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lunedì, marzo 31, 2008 L'errore di Travaglio
Sto leggendo Travaglio. Il suo ultimo libro, intendo. C'è un bell'errore nella biografia di Veltroni. Dice: «Nel 2001 Veltroni lascia il Parlamento e il partito per candidarsi a sindaco di Roma e vince le elezioni comunali (contro Gianni Alemanno), riconfermato nel 2006 al ballottaggio (contro Antonio Tajani)». E' il contrario, Marco. Veltroni ha vinto al ballottaggio la prima volta e stravinto al primo turno la seconda. E i candidati li hai invertiti. Se li conosci, li eviti, però prima bisogna conoscerli... P.S.: per quanto riguarda il 'merito', è gravissimo il passaggio «[Veltroni] è amico di Adriano Sofri, condannato definitivamente per l'omicidio Calabresi». Anch'io mi sento amico di Sofri, anche se è stato condannato definitivamente. Trovo inoltre del tutto gratuite le battute, come quella a p. 343, in cui si dice che Veltroni «ha ottimi rapporti [...] con i palazzinari romani», senza specificarli. Eppure il libro ha 571 pagine e forse Travaglio avrebbe potuto spiegare questa affermazione. E, ancora, chiarire perché Veltroni viene citato nel caso Unipol, con il quale non c'entra proprio. Travaglio vuole farci capire che Veltroni è diventato segretario del Pd perché gli altri erano intercettati e lui no? Mi sembra, serenamente e pacatamente, una stupidaggine monumentale. postato da civati, 20:05 | link | commenti (28) «Una conoscenza del mezzo che francamente non ho»
Sottotitolo: «Meno male che Silvio c'è». P.S.: si ricorda solo due numeri di telefono: sono quelli delle sue (due, appunto) famiglie. Mitico. postato da civati, 19:41 | link | commenti (7) Cordoglio
Sono appena stato raggiunto da una notizia sorprendente e dolorosa: il pilota dell'elicottero con cui abbiamo girato il film sulla Cascinazza nel 2006. è morto ieri, precipitando con il suo apparecchio (qui la notizia). Si chiamava Franco Stucchi. Lo ricordo con affetto. postato da civati, 19:28 | link | commenti postato da civati, 17:41 | link | commenti On the road again
A4 - On the Nord diventa anche una canale su YouTube. Lo trovate cliccando qui, con le prime interviste. Roberto Weber (Solo la qualità ci può salvare) e Roberto Cosolini (Modernizzazione contro paura). Qui sotto, Roberto Weber: postato da civati, 13:58 | link | commenti (1) I dieci giorni che cambiarono il Paese
Mancano poco più di dieci giorni alle elezioni. Partivamo sconfitti e invece ce la giochiamo. E non si sa mai: potrebbe riproporsi il modello Istanbul e dallo 0-3 potremmo anche vincere. Per farlo, alcune imprescindibili indicazioni. Per prima cosa, prendere sul serio l'anti-politica, il vero 'avversario' di questa campagna elettorale, spiegando con accuratezza che se vince Veltroni si procederà ad una riforma del sistema politico: riduzione drastica del numero dei parlamentari e dei loro stipendi; trasformazione del Senato in senso federale (un Senato delle Regioni, non un 'duplicato' della Camera); riforma dei regolamenti parlamentari; riduzione dei privilegi e dei benefit. In secondo luogo, segnalare che se vince Veltroni, con il premio di maggioranza della Camera, entreranno tantissimi volti nuovi, giovani e soprattutto donne (quelle che mancano di più al sistema politico italiano); terzo: ricordarsi che la semplificazione è la parola magica. Semplificazione del sistema politico (il Pd va da solo, ci sarà un unico gruppo parlamentare, un leader riconosciuto, un unico partito al governo); semplificazione legislativa (riduzione del numero delle leggi, riduzione dei tempi di approvazione dei provvedimenti, chiarezza nei documenti programmatici, a cominciare dalla finanziaria); semplificazione burocratica (l'Italia, ce lo ricorda oggi il dorso economico di Repubblica, è all'ultimo posto in Europa); semplificazione fiscale. Tre punti semplici per i prossimi dieci giorni: dateci dentro, e non dimenticate il programma, che è chiaro e preciso. Mi raccomando. postato da civati, 10:02 | link | commenti (12) Se la V di V-day sta per Veltroni
A settembre dello scorso anno Beppe Grillo celebrava il V-day. Le sue proposte di allora fanno parte integrante della proposta politica del Pd: no agli inquisiti in Parlamento, no alla ripetizione all'infinito delle legislature, sì alla riduzione del numero dei parlamentari (da circa 1000 a 500, che per uno che come me è al numero 17 è quasi una provocazione), sì alla riduzione dei privilegi (subito un taglio del 10% agli stipendi). Questa volta, a quel paese, serenamente e pacatamente, Grillo (a cui va il merito di aver dato grande rilevanza al problema) ce lo mandiamo noi. Anche perché dall'altra parte di inquisiti ce n'è un manipolo (tutti eletti di sicuro, grazie al porcellum: chi vota Lega se ne faccia una ragione, perché votando B premier li elegge tutti), le legislature si sprecano (a cominciare proprio dalla quinta candidatura consecutiva di B), di riduzione dei costi della politica nemmeno si parla. L'anti-politica si risolve con la buona politica. Si può fare. postato da civati, 09:50 | link | commenti (21) Troppo forte, incredibilmente vicino
