranno presentare solo in riferimento ai due articoli e non a tutto il corpo della legge. In corso d'opera, si cambia, per rendere meno impegnativo il dibattito in Consiglio. Anche la presidenza del Consiglio non si sottrae e dà il proprio contributo alla causa (e quale causa!). L'ennesimo episodio scorretto di una brutta storia regionale. La terza in tre anni. Complimenti a tutti. postato da civati, 11:22 | link | commenti (2) Dedicato a Peppino
E' dedicato a Peppino Motta il sito appena inaugurato Politicamonza.com. Giuseppe Albanese, il suo editore, l'ha pensato ricco di spunti e di informazioni. Una visita è d'obbligo. postato da civati, 11:06 | link | commenti (1) giovedì, settembre 27, 2007 Red shirt
Mi giunge ora un sms. Dice: «In support of our incredibly brave friends in Burma: May all people around the world wear red shirt on Friday, September 28». A sostegno dei nostri amici birmani incredibilmente coraggiosi, indossiamo tutti una maglietta rossa, domani, 28 settembre. Mettiamocela tutti. postato da civati, 18:07 | link | commenti (3) postato da civati, 17:01 | link | commenti Se il nonno capisce il nipote... Mi ero ripromesso di non acquistare mai un libro con un titolo come: "Qualcosa spiegato a qualcuno", ma questa volta ho fatto un'eccezione. Sì, perché L'Italia spiegata a mio nonno di Federico Mello (Mondadori) è un libro di grande interesse. Per prima cosa, 'discende' da un blog (consigliabilissima la visita). In secondo luogo, adotta un linguaggio diretto, mai però banale, per porre questioni semplici e drammatiche insieme: la condizione dei giovani in Italia e, soprattutto, il loro futuro. Terzo, mi convince l'idea di rivolgersi al nonno: si tratta con evidenza di un espediente letterario, ma contiene in sé l'invito ad una riflessione che superi i confini generazionali (in politichese si chiamerebbe "patto generazionale", quello che Mello propone) senza però scadere nella retorica buonista. Perché si parla di pensioni e si denuncia l'incertezza dei ventenni e dei trentenni di oggi per il loro futuro, perché si parla di natalità quale elemento centrale (come fa Enrico Letta, con una giusta intuizione), perché la condizione femminile è presentata per quello che è (lontana dagli standard europei), perché la precarietà è il problema dei problemi (e Mello lo spiega perfettamente), perché gli affitti che esplodono sono denunciati senza tanti giri di parole, perché si spiegano le ragioni della dipendenza dalla famiglia di provenienza che sembra non svanire mai. Temi certamente già noti, che Mello ha però il merito di declinare con un andamento 'rap' (così si presenta sul proprio sito), rovesciando alcuni luoghi comuni: che ad esempio chi sostiene la famiglia debba per forza essere un tradizionalista. Ovvero, al rovescio, che solo un tradizionalista possa difendere un'idea di famiglia (e di progetto di vita), che interroga le coscienze più sensibili del Paese. C'è molto che non va, in Italia. Speriamo che al nonno la lettura sia utile. Soprattutto se il nonno fa parte di una classe politica che deve tornare ad occuparsi con chiarezza e serietà dei problemi veri degli italiani, senza offendersi in continuazione, come sta accadendo in questi giorni. E senza scadere nel qualunquismo: perché è di risposte che abbiamo un dannato bisogno. Nonni o nipoti, non fa differenza. postato da civati, 13:33 | link | commenti (2) La Cascinazza nello zainetto Dopo Arese, un altro simbolo da portare nello zainetto ad alta energia del Pd è la Cascinazza. Mi direte: ancora? Sì, sì e ancora sì. Perché oltre al fatto in sé (un'area verde, una colata di cemento), è il simbolo di una politica che non dovrebbe essere così. E' un fatto sconcertante che un'intera istituzione, ogni anno, debba arrivare a queste bassezze, dimostrando una straripante arroganza e una concezione rovesciata dei rapporti istituzionali e politici. Il centrosinistra avrà tanti difetti, ma quando vedo questa destra, mi si accapona la pelle. Nonostante le mille delusioni, voglio ancora pensare che la politica sia un'altra cosa. E chiedo al Pd di rappresentare questo sentimento di onestà e di pulizia. Non è mai troppo tardi per aprire davvero una nuova stagione. postato da civati, 12:24 | link | commenti La cena del Pd Tra cappelletti in brodo e bolliti misti, si discute di Pd. Questa sera, ore 20, circolo Cattaneo, via Vittorio Veneto angolo via Cavallotti, a Monza. L'associazione Verso propone una cena con dibattito su primarie e Partito democratico. Vi aspettiamo. postato da civati, 11:59 | link | commenti mercoledì, settembre 26, 2007 Firmato Mariani, atto secondo C'è una curiosità nella vicenda della leggina ad hoc, la terza in tre anni destinata a soli tre Comuni della Lombardia (tra cui, per uno dei 'casi' spesso richiamati dall'assessore Boni, c'è immancabilmente Monza). E' una lettera del sindaco Mariani, datata 12 settembre, che non è sottoscritta dal primo cittadino. In calce, solo "Marco Mariani" a macchina, senza firma, né sigla, né qualifica. Siccome gli vogliamo credere ancora una volta, come già in occasione della vicenda Alsi (a proposito, come è andata a finire?), andiamo a leggere il contenuto senza soffermarci sul mancato 'timbro' di ufficialità. Nella missiva, Mariani chiede "una congrua proroga legislativa del termine di cui all'articolo 13, comma settimo, della citata legge regionale, che consenta un adeguamento del Pgt adottato alla mutata situazione politico-amministrativa della città di Monza". Ora, la sera prima di scrivere questa lettera, Marco Mariani, alla Festa dell'Unità, aveva garantito e promesso che sarebbe stato approvato il Pgt entro la scadenza naturale. Il mattino dopo lo stesso Marco Mariani ha scritto in un atto ufficiale, ora richiamato dalla giunta regionale per motivare la proroga stessa, che la proroga non solo era "necessaria", ma era necessario che fosse "congrua". Noi gli vogliamo credere e auspichiamo che il clima di collaborazione in Comune prosegua. Trovandoci oggi pomeriggio in Commissione, però, avremmo preferito che il Mariani scritto corrispondesse a quello parlato. E, se vogliamo, a quello firmato. Così, per chiarezza e serietà. postato da civati, 18:34 | link | commenti (5) Tre mesi in più per tre Comuni Sono tre i Comuni che hanno chiesto di rivedere il termine di approvazione del Pgt. Malnate, Erba e Monza. Nel 2005, c'erano Monza e Campione. Nel 2006, solo Monza. Oggi ci sono altri due Comuni. Non è una norma ad hoc, come no... Per la prima volta nella storia della Regione Lombardia, scrivono tre Comuni e subito si attiva la macchina legislativa. Fosse