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mercoledì, dicembre 31, 2008

Un'ultima cosa

L'ultimo lampo di un anno molto lungo, forse troppo, lo lasciamo a Lorenzo, che di questo 2008 ha curato, per tanti motivi, la colonna sonora, da Spello a Timbuctù. Grazie a Francesca per avermelo ricordato.

postato da civati, 19:48 | link | commenti

Una vita più magica

Rob la pensi così, per i leoni, almeno. Per Michele, invece, solo undici mesi e Giove non pervenuto.

postato da civati, 17:23 | link | commenti

Buoni propositi

Passo (al nuovo anno) e chiudo (quello prima). Dell'ombelico, ho già detto. Dovrei parlare anche della crescita di questo blog, ma me la cavo con un monumentale ringraziamento alle centinaia di lettori quotidiani. Passo ai buoni proposito per il 2009. Tra i primi, continuare a cercare un Obama italiano, ma forse costruire un partito, prima, e in secondo luogo, guardare meglio. Forse una testa di moro o dei Boeri, possono fare la differenza anche da noi. N.B.: hanno più o meno la stessa età di Obama e Zapatero, e sono nati quasi lo stesso giorno. Le stelle dovrebbero essere con noi (almeno loro). Cercare di vincere le Europee, o in subordine la Champions, confidando in entrambi i casi nei giovani talenti (De Ceglie e Marchisio soprattutto, almeno per quanto riguarda il secondo obiettivo). Lasciar perdere i ponti discutibili, e puntare sui Ponti di casa nostra. Ecco, allora, i tre buoni propositi: change italiano; giovani promesse; ponti da costruire. Mi sembra tanto. Ah, quasi dimenticavo: auguri a tutti. Ne abbiamo bisogno.

postato da civati, 17:05 | link | commenti (1)

Verranno tempi migliori (per concludere)

Concita De Gregorio dice che i lettori de l'Unità sono aumentati del 15%. Ecco, volevo chiudere con una buona notizia. Forse ce l'ho fatta.

postato da civati, 13:12 | link | commenti (4)

Verranno tempi migliori (bis)

Da tempo anch'io riflettevo sugli auguri via sms riveduti e corretti, come li vorrebbe Luca. Ora, faccio una terribile confessione. Non li ho mai mandati, gli auguri via sms, soprattutto quelli a cascata, indistinti, generalizzati, con tutto il bene per te e i tuoi cari, un formidabile anno nuovo e tanta fortuna e felicità. Gli-auguri-a-tutta-la-rubrica: li chiamerei così. Ne ricevo a pacchi, a volte rispondo, a volte mi schermisco, anche perché li trovo, in tutta sincerità, poco gentili. Vogliate perdonarmi.

postato da civati, 13:07 | link | commenti (1)

Verranno tempi migliori (?)

«Un felice 2010»: Massimo Gramellini brucia tutti con i suoi, folgoranti auguri (ripresi anche qui). Michele Serra, invece, dedica il suo pensiero augurale alla sinistra italiana, augurandosi un "rimbalzo tecnico", un po' come avevo fatto personalmente nella mia letterina a Concita De Gregorio, qualche giorno fa. Per me l'unico traghettatore attraverso le acque difficili del prossimo anno sarà lui, con il suo impeccabile stile. Auguri a tutti. Verranno tempi migliori, l'ho letto da qualche parte.

postato da civati, 12:51 | link | commenti (1)

Fate vobis

Sacconi ora chiede un patto tra governo ed enti locali per fronteggiare la crisi. Curioso che prima si vari il pacchetto anti-crisi in cui gli enti locali non sono nemmeno contemplati e soltanto in un secondo tempo si chieda un impegno e uno sforzo comuni. L'atmosfera che accompagna le misure economiche del governo ai tempi della crisi ricorda da vicino l'atteggiamento di totale irresponsabilità che il precedente esecutivo B aveva assunto nei confronti dell'introduzione dell'Euro. Anche allora, fu un «fate vobis», grazie al quale alcune categorie si arricchirono e altre videro ridimensionato, in pochi mesi, il proprio patrimonio e il proprio potere d'acquisto. Fu uno dei più clamorosi passaggi di ricchezza nella storia del nostro Paese. E il governo fece finta di nulla. Anzi, la destra diede – com’era prevedibile – tutta intera la colpa delle proprie omissioni a Prodi, il ‘capo’ espiatorio, allora come oggi. L'analogia con la situazione attuale è impressionante. Un decreto anti-crisi largamente insufficiente e la frase sibillina dell'incredibile conferenza stampa di Villa Madama da parte del premier in persona (ad personam?): «La crisi è nelle mani dei cittadini». «Fate vobis», insomma. E, come ha notato Fassina qualche giorno fa, all’interno del famoso pacchetto che si è ristretto giorno dopo giorno, è rimasta, tra le (poche) altre cose, la progressiva diminuzione dei controlli fiscali per alcune categorie, con il risultato che qualcuno ne approfitterà (anzi, l’ha già fatto, a leggere alcune statistiche). Letteratura di evasione, un classico per Berlusconi e per i suoi. Altri leader, in Europa, sono meno ottimisti a parole, e più concreti: tentano di trovare una soluzione, con una qualche indicazione anche sulla direzione da prendere. Viene in mente Zapatero che si trova di fronte ad una crisi che si è manifestata in Spagna prima che in altri paesi europei. Oltre ai contributi per le imprese e per gli interventi nel settore finanziario, quasi un terzo degli investimenti a cui lo Stato contribuisce direttamente (per un totale di 33 miliardi), è affidato ai comuni, al Fondo municipal tanto criticato dal Pp, in un segnale chiaro e forte di condivisione della sfida con gli enti locali. Anche in Italia, mentre Berlusconi si disinteressa, è fondamentale rilanciare il patto sociale, che altrimenti rischia di saltare presto, molto presto. È perciò decisivo attivare tutti i corpi di rappresentanza intermedia e, in particolare, i servizi di prossimità che i comuni, per primi, possono garantire, sapendo che nelle prossime settimane saranno investiti di un carico sociale inaudito. «Inversión productiva y social» è lo slogan di Zapatero. Da noi si è fatto poco per il primo tipo d’investimento, e nulla per il secondo. La grande sfida del 2009 si affronta con il contributo di tutti, a tutti i livelli («La solución somos todos»). E proprio da qui il Pd deve ripartire, dalla sussidiarietà, quella vera. Forse non lo sai, ma anche questo è federalismo.

postato da civati, 12:39 | link | commenti (1)

Malpensanti 2009

Marcello fotografa perfettamente la situazione. L'affaire Alitalia rimane lo scandalo 2008, con buona pace dei tanti fenomeni che hanno sempre avuto qualcosa di intelligentissimo da dire. Ettore Livini ne parla oggi su Repubblica. Raffaele Cattaneo, l'assessore che doveva sdraiarsi anche sui binari dell'Alta velocità (sì, ciao) e che aveva minacciato di «portare gli elefanti in pista» nel caso di un ridimensionamento di Malpensa, ora usa toni molto cordiali. Tronchetti Provera e Emma Marcegaglia, i pasdaran del fronte del Nord, sono soci di Cai. Moratti e Formigoni ora glissano. E pensare che la soluzione c'era, portare Lufthansa a Malpensa. Già. E la Lega? Non pervenuta. Forse stanno discutendo dei finanziamenti al ponte sullo Stretto e dell'aiutone a Catania. Intanto gli odiati francesi, che tutti additavano come i nuovi Napoleoni, se la ridono. E se la ridono i "capitani coraggiosi" che hanno rifilato tutti i debiti ai contribuenti italiani, perché loro, cavoli, dovevano salvare la 'nostra' compagnia aerea. Una buona notizia c'è. La nuova compagnia si chiamerà Alitalia. Salvata la 'bandiera', ci si affida ad un marchio. Di qualità. Complimenti a tutti.

postato da civati, 12:34 | link | commenti (1)

Un tema per il 2009

Siamo sessanta milioni. Forse dovremmo iniziare a parlare di integrazione, in questo Paese, non vi pare? P.S.: e la sicurezza? Qualcuno ne sente più parlare? E i promotori delle ronde democratiche, ancora convinti?

postato da civati, 11:55 | link | commenti (1)

Rimandati

Ho letto, con qualche giorno di ritardo, il breve, brevissimo dossier del governo ombra che trovate qui. A parte l'accostamento B-Leopardi e i dati di Magnolfi, che si chiama Beatrice e non Barbara, per il resto il lavoro del nostro esecutivo è un po' troppo scarno (eufemismo). «Anno zero» è il titolo, e allora facciamo finta che sia il «numero zero» anche per il governo ombra. «Bocciati» i ministri del governo. I nostri, invece, li rimandiamo a gennaio, ad un 2009 in cui ci aspettiamo qualcosa di più. P.S.: a proposito, nessuno parla di Alitalia: chissà come mai.

postato da civati, 11:45 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

martedì, dicembre 30, 2008

Le ultime parole famose (del 2008)

postato da civati, 13:10 | link | commenti

Capodanno e capobastone

Siete stanchi dei vecchi leader? Non vi piace il 'capobastone' che vi è toccato in sorte? Ora potrete disegnare il vostro personal-Obama, seguendo le istruzioni che trovate qui. E' facile.

postato da civati, 12:04 | link | commenti (1)

Top ten

Il sito del Corriere ha un tool che non finisce mai di sconvolgermi. Si tratta della classifica degli articoli più letti. Mentre scrivo, è fatta così, e sembra la top ten di Letterman (solo che qui è tutto 'vero'). Al primo posto, «Trieste, accarezza un cane: azzannata, e il padrone dell'animale si dilegua». Imperdibile. Al secondo posto, Sgarbi che litiga, sai che novità. Al terzo, il Gascoigne rintracciato («ubriaco fradicio). Sai che novità/bis. Al quarto, Maroni polemizza con La Russa, che si trova ai Tropici, mentre gli sbarchi riguardano Lampedusa. Al quinto (finalmente, verrebbe da dire) c'è la guerra, ma sotto forma di quasi gossip. «Perse le braccia in Iraq. L'ex bimbo simbolo ora gioca nel Chelsea». Al sesto posto, guerra in video: la strage dei bambini afghani. Al settimo e all'ottavo posto, dopo il cane che azzanna, Sgarbi, Gascoigne e Maroni, i raid israeliani a Gaza, notizia di apertura del giornale, in testa alla home page. Poi si riprende con Sarkò e Brunì. Questo è uno dei tanti specchi del nostro Paese. Ecco.

postato da civati, 01:25 | link | commenti

lunedì, dicembre 29, 2008

HerMajestyTube

Rania ci sa fare. Se solo qualcuno ascoltasse quello che dice...

postato da civati, 19:46 | link | commenti

Dibattito interno

Vi ricorda qualcosa?

postato da civati, 18:58 | link | commenti (2)

Separare il grano dall'oglio

Così ho trovato incredibilmente scritto in un articolo di Repubblica, qualche giorno fa. Gianluca spiega però che questa immagine ha a che fare con la crisi, e dovremmo farne tesoro. Perché la crisi a questo serve: a distinguere, discernere, giudicare. Etimologia utile anche per il Pd.

postato da civati, 18:09 | link | commenti (1)

Pensa troppo all'immagine

Lo dice Brunetta della Chiesa. Giuro. Trovate l'intervista sulla Stampa di oggi. Solo perché oggi Ratzinger parla di precari, argomento bandito dal dibattito politico italiano.

postato da civati, 10:08 | link | commenti (2)

domenica, dicembre 28, 2008

Buon 2007: in attesa di una nuova agenda politica

Abbiamo il vecchio calendario dei Ds. Anzi, no, è quello nuovo. Perché i Ds fanno il calendario, del 2009. Ne parlava Repubblica, ma pensavo che fosse una trovata satirica, da ultimi giorni dell'anno. Siccome non ci è tanto piaciuto il 2008, non andiamo avanti, torniamo indietro. E, oltre al calendario, segnalo che i Ds hanno anche un bel sito, aggiornato e con la possibilità di diventare volontario (purtroppo il sito della Margherita non offre la stessa opportunità, che peccato). Quasi quasi mi registro e divento volontario. Dei Ds. In effetti, con il nuovismo abbiamo esagerato. Meglio segnarselo sul calendario. A proposito, il titolo è «Non ci resta che piangere», ma vuole far ridere. Già. Che ridere.

postato da civati, 00:36 | link | commenti (12)

sabato, dicembre 27, 2008

Adesso chissà

Che cosa diranno i leghisti. Striscioni anche a Bergamo? Grazie a Michele (nel senso di Bianco) per la segnalazione.

postato da civati, 20:30 | link | commenti (18)

Così mi piace

In molti hanno sottoscritto il nostro "piccolo codice etico" e c'è qualcuno che ha dimostrato di comprenderne fino in fondo il significato. Si chiama Federica, vive a Pistoia e si candida per il Partito Democratico in modo, appunto, democratico. Brava!

postato da civati, 18:17 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

L'ora del sakè

C'è l'ora del tè, e quella del sakè. Buona lettura e buon viaggio.

postato da civati, 09:59 | link | commenti (2)

venerdì, dicembre 26, 2008

Alle cinque della sera, l'ora del tè, l'ora del noi

In queste ultime settimane, in molti mi e ci hanno detto: «e voi, che sareste quelli del rinnovamento, che cosa intendete fare?», «vi date una mossa o dobbiamo liberare i cani?», «riformisti dal volto umano? Sì, ciao, siete come tutti gli altri». E noi a spiegare che non si può fare la rivoluzione, che Roma non è stata costruita in un giorno e altre formule per prendere tempo e traccheggiare ancora un po'. Ora, però, veniamo allo scoperto, con un'iniziativa che rilancia l'azione del Pd dal basso. L'ho condivisa inizialmente con Ivan (nel senso di Scalfarotto) e con Pierfrancesco (nel senso di Majorino). E con Michele Dalai, e con tanti altri amici. Abbiamo deciso di trovarci, in un punto archimedeo, in un luogo del Pd e della tradizione migliore della politica italiana, ovvero al circolo Pd Archimede di Milano, sabato 10 gennaio, alle ore 5, l'ora del tè, l'ora del noi. Abbiamo deciso di farlo per dare un segnale a tutti quelli che si sono rivolti a noi dalle elezioni in poi, per chiederci di fare qualcosa. Abbiamo deciso, infine, di farlo per tutti noi, perché il Pd così com'è ci va un po' stretto, e perché non vorremmo, appunto, che i nostri elettori liberassero i cani. Il primo appuntamento sarà milanese, ma la nostra idea è quella di girare per il Paese, di raccogliere idee e spunti, di rilanciare un percorso che riavvii il Pd, come tutti, ma proprio tutti, hanno detto sia necessario fare. Con una carovana, senza voler assaltare nessuna diligenza, alla ricerca di un nuovo e diverso rapporto con la società, proprio come quei cowboy democratici che hanno preparato il terreno alla vittoria di Obama.

Qui di seguito il nostro invito:

Il Partito Democratico è un grande progetto di cui l'Italia ha bisogno. Può essere l'occasione per dare finalmente un senso alle parole dell'innovazione, del cambiamento radicale, della lotta alla precarietà, della valorizzazione dei talenti, e per dar vita ad azioni che guardino davvero al futuro del nostro Paese. Tutto ciò ha poco a che fare con la discussione spesso surreale e autoreferenziale a cui si è dato vita in questi mesi all'interno del partito. Noi, che al PD abbiamo sempre creduto, pensiamo però che il partito nuovo sia un viaggio che deve ancora in buona parte cominciare. Per questo vogliamo mettere a disposizione le nostre idee e le nostre energie per dare una risposta alle grandi aspettative che la nascita del Partito Democratico ha creato nel Paese. E' il contributo di chi crede che l'Italia, il Nord, Milano, abbiano bisogno di un progetto audace e coraggioso, costruito insieme ai tantissimi che credono nel partito democratico come motore del cambiamento. Ecco perchè vi proponiamo di parlarne. Sabato 10 gennaio, a Milano, nella prima tappa del viaggio, e nelle tante altre che verranno dopo.

Teresa Cardona, Giuseppe Civati, Michele Dalai, Francesco Laforgia, Pierfrancesco Majorino, Marella Reitani, Ivan Scalfarotto

postato da civati, 20:18 | link | commenti (5)

Il governo ombra del governo ombra

Ad un certo punto ho pensato che ci volesse un governo ombra del governo ombra. Anzi, del «governo di tenebra», perché non si capisce bene che cosa faccia, il governo ombra del Pd. O, meglio, non si capisce bene perché non lo faccia sapere a nessuno, quello che fa. E, soprattutto, perché, banalmente, non faccia l'ombra, il governo ombra. Perché non marchi a uomo i ministri del governo 'vero', non risponda a tono, non rilanci. Non mi pare che il governo B stia facendo granché. Anzi. La social card è una social presa in giro, Alitalia è una vergogna che fa scalo nelle tasche degli italiani, i militari nelle strade non servono a niente, le politiche ambientali sono state azzerate, il decreto anti-crisi si è ridotto a 3 miseri miliardi di euro. E il governo ombra? E' umbratile, d'accordo, ma in un senso che definirei improprio. Che cosa fa, esattamente? E perché non lo si può chiedere, che subito si offendono tutti? Misteri democratici. Allora, mi sono detto, adesso mi ci metto di buzzo buono, e faccio il governo ombra del governo ombra. Poi, più modestamente, mi sono chiesto, perché non lo si fa lavorare, questo benedettissimo governo ombra? Perché non si abituano gli elettori all'idea che ogni volta che un ministro ne spara una delle sue, il nostro governo non risponde? Ecco, a volte non ci vogliono idee clamorose per ripartire. A volte bastano piccoli segnali. A volte basta l'ombra.

postato da civati, 16:59 | link | commenti (11)
appunti per un partito nuovo

Il Paese in cui tutte le vacche sono noir

Le cose che non sappiamo sono tante, e lo si scopre leggendo Perdas de fogu, appena pubblicato per i tipi di e/o da Massimo Carlotto con il contributo degli altri autori del 'consorzio' (o kombinat?) letterario Mama Sabot. Non è il miglior libro di Carlotto (il recente La terra della mia anima rimane insuperato), ma si legge "a nastro", e racconta di una vicenda militare e sanitaria di cui in Italia si fa finta di non sapere nulla. Consigliabilissimo per un Natale noir in un paese in cui anche le vacche (in questo caso gli agnellini) sono noir, appunto.

postato da civati, 15:45 | link | commenti
letture

Sinistrati si nasce

E si legge, verrebbe da dire commentando l'ultima fatica di Edmondo Berselli, Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica (Mondadori, sì Mondadori...). Di Berselli si condivide tutto o quasi, l'analisi spietata, il richiamo ai temi economici (da un punto di vista che sa molto di Keynes), la sfida (temporaneamente persa) della rappresentanza sociale. Non aggiungo altro, se non l'ultima pagina del libro: «Rivolto a sinistra è il cuore, da sinistra parte il tiro mancino dei geni del calcio [anche Del Piero, che è destro, parte da sinistra, per dire], sinistra è l'eccentricità beffarda, l'ironia priva di rispetto per il sacro e il profano, il dribbling a rientrare [appunto], la finta assassina al Maracanã, la smorzata irridente a Wimbledon. Quindi è inutile lamentarsi. [...] Asciughiamoci gli occhi, rimettiamo in moto il cervello e diamoci da fare. Tanto, non si esce dalla propria natura, non si sfugge alla propria psicologia».

postato da civati, 15:34 | link | commenti
letture

Volgarità natalizie (segue)

Dopo avere distribuito vin brulé, panettoni e presepi contro Tettamanzi, ora i leghisti - perché Borghezio è della Lega e nessuno prende mai le distanze dalle sue iniziative (anzi) - usano il Duomo, il giorno di Natale, per mandare un segnale al Cardinale. Chissà cosa ne pensano i custodi della Fede che, numerosi, allignano a Palazzo Marino e al Pirellone (conosco la risposta, grazie).

postato da civati, 11:44 | link | commenti (6)
cultura

giovedì, dicembre 25, 2008

Obama Natale

Non c'è solo Obama (forse).

postato da civati, 14:28 | link | commenti (2)

Un buon Natale (2)

Anche qui:

postato da civati, 11:52 | link | commenti
obama sui navigli

Un buon Natale

Qui.

postato da civati, 11:38 | link | commenti (8)

Controllare prima

Pareva brutto?

postato da civati, 10:13 | link | commenti (14)

mercoledì, dicembre 24, 2008

Tra cinque anni

Si vedrà: per ora, Alex c'è. Grazie al solito Andrea per la segnalazione.

postato da civati, 16:04 | link | commenti (1)
il segreto di alex

Con lui

Con Renato Soru.

postato da civati, 14:45 | link | commenti (2)

Questo è il momento

Degli auguri, a tutti voi e ai vostri cari. God bless you.



