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lunedì, dicembre 31, 2007 Prodi pride
Dopo averlo visito in un'incredibile tuta da sci con tanto di caschetto, mi sono definitivamente convinto: è il momento di lanciare il Prodi pride. E' il momento di prendere le sue difese e di tributargli un piccolo encomio, un augurio di buon lavoro, uno stimolo ad andare avanti. Perché se lo merita e come dice l'unico Mastella citabile della stagione, sarebbe «una follia mandare a casa Prodi, sarebbe come licenziare Marchionne dopo il risanamento della Fiat». Caro Romano, siamo con te, per affrontare, innanzitutto, la questione dei salari e per regalare agli italiani un 2008 migliore di quanto non siano stati gli anni precedenti. E' il Prodi Pride: l'orgoglio di Prodi. E anche il nostro. Tuta da sci e caschetto nonostante. postato da civati, 11:57 | link | commenti (7) Aviaria
Formigoni, colpito da una curiosa forma di influenza 'aviaria', aderisce alla proposta della Lega: manifestazione in difesa di Malpensa. Una volta governava, ora manifesta. Cose che capitano, in una Regione in cui il buon senso si è imbarcato tempo fa con un biglietto di sola andata. Mentre tutti strepitano, colgo l'occasione per darvi alcuni dati di quello che è successo negli aeroporti del Nord dal 2000 a questa parte, mentre Formigoni, e Galan, e Ghigo governavano per conto della destra le regioni del Nord, appunto, e Berlusconi governava il Paese. Sono dati che desumo da Repubblica e che spiegano tutto quello che c'è da spiegare sulla vicenda Alitalia, Malpensa, ecc. Malpensa (l'hub-tra-virgolette): da 20.716.000 a 22.080.000 passeggeri; Linate (l'aeroporto che andava chiuso): da 6.026.000 a 9.209.000 passeggeri; Orio al Serio (minuscolo nel 2000): da 1.237.000 a 5.285.000 passeggeri; Verona (che fa il paio con Montichiari): da 2.289.000 a 3.320.000 passeggeri. Lo stesso vale per Torino, che cresce del 50%, Parma che raddoppia, Treviso che diventa sei volte più frequentato, Trieste che cresce del 20%. Ecco gli scali padani, cresciuti mentre governavano gli attuali strateghi dei cieli: come si fa ad avere un hub, se crescono almeno 5 aeroporti nelle immediate vicinanze, lo sa solo il cielo. Più che Air Padania è Air Fritta, come sempre. postato da civati, 11:52 | link | commenti (4) Lasciar perdere (e aerostatizzare)
Inutile girarci intorno. Se il 2006 era stato l'anno della rincorsa, il 2007 è stato l'anno delle sconfitte, per me, più cocenti e ravvicinate della mia breve storia personale e politica. Ho perso, personalmente e insieme ad altri, tutto quello che c'era da perdere. Elezioni, speranze, progetti, la mia fiducia nei confronti di molte persone con cui lavoravo da tempo (in alcuni casi, certo, anche la loro), affetti e forse anche un amore (impossibile). Anche una tessera del bancomat, tanto per dire. E' successo tutto in fretta, e non sono più riuscito a riprendermi. Se c'era una cosa da sbagliare, la sbagliavo, cercando di recuperare il più in fretta possibile... troppo in fretta, come se il tempo si fosse messo a correre e io, affannato, ad inseguirlo. La mente corre alla prima sconfitta della mia vita. Non avevo nemmeno otto anni, e la Juventus più bella della mia infanzia si giocava la finale della Coppa dei Campioni ad Atene contro l'Amburgo. Dovevamo vincere, dopo una serie strepitosa di partite coraggiose e perfette, e invece prendemmo un gol inaspettato nei primissimi minuti di gioco. E per tutta la partita non ci fu verso e i minuti volavano e nessuno, nemmeno quello splendido calciatore che rispondeva al nome di Michel Platini (che ha contribuito come pochi altri alla mia formazione) riuscì a cambiare il corso delle cose. Perdemmo e non sembrava giusto a nessuno. Perché non è che avessimo meritato di perdere per una sassata da fuori area: non è da questi episodi che si giudica una squadra e una stagione. Ma perdemmo. Quest'anno è andata in modo del tutto simile. Ne sono uscito certamente ridimensionato, da questa annata che faticherò a dimenticare. Ma, vi dirò, non tutto il male viene per nuocere. Perdere non fa bene a nessuno, ma è un'esperienza forse salvifica per chi, come me, ha sempre avuto "troppo da perdere", appunto. E l'espressione che mi viene, in chiusura d'anno, è che per la prima volta ho imparato a "lasciar perdere", il modo migliore per elaborare e forse anche per correggere il senso delle sconfitte e, appunto, delle perdite. E mi sono ritrovato con un piccolo bagaglio di cose che nessuno mi potrà togliere mai, che non sono "a perdere", per rimanere in tema, e che mi accompagneranno nel 2008. Rimane inteso che un anno così è meglio che finisca presto. E nell'ardente rogo della noche vieja avrò molto da bruciare, in una accurata e definitiva conflagrazione. Nella speranza che nel 2008 si apra un nuovo ciclo, non per quelle promesse da ultimo dell'anno (dimagrire, andare in palestra, trovare più tempo per se stessi et similia), ma, se mi è consentito il riferimento aulico, alla maniera degli stoici. E per dirla tutta, viene da aerostatizzare, come fa Socrate nella perfida parodia di Aristofane delle Nuvole. Aerobatein: andare per aria e, perché no, prendere il volo. Quello che auguro di cuore a tutti voi. Buon anno. pippo postato da civati, 08:48 | link | commenti (7) Yo sé leer. L'ultima lettura
L'ultimo libro del 2007, un anno di letture straordinarie, non poteva che essere L'ultimo lettore di Ricardo Piglia, Feltrinelli. Per chi ama leggere e soprattutto per chi è appassionato di romanzi e di racconti, il libro di Piglia è una lettura imprescindibile. Dalla lanterna di Anna Karenina, che l'accompagna nella lettura e nel momento della sua tragica fine, alla metempsicosi dell'Ulisse di Joyce, da cui muove il suo monumentale intreccio; dalla seduzione della lettura nelle lettere di Kafka a Felice, al Che, scrittore mancato, instancabile redattore di diari e lettore nella guerriglia: il saggio di Piglia è un percorso che affascina e che arricchisce. Il libro si conclude con una folgorante citazione: «Nella gara della filosofia vince chi sa correre più piano. O chi arriva ultimo alla meta», E' di Ludwig Wittgenstein. E ci permette di tornare all'ultima frase letta da Ernesto Guevara, in una piccola scuola boliviana a La Higuera, dove sulla lavagna, poco prima di morire, lesse, correggendo la maestrina che si era dimenticata l'accento: «Yo sé leer. Io so leggere». Un'epigrafe perfetta per la vita del più nobile degli avventurieri, che non si separò mai dalla sua sacca dei libri e dai suoi taccuini. L'ultimo lettore ha anche il merito di riportarci alle letture di quest'anno, che brevemente riassumo in un flusso di coscienza alla Molly Bloom: ci sono il destino di ciascuno, il silenzio delle Sirene, l'antro delle Ninfe e la loro follia. E, ancora, il 'divino' amore, il duende, un segreto inconfessabile, un dolore utilissimo, una strada post-atomica, un presidente al tramonto. postato da civati, 08:41 | link | commenti domenica, dicembre 30, 2007 Così funziona, d'altra parte, la democrazia