così semplice, sarebbe la Regione più democratica del mondo. C'è un requisito fondamentale: l'importante è che uno dei tre Comuni sia Monza. Ma solo da quando c'è Mariani: tutti ricorderete che lo scorso anno quando Faglia scrisse a Formigoni sullo stesso argomento, non ricevette risposta, né fu ricevuto. Invece, ora è tutto velocissimo: Mariani scrive il 12 settembre (vedi post successivo) e dodici giorni dopo c'è già la legge. Urgente perché il piano scade all'inizio di ottobre (solo per Monza, non per gli altri due Comuni) e bisogna fare in fretta. Subito. Immantinente. E la commissione vota, anche se non i 270 giorni previsti, ma 'solo' 180. In una seduta di commissione in cui se ne sono sentite di tutti i colori. Presente e protagonista l'assessore Boni. Come sempre. Boni, per chiosare a suo modo la legge ad hoc, ha ricordato che le politiche regionali saranno anche sbagliate, ma poi le elezioni si vincono lo stesso. Anzi, di più. Un signore. postato da civati, 18:00 | link | commenti L'autocritica di Arese: la prima cosa da mettere nello zainetto Nel viaggio verso il Pd, la prima cosa che metterò nel mio zainetto a energia solare, è il libro L'autocritica. L'Alfa di Arese tra delusioni e speranze, scritto a quattro mani da Enzo Dell'Olio e Andrea Trentini, in un lavoro a cui ho partecipato con Mario Agostinelli (che firma con me l'introduzione del testo). Arese è il simbolo del lavoro, delle scelte (mancate, purtroppo) in campo ecologico, della riconversione industriale di segno ecologico, della miopia regionale, della progettualità che è necessario mettere in campo per la Lombardia. Il testo è un documento interessante perché riporta la storia di Arese, le promesse di Formigoni, il progetto dell'Enea per il Polo della mobilità sostenibile (questo il senso del titolo), le testimonianze dei protagonisti: sindaci, esperti, politici che si sono occupati del problema della più vasta area dismessa della Regione, sulla quale non esistono progetti concreti, se non l'idea - curiosa - di trasferire il mercato all'ingrosso dei cinesi. Il volume vuole essere un'occasione di dibattito, per parlare di una Lombardia che potrebbe essere meglio di quella che è. Nello zaino: per unire passato e presente, con lo sguardo verso un futuro possibile. postato da civati, 13:20 | link | commenti Penelope in Regione
Da una parte, in Comune a Monza, maggioranza e minoranza valutano le osservazioni al Pgt. Sono a metà e proprio oggi lavoreranno per arrivare alla fine del loro lavoro. Dall'altra, in Regione, alle 14.30 si riunisce la Commissione Territorio per approvare la proroga che rinvia di sei-mesi-sei (un'enormità) la data entro la quale rispondere alle osservazioni. In Comune, il sindaco dice che ce la si può fare, la minoranza è d'accordo, si respira un clima di collaborazione nonostante la diversità di posizioni. Sembra insomma che il bene della città stia a cuore a tutti. In Regione, la maggioranza della destra presenta un progetto di legge con estrema urgenza, affermando esattamente il contrario. E' come se fosse una curiosa riedizione di Penelope: solo che non vive nell'alternanza di giorno e notte, ma giorno e notte la nostra Penelope disfa la tela delicata che qualcuno sta cercando di tessere. O ci stanno prendendo in giro anche a Monza, o la proroga non serve a niente. E la Penelope lombarda è il caso che vada a dormire. postato da civati, 10:29 | link | commenti (6) «Per Veltroni e per un partito nuovo»: le proposte di 'primaria' importanza
Qui di seguito i dieci punti che qualificano la proposta della lista Democratici lombardi per Veltroni, di cui faccio parte. 1. Piano 15 ottobre Accelerazione nella costituzione dei gruppi dirigenti locali, con il concorso di tutti coloro che hanno partecipato alle primarie, subito dopo il 14 ottobre, con l'apertura di sedi del Partito Democratico presso le sezioni dei Ds e della Margherita senza attendere oltre. 2. Un partito più democratico Promozione di logiche più aperte e comprensibili per la partecipazione dei cittadini, degli elettori e degli iscritti, con superamento delle liste bloccate e un forte impegno per la modifica del sistema elettorale. Gruppi dirigenti 'aperti' e in continua comunicazione con gli elettori. 3. Un partito che ragiona, che studia e che pensa Fondazione di un centro studi per l'elaborazione del programma del 2009, con un lavoro dedicato alla Brianza e, per sineddoche, a tutto il Nord. 4. Un partito delle città e dei cittadini Rilancio del Festival delle città possibili e delle buone pratiche amministrative, per una politica che muove dai territori e dal patrimonio politico e amministrativo del Pd. 5. Verso l'esterno Creazione di un ufficio comunicazione subito dopo il 14 ottobre, comune a tutte le forze che si riconoscono nel Pd, per lavorare insieme al profilo esterno del nuovo partito. 6. Casa e lavoro come diritto di cittadinanza Impegno per affrontare le questioni politiche sostanziali in un momento complesso come il presente: casa e lavoro al primo posto, pensando ad un nuovo patto tra le generazioni. 7. Il nostro tesoretto democratico Raccolta dei dati di chi voterà alle primarie per una comunicazione periodica con gli elettori e per la convocazione di assemblee semestrali. 8. Filo diretto con Roma Il governo in Brianza: appuntamenti mensili in Brianza con esponenti del Governo per attivare un circolo virtuoso con i nostri rappresentanti che è finora mancato e che è all'origine dei problemi di comunicazione dell'Ulivo con il Nord. 9. I casti della politica Manifesto del Pd brianzolo per ridurre i costi della politica, all'insegna di una logica di trasparenza e di sobrietà, a partire dalle amministrazioni locali, dalle partecipate, dai consorzi. 10. In dialogo con i movimenti Un partito in stretto contatto con le liste civiche, con la promozione di un incontro, nel rispetto delle autonomie e delle diversità, per un lavoro progettuale comune. postato da civati, 01:41 | link | commenti (7) «Per Veltroni e per un partito nuovo»: la dichiarazione d'intenti
