La campagna più poetica che c'è
Le lucciole (sostitutive delle lanterne) anche su Pdlombardia.it.
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giovedì, gennaio 31, 2008 La campagna più poetica che c'è Le lucciole (sostitutive delle lanterne) anche su Pdlombardia.it. postato da civati, 17:41 | link | commenti (5) Ma Savonarola non giocava nell'Inter? Del Milan e del suo presidente si sapeva già, ma la notizia è di quelle irrinunciabili. postato da civati, 17:11 | link | commenti (13) Un belvedere Monza città tradita? Verrebbe da riprendere lo slogan della milionaria campagna della destra e riproporla tout court all'attenzione dei cittadini monzesi. Come era prevedibile, il traffico è se è possibile peggiorato; il depuratore puzza come e più di prima; in piazza Trento non torneranno gli ambulanti, che tanto avevano protestato contro Faglia e ora si ritrovano sistemati da una nuova fontana di Mariani; il centro commerciale del Rondò, anche se l'assessore si affanna a smentire, pare tornare alle dimensioni previste inizialmente; il parco è umiliato da una convenzione monstre sull'autodromo; gli attuali amministratori, che da oppositori si lamentavano per la bandiera della pace, promuovono un'iniziativa per sostenere la moratoria dell'aborto, con la partecipazione di Ferrara e i 500 euro di Carugo (a prendere la distanza la giovane Sassoli, brava); ci si aspetta una serie di varianti al Pgt straordinarie con metri cubi a profusione sulle aree verdi; si prevede (senza nemmeno rendersene conto) la costruzione di una moschea nei pressi di via Amati, proprio quella moschea che la destra si era 'inventata' di sana pianta in campagna elettorale. Un belvedere, questa Monza. postato da civati, 17:08 | link | commenti (2) postato da civati, 08:30 | link | commenti (12) Libertà di scelta? Sì, ciao
La collega Ardemia Oriani dice cose utili, rispetto al famoso modello della sanità lombarda: «I dati sulla sanità lombarda emersi dalla lettura del dossier realizzato dalla sezione di controllo della Corte dei Conti e resi noti oggi dalla stampa sono importanti per valutare a dieci anni di distanza il funzionamento della tanto discussa legge 31. Dai primi dati pubblicati si evidenzia uno dei problemi principali del sistema regionale, che come Pd denunciamo da tempo, ovvero il ricorso al privato per evitare le liste d’attesa. Questo problema, che si acuisce negli ultimi mesi di ogni anno, con visite che slittano fino a febbraio o marzo dell’anno dopo, induce le persone preoccupate per le loro condizioni di salute o bisognose di interventi più rapidi a ricorrere al privato. L’altro problema, meno evidente ma più preoccupante, è la rinuncia alle prestazioni da parte delle persone e delle famiglie a basso reddito. Ciò accade in particolare per la popolazione anziana bisognosa di riabilitazione o lungo degenza». postato da civati, 08:18 | link | commenti (2) Erano anni
Che volevo pronunciare il luogo comune dei luoghi comuni: «a noi la Coppa Italia non interessa». postato da civati, 08:12 | link | commenti (11) postato da civati, 07:32 | link | commenti (4) mercoledì, gennaio 30, 2008 Sì, si può La traduzione del motto di Obama è perfetta per descrivere anche la nostra vicenda elettorale. Sì, si può. Però dobbiamo risolvere la questione delle questioni. Da soli, insieme a tutta l'Unione, à la carte? Credo che quello che si deve fare sia insieme più semplice e più complesso. Iniziamo ad escludere che si vada da soli-soli. Non sarebbe verosimile. E non sarebbe intelligente non stabilire, ad esempio con Di Pietro, un'alleanza politica (io l'avrei voluto, come qualcuno ricorderà, nel Pd). Quel genio della politica che risponde al nome di Marta Meo, oggi scrive precisando al solito il mio pensiero: "Il PD ha bisogno di costruire la propria vision del paese in autonomia e senza vincoli di coalizione sostengono loro che vedono impraticabile l’ipotesi di tornare a presentarsi ai cittadini con un programma di 281 pagine o giù di li". Sono d'accordo. Il Pd prima costruisce il proprio profilo, delinea il proprio programma e solo allora costruisce le alleanze per il governo del Paese. Escludendo chi si autoesclude (a cominciare da Diliberto che, per non smentirsi, ha una posizione incredibile anche sul governo Marini) e ragionando con chi vuole costruire un progetto nuovo per l'Italia. Senza farsi guidare dai sondaggi - la vogliono piantare con le simulazioni? - e facendo piuttosto affidamento al buon senso, alla carica politica che si può esprimere contro la quinta candidatura Berlusconi (no, non si può) e alla possibilità di costruire un partito di governo, in un'alleanza più coerente e capace di interpretare i bisogni del Paese. Proviamoci. Così, si può. postato da civati, 18:28 | link | commenti (11) Un porcellum meno porcelloso: le playlist del Pd Sono già intervenuto sull'argomento e ci torno nuovamente perché lo ritengo decisivo. Nel caso che non si riesca a formare il governo per le riforme guidato da Franco Marini (ma anche se ce la dovessimo fare), è il caso di attrezzarsi per la campagna elettorale. Prima che sia troppo tardi. E prima che ci dicano che è troppo tardi per fare una proposta all'altezza della competizione elettorale che abbiamo di fronte. Ci vogliono i caucus per scegliere i candidati e ci vogliono liste che siano capaci di interpretare quella carica di rinnovamento e di riforma del sistema politico che tutti ora si aspettano dal Partito democratico. Futuro contro passato, dice Obama. A noi basterebbe qualche timido accenno. E allora perché non pensare a liste 'compilation' rappresentative di tante sensibilità diverse. Liste nelle quali si investa davvero, con i candidati che rappresentino tutti i territori e quelli in bilico - che sono eletti solo se si vince o si fa un ottimo risultato - di grande qualità e di alto profilo, nonché rappresentativi quella "nuova stagione" che Veltroni ha promesso agli italiani. Abbiamo detto che vogliamo giocarcela, in autonomia e fino in fondo. Le liste sono il primo passo. Non inciampiamo. postato da civati, 18:22 | link | commenti (1) Il