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sabato, gennaio 31, 2009

La sfida in Brianza

Torno su Gigi Ponti. La sua candidatura ha un significato aperto e inclusivo, non solo per un tono e un approccio istituzionali, che hanno caratterizzato il suo lavoro in questi anni e che non deve assolutamente perdere, ma anche per una provincia che sia rappresentativa delle diverse sensibilità dei territori e delle diverse componenti sociali. Qualità di governo, efficienza e capacità di decidere e di affrontare le questioni amministrative, da una parte, e centralità del Consiglio, che sarà una sorta di assemblea costituente della nuova Provincia, dall'altra. La nostra è la provincia che più lavora, ma che politicamente conta troppo poco. La provincia più ricca, che non dimentica la solidarietà sociale. La provincia più verde, che rischia di esserlo sempre meno. Perché noi abbiamo dimostrato di sapere trovare i soldi per le infrastrutture, realizzarle con metodo e con responsabilità, cercando di promuovere una forte compensazione ambientale. Perché noi crediamo nel trasporto pubblico, e sarà il nostro principale strumento per attraversare la Brianza, all'insegna di un profondo ripensamento del servizio di trasporto pubblico locale. Il nostro sarà un viaggio attraverso il mondo del lavoro e dell'impresa in una collaborazione forte e con un tavolo di lavoro, che sarà una delle prime cose che verrà avviata nel mese di giugno, se tutto andrà come deve andare, insieme alla task force sui trasporti per risolvere i problemi dei pendolari. E sarà un viaggio attraverso i Comuni e le nostre comunità, dove si fa della buona e bella politica, ogni giorno, al servizio dei cittadini. A tutti promettiamo la massima trasparenza e la massima sobrietà: la nuova Provincia non sarà uno spreco, ma un'opportunità, e che si manterrà, per le spese del suo funzionamento, al di sotto dei valori dell'attuale Provincia di Milano (per la quota che già ci compete). Non c'è solo Arcore in Brianza. E' libertà e autonomia delle decisioni. E responsabilità, soprattutto. Da tempo lavoriamo perché la Brianza sia una, e uno spazio politico condiviso, nel rispetto di ciascuna delle sue specificità. Una Brianza che sappia armonizzare e rappresentare l'imprenditore di Renate e l'operaio di Nova, il professionista di Monza e l'insegnante di Vimercate. Costruiremo i collegamenti o se volete i ponti, dal Seveso, al Lambro e in futuro all'Adda. Del resto, lui è Ponti e noi, banalmente, siamo pronti.

postato da civati, 18:03 | link | commenti (11)
monza

Siamo Ponti

La campagna elettorale di Gigi Ponti è partita.
C'è il suo sito con le prossime iniziative, la lunga corsa fino al 6 giugno. E ci sono le cinquecento persone che hanno 'invaso' il cinema Capitol, questa mattina, e gli amici che hanno voluto accompagnare Gigi con la loro testimonianza, da don Mazzi a Cacciari, da Bugno a Bonomi. C'erano cinquecento persone al cinema Capitol e ci siamo sentiti un po' tutti Ponti, perché ne condividiamo la sfida, perché ci sentiamo rappresentati da lui e dalle sue parole, e perché siamo tutti alla ricerca di relazioni con gli elettori, con la società e tra territori diversi. E siamo pronti, davvero, e per una volta gli 'altri' non possono dire la stessa cosa.

postato da civati, 16:08 | link | commenti

Segnalazione (anzi, il suo contrario)

Un appello che condivido e che rilancio.

postato da civati, 15:49 | link | commenti (3)
diritti

Se è la discriminazione a essere finanziata

Leggo da Repubblica: «Il Comune di Brescia ritira la delibera – che il giudice nei giorni scorsi ha bollato come discriminatoria – con cui aveva disposto un bonus bebè da mille euro per le famiglie di ogni bambino nato nel 2008, purché bresciano o figlio di almeno un genitore italiano. Nel provvedimento, la giunta spiega che “l’estensione del beneficio a tutti gli stranieri risulterebbe in contrasto con la finalità prioritaria di sostegno alla natalità delle famiglie di cittadinanza italiana che si prefiggeva questa amministrazione”». Per cui, se non si può fare per i soli bresciani, non si fa per nessuno. E quindi si afferma in modo ancor più chiaro che a essere finanziata era soprattutto la differenza tra chi è italiano e chi non lo è. La motivazione degli amministratori bresciani è che con i mille euro gli italiani si metterebbero a procreare, mentre gli stranieri già lo fanno. Cose dell'altro mondo. La Costituzione si è fermata a Brescia.

postato da civati, 10:05 | link | commenti (5)
cultura, diritti

Ma chi gliel'ha detto?

Bellissima intervista di Piero Colaprico a Formigoni. Per le domande, s'intende.

postato da civati, 09:58 | link | commenti (4)
diritti, regione

I Ponti della Brianza

postato da civati, 02:07 | link | commenti (2)
monza

venerdì, gennaio 30, 2009

Piazza Autodromo

Ai leghisti manca soltanto che, dopo l'aeroporto, il loro alleato preferito (il Pdl) porti via anche l'autodromo al famoso Nord da loro così ben rappresentato (vedi anche alle voci: Catania, ponte sullo Stretto, patto di stabilità). E se ne inventano una al giorno, dimenticandosi di essere al governo e di poter intervenire con iniziative ben più serie. L'ultima trovata è strepitosa: cambiare il nome della piazza centrale della città, ora «piazza Roma», in «piazza Brianza». Pare che nella Capitale siano letteralmente terrorizzati, e pronti a rispondere con l'immediata cancellazione di via Monza, a San Giovanni (via la Lega, la chiameranno). Tra l'altro, ai leghisti, è mancato lo spunto: potevano anche chiamarla piazza Autodromo, già che c'erano, almeno ci rimaneva qualcosa. Secondo me, la soluzione per la Lega è semplice: presentare una legge che vieti (una volta per tutte) i Gran premi nei centri storici. Lo hanno già fatto per i kebab, non dovrebbe essere così difficile farlo anche per la Formula 1...

postato da civati, 21:01 | link | commenti (5)
monza

Capovolgimenti e inversioni

E' il programma della prossima settimana, almeno per i leoni.

postato da civati, 19:19 | link | commenti

Ottimo lavoro, ragazzi

In molti mi scrivono, quasi tutti hanno perso la pazienza. Si tratta del caso Cosentino che anziché dividere la destra, divide il Pd. Il caso in questione è l'ennesimo autogol politico del Pd. La vicenda è complessa. Perché Cosentino è oggetto di accuse infamanti, da parte di alcuni pentiti le cui dichiarazioni sono riportate da un'inchiesta, non della magistratura, però, ma de l'Espresso. Chiederne le dimissioni è giusto, ma obiettivamente non molto fondato. Di qui le divisioni. Voti favorevoli, astensioni dichiarate (e non) e assenze tattiche (compreso Tenaglia, che evidentemente aveva un impegno-ombra, di dieci minuti dieci). Per me l'errore è presentare una mozione di sfiducia sulla quale il gruppo non è d'accordo, per poi fare la figura dei dilettanti. Ma forse ieri, più che una mozione contro a Cosentino, si trattava della mozione di sfiducia a Soro. Quello con la 'o'.

postato da civati, 19:15 | link | commenti (4)
appunti per un partito nuovo

Brutto carattere

Da democratico di rito soruano, ho dovuto leggere l'intervista (è la prima volta che lo linko, e me ne scuso) di Giovanni Valentini al Giornale e l'ho trovata ridicola. Soru ha un brutto carattere, e non voleva schierare politicamente il portale di Tiscali. Addirittura Valentini dice di averne parlato con Franca Ciampi, nota politologa. Ai palati fini del Giornale deve essere parsa una cosa inconcepibile, abituati come sono ai loro proprietari, moralmente irreprensibili e corretti come nessun altro è mai stato, fin dal giorno in cui l'uomo ha fatto la propria comparsa sulla terra.

postato da civati, 19:05 | link | commenti (3)

La Lombardia ringrazia

postato da civati, 16:17 | link | commenti (4)

- posti di lavoro e stipendi + bassi

Per i consiglieri regionali. Soru strepitoso e strepitosa la sua campagna.

postato da civati, 12:06 | link | commenti (6)
regione, appunti per un partito nuovo

Più polenta, meno kebab

La Stampa di oggi dedica un servizio alla questione kebab, tornata d'attualità dopo il caso di Lucca e quello lombardo (che in realtà è addirittura precedente). Interviene Zaia, che non mangia né ananas né kebab (contento lui), e il vostro affezionatissimo, con il solito sospetto che si tratti di un'operazione molto discutibile, dal punto di vista culturale. Dello stesso avviso, in prima pagina, Massimo Gramellini, agli antipodi rispetto alla proposta del consigliere Saffioti, che la Lega ha già avuto modo di strumentalizzare.

postato da civati, 11:14 | link | commenti
diritti

Testamento biologico? Sì, ciao

Chiara spiega perché ci stanno prendendo per i fondelli con il nuovo testo unificato sul testamento biologico.

postato da civati, 08:05 | link | commenti (2)
diritti

Lilly

Non cambia niente, accidenti.

postato da civati, 01:40 | link | commenti (2)
obama sui navigli

Se il governo peggiora la crisi

Federico mi segnala questo contributo audio di Paolo Manasse, dalla crisi al precariato, dalla social card alla disoccupazione.

postato da civati, 00:44 | link | commenti

giovedì, gennaio 29, 2009

Gli unici Ministri che mi piacciono

Tempi bui, per tutto il resto. E che cos’hai tu da brillare tanto?

postato da civati, 18:05 | link | commenti (2)
visioni

Ci siamo quasi

Sabato si parte.

postato da civati, 17:42 | link | commenti (1)

S. Andrea delle Targhe: un'idea ce l'avrei

Targhe, già vissute, amate e poi perdute... il problema del Pd è quello della credibilità, giusto? E, allora, che cosa c'è di meglio di mettersi a staccare targhe e simboli dalla sede romana? E poi rimettercele? Mi sono proprio rotto di questi dirigenti, gli uni con il sito ancora online, quegli altri con la targa. La dico così, papale, papale (e spero che la componente di una delle due targhe non si offenda). Dove mettere le targhe? Un'idea ce l'avrei. P.S.: anche a Lissone, ce l'hanno. Come si suol dire nelle e sulle targhe, il popolo ringrazia. Quello della libertà, però.

postato da civati, 14:22 | link | commenti (11)
appunti per un partito nuovo

Nessun rancore

Aldo Bonomi, autore, tra l'altro, de Il rancore, scrive a Gigi Ponti. In un comunicato stampa, il Pd di Monza e della Brianza riprende la sua lettera.

