Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Anche stasera spengo la luce tra gli ultimi, nel palazzo del Consiglio regionale. Sono le diciannove e sono sveglio dalle cinque, per via della televisione, che questa settimana sembrava di essere quell'altro pippo (a cui sta andando tutto male, per altro). E non è finita qui: stasera presentiamo con Marco Alfieri il suo libro Nord terra ostile (il programma lo trovate qui). Le solite poche ore di sonno e domattina, a partire dalle ore 9.30, ci vediamo in Regione (ingresso da via Galvani, 10) per parlare di ambiente, con la bravissima Maria Berrini e tanti altri illustri ospiti. Scaricate il programma e partecipate numerosi. Tra catene per i parchi, pollici verdi, decaloghi e proposte innovative (ho visto cose che voi lombardi non potreste nemmeno immaginare) un appuntamento fondamentale della nostra campagna elettorale. In attesa che si concluda la vicenda delle liste, siamo partiti: Veltroni is burning & on my mind, Zapatero è al rush finale e Obama è in testa, come ormai gli capita da settimane. L'oroscopo non da indicazioni particolari al "club del 4 agosto" (José, Barack & me) mentre è spudorato con Walter (nato il 3 luglio, sembra un film), a cui augura una settimana di "nuove frontiere". Un Brezsny kennedyano ci assiste. Le stelle sono buone. ¡Suerte y al toro!
Dovevo saperlo che non ci si può fidare degli indecisi... mi volete far sapere qualcosa della cena? Non va bene la data o qualcos'altro? Scrivetemi a elettoricercasi@civati.it.
Qui le primarie le fanno (ho votato Elisabetta, tanto Daniele è in vantaggio). Anche qui (ho votato Marta, non ho altra dea all'infuori di lei). A Milano non le fa nessun sito (chissà perché), mentre per quelle di Letingia (nel senso di Brianza) non c'è partita. Peccato che non le abbia fatte il Pd, sul proprio sito... porcellum non olet, evidentemente...
Veltroni-is-burning (voglio cambiare paese, senza andare all'estero)
Dall'intuizione di una sera di febbraio, un testo scritto a quattro mani e quattro birre con Roberto, le relazioni di Elena con Denzel e i Barbafalliti (che non conosco nemmeno, ma sono mitici), è nato veltroniisburning.splinder.com, la campagna elettorale come non l'avete mai vista, né sentita.
Parte la campagna "pollici verdi". Per difendere i parchi regionali, raccogliamo le nostre impronte. Formigoni, la sua, prima di andare a Roma, l'ha già lasciata. Ora tocca a noi. I pollici lombardi premeranno il pulsante tutti insieme, martedì prossimo, per contrastare l'approvazione dell'emendamento della giunta regionale che espone i parchi all'edificazione e al degrado. Qui di seguito il nostro comunicato stampa.
Chi vuole difendere le aree protette lombarde dalla legge ammazzaparchi voluta da Formigoni, potrà farlo da domani lasciando l’impronta verde del proprio pollice sulla petizione che rilanciamo per difendere i parchi lombardi dagli assalti del centrodestra lombardo e dei cementificatori. Domani raccoglieremo le prime impronte nel corso dell’assemblea di Cassinetta di Lugagnano, promossa da sindaci e associazioni per organizzare la mobilitazione contro una norma che smantella il sistema delle aree protette della nostra regione. Pollici verdi in difesa dei parchi saranno impressi in calce alla petizione anche nel corso dell’assemblea del Pd che si tiene sempre domani a Milano sui temi ambientali. I “pollici verdi” saranno consegnati martedì prossimo, 4 marzo, al presidente del Consiglio regionale Ettore Albertoni, a margine della seduta dell’assemblea, durante la quale la Cdl vuole approvare la norma che consente alla Regione di dare l’ok ai progetti edificatori dei comuni all’interno dei parchi, anche se questi esprimono parere negativo. Se dovesse passare la norma “ammazzaparchi”, da mercoledì cominceremo a raccogliere le firme per indire un vero e proprio referendum regionale per abolire la legge.
Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, Consiglieri regionali Pd e Verdi
Dibattito in aula. Si passa, come obiettivo della legge in discussione sui servizi alla persona in ambito sociale e sanitario, dalla promozione della sessualità "sana e responsabile" alla promozione della sessualità semplicemente "responsabile" (sempre e comunque associata alla "procreazione consapevole"). Su questo tema Bebo Storti interviene magistralmente, mettendo in luce l'ipocrisia della norma proposta dal Popolo della libertà (quale libertà? ma la loro, ovviamente). Il testo presentato conteneva una criptocitazione da Zucchero, che non vi sarà certo sfuggita.
No, non passo al nemico. Non fraintendetemi. Vado a parlare di Città possibili, di ville, di paesaggio e di promozione del territorio. Alle 21 in S. Apollinare.
Loro portano i dischi. Come nelle feste di una volta, per le candidature, è la Brianza la quota rosa di Milano. Si profila l'en plein al femminile, sia per la Camera, sia per il Senato. Molto bene.
Mercoledì 5 marzo, alle ore 20, ci vediamo in piazza Duomo a Monza con gli indecisi (ma anche gli arrabbiati, gli esterrefatti, i delusi) per poi andare a cena insieme e passare una serata per 'guadagnarli' alla causa del Pd. Sono costretto ad aggregarli, perché intendo mantenere la promessa della cena, ma ho davvero poche serate libere e sono certo che mi vorrete scusare. Per ora si sono 'prenotati' Ardez e Daniele-il-granata. Attendo altri tre per raggiungere la quota dei famosi cinque amici indicatici da Walter. Scrivetemi a elettoricercasi@civati.it.
«Zia dice che il grande filosofo Hegel definirebbe tutto quello che è successo un'astuzia della ragione, un'eterogenesi dei fini. Nel senso che talvolta uno può agire nel modo migliore e le cose vanno male e magari fa la cosa più sbagliata di questo mondo e tutto va per il meglio. In un certo senso è andata così». E' la morale dell'ultimo romanzo di Milena Agus, Ali di babbo, pubblicato da Nottetempo (l'unico caso nel quale il nome della casa editrice spiega una parte del contenuto del volume pubblicato: è nottetempo, infatti, che si manifestano le «ali di babbo» alla piccola narratrice). Il libro è straordinario, a cominciare da un incipit difficile da dimenticare, che in otto righe definisce il contesto in cui si muove madame e che ci si porta dietro per tutta la storia. Madame, che in realtà ha anche un nome che si scopre solo nelle ultime pagine, quando troverà finalmente se stessa, è la protagonista di una storia disordinata e magica, che ne rispecchia perfettamente il carattere e il destino. Mi piacerebbe dirvi altre cose, di come si sviluppa la sua vicenda, di cosa le succede, della fortuna e della sfortuna che incontra sulla sua strada (volevo dire mulattiera). Ma non posso farlo, perché il libro dovete leggerlo a qualsiasi costo. E, se volete saperne di più sull'eterogenesi dei fini, abbinatelo all'ultimo Sofri (Chi è il mio prossimo, Sellerio). Così passerete un weekend fuori dal comune, che vi porterà molto in profondità e incredibilmente vicino a quello che forse, anche voi, state cercando. E per farlo dovreste iniziare proprio da dove non immaginereste mai di trovarlo.
Domattina si parte presto, perché alle 7.30 mi fanno la barba a Telelombardia. Poi terza seduta consecutiva in aula, per tutto il giorno. Poi, alla sera, alle ore 21, appuntamento con le Città possibili ad Arcore. Venerdì inizio alle 6.45, sempre in tv, su Tv7Gold. Poi ancora consiglio regionale e, alla sera, alle 21, al Binario 7, presenteremo il libro di Marco Alfieri, Nord terra ostile (il programma lo trovate qui). Sabato mattina, a partire dalle ore 9.30, ci vediamo in Regione (ingresso da via Galvani, 10) per parlare di ambiente, con la bravissima Maria Berrini e tanti altri. Scaricate il programma e partecipate numerosi. Domenica si va a Venezia, per organizzare il nostro Tour de Nordest con la mitica Marta Meo e Giovanni Damiani, che ci raggiungerà da Trieste. Tutto per il Pd e per Walter. A questo punto, escludo di perdere, anche come semplice ipotesi di lavoro.
Altro che cafca, la trasmissione odierna di Mentelocale, con l'intervento kafkiano del vostro affezionatissimo.
(«Non ti perdonerò mai di avermi fatto pensare, credo per sempre, all'ipotesi di potersi svegliare Formigoni, un giorno... altro che Kafka o quelle cose lì...»).
Giornalista dell'Ansa al futuro ministro Micciché: «Nessun imbarazzo a livello nazionale [l'Udc, che a Roma è contro Berlusconi, in Sicilia è un suo alleato decisivo]?»
Risposta del futuro ministro Micciché: «Evidentemente c'è un motivo per cui Kafka è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia».
Kafka a Vienna. Proprio così.
Smog, saltano i blocchi, promuoviamo la 'morattoria'
Comunicato stampa. “Dopo cabine di regia, tavoli e dichiarazioni il risultato è che contro lo smog no si fa nulla. La marcia indietro della Moratti sul blocco del traffico è purtroppo stato favorito dal comportamento pilatesco della Regione, che ha deciso di non decidere, facendosi scudo delle perplessità di molti Comuni che sono stanchi di questo modo di fare, di convocazioni all’ultimo minuto e di proposte più estemporanee che strutturali”. Così Giuseppe Civati, consigliere regionale del Partito democratico bolla la mancata definizione del blocco del traffico per scongiurare l’emergenza inquinamento di questi giorni. Dello stesso avviso Maria Berrini, responsabile ambiente del PD lombardo. “In assenza di politiche strutturali anche una misura emergenziale come il blocco totale del traffico fa la propria parte. Ma il blocco ha sempre avuto anche un altro significato, cioè quello di segnare l’esistenza dell’emergenza e di proporre un modello alternativo di vivere le città. La Regione avrebbe potuto mettere in campo gli strumenti necessari per attuare il blocco in tempi ristretti, ma ha deciso incomprensibilmente di non farlo”. Civati e Berrini concludono con un appello: “I cittadini che hanno senso di responsabilità si facciano carico dell’emergenza e lascino a casa l’auto fino a fine settimana. In questo periodo vanno di moda le moratorie e noi proponiamo la “morattoria”. Chiediamo ai cittadini di rinunciare all’auto e di optare per i mezzi pubblici, almeno fino a quando le condizioni meteo non daranno una bella ripulita all’aria malsana di questi giorni, e suggeriamo ai Comuni di attuare in proprio nelle prossime settimane iniziative concrete. Di fronte alla latitanza delle istituzioni superiori non ci resta che contare sulla responsabilità dei singoli”.
Tutti corrono per il "posto fisso" nelle liste del maledittissimo porcellum (un vero incantesimo di Circe, che fa emergere i tratti meno nobili della politica) e non si rendono conto che la partita è più aperta e che si è introdotto, con queste elezioni e con la sfida del Pd, un tratto precario che secondo me fa bene (sia alla politica sia ai politici). Tutti dicono che ci credono e che sono con Walter, ma puntano esclusivamente ai primi posti, quelli degli "eletti in caso di sconfitta". Proprio così. Torno a proporre, come già in passato, che si costituisca un gruppo di candidati - visibili e determinati - nelle posizioni critiche, quelle degli "eletti solo in caso di vittoria". Se si vuole raccogliere la sfida, bisogna farlo fino in fondo. Sarebbe un segnale molto forte e molto irrituale, me ne rendo conto, ma credo che dai riti e dalle debolezze della politica i cittadini siano già fin troppo esasperati. Aggiungo che la lista dovrebbe essere una playlist, in cui ciascuno possa scegliersi la canzone (o le canzoni) e l'interprete (o gli interpreti) che più preferisce. Per questo sono un po' preoccupato dalla lista in stile Ecopass (confinata a candidati provenienti dalla cerchia dei Bastioni) di cui si vocifera per la circoscrizione di Milano e ancor di più dalla sua scarsa varietà (a leggere i giornali, s'intende). Mi stupisce anche il cortocircuito per cui i laici parlano solo della Binetti e i credenti solo di Veronesi, quando dovrebbero, entrambe le categorie, fare, semplicemente, il contrario. Facciamo la cosa giusta: con un po' di coraggio, di gusto per il Risiko, e un po' di sagacia. Che non guasta mai.
Dal Corriere di oggi: "La Repubblica di Albania sosterrà la candidatura di Milano a Expo 2015". Lo ha confermato in una nota diffusa dall'agenzia di stampa della Regione Lombardia il presidente (albanese) Sali Berisha al termine dell'incontro con il presidente (lombardo) Roberto Formigoni. Per un candidato alla Farnesina (in pectore da quando andava alle elementari) è una gaffe diplomatica colossale. L'Albania non fa parte del Bie - l'organismo che voterà il 31 marzo per l'Expo - e avendo dato la notizia in modo così avventato Formigoni ha anche bruciato la possibilità che entri a farne parte nei prossimi giorni per sostenere Milano. A Smirne, infatti, potrebbero arrabbiarsi, in nome di un "galateo delle Expo" che prevede che non si debbano fare pressioni troppo vistose per fare entrare i Paesi amici nel Bie con l'obiettivo di sostenere la propria candidatura. Non sta bene. Un po' di cautela, in questi e altri casi (vedi anche alla voce candidature) sarebbe consigliata. L'episodio è da aggiungere al lungo curriculum dell'ormai ex-presidente della Regione, già noto sulla scena internazionale per il credito ottenuto con l'operazione Oil for food. Alla Farnesina lo aspettano. Con ansia.
... fossimo presi per incantamento, e messi in un vasel ch’ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio... Anche Dante, a modo suo, parlava di Love. Per noi, però, si tratta di un acronimo: Lombardo-Veneto. Procedono i lavori preparatori del nostro viaggio nel profondo Nord, quali esploratori del Pd. Con Marta (Venezia) ma anche Giovanni (Trieste), ideatore dell'iniziativa, stiamo preparando un itinerario che darà soddisfazioni: a noi di sicuro, e magari anche al Pd e alla sua difficile sfida nel Nord. Con un camioncino da terzisti, ci addentreremo nel mondo dell'impresa, per fare una campagna elettorale insieme all'attacco e all'ascolto (e all'attacco perché all'ascolto). Fedeli al mandato dell'A4 - il formato più semplice per spiegare il Nord - per tre giorni attraverseremo la provincia lombarda, veneta e friulana, in un vero e proprio tour de force da 'classica' del Nord. Incontreremo imprenditori, artigiani, operai, amministratori locali, associazioni di categoria... Chi vuole partecipare, ce lo segnali. Noi, intanto, prepariamo il tracciato.
Mettetevi nei miei panni: ieri in commissione Ambiente, abbiamo chiesto all'assessore Pagnoncelli che cosa sarebbe successo quest'oggi, in occasione della convocazione della cabina di regia sullo smog. Pagnoncelli si è schermito e anche stamane, discutendo con gli amministratori locali, ha preferito rinviare agli interventi strutturali, senza aggredire l'emergenza smog che ormai da giorni attanaglia la Regione, nonostante l'Ecopass e la retorica sui primi risultati a cui secondo Moratti avrebbe portato (condizionati dalla scarsità di traffico di gennaio e da un numero notevole di giorni di pioggia). Come abbiamo sempre sostenuto, l'Ecopass così com'è non funziona e non basta. L'area dovrebbe essere molto più vasta e gli autoveicoli interessati più numerosi. Detto questo, l'Ecopass è l'unica novità del panorama politico regionale. Per il resto, niente blocchi domenicali, né targhe alterne, perché siamo in campagna elettorale e i cittadini, come ha sintetizzato Formigoni, non possono essere rinchiusi "in prigione". E per lo smog? Ce lo teniamo, così com'è. Insomma, la Regione blocca il blocco, e allora mi sono permesso di commentare così (Ansa):
''Siamo al blocco dei blocchi, al blocco della politica e al blocco del buon senso'': Giuseppe Civati (Pd) commenta cosi' il risultato del tavolo permanente convocato oggi in Regione per discutere di misure antismog che allontana l'ipotesi di fermo delle auto per domenica prossima. ''La verità - aggiunge il consigliere regionale - è che dopo tante roboanti dichiarazioni la Regione non ha neanche una soluzione per l'emergenza, forse il ticket andrebbe messo sulle dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente Marco Pagnoncelli''.
Straordinaria consultazione del primo circolo online del Pd: ringrazio per i voti (per me sorprendenti, davvero) di tante persone che non ho il piacere di conoscere.
Comunicato stampa. I Blogger lombardi si in-catenano per difendere i parchi dalla cementificazione, a cui una modifica della Legge Regionale proposta dall'Assessore leghista al territorio Davide Boni - il cd “emendamento ammazzaparchi"- ha spalancato le porte. Nata dai consiglieri regionali Giuseppe Civati (PD) e Marcello Saponaro (Verdi) la catena per i Parchi ha già registrato le adesioni di numerosi blogger, tanto che il "post" capofila è entrato nelle discussioni top di Blog Babel, la classifica italiana dei blogger. La catena funziona scrivendo un articolo sul proprio blog, inserendo la parola chiave "salva+parchi", linkando la petizione lanciata dall'Associazione per il Parco Sud di Milano e da numerose altre associazioni ambientaliste e inserendo il link a tutti i siti che hanno già aderito all'iniziativa. "E' una catena leggera fatta di bit, di persone e di idee - dice Saponaro - per chiedere di bocciare in Consiglio il prossimo 4 marzo la norma che consente alla Regione di cancellare il parere dei Parchi, spianando di fatto la strada a ogni nuova proposta di cementificazione nei loro territori". "Crediamo che i cittadini appoggerebbero l'iniziativa - prosegue Civati - e che lo stesso farebbero quei sindaci dei comuni impegnati nella difesa del proprio territorio. Lanceremo insomma una forte mobilitazione a difesa dei parchi lombardi, soprattutto del Parco Sud Milano sul quale da anni incombono gli appetiti edilizi dei costruttori".