volo di Marini (la posta del cuore/3) Giorgio Napolitano affida a Franco Marini il mandato esplorativo per costituire un governo per le riforme, a termine, con i giorni (e i voti) contati. E' un po' come nell'ultimo libro di Fabio Volo (absit iniuria verbis): i single del Pd si ritrovano in una relazione che nasce con un termine ben preciso, per decisione condivisa da entrambi i contraenti: così se la vivono più libera, senza troppe angosce per il futuro e su quello che succederà. Il libro di Volo finisce bene (e come potrebbe essere altrimenti?). Il volo di Marini non lo sappiamo, ma ci auguriamo vivamente che con la primavera 'scoppi' anche una stagione di riforme (nel frattempo ci prepariamo ad andare a votare...). postato da civati, 18:13 | link | commenti (3) Prodi & Padoa pride (postumo) Anche Joaquin Almunia è con noi. postato da civati, 17:08 | link | commenti (1) Il Pd e Die Linke Andrea Mollica, l'Al Gore di Varese, mi scrive, parlandomi di Germania. Molto interessante per le vicende nostrane del Pd single e dei voti a Sinistra (nonché di certi populisti-xenofobi locali). Ve lo propongo immediatamente. L'ultima tornata elettorale svoltasi in Germania segna una svolta nel sistema politico tedesco. Die Linke, la formazione di sinistra che nasce dalla fusione dei post-comunisti dell'Est e dei dissidenti socialdemocratici dell'Ovest, è entrata in due parlamenti regionali di due Stati occidentali popolosi e ricchi come Bassa Sassonia e Assia. In quest'ultimo il superamento della soglia del 5% della Sinistra ha impedito la formazione di un governo liberal-conservatore, che avrebbe avuto una risicata maggioranza di un seggio o forse due. A uscire sconfitti da questa tornata elettorale sono i due partiti maggiori. La Cdu ha subito un tonfo storico in Assia, causato dalla campagna dai toni populisti e quasi xenofobi del suo leader Koch, la cui chiamata alle armi contro il "terrore rosso" ha ottenuto la mobilitazione degli elettori progressisti. La Spd, che si è invece risollevata in Assia, ha subito una netta sconfitta in Bassa Sassonia, dove stravince abitualmente alle politiche, e non riesce più a comprendere il suo ruolo rispetto alla Sinistra. Il riposizionamento a sinistra del partito non ha portato ad alcun guadagno di consensi, e l'emorragia elettorale nei confronti della Sinistra continua a proseguire. Il sistema tedesco come lo conoscevamo sembra ormai finito, sepolto dalla feroce ristrutturazione economica subita ma non accettata dall'elettorato progressista, attualmente maggioritario in Germania ma incapace di trovare un senso comune. postato da civati, 16:21 | link | commenti (1) Ciclabilità in Lombardia: si può fare di più (si può fare, almeno, qualcosa...) Aderiamo, a nome dell’esecutivo regionale e del gruppo consiliare del Partito Democratico Lombardia, al presidio indetto dall’Intergruppo consiliare - Amici della Bicicletta del Comune di Milano che si terrà domani dalle 9.30 alle 10,00 davanti a Palazzo Marino. Anche noi siamo fermamente convinti che sia ora di passare dal dire al fare. La mobilità ciclabile è in grado di intercettare quote rilevanti degli spostamenti urbani, dall’8% di Vienna fino al 29% di Copenaghen. A una città come Milano non bastano gli attuali miseri 67 km di piste ciclabili, ed è assurdo dover aspettare fino al 2011 per ottenere i 120 km promessi solo per quella data dalla sua giunta. Torino e Roma ne hanno già oggi più di così. A Vienna ci sono 1.000km, a Monaco, Stoccolma e Hannover 750km, a Copenaghen 350km . E a Monaco e Vienna il dato raddoppia se includiamo anche le strade in cui è stato imposto un limite di velocità alle auto. Come abbiamo scritto nel Decalogo per la Mobilità sostenibile del PD Lombardia e nel nostro Progetto di Legge regionale 154, la Regione Lombardia deve promuovere e finanziare in tutte le aree urbane lombarde l’uso della bicicletta per gli spostamenti di distanza breve. Nelle città di pianura della Lombardia la maggioranza degli spostamenti effettuati per lavoro o per altre motivazioni non superano gli 8-10 km, pari a mezz’ora di bici con vantaggio per i polmoni di tutti e della salute di chi la usa. Serve un impegno radicalmente superiore a quanto si è fatto fino ad oggi. La Regione Lombardia, in poco tempo e con ottimo rapporto tra costi e risultati, deve sostenere da subito, in tutti i capoluoghi lombardi, la realizzazione di parcheggi per le bici, corsie protette, aree con limiti di velocità per le auto, bike sharing, integrazione della bici con il treno e il trasporto pubblico locale, promozione dell’uso della bici da parte delle imprese pubbliche e private all’interno del loro piani di mobility management. La Regione Lombardia utilizzi a questo scopo le risorse messe in campo dalla Legge Finanziaria appena approvata, quelle ottenute dal PD nel bilancio della Regione, quelle raccolte dalla stessa Regione attraverso il bollo auto. Il Comune di Milano investa immediatamente le risorse finanziarie raccolte dall’Ecopass con assoluta priorità mirata alla maggiore efficienza del Trasporto pubblico e alla sua integrazione con una rete della ciclabilità dimostri di voler davvero competere con i modelli europei più avanzati. Maria Berrini – responsabile Ambiente nell’esecutivo regionale PD Lombardia postato da civati, 16:11 | link | commenti Vai, vai, non ti tratteniamo Con il consigliere Carlo Porcari, lanciamo ufficialmente la campagna "Vai pure", dai mille sottotitoli: "Non ti tratteniamo", "Anche subito", "Non ti rimpiangeremo", "Siamo sereni", "Che sia la volta buona", "Fatti sentire, ma solo ogni tanto". E' dedicata ovviamente a Roberto Formigoni, il quale, esattamente come due anni fa, in quel duemilasei in cui fummo costretti ad aspettarlo per sei lunghi mesi, sta pensando di andare a Roma a fare il ministro. Allora non ce la fece: la Cdl aveva perso le elezioni, ma Berlusconi le aveva perse 'bene' e aveva deciso di rimanere in sella. Gli altri leader della destra, a cui Formigoni non è simpaticissimo, lo lasciarono ai margini e lui tornò, mesto, al Pirellone. Non ne può più di fare il presidente: sono passati tredici anni da quando iniziò. Allora era il giovane generale, ora è il maturo senatore. Vada, non lo tratteniamo, anzi, gli facciamo tutti gli in bocca al lupo del caso. E, se può, se ne vada immediatamente. A meno che non voglia far perdere altro tempo ai lombardi: i consiglieri che, come noi, decadranno, avranno tutta la nostra comprensione... postato da civati, 14:30 | link | commenti (4) postato da civati, 09:44 | link | commenti Single party (la posta del cuore/2)