Le parole di Obama sono tratte dal discorso di Berlino, 24 luglio 2008. Lo spot della trasmissione La storia siamo noi dimostra che anche la Rai può fare qualcosa di buono. Ancora auguri.

postato da civati, 14:30 | link | commenti (7)
obama sui navigli

La frase dell'anno

Nell'Italia del sensazionalismo e dell'enfasi-a-tutti-i-costi, colpisce il commento di Alberto Pazzoni, sindaco di Traversetolo, epicentro del terremoto: «Credevamo che fosse il passaggio di un camion». Mitico.

postato da civati, 14:04 | link | commenti

Per evitare futuri imbarazzi

Prosegue la raccolta di adesioni al nostro piccolo codice etico per candidati presenti e futuri, che abbiamo già definito una sorta di morale provvisoria à la Descartes, che può far bene al Pd e alla politica italiana. La formazione contempla, oltre a Ivan e Michele che con me l'hanno promosso:  Alessandra, Andrea, Corrado, Gianluca, Kuda, Marco, Marta, Mattia, Riccardo, il Circolo Obama, il Circolo Pd dell'Esquilino, il Circolo Enzo Biagi e quello di Carate, e gli amici del Primo cerchio.

postato da civati, 10:29 | link | commenti (5)

Arriviamo a cento prima della fine dell'anno?

Siamo già 89. Un segnale forte e chiaro, al governo ma anche al Pd. Aderite e inoltrate. Ci conto.

postato da civati, 10:10 | link | commenti (3)

martedì, dicembre 23, 2008

Spazio ombelicale 2008

Aut. Min. rich. A grande richiesta (si fa per dire), torna lo spazio ombelicale. Per celebrare il 2008, dal mio punto di vista personale, personalissimo. Del resto, come dice la canzone, «era appena cominciata la ricerca di noi stessi». Appunto. Vale per il Pd, che per la verità, nel mezzo del cammino della sua breve vita, si è smarrito, in una selva di incertezze e divisioni, e ora si trova in pieno limbo (e noi, con lui, sospesi). Anche per il sottoscritto, democratico microcosmico, che registra ogni singola défaillance del suo partito in modo emotivo e, in qualche modo, esistenziale, è stato un anno complicato. Venivo da una lunga serie di sconfitte e mi sentivo un po' come quello che è stato in serie B e che deve ritrovare il gioco migliore, dopo una difficile e precaria promozione nella massima divisione. Un profilo nuovo, cercavo, non per gli altri, che a un certo punto chissenefrega. No, no, proprio per me stesso. Mi sono dovuto abituare di nuovo alle cose importanti, provare e riprovare la formazione, cercare la continuità al posto del gesto isolato. E, come sempre, mi hanno aiutato i compagni di squadra. Che quest'anno sembrava, giorno dopo giorno, di giocare in una formazione sempre più numerosa e capace, che si allargava ogni giorno di più. Ci siamo allenati, abbiamo sofferto e patito, anche se abbiamo festeggiato, sotto il segno di Obama, certamente, e di un fantastico Del Piero, con la standing ovation del Bernabeu a rendere tutto indimenticabile. Tra le viuzze di Marrakech o lungo il Niger, a Grant Park o alla Siegessäule, sulle piastrelle di una terrazza a Barcelona o alla riscoperta di Madrid, le città invisibili, dai nomi esotici (Timbuctù!), e quelle visibili e presenti, dai nomi con le desinenze che ricordano il mio cognome, e che Gadda amava. Parlo, lo potete immaginare, delle serate a far politica (quasi tutte) e delle feste (idem), dei grembiuli e dei dibattiti, da Roma all'ultima provincia dell'impero. E tornano alla mente le piazze e le strade, da Torino a Trieste, da Barzago al Punto G, cercando di migliorare il pezzettino di mondo che ci è toccato in sorte, e soprattutto di migliorare noi stessi. L'Al Gore di Varese e Luino per Obama, e l'architetto di Venezia e un viaggio lungo l'autostrada a fare il diavolo a quattro, con gli amici di sempre e quelli che sono arrivati a stagione iniziata, e che ci hanno raggiunto e anche superato. Le persone incontrate lungo la strada, sia che si trattasse della piazza dove tutti gli incroci sono possibili, sia che ci trovassimo nel Veneto profondo, in campagna elettorale a Lodi o in un bar di Milano, ad aspettare un treno, in una stazione, o un volo low cost per scappare via. La frase dell'anno è questa, e l'ho trovata a Berlino, sulle tracce di Walter Benjamin: «La fata, presso la quale si ha diritto a un desiderio, c'è per ognuno». La si troverà nel 2009? Meglio non azzardare pronostici. Una cosa è certa, però: per quest'anno, credo di averla cercata abbastanza.

postato da civati, 23:40 | link | commenti (6)

Indovinate

Per chi ho votato.

postato da civati, 17:28 | link | commenti (10)

Ci mancava solo il terremoto

Tipo.

postato da civati, 16:30 | link | commenti

Cervelli di ritorno

Ivan torna. Un'ottima notizia, per noi e per il Pd soprattutto.

postato da civati, 16:23 | link | commenti (3)

Cari amici, vicini e lontani

Pensavate forse che ci si fermasse durante la pausa natalizia? Vi sbagliavate, e vi sbagliavate di grosso. Perché con il brunch "Cari amici vicini e lontani: democratici dal mondo sbarcano a Milano e parlano di politica tra Natale e Capodanno", domenica 28 dicembre 2008, dalle 12,00 alle 15,00, ci si vede al Wok of Milan, viale Cenisio, 12 a Milano. Intervengono: Stefano Draghi, coordinatore cittadino del Pd, Ivan Scalfarotto, il vostro affezionatissimo Giuseppe Civati, Philippe Bracke, Giancarlo Bruno, Francesco Laforgia e Riccardo Spezia.

postato da civati, 15:50 | link | commenti (6)
appunti per un partito nuovo

Tutto si tiene

Ne avevo già parlato e riprendo l'appello che trovo qui, perché è abbastanza chiaro che il rinvio della class action è un fatto di estrema gravità, avendo una sorta di carattere retroattivo, poiché esclude i soliti noti - e proprio quei settori, guarda caso, per i quali si era pensato di introdurre la class action nel nostro Paese - dall'essere chiamati in causa. Un fatto che la dice lunga sulla cultura politica di chi ci governa. Fate girare, mi raccomando.

postato da civati, 13:13 | link | commenti
diritti

Z e B

Avete presente la conferenza stampa di B a Villa Madama? Guardate questa.

postato da civati, 13:03 | link | commenti (2)

«Sumak kawsay» anche per noi

Sull'Unità di oggi, un pezzo del vostro affezionatissimo su Veltroni, l'Ecuador e la sfida ambientale

È passato un po’ in secondo piano, perché la questione politica ha dominato la sua relazione, ma Veltroni è stato chiaro e preciso a proposito di due questioni programmatiche sempre più rilevanti: l’ambiente e l’energia. Un binomio che probabilmente costituisce «la prima delle chiavi», ha detto, per uscire dalla crisi, in un Paese, come il nostro, che ha una cultura ambientale tutta da ripensare, se non addirittura da elaborare, tanto è debole e indecisa, per essere stata nel recente passato troppo ostruzionistica, poco propositiva e naturalmente minoritaria. Fa bene il Pd a investire sull’ambiente: un ambientalismo nuovo (2.0?) quale assoluta priorità. Perché, al di là della propaganda berlusconiana del disimpegno, è in questione la lotta contro il riscaldamento globale e la nostra capacità di essere innovativi e fare passi avanti nella ricerca e nell’innovazione. Attraverso le rinnovabili e anche per le rinnovabili, che devono anch’esse maturare, diventare più efficienti e competitive. La (non) scelta di traccheggiare, puntare sul petrolio basso e sull’illusione nucleare potrebbe sembrare immediatamente conveniente, ma in poco tempo aggraverebbe l’arretratezza culturale, politica ed economica del nostro Paese. Tutti parlano, giustamente, del green new deal di Obama, ma in questo mondo “rovesciato” nel quale ci tocca di vivere, la lezione più limpida viene dall’Ecuador e dal suo nuovo testo costituzionale. Fin dall’articolo 1, nel quale si legge: «Le risorse naturali non rinnovabili del territorio dello Stato appartengono al suo patrimonio inalienabile, irrinunciabile e imprescrittibile». Agli articoli 14 e 15, poi, si precisa il significato di questa prospettiva: «Si riconosce il diritto della popolazione a vivere in un ambiente sano e ecologicamente equilibrato, che garantisca la sostenibilità e il buon vivere, sumak kawsay». Si dichiara d’interesse pubblico la tutela dell’ambiente, la bioversità e l’integrità del patrimonio genetico del Paese, la prevenzione dei possibili danni ambientali e il recupero degli spazi naturali degradati. E, ancora, si impegna lo Stato a promuovere «nel settore pubblico e privato, l’uso di tecnologie ambientalmente pulite e di energie alternative non contaminanti e di basso impatto». Si parla di politiche energetiche che non contrastino con il fabbisogno alimentare, si proibisce lo sviluppo e la commercializzazione di armi chimiche e si mettono al bando gli Ogm nocivi per la salute. Parole chiare e costituzionali: parole nuove, che possono qualificare e precisare il profilo politico del Pd. Sumak kawsay, buon vivere, anche per il Belpaese, che potrà diventare anche un Buonpaese, dal punto di vista ambientale e della tutela del suo fantastico territorio. Se solo lo vorrà.

postato da civati, 10:49 | link | commenti (8)

Contro Soru. Iniziano a muoversi

Che tristezza. P.S.: se qualcuno trova un articolo analogo di Battista dedicato a B, mi avvisi. Altrimenti avrò confermata l'impressione che il doppiopesismo riguardi soprattutto l'eminente editorialista. Che forse dovrebbe informarsi, prima di scrivere, come spesso gli ricorda Travaglio.

postato da civati, 10:31 | link | commenti (8)

lunedì, dicembre 22, 2008

Finalmente

Marta commenta. Iniziavo a preoccuparmi. Nel frattempo, Roberto riflette, e dice cose giuste. Anzi, le ripete, perché gli sembra di averla già vissuta due volte, questa situazione. Speriamo che le loro parole arrivino a Roma. Ove possibile, con l'alta velocità.

postato da civati, 19:24 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

Natale con i tuoi

Buona settimana.

postato da civati, 08:03 | link | commenti (1)

domenica, dicembre 21, 2008

Una bella 'cosa'

Apprendo per caso, ma con grande entusiasmo, di questa iniziativa del Pd. La seguiremo con attenzione e interesse, perché in Lombardia stiamo lavorando ad un progetto (che spero vi piacerà) dedicato proprio all'intercultura e all'ospitalità. Ecco, è questo il Pd che mi piace.

postato da civati, 23:49 | link | commenti (2)
cultura, diritti

Non è una moratoria, però

Odio le moratorie (a parte l'unica seria, quella della pena di morte). Faccio, però, una proposta, alla luce dell'antica esperienza condivisa con Alberto rispetto ai luogocomunismi: basta con gli annunci, con i proclami, e con il dover essere. Oggi l'Unità pubblica un'intervista a Maurizio Martina, che dice, con parole sue, cose analoghe («Il rinnovamento? Non facciamolo solo a parole»). Ecco. Vale per tutti, però. Anche in Lombardia. Non diciamo quello che faremo, facciamo quello che abbiamo detto.

postato da civati, 10:50 | link | commenti (18)

La questione morale dei giovani democratici

Non se ne abbiano a male, ma visto che ieri, in occasione della prima assemblea nazionale in cui hanno eletto il loro segretario, si è molto parlato di questione morale, forse i giovani democratici dovrebbero ripensare a come hanno organizzato le loro primarie, quanto di più burocratico e prestabilito si sia mai visto, con alcuni dati di affluenza e di partecipazione al voto che fanno molto riflettere (si è votato di più in alcune città del Sud che in intere regioni del Nord, per fare un solo esempio). Altrimenti ha ragione chi pensa che i giovani si possano rivelare peggiori dei vecchi...

postato da civati, 10:15 | link | commenti (6)

Un patto leonino

Tremonti ha pensato bene di togliere il sostegno al reddito agli autonomi, perché tanto controlla meno l'evasione fiscale (già aumentata del 30% nel 2008, i famosi risultati del governo B). Ce lo spiega Stefano Fassina, su I'Unità di oggi e qui. Chi si aspettava una crisi rigeneratrice (l'unico lato positivo dei difficili tempi che viviamo e che ci attendono nel prossimo futuro), un passaggio doloroso che rendesse però più efficiente ed equilibrato il nostro sistema produttivo, si è sbagliato di grosso. La strada imboccata è quella contraria.

postato da civati, 10:05 | link | commenti (5)

sabato, dicembre 20, 2008

Le richieste che ci provenivano dalla Scuola

B in conferenza stampa per il bilancio del 2008, in diretta da Villa Madama. E, per un istante, ritorna la voglia di fare politica. Nel titolo, una chicca sulla riforma Gelmini, che risponderebbe alle richieste del mondo della Scuola (B ora dice che non era una riforma, già). E poi il grembiulino contro gli abiti griffati dei bambini, l'eventuale conflitto d'interessi del presidente del Consiglio sulla vicenda Sky. B riflette, non sulla bontà dei provvedimenti, ma sul dato che gli proviene dai sondaggi e dalla capacità della Sinistra di orientare l'informazione. E poi la crisi e la sua durata è «nelle mani dei cittadini», come a dire, noi ce ne occuperemo il meno possibile, perché, in merito, non abbiamo alcuna idea (e dai provvedimenti presi, si vede). Sul G8 non ha niente da dire di sensato, se non che tutti i protagonisti, dice, sono cambiati. Tranne B. Ecco.

postato da civati, 19:32 | link | commenti (1)

L'uccellino di Facebook

Pensavo che fosse finita, questa settimana di passione (in ogni senso). E, invece, apro la chat di Facebook, e mi scrive un amico che mi spiega come saranno le liste delle Europee. Tenetevi forte. Si parla di Fassino capolista nella nostra circoscrizione, Finocchiaro e Soro nelle loro rispettive, e altri incoraggianti segnali di rinnovamento (sì, ciao). L'amico, che è un galantuomo, propone per cortesia il mio nome, e poi mi dice, senza troppi preamboli, «Ivan Scalfarotto o Luca Sofri andrebbero benissimo». Forse dovremmo iniziare a pensarci. Sul serio. Perché se le liste sono quelle che dice l'uccellino, sono cavoli.

postato da civati, 18:44 | link | commenti (33)
appunti per un partito nuovo

Andrà fatto ogni sforzo

Luca Sofri è tornato dalla direzione nazionale con il post più lungo (e anche uno dei più belli). Leggetelo, ci sono molte cose che condivido e molte cose da fare, per cambiare questo Pd. L'espressione richiamata nel titolo è tipica del nostro partito e Luca bene argomenta la differenza che cercavo di illustrare ieri tra "cose" e "rappresentazione delle cose", tra "impegni concreti" e "promesse", se possiamo chiamarle così. Funziona anche per gli auguri di buone feste: «Il Pd promuoverà un'ampia riflessione per trascorrere un buon Natale e andrà fatto ogni sforzo per passare nel modo migliore anche un felice anno nuovo». Auguri. E grazie a Luca, davvero.

postato da civati, 18:05 | link | commenti

Esprit de l'escalier

Walter dice una cosa che avrebbe dovuto dire ieri. Lo chiamano così, i francesi.

postato da civati, 15:34 | link | commenti (4)

C'è la cometa e ci sono i pannelli

Vi ricordo la cena che si terrà lunedì 22 dicembre, a partire dalle ore 20, a Desio, presso la Casa del Popolo, per dare luce, energia ed acqua ad un villaggio del Mali, nell'ambito del progetto Pannelli senza frontiere. Per abbattere la mortalità infantile, per far studiare i bambini e i ragazzi, per poter irrigare i campi. Con l'occasione, ringrazio tutti coloro che, proprio come nel presepe, vengono da ogni confine per dare un contributo a questa bella causa. Da Roma a Verona, grazie.

postato da civati, 12:55 | link | commenti

Vedi sotto (l'albero)

Confrontare il post precedente. Mattia, consigliere comunale in una città della Brianza, ci spiega come ci si sente, di questi tempi.

Buon Natale.



