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giovedì, luglio 31, 2008

L'amico di nonna Speranza

Mi ha detto Giorgio, un leghista che si è fermato, stamane, al banchetto in cui abbiamo 'salvato' un pezzo d'Italia, che siamo troppo poco autonomi e che, così facendo, 'minoriamo' la nostra proposta e il nostro profilo. Sono abbastanza d'accordo. Per il resto, i firmatari di oggi hanno tutti espresso la loro preoccupazione, che sintetizzerei così: «Di Pietro non ci piace, ma voi vi si vede poco, e sembrate stanchi stanchi». Sono abbastanza d'accordo anche con loro. La signora Speranza (giuro, anche Gozzano ci viene a dare un consiglio) ha detto che lei viene dal paese del leader dell'Italia dei Valori, che non le piace, che, però, insomma, noi dobbiamo essere più forti. E Costantino, che viene dal Sud, e ha tanta esperienza, dice: «State nei quartieri, costruite il partito, e rispondete punto su punto con proposte e soluzioni a quello che fa il governo». A me è venuto in mente un vecchio slogan di Zapatero, quand'era all'opposizione: «Respondemos con soluciones». Appunto. Rispondiamo con soluzioni. Semplice, no?

postato da civati, 12:45 | link | commenti (30)
appunti per un partito nuovo

Un Obama leopardato

Dopo avere seguito le (alterne) vicende dell'oroscopo di Walter, è ora di dedicarsi a Barack Obama (che, come è ormai universalmente noto, è nato lo stesso giorno di Zapatero, il 4 agosto). Ora, l'indicazione che proviene da Rob per il mese di agosto è un po' particolare: «Mi piacerebbe vederti camminare per strada con indosso un cappello piumato, degli stivali bianchi, dei pantaloni di cashmere leopardati, e magari dei guanti di velluto rosso e una maglietta con la scritta “Non mi fate paura"». A me paura non fate, sia chiaro. Sull'abbigliamento, invece, vorrei poterne discutere.

postato da civati, 12:38 | link | commenti (7)

A volte commentare non serve

Qui le immagini (ne parla il primo cerchio).

postato da civati, 09:38 | link | commenti

Qualche vita umana, cosa volete che sia?

Più passano i giorni, più mi convinco che questo sia il peggior governo della serie berlusconiana. Ogni giorno ce n'è una. La scena oggi la occupa Scajola, con una dichiarazione vergognosa. Scajola, già noto per «Biagi? Quel rompicoglioni» e per i «controlli alle fioriere» del G8 genovese, festeggia l'apertura della centrale a carbone (a carbone?!) di Civitavecchia, «dove tutto è controllato e dove tutto è sicuro», con un'imperdonabile en passant dedicato ai due caduti sul lavoro, deceduti proprio nei lavori di costruzione della centrale. Leggete qui. E non si scusa. Anzi. Spiega che il suo era un modo per ricordare le morti bianche. Già. E poi, «qualche vita umana», cosa volete che sia, in un Paese in cui «qualche vita umana» se ne va ogni giorno, sulle strade, nei cantieri, nelle fabbriche, solo per mantenere la propria famiglia? P.S.: questo signore dovrebbe gestire la nuova stagione nucleare annunciata da B. Anche in questo caso, si parlerà di «qualche vita umana»? Chiedere a Francia, Spagna e Slovenia per ulteriori informazioni.

postato da civati, 09:27 | link | commenti (14)

Un Paese di serie B

B raddoppia la villa di Arcore. Con Fausto Perego, caro amico e già vicesindaco di Arcore, ne abbiamo parlato spesso nei giorni scorsi, e abbiamo fatto uscire, come si suol dire, la notizia sulla stampa nazionale. Oggi è La Stampa, a pagina 11 con richiamo in prima, a dedicare un servizio alla vicenda della procedura più celere che si sia mai vista in Italia per un progetto edilizio. In due giorni il Consiglio comunale di Arcore ha votato i 4500 metri cubi richiesti da Idra Immobiliare (un nome rassicurante) per raddoppiare la Villa berlusconiana. Tutto giusto. Provate voi a fare lo stesso, a triplicare la cubatura di un progetto presentato nel vostro Comune. Altro che lodo Alfano: ormai, in qualsiasi ambito, siamo un Paese di serie B. Non c'è neanche più bisogno di leggi ad personam.

postato da civati, 09:18 | link | commenti (2)

Fini sindacalisti

Nel corso delle ore, crescono (a dismisura) gli esuberi di Alitalia. Ieri B aveva parlato di 5000 addetti, e Sacconi aveva detto - serafico come solo Sacconi, il turbosocialista del governo - che non ne sapeva nulla. Era proprio disinformato, perché oggi gli esuberi sono segnalati addirittura in 7000 unità. Ottimo. Pur di non darla ai francesi, e di consentire una soluzione all'amatriciana, intorno alla quale si erano radunati leghisti, banchieri, figli di, financo i sindacati, ecco che gli esuberi sono triplicati. E che l'operazione, molto vicina ad un fallimento, consentirà a qualcuno di fare un affare e al nostro povero Spaese di rimetterci qualche altro centinaio di milioni di euro. E Fini, che in Alitalia ha sempre avuto un bel bacino elettorale? Pretende che B vada in aula a riferire. Chissà che paura! E i sindacalisti? Possibile che nessuno risponda mai degli errori commessi?

postato da civati, 09:11 | link | commenti (9)

L'extate del nostro Spaese

Non ce n'è: è l'estate degli ex. Sarà per l'incertezza che si respira, per le difficoltà che si incontrano, per la situazione in cui versa il Paese (anzi, lo Spaese). Sta di fatto che in politica ci si continua a organizzare guardando alle radici (e contestualmente iniziando a scavare). Istruttivo in questo senso il dibattito interno del Pd, dove per qualificare questo ritorno al passato si usano i colori. Red, White, ecc.: quando la realtà supera la fantasia (sì, ciao). Ancor meglio sono riusciti a fare gli esponenti della sinistra più radicale: partiti dall'arcobaleno , con un'immagine tanto coraggiosa quanto sfortunata, i Nostri sono tornati agli antichi vizi. Tutti a festeggiare l'autonomia di profilo e l'indipendenza politica di microcorporazioni, come è successo a Diliberto e a Francescaro Scanio, o a rivendicare chissà quale specificità, come ha fatto Ferrero dopo aver vinto un congresso per otto (8!) voti. Tutti a guardarsi indietro. E nella vita personale, è uguale. «Che fai ad agosto?», «Non saprei, mi ha richiamato Elisabetta, erano mesi che non la sentivo...». «Mare o montagna?», «Per me c'è solo Carlo», «Ma non ti aveva piantato dopo averti trattato malissimo?», «Che ci vuoi fare? Io lo amo». «Sei libera?», «Sì, cioè, volevo dire no, perché non ho ancora risolto una storia che mi ha fatto soffrire, e non ci vediamo più però andiamo in vacanza insieme alle Eolie». E la chiamano extate. A partire da settembre, se ci riusciamo, proviamo a guardare avanti. Lo Spaese ne ha bisogno. E anche noi.

postato da civati, 08:50 | link | commenti (8)

Prima, durante, dopo

Non so che programmi abbiate per il weekend, ma consiglierei a tutti - vivamente - di passare in libreria, prima di fare qualsiasi altra cosa, e acquistare Prima, durante, dopo, Bompiani. Non c'è bisogno che vi dica altro, nemmeno il nome dell'autore. Ci sarà certamente occasione per riparlarne, ma per ora sappiate solo che dovete comprarlo, portarlo al mare, in montagna, in tenda, in barca, in bici o dove diavolo volete. Fatelo, però, altrimenti sarà peggio per voi.

postato da civati, 08:43 | link | commenti (3)
letture

mercoledì, luglio 30, 2008

Pedemontana!

Avviso ai naviganti. Ieri sera si è tenuta, presso l'"infuocata" sede del Pd di Cesano Maderno, la prima riunione dedicata alla Pedemontana, a cui hanno partecipato i democratici dei Comuni che si trovano lungo il tracciato della Milano-Meda (e della nuova infrastruttura). Altre riunioni seguiranno. Se qualcuno fosse interessato a partecipare a questi incontri, vi prego di segnalarmelo. L'obiettivo è quello di condividere proposte e preoccupazioni, per trovare una posizione del Pd che rappresenti tutta l'area interessata dal passaggio della nuova autostrada: una posizione comune, responsabile e "di governo". A settembre promuoveremo una giornata di studio e di dibattito, per affrontare compiutamente la questione, che nei prossimi anni diventerà sempre più decisiva per lo sviluppo del nostro territorio. Uno sviluppo che ci auguriamo sostenibile, grazie anche agli interventi di compensazione ambientale previsti dal progetto del Politecnico e al lavoro fin qui svolto dalla Provincia di Milano.

postato da civati, 16:58 | link | commenti (4)

E' finita

Qui.

postato da civati, 16:29 | link | commenti

Pensavo fosse amore, invece era un esse-emme-esse

Un amico mi scrive, scambiando Ciwati per la posta del cuore (in realtà, a suo modo, e solo da alcuni punti di vista, e, intendiamoci, per certi versi, Ciwati è la posta del cuore). E mi parla di una ragazza con cui ha intessuto una relazione, una trama tra il giallo e il noir, esclusivamente via sms. Giuro. Sono per la moratoria. Basta messaggi. L'umana conversazione si svolga altrove. Cavoli. Apertis verbis, dicevano gli antichi, che non avevano i telefoni. Mobili. Come le donne, come gli amori. E' ora di "basta!".

postato da civati, 11:43 | link | commenti (11)

Salviamo l'Italia

E' un lavoro duro, ma qualcuno lo dovrà pur fare. Veltroni ha 'sparato' la cifra di cinque milioni di firme, e adesso ci tocca anche raccoglierle (Walter, la prossima volta, tieni conto che non siamo negli States o in Cina, tipo). Comunque, domattina, a Monza, ci si trova in piazza Roma (all'Arengario) alle 9.30 e per tre ore raccoglieremo la nostra quota parte di firme per mandare un messaggio al Paese, che siamo ancora vivi e lottiamo insieme a voi. Chi volesse firmare, si precipiti. Si va in vacanza più sereni, dopo aver firmato, perché qui c'è il rischio di tornare a fine agosto e di non trovarla più, l'Italia. Non so se mi spiego. P.S.: si può firmare ai banchetti ma anche online. P.P.S.: se tanto mi dà tanto, a Monza dobbiamo raccoglierne diecimila, di firme. Sotto a chi tocca.

postato da civati, 10:37 | link | commenti (9)

I quattrocento colpi

La vicenda dei soldati a Milano sta arrivando a proporzioni caricaturali. Dopo aver 'decimato' le forze di polizia - che protestano in tutta Italia - il sergente La Russa manda quattrocento (ieri erano trecento, domani cinquecento?) soldati a Milano. Dalle pagine milanesi di Repubblica (qui il dossier) apprendiamo che saranno vestiti di tutto punto, che sembra che partano per il Vietnam (chissà che caldo!). Lo stesso La Russa ammette: se non funziona, dopo sei mesi, tutti a casa (si riferiva al governo?). Dice che andranno a piedi, per farsi vedere, l'unica cosa a cui servirà l'operazione Vespri milanesi. Farsi vedere. Nel frattempo, in tutte le caserme del Regno fervono i preparativi. Un contributo filmato ci illustra come si stanno preparando alle centottanta giornate di Milano (si fa per sdrammatizzare, il documentario è finto, disciamoscelo):

postato da civati, 09:39 | link | commenti (11)

Due pali con un tiro solo

Alex c'è. E c'è anche la Juve. E con Mourinho (simpatico come le schegge sotto le unghie) ci si rivede quest'autunno.

postato da civati, 09:21 | link | commenti (5)
il segreto di alex

I love this blog

Only connect descrive mirabilmente la seduta di ieri sera (notte?) del Consiglio comunale di Vimercate (a cui sarei volentieri andato, se non avessi finito a mezzanotte a Cesano, quando anche sulla Milano-Meda l'auto si trasforma in zucca) e del dibattito intorno all'area dell'ospedale, la madre di tutte le battaglie di questa stagione vimercatese. Leggetelo. Così si scrive di politica ai tempi del Pd.

postato da civati, 09:02 | link | commenti

Il grembiule (reprise)

Siamo arrivati a mille visite a Il grembiule. Chi non l'avesse ancora visto, può rifarsi cliccando qui. E' in tre parti, per esigenze youtubbistiche. Ci conto.

postato da civati, 08:43 | link | commenti

Viaggio in Lombardia: vorrei un Pd

Che gli amici ormai mi chiedono: ma non ti fermi mai? E io rispondo, parafrasando Woody Allen: «Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un bar aperto in Fabio Filzi dopo le sette». Insomma, il Pd deve uscire dalle 'stanze' della politica, di quella politique politicienne che ammazza anche chi la interpreta. So che adesso mi direte che non è necessario muoversi e andare a vedere le cose per conoscerle, però, credetemi, un po' sì. Vorrei un Pd che ripartisse dalla 'a' di Arese (ci doveva andare l'idrogeno, poi i cinesi, poi gli islamici e ci finiranno le casette e i centri commerciali), che visitasse un campo rom, una struttura ospedaliera efficiente e una Asl che fa fatica, un'azienda dell'eccellenza e una di un settore in crisi. Vorrei un Pd che prendesse il treno dei pendolari, che scendesse in una stazione dove non c'è la biglietteria e i convogli arrivano sempre in ritardo (magari sul Monza-Molteno-Lecco, che è sempre un'avventura). Vorrei un Pd che provasse a connettersi a internet a Bascapè o in Valsassina, che frequentasse gli asili nido (che dovrebbero essere di più), che si ponesse il problema della sicurezza non solo in termini di piccola criminalità, ma anche di difficoltà di convivere, di degrado delle periferie delle nostre città, di paura di non farcela. A crescere i propri figli, a pagare il mutuo, a vivere una vita decorosa. Vorrei un Pd che salisse su un Suv per capire perché uno deve fare l'idiozia di comprarne uno, un Pd che viaggiasse in bicicletta all'interno della città o lungo le grandi arterie stradali, per vedere se poi è così difficile finire sotto un camion. Vorrei un Pd che capisse che per fare le autostrade ci vogliono i soldi e gli investitori e un business plan, ma ci vuole soprattutto la politica, perché poi passano nei paesi, le pedemontane e le est-esterne, nelle poche 'isole' verdi rimaste, in aree già ipercongestionate. Vorrei un Pd che ricordasse che ci sono i Comuni e i servizi di prossimità ai cittadini, che tenesse sempre in mente che c'è uno spazio pubblico da riconquistare, perché tutti si sono "messi in proprio" e a volte non sanno nemmeno chi è il vicino di casa. Vorrei un Pd. In Lombardia. Possibilmente ora, possibilmente subito.