Fine anno, tempo di bilanci. Ho già avuto modo di dire e di scrivere che per me il 2007 è stato l'anno del blog. Mi dicono: esagerato. Rispondo: sì, però. Perché il blog è uno strumento fenomenale, per quanto mi riguarda, per puntare a quella "politica 2.0" alla quale stiamo cercando di approdare dopo un lungo navigare. Il blog funziona come grande ordinatore, grazie anche alla funzione terapeutica della scrittura, per me personalmente decisiva; come diario, per rimanere in costante rapporto con gli e-lettori; come archivio, per verificare costantemente le "puntate precedenti"; come piccolo spazio di controinformazione, in un sistema bloccato come quello italiano (e lombardo in particolare); come occasione di esposizione al pubblico ludibrio, al commento e al giudizio di tutti, anche di chi è meno benevolo; come catalizzatore di idee e di proposte, da riempire giorno dopo giorno, per dare un senso ai mesi, agli anni e ove possibile all'intera legislatura; come finestra sul lavoro, spesso oscuro, dell'esponente politico, in un'istituzione non 'immediata' come è la Regione e in una temperie in cui predomina l'anti-politica quando non un vero e proprio disprezzo per chi fa politica "come professione" (Weber non abita più qui...); come crocevia di suggestioni e di idee, grazie anche allo scambio costante con altri blog e con altri mondi, di questo universo che si squaderna ogni mattina dai nostri pc; come palestra quotidiana, per 'controllare' il senso delle proprie iniziative, alla luce dell'"effetto che fanno" e delle conseguenze che provocano nel dibattito politico e in quella porzione di opinione pubblica che ci riguarda; come modo per raccontarsi, alla ricerca di nuove soglie di comprensione di se stessi attraverso la realtà con cui interagiamo. Al Gore parla di internet come di una straordinaria piattaforma della razionalità e della democrazia: sono in larga misura d'accordo. E credo che uno dei motivi fondamentali dell'arretratezza del nostro sistema politico sia proprio quello di non avere compreso le enormi potenzialità di un mezzo che è anche immediatamente metodo e (perciò) contenuto. Uno spazio (ma anche un tempo, potremmo dire) che ci parla dello stile e del profilo di chi eleggiamo e che ci consente di condividere con i nostri rappresentanti un rapporto che non credo possa essere banalizzato, tanto è performante e mai univoco. Mi aspetto però, come sempre, un vostro parere e un vostro consiglio, meglio se critico e se pungente, à la Yellow, per intenderci. Così funziona, d'altra parte, la democrazia. postato da civati, 12:33 | link | commenti (6) Il giornale che vorremmo
Antonio Cornacchia (che è persona buona e giusta) propone una discussione di sicuro interesse sui destini dell'informazione a Monza e in Brianza. Il giornale che vorrei è uno spazio web consigliato a tutti quelli che hanno qualcosa da dire, ma che soprattutto vorrebbero avere qualcosa da leggere. postato da civati, 12:18 | link | commenti sabato, dicembre 29, 2007 postato da civati, 19:19 | link | commenti Nota bene
Oggi Massimo Giannini su Repubblica dice, meglio di quanto possa fare personalmente, quello che penso da tempo, rispetto a Prodi - di cui sono rimasto tra i pochi sostenitori, nonostante tutto - e alla situazione del Sistema Paese. Leggete l'articolo, è molto importante, accidenti, per capire come vanno le cose. Qui di seguito, il 'sugo', che consiglio di spedire via email ad amici e conoscenti, copiare e incollare sul proprio blog, stampare e diffondere nelle piazze e nelle strade: «Quello che oggi conta, al di là della debolezza permanente del messaggio mediatico, è la forza sorprendente del risultato aritmetico. Nel 2007 il deficit pubblico scende sotto al 2% del Pil, contro una stima iniziale del 2,8%: partiva dal 3,3%, ereditato dal governo Berlusconi. Il debito pubblico cala al 104,6% dal 106,8% della precedente legislatura, quando aveva raggiunto quota 1.575 miliardi, quasi 27 mila euro per ogni cittadino. L'avanzo primario cresce al 3%, contro lo 0 degli ultimi lasciti tremontiani. La spesa pubblica scende al 49,2%, e quella primaria cala addirittura al 44,4%. Persino la pressione fiscale si riduce dal 43,1 al 42,9%. E poco, ma è meglio di niente. In meno di due anni, il governo è riuscito a correggere i conti dello Stato di 1,3 punti percentuali di Pil, più di 20 miliardi di euro». I conti tornano, dunque. Speriamo che in Italia torni anche il buon senso. postato da civati, 10:21 | link | commenti (5) Lo zen e l'arte della manutenzione del Partito democratico
Annuncio la nascita di una nuova area spirituale all'interno del Pd. E' la sua corrente zen. Quella che prende le distanze dalle burocrazie e dalle discussioni per luminari del Cencelli a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane, che si allontana dalle polemiche sull'intervento dello Spirito Santo nell'iter di una legge, che sostiene non esserci prove dell'esistenza di Dini, che non intende confrontarsi con il vuoto della chiacchiera quotidiana, che percepisce un risentimento crescente nella popolazione nei confronti della politica e si dice disposta serenamente a prenderlo in considerazione. Un'area culturale che prende contatto con la realtà più in profondità di quanto non si sia fatto finora, perché intende parlare solo di contenuti, di formazione, di elaborazione, di cose da fare, e non di chi le deve fare, in virtù di chissà quale incarico. L'area zen è un'area immediatamente aperta a tutti: è sufficiente aderirvi ciascuno per conto proprio, senza tessere, né correnti. Solo di qualità vogliamo nutrirci, puntando alla riscoperta del compito originario con cui il Pd è nato: rendere migliore la politica e, di conseguenza, ove possibile, anche la nostra vita. Chi è interessato, è pregato di rileggere queste righe ogni tanto, valutando se sta dedicando più tempo alle nomine e ai maledettissimi posizionamenti o alle cose qui tratteggiate. Nel secondo caso, il satori è più vicino. postato da civati, 10:11 | link | commenti (11) venerdì, dicembre 28, 2007 Il trauma e la sua trama
L'ultimo libro di Patrick McGrath si intitola Trauma, lo pubblica Bompiani e non lascia certo indifferente il lettore. Confesso la mia ignoranza - sono l'unico in giro a non aver letto Follia - e devo dire che il mio impatto con McGrath non è stato dei più felici, ma ne vale comunque la pena. Il libro coinvolge soprattutto in ragione di una scrittura sapiente e di un gioco psicologico che, senza essere niente di trascendentale, colpisce nel segno. La forza del libro sta tutta nella trattazione e nello sviluppo di una trama che muove dal concetto che ne costituisce titolo e Leitmotiv: il trauma, la sua ripetizione e la sua complessa e controversa elaborazione che sono alla base del lavoro del protagonista e dell'esperienza esistenziale di ogni essere umano. Una provata capacità narrativa consente a McGrath di ricondurre ad un unico trauma anche le manifestazioni dei diversi traumi che si incontrano nel corso del libro e che riguardano tutti i personaggi principali, all'apparenza legati da fili non sempre così robusti. Eppure, alla fine, si scopre che... dovete leggere il libro per saperlo. Sapendo, ovviamente, che è traumatico, appunto, e che rischia di risvegliare anche i traumi vostri - piccoli o grandi che siano - perché - purtroppo o per fortuna - la letteratura, quando è 'buona', ha una relazione con la vita di ciascuno di noi che non è proprio il caso di sottovalutare. postato da civati, 19:55 | link | commenti L'ultima malpensata
Pensavamo che dopo la rivolta del Nord contro AirFrance non ci saremmo dovuti aspettare altro di assurdo dalla destra al governo della Regione. Invece, tra ieri e oggi, si è superato ancora una volta il record stagionale. L'ultima trovata è la creazione di una compagnia area del Nord che si sostituisca ad Alitalia. Quest'ultima è vivamente pregata di lasciare liberi gli slot, come noi sosteniamo da tempo: fino a qualche ora fa, però, era pregata dagli stessi esponenti della destra, a cominciare dall'incredibile Formigoni, di mantenere Malpensa allo stesso livello di Fiumicino, come secondo (e insostenibile) hub. Oggi, c'è la novità (?!) della compagnia aerea dei settentrionali contro i francesi e i meridionali, neanche fossimo all'epoca del Ducato di Milano. E' tutto così dannatamente ideologico che nessuno si rende conto che è sufficiente che Alitalia lasci liberi gli slot: il resto verrà da sé. Quanto alla creazione di un'apposita compagnia nordista, se fosse la prima, potremmo anche crederci: dopo averne viste nascere e fallire una manciata di compagnie padane, in particolare nella zona delle tre Venezie, forse è il caso di aspettare prima di decollare nei cieli sconfinati della retorica. Le piste lombarde, da questo punto di vista, sono tutte occupate. postato da civati, 16:56 | link | commenti (2) L'oroscopo di Prodi, verso il 2008
