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lunedì, dicembre 31, 2007 Prodi pride
Dopo averlo visito in un'incredibile tuta da sci con tanto di caschetto, mi sono definitivamente convinto: è il momento di lanciare il Prodi pride. E' il momento di prendere le sue difese e di tributargli un piccolo encomio, un augurio di buon lavoro, uno stimolo ad andare avanti. Perché se lo merita e come dice l'unico Mastella citabile della stagione, sarebbe «una follia mandare a casa Prodi, sarebbe come licenziare Marchionne dopo il risanamento della Fiat». Caro Romano, siamo con te, per affrontare, innanzitutto, la questione dei salari e per regalare agli italiani un 2008 migliore di quanto non siano stati gli anni precedenti. E' il Prodi Pride: l'orgoglio di Prodi. E anche il nostro. Tuta da sci e caschetto nonostante. postato da civati, 11:57 | link | commenti (7) Aviaria
Formigoni, colpito da una curiosa forma di influenza 'aviaria', aderisce alla proposta della Lega: manifestazione in difesa di Malpensa. Una volta governava, ora manifesta. Cose che capitano, in una Regione in cui il buon senso si è imbarcato tempo fa con un biglietto di sola andata. Mentre tutti strepitano, colgo l'occasione per darvi alcuni dati di quello che è successo negli aeroporti del Nord dal 2000 a questa parte, mentre Formigoni, e Galan, e Ghigo governavano per conto della destra le regioni del Nord, appunto, e Berlusconi governava il Paese. Sono dati che desumo da Repubblica e che spiegano tutto quello che c'è da spiegare sulla vicenda Alitalia, Malpensa, ecc. Malpensa (l'hub-tra-virgolette): da 20.716.000 a 22.080.000 passeggeri; Linate (l'aeroporto che andava chiuso): da 6.026.000 a 9.209.000 passeggeri; Orio al Serio (minuscolo nel 2000): da 1.237.000 a 5.285.000 passeggeri; Verona (che fa il paio con Montichiari): da 2.289.000 a 3.320.000 passeggeri. Lo stesso vale per Torino, che cresce del 50%, Parma che raddoppia, Treviso che diventa sei volte più frequentato, Trieste che cresce del 20%. Ecco gli scali padani, cresciuti mentre governavano gli attuali strateghi dei cieli: come si fa ad avere un hub, se crescono almeno 5 aeroporti nelle immediate vicinanze, lo sa solo il cielo. Più che Air Padania è Air Fritta, come sempre. postato da civati, 11:52 | link | commenti (4) Lasciar perdere (e aerostatizzare)
Inutile girarci intorno. Se il 2006 era stato l'anno della rincorsa, il 2007 è stato l'anno delle sconfitte, per me, più cocenti e ravvicinate della mia breve storia personale e politica. Ho perso, personalmente e insieme ad altri, tutto quello che c'era da perdere. Elezioni, speranze, progetti, la mia fiducia nei confronti di molte persone con cui lavoravo da tempo (in alcuni casi, certo, anche la loro), affetti e forse anche un amore (impossibile). Anche una tessera del bancomat, tanto per dire. E' successo tutto in fretta, e non sono più riuscito a riprendermi. Se c'era una cosa da sbagliare, la sbagliavo, cercando di recuperare il più in fretta possibile... troppo in fretta, come se il tempo si fosse messo a correre e io, affannato, ad inseguirlo. La mente corre alla prima sconfitta della mia vita. Non avevo nemmeno otto anni, e la Juventus più bella della mia infanzia si giocava la finale della Coppa dei Campioni ad Atene contro l'Amburgo. Dovevamo vincere, dopo una serie strepitosa di partite coraggiose e perfette, e invece prendemmo un gol inaspettato nei primissimi minuti di gioco. E per tutta la partita non ci fu verso e i minuti volavano e nessuno, nemmeno quello splendido calciatore che rispondeva al nome di Michel Platini (che ha contribuito come pochi altri alla mia formazione) riuscì a cambiare il corso delle cose. Perdemmo e non sembrava giusto a nessuno. Perché non è che avessimo meritato di perdere per una sassata da fuori area: non è da questi episodi che si giudica una squadra e una stagione. Ma perdemmo. Quest'anno è andata in modo del tutto simile. Ne sono uscito certamente ridimensionato, da questa annata che faticherò a dimenticare. Ma, vi dirò, non tutto il male viene per nuocere. Perdere non fa bene a nessuno, ma è un'esperienza forse salvifica per chi, come me, ha sempre avuto "troppo da perdere", appunto. E l'espressione che mi viene, in chiusura d'anno, è che per la prima volta ho imparato a "lasciar perdere", il modo migliore per elaborare e forse anche per correggere il senso delle sconfitte e, appunto, delle perdite. E mi sono ritrovato con un piccolo bagaglio di cose che nessuno mi potrà togliere mai, che non sono "a perdere", per rimanere in tema, e che mi accompagneranno nel 2008. Rimane inteso che un anno così è meglio che finisca presto. E nell'ardente rogo della noche vieja avrò molto da bruciare, in una accurata e definitiva conflagrazione. Nella speranza che nel 2008 si apra un nuovo ciclo, non per quelle promesse da ultimo dell'anno (dimagrire, andare in palestra, trovare più tempo per se stessi et similia), ma, se mi è consentito il riferimento aulico, alla maniera degli stoici. E per dirla tutta, viene da aerostatizzare, come fa Socrate nella perfida parodia di Aristofane delle Nuvole. Aerobatein: andare per aria e, perché no, prendere il volo. Quello che auguro di cuore a tutti voi. Buon anno. pippo postato da civati, 08:48 | link | commenti (7) Yo sé leer. L'ultima lettura
L'ultimo libro del 2007, un anno di letture straordinarie, non poteva che essere L'ultimo lettore di Ricardo Piglia, Feltrinelli. Per chi ama leggere e soprattutto per chi è appassionato di romanzi e di racconti, il libro di Piglia è una lettura imprescindibile. Dalla lanterna di Anna Karenina, che l'accompagna nella lettura e nel momento della sua tragica fine, alla metempsicosi dell'Ulisse di Joyce, da cui muove il suo monumentale intreccio; dalla seduzione della lettura nelle lettere di Kafka a Felice, al Che, scrittore mancato, instancabile redattore di diari e lettore nella guerriglia: il saggio di Piglia è un percorso che affascina e che arricchisce. Il libro si conclude con una folgorante citazione: «Nella gara della filosofia vince chi sa correre più piano. O chi arriva ultimo alla meta», E' di Ludwig Wittgenstein. E ci permette di tornare all'ultima frase letta da Ernesto Guevara, in una piccola scuola boliviana a La Higuera, dove sulla lavagna, poco prima di morire, lesse, correggendo la maestrina che si era dimenticata l'accento: «Yo sé leer. Io so leggere». Un'epigrafe perfetta per la vita del più nobile degli avventurieri, che non si separò mai dalla sua sacca dei libri e dai suoi taccuini. L'ultimo lettore ha anche il merito di riportarci alle letture di quest'anno, che brevemente riassumo in un flusso di coscienza alla Molly Bloom: ci sono il destino di ciascuno, il silenzio delle Sirene, l'antro delle Ninfe e la loro follia. E, ancora, il 'divino' amore, il duende, un segreto inconfessabile, un dolore utilissimo, una strada post-atomica, un presidente al tramonto. postato da civati, 08:41 | link | commenti domenica, dicembre 30, 2007 Così funziona, d'altra parte, la democrazia
Fine anno, tempo di bilanci. Ho già avuto modo di dire e di scrivere che per me il 2007 è stato l'anno del blog. Mi dicono: esagerato. Rispondo: sì, però. Perché il blog è uno strumento fenomenale, per quanto mi riguarda, per puntare a quella "politica 2.0" alla quale stiamo cercando di approdare dopo un lungo navigare. Il blog funziona come grande ordinatore, grazie anche alla funzione terapeutica della scrittura, per me personalmente decisiva; come diario, per rimanere in costante rapporto con gli e-lettori; come archivio, per verificare costantemente le "puntate precedenti"; come piccolo spazio di controinformazione, in un sistema bloccato come quello italiano (e lombardo in particolare); come occasione di esposizione al pubblico ludibrio, al commento e al giudizio di tutti, anche di chi è meno benevolo; come catalizzatore di idee e di proposte, da riempire giorno dopo giorno, per dare un senso ai mesi, agli anni e ove possibile all'intera legislatura; come finestra sul lavoro, spesso oscuro, dell'esponente politico, in un'istituzione non 'immediata' come è la Regione e in una temperie in cui predomina l'anti-politica quando non un vero e proprio disprezzo per chi fa politica "come professione" (Weber non abita più qui...); come crocevia di suggestioni e di idee, grazie anche allo scambio costante con altri blog e con altri mondi, di questo universo che si squaderna ogni mattina dai nostri pc; come palestra quotidiana, per 'controllare' il senso delle proprie iniziative, alla luce dell'"effetto che fanno" e delle conseguenze che provocano nel dibattito politico e in quella porzione di opinione pubblica che ci riguarda; come modo per raccontarsi, alla ricerca di nuove soglie di comprensione di se stessi attraverso la realtà con cui interagiamo. Al Gore parla di internet come di una straordinaria piattaforma della razionalità e della democrazia: sono in larga misura d'accordo. E credo che uno dei motivi fondamentali dell'arretratezza del nostro sistema politico sia proprio quello di non avere compreso le enormi potenzialità di un mezzo che è anche immediatamente metodo e (perciò) contenuto. Uno spazio (ma anche un tempo, potremmo dire) che ci parla dello stile e del profilo di chi eleggiamo e che ci consente di condividere con i nostri rappresentanti un rapporto che non credo possa essere banalizzato, tanto è performante e mai univoco. Mi aspetto però, come sempre, un vostro parere e un vostro consiglio, meglio se critico e se pungente, à la Yellow, per intenderci. Così funziona, d'altra parte, la democrazia. postato da civati, 12:33 | link | commenti (6) Il giornale che vorremmo
Antonio Cornacchia (che è persona buona e giusta) propone una discussione di sicuro interesse sui destini dell'informazione a Monza e in Brianza. Il giornale che vorrei è uno spazio web consigliato a tutti quelli che hanno qualcosa da dire, ma che soprattutto vorrebbero avere qualcosa da leggere. postato da civati, 12:18 | link | commenti sabato, dicembre 29, 2007 postato da civati, 19:19 | link | commenti Nota bene
Oggi Massimo Giannini su Repubblica dice, meglio di quanto possa fare personalmente, quello che penso da tempo, rispetto a Prodi - di cui sono rimasto tra i pochi sostenitori, nonostante tutto - e alla situazione del Sistema Paese. Leggete l'articolo, è molto importante, accidenti, per capire come vanno le cose. Qui di seguito, il 'sugo', che consiglio di spedire via email ad amici e conoscenti, copiare e incollare sul proprio blog, stampare e diffondere nelle piazze e nelle strade: «Quello che oggi conta, al di là della debolezza permanente del messaggio mediatico, è la forza sorprendente del risultato aritmetico. Nel 2007 il deficit pubblico scende sotto al 2% del Pil, contro una stima iniziale del 2,8%: partiva dal 3,3%, ereditato dal governo Berlusconi. Il debito pubblico cala al 104,6% dal 106,8% della precedente legislatura, quando aveva raggiunto quota 1.575 miliardi, quasi 27 mila euro per ogni cittadino. L'avanzo primario cresce al 3%, contro lo 0 degli ultimi lasciti tremontiani. La spesa pubblica scende al 49,2%, e quella primaria cala addirittura al 44,4%. Persino la pressione fiscale si riduce dal 43,1 al 42,9%. E poco, ma è meglio di niente. In meno di due anni, il governo è riuscito a correggere i conti dello Stato di 1,3 punti percentuali di Pil, più di 20 miliardi di euro». I conti tornano, dunque. Speriamo che in Italia torni anche il buon senso. postato da civati, 10:21 | link | commenti (5) Lo zen e l'arte della manutenzione del Partito democratico
