La campagna più poetica che c'è
Le lucciole (sostitutive delle lanterne) anche su Pdlombardia.it.
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giovedì, gennaio 31, 2008 La campagna più poetica che c'è Le lucciole (sostitutive delle lanterne) anche su Pdlombardia.it. postato da civati, 17:41 | link | commenti (5) Ma Savonarola non giocava nell'Inter? Del Milan e del suo presidente si sapeva già, ma la notizia è di quelle irrinunciabili. postato da civati, 17:11 | link | commenti (14) Un belvedere Monza città tradita? Verrebbe da riprendere lo slogan della milionaria campagna della destra e riproporla tout court all'attenzione dei cittadini monzesi. Come era prevedibile, il traffico è se è possibile peggiorato; il depuratore puzza come e più di prima; in piazza Trento non torneranno gli ambulanti, che tanto avevano protestato contro Faglia e ora si ritrovano sistemati da una nuova fontana di Mariani; il centro commerciale del Rondò, anche se l'assessore si affanna a smentire, pare tornare alle dimensioni previste inizialmente; il parco è umiliato da una convenzione monstre sull'autodromo; gli attuali amministratori, che da oppositori si lamentavano per la bandiera della pace, promuovono un'iniziativa per sostenere la moratoria dell'aborto, con la partecipazione di Ferrara e i 500 euro di Carugo (a prendere la distanza la giovane Sassoli, brava); ci si aspetta una serie di varianti al Pgt straordinarie con metri cubi a profusione sulle aree verdi; si prevede (senza nemmeno rendersene conto) la costruzione di una moschea nei pressi di via Amati, proprio quella moschea che la destra si era 'inventata' di sana pianta in campagna elettorale. Un belvedere, questa Monza. postato da civati, 17:08 | link | commenti (2) postato da civati, 08:30 | link | commenti (12) Libertà di scelta? Sì, ciao
La collega Ardemia Oriani dice cose utili, rispetto al famoso modello della sanità lombarda: «I dati sulla sanità lombarda emersi dalla lettura del dossier realizzato dalla sezione di controllo della Corte dei Conti e resi noti oggi dalla stampa sono importanti per valutare a dieci anni di distanza il funzionamento della tanto discussa legge 31. Dai primi dati pubblicati si evidenzia uno dei problemi principali del sistema regionale, che come Pd denunciamo da tempo, ovvero il ricorso al privato per evitare le liste d’attesa. Questo problema, che si acuisce negli ultimi mesi di ogni anno, con visite che slittano fino a febbraio o marzo dell’anno dopo, induce le persone preoccupate per le loro condizioni di salute o bisognose di interventi più rapidi a ricorrere al privato. L’altro problema, meno evidente ma più preoccupante, è la rinuncia alle prestazioni da parte delle persone e delle famiglie a basso reddito. Ciò accade in particolare per la popolazione anziana bisognosa di riabilitazione o lungo degenza». postato da civati, 08:18 | link | commenti (2) Erano anni
Che volevo pronunciare il luogo comune dei luoghi comuni: «a noi la Coppa Italia non interessa». postato da civati, 08:12 | link | commenti (11) postato da civati, 07:32 | link | commenti (4) mercoledì, gennaio 30, 2008 Sì, si può La traduzione del motto di Obama è perfetta per descrivere anche la nostra vicenda elettorale. Sì, si può. Però dobbiamo risolvere la questione delle questioni. Da soli, insieme a tutta l'Unione, à la carte? Credo che quello che si deve fare sia insieme più semplice e più complesso. Iniziamo ad escludere che si vada da soli-soli. Non sarebbe verosimile. E non sarebbe intelligente non stabilire, ad esempio con Di Pietro, un'alleanza politica (io l'avrei voluto, come qualcuno ricorderà, nel Pd). Quel genio della politica che risponde al nome di Marta Meo, oggi scrive precisando al solito il mio pensiero: "Il PD ha bisogno di costruire la propria vision del paese in autonomia e senza vincoli di coalizione sostengono loro che vedono impraticabile l’ipotesi di tornare a presentarsi ai cittadini con un programma di 281 pagine o giù di li". Sono d'accordo. Il Pd prima costruisce il proprio profilo, delinea il proprio programma e solo allora costruisce le alleanze per il governo del Paese. Escludendo chi si autoesclude (a cominciare da Diliberto che, per non smentirsi, ha una posizione incredibile anche sul governo Marini) e ragionando con chi vuole costruire un progetto nuovo per l'Italia. Senza farsi guidare dai sondaggi - la vogliono piantare con le simulazioni? - e facendo piuttosto affidamento al buon senso, alla carica politica che si può esprimere contro la quinta candidatura Berlusconi (no, non si può) e alla possibilità di costruire un partito di governo, in un'alleanza più coerente e capace di interpretare i bisogni del Paese. Proviamoci. Così, si può. postato da civati, 18:28 | link | commenti (11) Un porcellum meno porcelloso: le playlist del Pd Sono già intervenuto sull'argomento e ci torno nuovamente perché lo ritengo decisivo. Nel caso che non si riesca a formare il governo per le riforme guidato da Franco Marini (ma anche se ce la dovessimo fare), è il caso di attrezzarsi per la campagna elettorale. Prima che sia troppo tardi. E prima che ci dicano che è troppo tardi per fare una proposta all'altezza della competizione elettorale che abbiamo di fronte. Ci vogliono i caucus per scegliere i candidati e ci vogliono liste che siano capaci di interpretare quella carica di rinnovamento e di riforma del sistema politico che tutti ora si aspettano dal Partito democratico. Futuro contro passato, dice Obama. A noi basterebbe qualche timido accenno. E allora perché non pensare a liste 'compilation' rappresentative di tante sensibilità diverse. Liste nelle quali si investa davvero, con i candidati che rappresentino tutti i territori e quelli in bilico - che sono eletti solo se si vince o si fa un ottimo risultato - di grande qualità e di alto profilo, nonché rappresentativi quella "nuova stagione" che Veltroni ha promesso agli italiani. Abbiamo detto che vogliamo giocarcela, in autonomia e fino in fondo. Le liste sono il primo passo. Non inciampiamo. postato da civati, 18:22 | link | commenti (1) Il volo di Marini (la posta del cuore/3) Giorgio Napolitano affida a Franco Marini il mandato esplorativo per costituire un governo per le riforme, a termine, con i giorni (e i voti) contati. E' un po' come nell'ultimo libro di Fabio Volo (absit iniuria verbis): i single del Pd si ritrovano in una relazione che nasce con un termine ben preciso, per decisione condivisa da entrambi i contraenti: così se la vivono più libera, senza troppe angosce per il futuro e su quello che succederà. Il libro di Volo finisce bene (e come potrebbe essere altrimenti?). Il volo di Marini non lo sappiamo, ma ci auguriamo vivamente che con la primavera 'scoppi' anche una stagione di riforme (nel frattempo ci prepariamo ad andare a votare...). postato da civati, 18:13 | link | commenti (3) Prodi & Padoa pride (postumo) Anche Joaquin Almunia è con noi. postato da civati, 17:08 | link | commenti (1) Il Pd e Die Linke Andrea Mollica, l'Al Gore di Varese, mi scrive, parlandomi di Germania. Molto interessante per le vicende nostrane del Pd single e dei voti a Sinistra (nonché di certi populisti-xenofobi locali). Ve lo propongo immediatamente. L'ultima tornata elettorale svoltasi in Germania segna una svolta nel sistema politico tedesco. Die Linke, la formazione di sinistra che nasce dalla fusione dei post-comunisti dell'Est e dei dissidenti socialdemocratici dell'Ovest, è entrata in due parlamenti regionali di due Stati occidentali popolosi e ricchi come Bassa Sassonia e Assia. In quest'ultimo il superamento della soglia del 5% della Sinistra ha impedito la formazione di un governo liberal-conservatore, che avrebbe avuto una risicata maggioranza di un seggio o forse due. A uscire sconfitti da questa tornata elettorale sono i due partiti maggiori. La Cdu ha subito un tonfo storico in Assia, causato dalla campagna dai toni populisti e quasi xenofobi del suo leader Koch, la cui chiamata alle armi contro il "terrore rosso" ha ottenuto la mobilitazione degli elettori progressisti. La Spd, che si è invece risollevata in Assia, ha subito una netta sconfitta in Bassa Sassonia, dove stravince abitualmente alle politiche, e non riesce più a comprendere il suo ruolo rispetto alla Sinistra. Il riposizionamento a sinistra del partito non ha portato ad alcun guadagno di consensi, e l'emorragia elettorale nei confronti della Sinistra continua a proseguire. Il sistema tedesco come lo conoscevamo sembra ormai finito, sepolto dalla feroce ristrutturazione economica subita ma non accettata dall'elettorato progressista, attualmente maggioritario in Germania ma incapace di trovare un senso comune. postato da civati, 16:21 | link | commenti (1) Ciclabilità in Lombardia: si può fare di più (si può fare, almeno, qualcosa...) Aderiamo, a nome dell’esecutivo regionale e del gruppo consiliare del Partito Democratico Lombardia, al presidio indetto dall’Intergruppo consiliare - Amici della Bicicletta del Comune di Milano che si terrà domani dalle 9.30 alle 10,00 davanti a Palazzo Marino. Anche noi siamo fermamente convinti che sia ora di passare dal dire al fare. La mobilità ciclabile è in grado di intercettare quote rilevanti degli spostamenti urbani, dall’8% di Vienna fino al 29% di Copenaghen. A una città come Milano non bastano gli attuali miseri 67 km di piste ciclabili, ed è assurdo dover aspettare fino al 2011 per ottenere i 120 km promessi solo per quella data dalla sua giunta. Torino e Roma ne hanno già oggi più di così. A Vienna ci sono 1.000km, a Monaco, Stoccolma e Hannover 750km, a Copenaghen 350km . E a Monaco e Vienna il dato raddoppia se includiamo anche le strade in cui è stato imposto un limite di velocità alle auto. Come abbiamo scritto nel Decalogo per la Mobilità sostenibile del PD Lombardia e nel nostro Progetto di Legge regionale 154, la Regione Lombardia deve promuovere e finanziare in tutte le aree urbane lombarde l’uso della bicicletta per gli spostamenti di distanza breve. Nelle città di pianura della Lombardia la maggioranza degli spostamenti effettuati per lavoro o per altre motivazioni non superano gli 8-10 km, pari a mezz’ora di bici con vantaggio per i polmoni di tutti e della salute di chi la usa. Serve un impegno radicalmente superiore a quanto si è fatto fino ad oggi. La Regione Lombardia, in poco tempo e con ottimo rapporto tra costi e risultati, deve sostenere da subito, in tutti i capoluoghi lombardi, la realizzazione di parcheggi per le bici, corsie protette, aree con limiti di velocità per le auto, bike sharing, integrazione della bici con il treno e il trasporto pubblico locale, promozione dell’uso della bici da parte delle imprese pubbliche e private all’interno del loro piani di mobility management. La Regione Lombardia utilizzi a questo scopo le risorse messe in campo dalla Legge Finanziaria appena approvata, quelle ottenute dal PD nel bilancio della Regione, quelle raccolte dalla stessa Regione attraverso il bollo auto. Il Comune di Milano investa immediatamente le risorse finanziarie raccolte dall’Ecopass con assoluta priorità mirata alla maggiore efficienza del Trasporto pubblico e alla sua integrazione con una rete della ciclabilità dimostri di voler davvero competere con i modelli europei più avanzati. Maria Berrini – responsabile Ambiente nell’esecutivo regionale PD Lombardia postato da civati, 16:11 | link | commenti Vai, vai, non ti tratteniamo Con il consigliere Carlo Porcari, lanciamo ufficialmente la campagna "Vai pure", dai mille sottotitoli: "Non ti tratteniamo", "Anche subito", "Non ti rimpiangeremo", "Siamo sereni", "Che sia la volta buona", "Fatti sentire, ma solo ogni tanto". E' dedicata ovviamente a Roberto Formigoni, il quale, esattamente come due anni fa, in quel duemilasei in cui fummo costretti ad aspettarlo per sei lunghi mesi, sta pensando di andare a Roma a fare il ministro. Allora non ce la fece: la Cdl aveva perso le elezioni, ma Berlusconi le aveva perse 'bene' e aveva deciso di rimanere in sella. Gli altri leader della destra, a cui Formigoni non è simpaticissimo, lo lasciarono ai margini e lui tornò, mesto, al Pirellone. Non ne può più di fare il presidente: sono passati tredici anni da quando iniziò. Allora era il giovane generale, ora è il maturo senatore. Vada, non lo tratteniamo, anzi, gli facciamo tutti gli in bocca al lupo del caso. E, se può, se ne vada immediatamente. A meno che non voglia far perdere altro tempo ai lombardi: i consiglieri che, come noi, decadranno, avranno tutta la nostra comprensione... postato da civati, 14:30 | link | commenti (4) postato da civati, 09:44 | link | commenti Single party (la posta del cuore/2)
Che a me questa storia dell'andare da soli mi ricorda quello che accade nelle relazioni di coppia. Il Pd ha una parte immediatamente femminile: il resto della coalizione non ha voluto costruire niente, si preferiva uscire tutti con gli amici a far bisbocce, alla ricerca di visibilità e di nuovi incontri, mettendo sempre in discussione la coppia, la fedeltà nei confronti del partner, lasciando tutto appeso a un filo. Il Pd ha sofferto per questa situazione logorante e ora non è più disponibile ad andare avanti: ogni pretesto era buono per litigare. «Sei troppo a sinistra, non mi piaci più», «ora mi modero», «ti manca la visione d'insieme», «sei sempre la solita velleitaria». E continue liti e poi 'verifiche' per fare la pace. E poi il mutuo da pagare, con quei due anni e mezzo da raggiungere. Ora il Pd si è chiuso e dice, con sommesso dolore, «è finita, non ti voglio vedere più». A cominciare da Diliberto, che non ha mai capito nulla, e da Pecoraro, che ne ha combinate troppe. Forse continuerà a vedere Di Pietro, mentre Bertinotti (quello, poi... lo ha già fatto dieci anni fa, e sono cose che non si dimenticano!), l'ipotesi è quella di una friendship with benefits, che si esce ogni tanto, sui singoli provvedimenti, e poi ognuno a casa propria. E' la vita da single del nuovo Pd, che ora sente su di sé quella vertigine di chi sa che rischia di sentirsi solo con tutta la sua libertà, come cantava Lauzi. Anzi, con tutta quella casa della libertà, da cui è meglio che si tenga lontano. E sa che deve vincere la solitudine prima di tutto ritrovando se stesso e immaginando, in un secondo tempo, nuove e più importanti relazioni. Come tutti i single: un po' per scelta, un po' per necessità. postato da civati, 08:23 | link | commenti (15) Ah già
Cliccate qui e scoprirete che siamo in un Paese curioso (ma questo lo sapevate già). Quello che non sapevate è che il Pdci vuole andare alle elezioni subito (il fiuto di Diliberto consiglia così), però Cossutta si dissocia e sbatte la porta. Lamberto Dini, uno dei massimi pugnalatori che hanno fatto cadere il governo, ora vuole le larghe intese (preciso che l'aggettivo largo non lo riguarda: lui ha solo due senatori, che fanno un po' quello che vogliono). Pallaro, rientrato dall'emisfero australe, preferisce rimanere in Senato. Conforta la notizia che Fuda, del Partito democratico meridionale (sic) sia a favore dell'incarico a Marini, mentre dieci senatori della nuova-vecchia-antichissima Dc e del Pri di destra sono per andare a votare. Mastella, d'altronde, è coerente (!) e rimane dell'avviso che si debba votare immantinente. Il migliore rimane sempre Turigliatto: deciderà oggi il da farsi, con comodo, riunendo la segreteria di Sinistra critica, che immaginiamo divisa in settantadue correnti, una per ciascuno dei suoi membri. Champagne. postato da civati, 08:08 | link | commenti martedì, gennaio 29, 2008 Posta del cuore Come si fa a mandarne così tanti? postato da civati, 18:37 | link | commenti (3) Lucciole per lanterne: l'impegno del Pd Come si fa ad aderire a M'illumino di meno nel migliore dei modi? Mandando il coordinatore del proprio circolo e della propria federazione ad acquistare lampadine a basso consumo; chiedendo al sindaco del proprio Comune e al presidente della propria Provincia di fare lo stesso; verificando che a casa propria si faccia di tutto per sostituire le vecchie lampadine ad incandescenza con quelle di nuova generazione. Nel 2011 ci sarà la messa in mora delle vecchie lampadine: così prevede la finanziaria. Vale la pena di portarsi avanti, di promuovere la conversione della produzione e di sostenerla con campagne di promozione ben congegnate. Sostituire le lanterne con le lucciole, pensando a Pasolini, che ne interpretò perfettamente il carattere di indicatori ambientali e culturali insieme. Proviamoci. postato da civati, 17:49 | link | commenti (1) Diciamocelo Mentre Maroni spiega che Formigoni farebbe bene a terminare la legislatura e Berlusconi precisa di non sapere nulla delle intenzioni dell'attuale presidente della Regione, è An a stupire tutti con la proposta di ben due possibili candidature alla presidenza. Si tratta di Viviana Beccalossi, vicepresidente e "Fata Carabina" della caccia alla peppola, e - udite, udite - di Ignazio La Russa. "Diciamocelo": preferiremmo di no. postato da civati, 17:10 | link | commenti (2) E poi dicono dell'antipolitica Storie di ordinaria Lombardia. 132 Comuni lombardi, quasi il 10% del totale, chiedono di celebrare un referendum per contestare la legge regionale sull'acqua. La richiesta arriva in ufficio di presidenza del Consiglio regionale, l'ufficio di presidenza non è unanime e la parola passa all'aula, dove il provvedimento arriva il 21 dicembre. La mattina il numero legale c'è e si arriva alla fase delle votazioni, poi, nel pomeriggio, alla ripresa dei lavori il numero legale non c'è più. Il Consiglio viene riconvocato la mattina del 22, e il numero legale - guarda un po' - non si riesce a raggiungere. Ciò comporta che il referendum slitti dal 2008 al 2009. Il Consiglio viene convocato il 22 e i 132 sindaci per la terza volta si organizzano per seguirlo, ma il Consiglio non si tiene. E' rinviato al 29, i sindaci si organizzano, ma ieri pomeriggio, a meno di 24 ore dalla seduta, il Consiglio è nuovamente rinviato al 5. I sindaci si precipitano a protestare, e il centrodestra - non soddisfatto di avere già umiliato abbastanza i rappresentanti dei cittadini - prova addirittura a togliere l'oggetto dall'ordine del giorno del prossimo Consiglio, quello del 5 (la Lega, pasdaràn delle comunità locali, non ha ovviamente niente da obiettare). Il centrosinistra protesta, come avevo fatto con altri colleghi già a dicembre, e si appresta a chiedere un Consiglio straordinario sull'argomento. Ricapitolando: la Regione Lombardia riceve una proposta di referendum, non solo fa perdere un anno ai proponenti, ma piuttosto che discutere in aula l'ammissibilità (ed eventualmente votare contro) rinvia, si sottrae al confronto, cerca di cancellare l'oggetto dai lavori dell'aula. Tutto questo sarebbe già scandaloso, ma lo è ancora di più se si pensa che stiamo scrivendo insieme (si fa per dire) il nuovo Statuto della Regione. Proprio così: in una sala si scrivono i principi e i fondamenti della democrazia regionale neanche fossimo Calamandrei e Terracini, nell'altra si tradiscono le regole, si fa strame dei consiglieri di opposizione e si prendono in giro sindaci e cittadini di 132 Comuni. Tutto all'insegna della sussidiarietà (sì, ciao) e dell'altissimo profilo amministrativo della Regione più brillante del Paese. postato da civati, 13:51 | link | commenti (9) Mi rifiuto (e vado da solo) Questa mattina sono venuto in Consiglio regionale per rilasciare un'intervista sulla questione rifiuti a quattro televisioni locali, che sembrava di essere Hillary Clinton con tutti quei microfoni davanti. La prima domanda mi viene rivolta così: "Giuseppe Civati, gruppo Ds". Chiedo di ripetere, perché sono del Partito democratico. Mi risponde uno dei numerosi addetti stampa del Consiglio regionale che no, devo intervenire ancora come gruppo Ds, perché il Pd non si è ancora costituito (e sapete perché non si è ancora costituito: perché non convocano più consigli nei quali comunicare che c'è il gruppo del Pd...). Comunque, l'addetto è irremovibile: in questo posto, è sufficiente avere un incarico qualsiasi per darsi delle arie esagerate, soprattutto se non si sta parlando con Formigoni (perché le arie, a quel punto, spariscono, e si attapirano tutti). Dico al nostro addetto stampa che mi rifiuto di parlare a nome di un partito che non c'è più, oltretutto in campagna elettorale. Risultato: devo rinunciare all'intervista, oppure parlare a nome dei Ds. Sapete cosa vi dico: mi rifiuto, mi ritiro nel blog e vado avanti da solo, come chiedeva Veltroni. Che assurdità. postato da civati, 13:38 | link | commenti (4) postato da civati, 09:23 | link | commenti Non possiamo permettercelo
Obama e lo Stato dell'Unione: dura, precisa e chiarissima risposta a George W. In molti mi chiedono perché seguo Obama, quando dovrei occuparmi di Formigoni. La domanda è legittima. Risponderò così: perché viviamo in «un mondo grande e terribile» (Gramsci) e la vittoria di Obama riguarda i cittadini di Casatenovo o di Stezzano, le aziende di Broni o di Gallarate e la vita delle nostre comunità (financo quelle 'montane') molto più di quanto pensiamo. E perché - parafrasando Obama - non possiamo permetterci («we can't afford») altri anni di politiche pericolose e sbagliate. «Because the American people [but the Italian people too] can’t afford another four years without health care, decent wages, or an end to this war. The woman who’s going to college and working the night shift to pay her sister’s medical bills can’t afford to wait. The Maytag workers who are now competing with their teenagers for $7 an hour jobs at Wall Mart can’t afford to wait. And the woman who told me she hasn’t been able to breathe since her nephew left for Iraq can’t afford to wait». postato da civati, 08:05 | link | commenti (2) Cuore al metano (o Gpl, se preferite)
