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martedì, settembre 30, 2008

Il terzo incomodo

Sulla carta Dario Marini da Brescia arriverà terzo nella competizione per la segreteria nazionale dei giovani democratici (se è possibile, evitare youngdem, perché è orrendo, come sono orrende tutte le parole con suffisso "-dem" coniate in questi mesi). E' l'unico a non avere dietro nessuno, per dirla volgarmente, ovvero il solo a non rappresentare questa o quella organizzazione giovanile e a richiamarsi a questa o quella tradizione politica e culturale. In ragione di questa peculiarità, è il più 'democratico' dei tre, e può offrire ai suoi giovani elettori altri due tratti che dovrà saper ben rappresentare, se vorrà raccogliere un po' di consenso, soprattutto tra coloro che si sentono sempre più lontani da Roma. E' un candidato del famoso 'territorio', quello che si cita sempre nei documenti e si 'frequenta' pochissimo nel corso della preparazione delle liste, e in questo momento è un aspetto molto importante della vita del Pd. E poi è l'unico candidato del Nord, sempre sotto rappresentato negli organigrammi nazionali del Pd. Ed è, consentitemi un po' di partigianeria, un candidato lombardo. Se la smetterà di parlare di 'giovanile' - ultimo residuato burocratico nel suo linguaggio, da abolire quanto prima - Marini farà strada. E potrà arrivare, da Brescia, anche qualche sorpresa, pur essendo, queste, le primarie più primarie che ci siano. Perché in molti pensano (tutti maligni?) che fossero state decise prima. Appunto.

postato da civati, 23:52 | link | commenti (11)

Le balle del bullo

B e le balle. Secca replica di Walter. Era ora.

postato da civati, 17:39 | link | commenti (3)

Il razzismo non c'entra

Cose che capitano ai neri a Parma. Tranquilli, però: il razzismo non c'entra. Vedrete che ce lo ripeteranno ancora.

postato da civati, 17:35 | link | commenti (3)

Quando la suocerà chiama

Nemmeno Sarkò si può esimere (pare lo contatti via sms).

postato da civati, 12:15 | link | commenti

Andiamo bene

Leggete qui. Incredibile. E poi, per favore, possiamo evitare di chiamarli young dem?

postato da civati, 11:59 | link | commenti (11)

Gomorra in Brianza: il Pd torna a fare buona politica

Il Pd prende parola, forte e chiara, sulle infiltrazioni della criminalità organizzata in Brianza. Ne ha parlato con grande precisione Emanuela Beacco , presidente del Consiglio comunale di Giussano (in più occasioni, sul suo blog e sulla rivista che Vorrei). Oggi il Pd della Brianza, attraverso le parole del suo segretario, Enrico Brambilla, e di diversi amministratori locali (in particolare, di Desio e di Seregno), ha lanciato lo sportello e l'osservatorio legalità, le iniziative che i gruppi consiliari intraprenderanno nelle prossime settimane, il lavoro sul territorio. Per ribadire che quando si parla di sicurezza, ci si dovrebbe preoccupare soprattutto di questo, e del rischio che la nostra terra, continuamente ferita e in alcuni casi letteralmente oltraggiata, sia fatta oggetto di vere e proprie violenze (cave e discariche e case abusive, in primo luogo). La riduzione del consumo di suolo, il rispetto del paesaggio, la tutela della salute dei cittadini sono temi che qualificheranno la nostra proposta politica per le prossime Provinciali. La nostra campagna politica in Brianza è iniziata.

postato da civati, 01:56 | link | commenti (6)

Lassù qualcuno ci ama

La notizia è di quelle sensazionali: i cortei della manifestazione del 25 ottobre partiranno alle 14, e non alle 9 (le nove!) come inizialmente previsto. E il comizio di Veltroni si terrà al Circo Massimo alle 17. Lassù qualcuno ci ama. P.S.: resta da risolvere la questione del dato territoriale dell'iscrizione al Pd. Vediamo se riusciamo, anche con il microscopico contributo di questo blog, a farla cambiare. P.S./2: tra le vere follie del regolamento del tesseramento ne segnalo un'altra che, se interpretata in senso restrittivo, comporterebbe l'impossibilità per i membri di liste civiche eletti nei loro consigli prima della nascita del Pd di aderirvi (ma il dato bavarese qualcuno lo ha guardato?). Dice il regolamento: «Art. 15. Non è consentito il rilascio della tessera a persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altre formazioni politiche all’interno di organi istituzionali elettivi, ai sensi dell’art. 2 comma 8 dello Statuto». Mi auguro che le liste civiche, numerosissime sul nostro territorio, non siano considerate come «altre formazioni politiche». Sarebbe l'ennesima riprova che intendiamo continuare così e farci, come al solito, del male.

postato da civati, 01:16 | link | commenti (6)
appunti per un partito nuovo

domenica, settembre 28, 2008

Vorrei un festival

Lo propongo invano da più di cinque anni, da quando al governo, a Monza, c'era il centrosinistra (cfr. qui). Nessuno mi ha mai dato retta. Adesso la proposta è ripresa anche da Vorrei. Cortesia vorrebbe (appunto) che si citassero i precedenti, ma è un periodo così, non c'è niente da fare. Con l'occasione, raccolgo e rilancio: un festival per l'ambiente e per la cultura ambientale potrebbe proporlo il Pd in occasione della prossima campagna elettorale, per la nuova Provincia. Monza e la Brianza, insieme, potrebbero organizzarlo, e dare rilevanza a un tema fin troppo trascurato nella nostra regione e ancora troppo poco valorizzato all'interno della nostra proposta politica. P.S.: all'interno dell'ultimo numero della rivista, segnalo un interessante approfondimento di Alfio Sironi dedicato al recupero della reggia di Venaria (per altro, già approfondito qui e qui).

postato da civati, 17:14 | link | commenti (17)
citta possibili

Il vuoto, qualcosa in cui credere

La collana Sguardi di Bollati Boringhieri è già un mio personalissimo cult (riprende, come forse saprete, i contenuti di Torino Spiritualità). Per incominciare, consiglio vivamente Credere nel vuoto di Philippe Petit, introdotto magistralmente (come sempre) da Michele Serra. Petit (quasi omonimo di uno dei miei professori preferiti) vi sembrerà a prima vista e a prima lettura un mitomane della più bell'acqua, ma le sue parole, affatto curiose e inaspettate, a poco a poco, vi condurranno sul filo sottile - o, se preferite, sulla fune ben tesa - di una riflessione di grande respiro. Le sue mirabolanti imprese diventano un messaggio di riscatto e di speranza, soprattutto nelle ultime parole del libro. «Chiunque può guardare qualcosa di incredibile e sognarlo». E sognarlo vuol dire perseguire il proprio scopo con determinazione, con intelligenza e con passione. Una passione per la sfida che è immediatamente passione per la vita. «Se davvero si vuole volare, allora si vedranno spuntare delle piccole piume». E anche l'impresa di camminare tra le due Torri gemelle, senza protezioni, vi sarà sembrata, appunto, una passeggiata.

postato da civati, 13:20 | link | commenti (1)
letture

L'ultimo treno per Roma

Stavo pensando alla manifestazione del 25 ottobre a Roma. Confermato l'orario assurdo della partenza dei cortei (a riprova che non ci ascolta mai nessuno), è il tema politico a lasciare molto perplessi. La città in cui si è celebrata la sconfitta più pesante della recente campagna elettorale (a proposito, lo sconfitto 'per' eccellenza lancia una nuova corrente, "a scavalco" con la destra, siamo messi bene) attende migliaia di persone un po' spaesate. Avevano detto che a settembre sarebbe cambiato tutto, e invece non è cambiato proprio nulla. Anzi. Dalle frenesie correntizie di luglio si è passati ad un mood quasi melanconico. E' autunno, addormentatevi bambine. Il tesseramento è partito nel modo più burocratico possibile, i dirigenti nazionali (oggi anche Tonini scopre che si sentono immortali, meglio tardi che mai) che giocano la solita partita e in provincia è tutto un rimbalzare di delusioni e un rumore di ferraglie tattiche (dal "da soli" all'alleanza con il diavolo, per capirci). Così, cari amici e compagni, non va. Le stiamo prendendo di santa ragione e nessuno sembra accorgersi della gravità della situazione. A Roma, ci andremo, ma sarà come tornare sul luogo del delitto, per così dire. Nella speranza che proprio lì succeda quel 'qualcosa' che attendiamo. E che i cittadini italiani si meritano. Il Pd è l'unica soluzione, ne sono ancora convinto (soprattutto se guardo a sinistra, dove lo scontro Ferrero-Vendola ha dell'incredibile). Però questo Pd deve corrispondere alle parole pronunciate giusto un anno fa, alla Fiera di Milano. Vale la pena di ripassarle, prima di prendere l'ultimo treno per Roma.

postato da civati, 13:00 | link | commenti (5)

sabato, settembre 27, 2008

Mission impossible

Passavo di qui e mi hanno sottoposto per l'ennesima volta la stessa questione. Ne avevo già parlato, ma evidentemente non mi ascolta nessuno. Si tratta del tesseramento al Pd. Ci si può tesserare esclusivamente nel comune di residenza, in una versione sangue-e-suolo dell'adesione al partito che avrebbe dovuto essere fluido (appunto). Nel caso della mia città, Monza, tutto è complicato dal fatto che insistono sul territorio ben sei circoli, le cui aree di competenza sono state individuate, tra l'altro, in modo un po' bizzarro (anche allora non ero d'accordo e anche allora non mi ascoltò nessuno). Se uno abita in una via, deve iscriversi a quel circolo, non si può derogare. Il risultato è che molte persone - ovviamente - non capiscono. Si chiedono banalmente che cosa stia succedendo. E se già avevano qualche dubbio sul fatto di aderire o meno al Pd, ora hanno una certezza. Torneranno un'altra volta. Mi chiedo se almeno il coordinamento di Monza e della Brianza non possa liberalizzare il tesseramento, lasciando liberi i democratici, all'interno della nuova provincia, di aderire dove preferiscono. Dove lavorano, dove hanno sempre fatto politica, nel loro quartiere, anche se quest'ultimo è attraversato da un confine invisibile. Liberiamoci, vi prego, dall'approccio più burocratico che ci sia. E ho usato, volutamente, un eufemismo.

postato da civati, 19:22 | link | commenti (14)
appunti per un partito nuovo

Vuoi dirmi dove posso sistemarmi?

postato da civati, 15:57 | link | commenti (3)

Fatti bello, si parla d'amore

Su Msn si incontrano Socrate e Alcibiade.

Socrate469 - Ehi.
Alcy - Ciao. :-)
Socrate469 - Fatti bello.
Alcy - ?.
Socrate469 - Agatone ci aspetta a Vimercate.
Alcy - Ma non stava a Pella?
Socrate469 - E' tornato. Ci aspetta per parlare d'amore. Possiamo mancare?
Alcy - Direi di no.
Socrate469 - Mi passi a prendere?
Alcy - Volentieri, posso chiederti però data e ora, caro Socrate, perché, come m'insegni, so di non sapere.
Socrate469 - Giovedì 2 ottobre. Dobbiamo raggiungere Agatone, con l'immancabile Pausania, alle 21.
Alcy - Ora scappo.
Socrate469 - Ti aspetto.

Vimercate legge Platone. Il primo a parlare d'amore sarà Massimo Donà, il 2 ottobre, alle ore 21. Non mancate.

postato da civati, 13:34 | link | commenti (5)

Wittenberg 2.0: l'osservatore lombardo

Sottotitolo: se l'Osservatore Romano ti scavalca a sinistra, hai qualche problema di direzione politica. Striscia rossa de l'Unità di oggi: «Arrivano segnali crescenti di intolleranza da parte dei politici che alimentano un clima di violenza contro gli immigrati sfruttando insicurezze e paure del momento. A questa ondata xenofoba contribuiscono per altro voci culturali e dell'informazione che mettono in discussione principi istituzionali e diritti umani». Parola di monsignor Vittorio Nozza (lo trovate anche qui). Leggete poi Adriano Prosperi, oggi, su Repubblica. Parla della Lombardia. Parla del «razzismo istituzionale e civile italiano». Quello della «tolleranza zero», quello dell'«impiegato comunale che si rivolge col "tu" e col verbo all'infinito», quello di un «vento della violenza che soffia dall'alto». Un vento che il Pd, e lo dico a malincuore, ha spesso considerato 'naturale', che non ha contrastato a sufficienza, che ha, in alcuni (colpevoli) casi, voluto addirittura assecondare. Le ordinanze, le parole eccessive, le banalizzazioni («sporco negro» e giù sprangate, ma il razzismo non c'entra), le «ronde democratiche» (ma che cosa sono, accidenti?!), il politicamente corretto, il «la sicurezza non è né di destra, né di sinistra» (anche l'ignoranza, per dire), sono tutte cose con cui mi devo confrontare da mesi, da anni. Le denuncio in solitudine, passando per quello che non capisce, che non sa che 'quelli' vanno sgomberati, che non capisce che bisogna 'azzerare' (le parole sono importanti) i campi rom, i clandestini, le violenze. Appunto. Ho sempre provato fastidio quando a proporre le impronte digitali sono per primi i nostri dirigenti, quando i distinguo provengono dalle sedi milanesi e lombarde del Pd. Torno a ribadire che abbiamo, su questi temi, un clamoroso problema di linea politica. E non solo: anche un problema di riferimento culturale e ideale. Spero che qualcuno voglia capire quello che intendo dire. Con la paura vince la destra. E perdiamo tutti. Per questo, a Wittenberg parliamo di cittadinanza, in un quadro costituzionale e repubblicano (nel senso di Pettit o, se preferite, di Zapatero), e vorremmo che Obama, oltre che continuamente osannato e citato a vanvera, venisse preso alla lettera. Parola per parola.

postato da civati, 13:11 | link | commenti (2)
cultura, diritti, regione, wittenberg duepuntozero

Obama poteva 'asfaltarlo'

E non l'ha fatto. Sono d'accordo - e come potrei non esserlo? - con l'Al Gore di Varese: Obama era partito molto bene, anche perché McCain, sui temi economici, non ne ha azzeccata mezza. Barack avrebbe potuto stravincere, invece, dopo qualche minuto, soprattutto sulla politica estera, si è come intimidito. Sarà per la prossima volta. Questo McCain, comunque, è debolissimo, ma è un destro dal volto umano (molto umano). E la partita bisogna giocarla fino in fondo.

postato da civati, 11:29 | link | commenti (5)
obama sui navigli

I-figli-di-

Il solito futilismo di Vorrei, ispirato da Ivan.

postato da civati, 11:24 | link | commenti (1)

La paura (da 'ritagliare' e conservare)

Giovanni mi segnala un contributo di Famiglia Cristiana che riporto pressoché integralmente. La conclusione però è un'altra: il vero problema dell'Italia non è il crimine (nel senso in cui ci viene proposto dai media, perché in realtà il dato della criminalità organizzata è tutt'altro che trascurabile), e nemmeno la paura: è piuttosto il mercato della paura, strumentalizzata per motivi elettorali dalla destra. Lo dico e lo ripeto da tempo. Leggiamo Fulvio Scaglione, allora, nella speranza che sia lettura utile anche per qualche dirigente muscolare del Pd (consigliabile soprattutto ai promotori delle ronde democratiche).