Troppo da raccontare. Troppo tardi. Rientrato dal viaggio nel Nord questa mattina, mi sono precipitato a Colturano per un gelato democratico (nel caso specifico un cornetto), poi a Monza da Corrado Accordino e Elio De Capitani, con cui abbiamo parlato di cultura e di politica, poi ancora a Seregno, per la più classica delle cene elettorali. Dalla tomba di Pasolini alle previsioni di Roberto Weber (Swg), dai cartoons di Alcuni (Treviso) al lavoro di Roberto Cosolini (Trieste), ho registrato troppe suggestioni per potervele raccontare ora. E' l'una passata e domattina alle otto sono in onda su TeleLombardia. Domani prometto che recupero. Per ora mi affido ad un messaggio che mi ha girato Marta: «Parlano, parlano di libertà. Ma quando vedono un individuo veramente libero, allora ne hanno paura» (Jack Nicholson in Easy Rider). Dedicato a chi è in viaggio in questa campagna elettorale. Troppo forte, si direbbe con Safran Foer, incredibilmente vicino agli avversari, soprattutto pensando al "meno venti" da cui eravamo partiti. Si può fare. postato da civati, 01:16 | link | commenti (1) Ho un presentimento
«Ho un presentimento: il centrosinistra vincerà sia alla Camera sia al Senato. Fino a pochi giorni fa pensavo il contrario, che non ce l'avrebbe fatta. Ebbene ho cambiato idea. Ce la fa. Con avversari di questo livello non si può perdere. Gli elettori cominciano a capirlo. Io sono pronto a scommetterci». Eugenio Scalfari, La Repubblica, 30 marzo 2008. postato da civati, 01:07 | link | commenti (3) sabato, marzo 29, 2008 Trieste, o cara Stiamo arrivando. Prima Treviso, poi Pordenone, poi Casarsa (vedi alla voce Pasolini), poi Monfalcone, poi Trieste. C'è il sole, Venezia è inarrivabile, siamo anche riusciti a dormire qualche ora, sognando linee di mezzeria e panini dell'autogrill. Ormai quando arriviamo in città, tutti sanno che siamo quelli del pullmino. Su A4 - On the Nord potete seguirci passo passo. Fatelo, perché ne vale la pena (lo si dice sempre, ma questa volta è vero). postato da civati, 09:49 | link | commenti (3) Il bello del Nord L'Italia è così. Sei su una statale, attraversando la Bassa. E' sera. A parte centri commerciali neopalladiani o fintorustici inseriti nel paesaggio nel peggiore dei modi urbanistici possibili, non si nota granché. Poi si scorge, sulla destra, una lunga fila di merli, una torre campanaria, una chiesa dedicata a san Francesco, una piazza d'armi straordinaria, in cui un architetto geniale ha inserito una basilica in diagonale. Vi trovate a Montagnana, nel Veneto profondo. Oppure rientrate la sera tardi a Venezia, con il nuovo ponte di Calatrava (un nome, un destino) e tutto vi ricorda che non solo di guardrail caselli asfalto gomma capannoni rotonde vive l'Italia. Nel programma del Pd la tutela del paesaggio, la riduzione del consumo di suolo, il rilancio del turismo culturale sono punti decisivi. E anche nel Nord questo è un tema di straordinaria importanza, sia per la qualità della vita, sia per la crescita economica. Perché tutelare, conservare e promuovere hanno un valore economico straordinario. E del nostro patrimonio, e del bello soprattutto, la politica deve tornare a parlare. Prima che sia troppo tardi. postato da civati, 09:43 | link | commenti venerdì, marzo 28, 2008 Est, we can Stiamo andando alla Festa dell'Unità di Cerea, in provincia di Verona, sul nostro ormai mitico pullman del progetto A4 - On the NORD. Fausto alla guida, Marta alla direzione generale, Giovanni con lo sguardo proteso al Friuli e alla sua città, Trieste, che visiteremo domani. Oggi ne abbiamo fatte di tutti i colori e stasera, a Cerea, incontreremo Pierluigi Bersani, anche lui "sulla strada", in viaggio attraverso il Nord. Calearo - letteralmente scatenato - sostiene che vinciamo. Sicuramente stiamo facendo una campagna elettorale indimenticabile. Qui a est, il sole tramonta. E mando a tutti un caro saluto. Est, we can. postato da civati, 19:03 | link | commenti (3) Il doppino di Briosco (lieto fine)
Ho spesso parlato su questo blog dello strano caso del doppino di Briosco. Un titolo (e una storia) alla Piero Chiara, nella quale un sindaco della provincia più profonda (al centro della Lombardia, neanche avessero tracciato le diagonali per individuarlo), si è confrontato con Telecom per anni per riuscire a portare l'adsl in tutte le case e le aziende del Comune da lui amministrato. La notizia è che Andrea Folco ha (quasi) vinto: quest'estate arriverà la dorsale della fibra ottica, verrà sostituita la centralina incriminata e finalmente da tutte le case di Briosco si potranno inviare le email e scaricare informazioni dal web senza dovere stare connessi per ore, 'attaccati' al doppino da 56k. Folco è riuscito a coinvolgere la Provincia, a discuterne con l'azienda e, dopo inenarrabili carteggi - in cui Telecom, all'inizio, rispondeva senza nemmeno indicare un numero di telefono a cui chiamare (ma si può?) -, ha vinto la sua piccola, grande battaglia. Nel Cile della Bachelet internet è diventato un diritto costituzionale. Nel programma del Pd, la banda larga è definita quale priorità irrinunciabile. La stessa Regione Lombardia, che aveva promesso accordi decisivi già nel 2005 (sì, ciao), dopo dodici anni di internet (e di Formigoni) sembra essere interessata ad affrontare il problema. Nel frattempo, a Briosco, al centro della Lombardia, un sindaco ce l'ha fatta. E ce l'ha fatta quasi da solo. Onore al merito e grazie per aver difeso un diritto così importante, per avere messo in discussione una prassi consolidata in tante zone della Lombardia (e non solo), per avere riaperto un dibattito curiosamente fermo. postato da civati, 02:31 | link | commenti (5) On the Nord again