In tedesco Risiko vuol dire rischio (ricordate la Risikogesellschaft, la società del rischio di Ulrich Beck?). Bene, credo che Risiko sia la parola d'ordine della formazione delle liste, soprattutto in un quadro nel quale potremmo avere parecchie sorprese, quando si apriranno le urne, la sera di lunedì 14 aprile. Leggete qui: me lo segnala Andrea Mollica, l'Al Gore di Varese. E' un articolo lungo che consente però di chiarire l'importanza di alcuni dati, soprattutto per il Senato e in primo luogo quelli della Cosa Rossa e quello dell'Udc. Il porcellum è un sistema abominevole, con un premio di maggioranza diverso per Camera e Senato. Al Senato, tutto dipende da quell'altissimo sbarramento dell'8% che potrebbe bloccare la Sinistra Arcobaleno e il partito di Casini e consegnare seggi al Pd: una sorta di premio di minoranza o, se preferite, di consolazione, che può cambiare il risultato finale. Non solo: può cambiare il destino personale dei candidati nella cosiddetta zona grigia, quella dei posti non sicuri, dei parlamentari cioè che vengono eletti solo se si vince (o se si ottiene quel premio di minoranza di cui ho detto). Alla Camera, il rischio è ancora più vertiginoso: puntare alla vittoria significa puntare a quel premio di maggioranza nazionale che consente di aumentare moltissimo - in regioni come la Lombardia - i parlamentari eletti, dal momento che qui si potrebbe ottenere un parziale perdente a livello regionale e molto basso. Sono certo che i nostri dirigenti questi conti li abbiano già fatti. Consiglio loro però di ricordare il Risiko e di non dimenticare che in quella lingua così spietata die List è l'astuzia e lo stratagemma (proprio come nel 'nostro' Risiko). Ja, wir können.
Mi segnala *Sara* che abbiamo superato anche Mastella nella classifica dei blog politici. Anche in questo caso non so bene cosa voglia dire, però... Yes, we "top ten".
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Un esponente dei Ds delle mie parti, una volta, subito dopo la mia elezione in Consiglio regionale (in cui, come mi dicono spesso, quasi per rimproverarmi, ho preso «troppi voti»), a proposito della mia funzione di dirigente politico, commentò in pubblico, nel corso di una cena alla Festa dell'Unità: «Ma tu Cassano lo faresti giocare?». Voleva, con il paragone aulico, significare che di me è meglio non fidarsi, nonostante il talento (boh) e il molto favore ricevuto dal pubblico, perché non rispondo alle indicazioni del Mister. Ora, alla luce dell'inverosimile e a tratti sorprendente discussione (?!) intorno alle candidature del Pd (voglio vedere fin dove vogliono arrivare, sul serio, e commenterò solo allora, perché temo che tutto questo indebolisca la nostra proposta politica), mi torna in mente quell'immagine, anche perché il Mister di allora si candida per un posto in Parlamento. E' nelle condizioni di decidere, e ha il sostegno di quelli che contano. Cassano, nel frattempo, firma autografi e raccoglie complimenti (anche dagli avversari, che non lesinano proposte indecenti), ma non è stato nemmeno convocato dalla società. Di lui se ne sentono dire di ogni, nello spogliatoio: è quasi uno sport nazionale, che ha ormai preso il posto dello sport a cui la squadra dovrebbe essere 'votata'. Un giorno, si toglierà le scarpette, farà la borsa, raggiungerà il piazzale dello stadio e prenderà un taxi. Se ne andrà a giocare altrove, in un altro campionato: in quel posto, dove le convenienze e le meschinità non incidono in modo così definitivo sulle carriere dei giocatori. E dove si può giocare liberi, come vorrebbe lo schema di gioco cosiddetto "alla Walter", o al limite stare in panchina, senza doversi anche giustificare. E in lontananza risuonerà quella musica dolce, che tanti conoscono, ma in pochi sembrano avere davvero capito: «un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia...».
Voglio lui capolista. In ogni circoscrizione. Ha solo quindici anni, ma ha già trovato uno dei cinque amici che Walter ci ha indicato. Un'amica, di quasi diciotto. Mica scemo, il ragazzo. Greselin, sei un piccolo mito. Grazie Marta per la segnalazione.
Trovate qui lo schema di ordine del giorno da presentare nei Consigli comunali per difendere il verde della nostra regione. Nel frattempo, registriamo un grande successo dell'iniziativa del comandante Saponaro e mia per la difesa dei parchi regionali.
Si trova anche qui. Personalmente, ho ritrovato nei punti di Veltroni tutte le cose che mi stanno a cuore e di cui ho spesso parlato in questa sede, dalla riduzione della spesa pubblica al sostegno ai salari, dall'ambiente (energia, in particolare) ai treni a bassa velocità (quelli dei pendolari), dal testamento biologico ai pacs, fino alla banda larga, che sembrava dimenticata dalla politica italiana di questi anni, e invece...
E' il giornale di casa B. a scrivere di noi. E' ufficiale: se la stanno facendo sotto. Sono faziosi e non sanno nemmeno leggere molto bene (ma questo lo sapevamo già). No, they can't. P.S.: liaison è femminile: per cui l'aggettivo è amoureuse. E il plurale è liaisons amoureuses. Nemmeno con il francese ci prendete... Oui, nous pouvons.
Marcello Saponaro ha risposto immediatamente e preparato la catena per i blog che vogliono aderire alla nostra iniziativa per difendere i parchi della Lombardia. Cliccate e seguite le istruzioni. Inoltre, trovate qui lo schema di ordine del giorno da presentare in Consiglio comunale.
Si tratta della prima mini-rassegna dedicata alle letture politiche, quella che parte venerdì 29 al caffè letterario del Binario 7 a Monza: al centro della nostra riflessione il Nord, il linguaggio della politica e la moralità del sistema politico del nostro Paese. Un vero e proprio aperitivo di alto profilo culturale per avviare una campagna elettorale di qualità, rispetto ai temi più sentiti del dibattito attuale. Partiremo dalla presentazione del libro di Marco Alfieri, Nord terra ostile, Marsilio. Un testo appena pubblicato, che accusa duramente la sinistra di non essere capace di una corretta interpretazione dei problemi del Nord. Trovate qui il programma e rispettivamente qui ("La parola aperta") e qui ("Politica senza rete") le recensioni dei testi di Foa-Montevecchi e di Antonello Caporale, che presenteremo il 6 e il 12 marzo.
Mi rivolgo ufficialmente al comandante Marcello Saponaro di lanciare, lui che ha tutto quello di cui abbiamo bisogno in termini tecnologici, la catena web per i parchi lombardi. Un testo semplice, in cui si chiariscano che le modifiche alla legge urbanistica non ci piacciono, e che la nuova legge sui parchi ci piace ancora meno. Marcello rispondi!
Civatube colpisce ancora. Dopo la prima telefonata, Andrea si fa sentire ancora. E' preoccupato, non riesce a prendere sonno. E' tardi e nella notte cerca conforto. Democratico. Buona visione.
Tra le eredità che ci lascia il Formigoni in partenza per Roma , oltre alle autostrade sbloccate solo con i finanziamenti arrivati dall'odiato governo Prodi per le infrastrutture tanto attese dai nostri concittadini, c'è da segnalare la questione (fondamentale) delle autostrade telematiche.
Si può con serenità e sine ira et studio parlare di ritardo decennale sull'argomento, perché l'era formigoniana coincide quasi perfettamente con l'era di internet (almeno per l'Italia). Dal 1995, anno in cui Formigoni fece il suo ingresso trionfale al grattacielo Pirelli, si è visto molto poco: le responsabilità della parte politica ci sono tutte, ma è giusto dire, per non scadere nella demagogia, che la vicenda della banda larga è diventata via via un ginepraio (tanto si sono intricate le cose con la privatizzazione "solo fino ad un certo punto" che ha interessato il settore delle telecomunicazioni nel nostro Paese).
La questione delle questioni è l'ammodernamento delle centraline Telecom, vero ostacolo allo sviluppo e vera spina per i consumatori e per gli amministratori più sensibili. In molte realtà della Regione, si va ancora a 56k e questo vi dà l'idea di come siamo conciati (altro che competitività...). In passato, ho spesso avuto occasione di parlare del doppino di Briosco, ovvero della dura battaglia di un sindaco brianzolo che voleva coprire l'intero territorio del suo piccolo comune con l'adsl, e non vi riusciva proprio per colpa di una centralina installata direttamente da Guglielmo Marconi. Simbolico il caso di un imprenditore della cittadina lombarda che era raggiunto dall'adsl a casa ma non in azienda, ed era perciò costretto ad andare nella sua abitazione per spedire preventivi e progetti elaborati sul posto di lavoro. Alcuni hanno pensato di risolvere il problema con la tecnologia wireless, che può essere una risposta soprattutto per le aree più isolate o per le comunità di montagna, ma non può costituire una soluzione esclusiva: in generale tutti ormai concordano sul fatto che prima vada potenziata l'infrastruttura della fibra. Autostrade sì, insomma, ma per una volta telematiche. Questa è la soluzione. Sembra ora che Regione Lombardia, alla fine della licenza formigoniana, oltre ad introdurre il tema in modo invero molto superficiale nella nuova legge sulla comunicazione (che deve essere ancora portata all'attenzione del Consiglio), arrivi al punto: è a buon punto un percorso, condiviso con le realtà locali, con Telecom e con gli operatori del settore, e pare che si possa finalmente partire, proprio dalle centraline e dall'estensione della fibra a gran parte del territorio regionale. Una prospettiva che ci sentiamo di condividere, e che speriamo venga avviata prima della partenza dell'ormai ex-presidente. Alla fine della sua stagione - Veltroni ha i dodici punti, Formigoni ha già passato i dodici anni da presidente - ci sentiamo di chiedergli questa cortesia: prima di andare via, spenga la luce e colleghi la Regione. Gliene saremmo riconoscenti.
L'avevo già scritto (qui e qui): ci stanno facendo fare un altro anno di B. Questa sera a Reggio Calabria la Juventus registra la terza sconfitta in campionato, come già con l'Udinese e, soprattutto, con il Napoli, viziata da clamorosi errori arbitrali. Di più: da un'impostazione della direzione di gara assurda. Due ammonizioni evidentissime non comminate; un rigore su Sissoko grande come il Granillo (nel senso dello stadio); uno su Nedved 'laocoontico'; un altro per fallo di mani su passaggio di Camoranesi e forse un quarto, ancora per una mano troppo lesta, su colpo di testa dello stesso Camoranesi. E, infine, l'incredibile rigore fischiato contro la Juve, al novantesimo, sul risultato di uno a uno. Capisco tutto, però c'è un limite. E temo che l'argomento della buona fede, come già in passato, non basti più a spiegare certi episodi. I geremia di allora sono attesi in sala stampa. P.S.: unica nota positiva, oltre ad una prestazione che mi dicono superlativa di Nedved, il gol di Del Piero. Chi lo dava per finito, se lo ritroverà in vetta alla classifica dei marcatori. Sempre il solito Alex.
per evitare di essere coinvolto nell'estenuante discussione sulle candidature (dicono gli americani che è meglio non interrogarsi troppo su due cose: come sono preparati gli hamburger e come sono compilate le liste dei candidati), mi occupo della campagna elettorale e dell'iniziativa politica. Per questo motivo trovo entusiasmante l'idea di Giovanni Damiani di Trieste di estendere il nostro Progetto LoVe fino all'estreme propaggini orientali (ci manca solo un torinese, e poi l'abbiamo fatta tutta...) Giovanni, che è geniale (l'Adriatico fa bene), propone di organizzare un pullmino satellite rispetto a quello di Veltroni che copra il percorso tra la Brianza e il Nordest, a metà marzo, in tre giorni. Il profondo Nord sarà al centro del nostro viaggio per cercare di dare rappresentanza alle questioni che più stanno a cuore alla nostra parte di Paese, dove più fatichiamo. E per raccontarlo, sull'A4, nel modo più semplice, dal caffè Illy alla pedemontana, dai mobili della Brianza al tessuto della piccola impresa veneta. Idee e suggerimenti sono i benvenuti. Nel frattempo, con te e con Giovanni, prepariamo il pullmino. We LoVe this country.
Si può fare? Si deve.
Baci lombardi
Comunicato stampa. Chiediamo alla giunta Formigoni e alla maggioranza di centrodestra di non approvare in Consiglio regionale la norma “ammazzaparchi”, l’emendamento già votato dalla Cdl in Commissione territorio che consente alla Regione di dare o meno l’assenso ai progetti edificatori dei comuni all’interno dei parchi, anche se questi esprimono parere negativo. Nel caso Formigoni e il centrodestra non dovessero ripensarci, e oltretutto volessero mandare avanti così com’è anche la Legge quadro sui parchi, siamo pronti ad arrivare alle estreme conseguenze e a chiedere un referendum regionale per abrogare la norma qualora dovesse essere approvata dall’aula. Crediamo che i cittadini appoggerebbero l’iniziativa e che lo stesso farebbero quei sindaci dei comuni impegnati nella difesa del proprio territorio. Lanceremo insomma una forte mobilitazione a difesa dei parchi lombardi, soprattutto del Parco Sud Milano sul quale da anni incombono gli appetiti edilizi dei costruttori.
Mentre i nati il 4 agosto (Obama, Zapatero e il vostro affezionatissimo) si dovranno interrogare circa un'iniziazione lasciata a metà (boh), l'oroscopo di Walter Veltroni (nato il 3 luglio) è sensazionale e maledettamente veltroniano (prima che qualcuno dica che è fatto apposta, segnalo che, come sempre, è di Rob Brezsny). Dedicato agli indecisi, ai sospettosi, ai non votanti:
"Ci sono religioni che non fanno leva sulle minacce né sul timore di Dio. Ci sono aziende che non sfruttano i loro dipendenti, che non inquinano l'ambiente e dove i capi non sono dei tiranni. Ci sono politici che non dicono sempre bugie, che non hanno svenduto i loro ideali e che non sono dei narcisisti assetati di potere. Alla luce di tutto questo, Cancerino, la prossima settimana ti prego di aprire la tua mente a quelle persone, idee o istituzioni che ti ispirano solo delle immagini stereotipate. È il momento giusto per liberarti di alcuni pregiudizi che per te sono diventati delle verità assolute".
Dopo l'idea dei Premi di maggioranza, a Tiziana e a me è venuta un'altra idea. Far parlare i ventenni perché esprimano i loro desideri. I politici non parlano, ascoltano. Un comizio all'incontrario, a ruota libera. Quello che ci si aspetta, a vent'anni, dalla politica. Una ventata d'aria fresca. "I desideri dei nuovi italiani", quelli giovani, quelli che la "speranza di vita" ce l'hanno tutta quanta. E magari ce ne passano un po'. Contro il cinismo, la stanchezza, questo modo di pensare all'Italia così rückblickend, con lo sguardo rivolto all'indietro, retrospettivo, involuto. Voltiamolo, lo sguardo. Guardiamo fin dove la vista può arrivare. La campagna elettorale del 2008 è tutta questione di sguardi. E di orizzonti. Guardare negli occhi la società, per guardare avanti.
Che a me sembra sinceramente che questa vicenda delle consultazioni a mero titolo consultivo che si fanno un po' di nomi ma tanto non è mica deciso e poi devono essere sottoposti ai livelli superiori perché decidano loro, stia sfiorando il ridicolo. Si autocandidano tutti, perché tutti - visto il sistema tecnicamente detto "ad minchiam" - hanno giustamente un buon motivo per farlo. "I nomi della rosa", quella che si dovrebbe presentare ai vertici regionali e nazionali, sono già più numerosi dei petali corrispondenti: i parlamentari in Italia sono tanti, troppi, ma non centomila, e vale la pena di sottrarsi al gioco del "vengo anch'io". Varrebbe la pena di fare al contrario: fare i nomi di quelli che non sono candidati. Faremmo prima, molto prima. P.S.: avessimo fatto le consultazioni vere, la gente sarebbe venuta fin dalle prime ore del mattino, tipo quando escono i libri di Harry Potter. Cittadini, non candidati. Appunto.
L'altro giorno, in commissione ambiente, mentre intervenivo per difendere i parchi della Lombardia dall'emendamento Boni e dalla nuova legge-quadro sulle aree protette (che fa di tutto per non proteggerle), il presidente della commissione urbanistica ha commentato fuori microfono con il suo impeccabile stile, sostenendo che io stessi dicendo «minchiate». Le stesse «minchiate» le sostengono in tanti, e potete trovarne una compiuta rassegna in un dossier delle pagine milanesi di Repubblica. Personalmente, oltre a diffondermi in questa sede, ne avevo scritto qui. Minchiate, s'intende.