P.S.: «Canta quello che vuoi, ti veniamo dietro...»: Robbie come Walter?

postato da civati, 11:57 | link | commenti (6)

Perdere i voti a distanza

Non la volevo scrivere, questa cosa, ma due messaggi, uno dietro l'altro, da Lodi e da Varese, mi inducono a farlo. Vorrei che si capisse che (da mesi ormai) i fatti campani (soprattutto quelli) ci fanno perdere voti in Campania, sicuramente, ma soprattutto nel Nord. E li fanno perdere, ironia della sorte, proprio a quelli che fanno la raccolta differenziata e che parlano di ambiente dalla mattina alla sera e che cercano di governare con una grande cura per l'efficienza e la trasparenza. Lo dico proprio perché penso che il Pd, al Nord, non sia separato dal Pd del resto del Paese. E lo dico oggi alla luce dell'intervento di Bassolino, ieri, in direzione nazionale, a proposito del rilancio programmatico (sic). Lo dico perché forse è ora che se ne rendano conto tutti. Perché perdere voti a distanza non è proprio il massimo. No, non lo è. Grazie per l'attenzione.

postato da civati, 11:52 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

Ora speriamo di non 'impallarci' di nuovo

Loading: De Gregorio apre così il giornale, stamattina. «Caricamento in corso» e «tempo dell'attesa». Una lettura che condivido. Come condivido, anche perché si esprime quasi con le stesse parole che ho usato ieri, il fondo di Massimo Giannini, su Repubblica (qui): «Era difficile, per Veltroni, osare di più. Il partito era in piena bufera. Invece di tornare indietro, o implodere, ha fatto un piccolo passo avanti. Quanto basta per reggere l'urto delle procure, e per proiettarsi almeno fino alle elezioni europee. Ma il colpo d'ala no, quello onestamente non c'è stato. E la grande e vera innovazione, anche stavolta, sembra più teorizzata che praticata. Come diceva Mino Maccari, "o Roma, o Orte"». Ecco. Anche l'«o si cambia, o si muore» era già stato usato da Fassino prima di Pesaro, con tanto di citazione holderliniana («là dove c'è il pericolo, cresce anche ciò che salva»). Per rimanere in metafora, speriamo solo di non 'impallarci' di nuovo. P.S.: qualcuno ha notizie di Luca, le comunicazioni si sono interrotte alle 19.34...?

postato da civati, 10:58 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

venerdì, dicembre 19, 2008

Quando le cose vanno male

Vanno male. Il Chelsea, ci capita...

postato da civati, 18:37 | link | commenti (1)

La direzione sta finendo

Speriamo che inizi il Pd.

postato da civati, 18:20 | link | commenti (4)
appunti per un partito nuovo

Qualcosa di più

Quello che avrei detto io, se Wittenberg avesse potuto esprimere un esponente da inviare in direzione nazionale. Punto per punto. Perché avrei preferito che al posto della rappresentazione delle cose, ci fossero, appunto, le 'cose', nel dibattito della direzione di oggi. Che ci fosse quello "strappo necessario", non solo e non tanto rispetto alle ultime settimane (ci mancherebbe), quanto rispetto agli ultimi mesi, in cui semplicemente non ci siamo stati. Questione morale? Strumenti e selezione del gruppo dirigente e discontinuità con le situazioni nelle quali - politicamente, sia chiaro - siamo impantanati. Subito (o vogliamo aspettare ancora un po'?). Ricambio generazionale? Si parli delle figure nuove e dei giovani che verranno candidati nelle liste delle Europee, da scegliere sulla base del merito e da eleggere, possibilmente, e non solo da candidare. Rapporto con la base? Semplificazione del mostro organizzativo del "governo ombra più esecutivo più centinaia di responsabili più caminetto", con il coinvolgimento della base ogni volta che si può: non solo primarie, dicono tutti, va bene, ma il resto non si capisce che cosa sia. Questione politica e crisi e opposizione? Change all'italiana, parole d'ordine, orizzonti più ampi, ambizioni più alte. Che cosa diciamo ai giovani (abbiamo una proposta per il precariato?), alle famiglie, ai nuovi disoccupati. Proposte chiare, comprensibili, che parlino al Paese. Invece mi pare di avere percepito molto, troppo politicismo. Si parlava di un ritorno al Lingotto. Quello che non c'è stato oggi (era chiedere troppo?) è la descrizione del Paese che abbiamo in mente, perché cambiasse la politica, nei rapporti con le istituzioni, con i lavoratori e con i consumatori. Così ci era stato detto. E tutto questo non c'è stato. Forse ci siamo illusi. Molto sulla defensiva (Bersani, ad esempio). Forse era inevitabile. Molto analitici (tutti). Forse questo è il Pd che abbiamo e che, infatti, dobbiamo cambiare. Per riprendere il titolo de l'Unità di oggi, abbiamo riavviato sì, ma il sistema operativo sembra essere lo stesso, senza particolari upload e applicazioni. Mi convinco che l'unica cosa da fare, per arrivare un po' più in alto, sia proprio partire dal basso. O dalle cose che dicono in tanti, oggi, in proposito. Qui e qui, ad esempio.

postato da civati, 16:14 | link | commenti (29)
appunti per un partito nuovo

Qualcosa si muove

Poco, ma buono.

postato da civati, 15:26 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

Intanto, noi ci portiamo avanti

Il nostro piccolo codice etico per candidati presenti e futuri, una sorta di morale provvisoria à la Descartes, continua a raccogliere adesioni. La formazione contempla, oltre a Ivan e Michele che con me l'hanno promosso:  Alessandra, Andrea, Gianluca, Kuda, Marco, Marta, Mattia, il Circolo Obama, il Circolo Enzo Biagi di Monza e quello di Carate, e gli amici del Primo cerchio. Paola fa notare che ci vorrebbe anche per chi è già stato eletto. Ovviamente siamo d'accordo. Per quanto mi riguarda, sul mio sito ci sono già molte delle informazioni che sono richieste dal nostro "capitolato democratico". Alla fine della raccolta, mi ripropongo di offrire un profilo compiuto con tutte le note del caso.

postato da civati, 11:32 | link | commenti (7)

In diretta da Roma

Dal nostro inviato in direzione, nella speranza che i Nostri siano in diretta con il Pd, e con il Paese.

postato da civati, 11:14 | link | commenti (7)

Fuori da noi, il primo passo

In attesa che a Roma dicano e facciano qualcosa, e prima di annunciare quell'iniziativa politica che in tanti ci chiedono (e che è quasi pronta), penso che si debba fare qualcosa sul territorio, molto evocato e poco praticato dai nostri dirigenti nazionali. Per questo chiedo che in Brianza si voglia dare un segnale di presenza e di iniziativa politica. E mi rivolgo al segretario 'locale', perché il Pd organizzi, all'inizio di gennaio, un'assemblea dei circoli, e poi intervenga con chiarezza e visibilità sulle questioni decisive che ci riguardano, a cominciare dall'economia (la crisi e quel 'niente' che fa il governo), dalla mobilità e dalle infrastrutture, dall'ambiente e del lavoro, che sta diventando una vera emergenza, anche nell'operosa Brianza. E se non arrivano i volantini e le informazioni, facciamo da soli, perché quello che imbarazza ancora di più della questione morale, come spiegava bene Luca ieri, è fare le cose male, o addirittura non farle. Coinvolgere i circoli nella costruzione del partito è fondamentale, perciò, ma, per quanto riguarda il Pd sotto il profilo politico, direi che il quadro è chiaro, e che l'analisi è impietosa. La soluzione la troveremo soltanto nella società e se riusciremo a fare, presto e bene, un lavoro politico. I famosi fondamentali, di cui ci siamo curiosamente dimenticati. Senza aspettare che ce lo dica qualcuno, ma facendo noi il primo passo. P.S.: quelli di Cavriago esagerano, ma hanno ragione. I livelli locali devono pretendere un diverso rapporto con Roma, maggiore autonomia e maggiore ascolto insieme. Soprattutto quando si parla di linea politica, di risorse e di candidature. Del resto, il Pd lo abbiamo fatto soprattutto per questo, no? Per cambiare la politica, giusto? Ecco, è tempo di farlo.

postato da civati, 11:12 | link | commenti

A proposito di nucleare

Oltre a ricordarvi che in libreria potete trovare il bel libro di Carlo Monguzzi e Sergio Zabot, L'illusione nucleare (Melampo), vi segnalo questa presentazione di Mario Agostinelli.
 

postato da civati, 10:56 | link | commenti (2)

Il Pd si è fermato

A Cavriago. Secondo me, a Roma, è il caso che si diano quella mossa che aspettiamo da mesi. Per dire.

postato da civati, 09:22 | link | commenti (5)
appunti per un partito nuovo

La storia di un matrimonio e altre letture

Ho deciso che La storia di un matrimonio di Andrew Sean Greer (Adelphi) è il libro dell'inverno. Perché è un libro struggente, perché c'è la guerra sullo sfondo, perché si parla della bellezza e dell'amore. E si parla soprattutto della persona che si ama, uno degli argomenti preferiti e nello stesso tempo più 'compicati', credo, per tutti (un ottimo regalo, insomma, per coppie o "aspiranti tali"). Parallelamente, vale la pena di 'recuperare', in occasione dell'uscita del film, Revolutionary Road di Richard Yates, Minimum Fax. Di 1933, di Fante e del sogno americano ho già detto. Cambiando genere, Un po' più in là sulla destra di Fred Vargas (è un giallo, non un sondaggio, verrebbe da dire) è una lettura piacevole e rientra a pieno titolo nella collana "regali infallibili". Se volete qualcosa di 'saggio', non potete perdere Lo statista, il libro che Massimo Giannini dedica a B (Baldini Castoldi Dalai è l'editore), interessante soprattutto per le riflessioni sul sistema dell'informazione. E poi Sellerio ripubblica Calamandrei che era talmente bravo da preconizzare il pericolo Gelmini (scherzo, ma solo fino ad un certo punto), e c'è anche Enzo Bianchi e il suo Il pane di ieri, ottimo per la 'zia' e per il lettore nostalgico e un po' agé, ma ricco di suggestioni per tutti, soprattutto quando riprende e rilancia alcune famose pagine di Bobbio. Infine, alla fine del mondo, c'è anche la possibilità di sognare, acquistando l'ottimo Aime e il racconto del suo viaggio e del suo soggiorno antropologico a Timbuctù, al di là del Niger, del deserto e di noi stessi. Il prossimo libro? Per me sarà Alice Munro, consigliabilissima, come sempre.

postato da civati, 09:10 | link | commenti (5)
letture

giovedì, dicembre 18, 2008

2008 was a bad year: il film dell'anno

Lo passo in rassegna ora, perché, segretamente, spero che i prossimi quindici giorni ci diano modo di recuperare alcune delle soddisfazioni di cui il 2008 è stato avaro. Perché quest'anno, è il caso di chiarirlo subito, was a bad year, per dirla con Fante (1933, leggetelo, a me è parso di scorgere un po' di Obama, dentro). Perché è iniziato che eravamo al governo, e le cose scricchiolavano parecchio, e c'erano Diliberto e Pecoraro e Scanio che non erano la stessa persona, che si alzavano già pronti per litigare, e i distinguo e le polemiche e le divisioni, poi ad un certo punto hanno inquisito (questione morale) la moglie di Mastella, e lui ha deciso di rompere con Prodi, e ci ha mandato a casa, e c'era lo spumante in aula, poi Veltroni ha detto andiamo da soli, anche perché continuare da male accompagnati non era possibile, c'erano i rifiuti a Napoli dappertutto e Bassolino che diceva vado avanti e Alitalia ai francesi e i sindacati che no, non andava bene e abbiamo fatto una campagna elettorale che ci ha fatto sperare, fino ai risultati, che erano "tragicamente buoni" ma con tutta l'aspettativa che avevamo dentro e l'angoscia di vederlo tornare al governo speravamo che fossero migliori, che almeno il Senato fosse in bilico ma poi anche il Senato è andato, ed è iniziata una fase assurda, tutti che guardavano indietro, gli ex, e le fondazioni e le correnti e tutti a dire «a settembre cambierà», poi è arrivato settembre e non era cambiato un accidenti, poi ci siamo detti «tutti al Circo Massimo», e ci siamo stati tutti al Circo Massimo, e sembrava che... [pausa teatrale] ma poi Villari, il simil-Mastella, e poi il pizzino contro Di Pietro, e la questione morale un'altra volta, con un sacco di storie che non ci piacciono e le prediche degli avversari che hanno una ventina di condannati ma fanno i fenomeni, e noi a prenderle senza reagire, e l'Abruzzo con Del Turco che festeggia perché il Pd crolla, e tutti a dire «Walter, fai qualcosa», non è nemmeno necessario che sia di sinistra, ma fai qualcosa che non se ne può più. Questo di tanta speme oggi ci resta: domani, c'è la direzione. Domani accadrà?

postato da civati, 22:33 | link | commenti (7)
appunti per un partito nuovo

Nel frattempo

Mentre il Pd riflette su stesso, il governo confeziona l'ennesimo provvedimento vergogna. Come al solito, forti con i deboli, e deboli con i forti.

postato da civati, 18:13 | link | commenti (4)

Hip, hip, hurrà

Mentre tutti gli altri consiglieri sono in aula, e lui non c'è (non c'è quasi mai, del resto), ci raggiunge la notizia che Formigoni è stato lanciato in aria, al grido di «hip, hip, hurrà» dai lavoratori che stanno lavorando alla costruzione dell'altra sede della Regione, che costerà solo 400 milioni di euro (!) e che sarà ad «impatto zero», certo, dopo avere cancellato il bosco di Gioia (per ulteriori informazioni, cfr. Elio e le Storie tese). I lavoratori, dice Formigoni, «stanno lavorando in modo intensissimo, sette giorni su sette a dimostrazione dell'efficienza di questo cantiere, inserito in un quartiere al quale offrirà grandi spazi verdi, negozi e punti di incontro». Grandi spazi verdi. Appunto. Hip, hip, hurrà.

postato da civati, 16:46 | link | commenti (3)
regione

Che ci importa del mondo?

Marta - che oggi nota perfidamente che quando il gioco si fa duro, i duri spariscono - da tempo segue la comunicazione pubblica di Napoli e della Campania. Sarà felice di guardare questo spot. Il verso della canzone di Fossati la dice lunga («Bella, che ci importa del mondo?», appunto). P.S.: il verso successivo spiega tutto: «verremo perdonati, te lo dico io».

postato da civati, 13:56 | link | commenti

Sail on

Dedicata al Pd e ai suoi elettori soprattutto.

postato da civati, 13:42 | link | commenti

La sfida del kebab

Dopo avere annunciato la distribuzione congiunta di panettone, vin brulé e presepi contro Tettamanzi (oggi La Padania smentisce, ma ieri i toni erano davvero beceri), la Lega - e Forza Italia - tornano sulla questione kebab, con posizioni di questo tipo: «E' importante che il tessuto socio-economico del centro storico non venga pregiudicato [sic] con l'apertura di attività poco in sintonia con il contesto». Forza Italia parla di concorrenza sleale, perché i kebab sono sempre aperti in quanto laboratori, e vanno regolamentati (chissà perché ci si accorga solo con i kebab che i laboratori vadano regolamentati e i centri storici conservati in maniera dignitosa). Rispondo citando Emidio, che parla di Mak e di Pistoia (città che ha la fortuna di non essere in Lombardia). Intanto, leggo sull'Eco di Bergamo che su Facebook si sta svolgendo «una vera e propria battaglia tra pro e contro il kebab in Città Alta. Da una parte il gruppo "Salviamo il kebab di Città Alta", dall'altra quello intitolato [con la consueta leggerezza] "Mura chiuse contro il kebab di Città Alta". Per ora stanno avendo la meglio i favorevoli al kebab con 442 iscritti contro i 331 dei contrari». Ovviamente pubblicizzo solo il primo e ricordo che esiste anche il KebabBook, che sta spopolando (ora scrivono anche quelli che lo fanno, il kebab).

postato da civati, 11:33 | link | commenti (1)

Acronimi e sinonimi

Il gruppo del Pd di cui faccio parte ha cambiato denominazione. Ora si chiama «Gruppo del Partito Democratico della Lombardia». L'acronimo è Pdl. Si può tranquillamente parlare di svolta sinonimica dei democratici lombardi.

postato da civati, 11:22 | link | commenti (6)
regione

La grande luminaria

Credo che oggi si debba tutti andare in edicola a comprare l'Unità. Ci sono le lettere dei lettori al direttore, per capire dove andrà questo Pd, e si respira un'area di comunità, di dignità ferita e di voglia di cambiare. In molti ieri, con qualche insulto di troppo, mi hanno spinto a confondermi tra i lettori, e anche io ho scritto una lettera a Babbo Natale, che il giornale pubblica nella pagina dedicata alla corrispondenza sulla crisi del Pd. La riporto qui di seguito. Il genere letterario è quello del cuore-oltre-l'ostacolo, me ne rendo conto, ma dobbiamo avere il coraggio di saltare. Ce l'avranno domani i membri della direzione nazionale? Ci sarà quello scatto d'orgoglio che chiedono tutti? Ci sarà qualcosa dietro le parole «ricambio», «innovazione», «futuro»? Me lo auguro tanto.

Cara Concita,
ti scrivo una letterina a Mamma Natale anch'io. Vorrei che qualcuno dicesse che è ora di investire sul Pd. No, non sono sotto l'effetto di sostanze psicotrope. E' tempo di investire sul progetto del Pd, di fare le cose che avevamo promesso, di dare corso all'iniziativa politica. Per dirla con il linguaggio delle borse, tristemente attuale, stiamo andando talmente male che tra un po' fermano le contrattazioni del nostro 'titolo' per eccesso di ribasso. Ed è ora che si deve 'comprare'. E' venuto il momento di iscriversi al Pd, di far sentire la voce di una base che con le primarie abbiamo reso diffusa, di rendere protagonisti i bravi amministratori (quelli perbene, che sono tantissimi e che inevitabilmente si sentono sotto attacco in queste ore, per colpe di altri) e i nostri militanti. Di creare occasioni di incontro tra i nostri dirigenti nazionali e i circoli, perché per una volta sia la Montagna a venire a trovare Maometto. Di costruire un percorso verso le elezioni di giugno che guardi più al nostro profilo e alle nostre candidature - nel senso delle persone, ma soprattutto dei contenuti - che alle alleanze e alle questioni iperpoliticiste che, ti assicuro, interessano a pochi, per non dire a nessuno. C'è l'Europa, e abbiamo molto da fare, a cominciare dalle questioni strategiche: la crisi economica, la partita ambientale, la società e le sue trasformazioni. Di questo, soprattutto di questo, dobbiamo parlare. Il tuo giornale lo fa, dovrebbe farlo anche il Pd e la politica del centrosinistra italiano. E bisogna puntare sul futuro, anche perché il passato, non quello 'antico', quello dei valori, a cui siamo tutti legati, ma quello 'prossimo', delle divisioni e delle contraddizioni, ci sta alienando. Allontanando da noi stessi e da quello che siamo e che potremmo essere. Sarà perché è Natale, ma bisogna invertire gli elettrodi, per dirla con Frankenstein Jr. e accendere una grande luminaria. Per far luce su quello che è successo, la cui gravità ci deve allarmare, e per illuminare la politica italiana, scivolata ai minimi storici. Rovesciamo lo schema, come si fa con le calze della Befana. Dentro c'è qualcosa di nuovo e forse un regalo per tutti noi. Perché una cosa è certa: il 2009 per il Pd o sarà un anno di scommesse, o non sarà. Grazie per l'attenzione,
giuseppe

postato da civati, 08:52 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

postato da civati, 08:25 | link | commenti (1)

Il punto di non ritorno

Una piccola rassegna sulla crisi del Pd.

postato da civati, 08:05 | link | commenti (1)
appunti per un partito nuovo

Aperti al confronto

Andrea, il blogger dell'anno, ci parla di quello che sta facendo Obama per non perdere il contatto con le persone coinvolte nella sua campagna elettorale. Un buon esempio, anche per le cose di casa nostra.

postato da civati, 01:19 | link | commenti
obama sui navigli

mercoledì, dicembre 17, 2008

Abbonamento gratis per i pendolari a gennaio, la maggioranza dice no

Comunicato stampa. Il centrodestra ha votato contro la proposta del PD di dare gratis ai pendolari l’abbonamento di gennaio, per risarcirli dei disagi di un anno trascorso senza poter nemmeno contare sul bonus. L’ordine del giorno del PD è stato respinto a voto palese. «Invece di minacciare di sdraiarsi di fronte al Freccia Rossa – dichiara il consigliere regionale del PD Stefano Tosi - l’assessore Cattaneo avrebbe fatto meglio a fare qualcosa per i pendolari. Invece lui e la sua maggioranza hanno bocciato anche l’idea di dare un rimborso per i forti disagi di questi giorni, che sarebbe stato un primo segnale di attenzione al di là delle rassicurazioni che non servono a placare la rabbia di chi quotidianamente prende il treno». A riguardo del discorso tenuto dall’assessore Cattaneo oggi in Consiglio regionale, è critico il consigliere Giuseppe Civati. «L’assessore Cattaneo – spiega - non era convincente ieri, quando annunciava di voler bloccare in stazione il Freccia rossa, e non lo è oggi, quando spiega che il trasporto ferroviario si avvia a tornare alla normalità. Il nuovo orario non funziona e lo dimostrano i ritardi e disagi che si accumulano per il terzo giorno consecutivo. I pendolari subiscono disagi tanto prevedibili quanto inaccettabili».

postato da civati, 19:39 | link | commenti
regione

Settantadue

Sono i blog che si sono espressi contro il governo, per l'ambiente.

postato da civati, 18:51 | link | commenti (1)