Dichiarazione d'intenti della lista Democratici lombardi per Veltroni a Monza e in Brianza. La composizione della lista Democratici lombardi per Veltroni a Monza e in Brianza dimostra che siamo già nel Pd. Nella lista è rappresentato chi da tempo promuove il nuovo partito, chi si è battuto per questa idea ed è entusiasta della prospettiva che si aprirà a partire dal 14 ottobre. E' una lista basata sui contenuti e sulle idee, non certo sui personalismi, anche se nei vari collegi sono numerosi gli amministratori locali della Brianza, a cominciare dai numerosi sindaci che vi sono rappresentati, per dare alla lista qualità e spessore. La lista punta alla vittoria delle primarie, ma solo in funzione di un lavoro comune con le altre formazioni, a partire dal giorno immediatamente successivo alle elezioni. La vera novità - soprattutto nel collegio di Monza - è la capacità di proporre - fin dai primi posti, dove più facile è l'elezione - una pluralità di provenienze, figure indipendenti dai partiti, esponenti dei Ds e della Margherita: è l'unica lista in Brianza a proporre questa pluralità. La lista nasce con l'intento di affrontare subito le priorità della politica della Brianza e del Paese e di dare al Pd un profilo autonomo, riconoscibile, forte e popolare. postato da civati, 01:38 | link | commenti (1) martedì, settembre 25, 2007 La pedemontana e i nani da giardino In una riedizione del mito gulliveriano, nel quale i lillipuziani sono per così dire sostituiti dai nani da giardino (vera e propria tradizione du pays), si mobilitano i cittadini e gli amministratori locali per migliorare il progetto della pedemontana. E' un copione già visto e spesso foriero di delusioni quando non di vere e proprie sventure. Credo sia venuto il momento di rilanciare il dibattito con un grande progetto, in cui inserire sì la nuova infrastruttura, ma nell'ambito di un grande disegno del verde, del sistema dei parchi brianzoli e della soluzione dei nodi più problematici. Un'infrastruttura è un investimento, ma per esserlo compiutamente non può non essere integrata nel territorio e non può solo creare problemi, ma anche contribuire a risolverli. Lo sviluppo urbanistico in Brianza è stato caotico ed è rimasto ben poco di quell'immagine idilliaca dei nostri nonni. Ora, c'è bisogno di una grande progettualità. Ed è una delle sfide più importanti della nuova Provincia: coniugare il Gulliver che sta arrivando, con le esigenze dei nostri concittadini. Per passare dai giardini alla brianzola, come li chiama qualcuno, ritagliati tra capannoni e residenze, ad un sistema agricolo e boschivo degno di questo nome. E della storia, ahinoi largamente perduta, del nostro territorio. postato da civati, 16:02 | link | commenti (6) Cascinazza: dare a Paolo quel che non è di Paolo E' arrivato il progetto di legge ad hoc, il terzo consecutivo, che riguarda le politiche urbanistiche della città di Monza. Il pdl è presentato da tutti i capigruppo di maggioranza - una scelta politica corale - perché così si salta il passaggio in giunta e si abbreviano i tempi. Il presidente vicario Lucchini, raggiunto dal pdl direttamente in aula, lo ha immediatamente presentato ai colleghi e attribuito alla commissione competente. Quest'ultima, già convocata per domani senza che fosse prevista la discussione di questo oggetto, domani potrà discuterlo, se la maggioranza - come è certo che sia - farà di tutto per aggiungerlo "fuori dal sacco". I tempi sono stati rispettati per un'oretta, perché altrimenti sarebbero passate le necessarie 24 ore di preavviso. Per un soffio, ce l'hanno fatta. La norma è scandalosa: "il termine di cui al comma 7 è di duecentosettanta giorni [anziché 90] qualora, nella fase del procedimento di approvazione del PGT successiva all'adozione dello stesso, si svolgano le elezioni per il rinnovo dell'amministrazione comunale". Si precisa in un successivo comma che la disposizione "si applica anche ai procedimenti di approvazione del PGT in corso alla data di entrata in vigore della stessa". Cioè, a Monza. La proroga è contraria al principio di costituzionalità, a quello di continuità amministrativa, allo stesso dettato della legge 12. Non si capisce perché i 90 giorni previsti dalla legge debbano diventare 270 solo per quei comuni. Ma, si sa, Romani aveva chiesto sei mesi e quindi, considerato che i tre mesi erano già passati, era necessario provvedere 'inventandosi' la cifra dei 270, particolarmente inusuale quando si tratta di leggi. O, meglio, quando si tratta di leggi serie, e non leggine fatte apposta. Domani la commissione è convocata alle 14.30. Credo che i monzesi perbene potrebbero darsi appuntamento davanti agli uffici del Consiglio regionale. La 'manna' regionale è arrivata, dopo tanti traccheggiamenti e tanti depistaggi. Spunta in aula, un mattino di settembre, giusto in tempo per la commissione del giorno successivo, per la seduta del Consiglio della prossima settimana, per la pubblicazione sul Burl (5 giorni) e per la sua entrata in vigore. Tutto per caso, s'intende, commenterebbe Boni, già protagonista della legge dello scorso anno. Tutto per Paolo. Per la Cascinazza e per tutto quello che in sei mesi si riuscirà a fare per stravolgere il piano regolatore. In una Regione nella quale sono attivi interi staff per studiare norme ad personam e in cui tutti i capigruppo di maggioranza sostengono, sulla base di un patto politico, cose del genere. Che tristezza. postato da civati, 13:07 | link | commenti (8) Lo zainetto ad "alta energia" del Pd
Come tutte le camminate che si rispettino, anche la campagna per le primarie del Pd ha bisogno di uno zaino. E il mio, come già l'Ulivo-mobile del Rovesciata tour (a proposito, la Maranello a propulsione elettrica tornerà sulle strade della Brianza), anche lo zainetto sarà alimentato a pannelli solari. Proprio così. Al suo interno, raccoglierò - anche a partire da questo blog (scrivetemi!) e dalla cena-dibattito di giovedì -, i contenuti, le idee e le proposte, in un viaggio che è già iniziato - domenica ad Albiate, con cinquanta persone, la torta paesana e il tè marocchino - e che proseguirà fino al 14 ottobre. Alimentato dal sole, per una democrazia ad alta energia e a partecipazione intensiva. Alla scoperta, come si disse di Galileo, «non di nuove terre, ma di non più vedute parti del cielo». Si parte. postato da civati, 09:00 | link | commenti (8) lunedì, settembre 24, 2007 Andrade e la saudade
Diciamoci la verità: ero uno di quelli che temevano la disfatta all'Olimpico con la Roma capolista. Invece, la Juve c'è, ha molti limiti, ma anche le altre faticano (segnatamente la solita Inter). La scelta del tridente è stato una mossa coraggiosa di Ranieri e, come già a Cagliari e in un milione di partite del passato, la Juventus degli ultimi minuti ha rimesso le cose a posto. Anche se Alex ha incredibilmente sparato alto un rigore (aveva preso una rincorsa da piazza Navona...) e anche se la squadra ha una difesa che fa paura. Ora che si è fatto male anche Andrade, molti juventini sentono la saudade dei bei tempi che furono. Speriamo in bene. postato da civati, 21:08 | link | commenti (4) Cosa deve accadere?