Avevo chiesto che si facessero le primarie e ci troviamo consultazioni molto ma parecchio ma moltissimo striminzite. Consultazioni che, convocate qualche ora fa, si devono svolgere entro lunedì (se becco quelli che tre settimane fa mi dicevano che c'era poco tempo per le primarie...). Non si voterà, si indicherà una rosa e poi decideranno tutto a Roma. Insomma, non siamo riusciti a liberarci dall'incantesimo di Circe e rimarremo - come già nel 2006 - anche noi del tutto simili a 'porcelli'. Ho già detto che mi pare un errore che non si sia scelta la via della consultazione vera, territoriale e democratica, come hanno sostenuto anche Davide Corritore e Stefano Tosi, due pericolosi sovversivi. Ancor più grave, l'errore, in una regione come la nostra, dove più ci tocca recuperare, e dove da anni si sente ripetere la giaculatoria del partito federale e, addirittura, del partito del Nord, autonomo e autorevole (sì, ciao). Gli stessi che propugnavano qualche tempo fa questo modello nella riunione della direzione regionale di ieri hanno spiegato i motivi per cui era meglio non fare le primarie: perché questa volta è importante poter scegliere i candidati sulla base delle competenze (nel senso che loro le scelgono, of course). L'errore è politico, dunque, e anche elettorale: avessimo fatto le primarie o i caucus o le assemblee dei fondatori avremmo potuto rivendicare per tutta la campagna elettorale la nostra serietà, la capacità di aprirci alla società, di scardinare la legge elettorale più vergognosa del mondo occidentale, offrendo ai nostri elettori la possibilità di decidere su una parte delle candidature. Un messaggio fortissimo. Speriamo ora che Ulisse (nel senso del Walter nazionale) sappia fare la sua parte, in libertà, riscattando se stesso e noi tutti da un incantesimo pernicioso per la politica italiana. Comunque, per dovere di cronaca, pubblico il testo in cui si definisce il percorso verso le consultazioni e la presentazione delle liste ricevuto dal coordinatore provinciale.
«La Direzione regionale riunitasi in data odierna ha definito il percorso per la formazione delle liste per le prossime elezioni politiche in conseguenza del Regolamento nazionale. Per quanto ci compete entro le ore 14.00 di lunedì 25 febbraio potrete fare pervenire le proposte di candidatura corredate da un breve profilo delle persone indicate. A tal fine è opportuno, laddove è possibile, che si organizzino riunioni di Circolo nel prossimo fine settimana. Sulla base di queste proposte l'Esecutivo provinciale comporrà una rosa da sottoporre al Segretario regionale nella giornata di martedì 26 febbraio. A partire da mercoledì 27 la commissione nazionale inizierà il vaglio delle candidature per arrivare entro il 3 marzo alla redazione delle liste definitive. Maggiori indicazioni verranno fornite nel corso dell'Assemblea provinciale di sabato 23, cui siete caldamente invitati».
Lino Longobardi è una delle persone più intelligenti e creative che abbia avuto il piacere di conoscere negli ultimi anni. Ora ha anche un blog, neonato, ma già grande. Come il Pd. P.S.: ma che nome gli hai dato? :-)
Non solo volantini: "Città possibili" e "La politica da leggere"
Vi ricordo il secondo appuntamento con le Città possibili (Arcore, 28 febbraio, ore 21) e vi annuncio che per iniziare con un (bel) po' di contenuti la campagna elettorale a Monza si terranno tre serate all'interno della rassegna La politica da leggere(a partire dal 29 febbraio, al Caffè letterario del Binario 7). Per approfondire, grazie a Marco Alfieri, Antonello Caporale, Federica Montevecchi. Nord, linguaggio e 'casta' al centro delle riflessioni, a partire dai testi e con il contributo irrinunciabile dei loro autori.
Questa sera consiglio comunale aperto a Desio sull'impianto di termovalorizzazione rinnovato. Il nostro gruppo chiederà di far crescere il teleriscaldamento nelle stesse proporzioni in cui è previsto che cresca la quantità di rifiuti smaltiti; di convertire la flotta - i camion che i rifiuti li portano - in senso ecologico; di investire tutte le risorse possibili che si ricavano dall'attività dell'impianto per dare corso al progetto Molta più Brianza, al rimboschimento e alla piantumazione di nuovi 'lotti' verdi (all'insegna del progetto Metrobosco). E' inutile aggiungere che la questione dei rifiuti è molto delicata e importante anche a livello regionale. In Regione si sta discutendo il Piano rifiuti della Provincia di Milano e si sta parlando della realizzazione di nuovi impianti di smaltimento via termovalorizzazione. Il Pd deve misurarsi con questi problemi, offrendo risposte "non campane", razionali e di qualità. Per questo ho proposto che a Milano si lanci la sfida di una maggiore raccolta differenziata (e non vale l'obiezione della grande città: a Barcellona è sopra il 40%, a Milano non arriva al 30%) e si valuti la realizzazione di un nuovo impianto solo dopo aver aumentato la 'differenziata', approvato un piano per la riduzione della produzione dei rifiuti (la vera sfida) e valutato la riqualificazione di quelli attuali, per arrivare all'obiettivo di smaltire più rifiuti, inquinando meno. Con un grande 'piano' si può. E il mio non è "ma anchismo".
Il comandante Saponaro riporta oggi sul suo blog l'indagine de il Sole 24 ore circa il parere degli imprenditori del Nord su Malpensa e, udite udite, non sono d'accordo né con Formigoni, né con Assolombarda. Dicono cose che, in solitudine, ripeto da tempo. L'avevo detto e scritto qui, e qui e, ancora, qui.
Questa sera, ore 22, che è più cool che vedersi alle 21, incontro con i giovani democratici di Monza e Brianza in via Arosio, 6, a Monza, presso la sede del Partito Democratico. Idee, proposte ma soprattutto desideri per il Paese nuovo che abbiamo in mente. Chi volesse intervenire, è il benvenuto.
Comunicato stampa. La presentazione dell’emendamento Boni al pdl che modifica la legge urbanistica regionale del 2005, mentre è calendarizzato l’avvio del dibattito sulla nuova normativa sui parchi e addirittura sono previste da lunedì le audizioni, genera allarme tra le fila del Pd. «Troviamo questa fretta e il contenuto dell’emendamento assolutamente impropri, così come assolutamente giustificate sono le preoccupazioni che giungono dalla società lombarda (comuni, province, enti parchi, associazionismo) a proposito di questo testo, portatore di una procedura che crea contraddizioni e incongruenze invece di semplificare gli strumenti programmatori - dicono Maria Grazia Fabrizio e Giuseppe Civati del Pd – Una cosa sopra le altre ci appare chiara: alla fine alla Regione viene riservato il potere sostitutivo decisionale».
Il parere del Pd è di netta contrarietà rispetto ad un emendamento che favorisce le speculazioni edilizie nei parchi lombardi. «Che cosa potrebbe succedere nell’area del Parco di Trenno e dell’Ippodromo di San Siro che fa parte del Parco Sud e non ha definito le zone di interesse comunale, con l’approvazione di questo provvedimento? – si chiedono i consiglieri del Pd – Comune di Milano e Regione Lombardia potrebbero utilizzare l’area per interessi edili? Abbiamo posto il problema ma non ci sono state date risposte tranquillizzanti». Ora, mentre la discussione dell’emendamento approda, con una procedura del tutto irrituale, in commissione territorio, per essere definitivamente votato, il Pd annuncia battaglia in aula.
Veltroni ha parlato di cinque persone da contattare per invitarle a votare 'democratico'. Sembra facile, ma non lo è, perché bisogna innanzitutto trovarle, queste cinque persone dell'area del non voto da coinvolgere e da convincere (gentilmente). Faccio la mia personalissima inserzione: trentaduenne consigliere regionale cerca elettori delusi e stravolti, tentati dalla scheda bianca, indecisi anche sul colore del vestito da mettere, antipartitici per partito preso, antipolitici per motivi politici ma anche no, ove possibile qualunquisti irriducibili. Cena offerta ai primi cinque che risponderanno. Astenersi perditempo.
Avevo già avuto occasione di parlare di lei, la mia preferita nel Psoe (è capolista del Psc a Barcellona). Ora credo che possiamo prendere Carme Chacón quale simbolo della campagna in Spagna, ma anche in Italia.
L'ateo devoto e militante Giuliano Ferrara è sceso in campo quale protagonista quanto mai discusso della campagna elettorale. Come negli Usa nel 2004, la scelta di introdurre nel dibattito e di stampare addirittura sul simbolo di una lista (e che simbolo!) una questione così delicata e sensibile è un modo fin troppo dichiarato per dividere il Paese con finalità eminentemente elettorali. E' tutto molto strumentale, a cominciare dallo slogan "Aborto? No, grazie" che non solo banalizza al limite del ragionevole la questione, ma falsifica il vero interrogativo. Certo che "Aborto? No, grazie", ci mancherebbe, ma la domanda - quella domanda - non può essere posta in modo astratto e formale, bensì nel contesto complesso e drammatico in cui si pone alle donne in un determinato momento della loro vita (del resto, pare che lo stesso Ferrara l'interrogativo che trova ospitalità sul suo simbolo se lo sia posto - benché indirettamente, riguardando due sue partner - e che abbia risposto affermativamente in più occasioni). Lo schema, quindi, depista e, se buona fede c'era nelle intenzioni, nella gestione sta diventando un fatto sempre più strumentale, con appelli, manifestazioni, endorsement molto affrettati (a cominciare da Formigoni, che si è visto scavalcato su quelli che ritiene propri temi e si è dovuto 'accodare'). Chi non è d'accordo, a cominciare dal Pd di Veltroni, non deve farsi 'intrappolare': deve ribadire con fermezza la difesa e la compiuta attuazione della 194 (che nemmeno Ferrara, almeno ufficialmente, intende mettere in discussione) e porsi la domanda in un altro modo, più corretto e responsabile. Con il pensiero rivolto non tanto a Ferrara, che tutt'al più qualche voto lo può far perdere proprio alla destra, ma alla Spagna. Quella di Carme Chacón, la ministra della Casa, al primo posto della lista socialista a Barcellona e al terzo mese di gravidanza. E' un simbolo molto positivo, il suo, che ci parla di autonomia, di consapevolezza, di equilibrio. Questa sì che è la campagna culturale, la 'missione' di un Paese - come il suo, come il nostro - che guarda al futuro e alla vita dei suoi cittadini, con serenità e responsabilità. Zapatero le ha detto: "Quando avremo vinto le elezioni, avremo tanto da fare, ma tu non rinunciare a ciò che di più bello possa capitare a una persona, cioè avere figli". Intorno a Carme si può sviluppare un discorso che unisce, anziché dividere un sistema politico e - cosa ben più importante - un'intera società. La ministra che aspetta un bambino: la dolce attesa di una politica meno aggressiva e più consapevole della delicatezza dei problemi di cui si occupa, proprio perché riguardano la vita delle persone.
E' sacrosanta l'impostazione di Walter Veltroni circa la necessità di promuovere un ambientalismo del fare. Sono d'accordo e mi sono sempre battuto per un ambientalismo coraggioso e "razionale" (l'espressione è del ministro Bersani). In Lombardia, però, dobbiamo essere chiari e argomentare il "punto": ambientalismo del fare vuol dire parlare di autostrade, ma anche di ferrovie (quelle a bassa velocità, dedicate ai pendolari); di caselli, ma anche di parcheggi di interscambio per far mollare l'auto appena possibile; di urbanistica, ma anche di compensazione ambientale. Su questo Legambiente, a cura di Paolo Pileri e altri, ha prodotto un progetto di legge che introduce un principio semplice e molto efficace: a ogni intervento edilizio corrisponde non solo la cessione di aree e il riconoscimento degli oneri di urbanizzazione, ma anche una vera e propria compensazione ecologica di portata strategica. La riduzione del consumo di suolo è un tema-guida e lo deve essere assolutamente per un partito che si dice ambientalista, proprio perché vuole essere razionale. In Regione assistiamo quotidianamente a veri e propri attacchi al territorio lombardo: oggi l'emendamento sui parchi (vedi alla voce Parco Sud), domani la legge quadro ad essi dedicata (si fa per dire), dopodomani la legge obiettivo per riempire di cemento tutta la fascia che costeggia le nuove infrastrutture. Il Pd deve essere chiaro, altrimenti sembrerà ambientalista ma anche non. E non mi piacerebbe un partito così: in Italia e tanto meno in Lombardia.
Funzionano le sei parole per raccontare la campagna elettorale: per «un paese dove si stia bene», ha precisato Luca Sofri. «Lo dice anche la mia nonna», ricorda un'anonima, riportando la celebre battuta di Veltroni all'indirizzo di nonno Silvio. Laura è poetica: «Eppure potrebbe essere tutto così bello». Mi permetto una chiosa da militante-senza-punteggiatura duemilaottimista: «Comizi notti insonni volantini saranno serviti». Perché qualcuno (a caso) non lancia un concorso, con una giuria e un premio finale?
Ringrazio di cuore Ivan per l'endorsement e per le parole - bellissime - che non mi merito. Non intendo ricambiare in modo rituale, ma voglio ribadire che da sempre penso che la sua candidatura dimostrerebbe che il voto al Pd è non solo utile (come mi ostinerò a ripetere fino alla fine) "ma anche" dilettevole, in tutti i sensi (qualità, forza, capacità, spessore, sensibilità) e per mille ragioni (a cominciare da iMille, appunto). Walter, candidalo, accidenti!
Avevo previsto il 2 a 0 ai danni dell'Inter (e mi dispiace per i tanti amici nerazzurri). Fossi così preciso anche con i risultati delle elezioni (a proposito, non credo ai sondaggi, ma pare che da meno quattordici siamo arrivati a meno sette).
Pare che le consultazioni sulle candidature del Pd si faranno entro domenica, saranno convocate a partire da domani e con soli cinque giorni di anticipo (mi verrebbe da rispondere che non c'è tempo, visto che questo argomento me lo sono sentito ripetere per settimane). Saranno consultati i coordinatori dei circoli e il coordinamento di ciascuna provincia. Niente primarie, niente consultazioni allargate, solo il gruppo dirigente del partito. Poi tutto passa ai livelli regionale e nazionale. Il porcellum è salvo. Sigh.
"Vendetta è vivere bene, senza te". La campagna in sei parole
Da cultore del romanzo in sei parole (il migliore: "vendetta è vivere bene, senza te", perfetto per il Pd), lancio ufficialmente la campagna elettorale in sei parole. Se ci pensate il post precedente potrebbe funzionare, ma è troppo poco walterly correct per essere assunto. Sbizzarritevi.
Abbiamo già ricordato l'importanza dei 'fondamentali', delle "basi del mestiere" da non trascurare all'inizio della nostra campagna elettorale. Ora, abbiamo un simbolo nuovo, anzi una declinazione nuova di un simbolo nuovo (come noi, anche tutti gli altri concorrenti si presentano con marchi completamente sconosciuti): non è il caso di affiggere in tutta la regione e in tutto il Paese un bel manifesto con il nostro simbolo? Troppo complicato? Affiggete, affiggete, affiggete, da Besana Brianza a Capo Passero, da Bra al Tarvisio. Si può (affiggere).
E' ormai evidente: il mio e nostro appello, come quello di tanti altri democratici sparsi per il Paese, è letteralmente caduto nel vuoto. E' la vera nota negativa dell'offerta politica del Pd. Abbiamo perso un'occasione straordinaria per segnare un gol nei primi minuti di gioco e dimostrare cosa sappiamo fare ai nostri avversari, sbaragliando una delle cose peggiori che abbiano mai prodotto: la legge elettorale pornografica. Le liste saranno compilate più o meno come nel 2006 e dobbiamo solo sperare che Veltroni e i suoi collaboratori facciano le cose giuste, altrimenti sono guai: un famoso detto della politica americana consiglia di non interrogarsi mai circa due cose in particolare. La prima, è il modo con cui vengono preparati gli hamburger (o le salsicce). La seconda è come vengono compilate le liste. Nel nostro caso la metafora è suggestiva: trattandosi di porcellum, il paragone è immediato. Ci rimane una sola mossa per forzare le maglie del sistema elettorale più scandaloso che c'è: che i big e gli acchiappa-voti si collochino solo nelle posizioni difficili, nella zona grigia del premio di maggioranza, assumendosi tutta la responsabilità della vittoria (o della sconfitta). Visto che nessuno dei due schieramenti ha fatto alcunché per disarticolare il porcellum, può essere un'idea per mettere un po' di pepe alla competizione elettorale e dimostrare che il Pd è davvero diverso dagli altri e anche da quei difetti che gli vengono attribuiti. Chi lo fa, rompe con l'idea del "posto assicurato" e degli automatismi-al-di-là-della-volontà-degli-elettori, mandando un segnale di stile e di coraggio che in Italia potrebbe apparire rivoluzionario. Pensiamoci (tanto non ci penseranno...).