A volte (quasi mai, per la verità) capita che ci ascoltino

Comunicato stampa.
“Complimenti alla giunta regionale, il suo ok di oggi all’ordine del giorno da noi presentato a sostegno dell’industria del riciclo è molto positivo. C’è da risolvere con la massima urgenza il problema dei centri di stoccaggio che non riescono ad accogliere la carta da inviare al riciclo per colpa del calo della domanda di mercato, e di dare un forte impulso alle pubbliche amministrazioni lombarde affinché applichino la legge sugli acquisti verdi”. Lo dichiarano i consiglieri regionali Giuseppe Civati (Pd) e Carlo Monguzzi (Verdi), che ieri hanno raccolto il grido di allarme lanciato dai gestori di centri di stoccaggio nel corso di un incontro in regione. Nell’odg, su cui l’assessore regionale Massimo Buscemi ha annunciato oggi in Consiglio l’ok della giunta e che sarà approvato nel pomeriggio, si chiede anche e soprattutto che per dare sbocco alla carta riciclata, gli uffici pubblici diano concreta applicazione alla legge sugli acquisti verdi, norma che impone alle pubbliche amministrazioni l’utilizzo di almeno il 30% di prodotti provenienti dall’industria del riciclo. “Il problema non è ancora risolto - aggiungono Monguzzi e Civati -, alla vigilia delle feste natalizie i centri di raccolta sono già  pieni di carta che il mercato al momento non riesce ad assorbire. La disponibilità della Regione è un importante passo avanti. Ci aspettiamo ora che il governo adotti urgentemente una misura che consenta ai centri di raccolta di accogliere più materiale nell’attesa che si rialzi la domanda di carta e cartone da riciclare. In assenza di un rapido gesto da parte dell’esecutivo c’è il rischio che a Natale i rifiuti di carta e cartone rimangano in mezzo alle strade di Milano e della Lombardia. E’ opportuno anche che la Regione individui aree su cui temporaneamente stoccare la carta e il cartone in eccesso”.

postato da civati, 17:12 | link | commenti (1)
regione

La domanda delle domande

Eccola: lei, signor Pd, dove si trovava nella (lunga) notte tra il 14 aprile e il 17 dicembre (che poi sarebbe oggi)? Rsvp.

postato da civati, 16:56 | link | commenti (24)

Romeo e Giulietta

Speriamo che non si sia sbagliato. Altrimenti, che figura...

postato da civati, 16:24 | link | commenti

Cattanei

Sì, perché sono due, e viene in mente Stevenson. C'è il Cattaneo che trovi sui giornali, che grida allo scandalo, minaccia Trenitalia, annuncia iniziative eclatanti. E poi c'è il Cattaneo che trovi in aula, che minimizza, che spiega che si è fatto tutto il possibile, che dà dell'irresponsabile a tutti quelli (in particolare l'altro Cattaneo) che hanno protestato in questi giorni. Sono dei superficiali e rilasciano interviste poco informate, per il solo desiderio di essere visibili. Già. E' una vergogna, dice un Cattaneo all'altro. E intanto i pendolari sanno che la colpa è da dividersi equamente. Tra Trenitalia e Regione Lombardia. E tra i due Cattanei.

postato da civati, 15:00 | link | commenti (3)
regione

Formigoni e lo scaricabarile

Leggete qui. Lo sosteniamo da tanto, tanto tempo.

postato da civati, 11:23 | link | commenti
regione

Volgarità natalizie

La Lega annuncia attraverso un suo consigliere regionale della Lombardia che, per protestare contro il cardinale Tettamanzi e le sue parole di attenzione nei confronti dei migranti, distribuirà ai banchetti panettone, vin brulé e presepi gratis. Presepi, gratis, contro il cardinale. Avete letto bene. Spero che la comunità cristiana sappia trascurare queste volgarità e riflettere, con serenità. Il nostro comunicato stampa: Attaccando il cardinale Tettamanzi e mischiando il presepe con il vin brulè, la Lega ha dato prova di volgarità politica, insultante per gli stessi simboli che si vogliono difendere e lontana dalla sensibilità cristiana del Natale. All'autorità religiosa il compito di parlare ai credenti. A noi, suoi lettori sempre attenti, in quanto rappresentanti delle istituzioni, sembra giusto porci in un atteggiamento di ascolto. Gli schieramenti da tifoseria sono propri di altri ambiti.

postato da civati, 11:09 | link | commenti (12)
cultura, regione

Il filo rosso

Il vostro affezionatissimo su l'Unità di oggi parla di ambiente. E' l'unico articolo che non vi segnalo: tutto il resto del giornale è, al solito, di grande interesse, a cominciare dalle opinioni dei lettori e dal Filo rosso. Leggete e diffondete con me.

postato da civati, 10:52 | link | commenti

I prossimi candidati

In molti hanno aderito alla nostra proposta. Con Ivan e Michele e me, ci sono Andrea, Gianluca, Marco, Marta, Mattia, il Circolo Obama e il Primo cerchio. Fatelo anche voi. Per evitare sorprese.

postato da civati, 10:42 | link | commenti (4)
appunti per un partito nuovo

A scanso di equivoci

Michele Dalai scrive: «Ci deve essere un equivoco. Ma questo è davvero il Partito Democratico?». La risposta è scontata: no, che non lo è. Il Pd era quello del Lingotto e della campagna elettorale. Ritornare a quel 'modello' non è impossibile, ma bisogna farlo. Possibilmente presto, possibilmente subito.

postato da civati, 10:35 | link | commenti (3)

E' già troppo tardi

Stavo per scrivere un post sul ricambio necessario, e ho trovato Ezio Mauro. Ecco. Che qualcuno lo legga e sia conseguente, perché è già troppo tardi.

postato da civati, 09:08 | link | commenti (16)
appunti per un partito nuovo

Non stiamo esagerando?

Con il politichese? Ci sarà una discussione, perché c'è un grande onere per chi dirige il partito, di avanzare una proposta, ci deve essere un impegno per superare le divisioni che lo hanno caratterizzato, per far capire la nostra proposta al paese in una fase in cui nel mondo si chiude un ciclo, non vedo nessun automatismo, esiste un tema di come si sta dentro a una coalizione, per rafforzare il proprio punto di vista, che più in generale deve essere affrontato a livello nazionale, un segnale forte, far vincere le proprie insegne, c'è stata una difficoltà a rendere espansivo il messaggio della coalizione, ci deve far ragionare su come impostiamo le alleanze, e penso non sfugga a nessuno il fatto...

postato da civati, 09:01 | link | commenti (2)

Le mille luci dell'Atm

Sarà capitato anche a voi. A me è apparso in via Fabio Filzi, l'altra sera, a due passi dal grattacielo Pirelli. E ho pensato, anch'io, al Rex felliniano, e al delirio in cui viviamo.

postato da civati, 08:55 | link | commenti (1)

Berlinguer tvb

«Io ti voglio bene, avanti avanti, con te o senza di te...», cantava Pietrangeli. Lo riprende Zoro in uno dei suoi piccoli capolavori seriali (a proposito: il protagonista di Berlinguer ti voglio bene si chiamava Cioni: altri tempi).

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martedì, dicembre 16, 2008

Accanimento politico

L'ennesimo fatto di estrema gravità, rispetto al quale non intendo nemmeno spendere parole di commento. Perché la strumentalizzazione della destra sul caso Englaro sta superando ogni decenza. Piuttosto, andate qui e sottoscrivete l'appello per il testamento biologico.

postato da civati, 19:31 | link | commenti (3)
diritti

L'alta velocità e gli alibi di Trenitalia e Regione Lombardia

Questa sera, tra le cinque e le sei, l'accesso ai binari era bloccato da una manifestazione di popolo. Una manifestazione che definire spontanea sarebbe erroneo, dal momento che si trattava semplicemente dei pendolari lombardi in attesa di un treno. Ritardi di 10, 20, 50 minuti, per tutte le destinazioni. I viaggiatori della Milano-Lecco, già 'premiati' questa mattina, hanno visto soppresso il treno delle 17.50, ma in compenso hanno potuto prendere, alle 18.20, il treno delle 17.20, che era opportunamente in ritardo di un'ora (risultato: Milano-Monza, un'ora di viaggio). Personalmente, mi vergogno di fare politica in una regione così. Il collega Stefano Tosi ha chiarito ieri che prendersela con l'alta velocità è stupido e miope, e che si deve piuttosto fare quello che negli ultimi anni è stato fatto poco e male: e cioè, semplicemente, costringere Trenitalia a rispettare i patti e in particolare lo strumento amministrativo per eccellenza, vale a dire il contratto di servizio stipulato proprio con Regione Lombardia. Alla nostra presa di posizione vanno aggiunte le scuse ai pendolari lombardi, per questi giorni di vero e proprio delirio.

Comunicato stampa.«In Stazione Centrale sta andando in scena uno spettacolo vergognoso. I pendolari sono ammassati sui piazzali della stazione e lungo i binari nella speranza di vedere arrivare il proprio treno. Uno spettacolo indecente per una regione come la Lombardia. Invece di annunciare interventi eclatanti, Formigoni e Cattaneo farebbero bene a essere più seri e a risolvere i problemi evitando di annunciare iniziative eclatanti. A quello crediamo ci penseranno i pendolari, con tutto il nostro sostegno». Lo dichiarano i consiglieri regionali Giuseppe Civati (Pd) e Carlo Monguzzi (Verdi). «Ci troviamo di fronte al solito e penoso spettacolo che puntualmente si ripresenta con il cambio dell’orario invernale. Quest’anno la situazione è aggravata dalla pessima integrazione dell’alta velocità con le brevi tratte, ma ciò non deve essere un alibi. Di fronte a un tale triste spettacolo, servono interventi precisi e puntuali di Trenitalia che Regione Lombardia ha il dovere di pretendere. Chiediamo uno sconto del 50% su tutti i tipi di abbonamento e a tutta l’opposizione in Consiglio regionale di fare fronte comune per ottenere rapidamente un cambio di marcia. I nostri blog - Ciwati e Carlo-nella-rete - sono a disposizione per le denunce dei pendolari».

postato da civati, 19:23 | link | commenti
regione

Raccolta differenziata: intervenire al più presto

Comunicato stampa.
“La Regione si attivi subito per permettere ai centri di stoccaggio di accogliere più carta e cartone provenienti dalla raccolta differenziata svolta con diligenza dai cittadini e dalle imprese. Senza questo intervento a Milano e in Lombardia la situazione potrebbe peggiorare durante le feste natalizie, periodo in cui questa tipologia di rifiuti da imballaggio è destinata ad aumentare notevolmente e ad ammassarsi ulteriormente nei centri di raccolta”. Lo dichiara Carlo Monguzzi, Consigliere regionale dei Verdi dopo l’incontro di questa mattina con i consorzi e gli operatori del recupero dei rifiuti in carta e cartone che hanno rilanciato l’allarme sulla imminente saturazione dei centri di stoccaggio, causata della crisi economica mondiale che sta riducendo la domanda di materiale riciclato da parte delle cartiere e del mercato. “Per non correre il rischio di finire in emergenza sotto le feste, con questo tipo di rifiuti abbandonati in mezzo alle strade e fuori dai portoni dei condominii, la Regione – dice Monguzzi – deve dare certezze agli operatori intervenendo al più presto: è possibile che Regione Lombardia individui anche alcune aree dove temporaneamente stoccare carta e cartone da avviare al riciclo. E’ poi necessario che gli uffici pubblici applichino finalmente la legge sugli acquisti verdi, che prevede che almeno il 30 per cento dei prodotti acquistati provenga da materiale riciclato”. Carlo Monguzzi e Giuseppe Civati, consigliere regionale del PD, sono i primi firmatari di un ordine del giorno a sostegno dell’industria del riciclo presentato oggi in Consiglio regionale che chiede alla Regione di attivarsi per risolvere il problema denunciato dai recuperatori. Secondo recenti studi – si legge nell’odg - incrementando del 15% la raccolta differenziata per il 2020 rispetto ai livelli attuali, si potrebbe ridurre del 18% l’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni di CO2 e far scendere i consumi energetici di 5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, pari al 32% dell’obiettivo nazionale di efficienza energetica al 2020.

postato da civati, 16:41 | link | commenti (3)
regione

Domande retoriche

Marcello aveva ragione?

postato da civati, 16:03 | link | commenti

Ricambio generazionale

Qualcuno, in Italia, lo promuove.

postato da civati, 15:57 | link | commenti
il segreto di alex

Voglio il Frecciarossa anche sulla Milano-Lecco

Stamattina, in attesa che Formigoni si sdrai sui binari, abbiamo registrato l'ordinario disservizio di Trenitalia. Treno delle 9.27 per Centrale. Annunciato con dieci minuti di ritardo, anche quando erano le 9.32. Ma non fa niente. Con Trenitalia, lo sappiamo, bisogna partire con un po' di anticipo. Peccato che il treno arrivi a Milano alle 10.05. Trentotto minuti. Con il Frecciarossa sarei arrivato a Modena. Ecco.

postato da civati, 10:58 | link | commenti (3)

Natale con gli altri: è tempo di andare

Riflettevo sull'«è tempo», di migrare, nell'accezione proposta da Del Turco-D'Annunzio-Del Turco, ma anche all'«è tempo», di andare, che è il motto de iMille. E leggevo dell'iniziativa di sabato prossimo. E pensavo che è proprio tempo, di uscire dai blog, di farci vedere, di farci sentire, di promuovere iniziative politiche, in ogni territorio e, visto che siam mille, in cento città. Non solo per il Natale, non solo «con i tuoi». Anzi, proprio con gli altri. Mi rivolgo a iMille, perché c'è bisogno di loro. E di noi. Lanciamo una sfida, prima di tutto a noi stessi, perché chi ha tempo non deve aspettare tempo. Non adesso.

postato da civati, 10:37 | link | commenti (15)
appunti per un partito nuovo

Concita e le letterine a Babbo Natale

Leggete l'Unità. Oggi c'è un bel fondo-sommario del direttore. Sull'Abruzzo e sul mondo dell'informazione italiana. Fa bene, in una giornata come questa soprattutto.

postato da civati, 09:12 | link | commenti

Il gorilla sui binari

Gravi disagi per i pendolari lombardi (sai che novità). L'assessore Cattaneo annuncia: «Bloccheremo il Frecciarossa». Formigoni si dichiara «furibondo» e dice che scriverà a Trenitalia. Cavoli, che paura. Ci vorrebbe il gorilla del Crodino. Che ricordi a tutti, prima di ribaltarsi dalle risate, che Formigoni governa la Regione da quasi quindici anni, e che la Regione ha una responsabilità chiara rispetto al servizio ferroviario. E un contratto di servizio da far rispettare. Proprio a Trenitalia. Il gorilla, infine, si chiederebbe sornione: Formigoni e Cattaneo, qualche giorno fa, non avevano approvato il programma Trenitalia? La risposta è sì, ovviamente. E ora ci si può anche ribaltare.

postato da civati, 09:03 | link | commenti (1)
regione

Bisognerebbe cominciare delle scarpe

Dopo il gesto eclatante di Muntazar, tornano di moda, in chiave politica. E culturale.

postato da civati, 08:49 | link | commenti (2)

Dicembre, andiamo

E' tempo di migrare. Ci ha già pensato Barenghi, alla citazione più facile che ci sia per commentare i dati elettorali abruzzesi. E mentre i nostri dirigenti s'interrogano sull'Udc e sulle alleanze, si scopre la cosa più ovvia. Che non sono andati a votare in tantissimi (la metà degli elettori) e che di questi siano stati soprattutto i giovani a rimanere a casa. E' il dato, determinato dal "piccolo particolare" della questione morale, che è all'origine dei risultati intorno ai quali tutti dibattono. Non so, davvero, come si faccia a non partire da qui. E non da frasi del tipo: «speriamo che Di Pietro capisca come si fa politica» (lui). Però c'è anche qualcuno che ragiona. E dice: «Non è questo il punto. Il punto siamo noi, la nostra identità, il nostro nuovo profilo etico». E aggiunge: «Preferisco pagare un prezzo elettorale subito che compromettere la costruzione di un partito riformista necessario al Paese». Speriamo che lo ascoltino, questo qualcuno. Anche perché è Walter Veltroni. P.S.: Del Turco dichiara di essere «proprio felice» («che gioia», esulta). Del resto, lui non ha fatto votare il candidato del centrosinistra. Anzi, ha fatto campagna contro, anche se ha perso nel suo paesino. Punta alle Europee, annuncia. Nella stessa intervista stronca anche Il giovane Holden. E' giusto così. Nemmeno lui è andato a votare.

postato da civati, 08:41 | link | commenti (4)

Com'era la battuta di Moretti a piazza Navona?

Perdiamo 14 punti in Abruzzo, non a favore della destra (Pdl, -3%) ma a favore di Di Pietro (+8%) e dei partiti della sinistra, che recuperano rispetto alle elezioni di aprile. Questo è il dato politico, frutto soprattutto del "piccolo particolare" della fine che ha fatto la stagione Del Turco (che forse non è finita, visto quello che è successo al sindaco di Pescara). Un dato che mi aspettavo, forse non in queste proporzioni, ma che trovo del tutto prevedibile. Se fossi un dirigente nazionale del Pd rifletterei proprio sul profilo del nostro partito, a cominciare dal "piccolo particolare", che ha ovviamente portato a quella 'cessione' di voti a favore di Di Pietro (che anche nel resto del Paese va bene, ma si attesta intorno all'8%, non al 14). Di fronte ad un risultato del genere, ognuno si preoccupa di tirare acqua al proprio mulino. Giuseppe Fioroni: «l'unico rammarico è che se ci fosse stato l'accordo con l'Udc avremmo vinto» (certo, lasciavamo a casa Di Pietro con il 14% e prendevamo l'Udc al 5%, che perde tra l'altro un terzo dei propri elettori, gli altri voti ce li metteva Fioroni). Marco Follini riflette sul «costo politico dell'alleanza con Di Pietro» (idem). Latorre, quello del bigliettino a Bocchino: «Ragioniamo sul fatto che Di Pietro stia erodendo elettorato più a noi che ai nostri avversari». Già. Del resto a Bocchino gli elettori glieli forniamo noi. Un po' come i bigliettini. Fateci il favore: basta!

postato da civati, 08:12 | link | commenti (17)

«Tu sei un mascalzone»

Una bella storia.

postato da civati, 07:46 | link | commenti

lunedì, dicembre 15, 2008

Chiudiamo tutto

Per iniziare nel migliore dei modi la settimana, il governo se la prende anche con i circoli Arci. Come al solito, si semplifica, si banalizza, si fa d'ogni erba un fascio (sic). Si citano soltanto i casi estremi, si generalizza e si esagera. Chiudiamo i circoli Arci. Anzi, già che ci siamo, chiudiamo tutto.

postato da civati, 17:00 | link | commenti (6)

Gimme five

Aderiscono in tanti alla proposta del codice etico per chi si candida, che condivido con Michele Dalai e Ivan Scalfarotto. Ora c'è anche Marta. Che cosa aspettate? Sottoscrivete, pubblicate, diffondete.

postato da civati, 16:29 | link | commenti (7)

Illusi?