"Gigi Ponti, che conosco e stimo da molto tempo, ha sempre fondato la sua azione sul valore del territorio. E' sempre stato uno dei pochi che coerentemente ha praticato questa cultura: da quando era Sindaco di Cesano Maderno fino alla sua attività come Assessore provinciale. Perciò è con grande convinzione che sostengo la sua candidatura". Questo il passaggio conclusivo della lettera indirizzata a Gigi Ponti, candidato alla Presidenza della nuova Provincia di Monza e Brianza, da Aldo Bonomi, sociologo e autore del recente saggio sul malessere del Nord, "Il rancore". Bonomi sarà presente sabato 31 gennaio al Cinema Capitol di Monza (dalle 11.00 alle 13.00) per la presentazione della candidatura di Ponti. Insieme a Bonomi, sul palco insieme a Ponti ci saranno, tra gli altri, Massimo Cacciari, Don Mazzi, Gianni Bugno, Paolo Boffi, Laura Barzaghi. "Nella mia vicenda di sociologo itinerante - scrive Bonomi nella lettera - ho appreso una lezione che ritengo importante: l'identità di un territorio, bene prezioso in tempi di crisi in cui tutto cambia ed è facile smarrirsi, rimane cosa viva se è capace di rinnovarsi e far propria la modernità che viene avanti". "La Brianza con la sua tradizione di comunità operosa e Milano costituiscono ormai una grande città infinita, una rete di città e comunità in cui ciascuna è complementare all'altra. La nuova Provincia è dunque un'occasione per costruire relazioni, non uno strumento per tracciare nuovi confini. E' da qui che la politica deve ricominciare: assumendo il territorio come nuovo spazio d'azione. La territorializzazione della politica è la vera sfida che il Partito Democratico non deve perdere".

postato da civati, 13:40 | link | commenti (7)
monza

Le elezioni si avvicinano

E mi permetto di rilanciare l'appello per Soru. Inutile aggiungere che ci teniamo molto. Vi segnalo altresì che Soru sarà a Bologna il 3 Febbraio alle ore 17.30 alle Scuderie di piazza Verdi, ospite del comitato Bologna pro Soru (motto: «Torramus pro votare, votamus pro torrare»). Farò di tutto per esserci.

postato da civati, 12:26 | link | commenti (2)

Vignetta di scorta

La trovate qui.

postato da civati, 12:12 | link | commenti

Pensando a Sanremo

C'è chi è messo molto peggio di noi (anche dal punto di vista musicale).

postato da civati, 12:06 | link | commenti

Disinfettati

Che bella idea, quella di riabilitare i lefebvriani.

postato da civati, 12:03 | link | commenti (3)
cultura

Nascita, censo e mirra

Zoro supera se stesso: cose dell'altro mondo. Daje, Obama.

postato da civati, 09:54 | link | commenti
obama sui navigli

I furbetti del tastierino e l'operazione «Provaci ancora, Sam»

In Consiglio regionale sono segretario supplente, in ragione dell'età e non del merito. Ogni tanto mi capita di denunciare comportamenti scorretti, votazioni duplici o triplici, pianisti e tastieristi. Tempo fa avevo fatto una proposta, che ora è stata realizzata alla Camera. Contro i furbetti del tastierino e i pianisti sull'oceano.

postato da civati, 09:36 | link | commenti
regione

Acqua (da tutte le parti)

Repubblica ha messo online il pezzo di ieri sulla votazione in Consiglio regionale di martedì. A futura memoria.

postato da civati, 09:09 | link | commenti
regione

Precisazioni

L'articolo pubblicato oggi da Repubblica contiene alcune imprecisioni che vanno, appunto, precisate. La Regione nominerà direttamente i direttori dei parchi, non i loro presidenti. E non si stanno mobilitando solo i Verdi e le associazioni ambientaliste, ma il Pd e tutte le altre forze del centrosinistra in Consiglio regionale che, come già per l'acqua, vogliono muoversi in modo unitario. Perché la questione riguarda l'organizzazione dei Parchi, il loro collegamento con il territorio e la loro tutela e promozione. Così, per la precisione.

postato da civati, 08:56 | link | commenti (1)
regione

Bolle era gay

Nel paese più provinciale del mondo, succede anche questo. Come se uno si dovesse vergognare.

postato da civati, 08:24 | link | commenti (6)

mercoledì, gennaio 28, 2009

L'ossessione del kebab

La maggioranza torna alla carica contro il kebab. Ora ci si mette anche Saffioti, consigliere del Pdl (non bastavano i progetti di legge della Lega, no, non bastavano). E' veramente triste doverci misurare con queste iniziative, dopo aver difeso (utilmente) i phone center e dopo avere protestato contro le incredibili ordinanze discriminatorie che tanto successo hanno avuto in Lombardia (e in tutta Italia, purtroppo). Nel frattempo Zaia (non vorrete mica fargli fare il presidente della Regione Veneto, vero?) esalta l'iniziativa di Lucca. E pensare che il cibo è da sempre un'occasione di integrazione e di scambio. No, qui da noi, nella Lombardia del 2009, anche un kebab fa paura. Che tristezza.

postato da civati, 19:03 | link | commenti (10)
cultura, diritti, regione

Ma voi vi siete iscritti al Pd? I risultati

In una decina di ore, più di quaranta risposte qui, e venticinque sul mio profilo di Facebook. La questione è allarmante e un dato è certo: il tesseramento è partito male e, esattamente come il partito, va rilanciato. Molti non sono stati nemmeno chiamati né sollecitati, molti denunciano un problema politico, che mi sento di riassumere così: si sentono democratici ma anche, di fatto, senza partito, e non intendono iscriversi, né forse votarci ancora. La mia proposta è semplice, e mi sono sentito di avanzarla in occasione della prima tappa della Carovana: quando tutti vendono, in Borsa, quando il titolo va giù, quando tutti stracciano le cedole, è il caso di comprare. Diamoci un termine e alcuni imprescindibili obiettivi, ma iscriviamoci tutti al Pd. E', in ogni caso, un investimento. So che mi risponderete: "eh, già!" Però è l'unico modo per cambiare. P.S.: mi piacerebbe confrontarmi personalmente con i riottosi, ad uno ad uno, porta a porta. Fatemi sapere.

postato da civati, 18:29 | link | commenti (18)

Fermateli

I leghisti minacciano sfracelli sulla vicenda del GP di Roma, che creerebbe non pochi problemi a Monza. Sono sorpreso e preoccupato anch'io, ma chiedo alla Lega di non occuparsi della questione. Ci è bastato il trattamento riservato a Malpensa, la nuova Alitalia, il regalo a Catania e quello a Roma. Davvero, apprezziamo lo sforzo (un po' meno i toni, per la verità) ma, per favore, non occupatevi anche del Gran Premio di Monza, altrimenti sappiamo come andrà a finire. Astenetevi!

postato da civati, 17:53 | link | commenti (3)
monza

La città invisibile del Pd

Il contributo filmato della tappa genovese della Carovana, sabato 24 marzo 2009, intervento del vostro affezionatissimo.

postato da civati, 17:35 | link | commenti (2)

Espropriaparchi?

Comunicato stampa. “La giunta regionale ha presentato un progetto di legge sui parchi che è pessimo e che assesterà un duro colpo alle aree protette lombarde. Pensavamo di aver respinto l’assalto con il ritiro definitivo dell’emendamento “ammazzaparchi”, ma la legge tutta intera desta molta preoccupazione: serve di nuovo una grande mobilitazione delle associazioni e dei parchi”.
Lo denunciano i consiglieri regionali Carlo Monguzzi (Verdi) e Giuseppe Civati (PD). “La proposta – aggiungono - rischia di aprire le porte al cemento, prevede la nomina da parte della Regione dei direttori dei parchi, fa assumere una forma giuridica confusa alle aree protette che determinerà una forte riduzione dei finanziamenti”.
“Per quel che riguarda le speculazioni edilizie, all’articolo 8 del progetto di legge – spiegano ancora Monguzzi e Civati - è scritto che la giunta regionale nella fase istruttoria del piano di coordinamento del parco o di sue varianti, su proposte specifiche degli enti locali, leggi nuove urbanizzazioni, garantisce il confronto tra l’ente gestore e il comune. In caso di conflitto tra parco ed ente locale ci penserà la Regione a metterci un mattone sopra, è proprio il caso di dire”.
“E’ inaccettabile, la giunta regionale – concludono Civati e Monguzzi - approfitta di ogni occasione per rilanciare strumenti legislativi che indeboliscono il sistema delle aree protette che invece va tutelato e promosso, anche con iniziative economiche sostenibili, come il turismo naturalistico e le produzioni agricole di qualità. Serve un tavolo con i presidenti dei parchi per fare una legge condivisa che garantisca un vero sviluppo del patrimonio naturale e agricolo della Lombardia”.

P.S.: la definizione del titolo è di Roberto Codazzi.

postato da civati, 16:55 | link | commenti (3)
regione

Preallarme: l'ammazzaparchi è tornato

Come temevamo, l'ammazzaparchi è tornato. Sotto emendate spoglie, ovviamente, all'interno della nuova legge quadro sui parchi e sulle aree protette. Oggi riprende l'esame in commissione Ambiente, ma il testo di partenza induce a pensare che la Regione voglia accentrare su di sé tutti i poteri possibili, come è già accaduto in altri settori. E' soprattutto l'articolo 8 del nuovo testo a preoccupare, proprio per le conseguenze in campo urbanistico. Perché la Regione interviene sia nella fase di elaborazione del Piano territoriale dei parchi, sia nell'eventualità di contrasti tra parchi e Comuni (tema al centro del famigerato emendamento Boni, che il Consiglio regionale ha già rinviato in due occasioni). Alla Regione toccherebbe la composizione di questi eventuali conflitti. In secondo luogo, alla Regione spetta l'indicazione del direttore di ciascun parco, attualmente in capo al livello locale, vale a dire al consiglio di amministrazione, espressione dell'assemblea. La scelta della figura-chiave dell'organizzazione delle nostre aree tutelate avverrebbe a partire da un albo regionale, con evidente analogia con quanto accade per i segretari comunali. E' evidente che il combinato disposto di queste due novità legislative comporterebbe un fortissimo protagonismo della giunta regionale rispetto ai rappresentanti dei Comuni e al "modello lombardo" che abbiamo finora conosciuto. La discussione inizia e se non è l'ammazzaparchi è un accentraparchi, senza dubbio alcuno. Confido nella mobilitazione di tutti coloro che hanno a cuore l'ambiente, perché queste norme siano profondamente riviste. Fin d'ora, da parte mia, posso assicurare la massima attenzione e l'aggiornamento puntuale rispetto all'iter legislativo.

postato da civati, 09:01 | link | commenti (2)
regione

Ma voi vi siete iscritti al Pd?