Annuncio la nascita di una nuova area spirituale all'interno del Pd. E' la sua corrente zen. Quella che prende le distanze dalle burocrazie e dalle discussioni per luminari del Cencelli a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane, che si allontana dalle polemiche sull'intervento dello Spirito Santo nell'iter di una legge, che sostiene non esserci prove dell'esistenza di Dini, che non intende confrontarsi con il vuoto della chiacchiera quotidiana, che percepisce un risentimento crescente nella popolazione nei confronti della politica e si dice disposta serenamente a prenderlo in considerazione. Un'area culturale che prende contatto con la realtà più in profondità di quanto non si sia fatto finora, perché intende parlare solo di contenuti, di formazione, di elaborazione, di cose da fare, e non di chi le deve fare, in virtù di chissà quale incarico. L'area zen è un'area immediatamente aperta a tutti: è sufficiente aderirvi ciascuno per conto proprio, senza tessere, né correnti. Solo di qualità vogliamo nutrirci, puntando alla riscoperta del compito originario con cui il Pd è nato: rendere migliore la politica e, di conseguenza, ove possibile, anche la nostra vita. Chi è interessato, è pregato di rileggere queste righe ogni tanto, valutando se sta dedicando più tempo alle nomine e ai maledettissimi posizionamenti o alle cose qui tratteggiate. Nel secondo caso, il satori è più vicino. postato da civati, 10:11 | link | commenti (11) venerdì, dicembre 28, 2007 Il trauma e la sua trama
L'ultimo libro di Patrick McGrath si intitola Trauma, lo pubblica Bompiani e non lascia certo indifferente il lettore. Confesso la mia ignoranza - sono l'unico in giro a non aver letto Follia - e devo dire che il mio impatto con McGrath non è stato dei più felici, ma ne vale comunque la pena. Il libro coinvolge soprattutto in ragione di una scrittura sapiente e di un gioco psicologico che, senza essere niente di trascendentale, colpisce nel segno. La forza del libro sta tutta nella trattazione e nello sviluppo di una trama che muove dal concetto che ne costituisce titolo e Leitmotiv: il trauma, la sua ripetizione e la sua complessa e controversa elaborazione che sono alla base del lavoro del protagonista e dell'esperienza esistenziale di ogni essere umano. Una provata capacità narrativa consente a McGrath di ricondurre ad un unico trauma anche le manifestazioni dei diversi traumi che si incontrano nel corso del libro e che riguardano tutti i personaggi principali, all'apparenza legati da fili non sempre così robusti. Eppure, alla fine, si scopre che... dovete leggere il libro per saperlo. Sapendo, ovviamente, che è traumatico, appunto, e che rischia di risvegliare anche i traumi vostri - piccoli o grandi che siano - perché - purtroppo o per fortuna - la letteratura, quando è 'buona', ha una relazione con la vita di ciascuno di noi che non è proprio il caso di sottovalutare. postato da civati, 19:55 | link | commenti L'ultima malpensata
Pensavamo che dopo la rivolta del Nord contro AirFrance non ci saremmo dovuti aspettare altro di assurdo dalla destra al governo della Regione. Invece, tra ieri e oggi, si è superato ancora una volta il record stagionale. L'ultima trovata è la creazione di una compagnia area del Nord che si sostituisca ad Alitalia. Quest'ultima è vivamente pregata di lasciare liberi gli slot, come noi sosteniamo da tempo: fino a qualche ora fa, però, era pregata dagli stessi esponenti della destra, a cominciare dall'incredibile Formigoni, di mantenere Malpensa allo stesso livello di Fiumicino, come secondo (e insostenibile) hub. Oggi, c'è la novità (?!) della compagnia aerea dei settentrionali contro i francesi e i meridionali, neanche fossimo all'epoca del Ducato di Milano. E' tutto così dannatamente ideologico che nessuno si rende conto che è sufficiente che Alitalia lasci liberi gli slot: il resto verrà da sé. Quanto alla creazione di un'apposita compagnia nordista, se fosse la prima, potremmo anche crederci: dopo averne viste nascere e fallire una manciata di compagnie padane, in particolare nella zona delle tre Venezie, forse è il caso di aspettare prima di decollare nei cieli sconfinati della retorica. Le piste lombarde, da questo punto di vista, sono tutte occupate. postato da civati, 16:56 | link | commenti (2) L'oroscopo di Prodi, verso il 2008
A cura di Internazionale, l'ultimo oroscopo dell'anno. Vi propongo quello di Prodi, come sempre, dopo averlo ammirato fieramente orgoglioso del suo lavoro nella conferenza stampa di fine anno. Speriamo che l'oroscopo di Brezsny non lo porti, a fronte dei Dini e dei credini che fanno parte ahinoi della sua maggioranza, a tagliare davvero la corda... «Immagina un grosso leone con una cordicella da mezzo metro legata a una zampa posteriore. L'altro capo della corda è fissato a un corto paletto di legno infilato a terra. Il leone pensa di essere prigioniero e non cerca mai di scappare. È nervoso e irrequieto, ogni tanto emette un ruggito lamentoso che è al tempo stesso un ringhio di dolore e un gemito di tristezza. Vorrei che pensassi a questa scena almeno una volta al mese nel 2008, Leone. Ogni volta dovrai chiederti: "Sono io il leone descritto da Rob Brezsny?". E ricordarti sempre che puoi liberarti facilmente dalla corda e fuggire verso la libertà». postato da civati, 16:49 | link | commenti giovedì, dicembre 27, 2007 Monza, come dieci anni fa, come se niente fosse successo Leggo dei buoni propositi del sindaco Mariani per il 2008 e rabbrividisco. Dopo sei mesi letteralmente buttati via, nei quali l'unica nota positiva è stata la tormentatissima approvazione del Piano di governo del territorio messo a punto dalla giunta Faglia, Mariani si presenta con un sacco di idee e di iniziative che hanno l'unico pregio di essere quelle di sempre. Si parla, per fare l'esempio più clamoroso, del sottopasso Ovidio-Messa, che Mariani non riuscì a realizzare nel suo primo mandato di sindaco, e che ora ripropone tout court come priorità per la città. Un sottopasso inutile e inutilmente costoso, un'idea di dieci anni fa, riproposta così com'era, come se nel frattempo non fosse successo nulla nella terza città della Lombardia. A Monza l'orologio non si è fermato (stavo per scrivere: firmato), si è proprio messo a correre all'indietro. Speriamo solo che Mariani, nella sua inerzia mista a nostalgia dei tempi che furono (i suoi), si preoccupi di concludere le importanti iniziative dell'amministrazione che l'ha preceduto. Basterebbe così. postato da civati, 13:43 | link | commenti (2) mercoledì, dicembre 26, 2007 Omosessuali e diritti negati: una storia italiana
A chi si occupa di politica, ma anche a chi non se ne occupa, consiglio vivamente la lettura di Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale di Vittorio Lingiardi, per i tipi del Saggiatore. E' un saggio di sicuro interesse per chi cerca di districarsi tra Dico, Pacs e Cus e vuole dare risposta compiuta ad una richiesta che è soprattutto una domanda di cittadinanza. Lingiardi descrive con accuratezza le diverse stagioni delle battaglie per i diritti degli omosessuali, passate dalla volontà di reclamare una 'differenza' ad una opzione di normalità più sentita e più matura. In quest'ultima temperie si inserisce il dibattito circa il diritto per i gay di vedere riconosciuta la possibilità di una convivenza sia dal punto di vista culturale sia dal punto di vista della norma, e Lingiardi si spinge ad affrontare il tema dell'omogenitorialità e della famiglia gay intesa in senso stretto. E' un testo di grande valore, che spazza via una serie infinita di luoghi comuni e che consentirebbe alla classe politica più retriva del pianeta - sotto questo profilo certamente - di affrontare il problema in modo serio e compiuto, come è accaduto in altri Paesi. Lingiardi non tira un sasso nello stagno: descrive, piuttosto, lo stagno, e i paludati moralismi del dibattito pubblico italiano, in cui si alternano posizioni prive di alcuna consistenza scientifica con altre ispirate ad una vera e propria omofobia. P.S.: Per dire come siamo 'conciati' da questo punto di vista, vi posso ricordare che quando sono arrivato in Regione molti pensavano che fossi omosessuale (anzi, per la precisione, 'frocio') per il semplice fatto di aver orgogliosamente condiviso più di una iniziativa con esponenti dell'Arcigay e del movimento Lgbt. Anche esponenti della mia parte politica pensavano e dicevano così. Preciso che a me (purtroppo, direi, visti i risultati) piacciono le ragazze, mentre gli omofobi fanno proprio schifo. postato da civati, 11:00 | link | commenti (10) lunedì, dicembre 24, 2007 Imprenditori della xenofobia
«La possibilità di sopravvivenza politica della Lega è ormai legata al ruolo di imprenditore politico della xenofobia. Un ruolo che però alimenta un clima irrespirabile, che rompe non solo il civismo locale contrapponendo i cittadini, e facendo sentire molti di loro estranei al proprio comune, parola che nell´era del particolarismo leghista perde del tutto valore; ma che rischia anche di provocare effetti deleteri. Spingendo gli stranieri a rifugiarsi nelle comunità etniche e religiose originarie anziché a integrarsi nella società italiana. A dar vita a comunità parallele, che forse "disturberanno" meno i leghisti ma agiranno come un corpo separato, nel quale tendenze fondamentaliste o etniciste potranno prosperare. E' auspicabile tutto questo, anche in termini di sicurezza? Non lo crediamo. E allora una decisa battaglia culturale e politica, prima ancora che legislativa, contro una simile deriva diventa essenziale per un paese che guarda a un futuro meno claustrofobico e conflittuale di quello proposto dal Carroccio». Renzo Guolo così ieri su Repubblica. Da tempo, in posizione defilata se non solitaria all'interno del panorama politico lombardo, denuncio le aberrazioni e le forzature di una forza politica che è al governo della Regione e del Comune di Milano. Da tempo, mi ostino a ripetere che la deriva sicuritaria non va accompagnata e che si deve contrastarla con un nuovo e diverso orizzonte culturale. Per motivi di civiltà politica, istituzionale e legislativa, certamente, ma anche per non peggiorare la situazione, dividendo 'noi' e 'loro' in un conflitto esasperato e sempre più radicale. Come in altri casi, mi auguro che il Pd lombardo voglia fare la sua parte, anziché - come è stato fatto finora - definire banalmente propagandistiche prese di posizione che sono sbagliate e pericolose. Per gli stranieri e per gli italiani in egual misura. postato da civati, 09:49 | link | commenti (3) domenica, dicembre 23, 2007 Moratoria dei bigliettini natalizi: ho perso anche quest'anno
Niente da fare: le prime proiezioni mi dicono che la mia scrivania nell'ufficetto di Fabio Filzi è interamente ricoperta di cartoncini e ho l'impressione di avere ricevuto più biglietti dell'anno precedente. Nessuno ha ascoltato il mio appello per la riduzione dei costi della politica almeno a Natale. I biglietti li hanno inviati tutti o quasi, e ovviamente a spese dei contribuenti. Per quanto mi riguarda mi sono limitato ad una lettera via posta elettronica e al 'pensiero'. L'anno prossimo tornerò alla carica, però, e chiederò anche alle aziende di non inviarmi alcun regalo: sono abituato a rifiutarli educatamente, senza voler offendere nessuno, perché penso che i politici i regali non li debbano accettare. Puntiamo al 2008: ce la faremo! (Auguri). postato da civati, 20:01 | link | commenti (5) postato da civati, 19:58 | link | commenti I soliti malpensanti