In Spagna lo chiamano talante e lo attribuiscono a Zapatero. Di per sé è più o meno quello che in italiano si direbbe «modo di fare»: in realtà per il Psoe è sinonimo di volontà di dialogo e di cortesia istituzionale nei confronti dell'avversario. Uno stile, insomma. Per il Pp è invece il simbolo della demagogia politica, che si ferma ad un sorriso di facciata e al tentativo di accontentare tutti senza dare risposte concrete ad alcuno. Già dalla definizione capirete che sto parlando di José Zapatero, ma mi riferisco a Walter Veltroni. Il talante è ciò che a Walter viene attribuito più o meno da tutti i commentatori politici, nel bene o nel male: per alcuni è un messaggio di tipo nuovo, capace di elevare il discorso politico, sottraendolo alle logiche di mero scontro che abbiamo conosciuto negli ultimi anni. Per altri è banale «ma-anchismo» che non fa nient'altro che offrire buon viso al gioco difficile della politica italiana. Il talante è contagioso e Giovanna Melandri l'ha portato con sé in occasione della sua puntata milanese di ieri sera. Lo stato di grazia di Veltroni si trasmette alle personalità politiche più vicine e in generale fa respirare un clima positivo a tutto il Pd. Bisogna solo capire se il fenomeno durerà o se, come notato da Melandri e da molti in platea, le uscite come quella di Di Pietro contro Mediaset non siano il preludio di una campagna meno coerente di quanto il Pd (e tutto il Paese) si aspetta. Melandri ha descritto con equilibrio i risultati del governo Prodi, soprattutto quelli di sua competenza (a cominciare dal credito d'imposta destinato ai giovani per sostenere i costi dell'affitto) letteralmente 'inauditi' a causa del rumore di fondo della politica dei piccoli partiti e del loro continuo provocarsi e accapigliarsi. Ha individuato nel dibattito sul protocollo del Welfare il punto in cui, negli ultimi mesi del 2007, sono precipitate le cose con la sinistra dei Diliberto, dei Pecoraro e dei Giordano. Ha auspicato un possibile accordo con i Radicali, all'insegna delle logiche aperte con cui il Pd è nato. E' sembrata stanca, Melandri, ma capace di definire un percorso chiaro e determinato per lanciare la rimonta del Pd, senza quei complessi di inferiorità a cui nel Nord il centrosinistra è abituato da tempo immemorabile. L'effetto talante funziona e convince. Speriamo solo che duri, perché due mesi passano velocemente, ma possono anche durare un'eternità. Come nel 2006. Solo ad aprile sapremo se l'«azzardo» di Veltroni di correre "in solitaria" e di rompere con le consuetudini della politica italiana avrà dato i suoi frutti e se quell'ostinazione, che Melandri ha fatto propria anche ieri sera, nel «comportarsi come se Berlusconi non ci fosse», sarà compresa dagli italiani. Per ora sembrano crederci pressoché tutti, e scommetterci con tutto l'ottimismo del caso. Il coraggio paga, in politica: scopriremo presto se il detto vale anche per l'Italia del 2008 e per questo neonato Pd che tante speranze porta con sé.
Seguendo il consiglio di Marco Simoni mi sono iscritto lo stesso al Circolo Obama pur aderendo già a un circolo territoriale nella mia città. Dice Simoni che i promotori si batteranno per avere il riconoscimento della doppia tessera, territoriale e virtuale. Nel frattempo sono un poco fuorilegge, ma non fa niente: è troppo importante sostenere e promuovere il primo circolo online del Pd.
Propongo anch'io la mia personale moratoria: vi prego di non chiedermi più se sono candidato. Lo stanno facendo tutti, a ogni ora del giorno e della notte. Chi in buona fede, chi perché ha visto la foto sul giornale, chi perché gliene ha parlato il tale del nazionale, chi perché ci spera, chi per capire "dove voglio arrivare", chi per dileggiarmi (succede anche questo). Ora, ho già spiegato anche in questa sede che non sono candidato semplicemente perché nessuno vuole candidarmi da nessuna parte e non essendomi mai autocandidato a far nulla - anzi, vivendo con una certa qual ritrosia questi appuntamenti - la vedo difficile. A Roma ci sono stato per il weekend e ci torno appena posso: altri avranno altre incombenze. Faccio perciò una profezia serena e pacifica: saranno molti i giovani nelle liste lombarde (meno male), ma non ci sarà il vostro affezionatissimo, perché gli altri sono ritenuti migliori, e non c'è nelle mie parole alcuna nota di risentimento o di maldicenza nei confronti di alcuno. Semplicemente ho indossato il costumino che mi rende invisibile e, dopo essere stato 'zincato' nell'ufficio da cui vi scrivo per le tante ragioni che i frequentatori del blog conoscono perfettamente, non mi aspetto nulla, né chiedo alcunché. Ricordo solo che l'anello di Gige, quello che rende appunto invisibili, può avere conseguenze nefaste (sorrido, pensando al secondo libro della Repubblica di Platone, che sicuramente i nostri dirigenti hanno tra le loro letture preferite). E registro che il sistema politico è letteralmente bloccato da questa querelle sui nomi, che trovo stucchevole e che non ci fa discutere di altro. Se volete fare cosa utile (come il voto per il Pd), vi prego di uscire di casa, di aprire il vostro banchetto e di dar via tutto il materiale che avete nel circolo, perché siamo già in campagna elettorale. E tutto il resto è noia. Assoluta. Da cui voglio scappare, perché sono felice di fare quello che faccio, e non mi lascio rovinare la vita da queste cose, che hanno un unico senso: quello di farci perdere tanto tempo e, se andiamo avanti così, anche le elezioni. E non possiamo permettercelo per nessun motivo al mondo.
Il sito www.pdlombardia.it si anima, finalmente. Oggi abbiamo registrato i primi contributi video (con un fondale che ricorda lo spazio dell'"uomo partita Sky" alla fine dei match di campionato), ed è già circolata la battuta sulla trasmissione "Uno Martina", dal nome del segretario regionale del Pd. L'idea è del tutto simile a quella del Carnet d'actu che il Partito socialista francese pubblica ogni settimana. Youtube sarà solo uno dei media che vorremo dispiegare nelle prossime settimane: è in arrivo anche un sistema per 'postare' contributi audio, con uno spazio che potrà essere replicato su tutti i siti dei circoli lombardi, con l'effetto di una radio accessibile da molti punti d'ascolto sul web. Il terzo punto è e sarà quello di linkare tutti i circoli presenti sul web, consentendo uno scambio di contenuti e un rapido accesso reciproco, alla maniera dei blogroll (in questo senso, il nostro riferimento è stato il Psoe). Quarta iniziativa, il finanziamento online, che sarà attivo da fine mese e per tutta la campagna elettorale, come succede con un'insistenza incredibile negli Usa (dove il 'Donate' campeggia sempre vicino alla proposta politica, in un rapporto trasparente e diretto tra sostegno politico e sostegno economico). Non è una novità, ma in Italia non ricordo molte iniziative del genere da parte delle forze politiche. Quinto, un rapporto con chi online è nato, come il Circolo Obama o altri soggetti milanesi e lombardi. Sesto, sul sito troverà posto tutto il materiale da scaricare per la campagna elettorale, con quell'attenzione ai 'fondamentali' spesso richiamata (Verdone docet): simbolo - da diffondere in ogni dove (quello nuovo) - campagne di comunicazione, programma e quant'altro. Settimo, da ultimo (ma non certo per ultimo): la newsletter finalmente arriverà nelle case dei Democratici. Chi non l'avesse fatto è pregato di iscriversi. Ci vediamo domani sera, alle ore 21, per discutere di questo e di molto altro, in Casa della Cultura (via Borgogna, Milano).
All'ultimo libro di Valeria Parrella avevo già accennato. Ora, Lo spazio bianco (Einaudi) è un bel libro fino alle ultime quattro pagine. Nell'epilogo diventa straordinario, un pezzo di letteratura da ritagliare e conservare, un brano brevissimo che non so se dà inizio ad "una nuova vita", come insegna il Pamuk appena ripubblicato tascabile, ma sicuramente ci allarga l'orizzonte di comprensione di noi stessi e della realtà che ci circonda. E' lo "spazio bianco" di cui tutti abbiamo bisogno e non solo in senso metaforico: qualsiasi cosa stiate facendo, lasciatela perdere. Correte in libreria e compratelo. Subito!
Domani sera, ore 21, Casa della Cultura, via Borgogna, Milano (Metro San Babila), saremo felici di ospitarvi parlando di politica e di web con Claudio Migliavacca, Titta Magnoli, Maurizio Martina, Matteo Mauri, Roberto Rampi, Luca Sofri e tanti altri. Qui il programma. Chi non viene non sa cosa si perde.
Come già qualche giorno fa, mi chiedo se non è il caso che i candidati migliori rischino il posto, collocandosi nelle posizioni delle liste dove si passa solo se si vince a livello nazionale. Quanti ne passano se si perde, dieci? E se si vince, quindici? Allora sarebbe bello vedere i leader tra la decima e la quindicesima posizione. Se fossi in loro, tra i candidati che stanno offrendo la loro disponibilità per le elezioni, lo farei, per sfatare il mito del porcellum che vuole alcuni già sistemati in Parlamento ancora prima di iniziare la campagna elettorale e per dire chiaramente che pensiamo di vincere le elezioni (altro che). P.S.: a Roma nessuno ci ha spiegato come avverranno le famose consultazioni per scegliere i candidati a livello territoriale. Inizio a temere che le consultazioni saranno molto, troppo formali. E sarebbe il primo errore della nostra campagna elettorale.
La posta del cuore: gli ex, i tradimenti e le relazioni pericolose
Qualche giorno fa avevo raccontato il Pd nella versione single imposta da Veltroni e dal nuovo corso democratico (tutti in 'ritiro', dunque, prima della 'finale'). Ora ci tocca registrare la fine del triangolo nella Casa delle libertà, dal quale Casini esce sbattendo la porta, andando a vivere da solo (è diventato grande, cavoli): si è portato via tutte le sue cose, lasciando solo Giovanardi come ricordo di una relazione che si era fatta ogni giorno più difficile e tormentata, con Silvio che pretendeva sempre di decidere che cosa guardare alla televisione (in prevalenza, se stesso), dove andare in vacanza (sempre la Costa Smeralda, che noia), di che colore tinteggiare il soggiorno, in uno schema oltretutto da coppia aperta che Casini proprio non poteva tollerare.
E' Fini a spiegarla così (grazie Marta per la segnalazione): «Dopo 14 anni di alti e bassi, il motivo di questa rottura è incomprensibile... credo che il divorzio con l'Udc, lo ha detto lo stesso Casini, dipenda da un forte contrasto personale: non sopportava più Berlusconi». Ora a fare da terzo rimane solo Bossi, in una relazione però confinata al Nord, perché per il resto del Paese c'è solo Fini. Fuori di casa rimane anche Storace, con l'ineffabile Santanchè, che ha fatto capire che Berlusconi si è fatto fregare, ma forse il verbo più consono sarebbe, pensando alla leggerezza di Miss Destra, «fottere» (absit iniuria verbis). Miss Destra ha ragione: il risentimento degli ex potrebbe costare molto caro al candidato del Popolo, già esacerbato da quelli che continua a ritenere veri e propri tradimenti, perché potrebbero emergere nel corso delle prossime settimane tutte quelle cattiverie che erano state taciute per 'salvare' la relazione e le 'apparenze', così importanti da quelle parti. Anche Fini oltretutto sembra patire parecchio quel ruolo ancillare a cui stato costretto, ed è stufo di stare all'ombra di Berlusconi: lui a casa e quell'altro sul palco. Non può andare avanti così. Meglio perdere e ricominciare daccapo. Con un'Italia nuova. Un'Italia diversa.
Tiziana, uno dei pochi miti che sopravvivono a Milano, mi ha proposto un brainstorming sul fundraising, che poi tradotto sarebbe che ci siamo visti a pranzo per parlare di campagna elettorale e della possibilità di recuperare qualche finanziamento, lei ha tirato fuori un'idea molto precisa, e io mi sono permesso solo di articolarla un po'. Dallo sforzo titanico delle nostre colossali meningi, è emersa l'idea di promuovere una sottoscrizione a premi pre-elettorale, democratica e programmatica insieme. I premi (di maggioranza, ci auguriamo) sono collegati alle proposte programmatiche del Pd. Sono dodici, come i punti del programma di Veltroni. Sono premi utili - come il voto per il Pd - e dilettevoli - perché abbiamo bisogno di tanti sottoscrittori, per riequilibrare le forze in campo (quello là spenderà milioni di milioni di euri). Tiziana la proporrà stasera al proprio circolo, la sua idea. Farò lo stesso dalle mie parti e chiedo a tutti i democratici in ascolto di replicare il messaggio. Siamo a disposizione per il know-how (che poi sarebbe un aiuto per individuare i premi da scegliere) e anche per fare una cosa in franchising (che poi sarebbe che vi passiamo il 'tutto', stavo per scrivere format...). Pensateci.
Avendo già scelto di partecipare alle attività di un circolo territoriale, non posso aderire al primo circolo online del Pd, promosso da Emanuela, Francesca, Ivan, Luca e Marco, ma lo sponsorizzo ufficialmente (anche per via del nome...).
Quella buona dozzina (ovvero «Le dodici fatiche di Walter»)
Da un appassionato di Ercole, ci dovevamo aspettare il riferimento numerico azzeccato (per altro molto, ma molto cinematografico). Ecco che Walter sceglie il dodici per scandire il suo programma elettorale (i «dodici punti di Roma», la migliore dozzina della politica italiana da tanti anni a questa parte), e noi lo seguiamo (e inseguiamo) nel progetto più ambizioso che abbiamo mai conosciuto.
Prima Walter si dovrà confrontare con il Leone nemeo, di cui conosciamo la criniera un po' posticcia, ma di cui tutti temono l'apparente invulnerabilità e un principio di inquietante immortalità (sappiamo anche che, secondo la tradizione, il leone, pronto a sbranare, dopo lungo e terribile duello, finì sbranato). Poi il Walter erculeo dovrà prendersela con l'Idra di Lerna che, un po' come la spesa pubblica, la tagli da una parte e ricresce dall'altra, di doppie dimensioni oltretutto; subito dopo il nostro eroe dovrà catturare il cinghiale di Erimanto, un porcellum particolarmente insidioso, che distrugge i territori della politica e atterrisce le popolazioni; si troverà a sbaragliare la cerva di Cerinea, che - leggiadra - si candida con Storace; disperdere gli uccelli (del malaugurio) del lago Stinfalo, facendoci uscire tutti dalle sue acque paludose; ripulire le stalle di Augia attualmente allocate in provincia di Napoli (vedi anche alla voce «ecostalle», già presente in Omero); indirizzare la rotta a Sud e sistemare una volta per tutte il toro di Creta, ricavando dall'immane labirinto un bel po' di alloggi e il più grande "piano casa" della storia (e, già che c'è, mandando Minosse nell'Ade per riformar la giustizia). Fermata finalmente la fame delle cavalle di Diomede (fiscali come poche altre), Walter dovrà conquistare la cintura di Ippolita, affermandosi elettoralmente presso le amazzoni (e le donne in generale, bramose di soluzioni e di risposte); sottrarre i buoi (e i cannoli) a Gerione e i pomi alle Esperidi dal loro giardino (quello che Esiodo chiamò «ambientalismo del fare»). Horribilis in fundo, Walter con il suo pullman dovrà prendere vivo Cerbero con le sue tre teste e quella sensazione di insicurezza che accompagna la vita degli italiani, e consegnarlo al carcere di Micene, con qualche elemento di certezza che vi sconti tutta la pena prevista. E' abbastanza evidente che in tutto questo Walter dovrà avere il più assoluto sprezzo del pericolo e sfidare la sorte e le sue avversità, cercando di strappare l'Arcadia agli avversari (almeno al Senato) e portando con sé le indicazioni ricevute dall'oracolo di Spello. Tutto questo, caro Ercole, dovrai farlo entro il 13 aprile. Altrimenti Zeus, come già in passato, ci punirà. Sarebbe il caso di evitarlo. [Yes, we can. Per gli achei, se non ricordo male: dúnatai (δύναται)]
Rientro ora da Roma, da una giornata splendida, in bella compagnia e con tanta fiducia. Dopo qualche ora capisci perché i politici, quando arrivano nella Capitale, tendono a dimenticarsi i problemi del Nord: è talmente bella che è difficile che da un tavolino di fronte al Pantheon ti vengano in mente la Pedemontana e la Brebemi, per dire. E' stato divertente passare in rassegna i "luoghi veltroniani", dal Campidoglio fino al Bateau Mouche sul Tevere (per chi volesse approfondire, consiglio la lettura de La rivincita di Roma ladrona di Stefano Marroni, Donzelli 2007, un vero e proprio manuale del veltronismo realizzato). La sensazione di oggi, sul Palatino e in Campo de' Fiori, era quella della panchina di Caos calmo, nell'ultima giornata di vacanza prima del 'tubo' che ci porterà dritti dritti al 13 aprile. Una attesa serena, ma carica di tensione. Andiamo. P.S.: nel caso, vale la pena di sottolineare come Alessandro Del Piero continui a rappresentare una metafora straordinaria per il Pd. Anche lui è stato a lungo in panchina, negli anni scorsi, ma ha saputo trarne più di un insegnamento. Ed è tornato a segnare, con una determinazione e una classe infinite...