L'Associazione Cuore è tra le mie preferite. Il suo appello a Formigoni perché reintroduca la carta sconto per il rifornimento di metano o di gpl per auto ecologiche è da sottoscrivere immediatamente. La carta sconto è stata cancellata in una notte d'inverno con una lettera delirante, in cui la Regione Lombardia spiegava che eliminava il servizio per combattere lo smog (giuro). Senza ovviamente precisare in che modo intendesse farlo. Il testo diceva così: «Gentile Utente, l’iniziativa “Carta sconto metano/gpl” si conclude il 31.12.2007. Regione Lombardia ha deciso di investire ingenti risorse economiche sull’incentivazione all’acquisto di veicoli ecologici e sul potenziamento della rete distributiva. A partire dal 1 gennaio 2008 quindi [?!] non saranno più rimborsati gli sconti per acquisto di metano e GPL. Fino al 30 giugno 2008 saranno rimborsati tutti i cittadini che hanno versato € 5,16 per l’ottenimento della carta sconto a partire dal 1 settembre 2007». E' un po' come dire: per combattere la sete, chiudo l'acquedotto. Poi da una nota dell'assessore Buscemi, "l'assessore che insulta", abbiamo scoperto che si intende potenziare la rete di distribuzione di metano e gpl, anziché sostenerne il consumo. Dice che le risorse non sono infinite. Strano: dalle conferenze stampa di Formigoni avevamo appreso che per combattere lo smog avevamo a disposizione 500 milioni di euro (bum!). Mentre li ricontano e per una volta si impegnano a dire la verità (sempre che ce la facciano), ci usino la cortesia di rimettere a disposizione dei cittadini lombardi uno strumento utile: dal punto di vista economico e dal punto di vista culturale. Firmate! postato da civati, 07:27 | link | commenti (9) Scorriamo i libri di una biblioteca
Gianluca è a Monaco. Nel senso di München, in Baviera. E' un amico e collega del dottorato, cervello in fuga da un'università che smaltisce i suoi talenti migliori come se si trattasse di ecoballe campane. Mi scrive preoccupato. Mi dice che ci vogliono soluzioni concrete, programmi precisi, oltre a un contesto politico generale che dice di condividere con me. Scrive: «Creiamo una cultura condivisa su temi specifici, a quel punto è anche più facile giudicare le politiche». Hai ragione, caro Gianluca. Mi atterrò scrupolosamente al tuo consiglio. E, nel frattempo, ti dedico alcune righe di Hume, che conoscerai perfettamente. Sono le ultime della Ricerca sull'intelletto umano del 1748 (se non sbaglio). Dicono più o meno così: «Quando scorriamo i libri di una biblioteca, persuasi di questi principi, che cosa dobbiamo distruggere? Se ci viene alle mani qualche volume, che riporta dichiarazioni in politichese o proclami ideologici o parole imprecise sui temi economici o posizioni preconcette sul mercato del lavoro, domandiamoci: Contiene qualche ragionamento astratto sull'economia del nostro Paese? No. Contiene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatto o di esistenza, che riguardano direttamente la vita dei nostri concittadini? No. E allora, gettiamolo nel fuoco, perché non contiene che sofisticherie ed inganni». postato da civati, 07:17 | link | commenti Io lo so che non sono solo anche quando sono solo
Ascoltatela bene: c'è tutto quello che succederà nei prossimi mesi. Il cielo e il fango, i colpevoli, le vittime, i superstiti, il battito di un cuore dentro al petto, la passione che fa crescere un progetto. E anche l'unico pericolo che sento veramente: quello di non riuscire più a sentire niente. postato da civati, 06:58 | link | commenti (1) lunedì, gennaio 28, 2008 Valorizzare i termovalorizzatori esistenti
Dibattito circa il nuovo termovalorizzatore della provincia di Milano. Incontro tra Formigoni, Penati e Moratti. La posizione del Pd è semplice: per fare l'inceneritore, ci vuole un motivo; per fare il motivo, ci vogliono i dati, il più possibile condivisi; per fare i dati ci vuole la collaborazione tra le istituzioni coinvolte; per la collaborazione tra le istituzioni coinvolte, ci vuole un impegno comune a ridurre i rifiuti e a differenziarli, un impegno di tutti, Amsa e Comune di Milano compresi. Fatto tutto questo, ci vuole anche che, ove vi fosse la necessità di un nuovo impianto che smaltisca qualche decina di migliaia di rifiuti in più, sarebbe preferibile migliorare un impianto esistente e comunque necessario intervenire nella riqualificazione di quelli esistenti, per fare in modo che le emissioni complessive prodotte in provincia di Milano dai termovalorizzatori sia più bassa di prima. E' possibile: ci vuole un investimento cospicuo, tante risorse e le tecnologie migliori. Qui di seguito il nostro comunicato stampa: Sulla questione dei rifiuti in provincia di Milano occorre una collaborazione tra le istituzioni basata sulla condivisione dei dati e delle analisi di fondo. Se i dati indicassero, come pare, la necessità di smaltire una maggiore quantità di rifiuti con la termovalorizzazione, occorre prevedere contestualmente la riqualificazione e il potenziamento di uno o più impianti esistenti: intervento che consentirebbe di raggiungere l’obiettivo diminuendo le emissioni nocive complessive grazie alle nuove tecnologie. L’ipotesi di un nuovo impianto a determinate condizioni e con specifiche modalità è previsto, del resto, dal piano della Provincia di Milano. Tutte le istituzioni coinvolte devono comunque investire il più possibile per quanto riguarda le risorse e nuove tecnologie perché l’obiettivo ambientale sia compatibile con la tutela della salute dei cittadini. Non bisogna comunque fermare il processo di riduzione della produzione dei rifiuti (il vero nodo che abbiamo di fronte) e il potenziamento della raccolta differenziata nella provincia di Milano e a Milano città, soprattutto, dove i dati sono ancora troppo bassi. postato da civati, 23:45 | link | commenti (4) Lucciole per lanterne Sta per partire la campagna «Lucciole per lanterne» del Pd lombardo, per il risparmio e l'efficienza energetica, in occasione dell'iniziativa M'illumino di meno, promossa da Caterpillar per il 15 febbraio. Qui di seguito la nostra adesione (aderite anche voi). Ispirandosi alle lucciole, il Pd lombardo chiede alla Regione un impegno straordinario per una promozione di un'illuminazione consapevole, anche attraverso un'opera di sensibilizzazione della cittadinanza e di accordi con la distribuzione commerciale mirati alla promozione delle lampadine di nuova generazione. Nel frattempo, il Pd lombardo si attiverà nella stessa direzione, chiedendo a tutti i propri circoli di dotarsi di lampadine a basso consumo e sposando l’efficienza energetica come forma qualificante della propria proposta politica. giuseppe civati a nome e per conto del Pd in Regione Lombardia postato da civati, 17:30 | link | commenti (2) A volte (gli) ritornano
Siamo alle solite. Fotoritocco. A volte (gli) ritornano. Oggi sul Corriere. Il Berlusconi in primo piano non è lo stesso Berlusconi che si può intravedere nel maxischermo alle sue spalle. Che tristezza. postato da civati, 16:47 | link | commenti (3) Un giorno in più, un mese in meno Il Consiglio di domani, che sarebbe stato il primo del 2008, è stato rinviato al 5 febbraio. L'anno in Regione Lombardia inizia con un mese y pico di ritardo. Il 2008 ha un giorno in più e un mese in meno. Non staremo lavorando troppo? Quanto al motivo, è presto detto: evitare il confronto sul referendum sulla legge regionale sull'acqua chiesto da numerosi Comuni lombardi. Meglio rinviare, cercando di sottrarsi per un altro mese... postato da civati, 15:57 | link | commenti (1) I Cuffaros: mettete dei fiori nei vostri cannoli (segue) Casini invita Cuffaro a guidare l'Udc al Senato. Capo... lista. Qualcuno l'aveva già previsto: "Lei mi sta scavando sotto, mi toglie la panna, la castagna da sola sopra non ha senso. Il Mont Blanc non è come un cannolo alla siciliana che c'è tutto dentro, è come uno zaino: lei se lo porta appresso per un mese e sta sicuro. Il Mont Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sachertorte...". postato da civati, 12:47 | link | commenti (3) Ebdomadario
Con due gol spettacolari di Trezeguet e una rete e un assist perfetto di Del Piero si è conclusa una settimana molto, ma molto difficile. Un vento di scirocco ci porta a meno dieci, una temperatura più consona alla dignità juventina. Per il resto, Napolitano dorme poco e tutti - anche i nostri - tendono a dichiarare le cose più impensabili (in assoluto il migliore comunicato rimane l'appello al senso di responsabilità di Berlusconi: la notizia sarebbe se ce l'avesse). Per il resto, mentre la playlist ci offre la furtiva lagrima di Donizetti, conviene che le lacrime ce le asciughiamo e ci mettiamo a lavorare. Si inizia oggi pomeriggio con la direzione regionale e la presentazione della campagna «Lucciole per lanterne», domani il primo consiglio regionale del 2008 (ma si può?), mercoledì commissioni e la sera a Cesano con il film di Al Gore, giovedì e venerdì lavoro en mi despacho, sabato le città possibili a Vimercate, domenica mattina filosofia sui Navigli, con una piccola conferenza del vostro affezionatissimo dedicata a Maimonide e Bruno (e magari anche ad Averroè). Buona settimana a tutte e tutti, a Milano, in Lombardia o ovunque voi siate. postato da civati, 08:11 | link | commenti (8) postato da civati, 07:13 | link | commenti domenica, gennaio 27, 2008 Un blog così
Michele mi fa un blog così (qui). Io cerco di rispondergli sine ira et studio (lì). Se volete partecipare, siete i benvenuti. postato da civati, 19:10 | link | commenti (13) Castelli di Lecco
E' il candidato preferito di Formigoni per la successione. Aiuto/2. postato da civati, 17:28 | link | commenti (16) Amenofis IV
Gabriele Albertini oggi su Libero si schermisce: non so se mi candido in Regione Lombardia. Formigoni potrebbe fare il quarto mandato. «Quello del Ventennio», lo definisce (il maiuscolo è nostro). Aiuto. postato da civati, 17:09 | link | commenti (1) postato da civati, 17:07 | link | commenti Un porcellum meno porcelloso: caucus per le candidature
[Il sottotitolo è: voglio vedere chi non è d'accordo]. Difficile dire in queste ore se Napolitano riuscirà ad assegnare un incarico per un governo istituzionale o tecnico o tecnico-istituzionale e, comunque, a tempo. Credo di no, ma posso sbagliarmi (anzi, lo spero). Ciò che è certo è che siamo già in campagna elettorale. Ora, la prima cosa da fare per dare sostanza alla piccola strategia che ho proposto, è ragionare sulle modalità con cui scegliere i candidati, dal momento che il porcellum rischia di essere un orizzonte inevitabile. Con le liste bloccate non possiamo certo ripetere lo spettacolo del 2006. Dobbiamo rendere meno 'porcelloso' il porcellum. E per farlo dobbiamo dare rappresentanza a tutti i territori, a cominciare dalle "terre irredente", come la Brianza, insultata nel 2006 dai vertici dei Ds che promisero prima un parlamentare, poi un sottosegretario (in modo teatrale, visto che la promessa fu fatta al Manzoni), che non ci furono. Allora, lo ricordo, mi dimisi da tutti gli incarichi, iniziando quel percorso verso il solo impegno istituzionale che contraddistingue la mia attuale attività politica. Oltre a ciò, dobbiamo trovare il modo di fare decidere le candidature ai cittadini, riservando una quota significativa dei candidati alla libera decisione delle assemblee provinciali e organizzando dei veri e propri caucus, in cui i candidati si presentino e chiedano il voto degli elettori. In ogni circoscrizione elettorale. Che farlo a Monza e a Sondrio, a Messina e alla Spezia, può sembrare curioso, ma non lo è affatto. Nella speranza che il Pd prenda più voti del 2006 - una speranza necessaria - dobbiamo credere in questo "aumento di capitale", elettorale e politico insieme. Per ottenere il risultato che auspichiamo dobbiamo, però, creare le condizioni perché questo avvenga. E' il primo passo verso la riforma del sistema politico che auspichiamo. E il primo passo è, in politica e soprattutto nelle campagne elettorali, quello più importante. postato da civati, 13:26 | link | commenti (6) Il Dalai Obama
Vale la pena di soffermarsi ancora un po' sull'articolo di Caroline Kennedy e sulle ragioni del suo appoggio nei confronti di Obama, per il valore universale della sua dichiarazione e per il significato che ha per noi, che seguiamo Obama dai Navigli. La figlia di JFK spiega che le ragioni della sua scelta sono «patriottiche, politiche e personali» e che le tre cose sono tra loro intrecciate (patriottico è il primo motivo e sulla dignità del nostro paese dobbiamo lavorare molto anche noi). Dice di aver passato tutta la vita a sentirsi dire da migliaia di persone che suo padre John aveva cambiato loro la vita e che si sono fatte coinvolgere dall'attività politica attiva e dall'impegno civile perché era stato lui a chiederglielo. Che Obama può essere il suo degno erede, perché si è dimostrato capace di mantenere al massimo gli standard etici (Obama o Mastella, ci chiediamo noi dai Navigli); che crede nelle potenzialità del suo paese, nel suo sogno e negli ideali della democrazia americana; che sa coinvolgere e chiamare alla partecipazione; che ha saputo scegliere e scegliere bene quando si è trattato di questioni decisive per la vita politica del suo paese (e Kennedy parla, qui, della guerra in Iraq). Kennedy vede in questa fase politica un passaggio epocale, proprio come quello dei primi Sessanta, per gli Stati Uniti e per il mondo. E, «for the first time», è convinta di aver trovato un uomo che può diventare il presidente di cui l'America e il mondo hanno bisogno, capace di intepretare le esigenze, le speranze e i sogni di una «new generation of Americans». Obama è nato nel 1961, quando Kennedy divenne presidente. E anche se non credo nella reincarnazione dei leader e del loro carisma, devo dire che il 'punto' è molto ben argomentato. E che 'funziona' anche per noi, sui Navigli, immersi nella crisi della politica e della sua rappresentanza. Un'adesione, quella di Kennedy a Obama, tutta-politica. Quello che serve anche a noi, se ci pensate bene. postato da civati, 13:13 | link | commenti Carate 2.0
Si chiama Democabrio. E' il nome del sito del Pd di Carate Brianza, il primo in assoluto della nostra zona. Mentre il sito del Pd lombardo si sviluppa vieppiù, quello di Democabrio è un segnale importante. Copiate e incollate... postato da civati, 10:55 | link | commenti (2) Sweet Home Carolina
Obama vince alla grande in South Carolina. «The time for change has come». A tanti che negli ultimi giorni gli hanno pronosticato che non ce l'avrebbe fatta, Obama risponde con il suo ormai tradizionale slogan: «Yes, we can». E se fosse così anche in quel paese dell'Europa del Sud, dove c'è bisogno di coraggio, di un radicale cambiamento del sistema politico, di una nuova stagione e di un leader capace di portare milioni di italiani ad avere fiducia in se stessi e nel proprio paese? Anche da noi, «il cuore di questa elezione è il futuro contro il passato» e, anche noi, esattamente come Obama, possiamo dire: «e non ci dite che il cambiamento è impossibile, perché noi vi rispondiamo: "Sì, si può"». Come ha scritto stamane Caroline Kennedy, figlia di JFK, in un editoriale uscito questa mattina sul New York Times, Obama può essere il presidente di «una nuova generazione di americani». Walter, prendi appunti. E visita anche Obama sui Navigli. postato da civati, 10:10 | link | commenti sabato, gennaio 26, 2008 postato da civati, 13:49 | link | commenti (2) Mettete dei fiori nei vostri cannoli
«Forse tutta l'Italia sta diventando Sicilia... A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso il nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno... La linea della palma... Io invece dico: la linea del caffè ristretto, del caffè concentrato... E sale come l'ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l'Italia, ed è già verso Roma...». Sembra una pagina de Il giorno della civetta o ancor più precisamente di Una storia semplice, in cui è l'eccesso di sicurezza nei propri mezzi a 'condannare' il protagonista. Dopo la linea del caffè, la linea del cannolo. La cronaca di Bolzoni è perfetta. Cuffaro dimettiti. postato da civati, 12:25 | link | commenti Già, la fiducia
Riflettendo sul libro di Foa e Montevecchi, e sulle stanche parole della politica italiana, mi sono detto: e se la parola chiave fosse proprio la fiducia. Se cioè quella fiducia che non abbiamo avuto in Senato, la ritrovassimo in queste settimane e in questi mesi di campagna elettorale? La fiducia in noi stessi, innanzitutto, che per troppo tempo siamo stati sulla difensiva, in difficoltà, in costanti ambasce. E poi la fiducia nella politica, che deve cambiare e può farlo, perché il punto è quello di non ritorno e più che cambiare il governo qui si deve cambiare il modo di concepirla. E, da ultima ma non certo per ultima, la fiducia nel nostro Paese, che non ce l'ha mica ordinato il dottore che deve essere sempre l'ultimo in Europa. La fiducia, persa ieri, possiamo ritrovarla. Molta strada facendo, recuperando un rapporto con le città e le comunità tradite dal sistema elettorale che prevede liste preconfezionate, che non ci possiamo certo permettere ora. La fiducia, che Prodi non ha avuto da Mastella e da Dini e da Turigliatto e da Barbato e da Pallaro, la chiederemo a tutto il resto degli italiani. E non saranno i 161 di giovedì ad impensierirci: ci sono milioni di persone che non chiedono altro. postato da civati, 12:02 | link | commenti Presente (sempre)
Il mitico comandante Marcello Saponaro pubblica il numero di presenze dei consiglieri regionali. Tra i più presenti (sempre) il vostro affezionatissimo. Tra i più assenti, almeno una volta su tre, il presidente. Cfr. anche una pagina di Repubblica di qualche tempo fa. postato da civati, 10:04 | link | commenti (1) Verso le Città possibili 4.1
La Cultura, motore dei territori Le migliori ‘pratiche’ amministrative in rassegna Vimercate, Villa Gussi - Sabato 2 febbraio 2008, dalle 10 alle 18 a cura del gruppo Pd in Regione Lombardia Il programma completo. postato da civati, 09:33 | link | commenti La parola aperta
Dopo l'allucinante dibattito in Senato (di cui abbiamo una diapositiva), è salutare e necessaria (di più: obbligatoria) la lettura del libro di Vittoria Foa e Federica Montevecchi, Le parole della politica, appena uscito per i tipi di Einaudi. E' un saggio a quattro mani molto breve, che contiene in sé alcune linee fondamentali per quel progetto che ormai pressoché tutti sostengono di riforma dei modi della politica. Si parla, nel libro, del linguaggio vuoto della politica italiana e del suo «presentismo», da quella prospettiva che si limita al momento, perché non sa 'parlare' del futuro, perché non ha nessuna esigenza di trasferire alcun messaggio, ma che è parola circolare (chiacchiera). Si parla di ipocrisia e di vacuità, in cui i discorsi sono «irrilevanti» perché non si ha alcuna attenzione per l'interlocutore. E' una parola che ha perso il suo tratto fondamentale: quello di apertura di senso e di ricerca. La parola è immediatamente plurale, il suo significato si struttura nel corso del tempo con il contributo di molti. Oggi non è più così. La parola deve tornare ad essere aperta e plurale, dunque, come in un dialogo platonico. Come in quel Gorgia su cui Montevecchi si sofferma con straordinaria chiarezza, illustrando le potenzialità creative che sottendono al linguaggio della politica, anche a quella politica di mestiere (di cui parlavo ieri prima di leggere il libro) che può essere oggetto di una profonda trasformazione e tornare ad essere utile alla comunità. In attesa che Socrate apra un blog, vale la pena di spendere otto euro per il libro di Montevecchi e Foa (quest'ultimo ha novantotto anni, ma è più giovane di me). postato da civati, 09:25 | link | commenti La cena delle ceneri
Questa sera, a cena, con Carlotta e Marcello, era un po' come una Cena delle Ceneri di bruniana memoria: allora si ragionava di una rivoluzione cosmologica (quella copernicana), questa sera si è ragionato di politica con persone che la seguono ma non la praticano, per così dire. E la loro esigenza è che ci sia un cambiamento profondo nel sistema politico e nelle modalità con cui il dibattito si svolge, all'insegna della necessità di avere di fronte protagonisti nuovi e meno legati agli schemi del recente passato. Soprattutto qualcuno che assomigli il meno possibile a Mastella, per capirci. Come scrive anche Michele in uno dei suoi commenti duri (in cui mi accusa di oscillare come un pendolo), il problema è quello di un riconoscimento degli errori e la necessità quella di una nuova partenza e di una nuova stagione. E' questa la rivoluzione copernicana dei nostri giorni: rovesciare i luoghi comuni e andare fino in fondo nella riforma del sistema politico. Questo è il «punto dei punti», inestimabile dal punto di vista politico, ma di grande valore anche dal punto di vista elettorale. Credo che dopo aver toccato il fondo con il dibattito in Senato dell'altro ieri, si possa auspicare che la politica del Pd subisca una sorta di spinta di Archimede e che, affogato nelle paludi della peggior politica, possa saltare fuori dall'acqua con un abbrivio più forte che nei primi mesi della sua breve vita (e negli ultimi anni della storia di chi ha contribuito a fondarlo, questo nostro nuovo partito). postato da civati, 01:15 | link | commenti (4) Magra consolazione