E' veramente molto tardi e domattina si parte molto presto. Appuntamento alle 8 dal signor Frigerio, che sta a Vimercate e a Vimercate fa l'agricoltore. Biologico. Poi si prosegue, sempre sull'A4, verso Brescia, anzi verso Salò, per la precisione, che per un Partito democratico può anche risultare inquietante, soprattutto se si tiene conto che la nostra guida è di Arcore (Fausto Perego, che è un democratico arcorese della più bell'acqua). A Vimercate ci sarà anche Roberto Rampi, che oggi ci ha accompagnato fino alla bella serata lissonese. Roberto si è fatto prendere dalla nostra spedizione e non escludiamo di averlo con noi anche nel Nord Est. Dopo Brescia, a Sommacampagna (VR) parleremo di rifiuti. Poi al Catullo di Verona, uno dei tanti aeroporti del Nord, salirà sul pullmino del Pd il candidato Massimo Calearo, che finalmente conosceremo, dopo averne tanto parlato in queste settimane. Saremo in provincia di Vicenza, visiteremo il laboratorio di un liutaio e poi ci dirigeremo verso Marghera, per scoprire un'azienda molto innovativa nel campo della cantieristica navale e sottomarina. Troverete ogni dettaglio del viaggio sul blog A4-On the Nord, aggiornato passo dopo passo. Speriamo solo che alla fine del viaggio ci troverete nella corsia di sorpasso. postato da civati, 02:14 | link | commenti Le cose che so del Nord
Viene in mente Caos calmo e gli elenchi che Veronesi ci propone in quel romanzo. E allora ecco le cose che so del Nord e che credo di avere capito dopo la prima giornata di viaggio lungo la A4 (Marta cita Davide Guadagni che ricorda il Soldati in barca sul Po: se il paragone non fosse un po' esagerato, sarebbe azzeccato, almeno dal punto di vista geografico). Le 'cose' sono: la ricchezza della provincia, da riscoprire; la questione fiscale, associata però ad una grande attenzione per la formazione e per una professionalità da spendere sul mercato; la voglia di investire nella propria azienda e, più in generale, nel proprio lavoro e la conseguente richiesta di una politica che lo capisca (una buona volta); la paura di non essere compresi o, peggio, fraintesi e comunque di non essere tutelati, che si sente in chi ha un'impresa familiare, o fa l'artigiano o il microimprenditore che attende mesi prima di essere pagato e si sente vittima di una burocrazia da mandarini; la necessità di finire le opere iniziate, di fare le infrastrutture promesse, anche quando si tratta di autostrade telematiche; il tempo, da dedicare al lavoro "ma anche" a se stessi, e da non buttare via. L'elenco domani diventerà più lungo. E magari si modificherà. Ma l'impianto è questo e vale la pena che la politica se ne occupi. Con chiarezza e semplicità. Perché "qui da noi" la si capisce sempre meno. postato da civati, 02:02 | link | commenti (3) giovedì, marzo 27, 2008 Venaria is real Siamo in viaggio per Venaria e aggiorniamo il blog direttamente "sulla strada" (ontheroad ma anche online). Siccome abbiamo "poco tempo e troppa fame", come cantava De Andrè, partiamo presto e andiamo a letto tardi. Sull'A4, verso Torino, tutto fa pensare ai ritardi della politica. Le code iniziano già alle sei del mattino: alba con tir è il titolo della prima foto della giornata. Il raccordo con Malpensa (la scritta è ancora coperta, per dire) sarà inaugurato tra qualche giorno, proprio mentre imperversa la polemica sull'aeroporto varesino. Il cantiere ancora aperto della Tav, che sarà anche ad alta velocità, ma quando arriverà, ci avranno già superato quasi tutti gli altri paesi europei. Per tirarci un po' su, procediamo sul nostro pullmino alla volta di Venaria, uno dei pochi episodi in cui la politica ha fatto la sua parte, grazie all'intuizione di alcuni (a cominciare proprio da Veltroni) e all'impegno di altri, al di là degli schieramenti e dei luoghi comuni. Torino ha la sua reggia, il suo fiore all'occhiello, e la prima mostra ospitata nei suoi saloni è dedicata alla storia dei Savoia, che non erano mica tutti come quelli contemporanei (per fortuna). Orgoglio piemontese e orgoglio nazionale: il modo migliore per incominciare a parlare di Nord, come questione appunto nazionale, non più rinviabile. Sarebbe straordinario se la politica ripartisse da Venaria, contagiando il Paese. Con Walter, si potrebbe fare. Ora dipende da voi. Dipende da noi. postato da civati, 07:46 | link | commenti (3) Un semplicissimo ragionamento
Paolo Flores d'Arcais spiega perché votare Pd («ogni voto in meno a Veltroni fa vincere Berlusconi»: chiaro e semplice). L'ho scritto la scorsa settimana e gli elettori della Sinistra Arcobaleno se la sono presa di brutto. Però è tremendamente vero. Osservate e leggete con me: «L’unica cosa certa con l’attuale sistema elettorale è che ogni voto in meno a Veltroni-Di Pietro-Bonino fa vincere Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico. Questa circostanza matematica ci manda in bestia, moralmente non vogliamo subirla, ma le cose stanno proprio così. L’alternativa è secca: salvarsi l’anima (con Bertinotti) o salvarsi da dodici anni di Berlusconi-Putin (con Veltroni-Di Pietro-Bonino). ‘Io, da buon materialista ed ateo, trascurerò l’anima’». postato da civati, 00:56 | link | commenti (25) Ha i secoli contati
Il capitalismo, secondo Giorgio Ruffolo (Einaudi). Sono a metà, ma ve lo consiglio già. postato da civati, 00:52 | link | commenti (4) Non ci facciamo mancare niente
Il gadget del pullmino A4 On the Nord. Da scaricare, ritagliare e incollare, per ricordare una delle imprese più incredibili che siano state compiute in una campagna elettorale. Da Venaria a 'Samarcanda'. Qui ulteriori informazioni.
