Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Anche stasera spengo la luce tra gli ultimi, nel palazzo del Consiglio regionale. Sono le diciannove e sono sveglio dalle cinque, per via della televisione, che questa settimana sembrava di essere quell'altro pippo (a cui sta andando tutto male, per altro). E non è finita qui: stasera presentiamo con Marco Alfieri il suo libro Nord terra ostile (il programma lo trovate qui). Le solite poche ore di sonno e domattina, a partire dalle ore 9.30, ci vediamo in Regione (ingresso da via Galvani, 10) per parlare di ambiente, con la bravissima Maria Berrini e tanti altri illustri ospiti. Scaricate il programma e partecipate numerosi. Tra catene per i parchi, pollici verdi, decaloghi e proposte innovative (ho visto cose che voi lombardi non potreste nemmeno immaginare) un appuntamento fondamentale della nostra campagna elettorale. In attesa che si concluda la vicenda delle liste, siamo partiti: Veltroni is burning & on my mind, Zapatero è al rush finale e Obama è in testa, come ormai gli capita da settimane. L'oroscopo non da indicazioni particolari al "club del 4 agosto" (José, Barack & me) mentre è spudorato con Walter (nato il 3 luglio, sembra un film), a cui augura una settimana di "nuove frontiere". Un Brezsny kennedyano ci assiste. Le stelle sono buone. ¡Suerte y al toro!
Dovevo saperlo che non ci si può fidare degli indecisi... mi volete far sapere qualcosa della cena? Non va bene la data o qualcos'altro? Scrivetemi a elettoricercasi@civati.it.
Qui le primarie le fanno (ho votato Elisabetta, tanto Daniele è in vantaggio). Anche qui (ho votato Marta, non ho altra dea all'infuori di lei). A Milano non le fa nessun sito (chissà perché), mentre per quelle di Letingia (nel senso di Brianza) non c'è partita. Peccato che non le abbia fatte il Pd, sul proprio sito... porcellum non olet, evidentemente...
Veltroni-is-burning (voglio cambiare paese, senza andare all'estero)
Dall'intuizione di una sera di febbraio, un testo scritto a quattro mani e quattro birre con Roberto, le relazioni di Elena con Denzel e i Barbafalliti (che non conosco nemmeno, ma sono mitici), è nato veltroniisburning.splinder.com, la campagna elettorale come non l'avete mai vista, né sentita.
Parte la campagna "pollici verdi". Per difendere i parchi regionali, raccogliamo le nostre impronte. Formigoni, la sua, prima di andare a Roma, l'ha già lasciata. Ora tocca a noi. I pollici lombardi premeranno il pulsante tutti insieme, martedì prossimo, per contrastare l'approvazione dell'emendamento della giunta regionale che espone i parchi all'edificazione e al degrado. Qui di seguito il nostro comunicato stampa.
Chi vuole difendere le aree protette lombarde dalla legge ammazzaparchi voluta da Formigoni, potrà farlo da domani lasciando l’impronta verde del proprio pollice sulla petizione che rilanciamo per difendere i parchi lombardi dagli assalti del centrodestra lombardo e dei cementificatori. Domani raccoglieremo le prime impronte nel corso dell’assemblea di Cassinetta di Lugagnano, promossa da sindaci e associazioni per organizzare la mobilitazione contro una norma che smantella il sistema delle aree protette della nostra regione. Pollici verdi in difesa dei parchi saranno impressi in calce alla petizione anche nel corso dell’assemblea del Pd che si tiene sempre domani a Milano sui temi ambientali. I “pollici verdi” saranno consegnati martedì prossimo, 4 marzo, al presidente del Consiglio regionale Ettore Albertoni, a margine della seduta dell’assemblea, durante la quale la Cdl vuole approvare la norma che consente alla Regione di dare l’ok ai progetti edificatori dei comuni all’interno dei parchi, anche se questi esprimono parere negativo. Se dovesse passare la norma “ammazzaparchi”, da mercoledì cominceremo a raccogliere le firme per indire un vero e proprio referendum regionale per abolire la legge.
Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, Consiglieri regionali Pd e Verdi
Dibattito in aula. Si passa, come obiettivo della legge in discussione sui servizi alla persona in ambito sociale e sanitario, dalla promozione della sessualità "sana e responsabile" alla promozione della sessualità semplicemente "responsabile" (sempre e comunque associata alla "procreazione consapevole"). Su questo tema Bebo Storti interviene magistralmente, mettendo in luce l'ipocrisia della norma proposta dal Popolo della libertà (quale libertà? ma la loro, ovviamente). Il testo presentato conteneva una criptocitazione da Zucchero, che non vi sarà certo sfuggita.