Pare che gli iscritti al Pd siano pochi, e che siano concentrati soprattutto in alcune località (vedi Napoli, poi lascia stare). La domanda sorge spontanea: ma voi - dico proprio a voi - vi siete iscritti al Pd? Siccome è un sondaggio, mi scrivereste perché sì o perché no? Potrebbe essere molto utile. Rsvp.

postato da civati, 08:44 | link | commenti (73)
appunti per un partito nuovo

Come due gocce d'acqua

Bush e Obama. Uguali. Identici.

postato da civati, 00:57 | link | commenti (2)
obama sui navigli

Bambini costituzionali

Leggete qui: anche a Brescia i bambini sono tutti uguali.

postato da civati, 00:51 | link | commenti

I pullman di Soru

Mi scrive Roberto, che mi aggiorna costantemente sulla campagna di Soru (a proposito, grazie!), segnalandomi il rinnovo del parco mezzi del trasporto pubblico locale, con una riduzione delle emissioni di ossido di azoto del 93%. Rinnovo avvenuto con la contrazione di un mutuo i cui ratei sono pagati con il risparmio ottenuto dalla riduzione del numero dei consiglieri di amministrazione. Così si fa.

postato da civati, 00:37 | link | commenti

martedì, gennaio 27, 2009

Tarallucci e acqua

In questo istante, sono passate con il voto unanime dell'aula le modifiche alla Legge 26 per quanto riguarda il servizio idrico integrato. Una vittoria di tutti quelli che, come il vostro affezionatissimo, si sono dati da fare per comporre i contrasti e le divisioni, nati a seguito della presentazione di un referendum sostenuto dal 10% dei Comuni lombardi. I Comuni chiedevano, in particolare, che venisse data loro facoltà di scegliere se separare la gestione e l'erogazione del servizio, o se mantenerle unite (l'obbligatorietà della divisione tra gestione ed erogazione era prevista dalla 26 e successive modificazioni), per poterle gestire eventualmente in house. A questa richiesta è stata data risposta, concedendo questa facoltà a società patrimoniali partecipate in misura largamente maggioritaria dai Comuni di un ambito che così scegliessero di procedere, nel rispetto del principio del rapporto analogo. I Sindaci si sono detti soddisfatti, anche perché è stata accolta anche la richiesta che non vi possa essere alcuna partecipazione privata nelle società patrimoniali costituite a livello di ambito territoriale per il servizio idrico. Per il Partito democratico, il superamento del referendum è una buona notizia, non solo e non tanto perché il referendum costa e costa molto (ritieniamo in ogni caso più importante l'istituto democratico rispetto alle risorse che servono per esercitarlo), ma perché se non si fosse arrivati ad un accordo sarebbe stato il fallimento della politica. E' un giorno albo signando lapillo, perché se la Regione lavorasse sempre così, non ci sarebbero molti dei problemi che, ahinoi, quotidianamente registriamo. A cominciare dalla legge dei parchi, che domani torna in commissione e dove le premesse sono radicalmente diverse. Per quanto riguarda l'acqua, oltre alla difesa della proprietà pubblica delle reti, va ricordato che è necessario procedere in un percorso di razionalizzazione e semplificazione, insomma di efficienza che è ancora molto lontano dall'essere raggiunto anche nell'innovativissima Lombardia. Due fronti rispetto ai quali il Pd è ugualmente impegnato, come ha dimostrato in queste settimane.

postato da civati, 16:59 | link | commenti (1)
regione

Un'aula sorda e... vuota

Come sempre, sto attendendo - invano - che la seduta del Consiglio regionale della Lombardia, terza 'camera' del Paese, inizi. Una pia illusione.

postato da civati, 15:12 | link | commenti
regione

Frociomania e dittatura gaya (sic)

Diaco era molto vicino a Fassino (e forse lo è ancora, tanto...). Scrive questo, oggi, per il Foglio. Complimenti vivissimi.

postato da civati, 12:57 | link | commenti (12)
cultura, diritti

Le rinnovabili a Carbonia. Soru e il green new deal della Sardegna

Mentre Berlusconi oscura Cappellacci con le sue barzellette e i suoi attacchi volgari, la campagna di Soru ha un altissimo profilo programmatico. Con qualche sorpresa, in positivo. Fa un certo effetto seguire il discorso di Soru a Carbonia, perché proprio lì Soru ha deciso di parlare di fonti rinnovabili e della sua sfida ambientale, per uno sviluppo sostenibile della sua regione. È bene precisare che Soru non promette, tutt’al più rilancia, perché ogni cosa che dice è stata al centro del suo lavoro di presidente in questi anni. E Soru ricorda con orgoglio il piano paesaggistico e il piano di assetto idrogeologico finalmente approvati. E i risultati di una politica dei rifiuti efficiente, grazie alla quale la Sardegna in pochi anni è passata, per quanto riguarda la raccolta differenziata, dal 5% per cento del 2004 al 40% del 2009. Obiettivo del 2013: 65%. Soru ha un sogno: quello di fare meglio di qualsiasi regione d’Italia. Nella tutela dell’ambiente c’è la garanzia di stare meglio, e occasioni di lavoro, ricorda il presidente. E richiama il piano energetico: no al nucleare, all’insegna di «storie che appartengono al passato», dice Soru. Energia rinnovabile: da qui al 2013, produrre il 40% di quello che consumiamo con l’energia pulita.  Sette anni prima del 20-20-20 europeo. Imbriglieremo il vento e il sole, ha detto Obama, nel giorno dell’inaugurazione. E Soru intende imbrigliarlo anche con le regole e con la programmazione. Tutta l’energia della Pubblica Amministrazione deve essere autoprodotta. E lo stesso deve accadere per il sistema idrico. «Tutto dipenderà dal vento e dai nostri investimenti»: dalla natura, potremmo dire, e dalla nostra capacità di valorizzarla. Per la competitività e per l’occupazione, soprattutto. E ciò non riguarda solo i grandi gruppi, ma tutto il comparto industriale, perché si tratta di un vantaggio da estendere ai piccoli nuclei e ai piccoli siti industriali. Oltre al vento, ovviamente, in Sardegna, c’è il sole: e sta per nascere la prima fabbrica per la produzione di pannelli fotovoltaici, sostenuta dalla Regione. È una visione coerente, quella di Soru, per far fare il salto della rana alla sua regione, per dare un segnale di cambiamento (di più, una vera e propria inversione di rotta) ad un paese che ha sempre investito poco e male per l’ambiente. Non si tratta soltanto di difendere il territorio, ma di promuoverlo; non soltanto di tutelare l’ambiente, ma di farlo entrare a pieno titolo nella proposta politica di una regione che deve fare passi da gigante se vuole recuperare l’arretratezza del suo sistema energetico. E competere. Più o meno quello che dovrebbe fare l’Italia, nel suo complesso. Pensando a Obama, pensando a Soru.

postato da civati, 12:49 | link | commenti (8)

Accanimento

Sacconi auspica che Formigoni ricorra al Consiglio di Stato, dopo la bocciatura del Tar. Mi chiedo, sinceramente, quando si fermeranno. E se lo chiede il gruppo del Pd, come aveva già fatto a dicembre, con la lettera inviata a Formigoni, con la partecipazione alla manifestazione del 18 gennaio, con le dichiarazioni di queste ore.

postato da civati, 12:48 | link | commenti (4)
diritti, regione

Povera Lombardia

E' interessante seguire il dibattito interno alla destra sulle candidature alle Provinciali del 2009. La Lega vuole Brescia, dopo aver preso Bergamo e Sondrio. Altrimenti si arrabbia. An vuole Monza, ma anche Milano e non le dispiacerebbe Brescia. Fi vuole Milano, ed è disposta a cedere qualcosa in giro per la regione, sempre che i conti tornino, perché se perde Milano, allora rimette in discussione tutto. L'Udc andrebbe con il Pdl solo se quest'ultimo mollasse Lodi e Cremona. Noi avremo i nostri difetti, ma loro esagerano. Tu chiamala, se vuoi, lottizzazione.

postato da civati, 12:38 | link | commenti (3)
regione

Non ci ferma più nessuno

Secondo il Corriere, il Pd è passato dal 25 al 25,8%. E' iniziata la rimonta.

postato da civati, 12:25 | link | commenti (7)

Chissà come mai

Cappellacci non vuole andare a Ballarò, così non ci può andare neanche Soru. Che strano. Lo dice con chiarezza lo stesso Giovanni Floris: «Sto facendo di tutto, ma la par condicio vuole che se uno non intende confrontarsi neanche l'altro può essere invitato. fate sentire la vostra pressione, chiedete il confronto, di qualsiasi idea politica siate. Sia per chi vota Cappellacci, sia per chi vota Soru, vederli confrontare civilmente sarebbe importante».

postato da civati, 11:37 | link | commenti (4)

lunedì, gennaio 26, 2009

Ufficio grane

Oggi mi sono occupato della nuova legge sui parchi e sulle aree protette, che andrà in commissione Ambiente mercoledì (preparatevi, perché dovremo mobilitarci, come già per il famoso "ammazzaparchi", perché è molto ma molto simile). Poi abbiamo discusso di Pedemontana e del tratto che correrà lungo il tracciato dell'attuale Milano-Meda. E, ancora, della richiesta per la nuova discarica di Senna Lodigiana che, come nei peggiori film horror, ritorna, dopo essere stata respinta qualche mese fa. Domani si riparte dall'acqua e dal voto in aula sull'accordo raggiunto mercoledì scorso sulle modifiche alla Legge regionale 26. E' l'Ufficio grane. Lo trovate al terzo piano, in via Filzi, a Milano.