Leggo della rivolta del Nord contro la decisione di Alitalia di vendere ad AirFrance con grande sgomento: Formigoni parla di «follia», i leghisti minacciano blocchi stradali e proteste clamorose. A me, come già a Gabrio Casati, sembra assurdo. Mi auguro solo che nessuno ascolti questi strateghi e che Alitalia passi ad AirFrance e che finalmente si apra una riflessione sui servizi aeroportuali del Nord che non confonda le idee e non stravolga la realtà. Primo: Alitalia costa a ciascun cittadino all'anno 40 euro. Chiudere con questa situazione non può che far bene al nostro Paese. Secondo: AirFrance è molto più credibile di AirOne, e mi sembra fuori da ogni logica che qualcuno li possa mettere sullo stesso piano. Terzo: il doppio hub è una prospettiva che semplicemente non esiste, lo sanno tutti. Non è un caso che a furia di presentare Malpensa come hub ci siamo ritrovati con un proliferare di aeroporti nel Nord che non afferiscono allo scalo varesino, a cominciare da Orio, dal sistema aeroportuale Brescia-Verona, per finire con la mancata dismissione di Linate. Quarto: i problemi di Malpensa non derivano solo dalla politica di Alitalia: che sia un aeroporto scomodo, lo sanno tutti i viaggiatori. Che non sia collegato con gli altri scali lombardi, è uno degli elementi di arretratezza del sistema lombardo. Che le infrastrutture al suo servizio siano arrivate tardi, credo sia un fatto acquisito. Quinto: il rilancio di Malpensa passa attraverso la cessione degli slot ad altri operatori. E' il famoso mercato, che non si può certo regolare con un eccesso di protezionismo e con una logica iperprovinciale. Mi auguro che il Pd lombardo, anziché accodarsi, voglia prendere di petto la questione. Altrimenti, come al solito, non ci troveremo né in cielo, né in terra. postato da civati, 12:40 | link | commenti (10) Al Volo
Un giorno in più è l'ultimo libro di Fabio Volo. E' in testa a tutte le classifiche. Va letteralmente a ruba. Ora, a me Fabio Volo non dispiace, soprattutto come personaggio radiofonico. Concede un po' troppo al qualunquismo e a quello che potremmo chiamare comunquismo, ma è 'comunque' sempre molto piacevole. Sarebbe ingiusto dire, quindi, che i suoi libri sono tutti uguali, ma un po' lo sono (il migliore rimane il primo, Esco a fare due passi). Sarebbe ingeneroso dire che quest'ultimo libro è troppo lungo, ma ad un certo punto le stesse pagine sembrano assomigliarsi tra loro (e il titolo sembra indicare che ci voglia più tempo del previsto a terminarlo). Infine, sarebbe antipatico dire che non è proprio tutto così profondo come il tono, che Volo pretende maturo, vorrebbe far pensare. La verità è che Volo descrive perfettamente la sua generazione - che è anche la mia - e ne fa parte autorevolmente: e questo è un merito e insieme un problema. Perché tutto sembra così maledettamente evenemenziale («accentua l’importanza dei singoli eventi piuttosto che le strutture durevoli e i processi in cui si determinano», De Mauro) che ci si rischia di perdere, tra la paura delle relazioni, l'impossibilità della vita di coppia, la ricerca di una felicità molto ma molto autocentrata. A ciò si aggiunge l'estetizzazione del personaggio di Volo, che oltre a essere autore dei propri libri, è anche costruttore e affabulatore di un carattere che è impossibile non ricondurre a lui in persona: tutti pensano, in sostanza, che sia proprio Volo il protagonista, in un circolo che a volte sottrae un po' di spazio all'immaginazione, per il semplice fatto che ne siamo 'troppo' informati. Il libro è rappresentativo dello spirito del tempo: da qui il successo e la comprensione universale. Lo consiglio, sia perché è, come sempre, gustoso in molte delle sue parti, sia perché fa riflettere molto più di quanto non possa sembrare. postato da civati, 10:35 | link | commenti (1) sabato, dicembre 22, 2007 Auguri
A me il Natale piace perché non ci sono più interpellanze mozioni inversioni dell'ordine del giorno piani cave conferenze stampa comunicati trasmissioni televisive con la signora Maria di Besozzo in provincia di Varese che telefona per dire che bisogna ammazzare gli immigrati serate in località sperdute polemiche politiche interviste radiofoniche comunicati stampa interrogazioni polveri sottili livelli essenziali di assistenza rassegne stampa comunicati conferenze prese di posizione campagne elettorali volantini discariche abusive conferenze comunicati epocali riforme scandali roboanti ticket riforme del sistema elettorale alla tedesca con una correzione spagnoleggiante e un premio di maggioranza che poi fa tanto governabilità comunicati conferenze asl arpa tar via vas consiglio di stato riunioni che non finiscono più perché tutti parlano come se ci fossero solo loro in quella sala leggi ad personam il governo che le impugna. E perché ci sono un presepe di amici cene aperitivi un libro al giorno magari anche due film che è tutto l'anno che vuoi vedere ma non riesci mai piumone pranzi cene regali che ho già tutto ma fanno piacere quando li scarti e poi magari non mi servono perché ho già tutto calma cene tranquillità attesa pranzi nessuna novità come ogni anno prima che ricomincino le interpellanze mozioni inversioni dell'ordine del giorno piani cave conferenze stampa comunicati trasmissioni televisive con la signora Carla di Cermenate in provincia di Como che telefona perché tutti i politici lei non si capacita delle cose che fanno e lei non sa mica se andrà a votare. Buon Natale. postato da civati, 09:24 | link | commenti (5) Sotto coperta
Sono un ragazzo di cinquantun anni, Vivo con la mia mamma e il mio papà. Ho molti libri editi da Vanni Scheiwiller. Io, poeta di città. Sono disoccupato, laureato In storia dell'economia politica. Stimo Raboni, detesto Battiato. Di Pindaro amo la 2a Pitica. Ho vinto il premio «Versi a Pordenone '92», e al «Città di Torino '84» ho avuto una menzione Per un sonetto su Sant'Agostino. Ho due by-pass. Vivo con la pensione Di mio papà. Possiedo un motorino. Aldo Nove, cover di Nirvana, Smells like teen spirit (in Nelle galassie oggi come oggi, Einaudi 2001). postato da civati, 09:02 | link | commenti venerdì, dicembre 21, 2007 Pannelli senza frontiere: l'adesione del Pd lombardo
Comunicato stampa. Energia pulita per sconfiggere la morte di parto in Africa. Il Partito Democratico lombardo ha deciso di aderire al progetto Pannelli senza Frontiere, una campagna promossa da CISAO, una Camera di Commercio mista italo-senegalese, per portare nelle zone più povere dell’Africa occidentale la tecnologia per produrre energia elettrica da fonti rinnovabili. Progetto pilota è l’installazione di una di una piccola centrale ad energia solare a servizio della maternità di una comunità del Mali, in una zona in cui la morte di parto è ancora molto diffusa. La raccolta di fondi è già avviata. Il Partito democratico lombardo e il suo gruppo regionale hanno deciso di aderire chiedendo ad elettori e simpatizzanti di dare il proprio contributo, e si augurano che il progetto abbia la massima diffusione presso le realtà locali della nostra Regione. «È un progetto che punta a promuovere lo sviluppo della produzione di energia pulita nel continente che è al contempo più assolato e più "al buio". Un progetto nella cui filosofia ci riconosciamo perfettamente», afferma Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd, che l'ha promosso presso l'istituzione regionale insieme a Mario Agostinelli, capogruppo di Rifondazione comunista, e altri colleghi. Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, è convinto: «Negli ospedali dell'Africa centrale, spesso privi di elettricità e dotati solo di gruppi elettrogeni, l'adozione dei pannelli solari fotovoltaici può rappresentare una piccola ma significativa rivoluzione. Anche le principali associazioni di volontariato ci dicono che queste strutture non possono permettersi un pannello solare fotovoltaico ma, in caso di donazione, chiedono proprio questo. Ecco perché il PD della Lombardia ha aderito alla raccolta fondi per il Mali promossa da alcuni consiglieri regionali. Sono iniziative come questa che possono innescare forti processi di cooperazione e di aiuto diretto». Per contribuire i dati del conto sono i seguenti (presto sarà possibile provvedere al finanziamento online): Cisao - Camera di Commercio Italia Senegal, Foro Buonaparte, 70 - 20121 Milano. Banca Monte Paschi di Siena, Filiale 534. Iban: IT 33 Y 1030 20400 000000629057. Causale: Pannelli senza frontiere. postato da civati, 08:51 | link | commenti (2) Piano cave di Bergamo: chiarezza e trasparenza
Comunicato stampa. Oggi il presidente del Consiglio Regionale ha respinto la richiesta dell’assessore Marco Pagnoncelli di votare oggi stesso il rinvio in Commissione del piano Cave di Bergamo. L’assessore avrebbe voluto che il Consiglio rinviasse il Piano senza che questo fosse ancora completo dalle nuove schede tecniche che devono essere elaborate dall’assessorato all’ambiente. I veri motivi che hanno costretto alla richiesta del rinvio in commissione da parte dell’Assessore non sono stati spiegati. Le interrogazioni dell’opposizione non hanno ancora ricevuto risposta. La prossima riunione dei capigruppo del 14 gennaio deciderà dunque il da farsi. L’assessore Pagnoncelli e il presidente Maullu devono a questo punto assumersi la responsabilità di proporre al Consiglio il rinvio in commissione di un piano cave completo e valutabile in ogni sua parte. La commissione deve esser messa in condizione di elaborare un Piano Cave trasparente, sostenibile ed equilibrato. Per fare questo Formigoni deve liberare il campo dai conflitti d’interesse e la commissione deve rispettare le Direttive Europee e le sentenze del tar sui piani Cave. Un piano cave provinciale che nasce con conflitti di interesse non chiariti dell’assessore e in aperto contrasto con l’istituzione provinciale può solo alimentare i sospetti, certamente non raggiunge l’obiettivo di un approvvigionamento sostenibile di materiale in equilibrio con le esigenze di tutela del territorio e del paesaggio. Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi, Verdi; Giuseppe Civati, PD; Arturo Squassina, Sinistra democratica. postato da civati, 08:48 | link | commenti Via di qui
Il Consiglio regionale della Lombardia è stato sospeso perché oggi, nel pomeriggio, è mancato il numero legale. Domani ci si rivede alle 10.30. Perché? Ma perché in discussione c'era il giudizio di ammissibilità sul referendum sull'acqua, presentato da 117 Comuni della Regione. E la destra, non volendo votare l'inammissibilità, ma nemmeno l'ammissibilità, ha pensato bene di lasciare l'aula semi-vuota. L'obiettivo è quello di concedere l'ammissibilità solo a 2008 già iniziato: ciò comporterebbe uno slittamento della celebrazione del referendum al 2009 (ovviamente, se lo si fosse votato oggi o se lo si votasse domani, si potrebbe votare già nel 2008, perché il referendum si può tenere solo nell'anno successivo all'approvazione del Consiglio regionale). Un fatto grave, che ha provocato anche una mezza rissa (a Natale sono tutti più buoni? sì, ciao) e parole dure da parte dell'opposizione. L'ineffabile assessore Buscemi è riuscito a spiegare che l'argomento non è poi così popolare. Del resto si parla solo di acqua. Cosa volete che sia? Portatemi via da questa Regione! postato da civati, 00:33 | link | commenti 2.605.615,72
Torno a dare i numeri. Quella del titolo è la cifra in euro per il bike-sharing che è stata stanziata dalla Regione Piemonte. Noi ne abbiamo (letteralmente) strappati 300.000 dall'ultimo bilancio della Lombardia. Non so se mi spiego. postato da civati, 00:25 | link | commenti Palomba