No, non passo al nemico. Non fraintendetemi. Vado a parlare di Città possibili, di ville, di paesaggio e di promozione del territorio. Alle 21 in S. Apollinare.
Loro portano i dischi. Come nelle feste di una volta, per le candidature, è la Brianza la quota rosa di Milano. Si profila l'en plein al femminile, sia per la Camera, sia per il Senato. Molto bene.
Mercoledì 5 marzo, alle ore 20, ci vediamo in piazza Duomo a Monza con gli indecisi (ma anche gli arrabbiati, gli esterrefatti, i delusi) per poi andare a cena insieme e passare una serata per 'guadagnarli' alla causa del Pd. Sono costretto ad aggregarli, perché intendo mantenere la promessa della cena, ma ho davvero poche serate libere e sono certo che mi vorrete scusare. Per ora si sono 'prenotati' Ardez e Daniele-il-granata. Attendo altri tre per raggiungere la quota dei famosi cinque amici indicatici da Walter. Scrivetemi a elettoricercasi@civati.it.
«Zia dice che il grande filosofo Hegel definirebbe tutto quello che è successo un'astuzia della ragione, un'eterogenesi dei fini. Nel senso che talvolta uno può agire nel modo migliore e le cose vanno male e magari fa la cosa più sbagliata di questo mondo e tutto va per il meglio. In un certo senso è andata così». E' la morale dell'ultimo romanzo di Milena Agus, Ali di babbo, pubblicato da Nottetempo (l'unico caso nel quale il nome della casa editrice spiega una parte del contenuto del volume pubblicato: è nottetempo, infatti, che si manifestano le «ali di babbo» alla piccola narratrice). Il libro è straordinario, a cominciare da un incipit difficile da dimenticare, che in otto righe definisce il contesto in cui si muove madame e che ci si porta dietro per tutta la storia. Madame, che in realtà ha anche un nome che si scopre solo nelle ultime pagine, quando troverà finalmente se stessa, è la protagonista di una storia disordinata e magica, che ne rispecchia perfettamente il carattere e il destino. Mi piacerebbe dirvi altre cose, di come si sviluppa la sua vicenda, di cosa le succede, della fortuna e della sfortuna che incontra sulla sua strada (volevo dire mulattiera). Ma non posso farlo, perché il libro dovete leggerlo a qualsiasi costo. E, se volete saperne di più sull'eterogenesi dei fini, abbinatelo all'ultimo Sofri (Chi è il mio prossimo, Sellerio). Così passerete un weekend fuori dal comune, che vi porterà molto in profondità e incredibilmente vicino a quello che forse, anche voi, state cercando. E per farlo dovreste iniziare proprio da dove non immaginereste mai di trovarlo.
Domattina si parte presto, perché alle 7.30 mi fanno la barba a Telelombardia. Poi terza seduta consecutiva in aula, per tutto il giorno. Poi, alla sera, alle ore 21, appuntamento con le Città possibili ad Arcore. Venerdì inizio alle 6.45, sempre in tv, su Tv7Gold. Poi ancora consiglio regionale e, alla sera, alle 21, al Binario 7, presenteremo il libro di Marco Alfieri, Nord terra ostile (il programma lo trovate qui). Sabato mattina, a partire dalle ore 9.30, ci vediamo in Regione (ingresso da via Galvani, 10) per parlare di ambiente, con la bravissima Maria Berrini e tanti altri. Scaricate il programma e partecipate numerosi. Domenica si va a Venezia, per organizzare il nostro Tour de Nordest con la mitica Marta Meo e Giovanni Damiani, che ci raggiungerà da Trieste. Tutto per il Pd e per Walter. A questo punto, escludo di perdere, anche come semplice ipotesi di lavoro.
Altro che cafca, la trasmissione odierna di Mentelocale, con l'intervento kafkiano del vostro affezionatissimo.
(«Non ti perdonerò mai di avermi fatto pensare, credo per sempre, all'ipotesi di potersi svegliare Formigoni, un giorno... altro che Kafka o quelle cose lì...»).