A cura di Internazionale, l'ultimo oroscopo dell'anno. Vi propongo quello di Prodi, come sempre, dopo averlo ammirato fieramente orgoglioso del suo lavoro nella conferenza stampa di fine anno. Speriamo che l'oroscopo di Brezsny non lo porti, a fronte dei Dini e dei credini che fanno parte ahinoi della sua maggioranza, a tagliare davvero la corda... «Immagina un grosso leone con una cordicella da mezzo metro legata a una zampa posteriore. L'altro capo della corda è fissato a un corto paletto di legno infilato a terra. Il leone pensa di essere prigioniero e non cerca mai di scappare. È nervoso e irrequieto, ogni tanto emette un ruggito lamentoso che è al tempo stesso un ringhio di dolore e un gemito di tristezza. Vorrei che pensassi a questa scena almeno una volta al mese nel 2008, Leone. Ogni volta dovrai chiederti: "Sono io il leone descritto da Rob Brezsny?". E ricordarti sempre che puoi liberarti facilmente dalla corda e fuggire verso la libertà». postato da civati, 16:49 | link | commenti giovedì, dicembre 27, 2007 Monza, come dieci anni fa, come se niente fosse successo Leggo dei buoni propositi del sindaco Mariani per il 2008 e rabbrividisco. Dopo sei mesi letteralmente buttati via, nei quali l'unica nota positiva è stata la tormentatissima approvazione del Piano di governo del territorio messo a punto dalla giunta Faglia, Mariani si presenta con un sacco di idee e di iniziative che hanno l'unico pregio di essere quelle di sempre. Si parla, per fare l'esempio più clamoroso, del sottopasso Ovidio-Messa, che Mariani non riuscì a realizzare nel suo primo mandato di sindaco, e che ora ripropone tout court come priorità per la città. Un sottopasso inutile e inutilmente costoso, un'idea di dieci anni fa, riproposta così com'era, come se nel frattempo non fosse successo nulla nella terza città della Lombardia. A Monza l'orologio non si è fermato (stavo per scrivere: firmato), si è proprio messo a correre all'indietro. Speriamo solo che Mariani, nella sua inerzia mista a nostalgia dei tempi che furono (i suoi), si preoccupi di concludere le importanti iniziative dell'amministrazione che l'ha preceduto. Basterebbe così. postato da civati, 13:43 | link | commenti (2) mercoledì, dicembre 26, 2007 Omosessuali e diritti negati: una storia italiana
A chi si occupa di politica, ma anche a chi non se ne occupa, consiglio vivamente la lettura di Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale di Vittorio Lingiardi, per i tipi del Saggiatore. E' un saggio di sicuro interesse per chi cerca di districarsi tra Dico, Pacs e Cus e vuole dare risposta compiuta ad una richiesta che è soprattutto una domanda di cittadinanza. Lingiardi descrive con accuratezza le diverse stagioni delle battaglie per i diritti degli omosessuali, passate dalla volontà di reclamare una 'differenza' ad una opzione di normalità più sentita e più matura. In quest'ultima temperie si inserisce il dibattito circa il diritto per i gay di vedere riconosciuta la possibilità di una convivenza sia dal punto di vista culturale sia dal punto di vista della norma, e Lingiardi si spinge ad affrontare il tema dell'omogenitorialità e della famiglia gay intesa in senso stretto. E' un testo di grande valore, che spazza via una serie infinita di luoghi comuni e che consentirebbe alla classe politica più retriva del pianeta - sotto questo profilo certamente - di affrontare il problema in modo serio e compiuto, come è accaduto in altri Paesi. Lingiardi non tira un sasso nello stagno: descrive, piuttosto, lo stagno, e i paludati moralismi del dibattito pubblico italiano, in cui si alternano posizioni prive di alcuna consistenza scientifica con altre ispirate ad una vera e propria omofobia. P.S.: Per dire come siamo 'conciati' da questo punto di vista, vi posso ricordare che quando sono arrivato in Regione molti pensavano che fossi omosessuale (anzi, per la precisione, 'frocio') per il semplice fatto di aver orgogliosamente condiviso più di una iniziativa con esponenti dell'Arcigay e del movimento Lgbt. Anche esponenti della mia parte politica pensavano e dicevano così. Preciso che a me (purtroppo, direi, visti i risultati) piacciono le ragazze, mentre gli omofobi fanno proprio schifo. postato da civati, 11:00 | link | commenti (10) lunedì, dicembre 24, 2007 Imprenditori della xenofobia
«La possibilità di sopravvivenza politica della Lega è ormai legata al ruolo di imprenditore politico della xenofobia. Un ruolo che però alimenta un clima irrespirabile, che rompe non solo il civismo locale contrapponendo i cittadini, e facendo sentire molti di loro estranei al proprio comune, parola che nell´era del particolarismo leghista perde del tutto valore; ma che rischia anche di provocare effetti deleteri. Spingendo gli stranieri a rifugiarsi nelle comunità etniche e religiose originarie anziché a integrarsi nella società italiana. A dar vita a comunità parallele, che forse "disturberanno" meno i leghisti ma agiranno come un corpo separato, nel quale tendenze fondamentaliste o etniciste potranno prosperare. E' auspicabile tutto questo, anche in termini di sicurezza? Non lo crediamo. E allora una decisa battaglia culturale e politica, prima ancora che legislativa, contro una simile deriva diventa essenziale per un paese che guarda a un futuro meno claustrofobico e conflittuale di quello proposto dal Carroccio». Renzo Guolo così ieri su Repubblica. Da tempo, in posizione defilata se non solitaria all'interno del panorama politico lombardo, denuncio le aberrazioni e le forzature di una forza politica che è al governo della Regione e del Comune di Milano. Da tempo, mi ostino a ripetere che la deriva sicuritaria non va accompagnata e che si deve contrastarla con un nuovo e diverso orizzonte culturale. Per motivi di civiltà politica, istituzionale e legislativa, certamente, ma anche per non peggiorare la situazione, dividendo 'noi' e 'loro' in un conflitto esasperato e sempre più radicale. Come in altri casi, mi auguro che il Pd lombardo voglia fare la sua parte, anziché - come è stato fatto finora - definire banalmente propagandistiche prese di posizione che sono sbagliate e pericolose. Per gli stranieri e per gli italiani in egual misura. postato da civati, 09:49 | link | commenti (3) domenica, dicembre 23, 2007 Moratoria dei bigliettini natalizi: ho perso anche quest'anno
Niente da fare: le prime proiezioni mi dicono che la mia scrivania nell'ufficetto di Fabio Filzi è interamente ricoperta di cartoncini e ho l'impressione di avere ricevuto più biglietti dell'anno precedente. Nessuno ha ascoltato il mio appello per la riduzione dei costi della politica almeno a Natale. I biglietti li hanno inviati tutti o quasi, e ovviamente a spese dei contribuenti. Per quanto mi riguarda mi sono limitato ad una lettera via posta elettronica e al 'pensiero'. L'anno prossimo tornerò alla carica, però, e chiederò anche alle aziende di non inviarmi alcun regalo: sono abituato a rifiutarli educatamente, senza voler offendere nessuno, perché penso che i politici i regali non li debbano accettare. Puntiamo al 2008: ce la faremo! (Auguri). postato da civati, 20:01 | link | commenti (5) postato da civati, 19:58 | link | commenti I soliti malpensanti