postato da civati, 08:27 | link | commenti (4)
appunti per un partito nuovo

martedì, luglio 29, 2008

Viaggio in Lombardia (non ho ancora finito)

Qui di vacanze neanche l'ombra. E, allora, proviamo a pensare a come organizzare il viaggio in Lombardia, che ho proposto al gruppo del Pd in Regione ed è piaciuto (addirittura il capogruppo sostiene di averci pensato prima di me, meglio così). Come farlo, questo viaggio? Quali simboli evocare? Quali contenuti proporre? L'idea che mi sono fatto è la seguente: mezzi pubblici come principale vettore; attenzione all'ascolto dei cosiddetti territori; un filo rosso che colleghi le diverse tappe; disponibilità ad aprirci alla società, uscendo da questi uffici "sordi e grigi"; scelta oculata delle località e delle modalità con cui presentarci. Per tutto questo, però, ho bisogno di voi, perché «Viaggio in Lombardia» è un progetto partecipato. Lo vuole essere. Anzi, lo deve essere. Scrivetemi e commentate. Ne abbiamo bisogno.

postato da civati, 18:22 | link | commenti (4)

Se la Lega dimentica Pinamonte

A Vimercate c'era Pinamonte, uno dei promotori della Lega Lombarda. Quella storica, per capirci. Dagli anni Sessanta l'amministrazione comunale ne ricorda e celebra la figura, nell'ambito della Sagra della patata di Oreno (tutto vero). Ora, a distanza di qualche anno dall'ultima edizione, l'assessore Rampi ha accolto la richiesta degli organizzatori della Sagra perché venisse ripresa la tradizione di celebrare, sempre nell'ambito della settimana della patata, il giuramento di Pontida. Ha invitato i sindaci e le amministrazioni comunali milanesi e ha ricevuto un "no, grazie" dal Comune di Milano. Notizia curiosa, se si pensa che in amministrazione, a Milano, c'è la Lega. Con Salvini, ma senza Pinamonte.

postato da civati, 13:04 | link | commenti (5)
cultura

C'era Formigoni (o, forse, meglio, Formigoni c'era)

E' la notizia di oggi. Ha partecipato al Consiglio regionale. Incredibile visu. Ha parlato dell'Expo, presentando la scelta di riempire di ministri la cabina di regia che deciderà tutto-ma-proprio-tutto sull'Expo come un segnale di attenzione del governo nei confronti della Lombardia. Già, certo, come no? Bene ha fatto il consigliere Carlo Monguzzi a citare il Barbarossa e le sue invasioni in territorio lombardo. Anche quelli erano evidenti segnali di attenzione. La verità è che Formigoni, dopo essere stato candidato, presentato come ministro, 'bidonato' da B, ridotto al rango di leader regionale senza alcuna vocazione nazionale, ora è anche stato commissariato per quanto riguarda l'Expo del 2015. E, se pensiamo che è appena stata impugnata dal governo la legge sulle infrastrutture, ci rendiamo conto che Formigoni era un leader regionale. Fino a prova contraria. E le prove contrarie, numerose, sono già arrivate.

postato da civati, 12:59 | link | commenti (6)
regione, expo 2015

L'odio-book

L'avevano già inventato, il volto cattivo di Facebook. Si chiama Hatebook, lo trovate qui. C'è chi ti odia, e chi odi tu. Gli enemies e gli haters. E' molto più divertente di Facebook. Provatelo.

postato da civati, 12:47 | link | commenti

La lettura che vorrei

Prima di partire per le vacanze, non dimenticate di mettere in valigia Peter Cameron (Paura della matematica), Olivier Adam (Peso leggero) e Raul Montanari (La prima notte). Li trovate tra le novità, in libreria. Vi ricordo che, dopo Firmino, il progetto di lettura collettiva "alla monzese" prosegue. La rivista Vorrei ha aperto uno specialissimo bando: segnalate anche voi il libro che vorreste fosse letto e noi, puntuali e precisi, lo leggeremo. Trovate qui le modalità con cui partecipare al progetto. Non mancate.

postato da civati, 08:29 | link | commenti (6)

Vacanze? Sì, ciao

Tra qualche minuto inizierà l'ultima seduta stagionale del Consiglio regionale, per discutere del Dpefr più triste degli ultimi anni e per parlare di Expo. Probabile che si prosegua anche domani. Questa sera si parla di Pedemontana a Cesano, nella speranza che i Comuni si siedano intorno ad un tavolo e discutano insieme delle scelte da compiere sulla nuova infrastruttura e che i fondi per le compensazioni ambientali non vadano dispersi in mille progetti di nessun valore (questo il senso 'politico' della riunione di oggi). Giovedì a Cremona, venerdì in Brianza. Poi, forse, si inizierà a parlare di vacanze. Meno male che mi diverto, perché inizio a non poterne (quasi) più.

postato da civati, 08:23 | link | commenti

L'unico

Che riesce a farci rimpiangere la 'simpatia' di Mancini. Iniziamo bene. P.S.: Alex c'è. Al suo fianco, Amauri.

postato da civati, 08:19 | link | commenti (3)

Sto male (ma non è mica vero)

Ho superato i 400 'amici' ma non ho ancora capito se Facebook è una cosa utile (sicuramente sarebbe utile il suo rovescio...). Nel frattempo, però, ho potuto valutarne la straordinaria potenza di panopticon, ovvero di punto di vista universale sugli 'affari' degli altri (e, ovviamente, viceversa, degli altri sugli affari tuoi). Facebook ti informa sulla vita sentimentale di ciascuno (un mio amico ha appreso di essere stato piantato perché la sua ragazza si è settata su single), sulle attività quotidiane, sulle preferenze e sulle nuove amicizie che nascono (sulla rete e nella vita). Il tool più formidabile è quello che ti informa circa lo status di ogni profilo. C'è chi cita canzoni, poesie e battute più o meno comiche, chi scrive cose tipo: «aiutoooo, vacanzeeeee!», chi manda segnali interstellari a chissà chi («da quando te ne sei andata, il cielo è blu elettrico»), e chi si apre e dichiara come si sente 'realmente'. Gli aggiornamenti sono frequenti e uno può sapere come si sente il proprio amico in quel preciso momento. Propongo di far saltare il giochino, un po' inquietante, e dare informazioni che depistino i lettori morbosi. Ad esempio, pur essendo in ufficio, oggi scriverò che sto partendo per il Madagascar. Che la mia fidanzata è Heather Graham, anche se lei ancora non lo sa. E che sto male e soffro terribilmente. Ma non è mica vero. Provate anche voi, potrebbe essere divertente. P.S.: alcuni usano lo status all'insegna della vecchia tattica dell'ostaggio: «sono triste» (che significa senza dubbio «venitemi a consolare»), «sono in partenza» («se mi vuoi salutare, è la tua ultima occasione»), «non mi piaci più» (il 'tu', in questo come in altri casi, è volutamente generico). E' la generazione Facebook. Ma non è mica vero. P.P.S.: i sognatori possono usare lo status anche per immaginare la vita che vorrebbero fare. Sarebbe carino e, per certi versi, magico. Pensateci. Anche su Facebook un po' di romanticismo non guasterebbe.

postato da civati, 07:46 | link | commenti (4)

Una serata canonica e la guida Michelin delle Feste democratiche

Se mi interrogasse un commissario di polizia, come accade nei gialli, e mi chiedesse: «dov'era lei ieri sera, tra le 20 e le 24?», dovrei rispondere (come tutte le sere, peraltro), che mi trovavo ad una festa democratica. La centesima. Dopo Cesano, Limbiate, Brugherio, Roma, Vimercate, Besana, Bergamo, la Schiranna di Varese, Brembio, e in attesa di andare a Osnago, Monza, ancora nel Varesino e presso altre feste settembrine, ieri sera, per la seconda volta, ero a Canonica. E mi è tornata voglia di riprendere in mano il mio vecchio progetto della guida Michelin delle Feste democratiche. Prendiamo ad esempio proprio la Festa di ieri. La Festa di Canonica è ricavata in uno spazio di grande impatto scenografico: il palco è situato all'interno del bosco. Tutto intorno le casupole del bar e del kebab e un ristorante di ottima qualità a cui si è aggiunta l'osteria La pergola, uno spazio slow-food che offre prelibatezze provenienti da ogni provincia italiana. Oltre ad un'ampia disponibilità di parcheggi, la Festa offre ai suoi visitatori un ricco programma politico e una straordinaria proposta musicale, che questa sera contempla anche il concerto di Tricarico (a cui non posso andare perché devo essere a Cesano a parlare di Pedemontana, ndr). Ottimo il servizio, un po' lunga l'attesa per cenare ma, come si suol dire, alla fine, ne sarà valsa la pena. Appunto.

postato da civati, 07:36 | link | commenti

lunedì, luglio 28, 2008

Al peggio non c’è limite

Siamo al manierismo. Nella nuova giunta regionale, come avevo preannunciato, non c’è nessuna donna (una vergogna assoluta), in compenso al 'mite' Prosperini è stata affidata la sicurezza (non i vigili, però, per evitare che li usasse per invadere la Polonia). Ferrazzi all’agricoltura, che non risulta essersene mai occupato, così come Ponzoni all’ambiente. Pagnoncelli, dimissionato dopo la figuraccia del piano cave di Bergamo, è stato prontamente riassunto come sottosegretario. Insieme a lui Raimondi. Ora i sottosegretari sono sei. Solo che il nuovo Statuto, appena votato dal Consiglio, ne prevede solo quattro. Dal 1° settembre lo Statuto entrerà in vigore, e Formigoni dovrà mandare a casa due dei suoi sei sottosegretari. Pare che li trasformerà, con una magia delle sue, in consulenti della giunta. Perfetto. Ad agosto, alcuni vanno in vacanza, altri fanno i sottosegretari. C’era il «re per una notte», Formigoni ha avuto il merito di introdurre il «sottosegretario per un mese», con la data di scadenza indicata sul retro. La spinta propulsiva si è esaurita da tempo, ma questo rimpasto – l’ennesimo – sancisce il fatto che ormai, al Pirellone, ci siano poche, pochissime idee, e tutte rappresentate molto male.

postato da civati, 17:25 | link | commenti (2)
regione

Maccio e il Pd (un partito che va a quasi gonfie vele)

Che a rivederlo a uno gli viene in mente l'incompiutezza tipica del Pd. Alcune cose, del resto, non succedono per vanvera. Tipo.

postato da civati, 16:51 | link | commenti (1)

L'altra face di Facebook

L'ennesimo futilismo per Vorrei.

postato da civati, 16:08 | link | commenti (2)

Obama e il cielo sopra Berlino

La foto-ricordo.

postato da civati, 09:19 | link | commenti (2)
obama sui navigli

Secondo solo a Di Pietro

Almeno nella speciale classifica di BlogBabel. Fermatemi :)

postato da civati, 09:18 | link | commenti

Fa bene

Visto come è finito il congresso del suo partito, e le polemiche di Liberazione, Luxuria fa bene ad andare sull'Isola. Sul serio.

postato da civati, 09:12 | link | commenti (2)

Se i rom partecipano alla battaglia di Legnano

Bossi vola in Romania (Ryanair?) per la nuova fiction verde-padano. E, come gli capita sempre più spesso, esagera.

postato da civati, 09:10 | link | commenti

Ma a settembre...

Mattia, al solito, mi invita a nozze. Questa storia che arriverà settembre e tutto cambierà preoccupa anche me. «Adesso siamo ancora un po' tristi, ma a settembre...», «le tessere ancora non si vedono, ma a settembre...», «Il Pd non si sente molto, è vero, ma a settembre...», «l'opposizione non è incisiva, ma a settembre...». Inutile aspettare Clooney, dice Mattia, con la cassa di Martini (Martina per i lombardi...). Per fare il party ci vuole qualcosa d'altro. Ci vuole che finalmente ci si mobiliti - parola antica e però carica di senso presente - e si parli non di Pd (anch'io non ne posso più), ma di proposte concrete, di soluzioni alternative, di temi di interesse politico generale. Per questo ho proposto il "viaggio in Lombardia", per questo credo che dobbiamo uscire dalle nostre sedi e dai nostri dibattiti in cui cerchiamo di mettere a fuoco, non senza difficoltà, il nostro aureo ombelico. Abbiamo l'imbarazzo della scelta: per incominciare, la questione dei salari e del caro-vita, il precariato, la (vera) riforma della giustizia. E la dignità di un Paese che, in soli cento giorni, è scivolato ancora più indietro. Allora sì che a settembre succederà qualcosa. Qualcosa di nuovo. E di diverso. Ne abbiamo bisogno.

postato da civati, 01:57 | link | commenti (5)
appunti per un partito nuovo

Con Maurizio, a Canonica

Questa sera, alle ore 21, avrò il piacere di discutere di Pd e di Nord con Maurizio Martina, il nostro segretario regionale. Ci si vede a Canonica di Triuggio (via Taverna, 57), nell'ambito della più bella delle feste in Brianza. Vi aspettiamo (è l'ultima iniziativa prima della pausa estiva, giuro).

postato da civati, 01:45 | link | commenti (5)

Brembio, l'archetipo

Rientro ora a casa, di ritorno da Brembio, in provincia di Lodi. Ho visto cose che voi democratici dovreste vedere: l'archetipo delle Feste democratiche. L'idea della Festa dell'Unità per il Pd. Una sorta di matrice di tutte le altre feste. A Brembio abitano 2500 persone e ieri sera l'incasso del solo ristorante è stato di 25.000 euro, grazie a centinaia di coperti riempiti quattro volte. Si mangia bene e senza attendere troppo. E salano le patatine (che sembra un particolare marginale, ma non lo è affatto). Il coordinatore del Pd locale è giovane e pieno di entusiasmo. A Brembio il Pd ha battuto Pdl e Lega, ed è l'unico paese in provincia di Lodi in cui questo accade. Si governa più o meno da sempre, ed è stato un piacere girare le ultime scene de Il grembiule del Nord, la seconda puntata del nostro documentario, dedicata alla famosa "questione settentrionale". Il nostro percorso attraverso le feste lombarde non poteva che concludersi a Brembio, là dove il Pd dovrebbe iniziare. Sul serio.

postato da civati, 01:43 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

domenica, luglio 27, 2008

You've got to have time ovvero ti occorre tempo
(Cameron, Obama e Meo)


Ora non ci crederete ma oggi stavo pensando la stessa cosa, a proposito della necessità di avere tempo per pensare, nel corso della giornata o di una stagione politica. Del resto, Barack e David alla fine dicono cose molto simili a quelle che scrive Marta. Per dire.