postato da civati, 00:51 | link | commenti Per Francesca
Domattina la sveglia è alle cinque e trenta, perché il viaggio On the Nord (again) parte sul serio. Primo appuntamento alle ore 9.00 alla reggia di Venaria, gran finale a Lissone, alle ore 21, in Biblioteca civica (chi non viene, non sa che cosa si perde). Oggi abbiamo fatto la conferenza stampa di presentazione con l'ottimo Paolo Giaretta, segretario del Pd Veneto, con Marta, Giovanni e Fausto (che se non ci fosse, non sapremmo proprio come fare). Domani, alla comitiva si aggiunge anche Roberto, grande amico di tante campagne. Portafortuna. Stasera abbiamo finito tardi, a Cogliate, con Lucia Prina e Sandro Archetti, che solo il porcellum ha voluto così in basso nelle liste: perché son bravi e appassionati, e per loro, in Brianza, ci sarà tanto da fare. Tornando a casa, e prima di abbandonarmi ad un breve sonno, sono stato raggiunto da un'email di Francesca, che è riuscita a dare una mano alla donna rumena di cui aveva parlato in un commento ad un mio post di qualche giorno fa. Incontratala su una panchina, sola e disperata, Francesca si è presa cura di lei, e le ha dato una mano a trovare un lavoro. E' per persone come lei che tiriamo tardi e crediamo ancora che questo Paese abbia qualcosa da dare, oltre al tantissimo "da dire" da cui siamo quotidianamente investiti. Grazie, Francesca. postato da civati, 00:26 | link | commenti (2) mercoledì, marzo 26, 2008 Lo stiamo perdendo Come se si trattasse di un paziente di ER. Non ne sentiamo più il polso. E' anche per questo motivo che siamo in viaggio. Ed è anche per questo motivo che l'ultimo libro di Riccardo Illy, Così perdiamo il Nord. Come la politica sta tradendo una parte del nostro Paese, ci interroga così profondamente. Il punto di vista di Illy è, al solito, lucido, inappellabile, spietato. Il Nord, del resto, non è più un paese per politici. Da troppo tempo. La politica (in generale) non sembra capace di rispondere più alle esigenze della parte del paese che di politica avrebbe più bisogno, per quanto riguarda le infrastrutture, il federalismo fiscale, la qualità dei servizi per il mondo dell'impresa e per chi nel Nord lavora e produce. La questione settentrionale, si badi, è una questione immediatamente nazionale, come ripete da secoli Massimo Cacciari. Non va intesa come questione a parte, localistica, rivendicativa di questo o quel territorio. Anzi, il 'brutto' è che la politica italiana, per gli stessi, identici motivi, non sembra essere capace di rispondere né ai bisogni del Sud, né alle richieste del Nord. In questo senso, il saggio di Illy (di cui è obbligatoria la lettura per chiunque cerchi di avventurarsi a far politica "dalle nostre parti") va corretto con l'idea più importante che sia contenuta nel programma di Veltroni: il fatto che abbiamo un "comune destino", in questo Paese, che avvicina le realtà che sembrano più lontane o che in questi anni più sono state allontanate proprio da un certo modo di concepire la politica. E allora una buona politica (i modelli e gli esempi si sprecano: da Lione all'Irlanda fino alle buone pratiche che Illy dichiara di avere sperimentato nella regione da lui amministrata) serve a tutti. Ed è quantomai urgente. postato da civati, 18:24 | link | commenti (1) La prima lettera ai monzesi
Mi dicono: troppa comunicazione e pochi contenuti. E, allora, eccomi qui: la lettera ai cittadini monzesi, in cui parlo della dote che porterò con me a Roma, nel caso Walter vincesse e facessi il mio ingresso alla Camera (cose da non credere). Mi è venuto in mente il primo dei tre canti di Cacciaguida, il trisavolo di Dante che si produce in una celebrazione dei tempi che furono, e che a un certo punto dice: «il tempo e la dote non fuggien quinci e quindi la misura». Cacciaguida parla di matrimoni, del fatto che allora «non avea case di famiglia vote», anche perché «non era giunto ancor Sardanapalo [da Arcore?], a mostrar ciò che'n camera [appunto] si puote». E ho pensato che la dote fosse una bella metafora, per descrivere il senso di un impegno che l'eletto porta con sé. Leggete e osservate con me. postato da civati, 07:21 | link | commenti (10) Bicicletta e treno, per non essere da meno
Il Pd della Lombardia, settore ambiente, coordinato dalla mitica Maria Berrini (umilmente coadiuvata dal vostro affezionatissimo) lancia due giornate di mobilitazione, dedicate rispettivamente ai treni (2 aprile) e alle biciclette (6 aprile). Qui e qui i volantini. Scaricate, viaggiate e pedalate. P.S.: i volantini sono belli. Per forza, li ha fatti Elio. postato da civati, 07:09 | link | commenti (4) Don't be hasty
E' la canzone di Paolo Nutini che scorre su iTunes, mentre scrivo. Sono le settemenoqualcosa, sono in partenza per Padova, dove presenteremo alla stampa il viaggio nel Nord che ci terrà impegnati fino a domenica. Ricordo a tutti che domani sera saremo a Lissone (presso la Biblioteca civica) alle ore 21, per raccontare la prima giornata di viaggio e per raccogliere stimoli e proposte da questo Nord che la politica sta perdendo, come scrive nel suo ultimo, convincente libro, Riccardo Illy (Mondadori, appena uscito, letto nella notte). Il cielo è sereno, si intravedono le montagne e inizia a scorgersi la sagoma del principale esponente dello schieramento a noi avverso, che fino a qualche settimana fa aveva venti punti di vantaggio, e gliene sono rimasti meno di cinque. Avanti così, con passione. postato da civati, 06:53 | link | commenti martedì, marzo 25, 2008 postato da civati, 16:30 | link | commenti (35) Perde lo stesso
Leggo dell'incredibile perifrasi con cui il Pdl vuole sottrarre il suo principale esponente dal dibattito televisivo con Walter Veltroni. Le scuse e gli alibi si sprecano e sono davvero curiosi. Basterebbe dire la verità: «Se vado in tv con Veltroni perdo il confronto e le elezioni». E' scandaloso che in una delle democrazie più importanti del pianeta, uno dei due leader si sottragga al dibattito. Altro che Royal-Sarkozy, Zapatero-Rajoy, Obama-McCain. Qui da noi di leader contemporaneo ce n'è soltanto uno: si chiama Walter Veltroni. L'altro non c'è e, anche senza dibattito televisivo, perde. Lo stesso. postato da civati, 14:25 | link | commenti (7) Rialzati