È inutile fare giri di parole: in Italia non c’è nessuna "emergenza sicurezza". Mentre invece è assai reale la paura degli italiani, sproporzionata rispetto alla realtà dei fatti. I media hanno registrato il calo dei furti d’auto: 20 mila "colpi" in meno tra 2006 [...]. Lo dimostra il rapporto The Burden of Crime in the Eu ("Il peso del crimine nella Ue") curato da prestigiosi centri di ricerca (Gallup, Istituto Max Planck, Unicri, Geox), finanziato dalla Commissione europea e presentato alla fine del 2005. Il rapporto raccoglie i dati di 15 Paesi storici dell’Unione più Polonia, Ungheria ed Estonia. La conclusione è che «i crimini più comuni, come furti con scasso, furti, rapine e aggressioni, sono calati in tutti i Paesi Ue, e in modo significativo, negli ultimi dieci anni, con le uniche eccezioni di Belgio e Irlanda». Ma parliamo dell’Italia. Primo dato: considerato l’insieme dei dieci reati più comuni, si scopre che l’Italia è dodicesima su diciotto Paesi, con una riduzione di circa il 40 per cento rispetto al 1988. La criminalità comune affligge gli italiani assai meno che i cittadini dei Paesi del Nord, per non parlare di irlandesi (primi) e inglesi (secondi). Andiamo più nello specifico. Furti con scasso: l’Italia è quinta, dopo Gran Bretagna, Danimarca, Estonia e Irlanda. Furti e borseggi: l’Italia è quattordicesima. Rapine: l’Italia è diciottesima su diciotto. Violenze sessuali: l’Italia è tredicesima su diciotto. Il Paese più virtuoso d’Europa, sotto questo aspetto, è l’Ungheria. Aggressioni e minacce: l’Italia è diciottesima su diciotto. Crimini legati a questioni di razza, fede e orientamento sessuale: l’Italia è diciottesima su diciotto, non siamo per nulla inclini a discriminare. È la Francia il Paese più rischioso per i "diversi". L’Italia è anche "bassa" (quindicesima su diciotto) per i reati compiuti contro gli immigrati, cosa che ci fa onore se pensiamo che in Europa il 15 per cento degli immigrati denuncia di aver subìto un reato. Truffe e frodi: Italia diciassettesima su diciotto, meglio di noi solo la Finlandia, il peggio in Estonia. Corruzione: andiamo un po’ peggio ma nulla di drammatico. L’Italia è dodicesima su diciotto, meglio persino del Lussemburgo. I più corrotti: i greci. I più corretti? I finlandesi. Insomma, ci piaccia o no, nel mondo reale l’Italia è un Paese piuttosto sicuro. Però tanta è la paura. Siamo quinti in Europa per furti con scasso ma secondi (dopo la Grecia) nella convinzione che entro un anno verranno a rubarci in casa. Ancor più clamoroso: gli italiani sono terzi (dopo Grecia e Lussemburgo) nel considerare pericolose le strade al calar della notte, con lo stesso timore dei primi anni Novanta. Il che porta a una conclusione: il problema vero, in Italia, non è il crimine. È la paura.

postato da civati, 11:20 | link | commenti (4)
cultura, diritti

venerdì, settembre 26, 2008

Wittenberg 2.0: Obama non abita (ancora) qui

Barack Obama, Sulla razza, Rizzoli. Il discorso di Obama a Philadelphia dell'8 marzo 2008. Un discorso che mi conferma che il candidato alle presidenziali americane è davvero un candidato 'globale' che parla agli Stati Uniti ma anche e contestualmente a tutte le coscienze democratiche del pianeta. Prendete questo brano e riflettete. Sull'integrazione, sulla paura, sulle sfide che abbiamo tutti di fronte. A Wittenberg è ritenuta una tesi decisiva.

«La maggior parte dei lavoratori americani del ceto medio non ritiene di aver goduto di particolari privilegi per il fatto di essere bianca. La loro esperienza è quella tipica dell'immigrato: nessuno ha regalato loro qualcosa, si sono fatti da soli. Hanno lavorato duramente per tutta la vita, molti hanno perso il lavoro poiché le industrie si sono trasferite all'estero e le pensioni sono andate in fumo dopo una vita di fatica. Sono preoccupati per il futuro, sentono di non essere in grado di realizzare i propri sogni; in un'epoca di salari fermi e di concorrenza globale, le opportunità lavorative ed economiche si riducono di continuo, e i sogni di qualcuno si realizzano solo a spese di quelli di qualcun altro (opportunity comes to be seen as a zero sum game, in which your dreams come at my expense). Perciò, quando vengono informati che i loro figli dovranno frequentare una scuola all'altro capo della città, quando apprendono che un afroamericano ha migliori chance di ottenere un buon lavoro o di essere ammesso in una buona università a causa di ingiustizie che loro personalmente non hanno mai commesso, quando si sentono dire che le loro paure sulla criminalità nelle periferie cittadine sono solo frutto di pregiudizi, il loro rancore inevitabilmente cresce».

Obama invita a rivolgersi alle vere cause della rabbia nera e del bianco rancore, e scegliere se aumentare le divisioni e acuire i contrasti o dire «Not this time», non questa volta, e superare insieme le difficoltà determinate da una società profondamente ingiusta, per gli uni e per gli altri. Pensiamoci bene.

postato da civati, 18:17 | link | commenti (1)
cultura, letture, diritti, obama sui navigli, wittenberg duepuntozero

jena sapiens

E' finalmente arrivata in libreria la raccolta dei corsivi-bonsai di Riccardo Barenghi, pubblicati negli ultimi 8 anni da Manifesto (prima) e Stampa (poi). Si intitola semplicemente jena, tutto-minuscolo, ed è edita da Fazi. La prefazione di Michele Serra è un piccolo saggio di giornalismo (dedicato all'aurea brevitas, potremmo dire) e la raccolta è semplicemente fantastica. Scrive Serra: «dal frastuono assordante e indistinguibile delle parole che sortiscono a fiumi da ogni punto cardinale», ogni mattina, «jena estrae, come un cercatore d'oro dallo sguardo infallibile, la sua minuscola pepita del mattino, il cui fascino sta in buona parte nella maliziosa o nell'abilità della battuta, ma in parte non meno buona sta nella sensazione riposante, quasi lussuosa, della scelta drastica, della selezione implacabile». jena del resto è «uno che se ne sta seduto nel suo angolino e dice la sua secco secco, a bassa voce», perché «ha saputo ritagliarsi il suo spazio di libertà» e di «autonomia». E' il sogno, dice Serra, di ogni corsivista e, certamente, di ogni blogger. E il risultato è mostruosamente efficace, ferino nella violenza e nella precisione. Riporto tre pepite. Le altre le lascio a voi.

«Rutelli ha dichiarato che quando sta all'estero non parla di politica interna. Dovrebbe viaggiare più spesso».

«La situazione è questa: se Fini esce dal governo, il governo si sposta a destra».

«Berlusconi, Di Pietro, i girotondi, D'Alema, le correnti... E Veltroni pensò: "Non vorrei essere al mio posto"».

postato da civati, 17:48 | link | commenti
letture

Porcellum.eu: Walter c'è

Ieri sera a Porta a porta Walter ha preso posizione contro l'abolizione delle preferenze e lo sbarramento al 5% per le elezioni europee. Bene. Solo ci vorrebbe un po' più di slancio, perché questa è una delle questioni politiche più importanti dei prossimi mesi. A Roma, il 25 ottobre, è il caso di salvare-anche-le-preferenze, oltre al Paese tutto (come direbbe qualcuno, solo?).

postato da civati, 11:39 | link | commenti (3)

Oroscopi democratici

Rob è democratico. E vota Obama. Dopo mesi di oroscopi, è confortante (lo trovate anche qui).

postato da civati, 11:30 | link | commenti

After 8 years in the dark (Obama-oh-oh)

Avevo battezzato il mio personale comitato Obama sui Navigli. Ora scopro che ce n'è uno anche sul Canal Grande. Grazie a Marta per la segnalazione.

postato da civati, 11:11 | link | commenti
obama sui navigli

All you need is love

Se anche voi la pensate così, non potete mancare. La città dell'amore sarà Vimercate, per un mese, a partire dal 2 ottobre.

postato da civati, 10:21 | link | commenti

Ciwati per Obama

logobama-1

Logobama.com via Wittgenstein. E, ora, anche Scalpha.

postato da civati, 10:04 | link | commenti (5)

SalvAlitalia

Tutto quello che volete, ma a me l'operazione Cai non piaceva, e non piace ancora.

postato da civati, 08:41 | link | commenti (6)

Salva l'America

John McCain era atteso al David Letterman Show, ma non ha potuto parteciparvi perché doveva salvare l'America. Già.

postato da civati, 08:38 | link | commenti (1)

Nomina sunt consequentia rerum

Si chiama Crociata, è il nuovo segretario della Cei. Il cognome gli ha suggerito di diventare un esperto di dialogo con l'Islam (resta solo da capire se il suo omologo si chiamerà Jihad).

postato da civati, 08:32 | link | commenti

giovedì, settembre 25, 2008

Più ancien che régime

L'ha scritto Michele Serra, se non erro, qualche giorno fa. Lo dice, perfettamente, anche la-sciura-Pina, vera maestra di blogging e non solo.

postato da civati, 19:37 | link | commenti (1)

Consolo

L'accento va sulla seconda 'o'. Che vergogna. Ma quelli di An non andarono con il cappio in Parlamento, qualche anno fa, ai tempi della fu-Tangentopoli?

postato da civati, 12:51 | link | commenti (4)

Ma tu ce l'hai un'idea?

«Un'idea anche elementare, dai, un'idea originale, non di quelle che trovi sul giornale, o te le dà il partito...», si chiedeva Benni (lo trovate, ovviamente, su google). Secondo me il premio andrebbe agli inventori del concorso, per dire. Straooordinario.

postato da civati, 12:43 | link | commenti

Fermo al Palin

Erano settimane che volevo fare questo calembour. McCain non ce la fa a pagare il mutuo, questo mese. Come diceva un ex-presidente (e assoluto genio della politica): è l'economia, stupido.

postato da civati, 12:34 | link | commenti
obama sui navigli

C'è un giovane a Brescia

E lancia la sfida per la segreteria nazionale dei giovani democratici, in quel guazzabuglio di burocrazie e centralismi di cui ho già parlato. Si chiama Marini. L'indirizzo ce l'ho. Ora l'avete anche voi. Rintracciarlo non è un problema. Anzi.

postato da civati, 12:27 | link | commenti (5)

Gli invisibili

Disegni di Scarabattolo. Stasera, in Feltrinelli, a Monza. Presente il vostro affezionatissimo.

postato da civati, 11:17 | link | commenti (2)
cultura

L'ordinanza della fattanza (segue)

Esilarante la lettera del sindaco Moratti alla Stampa sul divieto di 'fumo' a Milano (per le pastiglie, attendere apposita ordinanza?). «I milanesi non vogliono una Milano da bere o, peggio, da fumare», già. «Ascoltando tutti i bisogni veri e dando risposte vere», certo. Vogliamo proprio vedere a che cosa serviranno tutte queste ordinanze fatte soltanto per andare sui giornali e assecondare un qualunquismo che sembra non finire mai. Per il decoro, Milano si batte contro chi fuma per strada (ma dove?). Poi non fa niente se Milano consuma cocaina come se fosse acqua, per dirne una soltanto: l'importante è che non lo faccia per strada, così l'amico di nonna Speranza è contento. A quando l'ordinanza sulla Milano da sniffare? Si salvi chi può. P.S.: il Pd, su queste idiozie, si deve far sentire, con coraggio e senza paura. Altrimenti che Pd è?

postato da civati, 10:38 | link | commenti (2)
diritti

mercoledì, settembre 24, 2008

Wittenberg 2.0: il tempo

Si dice che si è perso lo spirito pubblico, che tutti si sono messi "in proprio", e non soltanto dal punto di vista produttivo. Si sostiene che si sia persa la dimensione collettiva, la condivisione delle scelte e dei destini di ciascuno. Ognuno fa per sé, e tutto il resto non conta. Ed è forse questo il problema principale per il Pd, soprattutto dalle nostre parti. Anche la crisi di rappresentanza dipende da questo dato di fondo, da questo carattere strutturale della nostra società, dall'incapacità di tornare a pensare se stessi all'interno di una società, oltretutto complessa come la nostra. E' per questo che ho deciso di occuparmi del tempo, perché il tempo è proprio quella dimensione che unisce tutti quanti noi, in modo paradossale, perché la fretta - e il suo carattere autoreferenziale - ha spesso risultati controproducenti. Vale anche per lo spazio, chiaro. Ma il tempo è un'esperienza quotidiana. Una società pensata per persone che viaggiano da sole, che si preoccupano solo del proprio tempo, finisce per rovinare il tempo a tutti e per farlo perdere a ciascuno. Una società che non dà la giusta importanza al tempo, che ne spreca tanto, quasi tutto, e che non ha una prospettiva diacronica - potremmo dire - non programma, non ricorda, non sa pensare al proprio sviluppo. Non è semplice, è più semplice pensare al qui e, soprattutto, all'ora. Ma il punto, per un partito politico, è proprio questo. Il tempo dei cittadini, di ognuno di noi e di tutti quanti insieme. Contemporaneamente, appunto. Pensiamoci.

postato da civati, 18:41 | link | commenti (3)
wittenberg duepuntozero

Sono pazzi questi romani

E' arrivata la circolare. Dice che la manifestazione del 25 ottobre inizierà alle 9.30 (salveremo l'Italia molto presto). Bravi. Un segnale di attenzione per chi viene da lontano, che sarà costretto a viaggiare di notte. Tanto loro sono già a Roma. Già. P.S.: la prossima manifestazione la organizziamo a Sondrio, alle 7, ok?

postato da civati, 17:55 | link | commenti (7)

Formigoni dice no a nuove centrali

Quindi anche a quelle nucleari. Il comunicato di Carlo Monguzzi e del vostro affezionatissimo.

“Le centrali esistenti in Lombardia sono più che sufficienti. Lo ha detto oggi il presidente Formigoni, in una lettera indirizzata al ministro per lo sviluppo economico Scajola. Bravo presidente, non servono nuove centrali a gas, né nucleari né di altro tipo. Ora concentriamoci sullo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica capace da sola di farci risparmiare fino al 30% di gas e petrolio”. Lo dichiarano i consiglieri regionali Carlo Monguzzi (Verdi) e Giuseppe Civati (PD), dopo che stamattina in Commissione ambiente l’assessore Buscemi “ha ribadito – ricordano i due consiglieri - il no politico alla realizzazione della nuova centrale di Offlaga nel bresciano”. “Anche Buscemi – hanno aggiunto Monguzzi e Civati – ha ribadito che in Lombardia non servono nuove centrali e che bisogna solo regolare alcuni meccanismi di mercato. Traducendo Buscemi, ciò vuol dire che bisogna intervenire sulle compagnie elettriche ‘furbacchione’ che fanno funzionare le centrali per sole 3mila ore l’anno e non per 5mila come potrebbero, semplicemente perché in determinate ore della giornata non è conveniente economicamente produrre e vendere energia elettrica”. “Siamo soddisfatti per le dichiarazioni di Formigoni e Buscemi – concludono Monguzzi e Civati -. E’ quello che diciamo da tempo. Ora possiamo occuparci di uso efficiente dell’energia, di risparmio energetico e di fonti rinnovabili”.

postato da civati, 17:27 | link | commenti (1)
regione

Pubblicità progresso

postato da civati, 15:42 | link | commenti (3)

Wittenberg 2.0: l'epigrafe

La trovate qui. Va letta in senso ironico, ovviamente.

È molto più semplice pensare che il mondo sia semplice, non fosse che per una circostanza incresciosa per tutti: che non lo è.

postato da civati, 15:00 | link | commenti
wittenberg duepuntozero

Non sono di Cremona

Però vorrei Corada sindaco. Anche a Monza.

postato da civati, 14:31 | link | commenti (5)

Metteremo le pattine

Prosegue la folle corsa all'ordinanza più sensazionalistica. Ora tocca a Milano. Fanno sul serio. 500 euro a chi si fuma una canna in pubblico. Si tratta di un'emergenza sociale (ma dove?) che contrasta il decoro cittadino (metteremo le pattine). Dobbiamo immaginare che i vigili analizzeranno tutte le sigarette fatte a mano, per verificare la presenza di cannabis o di altri stupefacenti. Un lavoro duro, che però porterà sicuramente a isolare i casi più gravi (ma quando?). L'ordinanza della fattanza mi induce a rilanciare la mia personale, isolata, rigorosa campagna contro le ordinanze. Non vorrei che qualcuno iniziasse a pensare che sono gli amministratori comunali ad assumere sostanze particolari. Forse lo fanno. Certamente non per strada, però. P.S.: a casa si può continuare indisturbati. Un po' come con la prostituzione. Già.

postato da civati, 14:24 | link | commenti (5)
diritti

Obama avanti

L'Al Gore di Varese ci aggiorna sui sondaggi americani.

postato da civati, 13:43 | link | commenti

Bettini c'è

Gli altri un po' meno. Apprendo leggendo Europa che è stato l'unico, nell'ambito della riunione dell'esecutivo del Pd, a chiedere un po' di discontinuità rispetto alla conferma di Petruccioli al vertice della Rai. A me Bettini piaceva già. Ora è ufficialmente il mio idolo.

postato da civati, 13:30 | link | commenti (4)

L'incompreso/2

Avevo scritto a Walter Veltroni su Facebook per segnalargli, a titolo amichevole, ovviamente, il video dedicato al Porcellum europeo. La risposta della sua segreteria è pronta, quasi immediata, molto gentile e premurosa ma politicamente agghiacciante. Mi scambiano per un sovversivo, per dire, e per proseguire nel latinorum, sa tanto di excusatio non petita. Chissà perché il Pd deve sempre essere sulla difensiva...

caro Giuseppe, riportiamo la dichiarazione di Gianni Giovannetti portavoce di Piero Fassino, sulla legge elettorale per le europee: "Pur di mantenere un po’ di visibilità Beppe Grillo continua a ingannare i cittadini con bugie e demagogia, come ad esempio far credere che il PD condivida la nuova legge elettorale europea proposta da Berlusconi. Basterebbe almeno leggere i giornali per sapere che il PD è nettamente contrario ad abolire le preferenze per l’elezione del Parlamento Europeo ed è altrettanto contrario ad una soglia di sbarramento del 5%".