Cameron: «Perché ti occorre tempo».
Obama: «Appunto, altrimenti invece si inizia a commettere errori, si perde di vista il contesto generale. Si perde...».
Cameron: «Si perde consapevolezza. E invece la politica è proprio questo: la consapevolezza con la quale si prendono decisioni».
Obama: «Proprio così. La verità è che siamo circondati da un sacco di gente brillante e preparata. Credo che queste persone conoscano i dettagli dei vari argomenti dieci volte meglio di noi. Pertanto se quello che cerchi di fare è gestire le cose nei dettagli per risolvere tutto, finisci per faticare molto e fare la figura del dilettante. Invece occorre avere abbastanza competenza generale delle cose per poi prendere decisioni assennate sulle tematiche e le scelte che ti sono presentate».

Qui il testo intercettato in versione originale (molto diverso dalle conversazioni telefoniche della politica italiana...).

postato da civati, 16:45 | link | commenti (1)
obama sui navigli

sabato, luglio 26, 2008

Un viaggio attraverso la Lombardia

Come sapete, dopo la fine della campagna elettorale, come già l'anno scorso, mi sono detto: meglio non chiudersi in ufficio. Meglio elaborare il lutto dandosi da fare. Ed è partito il progetto de Il grembiule e non passa sera - o quasi - che non visiti Feste democratiche. Mi sembra l'unico modo per dare sostanza ad un'iniziativa politica che latita, che sembra smarrita e che si ritrova solo nei gruppi iperpoliticisti di questa o quella corrente. Ho perciò molto apprezzato, da lontano, il tour che Gianni Pittella ha iniziato qualche giorno fa attraverso il Mezzogiorno, con 150 tappe nel corso delle prossime settimane. Mi sembra un'ottima idea (e faccio finta di non aver letto l'Espresso, che la vede esclusivamente come trama dalemiana vs. Veltroni), che a sua volta ricorda iniziative che in passato ho assunto personalmente e che mi hanno dato molte soddisfazioni. Perciò, credo, che a settembre, oltre a celebrare le Feste democratiche più importanti, ad avviare il tesseramento e a preparare la manifestazione del 25 ottobre (un programma già molto ricco), valga la pena di lanciare anche in Lombardia un road show del Partito democratico, apparso in questi mesi fin troppo riflessivo, per non dire ombelicale. Il gruppo del Pd e il nuovo capogruppo, Carlo Porcari, potrebbero essere i protagonisti di questo viaggio attraverso la Lombardia, un percorso che vada incontro alla società, che l'attraversi, che cerchi di ristabilire quelle relazioni che sono andate in parte perdute. Possiamo e dobbiamo farlo, con un po' di coraggio. Ne parlo subito con chi di dovere.

postato da civati, 18:15 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

Cittadini del mondo (e di Vimercate)

Leggete qui: mentre alcuni vogliono vietare i kebab nei centri storici (per tutelare le «merceologie tradizionali» e «preservare la bellezza e l'identità dei loro centri storici, evitando la spersonalizzazione della tipicità dei nostri borghi medioevali»), altri lavorano per l'integrazione e per i diritti (e i doveri) di tutti. Una missione, quest'ultima, di cui il Pd deve assumersi la responsabilità fino in fondo.

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cultura, diritti

Vedi Varese, poi Lodi

Ieri sera alla Schiranna per girare Il grembiule del Nord, con Elisabetta, Matteo e Mattia che ha ottimamente descritto la serata. Domani sera, ultima tappa, a Lodi, per la precisione a Brembio, e anche il secondo episodio del nostro docufilm sarà completato.

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Irlandesi contro leghisti

Guardate la home page di Ryanair (qui il servizio di Repubblica). Una pubblicità in perfetto stile leghista, anche nella scelta dei colori e del bodoni, contro le politiche del governo. Chi di dito ferisce...

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venerdì, luglio 25, 2008

Obama & me (io c'ero)

Obama & me

Che poi, ripensandoci, la cosa più bella che ha detto non l'avevo colta subito. Ed è il fatto che lui ha ricordato di venire «dal mondo», attraverso la storia dei suoi genitori e dei suoi nonni (uno dei quali era al servizio degli inglesi), e di voler in qualche modo ritornare «al mondo», come cittadino americano (cripto-non-citazione di JFK, i colti direbbero per antifrasi) e, quindi (ed è su questo quindi che ci dobbiamo soffermare), come cittadino del mondo. Il sogno americano, insomma, si espande, fino a raggiungere uno sperduto paesino del Kenya, per parlare a tutti quelli che a Berlino c'erano, giunti da ogni confine. Ecco perché Obama è così. E ve lo dice uno che viene da Monza, però che per un ottavo è anche di Napoli (Roberti, un cognome che fa pensare ai normanni, almeno così mi hanno raccontato) e per un sedicesimo, forse, come vuole la Gordimer, è anche nero. P.S.: quello di Monza, per capirci, è in basso a destra, vicino al tipo con l'improbable caschetto (e regge la videocamera di CivaTube). Quello di Luino, invece, lo trovate qui.

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obama sui navigli

Ich bin ein Varesiner

luinoperobamaQuesta sera si torna nei 'ranghi'. A cena con i giovani democratici e, a seguire, Grembiule del Nord alla Festa democratica di Varese. Che Obama sia con voi.

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This is the time: Kennedy ai tempi della globalizzazione

«We are a people of improbable hope». Già. Duecentomila persone. Giovanissime rispetto agli abituali partecipanti alle manifestazioni politiche. Volti di tutti i paesi del mondo. Di fianco a me un'americana di origini guatemalteche, un gruppo di fan dell'Angola, tedeschi du pays e d'adozione, addirittura Mollica che esibiva una maglietta con l'«improbable claim» che recitava: Luino per Obama. Un milione di macchine fotografiche, videocamere, telefonini, qualcuno addirittura con la webcam del portatile. La Grosser Stern che dall'alto, l'avesse vista un angelo de Il cielo sopra Berlino, sarebbe apparsa piena di teste e di colori, fino in fondo al cannocchiale del Tiergarten, fino a quella porta di Brandeburgo che il governo tedesco ha negato a Obama solo perché sarebbe stato troppo, forse anche per Obama. Una rilucente vittoria alata, in cima alla Siegessäule, la colonna della vittoria, beneaugurante. Un Obama impeccabile. Di forte impatto. Breve, brevissimo, che se tutti capissero che venti minuti sono sufficienti per fare qualsiasi cosa, la politica cambierebbe, anche da noi. Obama c'è riuscito: voleva essere un Kennedy ai tempi della globalizzazione. Preoccupato di riprendere i concetti espressi quarantacinque anni fa, in una piazza berlinese, da un presidente che parlava di cittadinanza universale, della Berlino simbolo della lotta per la libertà, di un mondo che si interrogava intorno al proprio destino. Ieri come oggi. «This is the time», dice Obama, «our time». Ed è straordinario notare come la folla applauda soprattutto il passaggio dedicato al Darfur, di cui nella nostra politica non si parla mai, e non è un caso, né in un senso, né nell'altro. Un Obama alle prese con la diversità (la propria, quella vissuta da tanti cittadini dalla pelle scura che finalmente, notava Marcello, hanno un leader positivo al quale riferirsi), che affronta il tema complesso dei rapporti tra gli Usa e il "resto del mondo", che tenta la strada di una nuova alleanza con l'Europa, che passi attraverso un reciproco riconoscimento, proprio quello che da Bush, in questi anni, è stato negato, o rovesciato, grazie ai suoi tristi amici locali. Un mondo plurale e perciò unito è quello di cui ha parlato il candidato alla presidenza, qualificandosi come Weltbürger (così lo presenta la stampa tedesca questa mattina), e insieme promettendo al mondo di essere un presidente di tutti (ma proprio tutti) capace di rappresentarne il momento di difficoltà, sul terrorismo, sull'ambiente, sul disarmo, sulla crisi economica. La strada sarà lunga, ma siamo noi i padroni del nostro destino. Una parola su cui riflettere, con la quale la politica fa raramente i conti. Sarà per quello che ad applaudirlo c'eravamo noi (raggiunti da un gruppo di altri quattro ragazzi monzesi, che sono arrivati a Berlino in auto) e duecentomila persone, in maggioranza ragazzi, che volevano sentir parlare di futuro. Il loro. Il suo. Il nostro. Grazie, caro Obama. Non dimenticheremo Berlino.

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obama sui navigli

Schiscia il butùn

Ricevo una segnalazione da un cittadino lombardo: «Prova a comporre il numero della segreteria telefonica del Comune di Como 031.2521 e quindi il tasto 2..., da non credere… è strano che nessuno ne abbia parlato ancora». Senza parole.

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This is the time

Iniziamo da qui (il video) e qui (il testo del discorso).

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obama sui navigli

mercoledì, luglio 23, 2008

Obama sopra Berlino (la copertina)

Obama sopra Berlino

Qui il programma della manifestazione. I cancelli aprono alle 16, Obama parlerà alle 19.

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A me piace

Questa canzone
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Cose da fare

Un po’ di agenda. Domani a Berlino per Obama. Venerdì sera a cena con i giovani democratici alla Festa democratica di Varese. A seguire, riprese de Il grembiule con Aldo Bonomi, Gad Lerner, Daniele Marantelli, Stefano Tosi. La seconda puntata sarà dedicata al Nord e ai territori. Le prime interviste sono state raccolte a Bergamo domenica scorsa. Sabato sera, alla Festa democratica, si festeggia il compleanno e le vacanze e gli anni che passano (insieme) nel modo più democratico possibile (la festa è aperta a tutti, ovviamente). Domenica sera, "riprendono le riprese" de Il grembiule a Brembio, in provincia di Lodi. Lunedì si torna a Canonica per un dibattito con Maurizio Martina sul Nord e sul Pd, martedì sera, infine, sarò a Cesano Maderno, per una riunione del Pd dedicata alla Pedemontana e alle problematiche legate al suo tracciato. Insieme a me ci saranno Gigi Ponti e i coordinatori dei circoli del Pd della zona. I lavori del Consiglio chiuderanno con le Commissioni convocate lunedì e l’aula martedì e mercoledì. Altre piccole riunioni e poi, finalmente, le vacanze, l'unica cosa che ancora non ho organizzato... (comunque Marta, come sempre, ha ragione).

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Molto vanitous, poco fair

Intervista di Formigoni a Vanity Fair. Titolo: La voce del regno celeste. Formigoni sceglie Vanity per lanciare la sua quarta candidatura alla presidenza della Regione, per il mandato 2010-2015 («Vorrà dire che da qui al 2015 mi toccherà finire l'opera»). E, almeno fin qui, niente di nuovo: Formigoni ha provato due volte (nel 2006 e nel 2008) a fare il salto verso la politica romana, ma gli hanno cortesemente risposto - più o meno tutti - che faceva meglio a rimanere in Lombardia. Nel prosieguo dell'intervista, dopo aver lanciato un appello per salvare Tareq Aziz dalla pena di morte (siamo d'accordo, però, nel frattempo, se può, Formigoni ci dia qualche spiegazione su Oil for food...), l'esponente del Pdl ci spiega cosa pensa della schedatura e della raccolta delle impronte dei rom. Ed è qui che l'ipocrisia troneggia e lascia senza fiato. Dice Formigoni che la posizione di condanna nei confronti della raccolta ai bambini rom da parte di Famiglia Cristiana non rappresenta «l'ufficialità del mondo cattolico». Che «Avvenire ha sempre riportato giudizi equilibrati e niente affatto improntati alla condanna» e che, quindi, «nel caso dei bimbi le impronte sono l'extrema ratio, quando non c'è altro mezzo per tutelarli da chi li sfrutta o li indirizza al furto. Non si tratta in nessun modo di "schedarli" come etnia». Extrema ratio Formigoni, detto anche «la voce del regno celeste», è d'accordo con la raccolta delle impronte dei bambini (che lui chiama teneramente bimbi). E quelli di Famiglia Cristiana se ne facessero una ragione, per favore. Che tristezza.

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diritti, regione

La piantiamo?

In una delle prime interviste de Il grembiule (lo trovate qui), un militante della Festa democratica di Brugherio chiede di piantarla, di rimboccarsi le maniche e di costruire il Pd. Una dichiarazione molto chiara, fin troppo banale. Ci si chiede però se qualcuno questa indicazione la voglia seguire. Avevo proposto un mese di prova per il Pd, che ci tenesse lontano dalle polemiche ombelicali che tanto ci appassionano. Avevo suggerito che tutti si dedicassero ai 'fondamentali'. Il risultato è stato, a dir poco, disastroso. Forse c'è bisogno di un mese di vacanza. Sicuramente dobbiamo proccuparci delle famose "cose da fare", lasciando perdere tutto il resto. Il tesseramento, le feste democratiche, l'organizzazione della manifestazione del 25 ottobre, la costruzione di un nuovo gruppo dirigente, che rappresenti davvero la ricchezza del nuovo partito. Dedichiamo le nostre energie a questo obiettivo, partendo dai circoli, che sono l'unica cosa certa in un'organizzazione molto leggera, quasi 'volatile'. Diamo visibilità al lavoro di opposizione, ricordiamoci che l'anno prossimo si vota. E liberiamoci da questa ossessione dei fantasmi del passato, della sindrome dell'ex, della questione del cosiddetto 'posizionamento'. Il famoso motto di Caos calmo - la gente si occupa di noi molto meno di quanto pensiamo - dovrebbe diventare lo slogan del nuovo partito. E guidarci sempre, fuori dal ginepraio che noi stessi abbiamo creato intorno a noi. Facciamolo alla svelta, perché ho come l'impressione che gli stessi democratici, i cittadini che credono nel nostro progetto, non ne possano più.

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appunti per un partito nuovo

martedì, luglio 22, 2008

33%

In realtà li compio il 4 agosto, come Obama e Zapatero. Come loro, però, sono costretto a festeggiarli prima, perché il giorno del mio compleanno sono tutti ma proprio tutti in vacanza. Perciò, ci si vede sabato sera, a Canonica, per festeggiare l'estate e le vacanze e gli anni che passano in modo democratico.

Invito 33

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Obama sopra Berlino (andiamo!)

Marcello si è aggiunto come amico e si va in tre a Berlino, a seguire Obama, con l'aiuto del mitico Al Gore varesino (che ha confezionato un post indimenticabile).

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obama sui navigli

Obama sopra Berlino

Andrea Mollica, l'Al Gore di Varese, provoca: tutti a Berlino ad assistere al comizio di Obama. Ci sto pensando. Obama parlerà alle 16. Voi che ne dite, si va a Berlino?