Stasera non potete mancare.

postato da civati, 15:52 | link | commenti (1)

Brunetta e la sciura Pina

Quando ci vuole, ci vuole.

postato da civati, 14:42 | link | commenti (2)

Cogliate, la base e il 19 dicembre

Ieri sera, tornando da Roma, mi sono fermato a Cogliate. Non pretendo che sappiate dove si trovi, è un paesino delle Groane, al confine tra le province di Milano (tra qualche mese, definitivamente, di Monza e Brianza) e di Varese. C'è un circolo del Pd, in cui sono soprattutto i giovani (giovanissimi, tra l'altro) a darsi da fare. E a chiedersi, come fanno tutti, cosa stia succedendo nel Pd. Loro ci credono, e sarebbero anche entusiasti come il primo giorno, ma hanno bisogno di indicazioni, di sostegno, di aiuto. Sono stanchi delle divisioni, hanno paura che il Pd si trasformi nell'Unione, con il famoso "dibattito interno", le correnti e poco altro. Chiedono trasparenza e un rapporto più diretto tra la base, le strutture intermedie e i vertici nazionali. Sono loro a ricordarmi de Il grembiule e a segnalarmi che le questioni 'filmate' sei mesi fa sono ancora più attuali oggigiorno. Tutti aspettano la direzione nazionale del 19 dicembre, così come avevamo atteso la ripresa di settembre e gli esiti di una manifestazione, quella del Circo Massimo, che era andata benissimo, ma ha lasciato il tempo che aveva trovato (e quella sera, dopo il discorso di Veltroni, si mise a piovere...). Ecco, credo che dovrebbero tutti passare per Cogliate, per farsi un'idea delle opportunità e dei rischi che corre il Pd. Prima che sia troppo tardi.

postato da civati, 11:10 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo

Politicamente scorretto

Gasparri, che tanto se l'era presa per gli attacchi personali ricevuti per aver detto che l'elezione di Obama faceva felice Al Qaeda (sic), commenta con la consueta leggerezza il Facebook party di Veltroni: «Veltroni, che presto sarà cacciato dal vertice del Pd, dice poi che l’Italia reale è quella di Facebook. Rispettiamo la rete, ma noi pensiamo a poveri e famiglie. Veltroni è virtuale e la sua icona finale è quella del cestino». Ecco. A parte che ovviamente Veltroni non ha mai detto che l'Italia reale è quella di Facebook e che il governo B pensa pochissimo a poveri e famiglie, se è vero che il decreto anti-crisi è ridicolo, è il linguaggio adottato dal presidente dei senatori dell'ultradestra a farmi riflettere. Perché a me, in questi giorni, a Roma, sul tema fascisti e fogne, era venuto in mente un antico adagio, mentre sentivo parlare il sindaco un-pochino-ancora-fascista proprio di «fogne». Mi sembrava, però, «politicamente scorretto» evocarlo, l'adagio, e mi ero trattenuto. Gasparri no, non si trattiene. Salvo poi offendersi se qualcuno si esprime come lui. Spero tanto che arrivi una nuova classe politica in questo Paese.

postato da civati, 10:21 | link | commenti (3)

domenica, dicembre 14, 2008

L'alta capacità di Trenitalia (e dei suoi utenti soprattutto)

Roma-Milano, questa mattina. Uno dei primi viaggi dell'Alta velocità. Il prezzo del biglietto è alto, l'attesa della pianura-che-sfreccia, anche. Leggi i giornali, e trovi ingiustificati i toni trionfalistici dell'inaugurazione di un'opera che è costata un badalucco (32 milioni a chilometro, tre volte più di quanto sia costata a francesi e spagnoli, per capirci), sali sul treno e lo trovi occupato dai viaggiatori lasciati a terra dal treno precedente, soppresso da Trenitalia. Ti rivolgi ad un signore, facendogli notare che sta occupando il tuo posto, e lui ti risponde: «Abbiamo lo stesso posto, sulla prenotazione... ci hanno assegnato dei posti di fortuna». Fortuna, la loro, la tua un po' meno. Difficile spiegargli che lui il posto lo aveva su un treno che non c'è più stato. Ti siedi al posto di un altro, e così fanno tutti. Tutti solidarizzano, ovviamente. Finché, prima di arrivare a Santa Maria Novella, una voce dall'altoparlante annuncia: «Si prega la gentile clientela di liberare il posto e lasciarlo a chi lo ha prenotato». Qualcuno protesta, giustamente, poi un altro signore precisa: «Intendeva dire: "solo se ce n'è bisogno"». E tutti rimangono al loro posto, e il viaggio riparte. Da Bologna sarà veloce, velocissimo. Ma l'alta capacità è un'altra cosa. E' quella degli utenti Trenitalia.

postato da civati, 23:53 | link | commenti

Il Facebook Democratic Party

Sapete che c'è? Che mi va di difendere Walter e la sua idea di organizzare una serata (un sabato sera, per la precisione) per invitare i suoi 'amici' di Facebook a conoscersi e a parlare con lui. Non ne posso più di chi si impanca a arbiter elegantiarum, dopo aver passato tutta la giornata ad aggiornare il proprio profilo su Facebook con banalità e foto e giochini. Leggevo ieri l'altro su Europa un fondo indimenticabile, in cui si motivava la totale inopportunità della festa organizzata da Veltroni, ieri sera a Roma, perché insomma ci sono cose più importanti di cose del genere, definite, nelle ultime righe dell'articolo, «moderni risotti da Vespa» (ma si può?). Come se Veltroni passasse tutto il giorno su Facebook, a mandare commenti sulla Roma, a taggare persone nelle foto e a rispondere alle amiche (il direttore di Europa ne sa qualcosa?). Veltroni ha pensato che Facebook fosse uno strumento utile per entrare in contatto con le persone, e soprattutto con i più giovani e, tra le tante altre cose, ha proposto - sollecitato dai ragazzi del suo staff - di vedersi una sera in un locale di Roma: un'occasione per conoscere i suoi 'amici' virtuali, molti giovani, tutti democratici. Sai che scandalo! L'avesse fatto Obama, sarebbe stata un'iniziativa geniale, siccome l'ha proposta Veltroni, qualcuno ha pensato, come sempre, di storcere il naso a prescindere. Meglio una politica boriosa, sussiegosa e moralista. Meglio leader che non si confrontano, che la sanno più lunga degli altri, e che si preoccupano dell'ironia dei giornali. Ieri sera chi con me c'è stato, ha trovato un clima conviviale, molta serenità, e ha parlato con il segretario nazionale del Pd. In modo informale. E franco. Della situazione politica attuale (come si diceva una volta, quando la politica si faceva solo in sezione), del Pd e, anche, di Facebook e della rete (da tenere «libera», lontano dai famosi controlli che tanto piacciono a qualcuno). E sui giornali, il giorno dopo, ha trovato molta curiosità. E poca ironia: a quella aveva già pensato Europa, tra una chat e l'altra. P.S.: con Walter ci siamo detti che lo aiuteremo ad organizzare un appuntamento analogo a Milano. Con una causa di solidarietà e un tema da sviluppare. Insieme. Proprio come su Facebook.

postato da civati, 23:27 | link | commenti (10)

La crisi di Babbo Natale

Mattia s'interroga.

postato da civati, 23:14 | link | commenti

Un codice etico per chi si candida

Per poter entrare a far parte dello staff di Obama bisogna rispondere a 63 domande molto precise sulla propria carriera, gli incarichi ricoperti, le partecipazioni a società, gli elementi di un possibile conflitto di interessi, le proprie attività in ambito associativo, sindacale, di categoria. Informare circa le proprie attività finanziarie, le proprietà di cui si dispone, la propria situazione fiscale (ed eventuali mancanze e debiti contratti e multe ricevute), gli eventuali procedimenti amministrativi o legali nei quali si è (o si è stati) coinvolti. E ciò vale per sé e per la propria famiglia, a cominciare dalla propria compagna o dal proprio compagno. Domande che riguardano anche le modalità di assunzione della persona che aiuta in casa, sia una colf o una badante, il rispetto del pagamento dei contributi dei dipendenti, il possesso di armi. Un'autocertificazione di grande serietà, in cui indicare tutto di se stessi, per evitare che l'amministrazione eletta sia in qualsiasi modo toccata o messa in imbarazzo. Ora, non è probabilmente il caso di passare dal modello del «non fa niente» attualmente vigente in Italia a domande così numerose, ficcanti e circostanziate. Ma non sarebbe male introdurre un piccolo codice etico di ingresso, con informazioni da rendere note al partito che ti candida e agli elettori che ti sceglieranno (soprattutto se le liste, come nel caso delle politiche, sono bloccate). Cinque cose da dichiarare, perché tutti sappiano chi votano e di cui chi si candida si assume tutte le responsabilità.

Cinque regole per non avere imbarazzi, né da parte del candidato, né da parte degli elettori. Per esempio queste:

1. Dichiarare gli incarichi lavorativi, le associazioni a cui si aderisce, l'attività politica e sindacale svolta.
2. Dichiarare eventuali precedenti con la giustizia o con il fisco, segnalando il reddito proprio e della propria famiglia, nonché le proprietà di cui, direttamente o indirettamente, si dispone.
3. Dichiarare di essere in regola con tutte le norme che riguardano il mercato del lavoro e i diritti dei lavoratori, per i propri collaboratori, le persone che lavorano per la propria azienda o presso la propria abitazione.
4. Dichiarare gli eventuali elementi che possono comportare un conflitto di interessi nella gestione del proprio mandato e le modalità con le quali si intende ovviare all'insorgenza di queste problematiche.
5. Dichiarare i principali sottoscrittori della propria campagna elettorale, a partire da cifre superiori ai 1000 euro.

E' il caso di ricordare che gran parte di queste informazioni sono date dagli eletti all'ente pubblico di riferimento, e che questi dati sono pubblici e accessibili. L'evoluzione migliore sarebbe quella di produrre questa documentazione all'inizio della vicenda elettorale, perché non vi siano sorprese per nessuno. Un'anamnesi preventiva può evitare spiacevoli complicazioni dopo il voto.

Il testo è firmato anche da Ivan e da Michele Dalai, che ce l'ha inizialmente proposto. Chi è d'accordo, può sottoscriverlo, pubblicarlo e diffonderlo.

postato da civati, 22:37 | link | commenti (19)

Siam venuti fin qui

Per vedere una Juve così (e anche per vedere segnare Amauri, per dire). Come ho sostenuto fin dal primo giorno, l'anno di B e il 'repulisti' hanno fatto bene alla Juventus. E si può, finalmente, tornare ad esserne orgogliosi, dopo la vergogna e lo scandalo. Lo si può apprezzare soprattutto nella compattezza della squadra e nella qualità dei giovani che ne fanno parte, a cominciare da quel fuoriclasse che risponde al nome di De Ceglie e dal talentuoso Marchisio. E poi c'è Sissoko, e c'è la difesa, in cui gioca bene addirittura Molinaro. Ed è una squadra molto italiana, e fa piacere. Per non parlare di come sta giocando il Capitano, che è sempre lì. E non ci sono ancora Buffon, Camoranesi e Trezeguet. Ne vedremo ancora delle belle. Grazie, ragazzi.

postato da civati, 22:32 | link | commenti (1)
il segreto di alex

I don Chisciotte dell'ambiente

È incredibile come alcuni giornali italiani - anche quelli per i quali Berlusconi aveva elegantemente chiesto, solo qualche giorno fa, un cambio di direttore - si siano fatti prendere dalla “vittoria” italiana a proposito del pacchetto clima-energia della Ue, in concomitanza con la conferenza delle Nazioni Unite per il clima che si è tenuta a Poznan. Una vittoria che, ovviamente, non c'è stata. Sarkozy ha ringraziato Berlusconi, è vero, ma soprattutto perché ha registrato, con sollievo, che il bastone italiano messo nelle ruote degli impegni europei per il clima si fosse piegato prima del tempo. L'intervento italiano, infatti, non ha affatto cambiato il quadro di riferimento e gli obiettivi del 20-20-20: in realtà, ha semplicemente contribuito a peggiorare la qualità del pacchetto in discussione. Bella vittoria. Del resto, Berlusconi lo aveva detto, con una delle sue immancabili spiritosaggini: «Occuparsi di clima adesso è come avere la polmonite e pensare alla messa in piega». Il risultato è che l'accordo sarà sottoposto a verifica dopo il vertice di Copenaghen, che i suoi obiettivi potranno essere aggiornati, anche se Barroso si è precipitato a precisare che saranno eventualmente rivisti in senso più stringente, contraddicendo le parole di Frattini e l’esultanza di Prestigiacomo. A parte le esenzioni per alcuni settori, si segnala, tra le “vittorie”, la totale assenza di una vera programmazione, ovvero l’indicazione delle modalità con cui arrivare agli obiettivi prefissati. Ogni paese, in sostanza, farà da sé, e possiamo immaginare con quale spirito Berlusconi e Prestigiacomo si lanceranno nella battaglia per il clima. Berlusconi ha “opportunamente” citato don Chisciotte, senza rendersi conto che i don Chisciotte del terzo millennio si dovrebbero battere “per” i mulini a vento (e per le rinnovabili in generale, e per l’efficienza energetica), e non “contro”. Che un'evoluzione in senso ambientalista non è una messa in piega ma, tutt’al più, un trapianto (absit iniuria verbis) e una straordinaria chance per un paese che è, giorno dopo giorno, meno competitivo e meno innovativo. Perché scivoliamo nelle classifiche e nel frattempo continuiamo ad inquinare, e si rischia la desertificazione al Sud e l’asfissia nella pianura padana (a proposito di polmonite). Indebolire la sfida ambientale e spezzare l’alleanza tra ambientalismo e mondo dell’impresa, a cui Prodi e Bersani avevano dedicato molte attenzioni e molti investimenti, è grave e pericoloso. Rappresentare la battaglia ambientale come una questione di nicchia, è stupido e irresponsabile, e ci riporta indietro di tanti anni. Proprio come la decisione di banalizzare gli sgravi fiscali per chi interviene sulla propria abitazione. Perché la questione ambientale riguarda il mondo, ma anche casa nostra. Appunto.

postato da civati, 20:00 | link | commenti (1)

sabato, dicembre 13, 2008

Il senso di B per il clima

«Occuparsi di clima adesso è come avere la polmonite e pensare alla messa in piega». Già.

postato da civati, 11:11 | link | commenti (6)

Un partito 'per' il Nord

Meno male che Marta c'è, e ci sono le sue parole, come sempre chiare e inequivocabili. Sembra che il battage sul partito del Nord sia finito, dopo le «generose interviste» dei nostri sindaci, in cerca di risposte per il Nord e, già che ci sono, di un po' di visibilità. La discussione, tutta 'interna' e tutta 'politicista' ha ottenuto finora un unico, straordinario risultato: allontanare ancora di più gli elettori del Nord dal Pd. Servono contenuti e iniziativa politica: tutto il resto è noia. E burocrazia. Più che 'del' Nord, ci vorrebbe, insomma, un partito 'per' il Nord. Non mi pare impossibile.

postato da civati, 10:28 | link | commenti (12)
appunti per un partito nuovo

Il fannullone

Eccolo, è arrivato. E pensare che ho sempre pensato che su Facebook ci stessero soltanto i fannulloni impenitenti...



Notare la verve incontenibile.

postato da civati, 09:38 | link | commenti (4)

venerdì, dicembre 12, 2008

Il Pd a Formigoni sul caso Englaro

Il gruppo del Pd, attraverso il suo presidente, scrive a Formigoni sul caso Englaro. Qui trovate il testo.

postato da civati, 14:08 | link | commenti (10)
diritti, regione

E i treni a bassa velocità?

L'articolo del vostro affezionatissimo, pubblicato oggi da l'Unità.

Tutti, giustamente, pazzi per l'alta velocità. Migliaia di prenotazioni, la garanzia dell'alta frequenza e del servizio ottimo che abbiamo già visto in Francia, Germania e Spagna, una freccia scagliata tra Milano e Bologna a velocità supersonica. Una novità sconvolgente, che cambierà il modo di spostarsi in Italia, accorcerà le distanze, ridisegnerà il profilo e la geografia del nostro Paese, anche dal punto di vista economico e produttivo, soprattutto se, come tutti ci auguriamo, si potenzierà il servizio merci su rotaia, attualmente ai minimi. Tutto bellissimo, ad una condizione, però, molto importante. L'introduzione dell'alta, altissima velocità dovrà sostenere un rilancio complessivo del servizio ferroviario a tutte le latitudini, altrimenti (e per l’ennesima volta) rischieremo di assistere ad una rivoluzione a metà. Di più: il rischio è quello di vedere trasformato il servizio ferroviario in un sistema "binario", con la Tav che va a gonfie vele e che attira tutte le attenzioni e tutti gli investimenti, e i treni per i pendolari che peggiorano sempre di più, come è puntualmente accaduto negli ultimi anni. Berlusconi, nelle varie edizioni dei governi presieduti in questi anni, ha dimostrato di credere pochissimo nel trasporto pubblico, lasciando scivolare i treni verso standard qualitativi scandalosi. Sistematicamente in ritardo, sporchi e affollati, e anche per questo usati molto poco: uno dei pochi record europei che l’Italia possa vantare. Eppure il treno potrebbe essere molto competitivo, dal punto di vista ambientale (sulla tratta Kyoto-Poznan, per capirci), energetico, ma anche economico (in tempi di crisi, soprattutto). Fanno meno notizia, i treni a bassa velocità, quelli che collegano i piccoli e medi centri tra loro e verso le aree metropolitane principali, ma sono altrettanto strategici e importanti per indirizzare il Paese verso uno sviluppo più sostenibile e più razionale. Esempi, in questo senso, non ne mancano di certo, e quello spagnolo, come capita spesso, è forse quello che più si avvicina a quello che si dovrebbe fare anche in Italia, con la rete delle linee “Cercanias” per le aree metropolitane, i treni a corto raggio perfettamente collegati ai servizi urbani e suburbani delle metropolitane, e i bolidi lanciati attraverso il territorio nazionale. Se il governo, come sembra, continua a non pensarci, ci deve pensare il Pd, con un piano nazionale e di grandi ambizioni, per rendere competitivo il treno, disincentivare l’uso del mezzo privato, creare una vera e propria alternativa al modo di muoverci che finora abbiamo conosciuto. Con una grande spinta per l’alta velocità, ma con altrettanta attenzione e cura per il trasporto locale.

postato da civati, 13:51 | link | commenti (5)

Questa me l'ero persa

Non solo il decreto anti-crisi non è anti-crisi per niente (come dimostrato da Boeri), ma scopro ora, con colpevole ritardo, che il G8 alla Maddalena costerà 400 (quattrocento) milioni di euro. Vi rendete conto? Come tutta la Social card! Non ho davvero più parole.

postato da civati, 13:42 | link | commenti (14)

Genius

Sta a vedere che adesso, per salvare Malpensa ("Cai e cavoli"), si inventano la chiusura di Linate. Eccezionale. I milanesi ringraziano. Meno male che, questa volta, il Pd c'è. Ecco la dichiarazione del nostro capogruppo, Carlo Porcari: «Al presidente della Regione Lombardia dovrebbe stare a cuore lo sviluppo del sistema aeroportuale, attraverso l’attestamento sui nostri aeroporti di nuove compagnie - in questo senso molto significativa è la scelta di Lufthansa Italia – e per questo è indispensabile che venga garantito dal Governo e da Enac a chi ne farà richiesta l’utilizzo degli slot inutilizzati da Cai. Quale sia il partner straniero che Cai sceglierà, cosa che appassiona il presidente della Regione, è un fatto che riguarda gli interessi industriali e strategici di quella azienda e non sminuisce le opportunità di sviluppo del nostro sistema aeroportuale, né riduce la necessità per la Lombardia di avere collegamenti aerei internazionali diretti, frequenti e con tariffe competitive. È su questi punti e solo su questi che Formigoni dovrebbe concentrare la sua iniziativa, invece di continuare a battere piste che si sono dimostrate senza sbocco. Il futuro del sistema aeroportuale lombardo non può e non deve dipendere unicamente dai destini di Cai, e non si possono ripercorrere errori già fatti con Alitalia. Se così fosse, sarebbe solo perché il Governo ha compiuto, nel silenzio della Regione Lombardia, la scelta di svendere a Cai tutti gli slot che interessano lo sviluppo della connettività del nord del Paese».

postato da civati, 11:46 | link | commenti
regione

Che cosa ci sarebbe di strano?