La battuta con cui D'Alema ha spiegato i reali motivi della caduta del governo (pensando alle domande dei suoi interlocutori internazionali, attoniti di fronte all'esito della stagione politica ormai conclusa) è la migliore uscita della giornata romana del PD, nella quale per la prima volta sono state tratteggiate le linee programmatiche con cui ci presenteremo alle elezioni. Un programma in 12 punti (fatiche erculee?) chiaro e preciso che Veltroni ha declinato con grande efficacia. E' un leader contemporaneo, si direbbe ancora con D'Alema, mentre dall'altra parte sembra di visitare un sito archeologico (tirato a lucido, ma pur sempre di sito archeologico si tratta, ha chiosato luciferino). La nostra è l'Italia del futuro, con Berlusconi già «alle nostre spalle», in tutti i sensi, come richiamato nel suo intervento da Piero Fassino. Un brivido di piacere ha attraversato la platea quando e' arrivata sui telefonini la notizia dell'addio di Casini. Va a vivere da solo. E noi recuperiamo, recuperiamo...E, guardando Walter sul palco nel suo crescendo finale, mi sono detto: questo qui non solo è in formissima, ma è anche capace di vincere. Sul serio.
Questo pomeriggio ho avuto l'onore di fare da madrina (il padrino lo lasciamo ad altri) alla presentazione della candidatura di Paolo Butti a sindaco di Seveso. Paolo ha iniziato a stare da solo, secondo i dettami veltroniani, già all'opposizione, quale esponente pressoché solitario di un centrosinistra che a Seveso ha perso per 26 (ventisei) voti nel 1998 e non è più tornato al governo della città. Paolo ha lavorato sodo in questi anni, soprattutto per fare in modo che la questione delle questioni, l'interramento delle Nord, fosse preso in considerazione dalla giunta Galbiati (senza alcun risultato: il sindaco uscente ha una vera e propria sottopassione, un amore sviscerato per i sottopassi, e più tortuosi sono, più gli piacciono). Paolo si candida per il Pd, per una lista che prende il suo nome, per una formazione di Baruccana (la frazione che la giunta attuale ha completamente trascurato), e per l'Italia dei valori. La destra è confusa: è notizia di qualche ora fa che Forza Italia scopre l'interramento a poche settimane dal voto (guarda un po') dopo averlo avversato in tutte le salse e in tutte le sedi; la Lega corre da sola (e speriamo che non cambi idea) dopo essere uscita sdegnata dalla giunta comunale; molta tensione si registra anche nell'attuale maggioranza. Insomma, Paolo c'è, e lo ha dimostrato sciorinando questo pomeriggio un programma elettorale preciso e puntuale, che punta tutto sulla qualità della vita e sulla sfida ambientale, che Seveso porta con sé da quel giorno di poco più di trent'anni fa in cui la sua storia è cambiata. Con Paolo si può, anche a Seveso.
Daniela Santanchè, candidata premier, 15 febbraio 2008: «Stai attento Silvio, perché ti stai mettendo con Veltroni che voleva fotterti la moglie, con Di Pietro che voleva rivoltarti come un pedalino e con Gianfranco Fini, il tuo peggior traditore, che ti ha definito un ectoplasma, ti voleva ricattare sulla Gentiloni e che vorrebbe prenderti il posto se fossi morto».
San Valentino democratico: la risposta dell'Italia
Sul sito de iMille (che hanno gentilmente rilanciato la lettera di San Valentino), Italia mi risponde così (trattasi in realtà di Manuela, che risiede anche qui): Italia è scettica, ma tra le righe si capisce che il Pd ce la può fare.
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Come ogni venerdì, molto casual (da interpretarsi in senso etimologico), in Regione non c'è quasi più nessuno, e anche io vado via presto, perché devo presentare il candidato sindaco di Seveso per il Partito democratico, il caro amico e compagno Paolo Butti (il Pd a Seveso ha il PB e siamo tutti con lui). Questa settimana ho girato parecchio la Brianza, soprattutto per incontrare i ragazzi dei licei che mi hanno usato la cortesia di invitarmi alle loro autogestioni, il Majorana di Desio e il Cialdini di Meda. Mi sono convinto sempre di più che il Paese sarà salvato dai ragazzini (sul serio). Come ogni volta che mi capita, mi ha colpito l'aria fresca e l'intelligenza 'definitiva' che si ha a quell'età. Ora sul mio iTunes gira l'imprescindibile colonna sonora di Caos Calmo e in particolare Your ex-lover is dead degli Stars, che fa pensare al San Valentino democratico di ieri, e Cigarettes and chocolate milk, che prelude a una lunga e insonne campagna elettorale. Vado a Roma, dunque, nel senso che domani sarò a Roma per la costituente nazionale (che cosa avevate capito?). E porto con me le sensazioni positive di una campagna che si presenta come fiammeggiante di idee e di atmosfere nuove, anche se la gestione delle candidature ha un certo non so che di ceppalonico che vorrei evitare. Se fossi nei candidati al Parlamento chiederei di passare per le primarie e di ambire all"ultimo posto di quelli che entrano solo se si vince". A Milano e nella nostra circoscrizione pare sia il quindicesimo della lista della Camera: è il posto più interessante e più importante. Un batter d'ali del quindicesimo a Milano significherebbe essere primi nel Paese. Tutti insieme. E, scusate la banalità, ma non chiediamoci quello che il Pd può fare per noi, ma quello che noi possiamo fare per il Pd. E sblocchiamoci da questo caos calmo e iniziamo a "muovere le mani", come se fossimo Uma Thurman in Kill Bill: riprendendo a poco a poco sensibilità, per rimettere le cose al loro posto. Vamos.
Lino Elle mi e ci consiglia di replicare l'«Estoy con Zapatero». Vediamo se ho capito. Fa un po' Star Trek, va detto, e con un movimento ad aprire e chiudere l'anulare - passando da W a V e viceversa - potrebbe sembrare il saluto di Mork (per ora cerchiamo il voto degli italiani all'estero, per quelli nello spazio non ci siamo ancora attrezzati). La V è il segno di vittoria, però, e la W, oltre a ricordare un pessimo presidente americano contemporaneo, ricorda il «Viva!». Insieme, fanno molto Volkswagen, che con quel riferimento al popolo (Volk) potrebbe essere frainteso, di questi tempi e anche alla luce del precedente novecentesco. Però vale la pena di ragionarci. P.S. a W.V.: Marta ha già fatto il video.
Fate una cosa giusta: comprate e leggete il libro di Valeria Parrella. E' un libro di un'attualità dolce e straziante nello stesso tempo (e il tempo del libro è quello dolce e straziante dell'attesa più importante). Si chiama Lo spazio bianco. Quello che dovrebbero lasciare tutti i logorroici soloni (con che cosa fa rima?) che si impancano a chiedere moratorie e a trattare le donne come se fossimo nel Medioevo. Senza offesa per il Medioevo, beninteso.
Oroscopo della settimana: non ci sono chiare indicazioni per il nostro candidato premier (che è cancro), alle prese con «maree» e «mari interiori in tempesta» (le candidature?), mentre per quelli del 4 agosto (Obama, Zapatero e il vostro affezionatissimo) c'è il seguente consiglio-auspicio: «Vivrai un surriscaldato periodo di grazia in cui, se farai l'amore con il mondo, ti capiteranno molto probabilmente delle cose interessanti». Stiamo a vedere...
In nome dei poteri conferitimi dal Pd lombardo, in qualità di procuratore 'aggiunto' alla comunicazione sul web, alla luce del giro della Lombardia che sto facendo (non solo online), comunico a reti unificate che se trovo un altro sito del Pd verdolino, o arancione Timoshenko, o pesca, o viola, o pastello, o sfumato, mando qualcuno a tirarlo giù dal server. Il codice colore è: bianco, rosso e... Veltroni. Chiaro a tutti?!
ogni giorno che passa mi rendo conto che la politica per parlare al Nord deve diventare più sobria e insieme più leggera. Oggi ero ospite in una trasmissione televisiva dal significativo titolo: «Le spara più grosse Berlusconi o Veltroni?». Hai voglia a spiegare che il primo ha iniziato quindici anni fa, e ormai non gli crede più nessuno. Non ti dico le telefonate che ci raggiungevano dalla profonda provincia lombarda. «E' venuto il momento», direbbe Obama (uno che parla molto della riforma delle strutture della politica, di una Washington da riformare perché lontana dalla società americana): i modi della politica italiana, tutta retorica e parecchio imprecisa, devono cambiare e deve essere, questo, il primo obiettivo del Pd. Una politica più sobria è una politica che affronta "senza troppe menate" e in maniera strutturale le questioni aperte da secoli, a cominciare da un tema, quello della spesa pubblica, particolarmente sentito dalle nostre parti, che siamo stufi di leggere Giavazzi sul Corriere che ce lo ripropone quasi quotidianamente fin da quando andavo alle medie. E poi la razionalizzazione del sistema politico: due camere sono troppe, troppi i parlamentari, troppe le persone che vivono intorno alla politica, troppo poco trasparenti le famose 'dinamiche' della politique politicienne. C'è un'insofferenza grande verso questo costume, come nei confronti degli sprechi (e delle lungaggini e delle espressioni oscure della burocrazia che sono, in fondo, la stessa cosa). Si tratta di un abito che non fa il monaco: fa il politico da guardare con sospetto. Non so se capita anche a te, ma agli aperitivi o alle feste non è proprio appeal dire che si fa di 'mestiere' il politico. Chissà sulle tue seggiovie... Cara Marta, è certo questione di persone e abbiamo bisogno di figure nuove, da affiancare al solito Bersani, che non può più rimanere isolato, come se fosse Ibrahimović a risolvere da solo la partita. E' un modo di essere, che dobbiamo ritrovare e affermare con forza e che qui al Nord non è sconosciuto: lo rappresentano al meglio i nostri amministratori locali, le persone perbene che si dedicano alla politica con serenità e con fatica. Sobrie e leggere, perché gli piace così.
Si può fare? Si deve.
Baci lombardi pippo
«It's the Environment, stupid»: per un ambiente elettorale
Il decoupling non è certo un termine politicamente corretto a San Valentino, però serve per definire una delle sfide più importanti del nostro paese: si tratta dello 'sganciamento' della produzione e dello sviluppo dal consumo di energia. L'idea è quella di un modello per cui al crescere dei primi corrisponda una diminuzione del secondo. Un modello che l'Italia ha finora conosciuto in modo inverso, nel senso che i nostri consumi di energia e di risorse sono aumentati più del nostro tasso di crescita. In occasione del comizio di apertura della campagna elettorale del Psoe a Barcellona, Felipe Gonzalez ha parlato lungamente di questo tema, augurandosi che la Spagna diventi come la Finlandia della Nokia per quanto riguarda le politiche ambientali ed energetiche: innovazione, ricerca e sviluppo. Lo stesso dobbiamo fare noi: l'ambiente diventa così un argomento da campagna elettorale, rivolto soprattutto al mondo dell'impresa, a cui spiegare i vantaggi di un sistema più responsabile, più sostenibile e più redditizio. Domani, c'illumineremo di meno, preferendo le lucciole alle lanterne: non dimentichiamolo anche il 13 aprile. «E' l'ambiente, accidenti» (un po' come l'economia per il Clinton del '92).
Dopo Veltroni a Spello, poche parole, e semplici e chiare. Per un voto utile e dilettevole. Per cambiare. Si può. A tutti coloro che si occupano di comunicazione per il Pd, consiglio immediatezza. Il primo che si azzarda e si rifugia nel politichese viene fulminato. Sul posto. Ci vuole lo spelling. M-i r-a-c-c-o-m-a-n-d-o.
Abbiamo un po' trascurato José. Ci scusiamo immediatamente con lui e con i socialisti spagnoli, che devono vincere contro una destra che diventa ogni giorno più radicale, più di destra. Dice Zapatero che non bisogna arrabbiarsi per una campagna elettorale volgare e incattivita: bisogna semplicemente alzare la voce, usare la parola, mobilitarsi, e ottenere un'ampia maggioranza alle urne. Non intende tacere, il nostro José, di fronte al cinismo e all'ipocrisia. La destra non governa bene quando c'è prosperità, perché non distribuisce i benefici. E governa anche peggio quando le cose vanno male, perché non distribuisce i sacrifici, che vanno sempre agli stessi. Entonces, tenemos que ganar, y ganaremos. Preciso, come sempre.
Come nell'inno del Pd di Jovanotti, oggi in commissione ambiente si è parlato soprattutto di "riunioni di rane". Rane verdi e rane rosse, dalle rane Lessonae a quelle di Lataste, da tutelare e da proteggere. Così almeno dice il titolo della legge, perché in realtà - con un emendamento del relatore - è stata introdotta la possibilità di 'prelevarle' (eufemismo che, come già per le peppole, significa catturarle e papparsele) in deroga alla legge stessa e alle direttive europee (quelle sì, di "tutela" e di "protezione"). Ogni anno presso gli "allevamenti amatoriali" (eufemismo numero 2) potranno essere catturare tutte le rane che vi si dirigono per riprodursi. Alle "riunioni" le rane andranno spontaneamente e gli "allevatori" - fino all'approvazione di questa legge aggiungere pure l'espressione "di frodo" (parola del relatore) - potranno prelevarne 15 esemplari al giorno per ciascuno "anche nel periodo di divieto di cattura in natura". Ovviamente cercheranno di distinguere se si tratta di rane protette o no (certo, come no?). Insomma, la legge di tutela della piccola fauna finisce con il portare all'estinzione della piccola fauna, perché il suo articolo principale deroga alla legge che si sta approvando. Tutto a cura della Regione Lombardia, che andrà nuovamente incontro alle sanzioni europee, come già accade per la caccia alla peppola, per cui spendiamo un sacco di soldi, oltre e pour cause a tirare giù interi stormi del popolo migratore. Complimenti vivissimi.
Sulla linea dell’A4, l’autostrada che unisce, in modo tutt’altro che serenissimo, Venezia con Milano, Milano con Venezia, comincia oggi un nuovo percorso.
Sarà la linea politica del cosiddetto LoVe (che sarebbe il Lombardo-Veneto) nel nome del quale Marta Meo (che è appena diventata la responsabile della questione settentrionale per il Pd Veneto) ed io scriveremo, ci scriveremo, condividendo proposte, dubbi e perplessità, in un carteggio che speriamo essere di qualche utilità. Gli interventi compariranno simultaneamente sui due blog, “di norma” una volta alla settimana. E' una cosa che discutiamo da tempo e che ora prende una doverosa accelerazione. Trattare di nord, di questione settentrionale, discutere i temi importanti e cari a chi, come noi, vive attorno a quell’asse di straordinaria ricchezza, ma anche di insicurezza e smarrimento che visto da lontano è come un pulviscolo brulicante, la padania, il lombardo veneto.
A Marta oggi il compito di cominciare. Lo fa, da genio qual è, con poche righe semiserie che tuttavia vogliono essere il germe di una discussione su questo nord che da oggi vorremmo meno diverso, diviso, complicato e difficile, un nord dove il centrosinistra possa cominciare a smettere di essere una anomalia politica e sociale.
Extragettito e Snowboard
La scorsa settimana ho passato qualche giorno a sciare in una piccola località delle dolomiti venete.
E tra le piste innevate, affollate e allegre mi è capitato spesso di perdermi ad ascoltare i discorsi delle persone che mi stavano intorno, per lo più di famigliole venete, che si godevano tra montagne bellissime e gentili la breve vacanza del carnevale.
Tra le tante cose che ho ascoltato una cosa non riesce ad uscirmi di mente tanto mi ha gelato e divertito e fatto riflettere, ed è la battuta di un quarantenne che scendendo a tutta velocità con lo snowboard assieme a degli amici ad un certo punto in veneto stretto ha detto loro pieno di entusiasmo: “Saremo anche coperti di debiti, ma guarda che vita che facciamo!”.
Rientrata alla base, l’altro giorno nelle pagine economiche di Repubblica vedo Nicola Rossi e Renato Brunetta fronteggiarsi ognuno da un proprio box con le prime ricette economiche per la campagna elettorale. Da un lato Brunetta proponeva di ripartire dai cantieri (ricordate il ponte sullo stretto…) e di abbassare le tasse esclusivamente tagliando la spesa pubblica, dall’altra Nicola Rossi proponeva un primo ed articolato discorso sull’abbassamento delle aliquote attraverso l’uso dell’extragettito.
E dopo questi primi ingredienti proposti dai consiglieri economici di Veltroni e Berlusconi ieri mattina ricevo una doccia fredda, anzi due.
Perchè da un aereo in volo per Bruxelles, quasi come da un ricordo lontano, sbiadito, è giunta la voce severa di TPS a frenare la “disinvoltura” di Nicola Rossi, quasi fosse la cicala della storia di Esopo, dicendo: “Il tesoretto non esiste, non si può fare”.
Ma non era finita lì, perchè dietro di lui si levava subito un’altra voce, quella del suo vice Visco che lo smentiva dicendo “No, il tesoretto esiste”, e poi dietro di lui, come in un coro, Alfiero Grandi, Gennaro Migliore e Rosy Bindi.
A questo spettacolo di comunicazione politica ancora una volta poco edificante del nostro centrosinistra e del governo uscente, non posso che opporre la mia fiducia e il mio appoggio al lavoro di Nicola Rossi accompagnandola all’immagine viva e felice di quel “bamboccione” (lo avrebbe definito Padoa Schioppa) che, forse ignaro dell’esistenza o meno dell’extragettito (ma del resto sembra non essere il solo ad avere le idee poco chiare), prova, a modo suo, a fare la sua corsa.