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obama sui navigli

Caccia alla Costituzione

Carlo Monguzzi è intervenuto presentando due pregiudiziali di inammissibilità rispetto alle leggi sulla caccia oggi in discussione, in occasione dell'ormai tradizionale appuntamento del Consiglio regionale della Lombardia, che ogni estate appassiona i consiglieri lombardi. Si parla di richiami vivi (titolo transilvano) e della caccia in deroga ad alcune specie. Il capogruppo dei Verdi ha ricordato che il Tar ha sempre dato torto alla Regione su questa partita. Che la Ue ha avviato numerose procedure, tra cui la messa in mora e l'invio di una multa di milioni di euro alla Regione Lombardia. Che la Corte costituzionale ha stabilito che le Regioni non possano approvare leggi simili, perché introducono un sistema di deroga ordinario (la deroga, per sua natura, è straordinaria). L'inammissibilità è assoluta, esattamente come il voto contrario alla pregiudiziale da parte della maggioranza e la conseguente approvazione dei due progetti di legge.

postato da civati, 12:36 | link | commenti (2)
regione

Maroni, i piccoli rom e la nuova cittadinanza

Maroni lancia la proposta di dare la cittadinanza ai bambini rom senza genitori nati sul suolo italiano. Una proposta, al solito, avventata e discutibile sotto il profilo costituzionale, che a Maroni serve indubbiamente per allentare la tensione sulla questione (vergognosa) della «schedatura» dei piccoli nomadi. Si tratta, però, nella sua rozzezza, di una proposta di grande interesse, perché per la prima volta e in modo clamoroso da parte della destra si apre alla possibilità che la cittadinanza sia attribuita non in ragione dello jus sanguinis, ma dello jus soli. Per capirci, chi nasce in Italia è italiano, a prescindere dalla sua provenienza. Sarebbe un passo avanti straordinario nel dibattito sulla "nuova cittadinanza", e bene hanno fatto i Radicali a rilanciare la boutade di Maroni, chiedendo di approfondirne il significato e la 'portata'. Siamo quasi certi che così non sarà, e che la proposta di Maroni finirà presto nel dimenticatoio. Ma il tema è questo e va affrontato nella sua (straordinaria) importanza.

postato da civati, 10:22 | link | commenti (24)
diritti

A proposito di testamento biologico

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diritti

Stringiamoci a coorte

Dal momento che insiste, è il caso di avvisare il ministro che si dovrebbe occupare di Riforme che «schiava di Roma» è la «Vittoria». O forse è tutta colpa di Scipio, notoriamente Africano? Ma dove cavolo siamo finiti? Il Paese va a rotoli, la gente non arriva alla fine del mese e noi discutiamo per ore di un demagogo con il dito medio, il figlio Renzo detto Cepu bocciato per la seconda volta - per di più su una tesi dedicata al Cattaneo e con una commissione di professori del Nord (ma si può?) -, e un capogruppo della Lega - che risponde al nome di Cota - che ieri in aula spiegava: «Va colto il senso di quello che va dicendo il ministro delle Riforme e cioè che o si fanno le riforme o il paese esplode». Il dito medio, secondo l'autorevole esponente leghista, era riferito alla parola «schiavo», un termine che «va abolito perché in contrasto con la nostra cultura democratica di oggi». Bossi come Lincoln, Bossi come Mandela. Stringiamoci a coorte e si salvi chi può. P.S.: leggete il commento di Federico Geremicca, che ci ricorda che - mentre si straparlava di inno nazionale - «ieri, per dire, la Camera è stata chiamata a votare una nuova fiducia su un nuovo decreto (quello economico, stavolta) mentre il Senato doveva approvare - avendo a disposizione un solo giorno per esaminarlo - il lodo Alfano, che mette Berlusconi al riparo dal processo Mills, in cui è imputato per corruzione. E in tutto questo, c’è chi continua a parlare di grandi riforme e di legislatura costituente. Al punto in cui già si è (le Camere sono insediate da nemmeno 100 giorni) per crederci occorre un grande ottimismo. Si vedrà. Archiviato Bossi, il dito e le offese all’Inno, sperare nel meglio, in fondo, non costa niente».

postato da civati, 08:48 | link | commenti (7)
cultura

Furs!

Tra due ore in aula, per il penultimo Consiglio regionale della stagione. Si parlerà anche di Furs, ovvero del Fondo unico regionale per lo Spettacolo, istituito con una legge votata all'unanimità in Commissione, che riprende una nostra 'antica' proposta (che risale al 26 marzo 2006: verificate qui). E' la prima volta che un progetto di legge della minoranza viene assunto dalla giunta regionale in ambito culturale. Voteremo a favore, soddisfatti e - per una volta - contenti di quello che fa la Regione Lombardia.

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cultura, regione

lunedì, luglio 21, 2008

Per Marco

Marco Dossena, vicesindaco di Caponago, non c'è più, non mi chiamerà più per parlare di cave e di tangenziali, non mi inviterà alle grigliate e ai dibattiti sul Pd. Non ci posso ancora credere, ma è così. E con lui se ne va uno dei politici migliori che abbia mai conosciuto, un amministratore appassionato e un entusiasta del Pd, quest'ultima dote ancor più rara. Ho spesso parlato della comunità di Caponago, del piacere di fare politica in quel piccolo paese, e lo facevo soprattutto pensando a Marco. Gli volevo bene. Tanto. E penso che quello che è successo negli ultimi giorni, a lui e ai suoi cari, sia un'ingiustizia atroce.

postato da civati, 15:54 | link | commenti (3)

Déjà vue

A me sembra di conoscerla... forse mi sbaglio... eppure... Tutta mattina a pensare. Questa Goisis, onorevole della Lega, io l'ho già sentita. Di lei si legge oggi che interviene a proposito di scuola e di formazione, parlando di Pirandello e Sciascia contro Cattaneo, neanche si trattasse di un derby. Eppure l'avevo già vista. E avanti e indietro per la stanza, cercando di farmi venire in mente dove e come l'avessi conosciuta. Poi mi sono illuminato. Paola Goisis, qualche tempo fa, aveva fatto un manifesto con uno slogan indimenticabile: «Cinesi? No, glazie». Con la 'l'. Tutto vero. Verificate qui. Ecco dove l'avevo già vista...

postato da civati, 15:12 | link | commenti (1)
cultura, diritti

Ci risiamo

E noi che eravamo preoccupati per la legge lombarda! I parchi sono sotto ben altro attacco. Ecco l'ambientalismo che ha in mente il governo B. Siamo alle solite.

postato da civati, 14:34 | link | commenti

Il '68 che Vorrei

Il nuovo numero della rivista è pronto. Sfogliatelo.

postato da civati, 14:26 | link | commenti

Ricapitoliamo

Lo avrete già capito: oggi sono in outsourcing. E vi segnalo anche Francesco, perché sono d'accordissimo con lui (mi ha tolto le parole dal blog).

postato da civati, 13:38 | link | commenti (1)

Millesimati

La rassegna dei blog de iMille. Da aggiungere ai preferiti.

postato da civati, 13:34 | link | commenti

Next time

E' comodo avere un amico che ha un blog più bello del tuo, così non devi far fatica e scrivere l'ennesimo post. Si parla di Next e dell'incontro di ieri, coordinato dall'ottimo Lamperti. C'è futuro.

postato da civati, 11:48 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

Prima o poi

Le dimissioni arrivano. Sembrava inamovibile, Pagnoncelli, ma non era così. Meno male.

postato da civati, 11:45 | link | commenti
regione

A proposito di mediocrità

Gesto del ministro Bossi (dito medio all'inno d'Italia-schiava-di-Roma) e tradizionale rassegna qualunquista: i professori meridionali sono troppi e poco preparati, quindi bocciano la famosa gente del Nord e i suoi incolpevoli figli (tra cui si segnala il pluribocciato figlio del ministro). Dell'inqualificabile tirata bossiana colpisce soprattutto un aspetto: qualche giorno fa Bossi aveva detto chiaramente che Gelmini era incompetente e che il ruolo di ministro dell'Istruzione non le si addiceva. Forse Bossi ha ragione, forse no, ma una cosa è certa: Bossi ha una carriera scolastica del tutto invidiabile che gli consente queste e altre considerazioni. Lui, insomma, può. Per ricostruire il suo inarrivabile cursus studiorum, leggete Mattia Feltri e pensate intensamente al gorilla del Crodino.

postato da civati, 09:57 | link | commenti (16)
cultura, scuola

11 settembre

E' la data d'inizio della Festa democratica di Monza e della Brianza. Un appuntamento importante per il nostro Pd, per il suo radicamento, per la sua visibilità. Torneremo al Macello, dopo due anni di Tpm, e sarà una festa di grande qualità sotto tutti i punti di vista, dalla cucina agli spettacoli, dalle iniziative ai dibattiti politici. Chi volesse partecipare e dare il proprio contributo, può contattare direttamente Fausto Perego. Non mancate.

postato da civati, 09:37 | link | commenti

Buona settimana, Lombardia

E' l'alba. Vado in tv. Correggo le bozze di E' tempo. Preparo le riprese del seguito de Il grembiule, dedicato al Nord (dopo Bergamo, ieri, Lodi e Varese, nei prossimi giorni). Domani Consiglio regionale, mercoledì le Commissioni. La preparazione della Festa democratica di settembre a Monza (inizia l'11, non venite in aereo :-), il dibattito sui diritti (moschea, impronte, kebab), gli ultimi 'lanci' prima delle vacanze estive (che non ho ancora organizzato). E una festa di cui vi dirò. E il pensiero triste per un amico che soffre. Ecco la mia settimana. Che la vostra sia ricca di sorprese positive.

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domenica, luglio 20, 2008

Da Venezia a Bergamo, passando per Vimercate

Mi sembra di essere tornato nella stagione di A4 - On the Nord. Dopo un fantastico weekend a Venezia, con Marta e la sua famiglia, insieme a Mattia ripartiamo e alle 18.30 saremo all'aperitivo di Pd Next a Vimercate (alla Locomotiva, piazza Marconi) e, poi, alle 21 a Bergamo, perché il progetto de Il grembiule non si ferma certo qui. Chi dice che la politica 'chiude' a giugno, si faccia delle domande, please.

postato da civati, 11:21 | link | commenti (4)

sabato, luglio 19, 2008

La Lega: fuori i kebab dai centri storici? Allora  fuori anche i brutti
 
Comunicato stampa. La Lega Nord ha presentato una proposta di legge per «preservare le bellezze storiche e evitare la spersonalizzazione del centro». Quindi stop a kebab, ristoranti cinesi, fast food e sexy shop. Siamo ormai al delirio; Lega Nord non è ancora in grado di mantenere le promesse elettorali sulla questione immigrazione “mandiamoli via tutti”, e quindi rilancia con proposte assurde e grottesche.
Speriamo che nessuno in Europa e nel mondo se ne accorga. Il modo migliore per opporsi a questa strategia è ridicolizzarla. Infatti anche Monguzzi e Civati presenteranno una proposta di legge che parte da un presupposto semplice: cosa c’è di più efficace per preservare le bellezze che non far entrare le bruttezze? Dunque fuori i brutti (maschi e femmine) dai centri storici.
Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi, e Giuseppe Civati, consigliere regionale del PD.

postato da civati, 01:29 | link | commenti (16)
diritti, regione

venerdì, luglio 18, 2008

Perfer et obdura

Sii paziente, tieni duro, non mollare. E' la premessa alla citazione ovidiana "un giorno questo dolore ti sarà utile" adottata da Peter Cameron quale titolo del suo romanzo che questa mattina ho dedicato al Pd e a Walter Veltroni (nell'ambito dell'iniziativa Democratici al futuro, in cui è stata fondata la corrente dei lettori del Pd... scherzo). Al libro era allegato, come ai tempi dell'Unità diretta da Walter, la videocassetta de Il grembiule, perché noi non ci facciamo mancare mai niente. Quanto al libro, si tratta di un testo di grande valore, che parla di futuro e che si conclude con un pensiero straordinario sulla vita che inizia e che non possiamo sapere che cosa ci riserverà (che cosa vorremo e che cosa ci servirà, scrive Cameron). L'invito alla lettura è anche un invito ad una politica che sappia anticipare il futuro, che cambi agenda perché sa cambiare quel lunario di cui parlava Leopardi, e che si occupi davvero di futuro, fin da ora, pensando alle sfide del prossimo decennio e non solo all'attualità di un dibattito sempre più politicista e involuto. I tempi cambiano, gli orizzonti si schiudono e la politica deve saper interpretare una "narrazione mobilitante", come la chiama oggi Marc Lazar su Repubblica, e come la vollero interpretare i Meli. Un piccolo popolo di un isoletta dell'Egeo che non volle sottomettersi agli Ateniesi - ne parla Tucidide - e che erano ritenuti molto curiosi proprio perché consideravano il futuro più certo e sicuro del presente. Anche noi dobbiamo volere una politica che frequenti il futuro (l'espressione in questo caso è di Tabucchi), un futuro più certo, più appassionante e più democratico del presente. Con Cameron, con Walter, con tutti noi.

postato da civati, 16:42 | link | commenti (5)
letture, appunti per un partito nuovo

Sul podio

Mi segnala Marcello che Blogbabel ha riaperto e che siamo rispettivamente terzo e quarto nella speciale classifica dei personaggi politici. Il blog che state leggendo, in particolare, è sessantaseiesimo in assoluto, in Italia, questo mese. Sono soddisfazioni grandi.

postato da civati, 15:30 | link | commenti (1)

La nostra corrente è quella del mare

Vado a Venezia. L'invito, scherzoso, degli amici di A4 rappresenta fedelmente quello penso. La nostra unica corrente è il Pd, ovvero l'unica corrente è non averne, di correnti.

postato da civati, 08:35 | link | commenti (4)
appunti per un partito nuovo

giovedì, luglio 17, 2008

Un giorno questo dolore

Ti (e ci) sarà utile. Domani Democratici al futuro. Porterò con me il libro di Cameron. Nella speranza che il futuro sia migliore del presente. Come vuole l'autore, l'Ovidio citato nel titolo, e anche io, se permettete, perché questo Pd in cui la 'd' sta per depresso proprio non lo sopporto più.