Ha ragione Wittgenstein, ma è un problema ormai quotidiano. La stampa confonde il colore con la sostanza, scambia il gossip per i contenuti. E noi, di solito, ci si casca, come direbbero a Vicchio.

postato da civati, 11:10 | link | commenti (1)

Una bella giornata

Per un attimo, leggendo i giornali, ho pensato che, per la scuola primaria, fosse diventato facoltativo il maestro. Poi ho capito che è diventato facoltativo il maestro unico. E che ci vorranno due maestri per il tempo pieno (bella scoperta). E che, sì, insomma, la riforma è a metà. Forse qualcosa meno. Poi ho letto della giustizia, e di Bossi che dice di darsi una regolata, perché prima viene il federalismo. Già. Poi ho letto di Poznan, e della mega-figuraccia che sta facendo l'Italia sul clima, con B che bluffa e minaccia veti che non ci saranno. E oggi c'è lo sciopero della Cgil, e Bersani dice: «Esco dal palazzo». Ecco. Così. E si parla anche poco del famoso dibattito interno al Pd. A parte il solito Rutelli, che accusa Alemanno per l'alluvione di Roma (abbiamo governato noi per vent'anni, un po' di serietà!), avanti così, dai, che sembra un giorno diverso dagli altri.

postato da civati, 08:22 | link | commenti (10)

Un'altra voce

Coltivando da tempo il sogno di una sua versione politica, a cura del Pd, per ora sostengo Lavoce.info di Boeri e soci. Fatelo anche voi, se potete. Credo che in questo povero Paese sia una voce importante per capire come stanno le cose.

postato da civati, 07:36 | link | commenti

Buon Natale, ma anche felice anno nuovo

Un anonimo lombardo ha ripreso antichi testi e oscure profezie, e le ha riproposte, inviandomele, con lettera anonima, sostenendo si tratti di un manoscritto ritrovato a Gargonza. Chissà. Nel dubbio, senza assumermene alcuna responsabilità, le consegno a voi così come mi sono arrivate, insieme ai miei più sinceri auguri di buon Natale, ma anche di felice anno nuovo (che speriamo migliore del 2008).

Buon Natale, ma anche felice anno nuovo

Buon Natale, ma anche felice anno nuovo

Buon Natale, ma anche felice anno nuovo

postato da civati, 07:20 | link | commenti (2)

giovedì, dicembre 11, 2008

Se Wittenberg è in Toscana

Nel Primo cerchio si discute di primarie, come le vorremmo anche noi a Wittenberg. E come, però, non sono, tra i personalismi-a-tutti-i-livelli e una progressiva perdita di credibilità. Leggete qui.

postato da civati, 22:44 | link | commenti (1)
wittenberg duepuntozero

La sabbia del deserto è infinita?

Domanda per giovani leoni.

postato da civati, 20:17 | link | commenti

Io non ci credo

Ho fatto il fioretto e non posso parlarne direttamente, ma posso citare Luca, quello sì.

postato da civati, 19:14 | link | commenti (11)

Econatale

By Greenpeace.

postato da civati, 18:53 | link | commenti

Schat!

Ormai mancano poche ore, ci stiamo preparando. Con Marta, questa sera, abbiamo deciso di scontrarci, così da sembrare dei veri e propri dirigenti nazionali del Pd. Ci immaginiamo già i titoloni: «Civati contro Meo, anche la base conosce lo scontro più duro». «Meo: Civati è un politicante, non solo al Nord, ad ogni latitudine». «Civati: Meo, preoccupati piuttosto dell'acqua alta». Se volete far carriera anche voi, sintonizzatevi alle 21.30.

postato da civati, 18:45 | link | commenti

Sotto l'albero, i sottosegretari

Nel 2005, sotto l'albero, avevamo trovato i sottotetti. Quest'anno, invece, ritroviamo i sottosegretari. Perché Formigoni ne ha nominati sei, mentre il nuovo Statuto prevede che diminuiscano, passando a quattro (noi avevamo proposto di abolire la figura del sottosegretario, dal momento che la giunta è composta da sedici assessori e non si capisce bene a che cosa servano i sottosegretari). L'idea è quella, ovviamente, di mantenerne sei, aumentando a tutti, previsti e non dallo Statuto, lo stipendio. Del resto, i sottosegretari hanno funzioni davvero straordinarie: addirittura, uno di loro si occupa dei rapporti con il Comune di Milano e un altro dell'attuazione del programma della giunta, di cui non fa direttamente parte. Accipicchia. Marcello, che è un consigliere che si documenta, ha cercato di capirne di più, ma tra consiglieri che diventano sottosegretari, consiglieri delegati e consulenti di Formigoni che però sono anche consiglieri, si capisce solo una cosa: che la giunta e la maggioranza intendono aumentare loro lo stipendio. E crediamo non sia proprio il caso.

postato da civati, 16:15 | link | commenti (3)
regione

La crisi? Quale crisi?

Leggevo Boeri oggi su l'Unità (trovate l'articolo anche qui) e pensavo: il governo nazionale fa poco o nulla per la crisi, "in compenso" il governo regionale fa ancora meno. Come ha detto, in questi giorni, l'ottimo Giuseppe Benigni, “Regione Lombardia ha presentato un bilancio di ordinaria amministrazione mentre fuori la gente, le famiglie e le imprese sono costrette a fare i conti con una bufera economica-finanziaria che fa paura. Non ci sono risorse per far fronte a una crisi di così vaste proporzioni. E c’è un silenzio assordante sul patto di stabilità imposto dal Governo a tutti, anche alle Regioni come la nostra che hanno i conti in ordine, e che ci costringerà per il 2009 ad avere come riferimento massimo le spese sostenute nel 2008 meno lo 0,6%. Una situazione veramente assurda”. Come se niente fosse, anche in Lombardia. La crisi? Quale crisi?

postato da civati, 12:14 | link | commenti (4)
regione

Gli esteti e le eccellenze

Comunicato stampa. «Mentre la Lombardia affronta una dura crisi economica che pone migliaia di lavoratori in cassa integrazione e centinaia di aziende di fronte all’aumento delle difficoltà competitive sui mercati internazionali, Regione Lombardia si inventa una struttura. Si chiama Lombardia Eccellente ed è riservata a un albo ristretto di operatori del settore formativo che saranno titolati in esclusiva, tra le altre cose, a realizzare obiettivi di carattere general generico quali ‘stimolare le potenzialità creative e le capacità di adattamento alle esigenze del mercato del lavoro; accentuare e valorizzare la dimensione estetica dell’apprendimento come elemento di arricchimento delle potenzialità del capitale umano; favorire la costituzione di reti tra operatori anche di natura transnazionale; prevedere la trasferibilità e la replicabilità delle azioni progettuali nel sistema di istruzione, formazione e lavoro’». E’ il commento di Carlo Spreafico, Giuseppe Civati e Antonio Viotto, consiglieri regionali del Pd, dopo che oggi, mercoledì 10 dicembre 2008, in VII Commissione Cultura e formazione, hanno votato contro il Pdl 352, che modifica la legge sull’istruzione, introducendo fra le altre cose Lombardia Eccellente. «Siamo d’accordo che la Lombardia ha bisogno di aumentare la propria eccellenza – proseguono Spreafico, Civati e Viotto –, ma lo deve fare senza assegnare questo privilegio solo ad alcuni, non chiarendo per altro quali sono i criteri per avere accesso a questa esclusiva qualifica, quali e quante risorse saranno destinate a questi progetti, a chi sarà reso conto dei risultati di queste iniziative formative, e senza garantire un costante coinvolgimento della commissione e del Consiglio stesso per controllare il risultato dell’operazione». «Siamo alle solite: con un’urgenza del tutto discutibile, la Regione approva una norma per la quale alcuni operatori sono più uguali degli altri e non devono sottostare ai criteri individuati per il settore della formazione professionale», concludono i consiglieri del Pd.

postato da civati, 09:42 | link | commenti (6)
scuola, regione

Cose da fare prima di Natale

Questa sera, ore 21.30, la chat del Nord, ospiti, insieme a Marta, del circolo Obama. Sabato, se non mi ammalo del tutto, sarò a Roma, per la serata dedicata da Veltroni a Facebook (l'unico mondo dove il Pd sembra essere maggioritario...). Domenica pomeriggio, ore 17, a Cogliate, per presentare il mio piccolo libro, E' tempo, con Gigi Ponti. Lunedì sera a Milano per Illusione nucleare, incontro-dibattito intorno al bel libro di Sergio Zabot e Carlo Monguzzi (Melampo). Sarà una serata indimenticabile. Vi ricordo poi che lunedì 22 celebreremo, a Desio, presso la Casa del popolo, la cena natalizia dedicata ai pannelli e alla cometa, alla solidarietà per il Mali e ad un Natale di solidarietà. Non mancate.

postato da civati, 09:24 | link | commenti

Tutta la nostra solidarietà

Al compagno Costa.

postato da civati, 09:16 | link | commenti

mercoledì, dicembre 10, 2008

La chat del Nord

Con Marta, saremo orgogliosamente ospiti della chat del circolo Pd Obama, giovedì 11 dicembre alle ore 21.30. Si parlerà di Nord e di Pd, del coordinamento varato ieri e del partito federale (per davvero) che tutti vorremmo. Collegatevi, accidenti!

postato da civati, 14:12 | link | commenti

Bella scoperta

Come abbiamo già scritto, è certo che il Comune di Milano e Amsa vogliano procedere alla sperimentazione della raccolta dell'umido in tre zone di Milano. Una notizia fantastica: anche Milano crede nella raccolta differenziata, come già tutti, ma proprio tutti gli altri Comuni della Lombardia. Che bravi che sono, gli amministratori di Milano e i dirigenti di Amsa. Soprattutto perché, nel breve volgere di pochi mesi, hanno cambiato completamente idea, smentendo se stessi. Ancora più bravo l'assessore Cadeo, che così commenta: «Ringrazio il consigliere Civati, ma non ho bisogno di alcun sollecito per portare la città di Milano all'avanguardia in Europa per la raccolta differenziata. Ricordo a tutti di aver già annunciato che intendiamo perseguire con determinazione due obiettivi ugualmente fondamentali per raggiungere l'autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti. Si tratta dell'implemento della termovalorizzazione e l'aumento della raccolta differenziata. A proposito di quest'ultima, come già anticipato dalla stampa, daremo incarico ad Amsa, che è l'attuale soggetto operante nel campo dell'igiene ambientale, di sperimentare la raccolta domestica dell'umido in una o più aree di Milano. Il tutto da concordare anche con i Consigli di Zona». Bravissimo anche Cadeo. Ora, visto che son bravi, possono anche leggere qui oppure qui. E ripensare all'arroganza usata nei nostri confronti in occasione dell'audizione, che si è tenuta a marzo del 2008, in Commissione Ambiente. Perché ci trattarono come degli sprovveduti. Infatti, ora sono d'accordo con noi. Raccolta differenziata dell'umido anche a Milano: bella scoperta.

postato da civati, 13:58 | link | commenti (7)
regione

Natale con i tuoi?

Marta, di pessimo umore (aria di neve anche per lei), si interroga sul significato dell'avvento del Pd, trasformato in via crucis. Rilancio l'idea del fioretto e di aspettare il Natale occupandoci d'altro. Se capita, magari, anche di politica.

postato da civati, 13:26 | link | commenti (1)

Non saranno troppi?

Comunicato stampa.
“Apprendiamo dalla stampa l’enfasi con cui la destra ha annunciato l’arrivo dei primi sei militari a Monza. E ci chiediamo: non saranno troppi?”. Lo dichiarano i consiglieri regionali Carlo Monguzzi (Verdi) e Giuseppe Civati (PD). “Crediamo che sei militari, a cui va comunque il nostro rispetto e la nostra solidarietà per l’arduo compito cui sono chiamati, possano risolvere poco o niente. E ci chiediamo ancora come possa il centrodestra definire una così modesta armata una risposta al problema della sicurezza”. “Invece di alimentare la paura e di chiedere strumenti poco adatti alla soluzione del problema, gli amministratori monzesi farebbero bene a pretendere dal governo che sostengono a Roma maggiori risorse per le forze dell’ordine che all’ordine pubblico sono deputate. In un momento difficile come questo le risorse non vanno sprecate, né alimentata una propaganda che ci auguravamo solo estiva, e non anche per la stagione autunno-inverno”.

postato da civati, 13:12 | link | commenti (2)

Un bigliettino ci seppellirà

Niente. Non si riesce. I bigliettini continuano ad arrivare. La citazione migliore, per ora, è: «Davanti a noi stanno cose migliori di quelle che ci siamo lasciati alle spalle». Viene dal Besta, ed è di Clive Staples Lewis. Forse è dedicata al Pd. Ora, non riuscirò mai a spiegare che queste sono spese inutili, e che il direttore dell'ospedale del Maradagàl o il presidente dell'Ato di Pastrufazio potrebbero anche evitare di spendere tre o quattro euro per farmi pervenire i loro auguri di buonnataleefeliceannonuovo. Ma tant'è. La buona notizia di oggi è che il progetto Zero carta (di cui avevo parlato anche qui) ha avuto qualche seguito, e a partire dal prossimo anno i consiglieri riceveranno solo comunicazioni digitali, a meno che non richiedano esplicitamente la copia cartacea. A volte, incredibile auditu, ci ascoltano.

postato da civati, 13:03 | link | commenti
regione

Sono preoccupato

Leggo Repubblica, e mi preoccupo. Mi preoccupa la decisione, sostenuta dal Pd, di aprire il Parco Sud a una pur piccola cementificazione. Mi preoccupa l'idea di Masseroli, l'assessore milanese che parla di 700.000 abitanti in più per la sua città, e vuole approvare in fretta tutti gli strumenti urbanistici possibili e immaginabili, come se si trattasse di un piano post-bellico (e basta, per favore, basta con la 'scusa' dell'Expo). Mi preoccupa la lettura di tanti Piani di governo del territorio, in giro per la Provincia, come accade a Triuggio e a Carate, lungo il corso del Lambro. Soru ha a lungo parlato, da Fazio, di consumo di suolo. Dovremmo farlo anche noi, perché ci siamo già mangiati quasi tutto, e non si capisce perché ostinarsi a continuare. E' così brutta la nostra zona, che si dovrebbe piuttosto pensare a salvaguardarne il paesaggio e a renderla più vivibile. E tutti quegli investimenti per il cemento, come si fa? Da tempo sostengo che non di solo cemento vive il sistema produttivo lombardo e si potrebbe pensare, tutti quei soldi, di investirli in qualcosa di più competitivo e di più sostenibile. In una parola, di più ragionevole.

postato da civati, 10:19 | link | commenti (4)
regione

La forma dell'acqua

La carica dei cento e passa sindaci ottengono una parziale vittoria sul referendum sull'acqua. La Regione pare voler cancellare l'articolo 49, quello della separazione tra gestione ed erogazione del servizio, e rivedere in parte il testo degli altri articoli 'incriminati'. I sindaci precisano che non si è ancora raggiunto un accordo, che aspettano di vedere il testo definitivo e chiedono un'ulteriore audizione in Commissione Ambiente. Per ora, quindi, il referendum non è ancora superato. Nelle prossime settimane, lavoreremo, come abbiamo sempre fatto, fin dal primo travagliato momento, il raggiungimento dell'accordo, un accordo importante per le istituzioni, ma soprattutto per i cittadini lombardi.

postato da civati, 10:10 | link | commenti
regione

Aria di neve

Cinque centimetri di neve bloccano la regione (nel senso della Lombardia) e la Regione (nel senso dell'ente che dovrebbe governarla). Un'ora per arrivare in treno a Milano - partendo da Monza (che pena) - per essere raggiunti dalla più classica delle telefonate: i colleghi non ci sono, si fatica ad arrivare, molti sono ammalati e la Commissione forse non si fa. Avevamo un sacco di cose di cui parlare, ma è un po' come alle elementari. Si attende giustificazione scritta...

postato da civati, 10:05 | link | commenti (2)
regione

Legabook

Cavoli, anzi, cawoli.

postato da civati, 00:50 | link | commenti (2)

10 dicembre, il giorno dei diritti



Anche qui.

postato da civati, 00:24 | link | commenti (1)
diritti

Si può

Cambiare punto di vista, rompere lo schema, pensare in modo diverso.

postato da civati, 00:06 | link | commenti (3)

martedì, dicembre 09, 2008

Il principale esponente del nostro schieramento

Fioretto pre-natalizio. Alla luce dei recenti sondaggi e del comune sentire anche all'interno del Pd, cercherò di non pronunciare più la parola «Veltroni» e la parola «D'Alema», evitando accuratamente di citarli nello stesso periodo. Nemmeno con espressioni perifrastiche, come quella ormai celebre. Cercherò di evitare qualsiasi riferimento a «Bassolino» (nemmeno come «il principale esponente del nostro schieramento in Campania») «et alii». Mi emendo da solo. E' una questione morale (nel senso della morale, ovviamente, ma anche del morale). Per il bene del Pd. E mio personale. Spero di farcela...

postato da civati, 20:29 | link | commenti (2)

I pannelli e la cometa

Prosegue la 'mobilitazione' natalizia per i pannelli solari in Mali. Dopo l'apertura del gruppo su Facebook, prosegue la raccolta di disponibilità in giro per l'Italia, da Roma a Verona, passando per la Brianza, e in molti si sono detti pronti a sostenere il progetto e a finanziarlo. Per non essere da meno, lunedì 22 dicembre, alle ore 20, presso la Casa del Popolo di Desio, promuoviamo una cena natalizia per fare in modo che la cometa illumini un po' anche i nostri pannelli. Siete tutti invitati. Chi non viene, è un cinico insensibile...

postato da civati, 19:29 | link | commenti (4)

Avrei preferito Bifreddi

Ma ci siamo capiti.

postato da civati, 19:14 | link | commenti

Rifiuti, ridurli è possibile

Comunicato stampa. La prima politica per i rifiuti, la più semplice ma anche la più dimenticata, è quella di diminuirne la quantità prodotta. La ricetta proposta dal Gruppo del Pd in Consiglio regionale, che in merito ha presentato oggi, martedì 9 dicembre 2008, un progetto di legge regionale, comporta incentivi e detrazioni fiscali per chi, produttore o distributore, farà politiche per la riduzione all'essenziale degli imballaggi. L'obiettivo è quello di ridurre la quantità di rifiuti da smaltire del 20% entro il 2010 rispetto al 2000, del 50% entro il 2020, anticipando quanto chiede l'Unione europea. Per fare ciò occorre anche che si incentivino stili di consumo nuovi e virtuosi, come l'acquisto di prodotti da appositi dispenser (per latte, riso, pasta, ma anche detersivi), dove utilizzare per tutte le volte necessarie un proprio contenitore, o che si valorizzino iniziative come il Banco alimentare, gli acquisti verdi, la raccolta degli indumenti smessi, la spesa a chilometro zero e quella equa e solidale. "Una proposta di legge moderna, che sta dentro le regole europee", ha sintetizzato il capogruppo Carlo Porcari, aprendo l'incontro. "I tempi sono maturi affinché la Lombardia si occupi in maniera organica e organizzata di rispettare l'ambiente, ridurre i rifiuti, cambiare e migliorare gli stili di vita dei suoi cittadini", ha detto la consigliere Maria Grazia Fabrizio, prima firmataria del progetto di legge. "E ridurre i rifiuti a monte è un percorso di carattere culturale che intende aiutare l'ambiente, ma porta con sé anche la scelta di coinvolgere le industrie, il commercio, i cittadini in via diretta. La Regione, in tutto questo, deve assumersi il compito di proporre un'incentivazione tariffaria", ha proseguito, illustrando poi i contenuti della legge che parlano di riduzione degli imballaggi e di riutilizzo delle eccedenze, di dispenser e fai da te. "Alcuni Comuni, come pure certe scuole e istituzioni pubbliche, stanno già seguendo questa strada: la Regione deve governare le buone prassi", ha concluso la consigliere. "Ci stiamo muovendo su una linea di grande coerenza - ha spiegato il consigliere Giuseppe Civati -. Stiamo conducendo una battaglia a fianco dei pendolari per migliorare e incentivare l'utilizzo dei treni e del trasporto pubblico locale; ora presentiamo una proposta per ridurre i rifiuti alla fonte anziché pensare solo a smaltirli in discarica; abbiamo in mente un'iniziativa per il risparmio energetico negli edifici e abbiamo duramente polemizzato con il Governo per aver fatto un passo indietro su questi temi. Insomma, pensiamo che sia giusto proporre politiche di questo stampo, che è ambientale e anche economico, perché è evidente che possono produrre ricadute anche sul bilancio famigliare". Una legge che funziona da testa di ponte, ha detto ancora Civati, annunciando che in Commissione Ambiente i consiglieri del Pd chiederanno una nuova audizione dei vertici dell'Amsa, dopo l'annuncio di oggi sulla raccolta dell'umido a Milano, "considerato che solo la scorsa primavera, in una prima audizione, gli stessi tecnici avevano escluso categoricamente questa possibilità". E sul poco virtuosismo milanese ha battuto anche il consigliere Francesco Prina, ricordando come "molti comuni lombardi siano ricicloni e applichino le buone pratiche, ma Milano no". La sfida ambientale, ha detto Prina, è prima di tutto culturale e dai salotti, dove se ne parla, deve uscire e diventare concreta e quotidiana. Il segreto è "nelle tre 'r': recuperare, riutilizzare, riciclare, con un vantaggio per il bilancio familiare, aziendale e in ultima istanza pubblico, soprattutto per i Comuni. Alla Regione spetta il compito di ridurre i rifiuti alla fonte e riqualificarli, cioè governare il processo nella sua complessità".