Giornalista dell'Ansa al futuro ministro Micciché: «Nessun imbarazzo a livello nazionale [l'Udc, che a Roma è contro Berlusconi, in Sicilia è un suo alleato decisivo]?»
Risposta del futuro ministro Micciché: «Evidentemente c'è un motivo per cui Kafka è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia».
Kafka a Vienna. Proprio così.
Smog, saltano i blocchi, promuoviamo la 'morattoria'
Comunicato stampa. “Dopo cabine di regia, tavoli e dichiarazioni il risultato è che contro lo smog no si fa nulla. La marcia indietro della Moratti sul blocco del traffico è purtroppo stato favorito dal comportamento pilatesco della Regione, che ha deciso di non decidere, facendosi scudo delle perplessità di molti Comuni che sono stanchi di questo modo di fare, di convocazioni all’ultimo minuto e di proposte più estemporanee che strutturali”. Così Giuseppe Civati, consigliere regionale del Partito democratico bolla la mancata definizione del blocco del traffico per scongiurare l’emergenza inquinamento di questi giorni. Dello stesso avviso Maria Berrini, responsabile ambiente del PD lombardo. “In assenza di politiche strutturali anche una misura emergenziale come il blocco totale del traffico fa la propria parte. Ma il blocco ha sempre avuto anche un altro significato, cioè quello di segnare l’esistenza dell’emergenza e di proporre un modello alternativo di vivere le città. La Regione avrebbe potuto mettere in campo gli strumenti necessari per attuare il blocco in tempi ristretti, ma ha deciso incomprensibilmente di non farlo”. Civati e Berrini concludono con un appello: “I cittadini che hanno senso di responsabilità si facciano carico dell’emergenza e lascino a casa l’auto fino a fine settimana. In questo periodo vanno di moda le moratorie e noi proponiamo la “morattoria”. Chiediamo ai cittadini di rinunciare all’auto e di optare per i mezzi pubblici, almeno fino a quando le condizioni meteo non daranno una bella ripulita all’aria malsana di questi giorni, e suggeriamo ai Comuni di attuare in proprio nelle prossime settimane iniziative concrete. Di fronte alla latitanza delle istituzioni superiori non ci resta che contare sulla responsabilità dei singoli”.
Tutti corrono per il "posto fisso" nelle liste del maledittissimo porcellum (un vero incantesimo di Circe, che fa emergere i tratti meno nobili della politica) e non si rendono conto che la partita è più aperta e che si è introdotto, con queste elezioni e con la sfida del Pd, un tratto precario che secondo me fa bene (sia alla politica sia ai politici). Tutti dicono che ci credono e che sono con Walter, ma puntano esclusivamente ai primi posti, quelli degli "eletti in caso di sconfitta". Proprio così. Torno a proporre, come già in passato, che si costituisca un gruppo di candidati - visibili e determinati - nelle posizioni critiche, quelle degli "eletti solo in caso di vittoria". Se si vuole raccogliere la sfida, bisogna farlo fino in fondo. Sarebbe un segnale molto forte e molto irrituale, me ne rendo conto, ma credo che dai riti e dalle debolezze della politica i cittadini siano già fin troppo esasperati. Aggiungo che la lista dovrebbe essere una playlist, in cui ciascuno possa scegliersi la canzone (o le canzoni) e l'interprete (o gli interpreti) che più preferisce. Per questo sono un po' preoccupato dalla lista in stile Ecopass (confinata a candidati provenienti dalla cerchia dei Bastioni) di cui si vocifera per la circoscrizione di Milano e ancor di più dalla sua scarsa varietà (a leggere i giornali, s'intende). Mi stupisce anche il cortocircuito per cui i laici parlano solo della Binetti e i credenti solo di Veronesi, quando dovrebbero, entrambe le categorie, fare, semplicemente, il contrario. Facciamo la cosa giusta: con un po' di coraggio, di gusto per il Risiko, e un po' di sagacia. Che non guasta mai.