Il contatore segna due record consecutivi di visite a questo piccolo blog. E' una magra consolazione, soprattutto se si pensa che il motivo di questo 'successo' è la caduta di un governo a cui il vostro affezionatissimo era, appunto, molto affezionato. Il merito comunque è tutto vostro. Ed è, questa, l'occasione per ringraziarvi tutti. postato da civati, 01:07 | link | commenti venerdì, gennaio 25, 2008 La partita per non retrocedere Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. "Mi hanno rimasto solo". Sono qui in Regione ed è talmente tardi (si fa per dire) che non ci sono nemmeno più gli addetti alle pulizie (il venerdì, qui, è all'americana: casual e semi-lavorativo...). Il "giorno dopo" è stato difficile, ma tutto sommato intenso e positivo. E la scelta è quasi ovvia: o cambiare vita, e tornare a fare un lavoro che mi piaceva; oppure 'crederci' proprio nel momento della sconfitta e dell'incertezza. Ho ovviamente scelto la seconda, e vi dirò che a questo punto conviene andare fino in fondo. Non è detta l'ultima parola. Anzi, l'ultima parola è quella di Obama: change. Cambiare, per davvero, però, per ridare dignità alla politica italiana. Speriamo che tutti se ne rendano conto, ora che quasi tutto è perduto. E' l'ultima chiamata anche per noi che la politica la facciamo als Beruf (che pensando a Weber è una bella cosa, ma pensando a Mastella...). E la facciamo con quel senso di inadeguatezza che ci accompagna e che forse ci consiglierà di cambiare vita, per lasciare ad altri l'incombenza. Non ora, però. Ora c'è da giocarci l'ultima partita. Quella per non retrocedere, per non far tornare indietro il Paese di qualche anno (qualche secolo?) e per pensare che nemmeno lo scudetto è impossibile. Perché l'avversario è il solito, lo conosciamo bene e se non ci fossimo fatti autogol a ripetizione sarebbe da tempo fuori dai giochi. In via Filzi, fuori dalla finestra, l'aria è frizzante e la primavera si avvicina. Stavolta in campo dobbiamo scenderci noi. Andiamo. postato da civati, 19:43 | link | commenti (5) Al Gore a Cesano Come già in numerose altre occasioni, ho il piacere di presentare il film di Al Gore, Una scomoda verità, con Gigi Ponti, mercoledì 30 gennaio 2008 alle ore 21, presso il centro Alex Langer in via don Orione, 43 a Cesano Maderno. Chi non avesse ancora visto il film e chi volesse saperne di più sulle politiche ambientali della nostra Provincia e della nostra Regione, non può mancare. postato da civati, 18:53 | link | commenti (1) Way out? Dopo una discussione istruttiva con i vertici regionali del Pd, azzardo un primo di tentativo di way out che mi piacerebbe discutere con voi, sia nel caso che si vada immediatamente ad elezioni, sia che si riesca a trovare la via del governo istituzionale. Dobbiamo puntare sul famoso "salto della rana", per uscire dalla palude nella quale siamo piombati in quella che ritengo una delle giornate più tristi della storia repubblicana. Dobbiamo credere che la candidatura di Berlusconi a molti, nonostante tutto, appaia 'antica' e datata, e che quella di Veltroni, nonostante gli errori delle ultime settimane, sia una candidatura autorevole e di grande spessore, che può consentirci una campagna elettorale a viso aperto e all'europea (penso a Zapatero, per intenderci). Ecco i punti che spero qualcuno vorrà prendere in considerazione. 1. Riprendere i "sentieri interrotti" delle buone cose fatte da Prodi (che potrebbe essere un bel candidato al ministero dell'economia insieme al candidato premier Veltroni, nella speranza che i due evitino di massacrarsi). Non possiamo far finta che non sia successo nulla: dobbiamo riconoscere gli errori e sottolineare la bontà di alcune scelte politiche di fondo, che intendiamo rilanciare (risanamento, sostegno ai deboli, liberalizzazioni prima di tutto). 2. Puntare tutto sulla riforma della politica, che ha mostrato tutti i suoi limiti e, ieri, il suo squallore: riforma elettorale, conflitto di interessi, programma da democrazia avanzata in materia televisiva. 3. Tenere fuori dalla porta una buona volta i cialtroni che ci hanno accompagnato finora (gli ammastellati di ogni genere e provenienza). Non dovevamo aspettare che ce lo dicesse Grillo... 4. Costruire le liste in modo partecipato, con volti e figure nuove scelti in modo democratico (non come nel 2006), puntando ad un ricambio della rappresentanza parlamentare. 5. Definire le alleanze dopo aver chiarito le regole e il progetto politico, senza escludere se non l'eventualità contemplata al punto 3. 6. Lavorare per un progetto politico lombardo di qualità, individuando quanto prima la figura del candidato presidente (e non, come nel 2005, a tre mesi dalle elezioni). 7. [proposto da Gigi Malerba] Definire un patto chiaro e moderno con il mondo produttivo delle imprese e dei lavoratori: da una parte, meno spesa pubblica inefficace, meno pressione fiscale, meno burocrazia; dall'altra, rigorosa lotta all'evasione, più salario, più responsabilità sociale. postato da civati, 16:35 | link | commenti (18) Bufala campana postato da civati, 16:08 | link | commenti (1) Curiosità Qualcuno sa come si chiama quel senatore che gridava 'sei una merda' all'indirizzo di Cusumano e poi si è abbuffato (come un maiale, absit iniuria verbis) di mortadella? postato da civati, 16:05 | link | commenti (11) Voglia di emigrare Lo sfogo di un caro amico, scritto prima della crisi. Gennaio 2008, una citta’ ed una intera regione sepolte da rifiuti. postato da civati, 10:31 | link | commenti (9) Rimbalzo tecnico
Elezioni anticipate a Roma, elezioni anticipate a Milano. E' la volta buona: Formigoni può lasciare la Regione, dopo il lungo periodo della "cattività lombarda". Ci aveva già provato nel 2006, candidandosi in Senato e lasciando l'istituzione da lui presieduta nell'incertezza per sei mesi. Dopo qualche settimane era tornato a casa, sconfortato dall'ambiente romano e dall'impossibilità di giocare in alcun ruolo. Il quadro politico ora è cambiato, anche se per la verità non di molto: Formigoni andrebbe a fare il ministro alla corte di Silvio e ciò potrebbe accadere all'inizio del prossimo anno. O, forse, anche subito, soprattutto se la Lega dovesse chiedere il nuovo presidente della Regione, soprattutto se il centrosinistra dovesse permanere in queste condizioni di divisioni e di 'blocco' psicologico. Questo pone a noi un problema ulteriore: il Pd non è ancora del tutto costituito, e ci troviamo di fronte ad una doppia elezione nella regione più difficile, dove ci sono più elettori e dove rischiamo di prendere un monumentale 20%. A meno che non si facciano le cose per bene: individuando al più presto un leader, puntando ad un ricambio, rilanciando una linea politica fino ad ora molto cauta. E chiedendo a tutti, me compreso, di rimettere il mandato, e di dirsi disponibili anche a far posto ad altri, che siano più capaci di noi. Lo dico con grande serenità. Ci vuole un cambio di passo. Subito. postato da civati, 08:51 | link | commenti (3) postato da civati, 01:32 | link | commenti (8) Se una notte d'inverno un senatore
Nel suo ultimo, straordinario libro, Adriano Sofri dedica un intero saggio all'eterogenesi dei fini. Il passaggio che mi interessa prendere in considerazione è quello dedicato alla famosa distinzione weberiana tra etica delle intenzioni (o convinzioni, come spesso la si traduce) e etica delle responsabilità. Un insegnamento particolarmente utile al giorno d'oggi: un invito deciso a tornare ad occuparci delle conseguenze delle nostre affermazioni e delle nostre iniziative. Non mi riferisco solo al Veltroni di Orvieto e all'inopportunità di offrire l'argomento degli argomenti a una coalizione più che traballante e a un personaggio come Mastella che aveva già optato per l'appoggio esterno, preparandosi a quello che ieri sera è successo. Mi riferisco alle conseguenze a cui portano molte delle nostre scelte, fin dalla prima crisi - così lontana, così vicina - del 1998. E mi riferisco alla costanza del centrosinistra di tornare ciclicamente agli stessi errori, in una coazione davvero freudiana a ripetere e a capottarsi in parcheggio. Dovremmo avere più cura di ciò che viene percepito dai cittadini - sì, proprio come accade per la cosiddetta "temperatura percepita" - quali sono gli umori e le interpretazioni che si affermano nella società italiana, al di là delle nostre intenzioni e della buona volontà con cui sono espresse. Abbiamo dato per troppo tempo l'impressione di non credere a questo governo, o di crederci molto meno di quanto in realtà ci credevamo. Quasi tutti i problemi del centrosinistra e del neonato Pd provengono da lì. Se vogliamo ripartire, dobbiamo farlo da Weber, in una notte d'inverno, con l'aria fredda e una primavera che si prospetta ancor più gelida. Altrimenti continueremo a sbagliare, come se niente fosse. Come se una notte d'inverno un senatore la fiducia l'avesse votata. postato da civati, 01:06 | link | commenti (4) Ci vorrebbe il signor Wolf
Jules: I don't wanna hear about no motherfuckin' ifs. All I wanna hear from your ass is, You ain't got no problem, Jules. I'm on the motherfucker. Go back in there, chill them niggers out and wait for the calvary which should be coming directly. Marsellus: You ain't got no problem, Jules. I'm on the motherfucker. Go back in there, chill them niggers out and wait for the Wolf who should be coming directly. postato da civati, 00:39 | link | commenti (4) Madworld
postato da civati, 00:30 | link | commenti Difficile
Banalità: difficile che i piccoli dell'Unione ora siano disponibili a un governo istituzionale, dopo che si è detto che si andava da soli. Difficile che i piccoli di tutti gli schieramenti non trovino golosa l'idea di andare a votare con il sistema calderolico che consente loro di evitare il referendum, di non avere problemi di sbarramento e di confezionare le liste a piacimento. Difficile che Berlusconi voglia un governo per cambiare una legge elettorale che ora torna a definire ottima (lui la verità non la dice mai). Difficile che si abbia una maggioranza con la sola Udc, la cui disponibilità è del resto tutta da verificare. Difficile che Forza Italia raccolga la 'sfida' (ma si può?) di Bettini a formare un governo di larghe intese. Difficile che Napolitano - che si è già occupato a sufficienza della crisi nei giorni scorsi - abbia molto da dire e da fare. Difficile che si vada a votare più tardi di aprile. Difficile costituire un'alleanza con forze politiche a cui è stato detto e ridetto che noi - il Pd - non abbiamo affatto bisogno di loro. Difficile puntare a un ricambio di deputati e senatori eletti solo due anni fa perché nominati dalle segreterie di partito (ricordate il caso Brianza?). Difficile dir loro adesso che il Pd prevede le primarie e che si devono sottoporre a verifica di un voto preliminare le candidature. Difficile. Tutto. Grazie. postato da civati, 00:24 | link | commenti (2) giovedì, gennaio 24, 2008 Triste, solitario y final
Ora, dopo il desolante dibattito di oggi e il tremendo risultato di qualche minuto fa, mi auguro che nel Pd si apra una riflessione. Sì, perché l'intera Cosa rossa chiede di andare al voto e si assottigliano le possibilità di formare un governo istituzionale. A rimanere solo, come aveva preteso da Orvieto, è proprio Walter Veltroni. E, purtroppo, noi con lui. Segnalo però che non tutti i 'nostri' condividono lo scoramento: anzi, la prospettiva del Pd di andare al voto in solitaria li alletta. Con il Porcellum è un'ottima idea: vincerà la destra e noi ci ritroveremo soli e all'opposizione. In compenso, non si farà il referendum - quello a cui Veltroni aderiva senza firmare - e i partiti faranno le liste senza interpellare nessuno. Proprio come nel 2006. Chiedo fin d'ora che il Pd organizzi le primarie per scegliere i candidati, e che non ci siano privilegi per nessuno. Del resto, così era scritto nelle prime pagine della storia del nuovo partito, o mi sbaglio? Avanti così, gli strateghi son tornati. postato da civati, 20:53 | link | commenti (15) Mi dispiace, ma non reggo Vado a casa. Nel senso fisico dell'espressione. E nel suo senso politico. Vado a casa, che altrimenti perdo il treno, dopo aver perso la fiducia. Che non l'ha persa solo Prodi. Sta parlando An. Gli abbiamo ridato il Paese a questi qua. postato da civati, 19:42 | link | commenti (13) "Troia, cesso, frocio, checca squallida" Comunicato dell'Arcigay: "Come commentare le squallide invettive nei confronti del senatore Cusumano, che dopo la sua dichiarazione di voto è stato fatto oggetto di insulti come "troia, cesso, frocio, checca squallida"? E' quanto sottolinea l'Arcigay, aggiungendo che "queste parole venivano urlate da diversi esponenti del centro destra, che hanno quindi trasformato la sede di un'istituzione democratica in un inqualificabile teatrino omofobico". postato da civati, 19:33 | link | commenti (6) Mi associo Grande la cronaca di Luca Sofri. postato da civati, 19:16 | link | commenti Piccole soddisfazioni Il primo ministro Romano Prodi ci ha fatto pervenire i sensi del suo ringraziamento per l'iniziativa di ieri pomeriggio in piazza San Babila. Caro Romano, grazie a te e a tutti coloro che ci hanno creduto. postato da civati, 19:04 | link | commenti (3) Sputati postato da civati, 18:56 | link | commenti Il migliore Franco Turigliatto, eletto con i voti di Rifondazione comunista, aderente a Sinistra critica, conferma il proprio voto di coerenza. Sarà un no per Prodi. Si aggiunge così a Mastella e Dini. Complimenti vivissimi. postato da civati, 18:40 | link | commenti (20) Le leggi della fisichella Domenico Fisichella, eletto a Roma con la Margherita, non rinnova la fiducia, dopo aver annunciato, non più tardi di ieri sera, che si sarebbe dimesso. Dice che potrebbe non partecipare al voto se anche gli altri senatori dimissionari (Franca Rame e Willer Bordon, due sì a Prodi) lo faranno. Una formula che ha dell'incredibile e che contrasta le più ovvie leggi della logica. E forse anche della fisica. postato da civati, 18:38 | link | commenti (3) Scalera si astiene Siccome non si capiva cosa volesse dire la sua dichiarazione in Senato (sic), il gruppo Dini è costretto a precisare - con una nota successiva al proprio intervento in aula - che si asterrà. E siccome l'astensione vale come voto contrario, siamo 'sotto'. 160 a 157: adieu. postato da civati, 18:32 | link | commenti Neruda Citato da Mastella, in questi istanti, al Senato. La tristezza non ha fine. postato da civati, 18:26 | link | commenti (3) Cult postato da civati, 17:12 | link | commenti (2) Il senatore Alex
Se ci fosse Del Piero nella maggioranza di governo, magari si riuscirebbe a recuperare un risultato di gran lunga compromesso, come è successo qualche ora fa a San Siro, quando sotto di due gol, un'orgogliosa Juventus è stata trascinata al pareggio dal Capitano (grazie, caro Alex). Invece, nella ex-maggioranza annoveriamo: el senador Pallaro che stasera non ci sarà, perché sperduto in qualche località dell'emisfero australe; due diniani su tre (perché il terzo si è dissociato, sic) che non voteranno la fiducia a Prodi; quel raffinato intellettuale di Turigliatto che non ci sarà, perché siccome ha detto che lui la fiducia a Prodi l'aveva tolta, ora non può restituirgliela, anche se è cambiato il famoso "quadro politico"; i tre senatori dell'Udeur che confermano di non votare (due di loro sono stati eletti nelle liste dell'Ulivo, proprio così, e il terzo è Mastella) o di votare contro; Fisichella, che oggi ha detto a Prodi che non lo sostiene più (pare si sia rammaricato: Prodi, non Fisichella); i senatori a vita che votano a favore, tranne Cossiga, ma non 'valgono', secondo il presidente della Repubblica (e non sono d'accordo per niente). A meno di miracoli e di una Cdl "ridotta in dieci uomini", per la défaillance di qualcuno, finirà che 'berremo' per quattro voti. Nel frattempo, si fa largo l'ipotesi di un governo tecnico, con Pd, Cosa rossa e Udc (nel senso della futura Cosa bianca). Si parla di Marini, e come Bartleby lo scrivano, preferirei di no. L'unica cosa che mi sento di esprimere è una forma di solidarietà incondizionata a Romano Prodi. Per tutto il resto, come dice qualcuno, c'è MastelCard. postato da civati, 01:27 | link | commenti (20) mercoledì, gennaio 23, 2008 Bruceremo i camion "Bruceremo i camion della nettezza urbana targati Napoli". Dall'intervento di Enio Moretti, consigliere regionale Lega Nord, durante la seduta della commissione Ambiente del 23 gennaio 2008. postato da civati, 16:18 | link | commenti (11) Telenovela rifiuti: l’assessore Buscemi smentisce Formigoni dopo il diktat della Lega Comunicato stampa. L’emergenza campana richiede responsabilità da parte di tutti, e non stiamo parlando di solidarietà ma di smaltire a pagamento. Oggi l’assessore Buscemi, intervenendo in commissione ambiente, ha dovuto smentire Formigoni e prendere atto del diktat della Lega, che ha addirittura minacciato di dare fuoco ai camion della spazzatura che dovessero arrivare dalla Campania. L’assessore non è ancora stato in grado di dire ai consiglieri regionali come Regione Lombardia intenda fare la sua parte per contribuire a togliere dalle strade della Campania le montagne di rifiuti. Dopo due settimane è il momento di passare dalla disponibilità annunciata da Formigoni ai fatti. Negli anni scorsi da nord a sud sono finite quantità di rifiuti, anche pericolosi e tossico nocivi, almeno dieci volte superiori alle quantità di rifiuti esclusivamente urbani che in questi anni di emergenza campana sono stati smaltiti in Lombardia nella massima sicurezza. L’emergenza campana richiede una responsabilità di maggioranza e opposizione. Serve una grande operazione di verità di fronte ai pregiudizi interessati della Lega Nord: i rifiuti campani sono trattabili al pari di quelli lombardi e quindi possono essere smaltiti, a pagamento, nei nostri impianti. Per l’Unione i consiglieri regionali Carlo Monguzzi (Verdi), Marco Cipriano e Arturo Squassina (SD), Maria Grazia Fabrizio e Giuseppe Civati (PD), Mario Agostinelli (PRC) postato da civati, 16:15 | link | commenti (2) Manifestazione d'affetto In molti scrivono e ringraziano per la "manifestazione d'affetto" del Prodi pride di oggi pomeriggio (piazza San Babila, dalle 17 in poi). Ciò mi fa molto piacere e mi conforta: qualcuno ancora crede nella buona politica. E di questi tempi è una (bella) notizia. postato da civati, 13:32 | link | commenti (8) Ultimo treno per Bouba Per chi incredibilmente non lo avesse ancora richiesto... segnalo che il romanzo on demand è ancora a disposizione per qualche ora. Poi raccoglierò i commenti, le critiche, le osservazioni, rivedrò il testo e lo invierò - per la solita, inenarrabile trafila - agli editori, nella speranza che qualcuno intenda pubblicarlo. Scrivetemi se volete leggerlo in anteprima. Bouba vi aspetta... postato da civati, 13:30 | link | commenti (2) Longobardi di tutto il mondo... Un noto giornale di Monza pubblica (senza usarmi la cortesia di contattarmi) un'intera pagina del blog dedicata alla querelle (inventata) su Rutelli e i longobardi. Devo dire che ne sono felice anche perché "cmz" (che firma il pezzo) chiede di passare a trovare i giornalisti in redazione, dove sono stato più volte in passato, senza avere il piacere di incontrare "cmz": nei prossimi giorni tornerò volentieri. Gli articoli a me dedicati sono addirittura due, e questa è già una notizia, perché da un po' di tempo sembravo scomparso dalle pagine del giornale in questione. In un articolo si dice che "forse" leggo "superficialmente" il giornale, nell'altro si dice che dimostro "premura e attenzione" per quello che i redattori vi scrivono. Non so a quale delle due versioni attenermi, ma ribadisco con fermezza e altrettanta gentilezza che la polemica (stimolata dalla Padania e alimentata dal periodico locale) nei confronti di Rutelli e del governo Prodi per quanto riguarda la vicenda del network longobardo da cui Monza sarebbe stata artatamente esclusa semplicemente non esiste. Rutelli ne ha spiegato i motivi in loco, e non credo ci sia altro da aggiungere, se non che non c'è stata alcuna volontà politica e che anzi si sta lavorando, mi pare, per risolvere il problema. E sarebbe il caso di farlo in un clima di collaborazione, senza affermare, come è stato fatto, che i romani ci portano via i longobardi e senza attribuire responsabilità a chi non ne ha alcuna. P.S.: nel pezzo, il cortese "cmz" sostiene che l'articolo sul blog sarebbe stato "letto da pochi". Non so quanti lettori abbia il giornale su cui scrive (che mi auguro numerosissimi), ma posso affermare che gli e-lettori del blog - che colgo l'occasione di ringraziare, come sempre - a me paiono sufficienti. postato da civati, 13:26 | link | commenti Città possibili 4.1: il programma
Il programma della giornata di sabato 2 febbraio. Fate circolare... postato da civati, 09:02 | link | commenti Strateghi
Dieci anni dopo, la stessa storia: sono al lavoro i nostri strateghi. Quelli che, come Bertinotti, fecero cadere il primo governo Prodi (il migliore di sempre): un gesto folle di cui ancora oggi si percepiscono le conseguenze. Quelli che "meglio da soli". Quelli che "possiamo fare a meno di Prodi". Quelli che si candidano al Nobel: "senza maggioranza non si va avanti". Quelli che "meglio che il Pd nasca senza il fardello del governo Prodi". Sono geniali, gli strateghi. Hanno idee sofisticatissime. Quanto al risultato, è ovvio: deprimere il nostro esausto elettorato e far tornare Berlusconi. Complimenti. postato da civati, 08:07 | link | commenti (23) postato da civati, 00:40 | link | commenti (2) San Babila per Prodi
Dopo una trasmissione non facile a TL, ci vediamo questa sera, a partire dalle ore 17, in piazza San Babila. Chi può, non manchi, mi raccomando. postato da civati, 00:35 | link | commenti (5) martedì, gennaio 22, 2008 Che fine farà? Per ora, nessuno lo vuole. postato da civati, 17:07 | link | commenti Prodi pride, domani, in piazza San Babila Comunicato stampa. Prodi resisti! Presidio in San Babila a sostegno del governo promosso da Carlo Monguzzi, Riccardo Sarfatti, Mario Agostinelli, Giuseppe Civati, Arturo Squassina. Domani, mercoledì 23 gennaio, in piazza San Babila, alle ore 17.00. “Questo è un governo che ha portato frutti al paese e sono convinto che ne saprà dare anche in futuro. Ora, dopo il risanamento, siamo pronti a diminuire le tasse e ad aumentare i redditi dei lavoratori. Le priorità del Paese sono riforme, efficienza e equità”. Le parole di Prodi dette oggi alla Camera sono le nostre parole, e domani le rilanceremo insieme a un chiaro “Prodi resisti!” durante il presidio che promuoviamo in piazza San Babila a Milano a partire dalle 17.00. Il nostro invito è rivolto a tutti coloro che credono nel lavoro svolto sino ad oggi dal governo Prodi e dalla maggioranza dell’Unione e negli importanti progetti che si possono realizzare da qui alla fine della legislatura nell’interesse degli italiani. postato da civati, 17:04 | link | commenti (9) Prodi pride on tv Stasera, Prima serata, Telelombardia, il vostro affezionatissimo parlerà di Prodi e della situazione politica. Ci vediamo alle 20.30. postato da civati, 15:54 | link | commenti Città possibili 4.1 Dopo un anno di pausa, torna il Festival delle Città possibili, giunto alla sua quarta edizione. Quest'anno la rassegna sarà dedicata alla cultura come motore di sviluppo delle comunità e dei territori. E non si tratterà più di un solo appuntamento, ma di più momenti che ci accompagneranno nel corso di tutto l'anno. Il primo, l'appuntamento con le Città possibili 4.1, si terrà a Vimercate, presso Villa Gussi, sabato 2 febbraio, dalle ore 10 alle 18. La mattinata sarà dedicata alle buone pratiche: Mantova e la sfida per il riconoscimento della città presso l'Unesco; Brescia e la sua 'rinascenza'; Venaria e il sistema delle regge sabaude; il sistema culturale di Trento e Rovereto. Interverranno Fiorenza Brioni, sindaco di Mantova, Paolo Corsini, sindaco di Brescia, Gianni Oliva, assessore alla cultura della Regione Piemonte, Donata Loss, consigliere d'amministrazione dell'Università di Trento. Nel pomeriggio ci occuperemo di Brianza, con la partecipazione di AreaOdeon, Binario 7, Casa della Cultura di Monza e Brianza, Circolo culturale Antonio Banfi, PoesiaPresente, Sophia e altri soggetti culturali che operano sul nostro territorio. Un appuntamento importante per confrontare le buone pratiche e per discuterne con i protagonisti dell'iniziativa culturale in Brianza. L'iniziativa è promossa dal neonato gruppo consiliare del PD. Vi aspettiamo. postato da civati, 15:45 | link | commenti E se... [Allucinazione] E se tipo Cesa e Casini incominciassero a parlare di governo istituzionale, e qualcuno a Palazzo Madama non partecipasse... Insomma, e se non fosse finita qui? postato da civati, 14:07 | link | commenti (4) Carme [Oggi l'esterofilia è d'obbligo, per sopravvivere]. "Em va semblar una gran política. Senzilla i propera. Brillant i capacitada. Elegant i atractiva... ". Carme Chacón, leader del Partido Socialista de Catalunya, ha un bel bloc (che sarebbe il blog dei catalani) in cui sono gli altri a parlare di lei. Una bella intuizione e una proposta alternativa al narcisismo montante (anche il mio, s'intende, prontamente rilevato un po' da tutti...). Visitatelo. postato da civati, 13:16 | link | commenti Prodi pride Prodi alla Camera. Orgogliosi di lui, del lavoro fatto, delle persone serie e perbene che l'hanno accompagnato. postato da civati, 12:34 | link | commenti (5) Hai voglia Hai voglia a spiegarlo agli stranieri perché cade il governo. Hai voglia a spiegarlo anche a te stesso, che stai facendo un lavoro giorno-dopo-giorno vanificato dall'insultante protagonismo di un senatore. Hai voglia a pensare di fare un'altra campagna elettorale, per dire che cosa, ai poveri elettori? Hai voglia a parlare di riformismo e di pensieri lunghi, in un Paese così. postato da civati, 11:26 | link | commenti (4) Da soli Andremo da soli, dice Veltroni. Faccio fatica a capire dove accidenti andremo, da soli: con il sistema elettorale attuale che premia le coalizioni è assicurato che, da soli, andremo all'opposizione, regalando il Paese ad una destra che ha fatto male quando era al governo e, se è possibile, anche peggio da quand'è all'opposizione. Un bel requiem per il discorso politico italiano. postato da civati, 11:13 | link | commenti (18) lunedì, gennaio 21, 2008 Prodi pride: non mollare