Leggo della rivolta del Nord contro la decisione di Alitalia di vendere ad AirFrance con grande sgomento: Formigoni parla di «follia», i leghisti minacciano blocchi stradali e proteste clamorose. A me, come già a Gabrio Casati, sembra assurdo. Mi auguro solo che nessuno ascolti questi strateghi e che Alitalia passi ad AirFrance e che finalmente si apra una riflessione sui servizi aeroportuali del Nord che non confonda le idee e non stravolga la realtà. Primo: Alitalia costa a ciascun cittadino all'anno 40 euro. Chiudere con questa situazione non può che far bene al nostro Paese. Secondo: AirFrance è molto più credibile di AirOne, e mi sembra fuori da ogni logica che qualcuno li possa mettere sullo stesso piano. Terzo: il doppio hub è una prospettiva che semplicemente non esiste, lo sanno tutti. Non è un caso che a furia di presentare Malpensa come hub ci siamo ritrovati con un proliferare di aeroporti nel Nord che non afferiscono allo scalo varesino, a cominciare da Orio, dal sistema aeroportuale Brescia-Verona, per finire con la mancata dismissione di Linate. Quarto: i problemi di Malpensa non derivano solo dalla politica di Alitalia: che sia un aeroporto scomodo, lo sanno tutti i viaggiatori. Che non sia collegato con gli altri scali lombardi, è uno degli elementi di arretratezza del sistema lombardo. Che le infrastrutture al suo servizio siano arrivate tardi, credo sia un fatto acquisito. Quinto: il rilancio di Malpensa passa attraverso la cessione degli slot ad altri operatori. E' il famoso mercato, che non si può certo regolare con un eccesso di protezionismo e con una logica iperprovinciale. Mi auguro che il Pd lombardo, anziché accodarsi, voglia prendere di petto la questione. Altrimenti, come al solito, non ci troveremo né in cielo, né in terra. postato da civati, 12:40 | link | commenti (10) Al Volo
Un giorno in più è l'ultimo libro di Fabio Volo. E' in testa a tutte le classifiche. Va letteralmente a ruba. Ora, a me Fabio Volo non dispiace, soprattutto come personaggio radiofonico. Concede un po' troppo al qualunquismo e a quello che potremmo chiamare comunquismo, ma è 'comunque' sempre molto piacevole. Sarebbe ingiusto dire, quindi, che i suoi libri sono tutti uguali, ma un po' lo sono (il migliore rimane il primo, Esco a fare due passi). Sarebbe ingeneroso dire che quest'ultimo libro è troppo lungo, ma ad un certo punto le stesse pagine sembrano assomigliarsi tra loro (e il titolo sembra indicare che ci voglia più tempo del previsto a terminarlo). Infine, sarebbe antipatico dire che non è proprio tutto così profondo come il tono, che Volo pretende maturo, vorrebbe far pensare. La verità è che Volo descrive perfettamente la sua generazione - che è anche la mia - e ne fa parte autorevolmente: e questo è un merito e insieme un problema. Perché tutto sembra così maledettamente evenemenziale («accentua l’importanza dei singoli eventi piuttosto che le strutture durevoli e i processi in cui si determinano», De Mauro) che ci si rischia di perdere, tra la paura delle relazioni, l'impossibilità della vita di coppia, la ricerca di una felicità molto ma molto autocentrata. A ciò si aggiunge l'estetizzazione del personaggio di Volo, che oltre a essere autore dei propri libri, è anche costruttore e affabulatore di un carattere che è impossibile non ricondurre a lui in persona: tutti pensano, in sostanza, che sia proprio Volo il protagonista, in un circolo che a volte sottrae un po' di spazio all'immaginazione, per il semplice fatto che ne siamo 'troppo' informati. Il libro è rappresentativo dello spirito del tempo: da qui il successo e la comprensione universale. Lo consiglio, sia perché è, come sempre, gustoso in molte delle sue parti, sia perché fa riflettere molto più di quanto non possa sembrare. postato da civati, 10:35 | link | commenti (1) sabato, dicembre 22, 2007 Auguri
A me il Natale piace perché non ci sono più interpellanze mozioni inversioni dell'ordine del giorno piani cave conferenze stampa comunicati trasmissioni televisive con la signora Maria di Besozzo in provincia di Varese che telefona per dire che bisogna ammazzare gli immigrati serate in località sperdute polemiche politiche interviste radiofoniche comunicati stampa interrogazioni polveri sottili livelli essenziali di assistenza rassegne stampa comunicati conferenze prese di posizione campagne elettorali volantini discariche abusive conferenze comunicati epocali riforme scandali roboanti ticket riforme del sistema elettorale alla tedesca con una correzione spagnoleggiante e un premio di maggioranza che poi fa tanto governabilità comunicati conferenze asl arpa tar via vas consiglio di stato riunioni che non finiscono più perché tutti parlano come se ci fossero solo loro in quella sala leggi ad personam il governo che le impugna. E perché ci sono un presepe di amici cene aperitivi un libro al giorno magari anche due film che è tutto l'anno che vuoi vedere ma non riesci mai piumone pranzi cene regali che ho già tutto ma fanno piacere quando li scarti e poi magari non mi servono perché ho già tutto calma cene tranquillità attesa pranzi nessuna novità come ogni anno prima che ricomincino le interpellanze mozioni inversioni dell'ordine del giorno piani cave conferenze stampa comunicati trasmissioni televisive con la signora Carla di Cermenate in provincia di Como che telefona perché tutti i politici lei non si capacita delle cose che fanno e lei non sa mica se andrà a votare. Buon Natale. postato da civati, 09:24 | link | commenti (5) Sotto coperta
Sono un ragazzo di cinquantun anni, Vivo con la mia mamma e il mio papà. Ho molti libri editi da Vanni Scheiwiller. Io, poeta di città. Sono disoccupato, laureato In storia dell'economia politica. Stimo Raboni, detesto Battiato. Di Pindaro amo la 2a Pitica. Ho vinto il premio «Versi a Pordenone '92», e al «Città di Torino '84» ho avuto una menzione Per un sonetto su Sant'Agostino. Ho due by-pass. Vivo con la pensione Di mio papà. Possiedo un motorino. Aldo Nove, cover di Nirvana, Smells like teen spirit (in Nelle galassie oggi come oggi, Einaudi 2001). postato da civati, 09:02 | link | commenti venerdì, dicembre 21, 2007 Pannelli senza frontiere: l'adesione del Pd lombardo
Comunicato stampa. Energia pulita per sconfiggere la morte di parto in Africa. Il Partito Democratico lombardo ha deciso di aderire al progetto Pannelli senza Frontiere, una campagna promossa da CISAO, una Camera di Commercio mista italo-senegalese, per portare nelle zone più povere dell’Africa occidentale la tecnologia per produrre energia elettrica da fonti rinnovabili. Progetto pilota è l’installazione di una di una piccola centrale ad energia solare a servizio della maternità di una comunità del Mali, in una zona in cui la morte di parto è ancora molto diffusa. La raccolta di fondi è già avviata. Il Partito democratico lombardo e il suo gruppo regionale hanno deciso di aderire chiedendo ad elettori e simpatizzanti di dare il proprio contributo, e si augurano che il progetto abbia la massima diffusione presso le realtà locali della nostra Regione. «È un progetto che punta a promuovere lo sviluppo della produzione di energia pulita nel continente che è al contempo più assolato e più "al buio". Un progetto nella cui filosofia ci riconosciamo perfettamente», afferma Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd, che l'ha promosso presso l'istituzione regionale insieme a Mario Agostinelli, capogruppo di Rifondazione comunista, e altri colleghi. Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, è convinto: «Negli ospedali dell'Africa centrale, spesso privi di elettricità e dotati solo di gruppi elettrogeni, l'adozione dei pannelli solari fotovoltaici può rappresentare una piccola ma significativa rivoluzione. Anche le principali associazioni di volontariato ci dicono che queste strutture non possono permettersi un pannello solare fotovoltaico ma, in caso di donazione, chiedono proprio questo. Ecco perché il PD della Lombardia ha aderito alla raccolta fondi per il Mali promossa da alcuni consiglieri regionali. Sono iniziative come questa che possono innescare forti processi di cooperazione e di aiuto diretto». Per contribuire i dati del conto sono i seguenti (presto sarà possibile provvedere al finanziamento online): Cisao - Camera di Commercio Italia Senegal, Foro Buonaparte, 70 - 20121 Milano. Banca Monte Paschi di Siena, Filiale 534. Iban: IT 33 Y 1030 20400 000000629057. Causale: Pannelli senza frontiere. postato da civati, 08:51 | link | commenti (2) Piano cave di Bergamo: chiarezza e trasparenza