postato da civati, 23:47 | link | commenti (2)
regione

La Regione ha perso

Ora forse prevarrà la legalità. E la Costituzione. E il rispetto.

postato da civati, 23:39 | link | commenti (6)
diritti, regione

Ke Babbi

Copio tutto il post, titolo compreso.

postato da civati, 23:12 | link | commenti (1)
cultura

Porta fortuna (già)

Il viaggio dell'assessore Cattaneo sui treni della Lombardia è affascinante. Dopo essere stato fermato a Lambrate dal capotreno, a Magenta è stato sorpreso dal controllore perché non aveva obliterato il biglietto. Del resto, è da poco che prende i treni, e certi sbagli possono capitare. Il finale del racconto è, però, irresistibile e non possiamo esimerci dal riportarlo. Il treno arriva con soli tre minuti di ritardo (wow!) e l'assessore commenta così: «Anche in questa occasione qualcuno mi “accusa” di essere la causa della “quasi” puntualità. Me la cavo con il consueto: sarà che porto fortuna… e non manca chi, visto il risultato, mi invita a viaggiare più spesso con loro». E' un vero peccato che ai pendolari che viaggiano con me, tutti i giorni, e non solo una settimana a legislatura, non abbiano lo stesso privilegio. Ve lo dicevo: sono io che sono sfortunato.

postato da civati, 21:24 | link | commenti
regione

Eppur si muove

Monica mi gira un'agenzia, in cui si parla del viaggio di Veltroni attraverso le piccole e medie comunità del nostro Paese (una mia personalissima ossessione). E c'è anche Monza. Un bel segnale, finalmente: «Ascoltare il paese in un momento di grande difficoltà, aiutare i circoli a radicare il partito sul territorio. Il segretario democratico Walter Veltroni indica gli obiettivi del 'viaggio in Italia' che lui, insieme ai dirigenti del partito, farà in tutte le province italiane, ma questa volta, a differenza del viaggio in pullman durante la campagna elettorale, "a partire dai centri medi e piccoli che costituiscono l'ossatura del paese". Durante la conferenza stampa dopo la riunione dei segretari provinciali Veltroni e Dario Franceschini hanno tracciato una breve road map degli appuntamenti che aspettano il Pd da qui alle elezioni europee e amministrative. Si inizia venerdì 30 gennaio con Torino, il 5 febbraio è la volta di Siena, il 6 febbraio a Perugia, da mercoledì 11 a venerdì 13 saranno toccate tutte le province sarde. Il viaggio "tra la gente per cambiare" toccherà Pesaro e Urbino il 19 febbraio, il 20 Monza, il 25 Potenza e il 28 febbraio Benevento».

postato da civati, 21:08 | link | commenti (2)
monza, appunti per un partito nuovo

Così lontano, così vicino

Giorgio spiega come una vittoria di B in Sardegna possa provocare un centro commerciale in Lombardia (o viceversa?).

postato da civati, 20:49 | link | commenti (3)
regione, monza

Sempre più insistente

La voce che vuole Gelmini al posto di Formigoni nel 2010 (e viceversa). Facciamo qualcosa.

postato da civati, 16:16 | link | commenti (11)
regione

Ecopass? Sì, ciao

Mentre da noi si discute dell'Ecopass e si mantengono tutte, ma proprio tutte le deroghe, anche per i diesel, ecco cosa sta facendo Obama per le auto inquinanti.

postato da civati, 14:15 | link | commenti (3)

Auditel

Nel senso dell'audizione, però (Povia non lo audiscono, forse perché non si può sentire, tipo).

postato da civati, 12:59 | link | commenti
cultura, diritti

L'Obametro

Se lo facessero a B, gli ritirerebbero la patente. Anche per questo consiglio una capatina qui, per verificare quali e quante promesse saranno mantenute da Obama (segnalazione a cura del solito Al Gore di Varese). Nel frattempo, chissà come farà il Foglio, che per mesi ha sostenuto attraverso i propri notisti più informati che non sarebbe cambiato nulla, a commentare le notizie su Guantanamo, le staminali, l'Iraq. Chissà.

postato da civati, 12:46 | link | commenti (5)
obama sui navigli

A proposito di Ponti

I nomi sono conseguenza delle cose: chiamarsi Ponti, come il nostro candidato alla presidenza della Provincia, allora, può suscitare qualche interesse. Nella lezione di Alexander Langer sono beatificati i costruttori di ponti, coloro che si dimostrano capaci di saltare i muri, di esplorare i confini e le frontiere. I Grenzgänger, cari a Langer, sono proprio coloro che si muovono lungo i confini. Chiaro il riferimento alla convivenza, all'apertura e all'inclusione. In politichese, l'espressione fa pensare al superamento dei due blocchi, e alla possibilità che ci si possa muovere tra le linee, estendendo al propria area di interlocuzione e di consenso. E c'è un verbo tedesco, überbrücken, che non a caso significa gettare un ponte, ma anche superare, ad esempio, i contrasti, le divisioni. Per un candidato che è certamente rappresentativo della cultura politica riformista del centrosinistra, che ha sposato il progetto del Pd fin dalle sue prime mosse e che però non ha rinunciato a immaginare percorsi originali a livello locale, è sicuramente una bella immagine. Così come è importante ricordare che i ponti sono soprattutto utili quando si tratta di costruire una nuova istituzione, che avrà inevitabilmente un tratto costituente. Ciò significa superare anche le divisioni territoriali all'interno della Brianza, attraverso il dialogo con le comunità e con i territori. La Brianza essendo longitudinale e attraversata dai fiumi, per sua natura bisognosa di collegamenti (finora mancati). E per farlo, è necessario essere rappresentativi nel senso più largo (e istituzionale) del termine. Monza stessa, del resto, è nata intorno al ponte, quello che oggi porta il nome di Ponte dei Leoni. E, a proposito di Ponti, è il caso di ricordarlo. I Ponti servono. Anche a colmare la distanza, anche a superare l'avversario. Questa è l'idea, almeno.

postato da civati, 12:35 | link | commenti (5)
monza

Civati e Facebook...

La consueta pagellina dell'Esagono, dopo mesi in cui scendevo a precipizio, mi vede risalire la china. Motivazione dell'inappellabile giuria: "Dopo essersi inventato Michele Faglia sindaco a Monza nel 2002 con un aggeggio simile a Facebook, ora ci riprova sperando che non sia come l'altra volta quando il 'cavallo' dopo aver avuta la grazia ha gabbato lo santo". Il giornale nobilita anche il ruolo di Facebook: "E' l'ultima frontiera della campagna elettorale. E' il moderno 'tamburo' della sinistra antica. Quella che sogna Obama, ma si deve accontentare di Veltroni. Quella che vota Pippo Civati, ma si ritrova eletto Enrico Brambilla. Quella che invita Cacciari, ma vorrebbe il mago Otelma per vincere...". Alcune precisazioni: nessuno ha gabbato, a Monza, in occasione delle elezioni del 2007. A volte si vince, altre si perde. Nessuno ha votato me per ritrovarsi eletto Brambilla (tutt'al più, è successo il contrario). Il ruolo di Facebook è importante ma, come già per Obama, sarà fondamentale uscire dalla piattaforma e passare al porta-a-porta. E siamo certi che la candidatura di Ponti sarà accolta con favore, sia a sinistra, sia al centro (e più d'uno del centrodestra sarà portato a farci un pensierino). In ogni caso, anche senza Otelma, ci vediamo sabato mattina, alle 11, al cinema Capitol. In quel caso, salirà Gigi Ponti.

postato da civati, 11:42 | link | commenti (1)
monza

A la longue

Geniale. 

postato da civati, 11:09 | link | commenti (3)

domenica, gennaio 25, 2009

L'altro, nel frattempo, ride

E' alto il profilo politico-programmatico della campagna elettorale di B in Sardegna. P.S.: il candidato del Pdl alle Regionali sarde si chiama Ugo Cappellacci, lo dico perché più d'uno si potrebbe confondere. E, anche se è sempre accompagnato, non ha meno di quattordici anni. P.S./2: il contributo del candidato, oltre a quello di spalla, è minimo. Ride spesso, questo sì, soprattutto alle barzellette di B.

postato da civati, 17:38 | link | commenti (7)

Zoru

Zoro chez Soru. In attesa di un suo video, e dopo avere scambiato qualche opinione su Soru al telefono, il filmato dell'incontro di ieri, promosso da Marco Meloni.

postato da civati, 15:29 | link | commenti (4)
appunti per un partito nuovo

B di birretta (chissà che coda al pub locale)

L'esperto di kapò e barzellette sui lager, interviene sul Cpt di Lampedusa e precisa: «Non è un campo di concentramento e gli immigrati che si trovano nel Centro di Lampedusa possono liberamente uscire per bere una birra». Si trattava della fuga per protesta di centinaia di persone. Chissà che coda al pub locale.

postato da civati, 13:37 | link | commenti (6)
cultura, diritti

La Sardegna di Soru e l'Italia libera

Un appello per Soru, da sottoscrivere e da far circolare in rete, nella formula che si preferisce.

La campagna elettorale della Sardegna sta diventando, ogni giorno di più, il confronto tra due culture politiche, tra due modi molto distanti di concepire la comunità, il territorio, il futuro. Sarebbe stata una sfida regionale, se il presidente del Consiglio non avesse voluto lanciare una sfida personale a Renato Soru, tanto da far letteralmente scomparire il suo 'vero' avversario. Sarebbe stata una sfida regionale, se ormai tanti non guardassero a Soru come a una delle poche personalità da cui ripartire per lanciare la sfida al governo nazionale e per una riforma della politica. E, però, lo è fino in fondo, una sfida regionale: perché ci parla del rispetto dell'autonomia, della dignità del territorio e delle persone che lo abitano. Diversamente da altri, non possiamo né vogliamo intervenire in una questione che riguarda i cittadini di un'altra regione, la loro storia, lo sviluppo della loro economia e la qualità della loro pubblica amministrazione. Ma vogliamo fare in modo che questo messaggio circoli attraverso la rete, perché la campagna di Renato Soru ci riguarda. E ci sembra parlare di un'altra Italia, di un'Italia meno divisa, più seria e responsabile. Un'Italia più libera, una politica migliore.

postato da civati, 11:35 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

L'etica della decisione (e il sogno, though sometimes it feels so far away)

Ecco, più o meno, quello che ho detto ieri a Genova, in apertura della seconda tappa della Carovana democratica, nella giornata dedicata al ricordo di Guido Rossa, ucciso trent'anni fa dalle Brigate Rosse.