Che a me questa storia dell'andare da soli mi ricorda quello che accade nelle relazioni di coppia. Il Pd ha una parte immediatamente femminile: il resto della coalizione non ha voluto costruire niente, si preferiva uscire tutti con gli amici a far bisbocce, alla ricerca di visibilità e di nuovi incontri, mettendo sempre in discussione la coppia, la fedeltà nei confronti del partner, lasciando tutto appeso a un filo. Il Pd ha sofferto per questa situazione logorante e ora non è più disponibile ad andare avanti: ogni pretesto era buono per litigare. «Sei troppo a sinistra, non mi piaci più», «ora mi modero», «ti manca la visione d'insieme», «sei sempre la solita velleitaria». E continue liti e poi 'verifiche' per fare la pace. E poi il mutuo da pagare, con quei due anni e mezzo da raggiungere. Ora il Pd si è chiuso e dice, con sommesso dolore, «è finita, non ti voglio vedere più». A cominciare da Diliberto, che non ha mai capito nulla, e da Pecoraro, che ne ha combinate troppe. Forse continuerà a vedere Di Pietro, mentre Bertinotti (quello, poi... lo ha già fatto dieci anni fa, e sono cose che non si dimenticano!), l'ipotesi è quella di una friendship with benefits, che si esce ogni tanto, sui singoli provvedimenti, e poi ognuno a casa propria. E' la vita da single del nuovo Pd, che ora sente su di sé quella vertigine di chi sa che rischia di sentirsi solo con tutta la sua libertà, come cantava Lauzi. Anzi, con tutta quella casa della libertà, da cui è meglio che si tenga lontano. E sa che deve vincere la solitudine prima di tutto ritrovando se stesso e immaginando, in un secondo tempo, nuove e più importanti relazioni. Come tutti i single: un po' per scelta, un po' per necessità. postato da civati, 08:23 | link | commenti (15) Ah già
Cliccate qui e scoprirete che siamo in un Paese curioso (ma questo lo sapevate già). Quello che non sapevate è che il Pdci vuole andare alle elezioni subito (il fiuto di Diliberto consiglia così), però Cossutta si dissocia e sbatte la porta. Lamberto Dini, uno dei massimi pugnalatori che hanno fatto cadere il governo, ora vuole le larghe intese (preciso che l'aggettivo largo non lo riguarda: lui ha solo due senatori, che fanno un po' quello che vogliono). Pallaro, rientrato dall'emisfero australe, preferisce rimanere in Senato. Conforta la notizia che Fuda, del Partito democratico meridionale (sic) sia a favore dell'incarico a Marini, mentre dieci senatori della nuova-vecchia-antichissima Dc e del Pri di destra sono per andare a votare. Mastella, d'altronde, è coerente (!) e rimane dell'avviso che si debba votare immantinente. Il migliore rimane sempre Turigliatto: deciderà oggi il da farsi, con comodo, riunendo la segreteria di Sinistra critica, che immaginiamo divisa in settantadue correnti, una per ciascuno dei suoi membri. Champagne. postato da civati, 08:08 | link | commenti martedì, gennaio 29, 2008 Posta del cuore Come si fa a mandarne così tanti? postato da civati, 18:37 | link | commenti (3) Lucciole per lanterne: l'impegno del Pd Come si fa ad aderire a M'illumino di meno nel migliore dei modi? Mandando il coordinatore del proprio circolo e della propria federazione ad acquistare lampadine a basso consumo; chiedendo al sindaco del proprio Comune e al presidente della propria Provincia di fare lo stesso; verificando che a casa propria si faccia di tutto per sostituire le vecchie lampadine ad incandescenza con quelle di nuova generazione. Nel 2011 ci sarà la messa in mora delle vecchie lampadine: così prevede la finanziaria. Vale la pena di portarsi avanti, di promuovere la conversione della produzione e di sostenerla con campagne di promozione ben congegnate. Sostituire le lanterne con le lucciole, pensando a Pasolini, che ne interpretò perfettamente il carattere di indicatori ambientali e culturali insieme. Proviamoci. postato da civati, 17:49 | link | commenti (1) Diciamocelo Mentre Maroni spiega che Formigoni farebbe bene a terminare la legislatura e Berlusconi precisa di non sapere nulla delle intenzioni dell'attuale presidente della Regione, è An a stupire tutti con la proposta di ben due possibili candidature alla presidenza. Si tratta di Viviana Beccalossi, vicepresidente e "Fata Carabina" della caccia alla peppola, e - udite, udite - di Ignazio La Russa. "Diciamocelo": preferiremmo di no. postato da civati, 17:10 | link | commenti (2) E poi dicono dell'antipolitica Storie di ordinaria Lombardia. 132 Comuni lombardi, quasi il 10% del totale, chiedono di celebrare un referendum per contestare la legge regionale sull'acqua. La richiesta arriva in ufficio di presidenza del Consiglio regionale, l'ufficio di presidenza non è unanime e la parola passa all'aula, dove il provvedimento arriva il 21 dicembre. La mattina il numero legale c'è e si arriva alla fase delle votazioni, poi, nel pomeriggio, alla ripresa dei lavori il numero legale non c'è più. Il Consiglio viene riconvocato la mattina del 22, e il numero legale - guarda un po' - non si riesce a raggiungere. Ciò comporta che il referendum slitti dal 2008 al 2009. Il Consiglio viene convocato il 22 e i 132 sindaci per la terza volta si organizzano per seguirlo, ma il Consiglio non si tiene. E' rinviato al 29, i sindaci si organizzano, ma ieri pomeriggio, a meno di 24 ore dalla seduta, il Consiglio è nuovamente rinviato al 5. I sindaci si precipitano a protestare, e il centrodestra - non soddisfatto di avere già umiliato abbastanza i rappresentanti dei cittadini - prova addirittura a togliere l'oggetto dall'ordine del giorno del prossimo Consiglio, quello del 5 (la Lega, pasdaràn delle