Dal Corriere di oggi: "La Repubblica di Albania sosterrà la candidatura di Milano a Expo 2015". Lo ha confermato in una nota diffusa dall'agenzia di stampa della Regione Lombardia il presidente (albanese) Sali Berisha al termine dell'incontro con il presidente (lombardo) Roberto Formigoni. Per un candidato alla Farnesina (in pectore da quando andava alle elementari) è una gaffe diplomatica colossale. L'Albania non fa parte del Bie - l'organismo che voterà il 31 marzo per l'Expo - e avendo dato la notizia in modo così avventato Formigoni ha anche bruciato la possibilità che entri a farne parte nei prossimi giorni per sostenere Milano. A Smirne, infatti, potrebbero arrabbiarsi, in nome di un "galateo delle Expo" che prevede che non si debbano fare pressioni troppo vistose per fare entrare i Paesi amici nel Bie con l'obiettivo di sostenere la propria candidatura. Non sta bene. Un po' di cautela, in questi e altri casi (vedi anche alla voce candidature) sarebbe consigliata. L'episodio è da aggiungere al lungo curriculum dell'ormai ex-presidente della Regione, già noto sulla scena internazionale per il credito ottenuto con l'operazione Oil for food. Alla Farnesina lo aspettano. Con ansia.
... fossimo presi per incantamento, e messi in un vasel ch’ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio... Anche Dante, a modo suo, parlava di Love. Per noi, però, si tratta di un acronimo: Lombardo-Veneto. Procedono i lavori preparatori del nostro viaggio nel profondo Nord, quali esploratori del Pd. Con Marta (Venezia) ma anche Giovanni (Trieste), ideatore dell'iniziativa, stiamo preparando un itinerario che darà soddisfazioni: a noi di sicuro, e magari anche al Pd e alla sua difficile sfida nel Nord. Con un camioncino da terzisti, ci addentreremo nel mondo dell'impresa, per fare una campagna elettorale insieme all'attacco e all'ascolto (e all'attacco perché all'ascolto). Fedeli al mandato dell'A4 - il formato più semplice per spiegare il Nord - per tre giorni attraverseremo la provincia lombarda, veneta e friulana, in un vero e proprio tour de force da 'classica' del Nord. Incontreremo imprenditori, artigiani, operai, amministratori locali, associazioni di categoria... Chi vuole partecipare, ce lo segnali. Noi, intanto, prepariamo il tracciato.
Mettetevi nei miei panni: ieri in commissione Ambiente, abbiamo chiesto all'assessore Pagnoncelli che cosa sarebbe successo quest'oggi, in occasione della convocazione della cabina di regia sullo smog. Pagnoncelli si è schermito e anche stamane, discutendo con gli amministratori locali, ha preferito rinviare agli interventi strutturali, senza aggredire l'emergenza smog che ormai da giorni attanaglia la Regione, nonostante l'Ecopass e la retorica sui primi risultati a cui secondo Moratti avrebbe portato (condizionati dalla scarsità di traffico di gennaio e da un numero notevole di giorni di pioggia). Come abbiamo sempre sostenuto, l'Ecopass così com'è non funziona e non basta. L'area dovrebbe essere molto più vasta e gli autoveicoli interessati più numerosi. Detto questo, l'Ecopass è l'unica novità del panorama politico regionale. Per il resto, niente blocchi domenicali, né targhe alterne, perché siamo in campagna elettorale e i cittadini, come ha sintetizzato Formigoni, non possono essere rinchiusi "in prigione". E per lo smog? Ce lo teniamo, così com'è. Insomma, la Regione blocca il blocco, e allora mi sono permesso di commentare così (Ansa):
''Siamo al blocco dei blocchi, al blocco della politica e al blocco del buon senso'': Giuseppe Civati (Pd) commenta cosi' il risultato del tavolo permanente convocato oggi in Regione per discutere di misure antismog che allontana l'ipotesi di fermo delle auto per domenica prossima. ''La verità - aggiunge il consigliere regionale - è che dopo tante roboanti dichiarazioni la Regione non ha neanche una soluzione per l'emergenza, forse il ticket andrebbe messo sulle dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente Marco Pagnoncelli''.
Straordinaria consultazione del primo circolo online del Pd: ringrazio per i voti (per me sorprendenti, davvero) di tante persone che non ho il piacere di conoscere.