Sarà perché venendo qui, sulla Serravalle c'era la neve e una tempesta perfetta, ma la Carovana fa pensare a una traversata nel deserto, a una navigazione attraverso la linea d'ombra, a Marco Polo e alle città invisibili di Calvino: forse proprio alla città di Veltronia, che sembra esserci e non esserci, e, come una fata morgana, appare e scompare sulla linea dell'orizzonte. E allora dobbiamo tenerci lontani dai consigli di veleno scorpionino dei cinici che ci consigliano di lasciar perdere, non ascoltare coloro che puntano ad un ritorno al passato, perché, come ha detto qualcuno, il terreno sotto i loro piedi non c'è più, è già scivolato via. D'altra parte, visto che siamo a Genova, dobbiamo tenerci molto lontani anche dalle sirene di coloro che minimizzano, banalizzano e ci dicono che è così che vanno le cose, e che non si può cambiare. Credo invece che non abbiamo più tempo. La disillusione, in alcuni casi la rabbia, è tanta, e assolutamente giustificata. Attraversa i circoli, le singole persone, fa minacciare voti a questo o a quello (everything, but the Pd...). Oggi parliamo di etica, e di etica in senso lato, che significa correttezza dei comportamenti, trasparenza nelle modalità di scelta dei candidati, apertura ai contributi delle persone che vengono da fuori e, soprattutto, rispetto dei nostri iscritti, dei nostri militanti e, in generale, dei nostri elettori. E certo onestà, nel senso morale, intellettuale e politico del termine. Non basta non rubare, lo diamo per scontato, serve qualcosa di più. E l'etica sta anche nel nobilitare il nostro lavoro, nel fare bene le cose, nel dare seguito alle dichiarazioni e nel concretizzarle. Non basta fare un manifesto sul precariato, ad esempio, serve una grande campagna politica. Altrimenti, avremmo prodotto soltanto un manifesto precario sul precariato, per dire. Etica è creare relazioni, mettere tutti nelle condizioni di decidere. Abbiamo la base, ma non abbiamo l'altezza, né la profondità. E il volume, quello elettorale, si sta, ogni giorno di più, ridimensionando. Esemplari, dobbiamo essere. E dobbiamo fare tesoro dei cattivi esempi, e risolverli, ma anche dei buoni. Dalla difesa delle coste sarde alla riforma degli ammortizzatori sociali, dal sostegni ai più deboli ai tempi della crisi al premio del merito di chi si mette a disposizione della collettività con la propria intelligenza. E dobbiamo spingerci fino ad affrontare le questioni, come quella del testamento biologico, rispetto alla quale è - soprattutto - etico decidere, rispettando le sensibilità di tutti, e non solo di alcuni. E, oltre al rispetto e all'esempio, ci vuole una terza cosa, che è finora mancata, ad un partito intimidito, quasi spaventato. Ci vuole un po' di coraggio, perché il passaggio della Carovana è stretto, ripido e difficile. Ma forse è l'unico che ci può far arrivare da qualche parte.

Gli interventi della giornata sono stati tutti molto coerenti tra loro nell'analisi, e molto chiari nell'indicare alcuni percorsi possibili. Dall'universalità del sistema sanitario e del diritto alla salute (vedi anche alla voce testamento biologico) alla sicurezza (nel senso di un intervento deciso per l'integrazione), dalla questione della credibilità (richiamata anche da Roberta Pinotti, ministro ombra della Difesa, che ha voluto intervenire) all'appartenenza a un partito e non a una corrente o a qualcosa d'altro (e di peggio), come ha ricordato Ivan. E, da ultimo ma non certo per ultimo, la partecipazione dei circoli alla sfida del Pd e la volontà di tornare allo spirito originario, a quella impostazione che, per dirla con Obama, was written into the founding documents del nuovo partito. A Cremona, il 5 febbraio, parleremo di cultura e di cultura politica, un passaggio importante, forse decisivo, se è vero che dalla questione culturale passa gran parte dei problemi del nostro Paese e del nostro partito.
Tornando a casa, Bruce cantava: «I'm working on a dream, though sometimes it feels so far away». Ecco.

postato da civati, 11:04 | link | commenti (4)
appunti per un partito nuovo

Peccato

Per l'arbitraggio che mi dicono scandaloso. Non ho visto la partita, ma, da quello che leggo, credo che i Viola (dio mio perdoni) abbiano ragione. In compenso ho visto questo colpo di genio.

postato da civati, 10:22 | link | commenti (3)
il segreto di alex

Meglio Soru

Fare il premier è un lavoro difficile. Bisogna dedicare pochissimo tempo al lavoro politico-istituzionale, stare lontano dai problemi, dedicarsi a comizi da avanspettacolo, candidare un amico di famiglia, sapere che cosa sono i nuraghi (ma anche no), conoscere la flora sarda (quella di proprietà, s'intende) e, soprattutto, essere spiritosi, spiritosissimi. P.S.: attenzione, la visione del contributo filmato potrebbe rovinarvi la giornata...

postato da civati, 10:13 | link | commenti (8)

Quindi?

Come direbbe Bonolis ad un concorrente, vorremmo non dico la soluzione, ma una soluzione sì. Perché il Pd è andato a Lampedusa a visitare il Cpt e l'ha trovato terribile. E quindi? Ci dobbiamo aspettare un ripensamento delle politiche sull'immigrazione (e sull'integrazione, che non fa quasi nessuno) o solo un video su Youdem?

postato da civati, 10:09 | link | commenti (4)
cultura, diritti

sabato, gennaio 24, 2009

Facebook per Ponti

Qui la pagina di supporto a Gigi Ponti su Facebook (e qui la presentazione della sua candidatura).

postato da civati, 23:16 | link | commenti
monza

Blogger per Ponti

Mi scrive Gigi Ponti. Riporto la lettera, chiedendo a tutti i blogger democratici di fare lo stesso. Andrea, Marco e Roberto hanno già aderito.

Cara amica, caro amico,

è arrivato il momento di dichiarare il mio impegno per guidare i progetti della nostra nuova provincia.
Ho sempre pensato che la passione sia fondamentale per affrontare grandi e difficili imprese. Per questo desidero impegnare tutta la mia esperienza e chiedere l'aiuto più generoso di tanti amici che credono, come me, che valga la pena di lavorare per dare futuro a Monza e alla Brianza.
Per condividere insieme a te le motivazioni e il senso di questa scelta, le idee che guideranno il mio cammino verso le consultazioni di giugno, gli amici e compagni di viaggio che mi affiancheranno e sosterranno, ti invito a partecipare alla presentazione della mia candidatura, che si terrà sabato 31 gennaio, a partire dalle ore 11, presso il cinema Capitol, in Via Alessandro Pennati, 10 a Monza.

Ti aspetto.

Gigi Ponti

postato da civati, 09:22 | link | commenti (11)
monza

Change

Dicevano che non sarebbe cambiato nulla. Infatti.

postato da civati, 09:15 | link | commenti (2)
diritti

Un po' randagi ci sentiamo noi



Seconda tappa della Carovana democratica, a Genova, a partire dalle 12, presso il circolo Anpi di Staglieno (e, online, sulle onde di iMille.tv. L'unica cosa certa è che non si tratta affatto di un'idea come un'altra, ma di un disperato tentativo democratico. E il sole è un lampo giallo al parabrise...

postato da civati, 08:35 | link | commenti (4)

venerdì, gennaio 23, 2009

Ecopass più selettivo, controlli sui mezzi commerciali e applicazione della legge regionale

Comunicato stampa. “L’emergenza non ha evidentemente ottenuto risposte adeguate”. Così Giuseppe Civati, consigliere regionale del Partito Democratico, commenta l’esito della riunione della cabina di regia sulla qualità dell’aria tenutasi oggi al Pirellone. “La Regione ha una propria legge che la Giunta preferisce non utilizzare - propone Civati -. Sulle strade circolano troppi veicoli e troppo inquinanti e il problema più urgente è quello dei mezzi commerciali su cui occorre intervenire con politiche per il rinnovo del parco auto e per lo spostamento delle merci dalla gomma al ferro”. La Regione, sostiene Civati, dovrebbe anche occuparsi dell'Ecopass e delle politiche anti-smog dell'area milanese, introducendo, ad esempio, il principio della flessibilità. “L’Ecopass – spiega Civati - è utile per i periodi normali, ma in una situazione di emergenza dovrebbe diventare più selettivo. Un Ecopass ad assetto variabile potrebbe dare più risultati di una domenica a piedi”. “In mancanza di altre iniziative – conclude - non ci resta che fare appello alla sensibilità dei cittadini, che per una boccata d’aria grigia in meno usino i mezzi pubblici una volta di più. Prendere il treno anziché l’auto, con i tempi che corrono, sarebbe più che un’assunzione di responsabilità un gesto eroico, ma in ballo c’è la salute di tutti noi”.

postato da civati, 17:38 | link | commenti (2)
regione

Apparizioni e sparizioni

Si tratta di magie o, semplicemente, di dar spazio alla politica?

postato da civati, 15:03 | link | commenti (1)

Per Eluana

Devo essere sincero: il testo dell'appello non mi piace, ma le ragioni che lo hanno ispirato sì. Per questo aderisco alla petizione de l'Unità. Per aderire: inviare il proprio nome e cognome e la città da cui si scrive a petizione@unita.it.

postato da civati, 11:14 | link | commenti (6)
diritti

L'oroscopo e il codice etico

"Vorrei che prendessi spunto da questo codice etico, Leone, per sviluppare meglio i tuoi concetti di giusto e sbagliato, non solo rispetto alle piante ma anche alle persone e al resto del mondo". L'oroscopo è chiaro, e in linea perfetta con la nostra proposta al Pd.

postato da civati, 11:06 | link | commenti (1)

Luca era gay. E adesso che cos'è?