La domanda sorge spontanea: se il Pd, come credo e spero, e mi viene confermato dalla segreteria di Veltroni, usando le dichiarazioni del portavoce di Fassino (ma perché?), è contrario al Porcellum europeo, perché non lancia immediatamente una mobilitazione nazionale sull'argomento?

postato da civati, 13:26 | link | commenti (17)

Wittenberg 2.0: andare fino in fondo

Per la quarta tesi wittenberghiana ci si affida all'imperdibile metafora calcistica. Abbiamo spesso richiamato in questa sede la rincorsa delpieriana, ma questa volta si parla della necessità di andare fino in fondo. Proprio come capita sulle fasce, che se si decide di crossare dalla tre quarti, la difesa si schiera, e il pallone viene ribattuto nove volte su dieci. Invece se si va fino alla linea di fondo, e si alza la testa, preoccupandosi del marcatore ma soprattutto della direzione da far prendere al tiro, allora le cose cambiano parecchio. A Wittenberg lo sanno tutti, ma sembra che alla politica democratica questo aspetto sfugga sempre più spesso. Eppure esso è collegato al tema dell'ostinazione e della coerenza del proprio mandato, ma anche alla necessità di indagare più a fondo, appunto, le questioni. Non fermarsi alla superficie, non concedere troppo spazio al qualunquismo o al famigerato "buon senso". Sulla superficie, spesso, la destra è avvantaggiata, per motivi che attengono alla propria 'costituzione'. Il berlusconismo sguazza in un'acqua bassa, bassissima, e non c'è nulla di ironico in tutto questo. Vale la pena di spingersi un po' più in là, di guardare le loro cose attraverso le cause da cui si sviluppano. E non fermarsi a tre quarti, perché poi è meglio lasciarsi andare, abbandonandosi al buon senso. Ci tocca fare qualche passo più in là, rischiando anche di finire lunghi, o di farci mancare il fiato. Ci vuole un po' di coraggio. Un bel po'. Ma è necessario.

postato da civati, 00:17 | link | commenti (3)
wittenberg duepuntozero

martedì, settembre 23, 2008

L'incompreso

A proposito di Porcellum.eu, segnalo a tutti - sgomento - che il video è stato ripreso da molti amici in giro per la rete, ma non ufficialmente dal Pd. Dalla Destra (proprio LaDestra) sì. Si salvi chi può.

postato da civati, 20:38 | link | commenti (3)

Ramadan: Formigoni si faccia garante della libertà di culto

Anche pensando a quanto dichiarato da alcuni esponenti della sua giunta, un piccolo appello a Formigoni. Comunicato stampa. «Nella civile Lombardia deve essere garantita la libertà di culto e di espressione». Lo chiede il Consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Civati alla notizia del diniego del Palalido ad ospitare il rito di chiusura del Ramadan. «Facciamo appello al presidente Formigoni, di cui ricordiamo le parole dette a questo proposito solo poche settimane fa - dichiara Civati - perché si faccia garante della possibilità per la comunità islamica di Milano di celebrare le proprie ricorrenze, a partire da quella in calendario tra pochi giorni. Il tardivo diniego di utilizzo del Palalido è l'ennesimo inciampo sulla via dell'integrazione, peraltro motivato solo dalla concomitanza con la festa del Partito della Libertà. Una città come Milano deve saper far convivere eventi religiosi e feste di partito, come del resto è avvenuto con la preghiera islamica e la festa del PD, senza alcun problema».

postato da civati, 18:05 | link | commenti (1)
cultura, diritti, regione

Porcellum.eu: gira il video gira, nella rete, senza fine

Vista l'accoglienza, quasi quasi ne 'giro' un altro.

postato da civati, 16:49 | link | commenti

Wittenberg 2.0: da pari a pari

Non so se a Roma, nelle auliche sedi del Partito democratico, abbiano mai sentito parlare di peer-to-peer e di prosumer. Sono parolacce, prese a prestito dal web 2.0. Significa che si deve rinunciare alle gerarchie e alle burocrazie troppo formali, per condividere (to share) le idee, le suggestioni, le proposte. Si parla tanto di un partito federale, quando forse è l’approccio soprattutto che andrebbe cambiato. Wittenberg è ai confini dell’impero. E come tale sente il problema in modo particolare. Lo stesso vale per i singoli iscritti, che da consumer dovrebbero diventare prosumer, essere messi, cioè, nelle condizioni di promuovere iniziative e di sostenere proposte, senza essere ritenuti esclusivamente destinatari delle decisioni altrui (dei vertici cioè, nazionali o regionali o provinciali che siano). Non è detto che un iscritto della provincia abbia meno da dire di un supermegadirigente nazionale, no? Lo stesso vale per il famoso partito-del-Nord (dov’è finito?) e per tante altre iniziative. Nate male, perché centralistiche, nel momento stesso della loro costituzione. Passiamo al peer-to-peer. Ci sono, tra i democratici, tanti prosumer. I presume.

postato da civati, 15:13 | link | commenti (7)

Dall’Internazionale al comunale (?!)

La regola secondo la quale si può aderire al Pd soltanto nel Comune (o nella zona) di residenza ha dell’incredibile. Una volta eravamo per l’internazionalismo, adesso siamo al campanilismo più burocratico che ci sia. Chiedo ufficialmente al segretario nazionale, al Gran Giurì, alla Loggia dei Leopardi, di cambiare questa norma astrusa. Libera circolazione delle persone e delle tessere, please.

postato da civati, 15:10 | link | commenti (8)

Vittorio Foa e i burogiovani

L’unico vantaggio di diventare grandi, o adulti, o vecchi, è che siamo finalmente sottratti allo straziante spettacolo delle primarie dei giovani. Sa tutto di burocratico, di incomprensibile, di iniziatico. Qualcosa (cosa?) per pochi eletti, che si accapigliano, si scontrano, si rincorrono. C’è aria di scazzo micidiale, di nomine contese, di discussioni infinite. Ragazzi che a vent’anni sono già ex o post, giovani dirigenti che si impancano a depositari di tradizioni sempiterne, documenti scritti in un linguaggio marziano (e marziale, visto che se le danno di santa ragione). I burogiovani, bisogna ammetterlo, sono rigorosi: nessun messaggio all’esterno, altrimenti qualcuno potrebbe interessarsi al Pd. E diventare un pericoloso concorrente. La piccola casta è pronta. Ci vorrebbe il giovane che non c’è, che rimetta le cose al loro posto. Vorrei tanto Vittorio Foa segretario dei giovani democratici. Lui sì che è giovane davvero. Si può fare?

postato da civati, 15:10 | link | commenti (4)

Intreccio sì, intreccio no

Dalla Stampa, apprendiamo che Veltroni dice «che c’è un intreccio tra potere politico, economico e famiglie». Parla di Marina B nel cda di Mediobanca. Tutto giusto. L’indicazione del segretario non vale invece per Cai, dove l’intreccio sarà probabilmente risolto dal padre imprenditore e non dal figlio politico.

postato da civati, 15:04 | link | commenti

Ma anche no

Il Pd rilancia Petruccioli alla presidenza della Rai. Dovrebbe piacere anche a B. Già.

postato da civati, 09:49 | link | commenti (4)

lunedì, settembre 22, 2008

La Brianza è come l'Iowa

Descrivendo la bella serata di Pd Next dedicata a Obama (solo?) e riprendendo inconsapevolmente un mio tormentone di qualche tempo fa, Mattia dice che la Brianza è un po' come l'Iowa: prima o poi si riuscirà a vincere anche qui. E dice, Mattia (il miglior blogger che ci sia), che c'è del movement. Tutto vero. Chi manca? Ma i giovani, ovviamente, che fanno fatica anche a partecipare alle iniziative pensate per loro. L'importante però è credere nel cambiamento. Perché con il tempo, potete starne certi, cambieranno anche i giovani.

postato da civati, 18:49 | link | commenti (8)

L'ultima cena

Che è anche meglio evitare, soprattutto ad una certa età. Comunque, stasera, ultima cena alla Festa: con l'occasione ringrazieremo Fausto, Lucrezia e Miriam, soprattutto, i veri eroi della rassegna democratica. Poi sparecchieremo e chiuderemo la stagione più lunga di tutti i tempi. E' proprio finita l'estate.

postato da civati, 15:54 | link | commenti (3)

domenica, settembre 21, 2008

Porcellum.eu: il video

CivaTube torna a colpire. Il nuovo video dedicato al Porcellum europeo.

postato da civati, 19:32 | link | commenti (13)

Zapatero sudamericano?

Incredibile gaffe di McCain su Zapatero. La trovate qui. E poi era Obama a non essere preparato sulla politica internazionale. Già. N.B.: i giornalisti americani non sono come i nostri. Fanno le domande. E non una sola, dando per buono qualsiasi cosa si risponda loro. Ne fanno un'altra, di domanda. E un'altra ancora. E ancora...

postato da civati, 13:29 | link | commenti (3)
obama sui navigli

Porcellum.eu: decidono loro?

Ricevo da Decido io una breve nota di Rosa Valenti, che riprendo toto corde.

Per le prossime elezioni del Parlamento europeo si rischia l’applicazione del sistema proporzionale con liste bloccate. Le elezioni del Parlamento europeo si sono svolte a partire dal 1979 sulla base di leggi elettorali diverse per ciascuno Stato, in Italia si fa riferimento alla legge 18/1978 rigorosamente proporzionale.
I seggi attribuiti all’Italia sono 78 e sono ripartiti nell’ambito di cinque circoscrizioni in cui è stato diviso il territorio nazionale cioè Italia nord-occidentale; orientale; centrale; meridionale e insulare. Attualmente si corre il rischio di applicare per le elezioni europee le liste bloccate ossia l’impossibilità di esprimere preferenze,personalmente ritengo che gli italiani non sono così incapaci di non sapere scegliere i loro rappresentanti e farlo al loro posto le segreterie di partito.
In questo senso si viola un principio basilare del costituzionalismo moderno il cosiddetto “principio di rappresentanza”; infatti il secondo comma dell’art. 1 della Cost. dice : “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Ciò significa che gli elettori esercitano la sovranità scegliendo i propri rappresentanti o promuovendo dei referendum, in sostanza facendo sentire i propri orientamenti, mentre le liste bloccate hanno un effetto aberrante impedendo ai cittadini di fare sentire la loro voce.

postato da civati, 12:56 | link | commenti (1)

I love internet

Nicola riprende il nostro incontro di venerdì. Qui il video.

postato da civati, 12:46 | link | commenti

Porcellum.eu: che il Pd si mobiliti (accidenti)

B vuole bloccare definitivamente il sistema politico italiano. Nel 2005 si inventò in porcellum, messo a punto da Calderoli, che prontamente lo definì una porcata. Ora intende esportare il porcellum in Europa, cancellando le preferenze anche dal sistema elettorale per il Parlamento europeo. E' un fatto di estrema gravità, che qualifica perfettamente il progetto politico della destra attualmente al governo. Il Pd non può perdere tempo e deve mobilitare il partito, a tutti i livelli, per denunciare questa porcheria. E' una delle battaglie più importanti di quest'autunno politico. Chiedo a tutti i democratici, a tutti i circoli, a tutti i coordinamenti provinciali di non risparmiarsi. E' molto importante, per la qualità del nostro sistema politico, per la nostra democrazia.

postato da civati, 12:39 | link | commenti (2)

Lei è una mia amica

E ne sono orgoglioso. Si chiama Marta Villa. E' giovane, preparata ed è appena stata nominata assessore al gioco di un Comune del Trentino, in una giunta di sole donne. Qui di seguito l'agenzia:

Da ieri il Comune di Ronzo-Chienis capoluogo della Val di Gresta, in provincia di Trento è il primo in Italia ad avere una giunta composta di sole donne. Il sindaco, Alberto Cappelletti ha infatti nominato ieri Marta Villa assessore allo sport politiche giovanili e comunicazione in sostituzione del predecessore Giorgio Cappelletti che si era dimesso per motivi personali. Con la sua nomina è stata completata la squadra delle 4 assessore, insieme a Piera Benedetti, vicesindaco, Norma Benoni e Michela Luise. La Villa, insegnante di origine monzese, nominata assessora tecnica ed esterna, si è inoltre inventata una delega unica per il Trentino Alto-Adige, quella al gioco; un altro primato per Ronzo-Chienis. Alle sfide il paese di 1100 abitanti è abituato: 40 anni fa è stato il primo in Italia nella scelta delle coltivazioni biologiche e integrate e anche il consorzio agricolo è diretto e presieduto da una donna Vanda Rosà e da 38 anni vi si svolge una Mostra mercato dei prodotti bio cui partecipano espositori da tutta Europa.

postato da civati, 03:13 | link | commenti (4)

sabato, settembre 20, 2008

L'estate delle magliette a strisce

Vado a presentare il libro di Diego Colombo, alla Festa. Si intitola L'estate delle magliette a strisce, lo pubblica Sedizioni e parla del 1960. Per non dimenticare.

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postato da civati, 17:40 | link | commenti (1)

Notte alta

E sono sveglio. Rientro ora dalla Festa democratica. E' stata, questa, la serata delle serate, lavorando tra i tavoli del ristorante con il mitico grembiule, ascoltando Bersani e poi i No hay banda, discettando di tutto con Marco e Morris, Cristina e Chicco, Vale e Berni, l'incredibile Albanese, Monica, e altri nuovi amici, e terminando con una salamella (e con che cosa, sennò?) insieme a Roberto, mettendo a punto il solito milione di cose. E' tardi, ed è la venticinquesima festa di quest'estate, un'estate che sembra non voler finire, nonostante il clima scozzese degli ultimi giorni. Il Pd riparte (forse), dopo il lungo letargo estivo, e con molto da fare ancora. Tra qualche ora si parlerà di Obama, e sarà l'ennesima serata straordinaria di un periodo indimenticabile. Chi manca vota la Palin.

postato da civati, 03:23 | link | commenti (1)

Ambiente in Lombardia: non c'è la strategia

Comunicato stampa. “La lotta allo smog in Lombardia si sta riducendo alla sola sostituzione dei veicoli inquinanti. Troppo poco.” Così il consigliere regionale del PD Giuseppe Civati commenta le iniziative antismog per il prossimo inverno annunciate oggi dal presidente della Regione Lombardia. “Gli incentivi alla rottamazione di auto e moto e all’acquisto di mezzi più ecologici sono senz’altro misure positive e condivisibili, anche se ancora limitate nell’entità – aggiunge Civati -. Ma la Lombardia non può diminuire gli inquinanti fino ai livelli imposti dall’Europa, in particolare sul PM10, senza un piano ben più ambizioso, che punti sul trasporto pubblico, sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili. Da mesi chiediamo senza successo di parlarne in Consiglio regionale per affrontare un’emergenza tenuta sotto silenzio. Nemmeno su una misura come l’Ecopass, peraltro assunta da un’amministrazione dello stesso colore, la Regione ha saputo dire se è d’accordo e la sostiene o se è contraria. Purtroppo si conferma la decennale assenza di coraggio”.

postato da civati, 03:17 | link | commenti (4)

venerdì, settembre 19, 2008

A proposito di sicurezza

Per evitare che in un Paese civile vengano pubblicate fotografie nelle quali chi viene arrestato compare ammanettato ad un palo.