Perfetto l'articolo di Rizzo e Stella che tornano sulla casta. «Cosa deve accadere, perché capiscano? Devono esplodere il Vesuvio, fallire l'Alitalia, rinsecchirsi il Po, crollare la Borsa, chiudere gli Uffizi, dichiarare bancarotta la Ferrari? Ecco la domanda che si stanno facendo molti cittadini italiani». Cosa sta aspettando il mondo della politica a prendere delle misure sostanziali, per evitare la demagogia e il montare dell'anti-politica (da cui Rizzo e Stella prendono dichiaratamente le distanze)? Il lungo articolo finisce così, interrogando tutti noi: «È «antipolitico» chiedere come mai non vengono neppure ipotizzati l'abolizione delle province o l'accorpamento dei piccoli comuni? Che tutte le amministrazioni pubbliche siano obbligate a fare bilanci trasparenti dove «acquisto carta da fax» si chiami «acquisto carta da fax» e «noleggio aerei privati» si chiami «noleggio aerei privati» così da spazzare via tanti bilanci fatti così proprio per essere illeggibili? Che anche il Quirinale metta in Internet il dettaglio delle proprie spese come Buckingham Palace? Che venga rimossa quella specie di «scala mobile» dell'indennità dei parlamentari ipocritamente legata a quella dei magistrati due decenni abbondanti dopo l'abolizione del meccanismo per tutti gli altri italiani? Insomma: viva le istituzioni, viva il Parlamento, viva i partiti. Però diversi: diversi. E soprattutto: è antipolitico chiedere che certi politici italiani la smettano di essere così presuntuosi da pretendere di identificarsi automaticamente con la Democrazia?». postato da civati, 21:02 | link | commenti (2) I pirati e la Cascinazza
Pare che la destra in Consiglio regionale stia pensando ad una procedura-lampo per la leggina sulla Cascinazza. Pare che si parta da un'interpretazione del tutto particolare della cosiddetta «Procedura d'urgenza», così come previsto dall'art. 108 del regolamento dell'aula (o di qualche altra sua piega, individuata per accorciare i tempi di approvazione dell'oggetto). Sarebbe un'assurdità e l'ennesima conferma che quando si tratta di Cascinazza e di Monza in Consiglio regionale la destra perde completamente la trebisonda. Lo scenario che si apre è complesso: la soluzione più semplice è approvare il Pgt nei tempi previsti, come Mariani ha promesso di fare, senza appellarsi alla 'manna' della proroga regionale. Un settore della sua maggioranza però è in difficoltà e confida piuttosto nella leggina a-rotta-di-collo per avere più tempo e rivisitare profondamente il piano predisposto da Faglia e Viganò. Una situazione di difficoltà in campo urbanistico che grava su Monza come una maledizione. postato da civati, 20:52 | link | commenti (2) Niente personalismi, please
Leggo da L'Esagono di oggi che ci sarebbe a Monza una sfida tra me e il capolista della lista dell'altra lista per Veltroni, quella che ha il sostegno anche della sinistra interna. Altri - come Forummonza - vanno giù ancor più pesanti, nel contrapporre persona a persona. Credo che sia sbagliato. Concepisco la sfida delle primarie come una sfida di idee e di proposte, e non come un confronto personale tra questo o quel candidato. Ho già denunciato l'orribile posizionamento e riposizionamento interno con cui molti purtroppo hanno inteso interpretare la formazione delle liste. Non sono e non sarò mai tra questi. Se posso esprimere un solo auspicio, mi auguro che alle primarie vengano premiati i candidati che più credono e hanno creduto nel nuovo partito, senza reticenze e ambiguità. Marco Riboldi, candidato nelle liste Bindi, è uno di questi. Ho già pagato troppo il mio entusiasmo per il Pd negli anni passati - accusato un giorno sì e l'altro pure - di scommettere su questo nuovo viaggio, per vedermi ora coinvolto in un fantomatico duello. E se mi sono candidato, dopo le inenarrabili vicende della scorsa primavera e i continui attacchi personali che ho ricevuto, è solo perché le persone che mi vogliono bene mi hanno fatto notare che la mia assenza sarebbe stata vissuta male da molti e sarebbe stata interpretata come un mio disinteressamento. Ho già dimostrato in occasione delle ultime comunali che so fare più di un passo indietro, rinunciando a candidature e visibilità personale. Questo è quanto. postato da civati, 14:41 | link | commenti (4) Prevecchi
Ci mancava solo la polemica su chi ha più giovani in lista per le primarie del 14 ottobre. Per quanto mi riguarda, pur essendo giovane di età (ancorché non più ragazzino: solo la politica italiana considera giovani i trentenni), mi sento fin troppo vecchio. Faccio politica da 10 anni a livello cittadino, da cinque a livello provinciale, da tre a livello regionale. Credo di appartenere già alla categoria "solite facce". E pretendo un profondo ricambio, non solo anagrafico, ma di linguaggio, di persone, di idee. Conosco oltretutto giovani che sembrano vecchissimi (Marta Meo ha coniato il neologismo 'prevecchio' per fotografare la categoria). E so soltanto che di giovani c'è bisogno non in ragione di una strana battaglia giovanilistica, ma soltanto perché la politica italiana - quella delle aule parlamentari, quella del Comitato del Pd - ha generalmente una media di quasi sessant'anni di età. Questo è il problema. postato da civati, 14:07 | link | commenti (7) il milleunesimo
Oggi mi ha scritto Marco Simoni, portavoce nazionale de iMille di cui sono stato promotore fin dalle prime ore. iMille hanno optato per l'altra lista che sostiene Veltroni, per scelte di carattere nazionale che comprendo perfettamente. Mi tocca fare "il milleunesimo", in una lista diversa - a causa dell'incredibile confusione che si è sviluppata intorno alle liste delle primarie. Lo farò con piacere, pensando che il giorno dopo le elezioni primarie ci ritroveremo a parlare di rinnovamento e di riforma della politica, come abbiamo sempre fatto. postato da civati, 13:32 | link | commenti domenica, settembre 23, 2007 Democratici monzesi per Veltroni