A parte che è una parola che si può accentare in due modi diversi, a me lo slogan del Pdl fa venire in mente i tacchi delle scarpe. Absit iniuria verbis. postato da civati, 14:20 | link | commenti (2) Civati (PD): azienda ospedaliera di Desio e Vimercate? Meglio “della Brianza”
La Regione ha inteso avviare una 'disfida' tra i comuni di Desio e di Vimercate sull'intestazione dell'azienda ospedaliera. Il caso vuole che l'assessore brianzolo in Regione sia "di Desio" e che l'espressione "di Desio", prima dell'intervento della giunta regionale, non fosse contemplato nel nome dell'azienda ospedaliera (che si chiamava solo "di Vimercate", dove si trova la sede e dove la stessa Regione sta costruendo un nuovo ospedale). Per rimettere le cose a posto abbiamo presentato un emendamento e un ordine del giorno. Il primo è stato bocciato sonoramente (riguardava proprio il nome), il secondo è stato fortunatamente approvato, e garantirà che le cose non cambino, per quanto riguarda l'impegno della Regione a Vimercate. Comunicato stampa. «Cedendo al campanilismo il centrodestra ha voluto cambiare in Consiglio regionale il nome dell’azienda ospedaliera di Vimercate, mutandolo in azienda ospedaliera di Desio e Vimercate. Fa sorridere che la Regione si impegni in dispute nominalistiche (e campanalistiche), tanto da non vedere quale sarebbe la scelta più semplice e più corretta. Avanzo la proposta ufficiale, quando i confini della Provincia saranno definitivamente stabiliti: la si chiami azienda ospedaliera della Brianza». Giuseppe Civati, consigliere regionale del Partito Democratico. postato da civati, 13:43 | link | commenti Intervallo
postato da civati, 13:15 | link | commenti (2) Non ci provate
Nontoccarla.it: una bella iniziativa. Partecipate numerosi (e leggete Sofri: fa bene). postato da civati, 09:01 | link | commenti (2) postato da civati, 08:55 | link | commenti (1) lunedì, marzo 24, 2008 L'impresa di parlare alle imprese. A4 - On the NORD: il trailer A grande richiesta, il trailer di presentazione di A4 - On the NORD. Per i brianzoli e i lombardi, l'appuntamento è a Lissone, giovedì 27 alle ore 21, presso la Biblioteca civica. Nel frattempo, godetevi il video. postato da civati, 00:40 | link | commenti (5) domenica, marzo 23, 2008 A proposito di perfezione
Non riuscirò più ad andare al cinema per settimane, per cui conserverò a lungo il ricordo di Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen. Già il libro di McCarthy era strepitoso, ma il film è indispensabile. Consiglio libro e film, possibilmente in quest'ordine. Nel dubbio, però, forse per la prima volta in assoluto, consiglio il film. Yes, we Coen. postato da civati, 23:50 | link | commenti (7) Vivere un altro tempo, fuori dello spazio
Mi hanno detto: adesso che Civati è in campagna elettorale, non ha più tempo per leggere e quindi addio recensioni. La mia è una risposta politica: innanzitutto vorrei sapere quanti hanno già letto Milena Agus, Ali di Babbo, Nottetempo, perché è un libro da non perdere. In secondo luogo, consiglio vivamente, anche per tenersi lontani dalle sirene di una certa propaganda, il saggio di Adriano Sofri, Contro Giuliano. Noi uomini, le donne e l'aborto, Sellerio, in cui mi riconosco dalla prima all'ultima riga. Un testo fondamentale, ahinoi, pensando all'attacco (più o meno velato) alla 194, alla complessità del problema, e alla necessità di fermarsi a riflettere, ogni tanto, anche in Italia (dove sembra quasi impossibile). Se volete andare sul sicuro, infine, vi propongo Il treno di Georges Simenon (Adelphi, come sempre). E' la storia di una esperienza rivoluzionaria che Marcel, il protagonista, si trova a vivere, in parallelo rispetto alle sue consuetudini abituali, alla vita in famiglia e alle incombenze di un lavoro senza sorprese. Arrivano i tedeschi, al confine tra Francia e Belgio, e Marcel e la sua famiglia salgono su un treno, come profughi, diretti a Sud. Lui, da una parte, e la moglie, incinta, e la piccola bambina, dall'altra. Marcel le perde di vista, anche perché quasi subito conosce la misteriosa Anna: vivrà con lei una storia d'amore (e di sesso, di quel sesso "prima della fine" che Simenon descrive con tanta precisione) che Marcel interpreta come una vera e propria "altra vita" (come forse fanno tutti coloro che si concedono al tradimento, per la verità), limitata nel tempo e nelle aspettative, ma proprio per questo da viversi fino in fondo. L'eccezionalità della situazione storica porta con sé l'eccezionalità dell'esperienza personale, che Marcel conserverà per sempre, per poter dire prima di tutto a se stesso che Marcel è la persona che tutti conoscono "ma anche" no (semel e semper essendo parenti e in alcuni casi proprio la stessa cosa). Quell'altra vita è pour cause breve e densa come non avrebbe mai potuto essere la vera vita di Marcel: «Non sapevo che cosa sarebbe accaduto. Nessuno poteva prevederlo. Vivevamo un tempo di attesa fuori dello spazio, e io divoravo quei giorni e quelle notti con ingordigia. Ero ingordo di tutto, dello spettacolo mutevole del porto e del mare, dei barconi da pesca di diversi colori che salpavano in fila indiana con l'alta marea, del pesce che veniva sbarcato nelle ceste o nelle cassette, della folla nelle strade, dei diversi aspetti del campo e della stazione». Il finale è grandioso, come sempre, quando si tratta di Simenon: che è forse uno dei più grandi in assoluto, perché il suo modo di scrivere e la caratterizzazione dei personaggi sono semplicemente perfetti. Su quel treno, del resto, ci siamo stati tutti. Nella nostra vita o in quella che avremmo potuto, voluto o dovuto vivere. postato da civati, 23:47 | link | commenti (1) Preferenze in fuga
All'estero la preferenza si può esprimere, non come "qui da noi" che si può barrare solo il simbolo (del Pd, mi raccomando). Vi segnalo allora - per tutti - Simona. Speriamo che oltre ai cervelli, in Italia, tornino anche le preferenze. Con Simona Milio si può fare. P.S.: guardate il suo manifesto. Il prossimo che sostiene che nel Pd non c'è abbastanza rinnovamento, vado a prenderlo a casa. Anche se abita a Santiago del Cile. postato da civati, 11:33 | link | commenti (7) Che peccato