Prosegue il viaggio delle Città possibili attraverso la Brianza. Dopo l'appuntamento vimercatese, ci vediamo ad Arcore, giovedì 28 febbraio 2008, alle ore 21. Qui il programma. Diffondere, please.
«But we also know that at this moment the cynics can no longer say our hope is false»: ennesimo, straordinario discorso di Barack Obama, dopo la vittoria in Virginia, Maryland e Washington DC. Ridare dignità al concetto di cittadinanza, ad un sentimento di solidarietà tra le persone, alla dimensione pubblica e collettiva della nostra vita: «That is our calling in this campaign. To reaffirm that fundamental belief – I am my brother’s keeper, I am my sister’s keeper – that makes us one people, and one nation. It’s time to stand up and reach for what’s possible, because together, people who love their country can change it». Dobbiamo rimettere in sesto e 'aggiustare' (heal) la nostra nazione. Qui da noi è la stessa, identica cosa. Obama nell'alto dei cieli, mi ha scritto provocatoriamente un anonimo e-lettore. Obama nell'alto dei cieli. [ora c'è anche il video]
Me l'aspettavo, ma preciso lo stesso, perché non si sa mai. Autorevoli esponenti democratici sostengono che io avrei promosso le primarie perché vorrei andare a Roma. Argomento geniale: per andare a Roma, non bisogna proporre le primarie (anzi), bisogna premere sui dirigenti regionali e nazionali del partito, perché ti trovino "un posto" nelle liste. Questo succede ai tempi del porcellum. Mi è stato fatto gentilmente notare che avrei fatto molto meglio a starmene zitto («Civati, devi sempre rompere i beneamati»), perché insomma queste primarie non c'è tempo e poi abbiamo già i candidati dell'altra volta e un sacco di gente che vuole andare a Roma. Comunque, non preoccupatevi, non c'è pericolo, non mi candida nessuno. Ci sono personaggi ben più popolari e capaci e qualcuno sta anche pensando di non ricandidarmi in Regione (si vota anche qui, dopo la despedida del Formigoni). Con evidenza nel mio curriculum non ci sono gli elementi richiesti. Come già in passato, mi ispiro alla mia piccola morale provvisoria: voglio vivere così, col sole in fronte. E tutt'al più aerostatizzare, come il Socrate delle Nuvole. Il mio punto di riferimento politico, Alessandro Del Piero, mi ha insegnato che cos'è la panchina, cosa sono le sostituzioni (anche quelle ingiuste), e che cos'è la serie B. Continuerò a proporre le primarie o i caucus o le consultazioni o come accidenti le vorranno chiamare e a fare campagna elettorale come se fossi candidato non al Parlamento, "ma anche" a palazzo Chigi. Perché se ce la facciamo, sarà come esserci andati tutti, a Roma, a governare questo Paese. Se in lista ci mettono Iaquinta, insomma, va bene lo stesso: purché Iaquinta si danni l'anima per segnare quel gol che ancora ci manca. Spero sia chiaro a tutti. E a questo proposito rimango a disposizione del Mister e della società, con uno spirito di squadra che pretendo da parte di tutti. Fino alla finale del 13 aprile.
Come preannunciato ieri mattina, Obama stravince sul Potomac (un pensiero affettuoso ad Andrea Mollica, l'Al Gore di Varese, clintoniano tra i più lucidi, che mi ha avvisato per primo dell'affermazione clamorosa di Barack nei tre stati al voto fino a qualche ora fa).
Si è appena conclusa la tappa di avvicinamento varesina (di cui abbiamo diapositiva: vi faccio un sito così) alla presentazione del nuovo web www.pdlombardia.it prevista per martedì prossimo alla Casa della Cultura di Milano (in quell'occasione rilanceremo il nostro sito settentrional ancor vedovo, direbbe Dante). Invito nel frattempo tutti i circoli a fare quello che ha fatto Varese: costituire un piccolo nucleo per la comunicazione via web, raccogliere gli indirizzi email dei votanti alle primarie, allineare il sito alla grafica nazionale (almeno per quanto riguarda i colori: bianco, rosso e Veltroni), organizzare un database dei circoli già presenti sul web, inviare tutti i dati al sito regionale per condividerli con i livelli superiori (e viceversa). Martedì vi presenteremo alcune belle novità, come ha avuto modo di annunciare Maurizio Martina su Repubblica. Vi aspettiamo.
L'hanno ripresa i Verdi, l'ha ripresa Eddyburg: è la petizione di Piccola Terra. La riprendiamo anche noi, per difendere i parchi della Lombardia dal 'bonismo'. Firmate, firmate, firmate.
Da Repubblica.it: "I candidati del Pd per le elezioni del 13-14 aprile saranno scelti attraverso delle piccole primarie, in cui verranno chiamati a decidere tutti gli iscritti o forse tutti i 3 milioni e mezzo di cittadini che hanno partecipato alle primarie del 14 ottobre. E' quanto emerso nella riunione dei segretari regionali del Pd con il vicesegretario Dario Franceschini e altri dirigenti del partito". Se è vero, abbiamo vinto!
Ringrazio tutti coloro che hanno sottoscritto l'appello, l'hanno promosso e fatto girare. Adesso cerchiamo di capire il perché del suffisso "-ette", perché già il vezzeggiativo in "-ellum" poteva bastare...
Per coloro che ancora pensano che Obama - il quale oggi, trasportato dalle acque del Potomac, lambirà per la prima volta la Casa Bianca - sia solo uno "che parla bene", è obbligatoria la lettura di Yes, we can pubblicato qualche giorno fa per i tipi di Donzelli. Così imparano.
Leggete Marta Meo sulle primarie veneziane. Marta è un genio di cui sarò sempre devoto, ma dice solo en passant la cosa fondamentale: che la gente si è precipitata a votare perché siamo già in campagna elettorale e la sfida del Pd entra nel vivo. Ecco perché bisogna organizzare una consultazione aperta al maggior numero possibile di persone anche per scegliere le candidature. Primarie, caucus o consultazioni, chiamatele come volete: spero che vi rendiate conto, però, che potrebbero essere la mossa decisiva per vincere le elezioni. Proprio così.
Un nuovo, grande partito. Nella società, ma anche sul web.
persone@pdlombardia.it: è questo il titolo dell'incontro che si terrà martedì 19 febbraio 2008, alle ore 21, alla Casa della Cultura di via Borgogna a Milano. Introducono la serata Giuseppe Civati, Matteo Mauri e Titta Magnoli. Intervengono Claudio Migliavacca, Roberto Rampi e i webmaster dei siti lombardi del Pd, con la partecipazione straordinaria di Luca Sofri. Conclude Maurizio Martina, segretario regionale del Partito democratico. Non mancate.
Parcofaghi regionali: la presa di posizione del PD
Comunicato stampa. Il PD in Regione Lombardia ribadisce la propria contrarietà all’emendamento Boni sui parchi regionali, su cui oggi è arrivata la presa di posizione Congiunta di Fai, Italia Nostra e WWF. Come spiega Franco Mirabelli, consigliere regionale e componente della commissione territorio, “le preoccupazioni e le ragioni che sostengono l’iniziativa congiunta di Fai, Italia Nostra e WWF sono le stesse che hanno guidato la nostra opposizione contro una scelta che rischia di cancellare la valenza degli enti parco. Proprio mentre si sbandiera in ogni sede la volontà di allestire un Expo che faccia della qualità della vita e della compatibilità ambientale una priorità, questa decisione appare del tutto contraddittoria”. A preoccupare il PD è anche la nuova legge regionale sui parchi, recentemente approvata dalla Giunta regionale e in attesa di essere discussa in Commissione. “La Giunta regionale sui parchi sta giocando pesante – spiega Giuseppe Civati, consigliere e componente della commissione ambiente -. L’emendamento Boni fa il paio la nuova legge quadro sui parchi e sulle aree protette presentata dall'assessore all'ambiente. Un vero capolavoro, nel quale è contemplata la nomina del direttore dei parchi non più da parte dei consigli d'amministrazione degli stessi, ma direttamente dalla Regione. Non si capisce bene a che cosa servano i parchi, nati proprio per tutelare, su scala sovracomunale e componendo gli interessi dei diversi soggetti, il territorio regionale. I parchi, se i provvedimenti di cui sopra venissero approvati, si vedrebbero scavalcati da ogni parte. Ci batteremo per evitare che questi provvedimenti diventino legge e con la mobilitazione di cittadini e associazioni abbiamo qualche possibilità in più di farcela”.
Lucciole per lanterne. La campagna più poetica che c'è
C'è chi questa settimana festeggia S. Valentino, ma anche chi festeggia M'illumino di meno. Il Pd lombardo propone di sostituire le lanterne (a incandescenza) con le lucciole (a fluorescenza), in tutti i suoi circoli, e in tutti i Comuni e le Province che amministra. Passate parola e spedite cartoline, accidenti!
Non solo «Yes, we can». Notare il parallelismo tra Obama a Des Moines, 27 dicembre 2007, e Veltroni a Spello, questa mattina:
«Ho deciso di candidarmi perché sono convinto che la dimensione di queste sfide ha superato la capacità della nostra politica divisa e inceppata di risolverle; perché sono convinto che gli americani di qualunque parte hanno voglia di una politica nuova, concentrata non sul "come", ma sul "perché" vincere, concentrata sui valori e gli ideali che abbiamo in comune in quanto americani; una politica che faccia prevalere il buonsenso sull'ideologia, il parlare chiaro sulla propaganda».
«Noi ci presentiamo agli italiani con una chiara proposta di governo: un programma, una leadership, una squadra coesa e affiatata. Lo state vedendo. Dopo la nostra scelta tutto si è messo in movimento. Anche nell’altro campo. Ma guardate bene quel che succede nelle loro file: sono preoccupati di “come” vincere, non del “perché” vincere. Di come organizzarsi meglio, non di cosa offrire di nuovo all’Italia, di cosa fare di nuovo per gli italiani».
Avevo già deciso da tempo di farlo, ma ora abbiamo un motivo in più. Si tratta dell'idea di passare in rassegna tutti i cinquanta Comuni della Brianza per la campagna elettorale. Non sappiamo ancora chi sarà il candidato, né se la Brianza ne avrà, né se potremo decidere - come mi auguro - attraverso caucus o consultazioni primarie dei nostri elettori. Nel frattempo, però, prepariamoci: riempiamoci le agende, rispolveriamo il pullmino del 2005 e facciamolo. «Un Comune al giorno»: semplice, no?
Una campagna elettorale in sei parole (a me è piaciuto, Veltroni a Spello)
Scenario perfetto. Tono appropriato. Messaggio chiaro: si vince, per cambiare la politica, non "per vincere", non "per battere l'avversario". Ottimo (e ottimo perché attesissimo) l'annuncio del programma per la prossima settimana, 'breve' e 'lieve' come Veltroni immagina l'Italia (e viene in mente il romanzo in sei parole di Ernest Hemingway). Il format funziona, come funziona il grand tour nelle 120 province che inizierà nelle prossime ore. Serve forse ancora un po' di grinta e a me personalmente la versione italiana di «Yes we can» non piace molto (era meglio un «Sì, si può», tronco ed efficace: il «Si può fare» è un po' incerto). Comunque, siamo partiti: giochiamo all'attacco per la prima volta nella storia recente della sinistra italiana. E questo è (quasi) tutto quello che conta in una campagna elettorale.
Obama vince in Nebraska e ha un larghissimo vantaggio anche nello stato di Seattle. Si sta ancora contando in Louisiana. Si profila un grande sabato: la guida del NYT con tutti i risultati, stato per stato.
Elenco delle cose che mi sono piaciute di Caos calmo (chi non ha visto il film non capisce perché faccio l'elenco ed è quindi pregato di recarsi con urgenza presso la prima sala disponibile della propria città). Un grande Nanni Moretti in un film nannimorettiano quasi quanto i suoi primi (le ossessioni di Bianca, La messa è finita e le sue solitudini), ma anche le parti migliori dei suoi ultimi (le scene in auto, come La stanza del figlio e il «si muore un po' per poter vivere», come la sequenza del divorzio tra Buy e Orlando ne Il caimano) . Una trasposizione molto fedele, quanto al messaggio, quanto alle emozioni, del romanzo di Veronesi. Una grande piccola attrice come Blu Yoshimi. Le cose che non possono tornare quelle che sono state, non sono 'reversibili' come il titolo di questo post e della frase palindroma con cui il film si chiude. L'elaborazione del lutto che è sempre assurda, proprio come il lutto che cerca di elaborare. I brutti sogni che sono brutti proprio perché, quando li facciamo, non ci sembra di sognare. La solitudine che inquieta e che tutti cercano di interpretare e di esorcizzare e che insomma quasi nessuno capisce. L'attesa che è un tempo lungo e forse non è nemmeno un tempo (anzi, non lo è per niente, è il suo contrario). La scomparsa di Lara. L'incontro con Jolanda. Una colonna sonora pensata alla perfezione (con più di un rinvio alla playlist del romanzo). Le email della propria donna che è meglio non leggere. L'importanza di avere un fratello con cui abbiamo poco e insieme tantissimo da spartire. Il sesso che di per sé non spiega niente ma forse non è vero. La vita e la morte. Un pianto in auto. Il personale che supera il pubblico. Il caos. Calmo. Di gente che attraversa i giardini. Quelli dove a volte ci ricoveriamo. Perché non sappiamo dove altrimenti potremmo andare.
iMille si lamentano perché non si fanno le primarie per i sindaci. Peccato che nessuno mi abbia mai risposto, quando ho chiesto a molti di loro di aderire al nostro appello per rendere meno porcelloso il porcellum. Ci si lamenta che non si facciano le primarie a Pisa, ma non si trova disdicevole che non si facciano le primarie per le elezioni politiche. Davvero non riesco a capire i motivi di questa 'doppiezza'. Qualcuno mi può aiutare?
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Come ogni venerdì, "mi hanno rimasto solo", non tanto per venire incontro al "modello Veltroni" (soli, costi quel che costi), ma perché ho finito molto tardi. Mentre in lontananza squilla un telefono e si ode un ascensore che sale e scende (un po' come le aspettative romane di Formigoni), c'è una luce accesa, in via Filzi, ed è una luce un po' solitaria y final. Fuori, però, bussa la primavera, e sta a vedere che è proprio quella "nuova stagione" tanto cara al nostro candidato premier. Domani sarò ancora qui, perché c'è un convegno degli ecologisti democratici, e non posso proprio mancare: quasi quasi mi fermo direttamente. Oggi Berlusconi ha lanciato il Pdl, che non è un progetto di legge, ma il Popolo delle libertà, un'idea che aveva minacciato fin dall'autunno, dal famoso predellino. E' un partito unico-fino-ad-un-certo-punto perché mette insieme Forza Italia e An, ma tiene fuori la Lega - che si federa -, la Destra di Storace - che si attacca (?) - e l'Udc - che se ne va per i fatti suoi. Se fosse vero, la competizione elettorale si riaprirebbe completamente, ma mi sono abituato a commentare le cose che riguardano Berlusconi soltanto ad una settimana di distanza. Mi sono convinto sempre di più che dobbiamo crederci e che perciò dobbiamo rischiare con le candidature, fin dalla loro individuazione (con la partecipazione degli elettori, accidenti!), mettendo i nostri uomini migliori proprio nella fascia di quelli che passano soltanto se si fa un buon risultato e si vince. I tradizionali "primi dei non eletti" decideranno la partita. Nel frattempo, è il caso di non ascoltare aruspici e sondaggi, e lavorare senza voltarsi indietro, come quando il ciclista si butta nella fuga. Come disse Hillary quando si presentò (Obama, perdonami): "ci siamo e ci siamo per vincere". Per quanto mi riguarda, sono pronto a fare il possibile. Reduce da disastri personali e sentimentali - che tradizionalmente portano bene, secondo il noto teorema della paranza - sono nelle migliori condizioni per dare il mio modesto contributo. Nei prossimi giorni vi stupiremo con effetti speciali (si fa per dire: nel frattempo godetevi il Veltroni Frankenstein). Stay tuned.
Con parole chiare e semplici, quello che intendiamo dire
Qui di seguito la lettera del segretario Tosi ai varesini. Le primarie o i caucus non sono più un miraggio. Ecco serviti i sostenitori dell'aureo argomento "c'è troppo poco tempo" e dell'altrettanto valido "e come si fa?". Grazie, Stefano, veniamo tutti a Varese...