Mastella se ne va, lo ha dichiarato alle 18.31 di oggi (ma sembra di essere ripiombati negli anni più nebbiosi della prima repubblica). L'ex-ministro si è sentito abbandonato e lascia la compagine di governo apparentemente per motivi più personali che politici (a tanto siamo arrivati). Pare che si terrà un vertice di maggioranza alle nove e vedremo quello che succederà. Per quanto mi riguarda, riunisco la redazione del «Prodi pride» sul blog, per cercare di capire come la pensiate. Posso solo dirvi che sono molto preoccupato. E che ho chiara una cosa soltanto: in un giorno in cui tutto il mondo s'interroga sul crollo delle borse, noi dobbiamo occuparci di queste cose. E' davvero, il nostro, un paese «a coriandoli» come ha commentato oggi Bagnasco, di cui per altro non condivido nulla di quello che ha detto (attribuire surrettiziamente a Prodi l'affaire Sapienza è inverosimile e offensivo, tornare sull'equazione pena di morte-194 è banalmente irricevibile, continuare a discriminare i cittadini che "essendo uomo" non amano una donna ed "essendo donna" non amano un uomo è davvero stucchevole). postato da civati, 20:54 | link | commenti (27) Se ci riuscite
Provate a tradurre un libro con il Mac (un iBook d'annata) che si impalla, lo schermo che frigge, i file che si cancellano da soli. postato da civati, 09:06 | link | commenti (4) El partido #2
Del Barça. Al Camp Nou. Che lo sta ridisegnando Foster, per dire. E che era quasi pieno, ieri sera, per una partita non proprio irresistibile. Anzi, probabilmente la più noiosa mai disputata nella storia centenaria del club. Avevo rotto il salvadanaio e preso un posto in tribuna: non fatelo per nessun motivo al mondo. Davanti a me, avevo due anziani notabili catalani – che chiamerò Puig e Montaner – che hanno fumato per novanta minuti un sigaro da undici metri, che gli durerà fino alla fine della temporada; a fianco, avevo un multimilionario russo con modella, sorella della modella e iPhone, che ha fotografato anche i guardalinee e acquistato un intero chiosco di gadget del Barcelona; dall’altra parte, un signore di Alicante costantemente insoddisfatto della squadra (non vi dico la moglie che lo accompagnava); dietro di me, per finire, due brillanti professionisti locali, scatenati fin dall’inno del Barça, che hanno interloquito a male parole catalane con l’arbitro per tutta la partita. E il bello è che non succedeva niente. Per la cronaca: Barcelona 1 – Racing 0. Goal di Henry, per altro non proprio in serata. Stavamo per andare a casa mesti, quando, al ventincinquesimo della ripresa, è entrato Messi, esaudendo le aspettative (messianiche, appunto) di tre quarti dello stadio. E il ragazzo ha fatto vedere quello che vale, con serpentine, passaggi filtranti, dribbling e numeri che pochi, in giro per il pianeta, possono permettersi. Il signore di Alicante si è rianimato, la moglie anche (forse per osmosi, o forse perché stava per finire la partita), il russo ha continuato a far fotografie e Puig e Montaner a fumare. I due professionisti invece non si sono dati pace e hanno proseguito ad insultare l’arbitro dalla prima birreria della zona, addentando un entrepan e riconoscendo che quest’anno a vincere sarà il Madrid. Ite, Messi est. postato da civati, 08:50 | link | commenti (1) El partido
El partido. Socialista. Catalano, perché qui il Psoe è 'regionalizzato' (a proposito: dove è finito il Pd federale?). Grande manifestazione pubblica di 'lancio' della campagna elettorale. Il titolo: La Catalunya optimista. I protagonisti: José 'Pepe' Montilla, presidente della Generalitat, Felipe Gonzalez, leader storico del Psoe e della Spagna, e Carme Chacón, che ha trentasette anni, e già ministro del governo Zapatero, e guiderà la lista socialista per Barcellona. Alla stessa età Felipe divenne presidente del governo: era il 1982. E il tema del ricambio generazionale, del passaggio del testimone e della continuità socialista è il filo rosso che lega i tre interventi. Montilla ordinato e puntuale nel descrivere i due modelli, quello popolare e quello socialista, contrapposti e irriducibili. Gonzalez e Chacón durissimi nei confronti della destra degli Acebes e degli Zaplana, dei Pizarro e delle Aguirre: il primo, chiedendo agli elettori di dire addio definitivamente ad Aznar e a un modo di concepire la politica basato sulla polemica, sulla «dose» da cavallo di scontro e di attacco personale (a me viene in mente qualcuno, a voi no?), sulla necessità di dare altri quattro anni alla politica del dialogo, dell'ascolto e della convivenza che Zapatero ha promosso nel suo primo mandato. «Le cose sono state fatte bene», ha detto Gonzalez, e sarebbe bello consegnare la derecha ad altri quattordici anni di opposizione, sulla base di un programma avanzato, che punta ad un modello Nokia per le politiche ambientali in Spagna: investimenti, ricerca e innovazione. Chacón ha rilanciato: dalla destra non abbiamo imparato nulla, «a la derecha no debemos nada». E' socialista la riforma della Spagna, è socialista la possibilità di dare forza a questo paese, è socialista il buongoverno e il federalismo rispettoso delle differenze. Una grande lezione di politica, miei cari, di cui avremmo tanto bisogno anche noi. postato da civati, 08:14 | link | commenti domenica, gennaio 20, 2008 Aspettando la Carolina del Sud
«Hillary Rodham Clinton won the vote, giving her a second consecutive victory, but Barack Obama won more delegates to the national convention». Così il New York Times. La verità è che è una campagna ancora aperta, con Clinton avanti ma Obama costantemente in recupero: in Nevada partiva con decine di punti di svantaggio e si ritrova solo a -5%, portando a casa più delegati di Clinton. Con Hillary le donne, con Obama gli afro-americani. I latinos si dividono tra i due candidati, e saranno decisivi in California e Florida (soprattutto quest'ultima rischia di diventare il vero bivio di queste primarie e decidere ancora una volta le sorti dell'intero paese). Mollica, l'Al Gore di Varese, clintoniano della prima ora e dell'acqua più limpida, mi scrive dicendosi sicuro che vincera Hillary. Probabilmente ha ragione, ma aspettiamo la Carolina del Sud, dove dovrebbe vincere Obama, e poi prepariamoci al rush finale, magari leggendo il libro di Molinari per saperne di più. postato da civati, 10:01 | link | commenti sabato, gennaio 19, 2008 postato da civati, 22:46 | link | commenti (15) Obama e i cowboy democratici
Nell'ambito della rassegna Obama sui Navigli: Se volete saperne di più sulle elezioni americane, precipitatevi in libreria - come quando esce Harry Potter - e acquistate Maurizio Molinari, Cowboy democratici, Einaudi. Il sottotitolo è di per sé una recensione: Chi sono e in cosa credono i liberal che vogliono conquistare la Casa Bianca e cambiare il mondo. Il libro ripercorre le ultime mosse democratiche. Il catalogo di Molinari è (più o meno) questo: l'intuizione di Howard Dean - dopo la tragedia elettorale del 2004 a capo del suo partito - di girare per l'America rossa, che sarebbero gli stati repubblicani (rosso, essendo, il colore dei conservatori); la nascita di una coscienza neogreen grazie ad Al Gore; il radicalismo d'opposizione della Pelosi e il centrismo di governo di Hillary; il carisma di Obama e la necessità di recuperare i credenti, spostando il fuoco della polemica religiosa a temi più democratici, come la pace, l'assistenza, il rispetto delle minoranze; la creazione di un gruppo dirigente plurale, rappresentativo di sensibilità diverse, capace però di rappresentarsi come alternativa e di vincere le elezioni politiche nettamente; la necessità di offrire agli Stati Uniti un cambiamento, che conservi però l'influenza planetaria delle politiche repubblicane degli ultimi anni. In questo i democratici intendono superare Bush sul suo stesso terreno, ribadendo la centralità degli States nello scacchiere internazionale, ma su basi nuove e diverse. Tutte cose che sono interessanti anche solo pensando agli Stati Uniti, ma che se rapportate al dibattito politico del nostro Paese non possono non far riflettere. Se i democratici italiani fossero un po' come 'questi' democratici americani, insomma... Chi non compra il libro è George W! postato da civati, 21:10 | link | commenti (4) Il Pp e le rinnovabili
Il Partito popolare spagnolo sta cercando di ripetere il capolavoro di quattro anni fa, perdendo per la seconda volta consecutiva le elezioni politiche. Dietro Mariano Rajoy, presidente e candidato premier, non troviamo più i soliti Acebes e Zaplana (nel caso evitate l'espressione 'colonnelli': i due potrebbero appassionarsi). No, ora hay una nueva estrella, e la nuova stella si chiama Manuel Pizarro. Presidente di Endesa, uomo che si è fatto da solo (un altro), destro che più a destra Franco si preoccuperebbe, diventerebbe ministro dell'economia in caso di vittoria di Rajoy. Turbonazionalista dai riflessi centralisti che più centralista Franco si offenderebbe, Pizarro ha spiegato ieri un bel po' di cose, nel corso di un mitin del suo partito. Tra le perle, l'accusa a tutti i governi precedenti, compreso quello di Aznar, di aver finanziato troppo le rinnovabili, potenziando l'eolico (che in Spagna è pasato da 211 megawatt a 8155, con una crescita del 3764% in meno di dieci anni). Pizarro dice: costano troppo, queste maledette rinnovabili, e l'inflazione corre. Giusto. Zapatero, vinci, per favore. postato da civati, 21:00 | link | commenti Letizia Braghettone Moratti
In effetti non è che funzioni molto bene il gioco di parole tra Brichetto, cognome da nubile della signora Moratti, e Braghettone, nome d'arte di Daniele da Volterra, noto da sempre per aver dipinto le mutande a coprire le zone 'erogene', per così dire, della Cappella Sistina. Dopo aver chiuso la mostra «Vade retro» perché troppo gay, il sindaco di Milano si appresta a fare lo stesso con le mostre di due fotografi - che non nominiamo, perché ci viene vergogna a dover parlare così di due artisti - perché sono «blasfeme e parapedofile» [in una successiva dichiarazione, l'aggettivo è stato sostituito con un più deciso «pedofile»: niente 'para', dunque]. Sgarbi dal Brasile, dove si trova in vacanza, fa sapere di non poterne più. Anche noi, da Milano e dalla Lombardia del 2008 e non da quella di prima del Manzoni, facciamo sapere di non poterne più né di Sgarbi che propone, né di Moratti che dispone, né di una città che si copre di ridicolo ad ogni mostra, ossessionata da una morale da pattine e da cera-sul-pavimento, una morale pelosa che nasconde un degrado culturale e lo interpreta con alcuni strumenti amministrativi orgogliosamente illiberali. Una città mostruosa, eccolo il gioco di parole che mancava. Che squallore. postato da civati, 20:36 | link | commenti (4) Specchio riflesso
Chi lo dice sa di esserlo. E' la risposta che si dava da bambini e può essere utilissima ai consiglieri regionali dell'opposizione in Regione Lombardia. Ed è quello che consiglio a Marcello Saponaro, il grande comandante dei Verdi, sempre preciso e puntuale. Alle sue interrogazioni non rispondono, perché non sanno che cosa rispondere. Sulle sue iniziative glissano, perché una Regione modello non può permettersi, ad esempio, di demolire brutture o di adottare software libero e opensource: sarebbe troppo intelligente. Alle sue denunce rispondono come se si trattasse di un pazzo visionario: sono solo «polemiche», le sue, e oltretutto sono «vergognose». Così gli rispondono oggi, sulla questione sollevata da Saponaro per quei due euro e rotti che i cittadini si trovano a dover regalare non si sa bene a chi se pagano il bollo online. E la giunta, siccome non sa che cavolo dire, risponde che sono «polemiche vergognose». Paghiamo il bollo offline e i due euro usiamoli per difendere Saponaro e i cittadini lombardi onesti e coscienziosi. E per cambiare governo regionale, perché questi si sono convinti di essere dei sovrani assoluti. Volevo dire cafoni. postato da civati, 19:09 | link | commenti Quatre consonnes et trois voyelles
Mentre scrivo, il mio iTunes sta mandando Carla Bruni. «Quattro consonanti e tre vocali» e viene in mente Sarkozy e il servizio che gli ha dedicato oggi Repubblica, un ritratto straordinario. A me, come sanno gli affezionati, Sarkozy non piace quasi per niente e non dimentico certe sparate che si è concesso per tutta la carriera prima di diventare un leader universale (tipo spazzare via i maghrebini con l'idropulitrice o cose del genere). Tra le tante curiosità (tra cui segnali orologi e pacche sulle spalle che mi sembrano essere mutuati direttamente da uno che conosciamo bene), colpiscono soprattutto due cose. I «dodici apostoli», il gruppo dei suoi collaboratori, che Sarkozy convoca ogni mattina, subito dopo aver fatto jogging, per pianificare la giornata e per indirizzare tutte le sue azioni verso una precisa strategia (chissà se qualcuno di loro, come ne Il presidente di Simenon, lo tradirà). Il secondo aspetto è ancora più interessante, e mi riferisco al superamento, spesso eccessivo e invero un po' troppo gagliardo, della «langue de bois», che da noi sarebbe il politichese, ma che in francesce è una vera e propria figura retorica che potrebbe ricordare un modo di argomentare tipo «blabla per dire tutto e non dire niente». Quello che dice Sarkozy è studiato dai dodici apostoli e da Lui e tutti se lo ricordano. Idropulitrice compresa. postato da civati, 01:12 | link | commenti (1) Come abbiamo fatto a non pensarci anche noi?
Sono molti a credere che i fautori dell'uso urbano della bicicletta siano dei visionari, o tutt'al più degli amatori, persone a cui piace sentire l'aria sul viso e fare un po' di moto andando a fare la spesa o a trovare la zia. Così ci inventiamo gli Ecopass e altre sofisticherie, per far finta di non vedere che il problema è molto più semplice e di soluzione più immediata. Per tragitti brevi, il mezzo più portentoso è proprio la bici, e se qualcuno ve la mette a disposizione praticamente sotto casa e voi potete lasciarla dove volete, allora diventa il mezzo più competitivo che ci sia, a meno che non abitiate sul passo del Pordoi o ad Aberdeen. A Barcellona il servizio Bicing è letteralmente impressionante: ne avevo già parlato, ma ora che ho potuto apprezzarne le gesta in una giornata lavorativa, posso dirvi che è un'operazione azzeccatissima. Il servizio di noleggio funziona perfettamente, un sacco di persone lo usano, di tutte le età e di tutti i 'generi' e diventano testimonial di se stessi e dell'iniziativa dell'Ajuntament perché le bici sono riconoscibili e se ne possono contare a decine passeggiando tra la Rambla e la Diagonal, tra il Raval e la Barceloneta. Anche di sera, grazie ad apposite lucine. Mi chiedo: ma cosa diavolo stiamo aspettando, per aumentare la mobilità ciclistica di quel dieci per cento che darebbe risultati superiori a qualsiasi Ecopass e che costringerebbe i nostri bravi amministratori a pensare ad una città in cui si passeggia e si pedala e in cui non si saltano macchine parcheggiate come se fossero i 400 ostacoli? (e se son Suv, ci vuole anche l'asta). Il gruppo del Pd ha strappato 300.000 euro al bilancio regionale per far partire il bike-sharing: muoviamoci. E decidiamoci anche noi a volere la bicicletta, come a Parigi, come a Berlino, come a Barcellona. postato da civati, 00:26 | link | commenti (2) venerdì, gennaio 18, 2008 Pallone gonfiato
Maurizio ha scovato questa notizia e (giustamente) la propone al Pd lombardo per valutare l'Ecopass milanese e più in generale la qualità dell'aria che respiriamo e darne immediata informazione ai cittadini. Quella di Parigi, per la precisione nel parc André-Citroën del XV arrondissement, è una mongolfiera che in primavera servirà per dare conto della qualità dell'aria. Sarà colorata in verde se tutto sarà ok, in arancione se i livelli iniziassero a diventare critici, e in rosso ogni volta che si dovesse superare la soglia critica. Una bella idea: faccio una previsione, però. A Milano, per più della metà dei giorni dell'anno, il pallone sarebbe rosso. Anche con l'Ecopass, che si sta dimostrando solo parzialmente utile e di fatto ininfluente sui dati delle polveri sottili. Per ora, quindi, è il provvedimento del sindaco Moratti a essere 'gonfiato' dalla retorica politica, più che dalla sostanza dei risultati a cui conduce: del resto, è troppo poco esteso e troppo selettivo per essere davvero 'eco'. Lo diciamo da tempo: tutt'altro che contrari all'Ecopass, riteniamo però si tratti, nella formula finora adottata, di un ballon d'essai. Appunto. postato da civati, 20:34 | link | commenti (2) Classi per stranieri? No, però...
Inizio col dire che qui ci sono 25 gradi centigradi e si gira in camicia... E poi vi segnalo che sulla prima pagina di El País Cataluña si dà notizia di una iniziativa promossa dalla Generalitat de Catalunya nelle città di Reus e Vic, in cui saranno aperte alcune classi dedicate esclusivamente agli scolari stranieri, che abbiano raggiunto i compagni ad anno scolastico già iniziato o non abbiano padronanza sufficiente della lingua castigliana o catalana. Un'iniziativa che ha fatto parlare di «aulas segregadas» e di discriminazione, ma che la Generalitat difende, segnalando che la classe sarà frequentata solo per un anno dagli alunni, che poi potranno raggiungere i compagni di scuola. Una soluzione radicale e dal sapore molto discutibile che dimostra però che qualcuno, in giro per l'Europa, il problema se lo sta ponendo, mentre in Italia - oltre allo scandalo milanese che tutti ricorderete - si fatica anche solo a sostenere i mediatori linguistici e culturali anche e soprattutto nel mondo della scuola. Il problema dell'integrazione, da una parte, e della qualità dell'insegnamento, dall'altra, deve essere affrontato al più presto: a Vic e Reus i bambini stranieri sono tra il 15 e il 17%, ma anche "da noi" le percentuali sono sempre più alte, e sempre più alta è la presenza di bambini "appena arrivati". Pensiamoci, al di là delle chiusure di questa o di quella forza politica, per il bene di tutti: italiani e stranieri. postato da civati, 16:55 | link | commenti (2) Se i pendolari vanno a piedi
Il treno si ferma e i pendolari, esasperati dal ritardo già accumulato dal convoglio, proseguono a piedi, per raggiungere la stazione di Cadorna. E' successo due giorni fa a Milano. Un gesto sconsiderato, dalle conseguenze imprevedibili, che abbiamo documentato ieri con il filmato pubblicato da Repubblica e che la dice lunga sullo stato del servizio ferroviario regionale. Si parla molto di autostrade e di aeroporti, di Pedemontana e di Malpensa, di Alitalia e di Brebemi. Forse sarebbe il caso di prendere di petto, in questo 2008 partito con tante difficoltà, proprio la questione delle ferrovie e, più in generale, del trasporto pubblico. Si può e si deve avviare una riflessione, che parta magari da vizi e virtù dell'Ecopass (superiori le seconde ai primi), per avanzare un piano prima metropolitano e poi regionale che riguardi Milano e la sua provincia, ma che ragioni su scala lombarda. Negli anni del governo Berlusconi, le ferrovie hanno vissuto una stagione di trascuratezza, per non dire di oblio. Forse perché memore della comunistissima Locomotiva, ma possiamo ben dire che, sotto Berlusconi, le ferrovie sono state abbandonate a se stesse. Con il governo Prodi c'è stata una ripresa, seppur timida, e un orientamento diverso della spesa per le infrastrutture: per dirla in tre parole, "non solo autostrade". Ora che sta per arrivare l'alta velocità, con tanto di timer e conto alla rovescia in piazza Duca d'Aosta all'ingresso della stazione Centrale, sarebbe il caso di por mano anche alle linee "a bassa velocità", quelle dei pendolari, così come hanno fatto tutti gli altri 'motori' d'Europa, da Stoccarda a Barcellona, passando per la Francia. Manutenzione, pulizia, rispetto delle condizioni previste dal contratto di servizio, maggiore qualità complessiva del servizio. Per dare un'alternativa vera all'uso del mezzo privato: perché prendere l'auto (purtroppo, pensando all'ambiente) è sempre meglio dell'andare a piedi, sui binari, con un'ora di ritardo sulle spalle. E il Partito democratico non può non sottolineare che il trasporto pubblico è uno dei punti più deboli della stagione formigoniana, che in dieci anni ha sempre sostenuto la mobilità individuale, a discapito di quella collettiva. E i risultati si vedono. postato da civati, 09:56 | link | commenti (5) giovedì, gennaio 17, 2008 Que lastima pero adiós...