Comunicato stampa. I Blogger lombardi si in-catenano per difendere i parchi dalla cementificazione, a cui una modifica della Legge Regionale proposta dall'Assessore leghista al territorio Davide Boni - il cd “emendamento ammazzaparchi"- ha spalancato le porte. Nata dai consiglieri regionali Giuseppe Civati (PD) e Marcello Saponaro (Verdi) la catena per i Parchi ha già registrato le adesioni di numerosi blogger, tanto che il "post" capofila è entrato nelle discussioni top di Blog Babel, la classifica italiana dei blogger. La catena funziona scrivendo un articolo sul proprio blog, inserendo la parola chiave "salva+parchi", linkando la petizione lanciata dall'Associazione per il Parco Sud di Milano e da numerose altre associazioni ambientaliste e inserendo il link a tutti i siti che hanno già aderito all'iniziativa. "E' una catena leggera fatta di bit, di persone e di idee - dice Saponaro - per chiedere di bocciare in Consiglio il prossimo 4 marzo la norma che consente alla Regione di cancellare il parere dei Parchi, spianando di fatto la strada a ogni nuova proposta di cementificazione nei loro territori". "Crediamo che i cittadini appoggerebbero l'iniziativa - prosegue Civati - e che lo stesso farebbero quei sindaci dei comuni impegnati nella difesa del proprio territorio. Lanceremo insomma una forte mobilitazione a difesa dei parchi lombardi, soprattutto del Parco Sud Milano sul quale da anni incombono gli appetiti edilizi dei costruttori".
In tedesco Risiko vuol dire rischio (ricordate la Risikogesellschaft, la società del rischio di Ulrich Beck?). Bene, credo che Risiko sia la parola d'ordine della formazione delle liste, soprattutto in un quadro nel quale potremmo avere parecchie sorprese, quando si apriranno le urne, la sera di lunedì 14 aprile. Leggete qui: me lo segnala Andrea Mollica, l'Al Gore di Varese. E' un articolo lungo che consente però di chiarire l'importanza di alcuni dati, soprattutto per il Senato e in primo luogo quelli della Cosa Rossa e quello dell'Udc. Il porcellum è un sistema abominevole, con un premio di maggioranza diverso per Camera e Senato. Al Senato, tutto dipende da quell'altissimo sbarramento dell'8% che potrebbe bloccare la Sinistra Arcobaleno e il partito di Casini e consegnare seggi al Pd: una sorta di premio di minoranza o, se preferite, di consolazione, che può cambiare il risultato finale. Non solo: può cambiare il destino personale dei candidati nella cosiddetta zona grigia, quella dei posti non sicuri, dei parlamentari cioè che vengono eletti solo se si vince (o se si ottiene quel premio di minoranza di cui ho detto). Alla Camera, il rischio è ancora più vertiginoso: puntare alla vittoria significa puntare a quel premio di maggioranza nazionale che consente di aumentare moltissimo - in regioni come la Lombardia - i parlamentari eletti, dal momento che qui si potrebbe ottenere un parziale perdente a livello regionale e molto basso. Sono certo che i nostri dirigenti questi conti li abbiano già fatti. Consiglio loro però di ricordare il Risiko e di non dimenticare che in quella lingua così spietata die List è l'astuzia e lo stratagemma (proprio come nel 'nostro' Risiko). Ja, wir können.
Mi segnala *Sara* che abbiamo superato anche Mastella nella classifica dei blog politici. Anche in questo caso non so bene cosa voglia dire, però... Yes, we "top ten".
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Un esponente dei Ds delle mie parti, una volta, subito dopo la mia elezione in Consiglio regionale (in cui, come mi dicono spesso, quasi per rimproverarmi, ho preso «troppi voti»), a proposito della mia funzione di dirigente politico, commentò in pubblico, nel corso di una cena alla Festa dell'Unità: «Ma tu Cassano lo faresti giocare?». Voleva, con il paragone aulico, significare che di me è meglio non fidarsi, nonostante il talento (boh) e il molto favore ricevuto dal pubblico, perché non rispondo alle indicazioni del Mister. Ora, alla luce dell'inverosimile e a tratti sorprendente discussione (?!) intorno alle candidature del Pd (voglio vedere fin dove vogliono arrivare, sul serio, e commenterò solo allora, perché temo che tutto questo indebolisca la nostra proposta politica), mi torna in mente quell'immagine, anche perché il Mister di allora si candida per un posto in Parlamento. E' nelle condizioni di decidere, e ha il sostegno di quelli che contano. Cassano, nel frattempo, firma autografi e raccoglie complimenti (anche dagli avversari, che non lesinano proposte indecenti), ma non è stato nemmeno convocato dalla società. Di lui se ne sentono dire di ogni, nello spogliatoio: è quasi uno sport nazionale, che ha ormai preso il posto dello sport a cui la squadra dovrebbe essere 'votata'. Un giorno, si toglierà le scarpette, farà la borsa, raggiungerà il piazzale dello stadio e prenderà un taxi. Se ne andrà a giocare altrove, in un altro campionato: in quel posto, dove le convenienze e le meschinità non incidono in modo così definitivo sulle carriere dei giocatori. E dove si può giocare liberi, come vorrebbe lo schema di gioco cosiddetto "alla Walter", o al limite stare in panchina, senza doversi anche giustificare. E in lontananza risuonerà quella musica dolce, che tanti conoscono, ma in pochi sembrano avere davvero capito: «un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia...».