postato da civati, 18:21 | link | commenti (4)
regione

Mollica contro Maciste

Mollica prosegue nel suo confronto a muso duro contro il super esperto della politica americana. Maciste gli risponde da cafone, Mollica analizza. Per quanto mi riguarda, il suo è il blog dell'anno. Saluti a tutti, anche a quelli che non riescono a farsi una ragione della vittoria di Obama...

postato da civati, 14:26 | link | commenti

Andiamo bene

Anzi, benissimo.

postato da civati, 13:17 | link | commenti (22)

Tutti pazzi per Soru

Qui, qui, qui e, ancora, qui. Un sentimento popolare.

postato da civati, 08:36 | link | commenti (13)
appunti per un partito nuovo

Una meno del diavolo

Dopo aver dato la prima 'martellata', l'Al Gore varesino precisa e chiarisce, rispondendo con classe a chi lavora per il giornale che si è vantato di aver scoperto Palin e, a questo punto possiamo dirlo, ne sa una meno del diavolo. E di tanti altri. E siccome scrive cose imprecise, dà del disinformato agli altri, Mollica compreso. «Il resto è chiacchiera». Appunto. P.S.: è già partita la demolizione di Obama, comunque, anche a sinistra. C'era da aspettarselo. L'audacia del pessimismo (e del fastidio).

postato da civati, 07:57 | link | commenti (3)
obama sui navigli

Il Pd, tra Max Tivoli e Benjamin Button

Leggevo la presentazione del film Lo strano caso di Benjamin Button, e ripensavo a Max Tivoli e alle di lui Confessioni, di cui avevo parlato con Francesca. Due casi di vecchissimi che progressivamente ringiovaniscono, compiendo à rebours il naturale percorso esistenziale di ciascuno di noi. Nati vecchi, muoiono giovani. E ho pensato al Pd, che nasce 'antico' in quanto a motivazioni e valori, e questo andrebbe bene, e però vecchio nei modi e nel gruppo dirigente (ancor più che per ragioni squisitamente anagrafiche, per la totale indisponibilità al ricambio finora dimostrata). Sarebbe bello se il Pd si rivelasse come Button o Tivoli, e dimostrasse che anche un vecchio può diventare giovane. Con i traumi del caso, certamente. E con le difficoltà a intraprendere un percorso del genere. Ma la sfida è affascinante e forse vale la pena di essere vissuta.

postato da civati, 00:42 | link | commenti (10)
appunti per un partito nuovo

lunedì, dicembre 08, 2008

Può capitare

Che poi tu fai tutte le cose per bene o cerchi di farle e pensi ho lavorato molto ho fatto cento iniziative quest'anno ho fatto la mia parte e finalmente questo Pd partirà ma poi non è mica così semplice e c'è villari e tu dici può capitare e torni a girare i circoli e le piazze a parlare di politica e tutto funziona e però poi ci sono i rifiuti di napoli e tu che stai facendo i giri per i circoli e per le piazze a parlare di politica pensi può capitare e allora vai avanti e vai in tv a rispondere alla signora maria e a quel tizio che vuole eliminare tutti gli islamici e ti stai dando da fare e non passa giorno che tu non ti impegni per cambiare le cose ma poi esce fassino che firma per il pse e rutelli che firma per quella strana cosa che non ti ricordi neanche l'acronimo e dici può capitare e allora vai avanti e cerchi di fare ancora di più parli con le persone le convinci spieghi ti giustifichi e tutto sembra andare a posto perché insomma eravamo tanti a roma tu c'eri al circo massimo e sembrava che tutto andasse bene e poi però è tornato il dissidio tra d'alema e veltroni e tu pensi può capitare e facciamo finta che non siano loro i leader e andiamo avanti lo stesso e poi però c'è la questione morale e hai pensato che era comunque un fenomeno limitato anche se firenze anche se genova anche se napoli e pensi però che non dovrebbe capitare e poi leggi velardi che è dalemiano e dice che bassolino e grande e lui è il suo profeta e veltroni è un politicante e a napoli hanno fatto meglio di obama e non è bassolino che deve andare a casa ma è la iervolino e pensi che no questa volta no non può capitare.

postato da civati, 18:36 | link | commenti (9)

Non siamo al corrente

Né facciamo parte di alcuna delle numerose correnti del Pd, che tra poco supereranno il numero degli iscritti. Luca, as usual, fa bene a ricordarlo a tutti. E Ivan fa benissimo ad appassionarsi ad una delle figure più limpide della politica italiana.



Il seguito lo trovate qui.

postato da civati, 16:48 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

Non è tempo?

Mi dicono che il mio libro non si trovi da nessuna parte. Possibile. Lo trovate qui, in ogni caso, insieme a tutti gli altri.

postato da civati, 16:41 | link | commenti (3)

Il Red e il Noir

Non so se avete letto Velardi, ieri, su l'Unità. Se non l'avete fatto, non avete nessun motivo al mondo per farlo ora. Andreste a vivere in un altro Paese. Leggetevi, piuttosto, Berselli (via Mattia), che dice così: «il Pd non dovrebbe limitarsi a respingere con disprezzo le provocazioni di Berlusconi. Se una decente qualità tecnica e morale nelle amministrazioni costituisce una delle risorse residue del partito, qualsiasi incrinatura in questo patrimonio va considerato un'insidia grave, che genera inquietudine e tende a rendere meno credibili le rivendicazioni come quella espressa polemicamente da Veltroni nella manifestazione del Circo Massimo ("Il paese è migliore della destra che lo governa")». Ecco. Il punto su Bassolino e su tutti gli altri. Vale per la questione morale, vale per l'evidente incapacità amministrativa dimostrata da alcuni, che penalizza tutti gli altri.

postato da civati, 15:40 | link | commenti (1)

Non per sola rabbia

Il Primo cerchio colpisce ancora. Guardate l'intervista, fa bene.

postato da civati, 15:20 | link | commenti (1)

No more

Alla fine, dopo qualche esitazione, ho cliccato su: «Ignora». Come dovrebbero fare tutti. I democratici. E non solo. E parlar d'altro. E fare, finalmente, un po' di politica, nella speranza che il mese delirante da cui proveniamo sia da ritenersi (definitivamente) concluso.

postato da civati, 14:13 | link | commenti (6)

Una più del diavolo

L'ho sempre saputo, ma ora ne ho la conferma più clamorosa: se qualcuno avesse pensato che Andrea Mollica, l'Al Gore varesino, non avesse più nulla da dire, dopo il 4 novembre, si sarebbe sbagliato. Di grosso. Eccolo qui, a difendere Obama dalle imprecisissime insinuazioni di chi pensa di saperne una più del diavolo (forse del diavolo sì, ma non di Mollica).

postato da civati, 14:06 | link | commenti
obama sui navigli

Nel fumoir

Il non-blog di un altro Gianluca (si chiama Chiappini, ha inventato il Vinavillari, e segue a ruota l'ottimo Briguglia): la rete non sarà più la stessa.

postato da civati, 13:47 | link | commenti

domenica, dicembre 07, 2008

Pending

Riccardo Villari mi ha inviato una richiesta di amicizia su Facebook. Incredibile. Lo lascerò un po' pending, come lui ha lasciato Veltroni e il Pd...

postato da civati, 07:51 | link | commenti (13)

sabato, dicembre 06, 2008

Scatenati

Sono d'accordo.

postato da civati, 16:22 | link | commenti (7)

Good luck (and good night)

Sembra Luke Skywalker (per il lato oscuro, invece, cfr. qui).

postato da civati, 16:10 | link | commenti (2)

E' così difficile?

Riprendo, a grande richiesta (si fa per dire), un mio commento di qualche minuto fa.

E' così difficile immaginare che fin dalle prossime amministrative e dalle prossime liste si facciano investimenti chiari, candidando figure qualificate, al di sopra di ogni sospetto, culturalmente e politicamente innovative, che rappresentino al meglio la sfida riformista, di progresso, del Pd. Che il partito sia naturalmente alternativo alla destra di governo (?), esemplare nei metodi e nei contenuti. Che non si continuino a ripetere gli stessi errori, che una persona che è stato sindaco e presidente di Regione per vent'anni possa anche evitare di andare in Europa, che si dia visibilità e credito a figure nuove, all'insegna della preparazione, della qualità, del merito e del tempo dedicato alla 'fanga', per dirla con Zoro (al lavoro politico, cioè, quotidiano). Che si dia un profilo esemplare a questo partito, autonomo e federale, in cui i territori promuovano i propri uomini e le proprie donne migliori. Che si parli di cose da fare, e non delle menatine tipo Ale & Franz dei nostri leader, che si promuovano campagne per l'economia, per l'ambiente, per l'integrazione, per i diritti. Che si torni allo spirito della campagna elettorale, dimenticandoci questi mesi stupidi, autodistruttivi, depressivi e deprimenti. Che si parli di Europa, e non di gruppi parlamentari. Che ci si chieda, banalmente, che cosa vuole il popolo del Pd, senza farla troppo lunga, perché è abbastanza evidente, da Sondrio a Maglie, da Pordenone a Cefalù. E' così difficile?

postato da civati, 14:09 | link | commenti (11)
appunti per un partito nuovo

Pannelli, senza frontiere, per davvero

In molti stanno riprendendo il mio e nostro appello, per un piccolo regalo natalizio al villaggio di Samanaya. Mattia e Marco hanno rilanciato il messaggio. Da Monza, da Roma e da Verona mi arrivano i primi incoraggianti segnali di disponibilità, in un'attività di fundraising che si sta diffondendo sempre di più, grazie soprattutto alla rete. Vorrei che partecipaste tutti voi, perché i piccolini del Mali si meritano di più. C'è da arredare una maternità, dare ancora più elettricità al villaggio, completare il lavoro nella scuola, dare corso al progetto dei giardini comunitari, piccoli appezzamenti, finalmente recintati, finalmente irrigati. Dalla rete, per la cooperazione, per l'ambiente. Chi ha un blog, riprenda il messaggio, chi ha qualche euro, lo dedichi a chi conosce la 'crisi'. Da sempre.

postato da civati, 12:42 | link | commenti

L'Unità e il partito esemplare

Oggi come ieri, l'Unità dedica pagine e pagine alla questione morale, all'etica e alla legalità. Dopo i casi di Genova, Firenze e l'affaire rifiuti, i richiami di Napolitano, le parole di Veltroni, è il caso di leggere e di diffondere. Come ogni giorno, un giornale sempre più bello e sempre più vicino agli elettori del Pd.

postato da civati, 10:43 | link | commenti (19)

venerdì, dicembre 05, 2008

Nel caso non si fossero vergognati abbastanza



Spero tanto di poter partecipare alla presentazione del docu, che si terrà mercoledì 10, ore 20.30, presso la Camera del Lavoro, a Milano.

postato da civati, 23:40 | link | commenti (3)

Non è Kennedy

Ma ne vale comunque la pena (a cominciare dal suo primissimo post). Benvenuto, caro Gianluca.

postato da civati, 16:49 | link | commenti

I Solari non si fermano

Prosegue la nostra campagna contro la politica ambientale del governo.

postato da civati, 10:24 | link | commenti (3)

Macherio e l'Islam: il ruolo del Pd

Abito a qualche chilometro da Macherio, la cittadina brianzola dove è stata individuata l’attività del gruppo terroristico islamico intenzionato a compiere attentati nell’area milanese. Un fatto di estrema gravità, rispetto al quale si segnalano già, a livello sia locale che nazionale, le strumentalizzazioni (molto prevedibili) di una certa destra, soprattutto leghista. Ora, il tema è molto importante e delicato. La proposta della Lega – che ha superato la fase dell’urina di maiale à la Calderoli, ma che continua a pronunciarsi in modo molto greve rispetto alla questione – è quella di una moratoria delle moschee nel nostro Paese. Moratoria che di fatto c’è già, dal momento che, come rivelano molti episodi (a cominciare da Bologna), è praticamente impossibile autorizzare l’apertura di nuove moschee, anche per gli amministratori più consapevoli e aperti. Il caso di Milano, poi, è la testimonianza più limpida del degrado culturale in cui questa discussione avviene, con l’incapacità di una grande città del mondo occidentale di regolare una questione che riguarda decine di migliaia di residenti e di cittadini milanesi. Il tema della regolamentazione e dell’intervento delle amministrazioni locali è perciò decisivo, come dimostra lo stesso caso di Macherio, in cui il Comune ha collaborato con la Prefettura e con il Ministero dell’Interno proprio perché le indagini potessero svolgersi. La ricetta leghista è, quindi, da rifiutare. Al Pd, però, non basta un generico richiamo al dialogo e l’appello – doveroso – all’articolo 19 della Costituzione. Serve molto rigore, molta preparazione e un’indagine specifica sui centri islamici. Per costruire la società interculturale, per promuovere i diritti degli ‘altri’, servono rigore e disciplina. È necessario che ci sia un lavoro di studio e, conseguentemente, un’opera di informazione presso gli amministratori e presso la cittadinanza, perché si comprenda che le regole, in questo campo, sono decisive. E si deve aprire un confronto molto chiaro con chi professa la religione islamica, all’insegna di una collaborazione che sappia individuare le frange estremiste che pur ci sono e che non possono essere tollerate, proprio per evitare che siano discriminati i fedeli e i centri islamici che operano nella legalità. Non è un «ma anche», ma una conditio sine qua non. È un lavoro culturale non facile, ma decisivo e non certo rinviabile, se si vuole rendere più consapevole il nostro ceto politico, e interpretare nel modo corretto le paure di una società che si dimostra sempre più impreparata ad affrontare la sfida della globalizzazione e della diversità. È un lavoro difficile, come si suol dire, ma qualcuno se ne deve incaricare, e il Pd può avere un ruolo strategico, per sé, per la crescita della propria proposta politica e per la società italiana nel suo complesso.

postato da civati, 10:21 | link | commenti (13)
cultura, diritti

Love for all (spot depenalizzato)



L'ho trovato qui.

postato da civati, 09:58 | link | commenti (3)
diritti

Dirigenti scolastici, imprenditori stranieri, pensionati: il viaggio prosegue

Il viaggio attraverso la Brianza prosegue: da Bernareggio a Brugherio, dalla mattina alla sera. Incontreremo il mondo della scuola, un senegalese che fa impresa, i pensionati dello Spi. Perché non siamo mica in campagna elettorale. Appunto.

postato da civati, 09:51 | link | commenti (1)
in viaggio attraverso la brianza

Come voterebbero gli immigrati

Andrea Mollica, il coltissimo Al Gore varesino, mi segnala una sua riflessione che mi sta molto a cuore.

postato da civati, 00:16 | link | commenti

giovedì, dicembre 04, 2008

Gelmini channel

Cercavo il canale del ministro Gelmini su YouTube, e ho trovato questo. Wow.

postato da civati, 21:41 | link | commenti (1)

E' il pensiero che conta, edizione 2008

Come l'anno scorso, e quello prima ancora, rilancio la mia personalissima campagna contro i bigliettini natalizi inviati dai politici e dai dirigenti della pubblica amministrazione. Sono pensieri gentili, a volte addirittura dolci, impreziositi da decorazioni ricchissime e da sofisticate citazioni, ma sono tutti a carico dei contribuenti. E costituiscono una voce di spesa di cui si può fare tranquillamente a meno. Così come si può evitare quello scambio di agende, agendine e agenducce tra consiglieri e parlamentari, consiglieri di amministrazione e amministratori delegati di aziende e di consorzi e presidenti di fondazioni: tutte di ottima 'fattura', le agende, in tutti i sensi. Ci proviamo? Ce la possiamo fare, questa volta, ai tempi della crisi?

postato da civati, 19:11 | link | commenti (2)

Pannelli senza frontiere, un pensiero natalizio

In Mali abbiamo verificato che i primi fondi raccolti per il progetto Pannelli senza frontiere fossero stati spesi bene. In un anno, abbiamo raccolto i finanziamenti necessari all'installazione di alcuni pannelli solari, che danno luce alla maternità e all'ambulatorio di Siby (con il contributo decisivo del Comune di Vimercate) e alla scuola e, ancora, alla maternità di Samanaya. Un pozzo alimentato dall'energia solare consente, poi, sempre a Samanaya, di distribuire acqua al villaggio. E' una grande soddisfazione e un motivo di grande riconoscenza per tutti coloro che hanno partecipato. Ora, torniamo a chiedervi un piccolo gesto. Si tratta di completare il lavoro nella maternità di Samanaya. Servono un po' di strumenti, un po' di arredi, un po' di pulizia. Il minimo indispensabile: qualcosa di molto simile alla capanna del presepe. Ecco: per Natale, sarebbe bello riuscire a raccogliere qualche euro, per procedere con un'iniziativa di grande valore. Si salvano i piccoli, si salvano le mamme. Per contribuire, il conto è il seguente: Cisao - Camera di Commercio Italia Senegal, viale Montenero, 70 - 20135 Milano. Banca Monte Paschi di Siena, Filiale 534, Iban: IT 33 Y 01030 20400 000000629057. Causale: Pannelli senza frontiere.

postato da civati, 18:58 | link | commenti (3)

Nel frattempo

Mentre i massimi (!) dirigenti del Pd si mandano polizzini un po' profumati, un po' avvelenati, qualcuno cerca di fare (anche) politica. Cliccate qui. E' importante.

postato da civati, 18:39 | link | commenti (1)
diritti

Coppia fissa

Va quasi tutto a rotoli, e l'unica preoccupazione dei due protagonisti di Non ci resta che piangere è mandarsi rassicurazioni a vicenda, dopo che i due rispettivi staff se ne sono date di santa ragione per settimane. Non se ne può più e, vi assicuro, non sono l'unico a pensarla così. A proposito della situazione in cui versa il Pd, mi scrive, ad esempio, un sindacalista di Lodi, e mi dice: «Mia moglie mi insulta ogni volta che legge il giornale». Non tutte le coppie funzionano...

postato da civati, 18:21 | link | commenti (2)

Wittenberg 2.0: la lega anseatica e i circoli del Pd

Ennesima tesi da pubblicare sul portone della cattedrale del Pd (a proposito, c'è ancora?). Si fa un gran parlare di formule organizzative, per il nostro partito, con coordinamenti di ogni genere e tipo. Lancio una proposta eversiva. I circoli si organizzino a prescindere dalle gerarchie e dalla struttura piramidale che il nuovo partito ancora conserva. Si mettano in relazione, al di là dei confini provinciali e regionali, per scambiarsi idee, soluzioni, proposte, modalità di lavoro, iniziative e contatti. Al di là delle burocrazie e dei coordinamenti. Tu chiamale se vuoi, relazioni. Una lega anseatica, tipo. Ho sottoposto la proposta al circolo Monza centro, a Venezia centro storico, e a Luino, nella speranza che mi dessero retta, anche per rilanciare il progetto Circoli virtuosi. Chi vuole partecipare, aggiunga la propria adesione. Sarebbe bello. E, finalmente, diverso dal solito.

postato da civati, 16:13 | link | commenti (2)
appunti per un partito nuovo, wittenberg duepuntozero

Partito del Nord (e del Centro, e del Sud, e delle Isole)

Qui, oltre al partito del Nord, ci toccherà fare anche il partito del Centro (vedi 'edificanti' vicende fiorentine) e del Sud (vedi post precedente), ma anche delle Isole, visto il caso Soru. Walter, se ci sei, batti un colpo.

postato da civati, 16:07 | link | commenti (6)

Bassolino alle Europee?