Comunicato stampa. Oggi il presidente del Consiglio Regionale ha respinto la richiesta dell’assessore Marco Pagnoncelli di votare oggi stesso il rinvio in Commissione del piano Cave di Bergamo. L’assessore avrebbe voluto che il Consiglio rinviasse il Piano senza che questo fosse ancora completo dalle nuove schede tecniche che devono essere elaborate dall’assessorato all’ambiente. I veri motivi che hanno costretto alla richiesta del rinvio in commissione da parte dell’Assessore non sono stati spiegati. Le interrogazioni dell’opposizione non hanno ancora ricevuto risposta. La prossima riunione dei capigruppo del 14 gennaio deciderà dunque il da farsi. L’assessore Pagnoncelli e il presidente Maullu devono a questo punto assumersi la responsabilità di proporre al Consiglio il rinvio in commissione di un piano cave completo e valutabile in ogni sua parte. La commissione deve esser messa in condizione di elaborare un Piano Cave trasparente, sostenibile ed equilibrato. Per fare questo Formigoni deve liberare il campo dai conflitti d’interesse e la commissione deve rispettare le Direttive Europee e le sentenze del tar sui piani Cave. Un piano cave provinciale che nasce con conflitti di interesse non chiariti dell’assessore e in aperto contrasto con l’istituzione provinciale può solo alimentare i sospetti, certamente non raggiunge l’obiettivo di un approvvigionamento sostenibile di materiale in equilibrio con le esigenze di tutela del territorio e del paesaggio. Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi, Verdi; Giuseppe Civati, PD; Arturo Squassina, Sinistra democratica. postato da civati, 08:48 | link | commenti Via di qui
Il Consiglio regionale della Lombardia è stato sospeso perché oggi, nel pomeriggio, è mancato il numero legale. Domani ci si rivede alle 10.30. Perché? Ma perché in discussione c'era il giudizio di ammissibilità sul referendum sull'acqua, presentato da 117 Comuni della Regione. E la destra, non volendo votare l'inammissibilità, ma nemmeno l'ammissibilità, ha pensato bene di lasciare l'aula semi-vuota. L'obiettivo è quello di concedere l'ammissibilità solo a 2008 già iniziato: ciò comporterebbe uno slittamento della celebrazione del referendum al 2009 (ovviamente, se lo si fosse votato oggi o se lo si votasse domani, si potrebbe votare già nel 2008, perché il referendum si può tenere solo nell'anno successivo all'approvazione del Consiglio regionale). Un fatto grave, che ha provocato anche una mezza rissa (a Natale sono tutti più buoni? sì, ciao) e parole dure da parte dell'opposizione. L'ineffabile assessore Buscemi è riuscito a spiegare che l'argomento non è poi così popolare. Del resto si parla solo di acqua. Cosa volete che sia? Portatemi via da questa Regione! postato da civati, 00:33 | link | commenti 2.605.615,72
Torno a dare i numeri. Quella del titolo è la cifra in euro per il bike-sharing che è stata stanziata dalla Regione Piemonte. Noi ne abbiamo (letteralmente) strappati 300.000 dall'ultimo bilancio della Lombardia. Non so se mi spiego. postato da civati, 00:25 | link | commenti Palomba
Ho un nuovo piccolo idolo, di cui consiglio l'ultima fatica, le Recinzioni. Operette molari (Fandango). Sto parlando di Johnny Palomba e delle sue 'recinzioni' cinematografiche. Eccone una, dedicata alla Passione di Cristo di Mel Gibson: che infatti apassionedecristio se chiama così perché erreggista ciaveva nagrande passione che infatti allora affatto stofirm eallora appreso umpiacione e iaddeto mò annamio ampaesetto sperduto daabasillicata e tegonfiamo debbotte che infatti allora cestaggesù che lo gonfiano ie meneno ie dicheno unzacco de parolacce chepperò nunsecapisce gnente perché infatti parlano in basillicatese allora infatti lo piiano accarci accazzotti corbastone caafrusta caafrusta modificata ie fanno etorture teribbili tipo oschiaffo dersordato allora poi che infatti cestava pure una tutta strana che mesà che era tipo nafotografa che infatti ciaveva imbraccio lomino daacodac allora poi stoporo cristo che pareva nabracioletta ie mettono nacroce e loripiiano accarci ie fanno sputa dieci litri desangue allora poi cuanno che sta incroce tutto bucherellato allora geùccristio dice elì eli' lama sabachtani? che in basillicatese vordì mio dio mio dio ma se pò fa unfirm così? ma che daverodavero? ma stamio arcinema o darmacellaro? vabbé che è pascua ma la griiata mista vattela affà arpaese tuo. poi lui mesà che tipo risorge ner mentre che erreggista tramonta. anamico mio lanno preso accarci e ianno menato ammorte ma dopo treggiorni ianno rimenato. postato da civati, 00:19 | link | commenti (2) Oil for Food: la Regione si costituisca in giudizio a tutela del proprio nome
Lo avevo proposto più di un anno fa. Torniamo oggi sull'argomento. Comunicato stampa. Ora che lo scandalo Oil for Food entra ufficialmente in un’aula di tribunale, con il rinvio a giudizio, tra gli altri, di uno stretto collaboratore, all’epoca dei fatti, del presidente Formigoni, la Regione Lombardia ha il dovere di tutelare il proprio nome rispetto a possibili coinvolgimenti. Può e deve farlo costituendosi in giudizio contro chi avesse utilizzato il proprio ruolo di consulente dell’istituzione per compiere atti che dovessero risultare illeciti. Il presidente Formigoni ha più volte spiegato di essere estraneo alla vicenda in cui è coinvolto tra gli altri il sig. De Petro, e noi non abbiamo motivo di sostenere che non sia così, tuttavia crediamo che la Presidenza della Regione debba fare il possibile per operare una piena assunzione di responsabilità. È il modo migliore e più garantista per distinguere tra attori veri e presunti di questo affaire. postato da civati, 00:16 | link | commenti (1) giovedì, dicembre 20, 2007 24
Nel senso di h 24, di orario continuato. Chissà che ne pensano i vescovi lombardi di un blog che tiene aperto senza soluzione di continuità (scherzo, pensando alla polemica con l'assessore Cristiani). Quest'anno per me è stato l'anno del blog, e in questi giorni di tranquillità avrò tempo di rifletterci con calma. L'anno istituzionale lombardo, invece, finisce oggi, con un'altra giornata intensa, in cui si discuterà tra l'altro di acqua e del famoso piano cave di Bergamo (il buco con il conflitto di interessi intorno). A più tardi per gli aggiornamenti. postato da civati, 07:46 | link | commenti 6200
Sarà perché abbiamo discusso del bilancio e della finanziaria regionale, ma proseguo con un po' di numeri. Anche in questo caso riguardano le biciclette, un mio pallino da tempo immemorabile. Alessia mi scrive: «Ikea, la nota multinazionale svedese del mobile low-cost, si distingue questo Natale per un regalo particolare ai suoi dipendenti. 6200 biciclette per contribuire a promuovere forme di trasporto sostenibile». Qualcuno l'ha capita, finalmente: la bici può sostituire l'auto. Volevo dire: deve. postato da civati, 00:40 | link | commenti (1) 1000 (e non più 1000)