comunità locali, non ha ovviamente niente da obiettare). Il centrosinistra protesta, come avevo fatto con altri colleghi già a dicembre, e si appresta a chiedere un Consiglio straordinario sull'argomento. Ricapitolando: la Regione Lombardia riceve una proposta di referendum, non solo fa perdere un anno ai proponenti, ma piuttosto che discutere in aula l'ammissibilità (ed eventualmente votare contro) rinvia, si sottrae al confronto, cerca di cancellare l'oggetto dai lavori dell'aula. Tutto questo sarebbe già scandaloso, ma lo è ancora di più se si pensa che stiamo scrivendo insieme (si fa per dire) il nuovo Statuto della Regione. Proprio così: in una sala si scrivono i principi e i fondamenti della democrazia regionale neanche fossimo Calamandrei e Terracini, nell'altra si tradiscono le regole, si fa strame dei consiglieri di opposizione e si prendono in giro sindaci e cittadini di 132 Comuni. Tutto all'insegna della sussidiarietà (sì, ciao) e dell'altissimo profilo amministrativo della Regione più brillante del Paese. postato da civati, 13:51 | link | commenti (9) Mi rifiuto (e vado da solo) Questa mattina sono venuto in Consiglio regionale per rilasciare un'intervista sulla questione rifiuti a quattro televisioni locali, che sembrava di essere Hillary Clinton con tutti quei microfoni davanti. La prima domanda mi viene rivolta così: "Giuseppe Civati, gruppo Ds". Chiedo di ripetere, perché sono del Partito democratico. Mi risponde uno dei numerosi addetti stampa del Consiglio regionale che no, devo intervenire ancora come gruppo Ds, perché il Pd non si è ancora costituito (e sapete perché non si è ancora costituito: perché non convocano più consigli nei quali comunicare che c'è il gruppo del Pd...). Comunque, l'addetto è irremovibile: in questo posto, è sufficiente avere un incarico qualsiasi per darsi delle arie esagerate, soprattutto se non si sta parlando con Formigoni (perché le arie, a quel punto, spariscono, e si attapirano tutti). Dico al nostro addetto stampa che mi rifiuto di parlare a nome di un partito che non c'è più, oltretutto in campagna elettorale. Risultato: devo rinunciare all'intervista, oppure parlare a nome dei Ds. Sapete cosa vi dico: mi rifiuto, mi ritiro nel blog e vado avanti da solo, come chiedeva Veltroni. Che assurdità. postato da civati, 13:38 | link | commenti (4) postato da civati, 09:23 | link | commenti Non possiamo permettercelo
Obama e lo Stato dell'Unione: dura, precisa e chiarissima risposta a George W. In molti mi chiedono perché seguo Obama, quando dovrei occuparmi di Formigoni. La domanda è legittima. Risponderò così: perché viviamo in «un mondo grande e terribile» (Gramsci) e la vittoria di Obama riguarda i cittadini di Casatenovo o di Stezzano, le aziende di Broni o di Gallarate e la vita delle nostre comunità (financo quelle 'montane') molto più di quanto pensiamo. E perché - parafrasando Obama - non possiamo permetterci («we can't afford») altri anni di politiche pericolose e sbagliate. «Because the American people [but the Italian people too] can’t afford another four years without health care, decent wages, or an end to this war. The woman who’s going to college and working the night shift to pay her sister’s medical bills can’t afford to wait. The Maytag workers who are now competing with their teenagers for $7 an hour jobs at Wall Mart can’t afford to wait. And the woman who told me she hasn’t been able to breathe since her nephew left for Iraq can’t afford to wait». postato da civati, 08:05 | link | commenti (2) Cuore al metano (o Gpl, se preferite)
L'Associazione Cuore è tra le mie preferite. Il suo appello a Formigoni perché reintroduca la carta sconto per il rifornimento di metano o di gpl per auto ecologiche è da sottoscrivere immediatamente. La carta sconto è stata cancellata in una notte d'inverno con una lettera delirante, in cui la Regione Lombardia spiegava che eliminava il servizio per combattere lo smog (giuro). Senza ovviamente precisare in che modo intendesse farlo. Il testo diceva così: «Gentile Utente, l’iniziativa “Carta sconto metano/gpl” si conclude il 31.12.2007. Regione Lombardia ha deciso di investire ingenti risorse economiche sull’incentivazione all’acquisto di veicoli ecologici e sul potenziamento della rete distributiva. A partire dal 1 gennaio 2008 quindi [?!] non saranno più rimborsati gli sconti per acquisto di metano e GPL. Fino al 30 giugno 2008 saranno rimborsati tutti i cittadini che hanno versato € 5,16 per l’ottenimento della carta sconto a partire dal 1 settembre 2007». E' un po' come dire: per combattere la sete, chiudo l'acquedotto. Poi da una nota dell'assessore Buscemi, "l'assessore che insulta", abbiamo scoperto che si intende potenziare la rete di distribuzione di metano e gpl, anziché sostenerne il consumo. Dice che le risorse non sono infinite. Strano: dalle conferenze stampa di Formigoni avevamo appreso che per combattere lo smog avevamo a disposizione 500 milioni di euro (bum!). Mentre li ricontano e per una volta si impegnano a dire la verità (sempre che ce la facciano), ci usino la cortesia di rimettere a disposizione dei cittadini lombardi uno strumento utile: dal punto di vista economico e dal punto di vista culturale. Firmate! postato da civati, 07:27 | link | commenti (9) Scorriamo i libri di una biblioteca
Gianluca è a Monaco. Nel senso di München, in Baviera. E' un amico e collega del dottorato, cervello in fuga da un'università che smaltisce i suoi talenti migliori come se si trattasse di ecoballe campane. Mi scrive preoccupato. Mi dice che ci vogliono soluzioni concrete, programmi precisi, oltre a un contesto politico generale che dice di condividere con me. Scrive: «Creiamo una cultura condivisa su temi specifici, a quel punto è anche più facile giudicare le politiche». Hai ragione, caro Gianluca. Mi atterrò scrupolosamente al tuo consiglio. E, nel frattempo, ti dedico alcune righe di Hume, che conoscerai perfettamente. Sono le ultime della Ricerca sull'intelletto umano del 1748 (se non sbaglio). Dicono più o meno così: «Quando scorriamo i libri di una biblioteca, persuasi di questi principi, che cosa dobbiamo distruggere? Se ci viene alle mani qualche volume, che riporta dichiarazioni in politichese o proclami ideologici o parole imprecise sui temi economici o posizioni preconcette sul mercato del lavoro, domandiamoci: Contiene qualche ragionamento astratto sull'economia del nostro Paese? No. Contiene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatto o di esistenza, che riguardano direttamente la vita dei nostri concittadini? No. E allora, gettiamolo nel fuoco, perché non contiene che sofisticherie ed inganni». postato da civati, 07:17 | link | commenti Io lo so che non sono solo anche quando sono solo