Molti, me compreso, hanno segnalato il triste processo di costituzione delle liste. Il porcellinum a liste bloccate, collegio per collegio, è un'invenzione che favorisce pochissimo la partecipazione. Tanti ci hanno chiesto di non presentare le liste per protesta, contro un sistema nel quale non si riconoscono. Abbiamo cercato di superare l'imbarazzo con una proposta di alto profilo in tutta la Brianza. Per Monza, a parte il capolista (che sono immeritatamente io), la lista è buona e rappresenta uno spaccato plausibile del futuro partito (la nostra è l'unica lista così plurale, comprendendo diessini, margheritini, cittadini per l'Ulivo e veri e propri indipendenti). Per la lista nazionale, i candidati sono - oltre a me - Donatella Paciello, avvocato e attivista dei Cittadini per l'Ulivo, Rosario Montalbano, consigliere comunale già presidente del Consiglio (e ulivista dal 1995 e anche un po' prima), Chiara Vassena, trentenne ricercatrice di fisica, Franco Monteri, già consigliere di circoscrizione, molto attivo in campo sociale. La lista regionale è capitanata da Marco Sala, presidente nazionale dell'Agesci, al secondo posto troviamo Marina Buzzi, altra giovane avvocatessa già consigliere comunale Ds, Mimmo Guerriero, il miglior 'quadro' del partito brianzolo, numero 2 della Federazione, Paola Bernasconi e altri che presto troverete pubblicati sui siti dei partiti e del Pd. Così vorremmo che fosse il Pd. La prossima volta, senza le liste bloccate e senza gli strani vincoli di un regolamento iperburocratico. Dimenticavo: la lista si chiama Democratici lombardi per Veltroni. postato da civati, 04:46 | link | commenti (23) La Rovesciata: il Pd ad Albiate
Oggi pomeriggio, alle ore 15.30, sarò ad Albiate per un dibattito sul Pd con Gigi Ponti. Lui sta con Letta, io con Veltroni, ma proprio questa differenza ci consentirà di mettere in luce una visione del Pd il più possibile plurale e coraggiosa. La mia rovesciata (il tour riprende) speriamo serva a Gigi da assist. Ci proviamo, ad Albiate, con i compagni di una sezione tra le migliori della Brianza. A più tardi. postato da civati, 04:31 | link | commenti (1) venerdì, settembre 21, 2007 Cascinazza: le Beaujolais nouveau est arrivé Come un vino novello, nelle cantine della Regione Lombardia stanno imbottigliando il progetto di legge in modifica alla legge 12. Si tratta di una norma apposita, che ha funzione retroattiva, dal momento che richiama senza equivoci quei Comuni che sono andati al voto nel 2007. Dei contenuti, però, abbiamo già detto. Ora soffermiamoci sull'iter. Solitamente un progetto di legge viene presentato in giunta, poi votato dalla stessa, poi iscritto al calendario dei lavori della Commissione competente, poi si nomina il relatore, poi si presenta in Comissione, poi - in una seduta successiva - si approva in Commissione, per essere poi iscritto al calendario dei lavori dell'Aula. Tutto questo, se le voci venissero confermate, accadrebbe nello spazio di 8 (otto) giorni, considerato che il progetto di legge in questione non è nemmeno menzionato dal calendario che i consiglieri hanno ricevuto ieri. Lunedì arriva in giunta, lo votano in un baleno, lo aggiungono agli oggetti in discussione nella commissione di mercoledì, lo votano immantinente, lo portano in Consiglio il 2 ottobre, giusto in tempo perché sia pubblicato sul bollettino regionale prima della scadenza prevista dalla stessa legge 12 per il Pgt di Monza. Ora, mi chiedo: come si fa a sostenere che non è una norma apposita, ma riguarda altri Comuni. Se si intende fare questa corsa, la si fa esclusivamente per Monza. A meno che esista un altro Comune in tutta la Regione che abbia adottato il Pgt lo stesso giorno di Monza. Chi lo trova, vince una leggina ad personam. Promesso. postato da civati, 18:46 | link | commenti (2) Verso il Pd: primarie con contorno
Giovedì prossimo, a partire dalle ore 20, presso il Circolo Cattaneo, incontro con tutti gli amici di Verso, per parlare di primarie e di Pd. Con me, come sempre, Marco Riboldi: lui sostiene Rosy Bindi, io Walter Veltroni, all'insegna di un progetto comune che non nega certo il pluralismo (anzi). Si parte con una cenetta, per poi dibattere tutti insieme alle ore 21. Chi volesse, può scrivermi e prenotare un posto a tavola. Gradita l'alternanza uomo donna come previsto dal regolamento nazionale. :) postato da civati, 13:01 | link | commenti (8) Formigoning on sale
Per chi proprio non può resistere oltre, Formigoning, il libro che racconta il mio secondo anno in Regione, è in vendita presso la libreria Libri e libri di Monza (chi fosse interessato può anche recuperare Il torto e la Regione, il 'diario' dello scorso anno). Una introduzione di segno eminentemente politico, la rassegna dei "luoghi camuni" 2006-2007, gli interventi e le proposte di un anno vissuto pericolosamente (si fa per dire). Con una chicca: un falso-Gadda che parla di una Cascina del Maradagàl. Insomma, buona lettura. P.S.: vi segnalo che venerdì 5 ottobre, alle ore 21, lo presenterò a Desio, presso la Casa del popolo. Altri appuntamenti seguiranno. postato da civati, 12:56 | link | commenti (1) giovedì, settembre 20, 2007 La sicurezza stradale deve essere un obiettivo prioritario delle politiche regionali. Il comunicato stampa Comunicato stampa. La sicurezza stradale deve diventare un obiettivo prioritario della politica regionale: lo sostiene per i Ds-Ulivo il consigliere regionale Giuseppe Civati, che invita l’assessore alla sicurezza Massimo Ponzoni a riunire attorno ad un tavolo le amministrazioni locali lombarde. “Occorre un patto istituzionale per la sicurezza stradale – spiega Civati -, un tema a torto spesso accantonato come marginale. Per questo proponiamo alla Giunta regionale - nella persona dell'assessore alla sicurezza Massimo Ponzoni - di promuovere un'azione comune con gli enti locali e di indire una conferenza regionale sulla sicurezza stradale. Un'azione che veda protagonisti i cittadini e i Comuni, che sappia individuare i punti più pericolosi della rete, promuovere l'adozione delle nuove tecnologie, responsabilizzare i cittadini attraverso campagne educative e di comunicazione. La riduzione degli incidenti sulle strade lombarde deve essere un obiettivo prioritario: in Lombardia abbiamo avuto negli ultimi 10 anni 13.000 vittime della strada, 30.000 invalidi gravi, 240.000 ricoveri e 2.000.000 di accessi al pronto soccorso. Un dato ancor più allarmante se si pensa che esso riguarda soprattutto i giovani”. I Ds hanno già depositato un progetto di legge per promuovere la sicurezza sulle strade e la conferenza istituzionale è una delle proposta contenute nell’articolato che Civati invita a discutere al più presto, cominciando a convocare il gruppo di lavoro intercommissione (commissioni trasporti, sanità e assistenza, cultura e formazione) come deciso a giugno dai capigruppo. postato da civati, 19:46 | link | commenti Dov'è finita la manna? E' arrivato il programma dei lavori del Consiglio regionale per la prossima settimana, e non c'è alcun riferimento alla legge urbanistica e alla proroga di cui tanto si parla, per superare la scadenza del Pgt monzese, che scade il 9 ottobre. Delle due, l'una: o hanno cambiato idea, nonostante quanto scrive ancora stamattina un giornale locale (che ha parlato di una serata dopo la partita del Milan, a cui avrebbero partecipato Mariani e Formigoni, oltre ai soliti Romani e amici), o hanno in mente qualcosa di strano e di inusitato. In questo senso, la strada potrebbe essere quella di presentare un progetto di legge specifico, discuterlo nelle prossime ore in giunta e portarlo in Comissione fuori dal sacco, per portarlo in aula nella seduta del Consiglio regionale del 2 settembre. Per ora però, lo ripeto, tutto ciò non è previsto né nel programma dei lavori delle Commissioni, né in quello dell'aula. Lo scopriremo nelle prossime ore. Siamo pronti a tutto. Come sempre accade con questa giunta regionale, quando si tratta della città di Monza. postato da civati, 18:55 | link | commenti (2) In bici a Milano? Sì, ciao La giunta Moratti, alle prese con il ticket più inutile del mondo, ne ha combinata un'altra delle sue. L'assessore Croci - un nome, un destino - si è visto bloccare dalla giunta di cui fa parte il suo epocale piano per la mobilità ciclistica. Milano continua ad avere un pessimo rapporto con la bicicletta e i segnali sono letteralmente sconfortanti. Eppure la bicicletta contribuirebbe a ridimensionare di qualche punto percentuale il traffico veicolare, senza l'introduzione di ticket di sorta. E di abbattere l'inquinamento, modificando sensibilmente le abitudini dei cittadini milanesi, come accade nelle altre città europee (vedi Barcellona, o Lione, o tante altre). Se solo fosse un po' più sicuro usarla, la bicicletta a Milano avrebbe un grande successo. Mi auguro che questi aspetti vengano colti dai colleghi del Consiglio regionale, che stanno finalmente per affrontare il progetto di legge che ho personalmente presentato per il sostegno alla mobilità ciclistica, attraverso provvedimenti concreti finanziati attraverso una quota del bollo auto. Togliere alle auto per dare alle bici. Un piano semplice, senza ulteriori tasse né ticket inutili come quello che divide la giunta Moratti. postato da civati, 17:37 | link | commenti (4) I problemi non si risolvono così
Mi scrive Davide, che abita in viale Lombardia a Monza, mettendomi a conoscenza di una sua iniziativa: una lettera settimanale inviata all'assessore alla sicurezza, l'autodefinitosi sceriffo Romeo, esponente della destra muscolare, a cui Davide rimprovera il peggioramento della condizione della sicurezza lungo le strade monzesi. «Il problema non è certo nuovo, e la giunta Faglia non lo aveva risolto...ma almeno non avevo le prostitute proprio sotto casa appoggiate alla macchina parcheggiata!», scrive Davide. «Dato che la mentalità di centro destra, e quindi quella dell'attuale giunta, è di pensare prima a se stessi... beh, ora penso a me stesso!». Come avevamo previsto, anche la destra, che ama evocare la paura, fa molta fatica quando si tratta di intervenire concretamente. Anzi, ai proclami spesso segue poco o nulla. L'altro giorno, in centro, ho visto scappare i ragazzi con le lenzuola, nemico pubblico della campagna elettorale della destra, che Romeo aveva già 'debellato' qualche settimana fa. Ad inseguirli un vigile un po' sovrappeso, che non è riuscito a raggiungerli, in una difficile corsa sui ciottoli di piazza Duomo. Un'immagine abbastanza chiara per comprendere che i problemi - purtroppo o per fortuna - non si risolvono così. postato da civati, 12:20 | link | commenti (4) Un macchinario selettivo barocco e antidemocratico? Forse no
Mario Pirani parla delle primarie del Pd: «La delusione è, per contro, palpabile. Il timore che la perigliosa iniziativa sfuggisse di mano alle due nomenclature di riferimento ha prodotto un macchinario selettivo barocco e antidemocratico. Il suo funzionamento è difficilmente comprensibile, di nessuna attrattiva, dissuasivo nei confronti di ogni desiderio di partecipazione. Lo spezzatino delle liste per circoscrizione, la duplicazione delle medesime (più di una per candidato), la designazione delle candidature ad opera di piccoli gruppi di vertice addetti alla bisogna, il rifiuto di permettere le preferenze, così da controllare e gestire rigidamente l'ordine di ogni lista dei designati, (ricalcando l'aborrita - a parole - legge elettorale vigente): questi gli aspetti salienti del marchingegno messo in piedi». Molto tempo fa, parlai di porcellinum, a proposito del sistema elettorale per le primarie. I risultati confermano la previsione: passeranno solo i capilista e poco più, le liste si confondono tra nazionale e regionale, c'è un clima stanco e un po' disilluso. Ci rimane solo da sperare che sia la partecipazione dei cittadini a rilanciare il progetto. E che dal 15 ottobre si parta con uno slancio diverso. Personalmente parteciperò, benché mi senta anche io una delle "solite facce" (nonostante l'ancor tenera età politica), perché credo che il progetto valga più dei metodi con cui si sta cercando di attuarlo. E lo farò parlando esclusivamente di contenuti, per cambiare la politica. Come ormai ci chiedono tutti. postato da civati, 12:08 | link | commenti (5) Due pianeti diversi