Sono e rimango senza parole.

postato da civati, 14:42 | link | commenti (25)

Macherio e l'Islam

Tornerò sul tema, rispetto al quale mi interrogo da tempo. Per ora ho diramato questo piccolo contributo, perché le posizioni e le responsabilità siano chiare. Comunicato stampa. «Sul centro islamico Pace di Macherio, al centro delle ottime indagini svolte dalla Digos e dalla Procura di Milano che hanno portato all'arresto di due presunti terroristi, il sindaco del comune brianzolo Maria Rosa Redaelli ha fatto tutto quanto era suo dovere e anche di più, prestando la massima vigilanza e collaborando attivamente con la Prefettura e le forze investigative». Lo dichiara Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd. «Chi strumentalizza attaccando il sindaco, finisce per attaccare le strutture dello Stato, lo stesso ministro dell'Interno Maroni. Sui fatti emersi è inoltre necessario non generalizzare, evitando di additare l'intera comunità islamica come potenziale terrorista e senza classificare i luoghi di culto o di ritrovo di quella comunità come sedi dove si preparano atti terroristici. Tutti, anche la comunità islamica, devono però fare tutto il possibile per isolare, anzitutto culturalmente, chi predica odio e intolleranza».

postato da civati, 12:23 | link | commenti (5)

55%: i blog si mobilitano

Aderisco volentieri all'iniziativa lanciata qui e qui, insieme a ilKuda, Vivere Cernusco, Jacopo Fo, Informazione senza limiti, Sharondreams, Osservatori sul Razzismo in Italia, Blog del Giorno, CernuscoTv, Appunti e Virgole (se hai un blog, metti un post con un link a questo post e segnalalo).

postato da civati, 11:44 | link | commenti (6)

Il solare disimpegno del governo Berlusconi

Oggi, su l'Unità, dossier sulle rinnovabili sotto attacco da parte del governo B, a cui contribuisce anche il vostro affezionatissimo, con questo pezzo.

Con la decisione del governo di inserire nel pacchetto anti-crisi una nuova norma che di fatto annulla i provvedimenti del governo Prodi a favore delle defiscalizzazioni per chi interviene sulla propria abitazione per migliorarne l’efficienza energetica prosegue la campagna di disimpegno, fin troppo evidente, si potrebbe dire ‘solare’, del governo Berlusconi nei confronti dell’ambiente. Stefania Prestigiacomo – anche lei ministro ‘ombra’, ma di se stessa – è letteralmente scomparsa, in questi mesi, rispetto ai suoi colleghi sempre-in-prima-pagina, spuntando solo in occasione delle polemiche a livello europeo. Del resto, questo governo, fin dai primi giorni del suo mandato, aveva preso una piega molto precisa. La decisione di partire con la sfida sul nucleare, a freddo, senza considerare la mole degli investimenti necessari, i problemi connessi alla totale impreparazione del nostro sistema paese, le conseguenze non proprio trascurabili di una simile iniziativa. La volontà politica di abbandonare i programmi, ambiziosi, della Ue per la riduzione dell’anidride carbonica e il piano 20-20-20. Una certa sottovalutazione della partita delle rinnovabili. Tutto fa gioco. E fa pensare che i veri eredi di Bush, e di una mentalità che non considera affatto l’ambiente come campo d’azione strategico per i prossimi anni, allignino tutti nel governo italiano,  trovando sponda in Confindustria e nella totale insensibilità di Emma Marcegagia. Si sa del green new deal di Obama, del proliferare di iniziative ad ogni livello in Germania e in Spagna, del rinnovato impegno francese e dell’entusiasmo di Sarkozy. L’Economist, una lettura spesso amara per il premier, dedica all’ambiente molte pagine del numero speciale che racconta, in questi giorni, il 2009. Da noi si preferisce il disimpegno. All’insegna dell’ignoranza, del pressapochismo e, al solito, della demagogia. Costa, fare investimenti in campo ambientale. Non è ammissibile una politica ambientale in tempi di crisi. Chi ce  lo fa fare, perché rispettare gli impegni della Ue? Rappresentiamo gli imprenditori, non i tecnocrati. Già. Peccato che la chiave ambientale può essere una delle soluzioni per uscire dalla crisi, per rinnovare la nostra economia, per risparmiare energia e tanti soldi sprecati da un paese debolissimo in campo energetico. Il proclama nucleare, le provocazioni a tutto campo, la decisione di penalizzare chi – e sono cittadini, e sono le piccole imprese che ci hanno creduto – ha voluto investire in questo campo sfruttando una positiva iniziativa del governo precedente, rappresentano ciò che di peggio ci sia a livello internazionale in campo ambientale. Si tratta di una scelta di fondo: indebolire le politiche ambientali minandole fin dalle fondamenta, in un clima culturale che le banalizza e immiserisce (e tutti sanno quanto sia importante, invece, creare le condizioni culturali perché l’ambiente possa diventare un’opzione strategica). Si dice che in Italia ci sia un clima pesante. Mai espressione è stata più indicata.

postato da civati, 11:38 | link | commenti (1)

Ci mancava solo

Questa.

postato da civati, 01:18 | link | commenti (3)

Kebab e democrazia

Sono 514 i membri del gruppo Facebook in difesa del kebab e contro le discriminazioni razziste della Lega. Iscrivetevi anche voi.

postato da civati, 01:05 | link | commenti (2)

mercoledì, dicembre 03, 2008

E la crisi?

Non ci riguarda.

postato da civati, 11:22 | link | commenti (2)

Meno male che Zoro c'è

postato da civati, 11:13 | link | commenti (3)

Gomorra, Brianza

Leggete il numero di Diario in edicola, in particolare l'inchiesta di Mario Portanova (che, in ogni caso, trovate anche qui). Parla di noi, della Brianza, delle infiltrazioni mafiose, del ruolo del Comune di Desio, delle connivenze politiche, di alcuni omissis che sarebbe interessante svelare. Ne riporto un breve passo, dopo aver parlato delle stesse cose nella bella iniziativa promossa, lunedì scorso, dal circolo del Pd di Desio.

«Il settore edilizio è sicuramente il più infiltrato, sia dal punto di vista dell’aggiudicazione delle aree sia da quello dell’esecuzione dei lavori», conferma Antonio Pizzi, procuratore capo di Monza, la capitale brianzola che si appresta a staccarsi da Milano e a diventare provincia a sé. «Dietro l’apparenza di società legali, si celano personaggi certamente riconducibili alla ’Ndrangheta, che quando serve fanno valere i loro metodi: minacce telefoniche, buste con proiettili, spari contro portoni, macchine incendiate.» E in Brianza queste organizzazioni «stanno consolidando i loro affari». Per dire quanto floridi questi affari possano essere, basta una cifra: 100 milioni di euro. È il patrimonio che nel settembre scorso la Guardia di finanza, su ordine del procuratore Pizzi, ha sequestrato a Salvatore Izzo, un pregiudicato napoletano residente da anni a Milano. Oltre 70 milioni erano investiti in palazzi e terreni, molti dei quali sparsi tra Desio, Monza, Lissone, Carate, Seregno e Arcore. Un immobiliarista di Lissone coinvolto, Ivan Chiusi, ha già patteggiato una pena di tre anni e due mesi di reclusione per riciclaggio. Gli investigatori ipotizzano rapporti tra Izzo e la Camorra. Attraverso il riciclaggio e l’usura le organizzazioni criminali contaminano l’economia sana. Quando l’imprenditore non ce la fa a restituire il prestito, è costretto a cedere la propria azienda al mafioso oppure a prenderselo in casa come ingombrante socio. C’è, però, un altro fronte, se possibile ancora più pericoloso: «Negli ultimi anni la Procura si è dedicata soprattutto all’infiltrazione di persone legate alle cosche nella pubblica amministrazione, in particolare nella macchina comunale, un fenomeno ancora poco indagato in Brianza», conclude Pizzi: «Grazie a loro, le associazioni criminose riescono ad aggiudicarsi le aree edificabili e i lavori più appetibili.»

postato da civati, 10:49 | link | commenti (13)

Parenti (e serpenti)

Antonello Caporale colpisce ancora. Leggete qui. Si parla di una piccola casta, di Seregno, di Brianza, di parenti e affini. Tutti a cura della destra locale. Complimenti vivissimi.

postato da civati, 09:25 | link | commenti (1)
la casta

Il disimpegno ambientale del governo

Comunicato stampa. È un giudizio di fortemente critico quello espresso dal gruppo regionale del PD sulla cancellazione da parte del Governo delle detrazioni fiscali per chi ha reso più ecologica la propria abitazione applicando dispositivi per il risparmio energetico, come i pannelli solari per la produzione di acqua calda, caldaie ad alta efficienza e infissi più isolanti. “Un Governo che fa marcia indietro sul risparmio energetico è semplicemente irresponsabile” – dichiara il consigliere regionale Giuseppe Civati, reduce da un viaggio in Mali dove sta seguendo un progetto di istallazione di pannelli fotovoltaici per dare corrente a strutture di prima necessità come pozzi e ambulatori medici. “Noi – continua Civati - stiamo dalla parte di quei cittadini che hanno creduto fosse giusto investire facendo un’azione positiva per sé e per l’ambiente, e che ora non avranno i benefici economici su cui avevano fatto conto. Al presidente Formigoni chiediamo di unirsi a noi a difesa di questi cittadini chiedendo al Governo di tornare sui suoi passi. Altrimenti dovremo ritenere che per il centrodestra il rispetto dell’ambiente e la riduzione dei gas serra sono temi del tutto secondari, da guardare quasi con sospetto”.

postato da civati, 09:03 | link | commenti (4)
regione

martedì, dicembre 02, 2008

Rivoluzione?

Mentre il nostro progetto di legge sulla mobilità ciclistica va (incredibilmente) avanti, e il Comune di Milano sta per dotarsi del servizio di bike sharing (meglio tardissimo che mai, come ammettono anche sul sito ufficiale), arrivano anche i pony express in bicicletta (qui). Stai a vedere che qualcosa cambia davvero.

postato da civati, 13:53 | link | commenti (3)
bicicletta

Walter in the Sky?

Perché il Pd e YouDem non fanno spot così, per tutto quello che combina il governo? Dall'Alitalia a Kyoto, dai rifiuti-sotto-il-tappeto di Napoli al lodo Alfano? Perché non siamo un po' Skydem?

postato da civati, 13:24 | link | commenti (8)

Due appelli per l'ambiente

Il primo: qualcuno ha notizie del ministro Prestigiacomo? Inizio a preoccuparmi. Tutti a parlare di Carfagna e Gelmini: e la Prestigiacomo? L'ambiente è completamente sparito dalle politiche del governo. Anzi. E vengo al secondo appello: le norme contenute nel decreto anti-crisi sono, in verità, anti-ambiente. Tutte le famiglie che hanno investito nella tutela dell'ambiente sono gravemente penalizzate, e rischiano di perdere i benefici fiscali previsti per la sostituzione di infissi e serramenti, per l'installazione di caldaie ad alta efficienza e per i pannelli solari (il 55% del governo Prodi, per capirci). Carlo Monguzzi lancia un appello (lo trovate qui) perché anche Formigoni, abituato ad una certa qual enfasi sull'argomento, si dia da fare, per bloccare questa norma scandalosa (e illeggittima). Sottoscrivete e fate girare, mi raccomando.

postato da civati, 13:03 | link | commenti (8)
regione

Passerà?

Si discute, in aula, delle modalità di nomina da parte della Giunta regionale (disciplina nella quale siamo di fronte a veri e propri campioni olimpionici, altro che cesarismo berlusconiano...). Si vota una pregiudiziale presentata dal Pd per chiedere di riportare il testo in commissione, e finisce pari (con il risultato che la nostra pregiudiziale non passa). Nel frattempo, Carlo Monguzzi, presenta un ordine del giorno geniale: «Il Consiglio regionale impegna la Giunta a prevedere nel suddetto apposito regolamento una clausola di riserva particolare negli enti dipendenti dalla Regione, nelle società a partecipazione regionale, negli enti ed organismi pubblici o privati, nelle fondazioni istituite dalla Regione ed altre fondazioni in cui almento il 25% delle nomine e delle designazioni della giunta regionale e del presidente della Regione Lombardia ai soggetti non aderenti al movimento Comunione e Liberazione (anche conosciuto con l'acronimo CL)».

postato da civati, 12:39 | link | commenti (1)
regione

Wittenberg 2.0: Cooptama? No, grazie

E' il caso di dirlo, e di affiggere un'altra tesi sul portone della cattedrale del Pd. Tutti (almeno per finta) sono alla ricerca dell'Obama italiano, del leader di una nuova generazione (e di nuova generazione) che possa salvare il Pd e la politica del centrosinistra. Massimo Giannini, nel suo ultimo (bel) libro, chiede di chiudere con il Novecento, e di guardare avanti, lasciando da parte gli specchietti retrovisori che continuiamo a fissare (con l'inevitabile risultato di andare costantemente a sbattere). Sarà perché sono parecchio disilluso, ma non ci credo. Per ora abbiamo assistito ad una fila di cooptazioni, di premi al conformismo, di promozioni del miglior yes man a disposizione o del più fedele. Molto lontano dal modello Obama. Così come è lontano dallo stesso Obama e dalla vittoria democratica del 2008, oltre che poco credibile, immaginare che sia questione che riguardi soltanto il leader. Credo piuttosto che ci voglia un nuovo gruppo dirigente, che si costruisca a partire dalla battaglia delle idee, dalla costruzione di iniziativa politica, dalla promozione di nuovi temi. E che faccia vincere, prima di tutto, il partito, così come è accaduto negli Usa, dove Obama è arrivato dopo la grande vittoria del 2006. Di questo si tratta, di fare politica. Non di affidarsi ad una figura messianica, soprattutto se questa viene indicata da qualcuno che ha pensato di essere il messia per tanti, tanti anni. E ora fa il Giovanni Battista. Cooptama? No, grazie.

postato da civati, 12:29 | link | commenti (6)
wittenberg duepuntozero

Meno male

Che abito a Wittenberg, e non a Milano...

postato da civati, 12:05 | link | commenti (4)

In piena facoltà

Sottoscrivete l'appello per il testamento biologico. E' molto importante.

postato da civati, 11:59 | link | commenti (2)
diritti

L'Onu e la Fanta Sede

Ho fatto filosofia, e a me risulta - per la contradizion che nol consente - che, se non si è favorevoli alla depenalizzazione, si è favorevoli al mantenimento delle pene contro l'omosessualità. E il Vaticano, semplicemente, lo è (leggete Michele Serra su Repubblica e Vito Mancuso sul Corriere). E tutto questo è incredibile. E vergognoso. Speriamo solo che Binetti non sia d'accordo anche questa volta, per dire.

postato da civati, 11:50 | link | commenti (10)
diritti

Parchi, rifiuti, pendolari e, ancora, Obama

Questa settimana, il catalogo è questo: questa sera, ore 21, sede del Pd, Monza, incontro dedicato al Parco di Monza, con Arturo Lanzani, per parlare di una possibile nuova legge di tutela e salvaguardia del suo patrimonio. Domattina, ore 12, conferenza stampa sul progetto di legge di riduzione della produzione di rifiuti, con Maria Grazia Fabrizio. Alle ore 18.30, a Lissone, conferenza stampa sui pendolari, per rendere noti i dati raccolti con i questionari distribuiti un mese fa nelle stazioni della Brianza e della Lombardia. Alle ore 21, a Monza, La vittoria di Obama (qui il volantino). Giovedì mattina, Telenova, ritorno in tv dopo un po' di periodo sabbatico. Venerdì, riparte il tour attraverso la Brianza. Una scuola di Bernareggio, un imprenditore straniero. Alla sera, alle ore 20, a Brugherio, cena per ringraziare chi ha lavorato alla Festa Democratica di settembre. Siete tutti invitati. Sempre e comunque...

postato da civati, 09:34 | link | commenti (3)

Obamako, diablogo africano, vol. 9

Siamo tornati. A casa. Con molte idee per proseguire lungo il percorso avviato nell'ambito del progetto Pannelli senza frontiere, a cominciare dalla maternità di Samanaya, che ha ancora bisogno di noi. E di voi. Ne parliamo presto. Prima di Natale. Promesso.

postato da civati, 09:26 | link | commenti
obamako

lunedì, dicembre 01, 2008

La classe

Copio, come la stessa intervistata ammette di aver fatto...

postato da civati, 16:19 | link | commenti (4)
cultura, scuola, diritti

«Ora tocca a voi»

In molti mi dicono: non se ne può più di questo Pd, dei soliti personalismi, di quella strana sensazione da Unione che continua a respirarsi al suo interno, delle contraddizioni e dell'incapacità di parlare alla società italiana che il nuovo partito eredita da quelli 'vecchi'. Quasi tutti ce l'hanno con i dirigenti nazionali e con i loro rappresentanti a livello locale, a questa «vita bassa» - per usare l'immagine di Arbasino - a cui siamo costretti. Il tono della contestazione sale, così come cresce la disillusione nei confronti del partito e delle sue prospettive. Credo che sia un tema sul quale riflettere e rispetto al quale agire. Quanto prima (prima che sia troppo tardi). In molti mi dicono: prendete voi l'iniziativa, fatevi sentire, ora tocca a voi. E non lo fanno solo i 'giovani' contro i 'vecchi', lo fanno soprattutto i 'vecchi', almeno coloro che sentono la necessità e l'urgenza di mettere in pratica quel cambiamento che è stato più volte annunciato ( e che Giannini descrive perfettamente nel suo ultimo libro, dedicato a B e alla stagione politica che stiamo vivendo). Credo che sia venuto il momento di farlo: non so ancora esattamente come, ma so - di certo - perché. Così non si può andare avanti. E per la prima volta, in questi termini, sono d'accordo anch'io.

postato da civati, 16:04 | link | commenti (11)
appunti per un partito nuovo

Da Timbuctù a Desio

Per parlare di legalità, questa sera, ore 21, villa Tittoni, con Nando Dalla Chiesa e Arturo Lanzani. Qui il mini-volantino dell'iniziativa.

postato da civati, 14:33 | link | commenti

Le stesse cose

Le penso anch'io.

postato da civati, 14:30 | link | commenti (1)
appunti per un partito nuovo