Ascoltatela bene: c'è tutto quello che succederà nei prossimi mesi. Il cielo e il fango, i colpevoli, le vittime, i superstiti, il battito di un cuore dentro al petto, la passione che fa crescere un progetto. E anche l'unico pericolo che sento veramente: quello di non riuscire più a sentire niente. postato da civati, 06:58 | link | commenti (1) lunedì, gennaio 28, 2008 Valorizzare i termovalorizzatori esistenti
Dibattito circa il nuovo termovalorizzatore della provincia di Milano. Incontro tra Formigoni, Penati e Moratti. La posizione del Pd è semplice: per fare l'inceneritore, ci vuole un motivo; per fare il motivo, ci vogliono i dati, il più possibile condivisi; per fare i dati ci vuole la collaborazione tra le istituzioni coinvolte; per la collaborazione tra le istituzioni coinvolte, ci vuole un impegno comune a ridurre i rifiuti e a differenziarli, un impegno di tutti, Amsa e Comune di Milano compresi. Fatto tutto questo, ci vuole anche che, ove vi fosse la necessità di un nuovo impianto che smaltisca qualche decina di migliaia di rifiuti in più, sarebbe preferibile migliorare un impianto esistente e comunque necessario intervenire nella riqualificazione di quelli esistenti, per fare in modo che le emissioni complessive prodotte in provincia di Milano dai termovalorizzatori sia più bassa di prima. E' possibile: ci vuole un investimento cospicuo, tante risorse e le tecnologie migliori. Qui di seguito il nostro comunicato stampa: Sulla questione dei rifiuti in provincia di Milano occorre una collaborazione tra le istituzioni basata sulla condivisione dei dati e delle analisi di fondo. Se i dati indicassero, come pare, la necessità di smaltire una maggiore quantità di rifiuti con la termovalorizzazione, occorre prevedere contestualmente la riqualificazione e il potenziamento di uno o più impianti esistenti: intervento che consentirebbe di raggiungere l’obiettivo diminuendo le emissioni nocive complessive grazie alle nuove tecnologie. L’ipotesi di un nuovo impianto a determinate condizioni e con specifiche modalità è previsto, del resto, dal piano della Provincia di Milano. Tutte le istituzioni coinvolte devono comunque investire il più possibile per quanto riguarda le risorse e nuove tecnologie perché l’obiettivo ambientale sia compatibile con la tutela della salute dei cittadini. Non bisogna comunque fermare il processo di riduzione della produzione dei rifiuti (il vero nodo che abbiamo di fronte) e il potenziamento della raccolta differenziata nella provincia di Milano e a Milano città, soprattutto, dove i dati sono ancora troppo bassi. postato da civati, 23:45 | link | commenti (4) Lucciole per lanterne Sta per partire la campagna «Lucciole per lanterne» del Pd lombardo, per il risparmio e l'efficienza energetica, in occasione dell'iniziativa M'illumino di meno, promossa da Caterpillar per il 15 febbraio. Qui di seguito la nostra adesione (aderite anche voi). Ispirandosi alle lucciole, il Pd lombardo chiede alla Regione un impegno straordinario per una promozione di un'illuminazione consapevole, anche attraverso un'opera di sensibilizzazione della cittadinanza e di accordi con la distribuzione commerciale mirati alla promozione delle lampadine di nuova generazione. Nel frattempo, il Pd lombardo si attiverà nella stessa direzione, chiedendo a tutti i propri circoli di dotarsi di lampadine a basso consumo e sposando l’efficienza energetica come forma qualificante della propria proposta politica. giuseppe civati a nome e per conto del Pd in Regione Lombardia postato da civati, 17:30 | link | commenti (2) A volte (gli) ritornano
Siamo alle solite. Fotoritocco. A volte (gli) ritornano. Oggi sul Corriere. Il Berlusconi in primo piano non è lo stesso Berlusconi che si può intravedere nel maxischermo alle sue spalle. Che tristezza. postato da civati, 16:47 | link | commenti (3) Un giorno in più, un mese in meno Il Consiglio di domani, che sarebbe stato il primo del 2008, è stato rinviato al 5 febbraio. L'anno in Regione Lombardia inizia con un mese y pico di ritardo. Il 2008 ha un giorno in più e un mese in meno. Non staremo lavorando troppo? Quanto al motivo, è presto detto: evitare il confronto sul referendum sulla legge regionale sull'acqua chiesto da numerosi Comuni lombardi. Meglio rinviare, cercando di sottrarsi per un altro mese... postato da civati, 15:57 | link | commenti (1) I Cuffaros: mettete dei fiori nei vostri cannoli (segue) Casini invita Cuffaro a guidare l'Udc al Senato. Capo... lista. Qualcuno l'aveva già previsto: "Lei mi sta scavando sotto, mi toglie la panna, la castagna da sola sopra non ha senso. Il Mont Blanc non è come un cannolo alla siciliana che c'è tutto dentro, è come uno zaino: lei se lo porta appresso per un mese e sta sicuro. Il Mont Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sachertorte...". postato da civati, 12:47 | link | commenti (3) Ebdomadario