Comunicato stampa. «Il governo Berlusconi propaganda più sicurezza ma nei fatti riduce le risorse alle forze di polizia. Con il pacchetto sicurezza sono stati tagliati in Italia 1000 commissariati e ridotte di 7mila unità le forze di polizia. Le risorse in meno ammontano a 1,5 miliardi di euro. La protesta di oggi del Siap a Monza è quindi più che comprensibile». Lo dichiarano Gigi Ponti, Assessore all'Attuazione della nuova provincia di Monza e Brianza e Giuseppe Civati, Consigliere regionale del PD. «Per Monza e Brianza - aggiungono Ponti e Civati - servono più uomini e mezzi ed è indispensabile il ruolo del governo, che deve potenziare le strutture e dotarle di risorse. Il PD propone di finanziare le forze di polizia destinando risorse pari al 3% del Pil, aumentando anche gli stipendi di chi lavora in prima linea contro la criminalità e la delinquenza comune». «Queste sono le risposte che gli amministratori e i cittadini si attendono - concludono Ponti e Civati -, non certo i pochi militari inviati a Milano e in altre città più per fini propagandistici che per garantire la sicurezza. E' assurdo enfatizzare il tema della sicurezza, e poi comportarsi in modo opposto, togliendo risorse destinate a garantirla. Il territorio della nuova Provincia merita rispetto e attenzione».

postato da civati, 16:04 | link | commenti (6)

Wittenberg o dell'ostinazione

Rubo il titolo a Hans Magnus Enzensberger, per la seconda tesi di Wittenberg 2.0.

Conviene che il Partito democratico si ponga il problema di una sua riconoscibilità, di una chiara affermazione delle sue principali linee d'azione e di un forte ancoraggio ad un sistema culturale di riferimento. Il nostro profilo è "molto mosso", per non dire 'sfuocato' (come Robin Williams in quel famoso film di Woody Allen), rispetto a molte questioni di ordine politico e la nostra credibilità ne risente molto più di quanto pensiamo. Spesso si dà la colpa alla nostra famosa incapacità di comunicare - che pure è un dato allarmante - ma non si riflette a sufficienza sulla timidezza della proposta e sulla debolezza dell'impostazione che è spesso sottesa alle nostre iniziative (potrei citare la triplice risposta alla provocazione nucleare del governo, per capirci: dal no ragionato, al può essere, al sì entusiastico). E la sindrome weimariana - mirabilmente tratteggiata da Enzensberger nella sua ultima prodigosa fatica - è tipica in questo senso: all'indecisione, al dubbio, all'involontaria ambiguità, all'incapacità di concludere che in molti abbiamo riscontrato nel centrosinistra degli anni passati, da destra rispondono tuonando, proponendo banalità e semplificazioni che hanno però straordinaria presa e fanno dire, a molti, «almeno loro fanno», anche se si tratta, platealmente, di cose sbagliate. In tutto questo, gioca un ruolo fondamentale la coerenza o, se si preferisce, l'ostinazione. L'ostinazione di perseguire una linea politica al di là degli immediati riscontri elettorali, preferendo il concetto di evoluzione - delle proposte, delle idee, delle soluzioni - a quella, più volgare, di sparigliamento. Perché ne abbiamo abbastanza.

postato da civati, 15:54 | link | commenti (5)
wittenberg duepuntozero

Il laboratorio della sfiga

Aldo Bonomi ha definito così, ieri sera, la sfida (con la 'd') politica del Pd in Brianza. Da tempo, sostengo che questa sia la nostra frontiera, il cuore del Nord, la quintessenza della società in trasformazione con cui il Pd deve riuscire ad avere una relazione più forte. Grazie, Aldo, per la sintesi.

postato da civati, 15:23 | link | commenti (1)

Non dire boh

Il solito futilismo ospitato da Vorrei.

postato da civati, 15:18 | link | commenti

Gomorra di Brianza

Se ne parla qui. Bene ha fatto Gigi Ponti a dichiarare che la Provincia di Milano sta pensando di costituirsi parte civile nel caso di avvio di un procedimento giudiziario nei confronti degli ecocriminali che operano in Brianza.

postato da civati, 15:10 | link | commenti (4)

Un tranquillo weekend di buona politica

La Festa celebra il suo secondo weekend. Si parte stasera con Pierluigi Bersani e Enrico Letta, un duo di successo che si ritrova insieme dopo qualche tempo. Alle ore 21 il dibattito presso il palco centrale, coordinato dal nostro segretario Enrico Brambilla. A seguire, No hay banda trio in concerto e, a seguire ancora, dopo-Festival all'enoteca, come ormai tutte le sere. Domani, dopo una giornata passata a lavorare per le prossime Provinciali - siamo già in campagna elettorale - alle ore 18, presentazione di un bel libro di Diego Colombo e, alle 21, Obama e noi, con Marilisa Palumbo, una delle biografe italiane del candidato democratico, Andrea Mollica, Al Gore varesino, e Mattia Carzaniga. E' un'iniziativa Pd Next (a cura, tra gli altri, del vostro affezionatissimo), a cui parteciperanno giovani democratici accorsi da ogni confine (da Lecco, Varese e Verona, in primo luogo). Domenica sera appuntamento con altri ospiti di grande spessore - Damiano, Mosca e Pezzotta - per celebrare degnamente la prima Festa democratica. Chi non viene, è una salamella.

postato da civati, 14:41 | link | commenti

Spinoza ci seppellirà

Quando le cose non girano, quando le cordate si scordano, quando il cielo è grigio, quando scoprite che anche Viva la vida è uno straplagio di The song I didn't write, quando tutto si rovescia, andate a trovare Spinoza (in particolare questa è irresistibile).

postato da civati, 11:28 | link | commenti (5)

L'oroscopo di Obama

Risale nei sondaggi, sembra avanti in quasi tutti gli Stati in bilico, e anche l'oroscopo gli sorride. Me lo segnala Miriam, ricordando che siamo nati nello stesso giorno (e chissà mai).

postato da civati, 11:10 | link | commenti

Al centro (nel senso topografico, però)

Mattia ha ragione, come sempre. Un luogo più comune, ci vorrebbe. All'insegna del Wittenberg 2.0.

postato da civati, 11:03 | link | commenti
wittenberg duepuntozero

giovedì, settembre 18, 2008

La colpa

E' dei sindacati, dice B. Ha ragione. Soprattutto di Bonanni, che si scagliò - in una curiosa alleanza pre-elettorale con la destra - contro la soluzione AirFrance e che ora attacca, insieme all'incredibile Angeletti, la Cgil. L'operazione Cai è stata gestita in modo spregiudicato e B, soltanto qualche ora fa, aveva dichiarato: «avanti comunque, anche senza la Cgil». Quindi, ora il governo faccia il piacere di non dare la colpa ad Epifani e si assuma, fino in fondo, le sue responsabilità. Perché qualche mese fa era colpa di Prodi e oggi, invece, sarebbe colpa dei sindacati? Apprezziamo invece che a nome del Pd abbia dichiarato Bersani (chi ha orecchie per intendere, intenda).

postato da civati, 18:54 | link | commenti (21)

High cost

Ha ragione Marcello: la vicenda dei taxi lombardi è un'assurdità dal primo all'ultimo minuto (volevo dire euro).

postato da civati, 17:54 | link | commenti (3)
regione

Basta così

Il comunicato di Carlo Monguzzi e mio personale sull'omofobia nella politica lombarda.

«La Lega Nord, la comunità politica e le istituzioni condannino le posizioni gravemente omofobe dell’assessore di Albizzate, piccolo comune del varesotto, Giancarlo Valmori, il quale nel corso di una trasmissione di Rai Due, quindi a mezzo stampa, ha attaccato duramente e vergognosamente gli omosessuali». Lo dichiarano i consiglieri regionale Carlo Monguzzi (Verdi) e Giuseppe Civati (PD). «Chiediamo al Prefetto di Varese di intervenire – aggiungono Monguzzi e Civati – , ma soprattutto alla Lega Nord di stigmatizzare le parole gravemente offensive di Valmori, il quale, testuale, ha detto che "la tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati...anche nelle foibe"». «Non contento – concludono i consiglieri – , Valmori ha aggiunto, riferendosi al presentatore Alessandro Cecchi Paone, di apprezzare "l'opera di Paone quando fa il presentatore non quando fa il finocchio o il pederasta"».

postato da civati, 17:41 | link | commenti (1)
diritti

Codice internet

E' con piacere che annuncio urbi et orbi che domani, venerdì 19 settembre 2008, alle 17, a Milano "Ottagono", in Galleria Vittorio Emanuele II, si terrà un'iniziativa promossa da Codice Internet, che prevede l'intervento del vostro affezionatissimo. Si parlerà di web e politica.

postato da civati, 17:20 | link | commenti (2)

Wittenberg 2.0

Vi prego di leggere con calma e di riflettere insieme a me. Ci sto pensando da un po', ma è solo grazie alla lettura del libro di Susan George, L'America in pugno, un testo che dovete leggere, che ho deciso di far partire il progetto Wittenberg 2.0. Si tratta di una raccolta di tesi - quando arrivo a 95, come vuole il precedente, mi interrompo - sulle questioni politiche di fondo, che mi piacerebbe condividere con voi. La forma è il post, di un blog, che assomiglia molto al concetto stesso di tesi affissa su un portone. Il precedente, è il caso di precisarlo, è richiamato in modo del tutto ironico e provocatorio. Chi volesse scorgervi messaggi particolari, può pensare ad una "lettera ai romani", e con ciò penso, chiaramente, alla politica nazionale. Il primo post-tesi è introduttivo e metodologico. Perdonerete il tono, ma la questione è seria, per non dire drammatica.

Non possiamo tollerare che il pensiero della destra, per quanto riguarda il linguaggio, il quadro culturale e l'immaginario si affermi senza che nessuno abbia nulla da ridire. E' nei termini di una egemonia culturale - intesa in senso limpidamente gramsciano - che è il caso di costruire il nuovo partito. E, per farlo, bisogna intendersi sul tema della rincorsa: non verso i temi della destra, che 'rincorriamo', appunto, senza alcun discernimento; ma una rincorsa da prendere con noi stessi, per spiccare un salto più lungo. L'adesione acritica ad un modello politico e sociale, che soltanto con buona approssimazione può essere definito neoliberista (condito com'è da populismo mediatico e da una mitopoiesi del tutto demagogica), ci conduce inevitabilmente alla sconfitta. Finché la giustizia sociale sarà ritenuta una provocazione verso l'affermazione dei pochi 'capaci', l'ascensore sociale bloccato, la democrazia rappresentata come una macchina burocratica e inefficiente, finché lo straniero sarà tout court ritenuto criminale e pericoloso, l'ambiente una battaglia secondaria, finché i diritti civili saranno un tema d'élite, non avremo se non poche possibilità di incidere non soltanto sul consenso elettorale, ma sulle credenze e sui sistemi di riferimento che stanno alla base delle scelte politiche delle persone. E' in un quadro di nuova cittadinanza, di ripensamento della nostra adesione al consesso civile, che un partito può costruire se stesso e lanciare una sfida vera e profonda ad un modello non solo sbagliato, ma molto pericoloso per una civile, e giusta, e serena convivenza delle persone.

postato da civati, 12:39 | link | commenti (15)
wittenberg duepuntozero

Non solo non si dimette, ma rincara la dose

Dopo qualche ora, e l'ennesima provocazione, possiamo affermarlo con certezza: il razzismo, la volgarità, l'ignoranza non hanno limiti nella Lombardia di oggi. Che vergogna.

postato da civati, 12:16 | link | commenti (2)

«Non aderisco al Pd nemmeno se me lo chiedi con gentilezza»

Questa sera, fuori programma alla Festa (la nostra): prima dei mitici Selton, intorno alle 20, si terrà la cena di tutti coloro che non intendono aderire al Pd nemmeno se glielo si chiede gentilmente. Con me ci sarà Francesca, coordinatrice del circolo Monza centro (lei però, a scanso di equivoci, al Pd aderisce). Sarà l'occasione per dirsene di tutti i colori (iniziando dal Red), per prendersela con Veltroni, con D'Alema, con Rutelli (che viene anche più facile), con i teodem, con gli ecodem e con i meteodem, insomma con tutti i dem che abbiate mai potuto immaginare. Anche con me, ovviamente. Anche così si costruisce un partito nuovo. Nella speranza, ovviamente, che qualcuno, prima che sia troppo tardi, aderisca.

postato da civati, 12:09 | link | commenti (5)

I fannulloni? Li trovate su Facebook

Il Pil non cresce? Colpa dei rovesci finanziari americani, di un'economia in crisi, di un Paese in declino, ma, soprattutto, di Facebook, che vale almeno un punto di Pil e milioni di ore-uomo. E' il caso di dirlo, una buona volta. Anche a Brunetta, che sciorina dati sulla riduzione clamorosa delle assenze e sulla conversione-in-massa dei fannulloni, segnaliamo che tutti - dipendenti pubblici e privati - non escono più durante l'orario di lavoro, né saltano la giornata, semplicemente perché si recano presto, molto presto, in ufficio, ma lo fanno esclusivamente per aprire la pagina del social network più di moda che ci sia. A volte bisogna saper leggere gli indicatori. Lo diciamo anche a Tremonti (ovviamente scherzo, ma anche no).

postato da civati, 11:43 | link | commenti (2)

I simpotici: tutti a cena da Agatone

Un'intera città leggerà il Simposio di Platone. Succederà ad ottobre, per un mese, a Vimercate. Da un'idea del vostro affezionatissimo, un progetto di lettura collettiva dedicato ad un grande testo filosofico. Un'iniziativa unica nel suo genere, che consentirà a tutti coloro che vorranno essere 'simpotici', di accedere al testo platonico attraverso le lezioni magistrali, gli incontri, gli aperitivi filosofici e, ovviamente, i simposi promossi dal sistema bibliotecario - uno dei migliori del Paese - e dall'amministrazione comunale, nonché dalla Provincia di Milano (nel senso dell'assessore Ponti). Ne seguiremo passo passo le mosse, andando, «a cena da Agatone» (che nella versione originale suona proprio così, epi deipnon eis Agathonos). Non attardatevi al Pireo o alle Torri bianche: alla cena troverete Socrate, insieme ad amici particolarmente ispirati. A parlare d'amore. Sul tardi arriverà anche Alcibiade, a Vimercate. E le sorprese non mancheranno. P.S.: parafrasando un proverbio, Socrate dice: «Ai banchetti di uomini valorosi vanno senza invito uomini valorosi». In ogni caso, l'invito (insieme a tutte le informazioni sulla rassegna), lo trovate qui.

postato da civati, 11:19 | link | commenti (3)

La capriola

Da sempre seguo Alessandro. E' l'unico punto di riferimento culturale e morale in questo nostro tempo devastato e vile. Da sempre ne racconto, modestamente, le gesta, confidando in quel parallelismo che ho più volte (anche qui) cercato di tratteggiare. Prendete ieri sera, ad esempio. La squadra torna in Champions, i ragazzi sono parecchio tesi, perché lo Zenit non è mica il Frosinone (con rispetto parlando). Ha anche quel nome lì, ambiziosetto. Alex gioca bene, ma non tira in porta nessuno, né lui, né il Francese, e Camoranesi, che aveva preso un palo, esce dolorante. Si teme un rientro in sordina della Signora, un pareggio qualsiasi. Mancano pochi minuti e gli juventini, in perfetta sindrome da Pd, sembrano lasciar perdere. C'è una punizione, di quelle che si tirano crossando, a cercare la testa di un Legrottaglie o di un Chiellini, per dire. E, invece, Alex vede il portiere nella cosiddetta posizione dell'a-cazzo, e tira in porta, di collo esterno. E la palla sale, si gira, si rovescia, ed entra sotto la traversa. Da una distanza che ci vorrebbe un passaggio aereo per fare lo stesso tragitto. E, poi, come se non bastasse, Alex, per esultare, fa una capriola, che è un po' una rovesciata, ad allontanare i soliti cattivi pensieri. Magistralmente espressi, qualche ora prima, dall'incredibile Ranieri, che aveva detto - spiritoso - che se non giocava Alex, poteva mettere in squadra Boniperti (mancando di rispetto per l'età, e per la classe soprattutto). Sappia Ranieri che, a questa stregua, ci sono tanti allenatori più agé e forse più competenti. Ma alle polemiche non si risponde con le polemiche. Lo insegna Alex. Si celebra Amauri, la domenica, e, il mercoledì successivo, si celebra la maglia. E il gioco del calcio. Con una punizione (prevista nel pomeriggio dal vostro affezionatissimo, che non poteva immaginarne però le inaudite modalità) e una capriola. Da ragazzino. Il coro è sempre lo stesso - di quando era ragazzino davvero, e lo ero anch'io: «il fenomeno vero è Alessandro Del Piero». Grazie-di-esistere.