E' un vero peccato che il gol di Camoranesi fosse in fuorigioco. Che il secondo gol, quello del nr. 17, David Trezeguet, sia venuto su classico errore di Burdisso, oltre che su geniale invenzione di Del Piero. E' un vero peccato che Alex, che nel secondo tempo ha fatto diventare tutti-pazzi-per-Materazzi (nel senso che mezzo stadio a fine partita lo ha aspettato fuori), abbia tirato un sinistraccio contro il portiere interista, dopo essersi liberato con una magia dalla destra, o che il suo prolungato e reiterato uno-due con Trezeguet si sia risolto con un tiro addosso a Julio Cesar. E' un vero peccato che l'Inter avesse più di un'assenza, anche se per la verità di squadre ne hanno tre e non ho mai capito (giuro) quali siano i veri titolari. Insomma, il punteggio abbastanza tradizionale della Juventus a San Siro contro l'Inter poteva essere più rotondo. E inequivocabile. Non è il nostro anno, e lo sapevamo, per cui ci si può accontentare. Per quanto riguarda l'Inter, segnalo che la Roma è a soli quattro punti: un po' come Veltroni nei sondaggi rispetto al principale esponente dello schieramento a noi avverso. Non si sa mai... postato da civati, 09:07 | link | commenti (6) Auguri
L'Unità online riprende in prima pagina i nostri auguri di buona Pasqua. Lo stesso fa Ivan, con cui la Pasqua è iniziata, alla ricerca delle ultime idee per la nostra campagna elettorale. Un caro augurio a tutti. postato da civati, 08:57 | link | commenti (2) sabato, marzo 22, 2008 I cinque punti di Alberto: appello agli indecisi, fate come lui
La notizia è di quelle che non lasciano indifferenti (anzi, per me, costituisce una svolta della nostra campagna elettorale). Alberto Biraghi minaccia di votare Partito democratico. Lo fa con una lettera aperta a Veltroni, di cui quattro punti su cinque non sono problematici. Il suo endorsement passa attraverso una richiesta di chiarimento articolata e 'plurima'. Fatelo anche voi. Questo blog è a vostra completa disposizione. postato da civati, 19:29 | link | commenti (8) Tutto può cambiare
Guardate gli spot di Walter Veltroni. Sono molto belli, come sono belli i concetti, le parole, le foto, il senso di una campagna elettorale che dobbiamo vincere. Nel quarto, ci sono anch'io. Ed è un grande, straordinario onore. Qui di seguito la versione 'full': postato da civati, 17:36 | link | commenti (7) 3312243121, il numero del Pd per gli indecisi
Il banner dell'agenzia per gli indecisi. Cliccate e telefonate ![]() Il codice da inserire nella vostra pagina è: postato da civati, 16:36 | link | commenti (2) Tutto d'un fiato: la campagna elettorale di Giuseppe Civati
Mercoledì 26, ore 21, a Cogliate. Giovedì 27, parte il tour «A4, on the Nord»: sarò a Venaria Reale, in una piccola impresa della cintura torinese, in una risaia del Vercellese, a Briosco per la vicenda del doppino e della connessione veloce a internet, a trovare un mobiliere di Lissone e, la sera, alle ore 21, ancora a Lissone per una conferenza con Marta Meo e Giovanni Damiani alla Biblioteca civica. Il giorno dopo, venerdì 28, si parte alla volta del Veneto, con tappa a Vimercate da un coltivatore biologico, presso un'imprenditrice bresciana, un'amministratrice locale a Sommacampagna per parlare di rifiuti e la sera a Cerea (tra VR e PD, nel senso di Padova) per un incontro (a Cerea, quella sera, ci sarà anche Pierluigi Bersani). Il giorno dopo (il 29) tappa verso Trieste, con finale dedicato al patriottismo dolce e alla memoria: la Risiera e le foibe. Domenica 30 sarò di ritorno: aperitivo la mattina a Canonica di Triuggio, pomeriggio in tour a Colturano (Lodi) e poi per la Brianza, aperitivo con alcuni amici di una scuola di teatro, a cena alle 20 a Seregno. Lunedì 31, ore 21, a Burago. Martedì 1° aprile, al mattino al mercato a Correzzana, poi in una casa di Muggiò (da Monica), la sera a Milano, per l'incontro dal titolo «Solo per amore. Le proposte del Pd per gli under 35». Il giorno dopo, mercoledì 2, mattinata dedicata ai pendolari, con partenza da Besana Brianza e poi pomeriggio a Milano, alle 18.30, per un incontro promosso da Libertà e Giustizia. Dalle 21 alle 23 mi dividerò tra Desio e Seregno. Il giorno dopo, e siamo arrivati al 3 aprile, alla mattina attraverseremo i mercati di Varedo, Meda e Giussano; nel pomeriggio incontro con Roy Paci a Chiamamilano, largo Corsia dei Servi, Milano, ore 17. Alle 19 a Paullo, alle 21 a Cassina de' Pecchi. Il 4 sarò a Varese, per un aperitivo alle ore 18.30 con Elisabetta Cacioppo (candidata per le Provinciali) e per una serata dedicata ai giovani, con il mitico Andrea Civati. Il 5 a San Rocco (Monza) la mattina, a Sovico alle 11.30, poi a Villasanta alle 15 e a Caponago alle 20. Il 6 parteciperò alla biciclettata del Vimercatese (che parte da Carnate per arrivare a Bernareggio), terrò un comizio in piazza a Muggiò alle ore 11, pranzerò a Triuggio, sarò a Sulbiate alle 19 e a cena a Bellusco alle 20.30. Lunedì 7 parteciperò al convegno dedicato all'energia, Base B (Bovisa), dalle 9.30 alle 13, con Colaninno e Della Seta. Alle 18 presenterò il libro di Realacci a Monza, alle 21 sarò a Bovisio Masciago, sempre con Realacci, per parlare di ambiente e infrastrutture. L'8 aprile sarò ad Aicurzio, Biassono e Concorezzo per i mercati e a Brugherio alle 21. Il 9 sarò ai presidi di Agrate e Arcore la mattina, a Lissone per un incontro con i pensionati (ore 15.30) e alle 21 a Renate. Il 10 ci sarà Veltroni a Milano: la mattina saremo ai mercati di Macherio e Ornago. L'11 il gran finale, a Monza e nelle principali piazze della Brianza, non prima di avere raggiunto, in mattinata il banchetto del Pd al mercato di Veduggio con Colzano. Avevamo detto cinquanta e saranno cinquanta. Yes we can. postato da civati, 15:23 | link | commenti (5) Meglio un uovo oggi che B. domani
A Caponago il Pd è forte, creativo, organizzato e generoso (fosse dappertutto così, il 13 e 14 aprile sarebbe una formalità). Questa mattina banchetto elettorale con uova di Pasqua, insieme ad Enrica, Monica, Marco e tanti altri. Il giro della Brianza nuova prosegue. «Gli incroci possibili in una piazza» canta Jovanotti in Fango. Noi li tenteremo tutti. Da Caponago a Roma, insomma, si può fare.