Ho un nuovo piccolo idolo, di cui consiglio l'ultima fatica, le Recinzioni. Operette molari (Fandango). Sto parlando di Johnny Palomba e delle sue 'recinzioni' cinematografiche. Eccone una, dedicata alla Passione di Cristo di Mel Gibson: che infatti apassionedecristio se chiama così perché erreggista ciaveva nagrande passione che infatti allora affatto stofirm eallora appreso umpiacione e iaddeto mò annamio ampaesetto sperduto daabasillicata e tegonfiamo debbotte che infatti allora cestaggesù che lo gonfiano ie meneno ie dicheno unzacco de parolacce chepperò nunsecapisce gnente perché infatti parlano in basillicatese allora infatti lo piiano accarci accazzotti corbastone caafrusta caafrusta modificata ie fanno etorture teribbili tipo oschiaffo dersordato allora poi che infatti cestava pure una tutta strana che mesà che era tipo nafotografa che infatti ciaveva imbraccio lomino daacodac allora poi stoporo cristo che pareva nabracioletta ie mettono nacroce e loripiiano accarci ie fanno sputa dieci litri desangue allora poi cuanno che sta incroce tutto bucherellato allora geùccristio dice elì eli' lama sabachtani? che in basillicatese vordì mio dio mio dio ma se pò fa unfirm così? ma che daverodavero? ma stamio arcinema o darmacellaro? vabbé che è pascua ma la griiata mista vattela affà arpaese tuo. poi lui mesà che tipo risorge ner mentre che erreggista tramonta. anamico mio lanno preso accarci e ianno menato ammorte ma dopo treggiorni ianno rimenato. postato da civati, 00:19 | link | commenti (2) Oil for Food: la Regione si costituisca in giudizio a tutela del proprio nome
Lo avevo proposto più di un anno fa. Torniamo oggi sull'argomento. Comunicato stampa. Ora che lo scandalo Oil for Food entra ufficialmente in un’aula di tribunale, con il rinvio a giudizio, tra gli altri, di uno stretto collaboratore, all’epoca dei fatti, del presidente Formigoni, la Regione Lombardia ha il dovere di tutelare il proprio nome rispetto a possibili coinvolgimenti. Può e deve farlo costituendosi in giudizio contro chi avesse utilizzato il proprio ruolo di consulente dell’istituzione per compiere atti che dovessero risultare illeciti. Il presidente Formigoni ha più volte spiegato di essere estraneo alla vicenda in cui è coinvolto tra gli altri il sig. De Petro, e noi non abbiamo motivo di sostenere che non sia così, tuttavia crediamo che la Presidenza della Regione debba fare il possibile per operare una piena assunzione di responsabilità. È il modo migliore e più garantista per distinguere tra attori veri e presunti di questo affaire. postato da civati, 00:16 | link | commenti (1) giovedì, dicembre 20, 2007 24
Nel senso di h 24, di orario continuato. Chissà che ne pensano i vescovi lombardi di un blog che tiene aperto senza soluzione di continuità (scherzo, pensando alla polemica con l'assessore Cristiani). Quest'anno per me è stato l'anno del blog, e in questi giorni di tranquillità avrò tempo di rifletterci con calma. L'anno istituzionale lombardo, invece, finisce oggi, con un'altra giornata intensa, in cui si discuterà tra l'altro di acqua e del famoso piano cave di Bergamo (il buco con il conflitto di interessi intorno). A più tardi per gli aggiornamenti. postato da civati, 07:46 | link | commenti 6200
Sarà perché abbiamo discusso del bilancio e della finanziaria regionale, ma proseguo con un po' di numeri. Anche in questo caso riguardano le biciclette, un mio pallino da tempo immemorabile. Alessia mi scrive: «Ikea, la nota multinazionale svedese del mobile low-cost, si distingue questo Natale per un regalo particolare ai suoi dipendenti. 6200 biciclette per contribuire a promuovere forme di trasporto sostenibile». Qualcuno l'ha capita, finalmente: la bici può sostituire l'auto. Volevo dire: deve. postato da civati, 00:40 | link | commenti (1) 1000 (e non più 1000)
Dopo l'immonda figuraccia sulle unioni civili a Roma, ci mancava solo la straordinaria trovata di organizzare una cena da 1000 euro a persona per lanciare il Pd a Milano. Dopo iMille (nel senso dei talenti) di Simoni e Sofri e Scalfarotto, i 1000 (nel senso degli euro) di Veltroni. Un partito, per essere liquido, ha bisogno di liquidità: non importa che si adotti lo strumento più classista che ci sia per tirar su un po' di pecunia. Che tristezza. postato da civati, 00:36 | link | commenti (8) 100
Che poi uno pensa che con un titolo così gli hanno approvato perlomeno 100 emendamenti al bilancio, oggi, in Consiglio. Invece ci hanno approvato praticamente solo l'emendamento numero 100. Davvero. L'opposizione più collaborativa del mondo, sempre pronta al dialogo con Formigoni, premiata con uno straordinario finanziamento di 300.000 euro per il bike-sharing, che per la verità è una vergogna non fosse ancora finanziato dalla Regione. Siamo stati in aula tutto il giorno, presentando decine e decine di proposte e raccogliendo le bici a noleggio. Speriamo almeno che, quest'anno, il bike-sharing, lo facciano sul serio. Non si sa mai. postato da civati, 00:33 | link | commenti mercoledì, dicembre 19, 2007 Matinée
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. E' un periodo che mi piace svegliarmi molto presto la mattina. E' l'unico momento in cui tutto mi sembra andare bene tra me, le mie parole e la mia anima. Ed è l'unico momento in cui non suona il telefono. Spesso scorre una canzone in sottofondo: ora è Que sera, sera nella versione di Damien Rice (un mio idolo personale) e di David Gray (dal multi-concerto del Live earth, una canzone che se non sbaglio fu scritta per un film di Alfred Hitchcock, L'uomo che sapeva troppo, tanto per dire). «The future's not ours to see», dice la canzone, e in effetti avrei bisogno di un tetris esistenziale, che rimetta al loro posto i mattoncini, nel giusto ordine e con le corrette modalità di incastro. Senza che me ne debba occupare personalmente e coscientemente. E' che non mi piacciono più le profezie: le trovo un genere letterario dannatamente prevedibile. Sul serio. Anche perché poi non è mica vero che si autoavverino. Per niente. Per cui, the future's not ours to see. Buona giornata. Tutto qui. postato da civati, 08:02 | link | commenti (2) Ricordando Peppino
Ieri è stato presentato il volume Baraonda democratica che riporta gli scritti di Peppino Motta nell'ultimo periodo della sua vita, a partire dal 2001. Cliccando qui potete trovare la prefazione, a cura del vostro affezionatissimo. postato da civati, 07:51 | link | commenti Pannelli senza frontiere: il primo è vimercatese
Presentazione alla stampa, ieri, a Vimercate, del progetto Pannelli senza frontiere, il progetto di Cisao grazie al quale verrà data energia, e luce e acqua, alle maternità di alcune comunità rurali del Mali. Il primo Comune a stanziare un contributo è stato il Comune di Vimercate, sotto Natale. Una natività alimentata dal sole: questo è stato il pensiero natalizio che ha accompagnato le belle parole del sindaco e degli assessori presenti. Nel frattempo, arrivava l'adesione al progetto anche di Stefano Maullu, presidente della commissione Ambiente della Regione Lombardia (Forza Italia). Trasversale è anche meglio, l'ho sempre pensato, e ringrazio Stefano per la partecipazione. Altri Comuni chiedono di poter partecipare. Insomma, si è attivato il circolo virtuoso in cui confidavamo. Avanti così. postato da civati, 07:47 | link | commenti Pippo a Inzago (quando finirà?)
Gli amministratori del Comune di Inzago - capoluogo lombardo delle discariche - ci hanno chiamato qualche ora fa per comunicarci che l'autorizzazione per la nuova discarica è già stata concessa dall'amministrazione regionale, nonostante tutto e tutti. La data del provvedimento fa pensare ad una ricostruzione lucarelliana: era il 5 dicembre. L'assessore Buscemi, uomo di parola, era ascoltato in commissione, insieme all'assessore Brembilla della Provincia di Milano. Si parlava proprio di Inzago, e della necessità di rivedere il parere della conferenza dei servizi. Si dibatteva circa la corretta interpretazione della legge approvata a luglio (la famigerata 12/2007). La commissione si concludeva con l'impegno di Provincia e Regione di ritrovare un comune sentire e di collaborare per verificare tutte le possibilità di NON realizzare la discarica. Poi Buscemi aveva modo, nel pomeriggio di quello stesso 5 dicembre, di smentire tutto, in modo al solito sprezzante nei confronti delle altrui ragioni. Quella mattina, però, a pochi metri di distanza dalla sala delle commissioni di via Fabio Filzi, un'altro consesso regionale valutava positivamente il nuovo impianto e rilasciava la propria autorizzazione. Come già nel 2005, una determinazione dirigenziale superava il dibattito politico e le prese di posizione del Consiglio regionale. Ora, è spontaneo chiedersi: ma vi pare normale che noi ne stavamo discutendo e qualcuno decideva senza che noi ne fossimo informati? L'assessore certamente sapeva, a meno che qualcuno voglia farci credere che non abbia alcun controllo sulle attività degli uffici di sua competenza. E' un'altra puntata scandalosa della vicenda - ormai seriale - della terza discarica di Inzago. La discarica che nessuno vuole e voleva, ma che si farà. Perché? Perché di sì. Sono cose, direbbe Lucarelli, che non vorremmo vedere. Non qui, non da noi: non in Lombardia. postato da civati, 07:42 | link | commenti Io speriamo che me la cavo
Il piano cave di Bergamo è incagliato tra Consiglio e commissione Ambiente e non si sa bene dove andrà a finire. Il comandante Saponaro ha denunciato un conflitto di interessi dell'assessore alla partita, Marco Pagnoncelli, senza ricevere alcuna risposta compiuta da parte sua e della giunta. Il piano, dopo essere stato votato in commissione, non è mai approdato al dibattito dell'aula, su richiesta dello stesso Pagnoncelli. Il risultato è un irrituale e forse illegittimo limbo. Gli operatori possono attendere. Nel frattempo, per i corridoi regionali, si odono voci curiose (se non inquietanti) a proposito di cave che la commissione ha bocciato e che qualcuno - chissà chi... - intenderebbe inserire nuovamente nella proposta di piano: si tratta, in particolare, della cava di Caravaggio (in mezzo ai fontanili), della cava di Calcinate e di altri ambiti di escavazione in un primo tempo stralciati dai commissari. Per quanto mi riguarda, si tratta di una cosa scandalosa: spero che i bergamaschi se ne rendano conto, perché dal Pirellone non sappiamo più cosa inventarci... postato da civati, 07:33 | link | commenti martedì, dicembre 18, 2007 Seregno, molto nuvoloso
Serata seregnese di presentazione di Formigoning. I democratici della seconda città della Brianza sono abituati al dubbio e al pensiero critico, alcuni addirittura si dichiarano pessimisti soprattutto sulle possibilità che il centrosinistra e il Pd in particolare possano tornare a vincere nel Nord. Quello che emerge, però, non è una fuga dalla politica, ma la richiesta di una politica migliore, più concreta, più capace di offrire soluzioni, più comprensibile e più congruente con le aspettative dei cittadini. Un 'modello' politico e culturale del Pd, un progetto di sviluppo diverso e più sostenibile, una cura del tempo e dello spazio dei lombardi e della Lombardia. Questo chiedono al Pd. E francamente inizio a chiederlo anch'io, perché ne sento una certa urgenza. Per tornare a vincere, ma anche per tornare ad una politica che appassioni e coinvolga. Con parole d'ordine nuove e uno spirito che è quello di sempre. Sono gli ultimi fuochi di un anno molto 'crudele' e forse vale la pena di aspettare il 2008: senza perdere però altro tempo prezioso. postato da civati, 00:08 | link | commenti (5) lunedì, dicembre 17, 2007 Smog? Non è un problema lombardo...