Ieri sera in Sala Maddalena Legambiente ha raccolto i cittadini interessati intorno al tema Le mani sulla città, in una conferenza che, nonostante il titolo da battaglia, si è rivelata un dibattito quasi accademico sull'importanza di tutelare il paesaggio e di risparmiare il più possibile il suolo dall'edificazione. Una conferenza a cui ha partecipato Faglia e a cui non ha partecipato Mariani, per motivi evidenti: Legambiente ha difeso i contenuti e le linee del piano Viganò, quel Pgt il cui destino è appeso a un filo. Capita raramente che un piano regolatore abbia il plauso degli ambientalisti e ciò mi ha dato da pensare: da una parte, i difensori dell'ambiente; dall'altra, Paolo Romani. Due pianeti diversi. Purtroppo i monzesi hanno deciso di abitare su quest'ultimo. Un pianeta che rischia di essere molto ma molto edificato. P.S.: settimana prossima Legambiente proietterà il film di Francesco Rosi. Ve ne offro un piccolo anticipo, straordinariamente attuale: postato da civati, 11:10 | link | commenti (1) mercoledì, settembre 19, 2007 La manna regionale del sindaco Mariani Avevamo annunciato prima di altri l'intenzione della Regione Lombardia di provvedere con la terza legge regionale consecutiva a decidere le sorti dell'urbanistica monzese. La notizia è confermata da tutti gli organi di stampa e anche dal sindaco Mariani, che ne parla come di una manna dal cielo. L'idea è quella di prorogare per sei mesi (!) i termini dell'approvazione del Pgt solo per quei comuni che sono andati al voto nel maggio del 2007 e che avessero precedentemente adottato il nuovo piano. Praticamente una legge destinata alle città che iniziano per 'm' e finiscono per 'onza'. Mariani, solo qualche giorno fa, alla Festa dell'Unità di Monza aveva dichiarato di voler approvare entro i termini previsti il Pgt ed eventualmente di variarlo in seguito. Ora i termini slitterebbero di sei mesi, in palese contraddizione con l'impianto della stessa legge 12, che di norma ne prevede solo tre dopo la scadenza della presentazione delle osservazioni (scadenza che nel caso di Monza è stata il 9 luglio, quando Mariani era già sindaco). Del resto, Mariani ne parla come di un regalo (di una manna dal cielo, dice), ma tutti sanno delle riunioni continue che si sono svolte tra Arcore, Monza e Milano per concertare i contenuti di questa leggina e anche il metodo con cui portarla in Consiglio regionale. E il metodo sarebbe bypassare la commissione e farla approdare direttamente in aula, come emendamento. Emendamento con ricatto, perché se non dovesse passare e il Consiglio comunale non dovesse votare prima del 9 ottobre, si rischierebbe il ritorno al Piano del 1971. Continuo a sperare che Mariani sia uomo di parola e che si riesca ad approvare il Pgt prima della data prevista, ma non posso fare a meno di pensare che sei mesi di proroga abbiano un nome ed un cognome. Spero di sbagliarmi, per il bene della città. postato da civati, 12:16 | link | commenti (19) martedì, settembre 18, 2007 Infrastrutture sì, ma con giudizio
Si mobilitano i comitati dei cittadini del Vimercatese perché l'arrivo della pedemontana, l'opera più rinviata della storia nazionale, non costituisca un elemento di devastazione del paesaggio e di sensibile peggioramento della qualità della vita delle popolazioni residenti, nella zona tra Arcore (in particolare la frazione di Bernate), Usmate e Vimercate. Un appello che faccio subito mio, perché le infrastrutture sono necessarie se e solo se non comportano disastri ambientali. Lo stesso vale per Caponago, piccolo centro 'investito' dall'arrivo della tangenziale est-est di Milano. Lo svincolo previsto lungo l'A4 si presenta sulla mappa più grande del centro abitato. In questo caso, oltre ad una forte azione di mitigazione ambientale, un supplemento di istruttoria è decisivo, per evitare che Caponago diventi un autogrill. postato da civati, 19:30 | link | commenti In affitto con Zapatero Ecco quello che fa il governo spagnolo per sostenere i giovani che vivono in affitto. Quello che si potrebbe fare per recuperare il consenso perduto. Anche in Italia. postato da civati, 17:12 | link | commenti (6) Pendolari senza commento Dal Corriere della Sera di oggi: Due ore e mezzo da Carnate a Milano. Una e mezzo da Lecco, ritardi da 20 a 40 minuti. I pendolari, che tornano a chiedere alla Regione un'inchiesta "sullo sfacelo del trasporto ferroviario", l'altro giorno sono rimasti senza parole, nonostante l'esperienza che, in tanti viaggi, li ha temprati: sul Sondrio-Milano 2589 in partenza alle 6.29 dalla Valtellina una delle carrozze passeggeri era stata sostituita da un "carro bestiame". Ne dà notizia un comunicato del coordinamento dei pendolari lombardi. Spiega il loro portavoce Giorgio Dahò: "Si trattava in verità di una carrozza destinata alle biciclette: rimasta vuota mentre i pendolari viaggiavano in piedi. Intanto lavoratori e studenti pagano un biglietto sempre più caro". postato da civati, 16:40 | link | commenti (2) Un altro anno di B Un amico milanista e un'amica viola mi chiedono conto del motivo per cui non si parli più di calcio su questo blog. Il fatto è che ci stanno facendo passare un altro anno di serie B. Proprio così. Dopo Cagliari, anche la partita all'Olimpico contro l'Udinese ci conferma che il sistema ha deciso di punire per un altro anno la Juventus. Due rigori netti negati, uno su Chiellini nel primo, uno su Nocerino nel secondo, ci fanno pensare che il purgatorio debba durare ancora. Lo stesso era successo la domenica precedente, che ci fischiavano rigori contro con la stessa frequenza dei falli laterali. In più, ci si è messa pure la sfortuna, con un Del Piero trasformato in un personaggio del mio piccolo romanzo, quel trottolino chiamato El Palo proprio perché, irrimediabilmente, colpiva i legni della porta avversaria. Un palo e una traversa regolari e addirittura un palo annullato. Questa è la Juventus. Che soffre, ma che continuo a preferire a quella delle telefonate. E gli arbitri, tutto sommato, è meglio averli contro che a favore. P.S.: poi mi spiegheranno esattamente che lavoro faceva Almiron prima di venire alla Juve, o che cosa vorrà fare Tiago da grande... postato da civati, 16:34 | link | commenti (13) Sicurezza stradale: una conferenza regionale con gli enti locali I dati sulla sicurezza stradale si sono confermati allarmanti anche nell'ultima stagione. La mobilità lombarda è frenetica, aggressiva e superiore a quella di altre regioni e ciò si ripercuote purtroppo anche sui dati statistici che riguardano gli incidenti sulle nostre strade. Crediamo sia necessario un impegno comune di tutte le istituzioni per affrontare un problema che non è affatto marginale e che necessita di risorse e di politiche mirate. Per questo proponiamo alla giunta regionale - nella persona dell'assessore Massimo Ponzoni - di promuovere un'azione comune con gli enti locali e di indire una conferenza regionale sulla sicurezza stradale. Un'azione che veda protagonisti i cittadini e i Comuni, che sappia individuare i punti più pericolosi della rete, promuovere l'adozione delle nuove tecnologie (a partire dalla semaforizzazione