La convocazione delle elezioni politiche nazionali per il 13 e il 14 aprile definisce la data della consultazione popolare che può determinare una svolta nel dibattito politico ed istituzionale degli ultimi quindici anni. La presentazione di nuovi oggetti politici come il PD che direttamente intendono interpretare una moderna cultura politica presentandosi con un chiaro profilo programmatico modifica l’impostazione del confronto per il Governo del Paese.Si richiede contemporaneamente una forte capacità di visione del futuro e una coerente presentazione di sé stessi. I cittadini vogliono sempre più verificare la corrispondenza fra quanto si afferma e quanto si compie. La selezione dei rappresentanti attraverso la consultazione dei cittadini è un momento sempre più decisivo. Ma è attuabile? Superando alcuni ostacoli penso di si. In primo luogo definendo su cosa si chiede di esprimere la propria opinione. Nell’attuale sistema elettorale con circoscrizioni ampie (da Varese a Brescia per la Camera dei Deputati, l’intera Regione per il Senato) si richiede di definire in primo luogo l’ambito di assegnazione delle candidature. In prima battuta ritengo che possa essere provinciale. In secondo luogo è indispensabile indicare l’ordine di presentazione in lista, anch’esso può essere determinato secondo un ordine che dipende da una graduatoria interprovinciale. Esemplifico il metodo. Se consideriamo i voti dell’Ulivo nel 2006 per la Camera nella Circoscrizione 2, la Provincia di Varese con 132.000 voti [...] avrebbe le dimensioni per candidare un proprio rappresentante al 4° ed all’8° posto. Dunque se applicassimo un semplice calcolo basato sul consenso avremmo chiaramente l’oggetto della consultazione. In questo modo le Primarie sarebbero convocabili eleggendo in ordine di consenso ottenuto i rappresentanti indicati dai sostenitori del PD, con le stesse procedure utilizzate il 27 di gennaio per la costituzione dei Coordinamenti di Circolo. È d’altra parte chiaro che senza una chiara individuazione dell’oggetto (quantità e ordine delle candidature) la consultazione sarebbe assolutamente inutile. Unire struttura Federale e partecipazione sarebbe invece importante e ci distinguerebbe chiaramente, anche se il tempo a disposizione è evidentemente molto limitato. Lo schema che vi ho delineato verrà inoltrato anche al Segretario Regionale dato che le decisioni fondamentali devono essere inevitabilmente prese a tale livello. Augurandovi buon lavoro vi ringrazio per l’attenzione.
P.S.: ovviamente l'esempio di Varese vale per tutti gli ambiti provinciali.
Con Corritore, in solitudine, soltanto cinque giorni fa ci eravamo detti: ci vogliono le primarie, o almeno i caucus, o almeno delle assemblee aperte agli elettori del Pd per scegliere i candidati. Ora, da una parte tutti si dicono d'accordo (oggi su l'Unità sono i segretari di Emilia e Toscana a dire la stessa cosa, mi chiedo cosa pensi la Lombardia, dal momento che non ho ricevuto alcuna risposta, pur avendo avvisato "chi di dovere"). D'altra, però, sono già state compilate le liste almeno per i loro cinque/quarti (5/4) nel senso che ci sono fin troppi candidati già sicuri. L'impressione è, cioè, quella di essere stati coglionati, per dirla con un francesismo. Nel dubbio, continuate a sottoscrivere l'appello per rendere meno porcelloso il porcellum. Non si sa mai.
Mi scrive una persona incontrata per caso, tra tv e web. E' il punto politico, per me, di questa campagna elettorale. Quella che Martin Luther King chiamava «la feroce urgenza dell'adesso». «Incontro molti imprenditori: le tematiche di mio interesse si fondono inevitabilmente con gli annosi problemi del sistema Italia. A volte mi sento davvero molto triste quando vedo ottime potenzialità e intuizioni destinate a fallire sul nascere, o poco dopo, per colpa dei tanti ostacoli del nostro Paese…». Le ho chiesto di segnalarmi i motivi della sua "tristezza" e della sua frustrazione. Mi piacerebbe poter fare qualcosa per rispondere con soluzioni concrete a questa domanda, che è anche la mia, che è quella di tanti italiani. E', questo, il compito del Pd, la sua missione e la vocazione con la quale è nato, mesi fa, tra i gazebo di mille città. Non dimentichiamolo.
Ora che è abbastanza chiaro a tutti che il vostro affezionatissimo non è capace di recitare (che per un politico tutto sommato è anche un pregio), vi segnalo l'ennesimo, appassionante video della campagna elettorale del Psoe. Zapatero non ci ha deluso, questo il messaggio, ha fatto quello che ha promesso, in quella notte di marzo del 2004, in quei giorni terribili per la Spagna democratica.
Veltroni è nato il 3 luglio. E' cancro. Ha un oroscopo perfetto, questa settimana, che fa riferimento, guarda un po', alla Banca mondiale dei sogni. Per i leoni del 4 agosto - Obama, Zapatero e il vostro affezionatissimo - è una settimana complessa. Speriamo in bene.
Ricevo oggi una email da Tiziana, che è una dei pochi miti milanesi che resistano, in questo nostro tempo devastato e vile. Ve la propongo quasi integralmente, con qualche piccolo omissis che non altera il significato e il valore (forte e chiaro) del testo.
cari amici e compagni,
come ho già detto ad alcuni di voi, son contenta che il silvio pensi di tornare.
Questo ci aiuterà a non perderci di vista. A me vederci in piazza piace un casino, mi sembra sempre di non
essere cresciuta, di non aver mai vissuto gli anni duri con il silvio, di non aver mai visto l'informazione cartacea così sbragata e falsa, di non aver mai avuto più di tre canali tv, di avere ancora il gobbo al governo, di avere ancora l'eschimo, di non aver mai vissuto Genova/G8, di avere la taglia 38 di pantaloni... Detto questo è il silvio che mi ha spinta a candidarmi per il direttivo del Pd di Affori. Farò parte di sto partito e farò di tutto per evitare che il silvio torni. Bella la piazza, bello sognare, ma io tra un mese ho 45 anni e non 17.
Un abbraccio a tutti,
Liberamente tratto da Barack Obama, Yes, we can. Il nuovo sogno americano, Donzelli 2008.
Questo è ciò che dobbiamo fare per riprenderci il nostro sogno. Sappiamo che non sarà facile. Ce lo ricorderà la compagnia dei «non si può», «non ci riesci», «non ci provare nemmeno»: quella degli interessi particolari e delle loro lobby, delle consorterie e dei conservatori di ogni schieramento, della mentalità che vuole questo paese troppo diviso per fare progressi. Non mi sono candidato alla presidenza per adeguarmi a questa mentalità: l'ho fatto per sfidarla. La posta in gioco è troppo alta e non mi accontenterò di niente che non sia un cambiamento autentico, profondo - il cambiamento di cui abbiamo bisogno e in cui possiamo credere.
Titta mi ricordava stamane che mancano solo nove settimane e mezzo al voto del 13 aprile. Che urge un impegno assoluto. Che per una volta abbiamo un vantaggio: siamo già in ritardo, senza averne colpa (come capita di solito). Per questo capisco sempre meno l'esercizio della corsa al ruolo di coordinatore del circolo - a cui assisto per altro da molto lontano - o l'inverosimile dibattito che si è aperto circa il nome da dare ai circoli del Partito democratico. Proprio così. Siamo in campagna elettorale: le nostre risorse intellettuali dedichiamole alla sfida che riguarda i destini del Paese. E il nome dei circoli del Pd? Chiamiamoli tutti, nessuno escluso, "circolo Veltroni". E che Veltroni circoli. Andiamo!
La campagna Pannelli senza frontiereprosegue. Siamo arrivati, grazie soprattutto all'impegno di Giulia (che non finirò mai di ringraziare), ad una cifra che ci consente di installare 3 piccole centrali fotovoltaiche in Mali, a servizio delle locali maternità. Un vero successo, che spero possa riscuotere l'interesse di tutti. Dateci una mano, non potete esimervi.
Riprendo lo slogan di una banca milanese per caldeggiare il primo, vero atto della campagna elettorale: la raccolta fondi. In tutti i siti americani trovate, immediatamente al di sotto della proposta politica, il 'bottone' Donate che non è imperativo come nell'italiano, ma è comunque un invito caloroso. Di questo e di altro ancora parla un bel reportage di Punto Informatico. Di questo e di altro ancora abbiamo parlato questa mattina con l'esecutivo regionale del Pd. Il consiglio a tutti - a partire dai circoli - è darsi da fare perché il finanziamento può essere un modo (laico, laicissimo) per interpretare la nostra proposta politica: non il mega sponsor (che inizia con 'B' e finisce cogli 'oni'), ma la raccolta di tanti piccoli finanziatori, esattamente come il 'solito' Obama.
Dante elettorale: Inferno, canto I, vv. 100-sgg. Straordinaria l'attinenza del dettato dantesco rispetto alla situazione politica. Non solo e non tanto per il celeberrimo "infin che'l veltro verrà", facendo morire "la bestia" con la dovuta "doglia" (si fa per dire, s'intende). Il Veltro ha un compito ben preciso: non cibarsi di terra (del potere per il potere), né di peltro (le prebende), ma di "sapienza" (il programma), "amore" (la passione) e "virtute" (una certa qual moralità, che nel nostro sistema politico certo non guasta). D'altra parte, per quanto riguarda l'avversario, "molti son li animali a cui s'ammoglia, e più saranno ancora", e con ciò Dante si riferisce allo schieramento di decine di simboli contro cui il Veltro si dovrà misurare, in solitudine (e qui pare riecheggiare il salmo: ecce elongavi fugiens et mansi in solitudine). "Di quella umile Italia" sarà motivo di salvezza, in nome e per conto di coloro che morirono per essa ("la vergine Cammilla, Eurialo e Turno e Niso" partigiani). A noi conviene, però, "tenere altro viaggio" (se vogliamo scampare "d'esto loco selvaggio"), chiudere con gli anni difficili della lunga transizione italiana e rinnovare la politica. Con coerenza e determinazione e senza ambiguità alcuna. Un altro viaggio, nuovo e diverso, grande e terribile ci attende. "Allor [il Pd] si mosse, e io li tenni dietro".
"La metà dei candidati del Pd potrebbe essere scelta dagli iscritti e, con buona probabilità, anche dagli elettori che si presenteranno ai gazebo e decideranno di iscriversi al partito". Dall'Unità di oggi, pagina 4, apprendiamo che a Roma, nel corso della riunione dei segretari regionali, si è discusso delle modalità con cui far decidere i candidati ai territori. E la soluzione è simile a quella da noi proposta con l'appello per un porcellum meno pornografico. Purché (1) sia vero, (2) possano votare gli elettori, (3) vi sia la possibilità di presentare le candidature e di discuterne (per questo la proposta dei caucus), (4) e, ovviamente, che siano posti 'buoni' quelli riservati alla base (ovvero: eleggibili). Sarebbe bello che chi si candida al Parlamento pretendesse di passare per una consultazione di questo tipo. Una scelta che farebbe onore ai parlamentari e darebbe più peso al loro ruolo politico. Avanti così.
Dopo una notte passata ad aspettare i risultati del Super Tuesday, siamo tornati con i piedi per terra al Normal Wednesday. Da Chicago a Cologno, il Comune capofila della campagna referendaria sull'acqua. Si cerca quell'accordo e quella soluzione, di cui abbiamo parlato ieri in aula e che caldeggiamo da tempo. Si torna a ragionare, nell'amministrazione più pazza del mondo.
Nuova offensiva contro i parchi in Regione Lombardia. L'assessore all'urbanistica ha riproposto l'emendamento che eravamo riusciti a far stralciare alla fine dello scorso anno dalle modifiche alla legge 12. L'emendamento prevede che la Regione possa risolvere "d'imperio" i conflitti tra parchi e comuni, con amplissimi poteri sostitutivi. Nel testo della giunta le Province non sono nemmeno contemplate, come se la questione parchi non li riguardasse. L'intervento fa il paio con la nuova legge quadro sui parchi e sulle aree protette presentata dall'assessore all'ambiente, un vero capolavoro, nel quale è contemplata la nomina del direttore dei parchi non più da parte dei consigli d'amministrazione degli stessi, ma direttamente dalla Regione. Non si capisce bene a che cosa servano i parchi, nati proprio per tutelare, su scala sovracomunale e componendo gli interessi dei diversi soggetti, il territorio regionale. I parchi, se i provvedimenti di cui sopra venissero approvati, si vedrebbero scavalcati da ogni parte. Come in quella pubblicità, la prima lama solleva, la seconda taglia. E si tratta del verde della nostra povera Lombardia. Facciamo qualcosa (noi ci proviamo).
Oggi in commissione ambiente si parlava della tutela della piccola fauna. Chiocciole, gamberi e rane. Preoccupati soprattutto per quelle rosse, parlando di rane. Per dire. Sembra una piccola cosa, ma non lo è. Come già per la peppola e il prispolone, conviene vigilare.
Eccessi veltroniani. Mi chiama un amico e mi dice: "Stasera la Bellucci mi ha invitato a mangiare una pizza". "E tu cosa le hai risposto?". "Grazie, ma vado da solo".
Siamo noi quelli che stavamo aspettando (Obama c'è)
Barack Obama vince in 13 Stati, Hillary in 8, ma si porta a casa New York, New Jersey e California e ora ha un centinaio di delegati in più. Ma Obama c'è e c'è per correre ancora. Dal suo discorso di Chicago, questa notte, alcuni spunti "universalmente validi": «Change will not come if we wait for some other person or if we wait for some other time. We are the ones we've been waiting for». Il cambiamento non dipende da altri se non da noi, siamo noi quelli che stavamo aspettando. «Our time has come». Il nostro tempo è venuto. «It's different not because of me. It's different because of you, because you are tired of being disappointed and you're tired of being let down. You're tired of hearing promises made and plans proposed in the heat of a campaign, only to have nothing change when everyone goes back to Washington». E' grazie a voi e alla vostra stanchezza nei confronti della cattiva politica, che tutto questo è diverso. Non dimenticatelo. Non dimentichiamolo.
Stefano Tosi, consigliere regionale e segretario del Pd di Varese, dopo Riccardo Sarfatti, si dichiara favorevole al percorso indicato nell'appello per rendere meno pornografico il porcellum (aderite, che cosa diavolo state aspettando?). Nel frattempo, mentre nulla si sa di quello che accadrà, mi giungono alcuni argomenti contrari alla nostra proposta, che riporto proprio perché sono 'democratico'. L'argomento più curioso è quello che sostiene che Veltroni ora deve decidere "in totale solitudine", perché deve assumersi tutte le responsabilità della lista. Da soli, quindi, non solo per quanto riguarda le alleanze, "ma anche" per quanto riguarda la scelta dei candidati. Wow. L'argomento più stupido, invece, è quello per il quale non avremmo tempo. Abbiamo organizzato in un mese le cosiddette primarie per i circoli, certo importanti ma non decisive per le sorti dell'umanità, e ora, che un mese l'avremmo ancora, lasciamo scorrere i giorni, così l'argomento per cui non abbiamo più tempo diviene, ora dopo ora, più cogente. Veramente non capisco: se non capite anche voi, come me, aderite all'appello e diffondetelo. Per il nostro bene.
No, non è un post dedicato alle elezioni... E' il titolo del film di Woody Allen, che in italiano in realtà suona così: Sogni e delitti. Bene, è forse la prima volta che Woody Allen mi delude, nonostante l'ottima prova di Farrell e di McGregor e la perfetta ambientazione londinese (già di Match point e di Scoop). I dialoghi e la trama sono al di sotto delle aspettative, e lo stesso tema tragico molto meno avvincente di quello di Match point. Unica, vera e 'assoluta' chicca: la citazione di se stesso che Woody offre in una scena, con il Tower Bridge e il grattacielo di Foster sullo sfondo, che ricordano tanto i ponti di Manhattan. E fanno rimpiangere quel grande regista che in questo caso si esprime solo a metà.
Per i fratelli Bandiera (Change, change e ancora change)
Mentre i media fanno finta di non accorgersi del nostro appello, segnalo che il movimento cresce. Un amico de iMille mi scrive che sembra un appello dei fratelli Bandiera: se la bandiera è quella che il Pd ha voluto mettere nel simbolo, incasso la critica e vado avanti. Aderite anche voi, mi raccomando, fa bene a tutti. Ai democratici e al nostro esausto sistema politico, che dobbiamo cambiare, se vogliamo vincere (le due azioni non sono distinguibili, spero di essermi spiegato). Change, insomma, all'Obama. Proprio così.
Dopo la pausa per le esequie (anzi, per la precisione trattavasi di pausa per la messa in suffragio), siamo (finalmente!) tornati in aula per votare l'ammissibilità del referendum sull'acqua proposto da più di 130 sindaci della Lombardia. Alla fine ha prevalso il buon senso e come auspicavamo ormai da settimane la giunta regionale ha aperto un'interlocuzione con i sindaci e la maggioranza si è astenuta. L'ammissibilità è così passata con i voti dell'opposizione, anche se molto probabilmente si andrà ad una modifica della legge prima che il referendum si possa celebrare (grazie al rinvio di dicembre, infatti, il referendum è stato 'spostato' al 2009). L'importante è che la modifica della legge veda coinvolti i sindaci proponenti e la comunità lombarda nel suo insieme, altrimenti sarebbe per noi perfettamente irricevibile. L'assessore Buscemi, stranamente non polemico, pare essere arrivato, dopo settimane di inqualificabile traccheggiamento, alle stesse conclusioni. Speriamo non cambi idea, come è già capitato in passato (vedi alla voce Inzago o al capitolo rifiuti campani). Una piccola vittoria che ci ricorda quella famosa frase del Manzoni, che dovremmo affiggere su tutti i palazzi della Regione: "Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune".