postato da civati, 15:09 | link | commenti (1) postato da civati, 13:54 | link | commenti Civattivizziamoci
Il neologismo è di Maria Berrini e mi serve per chiedervi la seconda cortesia. ![]() Il codice da inserire nella vostra pagina è: postato da civati, 10:13 | link | commenti (5) Costi quel che costi
Ecco, ora viene la parte più delicata: abbiamo bisogno di voi. Per finanziare la mia campagna elettorale, e più in generale quella del Pd. Il riferimento è: Monte dei Paschi di Siena, Agenzia di Monza, conto corrente n. 677929, IBAN : IT 86 C 01030 20400 000000677929, intestato a Fausto Perego (mandatario elettorale di Giuseppe Civati). Farò la mia parte. Fatelo anche voi. Grazie di cuore. P.S.: ora potete farlo anche online, anche solo per pochi euro. Per il Partito democratico. Per vincere. All'insegna della trasparenza e della sicurezza. Pensateci. postato da civati, 09:54 | link | commenti Previsioni del tempo che verrà
Da meteoropatico di fama mondiale, mi capita spesso di guardare le previsioni del tempo anche se non devo andare da nessuna parte. Come in questo fine settimana. Sono giorni e giorni che il tormentone è: il weekend pasquale sarà brutto. Infatti c'è un sole, e un cielo terso, e una luce che non ha nemmeno eguali manzoniani. Se tanto mi dà tanto, vale la pena di attendersi lo stesso dalle elezioni politiche. Come per il meteo, sono troppe le variabili sul piatto per dare per scontato il risultato elettorale. Tutti i simboli sono nuovi (a parte quello della Lega, che non a caso dedica alla continuità il proprio messaggio elettorale), c'è ancora un vagone di indecisi, e il voto a destra darà più di una sorpresa. Per ora, però, non credete ai vaticini, a chi predice il futuro sulla base della lettura del volo degli uccelli e degli umori (viscerali, come nell'antichità). Per quanto mi riguarda, mi sono fatto due o tre idee: che l'Udc andrà molto bene (per via della polarizzazione che 'apre' spazi politico-elettorali al centro), che la Sa continuerà a scendere, attestandosi sui voti della sola Rifondazione (e forse anche qualcosa in meno), che la Destra di Santanchè è stata finora sottovalutata, e che il Pd vincerà le elezioni solo se raggiungerà il 40% (insieme all'Idv, che credevo più forte). Lo ripeto, però: sono tutte intuizioni e la lezione del 2006 dovrebbe ricordarci che anche dieci punti sulla carta, nelle urne possono sparire. Que sera, sera... postato da civati, 09:40 | link | commenti (2) venerdì, marzo 21, 2008 Si può fare
Finalmente, ho trovato la foto giusta. Adesso non mi ferma più nessuno (grazie a Il Cittadino e a Fabrizio Radaelli). Per tutte le altre, si va qui.
postato da civati, 17:30 | link | commenti (7) L'oroscopo di Walter e i ragnetti del Sacramento
Interessante oroscopo della settimana (by Rob Brezsny) per Walter Veltroni (che è cancro). Sono quattro i consigli e le regole del successo: «1) controlla il tuo destino o lo farà qualcun altro; 2) affronta la realtà così com'è, non come vorresti che fosse; 3) sii sempre sincero; 4) cambia prima di essere costretto a farlo». Un buon programma per il rush finale della campagna elettorale. Per il "club del 4 agosto" (José Zapatero, Barack Obama & me), invece, si tratta di fare come i ragnetti del fiume Sacramento. Quando sono pronti ad abbandonare il nido, tessono un filo lungo lungo, vi ci saltano sopra spavaldi e si fanno trasportare dal vento, per atterrare finalmente in un posto nuovo. Ragnetti pasquali, insomma. E ancora tanti auguri (democratici). postato da civati, 17:13 | link | commenti (3) Pierlines
In tanti anni a nessuno era mai venuto in mente. Da quando in Lombardia si sono insediati i galli insubri, Alitalia perde un botto di soldi ogni giorno (costa a ogni italiano 40 euro all'anno anche se non si prende l'aereo) e B e i componenti della sua famiglia non ci avevano mai pensato, forse perché viaggiano con mezzi privati (liberté, égalité, jet privé). Ora però «la cordata è pronta»: sono Piersilvio e Marina e altri imprenditori italiani (distratti, anche loro, fino all'ultimo) i nuovi acquirenti di Alitalia, i salvatori della patria. Viene in mente la scena di un film di serie B in cui l'imprenditore milanese in vacanza, accompagnando la nuova fiamma nella più esclusiva gioielleria di Porto Cervo, si offre di comprarle tutto il negozio. «Piace? Compro», sembra volerci dire B. Ci si chiede soltanto perché questa soluzione appaia solo ora, nella mente e nelle parole del nostro ganassa elettorale (che pare si sia addirittura ricordato il numero di Prodi, per chiamarlo direttamente, con una certa urgenza, perché c'è da comprare la compagnia, e non abbiamo mica tempo da perdere, cribbio). In tanti anni di politica (sono ormai quasi tre lustri), non gli era mai sovvenuto, ma ora che c'è da far saltare un piano serio, quello di una compagnia aerea tra le prime nel mondo, allora è il caso di provare l'entrata che non t'aspetti, il colpo ad effetto, la sparigliatura delle sparigliature. Nel frattempo, su Malpensa prosegue l'inqualificabile tourbillon di dichiarazioni del cosiddetto partito del Nord, che ha una sola e unica caratteristica essenziale: nessuno di quelli che ne fanno parte la pensa come gli altri. Liberare gli slot! Via da Malpensa! Alitalia rimanga! Moratoria! Anzi, ad Alitalia chiediamo i danni! Via loro, arriva Padan-Air! Siamo in un Paese così: la compagnia aerea si chiamerà Pierlines, con il tipico prefisso di casa B. E le barzellette non avranno più come protagonisti i carabinieri, ma i politici. postato da civati, 07:50 | link | commenti (17) A Pasqua, con chi wuoi