Comunicato stampa. Regione Lombardia diffonde dati confortanti sulla presenza di particelle di pm10 nell’aria e nei polmoni dei cittadini secondo i quali, dal confronto con altre città italiane ed europee, Milano sarebbe molto meno inquinata di Torino (media annua di particelle per microgrammi 66 nel 2006) o addirittura di Londra (media annua di particelle per microgrammi 75 nel 2006), attestandosi su una media di 56 mg/m3 e su solo 149 giorni di superamento delle soglie consentite per legge, contro i 184 di Torino o i 224 della capitale britannica. «Se è davvero così significa che qui le istituzioni stanno andando in cortocircuito - afferma Maria Grazia Fabrizio, consigliera regionale del Pd - perché da un lato il presidente della Regione diffonde dati confortanti, dall’altro il sindaco di Milano chiede ai cittadini uno sforzo nel pagare l’ecopass per diminuire un livello di inquinamento allarmante. L’ecopass per Milano rappresenta e sintetizza il fallimento delle politiche regionali. Sul fronte dello smog le istituzioni dovrebbero fare fronte comune invece di continuare ad inseguirsi e a contraddirsi sempre con nuovi proclami». Per il PD la strategia contro l’inquinamento deve presupporre che i soggetti concorrano agli stessi obiettivi, e devono operare secondo una strategia che oggi, semplicemente, non c’è. Secondo il consigliere Giuseppe Civati «più mezzi pubblici, più politiche per il risparmio energetico, più investimenti in innovazione, questo servirebbe alla Regione per affrontare con coraggio l’inquinamento atmosferico. Invece la politica degli incentivi per l’acquisto di caldaie e veicoli è rimasta l’unica via percorsa concretamente dalla Regione, che ha però anche tagliato, a luglio in assestamento di bilancio, gli stanziamenti per le fonti rinnovabili, per i progetti sull’idrogeno e per i veicoli ecologici. Ora, quindi, discutiamo il bilancio per il 2008 sapendo che le cifre appostate sulla lotta allo smog potranno essere semplicemente riazzerate a luglio. Anche la legge per la lotta allo smog, approvata un anno fa, è rimasta quasi del tutto inapplicata. Nell’anno del Nobel a Gore per il suo impegno ambientalista ci saremmo aspettati da Formigoni qualcosa di più di una difesa d’ufficio del proprio operato». postato da civati, 19:08 | link | commenti (1) Da Limbiate a Seregno, verso il Pd
Questa sera ci si vede a Seregno, in via Umberto, nella sede di Seregno democratica per parlare di Formigoning e dell'anno passato in Regione. L'appuntamento è alle ore 21.15 (un orario con quarto d'ora accademico incorporato). Nel frattempo, da Limbiate, e dall'incontro di ieri mattina, porto con me l'impressione che, nonostante il periodo freddo e burocratico, esistano ancora 'sacche' di entusiasti del Pd. A Limbiate stanno facendo un ottimo lavoro: una sede rinnovata, un'opposizione tosta in Consiglio comunale, un rapporto diretto con gli elettori delle primarie, un'attenzione speciale alle politiche del Governo Prodi. E la voglia di fare qualcosa di nuovo in nome di un'antica tradizione di partecipazione e di buona politica. postato da civati, 10:41 | link | commenti (1) Cristiani contro vescovi
Nell'incredibile Lombardia prenatalizia del 2007, ci mancava solo la polemica dell'assessore Niccoli Cristiani contro i vescovi lombardi. Il casus belli è collegato alla presa di posizione della Chiesa contro la decisione di tenere aperti i negozi (leggi: centri commerciali) la domenica: si pensa solo al profitto, ha detto il vescovo di Como ed altri prelati si sono associati, confrontando i numerosi ipermercati con la capanna di Betlemme. La giunta regionale, devotissima, l'ha vissuta male e Formigoni ha affidato all'assessore alla partita (forse anche in ragione del cognome) una dura replica: questi vescovi, ha detto, sono sempre più vicini alla sinistra. E' vero. Anche i cardinali lo sono. E' il caso di informare Formigoni e la sua giunta che è allo studio un nuovo progetto politico: dopo la Cosa rossa, la Cosa porpora. postato da civati, 09:31 | link | commenti (1) Love is like a cloud
Per gli amanti delle nuvole, come me, e per gli amanti e basta: cliccare qui (grazie a Filippo per la segnalazione). postato da civati, 09:09 | link | commenti (5) domenica, dicembre 16, 2007 Come sempre
Repubblica.it titola: «Del Piero devastante». E pensare che fino a ieri non doveva giocare più, che lo davano tutti per finito, che avrebbe dovuto partire dalla panchina, secondo Ranieri e tutto il mondo di quelli che se ne intendono. E invece all'Olimpico ha disputato una partita straordinaria. Si diceva che non segnasse più, e infatti ha messo a segno una doppietta. Si diceva che fosse diventato lento, e infatti ha segnato in contropiede entrambi i gol. Entrambi perfetti: il primo, per quello sguardo di un secondo alla posizione del portiere, e il tiro mancino preciso sul secondo palo; il secondo, per il controllo di tacco e per quel pallone imprendibile sotto la traversa. Entrambi gli assist di Cristiano Zanetti, un altro che era finito anni fa e che però fa ancora molte cose molto utili. E la Juventus vince, senza meritarlo completamente, una partita difficile, contro la Lazio migliore del campionato. Speriamo che Del Piero finisca un'altra volta: se ricomincia così, ne vedremo delle bellissime. postato da civati, 01:55 | link | commenti (4) sabato, dicembre 15, 2007 La fascia e il fascio: la risposta della città
Ne avevo scritto allora, oggi celebro con i tanti antifascisti monzesi che vi hanno partecipato, la fiaccolata di giovedì sera. Trovate qui il resoconto dell'Anpi monzese. postato da civati, 09:32 | link | commenti Monologo spesso
Ieri ho scovato un bel regalo per gli amici egoriferiti (so che qualcuno sta già pensando a me, ma si sbaglia...). Si tratta di Karl Kraus, Con le donne monologo spesso, Castelvecchi. Il sottotitolo - Morale, stampa e vita erotica nella Vienna d'inizio Novecento - spiega molto, il resto lo illustra magistralmente Irene Fantappiè nell'introduzione. Quanto all'aforisma che dà il titolo alla pubblicazione, nel mio caso è autoironico, in quello di Kraus molto, ma molto meno. postato da civati, 07:45 | link | commenti Pannelli senza frontiere: il Pd di Desio c'è
Cena di Natale con tombolata democratica e solidale: il contributo delle democratiche e dei democratici di Desio al progetto Pannelli senza frontiere è sostanzioso. Grazie di tutto (anche per l'ottima cucina, come sempre). postato da civati, 00:36 | link | commenti L'oroscopo di Prodi
Consueto appuntamento con l'oroscopo di Brezsny, pubblicato dal sito di Internazionale. Qui di seguito il leone, il segno di Prodi. Un chiaro avvertimento destinato agli alleati riottosi: Il fulmine è caldissimo, veloce e potente. Può viaggiare a 150mila chilometri all'ora, raggiungere una temperatura di 30mila gradi e generare abbastanza energia da tenere accesa una lampadina per due mesi. Eppure ha un diametro che di solito non supera i tre centimetri. Questa, Leone, è una metafora appropriata per il tipo di potere altamente concentrato che avrai nei prossimi giorni: sarà ingannevolmente piccolo rispetto al suo enorme impatto. Ti prego di usarlo saggiamente. postato da civati, 00:33 | link | commenti venerdì, dicembre 14, 2007 Baraonda democratica E' pronto il libro dedicato a Peppino Motta e ai suoi scritti (la copertina). Edito da Vittone editore e curato da Carlo Arcari, verrà presentato martedì 18 dicembre alle ore 17.30 alla libreria Ancora Artigianelli di via Pavoni a Monza. Mi permetto di segnalare la prefazione del vostro affezionatissimo, dedicata al ricordo di uno dei miei migliori amici di sempre, monzese atipico, liberale e colto, dolce e arguto insieme. Vi aspettiamo. postato da civati, 17:43 | link | commenti Carpe diem
Michele Mari è un grande. Le sue poesie le ho scoperte con qualche mese di ritardo e mi sento un po' in colpa (il suo canzoniere si chiama Cento poesie d'amore a Ladyhawke, Einaudi, quella riportata in copertina è la più brutta, non fermatevi alla superificie, guardate dentro...). T'amo disse alla carpa un persico sognante ma duro fu il responso: sono d'un'altra carpa Immagina d'amarmi fuori di questo fiume nel mondo asciutto dove risuona il vento propose l'aspirante ma in quella fu ghermito da un amo traditore [...] postato da civati, 11:37 | link | commenti (2) Natale con i tuoi: stasera a Desio
Auguri di Natale a Desio, Casa del Popolo, a cena. Passerò anch'io, per portare i miei migliori auguri a una delle sezioni a cui sono più affezionato e per presentare il progetto Pannelli senza frontiere. Aderite anche voi. postato da civati, 11:11 | link | commenti Pagnoncelli caldi
Marcello Saponaro ha denunciato un molteplice profilo di incompatibilità dell'assessore regionale e consigliere provinciale Pagnoncelli, di Forza Italia, Bergamo. La sua doppia intervista è un piccolo capolavoro, a metà strada tra Plutarco e le Iene. Le vite parallele, però, sono quelle dell'assessore Pagnoncelli: anziché rispondere "nel merito", come si suol dire, spiega che essendo un assessore esterno non ha gli stessi obblighi dell'assessore eletto (perché votato come consigliere) e che non si deve dimettere, dimenticando che in politica, a prescindere dalla norma, ci sono ragioni di opportunità. Pagnoncelli sta in Provincia e sta in Regione: la prima elabora il piano cave, la seconda lo valuta, lo modifica e lo sottopone al Consiglio. Credo sia chiaro a tutti quali siano i motivi per cui è il caso di sottrarsi al gioco controllore-controllato. Ma c'è di più: Saponaro ha documentato i rapporti tra Pagnoncelli e il gruppo Locatelli. Purtroppo non è solo la rima a tenerli legati. E il gruppo Locatelli di cosa si occupa? Ma di cave, ovvio. E dove? Ma a Bergamo, chiaramente. Anziché accusare Saponaro di essere ispirato da fazioni di Forza Italia, risponda alla sua interrogazione, firmata da componenti di tutte le forze dell'opposizione. Dei pannicelli caldi siamo stanchi, molto stanchi. postato da civati, 10:54 | link | commenti Gli ultimi saranno i primi
Mi riferisco a quelli che, come me, non hanno ancora iniziato a fare i regali di Natale. Nella speranza che le renne non abbiano motivo per scioperare e non si mettano di traverso sulle autostrade, i miei consigli sono i seguenti. Una macchinina a idrogeno è un bel pensiero. "Da qualche parte si doveva pur incominciare" è lo slogan di lancio: penso di regalarla al presidente della Regione, che nel 2000 aveva detto: tra cinque anni tutti viaggeremo con auto a idrogeno. Ne sono passati sette e ovviamente viaggiamo a benzina e gasolio: un modellino può comunque essere utile. Per quanto riguarda i libri, oltre a Il pittore di battaglie di Arturo Pérez-Reverte (a proposito: a che punto siete con la lettura 'collettiva'? mi avete lasciato solo?), alcune nuove uscite sono consigliabilissime. L'ultimo Sofri (Chi è il mio prossimo), ad esempio, è un libro straordinario, sia per la lettura del buon Samaritano, sia per una dotta ricostruzione dell'eterogenesi dei fini. Al Gore l'ho già consigliato, ed è forse il saggio politico più bello dell'anno. Per la narrativa, La strada di Cormac McCarthy è un po' poco natalizio, ma è certamente il capolavoro del 2007. McEwan non mi è piaciuto molto, ma è un po' di tempo che è così. Ma se volete fare un regalo sorprendente, beh, allora Fosco Maraini e le sue fànfole sono l'ideale. postato da civati, 08:05 | link | commenti (8) Questa è la Lombardia, bellezza E' Natale e in Regione Lombardia si vota il bilancio e la finanziaria regionale. Formigoni annuncia con i tradizionali toni enfatici che abbasserà le tasse per 400 milioni di euro. Sarebbe una buona notizia, peccato che non sia vero. A quella cifra Formigoni arriva sommando i 200 milioni di riduzione dell'addizionale Irpef - attualmente tra le più alte d'Italia -, i 50 milioni della riduzione di 10 euro dei ticket sanitari - attualmente i più alti d'Italia -, e i 150 milioni conseguenti all'eliminazione della tassa sul metano. Vediamo un po': quest'ultima voce non c'è, dal momento che semplicemente Formigoni non introduce la tassa sul metano, che per altro i lombardi già non pagano: non 150 milioni in meno, ma al massimo «non 150 milioni in più». I 50 milioni dei ticket sono una cifra corretta, mentre i 200 milioni dell'Irpef sono un arrotondamento dei 186 che la giunta dichiara nella relazione al bilancio. Perciò da 400 milioni di riduzione siamo già passati a 236. Ma il dato dell'Irpef è controbilanciato da una previsione di maggior gettito della stessa: il risultato quindi non dà 200, né 186, ma soltanto 83,5 milioni. Dai 400 siamo arrivati a 133,5 milioni. Per di più, quello che Formigoni non dice, è che le entrate tributarie e da trasferimenti risultano complessivamente aumentate di 415,5 milioni di euro, derivanti da una maggiore compartecipazione della Regione all'Iva, da un aumento dell'accisa regionale sui carburanti (oltre alla partecipazione delle regioni sulla benzina, è stata riconosciuta loro una parziale partecipazione all'accisa sul gasolio) e da un aumento delle entrate per il bollo auto derivante da un significativo recupero dell'evasione. Scopriamo così che i meriti della clamorosa riduzione delle tasse di Formigoni sono da ascrivere all'impegno del governo Prodi nel risanamento dei conti pubblici e nella sua disponibilità a concedere più risorse alle regioni. Una bella differenza. Ultima annotazione: la destra ha preso in giro Prodi per avere previsto un fondo per gli incapienti di soli 150 euro all'anno. Sapete quanto vale la riduzione di tre punti decimali del primo scaglione dell'Irpef regionale che riguarda a sentire Formigoni 4 milioni e mezzo di lombardi? 3 euro e 40 centesimi al mese, 41 euro all'anno. Solo che Prodi passa per quello che mantiene le tasse e Formigoni per quello che le riduce. E' la Lombardia, bellezza. postato da civati, 07:47 | link | commenti (1) giovedì, dicembre 13, 2007 Pannelli senza frontiere: i primi contributi