Voglio lui capolista. In ogni circoscrizione. Ha solo quindici anni, ma ha già trovato uno dei cinque amici che Walter ci ha indicato. Un'amica, di quasi diciotto. Mica scemo, il ragazzo. Greselin, sei un piccolo mito. Grazie Marta per la segnalazione.
Trovate qui lo schema di ordine del giorno da presentare nei Consigli comunali per difendere il verde della nostra regione. Nel frattempo, registriamo un grande successo dell'iniziativa del comandante Saponaro e mia per la difesa dei parchi regionali.
Si trova anche qui. Personalmente, ho ritrovato nei punti di Veltroni tutte le cose che mi stanno a cuore e di cui ho spesso parlato in questa sede, dalla riduzione della spesa pubblica al sostegno ai salari, dall'ambiente (energia, in particolare) ai treni a bassa velocità (quelli dei pendolari), dal testamento biologico ai pacs, fino alla banda larga, che sembrava dimenticata dalla politica italiana di questi anni, e invece...
E' il giornale di casa B. a scrivere di noi. E' ufficiale: se la stanno facendo sotto. Sono faziosi e non sanno nemmeno leggere molto bene (ma questo lo sapevamo già). No, they can't. P.S.: liaison è femminile: per cui l'aggettivo è amoureuse. E il plurale è liaisons amoureuses. Nemmeno con il francese ci prendete... Oui, nous pouvons.
Marcello Saponaro ha risposto immediatamente e preparato la catena per i blog che vogliono aderire alla nostra iniziativa per difendere i parchi della Lombardia. Cliccate e seguite le istruzioni. Inoltre, trovate qui lo schema di ordine del giorno da presentare in Consiglio comunale.
Si tratta della prima mini-rassegna dedicata alle letture politiche, quella che parte venerdì 29 al caffè letterario del Binario 7 a Monza: al centro della nostra riflessione il Nord, il linguaggio della politica e la moralità del sistema politico del nostro Paese. Un vero e proprio aperitivo di alto profilo culturale per avviare una campagna elettorale di qualità, rispetto ai temi più sentiti del dibattito attuale. Partiremo dalla presentazione del libro di Marco Alfieri, Nord terra ostile, Marsilio. Un testo appena pubblicato, che accusa duramente la sinistra di non essere capace di una corretta interpretazione dei problemi del Nord. Trovate qui il programma e rispettivamente qui ("La parola aperta") e qui ("Politica senza rete") le recensioni dei testi di Foa-Montevecchi e di Antonello Caporale, che presenteremo il 6 e il 12 marzo.
Mi rivolgo ufficialmente al comandante Marcello Saponaro di lanciare, lui che ha tutto quello di cui abbiamo bisogno in termini tecnologici, la catena web per i parchi lombardi. Un testo semplice, in cui si chiariscano che le modifiche alla legge urbanistica non ci piacciono, e che la nuova legge sui parchi ci piace ancora meno. Marcello rispondi!
Civatube colpisce ancora. Dopo la prima telefonata, Andrea si fa sentire ancora. E' preoccupato, non riesce a prendere sonno. E' tardi e nella notte cerca conforto. Democratico. Buona visione.
Tra le eredità che ci lascia il Formigoni in partenza per Roma , oltre alle autostrade sbloccate solo con i finanziamenti arrivati dall'odiato governo Prodi per le infrastrutture tanto attese dai nostri concittadini, c'è da segnalare la questione (fondamentale) delle autostrade telematiche.
Si può con serenità e sine ira et studio parlare di ritardo decennale sull'argomento, perché l'era formigoniana coincide quasi perfettamente con l'era di internet (almeno per l'Italia). Dal 1995, anno in cui Formigoni fece il suo ingresso trionfale al grattacielo Pirelli, si è visto molto poco: le responsabilità della parte politica ci sono tutte, ma è giusto dire, per non scadere nella demagogia, che la vicenda della banda larga è diventata via via un ginepraio (tanto si sono intricate le cose con la privatizzazione "solo fino ad un certo punto" che ha interessato il settore delle telecomunicazioni nel nostro Paese).