Leggo che il Pd lombardo è d'accordo con Formigoni su Malpensa. Vorrei sapere se è d'accordo con il Formigoni che proponeva la cessione immediata degli slot da parte di Alitalia, o quello degli ultimi giorni che propone la moratoria (basta con le moratorie, accidenti!) perché Alitalia rimanga per altri tre anni nello scalo varesino... ma non è poi così importante sapere con quale Formigoni siamo d'accordo. Per quanto mi riguarda, insieme a pochissimi, sono in disaccordo con Formigoni e l'ho già spiegato un centinaio di volte. Preferisco essere d'accordo con gran parte delle riflessioni di Gabrio Casati, che non sarà Formigoni (wow!), ma almeno è informato come si deve.
Oggi il consigliere Gianluca Rinaldin di Forza Italia è stato arrestato. Mi dispiace molto: è sempre brutto quando accadono queste cose, al di là degli schieramenti politici. E spero, per lui, per la politica e per l'istituzione di cui facciamo parte, che possa dimostrare la propria innocenza.
E' con grande piacere che registro l'adesione di Riccardo Sarfatti, consigliere del Pd e coordinatore dell'Unione in Regione, al nostro piccolo appello per rendere meno pornografico il porcellum.
Caro Pippo, discutere delle modalità per scegliere le candidature indicando un percorso virtuoso di caucus e primarie mi sembra un ottima iniziativa. E' importante che se ne discuta.
Sono in aula, nella terza aula parlamentare del Paese, l'autorevole Consiglio regionale della Lombardia, la Regione più efficiente del pianeta, presieduta dall'ascetico Roberto Formigoni. Sono qui per la prima volta da Natale, perché a gennaio non siamo mai stati convocati e l'unica seduta prevista è saltata, perché la maggioranza voleva far saltare il referendum sull'acqua. Il Consiglio regionale di oggi, convocato alle 10.30, è stato sospeso prima delle 11 a causa dalla volontà espressa dai consiglieri di maggioranza di partecipare ai funerali della madre di Berlusconi. La sospensione durerà due ore. Non intendo commentare.
Auspicando che tutti aderiscano all'appellum e che ci si convinca della necessità di un'ampia consultazione sulle liste da presentare per la Camera e per il Senato, vorrei precisare due o tre aspetti che ci consentirebbero di correggere, almeno in parte, le perverse conseguenze a cui il porcellum ci conduce. Primo, se le liste sono bloccate, è il caso di sbloccarle, e questo è il tema dell'appello, facendo diventare questa scelta un valore politico da spendere in campagna elettorale. Secondo, se il sistema ci induce alla totale spersonalizzazione delle candidature, noi dobbiamo riportare le candidature nelle città e nei territori, dando loro un profilo di rappresentanza che l'attuale legge elettorale ha di fatto completamente dissolto. Terzo, dobbiamo convincerci che siamo un partito federale proprio in questa occasione, in cui è evidente una discrasia tra il sistema elettorale per la Camera e per il Senato (ben più 'regionalizzato' di quanto non preveda il dettato costituzionale). Questo riguarda le alleanze, "ma anche" la nostra proposta politica, "ma anche" il modo con cui ci presentiamo, "ma anche" il modo con cui ci organizziamo, "ma anche" il modo in cui candidiamo quelli che saranno i nostri rappresentanti. A me il partito del Nord non piace né sono mai stato tra i suoi sostenitori: a questi ultimi, però, chiedo uno scatto di orgoglio. E un'assunzione di responsabilità. Anche così si vincono (o si perdono) le elezioni.
Registro le prime adesioni alla campagna sul porcellum: da Arcore a Parigi, da Varese a Monaco di Baviera, da Busto Arsizio a Roma... e poi Seveso, Biassono, Lissone, Muggiò, Desio, Seregno e (certamente) Monza...
Ringrazio in particolare Davide per avere condiviso l'idea e rinnovato la sua adesione. E ringrazio anche i tanti colleghi che ci stanno pensando, nella speranza che si convincano che ci vuole un messaggio molto semplice e molto forte come quello che tanti blogger e tanti cittadini, da qualche ora, hanno condiviso con me...
Con Davide Corritore, che su Affaritaliani ha proposto la stessa cosa senza che ci fossimo messi d'accordo, abbiamo ragionato nel fine settimana sulla possibilità di promuovere in Lombardia i caucus per scegliere i candidati e per scongelare le liste del porcellum, quel sistema elettorale pornografico che si sono inventati Berlusconi e Calderoli per rendere il meno governabile possibile il sistema politico italiano. Una porcata (per stessa ammissione dei proponenti) che la destra si votò da sola, alla faccia delle larghe intese di cui tutti oggi si riempiono la bocca. Apprendo dalla lettura dei giornali che qualsiasi forma di consultazione partecipata è invece stata esclusa dai vertici nazionali del Pd, e lo trovo grave e sbagliato nello stesso tempo. Grave, perché le primarie servono proprio per scegliere i rappresentanti istituzionali, soprattutto quando non esiste la possibilità di esprimere le preferenze. Sbagliato, perché non c'è miglior critica del sistema politico che ha in mente la destra che offrire un modello diverso. Ci dicono che abbiamo poco tempo: per organizzare un'assemblea in ogni provincia, in cui sia possibile decidere "dal basso" una quota dei candidati, al di là delle scelte nazionali e regionali comunque previste, non mi pare impossibile. Il popolo del centrosinistra si precipiterebbe a partecipare e sarebbe il primo, decisivo atto di una campagna elettorale in recupero. Per noi e per il Paese. Mi appello perciò a voi perché aderiate a questo messaggio, chiedendovi di estenderlo immediatamente ai neo-eletti dei circoli, e chiedo a tutti i nostri dirigenti, a cominciare da Maurizio Martina, di far sì che in Lombardia si facciano i caucus e si lanci una campagna elettorale in grande stile, fin dai prossimi giorni.
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Vi dirò che una campagna elettorale per le Politiche scompagina parecchio i miei piani. Pensavo ad un 2008 di trasferimento, come accade nel giro d'Italia, quando i ciclisti la tappa la fanno sull'ammiraglia o sul pullmino. Mi era bastata la cima Coppi del 2007, con tutte le cadute e le gomme bucate che mi sono toccate. Speravo di avere tempo per approfondire certi argomenti, per verificare le poche cose che so e impararne di nuove, che ho solo l'imbarazzo della scelta. Studiare un modo per far contare di più il Pd in questa landa desolata e per migliorare la mia personale preparazione. Avevo anche mutuato lo slogan di una famosa trasmissione di una tv locale: voi dedicatevi pure allo stadio della polemica continua e insensata, io preferisco dedicarmi allo studio. Invece, a una decina di giorni di distanza dalla crisi del governo Prodi, devo dire che mi devo orientare sul modello «frenesia elettorale»: quello che non lascia scampo che ci si sveglia alle sette o anche prima magari alle sei e si va a letto alle due e si fanno comunicati incontri comizi riunioni manifesti volantini spot conferenze dichiarazioni banchetti mercati serate così per due mesi che poi a giugno ti guardi indietro e non hai nemmeno la possibilità di capire che cosa sia successo perché sei stato in un tubo per due mesi e sei andato a letto alle due e ti sei svegliato alle sei. Del resto, anche oggi ho finito ora di lavorare, anche se la mattinata era dedicata alla divinizzazione dell'uomo perfetto e la filosofia non è esattamente un lavoro perché è anche un piacere straordinario. Ora mi divanizzerò, nel senso letterale del divano, portando con me il dossier Attali, che potevano anche farne una sintesi perché ha lo stesso numero di pagine del programma dell'Unione, e studierò. Da domani, mi sa che non avrò molto tempo. Ma sapete cosa vi dico: che ci credo, nonostante tutto e tutti. O forse pensate che l'Italia abbia bisogno della quinta candidatura di Berlusconi e del suo ennesimo governo? E che siamo condannati al peggior sistema politico dell'Occidente? E che nessuno possa o quantomeno voglia farci niente? Veltroni 2008-Berlusconi 1994: partirei da qui. E mi butterei, anzi, mi butterò a capofitto, perché se no non vale la pena. Non foste fatti a viver la politica come bruti, ma per seguir virtute e magari una vittoria. Di quelle insperate, che se non arrivano ci abbiamo provato, ma che se arrivano, altro che 2006, con Fassino che legge un comunicato alle tre del mattino. Yes, we can. And if we can't, we try.
Dopo le decine di moratorie che ci stiamo sorbendo (propongo la moratoria delle moratorie, perché non se ne può più), ci mancava solo la moratoria della Fiera del Libro di Torino. Siccome l'ospite d'onore è Israele, Tariq Ramadan ha proposto di boicottare la manifestazione, per protestare contro l'occupazione vergognosa dei territori e la violenza nei confronti dei palestinesi. La causa è troppo nobile e importante per essere rovinata da una campagna del genere. Dopo qualche ora, oltretutto, è arrivata l'adesione di Diliberto, e la cosa non può che convincermi che si tratti di un'idiozia. Forse dovrebbero avvisare il Pdci che ci sono autori isreaeliani come Amos Oz o David Grossman, che non si capisce perché dovrebbero essere censurati da Diliberto, dal momento che si battono per la stessa causa (che sarebbe oltretutto la loro, prima di essere la nostra). Forse dovrebbero ricordare alla sinistra (?) che c'è un monumento a Berlino che ricorda il rogo dei libri del 1933. E' un cubo ipogeo. Sui quattro lati ci sono librerie bianche e desolatamente vuote. Penso di non dover aggiungere altro.
Per la corrente dei duemilaottimisti segnalo il fondo di Eugenio Scalfari In particolare le ultime righe:
«Domani o al massimo dopodomani Marini rinuncerà. Le Camere saranno sciolte. La vittoria del centrodestra ad aprile è già scritta. Ne siete sicuri? Per la terza volta la maggioranza degli italiani sarà con lui? E' vero che il centrosinistra ha fatto il possibile e l'impossibile per rimetterlo in sella, ma nonostante tutto non sono così convinto che vincerà. Credo che il Partito democratico e Veltroni siano pienamente in partita sul terreno di gara ed abbiano carte forti da giocare. Si presentino da soli con un programma di pochi punti, concreti e precisi. Procedano con coraggio, onestà, trasparenza. Facce giovani e nuove senza rinunciare all'esperienza dei vecchi quando sia stata positiva. Se saranno sconfitti cadano in piedi e lavorino per il futuro. E buona fortuna».
Della filosofia e della sua autonomia: così Giordano Bruno, sulle orme di Averroè e Maimonide, al Caffè El Brellin, vicolo dei Lavandai, Naviglio grande, Milano, domani, domenica 3 febbraio 2008, alle ore 10. Ne parla il vostro affezionatissimo (che sta ultimando ora la sua 'preparazione'). Per saperne di più.
Andrea Merlotti, ospite della prima puntata della quarta edizione del Festival delle Città possibili, ci ha parlato di Venaria. Lo andremo a trovare nelle prossime settimane, perché la reggia sabauda funziona perfettamente come esempio e 'pilota' per la nostra Villa reale. Standard di qualità elevati, molteplicità di funzioni, vero centro culturale, un "pensare in grande" che ha portato a un'offertà culturale apprezzabile da parte di tutti e un modello gestionale altrettanto convincente. E pensare che tutto nacque una sera del 1996, a cena, dopo un comizio in piazza San Carlo, in cui Veltroni e Fassino ne parlarono per la prima volta...
Il PD: mettere al bando in Lombardia le lampadine a incandescenza prima del 2011, iniziando dalla Pubblica amministrazione
Comunicato stampa. Al via una campagna internet e l'adesione a "M'illumino di Meno", la fortunata iniziativa di Caterpillar (RadioRai) per il risparmio energetico. La Regione Lombardia e gli enti locali lombardi diano il via al processo di sostituzione negli edifici e nei servizi pubblici delle lampadine a incandescenza con lampadine a basso consumo, attuando fin da ora quanto previsto dalla Finanziaria 2008 (che indica nel 1° gennaio 2011 la messa fuori mercato delle prime). È la richiesta del PD lombardo in occasione dell'edizione 2008 di "M'illumino di Meno", l'iniziativa di sensibilizzazione per il risparmio energetico lanciata dalla trasmissione radiofonica di RadioRai Caterpillar e patrocinata dal Ministero dell'Ambiente, che invita il prossimo venerdì 15 febbraio a spegnere dalle 18 tutte le luci e gli apparecchi elettrici non strettamente necessari.
I Democratici della Lombardia aderiscono e sostengono l'adesione all'iniziativa con una campagna internet denominata "Lucciole per lanterne", che prende come testimonial l'insetto capace di produrre luce in modo del tutto naturale. L'obiettivo della campagna consiste nella diffusione di cartoline virtuali dal sito www.pdlombardia.it che si richiamano a "M'illumino di Meno" e che contengono le dieci buone abitudini per il risparmio energetico domestico.
Le motivazioni sono spiegate dal segretario regionale Maurizio Martina: "Il partito democratico nasce per contribuire all'affermazione di uno sviluppo sostenibile. Non c'è alcun dubbio sul fatto che il tema ambientale rappresenti una delle nostre sfide più importanti. L'obiettivo del risparmio energetico chiama in causa tutti noi, coinvolgendo la quotidianità della nostra azioni. Possiamo, infatti, fare la nostra parte in ogni momento senza aspettare che qualcuno ci dica come e dove. Per questo sensibilizzare al risparmio energetico vuol dire anche porre il tema della responsabilità nei confronti di noi stessi e del futuro che ci attende. Non sprechiamo l'occasione e nessuno si sottragga a questa sfida".
L'idea della campagna è di Giuseppe Civati, consigliere regionale e componente della commissione ambiente della Regione, oltre che responsabile della comunicazione internet del PD lombardo. "Chiediamo alla Regione e al Consiglio regionale innanzitutto di aderire all'iniziativa di Caterpillar, ma soprattutto chiediamo un impegno straordinario per la promozione di un'illuminazione consapevole, anche attraverso un'opera di sensibilizzazione della cittadinanza e di accordi con la distribuzione commerciale mirati alla promozione delle lampadine di nuova generazione, perché la data del 2011 va anticipata per affrontare con coraggio la sfida della riduzione delle emissioni. Nel frattempo, il Pd lombardo si attiverà nella stessa direzione, chiedendo a tutti i propri circoli di dotarsi di lampadine a basso consumo e di sposare l'efficienza energetica come forma qualificante della propria proposta politica".
Con ironia, Umberto Galimberti, aprendo la propria conferenza di questa sera a Vimercate, ha ringraziato Rosanna Lissoni, ideatrice della rassegna filosofica Abitatori del tempo, di avere compiuto una missione che riteneva impossibile: portare la cultura in Brianza. Rosanna, continua così. P.S.: la conferenza è stata appassionante. Non perdetevi le prossime puntate, a cominciare da venerdì prossimo a Bovisio.
La posta del cuore/5 (duemilaottimismo a fortiori)
Visto che c'è ancora qualche pessimista di troppo, vi propongo il video del Pd per le prossime elezioni. Peccato che la musica l'abbia già scelta Steve Jobs per il nuovo Mac (qualcuno gli avrebbe consigliato il requiem di Mozart).
P.S.: avete presente Gramsci? Sì? Pessimismo e ottimismo? Grazie.
Lo spunto mi viene da un bel video elettorale del Psoe. A volte, la mattina, capita di arrivare in ufficio, di salire in ascensore e di incontrare il pessimista antropologico. Quello che se ne esce con una frase del tipo: «Che ora hai fatto, ieri sera, che hai una faccia...?». E tu magari sei andato a letto alle nove e pensavi di essere in formissima. O può capitare che sei al bar a guardarti una partita, e i peggiori gufi sono quelli della tua squadra che la sanno lunga e la vedono tristissima per le sorti della partita e del campionato. E, ancora, quelli a cui fai vedere la ragazza di cui ti sei recentemente innamorato, e non riescono a trovarle un pregio neanche con una pistola alla tempia. Lo stesso succede con gli spegnitori-di-ceri di professione, con i negativisti per partito preso, con i geremia di ogni tempo, che ad ogni appuntamento si manifestano con tutto il loro grigiore e la loro rassegnazione. Nel Pd ne allignano parecchi, così com'era tradizione nei Ds, che avevano una lunga storia in proposito. Quelli che se si va a votare subito sarà un disastro ma anche se si fa un governo per qualche mese le cose non cambiano e comunque il referendum non cambierebbe la situazione e ormai non c'è altro da fare che aspettare che vinca Berlusconi e prepararsi a vent'anni di opposizione. Ecco, faccio un appello coram populo: che stessero a casa, i pessimisti, e non si facessero vedere per qualche mese. Perché la partita è già abbastanza complicata per avere quelli del meteo che ti ricordano che se non piove, allora vuol dire che tira vento. Sentiti ringraziamenti democratici.
Consiglio di cliccare qui e qui per capire come il dibattito di quest'anno sulla partenza di Formigoni per Roma sia identico a quello di due anni fa (che noia).
Vi prego di comunicarmi, se potete, tutti i siti del Pd in Lombardia che riuscirete a individuare, perché siamo quasi pronti per partire con il 'vero' sito del Pd lombardo, di cui www.pdlombardia.it è solo un bozzolo. Oltre a chiamarvi immediatamente al censimento, nel frattempo, sollecito tutti ma proprio tutti i democratici lombardi che abbiano un sito web, un blog, uno spazio in myspace o altrove a mettere un link bello e vistoso al sito regionale. E' così che si fa la rete...