«A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze non sono molto interessanti. Possono essere appagate, e magari a modo loro anche felici, ma non sono molto profonde. Ora la tua ti può sembrare una sciagura che ti complica la vita, ma sai... godersi i momenti felici è facile. Non che la felicità sia necessariamente semplice. Io non credo, però, che la tua vita sarà così, e sono convinta che proprio per questo tu sarai una persona migliore. Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti. Devi considerarli un dono - un dono crudele, ma pur sempre un dono. So che sto sragionando, adesso la smetto».

postato da civati, 15:08 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

Attenti al gorilla

Quello del Crodino, che per me rappresenta una delle più limpide figure simboliche della contemporaneità. Va richiamato quanto prima in servizio, dal momento che il governo B sta facendo quello che non doveva fare: incerto sulle politiche economiche, alle prese con tagli indiscriminati alla spesa pubblica (leggete Formigoni e il suo attacco violentissimo a Tremonti per la riduzione dei trasferimenti per la Sanità), muscolare sulla sicurezza con iniziative molto gravi e impattanti dal punto di vista propagandistico ma di nessuna utilità pratica (vedi alla voce: impronte). La migliore trovata dell'esecutivo B resta l'idea di mandare i militari nelle strade e nello stesso tempo di tagliare gli organici alle forze dell'ordine. Ci vuole del talento. Il governo è partito male, come prevedevo e come ho sostenuto fin dai primi giorni. Una risata (del gorilla) li seppellirà.

postato da civati, 15:05 | link | commenti (7)

Buone pratiche democratiche

Tra gli innumerevoli progetti di questo strano 2008, Circoli virtuosi è tra quelli a cui sono più affezionato. Roberto ha iniziato a caricare il sito delle buone pratiche che stavamo aspettando. Cliccate e osservate con me. Alcuni fondano fondazioni, noi fondiamo il partito. Sapete com'è...

postato da civati, 14:54 | link | commenti (1)
circoli virtuosi

L'impronta democratica

improntademocraticaDopo lo straordinario successo de Il grembiule (girerò ancora, tra Lodi e Varese, la prossima settimana), non posso non segnalare la bella iniziativa del Pd di Triuggio, che si è inventato - attraverso il suo coordinatore, Pietro Cicardi - una t-shirt per la Festa democratica che è un vero e proprio manifesto politico. Prenotatela.

postato da civati, 09:01 | link | commenti (6)
diritti, circoli virtuosi

Analogie

Me lo ha fatto notare un amico: dal punto di vista della gestione politico-amministrativa, la vicenda dello smaltimento dei rifiuti campani in Lombardia è del tutto simile al bailamme che si è scatenato intorno alla preghiera del venerdì dei fedeli islamici a Milano. Una vergogna in entrambi i casi. Ipocrisie, pregiudizi, ideologismi della peggior specie: uno spettacolo inqualificabile. Gli islamici rompono in viale Jenner, romperanno al Vigorelli e poi al PalaSharp e allora è meglio allontanarli il più possibile. Magari li si manda ad Arese, visto che abbiamo cercato di mandarci i cinesi, ma l'operazione non è riuscita. Chiaro, così facendo, si intende tutelare la libertà di culto, come no?! I rifiuti si possono smaltire in Lombardia, ci mancherebbe, in un quadro di trasparenza e di correttezza di rapporti, come no?! Solo che a Brescia non li vogliono e quindi finisce che i rifiuti campani si bruciano a Milano e quelli di Milano, nel frattempo, si bruciano a Brescia. A me non pare normale. E credo che la politica lombarda debba cambiare. Così non si può andare avanti.

postato da civati, 08:43 | link | commenti
regione

mercoledì, luglio 16, 2008

Gggiovani

Ecco uno dei passaggi del Documento di programmazione economica dedicato alle politiche giovanili, segnalato dal collega consigliere Luciano Muhlbauer. E' scritto in politichese arcaico: «In coerenza con le finalità dell'Accordo di Programma Quadro in materia di politiche giovanili, saranno sviluppate le seguenti priorità di intervento: sviluppo di sperimentazioni territoriali e progetti integrati per il miglioramento della qualità della vita dei giovani attraverso il rafforzamento delle reti degli attori pubblici e privati. Particolare attenzione sarà dedicata al sostegno di progetti integrati e innovativi attivati attraverso gli strumenti di programmazione negoziata, che concorrono a valorizzare risorse e potenzialità delle politiche giovanili sul territorio, incentivando gli attori pubblici e privati delle politiche stesse a sviluppare proposte progettuali complesse realizzando sinergie anche operative». Non avete capito nulla? Non c'è problema. L'assessore Prosperini in commissione Cultura ci ha rassicurato: non c'è una lira di finanziamento. E' solo politichese. Arcaico.

postato da civati, 17:09 | link | commenti (7)
regione

Scemi e Buscemi

Audizione dell'assessore Buscemi in commissione Ambiente. Tema: i rifiuti campani. Ora la Regione li prende, in quantità di 9000 (tonnellate) e li smaltisce presso l'inceneritore di Figino, perché a Brescia non se la sentono di smaltire i rifiuti napoletani (in cambio, un po' dei rifiuti milanesi, destinati a Figino, andranno a Brescia, sic). Un nervosissimo Buscemi ci spiega che ora ci sono le condizioni per smaltirli, dopo avere sostenuto per mesi esattamente il contrario. Sostiene che è cambiato tutto, mentre l'unica cosa che è cambiata è il governo, e conseguentemente l'atteggiamento della Lega, che per mesi ha sostenuto che avrebbe bruciato i camion provenienti dalla Campania, e che invece ora, per bocca del capo, accetta lo smaltimento. Per quanto ci riguarda, quanto Buscemi sostiene ora, lo sostenevamo l'8 gennaio, data del nostro primo comunicato. Che si potessero smaltire i rifiuti, in quantità accettabili, di qualità garantita, in un tempo limitato, in cambio del giusto compenso, in un quadro di regole e di impegni definito, senza essere di nocumento agli impianti lombardi in attività: ora Buscemi (luglio) è d'accordo con noi (gennaio). Ecco quello che sosteneva, in un'intervista a Repubblica del 9 gennaio: «Non siamo nelle condizioni di ricevere rifiuti dall'esterno perché il nostro sistema funziona come un orologio svizzero, ma la sua capacità è già al completo». Un orologio svizzero, già al completo. Già. Gli faceva eco Roberto Formigoni, che sosteneva qualche ora dopo: «Abbiamo verificato la disponibilità dei 12 termovalorizzatori attivi in Lombardia ad accogliere eventualmente i rifiuti della Campania e tutti i gestori ci hanno comunicato di non avere questa possibilità». Tutti, ma proprio tutti. Qualche giorno dopo, il 23 gennaio, Buscemi spiegava che i rifiuti campani erano «incompatibili con i nostri sistemi di smaltimento, sia nei siti di stoccaggio che nei termovalorizzatori, per una serie di motivi tecnici legati alla capacità di smaltimento stesso della Regione Lombardia». Capacità di smaltimento insufficiente. Certo. La posizione cambiava leggermente di lì a poco: «Gli impianti della Lombardia possono ricevere solo rifiuti trattati e quelli campani non lo sono. E' quindi al momento impossibile riceverli». Al momento. Nel frattempo, Enio Moretti, Lega, precisava: «Se fate arrivare la spazzatura della Campania, ve la facciamo contro la campagna elettorale». Buscemi, subito dopo, se la prendeva con noi: «E' assolutamente falso che i rifiuti campani sono trattabili al pari di quelli lombardi e quindi smaltibili a pagamento perché la Lombardia smaltisce i rifiuti a seguito della raccolta differenziata». Non ce n'è, quindi. Dopo qualche mese, Formigoni riprende parola e afferma: «La nostra posizione è coerente ed è quella di sempre». Era il 27 giugno. La campagna elettorale era finita. La Lega al governo, Buscemi aveva trovato spazio negli ingranaggi dell'«orologio svizzero», e i rifiuti, quelli 'freschi' potevano essere finalmente smaltiti, come noi, modestamente, sostenevamo da gennaio. Saremo anche scemi.  Loro, però, sono Buscemi.

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regione

Maturità (t'avessi preso prima)

«Devo ancora compiere diciannove anni, ho una maglietta grigia e gli occhiali. L'esame di maturità è passato ed è andato tutto bene. Sto per partire per un viaggio in Europa in treno. Con me c'è Francesca, stiamo insieme da un anno. E' bella. Ci vogliamo bene. Al mio e nostro ritorno, mi iscriverò a filosofia. L'Italia ha appena perso la finale dei Mondiali con il Brasile, Baggio ha sbagliato l'ultimo rigore. Le elezioni le ha vinte Berlusconi e si dibatte di giustizia e, in particolare, di un decreto, il cosiddetto salva-ladri. Sui giornali si parla insistentemente delle difficoltà della sinistra e del dualismo D'Alema-Veltroni per la guida del partito». Spesso ci capita di sognare l'esame di maturità, a tanti anni di distanza. A volte, però, non si tratta di un sogno. Forse di un incubo.

postato da civati, 12:49 | link | commenti (8)
appunti per un partito nuovo

Svenduti e desipienti

Un belvedere, il nostro Paese. Il rapporto sulla cultura (un mezzo disastro) mirabilmente commentato da Michele Serra su Repubblica. La televisione pubblica «desipiente», per dirla con Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità sulle Comunicazioni. Ecco i talenti svenduti e le cose da cui ripartire. Prima di tutto. Prima che sia troppo tardi.

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cultura

Circoli virtuosi: il progetto, il sito, la collaborazione

Mentre tutti fondano la loro personale e 'privata' corrente (tu chiamale, se vuoi, fondazioni), continuo a pensare che il Pd debba investire sul capitale umano diffuso, ovvero sui suoi aderenti (tu chiamali, se vuoi, fondatori), accelerando il processo antico e nuovissimo insieme che passa sotto il nome di «tesseramento». In attesa che le tessere arrivino (se non ora, quando?), credo sia importante investire sui circoli, i 'luoghi' democratici per eccellenza, le nostre unità di base, i centri della partecipazione del nuovo partito. Per questo, abbiamo aperto, in collaborazione con Federico e con Roberto, un piccolo sito nel quale raccogliere le buone pratiche dei circoli lombardi. Il titolo del progetto è Circoli virtuosi e vuole essere una banca dati delle iniziative più originali e innovative dei circoli, per quanto riguarda la promozione di iniziative, la scelta di strumenti di comunicazione e di propaganda, l'organizzazione in generale. Segnalateci le 'cose' migliori che il vostro circolo abbia prodotto in questi primi mesi di vita del Pd: li metteremo a disposizione degli altri circoli, per condividere il nostro know how e lavorare insieme. In modo democratico, come piace a noi.

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circoli virtuosi

La moschea di Cremona e quella di Milano (reprise)

A Cremona, dopo il noto caso giudiziario che ha riguardato il centro islamico (un caso affrontato con grande fermezza dall'amministrazione comunale), il Comune ha intrapreso una linea del dialogo con la comunità islamica, all'insegna del rigore e del rispetto delle regole. Un privato ha messo a disposizione uno stabile e la comunità ha trovato un luogo di preghiera, pagando regolarmente l'affitto e mantenendo un profilo di grande trasparenza. Nel frattempo il tavolo interreligioso e una serie di iniziative di carattere interculturale hanno approfondito il tema dell'integrazione, della nuova cittadinanza, dei diritti e dei doveri che riguardano gli stranieri presenti nelle nostre città. Viene da chiedersi: perché a Cremona sì, e a Milano no (ovvero: perché è così scandaloso, per alcuni, immaginare che si possa trovare una sede per una moschea nella città che ospiterà l'Expo nel 2015)? P.S.: il termine moschea del titolo è impreciso. In realtà a Cremona, come in viale Jenner a Milano, si tratta di un centro islamico. La natura del problema, però, non cambia.

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diritti

Irresponsabile

Ecco che cosa pensa Tremonti di Formigoni (e Formigoni di Tremonti).

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regione

La moschea di Cremona e quella di Milano

Torno ora da Cremona. Il sindaco Corada mi ha raccontato la storia della moschea della sua città, molto istruttiva e utile per rispondere alla confusione che accompagna il dibattito sul luogo di preghiera per gli islamici a Milano, dopo lo 'sfratto' da viale Jenner. E' troppo tardi, però, e ve la descrivo domani.

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diritti

martedì, luglio 15, 2008

Da Cremona a Timbuctù (per dire)

Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Pensavo che questa sera sarò a Cremona per riprendere con Lucia il nostro viaggio attraverso la Lombardia dell'intercultura e della nuova cittadinanza che è un bel progetto però forse oltre ai progetti che dopo il grembiule ne ho degli altri in cantiere prima della fine del mese dovrei anche pensare ad organizzarmi le vacanze che qui ci sono le correnti e le derive ma il mare non si vede e che mi piacerebbe fare l'italiano all'estero fare una fuga non necessariamente con il cervello magari tornare a Barcelona o andare da Francesca a Berlin o a New York da Marcello oppure tipo a Timbuctù che è in Mali ma se vado avanti così che continuo a lavorare e stasera sarò a Cremona non riesco mica ad organizzarmi e finisce che anche quest'estate la passo a girare un documentario a girare la Lombardia a girare il Pd ma forse dovrei pensare ad organizzarmi le vacanze, per dire.

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Il grembiule in 'nazionale'

Sul sito del Pd. Wow.

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Perché?

Dopo la rassegna stampa di questa mattina, non mi rassegno e chiedo a voi: perché un partito si deve sfinire a botte di dibattiti sulle alleanze, ancor prima di esistere, come partito, in tutte le sue articolazioni? Perché dobbiamo definirci a partire dai nostri alleati (veri o presunti), quando tutti ci chiedono di definire prima di tutto il nostro profilo e la nostra proposta politica (come se fossimo quelli che, alla domanda «chi sei?», rispondono facendo l'elenco dei loro amici)? Perché abbiamo fatto una scelta orgogliosamente autonoma in campagna elettorale, e oggi ci ritroviamo nella più totalizzante delle eteronomie (rileggersi Kant, please, prima del prossimo convegno in località termale)? Perché vogliamo discutere di alleanze, quando non sappiamo cosa succederà non dico tra un anno, ma nemmeno tra due mesi? Perché non ci preoccupiamo dei disastri con cui il governo B è partito, invece di dare l'impressione che l'unica cosa che ci appassioni sono i posizionamenti, le correnti (tu chiamale, se vuoi, fondazioni), il dibattito ombelicale? Perché?

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appunti per un partito nuovo

Il segreto

Rob Brezsny, questa settimana, sembra la sibilla cumana. Il leone è alle prese con «il segreto per trasformare i veleni in medicine, trarre vantaggio dalle debolezze e trovare la strada senza bussola». Speriamo in bene.

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Ho due miti soltanto, la Meo e il partito

I love this woman.

postato da civati, 09:33 | link | commenti (3)

Un Paese senza qualità?