Dopo l'immonda figuraccia sulle unioni civili a Roma, ci mancava solo la straordinaria trovata di organizzare una cena da 1000 euro a persona per lanciare il Pd a Milano. Dopo iMille (nel senso dei talenti) di Simoni e Sofri e Scalfarotto, i 1000 (nel senso degli euro) di Veltroni. Un partito, per essere liquido, ha bisogno di liquidità: non importa che si adotti lo strumento più classista che ci sia per tirar su un po' di pecunia. Che tristezza. postato da civati, 00:36 | link | commenti (8) 100
Che poi uno pensa che con un titolo così gli hanno approvato perlomeno 100 emendamenti al bilancio, oggi, in Consiglio. Invece ci hanno approvato praticamente solo l'emendamento numero 100. Davvero. L'opposizione più collaborativa del mondo, sempre pronta al dialogo con Formigoni, premiata con uno straordinario finanziamento di 300.000 euro per il bike-sharing, che per la verità è una vergogna non fosse ancora finanziato dalla Regione. Siamo stati in aula tutto il giorno, presentando decine e decine di proposte e raccogliendo le bici a noleggio. Speriamo almeno che, quest'anno, il bike-sharing, lo facciano sul serio. Non si sa mai. postato da civati, 00:33 | link | commenti mercoledì, dicembre 19, 2007 Matinée
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. E' un periodo che mi piace svegliarmi molto presto la mattina. E' l'unico momento in cui tutto mi sembra andare bene tra me, le mie parole e la mia anima. Ed è l'unico momento in cui non suona il telefono. Spesso scorre una canzone in sottofondo: ora è Que sera, sera nella versione di Damien Rice (un mio idolo personale) e di David Gray (dal multi-concerto del Live earth, una canzone che se non sbaglio fu scritta per un film di Alfred Hitchcock, L'uomo che sapeva troppo, tanto per dire). «The future's not ours to see», dice la canzone, e in effetti avrei bisogno di un tetris esistenziale, che rimetta al loro posto i mattoncini, nel giusto ordine e con le corrette modalità di incastro. Senza che me ne debba occupare personalmente e coscientemente. E' che non mi piacciono più le profezie: le trovo un genere letterario dannatamente prevedibile. Sul serio. Anche perché poi non è mica vero che si autoavverino. Per niente. Per cui, the future's not ours to see. Buona giornata. Tutto qui. postato da civati, 08:02 | link | commenti (2) Ricordando Peppino
Ieri è stato presentato il volume Baraonda democratica che riporta gli scritti di Peppino Motta nell'ultimo periodo della sua vita, a partire dal 2001. Cliccando qui potete trovare la prefazione, a cura del vostro affezionatissimo. postato da civati, 07:51 | link | commenti Pannelli senza frontiere: il primo è vimercatese
Presentazione alla stampa, ieri, a Vimercate, del progetto Pannelli senza frontiere, il progetto di Cisao grazie al quale verrà data energia, e luce e acqua, alle maternità di alcune comunità rurali del Mali. Il primo Comune a stanziare un contributo è stato il Comune di Vimercate, sotto Natale. Una natività alimentata dal sole: questo è stato il pensiero natalizio che ha accompagnato le belle parole del sindaco e degli assessori presenti. Nel frattempo, arrivava l'adesione al progetto anche di Stefano Maullu, presidente della commissione Ambiente della Regione Lombardia (Forza Italia). Trasversale è anche meglio, l'ho sempre pensato, e ringrazio Stefano per la partecipazione. Altri Comuni chiedono di poter partecipare. Insomma, si è attivato il circolo virtuoso in cui confidavamo. Avanti così. postato da civati, 07:47 | link | commenti Pippo a Inzago (quando finirà?)
Gli amministratori del Comune di Inzago - capoluogo lombardo delle discariche - ci hanno chiamato qualche ora fa per comunicarci che l'autorizzazione per la nuova discarica è già stata concessa dall'amministrazione regionale, nonostante tutto e tutti. La data del provvedimento fa pensare ad una ricostruzione lucarelliana: era il 5 dicembre. L'assessore Buscemi, uomo di parola, era ascoltato in commissione, insieme all'assessore Brembilla della Provincia di Milano. Si parlava proprio di Inzago, e della necessità di rivedere il parere della conferenza dei servizi. Si dibatteva circa la corretta interpretazione della legge approvata a luglio (la famigerata 12/2007). La commissione si concludeva con l'impegno di Provincia e Regione di ritrovare un comune sentire e di collaborare per verificare tutte le possibilità di NON realizzare la discarica. Poi Buscemi aveva modo, nel pomeriggio di quello stesso 5 dicembre, di smentire tutto, in modo al solito sprezzante nei confronti delle altrui ragioni. Quella mattina, però, a pochi metri di distanza dalla sala delle commissioni di via Fabio Filzi, un'altro consesso regionale valutava positivamente il nuovo impianto e rilasciava la propria autorizzazione. Come già nel 2005, una determinazione dirigenziale superava il dibattito politico e le prese di posizione del Consiglio regionale. Ora, è spontaneo chiedersi: ma vi pare normale che noi ne stavamo discutendo e qualcuno decideva senza che noi ne fossimo informati? L'assessore certamente sapeva, a meno che qualcuno voglia farci credere che non abbia alcun controllo sulle attività degli uffici di sua competenza. E' un'altra puntata scandalosa della vicenda - ormai seriale - della terza discarica di Inzago. La discarica che nessuno vuole e voleva, ma che si farà. Perché? Perché di sì. Sono cose, direbbe Lucarelli, che non vorremmo vedere. Non qui, non da noi: non in Lombardia. postato da civati, 07:42 | link | commenti Io speriamo che me la cavo
Il piano cave di Bergamo è incagliato tra Consiglio e commissione Ambiente e non si sa bene dove andrà a finire. Il comandante Saponaro ha denunciato un conflitto di interessi dell'assessore alla partita, Marco Pagnoncelli, senza ricevere alcuna risposta compiuta da parte sua e della giunta. Il piano, dopo essere stato votato in commissione, non è mai approdato al dibattito dell'aula, su richiesta dello stesso Pagnoncelli. Il risultato è un irrituale e forse illegittimo limbo. Gli operatori possono attendere. Nel frattempo, per i corridoi regionali, si odono voci curiose (se non inquietanti) a proposito di cave che la commissione ha bocciato e che qualcuno - chissà chi... - intenderebbe inserire nuovamente nella proposta di piano: si tratta, in particolare, della cava di Caravaggio (in mezzo ai fontanili), della cava di Calcinate e di altri ambiti di escavazione in un primo tempo stralciati dai commissari. Per quanto mi riguarda, si tratta di una cosa scandalosa: spero che i bergamaschi se ne rendano conto, perché dal Pirellone non sappiamo più cosa inventarci... postato da civati, 07:33 | link | commenti martedì, dicembre 18, 2007 Seregno, molto nuvoloso
Serata seregnese di presentazione di Formigoning. I democratici della seconda città della Brianza sono abituati al dubbio e al pensiero critico, alcuni addirittura si dichiarano pessimisti soprattutto sulle possibilità che il centrosinistra e il Pd in particolare possano tornare a vincere nel Nord. Quello che emerge, però, non è una fuga dalla politica, ma la richiesta di una politica migliore, più concreta, più capace di offrire soluzioni, più comprensibile e più congruente con le aspettative dei cittadini. Un 'modello' politico e culturale del Pd, un progetto di sviluppo diverso e più sostenibile, una cura del tempo e dello spazio dei lombardi e della Lombardia. Questo chiedono al Pd. E francamente inizio a chiederlo anch'io, perché ne sento una certa urgenza. Per tornare a vincere, ma anche per tornare ad una politica che appassioni e coinvolga. Con parole d'ordine nuove e uno spirito che è quello di sempre. Sono gli ultimi fuochi di un anno molto 'crudele' e forse vale la pena di aspettare il 2008: senza perdere però altro tempo prezioso. postato da civati, 00:08 | link | commenti (5) lunedì, dicembre 17, 2007 Smog? Non è un problema lombardo...