Come ricordava ieri Serra nell'Amaca, credo che l'ironia sia l'unica cosa che ci salvi da Sanremo, da Povia e da questo triste caso di omofobia light. In tutto ciò non posso non notare che l'attacco del pezzo del cantautore che era gay e adesso sta con lei (poi, domani, si vedrà) strizza l'occhio all'equazione omosessualità-pedofilia, che non ci sono parole per definire. Più curioso invece è averla raccontata in terza persona: un mio amico era gay... Già.

postato da civati, 08:24 | link | commenti (10)
diritti

Ne abbiamo altri da sgomberare

Dice il vicesindaco De Corato. Curioso, perché ieri aveva spiegato che non era il Comune a sgomberare, ma la Questura. Ma, si sa, ad alcuni esponenti politici i tafferugli fanno comodo. E i conflitti sono un perfetto combustibile per la campagna elettorale imminente. Speriamo che non lo candidino, uno così, a fare il presidente della Provincia. Milano si merita qualcosa di diverso.

postato da civati, 08:17 | link | commenti (3)

giovedì, gennaio 22, 2009

Revisionismi

Sono completamente d'accordo al 50% con il Mister.

postato da civati, 23:21 | link | commenti (7)

Yes (we) man

Yes man non è certamente un film irresistibile. Anzi. E, a parte il fatto che Jim Carrey è strepitoso e Molly Sims bellissima e Zooey Deschanel niente male, per il resto è la classica commedia americana, con tanto di polpettone morale nel finale. Si ride parecchio, questo sì, e c'è anche qualche elemento di riflessione che vale la pena considerare: perché parla del nostro tempo e del suo smarrimento, sia prima che dopo la cura a cui va incontro il protagonista, nonché di un certo manicheismo che lo attraversa; perché è un'ottima metafora degli States dell'era pre-Obama (che sembra già di parlare dell'età precolombiana) o, se volete, dell'età della crisi; perché, anche se non è proprio così semplice, è sempre il caso di preferire il 'sì' al 'no', e la speranza alla paura. Yes, we man.

postato da civati, 22:00 | link | commenti (4)
visioni

Cacciaguida e Archimede

Ritorno sulla Lectura Dantis et Veltronis. «Non era vinto ancora Montemalo dal vostro Uccellatoio, che, com' è vinto nel montar sù, così sarà nel calo». Tanto sarà superata Roma da Firenze nel successo, quanto lo sarà nel fallimento. Cacciaguida, trisavolo di Dante, parla di un'epoca berlingueriana, un'età felice nella quale non era giunto ancora Sardanapalo a mostrar ciò che alla Camera, diremmo noi, si puote. Gente perbene, morigerata e contenuta guidava allora la comunità. La profezia citata è, però, drammatica e lascia poco spazio a dubbi di sorta. Ricorda l'affermazione di Bush e la misera considerazione nella quale se n'è andato. Ora, come nel montar su, sarà nel calo anche per B? Si aprirà una fase di progresso, dopo quest'epoca incerta. Chissà. Se volete, si tratta, a rovescio, della spinta di Archimede. Principio utile per affrontare le due crisi, quella generale, e quella del Pd (anche se non si tratta di acqua, nel nostro caso, noterebbero i più pessimisti). Ecco speriamo che funzioni, perché di vie d'uscita non ne vedo molte altre.

postato da civati, 21:40 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

Sono io che sono sfortunato

Tutti i treni che prendo, da e per qualsiasi destinazione, in ogni località della Regione, a qualsiasi ora del giorno (della notte no, ma solo perché non ci sono i treni), hanno un ritardo di almeno dieci minuti. Quando va bene. Stamattina venti minuti verso Garibaldi, questa sera quindici da Centrale. Per un viaggio che varia tra i dodici e i quindici minuti, in condizioni normali, s'intende. Ma sono certamente io a essere sfortunato. Sono certo che tutti gli altri treni siano delle frecce.

postato da civati, 21:24 | link | commenti (7)
regione

Carovana, vol. 2

Comunicato stampa. La carovana del PD guadagna la seconda tappa e arriva a Genova; per riaffermare che il viaggio del PD - partito moderno, aperto e coraggioso- è, in realtà, un viaggio che deve ancora in buona parte cominciare. E’ la riscossa per il rinnovamento, quella dei "contemporanei", per permettere al partito nuovo di rimettersi in carreggiata. Il secondo appuntamento della carovana, dopo il primo fortunato incontro di Milano avvenuto lo scorso 10 gennaio, è stato coordinato dai genovesi di Lab8 e fissato per sabato 24 gennaio alle ore 12, presso la sede dell’ANPI Staglieno in via Tortona 1D a Genova. Intervengono, oltre ai Contemporanei milanesi, protagonisti della prima tappa, Roberta Pinotti, ministro ombra della difesa; Michela Tassistro, presidente commissione pari opportunità del Comune di Genova; Oleg Curci, segretario circolo operatori della sanità Pd Genova. Le tappe della carovana saranno "coperte" in streaming da iMilleTV. Al termine dell’incontro una delegazione si sposterà al teatro Verdi di Sestri Ponente per la commemorazione in ricordo di Guido Rossa alla quale parteciperà anche Walter Veltroni. Il percorso della carovana ha come punto di partenza il manifesto firmato da Ivan Scalfarotto, Pierfrancesco Majorino, Giuseppe Civati, Teresa Cardona, Michele Dalai e altri. “Pensiamo che il partito nuovo – dichiarano i promotori del manifesto - sia un viaggio che deve ancora in buona parte cominciare. Perché non è più tempo di lamentarsi del PD, dei vertici romani e della distanza del nostro partito dalla vita delle persone. E' il tempo di accorciarla, questa distanza, e di darsi da fare, al di là delle formule e delle burocrazie”. Visto l’entusiasmo che il primo appuntamento della carovana ha suscitato a Milano e in Rete, il percorso dei contemporanei proseguirà con altre tappe in tutta Italia, dopo Genova, quindi, appuntamento a Cremona.

postato da civati, 19:12 | link | commenti (7)
appunti per un partito nuovo

Conchetta: sorpresa e preoccupazione

Comunicato stampa. Lo sgombero improvviso del centro sociale Conchetta desta in noi molta sorpresa e qualche preoccupazione per ciò che può succedere nei prossimi giorni. Condividiamo le parole del capogruppo PD in Comune Pierfrancesco Majorino che ha subito manifestato le sue perplessità al questore. Contiamo sulla responsabilità di tutti e su una soluzione equilibrata della vicenda in tempi brevi.

postato da civati, 17:32 | link | commenti (6)

Marta sulle barricate

Come sempre, sono d'accordo con lei. Le figure ci sono note, e non è il caso di qualificarle, per evitare di fare figure. Appunto.

postato da civati, 16:39 | link | commenti
appunti per un partito nuovo

In God We Trust

Oltre al gossip, e al vestito di Michelle, e a Beyoncé che canta divinamente, e al giudice che sbaglia e induce in errore Obama, vale la pena di approfondire qualche tema di rilevanza politica e culturale. Leggendo, ad esempio, il piccolo libro pubblicato da Reset, a cura di Giancarlo Bosetti, La mia fede. Come riconciliare i credenti con una politica democratica. Una lettura molto utile per chi, anche nel nostro Paese, cerca un dialogo e un confronto tra chi crede e chi non crede, all'insegna della difesa della laicità e, però, dell'apertura di senso verso il sentimento e il credo religioso. Nel discorso dell'Inauguration Obama ha richiamato questo aspetto, soprattutto nel confronto con la religione islamica, ben sapendo che esso vale universalmente. Un approccio, quello di Obama, che può 'muovere' qualche milione di voti, perché, così come negli Stati Uniti, anche in Italia, nel recente passato, i credenti hanno dimostrato di votare in larga misura conservatore. Ma, soprattutto, un punto di vista che cerca in qualche modo di rispondere al tema habermasiano della società post-secolare, e che può dare una nuova capacità di inclusione, all'interno della proposta democratica, di temi che hanno un'ascendenza religiosa. Molto lontano da Binetti, si capisce, ma molto vicino alla sensibilità di molte persone. Obama compreso.

postato da civati, 10:14 | link | commenti (3)
cultura, diritti, appunti per un partito nuovo, obama sui navigli

La Carovana, vol. 1 - il video

Qui la prima puntata della Carovana democratica (con Ivan in apertura, e tutti gli altri firmatari in ordine alfabetico). La prossima, sabato 24 gennaio, a partire dalle ore 12 a Genova, presso il circolo Anpi di Staglieno, che potrete seguire all'indirizzo www.imille.tv. Un monumento a Giacomo, che garantisce le trasmissioni.

postato da civati, 02:26 | link | commenti (1)
appunti per un partito nuovo

mercoledì, gennaio 21, 2009

Forse ora potremo parlare d'altro

La fine del caso Villari. Adesso, se è possibile, parliamo di politica. Grazie.

postato da civati, 20:18 | link | commenti (5)

Ma anche

It is the firefighter's courage to storm a stairway filled with smoke, but also a parent's willingness to nurture a child, that finally decides our fate.

E poi non dite che non copia Walter.

postato da civati, 17:05 | link | commenti (4)
obama sui navigli

Da Rosa Parks a mamma Rosa

Pensando a ieri, è inevitabile citare il blog più serio della rete.

postato da civati, 15:57 | link | commenti

Alla fine

La rivoluzione non è un pranzo di gala, né un ballo. Però.

postato da civati, 15:31 | link | commenti (4)
obama sui navigli

Hessenziale

Andrea sui dati dell'Assia e sulla sconfitta dell'Spd. Iniziavo a preoccuparmi.

postato da civati, 14:42 | link | commenti (2)

Costruiremo strade e Ponti

We will build the roads and bridges, Obama lo dice nel suo discorso. Forse è informato sulle candidature in Brianza (scherzo, ma solo fino ad un certo punto).

postato da civati, 12:58 | link | commenti (8)
obama sui navigli

Un paese ben strano

Bresso sul caso Englaro. Ha tutto il mio apprezzamento. P.S.: il medico Marco Ranieri, primario delle Molinette, si dichiara contrario alla sospensione dell'alimentazione, ma dice che "lo scorso anno, al Congresso nazionale di anestesia e rianimazione, è stato rilevato che il 70 per cento delle morti in terapia intensiva avviene in seguito a un intervento attivo del medico, che riconoscendo in ciò che fa un puro accanimento terapeutico decide di interrompere le cure".