Inutile perdersi in tortuosi giri di parole: il libro di Irene Tinagli, Talento da svendere, Einaudi, è semplicemente indispensabile. L'indagine dell'autrice, ricercatrice a Pittsburgh, è equilibrata, accurata ed esaustiva e il libro è ben scritto e assolutamente leggibile anche sotto l'ombrellone di una spiaggia o di ritorno da una passeggiata sulle Dolomiti. Promozione e valorizzazione del talento, mentorship, merito, fuga e attrazione dei cervelli, competitività e qualità del contesto sociale sono le parole chiave del testo. Tinagli dimostra di saper declinare con grande maturità la lezione di Richard Florida: si trova di fronte ad un caso unico, per non dire disperato, e lo affronta con l'acribia della studiosa e con una vena di passione civile che non guasta, nel tempo - devastato e vile - che ci tocca vivere nel nostro Paese. Particolarmente interessante la tematizzazione dell'«importanza dei luoghi», alla ricerca di una «via italiana al talento» che passi attraverso il mondo dell'università e dell'impresa, ma soprattutto attraverso le nostre comunità e le nostre città. Colpisce, leggendo Tinagli, l'importanza del contesto, della motivazione individuale ma soprattutto collettiva che va ritrovata al più presto, per non scivolare ancora più in basso. Non solo nelle statistiche, ma anche nella percezione di sé, che attualmente è molto deprimente per tutti noi. Il libro di Tinagli è un bel manifesto per immaginare una nuova auto-rappresentazione dell'Italia e per affermare la necessità di una sfida - quella del talento e del merito - che interroga direttamente la politica proprio perché la politica, così com'è, non se ne occupa o finge di non vedere il problema. Il motivo è molto semplice: il problema in questione riguarda anche (e forse soprattutto) la politica, i gruppi dirigenti e le élites di un paese senza qualità. Se il Pd vuole proporre letture che ne qualifichino la proposta politica, Tinagli non può mancare.

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letture

lunedì, luglio 14, 2008

Nel nome di Firmino

Foto997Vorrei rilancia il progetto di lettura collettiva, a qualche ora di distanza dalla presentazione di giovedì. Proponete un testo da leggere quest'estate, meditare a settembre e discutere a ottobre. Mi raccomando.

postato da civati, 14:30 | link | commenti (2)
letture

Red & fish

Dopo aver ascoltato le dichiarazioni di Gentiloni, sono rimasto senza parole e ho deciso di affidarmi alle considerazioni di Zoro, che ringrazio per la citazione de Il grembiule e per averne colto il "senso politico".

postato da civati, 14:22 | link | commenti (8)

Mille e ancora Mille

Di ritorno dalla tre giorni de iMille e per dirla con Borges: vidi cervelli in fuga, vidi ricercatori nostalgici di un paese che non li ha capiti, vidi talenti svenduti, vidi italiani all'estero, vidi Veltroni, vidi una tessera del Pd, vidi coppie di fatto chiedere legittimi diritti, vidi Simoni, vidi l'argomentare raffinato di Cuperlo, vidi Zoro per la prima volta non in video, vidi i giornali travisare tutti ma proprio tutti i contenuti dei nostri interventi, vidi Ivan e Marella e Lucio e Riccardo e Francesco, vidi da Trieste arrivare Laura e Emanuela da Giussano (un po' come l'Alberto, però democratica), vidi le perigliose correnti apparirmi lontane e tutto sommato innocue, vidi Obama su una maglietta arancione, vidi Cristiana discutere e andare al mare col motorello, vidi a Caracalla Emanuela che pensavo fosse antipatica e invece non lo è, vidi idee, proposte concrete, ragionamenti, vidi l'assunzione di responsabilità. E vidi il Pd, lo vidi distintamente da tutti i punti di osservazione, e piansi, perché così non lo avevo mai visto.

postato da civati, 10:50 | link | commenti (23)
appunti per un partito nuovo

Ci mancava anche questa

Porca miseria.

postato da civati, 10:20 | link | commenti (17)

Il grembiule e Affari

Splendido servizio di Affaritaliani su primarie e grembiuli.

postato da civati, 10:18 | link | commenti (1)

Il grembiule: work in progress

L'idea de Il grembiule è quella di creare un video-dibattito sul "passaggio di fase" a cui andrà incontro, nei prossimi mesi, il Partito democratico. Youtube, com'è noto, consente commenti filmati, attraverso i quali è possibile rispondere al video 'principale'. Altri, più coraggiosi, potrebbero anche immaginare di girare un loro grembiule, riprendendo le loro feste e la discussione che certamente si sta svolgendo in tutta Italia in questi giorni. Per qualsiasi ulteriore informazione, scrivete a ilgrembiule@civati.it. Buona visione e buona discussione.

postato da civati, 10:08 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

Fuori dal mondo

La Padania è campione del mondo. Giuro. In Lapponia ha battuto gli Aramaici. Sembra un libro di Stefano Benni o una riedizione di Cuore, invece è tutto - incredibilmente - vero. Cliccate qui.

postato da civati, 07:48 | link | commenti (2)

domenica, luglio 13, 2008

La nostra corrente è il Pd (tra parentesi: tutto il resto è noia)

Sarà perché sono ancora impegnato nella tre giorni de iMille a parlare delle cose da fare per costruire il Pd, ma credo di poter dire che questa storia delle correnti e del correntismo la vivo con un grande sentimento di estraneità. Dopo le dichiarazioni radical-choc di Rutelli, le alchimie di Cossiga riportate in prima pagina dal Corriere (sempre pronto a trovare inciuci e larghe intese anche dove non ci sono), fa piacere ascoltare Marco Simoni, portavoce de iMille, che ha ricordato qualche minuto fa che non siamo disponibili a intervenire in questo dibattito stucchevole e ombelicale. Parliamo di problemi, di questioni, del nuovo partito. Oleg Curci, un geniale infermiere di Genova, ha detto oggi che ha paura che tra un po' arriveremo al punto che si costituirà una corrente all'interno del Partito Democratico che si chiamerà Partito Democratico (per dire). Il paradosso fa pensare. E viene voglia di ricordare quello slogan che definisce i «senza corrente»: «la nostra corrente è il Pd». Punto. Altro che choc: tutto il resto è noia.

postato da civati, 11:59 | link | commenti (12)
appunti per un partito nuovo

sabato, luglio 12, 2008

A Fra', che te serve?

Da Montecatini, dove si riunisce la nuova corrente di destra del Pd, simmetrica a Red e più moderata di White (si chiamerà Pink?), interviene Francesco Rutelli. Parla di «choc inevitabili». Forse Roma non è bastata.

postato da civati, 17:33 | link | commenti (5)
appunti per un partito nuovo

Tutto inventato

Oggi Il Giorno si inventa una polemica assurda tra Irene Tinagli e il vostro affezionatissimo sul partito delle salamelle contro il partito dei cervelloni. Non ho mai pronunciato le parole che sono là riportate, né penso che siano da contrapporre cervelli e salamelle (anzi, nel mio intervento ho affermato esattamente il contrario). E, per dirla tutta, credo che Irene Tinagli sia molto brava e il suo intervento di ieri molto condivisibile. Per dire che, a volte, sui giornali, scrivono delle cose che non sono vere. Per niente.

postato da civati, 16:09 | link | commenti (7)

Nelle migliori sale, le vostre

Il grembiule spopola sul web. Lo trovate qui: uno, due e tre.

postato da civati, 12:02 | link | commenti (2)

I mille video di ieri

Su Radio radicale i video della giornata di ieri (e le foto, anche).

postato da civati, 10:46 | link | commenti

Partono i vapori

Ad un anno di distanza dalla loro nascita, iMille sono partiti davvero. E attraverseranno l'Italia, muovendo i primi passi - in modo filologicamente corretto - dalla Sicilia di Giuseppe Provenzano e dai ragazzi che in queste ore hanno posto con forza la questione meridionale. Insomma, come allora da Quarto, partono i vapori. E noi con loro. Buona politica ieri nella sede romana del Pd: un ispirato Gianni Cuperlo (che ha rilanciato la nostra battaglia ideale), una Marta Meo à la Kennedy (molto convincente, ma non è una novità), un preciso e programmatico (e breve!) Marco Simoni, un appassionato Scalfarotto e un Veltroni che sembrava quasi di essere tornati in campagna elettorale. Per quanto mi riguarda, ho ripercorso temi a me molto cari: superamento degli ex, "prima il partito, poi le correnti", lavoro sul territorio, nelle istituzioni, contaminazione de iMille con il lavoro di partito (perché è giusto, e anche per superare una parvenza di elitarismo di cui siamo stati spesso accusati). E, soprattutto, un rilancio del pluralismo e del dibattito: perché il pluralismo non si costruisce con le consorterie degli ex, ma con una molteplicità di punti di vista, e una sede dove confrontarli, dove verificarli e misurarli. Questo è il Pd di Veltroni o - ancor meglio - di Borges: «ogni cosa era infinite cose, perché io la vedevo distintamente da tutti i punti dell’universo» (e, in questo ambito, più modestamente, mi sono ritagliato il ruolo di «vedetta lombarda»). Un invito a iMille: perché ogni volta che ci sentiremo una corrente e una burocrazia, ogni volta che si sentirà anche solo il riflesso di un atteggiamento di questo tipo, staremo sbagliando. Noi siamo piuttosto un’agenzia per il Pd, per dare contenuti, strumenti, e soprattutto punti di vista. Sparsi come siamo nel pianeta, funzioniamo meglio di altri, come punti di osservazione. Ecco la mia idea di pluralismo. E quando ieri ho lanciato la raccolta di adesioni alla «corrente dei senza corrente», Walter Veltroni ha alzato scherzosamente la mano. E quando ho chiesto che ci si qualificasse attraverso le cose che si fanno e non attraverso i nomi (e i cognomi) di chi le fa, il segretario del Pd ha commentato positivamente e ha voluto riprendere il passaggio anche nel suo intervento. Insomma, una bella giornata. Di buona politica. «C'è futuro», direbbe Rampi. E «siamo noi quelli che stavamo aspettando», come vuole la citazione del candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, che gli attivisti del circolo online Obama hanno voluto stampare sulle loro t-shirt (di un improbabile arancione, a ricordarci che i colori - dal red al white, per capirci - possono costituire un problema per il Pd, un grande problema).

postato da civati, 09:40 | link | commenti (5)

Nasce Pd Next

Comunicato stampa. «Dove siete finiti?». Una semplice domanda che ci siamo visti rivolgere fino alla nausea in questi ultimi tre mesi e proprio da questo punto interrogativo abbiamo deciso di (ri)partire. Per questo è nato (nella rete) PDNext che vedrà la sua prima iniziativa fuori dalla rete domenica 20 luglio a Vimercate. Non è né un nuovo circolo, né una corrente, e neppure una giovanile. Né red, né white, né green. E' un semplice progetto, totalmente extrastrutturale, finalizzato a catalizzare i futuri volti nuovi del Partito Democratico. Particolarmente i facebookers e bloggers democratici della Brianza (e non) che già si trovano e scambiano opinioni in ambito virtuale, e ora sono invitati ad “uscire dai blog”. L'idea è nata nelle serate delle prime Feste Democratiche della brianza da quattro “giovani dirigenti” del PD Brianzolo, tutti attivi con i loro blog nella rete, con cui da tempo restano in contatto, e recentemente sbarcati nell'universo virtuale del più noto social network del mondo (quello su cui tanto ha fatto Obama): Facebook. Così Marco Lamperti, Mattia Carzaniga, Roberto Rampi e Giuseppe Civati, coscienti del fatto che il Partito Democratico sia, prima di tutto, innovazione politica, culturale, amministrativa e comunicativa, hanno deciso di mettere in pratica da subito il tentativo di attuare il tanto citato cambiamento, uscendo finalmente dai nostri blog, dai nostri circoli e dai nostri direttivi. PDNext non è stato, infatti, un nome scelto a caso, significa “Pd, prossimo, praticamente-subito”, innovazione immediata nel modo di fare e comunicare la politica, utilizzando mezzi sempre più all’avanguardia e sempre più vicini al vivere quotidiano delle persone e, in particolar modo, dei giovani, i pilastri portanti del Partito Democratico. Ed è così che, dopo una campagna elettorale sui, dai e nei blog, PDNext ha trovato il suo primo volto su Facebook, nel famoso social network che permette non solo l’iscrizione e l’interazione tra singoli utenti provenienti da ogni angolo del mondo, ma anche la creazione di gruppi tematici, inviti ad iniziative e forum di discussione, ed ha raccolto ad oggi in brianza le prime 68 adesioni. Cliccate qui per aderire. Il primo appuntamento è per domenica 20 luglio alle ore 18.30 presso la Locomotiva di Vimercate (piazza Marconi) per un aperitivo democratico finalizzato a conoscerci meglio, condividere il progetto di PDNext e l'attività per il prossimo inverno.

postato da civati, 09:13 | link | commenti (1)
appunti per un partito nuovo

giovedì, luglio 10, 2008

Il grembiule: il film

Grembiule_copertina-1

«Non basta cambiare grembiule, bisogna cambiare pelle», «ritrovare il clima della campagna elettorale», «far partecipare di più alle decisioni»: sono solo alcune delle dichiarazioni raccolte nel documentario Il grembiule, un percorso attraverso le Feste democratiche della Brianza, che vuole diventare un format per tutte le iniziative dello stesso segno promosse dal Pd. La Festa diviene, per molti, metafora di come dovrebbe essere il Pd, a contatto con la ‘gente’, in un clima di collaborazione, all'insegna della conoscenza reciproca.

Il video: uno, due e tre.

postato da civati, 16:08 | link | commenti (10)

iMille: il programma del convegno

Lo trovate qui. Il vostro affezionatissimo parlerà in mattinata. C'è anche la diretta web, per dire.

postato da civati, 15:02 | link | commenti (2)

Un sondaggio così

Una consultazione come questa, anche per il Pd. Ecco quello che ci vorrebbe.

postato da civati, 12:53 | link | commenti (7)
appunti per un partito nuovo

Benvenuto, caro Firmino

Stasera Firmino, il personaggio di Sam Savage, sarà in città. A Monza, libreria Feltrinelli, ore 21 (qui il programma). Tutto è iniziato su questo blog, e il progetto di lettura collettiva che avevo lanciato tempo fa finalmente muove i primi passi. E lo fa con Firmino, il più straordinario invito alla lettura – e, attraverso le sue citazioni, alla rilettura – che sia stato concepito da mente umana (o topesca) negli ultimi anni. Sarà un'occasione imperdibile anche per scegliere che cosa leggere nelle prossime vacanze, in un vero e proprio book crossing. Per quanto mi riguarda, sappiate fin d'ora che i più raccomandati, per quanto mi riguarda, sono Peter Cameron e Olivier Adam. E scusate se è poco. A stasera, ci conto.

postato da civati, 11:04 | link | commenti (3)
letture

Sapessi com'è strano essere islamici a Milano

Adesso viene fuori che non va bene nemmeno il Vigorelli, per ospitare la preghiera del venerdì (che, sia detto per inciso, non dura tutto il giorno, ma qualche minuto). Forza Italia, che si scopre più a destra di Prosperini, minaccia sfracelli nell'odierno Consiglio comunale milanese. Staremo a vedere. Quello che sappiamo già - da tempo immemorabile - è che la destra è bravissima a evocare il tema della paura, talmente brava che quando si trova a governare e ad affrontare il problema della 'sicurezza' si squaglia come neve al sole. Al Vigorelli si correvano le Sei giorni: per cambiare posizione, alla maggioranza che sostiene (si fa per dire) Letizia Moratti, ne sono bastati due. Complimenti vivissimi.

postato da civati, 10:43 | link | commenti (4)
diritti

mercoledì, luglio 09, 2008

Paso doble football club: quel che resta del calcio incrociato

A cura di AreaOdeon, il reportage (foto e video) del torneo di calcio incrociato, a cui abbiamo partecipato come Paso doble football club (nella foto il vostro affezionatissimo è con Marcello).