La campagna di Cisao per i pannelli fotovoltaici in Mali prosegue con successo. In molti si dicono interessati, a cominciare dai colleghi Valmaggi e Saponaro, che si sono detti disponibili a sostenere e promuovere il progetto per dare luce alle maternità dei villaggi maliani, aggiungendosi così a Mario Agostinelli e al vostro affezionatissimo. Chi fosse interessato, clicchi qui. Più siamo, più pannelli installiamo. postato da civati, 09:03 | link | commenti Moratoria dei bigliettini natalizi: una sconfitta annunciata
La mia personale campagna contro i bigliettini natalizi istituzionali - quelli inviati da politico a politico o da istituzione a istituzione, a spese degli incolpevoli contribuenti - fallisce anche quest'anno. Ne stanno arrivando letteralmente a pacchi, dagli enti più impensati, e so per certo che la prossima settimana assisteremo ad una vera e propria escalation. Tutti sanno che rifiuto i regali (che in politica sono sempre un problema) e non me ne fanno più. Vorrei tanto che si astenessero anche dal mandarmi i bigliettini d'auguri, che una segreteria imbusta, che qualcuno spedisce, che qualcun altro ha stampato su carta velina o pergamena o cartoncino. E' il pensiero che conta. Ho detto conta, non costa... postato da civati, 08:59 | link | commenti (6) Gate nr. 7
Si parte da una data, il 24 marzo. La scena è un aeroporto, il volo, in ritardo, è in partenza per Barcellona. Uno scocciatore professionista si avvicina ad un uomo d'affari in viaggio. Lo tampina e, potremmo dire, lo seduce con una storia tanto inverosimile quanto veritiera. Sullo sfondo, tra i due personaggi, la presenza di una donna, Isabelle, che entrambi hanno amato, per sempre. Si tratta de La cosmetica del nemico di Amélie Nothomb, nella riduzione (ma il termine in questo caso è assolutamente improprio) di Corrado Accordino, in scena al Binario 7 fino a domenica 16 dicembre. Premesso che a me la Nothomb non è mai piaciuta del tutto - grandi intuizioni, strepitoso lavoro sulle parole, ma troppo artificio nello sviluppo della trama - la regia sa presentarla con un tratto molto deciso, facendo esplodere il dialogo nei suoi continui rovesciamenti e nel suo duplice e ambiguo flusso di coscienza. Il nemico interiore lo si incontra così, sull'ultimo binario della stazione, un giorno 'qualsiasi', ma solo apparentemente. Se potete, non perdetelo di vista. postato da civati, 01:15 | link | commenti mercoledì, dicembre 12, 2007 Natale con i tuoi: domenica a Limbiate Oltre a ricordarvi la presentazione di Formigoning a Seregno, lunedì 17 dicembre alle ore 21.15, presso la sede di Seregno democratica in via Umberto I, vi segnalo che domenica mattina sarò a Limbiate, ospite del Pd locale, presso il circolo bar Mosaico di via Trieste. "Natale con i tuoi..." postato da civati, 18:56 | link | commenti Più finanziamenti alla scuola lombarda grazie a Prodi Comunicato stampa. “In attesa di capire bene come Formigoni e la sua Giunta hanno modificato la distribuzione delle stesse voci di contributo già previste negli anni scorsi, con il famoso gioco delle tre carte cui il presidente ci ha abituati e che caratterizza questo bilancio, va fatto notare che il Governo, qualche settimana fa, ha assegnato a Regione Lombardia oltre 11 milioni di euro che le spettavano e che sono aggiuntivi al finanziamento per le attività formative, denaro che deriva dal riparto tra le regioni di finanziamenti sulle attività sperimentali triennali di formazione”. commenta Carlo Spreafico, consigliere regionale del Pd, a proposito di quella che la Giunta Formigoni ha presentato come “La dote istruzione”. Aggiunge Giuseppe Civati che “grazie ai maggiori stanziamenti del Governo Prodi la Regione può incrementare i contributi per il sostegno, ma la notizia nuova di oggi è il superamento dello strumento del buono scuola, che però non sana la grande sproporzione di fondi tra gli studenti che frequentano le scuole paritarie e quelli iscritti alle scuole pubbliche, se meritevoli o bisognosi. Ciò che invece preoccupa è che la Giunta abbia deciso di abrogare di fatto la legge sul diritto allo studio, sostituendola con sole quattro righe di modifica della recente legge sul sistema di istruzione e formazione professionale. Un approccio incomprensibile e che non lascia presupporre nulla di positivo”. E a proposito della notizia data dallo stesso presidente Formigoni, che ha detto di aver chiamato il Ministro Fioroni per comporre la questione apertasi con il ricorso da parte del Governo contro la legge regionale su Istruzione e formazione professionale, Spreafico ha chiosato: “Mi fa piacere apprendere, dalle dichiarazioni fatte oggi da Formigoni in conferenza stampa, che Regione Lombardia ha deciso di abbandonare sulla questione dell’istruzione la linea di contrapposizione costituzionale con il Governo che noi del Gruppo del Pd abbiamo sempre sostenuto essere inutile, controproducente e dannosa per gli interessi del sistema scolastico lombardo, per le famiglie e per gli studenti. Spero non si tratti di una mossa propagandistica, ma di un atteggiamento politico seriamente impegnato a trovare soluzioni a problemi aperti”. postato da civati, 18:36 | link | commenti (1) Asl e ospedali in Brianza, il blitz della Regione Come si fa a risolvere il problema della riorganizzazione delle Asl e delle aziende ospedaliere con la costituzione della nuova provincia della Brianza? Semplice, con un blitz, senza confrontarsi né con i sindaci dell'area Nord Milano, né con i sindaci della Brianza. E' sufficiente un emendamento dell'ultima ora al collegato alla finanziaria, da portare in aula in tutta fretta, per ridisegnare i servizi sanitari di un'area di un milione di persone. Nel capolavoro di inopportunità della giunta regionale troviamo anche errori clamorosi: è il caso di Caponago - Comune già noto alla Regione per cave e autostrade - che viene stralciato dall'Asl di Monza e della Brianza pur avendo già optato per la Provincia di Monza. Nell'altro dispositivo, collegato al primo e riguardante gli ospedali, si legge che le aziende ospedaliere di Monza e Vimercate perderanno semplicemente i 'pezzi' non brianzoli, senza un ulteriore approfondimento circa la realtà della nuova Provincia. I sindaci si stanno mobilitando, noi faremo la nostra parte per riaprire la discussione. Anzi, per aprirla, perché per ora la giunta regionale si è limitata a chiuderla. All'assessore Bresciani il Nobel alla sussidiarietà e al coinvolgimento degli enti locali non lo leva nessuno. postato da civati, 17:46 | link | commenti (2) Se il Pd...
... mentre discute di organismi dirigenti e burocrazie di ogni ordine e grado, mentre si prepara alla votazione di questa o di quella istanza interna, mentre si dedica ai modelli organizzativi più diversi (e, in alcuni casi, strampalati), si decidesse a uscire per le strade, nelle piazze (o nelle sale pubbliche, che inizia a fare freddo), per aggredire un po' di questioni politiche? Non sarebbe il caso di mantenere alta l'attenzione e caldo l'entusiasmo dei milioni di cittadini che sono venuti a votare il 14 ottobre? Nel mio piccolo, che è veramente molto, ma molto piccolo, sto cercando di farlo. E sapete qual è la sensazione: ci si sente un po' soli. Sarà che è arrivato l'inverno, sarà che c'è la nebbia (che per altro a me piace), ma vorrei vedere e condividere un po' di passione e di iniziativa politica. E' possibile? postato da civati, 00:49 | link | commenti (7) I parchi e la Parca (ennesima puntata)
Qualche settimana fa siamo riusciti a portare la maggioranza allo stralcio della norma urbanistica che penalizzava i parchi, attribuendo alla Regione una funzione di arbitro nelle controversie tra parchi e comuni. Una sorta di commissariamento regionale che ci sembrava togliere qualsiasi potere di interdizione e di valutazione degli interventi da parte dei parchi. Ora ci toccherà rimetterci al lavoro: sì, perché la giunta regionale ha finalmente licenziato il progetto di legge che ridefinisce la normativa che riguarda direttamente i parchi e le aree protette che da mesi l'assessore Pagnoncelli 'minacciava' di presentare. Un progetto di legge che conferma i cattivi pensieri del dibattito precedente, dal momento che è completamente improntato all'ormai tradizionale turbo-centralismo della Regione, a danno di qualsiasi cosa si muova al di sotto. Il progetto di legge riduce a zero il ruolo del Consiglio nella programmazione e nella pianificazione regionale (attribuendo tutti i poteri alla giunta), stabilisce che il direttore di un parco sia di indicazione regionale (della giunta, ovviamente) e ridimensiona il ruolo dei consigli di amministrazione dei parchi a organismi di pura rappresentanza. Una vera rivoluzione, non c'è dubbio, in senso negativo, che anziché intervenire sulle criticità della gestione di un patrimonio comune così importante, non fa nient'altro che dare più potere - discrezionale, quando non arbitrario - all'esecutivo. Come accade ormai in tutte le branche dell'amministrazione regionale. Inutile dire che ci opporremo strenuamente, nella speranza che, ancora una volta, qualcuno della maggioranza ci voglia ascoltare. E che qualche consigliere, è proprio il caso di dirlo, sia parco. postato da civati, 00:46 | link | commenti Partecipazione e qualità per una nuova urbanistica
Torno ora da Carate Brianza e dalla bella iniziativa dedicata alla compensazione ecologica preventiva (l'espressione è anche il titolo del libro di Paolo Pileri, edito da Carocci, da cui è partito il dibattito). A Carate si sta per discutere il Piano di governo del territorio e la giunta di destra ha pensato bene di ridurre al minimo gli spazi di partecipazione dei cittadini. L'opposizione di centrosinistra si muoverà nei prossimi mesi per coinvolgere la cittadinanza su un progetto di qualità, che tenga conto della difesa - divenuta necessaria - delle aree verdi, di una loro tutela e valorizzazione e della regolamentazione del consumo di suolo, un tema sempre più decisivo per la nostra area. Paolo Pileri ha descritto la proposta di Legambiente e del gruppo di lavoro del Politecnico a cui partecipa, per rilanciare una prospettiva 'rivoluzionaria' nella regione della deregolamentazione - o, che è lo stesso, della iperregolamentazione - urbanistica. Un'idea di città, di sviluppo, di paesaggio urbano e periurbano che dobbiamo recuperare, se vogliamo ancora puntare sulla qualità della vita per noi e per i nostri concittadini. Un punto di partenza di straordinaria importanza per il baby Pd che nasce. postato da civati, 00:36 | link | commenti (1) martedì, dicembre 11, 2007 Diritti in Lombardia: Forza Italia ci supera a sinistra In Lombardia capita anche di essere superati a sinistra da Forza Italia. Stamane su Repubblica Maria Stella Gelmini, coordinatrice regionale del partito, alle prese con la confusione politica che attraversa la giunta milanese, ha usato parole chiare: nessuna adozione delle ordinanze di Cittadella e Caravaggio, perché sono anticostituzionali. Un discorso semplice semplice. Speriamo che Moratti l'ascolti e che il Pd lombardo ritenga di prendere posizione nettamente contro la strumentalizzazione dei diritti costituzionali a cui stiamo assistendo. Ne va della nostra credibilità. postato da civati, 13:44 | link | commenti (5) Natale con i tuoi: le prossime iniziative in Brianza
Nel ricordarvi l'importante appuntamento di questa sera a Carate Brianza, con Lanzani e Pileri sull'ambiente e un'urbanistica sostenibile, vi segnalo con largo anticipo la presentazione di Formigoning che si terrà lunedì 17 dicembre, a partire dalle ore 21.15, nella sede del Pd di via Umberto a Seregno. Natale con i tuoi... postato da civati, 08:51 | link | commenti Partito accessibile
Qualche giorno fa Yellow ha commentato così un mio post. Riporto le sue parole a cui mi associo senza aggiungere altro. «E se cominciassimo rendendo il nuovo partito veramente acessibile a tutti eliminando, non solo le barriere architettoniche, ma sopratutto quelle mentali che ancora si respirano e riempiono gli spazi di quell'edificio? La diversità non è solo quella del diversamente abile, ma è anche quella che “marchia” ognuno di noi con la sua storia, le sue capacità ed i suoi limiti. Creiamo un luogo dove potersi confrontare sui mille risvolti della politica sociale orientata a sostenere, integrare, accogliere o bonificare ogni forma di scarto sociale. Ma questo potrà avvenire solo se, nel tempo, la cultura del diritto avrà avuto il sopravvento sul pietismo e la compassione». postato da civati, 08:24 | link | commenti (2) lunedì, dicembre 10, 2007 Grande come una cava