postato da civati, 11:02 | link | commenti (3)
il segreto di alex

mercoledì, settembre 17, 2008

Delle salamelle e degli amici

Ogni sera, da giorni, alla Festa. A confrontarsi, a discutere, a litigare, ad appassionarsi, a spiegarsi, a contestarsi e a fare la pace, come è accaduto anche ieri sera, durante il dibattito sull'ultimo microscopico libro del vostro affezionatissimo. Anche a ricevere le solite meschinità, a cui a Monza sono sempre più abituati (poverini), non conoscendo l'ormai atarassico modus vivendi di chi scrive. Che poi uno pensa: che cosa sarà mai? E' la solita festa. Vero. Ma c'è una cosa, in particolare, che è diventata presto irrinunciabile. E' il "dopo festival", il momento del commento, della chiacchiera, del tirar tardi. Con Lucrezia a fare da star e gli amici, quelli di sempre e quelli appena conosciuti, a rilanciare. Stasera è il compleanno di Roberto, e lo festeggeremo insieme. Sarà una festa speciale, una festa nella festa, aspettando il dopo festival. Perché per me la politica è una grande sfida collettiva, fatta di passioni. Di salamelle. E di amici. Che sono i primi ad arrivare, e i più importanti, e gli ultimi ad andare a letto, quando alla festa non c'è più nessuno.

postato da civati, 18:02 | link | commenti (6)

Porcellum.eu: aderisce anche Al Gore

Quello di Varese. Lo trovate qui.

postato da civati, 15:00 | link | commenti (1)

A proposito di tempo (perso)

Brunetta fa propria la battaglia per il riconoscimento dei diritti (e dei doveri) delle coppie di fatto, inventandosi un acronimo incredibile (in tutti i sensi). Complimenti all'Unione che si è fatta scippare anche questo tema. Avanti così. P.S.: ovviamente, quello che dice Brunetta sui Dico è falso (la norma sulla reversibilità non era contemplata nel progetto di legge ma rinviato ad una norma successiva), ma ovviamente nessuno dei 'nostri' avrà niente da dire. P.S./2: ovviamente, i diritti delle coppie di fatto non verranno riconosciuti, perché l'attuale governo è talmente retrivo che uno come Brunetta passa per un coraggioso riformista, ma ciò non toglie che il centrosinistra, su questa partita, abbia fallito. Clamorosamente.

postato da civati, 10:31 | link | commenti (6)
diritti

Non si dimette, anzi

Il direttore di Rai2 difende il politico (?) leghista che ha detto, in diretta, parlando degli omosessuali: «la tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati...anche nelle foibe». A me sembra un'assurdità. In un paese civile, si dimetterebbe l'assessore e anche il direttore di rete. Da noi, no. Anzi.

postato da civati, 10:24 | link | commenti (6)
diritti

Sì alla salamella, no al porcellum

Prosegue la Festa, con un po' si sole che ha rincuorato i meteodem, e prosegue la nostra campagna contro la soppressione delle preferenze per le elezioni europee della prossima primavera. Le due cose non sono incompatibili: si può essere favorevoli alla salamella, e contrari, contrarissimi al porcellum europeo. Piuttosto, ci si chiede se tutti si rendano conto che è una battaglia, quest'ultima, di grande rilievo per la democrazia italiana. A volte, sinceramente, pare di no.

postato da civati, 10:08 | link | commenti

Mea culpa

Ho ceduto. Ho dovuto usare l'auto. Trasmissione televisiva alle 8, con i mezzi ci avrei messo un'ora e mezza e non ce l'ho fatta. Prolungherò la mia settimana senz'auto di un giorno per farmi perdonare. Confido nella comprensione di tutti.

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martedì, settembre 16, 2008

L'orobilogio della politica democratica

«C'è gente che dice che vuol lottare e poi confonde il fischio d'inizio della partita con quello dell'ultimo minuto, e va a casa». Così Benni, in Saltatempo, il libro a cui E' tempo è ispirato. Perché Saltatempo è dotato di un orobilogio, di un orologio interno, molto sofisticato, che ti consente di prevedere quello che accadrà, di ricordare il passato, di superare il tempo, di riavvolgere il nastro e, insomma, di guardare al futuro con un po' di speranza e di coraggio, come vuole Obama. Ecco di cosa si parlerà questa sera, mentre sono sottoposto allo stillicidio dei messaggi di tutti quelli che vorrebbero tanto esserci, alla presentazione, ma non ci saranno (peccato). Si parlerà della necessità di uscire, una buona volta, dal ma anche, che ha fatto il suo tempo, appunto, e di ripercorrere l'evangelico: «sia invece il vostro parlare: sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno [e sappiamo dove abita]» (Matteo, 5, 37). Della necessità improrogabile - parlando di tempo - di organizzare un discorso politico qui in Lombardia, capace di ripensare un modello che da troppo tempo ci accompagna (Formigoni si candiderebbe, nel 2010, al quarto mandato). Di rispondere alla straordinaria «mitopoiesi populista» (per dirla con Lea) del berlusconismo di governo, con una proposta politica chiara, razionale e comprensibile. Un'idea che a me pare di scorgere in un profondo ripensamento del concetto di cittadinanza, di partecipazione democratica, un progetto politico, cioè, finalmente, di forte impatto sulla vita dei lombardi. Di qui la riflessione sul tempo e sulla sua organizzazione, come chiave di lettura sia dal punto di vista individuale, sia dal punto di vista collettivo. Di qui l'esigenza di aggredire questioni, come quella ambientale (in primo luogo, il consumo di suolo), di interpretare partite, come quella della mobilità, di superare luoghi comuni inquietanti, come quelli legati all'Altro e al Diverso. Il Pd deve diventare grande, oggi, non può più aspettare. E guardare al 2010 sapendo che la campagna elettorale è già iniziata, anche se noi, ancora, non c'eravamo e, se c'eravamo, dormivamo sonni molto agitati. Il fischio d'inizio non va confuso, insomma, con quello dell'ultimo minuto. Perché l'avventura del Pd è appena iniziata. E, come si legge ancora in Saltatempo, «non puoi sapere se nel tuo fiume c'è un mulinello pronto a strangolarti, se dietro la curva la strada prosegue in salita o sprofonda in un burrone, se c'è ad attenderti una locanda o lo sceriffo di Nottingham». E molto, quasi tutto, dipenderà da noi.

postato da civati, 18:39 | link | commenti (1)

L'omofobia e le omofoibe: non si è ancora dimesso, l'assessore?

In Lombardia non finiamo mai di indignarci. L'ultima la trovate qui e qui. Un assessore della Lega di Albizzate (Varese), in televisione, sostiene che i gay devono tornare nelle foibe. Che quello è il loro posto. Sul serio. Nelle foibe. E poi c'è qualcuno che dice che la destra non è omofoba e non è razzista. Già.

postato da civati, 12:45 | link | commenti (8)

Ecodem o egodem?

Prosegue la mia personalissima settimana senz'auto. Pare che sia il solo ad aver raccolto la sfida (tra i 'politici', intendo), ma devo dire che non è poi così male. Treno quasi in orario, stamattina, per Porta Garibaldi. Carrozza tiepida, posti a sedere. Yes, we train. P.S.: ma di ecologisti democratici, in giro, ce n'è davvero?

postato da civati, 12:29 | link | commenti (9)

Porcellum.eu: anche iMille preferiscono le preferenze

Trovate tutto qui. E anche qui, perché il Primo cerchio non delude mai.

postato da civati, 12:12 | link | commenti (1)

La notte in cui tutte le vacche sono negre

Affaritaliani
scrive quello che penso sul negro, sul sindaco e su quella triste città che risponde al nome di Milano (oggi, almeno).

postato da civati, 11:32 | link | commenti (1)
cultura, diritti

La pura verità

B può dire quello che vuole, ma le cose su Alitalia stanno così.

postato da civati, 11:23 | link | commenti (1)

Boia chi molla

Nella città del sindaco Retromanno, Amato rinuncia alla presidenza della commissione Attila (volevo dire Attali). Meglio tardissimo che mai.

postato da civati, 11:19 | link | commenti (1)

E' tempo

Dopo la grande performance del wrestler Tabacci di ieri, alla Festa democratica di Monza e della Brianza, stasera, ore 21, presentazione di E' tempo, il nuovo piccolo libro del vostro affezionatissimo. Ci saranno Carlo Monguzzi e Marco Lamperti. Chi non viene, mi offende sul piano personale (per dire).

postato da civati, 11:10 | link | commenti (1)

Porcellum.eu: aderiscono tutti

Mentre B dice che le preferenze sono da evitare perché si innescano meccanismi di corruzione del voto («c'è il rischio di un ritorno ai finanziamenti illeciti», sostiene, facendo propria la questione morale?!), aderiscono tutti alla campagna contro l'esportazione in Europa della porcata elettorale: c'è Carlo (Preferellum), Marco (La caccia al cochon continua e un appello su Facebook a cui ho prontamente aderito), Marta (Porcellum col rossetto), Mattia (Del maiale non si butta via niente), Beffatotale parla di «Doppio porcellum», il Circolo Obama del Pd scrive «Sapevamolo» e da Buguggiate annunciano «Non scelgo, non voto». Nel frattempo, ieri sera, alla Festa democratica di Monza e Brianza, Maurizio Martina ha detto che il Pd lombardo aderirà alla campagna per la difesa della preferenza lanciata a livello nazionale dall'Udc. Bravo Maurizio, così si fa. Il Pd deve essere in prima linea in questa campagna. Avanti così.

postato da civati, 10:47 | link | commenti (1)

lunedì, settembre 15, 2008

I meteodem

La Festa prosegue. Questa sera Martina e Tabacci, a parlare di alleanze, domani sera il vostro affezionatissimo, con Carlo e il suo ultimo piccolo libro. Va tutto bene, salvo che la nostra kermesse (la più bella, perché è la nostra, perché è la più bella) è letteralmente funestata dal maltempo. Passino i teodem, ma, da qualche ora, siamo costretti anche ai meteodem, figure ieratiche e profetiche, che scrutano il cielo, che discettano tutto il giorno di cirri, altostrati e bassepressioni, che ne sanno una più di Eolo e che sono in grado, in pochi secondi, di quantificare in euro i costi di un temporale. Anche per loro, per allontanarli, è il caso che torni il sole. Subito, se è possibile. Perché non se ne può già più.

postato da civati, 11:14 | link | commenti (13)

Porcellum.eu: le adesioni

Rigorosamente in ordine alfabetico, le prime adesioni all'appello contro il porcello europeo: Andrea, Decidiamo insieme, Elvira, Marcello, Marco, Pino, Zadig. P.S.: il Pd che fa, si mobilita (speriamo presto, speriamo subito)?

postato da civati, 10:51 | link | commenti (14)

Sharing

Walter, che è ufficialmente tornato, condivide felicemente la citazione della felicità e della condivisione, a cui sono molto affezionato (confrontare qui, e qui, e ancora qui).

postato da civati, 10:28 | link | commenti (1)
appunti per un partito nuovo

Sal*a l'Italia

E' bello avere un amico genius.

postato da civati, 10:22 | link | commenti

Settimana senz'auto: io la celebro

Oggi inizia la settimana europea della mobilità e ho deciso di non usare l'auto fino a domenica. Sono partito alle 8.23 dalla stazione di Monza. Volevo dire alle 8.33, perché il treno era in ritardo di dieci minuti. E poi è arrivato con molta calma in Centrale, qualche minuto prima delle nove. Un'oretta per fare Monza-Milano. Ed era un Eurocity. Ci vuole pazienza. Molta.

postato da civati, 09:18 | link | commenti (20)

Nessuna strumentalizzazione

Un giovane cittadino italiano di colore viene ucciso a sprangate, qui vicino agli uffici della Regione (e vicinissimo alla famosa via Gluck) e la destra si preoccupa soltanto che qualcuno non intenda strumentalizzare. Non si preoccupino, lorsignori. Chi strumentalizza la sicurezza, chi adotta la politica dell'amigdala (come la chiama Al Gore), chi diffida degli stranieri in questo momento è al governo. A noi dispiace solo che il razzismo strisciante che si respira un po' dappertutto contribuisca ad esasperare le tensioni. E a trasformare il furto di una scatola di biscotti in un reato da punire con la morte.

postato da civati, 09:15 | link | commenti (4)

sabato, settembre 13, 2008

Saltatempo (maneo nemini)

E' ufficiale. Alcuni esemplari di E' tempo, il nuovo libro-si-fa-per-dire di Giuseppe Civati, sono stati individuati ieri sera alla Festa democratica di Milano. L'autore non ha ancora visto il testo e prende le distanze dalla diffusione clandestina dello stesso. Può anticipare ai lettori (e agli e-lettori) soltanto che: il libro sarà 'ufficialmente' distribuito alla Festa democratica di Monza e della Brianza lunedì sera, e colà presentato, con il contributo di Carlo Monguzzi, martedì alle ore 21, presso lo spazio dibattiti dell'area dell'ex-Macello; la copertina è bordeaux (bordò, non granata, mi raccomando); la foto sul frontespizio immortala una meridiana fotografata a Varzi (la fotografia è stata scattata al tramonto, per tenerci lontani dalla fin troppo abusata metafora dell'ombra); la meridiana riporta un motto solare particolarmente significativo: nelle prime pagine si parla soprattutto del tempo che verrà e il vostro affezionatissimo si trasforma in Saltatempo; nelle successive, del tempo che è passato (prossimo), nell'attività politica in Regione e nel Pd. Come al solito, maneo nemini. A voi, invece, sottopongo questo adagio: «chi ha tempo, non aspetti tempo».

postato da civati, 13:40 | link | commenti (11)

Magliette a strisce e lavoro

Questa sera, duplice appuntamento alla Festa democratica di Monza e della Brianza. Il vostro affezionatissimo si trasforma in Firmino e presenta i libri di Diego Colombo e Antonio Panzeri. Alle 18.45 e alle 21.00. Nel frattempo, piove (governo B!).

postato da civati, 13:20 | link | commenti

Ci sono Fantozzi e Fantozzi

Marco prosegue nella sua geniale rassegna video.

postato da civati, 11:16 | link | commenti

Alla lettera

Leggete qui. E' importante.

postato da civati, 11:04 | link | commenti (2)

Porcellum.eu: appello ai blogger democratici

Oggi Repubblica in prima pagina scrive quello che sostenevo qualche ora fa. Togliere le preferenze ed 'esportare' il porcellum anche in Europa, per le elezioni della prossima primavera, è un errore strategico, oltre che una scelta perfettamente anti-democratica (e, come tale, un partito che si chiama democratico dovrebbe contrastarla, no?). La politica è distante dalle persone, l'Europa lo è anche di più, ed è il caso di evitare l'ultima mossa per allontanarle "per sempre" dai cittadini italiani. Chiedo a tutti i blogger democratici di mobilitarsi, di raccogliere la sfida e di opporsi a questa porcata-su-scala-europea, sollecitando tutti i circoli del Pd a mobilitarsi per fare altrettanto. Nessun blocco alle liste, vogliamo poter scegliere. Con buona pace di chi, come Cicchitto, afferma: «le preferenze favorivano i candidati con più soldi». Già. Tipo Berlusconi. Fateci il piacere. Rispettate la democrazia. Rispettate i cittadini. La loro intelligenza, la loro sensibilità. P.S.: chi linka, segnali: mi impegno a pubblicare l'elenco dei blogger e dei circoli che aderiranno (lo stesso chiedo di fare a tutti).