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Sono in partenza: il blog nei prossimi giorni sarà aggiornato da Barcelona (magari da un phone center, come quelli che in Lombardia una legge regionale costringe alla chiusura perché son pieni di stranieri, come me...). Mi attendono giornate di 'duro' lavoro accademico, e un fin de semana in cui avrò il piacere di seguire la campagna elettorale del Psoe (in versione Psc) e una partita al Camp Nou, che fa sempre piacere. Stay tuned, mi raccomando. postato da civati, 17:41 | link | commenti (4) L'oroscopo di Prodi (e di Obama, e di Zapatero, per dire)
Questa volta fatico a capire le indicazioni di Rob Brezsny (ricordo che il premier, così come Obama e Zapatero, è leone). postato da civati, 17:33 | link | commenti (1) I virtuosi del rifiuto
Scusate l'amarcord, ma quando ci vuole, ci vuole. La città di Monza, grazie anche alla giunta Faglia e al suo assessore Michele Erba, è tra le città che più riciclano rifiuti in tutto il Paese. Grazie alla raccolta casa per casa del vetro, un vero e proprio cavallo di battaglia di Erba, la raccolta dei rifiuti della città è tra le più avanzate, da tutti i punti di vista. Credo sia giusto che città come Monza siano premiate, con uno schema 'tipo' Kyoto per cui i sistemi territoriali che più investono sull'ambiente siano sostenuti con finanziamenti o con sgravi fiscali particolari. Un'iniziativa (di cui parlo da tempo) che il Pd regionale ha finalmente assunto e che spero possa trovare modalità concrete per essere declinata, fin dal 2009, in tutta la regione. postato da civati, 09:40 | link | commenti (5) Bravi (Bravia)
Spero che liberino presto Cecchini, l'artista delle palline in piazza di Spagna. Nell'attesa, vi segnalo il precedente, uno spot straordinario della Sony (colonna sonora di José Gonzales). Guardatelo: fa bene. postato da civati, 09:35 | link | commenti (6) Non so voi
Che cosa ne pensiate, ma per me è meglio che si dimetta, anzi, per la precisione, che confermi le proprie dimissioni. Parlo di Mastella. E magari anche di qualcun altro, da cui mi sarei aspettato un po' di orgoglio in più. La vicenda campana, ormai precipitata in una sorta di incubo senza fine, sta proiettando un'ombra nera sull'"impeccabile stile" amministrativo che il centrosinistra, in questo Paese, ha sempre potuto vantare. E' questa responsabilità, di segno squisitamente politico, che più mi preme chiarire. postato da civati, 09:15 | link | commenti (6) Rifiuti: qualche precisazione
Ho resistito una settimana, ora, però, non ce la faccio più. So che non dovrei dirlo, perché poi emettono una fatwa e sui giornali non ci vai più. Però è veramente triste osservare come le redazioni milanesi, anche di giornali autorevoli, diano informazioni approssimative e parziali. Sto parlando della vicenda dei rifiuti campani: leggo che sarebbe stata la Lega, ieri, a far cadere il numero legale della commissione Ambiente del Consiglio regionale, mentre il numero legale non c'è mai stato, perché non c'era Forza Italia (sì, proprio la forza politica di Formigoni e di Buscemi); leggo che fonti dell'assessorato dicono che gli impianti sono saturi, e non è vero, perché c'è la possibilità in almeno tre impianti di smaltire i rifiuti campani che, se vagliati, possono anche andare in discarica, oltretutto, senza violare alcuna norma. Si tratta di qualche migliaio di tonnellate al mese che la Lombardia si può permettere, soprattutto quando riaprirà la seconda linea di smaltimento dell'inceneritore più potente che abbiamo in provincia di Milano. A me dispiace, però: sinceramente come cittadino, vorrei un'informazione imparziale e documentata. E in Lombardia, ahinoi, è molto difficile incontrarla. postato da civati, 08:50 | link | commenti postato da civati, 08:12 | link | commenti Marta e Cesare
Bellissimo pezzo di Marta Meo (come sapete, sono un meoista) su Pd, impegno civile e motivazioni personali. Leggete e osservate con me. postato da civati, 07:58 | link | commenti (2) Pronti per l'Expo
Milano, gennaio 2008. Fervono i preparativi per l'Expo 2015. Si parte con un rinnovato servizio ferroviario, a cura delle Ferrovie Nord (controllate dall'efficientissima Regione Lombardia). Qui di seguito un contributo filmato dimostra che Milano è all'avanguardia. I pendolari, entusiasti della prospettiva dell'Expo, proseguono a piedi, sotto la pioggia, perché il treno non parte più. postato da civati, 07:49 | link | commenti (2) mercoledì, gennaio 16, 2008 Eccolo Lo stavamo aspettando con l'orologio in mano: eravamo certi che Formigoni avrebbe colto l'occasione del caso Ratzinger-Sapienza per dare fiato al proprio protagonismo sfrenato. Domenica sarà a Roma, all'Angelus, con tanto di gonfalone della Regione. Ogni commento è superfluo: ci mancava soltanto la strumentalizzazione di Formigoni e la conferma che Galileo ha definitivamente perso la sua battaglia: al centro del sistema non c'è il sole, ma l'ombelico. postato da civati, 18:52 | link | commenti (5) Ancora rifiuti: la maggioranza non ha i 'numeri' Comunicato stampa. La Commissione Ambiente, oggi, non è mai iniziata e non è stata la Lega a far mancare il numero legale (come la Lega ha rivendicato di aver fatto), ma il fatto che alcuni componenti, rappresentanti una parte delle forze di maggioranza (Fi e An), non si sono proprio presentati in aula. Lo fanno sapere Maria Grazia Fabrizio e Giuseppe Civati, consiglieri regionali del Pd che compongono la commissione e che erano presenti alla seduta. All’ordine del giorno il programma regionale di gestione rifiuti e il Piano della Provincia di Milano per la gestione rifiuti. Inoltre, la Lega aveva presentato un documento che invitava a discutere contestualmente la questione dello smaltimento dei rifiuti campani in Lombardia. “È ancora una volte evidente – dicono i due consiglieri – che sul problema dei rifiuti la Cdl è in stato confusionale e non vuole assumersi le proprie responsabilità”. Ora, si chiedono Fabrizio e Civati, “come mai in aula era presente solo la componente della maggioranza che non vuole i rifiuti, mentre quella che dice di volerli era assente?”. postato da civati, 18:47 | link | commenti A te Da ascoltare l'ultimo album di Jovanotti, anticipato da Repubblica. Soprattutto A te, e soprattutto il ritornello degregoriano. postato da civati, 17:13 | link | commenti (2) Sapiens sapiens Onemoreblog la definisce la migliore della vicenda Sapienza versus Ratzinger. Sono d'accordo. postato da civati, 16:20 | link | commenti (6) Eppur NON si muove Ringrazio Luca Sofri per la segnalazione dell'incredibile (e vergognoso) servizio del Tg2, dedicato al caso Galileo. Dalla provocazione di Feyerabend, attraverso la lettura orientata (e decisamente parziale) di Ratzinger, siamo così giunti ai giorni nostri. Tu chiamalo, se vuoi, servizio pubblico... postato da civati, 16:05 | link | commenti (2) Ecoballe spaziali? Roberto Formigoni ha ricevuto oggi al Pirellone Regione l'equipaggio della missione spaziale "Shuttle STS 120 - Space Transportation System": protagonista dell'incontro l'astronauta lombardo Paolo Nespoli. Pare che Formigoni stia valutando se consegnare al team spaziale la partita delle ecoballe campane, perché l'assessore Buscemi, che si è finora limitato a insultare l'opposizione, non ha ancora trovato una soluzione al problema. Siamo fiduciosi. postato da civati, 14:59 | link | commenti (1) L'abolizione del punto G Silvia Ferretto Clementi è un mio punto di riferimento ideale, superiore anche alla sua collega di gruppo e vicepresidente, che ho ribattezzato Fata Carabina per la nota propensione per la caccia alla peppola. Ferretto, per non essere da meno, si è presentata ieri in Commissione Statuto con numerose proposte, dalle radici cristiane all'abolizione della lotta di classe (giuro: come si fa a non mettere nello Statuto regionale il superamento della lotta di classe?). Ad un certo punto, nel corso dell'esposizione della sua proposta emendativa enciclopedica, Ferretto ha proposto anche l'abolizione del punto g [pausa teatrale involontaria] dell'articolo 2. Come se non bastassero le altre sollecitazioni... postato da civati, 14:30 | link | commenti La tolleranza e gli intolleranti Torno su Ratzinger, per una questione di ordine metodologico e di matrice eminentemente filosofica, al di là delle ovvie ragioni di opportunità che avrebbero sconsigliato di invitare un papa all'inaugurazione dell'anno accademico di un'università. Mi interessa scavare un po' di più, però. La tolleranza vale anche nei confronti degli intolleranti? Se ci pensate, è un tema - da me già frequentato - che riguarda il nostro rapporto con l'Islam (ora si chiama "argomento della reciprocità" e l'esempio più noto è: faccio costruire le moschee in Italia se e solo se posso costruire le chiese nei paesi islamici). E' un argomento rudimentale, e anche per questo popolarissimo tra i leghisti, che si basa su una famosa pagina di John Locke in Saggio sulla Tolleranza, p. 111, Utet 2005, dedicato esplicitamente ai fedeli della Chiesa di Roma (e fa quindi al caso nostro): «I papisti non devono godere i benefici della tolleranza perché, dove essi hanno il potere, si ritengono in obbligo di rifiutarla agli altri. È infatti irragionevole che abbia piena libertà di religione chi non riconosce come proprio principio che nessuno debba perseguitare o danneggiare un altro per il fatto che questi dissente da lui in fatto di religione». Bene, io credo che Locke sul 'punto' abbia torto, e che la tolleranza - per quanto riguarda la libertà di espressione e di parola - debba valere anche per gli intolleranti o presunti tali. Ed è proprio sulla 'presunzione' che dobbiamo soffermarci, prima di assumere posizioni oltranziste: perché quello che è intollerante per me, può non esserlo per altri, e il metro di giudizio, su queste questioni, deve essere universale. Ratzinger per molti è intollerante? Una ragione in più per ascoltarlo e contestarlo. Almeno, la penso così, al di là dell'episodio e dell'inverosimile dibattito che molti, non si sa bene a quale titolo, stanno interpretando. A me le cose che dice in questo periodo la Chiesa su tanti argomenti - a cominciare dalle unioni civili, per finire con la richiesta di cambiare la 194 - trovano in disaccordo pressoché totale, ma credo di poter argomentare e di poterne discutere senza vietare a nessuno la possibilità di parlare. postato da civati, 12:50 | link | commenti (13) Single Nella speranza che tutto si risolva nel migliore dei modi per la famiglia Mastella (e auspicando, per lo stesso motivo, che Dini non si faccia avanti), segnalo che, a scanso di equivoci, sono single. postato da civati, 12:09 | link | commenti (5) Coloro che amano la sapienza
«Occorre che coloro che amano la sapienza siano esperti di molte cose», Eraclito, frammento 35. Non voglio aggiungere parole inutili al dibattito che si è aperto circa la visita di Ratzinger alla Sapienza e che già coinvolge più o meno tutto il mondo politico italiano. Dico solo che preferisco il confronto all'ostruzionismo, il dialogo alla criminalizzazione delle posizioni, il dibattito serio e approfondito alla contrapposizione fine a se stessa. E ciò vale per entrambe le parti in causa. Vorrei perciò sentire la vostra opinione, che mi interessa più di ogni altra cosa. postato da civati, 09:04 | link | commenti (19) Se gli immigrati diventano leghisti
Ci penso da un po'. I leghisti si lamentano del fatto che i soldi delle loro tasse vanno a Roma e non tornano più. E' un Leitmotiv che accompagna la politica italiana e lombarda in particolare da vent'anni. La necessità di avere un federalismo fiscale è vera e forse, dopo anni di chiacchiere devolute (e involute), il governo Prodi riuscirà a fare qualcosa di significativo, attuando finalmente l'art. 119 della Costituzione. Pensavo però che oltre ai leghisti c'è qualcun altro che si dovrebbe lamentare, perché i suoi soldi finiscono a Roma, e non solo non gli tornano, ma non ha la possibilità di decidere - attraverso il voto - che cosa succederà delle tasse che ha pagato. Mi riferisco ai lavoratori immigrati, che pagano le tasse, producono ricchezza, e non hanno alcun diritto di rappresentanza. Se diventano 'leghisti' sono guai. Roma ladrona dovrebbe tremare come ai tempi di Brenno, allora extracomunitario. Forse è il caso che ce ne ricordiamo, quando parliamo di immigrazione, di diritti e di doveri. Sarebbe interessante valutare qual è l'entrata per le casse dello Stato che proviene dalle tasse pagate dai lavoratori stranieri. postato da civati, 08:51 | link | commenti (8) Almeno quindicimila
Oggi pomeriggio ho ricevuto l'ennesimo insulto da parte della giunta regionale più cafona che ci sia. Questa volta è stato Buscemi (non nuovo a polemiche di una stupidità monumentale) ad offendere la consigliera Fabrizio e me, per evitare di rispondere alle proposte che abbiamo avanzato. Sono tesi e nervosi, i nostri governanti, perché sanno di aver raccontato panzane per una settimana e, ora che si sono detti disponibili a smaltire una piccola quota di rifiuti campani, sanno benissimo di avere un altro bel problema (da smaltire, absit iniuria verbis), che si chiama Lega. Nel frattempo, la migliore risposta possibile a Buscemi, arriva da Pierluigi Bersani, che a Ballarò ha chiesto che la Lombardia si prenda almeno le 15mila tonnellate che mandò in Emilia Romagna nel 1995. Presidente della Regione (Emilia) era Bersani. Non credo di dover aggiungere altro. La telenovela continua... postato da civati, 00:48 | link | commenti (3) Grazie
«Roberto Formigoni ha aperto il dibattito di presentazione del libro "Quando Benedetto divenne Bettino" di Paolo Pillitteri. Il presidente della Regione nel suo intervento ha ricordato il leader socialista, come politico e uomo, terminando l'intervento ringraziando Craxi "per quello che hai fatto, grazie Bettino Craxi, grazie per quello che hai fatto"» (Fonte: Affaritaliani). Lascio a voi il commento. postato da civati, 00:21 | link | commenti (4) martedì, gennaio 15, 2008 Moioli e la nemesi Una delle vicende più tristi della politica milanese e lombarda degli ultimi anni è la decisione della giunta Moratti e, in particolare, dell'assessore Moioli di negare la scuola dell'infanzia ai bambini figli di immigrati non regolari. Una decisione che è stata contestata dal ministro Fioroni in nome della legge e della norma messa a punto proprio quando Moratti e Moioli erano al Ministero dell'Istruzione e che si basa su un principio noto al genere tragico: una vera e propria nemesi, per la quale le 'colpe' dei padri ricadono sui loro figli, quasi si trasmettessero di generazione in generazione. Il risultato è aberrante perché il Comune di Milano, la più grande città del Nord, forte di una grande tradizione democratica e da sempre luogo di integrazione e di apertura, finisce con il prendersela con i piccolini, a cui viene negata la possibilità di ciò di cui hanno più bisogno per crescere: l'istruzione. E' davvero difficile capire le ragioni di un simile accanimento, anche perché Moratti e Moioli, ad esempio sulla vicenda rom, avevano spesso puntato sull'educazione e sulla scolarizzazione come elementi nobilitanti e di sicuro interesse per le comunità immigrate. Ora si sono ricredute: che sia una nemesi anche la loro? postato da civati, 18:52 | link | commenti (10) Due assessori, due conflitti di interessi Prosegue la campagna del comandante Marcello Saponaro per chiedere le dimissioni dell'assessore regionale Pagnoncelli, che non ha ancora risposto all'interpellanza sul piano cave di Bergamo presentata dall'Unione. Nel frattempo, l'assessore Ponzoni, collega di Pagnoncelli, risponde piccato alle mie osservazioni circa il suo personale conflitto, quello tra assessore regionale che finanzia la Sias e quello di consigliere di amministrazione della Sias, finanziata dall'assessore regionale. Nel caso, non si tratta di omonimia: entrambi, assessore e consigliere, sono la stessa persona, come già nel caso di Pagnoncelli. Rilevavo una questione di opportunità e in modo molto garbato: Ponzoni risponde che le mie sono polemiche "strumentali" e si dice "orgoglioso" di aver messo a disposizione 300.000 euro (che potrebbero diventare più di un milione e mezzo) per finanziare la messa in regola e in sicurezza dell'autodromo di Monza (gestito da Sias) perché possa ospitare un centro di guida sicura. Ovviamente, nella replica non trovate alcuna spiegazione circa il motivo per cui è stato scelto proprio il circuito monzese, che tra l'altro così com'è non può ospitare il centro di guida sicura, perché deve essere attrezzato per rispondere ai criteri regionali che lo stesso Ponzoni ha stabilito con precedente delibera. Ponzoni dice che non prende alcun gettone: infatti, non intendevo assolutamente "fare i conti in tasca" all'assessore, limitandomi piuttosto a muovere un'osservazione di carattere squisitamente politico. Osservazione che, come già nel caso di Pagnoncelli, cade nel vuoto. Bello lavorare così, soprattutto se, come nota Ponzoni, si tratta di "argomenti così importanti" come la sicurezza stradale, per cui abbiamo dato la nostra disponibilità a collaborare (ho scritto a collaborare, non a ricevere risposte fuori luogo, che prescindono dal merito delle questioni). postato da civati, 16:21 | link | commenti (6) Può bastare: Formigoni convochi i gestori degli impianti e gli assessori provinciali Comunicato stampa. Non piace al PD in Consiglio regionale il balletto con il quale la Regione sta gestendo il problema rifiuti, che appare inconcludente e poco trasparente. “Formigoni deve riunire tutti i gestori degli impianti di smaltimento e gli assessori provinciali e discutere nel dettaglio il conferimento della quota di rifiuti campani – attaccano Giuseppe Civati e Maria Grazia Fabrizio, consiglieri regionali del Partito Democratico -, altrimenti continueremo con il balletto delle dichiarazioni mentre Napoli soffoca nell’immondizia e il Paese è esposto a una pessima figura davanti a tutto il mondo. Non è concepibile che si continui con singole telefonate il cui contenuto viene reso noto e poi smentito nello spazio di poche ore. Ai gestori degli impianti e agli assessori provinciali va detto di quale quantità e di che qualità è il rifiuto che gli viene chiesto di smaltire e per quale ritorno economico. Si è parlato tanto di solidarietà tra regioni, ma chi smaltisce ha diritto ad essere pagato per il servizio che rende. Tutto deve avvenire in un quadro rigoroso e certo, nel rispetto delle regole e con serietà da parte di tutti”. Secondo Civati e Fabrizio la Lombardia deve cogliere l’occasione per darsi un profilo più ambientalista, perché non ci si può accontentare dell’esistente. “È il caso di porsi il problema di premiare i virtuosi – spiegano i consiglieri -. Ha ragione la Provincia di Milano nel sostenere che sarebbe opportuno definire in Lombardia un protocollo regionale sullo stile di quello di Kyoto, con un regime fiscale differenziato per le province che differenziano di più e che sono pienamente autosufficienti”. postato da civati, 13:30 | link | commenti L'ordinanza della paranza
L'ordinanza è una danza, che si balla dal Nordest alla Brianza. Ogni sindaco ne ha una, a seconda dell'estro personale e di come si è svegliato la mattina. A Caravaggio non ci si può sposare, a Cittadella non si può abitare, a Tradate, da ultimo, non si può transitare portando con sé rifiuti che non siano lombardi. E' una corsa a chi ha l'ordinanza più 'notiziabile', più curiosa, più controcorrente. Si passa così, dalla costituzione, dai diritti e dalle regole ad una sorta di folklore da strapaese, in cui ciascuno si norma da sé, pensando - come, no? - al bene della propria comunità, attribuendosi facoltà da nomoteta che non sono previste dall'attuale ordinamento (ma ci sarà sicuramente un sindaco pronto ad un'ordinanza che preveda una radicale modifica costituzionale, per il bene dei suoi concittadini, che dia finalmente ai sindaci poteri assoluti). Tutto questo è triste, e sbagliato, ma evidentemente preoccupa solo me e pochi altri. Quasi quasi mi candido a sindaco di un paesino, alle prossime amministrative: se sarò eletto, il primo atto sarà l'ordinanza delle ordinanze, la loro 'madre'. L'ordinanza contro tutte le ordinanze. Così vinco io e chiudo la partita. postato da civati, 09:46 | link | commenti (7) I longobardi e la malafede