La questione delle questioni è l'ammodernamento delle centraline Telecom, vero ostacolo allo sviluppo e vera spina per i consumatori e per gli amministratori più sensibili. In molte realtà della Regione, si va ancora a 56k e questo vi dà l'idea di come siamo conciati (altro che competitività...). In passato, ho spesso avuto occasione di parlare del doppino di Briosco, ovvero della dura battaglia di un sindaco brianzolo che voleva coprire l'intero territorio del suo piccolo comune con l'adsl, e non vi riusciva proprio per colpa di una centralina installata direttamente da Guglielmo Marconi. Simbolico il caso di un imprenditore della cittadina lombarda che era raggiunto dall'adsl a casa ma non in azienda, ed era perciò costretto ad andare nella sua abitazione per spedire preventivi e progetti elaborati sul posto di lavoro. Alcuni hanno pensato di risolvere il problema con la tecnologia wireless, che può essere una risposta soprattutto per le aree più isolate o per le comunità di montagna, ma non può costituire una soluzione esclusiva: in generale tutti ormai concordano sul fatto che prima vada potenziata l'infrastruttura della fibra. Autostrade sì, insomma, ma per una volta telematiche. Questa è la soluzione. Sembra ora che Regione Lombardia, alla fine della licenza formigoniana, oltre ad introdurre il tema in modo invero molto superficiale nella nuova legge sulla comunicazione (che deve essere ancora portata all'attenzione del Consiglio), arrivi al punto: è a buon punto un percorso, condiviso con le realtà locali, con Telecom e con gli operatori del settore, e pare che si possa finalmente partire, proprio dalle centraline e dall'estensione della fibra a gran parte del territorio regionale. Una prospettiva che ci sentiamo di condividere, e che speriamo venga avviata prima della partenza dell'ormai ex-presidente. Alla fine della sua stagione - Veltroni ha i dodici punti, Formigoni ha già passato i dodici anni da presidente - ci sentiamo di chiedergli questa cortesia: prima di andare via, spenga la luce e colleghi la Regione. Gliene saremmo riconoscenti.
L'avevo già scritto (qui e qui): ci stanno facendo fare un altro anno di B. Questa sera a Reggio Calabria la Juventus registra la terza sconfitta in campionato, come già con l'Udinese e, soprattutto, con il Napoli, viziata da clamorosi errori arbitrali. Di più: da un'impostazione della direzione di gara assurda. Due ammonizioni evidentissime non comminate; un rigore su Sissoko grande come il Granillo (nel senso dello stadio); uno su Nedved 'laocoontico'; un altro per fallo di mani su passaggio di Camoranesi e forse un quarto, ancora per una mano troppo lesta, su colpo di testa dello stesso Camoranesi. E, infine, l'incredibile rigore fischiato contro la Juve, al novantesimo, sul risultato di uno a uno. Capisco tutto, però c'è un limite. E temo che l'argomento della buona fede, come già in passato, non basti più a spiegare certi episodi. I geremia di allora sono attesi in sala stampa. P.S.: unica nota positiva, oltre ad una prestazione che mi dicono superlativa di Nedved, il gol di Del Piero. Chi lo dava per finito, se lo ritroverà in vetta alla classifica dei marcatori. Sempre il solito Alex.
per evitare di essere coinvolto nell'estenuante discussione sulle candidature (dicono gli americani che è meglio non interrogarsi troppo su due cose: come sono preparati gli hamburger e come sono compilate le liste dei candidati), mi occupo della campagna elettorale e dell'iniziativa politica. Per questo motivo trovo entusiasmante l'idea di Giovanni Damiani di Trieste di estendere il nostro Progetto LoVe fino all'estreme propaggini orientali (ci manca solo un torinese, e poi l'abbiamo fatta tutta...) Giovanni, che è geniale (l'Adriatico fa bene), propone di organizzare un pullmino satellite rispetto a quello di Veltroni che copra il percorso tra la Brianza e il Nordest, a metà marzo, in tre giorni. Il profondo Nord sarà al centro del nostro viaggio per cercare di dare rappresentanza alle questioni che più stanno a cuore alla nostra parte di Paese, dove più fatichiamo. E per raccontarlo, sull'A4, nel modo più semplice, dal caffè Illy alla pedemontana, dai mobili della Brianza al tessuto della piccola impresa veneta. Idee e suggerimenti sono i benvenuti. Nel frattempo, con te e con Giovanni, prepariamo il pullmino. We LoVe this country.