Con due gol spettacolari di Trezeguet e una rete e un assist perfetto di Del Piero si è conclusa una settimana molto, ma molto difficile. Un vento di scirocco ci porta a meno dieci, una temperatura più consona alla dignità juventina. Per il resto, Napolitano dorme poco e tutti - anche i nostri - tendono a dichiarare le cose più impensabili (in assoluto il migliore comunicato rimane l'appello al senso di responsabilità di Berlusconi: la notizia sarebbe se ce l'avesse). Per il resto, mentre la playlist ci offre la furtiva lagrima di Donizetti, conviene che le lacrime ce le asciughiamo e ci mettiamo a lavorare. Si inizia oggi pomeriggio con la direzione regionale e la presentazione della campagna «Lucciole per lanterne», domani il primo consiglio regionale del 2008 (ma si può?), mercoledì commissioni e la sera a Cesano con il film di Al Gore, giovedì e venerdì lavoro en mi despacho, sabato le città possibili a Vimercate, domenica mattina filosofia sui Navigli, con una piccola conferenza del vostro affezionatissimo dedicata a Maimonide e Bruno (e magari anche ad Averroè). Buona settimana a tutte e tutti, a Milano, in Lombardia o ovunque voi siate. postato da civati, 08:11 | link | commenti (8) postato da civati, 07:13 | link | commenti domenica, gennaio 27, 2008 Un blog così
Michele mi fa un blog così (qui). Io cerco di rispondergli sine ira et studio (lì). Se volete partecipare, siete i benvenuti. postato da civati, 19:10 | link | commenti (13) Castelli di Lecco
E' il candidato preferito di Formigoni per la successione. Aiuto/2. postato da civati, 17:28 | link | commenti (16) Amenofis IV
Gabriele Albertini oggi su Libero si schermisce: non so se mi candido in Regione Lombardia. Formigoni potrebbe fare il quarto mandato. «Quello del Ventennio», lo definisce (il maiuscolo è nostro). Aiuto. postato da civati, 17:09 | link | commenti (1) postato da civati, 17:07 | link | commenti Un porcellum meno porcelloso: caucus per le candidature
[Il sottotitolo è: voglio vedere chi non è d'accordo]. Difficile dire in queste ore se Napolitano riuscirà ad assegnare un incarico per un governo istituzionale o tecnico o tecnico-istituzionale e, comunque, a tempo. Credo di no, ma posso sbagliarmi (anzi, lo spero). Ciò che è certo è che siamo già in campagna elettorale. Ora, la prima cosa da fare per dare sostanza alla piccola strategia che ho proposto, è ragionare sulle modalità con cui scegliere i candidati, dal momento che il porcellum rischia di essere un orizzonte inevitabile. Con le liste bloccate non possiamo certo ripetere lo spettacolo del 2006. Dobbiamo rendere meno 'porcelloso' il porcellum. E per farlo dobbiamo dare rappresentanza a tutti i territori, a cominciare dalle "terre irredente", come la Brianza, insultata nel 2006 dai vertici dei Ds che promisero prima un parlamentare, poi un sottosegretario (in modo teatrale, visto che la promessa fu fatta al Manzoni), che non ci furono. Allora, lo ricordo, mi dimisi da tutti gli incarichi, iniziando quel percorso verso il solo impegno istituzionale che contraddistingue la mia attuale attività politica. Oltre a ciò, dobbiamo trovare il modo di fare decidere le candidature ai cittadini, riservando una quota significativa dei candidati alla libera decisione delle assemblee provinciali e organizzando dei veri e propri caucus, in cui i candidati si presentino e chiedano il voto degli elettori. In ogni circoscrizione elettorale. Che farlo a Monza e a Sondrio, a Messina e alla Spezia, può sembrare curioso, ma non lo è affatto. Nella speranza che il Pd prenda più voti del 2006 - una speranza necessaria - dobbiamo credere in questo "aumento di capitale", elettorale e politico insieme. Per ottenere il risultato che auspichiamo dobbiamo, però, creare le condizioni perché questo avvenga. E' il primo passo verso la riforma del sistema politico che auspichiamo. E il primo passo è, in politica e soprattutto nelle campagne elettorali, quello più importante. postato da civati, 13:26 | link | commenti (6) Il Dalai Obama
Vale la pena di soffermarsi ancora un po' sull'articolo di Caroline Kennedy e sulle ragioni del suo appoggio nei confronti di Obama, per il valore universale della sua dichiarazione e per il significato che ha per noi, che seguiamo Obama dai Navigli. La figlia di JFK spiega che le ragioni della sua scelta sono «patriottiche, politiche e personali» e che le tre cose sono tra loro intrecciate (patriottico è il primo motivo e sulla dignità del nostro paese dobbiamo lavorare molto anche noi). Dice di aver passato tutta la vita a sentirsi dire da migliaia di persone che suo padre John aveva cambiato loro la vita e che si sono fatte coinvolgere dall'attività politica attiva e dall'impegno civile perché era stato lui a chiederglielo. Che Obama può essere il suo degno erede, perché si è dimostrato capace di mantenere al massimo gli standard etici (Obama o Mastella, ci chiediamo noi dai Navigli); che crede nelle potenzialità del suo paese, nel suo sogno e negli ideali della democrazia americana; che sa coinvolgere e chiamare alla partecipazione; che ha saputo scegliere e scegliere bene quando si è trattato di questioni decisive per la vita politica del suo paese (e Kennedy parla, qui, della guerra in Iraq). Kennedy vede in questa fase politica un passaggio epocale, proprio come quello dei primi Sessanta, per gli Stati Uniti e per il mondo. E, «for the first time», è convinta di aver trovato un uomo che può diventare il presidente di cui l'America e il mondo hanno bisogno, capace di intepretare le esigenze, le speranze e i sogni di una «new generation of Americans». Obama è nato nel 1961, quando Kennedy divenne presidente. E anche se non credo nella reincarnazione dei leader e del loro carisma, devo dire che il 'punto' è molto ben argomentato. E che 'funziona' anche per noi, sui Navigli, immersi nella crisi della politica e della sua rappresentanza. Un'adesione, quella di Kennedy a Obama, tutta-politica. Quello che serve anche a noi, se ci pensate bene. postato da civati, 13:13 | link | commenti Carate 2.0
Si chiama Democabrio. E' il nome del sito del Pd di Carate Brianza, il primo in assoluto della nostra zona. Mentre il sito del Pd lombardo si sviluppa vieppiù, quello di Democabrio è un segnale importante. Copiate e incollate... postato da civati, 10:55 | link | commenti (2) Sweet Home Carolina