postato da civati, 10:52 | link | commenti (17)

La questione mentale

Mentre a Cortona si parlava di futuro, a Monza si praticava il presente. Sapete com'è, è un lavoro duro, ma qualcuno lo deve pur fare. Nella Festa democratica più bella (perché è la nostra, perché è la più bella) sono arrivati Meo e Zoro. I migliori sulla piazza telematica, e non solo. Marta ha parlato della necessità di costruire un bad party in cui mettere tutte le tossine accumulate negli ultimi mesi, e della necessità di smascherare i «maiali con il rossetto», ovvero tutti quelli che sono democratici, ma non-lo-sono-per-davvero. A me, mentre parlava, sono venuti in mente Erasmo e i sileni rovesciati (ne avevo già parlato qui): i dirigenti del Pd dell'epoca, che parlavano in tono ampolloso senza che le loro azioni corrispondessero alla loro retorica. Anzi, parole e cose si tenevano a debita distanza, senza incontrarsi mai. Lo stesso tema è stato ripreso magistralmente da Diego, che ha ricordato il carattere esemplare del nuovo partito (cfr. qui): un partito non può affermare principi senza declinarli in proposta politica. Il Pd - sembra una banalità, ma non lo è - non può dire una cosa e, poi, però, farne un'altra, «perché non conviene (a chi?)», «non è (mai?) il momento», «non è (proprio?) il caso». Un partito che deve avere coraggio, come hanno puntualmente ricordato i militanti della Festa democratica di Firenze ai dirigenti nazionali che si succedevano sul palco. «Deppiù», dice Zoro. Più determinazione, più coerenza, più efficacia. Oltre che una questione morale, e politica, è una «questione mentale». E credo che vada aggredita al più presto.

postato da civati, 10:39 | link | commenti (1)
appunti per un partito nuovo

Ike ed Elisa

Ieri sera a Verona. Tornavo da Riva del Garda e volevo riprendere la festa dei giovani democratici per una sorta di versione young de Il grembiule, concordata con gli organizzatori che mi mettevano a disposizione una videocamera e una troupe. La location era la più indicata: il castello di Montorio, a dominare la città (purtroppo, per ora, solo metaforicamente). Arrivo e trovo la festa rovesciata da una tromba d'aria. Di tipo texano. Danni su danni. I ragazzi alle prese con una cena di autofinanziamento per recuperare qualche euro. E, allora, un risotto alla Tastasàl (maiale senza rossetto, per intenderci), il racconto della giornata infausta e un confronto con Elisa e Michelangelo sul Pd. L'ennesimo, nell'estate che per me ha significato venticinque feste democratiche. Ma un confronto diverso dagli altri. Perché ieri Tonini alla Summer school ha detto che tra i ragazzi presenti «si nasconde il Veltroni di domani». Probabile. Possibile però che il Veltroni di domani si celi in feste come quella veronese, però. Dove oltre alla passione e allo 'sbattimento' (categoria meno accademica delle lessons della Summer school), c'è qualità, curiosità, intelligenza politica. E coraggio. Quello che Elisa e Michelangelo chiedono ai dirigenti nazionali e al Pd. Perché sono stanchi. Soprattutto della nostra stanchezza. I «Veltroni di domani» chiedono ai giovani del Pd di parlare in modo più comprensibile, di comportarsi in modo meno burocratico, e promettono battaglia, perché i famosi 'territori' siano davvero rappresentati, e non solo a parole. L'uragano si è abbattuto su Verona e ha fatto un mezzo disastro. Un uragano - che potrebbe chiamarsi con il nome gentile della coordinatrice dei giovani democratici veronesi - dovrebbe abbattersi su di noi. A spazzar via resistenze, paure, timidezze. A rendere ridicole le correnti e gli spifferi di questo nostro partito, nato troppo titubante. E, ne sono certo, dopo la tempesta, tornerebbe finalmente il sereno. Per Elisa. E per Michelangelo. E per tutti noi.

postato da civati, 10:22 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

Le 72 ore che vi cambieranno la vita

Tornano i Futilismi (come sempre, su Vorrei).

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giovedì, settembre 11, 2008

Marta promette sfracelli

Diego (nel senso di Zoro) è partito da Roma, Marta (nel senso della Meo) è partita da Venezia e minaccia di rivoltare il Pd come un pedalino.

postato da civati, 15:44 | link | commenti (1)

Maiali e maiali: porcellum.eu

Repubblica, pagina 3: il governo ha trovato l'accordo sulle europee. Sbarramento al 5%, nessuna preferenza. Esportano il porcellum, nel senso del maiale, come diceva una vecchia canzone. Credo che il Pd debba mobilitarsi. Se vuole essere democratico.eu: non possiamo tollerare che il peggior sistema elettorale di tutti i tempi e di tutti i sistemi venga declinato all'europea. Non possiamo proprio.

postato da civati, 10:00 | link | commenti (19)

Rossetti e maiali

Caro Obama, che ti succede? Il tuo appeal, il tuo glamour, il tuo fascino, insomma, dove sono andati a finire? Quella del rossetto e del maiale è proprio tremenda, no? Non ti pare di esagerare? I tuoi fan in giro per il mondo sono in ambasce. Ritrova la misura, caro Barack, altrimenti vincono anche senza rossetto.

postato da civati, 09:57 | link | commenti (15)
obama sui navigli

La Festa democratica Facebook

C'era mezza città alla Festa democratica di Monza e tanta Brianza. Moltissimi amici e compagni (sì, proprio i compagni) si sono riversati nell'area dell'ex-Macello, per inaugurare nel migliore dei modi la kermesse e il concerto dei Modena ha fatto lo stra-pieno. Tanti visi, tanti volti, tanti incontri. L'azzardo della prima serata con il 'botto' ha funzionato. Questa sera, attesi Marta Meo e Diego Bianchi detto Zoro, che saranno presentati dal vostro affezionatissimo. Si parlerà di comunicazione politica, di simboli, di immagini per il nuovo partito. Chi non viene è un cripto-pidiellino.

postato da civati, 01:38 | link | commenti (3)

mercoledì, settembre 10, 2008

Chiringuito democratico

«Há quem pense que é sempre verão»: torna CivaTube ed è subito Festa. Da Formentera alla Festa del Pd di Monza e della Brianza: a volte i 'cervelli' ritornano. Buona visione. E, soprattutto, buona Festa.

postato da civati, 14:47 | link | commenti (7)

Giuseppe, il blogger

Stimavamo l'Adamoli politico, ora possiamo apprezzare l'Adamoli blogger. Bravo, Giuseppe, complimenti.

postato da civati, 12:44 | link | commenti

Unter den Platanen

Sotto i platani: la nostra enoteca, a cura del Pd di Triuggio (gli organizzatori della magica festa di Canonica). Qui trovate la loro carta dei vini. Quando si dice aristodem (per tutte le tasche, però).

postato da civati, 12:18 | link | commenti

Niente di personale

Ma sono d'accordo con l'editoriale di Affaritaliani.

postato da civati, 12:09 | link | commenti (3)

Per ripartire e cambiare la politica

Sono tanti i temi da cui ripartire. La scuola (gli esuberi ricollocati nel turismo, ma si può?), il lavoro (sempre più precari e basta), le tasse che tolgono ma non è vero che le tolgono (anzi), Alitalia e la cancellazione della concorrenza, l'apologia del regime fascista. C'è però anche un tema squisitamente politico che va tenuto ben presente: è l'idea di eliminare la preferenza dalle elezioni europee e di non reintrodurla più nel sistema elettorale per le politiche. La trovo un'aberrazione, contro la quale il Pd non può esimersi dall'intervenire. A meno di non credere - e io non voglio farlo - che il sistema-a-liste-bloccate faccia comodo anche al nostro gruppo dirigente nazionale. Da dove ripartire? Ripartiamo da qui. Con decisione e determinazione, però, fin d'ora, senza aspettare troppo.

postato da civati, 11:45 | link | commenti (4)
appunti per un partito nuovo

E' una salamella (chi non viene alla Festa)

Sull'ormai mitico Salamella.it potete trovare, da qualche secondo a questa parte, tutte le informazioni sulla Festa che parte stasera, aperitivi letterari compresi (prima mancavano). Il vostro affezionatissimo deve addirittura presentarne due (entrambi con Diego Colombo, caro amico). Chi non viene alla Festa, è una salamella.

postato da civati, 11:01 | link | commenti

A volte mi vergogno molto di vivere in Italia

Cristiana ha già scritto tutto quello che penso. Due ragazzi omosessuali aggrediti al Colosseo: un bel simbolo di quest'Italia belluina. Vale la pena di ricordare che abbiamo una politica che non riesce a concordare sulle misure contro l'omofobia. Che nel Partito democratico c'è qualcuno che non se la sente di votare nemmeno una ratifica del Trattato di Amsterdam. Che l'Italia non ha nessuna norma a tutela delle coppie gay. Credo che non si possa più fare finta di niente.

postato da civati, 08:20 | link | commenti
diritti

Allergia

Quest'anno ho visitato venticinque feste democratiche. Avrei preferito che - per motivi che mi continuano ad apparire ovvi - si continuassero a chiamare Feste dell'Unità, così ci saremmo risparmiati vari ricorsi all'ex, formule arcane (Festa democratica dell'Unità, Festa dell'Unità democratica e cose del genere), continue e ripetute (e inutili) precisazioni. Mi dicevano: ma no, Pippo, poi i democratici che provengono dalla Margherita come fanno? Se vogliamo costruire un partito nuovo, anche le feste devono essere nuove, accidenti! Già. Infatti, posso dirlo sulla base di dati statistici inequivocabili, il 95% di coloro che organizzano le già-Feste dell'Unità sono gli stessi che organizzavano le Feste dell'Unità. Gli esponenti della Margherita, benché confortati dalla scelta del nome, sono rarissimi, indicati con il dito dai visitatori: «Mamma, quel signore l'anno scorso non c'era... è della Margherita, ti rendi conto?». A parte Brugherio, la Festa più riuscita dal punto di vista politico del 2008, nelle altre lo spettacolo è, da questo punto di vista, disarmante. Soprattutto per quanto riguarda la partecipazione dei dirigenti politici. Pronti a partecipare ai dibattiti (si precipitano al microfono, come sempre), restii a proporsi in cucina. Allergia alla salamella?

postato da civati, 07:53 | link | commenti (6)

Attali? Sì, ciao

Non sono bastate le parole del fascistissimo Gasparri (Amato come Brusca), né le recenti dichiarazioni di Alemanno (fascismo e leggi razziali promulgate dal fascismo non sono la stessa cosa, già), né i consigli del mitico Bettini (il mio nuovo, personalissimo leader): Giuliano Amato è ancora formalmente alla guida della commissione Attali-si-fa-per-dire per il futuro di Roma. La scelta di presiederla era già discutibile in partenza - se la destra non ha idee, non vedo perché gliele debba fornire il centrosinistra, soprattutto in una città in cui ha governato per vent'anni -, ma ora ha veramente dell'incredibile.

postato da civati, 07:45 | link | commenti (1)

Molte salamelle, altrettante idee

Ultime ore prima del lancio della Festa più bella, che poi sarebbe la nostra, la Festa democratica di Monza e della Brianza (che trovate qui). Oggi pomeriggio il vostro affezionatissimo è arrivato sul posto, registrando il solito, irrecuperabile ritardo che, grazie a pochi volontari, si riuscirà a colmare nelle prossime ore (i conti, in tutti i sensi, li faremo alla fine, e posso assicurarvi che questa volta ci sarà un bel redde rationem). Quello che posso pregarvi di fare, è brevemente riassunto qui di seguito:

1. Partecipare, partecipare, partecipare, portando con voi fidanzate, amici, parenti, amici dei parenti, fidanzate dei parenti e parenti delle fidanzate (attenzione agli amici delle fidanzate, invece).
2. Non perdere gli appuntamenti più cool, a cominciare da quello di stasera (Modena City Ramblers) e da quello di domani (Meo e Zoro, e scusate se è poco).
3. Assaggiare l'ottima cucina lombarda, trascorrendo le ore più tarde della serata presso il nostro spazio enoletterario, Sotto i platani (tipo Unter den Linden, anche se quelli sono tigli, per dire).
4. Firmare la petizione Salva l'Italia e aderire al Pd.
5. In subordine, partecipare alla cena «Non aderisco al Pd nemmeno se me lo chiedi con gentilezza» che si terrà giovedì 18 alle ore 20, un attimo prima che arrivino i Selton e cambino le vostre vite.
6. Leggervi, dopo la cena e il concerto e l'ammazzacaffè sotto i platani, E' tempo, il libro del consigliere regionale che vi è più affezionato.
7. Guardarvi, se non l'avete ancora fatto, l'ormai mitologico Il grembiule.
8. Segnalare questo post a tutti i vostri amici della rubrica di Outlook.
9. Acquistare un biglietto della lotteria (mai più senza).
10. Trovare l'area dell'ex-Macello. Non è semplice, ma ne vale la pena, credetemi.

postato da civati, 01:03 | link | commenti (4)

Il mio sindaco

O, almeno, certamente, il mio candidato.

postato da civati, 00:50 | link | commenti

martedì, settembre 09, 2008

E' illuminante

Seguire Marco e riproporre un cult (nel senso del culturame?).

postato da civati, 16:31 | link | commenti

E' consolante

Leggere il secondo post dell'Al Gore varesino (also known as Andrea Mollica) sui sondaggi americani.

postato da civati, 13:37 | link | commenti (5)
obama sui navigli

E' decisivo

Il vostro contributo per la Festa democratica di Monza e della Brianza. Parte domani, in queste ore fervono gli ultimi preparativi. Partecipare all'evento prima che l'evento inizi, vi assicuro, è molto democratico.

postato da civati, 13:16 | link | commenti (3)

E' fondamentale

Che Obama si riprenda. La gaffe sulla sua (presunta) fede islamica arriva nel momento peggiore. Fortunatamente l'oroscopo di Obama (leone) è buono e lo invita all'elasticità e al coraggio: speriamo in bene.

postato da civati, 13:07 | link | commenti (6)
obama sui navigli

E' insignificante

postato da civati, 12:19 | link | commenti

lunedì, settembre 08, 2008

Intercultura: arrivano le prime adesioni

Il senso del Pd per l'intercultura: il documento presentato dal vostro affezionatissimo e da Roberto Rampi in occasione dell'assemblea regionale del Pd di sabato scorso a Milano. Stanno arrivando le prime adesioni. Osservate e leggete (e aderite e pubblicate e diffondete) con me.

postato da civati, 18:25 | link | commenti (6)
cultura, diritti

Dionigi, l'articolo 19 e la moschea

Tettamanzi ha ragione: «Noi, non la Chiesa ma tutta Italia, abbiamo la Costituzione e l'articolo 19 sancisce la libertà di culto». Così il cardinale Dionigi Tettamanzi sulla costruzione di una moschea per i fedeli del centro islamico di viale Jenner. Intervenuto a margine di una conferenza stampa indetta alla Curia arcivescovile per illustrare i contenuti del Percorso pastorale 2007/2008, Tettamanzi ha spiegato: «noi come chiesa non siamo chiamati a costruire moschee. Nel caso concreto, però, siamo tutti interessati a fare in modo che la libertà di culto sia realizzata nell'esigenza della convivenza pacifica e della legalità» (fonte: Omnimilano). Sono settimane che ripeto che il diritto al culto va rispettato, che il Comune deve porre fine al pellegrinaggio tra un luogo di preghiera e l'altro, e deve impegnarsi per individuare un'area di privati da mettere a disposizione della comunità islamica (pagando si intende). Quello che è successo a Cremona, sindaco Corada, per capirci. Convivenza pacifica e legalità: è così difficile da capire?

postato da civati, 18:22 | link | commenti
cultura, diritti

E' (quasi) tempo

Tra qualche ora, sarà tempo. Ovvero, sarà pronto e a disposizione di tutti, il nuovo, piccolo libro del vostro affezionatissimo. Si intitola E' tempo e parla di tempo e di esserci, per dire.

postato da civati, 14:55 | link | commenti (2)

Mi viene da piangere

Leggendo i sondaggi sulle elezioni Usa (Andrea dice che non dovrei, però).