Si può fare? Si deve.
Baci lombardi
Comunicato stampa. Chiediamo alla giunta Formigoni e alla maggioranza di centrodestra di non approvare in Consiglio regionale la norma “ammazzaparchi”, l’emendamento già votato dalla Cdl in Commissione territorio che consente alla Regione di dare o meno l’assenso ai progetti edificatori dei comuni all’interno dei parchi, anche se questi esprimono parere negativo. Nel caso Formigoni e il centrodestra non dovessero ripensarci, e oltretutto volessero mandare avanti così com’è anche la Legge quadro sui parchi, siamo pronti ad arrivare alle estreme conseguenze e a chiedere un referendum regionale per abrogare la norma qualora dovesse essere approvata dall’aula. Crediamo che i cittadini appoggerebbero l’iniziativa e che lo stesso farebbero quei sindaci dei comuni impegnati nella difesa del proprio territorio. Lanceremo insomma una forte mobilitazione a difesa dei parchi lombardi, soprattutto del Parco Sud Milano sul quale da anni incombono gli appetiti edilizi dei costruttori.
Mentre i nati il 4 agosto (Obama, Zapatero e il vostro affezionatissimo) si dovranno interrogare circa un'iniziazione lasciata a metà (boh), l'oroscopo di Walter Veltroni (nato il 3 luglio) è sensazionale e maledettamente veltroniano (prima che qualcuno dica che è fatto apposta, segnalo che, come sempre, è di Rob Brezsny). Dedicato agli indecisi, ai sospettosi, ai non votanti:
"Ci sono religioni che non fanno leva sulle minacce né sul timore di Dio. Ci sono aziende che non sfruttano i loro dipendenti, che non inquinano l'ambiente e dove i capi non sono dei tiranni. Ci sono politici che non dicono sempre bugie, che non hanno svenduto i loro ideali e che non sono dei narcisisti assetati di potere. Alla luce di tutto questo, Cancerino, la prossima settimana ti prego di aprire la tua mente a quelle persone, idee o istituzioni che ti ispirano solo delle immagini stereotipate. È il momento giusto per liberarti di alcuni pregiudizi che per te sono diventati delle verità assolute".
Dopo l'idea dei Premi di maggioranza, a Tiziana e a me è venuta un'altra idea. Far parlare i ventenni perché esprimano i loro desideri. I politici non parlano, ascoltano. Un comizio all'incontrario, a ruota libera. Quello che ci si aspetta, a vent'anni, dalla politica. Una ventata d'aria fresca. "I desideri dei nuovi italiani", quelli giovani, quelli che la "speranza di vita" ce l'hanno tutta quanta. E magari ce ne passano un po'. Contro il cinismo, la stanchezza, questo modo di pensare all'Italia così rückblickend, con lo sguardo rivolto all'indietro, retrospettivo, involuto. Voltiamolo, lo sguardo. Guardiamo fin dove la vista può arrivare. La campagna elettorale del 2008 è tutta questione di sguardi. E di orizzonti. Guardare negli occhi la società, per guardare avanti.
Che a me sembra sinceramente che questa vicenda delle consultazioni a mero titolo consultivo che si fanno un po' di nomi ma tanto non è mica deciso e poi devono essere sottoposti ai livelli superiori perché decidano loro, stia sfiorando il ridicolo. Si autocandidano tutti, perché tutti - visto il sistema tecnicamente detto "ad minchiam" - hanno giustamente un buon motivo per farlo. "I nomi della rosa", quella che si dovrebbe presentare ai vertici regionali e nazionali, sono già più numerosi dei petali corrispondenti: i parlamentari in Italia sono tanti, troppi, ma non centomila, e vale la pena di sottrarsi al gioco del "vengo anch'io". Varrebbe la pena di fare al contrario: fare i nomi di quelli che non sono candidati. Faremmo prima, molto prima. P.S.: avessimo fatto le consultazioni vere, la gente sarebbe venuta fin dalle prime ore del mattino, tipo quando escono i libri di Harry Potter. Cittadini, non candidati. Appunto.