postato da civati, 12:51 | link | commenti (5)
diritti

K e O

"Anche Francesco Cossiga, l'ex presidente della Repubblica italiana, americanologo ed esperto di oratoria, non ha perso un attimo delle parole del presidente. Ma confessa la sua delusione: 'Poco, poco, e troppa superbia'". Carlo Rossella è preoccupato, e così riporta il parere di Cossiga nel suo articolo apparso oggi sulla Stampa. Da Vespa, ieri sera, abbiamo visto tutti come l'Italia affronterà l'era Obama. Pessimismo e fastidio. Per rovesciare le parole di Cossiga, "Poco, poco, e troppa superficialità". Ah, per il Pd c'era Fassino. Strano. P.S.: la balaustrina, da noi, è un muro.

postato da civati, 12:46 | link | commenti (10)
obama sui navigli

L'accordo non fa acqua

Raggiunto in commissione Ambiente l'accordo su un testo che di fatto supera le richieste dei referendari, accogliendo gran parte delle loro proposte e obiezioni al testo della legge 26 e successive modificazioni. Se l'aula confermerà il voto favorevole della commissione, ciò significa che non si andrà al referendum sull'acqua e che si chiuderà una partita politica iniziata due anni fa (e che arrivò in aula il 21 dicembre 2007, perché il blog ha memoria da elefante). Noi abbiamo tenuto sempre la stessa posizione e non possiamo che essere soddisfatti del lavoro di mediazione che è stato svolto. Qui di seguito il nostro comunicato stampa:

Dopo un anno di serrate trattative, finalmente il centro-sinistra insieme al comitato dei sindaci referendari ha raggiunto un'importante vittoria sulla questione dell'acqua. Il Pdl 291 di modifica della legge 26/2003 sul servizio idrico integrato, è stato infatti emendato accogliendo tutte le richieste dei sindaci fatte proprie dall'opposizione in Consiglio regionale. La Commissione Ambiente l'ha quindi votato in modo unanime, con il consenso di Pd, Prc, Sinistra Democratica e Verdi. L'approvazione del Pdl 291, che deve ora passare al vaglio del Consiglio regionale, va incontro alle ragioni che avevano spinto 154 comuni lombardi a raccogliere le firme per indire un referendum abrogativo regionale. Oggi, a un testo inizialmente inaccettabile, la Giunta regionale ha presentato quattro emendamenti che recepiscono in pieno le istanze dell'opposizione e dei sindaci. E così, da un lato si vanno a sanare i principi di incostituzionalità della legge 26/03, dall'altro si risponde ai quesiti referendari. Nello specifico, è stato reso possibile per i Comuni scegliere la gestione diretta (in house) del servizio di erogazione dell'acqua, eventualità precedentemente esclusa dalle leggi regionali in vigore e dalle successive modifiche. È stato inoltre affermato il principio secondo cui le reti e gli impianti di distribuzione devono rimanere di proprietà interamente pubblica.

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regione

Obama e la baggina

Mi è stato fatto notare che, mentre Obama giurava, B era al Pat, nel senso della Baggina. Un punto di vista diverso da cui guardare il mondo. P.S.: ha parlato ancora di longevità. Non è che ci arriva davvero, a 120 anni?

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Nuovo mondo, nuovo web

Il mondo non sarà più come prima? Sicuramente non lo sarà il sito della Casa Bianca.

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I migliori post della vostra vita

Tutti a Washington: Carlo, Luca, Marta, Mattia. Per quanto mi riguarda, mi limiterò a un sobrio: «the world has changed, and we must change with it».

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martedì, gennaio 20, 2009

Mi chiedono

Se mi hanno assunto alla Casa Bianca, come mai tutto questo entusiasmo, non ti sembra di esagerare, chissà cosa riuscirà a combinare, aspetta, è come tutti gli altri, ecc. No, per chi fa politica o, se preferite, almeno per me, è il giorno più importante da quando sono nato, insieme forse alla vittoria del 1996. E a chi pensa male, storce il naso, mi rimprovera per l'eccesso di zelo e di retorica, chiedo, gentilmente, di lasciarmi godere questo fantastico martedì. Grazie.

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Il giuramento tra Desio e Lazzate

Obama sui Navigli: avevo chiamato così la sezione di questo blog e lo spazio web aperto all'interno del sito Barackobama.com. Voleva essere una provocazione e, però, anche, un'indicazione di percorso. Portare qualcosa di Obama anche "qui da noi". Ecco. Seguirò il giuramento tra Desio e Lazzate, tra una riunione tecnica e un incontro pubblico. Perché, oltre al lavapiatti di Las Vegas e l'operaio tessile di Spartanburg, ci sono anche i democratici delle Groane, from Misito to Cogliate. Ed è il modo migliore, per me, per festeggiare questa giornata indimenticabile.

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La notte che la repubblica

Sarà per il tema del contesto su cui a lungo si sofferma, sarà per la ricostruzione lucida e la pagina pulita, e forse, soprattutto, per l'abbrivio straordinario, ma ne La notte che Pinelli, l'ultimo di Adriano Sofri, il libro che non avrebbe potuto non scrivere, pare di scorgere una storia semplice di quelle che piacevano a Sciascia. Sofri si rivolge ad una ragazza di vent'anni (di quella generazione che di piazza Fontana non sa letteralmente nulla) e le racconta del tempo in cui lui aveva la sua età, "la mia vita all'età che tu hai ora", come vogliono i versi di Calvino e di quella canzone che Sofri richiama. Oltre il ponte, si chiamava. E, oltre il ponte di un ricordo di quarant'anni e della storia drammatica che ne è seguita per tutti i protagonisti e per il Paese, un uomo vola dalla finestra della questura di Milano. Un fatto (e un tuffo, come incredibilmente lo chiamò Allegra), collegato alla strage di piazza Fontana, che finì per amplificare ulteriormente quell'esplosione, e che cambiò il corso delle cose e degli anni a venire, in modo irreparabile. Sofri non fa sconti, né alla storia, né alla logica, né quindi alle responsabilità, quelle penali e quelle morali (e, però, distinguendo tra queste e quelle), affrontando il tema del contesto in un duplice confronto reciproco con Norberto Bobbio, a proposito del famoso j'accuse contro Calabresi e i "magistrati persecutori" e i "giudici indegni" che tante personalità firmarono e che oggi sembra così sorprendente. Sofri, si dirà, torna su cose già sostenute e chi pensa che l'autore smentisca se stesso, ha letto i - pessimi - giornali di questi giorni, non certo il libro. E, se Sofri vi ritorna, la volontà non è tanto quella di precisarle, quanto di approfondirle. All'insegna di una "cura delle parole" che mancò, di quelle parole che produssero in larga misura ciò che accadde allora, in entrambi i campi dello scontro, sia che fossero bugie (anche nella variante omissiva, tanto frequentata), deviazioni, appelli, condanne. Il protagonista del libro, va detto, non è Calabresi, né Sofri, ma Pinelli. E, insieme a lui, quello che accadde quella notte, e i giorni che l'avevano preceduta, e le parole che la raccontarono, soprattutto. E il 'contenuto' sta tutto nelle parole (ancora loro) con cui si apre, che sono, appunto, di Pinelli: "Nulla posso dire in merito all'accaduto". Una frase che vale per tutti, per il Sofri di ora e quello di allora, per la polizia, per la magistratura e per chi ha voluto essere omertoso e complice di quello che successe quella notte, e nelle tante che seguirono in quella più lunga che, non è un caso, si chiamò così: la notte che la repubblica.

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letture

Come senators, congressmen

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I sogni di sua moglie

Sono i sogni di suo padre ad avere costruito questo Barack Obama, la sua visione del mondo, la storia epica che ha voluto interpretare a sua volta, e che per prima ha voluto raccontare. Ed è lì che nasce gran parte del fenomeno Obama, le sue idealità, il suo slancio umano, una storia personale che è già di per sé un programma politico. C'è, però, una parte altrettanto importante della vita del nuovo presidente, che ne ha completato e realizzato la figura. Ed è quella storia d'amore che è diventata un matrimonio e una famiglia e una sfida, e che è perfettamente rappresentata da Michelle. Marilisa Palumbo ha scritto un bel libro, edito da Castelvecchi, lontano mille miglia dal gossip e dal compiacimento biografico per la coolness del personaggio, che ne sa leggere i tratti personali senza perdere di vista la valenza politica e il ruolo che Michelle ha giocato nell'immaginario obamiano. Yes she can è il titolo (che poteva essere migliore) di una storia che molte donne leggeranno e che molti uomini dovrebbero indagare. C'è una curiosità: Michelle Obama da nubile si chiamava Robinson. Ed è nella serie televisiva che noi conosciamo con questo cognome (ma che negli States era The Cosby Show), che si spiega uno dei fenomeni più caratteristici della vicenda personale di Obama. Perché la storia di Michelle e di Barack è la storia di una famiglia nera borghese, nella quale le carriere di ognuno si sono costruite nella condivisione e nel confronto e che ha ancora, nelle bambine e nella loro educazione, il punto centrale. E, in questa storia, senza dubbio è Michelle a troneggiare. La roccia della mia vita, la chiama Obama, la persona a cui è approdato dopo un lungo viaggio, attraverso la propria vicenda personale - in cui c'erano tante famiglie e, nello stesso tempo, nessuna -, la ricerca di sé e di un'identità incerta o, come ama chiamarla, improbabile. Una storia che ha offerto un'immagine degli afro-americani diversa eppure credibile, proprio come in quella serie tv che ruppe lo 'schema' e che cambiò la percezione degli altri anche per molti americani. Sono stati la concretezza, la normalità e il carattere pragmatico e semplice di Michelle ad avere stemperato il perfezionismo stilistico del marito, ad averlo avvicinato a un pubblico e a un elettorato che l'avrebbe vissuto comunque come estraneo. Ma sono stati anche i suoi sogni a indicare la via, quelli di una madre di famiglia che ha fatto studi di grande qualità, che ha spesso guadagnato più del marito e che si è innamorata di lui per gli stessi motivi per cui lo hanno fatto in molti, negli anni successivi. Si amano, sono sposati, e sono insieme, tutte cose solo apparentemente fuori moda. Alla Casa Bianca, d'ora in poi, ci sarà un'altra W. Quella di wife.

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Supertuesday

Are you ready? Non so voi, ma era tanto tempo che aspettavo questo martedì. E allora è il caso di ritornare al discorso più bello, al punto di svolta che ha reso possibile quello che succederà tra qualche ora. A quella grande epopea a cui abbiamo avuto la fortuna di partecipare. Change is what's happening in America right now. Lo diceva allora, lo diciamo oggi.