AO-CalcioIncrociato-071

postato da civati, 18:24 | link | commenti (4)

Per un Isee federalista

Oggi in commissione Cultura, Formazione e Sport si parlava di diritto allo studio universitario. La regione Lombardia è quella nella quale la richiesta di borse di studio è in percentuale più bassa rispetto alle altre regioni italiane. La ragione fondamentale è l'abbandono scolastico e la scarsa propensione a proseguire negli studi da parte delle classi meno abbienti. Ed è un fatto sempre inquietante per la regione che si vanta di essere la più avanzata del Paese. Ma c'è un altro dato che fa riflettere. L'indicatore Isee in certi casi, come il presente, ha maglie troppo strette per i lombardi, soprattutto se si prende in considerazione il reale costo della vita. Per quanto riguarda l'università, i parametri sono stabiliti a livello nazionale, e le differenze tra realtà e realtà, quindi, non sono prese in considerazione. Forse si dovrebbe misurare alcune soglie di accesso ai servizi e ai contributi pubblici con un'attenzione all'Isee, da una parte, e, dall'altra, ai valori del costo della vita. Si può fare, credo, e potrebbe essere una mossa federalista molto intelligente e utile ai cittadini lombardi. E non solo.

postato da civati, 15:59 | link | commenti
regione

Anche il fax

Qualche sera fa ero in tv. Si parlava, come quasi sempre, di sicurezza, e dell'"emergenza-Rom" in particolare. Fioccavano mail e fax, al posto delle tradizionali telefonate della signora Maria da Cermenate. Ad un certo punto, arriva un fax di Carmela, che dice che i Rom le hanno rubato in casa. Dopo qualche minuto, ne arriva un altro, in cui sempre Carmela spiega che a suo figlio gli hanno rubato l'autoradio. Chi? Ma i Rom, ovviamente. Il tempo di un passaggio pubblicitario e di fax ne arriva un terzo, in cui Carmela prosegue spiegando che a sua cognata i Rom hanno portato via i gioielli. A quel punto, folgorante battuta dell'assistente di studio: speriamo che le portino via anche il fax. Per dire (e, per una volta, per sdrammatizzare).

postato da civati, 15:54 | link | commenti

Condizionale futuro

Leggendo e rileggendo il Dpefr, il documento di programmazione regionale, si scoprono coniugazioni del verbo davvero curiose, così come lo sono alcune scelte sintattiche. C'è una sorta di condizionale futuro ("nel prossimo anno potremmo..." che sarebbe un 'potrerremmo'), la perifrastica declinativa ("stiamo per mettere a punto un osservatorio che dovrà..."), il periodo ipotetico dell'irresponsabilità ("se avessimo potuto, l'avremmo fatto" - sottinteso: non l'abbiamo fatto). Tutte cose che non vorremmo vedere. Come direbbe Lucarelli, non qui. Non da noi. Non in Lombardia.

postato da civati, 15:51 | link | commenti (1)
regione

Faceva meglio ad andare a Roma

Presentato il Documento di programmazione economica e finanziaria della Regione Lombardia. Una novantina di pagine letteralmente imbarazzanti, la certificazione che Formigoni pensava davvero di andare via e che la legislatura avrebbe dovuto concludersi con due anni di anticipo. A peggiorare il clima, l'atteggiamento della maggioranza: alle prese con l'ennesimo rimpasto di giunta ormai da settimane, si abbandona a comportamenti di bassissimo profilo istituzionale, com'è capitato oggi in commissione Ambiente. Avevamo chiesto - da più di un mese - l'audizione degli assessori regionali, provinciali e comunali sullo smog, e non abbiamo ricevuto alcuna risposta, nonostante le nostre continue sollecitazioni. Lo stesso è accaduto per la vicenda dei rifiuti campani. Arriveranno, senza che il Consiglio abbia potuto occuparsene. Stanno trasformando la Regione in un ente inutile. La aboliranno per decreto?

postato da civati, 12:04 | link | commenti
regione

Federalismo-non-solo-a-parole

Questa sera a Usmate a parlar di federalismo. Si tratta del punto politico di maggiore criticità per l'azione di governo di B e dei suoi. Bossi già esagera e cerca il dialogo con il Pd, perché si rende conto, come spiegava ieri Veltroni, che il federalismo, con il Pdl, non lo avrà mai. Il Pd ha una propria proposta, di federalismo differenziato (così si chiama), di grande equilibrio e misura. E' il momento di parlarne. Non solo ad Usmate, s'intende.

postato da civati, 08:07 | link | commenti (6)

Mi dispiace

Ma così facciamo, soltanto e unicamente, il suo gioco. Troviamo il modo di rappresentare l'indignazione e la protesta, senza scadere nel vilipendio e in quello che Ceccarelli, giustamente, definisce lo "specchio di B". Facciamolo, prima che sia (già) troppo tardi. Decisione e fermezza, senza sconti, "ma anche" senza cadere nelle provocazioni più autolesioniste della storia della politica italiana.

postato da civati, 07:59 | link | commenti (50)

Il grembiule, vol. I

E' con grande soddisfazione che annuncio l'imminente uscita de Il grembiule, il documentario dedicato alle feste democratiche, al 'cambio' di grembiule che il principale partito del centrosinistra sta vivendo in queste settimane. Il pdocu sarà online tra qualche ora, su youtube e, almeno nelle intenzioni, dovrebbe fungere da modello per altri che vogliano intraprendere analoga iniziativa. Il Pd raccontato da chi lo fa. Un messaggio semplice e, forse, rivoluzionario per un partito che è già fin troppo ingessato.

postato da civati, 07:52 | link | commenti

martedì, luglio 08, 2008

E' questione di equilibrio (non è mica facile)

Continuo a preferire i Baustelle "prima maniera", però alcune cose dell'ultimo album non sono mica male.

postato da civati, 11:29 | link | commenti (2)

S.C.

Prendo spunto dalla bella intervista di Walter Veltroni a Federico Geremicca della Stampa, per rappresentare la posizione della corrente-si-fa-per-dire del Partito Democratico che ho fondato: l'acronimo è S.C. e sta, appunto, per «senza corrente». Muovo dalla scelta del nome dei colori per le associazioni e le fondazioni che si vanno via via costituendo. A me ha fatto venire in mente quel famoso film di Tarantino, in cui i 'professionisti' si danno un nome in codice. C'è Mr. Pink, Mr. Brown, Mr. White. Qualcuno si ricorda come va a finire? Propongo una 'missione' semplice semplice: costruiamo il Pd, apriamo il tesseramento, approfondiamo lo scambio di esperienze e di 'provenienze' e soltanto al termine di questo processo confrontiamoci tra varie anime e ispirazioni. E non sulla base di correnti predefinite, ma discutendo (e, ove possibile, argomentando) a partire dai problemi. Ad esempio, personalmente, a volte sono d'accordo con Mr. Pink, altre con Mr. White. E mi sento molto, ma molto democratico. Sbaglio?

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appunti per un partito nuovo

Minareto Pertusella

Milano, secondo alcuni autorevoli esponenti della destra di governo (sì, ciao), non può ospitare una moschea. Che andassero altrove, gli islamici. Magari in una città dell'hinterland o, meglio, della provincia diffusa, che c'è più spazio, tipo a Caronno Pertusella o a Cernusco Lombardone (sulla Grigna, che ne dite?). E' incredibile come la famosa capitale morale sia caduta così in basso. Via da viale Jenner? Sono anni che lo dico, che una situazione così degradata non aiuta nessuno, che sia islamico o mormone. Ma che nella pianificazione urbanistica della città più avanzata del Paese non ci sia un lotto (uno soltanto) per la moschea, è un fatto di una tristezza senza fine. Non credo che una città sia amministrata così, in tutta l'Europa occidentale (in quella orientale, per buona parte, le moschee ci sono da secoli). E' il caso che qualcuno lo dica.

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cultura, diritti

Io mi scuso

Ho deciso, tornando ieri notte da Cantù, che d'ora in avanti introdurrò, nella mia vita, personale e professionale, il seguente criterio: distinguere le persone che chiedono scusa da quelle che non lo fanno mai. Ci sono quelli che non si scusano perché non è necessario, quelli che non si scusano perché è inutile, quelli che non si scusano perché loro no, non si scusano. E basta. Ho imparato a diffidarne. Volevo lo sapeste.

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Lost?

Non sto a spiegarvi il perché, ma a me Lost non piace e 'veramente' non capisco il motivo di tanto successo. Ecco. L'ho detto.

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lunedì, luglio 07, 2008

Fascio-book?

Su Facebook un sacco di destrorsi vogliono diventare miei amici: dove ho sbagliato? Nel frattempo, Marcello indaga sul dilagare dei leghisti. Cliccate qui per saperne di più.

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Firmino is coming!

«Avevo sempre immaginato che la storia della mia vita, se un giorno l'avessi mai scritta, sarebbe cominciata con un capoverso memorabile». E' l'incipit di Firmino, il romanzo di Sam Savage dedicato al topolino divoratore di libri, che giovedì sera presenteremo, discuteremo, leggeremo presso la libreria Feltrinelli (ore 21: qui il programma e le informazioni del caso). E' il primo esperimento di lettura collettiva che pratichiamo nella nostra città: tutti coloro che l'hanno letto, lo portino con sé e ci raccontino il passo, l'elemento, il personaggio, l'immagine che li ha colpiti di più. E portino con sé anche un amico che il libro non l'abbia (ancora) letto. Vi aspettiamo.

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Ombre e governi

A chi riflette sulle ombre e sui governi, consiglio la lettura di Roberto Casati, La scoperta dell'ombra. Da Platone a Galileo la storia di un enigma che ha affascinato le grandi menti dell'umanità, Laterza. Casati è di Monza, insegna a Parigi ed è bravissimo a illustrare concetti filosofici e astronomici con grande semplicità e chiarezza.  «Tutte le osservazioni celesti si fanno per mezzo della luce e dell'ombra», scrisse Keplero. Casati ci spiega perché. Quanto a noi, «umbra profunda sumus». E, per favore, «non tormentateci» (Giordano Bruno, De umbris idearum).

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letture

domenica, luglio 06, 2008

I blaugrana e gli incroci possibili in un campo da calcio

«Gli incroci possibili in una piazza», canta Lorenzo. Ce ne sono infiniti, ovviamente, e bene lo sa chi ha partecipato al torneo di calcio incrociato, promosso da AreaOdeon per Croce Rossa quest'oggi allo stadio Sada di Monza. Una disciplina molto divertente, che ha per certi versi (almeno per me) dei tratti esistenziali, tale è la confusione in mezzo al campo, con le due palle e le quattro porte nelle quali segnare (due per squadra, s'intende), e la totale spossatezza a fine partita, come quando, da bambini, «si giocava tra le 127» (qui la citazione è di Bersani, nel senso di Samuele). Il torneo si è risolto con una vittoria dei blu, la squadra del vostro affezionatissimo, che si è presentato con i pantaloncini granata tanto per darsi un po' di arie barcellonesi. Sette gol all'attivo (vagamente delpieriani, come no?), oltre a due errori incredibili sotto porta e a un calcio buono solo in una partita su due. Lo stesso non posso dire di Duccio, che ha confermato le sue doti fuori dall'ordinario nella squadra rossa, e di MarcoC, che ha resistito "per motivi familiari" solo al primo match (militava tra i bianchi) offrendo una prestazione notevole vista la scarsa preparazione. Nonostante i campioni della Paso doble siano stati immediatamente separati (e nonostante il forfait di Roberto e Mattia: cialtroni), con i blu abbiamo vinto, raccolto qualche euro per una buona causa e ci siamo divertiti. Per la prossima partita, però, ci vuole una preparazione in altura, due mesi di allenamento e un po' di cambi. Soprattutto se si gioca all'ora di pranzo. Sapete com'è: si rischia la vita, anche in presenza della Croce Rossa...

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il segreto di alex

Il parricidio (noialtri gente comune)

Mi chiedono in tanti: perché «Ammazzare il padre», venerdì prossimo, a Roma, con iMille? Non sta molto bene, come titolo. Spiego che anche a me non piace molto, per via di una certa qual aggressività. Però, sul termine e sull'espressione, vale la pena di intendersi. E per farlo, è il caso di recuperare il testo del più famoso parricidio della storia del pensiero. Si trova nel Sofista di Platone (241d-seguenti) e il padre da uccidere è Parmenide. Innanzitutto, riconoscendolo come tale, al padre si attribuisce un ruolo fondamentale. Ma la cosa importante è che - nell'ambito della disputa sull'essere (questione rispetto alla quale anche quella sull'identità e direzione del Pd sembra tutto sommato abbordabile) e per distinguersi dalle diverse correnti («una battaglia di giganti») - Teeteto e lo Straniero di Elea minacciano addirittura di «sottoporre a tortura» il pensiero del padre con l'unica 'arma' che conoscono, la discussione ovvero il dialogo filosofico. E si presentano così: «noialtri gente comune». E dicono che è necessario «dare battaglia nei ragionamenti». E avvertono che «pare che ognuno si metta a raccontarci una storia, come fossimo ragazzini», spesso «guardandoci dall'alto in basso», con il risultato fin troppo ovvio («lo vedrebbe anche un cieco»!) che ci troviamo in una «condizione di paralisi». Ecco perché venerdì ci troviamo a Roma. Perché vorremmo prenderci la responsabilità delle cose che pensiamo e che pratichiamo - o che vorremmo praticare - in politica. E finalmente fare i conti, prima di tutto con noi stessi. E con quella idea di Pd a cui stiamo dedicando tutte le nostre energie.