intelligente), responsabilizzare i cittadini attraverso campagne eduvative e di comunicazione. La riduzione degli incidenti sulle strade lombarde deve essere un obiettivo prioritario: in Lombardia abbiamo avuto negli ultimi 10 anni 13.000 vittime della strada, 30.000 invalidi gravi, 240.000 ricoveri e 2.000.000 di accessi al pronto soccorso. Un dato ancor più allarmante se si pensa che esso riguarda soprattutto i giovani. postato da civati, 15:51 | link | commenti (1) Le ubbie dell'hub. Le cose che su Malpensa non vi hanno detto Di Malpensa si è detto tutto e il contrario di tutto. In Consiglio regionale è stato votato oggi un ordine del giorno bipartisan per intervenire a salvaguardia dell'aeroporto lombardo. Si è parecchio sorvolato, come sempre, sulle responsabilità della Regione Lombardia, che è difficile riassumere in poche righe: in questi anni, non si è affrontata seriamente una programmazione del sistema aeroportuale lombardo; i collegamenti verso l'aeroporto varesino non sono migliorati: i ritardi della pedemontana e dei collegamenti ferroviari (si pensi alla Brianza) hanno caratterizzato il quinquennio di Berlusconi al Governo (e di Formigoni in Regione); non si è affatto limitato il ruolo di Linate, anzi: il Tavolo Milano ha stabilito che l'opera prioritaria da finanziare nell'area milanese è proprio la quarta linea del metrò, che da Lorenteggio va proprio a Linate; sono cresciuti gli altri aeroporti, a cominciare da Orio al Serio; non è stato condiviso con le altre regioni un piano complessivo che potesse essere condiviso dal famoso Nord (la Padania non sta né in cielo né in terra, potremmo dire); la questione Alitalia, sempre e costantemente richiamata, non è stata affrontata dai lombardi al governo nemmeno quando il presidente era leghista; al di là di un protezionismo nordista di maniera, non si è mai andati, in una contrapposizione con Fiumicino quasi caricaturale. Formigoni è quantomeno corresponsabile di questa situazione e riesce ogni volta a passare per il salvatore della patria. Ma a chi viaggia non sfuggirà che l'hub lombardo porta con sé molte ubbie e molte ipocrisie, che sarebbe il caso di superare, se si vuole fare sul serio. postato da civati, 15:43 | link | commenti (2) Non siamo mica in Senato Consiglio regionale. Seduta odierna. Voto su Malpensa. L'ordine del giorno della Lega non passa perché i voti contrari sommati alle astensioni sono superiori ai voti favorevoli. La Lega si ribella. Formigoni, in una delle sue rare apparizioni in aula, si infiamma, rivolgendosi alla presidenza dell'aula: "Ma quando mai! Non siamo mica in Senato". Invece, il regolamento del Consiglio regionale è, da questo punto di vista, identico a quello del Senato: il voto di astensione vale come voto contrario. Solo che Formigoni non lo ricordava. Eppure è presidente della Regione dal 1995. Ed è stato anche in Senato (ricorderete tutti il periodo del "vem o vegnum", in cui Formigoni si era posto il dubbio amletico se rimanere in Lombardia o trasferirsi a Roma). Se solo venisse più spesso in aula, non solo quando deve intervenire personalmente... postato da civati, 15:29 | link | commenti (1) Passata la festa...
Si è conclusa la Festa dell'Unità di Monza e Brianza 2007. Rimane da assegnare la vittoria della sottoscrizione a premi. Controllate qui se avete vinto. postato da civati, 09:40 | link | commenti (7) lunedì, settembre 17, 2007 Formigoning (segue)
Dalla quarta di copertina di Formigoning: «Combattere per i mulini a vento». Giuseppe Civati - ad un anno di distanza da Il torto e la Regione - propone un'alternativa alla politica regionale della destra, insistendo sull'ambiente, sulla cultura, sui diritti, sul tempo da restituire ai lombardi. La metafora del Chisciotte è così rovesciata, anche per richiamare il lettore alla necessità di allontanare i mostri della paura e della demagogia, i veri mulini a vento da combattere in Lombardia e nel Paese. Il favore va allora ai mulini a vento dell'energia pulita, simbolo di una politica che guarda finalmente al futuro, alla costruzione di una proposta aperta e partecipata, che passi attraverso un profondo ripensamento della politica e delle sue forme. Una proposta ancora più urgente in Lombardia, la regione più avanzata del Paese dove si potrebbe fare molto e molto meglio di quanto si possa apprezzare ai tempi di Formigoni. In quel formigoning, neologismo che Civati propone ironizzando sul continuo ricorso ad inglesismi (dai ticket alla devolution, dai voucher ai master plan), per una lettura critica del governo attuale e per la costruzione di un'alternativa, che muova dal Partito democratico per arrivare quanto prima ad un nuovo progetto politico lombardo. postato da civati, 17:06 | link | commenti (1) Formigoning
Ad un anno di distanza da Il torto e la Regione sono lieto di annunciarvi l'uscita del mio secondo diario regionale. Pubblicato da M&B, s'intitola Formigoning. L'inglesismo del titolo vuole parodiare il vocabolario della politica lombarda, tutto pieno di voucher, ticket, master plan, devolution; il libro racconta la 'difficile' vita dell'opposizione in Consiglio regionale e ci parla delle prospettive di un'alternativa di governo e della volontà di misurarsi con un programma politico di grande respiro, che muova dall'ambiente e dalla cultura, dai diritti e dalla dimensione pubblica che è necessario restituire alla politica lombarda. Le prime copie si possono trovare alla Festa dell'Unità - che chiude stasera - altre verranno distribuite presso le migliori librerie. Ci saranno prestissimo occasioni per presentarlo e per discuterne, in quell'ottica di costante rapporto con gli elettori che ho sempre cercato di conservare e di cui questo blog è una testimonianza fedele. postato da civati, 00:08 | link | commenti (12) domenica, settembre 16, 2007 Rosy non delude Sto con Veltroni e farò di tutto perché si affermi come leader del Pd (anche se la vicenda delle liste che lo sostengono si sta rivelando un pasticcio monumentale), ma so ancora apprezzare la qualità delle persone che fanno politica. E Rosy Bindi, anche a Monza, si è rivelata una figura di grande rilievo, coraggiosa e sapiente nell'interloquire con un pubblico che l'ha accolta nel migliore dei modi, ma non le ha risparmiato critiche e domande anche difficili. Una bella candidatura e una risorsa importante per il Pd. |