Obama vince alla grande in South Carolina. «The time for change has come». A tanti che negli ultimi giorni gli hanno pronosticato che non ce l'avrebbe fatta, Obama risponde con il suo ormai tradizionale slogan: «Yes, we can». E se fosse così anche in quel paese dell'Europa del Sud, dove c'è bisogno di coraggio, di un radicale cambiamento del sistema politico, di una nuova stagione e di un leader capace di portare milioni di italiani ad avere fiducia in se stessi e nel proprio paese? Anche da noi, «il cuore di questa elezione è il futuro contro il passato» e, anche noi, esattamente come Obama, possiamo dire: «e non ci dite che il cambiamento è impossibile, perché noi vi rispondiamo: "Sì, si può"». Come ha scritto stamane Caroline Kennedy, figlia di JFK, in un editoriale uscito questa mattina sul New York Times, Obama può essere il presidente di «una nuova generazione di americani». Walter, prendi appunti. E visita anche Obama sui Navigli. postato da civati, 10:10 | link | commenti sabato, gennaio 26, 2008 postato da civati, 13:49 | link | commenti (2) Mettete dei fiori nei vostri cannoli
«Forse tutta l'Italia sta diventando Sicilia... A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso il nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno... La linea della palma... Io invece dico: la linea del caffè ristretto, del caffè concentrato... E sale come l'ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l'Italia, ed è già verso Roma...». Sembra una pagina de Il giorno della civetta o ancor più precisamente di Una storia semplice, in cui è l'eccesso di sicurezza nei propri mezzi a 'condannare' il protagonista. Dopo la linea del caffè, la linea del cannolo. La cronaca di Bolzoni è perfetta. Cuffaro dimettiti. postato da civati, 12:25 | link | commenti Già, la fiducia
Riflettendo sul libro di Foa e Montevecchi, e sulle stanche parole della politica italiana, mi sono detto: e se la parola chiave fosse proprio la fiducia. Se cioè quella fiducia che non abbiamo avuto in Senato, la ritrovassimo in queste settimane e in questi mesi di campagna elettorale? La fiducia in noi stessi, innanzitutto, che per troppo tempo siamo stati sulla difensiva, in difficoltà, in costanti ambasce. E poi la fiducia nella politica, che deve cambiare e può farlo, perché il punto è quello di non ritorno e più che cambiare il governo qui si deve cambiare il modo di concepirla. E, da ultima ma non certo per ultima, la fiducia nel nostro Paese, che non ce l'ha mica ordinato il dottore che deve essere sempre l'ultimo in Europa. La fiducia, persa ieri, possiamo ritrovarla. Molta strada facendo, recuperando un rapporto con le città e le comunità tradite dal sistema elettorale che prevede liste preconfezionate, che non ci possiamo certo permettere ora. La fiducia, che Prodi non ha avuto da Mastella e da Dini e da Turigliatto e da Barbato e da Pallaro, la chiederemo a tutto il resto degli italiani. E non saranno i 161 di giovedì ad impensierirci: ci sono milioni di persone che non chiedono altro. postato da civati, 12:02 | link | commenti Presente (sempre)
Il mitico comandante Marcello Saponaro pubblica il numero di presenze dei consiglieri regionali. Tra i più presenti (sempre) il vostro affezionatissimo. Tra i più assenti, almeno una volta su tre, il presidente. Cfr. anche una pagina di Repubblica di qualche tempo fa. postato da civati, 10:04 | link | commenti (1) Verso le Città possibili 4.1
La Cultura, motore dei territori Le migliori ‘pratiche’ amministrative in rassegna Vimercate, Villa Gussi - Sabato 2 febbraio 2008, dalle 10 alle 18 a cura del gruppo Pd in Regione Lombardia Il programma completo. postato da civati, 09:33 | link | commenti La parola aperta
Dopo l'allucinante dibattito in Senato (di cui abbiamo una diapositiva), è salutare e necessaria (di più: obbligatoria) la lettura del libro di Vittoria Foa e Federica Montevecchi, Le parole della politica, appena uscito per i tipi di Einaudi. E' un saggio a quattro mani molto breve, che contiene in sé alcune linee fondamentali per quel progetto che ormai pressoché tutti sostengono di riforma dei modi della politica. Si parla, nel libro, del linguaggio vuoto della politica italiana e del suo «presentismo», da quella prospettiva che si limita al momento, perché non sa 'parlare' del futuro, perché non ha nessuna esigenza di trasferire alcun messaggio, ma che è parola circolare (chiacchiera). Si parla di ipocrisia e di vacuità, in cui i discorsi sono «irrilevanti» perché non si ha alcuna attenzione per l'interlocutore. E' una parola che ha perso il suo tratto fondamentale: quello di apertura di senso e di ricerca. La parola è immediatamente plurale, il suo significato si struttura nel corso del tempo con il contributo di molti. Oggi non è più così. La parola deve tornare ad essere aperta e plurale, dunque, come in un dialogo platonico. Come in quel Gorgia su cui Montevecchi si sofferma con straordinaria chiarezza, illustrando le potenzialità creative che sottendono al linguaggio della politica, anche a quella politica di mestiere (di cui parlavo ieri prima di leggere il libro) che può essere oggetto di una profonda trasformazione e tornare ad essere utile alla comunità. In attesa che Socrate apra un blog, vale la pena di spendere otto euro per il libro di Montevecchi e Foa (quest'ultimo ha novantotto anni, ma è più giovane di me). postato da civati, 09:25 | link | commenti La cena delle ceneri
Questa sera, a cena, con Carlotta e Marcello, era un po' come una Cena delle Ceneri di bruniana memoria: allora si ragionava di una rivoluzione cosmologica (quella copernicana), questa sera si è ragionato di politica con persone che la seguono ma non la praticano, per così dire. E la loro esigenza è che ci sia un cambiamento profondo nel sistema politico e nelle modalità con cui il dibattito si svolge, all'insegna della necessità di avere di fronte protagonisti nuovi e meno legati agli schemi del recente passato. Soprattutto qualcuno che assomigli il meno possibile a Mastella, per capirci. Come scrive anche Michele in uno dei suoi commenti duri (in cui mi accusa di oscillare come un pendolo), il problema è quello di un riconoscimento degli errori e la necessità quella di una nuova partenza e di una nuova stagione. E' questa la rivoluzione copernicana dei nostri giorni: rovesciare i luoghi comuni e andare fino in fondo nella riforma del sistema politico. Questo è il «punto dei punti», inestimabile dal punto di vista politico, ma di grande valore anche dal punto di vista elettorale. Credo che dopo aver toccato il fondo con il dibattito in Senato dell'altro ieri, si possa auspicare che la politica del Pd subisca una sorta di spinta di Archimede e che, affogato nelle paludi della peggior politica, possa saltare fuori dall'acqua con un abbrivio più forte che nei primi mesi della sua breve vita (e negli ultimi anni della storia di chi ha contribuito a fondarlo, questo nostro nuovo partito). postato da civati, 01:15 | link | commenti (4) Magra consolazione