Comunicato stampa. Regione Lombardia diffonde dati confortanti sulla presenza di particelle di pm10 nell’aria e nei polmoni dei cittadini secondo i quali, dal confronto con altre città italiane ed europee, Milano sarebbe molto meno inquinata di Torino (media annua di particelle per microgrammi 66 nel 2006) o addirittura di Londra (media annua di particelle per microgrammi 75 nel 2006), attestandosi su una media di 56 mg/m3 e su solo 149 giorni di superamento delle soglie consentite per legge, contro i 184 di Torino o i 224 della capitale britannica. «Se è davvero così significa che qui le istituzioni stanno andando in cortocircuito - afferma Maria Grazia Fabrizio, consigliera regionale del Pd - perché da un lato il presidente della Regione diffonde dati confortanti, dall’altro il sindaco di Milano chiede ai cittadini uno sforzo nel pagare l’ecopass per diminuire un livello di inquinamento allarmante. L’ecopass per Milano rappresenta e sintetizza il fallimento delle politiche regionali. Sul fronte dello smog le istituzioni dovrebbero fare fronte comune invece di continuare ad inseguirsi e a contraddirsi sempre con nuovi proclami». Per il PD la strategia contro l’inquinamento deve presupporre che i soggetti concorrano agli stessi obiettivi, e devono operare secondo una strategia che oggi, semplicemente, non c’è. Secondo il consigliere Giuseppe Civati «più mezzi pubblici, più politiche per il risparmio energetico, più investimenti in innovazione, questo servirebbe alla Regione per affrontare con coraggio l’inquinamento atmosferico. Invece la politica degli incentivi per l’acquisto di caldaie e veicoli è rimasta l’unica via percorsa concretamente dalla Regione, che ha però anche tagliato, a luglio in assestamento di bilancio, gli stanziamenti per le fonti rinnovabili, per i progetti sull’idrogeno e per i veicoli ecologici. Ora, quindi, discutiamo il bilancio per il 2008 sapendo che le cifre appostate sulla lotta allo smog potranno essere semplicemente riazzerate a luglio. Anche la legge per la lotta allo smog, approvata un anno fa, è rimasta quasi del tutto inapplicata. Nell’anno del Nobel a Gore per il suo impegno ambientalista ci saremmo aspettati da Formigoni qualcosa di più di una difesa d’ufficio del proprio operato». postato da civati, 19:08 | link | commenti (1) Da Limbiate a Seregno, verso il Pd
Questa sera ci si vede a Seregno, in via Umberto, nella sede di Seregno democratica per parlare di Formigoning e dell'anno passato in Regione. L'appuntamento è alle ore 21.15 (un orario con quarto d'ora accademico incorporato). Nel frattempo, da Limbiate, e dall'incontro di ieri mattina, porto con me l'impressione che, nonostante il periodo freddo e burocratico, esistano ancora 'sacche' di entusiasti del Pd. A Limbiate stanno facendo un ottimo lavoro: una sede rinnovata, un'opposizione tosta in Consiglio comunale, un rapporto diretto con gli elettori delle primarie, un'attenzione speciale alle politiche del Governo Prodi. E la voglia di fare qualcosa di nuovo in nome di un'antica tradizione di partecipazione e di buona politica. postato da civati, 10:41 | link | commenti (1) Cristiani contro vescovi
Nell'incredibile Lombardia prenatalizia del 2007, ci mancava solo la polemica dell'assessore Niccoli Cristiani contro i vescovi lombardi. Il casus belli è collegato alla presa di posizione della Chiesa contro la decisione di tenere aperti i negozi (leggi: centri commerciali) la domenica: si pensa solo al profitto, ha detto il vescovo di Como ed altri prelati si sono associati, confrontando i numerosi ipermercati con la capanna di Betlemme. La giunta regionale, devotissima, l'ha vissuta male e Formigoni ha affidato all'assessore alla partita (forse anche in ragione del cognome) una dura replica: questi vescovi, ha detto, sono sempre più vicini alla sinistra. E' vero. Anche i cardinali lo sono. E' il caso di informare Formigoni e la sua giunta che è allo studio un nuovo progetto politico: dopo la Cosa rossa, la Cosa porpora. postato da civati, 09:31 | link | commenti (1) Love is like a cloud
Per gli amanti delle nuvole, come me, e per gli amanti e basta: cliccare qui (grazie a Filippo per la segnalazione). postato da civati, 09:09 | link | commenti (5) domenica, dicembre 16, 2007 Come sempre
Repubblica.it titola: «Del Piero devastante». E pensare che fino a ieri non doveva giocare più, che lo davano tutti per finito, che avrebbe dovuto partire dalla panchina, secondo Ranieri e tutto il mondo di quelli che se ne intendono. E invece all'Olimpico ha disputato una partita straordinaria. Si diceva che non segnasse più, e infatti ha messo a segno una doppietta. Si diceva che fosse diventato lento, e infatti ha segnato in contropiede entrambi i gol. Entrambi perfetti: il primo, per quello sguardo di un secondo alla posizione del portiere, e il tiro mancino preciso sul secondo palo; il secondo, per il controllo di tacco e per quel pallone imprendibile sotto la traversa. Entrambi gli assist di Cristiano Zanetti, un altro che era finito anni fa e che però fa ancora molte cose molto utili. E la Juventus vince, senza meritarlo completamente, una partita difficile, contro la Lazio migliore del campionato. Speriamo che Del Piero finisca un'altra volta: se ricomincia così, ne vedremo delle bellissime. postato da civati, 01:55 | link | commenti (4) sabato, dicembre 15, 2007 La fascia e il fascio: la risposta della città
Ne avevo scritto allora, oggi celebro con i tanti antifascisti monzesi che vi hanno partecipato, la fiaccolata di giovedì sera. Trovate qui il resoconto dell'Anpi monzese. postato da civati, 09:32 | link | commenti Monologo spesso
Ieri ho scovato un bel regalo per gli amici egoriferiti (so che qualcuno sta già pensando a me, ma si sbaglia...). Si tratta di Karl Kraus, Con le donne monologo spesso, Castelvecchi. Il sottotitolo - Morale, stampa e vita erotica nella Vienna d'inizio Novecento - spiega molto, il resto lo illustra magistralmente Irene Fantappiè nell'introduzione. Quanto all'aforisma che dà il titolo alla pubblicazione, nel mio caso è autoironico, in quello di Kraus molto, ma molto meno. postato da civati, 07:45 | link | commenti Pannelli senza frontiere: il Pd di Desio c'è
Cena di Natale con tombolata democratica e solidale: il contributo delle democratiche e dei democratici di Desio al progetto Pannelli senza frontiere è sostanzioso. Grazie di tutto (anche per l'ottima cucina, come sempre). postato da civati, 00:36 | link | commenti L'oroscopo di Prodi