Un noto giornale locale, stamane, apre attaccando, com'è consuetudine, il Governo Prodi, e in particolare il ministro Rutelli. Il motivo è di quelli tosti: pare che tra le città longobarde che sperano di ottenere il riconoscimento dell'Unesco come patrimonio dell'umanità non siano contemplate Monza e Pavia. Un fatto certamente grave, siamo d'accordo, che un giornale, però, avrebbe il dovere di spiegare, anziché servirsene per imbastire una stupida polemica, come se si trattasse di un volantino, anziché di un settimanale. Il motivo per cui Monza e Pavia non sono comprese nel novero delle città longobarde di cui sopra, è che manca loro un edificio o un reperto monumentale che possa essere registrato dall'Unesco, che ha regole molto precise per il riconoscimento del patrimonio che tutela e promuove. Lo ha spiegato proprio Rutelli, proprio a Monza, proprio tre giorni fa, mentre era in visita al museo del Duomo. Lo ha ribadito anche Zanello, assessore regionale leghista dell'ala ragionevole (per la corrente "inutilmente polemici" rivolgersi a tal Grimoldi, che da giorni tuona dalle colonne della Padania, indiavolato perché i romani ci portano via anche i longobardi, sigh). Rutelli ha assicurato che si darà da fare per trovare una soluzione, proponendo ai sette comuni promotori di estendere l'iniziativa alle due città che attualmente sono rimaste escluse. Mariani ha assicurato che Monza si sveglierà dal proprio profondo sonno - quello dell'amministrazione, non quello, famoso, della regina Teodolinda - e contatterà Brescia e Cividale, promotori della candidatura presso l'Unesco. E tutti vivranno felici, longobardi e contenti. postato da civati, 09:23 | link | commenti Di Letta e di Governo
Venerdì 25 gennaio, ore 21, teatro Binario 7, Monza, Per la Brianza, per il Nord: le proposte del Partito democratico: incontro con Enrico Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri. Segnatevelo, mi raccomando. postato da civati, 08:54 | link | commenti «Ti avranno stupito tutti quei riferimenti a Dublino»
Già il nome è improbabile. Si chiama Gelsia. E' la famosa multiutility della Brianza. Attenzione agli anglicismi, lo dico spesso, portano solo guai e sfortuna. La nuova società è nata dalla fusione delle aziende municipalizzate di quattro importanti comuni della nostra provincia, tre di centrodestra e uno di centrosinistra. L'hanno voluta a tutti i costi e sono incappati in un errore che ha dell'incredibile: i soci hanno preso a modello per lo statuto della nuova società quello di una delle società che confluivano nel nuovo soggetto, la AeB di Seregno. Solo che nel «copia e incolla» hanno lasciato AEB come responsabile del coordinamento e della gestione della società. Proprio così: avrebbero dovuto sostituire la sigla AeB con il nuovo nome, Gelsia, insomma, ma hanno lasciato AEB. Sul serio. E adesso AeB controlla la società nella quale doveva confluire. Viene in mente una famosa battuta di Woody Allen in Crimini e misfatti: «nella lettera mi sono ispirato dichiaratamente a James Joyce... ti avranno stupito tutti quei riferimenti a Dublino...». Gelsia, la multiutility della Brianza dell'Ovest (o, forse, del West), è nata più o meno così. postato da civati, 00:00 | link | commenti lunedì, gennaio 14, 2008 Quel fantastico giovedì
Apprendo ora che Sarkozy e Bruni si sarebbero sposati giovedì (senza dirlo a nessuno, riservati come sono...). Non so se riuscirò a dormire, questa notte, al pensiero. P.S.: come si è chiesto Luttazzi prima di essere censurato: «A chi non piace Sarkozy?». Si è poi immediatamente risposto: «A me». Mi associo. postato da civati, 23:46 | link | commenti Cinque voci in più per il decalogo dell'ambiente democratico
Mi sono permesso di integrare il bel decalogo redatto da Maria Berrini, responsabile ambiente del Pd lombardo, con alcune modestissime proposte. Le trovate sul blog dedicato all'ambiente del Pd della nostra regione (in particolare qui) e lo riporto anche in questa sede, benché sia molto, ma molto lungo: Cara Maria, aggiungo qualche spunto al tuo bel decalogo, che così com'è già disegna una Lombardia diversa e migliore di quella che conosciamo, ma che può essere credo utilmente integrato con alcune considerazioni. Da dieci tesi arriveremmo così a quattordici, o forse a quindici, perché alla fine arriva quella che per me è la madre di tutte le battaglie del nostro ambientalismo. La prima aggiunta riguarda la possibilità di una straordinaria alleanza tra tecnologia e ambiente, perché le autostrade (in particolare quelle nuove) siano dotate esclusivamente di cancelli elettronici e il pagamento avvenga solo attraverso il telepass (regalato, come proposto anni fa, a tutti i lombardi), perché il traffico sia 'tracciato' e monitorato costantemente, perché chi viaggia sia informato in tempo reale, perché siano indicate a tutti gli automobilisti le migliori alternative all'uso dell'auto, rispetto al percorso che devono coprire. Immagina una sorta di tomtom ambientale: stai viaggiando su un'autostrada molto trafficata, un pannello ti dice dove puoi uscire, lasciare l'auto e prendere un treno o una metropolitana. L'uso di tecnologie più avanzate, inoltre, consente di risparmiare territorio: per fare un esempio, nella nuova Pedemontana, rinunciare ai caselli e alle aree da essi occupate grazie al telepass, significherebbe risparmiare 100 milioni di euro e un territorio pari a quello occupato 'effettivamente' dalla nuova infrastruttura viaria. Il secondo punto guarda all'«imprenditore ecologico» e non è affatto una provocazione: credo che il Pd lombardo debba approfondire con il mondo dell'impresa il tema dell'efficienza energetica, del risparmio di risorse e della qualità avanzata dal punto di vista ambientale sia del processo sia del prodotto. E' un tema che parla direttamente al mondo della produzione lombarda e che potrebbe posizionare la nostra offerta su standard più elevati e competitivi. L'ambiente, oltre a diventare alleato della tecnologia, può diventare alleato dell'impresa. La terza proposta riguarda il consumo di suolo: il Pd deve chiedere a tutti i suoi amministratori una particolare sobrietà nel consumo di territorio ancora libero, puntando con determinazione al recupero delle aree dismesse e a interventi che riguardino il già edificato e il già urbanizzato. La Lombardia sta diventando un lungo tappeto d'asfalto e cemento e la vocazione ambientale della nostra regione va rilanciata, anche attraverso un forte impegno per la compensazione preventiva e per interventi di mitigazione e di salvaguardia del poco verde che ci è rimasto. La quarta e ultima tematica che ti sottopongo attiene l'uso della bicicletta e in generale il tema dell'intermodalità. Bisogna poter "lasciare giù la macchina", trovando un parcheggio comodo e alternative efficaci. In questo senso il treno - troppo poco considerato e meno di moda, ahinoi, delle nuove autostrade - è il mezzo più formidabile, e noi dobbiamo pensare a stazioni vive, efficienti, con parcheggi convenzionati, con servizi fino a tarda ora, in tutto il territorio regionale. All'interno delle città, il mezzo più efficiente è la bicicletta, che è tutt'altro che trascurabile nell'impatto sulla mobilità di una città medio-grande: lo dimostrano gli esempi fulgidi di Parigi, Berlino e Barcellona. Nell'ultimo bilancio regionale abbiamo strappato 300.000 euro per il sostegno a programmi di bikesharing. E' poca cosa, ma è un inizio. E in Regione abbiamo depositato tanto tempo fa un bel progetto di legge (partecipato!) per la promozione della mobilità ciclistica. Lavoriamoci. Tutto questo fa pensare, e vengo così alla "proposta delle proposte", che sia necessario avviare un programma complessivo, a cui darei il nome e il titolo di "Kyoto lombarda". Dobbiamo lavorare perché i sistemi territoriali, i cittadini e le imprese che scelgono di investire sull'ambiente siano premiati, con una riduzione delle imposte e con un contributo cospicuo da parte dei livelli superiori. Ciò significa replicare all'interno della regione, come fanno - forti di una legislazione sicuramente più federale della nostra, mi rendo conto - alcuni Stati americani. In Lombardia si parla molto di scappamenti delle auto e poco, pochissimo di investimenti per le rinnovabili (programmati a budget e falcidiati ad ogni bilancio consuntivo), di veicoli ecologici (inverosimile l'annullamento della tessera sconto gpl/metano), di CO2. Da qui dobbiamo ripartire. Insieme ai lombardi, si possono fare grandi cose. E superare quei luoghi comuni che hanno reso la nostra regione più brutta e il nostro modo di vivere più difficile, inquinato e caotico. postato da civati, 23:01 | link | commenti (1) Radio Milano
Ho scoperto per caso Radio Milano, una rubrica della sezione milanese di Affaritaliani. E' spassosissima e l'autore - rigorosamente anonimo, mi par di capire - è geniale. Leggetevi il commento sull'Ecopass e ditemi se non è così. postato da civati, 22:34 | link | commenti (1) Prodi pride: anche Moody's entusiasta La finanza pubblica italiana è "sulla strada giusta" e "se la ripresa della tendenza alla riduzione del rapporto debito-Pil dovesse dimostrarsi un trend strutturale, attraverso misure stabili, l'outlook sul rating Aa2 potrebbe passare da 'stabile' a 'positivo'". Lo afferma il capo analista di Moody's per i Paesi europei, Alexander Kockerbeck. Intanto il ministero dell'Economia annuncia che sono cresciute dell'8% le entrate fiscale dei primi 11 mesi del 2007 al netto delle una tantum. L'erario - secondo i dati sulle Entrate Tributarie pubblicati dal dipartimento fiscale del ministero dell' Economia - incassa così 27,8 miliardi in più rispetto a quanto arrivato nello stesso periodo 2006. Al lordo delle una tantum la crescita è stata di 23,1 miliardi (+6,5%). Fonte: www.repubblica.it. postato da civati, 17:14 | link | commenti (6) Mollica endorses Clinton Per la rassegna Obama sui Navigli, ospito volentieri un contributo di Andrea Mollica, l'Al Gore di Varese. Andrea è un vero esperto degli Usa, prima perché seguiva i Nirvana, ora perché segue il dibattito politico. Ero quasi certo che stesse con i Clinton, e pubblico le sue valutazioni proprio perché il mio sostegno a Obama vuole essere un'occasione di dibattito e di confronto. Scrive Andrea: "Se si crede che le elezioni di midterm del 2006 siano state l'equivalente di quelle del 1966, ovvero un prodromo di una rivoluzione politica che avviene nelle presidenziali successive, allora Barack Obama può essere, o meglio è l'uomo giusto. Sembra invece più credibile che nelle passate consultazioni i Repubblicani siano stati battuti per la loro incompetenza di governo, per la cattiva gestione della guerra all'Iraq e per l'eccessivo abuso di potere e scandali conseguenti che hanno caratterizzato il Congresso americano a partire dalla Republican Revolution di Gringrich. Hillary Clinton l'ha capito, e rispolverando la triangolazione del marito, sta mirando ai punti di sfaldamento dell'elettorato che ha eletto, bene, Bush nel 2004. I latinos, scioccati dall'opposizione del Gop a qualsiasi sanatoria dei clandestini spesso loro parenti, per vincere qualche Stato dell'Ovest e magari puntare pure alla Florida, il populismo anti liberista per portarsi a casa l'Ohio, che sarà la chiave delle prossime elezioni, dove il governatore Strickland, molto popolare, l'appoggia con convinzione, e mantenere nel campo democratico gli Stati della Rusty Belt. Qualche vecchio maneggione, sul modello dell'archetipo del sindaco democrat degli Usa, il Mayor Quimby di Sprigfield dei Simpson, che è ancora amico di Bill magari porterà in dote pure l'Arkansas, e con Mark Warner in corsa al Senato, magari arriva pure la meraviglia in Virginia. Obama mi pare un giovane promettente, dotato di gran classe, che ha generato un gran baccanale intorno lui, ricco anche di genuino entusiasmo, incapace di vedere però bene la porta e i punti di debolezza degli avversari. Meglio un bomber affidabile, che almeno i suoi 270+ Voti Elettorali se li porta in saccoccia..." postato da civati, 10:52 | link | commenti (5) Bussero 2.0
Un sito può diventare occasione di discussione sulle modalità con cui costruire un intero partito. Credo di sì. Lavorando al progetto dedicato a Pdlombardia.it, ho pensato che la cosa migliore sia di costruire il nuovo portale dei democratici lombardi partendo dal concorso e dalla partecipazione dei nostri iscritti, pardòn, volevo dire aderenti. Oltre a ricevere proposte e suggerimenti (alcuni iperprofessionali), sono in tour attraverso la Lombardia. Questa settimana, sarò a Bussero, per la zona est della provincia di Milano. Altri appuntamenti seguiranno e tra qualche settimana avrete tutti, care democratiche e cari democratici, il sito (e, speriamo, il partito) che avrete contribuito a costruire. postato da civati, 07:18 | link | commenti (1) Lombardi, ambientalisti, democratici
Il sito del Pd lombardo inizia a prendere forma e ospita finalmente il primo spazio di discussione e di dibattito, dedicato all'ambiente e coordinato dalla mitica Maria Berrini. Cliccate e partecipate anche voi. postato da civati, 07:07 | link | commenti Questo blog
E' domenica sera, è tardi, la Juventus ha perso due punti, la Lega ha portato i sacchetti della spazzatura a San Siro ai napoletani, il tempo è un po' così, e ci si salva solo perché suonano i Radiohead che ci regalano un po' di arcobaleni (mi riferisco al loro ultimo, strepitoso album). Il blog questa settimana è esploso: ha quasi raddoppiato le visite, ha visto quadruplicare i commenti, i visitatori sono venuti da ogni confine. La discussione è stata utile, soprattutto a me, ovviamente, per precisare le posizioni, per rettificare la linea, per dare voce agli e-lettori. Non è tutto oro quello che luccica, però: è faticoso seguire tutti gli interventi, tollerare provocazioni, trovare un sano equilibrio tra la disponibilità all'ascolto e la difesa delle proprie convinzioni. Un esercizio molto importante, in chiave Pd: tutto sommato, il nuovo partito ha lo stesso problema, quello di capire quanto 'tenere' un profilo, e quanto costruirlo con il concorso del maggior numero di persone possibile. «Cercare l'Uno al di sopra del bene e del male» è un problema filosofico da sempre (ben prima che così cantasse Battiato). Quello che mi sento di chiedere è un po' di collaborazione: interventi brevi, la firma in calce al messaggio (almeno lo pseudonimo, per capire come si evolve il dibattito), la disponibilità al confronto e la minimizzazione dell'insulto. Qui nessuno è moderato e censurato: anzi. Però ci sono delle regole minime, per rendere piacevole la lettura e costruttivo il dibattito. Sono certo che tutti voi, che ringrazio di esistere, comprenderete. postato da civati, 00:27 | link | commenti (2) Vai, Bouba, vai
Il romanzo on demand sta spopolando. Lo hanno letto tutti i potenziali acquirenti, per cui forse non è più il caso di cercare un editore. Chi lo volesse, mi scriva: è il primo romanzo take away, al solo costo di una recensione da parte di chi lo richiede (che ha ovviamente l'obbligo morale di leggerlo o di fare finta di averlo letto). La vastissima redazione che si è creata, circa cinquanta persone, mi ha già segnalato refusi, errori, punti deboli, omissioni, passi oscuri. I commenti sono generosi, anche se non sono mancate le critiche più o meno velate. Per tutti, censori e recensori, un grazie grande come il mare. postato da civati, 00:12 | link | commenti (4) domenica, gennaio 13, 2008 Sorry
Purtroppo avevo letto male. Il sondaggio del Corriere dice che per la maggioranza dei votanti le regioni del Nord non devono prendere i rifiuti. I'm very sorry. postato da civati, 18:02 | link | commenti (27) Romantici a Milano
Chi ama Milano non può sottrarsi: la pubblicazione di Sellerio, Milano è una seconda Parigi (il titolo è mutuato da Oscar Wilde), a cura di Eleonora Carantini, riporta i diari di viaggio di alcune personalità britanniche e americane lungo quattro secoli, nel corso dei quali Milano ha rappresentato la prima tappa italiana del Grand tour. Strepitose, come sempre, le pagine di Mark Twain, perfette nel descrivere la città quelle di Henry James, colpiscono le note di Lord Byron, che da Milano invia generose «coccole» alla sua Augusta chiedendone in cambio soltanto una. E colpiscono le descrizioni della Milano che purtroppo non c'è più: «Il territorio della Lombardia [che si poteva apprezzare dal tetto del Duomo] era una vista enormemente piacevole ai miei occhi, colmo com'era di una tale indescrivibile varietà di cose d'ogni genere, di quelle che danno profitto e di quelle che danno piacere, che mi pareva di vedere proprio i Campi Elisi, tanto decantati e celebrati dai versi dei poeti. E' infatti la più bella pianura, lunga circa duecento miglia, che io abbia mai visto o che mai vedrò, dovessi viaggiare per tutto il mondo; tanto che dissi a me stesso che questa regione era più adatta a dimora degli immortali che degli uomini» (Thomas Coyrat, 1608, a p. 22 del volume in questione). postato da civati, 13:55 | link | commenti Sinistra. Di Governo.
Convincente intervista di Zapatero a El Mundo. La citazione: «Sono di sinistra, e la conoscenza più profonda, al governo, della realtà sociale, della distribuzione della ricchezza, delle opportunità degli uni e degli altri, di come funziona la società, mi ha permesso di confermare i miei convincimenti come persona di sinistra (Soy de izquierdas y el conocimiento más en profundidad desde el Gobierno de la realidad social, del reparto de la riqueza, de las oportunidades de unos y de otros, de cómo funciona la sociedad, ha hecho ratificarme en mis convicciones como persona de izquierdas)». postato da civati, 12:27 | link | commenti (3) Prodi pride: Almunia si congratula
Anche la Ue si unisce al coro di plauso nei confronti della politica economica del governo Prodi. Chi continua a parlare male del governo, è pregato di leggere qui. postato da civati, 10:24 | link | commenti (2) La telenovela del rifiuto campano che non è possibile smaltire in Lombardia per motivi tecnici anzi politici anzi no sta a vedere che forse è possibile smaltirli però dobbiamo fare delle verifiche
Facendo zapping prima di cena mi è capitato di ascoltare - su La7 - un Formigoni speranzoso di poter ospitare e smaltire i rifiuti campani in Lombardia. Ero sorpreso e felice: stamattina mi sono preso dello «sprovveduto» su Repubblica proprio da Formigoni perché dicevo che la Lombardia può accogliere i rifiuti campani. Il Formigoni della mattina non era d'accordo né con Civati, né con il Formigoni della sera. E va bene, ci siamo abituati. La giornata però era stata scandita da altri 'avvenimenti': per prima cosa, di buon'ora, mi giunge un sms dell'assessore provinciale all'ambiente della Provincia di Milano, che precisa di non aver firmato alcuna lettera in cui dichiarasse alcunché a Formigoni, come Formigoni aveva detto giusto ieri sera in conferenza stampa. «Non ho messo per iscritto nessuna posizione negativa ad accogliere i rifiuti della Campania», dice il messaggio. Formigoni (quello della mattina, diverso da quello della sera) non diceva il vero. Lo stesso mi confermavano da Lodi, dove la Provincia (disponibile) non era stata contattata dalla giunta regionale. Verso sera, mi arriva - per errore - un messaggio da numero che non riconosco. E' un messaggio che commenta le dichiarazioni televisive e ribadisce che la posizione ufficiale è: crisi se arriva anche un solo sacco di immondizia. Scopro, telefonando al mittente, che la voce è leghista, e che aveva sbagliato numero. Ora, a me tutta questa vicenda risulta davvero stucchevole. Mi dispiace aver avuto ragione fin dall'inizio: la Regione Lombardia può accogliere i rifiuti, come ha fatto Soru, come faranno più della metà delle regioni italiane, solo che non ha ancora deciso se vuole accogliere i rifiuti, per motivi di ordine squisitamente politico. «Sprovveduto» sarà lei, signor Formigoni. E mi faccia il piacere. postato da civati, 00:46 | link | commenti (7) sabato, gennaio 12, 2008 Obama sui Navigli
Si parte. Il mio endorsement nei confronti di Obama forse non lo porterà alla Casa Bianca (chissà), ma mi porterà certamente ad accompagnarlo in giro per gli Stati Uniti. Il blog è sul suo sito: si chiama «Obama sui Navigli» e credo che il titolo spieghi il senso e la ragione della mia attenzione. Capirne di più, per seguire da vicino la campagna elettorale più importante del 2008 e non solo per gli Stati Uniti. Per tutti noi. Del resto, Obama lo seguo dal 2004, quando fece il famoso discorso alla convention democratica che lo consacrò come leader politico. Mi piace di lui la radicalità, il coraggio, l'esigenza (che sembra sincera) di cambiamento e di apertura a chi è più in difficoltà. Anch'io, come gli ha ricordato Clinton (nel senso di Bill), pretendo da lui un programma concreto e mi attendo un programma più dettagliato. Lo seguiremo, dai Navigili, perché ne vale la pena. postato da civati, 14:26 | link | commenti (5) Centro di guida sicura: la Regione è proprio sicura sicura?