A grande richiesta (si fa per dire), torna CivaTube. E' l'augurio di una Pasqua democratica, serena e felice, che rivolgo a tutti voi. postato da civati, 01:33 | link | commenti (6) Rifiuti: Milano non si muove
Comunicato stampa. “L’Amsa non ha alcun progetto di estendere la raccolta differenziata nel Comune di Milano, abbiamo appreso quel che temevamo direttamente dalle parole del direttore generale”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Civati al termine dell’audizione, questa mattina in commissione ambiente, del direttore generale di AMSA Salvatore Cappello, in merito alla raccolta rifiuti nel capoluogo lombardo. In commissione è stato sollevato il tema della raccolta differenziata dell’umido, su cui è arrivata la chiusura netta da parte del dirigente. “Ci è stato detto che la raccolta diretta dell’umido, quella effettuata grazie alla differenziazione a monte da parte del cittadino, non è nemmeno in programma a Milano città, che si intende invece proseguire con la vagliatura a posteriori, che garantisce una minore qualità della frazione organica differenziata e non consente di superare la soglia del 35 – 40%, mentre la maggioranza dei comuni lombardi è molto più avanti. Abbiamo già chiesto l’audizione del Comune di Milano, a cui solleciteremo un impegno convinto per portare la città, e quindi la Lombardia, ad essere all’avanguardia in Europa nella raccolta differenziata”. postato da civati, 01:26 | link | commenti (1) giovedì, marzo 20, 2008 Mutatis mutandis Si fa per sdrammatizzare: Alessia Mosca oggi su Repubblica (che riprende Chi, periodico che non ho il piacere di leggere) confida di apprezzare il perizoma, con il risultato che nelle prossime settimane tutti parleranno di quello anziché sottolineare che è brava e preparata e che sarà un'ottima parlamentare. Per quanto mi riguarda, non vi dirò mai cosa porto sotto i jeans. La domanda che mi pongo è: ma dove siamo finiti? Quando si parlerà di programmi, di scelte, di strategie in questo Paese? Tutto è gossip, chiacchiera, confidenza. Che noia. postato da civati, 09:56 | link | commenti (29) postato da civati, 08:00 | link | commenti (12) Nel garage
Tutto mi sarei aspettato tranne il garage. Proprio così. A Seregno, abbiamo incontrato cinquanta persone in un garage, questa sera, invitati da Stefano Silva e dai democratici locali (c'è anche la foto, con Pietro Amati e Emanuela Beacco). Oggi, diciamoci la verità, è stata una grande giornata elettorale. Con Massimo Cacciari a Mezzago, all'insegna dei piccoli e medi centri a cui la nostra campagna elettorale è soprattutto dedicata. Poi cena a Lissone e infine il garage. E' molto tardi, e domani abbiamo attività istituzionale la mattina (con l'audizione dell'Amsa sulla raccolta differenziata di Milano e la commissione Ambiente dedicata al piano cave di Varese), una registrazione televisiva con Prosperini (semper lu, direbbe lui), e una riunione a Meda sulla Pedemontana. La sera è saltato l'appuntamento dedicato ai precari, dal significativo titolo: «Ci sposiamo solo per amore». L'iniziativa è spostata al 1° aprile. Ora vado a dormire. Forse. postato da civati, 01:29 | link | commenti (1) Lucy e il Pd
Stanchi dei soliti gazebo, che per montarli ci vuole la laurea in ingegneria civile? L'avevamo promesso, lo «Spazio indecisi» ispirato a Lucy. E l'abbiamo realizzato, all'insegna di quel saper fare che la Brianza (e Lissone in particolare) sa esprimere. E' con grande gioia che vi presento «The doctor is in» (dissimuleremo la scritta 'psichiatric' perché su certe cose non si scherza). Grazie a Elio, perché tra il dire e il fare c'è di mezzo proprio lui. P.S.: si tratta anche di un ottimo strumento per il fundraising, a cinque centesimi a botta, tipo palo della banda dell'Ortica. P.S./2: trovate la foto anche qui. P.S./3: vi ricordo che per gli indecisi, il numero giusto è: 3312243121.
postato da civati, 01:19 | link | commenti (9) mercoledì, marzo 19, 2008 E se... E se poi finisce che a Formigoni non danno niente di 'buono', né la presidenza del Senato, né un ministero di peso (tipo la Farnesina, che gli piace tanto), che cosa succederà? Tornerà a casa, come già nel 2006, o rimarrà comunque a Roma, magari a fare il capogruppo del Pdl a Palazzo Madama? E se finisce che - contro tutti i sondaggi e i menagramo di ogni schieramento - vince Veltroni? E se tutte le dichiarazioni di questi giorni, in cui Formigoni si dice possibilista e ricorda l'importanza del suo ruolo, nascondessero proprio questa preoccupazione? postato da civati, 15:55 | link | commenti (11) |