Consueto appuntamento con l'oroscopo di Brezsny, pubblicato dal sito di Internazionale. Qui di seguito il leone, il segno di Prodi. Un chiaro avvertimento destinato agli alleati riottosi: Il fulmine è caldissimo, veloce e potente. Può viaggiare a 150mila chilometri all'ora, raggiungere una temperatura di 30mila gradi e generare abbastanza energia da tenere accesa una lampadina per due mesi. Eppure ha un diametro che di solito non supera i tre centimetri. Questa, Leone, è una metafora appropriata per il tipo di potere altamente concentrato che avrai nei prossimi giorni: sarà ingannevolmente piccolo rispetto al suo enorme impatto. Ti prego di usarlo saggiamente. postato da civati, 00:33 | link | commenti venerdì, dicembre 14, 2007 Baraonda democratica E' pronto il libro dedicato a Peppino Motta e ai suoi scritti (la copertina). Edito da Vittone editore e curato da Carlo Arcari, verrà presentato martedì 18 dicembre alle ore 17.30 alla libreria Ancora Artigianelli di via Pavoni a Monza. Mi permetto di segnalare la prefazione del vostro affezionatissimo, dedicata al ricordo di uno dei miei migliori amici di sempre, monzese atipico, liberale e colto, dolce e arguto insieme. Vi aspettiamo. postato da civati, 17:43 | link | commenti Carpe diem
Michele Mari è un grande. Le sue poesie le ho scoperte con qualche mese di ritardo e mi sento un po' in colpa (il suo canzoniere si chiama Cento poesie d'amore a Ladyhawke, Einaudi, quella riportata in copertina è la più brutta, non fermatevi alla superificie, guardate dentro...). T'amo disse alla carpa un persico sognante ma duro fu il responso: sono d'un'altra carpa Immagina d'amarmi fuori di questo fiume nel mondo asciutto dove risuona il vento propose l'aspirante ma in quella fu ghermito da un amo traditore [...] postato da civati, 11:37 | link | commenti (2) Natale con i tuoi: stasera a Desio
Auguri di Natale a Desio, Casa del Popolo, a cena. Passerò anch'io, per portare i miei migliori auguri a una delle sezioni a cui sono più affezionato e per presentare il progetto Pannelli senza frontiere. Aderite anche voi. postato da civati, 11:11 | link | commenti Pagnoncelli caldi
Marcello Saponaro ha denunciato un molteplice profilo di incompatibilità dell'assessore regionale e consigliere provinciale Pagnoncelli, di Forza Italia, Bergamo. La sua doppia intervista è un piccolo capolavoro, a metà strada tra Plutarco e le Iene. Le vite parallele, però, sono quelle dell'assessore Pagnoncelli: anziché rispondere "nel merito", come si suol dire, spiega che essendo un assessore esterno non ha gli stessi obblighi dell'assessore eletto (perché votato come consigliere) e che non si deve dimettere, dimenticando che in politica, a prescindere dalla norma, ci sono ragioni di opportunità. Pagnoncelli sta in Provincia e sta in Regione: la prima elabora il piano cave, la seconda lo valuta, lo modifica e lo sottopone al Consiglio. Credo sia chiaro a tutti quali siano i motivi per cui è il caso di sottrarsi al gioco controllore-controllato. Ma c'è di più: Saponaro ha documentato i rapporti tra Pagnoncelli e il gruppo Locatelli. Purtroppo non è solo la rima a tenerli legati. E il gruppo Locatelli di cosa si occupa? Ma di cave, ovvio. E dove? Ma a Bergamo, chiaramente. Anziché accusare Saponaro di essere ispirato da fazioni di Forza Italia, risponda alla sua interrogazione, firmata da componenti di tutte le forze dell'opposizione. Dei pannicelli caldi siamo stanchi, molto stanchi. postato da civati, 10:54 | link | commenti Gli ultimi saranno i primi
Mi riferisco a quelli che, come me, non hanno ancora iniziato a fare i regali di Natale. Nella speranza che le renne non abbiano motivo per scioperare e non si mettano di traverso sulle autostrade, i miei consigli sono i seguenti. Una macchinina a idrogeno è un bel pensiero. "Da qualche parte si doveva pur incominciare" è lo slogan di lancio: penso di regalarla al presidente della Regione, che nel 2000 aveva detto: tra cinque anni tutti viaggeremo con auto a idrogeno. Ne sono passati sette e ovviamente viaggiamo a benzina e gasolio: un modellino può comunque essere utile. Per quanto riguarda i libri, oltre a Il pittore di battaglie di Arturo Pérez-Reverte (a proposito: a che punto siete con la lettura 'collettiva'? mi avete lasciato solo?), alcune nuove uscite sono consigliabilissime. L'ultimo Sofri (Chi è il mio prossimo), ad esempio, è un libro straordinario, sia per la lettura del buon Samaritano, sia per una dotta ricostruzione dell'eterogenesi dei fini. Al Gore l'ho già consigliato, ed è forse il saggio politico più bello dell'anno. Per la narrativa, La strada di Cormac McCarthy è un po' poco natalizio, ma è certamente il capolavoro del 2007. McEwan non mi è piaciuto molto, ma è un po' di tempo che è così. Ma se volete fare un regalo sorprendente, beh, allora Fosco Maraini e le sue fànfole sono l'ideale. postato da civati, 08:05 | link | commenti (8) Questa è la Lombardia, bellezza E' Natale e in Regione Lombardia si vota il bilancio e la finanziaria regionale. Formigoni annuncia con i tradizionali toni enfatici che abbasserà le tasse per 400 milioni di euro. Sarebbe una buona notizia, peccato che non sia vero. A quella cifra Formigoni arriva sommando i 200 milioni di riduzione dell'addizionale Irpef - attualmente tra le più alte d'Italia -, i 50 milioni della riduzione di 10 euro dei ticket sanitari - attualmente i più alti d'Italia -, e i 150 milioni conseguenti all'eliminazione della tassa sul metano. Vediamo un po': quest'ultima voce non c'è, dal momento che semplicemente Formigoni non introduce la tassa sul metano, che per altro i lombardi già non pagano: non 150 milioni in meno, ma al massimo «non 150 milioni in più». I 50 milioni dei ticket sono una cifra corretta, mentre i 200 milioni dell'Irpef sono un arrotondamento dei 186 che la giunta dichiara nella relazione al bilancio. Perciò da 400 milioni di riduzione siamo già passati a 236. Ma il dato dell'Irpef è controbilanciato da una previsione di maggior gettito della stessa: il risultato quindi non dà 200, né 186, ma soltanto 83,5 milioni. Dai 400 siamo arrivati a 133,5 milioni. Per di più, quello che Formigoni non dice, è che le entrate tributarie e da trasferimenti risultano complessivamente aumentate di 415,5 milioni di euro, derivanti da una maggiore compartecipazione della Regione all'Iva, da un aumento dell'accisa regionale sui carburanti (oltre alla partecipazione delle regioni sulla benzina, è stata riconosciuta loro una parziale partecipazione all'accisa sul gasolio) e da un aumento delle entrate p |