Il contatore segna due record consecutivi di visite a questo piccolo blog. E' una magra consolazione, soprattutto se si pensa che il motivo di questo 'successo' è la caduta di un governo a cui il vostro affezionatissimo era, appunto, molto affezionato. Il merito comunque è tutto vostro. Ed è, questa, l'occasione per ringraziarvi tutti. postato da civati, 01:07 | link | commenti venerdì, gennaio 25, 2008 La partita per non retrocedere Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. "Mi hanno rimasto solo". Sono qui in Regione ed è talmente tardi (si fa per dire) che non ci sono nemmeno più gli addetti alle pulizie (il venerdì, qui, è all'americana: casual e semi-lavorativo...). Il "giorno dopo" è stato difficile, ma tutto sommato intenso e positivo. E la scelta è quasi ovvia: o cambiare vita, e tornare a fare un lavoro che mi piaceva; oppure 'crederci' proprio nel momento della sconfitta e dell'incertezza. Ho ovviamente scelto la seconda, e vi dirò che a questo punto conviene andare fino in fondo. Non è detta l'ultima parola. Anzi, l'ultima parola è quella di Obama: change. Cambiare, per davvero, però, per ridare dignità alla politica italiana. Speriamo che tutti se ne rendano conto, ora che quasi tutto è perduto. E' l'ultima chiamata anche per noi che la politica la facciamo als Beruf (che pensando a Weber è una bella cosa, ma pensando a Mastella...). E la facciamo con quel senso di inadeguatezza che ci accompagna e che forse ci consiglierà di cambiare vita, per lasciare ad altri l'incombenza. Non ora, però. Ora c'è da giocarci l'ultima partita. Quella per non retrocedere, per non far tornare indietro il Paese di qualche anno (qualche secolo?) e per pensare che nemmeno lo scudetto è impossibile. Perché l'avversario è il solito, lo conosciamo bene e se non ci fossimo fatti autogol a ripetizione sarebbe da tempo fuori dai giochi. In via Filzi, fuori dalla finestra, l'aria è frizzante e la primavera si avvicina. Stavolta in campo dobbiamo scenderci noi. Andiamo. postato da civati, 19:43 | link | commenti (5) Al Gore a Cesano Come già in numerose altre occasioni, ho il piacere di presentare il film di Al Gore, Una scomoda verità, con Gigi Ponti, mercoledì 30 gennaio 2008 alle ore 21, presso il centro Alex Langer in via don Orione, 43 a Cesano Maderno. Chi non avesse ancora visto il film e chi volesse saperne di più sulle politiche ambientali della nostra Provincia e della nostra Regione, non può mancare. postato da civati, 18:53 | link | commenti (1) Way out? Dopo una discussione istruttiva con i vertici regionali del Pd, azzardo un primo di tentativo di way out che mi piacerebbe discutere con voi, sia nel caso che si vada immediatamente ad elezioni, sia che si riesca a trovare la via del governo istituzionale. Dobbiamo puntare sul famoso "salto della rana", per uscire dalla palude nella quale siamo piombati in quella che ritengo una delle giornate più tristi della storia repubblicana. Dobbiamo credere che la candidatura di Berlusconi a molti, nonostante tutto, appaia 'antica' e datata, e che quella di Veltroni, nonostante gli errori delle ultime settimane, sia una candidatura autorevole e di grande spessore, che può consentirci una campagna elettorale a viso aperto e all'europea (penso a Zapatero, per intenderci). Ecco i punti che spero qualcuno vorrà prendere in considerazione. 1. Riprendere i "sentieri interrotti" delle buone cose fatte da Prodi (che potrebbe essere un bel candidato al ministero dell'economia insieme al candidato premier Veltroni, nella speranza che i due evitino di massacrarsi). Non possiamo far finta che non sia successo nulla: dobbiamo riconoscere gli errori e sottolineare la bontà di alcune scelte politiche di fondo, che intendiamo rilanciare (risanamento, sostegno ai deboli, liberalizzazioni prima di tutto). 2. Puntare tutto sulla riforma della politica, che ha mostrato tutti i suoi limiti e, ieri, il suo squallore: riforma elettorale, conflitto di interessi, programma da democrazia avanzata in materia televisiva. 3. Tenere fuori dalla porta una buona volta i cialtroni che ci hanno accompagnato finora (gli ammastellati di ogni genere e provenienza). Non dovevamo aspettare che ce lo dicesse Grillo... 4. Costruire le liste in modo partecipato, con volti e figure nuove scelti in modo democratico (non come nel 2006), puntando ad un ricambio della rappresentanza parlamentare. 5. Definire le alleanze dopo aver chiarito le regole e il progetto politico, senza escludere se non l'eventualità contemplata al punto 3. 6. Lavorare per un progetto politico lombardo di qualità, individuando quanto prima la figura del candidato presidente (e non, come nel 2005, a tre mesi dalle elezioni). 7. [proposto da Gigi Malerba] Definire un patto chiaro e moderno con il mondo produttivo delle imprese e dei lavoratori: da una parte, meno spesa pubblica inefficace, meno pressione fiscale, meno burocrazia; dall'altra, rigorosa lotta all'evasione, più salario, più responsabilità sociale. postato da civati, 16:35 | link | commenti (18) Bufala campana postato da civati, 16:08 | link | commenti (1) Curiosità Qualcuno sa come si chiama quel senatore che gridava 'sei una merda' all'indirizzo di Cusumano e poi si è abbuffato (come un maiale, absit iniuria verbis) di mortadella? postato da civati, 16:05 | link | commenti (11) Voglia di emigrare Lo sfogo di un caro amico, scritto prima della crisi. Gennaio 2008, una citta’ ed una intera regione sepolte da rifiuti. |