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appunti per un partito nuovo

sabato, luglio 05, 2008

Pd football club

Domattina, ore 10.30, saremo al Sada per il torneo di calcio incrociato promosso da Croce Rossa. La nostra squadra si chiama Pd, nel senso di Paso doble, e di Pippo - trequartista ormai in pensione - e Duccio - difensore centrale che per un pelo ha mancato la convocazione in Nazionale (e a Vienna le cose si sarebbero messe meglio). Non è importante vincere per la Paso doble. L'importante è giocare discretamente e fare del bene. Ecco, l'ho detto.

postato da civati, 19:23 | link | commenti (3)

Chi la fa, l'aspetti (in medio stat virtus)

Ricevo da Marcello e rilancio.

postato da civati, 19:20 | link | commenti (2)
diritti

«Oh coz nothing is lost, it's just frozen in frost»

Il verso di Damien Rice con cui si apre il capitolo finale del miglior romanzo italiano del 2008 lo conclude e descrive perfettamente. Sto parlando (ovviamente, perché lo fanno tutti) di Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi, Mondadori. Lui è giovanissimo, ma ha una scrittura matura, definisce con precisione estrema il profilo dei personaggi, costruisce una storia appassionante e verosimile, nonostante la potentissima miscela di traumi e ossessioni da cui è attraversata. Un giorno tutto il dolore che colpisce i protagonisti, Alice e Mattia, sarà loro utile, perché la loro vita si misura costantemente con esso. E il loro rapporto si costruisce e risolve proprio a partire da questo dolore e dalla sua assunzione. C'è qualcosa di grandiosamente hegeliano in tutto questo, nell'immane potenza del negativo, certamente, ma soprattutto nella tensione essenziale che attraversa tutta la storia. E la percorre in lungo e in largo, tanto che è difficile sottrarsi alla lettura, quasi che Giordano, questa tensione, sappia trasferirla anche ai suoi lettori. Non si può farne a meno, fidatevi.

postato da civati, 18:13 | link | commenti
letture

Il grembiule (segue)

Stasera a Brugherio. Il progetto Il grembiule prosegue. Entro il 15 luglio vedrete i primi risultati di un work in progress che cambierà la vita del Pd (per dire).

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appunti per un partito nuovo

venerdì, luglio 04, 2008

Futili (e)motivi

Piovono sms e, soprattutto, richiamini. Se ne occupa Vorrei, come sempre.

postato da civati, 18:40 | link | commenti

Peggio che in campagna elettorale

Si fa per dire, perché, com'è noto, mi diverto un sacco. Questa sera alla festa di Besana Brianza per il terzo atto de Il grembiule. Domattina, convegno a Monticello su Expo 2015. Domenica trofeo di calcio incrociato. Lunedì sera alla festa di Cantù, dibattito sull'energia. Martedì a Cesano, incontro con alcuni giovani democratici. Mercoledì a Usmate (sempre alle 21) si parla di federalismo fiscale. Giovedì sono alla Feltrinelli di Monza a presentare Firmino. Venerdì a Roma al convegno de iMille, che prosegue in serata, e poi sabato e poi domenica. A chi dice che non si fa nulla, da queste parti, rispondo con la battuta di Zapatero: «a cada insulto que recibamos, nosotros... una iniziativa».

postato da civati, 18:10 | link | commenti (2)

«Preferite tornare indietro, invece che andare avanti»

In tempi di correnti, di ex, di eterni ritorni, ci aiuta una scena di Manuale d'amore. In quanto esponente della «corrente dei senza corrente», mi piace riproporla. E' molto istruttiva.



Poi finisce bene, la storia, però la trama è controversa (sembra quasi il Pd).

postato da civati, 16:14 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

Ogni volta che vedi un tarlo asiatico

Chiama la Regione. Ogni doppio senso è involontario (ci auguriamo). Grazie a Dario per la segnalazione.

postato da civati, 14:43 | link | commenti (1)

Il futuro (democratico) in un libro

Maurizio Martina mi ha invitato a partecipare all'iniziativa Democratici al futuro e ho prontamente aderito, anche perché il futuro è l'unico tempo del verbo che mi attira. Si deve indicare un libro, all'ingresso. Ed io, come sempre, ho portato con me Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile. Non credo di dover aggiungere altro.

postato da civati, 13:15 | link | commenti (7)
appunti per un partito nuovo

Independence day (smells like 'dem' spirit)

Che poi se uno ci pensa il giorno dell'indipendenza è molto interessante. C'è chi, come Obama, celebra l'indipendenza da un sistema malato. O chi, come me, si sente libero un po' più del solito. O, ancora, chi, come Andrea Mollica, si supera: il suo endorsement per Obama vale molto. Lo trovate sul suo bel blog.

postato da civati, 09:13 | link | commenti
obama sui navigli

I Mille e una notte

I CivaTales non finiscono mai. Questa settimana, il racconto è dedicato ai Mille. E non è un caso. Leggetelo. E, soprattutto, commentatelo (fossi in voi lo farei ascoltando Your ex lover is dead degli Stars).

postato da civati, 08:28 | link | commenti (3)
racconti

iMille a Roma (venite, venite)

Qui il programma. Ci sono alcune delle migliori menti democratiche (incluso, per sbaglio, il vostro affezionatissimo). C'è da fare il Pd, altrimenti sono guai.

postato da civati, 08:23 | link | commenti (2)

Cavallera 2015

Ne parleremo domani in occasione del convegno promosso dal Pd a Villa Greppi, su iniziativa del gruppo consiliare regionale e segnatamente del collega Carlo Spreafico. E' il ruolo che Monza, Como e Lecco vogliono giocarsi in vista dell'Expo 2015. A me è affidato il compito di introdurre la discussione e rinvio a domattina per l'approfondimento dei contenuti. Quello che voglio anticipare fin d'ora è un simbolo a cui fare riferimento. Si tratta della cascina della Cavallera, sita nel Comune di Vimercate, a qualche centinaio di metri dal borgo di Oreno. A fare da quinta, nelle giornate di sole e di vento, un magnifico Resegone. La cascina - meno nota dell'altra, quella che finisce in -azza e che qualcuno vorrebbe mettere in gioco proprio per l'Expo (sic) - è di proprietà di un'anziana signora, e la vicenda ricorda da vicino un racconto di Gadda. Nessuno è ancora riuscito a convincerla a cedere la cascina o a ristrutturarla e a metterla a disposizione della comunità. Eppure potrebbe essere un centro di iniziativa ambientale, destinato alla bioagricoltura, alla promozione di un settore (l'agroalimentare) che anche in Brianza è molto maturato, dal punto di vista della sostenibilità e della ricerca della qualità. Cavallera 2015 sarebbe un bel modo per promuovere l'Expo in Brianza. Pensando anche al progetto di compensazione ambientale della Pedemontana, ad una fascia verde che potrebbe finalmente collegare i parchi locali (elevandoli al rango di parchi regionali), alla dorsale verde che la Provincia di Milano (e, in futuro, ci si augura, di Monza e della Brianza) ha progettato e sta per avviare. La Cavallera potrebbe essere al centro di questo processo, e al centro dei percorsi di visita alle ville di Delizia, e ad un turismo che in Brianza si affaccia semel in anno. Non di soli metri cubi vive l'Expo, ma di paesaggio, qualità, bellezza. Non dimentichiamolo.

postato da civati, 07:05 | link | commenti (2)
expo 2015

A Mara

E' una donna molto bella e un pessimo ministro: per entrambi i motivi, fa parte del governo B. Lo avevamo capito (tutti) anche senza le intercettazioni. Siamo proprio un paese un po' triste.

postato da civati, 06:56 | link | commenti

Il tempo

Cambia molte cose nella vita, il senso, le amicizie, le opinioni... Guardate qui. Ora dicono esattamente il contrario.

postato da civati, 06:22 | link | commenti (2)
regione

Un solo Cuore

Non avrai altro Cuore all'infuori di me, il meglio del meglio di Cuore, pubblicato da Bur 24/7. E' il settimanale satirico più famoso della storia repubblicana che è stato decisivo per la mia formazione politica. Rileggerlo ora, nonostante sia esilarante come allora, fa una certa impressione: sembra passato un secolo, ma i protagonisti sono pressoché gli stessi. A destra e a sinistra. Il Cuore, insomma, è uno solo, ma i politici potrebbero cambiare? Sarebbe gentile da parte loro.

postato da civati, 00:39 | link | commenti (3)
letture

Meglio tardissimo che mai (si fa per dire)
 
Comunicato stampa. «Avevamo visto giusto sei mesi fa, quando sostenevamo che la Lombardia avrebbe potuto accogliere nei suoi impianti una quota dei rifiuti campani. Oggi ci danno ragione anche Formigoni e l’assessore Buscemi, che allora spiegavano che era tecnicamente impossibile smaltire la spazzatura campana in Lombardia, e soprattutto la Lega, che era contraria a tal punto da minacciare sollevazioni. Dopo sei mesi di speculazione politica della Lega e del PdL, decisamente troppi, arriveranno dunque in Lombardia sei o settemila tonnellate di spazzatura, e non sono poi molte». Giuseppe Civati, consigliere regionale del Partito Democratico in Regione Lombardia.

postato da civati, 00:35 | link | commenti
regione

Walter ego

La definizione del titolo è di Pack e la faccio subito mia. Ieri era il compleanno di Walter Veltroni, a cui mi sento di augurare un anno più semplice di quello precedente. In tanti stanno pensando di "farlo fuori" alle Europee (come se si trattasse di Donadoni...), ma noi sappiamo che il Pd può fare tanti progressi e che Walter ce la può fare. Nel frattempo, il suo oroscopo è positivo, il mio è strano (mi chiede se sono «pronto ad abbattere, demolire, irrompere?») e il migliore è quello della vergine. Osservate e leggete con me. Walter, auguri!

postato da civati, 00:09 | link | commenti (4)

Antidepressivi

iMille a Roma secondo Marco Simoni.

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giovedì, luglio 03, 2008

Il grembiule, atto secondo

Stasera a Limbiate, alla locale festa democratica, secondo atto de Il grembiule, il docufilm che cambierà la vostra vita e quella del Partito democratico. Il pdocumentario sarà pronto a metà luglio. Preparatevi.

postato da civati, 14:52 | link | commenti (3)

Chi ben incomincia

A me pare che il governo B sia partito malissimo e che abbiamo grandi spazi per fare opposizione. Speriamo che i nostri dirigenti nazionali se ne rendano conto e siano conseguenti. Vedo invece che prevale ancora il dibattito correntizio e intestinale. Continuiamo così, facciamoci del male. Anzi, non continuiamo così. Facciamoci del bene. Raccogliamo i primi provvedimenti del governo, disponiamoli in sequenza e denunciamo quanto sta accadendo. Segnalatemi anche voi le cose che non vi piacciono. E' partito il progetto «Iniziamo bene».

postato da civati, 08:55 | link | commenti (13)
appunti per un partito nuovo

Oxigeno!

Liberata Ingrid. Finalmente una buona notizia (erano anni).

postato da civati, 08:42 | link | commenti (3)

mercoledì, luglio 02, 2008

Paso doble alla prova del calcio incrociato

Domenica, lungo tutto l'arco della giornata, si svolgerà, allo stadio Sada di Monza, un torneo di calcio incrociato per raccogliere fondi per la Croce rossa. Inutile dire che ci sarò e con me ci sarà la mitica Paso doble, squadra improvvisata ma motivatissima. Abbiamo perso gli Europei, ci tocca non sfigurare. La raccolta di adesioni prosegue, dunque. Per tutte le altre informazioni, cliccate qui.

postato da civati, 11:48 | link | commenti (2)

Il cimitero degli sms

Tra una commissione e l'altra, ho infilato un altro episodio della serie futilismi (lo trovate sul sito che Vorrei).

postato da civati, 11:45 | link | commenti (5)

Vergogna

Non so voi, ma io trovo questa storia delle impronte digitali prese anche ai bambini una vergogna. E basta.

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diritti

Piange il telefono

Che poi uno si sveglia all'alba perché ha tipo duecento cose da fare e legge i giornali e scopre che l'urgenza del decreto sulle intercettazioni è determinata dal fatto che magari vengono fuori le telefonate tra silvio mara vittoria mariastella che sono premier e ministre e chissà cosa si saranno mai detti. Ma in che paese viviamo?

postato da civati, 07:54 | link | commenti (5)

Centocinquanta stelle in fila indiana

Stasera Francesco De Gregori a Monza, Villa Reale. Chi c'è, c'è. Chi non c'è...

postato da civati, 06:59 | link | commenti (4)

Buona politica

E' tardi. Rientro ora da una serata di politica (e di strategia) finita qualche minuto fa. Come fai a fare politica?, mi chiedono ogni tanto. Grazie a serate come questa. A me piace. Tutto qui.

postato da civati, 01:54 | link | commenti (3)

martedì, luglio 01, 2008

E ti vengo a cercare: palombella democratica

Sarà che sono un po' suggestionato dal progetto de Il grembiule, ma a me questa fase politica ricorda tanto il dibattito sulla fine del Pci. Almeno, ora, stiamo discutendo dell'inizio del Pd. C'è una bella differenza, ma, se potete, guardate qui (le analogie sono tantissime).

postato da civati, 18:07 | link | commenti (1)

Le primarie? Alle Canarie!

Speriamo che non se la prendano i milanesi del Pd, ma sono felice di non dover partecipare alle primarie organizzate nel weekend del 12 e 13 luglio per scegliere il segretario provinciale del partito (proprio così, avete letto bene). Mi sembrano un controsenso.

postato da civati, 18:04 | link | commenti (4)

I trentenni e la siepe leopardata

La rivista che Vorrei ospita una nuova puntata dei Futilismi. Siamo tutti a Recanati.

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Serial

Oggi a mezzogiorno (Antenna 3), domani all'una (TeleLombardia), giovedì a mezzogiorno (Tv7Gold): sarò sovraesposto? :-)

postato da civati, 17:30 | link | commenti (3)

C'era una volta in Italia

A grande richiesta (si fa per dire), il ritorno di CivaTube. Un video sul periodo post-elettorale (post-atomico?), il Pd, le correnti, la depressione, l'opposizione. Tutti gli altri video della serie li trovate qui. Intanto, godetevi «C'era una volta in Italia».

postato da civati, 10:48 | link | commenti (11)

Expo 2015 in Brianza, tra Como, Lecco e Monza

Sabato 5 luglio, nella "splendida cornice" di Villa Greppi a Monticello, il vostro affezionatissimo avrà il piacere di intervenire al convegno «Quale Expo 2015 per Como, Lecco e Monza. Brianze, laghi, montagne "nutrono il pianeta"», a cui parteciperanno, tra gli altri, i colleghi Luca Gaffuri e Carlo Spreafico e i presidenti delle province di Lecco e Monza, Virginio Brivio e Gigi Ponti. Questo convegno ha un precedente dedicato alle Brianze e alla loro identità (lo trovate qui). Per ulteriori informazioni, potete scaricare l'invito. Vi aspetto.

postato da civati, 10:15 | link | commenti (1)
expo 2015

Auguri!

Affaritaliani si rinnova e come sempre parla di cose interessanti, come questa (per la serie: la Lombardia che ci piace).

postato da civati, 08:56 | link | commenti (1)
la lombardia che ci piace

Mezzogiorno

In tv. Antenna tre. Si parla, tra l'altro, di rifiuti campani.

postato da civati, 08:55 | link | commenti