postato da civati, 13:12 | link | commenti (13)
obama sui navigli

8 settembre: tutti iscritti

In relazione ai post precedenti, consiglio vivamente a tutti di prendere la tessera dell'Anpi. Prima che sia troppo tardi. E ci tocchi andare in montagna.

postato da civati, 13:02 | link | commenti (4)

C'era da aspettarselo/2

La Russa, il fascismo e Salò. Che vergogna/2.

postato da civati, 13:01 | link | commenti (1)

C'era da aspettarselo

Alemanno, il fascismo e le leggi razziali. Che vergogna.

postato da civati, 12:59 | link | commenti (1)
cultura

Un post con vista sul lago

Mattia anticipa tutti con il titolo della serata. Taino, il lago, il futuro. E' tardi, il Pd sembra ripartire, tra qualche ora inizia la nostra, di festa. Tornando a casa mi è venuta voglia di riepilogare il viaggio di quest'estate: sono stato alle feste democratiche di Bergamo, Besana Brianza, Brembio, Brugherio, Cantù, Cesano Maderno, Cremona, Ferrara (Pontelagoscuro), Limbiate, Lodi, Mezzago, Milano, Muggiò, Lecco (Osnago), Roma, Taino, Triuggio, Varese (Schiranna), Vimercate. Poi forse ci sarà anche Verona. Ora vado a letto. Da domani parte la campagna elettorale. E non sto vaneggiando. Mi devo svegliare presto. Molto presto.

postato da civati, 02:15 | link | commenti

domenica, settembre 07, 2008

Non scherziamo

Vi siete indignati per le impronte digitali ai bambini Rom? Vi siete scandalizzati per l'operazione Fenice-Alitalia? Vi hanno fatto sorridere i militari (ma dove sono?) per le strade? Ecco, ora potete incazzarvi sul serio. Lo dico fin d'ora: se tolgono le preferenze per le elezioni europee, non andrò a votare. Mobilitiamoci, accidenti!

postato da civati, 13:30 | link | commenti (5)

Cavallera 2015 (again)

Qualche tempo fa parlai di Cavallera 2015. Se ne parlerà venerdì 3 ottobre 2008, alle ore 21, presso la Biblioteca di Vimercate, in un'iniziativa promossa congiuntamente dall'associazione dei Parchi del Vimercatese e la rivista Vorrei. Parliamone.

postato da civati, 13:19 | link | commenti

Qualcosa di grande (Walter is back)

Settembre è arrivato, ed è tornato Walter. Ne sentivamo la mancanza. Qualcuno di noi aveva pensato di pubblicarne la foto sul cartone del latte. Qualcuno aveva pensato di richiamare la sua attenzione dedicandogli My brother, where are you? dei fratelli Coen, altri, di fronte agli attacchi invero molto generosi indirizzati al nostro leader, avevamo rispolverato un simbolo a noi tanto caro. Avevamo temuto, tutti, che sarebbe finita come sempre, con le correnti, le divisioni, le ambiguità di un centrosinistra capace di guardare all'Italia solo con lo specchietto retrovisore. Incantati dalla Circe arcorese, che ha già ridotto l'opinione pubblica come potevamo immaginare, avevamo perso la strada di casa, c'eravamo chiusi in noi stessi, avevamo ripreso quel linguaggio involuto a cui avevamo affidato tutte le nostre strepitose sconfitte. Walter non c'era e, come è stato detto, se c'era, dormiva. A luglio gli regalai Un giorno questo dolore ti sarà utile: il giorno è arrivato. Ieri a Firenze, alla Fortezza da Basso, Walter ci ha offerto un grande discorso. E non importa se Salva l'Italia è un po' fumosa, se la manifestazione del 25 ottobre è tutta da pensare, se il Pd è ancora in gran parte da costruire. Importa che ci siamo, dopo tanto, troppo tempo. Bentornato, caro Walter, ti stavamo aspettando.

postato da civati, 13:10 | link | commenti

Esclavo de la pasión, no del petróleo

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«Guía Greenpeace para un sexo amigable con el ambiente»: le sexy buone pratiche di Greenpeace Mexico. Una bella idea, non solo dal punto di vista della comunicazione, che rovescia il luogo comune dell'ambientalista serioso e moralista. Fatelo ecologico. Fa bene. A voi, al vostro partner e agli altri. Anche a migliaia di chilometri di distanza, per dire.

postato da civati, 11:16 | link | commenti

Importante

Il documento sull'integrazione presentato ieri all'assemblea regionale del Pd. Chi fosse d'accordo, è pregato di sottoscriverlo.

postato da civati, 11:11 | link | commenti (2)

Tacones lejanos

Si salvi chi può.

postato da civati, 10:59 | link | commenti

Dal Cepu alla politica

Ieri assemblea regionale del Pd a Milano. Mattinata Cepu, con tutti gli argomenti possibili e immaginabili affrontati in versione seminariale condensed, à la Bignami, per capirci. Poi, però, sono arrivati Cacciari e, soprattutto, Bettini, e si è passati alla discussione politica di cui sentivamo tanto la mancanza. Bettini parla di partito degli elettori e degli iscritti da coinvolgere sulle questioni politiche fondamentali. Descrive «i due film» degli ultimi mesi, quello avvincente precedente al 13 aprile e quello depressivo, con lo sguardo rivolto al passato, che ci ha accompagnato per tutta l'estate. Ci vuole il pluralismo, dice Bettini, non quello delle correnti e dei personalismi, ma quello della battaglia di idee. Sono, da sempre, d'accordo. Speriamo in bene. P.S.: nel frattempo, a questo proposito, Tersite scrive cose sagge (e, al solito, curiose).

postato da civati, 10:48 | link | commenti (1)

Anch'io

Oggi pomeriggio ci sarò Anche io. Alle 18, per L'erba del vicino... è sempre su internet. A parte il titolo, sembra interessante... P.S.: a seguire, sarò a Taino, per la chiusura della festa del Pd, con il mitico Andrea Mollica. Era dai tempi di Berlino che non ci si vedeva...

postato da civati, 10:41 | link | commenti

Sarà Palin (segue)

Spinoza la sa lunga sulla speriamo-non-sia-vice Sarah Palin.

postato da civati, 10:35 | link | commenti

sabato, settembre 06, 2008

Extracomunitario

Lo straniero Balotelli: una bella storia.

postato da civati, 09:38 | link | commenti (2)
diritti

Me che bravi che siete

Continuiamo così. E così. Facciamoci del male.

postato da civati, 09:34 | link | commenti (4)
appunti per un partito nuovo

Le domande di sempre

E' legittimo il sospetto che ci stiano coglionando (e parlo, soprattutto, dell'Ici, ma anche delle Province e delle Regioni).

postato da civati, 09:33 | link | commenti

venerdì, settembre 05, 2008

Intervallo

Il passatempo della gnocca.

postato da civati, 20:27 | link | commenti

Fini dicitori

Se vanno avanti così, oltre a non dare il voto agli stranieri, lo toglieranno anche al presidente della Camera.

postato da civati, 08:28 | link | commenti (1)

Un caso delicato, interpretato nel peggiore dei modi

Seguo con preoccupazione la vicenda di Eluana Englaro e devo rilevare che la Lombardia non si smentisce mai. Il tema è assolutamente delicato e complesso, e ogni strumentalizzazione in senso politico sarebbe sbagliata, ma mi sento di condividere le parole di Vittorio Angiolini, avvocato della famiglia: «La risposta della Regione Lombardia è un atto gravemente illecito e lesivo del diritto fondamentale a ricevere dall'ente pubblico a ciò preposto trattamenti sanitari conformati a quanto stabilito legalmente in sede giudiziaria». Angiolini rileva che «il comportamento regionale costituisce un precedente da segnalare, sia quanto alla circostanza che la Regione si riserva di impossessarsi di ogni decisione sui trattamenti sanitari invasivi della sfera personale degli utenti, discostandosi d'arbitrio e in dispregio della Costituzione da puntuali previsioni legali, sia quanto alla cancellazione dell'autonomia professionale del medico». E c'è un ultimo punto che abbiamo già avuto modo di rilevare in passato: «La Regione pretende infatti di pronunciarsi essa stessa, come ente politico-amministrativo, su quali siano i criteri di esercizio della professione da parte dei singoli medici che lavorano nel servizio sanitario nazionale, spingendosi a promettere eventuali sanzioni disciplinari, nel riferirsi a 'obblighi di servizio' a quei medici che, come peraltro doveroso, intendessero ottemperare a quanto stabilito legalmente dalla cassazione e dalla Corte d'Appello di Milano». Mi pare che proprio questo sia il punto più grave (del tutto ultroneo, tra l'altro), della lettera del direttore generale della Sanità lombarda.

postato da civati, 01:39 | link | commenti (1)
diritti, regione

Rotolando verso Sud

I professori del Sud non vanno tanto bene, ma gli esami sì. Le piace vincere facile?

postato da civati, 01:13 | link | commenti (4)

giovedì, settembre 04, 2008

Buguggiate

La mia sconfinata solidarietà ai Democratici di Buguggiate alle prese con una rotonda che ha dell'incredibile. Qui la storia.

postato da civati, 13:02 | link | commenti (2)

La prima volta non si scorda mai. Lo spot

Il Salamella.mp3 di Salamella.it.

postato da civati, 12:46 | link | commenti (3)

Non voglio fare la tessera del Pd nemmeno se me lo chiedi con gentilezza

Le tessere del Pd sono un po' come i militari di La Russa. Dicono che ci sono, ma solo in pochi le hanno viste. Ne parlavo qualche minuto fa con l'addetto stampa del gruppo regionale del Pd, che di nome fa Stefano, e di cognome fa Tessera, e mi pareva la persona giusta per un confronto franco e diretto. Se ne parla molto, però, di questo Pd e di questo tesseramento partito in modo un po' burocratico, e mi sono deciso. Oltre al Pd delivery, ovvero al Pd d'asporto, con la possibilità di trovarci a discutere di adesione al Pd nei modi più disparati, all'interno della società e non solo nelle sedi tradizionalmente 'deputate', lancio l'ennesima iniziativa nell'ambito della Festa democratica di Monza e della Brianza (che trovate su Salamella.it). Si tratta della cena dal titolo «Non voglio fare la tessera del Pd nemmeno se me lo chiedi con gentilezza», dedicata agli scettici, ai perplessi, ai depressi e agli sfiduciati. La cena si terrà giovedì 18 settembre, alle ore 20, presso il ristorante della Festa. A seguire i mitici Selton. Prenotatevi fin d'ora.

postato da civati, 12:35 | link | commenti (6)
appunti per un partito nuovo

Notizie che non lo dovrebbero essere

Giuseppe riflette sul nostro tempo e sulla qualità dell'informazione.

postato da civati, 11:50 | link | commenti

Litoti

Fini (finalmente) finisce per ricordarsi che cosa aveva detto Fini e si dichiara disponibile a prendere in considerazione la proposta di Veltroni sul voto agli immigrati. Usa una litote, Fini, parlando di «ipotesi non sciagurata», quasi imbarazzato dai toni del resto della maggioranza. Toni, al solito, non democratici. Appunto.

postato da civati, 11:41 | link | commenti
diritti

Notizie che non lo sono

Oggi sarò a Ferrara, anzi, a Pontelagoscuro, per la Festa nazionale dell'ambiente, invitato da iMille. La conferenza, che inizia alle 18, è dedicata alla comunicazione ambientale, a quel lavoro difficile di contro-informazione che ciascuno di noi tenta di fare sul proprio blog, su Facebook, sulla stampa locale e nazionale, tra mille difficoltà e luoghi comuni. Qui il programma della Festa e dell'iniziativa. P.S.: cercherò i famosi militari-che-pattugliano. Magari li trovo a Ferrara (non avendoli visti da nessuna parte da Roma a Trieste, da Milano a Venezia...).

postato da civati, 11:33 | link | commenti (1)

Sarà Palin?

Grande entusiasmo per la candidata alla vicepresidenza Sarah Palin. Donna, aggressiva, gnocca in gioventù, ha sempre un fucile in mano (e sembra sparare a tutto quello che le si muove intorno), offre a McCain un po' di quello smalto che lui di certo non ha, ribalta il modello clintoniano (nel senso di Hillary) e rilancia su temi centrali come quello della famiglia (anche nel senso della figlia che a furia di campagne contro la contraccezione è rimasta incinta non ancora maggiorenne). A me lei non è simpatica, tipo Yoko Ono. Tipo Joe Lieberman, da sempre affascinante come le schegge sotto le unghie. Rappresenta tutto quello che, in politica, non mi piace. Quello che mi chiedo, però, leggendo le cronache della convention repubblicana in cui lei parla ripetutamente di un Obama inesperto, è - banalmente - quale sarebbe l'esperienza di una governatrice di uno Stato che è meno popolato della futura Provincia di Monza e Brianza. Per dire. E per rimanere in tema, bella la battuta di Huckabee: « Sarah Palin ha avuto più voti come sindaco di Wasilla in Alaska di quelli che Joe Biden ha avuto come candidato alla presidenza». Attenzione, però: segnalo infatti che molti consiglieri regionali hanno preso più preferenze di lei. La prossima volta, se tanto mi dà tanto, la nostra esperienza ci porterà a Washington. Wow.

postato da civati, 10:37 | link | commenti (14)
obama sui navigli

mercoledì, settembre 03, 2008

Salamella.it

Qui tutto quello che avreste voluto sapere della prima Festa democratica di Monza e della Brianza e non avete mai osato chiedere (anche perché nessuno vi avrebbe saputo rispondere, tipo)...

postato da civati, 21:21 | link | commenti (1)

La prima festa non si scorda mai (ecco il programma)

Qui di seguito il programma dei dibattiti della prima Festa democratica di Monza e della Brianza. Titolo della manifestazione: nel cuore del Nord, per capirci. L'11 settembre il vostro affezionatissimo introdurrà Marta e Diego, il 16, con Carlo, parleremo di quello che succede in Regione Lombardia. E presenteremo il mio libro, E' tempo, che è quasi pronto (è quasi tempo, insomma).