Abbiamo un problema con il Parco di Monza. Si tratta dell'idea di aprirvi un centro di guida sicura finanziato dalla Regione. Il tema è importante e con l'assessore Ponzoni abbiamo più volte parlato della necessità di collaborare, al di là degli schieramenti politici. Il Pd ha promosso un convegno a dicembre, la nostra disponibilità è massima nella commissione che si è costituita in Consiglio, siamo propositivi e disponibili a dare il nostro contributo. Però c'è un però grande e grosso. Questa iniziativa della Regione ci pare eccessiva dal punto di vista del finanziamento: 300.000 euro subito, con la possibilità di arrivare a 1.690.000 euro di finanziamento complessivo, di cui l'80% a carico della Regione. Il motivo è altrettanto discutibile: mettere in regola il circuito di Monza rispetto alle linee previste dalla stessa Regione a luglio per i centri di guida sportiva. Adeguamenti che costano caro e che fanno riflettere: l'autodromo dovrebbe essere sicurissimo (no?) e, se così com'è non va bene, allora ci si chiede perché non sia stato scelto un altro sito nella nostra grande regione. L'esclusività dell'attribuzione a Sias, poi, fa riflettere ulteriormente: e in questo caso entra in gioco personalmente Ponzoni, che della Sias è ancora consigliere d'amministrazione. Non sta bene che un assessore regionale veicoli un finanziamento così cospicuo ad una società di cui è amministratore. Per di più, la mole dell'investimento fa pensare che ci saranno pesanti interventi sul nostro povero Parco, già abbastanza colpito nel recente passato dall'intrapredenza delle amministrazioni della destra, a livello comunale e regionale. Non esiste che per realizzare un centro di guida sicura, si consumino altre porzioni di verde. Si scelga piuttosto una bella area dismessa, in cui fare un centro così costi meno e sia meno impattante sul contesto nel quale si inserisce. Lo chiediamo proprio in ragione di quella collaborazione che auspicavo all'inizio. Speriamo di essere, per una volta, ascoltati. Mi pare importante. postato da civati, 14:07 | link | commenti (11) La rivendicazione della filosofia (sui Navigli)
Domenica 3 febbraio, terrò la mia seconda (piccola) conferenza filosofica nell'ambito della bella rassegna «Filosofia sui Navigli». Ci si vede alle 10.15 al Caffè El Brellin per parlare di Maimonide, Bruno e la 'rivendicazione' della filosofia. Iniziate ad appuntarlo sulle vostre agende... :-) postato da civati, 09:23 | link | commenti Poi ha corretto e parzialmente smentito, però
Il discorso di Ratzinger agli amministratori di Roma e del Lazio è un piccolo capolavoro del genere. E' passato alla cronaca per gli attacchi un po' ingiustificati e un po' gratuiti a Veltroni (poi corretti con una nota del suo portavoce), ma i passaggi migliori non sono quelli dedicati al «gravissimo degrado di alcune aree di Roma» oppure al «rispetto» e al «sostegno» della famiglia «fondata sul matrimonio». I pezzi migliori sono i seguenti, con il che si spiega tutto (o quasi): «In questo contesto esprimo viva gratitudine alla Regione Lazio per il sostegno offerto agli oratori e ai centri per l'infanzia promossi dalle parrocchie e comunità ecclesiali, come anche per i contributi finalizzati alla realizzazione di nuovi complessi parrocchiali nelle aree del Lazio che ne sono ancora prive». Un passaggio che spiega come è possibile superare il degrado di alcune zone di Roma e del Lazio, non c'è che dire. Ma ce n'è un altro ancora più significativo: «Sappiamo bene quanto siano gravi le difficoltà che deve affrontare nell'ambito della sanità la Regione Lazio, ma dobbiamo ugualmente constatare come sia non di rado drammatica la situazione delle strutture sanitarie cattoliche, anche assai prestigiose e di riconosciuta eccellenza nazionale. Non posso pertanto non chiedere che nella distribuzione delle risorse esse stesse non siano penalizzate, non per un interesse della Chiesa, ma per non compromettere un servizio indispensabile alle nostre popolazioni». Chiaro, no? postato da civati, 09:07 | link | commenti (7) Formigoni nonostante
Formigoni oggi su Repubblica dice, parlando di Monguzzi e del vostro affezionatissimo, che saremmo degli «sprovveduti» e che lui sta cercando una soluzione per i rifiuti campani. E' teso il presidente, perché sa che sta facendo una figuraccia di quelle pesanti: prima dice di no, poi spiega che ci sono motivi tecnici, poi rettifica e chiede al settore competente di telefonare a tutti i responsabili degli impianti della Regione, nella speranza che siano loro a dirsi indisponibili, poi attraverso il suo assessore fa sapere alle amministrazioni provinciali che tocca a loro (addirittura pare che Buscemi abbia proposto Inzago, incredibile!), poi sui giornali si dice dispiaciuto ma motivato a cercare ancora. Peccato che ad esempio a Lodi non abbiano detto di no, e a noi risulta che Lodi sia in Lombardia (e in quella piccola porzione di territorio regionale in cui, guarda caso, governa il centrosinistra). Presidente, lo sprovveduto è lei, che ha a che fare con una maggioranza in cui la seconda forza politica che la sostiene, decisiva per farle vincere tutte le elezioni che ha vinto, non è d'accordo e che avrebbe dovuto dire da subito: sto cercando una soluzione e la troverò. Il resto è sterile polemica, condita da un bel po' di ecoballe tattiche, di cui lei è 'provvedutissimo'. Vedrete, cari lombardi, una soluzione si troverà, perché una soluzione c'è. Formigoni nonostante. postato da civati, 08:29 | link | commenti Solidarietà a Soru
E' il Paese della stupidità ormai inarrestabile: questa notte tafferugli davanti alla casa del presidente Soru, provocati, a quanto pare, dagli ultras del Cagliari. Tutto si tiene: la violenza negli stadi, l'insensibilità nei confronti delle minime condizioni della convivenza civile. Come già per la rivolta dei camioneros, gli echi cileni si fanno sempre più sentire. postato da civati, 08:05 | link | commenti (1) venerdì, gennaio 11, 2008 Prodi pride: «performance impressionante»
Standard & Poor's oggi promuove con entusiasmo il Governo Prodi e il risanamento dei conti pubblici che ha avviato nel primo anno e mezzo della legislatura, definendolo «impressionante». Prodi (& Visco) pride. postato da civati, 22:57 | link | commenti (10) Statisti lombardi
Per la serie «Statisti lombardi», la proposta di un esponente della Lega: «domenica sera, prima della partita Milan Napoli, militanti della Lega Nord distribuiranno fuori dallo stadio migliaia di sacchetti per la raccolta differenziata che verranno poi "sventolati" all'interno dello stadio. Chissà che a qualche napoletano, tifoso o calciatore, non venga l'idea di incamminarsi sulla strada giusta». Non credo di dover commentare. postato da civati, 22:41 | link | commenti (10) Il Pd su Malpensa (finalmente) Conferenza stampa del Pd lombardo su Malpensa. Ottimo l'intervento di Penati, che ha posto la questione a partire dalle esigenze dei consumatori e dei cittadini, chiedendo una riflessione su tutto il sistema aeroportuale del Nord, mettendo in discussione - come chiedeva Boeri - la necessità del secondo hub e descrivendo un destino diverso per Malpensa, come già faceva oggi Bersani sull'Espresso. Non una sua diminutio, ma un suo ripensamento, a partire dalla necessità di renderla finalmente raggiungibile. Parole chiare, e democratiche, sull'aeroporto più sfortunato d'Italia. postato da civati, 19:58 | link | commenti (7) E' ufficiale (e scandaloso): Formigoni rifiuta i rifiuti La Regione Lombardia si conferma la regione meno solidale d'Italia. Formigoni ha dichiarato qualche minuto fa che nessun impianto può ricevere i rifiuti campani, alla faccia della straordinaria efficienza del sistema lombardo, per motivi squisitamente tecnici. Così la pensano le amministrazioni provinciali, dice Formigoni, ma a noi risulta che non sia così. Delle due, l'una: o la Lombardia non è quel modello strepitoso che si vanta di essere, oppure è un po' inverosimile che nemmeno uno spillo possa essere conferito agli impianti lombardi. Del resto, si tratta banalmente di stoccare i rifiuti attualmente nelle strade napoletane e di vagliarli. Non ci pare di chiedere la luna e siamo certi che le ragioni, in realtà, siano altre. Qui di seguito quanto dichiarato un minuto fa da Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi, e da me. Comunicato stampa. Sui rifiuti Formigoni mente ancora una volta e nega la solidarietà ai cittadini campani in emergenza sanitaria per assecondare il no politico e preventivo della Lega Nord. È noto che vi siano in Lombardia, e per esempio a Brescia, nel pavese e nel lodigiano impianti che hanno la disponibilità a smaltire una quota di rifiuti in più, ed è altrettanto noto che il sacco nero di Napoli è identico al sacco nero che viene trattato e smaltito in Lombardia. Formigoni si assuma la responsabilità e dica ai cittadini campani che la Regione Lombardia non è disponibile a dare loro un aiuto. postato da civati, 19:55 | link | commenti (2) Scusate il ritardo
E' incredibile come sia potuto accadere. Per anni le sono passato vicino, l'ho letteralmente sfiorata, l'ho guardata senza accorgermi della sua esistenza, delle tracce di sé che abbandonava vicino a me e lungo il mio percorso. Soltanto l'altro ieri, l'ho scoperta. E' stato amore a prima vista. Capiterà anche a voi o almeno a chi di voi ancora non la conosce. Sto parlando di Alice Munro, cosa avevate capito? La vista da Castle Rock, Einaudi. Sono racconti, perché la Munro è autrice di racconti, e già uno fatica a credere che ci sia qualcuno che scrive esclusivamente racconti. E sono storie straordinarie. E lei le racconta in un modo che non potete neanche immaginare finché non vi mettete a scorrere le sue pagine. Fatelo, il vostro modo di leggere cambierà. postato da civati, 08:52 | link | commenti postato da civati, 08:49 | link | commenti Non sarà politically correct, però...
...ho trovato davvero fuori luogo le parole che Ratzinger ha destinato a Veltroni. Un mio amico laico (non laicista, laico) dice che forse, se tutti pagassero l'Ici, le periferie (e non solo quelle di Roma) sarebbero meno degradate. Un altro amico mi sollecita a prendere posizione in difesa degli omosessuali, cosa che faccio volentieri e di buon grado, come ho sempre fatto, dal momento che trovo veramente irricevibili i 'suggerimenti' delle gerarchie ecclesiastiche. Vedo che qualcosa, in ambito Pd, si muove. Credo che dovrebbe muoversi di più, perché il mio disagio è condiviso da tanti, nel Pd e fuori dal Pd. E trovarmi a ribadire (ancora!) che l'omosessualità non è una malattia, che i Pacs estendono i diritti e non «insidiano» proprio nessuno, che le scelte individuali vanno rispettate e che non si può essere preoccupati della povertà a Roma (e basta) mentre nel Nord i sindaci si attrezzano per espellere i poveri dai confini comunali, beh, mi amareggia. Parecchio. postato da civati, 00:34 | link | commenti (7) giovedì, gennaio 10, 2008 Uma, i piedini e il duemilaotto
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Tutti avrete presente quella scena di Kill Bill Vol. 1 nella quale i piedi della Thurman si rianimano dopo il profondo coma che l'aveva immobilizzata a lungo. Bene, per me il duemilaotto è iniziato così, con qualcosa dentro di me che a poco a poco riprende conoscenza. «E per un istante ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità», nonostante le ecoballe il partito democratico che a volte sembra il partito burocratico le polemiche inutili le cattiverie che sembrano proseguire anche se è cambiato l'anno le incertezze le difficoltà le cave gli «I don't know why I didn't come» i conti in sospeso le assurdità di un mondo che fatico a capire l'aggressività i ticket l'egoismo la solitudine che vedo intorno a me e che un po' mi spaventa. Ma anche no. Duemilaottimismo: speriamo che duri. postato da civati, 23:57 | link | commenti (2) Se il giorno del tuo compleanno suona Tracy Chapman
Per scoprire di non sapere assolutamente nulla di musica, vale la pena di acquistare il Lunario della musica che Carlo Boccadoro ha curato per Einaudi. Il sottotitolo spiega l'arcano: Un disco per ogni giorno dell'anno. Ad ogni giorno corrisponde un album: i pignoli noteranno che, pur uscendo alla fine del 2007, il volume non tiene conto che il 2008 è bisestile. Io penso che il giorno sia 'scoperto' per lasciare a ciascuno la possibilità di aggiungere un proprio album (per esempio, a me sembra grave la mancanza dei Franz Ferdinand e ancor più quella di Damien Rice). Scorrendo giorni e canzoni, si scopre - almeno a me è successo così - di essere dei veri ignoranti in campo musicale e che ci sia parecchio da imparare seguendo le proposte di Boccadoro. Mi conforta che il giorno del mio compleanno (che è anche il compleanno dei due campioni del 2008, Obama e Zapatero, per dire) ci sia Tracy Chapman, che fortunatamente conosco e che mi piace parecchio, proprio per quell'album che anche Boccadoro richiama. Talkin' bout a Revolution: speriamo sia di buon auspicio. postato da civati, 23:32 | link | commenti (1) Non è mai bello riceverne Per sdrammatizzare: e se tutta questa vicenda dei rifiuti avesse a che fare con le questioni sentimentali? Allora sì che starei con Formigoni: non è mai bello riceverne, soprattutto da donne del Sud, che tutti noi amiamo... (con il che, almeno per oggi, dico la mia ultima parola sulla querelle rifiuti, perché mi rifiuto, appunto, di discuterne ancora, soprattutto dopo aver letto qualche minuto fa un'agenzia in cui Formigoni dichiara che sta valutando oggi se ci sono le possibilità tecniche che ieri escludeva. Prima si esclude, poi si valuta: un curioso modo di lavorare...). postato da civati, 18:52 | link | commenti (3) Rifiuti: Civati (PD), no al derby Nord – Sud Comunicato stampa. L’emergenza dei rifiuti in Campania non può diventare un derby tra Nord e Sud Italia. È in gioco la credibilità del Paese e la sua tenuta, oltre alla salute di centinaia di migliaia di persone. Come cittadini italiani chiediamo alle istituzioni campane un impegno serio per la soluzione strutturale del problema e alla regione Lombardia di dire con chiarezza se, come ci auguriamo, intende fare la propria parte rispondendo alle sollecitazioni del governo Prodi e al buon senso. postato da civati, 18:21 | link | commenti Mancanza di limoni Da La mancanza di limoni di Giuseppe Balestrino, Neri Pozza 2007, p. 37: "Non me ne frega niente degli alluvionati del nord (tutto in dialetto stretto), quando ci fu il terremoto quegli stronzi tifavano per il Vesuvio". postato da civati, 17:20 | link | commenti Niente regali Prodi e consorte non accettano regali, come già accade in molti Paesi Ue. Come faccio anch'io, nel mio piccolissimo, da sempre. postato da civati, 16:56 | link | commenti Finalmente la verità Dopo il no 'tecnico' espresso ieri da Formigoni e dai suoi, oggi è il capogruppo della Lega a dire la verità sulla questione "rifiuti campani": "Ebbene: si sappia invece che il nostro è un no politico. Una qualsiasi forma di apertura verso l'eventualità di smaltimento in Lombardia scatenerà le più aspre forme di opposizione da parte della Lega Nord, senza esclusione di colpi e di una crisi del governo regionale. Sono convinto che la Lombardia debba esprimere la propria posizione con forza e chiarezza, senza trincerarsi dietro 'tecnicismi' di sorta". postato da civati, 16:19 | link | commenti (6) Se il romanzo è on demand... Va letteralmente a ruba il mio nuovo piccolo romanzo. Me lo hanno chiesto in tanti e tanti mi stanno mandando osservazioni e consigli preziosi (qualcuno mi ha addirittura segnalato i refusi: semplicemente mitici). Non credevo di avere a disposizione una tale redazione di amici e consulenti e vi devo ringraziare sinceramente. Chi volesse conoscere la storia di Bouba, può scrivermi: non se ne pentirà. postato da civati, 13:10 | link | commenti (3) La Sinistra di governo che mi piace Per la serie, la sinistra che mi piace: intervista a Paolo Corsini, sindaco di Brescia, e Ettore Brunelli, suo assessore, Corriere della Sera, 9 gennaio 2008. "Se Governo e Regione ce lo chiedessero, noi potremmo farlo. E offrire solidarietà ai cittadini della Campania non ci creerebbe grandi problemi", dice il sindaco. "Saremmo in grado di smaltire anche il rifiuto tal quale", dice l'assessore. A2A, la superutility del Nord, dice l'articolo del Corsera, è pronta a farsi avanti per gestire e costruire i nuovi impianti campani chiesti dal presidente del Consiglio, Romano Prodi. Così si fa, altro che balle ed ecoballe, noi non ce la facciamo, ci spiace tanto... postato da civati, 12:30 | link | commenti (23) Pannelli senza frontiere: il primo c'è E' con gioia che vi annuncio che ci sono le risorse necessarie per installare la prima minicentrale ad energia solare in Mali, a servizio della maternità di un villaggio in cui nascono due piccolini al giorno. Cisao è a buon punto nella raccolta dei finanziamenti, anche se mi aspetto uno sforzo anche da voi, per far conoscere il progetto e per dare visibilità ad un'iniziativa bella, semplice, solidale, forte e dolce. Perché grazie all'energia solare i bambini maliani possono nascere in condizioni di sicurezza migliori per loro e per le loro mamme. Sottoscrivete e passate parola. postato da civati, 12:22 | link | commenti (1) Le ecoballe lombarde La giunta regionale dice che i rifiuti campani li prenderebbe anche (valutazione politica), ma che ci sono alcuni problemi a smaltirli (annotazione tecnica), perché (1) gli impianti lombardi sono a pieno regime e perché (2) i rifiuti campani, così come sono, non si possono smaltire negli impianti lombardi. Repubblica di oggi, in soccorso a Buscemi, presenta anche uno schemino da National Geographic per spiegare il motivo. Ora, l'argomento (1) è destituito di ogni fondamento: la Lombardia - secondo dati Apat (quindi non 'colorati' politicamente) - è al 104% di autosufficienza e può quindi affrontare un piccolo surplus di rifiuti come quello in oggetto senza alcuna ambascia. L'argomento (2) non ha alcun significato, se si legge l'intervista di Ettore Brunelli, assessore all'ambiente del Comune di Brescia, nonché "nella vita" medico del lavoro, che dice che a Brescia i rifiuti campani possono essere smaltiti nel più famoso dei nostri impianti, il termovalorizzatore dell'Asm, di cui ci vantiamo proprio per spiegare la famosa superiorità lombarda su tutto e su tutti. Inoltre - argomento (3), quello ideologico - la Lombardia, quando si trovò in emergenza rifiuti negli anni Novanta, mandò i suoi rifiuti in Campania. Se allora le annotazioni tecniche non esistono, il problema è politico. Con la qual cosa si spiegherebbe come mai il Nord non vuole i rifiuti del Sud. Non credo di dover aggiungere altro. postato da civati, 12:19 | link | commenti (14) Problemi tecnici? Sì, ciao
Un'ondata di problemi tecnici ha colpito contestualmente le regioni amministrate dal centrodestra, a cominciare da Lombardia e Veneto, per arrivare in Sicilia. I rifiuti li prenderemmo, dicono i presidenti (con Formigoni in testa), solo che i nostri impianti non ce lo consentono. Curioso. Invece nelle regioni di centrosinistra, quasi tutte, gli impianti lo consentono. Mi 'rifiuto' di credere che sia così, che ancora una volta questo povero Paese si divida a seconda del colore politico, come se non esistesse più una nazione, un comune sentire, un orgoglio italiano. Michele Serra ieri ricordava l'alluvione di Firenze e il concorso di tutti per salvare le bellezze della città. Sono passati quarant'anni e assistiamo all'esatto contrario. Che pena. P.S.: e che pena vedere un partito (?), Forza Italia, che invita i suoi sindaci a bloccare i camion all'uscita dei porti di Cagliari e Olbia, per tradurre in bassissima polemica la decisione di Soru di fare la propria parte. postato da civati, 08:41 | link | commenti (19) mercoledì, gennaio 09, 2008 Rifiuti: ma la Lombardia non era leader in Europa per lo smaltimento? Comunicato stampa. Le parole con cui la Regione, attraverso l’assessore Romano Colozzi, ha negato la disponibilità della Lombardia a smaltire una parte dei rifiuti campani suscita le critiche del PD in Consiglio regionale. “La Lombardia non era leader in Europa per lo smaltimento? Se è vero, come sostiene Colozzi, che il sistema lombardo non può per limiti strutturali smaltire un surplus limitato di rifiuti c’è di che preoccuparsi – commenta il consigliere regionale giuseppe Civati –. Forse la Lombardia non è all’avanguardia in questo campo al pari di altre Regioni e forse è addirittura al limite della saturazione. O forse, come al solito, la Giunta regionale è semplicemente in balia della Lega”. Secondo Civati è opportuno che “la Giunta Regionale faccia un supplemento di istruttoria e si prenda qualche giorno per meglio considerare il da farsi. All’emergenza occorre rispondere con spirito di solidarietà”. postato da civati, 19:11 | link | commenti (9) Obama (o Mastella)
Mi chiama Marta da Venezia e mi dice: bella la tua idea di creare «Obama, Italia». Le dico: sta a te inventarti uno dei tuoi format sensazionali (Marta è l'autrice della 'valigia', per capirci) e, per quanto mi riguarda, mi occuperò soltanto di portarlo in giro per il Nord Italia. Perché credo che, al di là del risultato delle primarie americane, la figura di Obama serva (e serva molto) al Democratic Party di casa nostra. Come scrivevo in risposta a Yellow e come credo da tempo: anche noi dobbiamo saper parlare con passione della vita di tutti i giorni e dei grandi temi della politica nazionale e internazionale, con chiarezza e senza paura. Dobbiamo perciò astenerci da sistemi elettorali alla rinfusa, polemiche personali, posizionamenti, politichese, luogocomunismi, espressioni involute e involuzioni del pensiero, frammentazione del panorama politico, per dedicarci finalmente a coraggio e speranza, coraggio e speranza, coraggio e speranza. A cui aggiungerei un bel po' di contenuti (che, per altro, abbiamo) e una cultura politica forte e strutturata (che dobbiamo ridefinire e precisare, ma che certo non ci manca). Sì, ce la potremmo fare anche noi (se solo volessimo). L'operazione «Obama, Italia» è partita. postato da civati, 12:59 | link | commenti (10) In love
«Quando ho saputo che Barack è imparentato con Dick Cheney, che hanno un antenato comune, allora gli ho detto: ma come posso pensare ancora di dividere il letto con te?». Michelle Obama, Plymouth, New Hampshire, 8 gennaio 2008. postato da civati, 12:17 | link | commenti Yes we can
New Hampshire: vince Hillary, in recupero e di misura. Obama è solo a due punti, un risultato impensabile fino a qualche settimana fa. Le primarie americane sono affascinanti e partecipatissime. In uno Stato di 1 milione e 300 persone hanno votato in 500.000, il doppio che nella precedente edizione. Il dato è significativo: la politica, nella più grande democrazia del mondo, torna prepotentemente alla ribalta. E Obama e Hillary ripartono alla pari. Ci vediamo in Nevada, tra dieci giorni. postato da civati, 10:00 | link | commenti (7) martedì, gennaio 08, 2008 Ecopass
Perfetto l'intervento di Luca Sofri sull'Ecopass. Soprattutto per quanto riguarda il nome, che di per sé non vuol dire proprio nulla. Passaggio ecologico? Boh. postato da civati, 23:02 | link | commenti (3) E adesso cosa risponderanno gli strateghi dei cieli?