Il conflitto di interessi dell'assessore regionale Pagnoncelli, secondo il collega e ormai mitico comandante Marcello Saponaro. Il video. La vicenda delle cave e dei piani provinciali tiene sempre di più banco in Regione. Il piano cave di Bergamo era già diventato un giallo (a causa soprattutto della bocciatura in commissione di una cava inizialmente prevista). L'assessore ha inviato una nota alla commissione chiedendo ai consiglieri di rivedere il proprio parere, con una procedura molto curiosa: in effetti, dovrebbe essere la votazione dell'aula a rinviare in commissione l'oggetto e non una decisione autonoma della commissione, che non può certo votare due volte consecutive lo stesso oggetto. Il piano cave di Bergamo è così sospeso tra commissione e Consiglio. Chissà dove andrà a finire... postato da civati, 21:22 | link | commenti Strade lombarde, un contributo del Pd per la sicurezza Il Pd ha promosso un convegno molto denso, oggi pomeriggio, in Regione, sulla sicurezza stradale. Un tema affrontato in modo sistematico, con il contributo dei maggiori esperti in materia e alla presenza dei consiglieri che fanno parte dell'intergruppo che su nostra proposta si è costituito qualche settimana fa. La sicurezza stradale, vale la pena di ricordarlo, è una vera emergenza, sotto tutti i punti di vista. Per questo, concludendo brevemente il convegno, ho richiamato l'attenzione su due punti in particolare: il primo riguarda la necessità di convocare una convenzione annuale sulla sicurezza stradale, per verificare e valutare insieme i risultati delle iniziative che la Regione e gli enti locali intraprendono. L'obiettivo è quello di ridurre del 50% gli incidenti nei prossimi anni e la scadenza del 2010, prevista a livello europeo, si avvicina sempre di più. Il secondo, invece, è collegato all'importanza di un protocollo per le nuove infrastrutture, perché siano realizzate in modo rigoroso, sicuro e tecnologicamente avanzato. Un lavoro a cui sto cercando di dare un contributo fattivo soprattutto per quanto riguarda la Pedemontana. La Regione Lombardia ha attivato soltanto da due anni un lavoro intersettoriale sulla sicurezza stradale: abbiamo chiesto all'assessore Ponzoni che questo lavoro sia condiviso con il Consiglio e sia aperto a tutte le realtà che in Lombardia se ne occupano. Ci auguriamo che il contributo del Partito democratico sia recepito con interesse e che, per una volta, 'saltino' le logiche di appartenenza politica, per contrastare un fenomeno di terribile rilevanza per i nostri concittadini. postato da civati, 19:08 | link | commenti (1) Il posto delle fragole: Zapatero l'africano Da El País di oggi. In occasione della cumbre Ue-Africa di Lisbona, il premier spagnolo ha presentato un piano di interventi per finanziare la riqualificazione dei sistemi di trasporto dell'Africa occidentale, a cominciare dalla 'mitica' linea ferroviaria Dakar-Bamako. Un'iniziativa lodevole, accompagnata da una campagna di informazione circa la richiesta di manodopera, sia per la pesca nell'Atlantico, sia per la raccolta delle fragole in Mali. "Un pacto para ayudar a Africa a superar la miseria", strutturato su principi basilari, come il contrasto al traffico di essere umani, la cooperazione con i paesi di origine, l'eliminazione almeno parziale delle cause principali dell'immigrazione. Un messaggio importante e di spessore, che speriamo sia raccolto in Italia (a cominciare proprio da quell'Africa occidentale a cui il progetto Pannelli senza frontiere è dedicato). postato da civati, 18:31 | link | commenti Bicing! Da Barcelona si parte sempre con qualcosa di nuovo... eccovi il progetto Bicing.com. Per la ciclabilità urbana, semplicemente fantastico. postato da civati, 18:18 | link | commenti (2) sabato, dicembre 08, 2007 Così bello, quando è bello
Affaritaliani ospita una nuova rubrica. Si chiama Cielo di Lombardia. Il suo autore è il vostro affezionatissimo. postato da civati, 11:45 | link | commenti (1) Il pluralismo di uno solo
La giunta regionale ha approvato qualche giorno fa un progetto di legge dedicato al sistema lombardo dell'informazione: nel testo si parla soprattutto di televisione, con un fugace (e, per quanto mi riguarda, per nulla esaustivo) riferimento all'estensione della banda larga sul territorio regionale (uno dei temi a cui sono più affezionato, fin dai tempi del doppino di Briosco). Si tratta di una legge con la quale la giunta intende normare un settore in cui da sempre spadroneggia, a cominciare dai servizi informativi del Tgr per finire con gli spazi televisivi acquistati presso le emittenti private. Formigoni vuole una legge-quadro nella quale, rispetto al quadro normativo nazionale, scompaiono letteralmente le funzioni di controllo, di garanzia e di vigilanza da parte dell'istituzione naturalmente deputata ad assumerle. Mi riferisco ovviamente al Consiglio regionale, che nella legge è citato una volta soltanto quale destinatario del piano annuale di comunicazione predisposto e approvato dalla giunta, senza che sia contemplata la possibilità che questo piano sia modificato. Lo stesso vale per gli enti locali, perfettamente esclusi dalla programmazione e dalla valutazione del 'sistema': gli unici attori protagonisti sono la giunta e il Corecom. Ci pare troppo poco. Di questa legge parleremo ancora e seguiremo il dibattito che si svilupperà sull'argomento: possiamo dire fin d'ora, però, che le condizioni di partenza ci preoccupano e che, se è vero che è importante avere un servizio televisivo regionale più vicino al territorio e più 'rappresentativo', crediamo che il pluralismo sia un valore che, per definizione, non possa essere assicurato da uno solo, in solitudine, oltretutto, e dalla sua cameretta al trentesimo piano. postato da civati, 10:33 | link | commenti (1) Medioevo post-costituzionale o un nuovo Statuto dei diritti?
Non sarò breve e vi prego per una volta di seguirmi con attenzione, perché si tratta di una questione delicata e decisiva per comprendere il quadro politico e culturale in cui viviamo nella nostra regione. Nei giorni della visita del Dalai Lama, leader internazionale delle campagne non-violente in difesa dei diritti delle minoranze e degli oppressi, e nel periodo in cui si sta per arrivare alla definizione dello Statuto della Regione (in una fase perciò costituente), ci tocca assistere all’ultima iniziativa istituzionale, se così si può definire, della Lega Nord. Come non vogliamo che ci si faccia giustizia da soli in uno Stato di diritto, così riteniamo grave la decisione dei 43 sindaci della provincia di Bergamo di recepire sia l’ordinanza di Cittadella (che prevede la residenza solo a chi dimostra di avere un reddito di almeno 5mila euro), sia la circolare di Caravaggio, che autorizza le nozze con stranieri solo se questi si trovano in possesso di un permesso di soggiorno. Lo stesso hanno fatto i 17 borgomastri leghisti della provincia di Varese, quelli di Como e quelli della Brianza (non poteva mancare). Altri precedenti recenti sono stati la decisione del sindaco del Comune di Drezzo, in provincia di Como, di vietare il burqa, per non parlare dell'iniziativa del Comune di Morazzone e poi di quello di Tradate che avevano introdotto un assegno per i nuovi nati, escludendo però dal beneficio le famiglie extracomunitarie. A sentir loro, per difendere la cultura occidentale. Degna di citazione anche la taglia sui clandestini destinata ai vigili del Comune di Adro. A livello legislativo, invece, rimane insuperata la legge sui phone center della Regione Lombardia, decisamente punitiva nei confronti degli operatori e palesemente discriminatoria, come da noi sostenuto in più occasioni e come rilevato più volte dal Tar, che ha sottolineato i numerosi tratti d'incostituzionalità che si incontrano nell'articolato. Siamo di fronte ad una grave involuzione rispetto al tema dei diritti di cittadinanza, rispetto cioè ai diritti fondamentali universalmente riconosciuti, alla Costituzione e, ovviamente, alla legislazione nazionale. Ormai siamo all'ordinanza-che-fa-testo-e-che-fa-legge, che si richiama con evidenza ad uno schema medievale nel senso deteriore, in cui ciascuno decide per sé, senza alcun riferimento alla norma. Una norma postcostituzionale che cambia superato un cavalcavia o attraversata una roggia, a seconda del colore dell'amministrazione comunale. Altro che universalità dei diritti. Dopo la rassegna dei maiali anti-moschea, sono le stesse istituzioni ad essere piegate all'ideologia della discriminazione, in modo invasivo e, dal punto di vista formale, alquanto pedestre: intervenire sui diritti di cittadinanza non è, purtroppo, come fare una rotonda o approvare un piano di lottizzazione. Credo che il Partito democratico debba prendere duramente posizione contro simili iniziative, richiamando tutti al senso delle istituzioni e al rispetto dei diritti di cittadinanza. Le istituzioni devono essere il luogo della concertazione e non del conflitto e della sua esasperazione. La Lega in Lombardia con questa campagna tradisce anche lo spirito del vero e buono federalismo, che non è certo quello di fare ciascuno per sé, in questo campo così delicato, ma di poter disporre di deleghe più ampie per andare incontro alle esigenze dei cittadini. Nella Regione in cui più forti sono stati i flussi migratori e in cui si pone sempre più come decisivo il tema dell’integrazione e della convivenza, queste sono risposte desolanti e controproducenti, che fanno perdere altro tempo al difficile percorso verso l’integrazione. Ci auguriamo che la giunta regionale voglia contestare queste prese di posizione: crediamo che una riflessione pubblica di Formigoni su queste iniziative potrebbe essere importante, per fare chiarezza, sia all’interno della compagine di governo della Regione, sia nei rapporti istituzionali con gli enti locali. La garanzia dei diritti di cittadinanza e dei doveri che essa comporta è un tema troppo importante per essere interpretato così. postato da civati, 10:11 | link | commenti (3) Legambiente: un modello per il Pd
Congresso nazionale di Legambiente in Roma. Relazione completa e molto ricca di Roberto Della Seta, all’insegna di un ambientalismo maturo concepito come chiave di lettura della realtà, da inserire non solo quale primo punto della agenda politica, ma come suo elemento qualificante. Ciò che colpisce di Legambiente è certamente la sua straordinaria presenza nelle istituzioni politiche e segnatamente nella maggioranza di governo. Ma è soprattutto il modello organizzativo a imporsi, credo, come elemento di studio del Pd allo stato nascente. Si tratta della natura tematica dell'organizzazione dell’associazione, ma soprattutto del suo strutturarsi per parole d’ordine e per campagne (ed eventi) conseguenti. Alle prese con la difficile elaborazione di come sarà il Pd, credo che Legambiente possa essere un termine di paragone da considerare per primo, se vogliamo un partito in cui i simpatizzanti e i militanti siano coinvolti e motivati a partire dai temi di loro 'elezione' e di interesse, per costruire insieme una formazione di tipo nuovo in cui ci sia una stretta correlazione tra la proposta e l’operatività dell’iniziativa politica. Moveon.org è per me il termine di paragone internazionale più significativo; a livello nazionale, la struttura organizzativa di Legambiente e ancor di più il suo approccio strategico può essere un elemento da tenere in considerazione. Per parafrasare una vecchia pubblicità: leggero, pesante o Legambiente? postato da civati, 09:54 | link | commenti giovedì, dicembre 06, 2007 Palazzina democratica
Mentre si sta strutturando il monumentale organigramma del Pd anche a livello locale, proseguo con la serie di proposte con cui sto cercando di dare il mio contributo alla nascita del nuovo partito. Oggi il menu prevede una riflessione sulle sedi. Non solo per rilanciare la proposta del «Pannello democratico», ovvero di un investimento perché le sedi del Pd, vecchie e nuove, siano ecologiche e sostenibili. La mia proposta è quella di rendere democratica l'intera palazzina, pensando in particolare alla sede di via Arosio, che probabilmente sarà la sede del Pd di Monza e della Brianza. Punterei molto sull'accoglienza, con uno spazio lounge, come si dice oggi e fa molto fino, all'ingresso, dove bere il caffè, del buon vino, avere a disposizione uno spazio internet e una piccola biblioteca. La sala delle conferenze, poi, deve essere immediatamente dotata della strumentazione necessaria per le proiezioni e anch'essa cablata. E' l'idea del 'loft', dello spazio aperto, che prima che a Veltroni è venuta ai Ds di Triuggio, e che l'hanno realizzata a Canonica. «Porte aperte» evoca cattivi ricordi (oltre che un libro straordinario di Sciascia), ma dà l'idea di quello che vuole essere il Pd. Uno spazio a disposizione della comunità politica e della società, capace di accogliere intelligenze e sensibilità. E anche la sede ha una sua importanza. Che la palazzina (parola che evoca a sua volta momenti di straordinaria partecipazione nei Settanta), insomma, sia democratica. postato da civati, 09:01 | link | commenti (10) mercoledì, dicembre 05, 2007 Il Pd in Brianza per l'ambiente