Mercoledì 10 settembre, ore 19
Inaugurazione della Festa
con Enrico Brambilla e Gigi Ponti

Giovedì 11 settembre, ore 21
La comunicazione. Il Pd e i cittadini
con Diego Bianchi (Zoro) e Marta Meo

Venerdì 12 settembre, ore 21
Aldo Moro e l’eredità democratica
presentazione del libro di Gero Grassi con Daniela Mazzucconi

Sabato 13 settembre, ore 21
Lavoro che dia futuro. Nuovi lavori, flexicurity e rappresentanza. Una sfida per l’Italia e per l’Europa con Enrico Farinone e Antonio Panzeri

Domenica 14 settembre, ore 21
Laicità, politica e fede: una questione aperta
con Emanuela Baio, Vito Mancuso e Roberto Rampi

Lunedì 15 settembre, ore 21
La politica del Pd e le alleanze
con Maurizio Martina e Bruno Tabacci

Martedì 16 settembre, ore 21
Il tempo: La qualità della vita in Lombardia
con Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi

Mercoledì 17 settembre, ore 21
Quale futuro per Monza
con Paolo Confalonieri, Marco Mariani, Roberto Scanagatti

Giovedì 18 settembre, ore 21
La Brianza e Milano. Nuova Provincia e Città Metropolitana
con Filippo Penati e Gigi Ponti

Venerdì 19 settembre, ore 21
Il Pd e l’Italia
con Pierluigi Bersani e Enrico Letta

Sabato 20 settembre, ore 21
Obama e noi – a cura di PD Next
presentazione del libro di Guido Moltedo e Marilisa Palumbo

Domenica 21 settembre, ore 21
Lavoro. La priorità
con Cesare Damiano, Alessia Mosca, Savino Pezzotta

Lunedì 22 settembre ore 21
Federalismo e Nord. Le risposte della Politica
con Franco Bassanini e Giancarlo Giorgetti

postato da civati, 19:27 | link | commenti

Un paese civile

Dibattito acceso nel Regno Unito. Da noi, chi dice certe cose, poi finisce a fare il ministro.

postato da civati, 17:54 | link | commenti (1)

Stato libero

Ancora sulle ordinanze. Marco ha scoperto un precedente. Geniale.

postato da civati, 17:39 | link | commenti

Caos calmo (in tutta questa azzurrità)

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postato da civati, 15:39 | link | commenti (1)

Quod non fecerunt Moratti, fecerunt Gelmini

Ovviamente, penso a questa famosa locuzione. Il piano di Gelmini contro la scuola pubblica è stato elaborato dalla Spectre. Moratti aveva provato ad abolire il tempo pieno, frazionando l'orario di insegnamento. Gelmini lo abolisce tout court, riducendo drasticamente le ore di scuola per le elementari. Il disegno è fin troppo chiaro. Si colpisce la parte migliore della scuola pubblica, per colpire TUTTA la scuola pubblica. Gelmini viene dalla Lombardia e non fa altro che applicare al ministero della (non-più-pubblica) Istruzione quello che è stato fatto nella nostra regione per la Sanità e per la Formazione professionale. Una matrice (Matrix?) che fa rabbrividire e che, al di là dei depistaggi su grembiuli e cinque (ma non bastava il sette?) in condotta, chiarisce perfettamente dove vuole andare questo governo. Che è di destra che più di destra non si può. P.S.: a tutti i dialoghisti del Pd, consiglio questa visione. Farebbe bene alla direzione politica del nostro partito. Molto bene.

postato da civati, 14:25 | link | commenti (25)
scuola, appunti per un partito nuovo

Bed company

A pranzo con i miei. Che mi chiedono, leggendo i sondaggi, come mai B vada così forte. La luna di miele ci sta, soprattutto se pensiamo che gli italiani stanno celebrando il viaggio di nozze su un'isola deserta. Intendo dire che B va forte perché pare assente l'avversario. Ci sono gli italiani, B e un tertium non datur. Loro, insomma, hanno la bad company (uno scandalo internazionale!), noi la bed company, la compagnia degli assonnati o, come ha detto magistralmente Moretti a Locarno, dei letargici. Dormiamo sonni, oltretutto parecchio agitati. E' tutto un posizionarsi, un litigare, da Torino a Firenze, passando per le stanze romane e le feste democratiche. Un gran lavorio di correnti, per cui il simile cerca il simile. E' tutto uno spiegare che bisogna dialogare, anche se, con tutta evidenza, quello di B è il più classico dei monologhi. B procede per simboli, dalla ramazza di Napoli all'abbraccio con Gheddafi, e il Pd non si preoccupa nemmeno di disarticolare questi messaggi, di rilevarne le contraddizioni, di illustrare la gravità dell'azione politica del governo. Con i grembiuli si coprono i tagli degli organici della scuola, ad esempio, in un Paese che dovrebbe piuttosto puntare alla qualità della formazione. Con i militari per le strade (ma dove diavolo sono?) si corregge il tiro sulla vergognosa campagna sicuritaria dei mesi appena trascorsi. E il Pd rimane in quell'ombra sempre meno metaforica che ha scelto per sé. All'ombra, in località ci auguriamo amene, come quelle delle vacanze di ciascuno: se va avanti così, non si sveglierà mai. Come vuole un antico adagio: se c'era dormiva. Se dormiva, sognava. Se sognava, sognava che non c'era. O, pensando ad un principe iscritto al circolo danese di Elsinore, si abbandona al «morire, dormire, sognare forse...».

postato da civati, 12:20 | link | commenti (8)
appunti per un partito nuovo

Perché non scioperiamo noi?

Marcello si arrabbia per i taxi e ha ragione. Lo stesso potrei raccontarvi di Barcelona, dell'uso del taxi da parte dei giovani, di notte, che fa sicurezza; della baixada de bandera molto più economica; della disponibilità straordinaria di autovetture a tutte le ore del giorno e della notte, in ogni parte della città; dei collegamenti con l'aeroporto e con le stazioni. Proprio il contrario di Milano. Già. E chi si lamenta, nella nostra città? Ma i tassisti, ovviamente. E, invece, per una volta, dovrebbero scioperare gli utenti. Proprio così.

postato da civati, 10:20 | link | commenti (1)
regione

martedì, settembre 02, 2008

Chi li ha visti?

E' passato un mese, giorno più, giorno meno, dalla partenza dell'operazione militari-a-pattugliare-le-strade-e-le-piazze-per-l'emergenza-sicurezza. Nel corso di queste settimane sono stato a Bergamo, Milano, Roma, Venezia, Trieste. Ho viaggiato in treno e in aereo e in pullman e in traghetto. Ero a piedi, proprio come i militari. Come loro, pattugliavo. Nel mio caso, per la verità, monumenti, amicizie, ristoranti, bar, passeggiate, lungomari. Ho visto cose che voi turisti potete chiaramente immaginare: stazioni, aeroporti, fermate degli autobus, piazze, strade. A tutte le ore del giorno e della notte, a tarda sera e alla mattina presto. Bene, dei famosi militari in pattuglia neanche l'ombra (nel senso 'stretto' dell'ombra, non dell'umbratile governo democratico, altrettanto invisibile, per la verità). Possibile?

postato da civati, 13:32 | link | commenti (8)

Rough guide for rough mayors

michelinordinanzeI turisti si chiedono: qual era la città in cui non si può mangiare la pizza sulle scalinate? E quale quella dove non ci si può trovare in tre in un parco? E, ancora, quale quella dove non si può riposare sulle panchine? Quale, infine, la regione da cui è complicato telefonare a casa dai centri di telefonia fissa? E' necessaria una guida, si sono detti. In continuo aggiornamento. Michelin ha bruciato tutti sul tempo, offrendo la guida Ordinanze. Città per città, un'iniziativa editoriale di forte impatto e di sicuro successo. Una sorta di rough guide per rough mayors, per quei sindaci muscolari che tanto piacciono nel Paese medievale in cui tutti abitiamo. P.S.: ovviamente è uno scherzo, ma la realtà supera la fantasia e la guida è davvero necessaria. Paese che vai, ordinanza che trovi. Prima di essere multati... P.S./2: ovviamente la guida è a disposizione di tutti, democratici e non. Pubblicatela sul vostro blog. Così, per offrire un servizio a chi - come Gurb - viene da fuori. Magari segnalando questo link, anche perché, è notizia recente, a Montecatini parlare con una prostituta costa 400 euro, ad Alcamo prendono due fave con un'ordinanza e a Cavi di Lavagna si comminano sanzioni salatissime a chi passeggia in stato di ebbrezza. In quelle condizioni si rischia, in effetti, di investire un Suv.

postato da civati, 13:00 | link | commenti (1)
cultura, diritti

La mia ordinanza

Da tempo propongo l'ordinanza contro tutte le ordinanze, che metterebbe fine a questo vero e proprio scempio ed eviterebbe al nostro Paese di scivolare in un medioevo post-costituzionale. Ovviamente, non mi ascolta nessuno. Anzi. Anche gli amministratori del Pd ci danno dentro. Complimenti vivissimi. Qui la rassegna della follia, sempre più contagiosa. C'è chi si occupa di cicche americane, chi di alcoolici, chi - conseguentemente - di pipì, chi di lucciole (per lanterne?), chi di pizze d'asporto, chi di kebab, chi - conseguentemente/2 - di tovaglioli di carta. Si salvi chi può.

postato da civati, 12:47 | link | commenti
diritti

Incroci possibili

A grande richiesta, per dire.

postato da civati, 12:30 | link | commenti (2)

La nostra festa

Il 10 settembre inizia la Festa democratica di Monza e della Brianza. Si parte con i Modena City Ramblers. L'11 settembre arriveranno Marta Meo e Diego Bianchi (che poi sarebbe Zoro) introdotti dal vostro affezionatissimo. Nei giorni successivi, Bersani (nel senso di Pierluigi), Brambilla, Letta (nel senso di Enrico), Martina, Monguzzi, Mosca (nel senso di Alessia), Obama (nel senso dei suoi biografi italiani), Pezzotta, Ponti, Rampi, Tabacci. Si tratta, indiscutibilmente, del momento politico più importante per la nostra città e per la Brianza nel suo complesso. Si svolgerà al Macello, tra le vie Mentana e Buonarroti e proseguirà fino al 22 settembre. Vi aspettiamo.

postato da civati, 10:14 | link | commenti (13)

Simpotici

Ora non posso darvi tutti i dettagli, ma il mio consiglio è di leggervi o rileggervi il Simposio di Platone. Tra qualche giorno capirete perché.

postato da civati, 09:58 | link | commenti

Walter è vivo

E lotta insieme a noi. Bella la sua lettera al presidente della Camera sul voto agli stranieri residenti in Italia. Finalmente. P.S.: la replica del Pdl è affidata a Gasparri, per la serie "burn after reading". Andiamo bene.

postato da civati, 02:39 | link | commenti (10)

Osnago only real when shared

A fare la cronaca delle sensazioni e delle condivisioni della serata osnaghese ci ha pensato l'ottimo Mattia. Ai giovani democratici lecchesi i miei personali complimenti per la serata migliore degli ultimi mesi (preceduta, per rimanere in tema di Michelin democratica, da un'ottima tagliata con grana e rucola). Fossero tutti come loro, quelli del Pd, saremmo tutti un po' più giovani e un po' più democratici (forse anche un po' più lecchesi, ma questo è un altro discorso).

postato da civati, 02:26 | link | commenti (4)

Der linke Oppositionsführer Fausto Perego

Tutto il mondo ne parla. Anche la Sueddeutsche Zeitung (qui la traduzione italiana).

postato da civati, 01:48 | link | commenti

lunedì, settembre 01, 2008

Woody Scarlett Barcelona

Barcelona è la mia città. Lui, il mio regista. Il suo diario, la lettura più divertente degli ultimi tempi.

postato da civati, 16:08 | link | commenti (1)

Non votate per me

In tutte le categorie. Basta anche solo la prima. E, dopo aver votato, indovinate per chi ha votato il vostro affezionatissimo, se vi va.

postato da civati, 16:04 | link | commenti (2)

Emergenza sindaci

Piovono rane ha fatto il numero. Quasi quasi attivo un numero verde per denunciare i sindaci che impazziscono. Non è un paese, il nostro, per persone normali. Non più. P.S.: prima che un'ordinanza me lo vieti, vorrei citare Marta.

postato da civati, 15:27 | link | commenti (1)
cultura, diritti

Parfum de déprime

Qui Le Monde e la traduzione del Corriere (che, ovviamente, rincara la dose, riprendendo la terribile uscita del solito Sposetti, secondo il quale la nuova festa dell'Unità sarebbe il Meeting di Rimini: quo usque tandem?). Troppe le salsicce. Le idee? Non abbastanza. Non sono d'accordo e trovo francamente stucchevole tutto questo accanirsi contro il Pd. Certo che si fa fatica. Certo che è un momento difficile. Certo che la Festa poteva continuare a chiamarsi "dell'Unità". Ma tutta questa letteratura del Pd depresso è davvero deprimente. I giornali italiani hanno (ovviamente) snobbato Il grembiule: visitare le migliaia di feste democratiche in giro per il Paese? Molto più comodo andare a Firenze e parlare del "Pd ferito". Forse è il caso di riguardarlo, Il grembiule. Perché le Feste ci sono ancora. Tante. Dappertutto. E passerà questo tempo devastato e vile. Ci siamo, insiammo. Facciamo fatica, ma ci siamo. Altro che storie.

postato da civati, 13:08 | link | commenti (2)

Non perdiamo altro tempo

Futilmente intelligente il consiglio di Primo cerchio (I love this blog). E' il nostro tempo. Cogliamolo.

postato da civati, 12:59 | link | commenti

Good company: giovani, abbastanza carini, molto impegnati

Stasera tutti a Osnago, alle ore 21, alla Festa democratica di Lecco. La serata è organizzata dai Giovani democratici di Lecco, che son bravi, ma proprio bravi. Mentre gira voce che Fassino intenda candidarsi a sindaco di Torino (effetto Rutelli?), da noi si punta al ricambio generazionale. Ci saranno quelli di Next, Marco, Mattia e Roberto. E tanti altri. Si parlerà di politica 2.0, di web, di blog, di Facebook, di community, di partito nuovo. Il dibattito si intitola: Share it. C'è anche il video. E c'è anche la T-shirt. Forse ci sono un po' troppi inglesismi, per dire. Ma si parlerà di buona politica, di politica italiana, di politica democratica. Non mancate.

postato da civati, 11:48 | link | commenti (5)

Vergogna nazionale

Sottoscrivete immediatamente questo appello. Che vergogna.

postato da civati, 11:01 | link | commenti

Nessuna ordinanza per Gurb

Spero che abbiate letto Nessuna notizia di Gurb. Se non l'avete fatto, fatelo, siete ancora in tempo. Feltrinelli l'ha recentemente ripubblicato. Nella mia fantasia, Gurb arriva nell'Italia del Nord, precisamente a Novara. Atterra in un parco dove si ferma a chiacchierare con due persone. Un vigile arriva e li multa, perché a Novara non si può parlare con più di una persona in un parco. Gurb sale sull'astronave e si trasferisce a Verona. Prende una pizza d'asporto in piazza Bra, si mette a mangiarla fuori dal negozio, e un vigile lo multa perché non si può mangiare all'aperto nei pressi dei monumenti. Allora Gurb va a Pavia, prende da bere, perché la pizza veronese era particolarmente 'salata', ma supera i fatidici 50 metri dell'ordinanza comunale che vieta di bere lontano dai pubblici esercizi. Multato. Gurb non sa più che fare: potrebbe innamorarsi a Caravaggio, ma non sposarsi, perché non possiede un regolare permesso di soggiorno. Potrebbe andare a Cittadella, ma non ha un reddito comparabile a quello dei padani e sarebbe espulso. Potrebbe telefonare a casa, ma in Lombardia una legge regionale fa chiudere i phone center. Potrebbe rilassarsi su una panchina, ma in molte città le panchine hanno i braccioli-in-mezzo per evitare che qualcuno, soprattutto gli extra (comunitari o terrestri, poco importa) si sdrai. Potrebbe cercare da mangiare, ma non nei cassonetti, però, perché c'è l'ordinanza anti-rovistamento (ma che è?!). Se gli scappa la pipì, attenzione a farla per strada, per esempio a Trieste. Sarebbe multato. E per un marziano entrare in un bar potrebbe essere complicato... Insomma, Gurb fece bene, nonostante tutto, ad atterrare a Barcellona, come previsto nell'edizione originaria. Lui. E la sua astronave d'ordinanza. Appunto.

postato da civati, 10:03 | link | commenti (4)
cultura, diritti

Rimpasto ombra?

Ieri sera a Lodi in molti si chiedevano se qualcuno non ha ancora pensato di consigliare a Colaninno Jr di trovarsi un altro ministero ombra, perché sta all'ombra dell'Economia e Colaninno Sr sta alla presidenza di Alitalia 2.0. O, forse, il conflitto di interessi non ci interessa proprio più?

postato da civati, 09:53 | link | commenti (3)

Mobbasta

Il titolo è di Maccio Capatonda (anche nella versione «Mobbasta veramente però»). Insomma, sto con Veltroni "tutta la vita", come si suol dire. Però ora basta veramente. Come si fa a definire «compagnia di bandierina» la scandalosa operazione Alitalia 2.0? Come si fa a commentare «soluzione confusa» un affaire che non è una soluzione ed è chiarissimo nel suo disegno finanziario? Come si fa a non sottolineare che Malpensa non l'ha salvata proprio nessuno, nonostante Moratti  auspichi l'arrivo di Lufthansa (e infatti arriverà British Airways)? Come si fa a tollerare una fila di provvedimenti - dalla modifica della Marzano alla totale insindacabilità del commissario governativo e, ancora, all'uso sconsiderato degli ammortizzatori sociali - che si sarebbero perfettamente potuti evitare con la soluzione (questa sì, «soluzione») prospettata dal governo Prodi? Mobbasta. Facciamo opposizione, altrimenti ci mettono anche a noi in una bad company (e forse, in alcuni casi, non sarebbe neanche così grave).

postato da civati, 09:50 | link | commenti (3)

Buona settimana (al limite, createvi una bad week)

Auguro a tutti una sopportabile settimana di ripresa settembrina. A chi dovesse andare storto qualcosa, consiglio di creare una bad week, nella quale conferire tutti i motivi di malessere e di disagio. Una settimana parallela da scaricare sulla collettività, proprio come la bad company di Alitalia. Agli altri la vostra bad week: e voi starete subito meglio.

postato da civati, 00:01 | link | commenti