Tito Boeri e Andrea Boitani rispondono a Formigoni in modo molto simile a quanto nel nostro piccolissimo avevamo fatto qualche giorno fa. Argomenti limpidi contro la retorica iperprovincialista del ceto politico lombardo. postato da civati, 22:54 | link | commenti (6) Civati e Fabrizio (PD): rifiuti campani, la Lombardia può fare la propria parte, occorre dare credito al piano del Governo
Comunicato stampa. Occorre dare credito al piano predisposto dal Governo e tendere la mano, insieme alle altre regioni lombarde, ai cittadini onesti della Campania che vivono una vera e propria emergenza sanitaria. È questa la posizione del gruppo regionale del Partito democratico in Consiglio regionale della Lombardia in merito all’emergenza rifiuti in Campania. «Di fronte all’emergenza sanitaria in atto a Napoli e provincia la Lombardia può fare la propria parte insieme alle altre regioni italiane e dare la propria disponibilità a smaltire nei termovalorizzatori lombardi una parte dei rifiuti che oggi sono per strada – dichiara il consigliere Giuseppe Civati -. Il piano predisposto dal Governo pone le basi per una soluzione vera del problema e merita di essere messo in atto fino in fondo, anche perché è chiaro che le altre regioni italiane, e tra queste la Lombardia, non possono tendere la mano senza avere la garanzia che si tratti di un intervento unico e risolutivo». Secondo Maria Grazia Fabrizio, consigliera e componente, come Civati, della commissione ambiente del Consiglio regionale, «come è successo per la Lombardia, che in passato si è rivolta ad altre regioni per risolvere i suoi problemi di emergenza rifiuti, così oggi la nostra regione è chiamata a un compito di senso civico nazionale nei confronti dei cittadini campani. Noi siamo dalla parte dei cittadini campani onesti che non si meritano una situazione come questa e la nostra solidarietà va a loro. Dobbiamo partecipare a un processo di ricostruzione del tessuto sociale politico, quindi il nostro atto di civiltà dovrebbe essere un esempio che faccia capire a tutti che le istituzioni ci sono e che nessuna parte del nostro paese è allo sbando o, peggio, in mano a poteri occulti». postato da civati, 22:33 | link | commenti (16) Orgoglioso
Zapatero, in un video, sintetizza i risultati del suo governo, nei quattro anni in cui è stato alla Moncloa. Le leggi fondamentali sono state pubblicate sulla Gazzetta ufficiale, dice Zapatero, e il programma elettorale è stato rispettato e tradotto in azione di governo. I diritti sono stati estesi a tutti i cittadini, le condizioni di vita sono migliorate, soprattutto per i pensionati (la pensione minima è aumentata del 30%) e per i giovani, aiutati in particolare con un'aggressiva politica per la casa, fatta di investimenti e di sostegno all'affitto. L'economia spagnola è solida, il tasso di innovazione del sistema è alto. La mirada è, insomma, positiva. ¡Mucha suerte, José! postato da civati, 10:04 | link | commenti 500 euro per non abortire (che vergogna)
Si parla di 194 e la proposta più sconcertante non poteva non venire da Monza, dalla giunta Mariani e, in particolare, dall'assessore Carugo. Devotissimo (soprattutto ad Abelli), Carugo si distinse in campagna elettorale per la facilità con cui copriva i manifesti degli altri candidati (si veda il video-denuncia del Partito Umanista). Da quando è assessore alle politiche sociali si è spesso dedicato ad iniziative di segno perfettamente ideologico, ma è soprattutto l'ultima, quella che riguarda appunto le interruzioni di gravidanza, a destare sentimenti di indignazione. L'assessore propone un 'innovativo' bonus per non abortire di 500 euro, come se il dramma di una donna si potesse valutare in quella cifra (ridicola, oltretutto), e come se, per farsi pubblicità sui giornali, ci si potesse inventare un bonus per ogni cosa. A me questo modo di fare politica non piace per niente: mi auguro che i cittadini, e le donne soprattutto, condividano la mia amarezza e la mia preoccupazione. postato da civati, 09:20 | link | commenti (6) Ancora Obama
Tra qualche ora Obama sarà dichiarato vincitore delle primarie del New Hampshire. Change è la sua parola d'ordine e si vorrebbe tanto partecipare anche da qui e capire come si può fare per aiutarlo. Perché, tra le cose che accadranno nel 2008, a noi interessa certamente chi vincerà le elezioni comunali di Sondrio, ma un po' di più chi farà il presidente degli Stati Uniti d'America. Ho preso contatti con il comitato italiano dei fan di Obama e stiamo pensando, con altri amici, di costituirne uno anche sui Navigli, per il Nord Italia. Chi è interessato, metta la firma... postato da civati, 08:26 | link | commenti (6) lunedì, gennaio 07, 2008 62.0
Mentre ci affanniamo a realizzare un partito 2.0, c'è qualcuno, in Lombardia, che è al 62.0 (la battuta non è mia, ma la trovo irresistibile). Si tratta della percentuale di consenso che ha ottenuto Formigoni nell'ultimo sondaggio, contro il 53% con cui era stato eletto nel 2005. Un dato clamoroso, inutile negarlo, che deve far riflettere (e molto) un'opposizione non proprio brillantissima. Di questo passo, il presidente incontrastato vincerà sempre. postato da civati, 22:15 | link | commenti (6) Agenda Mentre mi arriva come regalo dalle Ferrovie Nord una bella confezione di polenta bresciana (ringrazio, ma mi chiedo: non sarebbe il caso di migliorare il servizio ferroviario, anziché mandare la polenta all'Epifania?), si riparte da un catalogo di cose da fare: 1. la campagna per i pannelli senza frontiere (cliccate qui, accidenti, cosa state aspettando?); 2. la mobilitazione per denunciare la scomparsa della tassa sconto sul gpl e sul metano per auto (l'Associazione Cuore ospita l'appello); 3. ci si chiede, insieme ai Verdi, cosa diavolo stia succedendo all'autodromo di Monza con il centro di guida sicura della Regione (la causa giusta nel posto sbagliato, tra qualche ora il comunicato); 4. si cerca di organizzare il web del Pd lombardo, a partire dalla promozione del dibattito sulle questioni ambientali (non solo Ecopass, per capirci); 5. si programmano iniziative per la fine di gennaio (Enrico Letta atteso a Monza il giorno 25, il 26 si vota per il Pd a livello locale, e la settimana successiva si celebra la quarta edizione del Festival delle Città possibili a Vimercate). Insomma, si lavora... postato da civati, 15:57 | link | commenti (2) Sapessi com'è strano essere re magi a Milano
Ci viene spesso chiesto di ascoltare, con rispetto devoto e massima attenzione, i consigli e i suggerimenti che ci provengono dalle gerarchie ecclesiastiche. Oggi mi sento di essere d'accordo: il cardinale Tettamanzi ieri ha celebrato l'Epifania accogliendo, quali re magi dei nostri tempi, gli stranieri in Duomo, invitandoli con parole dolci alla convivenza e stigmatizzando duramente le discriminazioni previste dal Comune di Milano nei confronti dei bambini stranieri negli asili della città. Ovviamente, possiamo scommetterci, sarà l'unico richiamo della Chiesa che rimarrà inascoltato nella nostra pia regione. Chissà come mai. postato da civati, 11:12 | link | commenti (3) «E sol di lei m'appago»: diario di una cotta
A chi non è mai capitato? E' un'esperienza universale, quella dell'innamoramento subitaneo e dolente, per una persona che mai potrà ricambiare il nostro sentimento. Solo che per descriverlo come si conviene ci vuole un uomo universale, e credo che Giacomo Leopardi possa fare al caso nostro: le sue Memorie del primo amore, ripubblicate presso la Biblioteca minima di Adelphi, sono un assoluto capolavoro del genere "mi sono innamorato e ora devo affrontare la cotta". Tratto saliente della vicenda del giovane Giacomo ventenne è il tentativo di elaborare il lutto con il contributo terapeutico della scrittura, prima in prosa, poi in poesia. Il risultato, nel suo caso, è eccellente. Cronaca del primo amore ed elegia omonima sono cura e risultato del primo, sfortunato innamoramento leopardiano e a loro volta strumento formidabile per sentirsi meno soli nel caso ci si trovi in analoga tempesta. postato da civati, 10:29 | link | commenti (7) Se il Pd non è un'ecoballa (come credo e spero)
La sempre mitica Marta Meo ci invita sul suo blog a discutere di Pd e di rifiuti campani. Intervengo con un piccolo commento, in risposta a quell'amico perfido che risponde al nome di Alberto Biraghi. Fatelo, perché credo sia molto importante. Davvero. postato da civati, 00:40 | link | commenti (1) domenica, gennaio 06, 2008 Finito
Ho finito il romanzo. Cavoli. Non credevo di farcela. Ok, è ancora una bozza, la 'penultima', come si suol dire quando si va fuori a bere qualcosa e si sa già che la serata proseguirà. Chi la desidera, batta un colpo. E' pregato però di farmi sapere cosa ne pensa in un tempo ragionevole, prima che sia costretto a pubblicarla postuma, che non è simpatico, e soprattutto di non venderla a nessun editore. Anzi, sapete cosa vi dico: vendetela voi, perché se trovate un editore mi fate solo un favore, in questo tempo devastato e vile in cui ci troviamo a vivere e operare noi scrittori emergenti (categoria simile ai paesi in via di sviluppo, destinati a rimanere tali per sempre). Mi aspetto molto da voi e, ovviamente, dal mio protagonista, un bambino a cui sono certo vi affezionerete anche voi. Un ringraziamento speciale ai re magi. postato da civati, 18:06 | link | commenti (9) I re magi non tradiscono
In relazione al precedente Spazio ombelicale, faccio notare che i re magi non hanno deluso le attese e si sono presentati molto presto, con paracetamolo e centrocampista. Ora mancano solo le parole nuove, ma il romanzo lo finisco, promesso, e a chi ne desidera un'anteprima, sarò felice di mandarlo (nel caso scrivere a blog@civati.it: forse il primo romanzo on demand :-). postato da civati, 10:20 | link | commenti (3) Las cosas en su sitio
Le cose al loro posto. Così il Psoe risponde alle manifestazioni contro le leggi del governo Zapatero sui diritti civili. Dal blog di Ivan Scalfarotto, la traduzione italiana. postato da civati, 00:04 | link | commenti (1) sabato, gennaio 05, 2008 E' la Lombardia o il Mississippi?
Leggendo le cronache lombarde viene in mente quello stato americano e quel film nel quale chi vi entra è pregato di portare le lancette dell'orologio indietro di un secolo. Marcello Saponaro, il comandante regionale dei Verdi, ci segnala la mozione con la quale, a Cologno al Serio, provincia di Bergamo, il Consiglio comunale vota l'incredibile (e inaccettabile) moratoria della moratoria della pena di morte. Come se non bastasse il fulgido esempio di Caravaggio o l'entusiasmo con cui sono stati accolti in terra lombarda l'ordinanza di Cittadella e il razzismo delle 'sparate' (il termine è volutamente ambiguo) del trevigiano. Nel frattempo, il governatore Formigoni, anche lui sempre più simile a un conservatore della Bible Belt, sente odor di modifica della 194 e ovviamente rilancia, secondo la strategia - da lui frequentatissima - del "più uno". Fanno qualcosa? E io la faccio un po' di più. Così ventila l'introduzione (via delibera regionale) di un limite per l'aborto terapeutico alla 21esima settimana, guarda caso proprio quando Ruini chiede di rivedere la legge 194, all'insegna di un'altra moratoria, che non abbiamo nemmeno bisogno di commentare (come Wittgenstein oggi suggerisce). Nel frattempo, nel capoluogo, che dovrebbe essere più illuminato della provincia profonda, ma in Lombardia non lo è, è ancora fresco il ricordo del contributo negato al Festival del cinema gay e la chiusura di una mostra troppo omosessuale per i gusti di Letizia Moratti. Forse i diritti civili e la libertà degli stili di vita di ciascuno devono tornare al centro del programma del centrosinistra, se si vuole significare ai lombardi - e anche a noi stessi - che non vogliamo vivere nel Mississippi. Come 'democratico', francamente, me l'aspetto. postato da civati, 20:06 | link | commenti (5) I believe
Ho versato $50 per Obama. Mi sento meglio. Ci credo. E credo che se dovesse vincere, cambierebbe un po' anche la nostra vita. Fatelo anche voi. postato da civati, 16:10 | link | commenti (10) Un po' di paracetamolo, un centrocampista, una manciata di parole nuove
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Ho ancora l'influenza. Pare che venga dalle isole Salomone. C'è chi va in vacanza ai Caraibi e chi è raggiunto da un virus che viene da una delle mille isolette del Pacifico. Sto scrivendo, sto cercando di finire un romanzo che mi porto dietro da mesi, e che forse non voglio finire, perché è troppo legato al mio recente passato. La colonna sonora di oggi, in effetti, è René Aubry, Mémoires du futur, e il titolo non credo sia casuale. Speriamo che i re magi mi portino un po' di paracetamolo, il centrocampista di cui abbiamo bisogno, e una manciata di parole, che quelle vecchie non mi piacciono più. postato da civati, 15:44 | link | commenti (1) 100.000 bicing
Il sindaco di Barcellona consegna la tessera numero 100.000 del servizio di bike-sharing Bicing. Osservate quello che si potrebbe fare anche a Milano (e che non si fa). postato da civati, 14:09 | link | commenti (3) Se arriva Van der Vaart
Un cognome da ciclista del Giro delle Fiandre, un talento genuino, un po' di qualità per il centrocampo juventino: cliccare per valutare. postato da civati, 13:14 | link | commenti (7) Pdlombardia.it: lavori in corso
Il mese di gennaio sarà dedicato alla trasformazione di www.pdlombardia.it in un sito interattivo, all'insegna del partito 2.0 che intendiamo costruire. Attendo suggerimenti e indicazioni, da parte vostra, perché vorremmo un sito 'partecipato' fin dalla sua ideazione e progettazione. Conto su di voi. postato da civati, 09:35 | link | commenti (2) venerdì, gennaio 04, 2008 L'uomo dei sogni (E' il paradiso? No, è l'Iowa)
Risultato sorprendente di Obama nei caucus dell'Iowa: 37% per il candidato afroamericano e Hillary solo terza. Ora, pare che che chi vince in Iowa (il famoso stato del mais, quello di Kevin Costner - L'uomo dei sogni - e del suo: «E' il paradiso? No, è l'Iowa»), difficilmente si imponga nelle primarie e sia il candidato finale alla presidenza. Sono però d'accordo con Vittorio Zucconi, che così scrive: «almeno per un giorno 300 mila semplici cittadini hanno detto quello che i cittadini di molti altri stati, e di altre nazioni, vorebbero gridare insieme con loro. Che in una democrazia autentica, nessuno ha il diritto di posare per sempre il cappello sulla poltrona del potere e di proclamare "occupato"». E le parole di Obama sono, al solito, molto convincenti: «il tempo del cambiamento è arrivato: sarò il presidente che riporterà a casa i soldati dall'Iraq, che garantirà la sanità a tutti gli americani e metterà fine ai regali fiscali alle grandi multinazionali». postato da civati, 10:39 | link | commenti (11) La neve astrae
La neve astrae. Come se avesse fatto alla ragione il letto e addormentato tutte quelle strade su cui il pensiero prima si smarriva. Durs Grünbein, Della neve ovvero Cartesio in Germania, Einaudi. postato da civati, 07:02 | link | commenti Non solo Ecopass: 10 punti per la mobilità lombarda
Eppur si muove: il Pd lombardo prende posizione sulla questione della mobilità a Millano e in Lombardia, e lo fa nel migliore dei modi, grazie alla grande competenza di Maria Berrini, responsabile delle politiche ambientali dell'esecutivo di Martina. Maria è brava e si discosta parecchio da alcune tesi 'asfaltanti' del Pd regionale, che da tempo mi preoccupano: il suo decalogo è un ottimo punto di partenza per l'elaborazione del Partito democratico in questo campo. Brava Maria, avanti così! postato da civati, 06:59 | link | commenti (1) giovedì, gennaio 03, 2008 Tra cicale, carpini e odori malinconici: la Brianza del Gadda
A cura di Mario Porro, Gadda e la Brianza. Nei luoghi della "Cognizione del dolore", Medusa 2007, è un testo prezioso soprattutto per i cultori della materia, tra i quali mi annovero senza modestia alcuna (sono un fan di Gadda e delle sue scritture brianzole, a cominciare dalla famosa Villa recentemente ripubblicata da Adelphi). Tutto quello che avreste voluto sapere sui trascorsi brianzoli di Gadda e non avete mai osato chiedere: lo scoprirete passando in rassegna i saggi del volume, che a sua volta riprende le relazioni di un convegno del maggio 2005. Tra i contributi che mi hanno più colpito, segnalo il saggio di Claudio Vela, che ha come protagoniste le cicale, tra il Fedro di Platone e la Cognizione e "L'odore della malinconia" di Giancarlo Leucadi. semplicemente strepitoso nel descrivere il senso di Carlo Emilio per gli afrori della Brianza contadina e dei suoi calibani. Chi ama la Brianza (ma anche chi la detesta, ma anche chi l'ama e la detesta insieme, com'era per Gadda), non può esimersi. postato da civati, 20:40 | link | commenti Alcune cose non hanno prezzo...
Luca De Biase, Economia della felicità, Feltrinelli: ne avevo parlato qualche giorno fa con Antonio, che lo ha già recensito cogliendone gli aspetti più significativi. Riecheggiando alcune pagine di Tony Negri che sono piaciute molto anche a me - sul tratto inevitabilmente collettivo della proprietà intellettuale - De Biase offre spunti notevoli per una maggiore comprensione di quanto sto facendo anch'io nel mio (molto) piccolo e per una descrizione compiuta della rivoluzione economica che la rete porta con sé. La morale, scusate se sono banale, è il rovescio della pubblicità di MasterCard. Alcune cose, come ad esempio la creatività, l'intersoggettività, la possibilità di riconoscersi in una community, l'occasione di crescita culturale e insieme d'incontro, non hanno prezzo e un prezzo (o quantomeno un valore) ad esse andrebbe invece attribuito: per uscire dalle rigide quantificazioni del Pil e per indirizzarci al tema della qualità della vita, in un'ottica di reciprocità a cui la gratuità (il «non aver prezzo») della dimensione del dono ci invita dichiaratamente. postato da civati, 14:39 | link | commenti (11) L'oroscopo di Prodi
«It's now possible to fake everything». «Oggi è possibile falsificare qualsiasi cosa»: l'oroscopo di Internazionale ricorda a Romano Prodi (leone), di stare sempre in allerta rispetto alle falsificazioni e alle mistificazioni della realtà. Un consiglio per il 2008 che mi sento di caldeggiare... postato da civati, 07:59 | link | commenti (2) Malebranche e il Pd
Quando interrogavo all'università, c'era sempre un autore che gettava letteralmente nel panico gli studenti: sto parlando di Nicolas Malebranche (di cui Wikipedia riporta una scheda non proprio esaustiva). Il suo 'occasionalismo' pretende che ogni azione, ogni nesso di causalità, ogni evento a cui assistiamo o di cui siamo protagonisti in questa nostra vita terrena non sia altro che un'occasione, appunto, per il manifestarsi dell'intervento di Dio. La senatrice Binetti la pensa in modo del tutto simile: il dispositivo sugli omosessuali e contro l'omofobia non è stato votato perché conteneva un comma che lo rendeva inammissibile, proprio grazie all'intervento diretto di Dio (Binetti parla di Spirito Santo, ma ci siamo capiti). Per Binetti la precisazione non è necessaria: tutto è in Dio, ovviamente. Ora Binetti si dice disponibile ad una sostanziale modifica della 194 (in ragione, potremmo pensare, di una certa sopravvalutazione della res cogitans rispetto alla res extensa). Sarà strano, ma me l'aspettavo. Dopo l'affondo di Ferrara e l'apertura di Bondi (che per la verità non si capisce come possa rientrare, Bondi, nel disegno della creazione...), Binetti fa la sponda sul versante Pd. Mi auguro soltanto che rimanga un episodio isolato, il suo: proprio come quel Malebranche, di cui gli studenti non ricordano granché, preferendo, ove possibile, non parlarne e passare ad altro argomento. postato da civati, 07:23 | link | commenti (3) Prodi Pride (segue)
Fonte: Repubblica.it. «Con un avanzo di 15 miliardi di euro, messo a segno nel mese di dicembre, il fabbisogno del settore statale nel 2007 scende a 27 miliardi, 7,6 in meno rispetto ai 34,6 del 2006. Lo comunica il ministero dell'Economia. Il dato è migliore rispetto ai 28 miliardi fissati come obiettivo programmatico e segna il risultato migliore dopo il 2000, ma il ministro del Tesoro resta prudente: "Il risanamento non è concluso"». postato da civati, 07:11 | link | commenti (4) Pannelli senza frontiere: il messaggio si moltiplica
Grande interesse per il progetto «Pannelli senza frontiere» promosso da Cisao. Partecipate anche voi: con un piccolo contributo o con la disponibilità a presentarlo nella vostra comunità. postato da civati, 00:10 | link | commenti A piedi uniti sul Parco
Il Comitato per il Parco denuncia il vero e proprio attacco sferrato al Parco di Monza dall'attuale giunta comunale. Purtroppo quanto sta facendo Mariani non mi sorprende affatto, né mi stupisce il gioco pericoloso che si sta svolgendo intorno ad alcuni temi fondamentali della vita del Parco. Il rinnovo della convenzione dell'autodromo a soli 800.000 euro all'anno, la sua durata pressoché infinita, l'ombra del progetto Botta per costruire un vero e proprio stadio della Formula 1, il restauro di entrambe le sopraelevate e altri interventi dello stesso segno fanno pensare che il Parco nei prossimi anni sarà sempre di più in una posizione ancillare rispetto al circuito. E' nelle corde della destra operare così e nessuno può - ahinoi - stupirsi più di tanto. In più, al solito, ci si è messa la Regione: per fare una cosa utile, l'apertura di un centro di guida sicura, ha pensato bene di collocarlo nel Parco, in un'area attigua all'anello di gara, che rischia di 'consumare' altro territorio verde e attualmente boscato, presso il Roccolo e la Gerascia. Evidentemente gli spazi colossali già occupati da Sias non erano sufficienti ad ospitare il nuovo centro per la guida sicura ed era necessaria la roboante cifra di un milione e settecentomila euro perché Sias potesse realizzarlo. Cose che capitano, quando governa la destra. In Regione e in Comune. postato da civati, 00:00 | link | commenti (5) mercoledì, gennaio 02, 2008 Gpl: i lombardi si attivano per la Carta sconto
Primo giorno in Regione - solo la consigliera Valmaggi, oltre a me, in un palazzo praticamente deserto - e prima campagna dell'anno. Della Carta sconto Gpl & metano cancellata a partire dalla mezzanotte del 31 dicembre ho già parlato in un post di stamattina. Ora si attivano anche i lombardi, segnatamente l'associazione Cuore di Limbiate. Trovate l'appello, che riprende argomenti già illustrati, presso il suo sito. Dopo anni di proclami sulle risorse straordinarie destinate da Formigoni alla lotta contro lo smog, si scopre che queste risorse sono «sempre più scarse». La fonte è ufficiale: cliccare per credere. postato da civati, 18:59 | link | commenti Silenzio (Baia del-)
postato da civati, 17:23 | link | commenti (5) Formigoning online
Il secondo diario regionale del vostro affezionatissimo, dall'inequivocabile titolo Formigoning, è disponiibile anche online. Chi proprio non può farne a meno, lo può trovare su Ibs.it. postato da civati, 11:41 | link | commenti (22) Carta sconto Gpl: da ieri non vale più
La Regione Lombardia scrive ai lombardi in questi giorni per spiegare loro che da ieri la Carta sconto metano/gpl non vale più. A parte che notizie di questo tipo andrebbero date con qualche preavviso, la lettera lascia interdetti, anche perché ai lombardi non viene data alcuna spiegazione. Cucù, la Carta sconto non c'è più. Punto. «Gentile Utente, l’iniziativa “Carta sconto metano/gpl” si conclude il 31.12.2007. Regione Lombardia ha deciso di investire ingenti risorse economiche sull’incentivazione all’acquisto di veicoli ecologici e sul potenziamento della rete distributiva. A partire dal 1 gennaio 2008 quindi non saranno più rimborsati gli sconti per acquisto di metano e GPL. Fino al 30 giugno 2008 saranno rimborsati tutti i cittadini che hanno versato € 5,16 per l’ottenimento della carta sconto a partire dal 1 settembre 2007». Per combattere lo smog, si elimina la Carta sconto su metano e Gpl: una strategia geniale. Chiediamo fin d'ora di reintrodurla e di scusarsi con i lombardi sensibili all'ambiente che la Carta sconto ce l'hanno e vorrebbero usarla ancora. E chiediamo che nel 2008 non accada quello che è accaduto nel 2007, e cioè che gran parte degli stanziamenti per i veicoli ecologici, previsti nel bilancio previsionale, non scompaiano nel corso dell'anno. Sarebbe importante. postato da civati, 10:45 | link | commenti (2) ¡No Pasarán! L'ecopassaggio di Milano e la lotta allo smog
Da circa due ore i cittadini milanesi stanno saggiando l'Ecopass. Comunque la si pensi, un passaggio epocale: dopo anni di inerzia e di amministrazione-di-condominio, si tratta di un cambiamento molto significativo dal punto di vista amministrativo e (ancor di più) culturale. Moratti ha dimostrato di essere incomparabilmente più coraggiosa di Formigoni, che da ormai due anni non ritiene di affrontare la questione smog se non con le conferenze stampa. L'Ecopass che parte oggi è ancora molto debole, l'area troppo poco estesa, le esenzioni troppo numerose e molto discutibili proprio sotto il profilo ambientale. Pagano i proprietari delle auto più vecchie, per capirci, ma chi ha un Suv da qualche tonnellata la passerà liscia. L'Ecopass, oltretutto, parte molto male: il disastro del sito del Comune, che doveva essere un fiore all'occhiello (con tutto quello che ci costa) e che invece si è imballato quasi subito, dimostra che Milano ha ancora tanta strada da fare per uscire dall'età della pietra. Seguiremo con attenzione l'evolversi della vicenda: chissà se ci toccherà riprendere il famoso monologo di Rutger Hauer («ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare... al largo dei Bastioni...» di Porta Venezia), o se il sindaco sconfiggerà il partito delle auto e saprà estendere il provvedimento, mettendo a sistema un piano ambizioso per il trasporto pubblico locale, grazie anche allo sforzo del Governo con le risorse messe a disposizione del Tavolo Milano. Se Milano vuole cambiare, quello di stamane è un passaggio fondamentale. Vedremo. postato da civati, 09:43 | link | commenti (6) 2008, l'anno del sorpasso
2008: se ne parla già come dell'anno del sorpasso. Se trovo qualcuno che dice che internet è ancora un mezzo elitario, lo picchio con il mouse... postato da civati, 09:17 | link | commenti (4) |