L’ambiente, il paesaggio e la gestione del territorio sono sempre di più al centro del dibattito politico regionale e nazionale. Il Partito democratico deve saper interpretare al meglio queste sfide, per offrire una prospettiva nuova alla Lombardia e ai suoi Comuni. Per questo motivoabbiamo pensato di organizzare un’iniziativa di carattere provinciale a cui sono invitate tutte le realtà del nuovo Partito, le associazioni ambientaliste, le cittadine e i cittadini interessati. Vi aspettiamo a Carate Brianza, martedì 11 dicembre 2007, alle ore 21, presso la Sala Grandi riunioni del Palazzo comunale nuovo, in piazza Battisti, 1. Interverranno con me due docenti del Politecnico di Milano, Arturo Lanzani e Paolo Pileri, e si discuterà di infrastrutture, pianificazione territoriale, compensazione ambientale preventiva e tutela del paesaggio. postato da civati, 21:21 | link | commenti (1) Pippo a Inzago: riaperta la Conferenza dei servizi per la discarica Comunicato stampa dei consiglieri dell'Unione. Su Inzago oggi in Commissione ambiente abbiamo registrato un’importante passo avanti verso il no definitivo alla riapertura della terza discarica. Su proposta dei consiglieri dell’Unione l’assessore regionale Massimo Buscemi e l’assessora della Provincia di Milano Bruna Brembilla hanno detto sì alla riapertura della Conferenza dei servizi dalla quale emergerà il no chiaro e netto della provincia di Milano alla realizzazione dell’impianto. L’incontro di oggi è stato positivo perché è servito a fare chiarezza: l’assessora Brembilla ha ribadito che la discarica di Inzago non rientra nella pianificazione della Provincia di Milano, che con il nuovo piano provinciale tende all’autosufficienza. Nell’attesa, la Provincia intende smaltire i propri rifiuti senza arrecare ulteriore danno ai cittadini di Inzago con l’apertura di nuove discariche. Siamo molto soddisfatti per la precisazione dell’Assessora e per la disponibilità dell’Assessore Buscemi e ricordiamo che sia il Consiglio regionale che quello Provinciale hanno approvato due mozioni che chiedono di non aprire un nuovo impianto a Inzago. postato da civati, 16:48 | link | commenti (2) Pannelli senza frontiere Il progetto Pannelli senza frontiere è di Cisao, una Camera di Commercio mista italo-senegalese. Lo scopo è quello di promuovere l'energia da fonti rinnovabili in Africa con finalità di forte impatto sociale. La raccolta di fondi è partita. Per me e per il consigliere Mario Agostinelli, la speranza che il progetto sia sostenuto e promosso in ogni dove. Per partecipare e organizzare una presentazione, scrivetemi. Per contribuire, anche con una piccola somma, i dati del conto sono i seguenti (presto sarà possibile provvedere al finanziamento online): Cisao - Camera di Commercio Italia Senegal, Foro Buonaparte, 70 - 20121 Milano. postato da civati, 09:16 | link | commenti Molto presto: il partito 2.0 Giornata iniziata molto presto a Canale Italia, praticamente senza soluzione di continuità con la serata precedente. Una serata ricca di buone notizie, se è vero che Dino De Simone (Legambiente Varese) ha sposato la causa del progetto Pannelli senza frontiere, sul quale ritornerò tra poco. A Varese, ieri sera, la star era Luca Sofri. Si è parlato di web, di democrazia e di partecipazione. Quello che è emerso è, in breve: la straordinaria importanza della partecipazione e il compito per chi fa politica di dedicare una parte significativa del proprio lavoro a promuoverla e a stimolarla (vedi alla voce "blog"). La necessità di cedere potere decisionale a militanti ed elettori, attraverso forme di consultazione aperte, non centralistiche e non gerarchiche (vedi alla voce "wikipedia", pensando ad un wiki-pd). La possibilità di condividere informazioni e, soprattutto, contenuti, attraverso una rassegna ragionata del lavoro politico e istituzionale (vedi alla voce "banco delle buone pratiche"). Da ultimo, ma non certo per ultimo (anzi, per primo) l'impegno ad orientare prima di tutto il partito 'reale' ad un nuovo approccio complessivo, mutuato proprio dalle forme di confronto, di dibattito e di interazione che il web ha saputo sviluppare. Vi prego di soffermarvi soprattutto su quest'ultimo punto, perché è la chiave di lettura che reputo in assoluto più interessante. Non solo per avere una buona 'rete' e un buon web, ma per avere un buon partito. Quello che tutti si augurano di incontrare e frequentare a partire dalle prossime settimane. postato da civati, 09:02 | link | commenti (4) Troppo tardi
E' veramente tardi. Sono rientrato da Varese, domattina mi devo svegliare alle cinque perché ho una diretta tv prestissimo, e mi tocca rinviare il racconto della bella serata varesina. Con Andrea Mollica, l'Al Gore di Varese, e Luca Sofri, a parlare di web e di politica (e non solo). A domani. postato da civati, 02:07 | link | commenti (1) martedì, dicembre 04, 2007 Pannelli e web a Varese
Giornata intensa: Consiglio regionale e poi, verso sera, si parte per Varese. Alle 19 si parlerà di Pannelli senza frontiere, un progetto di cooperazione e di promozione allo sviluppo per l'Africa di cui vi parlerò ancora. Alle 21, come già annunciato, con Luca Sofri, si parlerà di web e democrazia. Pannelli solari e web: serata appassionante per le democratiche e i democratici (sicuramente per me). Ci vediamo a Varese. postato da civati, 09:35 | link | commenti lunedì, dicembre 03, 2007 Giorni e nuvole
Genova per noi non è una città come un'altra. Da Castelletto, questo pomeriggio, il panorama era unico sulla città del bel film di Soldini. E le nuvole erano davvero poche. postato da civati, 01:21 | link | commenti (2) domenica, dicembre 02, 2007 Al Gore e al meno
Come in quella canzone di Battisti, «stessa strada, stessa porta», «ho un anno di più». E' passato un anno esatto dall'approvazione in Consiglio regionale, con l'astensione collaborativa di tutta l'opposizione di centrosinistra, della legge contro lo smog. Un anno letteralmente buttato via. Il Governo ha impugnato la legge in alcuni suoi articoli per un fatto strettamente tecnico di attribuzione delle competenze e Formigoni ha pensato bene di utilizzare questo elemento come alibi per non applicare la legge in nessuna delle sue parti (come avrebbe potuto e come ha sempre fatto, quando il Governo ha impugnato le sue leggi, sia con Prodi che con Berlusconi, per intenderci). Il piano attuativo non è mai stato predisposto: è pronto, per carità, sta per arrivare, come no?, è questione di giorni... Invece è passato un anno. Le uniche iniziative assunte dall'amministrazione regionale sono state quelle legate al cambiamento dell'auto e alla sostituzione degli Euro 0. Risorse insufficienti e, tra l'altro, prelevate anche dalla voce 'rinnovabili' e da quella 'veicoli ecologici', precipitate con l'assestamento di bilancio quasi a zero. Il coinvolgimento degli enti locali, uno dei punti qualificanti della legge, è stato - se è possibile - anche minore del solito, e la cabina di regia, dove le scelte sarebbero dovute maturare, non è stata praticamente mai convocata, e solo per dare comunicazione ai sindaci e agli assessori dei Comuni e delle Province. Così per le polveri sottili: per quanto riguarda l'anidride carbonica, la Regione non si pone nemmeno il problema. L'enfasi sull'idrogeno si è di molto ridimensionata (forse per via dell'etimo: idrogeno vien da generare acqua e le politiche regionali fanno acqua - e smog - da tutte le parti). Anche senza citare Al Gore, almeno avremmo potuto investire su un progetto complessivo, che riguardasse la mobilità, l'intermodalità, le nuove fonti di energia, la promozione del trasporto pubblico locale. Le uniche risorse sono venute dal Governo Prodi e l'unica novità, se ci pensate, è il famigerato Ecopass della Moratti: lo pagheranno soltanto gli sfortunati o i fanatici dell'auto-in-piazza-Duomo, in un'area troppo limitata (quella dei Bastioni), con ricadute minime sul sistema lombardo. Ho visto cose che voi umani... ma non al largo dei Bastioni di Orione, al largo dei Bastioni di Porta Venezia. Anziché recuperare terreno, e migliorare la qualità del sistema lombardo e il benessere dei cittadini, continuiamo a perdere tempo. «Un anno di più»: la triste storia di Al Gore e di al meno. postato da civati, 09:51 | link | commenti (1) Civati chiama Civati
L'omonimo Andrea Civati è un giovane dirigente varesino del Pd attualmente negli Stati Uniti per motivi di studio. Mi scrive nella notte alcune note significative sulla campagna elettorale dei Democratici americani. L'argomento saliente è quello della campagna per raccogliere risorse (che là chiamano fundraising). Andrea ci ricorda che il fundraising ha un significato immediatamente politico: «La cosa particolarmente interessante - mi scrive Andrea - è che in questo finanziamento Obama ha voluto coinvolgere esplicitamente i giovani a dispetto delle lobby e dei gruppi di potere; questo è un segnale di rinnovamento perché dimostra l'interesse anche verso gli elettori più giovani. Insomma strano sentir dire da un candidato che deve molte delle possibilità di elezione ai fondi che riuscirà a raccogliere: "Rifiuto i soldi delle lobby ma ricerco il consenso dei giovani e del ceto medio perché è per loro che lavorerò se diventerò presidente". Il Pd si deve porre il problema della riforma della politica: rimettere ordine al sistema di finanziamento pubblico dei partiti, puntare sulla raccolta diffusa e tematica di risorse (per campagne e per progetti), associare proposta politica, comunicazione e fundraising. Perché le tre cose, a ben guardare, vanno insieme. Non dimentichiamolo. postato da civati, 09:30 | link | commenti About a boy
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Buona notte a tutti. A quelli che sono in giro per locali, a quelli che sono in famiglia, a quelli che si stanno interrogando, a quelli che si stanno parlando (anche da soli), a quelli che stanno in silenzio, a quelli che credono in qualcosa. A quelli che sono andati a San Siro a prendere un freddo così e un palo con Trezeguet. A quelli che stanno ascoltando la colonna sonora di About a boy o Norah Jones e Keith Richard in Love hurts. A quelli che non sanno cosa vogliono, a quelli che lo sanno benissimo ma non lo possono avere, a quelli che vivono da sedicenni, ma passano i trenta (e viceversa). Questa notte è per voi. postato da civati, 01:32 | link | commenti (3) sabato, dicembre 01, 2007 Tacchini e rimpasti
In una vicenda che ricorda da vicino la similitudine del tacchino induttivista di Bertrand Russell, alcuni assessori regionali temono quello che la stampa presenta come il rimpasto di Natale. In ballo ci sono in particolare la poltrona dell'ambiente e quella dell'artigianato. Motivi diversi, da una parte il conflitto di interessi, dall'altra la riduzione del peso politico, sembrano allontanare dalle loro poltrone due 'veterani', che per altro si erano scambiati le deleghe non più tardi di un anno fa, in occasione delle pulizie estive lanciate da Formigoni che rientrava allora dalla breve vacanza romana presso il Senato della Repubblica. Se non faccio nomi, non è solo per rispetto, ma anche perché i nomi contano poco a fronte di una politica che non sembra cambiare e che prescinde totalmente dagli attori protagonisti. La tavola è pronta e al solito imbandita, va solo verificato l'elenco e l'ordine degli invitati, per un rimpasto che sembra ad assomigliare ad un cenone. Un po' sinistro, in verità. postato da civati, 18:09 | link | commenti Alex
A volte si torna bambini, come quando si correva dietro un pallone all'oratorio o, come vuole Bersani, quando fuori si giocava tra le 127. Stamattina, grazie a Nando, ho visto Alex. Gli ho dato il mio piccolo libro e lui, che non lo conosceva, ha commentato: «Grazie. Così avrò qualcosa da leggere, questo pomeriggio». Bella storia, come si suol dire. Ci si vede questa sera a San Siro, sperando che il segreto di Alex porti bene, come nella foto di copertina...
postato da civati, 13:09 | link | commenti (4) I bigliettini natalizi: la campagna per la moratoria prosegue
Come l'anno scorso, anche quest'anno stanno iniziando ad arrivare. All'accensione delle prime luci e delle fiammeggianti stelle di Natale per le nostre strade, si manifestano i primi, timidi e infreddoliti, bigliettini natalizi, inviati dal sindaco al consigliere regionale, dall'assessore provinciale al presidente del consorzio e da quest'ultimo al sindaco e al consigliere di amministrazione dell'azienda speciale, che a sua volta non ha potuto esimersi e ha inviato un pensiero anche al consigliere regionale e agli onorevoli, che da Roma certo non possono dimenticarsi che è Natale anche in Lombardia. Sono bigliettini standard per tutti, con citazioni spesso improbabili, su carta da un chilo (qualcuno azzarda anche una simil-pergamena): un rito puramente formale pagato dai contribuenti, così come lo sono le segreterie al lavoro per settimane, perché - accidenti! - «non possiamo dimenticare proprio nessuno». E via a stampare, imbustare, incollare, spedire. Tutto sommato una spesa folle. Un punto di Pil per farsi gli auguri tra persone che non hanno alcun bisogno di farseli, se non a titolo personale, e a livello privato. Mi batto, insomma, per la moratoria dei biglietti di Natale: l'anno scorso ho raccolto un intero scatolone e i bigliettini mi hanno inseguito anche dopo l'Epifania (i cammelli dei re magi essendo, a volte, più efficienti delle poste italiane). E' il pensiero quello che conta. E la 'casta' può fare a meno di rappresentarsi quale presepe vivente. Non ci crede più nessuno. postato da civati, 09:59 | link | commenti (1) postato da civati, 09:18 | link | commenti (2) |