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lunedì, gennaio 19, 2009

E se fosse tutta una palla

Quella di Kakà? E se fosse una montatura? Non sarebbe la prima volta, no?

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Ja, wir Cem (l'Spd un po' meno)

Mi chiedo perché Andrea non ci abbia ancora spiegato cos'è successo in Assia. Sta di fatto che, se l'Assia è anticipatoria (scusate il gioco di parole), si mettono male le cose in Germania per l'Spd. I Verdi, invece, con Cem, vanno a gonfie vele. Wiesbaden non è Berlino, come ha scritto la SZ, però...

postato da civati, 14:27 | link | commenti (3)

Why not? In treno, verso il cambiamento

E' curioso occuparsi di pendolari, e dover prendere un treno per Como, e leggere del treno presidenziale di Obama. Della sua sfida attraverso l'America e del suo viaggio iniziato due anni fa, in una fredda giornata di Springfield (da Lincoln a Lincoln, potremmo dire, pensando al grande evento di ieri). La ferrovia, allora, anche per allontanare la paura di quel treno e per rilanciarne, però, il messaggio di cambiamento, from coast to coast, from sea to shining sea. Per unire gli Stati Uniti, con un pensiero alla memoria e uno all'ecologia (perché no?), attraverso gli sguardi e le speranze delle persone che il treno lo vedono passare, e che sarebbe giusto potessero salirvi, l'operaio tessile di Spartanburg e il lavapiatti di Las Vegas, le bambine di Dillon e il ragazzo di Los Angeles. La conclusione più bella di un viaggio straordinario, soprattutto perché non è ancora iniziato. Corri, ragazzo, corri.

postato da civati, 13:35 | link | commenti (2)
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Aveva un sogno

E oggi abbiamo motivo di credere che qualcuno stia cercando di realizzarlo.

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Lo Zoo dei rom

Complimenti.

postato da civati, 13:00 | link | commenti (1)

Il lavoro nobilita, il precariato no (e nemmeno il manifesto)

A volte mi chiedo se la nostra sia una maledizione. Perché, dopo i manifesti sul Medio Oriente (per la serie: "Israele ma anche Palestina"), è arrivata la campagna tematica sul precariato. Il messaggio è forte e chiaro e, aggiungerei, anche giusto, perché il precariato è un'emergenza nazionale, rispetto alla quale il Pd - magari riferendosi a Ichino e a Boeri - potrebbe lanciare una grande mobilitazione. Ci si chiede, allora, perché limitare tutto a un manifesto così, senza pensare davvero a una campagna di comunicazione. Per la quale un manifesto così, appunto, non serve letteralmente a nulla, se non è accompagnato da altri strumenti di comunicazione e di informazione, da una generale partecipazione del partito, da una comunicazione mirata a chi, il precariato, lo vive. «Scade il 29 marzo», recita, tra l'altro, il manifesto. Che probabilmente scadrà molto prima.

postato da civati, 12:27 | link | commenti (3)

Ormai solo un würstel ci può salvare

A Malpensa e dintorni.

postato da civati, 11:39 | link | commenti (3)

Federal card?

Un altro colpo messo a segno dalla Lega, dopo il ponte sullo Stretto, gli aiuti a Catania, il regalo a Roma, la soluzione di Alitalia e la dissoluzione di Malpensa.

postato da civati, 11:35 | link | commenti (3)
la questione settentrionale

Operazioni militari in mare

Siamo pronti, ha detto B. E, immediato, un brivido corre lungo la schiena.

postato da civati, 10:03 | link | commenti

Nel confessionale

postato da civati, 00:52 | link | commenti

A proposito di olocausto

L'ottimo contributo di B, raccolto dalla mitica Sciura Pina.

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domenica, gennaio 18, 2009

Kakàrd

Adesso ho capito il senso dell'operazione.

postato da civati, 20:24 | link | commenti

In silenzio, per Eluana

Fiaccolata a Lecco, questa sera, promossa dall'associazione Luca Coscioni. Una manifestazione silenziosa e rispettosa della delicatezza dell'argomento e, soprattutto, di Eluana e della sua famiglia, preceduta dal saluto di numerose personalità, tra cui il presidente del gruppo Pd in Regione Lombardia, Carlo Porcari. Non potevamo non esserci, per difendere lo stato di diritto, la legalità e la dignità delle persone. Quello che dovevamo dire a Formigoni (che prima di Sacconi, attraverso la direzione generale Sanità, aveva vietato a tutte le strutture sanitarie della Lombardia di ospitare Eluana) glielo abbiamo scritto all'inizio di dicembre.

postato da civati, 20:21 | link | commenti (9)
diritti, regione

Nel nome di Malia e Sasha

La lettera di Obama alle figlie è il modo migliore per iniziare la giornata. E sta per uscire un bel libro dedicato a Michelle, che spiega tante cose. Corri, ragazzo, corri.

postato da civati, 12:02 | link | commenti (6)
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Carovana, carovanae

Oggi ci troviamo a parlar di Carovana e ad organizzare i prossimi appuntamenti. Vi ricordo che la prossima puntata si terrà a Genova, sabato 24 gennaio, a partire dalle ore 12 (qui il programma, qui il gruppo di Facebook). Abbiamo già ricevuto un invito da Cremona e altre proposte. Tutti quelli che volessero promuovere un evento analogo, nelle formule e nei modi che preferiscono, sono pregati di darcene informazione.

postato da civati, 10:39 | link | commenti (4)

sabato, gennaio 17, 2009

L'anti-niente

Soru, rispondendo alle domande di Lilli Gruber, ad un certo punto, dice, io non sono l'anti-niente, perché intendo lavorare per la mia terra. Però, in un certo senso, potremmo dire che lo è, l'anti-niente, da tanti punti di vista. Provate a pensarci.

postato da civati, 20:23 | link | commenti (3)

Genova per noi

Luca mi ha mandato il programma della seconda tappa della Carovana che sosterà presso l'oasi genovese sabato 24 gennaio. Qui di seguito il programma:

L'incontro si terrà dalle 12.00 alle 15.00 di sabato 24 gennaio presso la sede ANPI di via Tortona 1D a Genova. Il programma della giornata prevede: dalle ore 12 alle 13.30 interventi organizzatori e gruppi; dalle ore 13.30 alle 14, farinata e vino bianco per tutti (la parte che in assoluto preferisco); dalle ore 14 alle 15, raccolta idee per la carovana e interventi dei partecipanti. Alle 15 una delegazione della Carovana del PD si sposterà poi a Sestri Ponente al teatro Verdi a portare le proprie proposte a Walter Veltroni (che si trova a Genova per le commemorazioni in ricordo di Guido Rossa).

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Vivere d'anticipo sul tempo a venire

Sono juventino, ho quasi la stessa età di Del Piero, lo seguo sempre con devozione, ma sono entusiasta dei giovanissimi De Ceglie, sulla sinistra, Giovinco, ad inventare, e Marchisio, a controllare il centrocampo. Se la Juventus andrà da qualche parte, sarà anche merito loro. E penso, ogni tanto, a cosa vuol dire far crescere i più giovani, cercando di capire che giovani non lo si è più. Almeno nel senso di Conrad e delle prime righe di Linea d'ombra, in cui la distinzione è determinata proprio dal «trovarsi di fronte quella linea», e dover «dire addio al paese della prima giovinezza». Ecco, è la situazione in cui mi trovo personalmente e, oserei dire, politicamente. Ed è il momento nel quale credo sia necessario proprio guardare ai più giovani, soprattutto se i più anziani lasciano il tempo che trovano. E ne ho incontrati parecchi, di giovani-davvero, sui quali vale la pena di investire. Dagli Andrea di Varese (il Mollica e il Civati, che si chiama così ma è bravo lo stesso), i ragazzi de Lo spazio della politica, i giovani-davvero del Pd di Lecco e quelli di Verona, alcuni Millini che non guastano mai. E chissà quanti altri ce ne sono. Ecco, credo che il Pd dovrebbe coinvolgere soprattutto loro, in questa fase difficile. Guardare le cose con i loro occhi, farli partecipare al lavoro programmatico, dare visibilità al loro talento. Credo che da oggi al 17 aprile, quando si aprirà la nostra conferenza programmatica, il Partito dovrà essere talent scout, alla ricerca di talenti, di idee e di punti di vista. Alcuni giocheranno sulla sinistra, il ruolo a molti più congeniale, altri libereranno la propria fantasia, tutti, in ogni caso, sapranno «vivere d'anticipo sul tempo a venire», per riprendere, ancora, un'espressione conradiana. Un grande centro studi all'aria aperta, come ho già avuto modo di dire. E noi ci faremo raccontare l'Italia da loro, da un ragazzo e da una ragazza di vent'anni. E forse, alla fine, ci accorgeremo che molti dei nostri problemi li avremo già risolti.

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appunti per un partito nuovo

venerdì, gennaio 16, 2009

Tra Caponago e Capo Horn

Caponago, circolo Pd, interno notte (buia e anche un po' tempestosa). Preoccupazione, sensazione di distanza e di abbandono. Uno degli elementi fallimentari del Pd è il coinvolgimento dei Circoli, soprattutto quelli periferici, tra Caponago e Capo Horn. Poche, pochissime relazioni, un disagio ben oltre la soglia, la voglia di fare e la frustrazione che troppo spesso ne consegue. Eppure i Circoli sono la cosa più importante, insieme proprio a quel sistema di relazioni che avremmo dovuto già aver costruito e che dobbiamo affrettarci a realizzare. Si deve ripartire da qui. «E la tempesta ci sorprese, due miglia dopo Capo Horn», come diceva quella vecchia canzone, in cui Veltroni era Velasquez. E Capo Horn era, appunto, Caponago.

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appunti per un partito nuovo

Un post esemplare

Quello di Gianluca, che riprende, precisa e rilancia le mie riflessioni di qualche ora fa.

postato da civati, 23:34 | link | commenti

Alice nel paese delle Trenitalie

Un nuovo caso per il gorilla del Crodino. Apprendiamo da un'agenzia Ansa che l'assessore Cattaneo, Alice nel paese delle Trenitalie, da qualche giorno, con supremo sprezzo del pericolo, "prende i treni dei pendolari per vedere com'è il servizio". Ha già un piccolo ma significativo record: "Negli ultimi cinque giorni" ha preso "cinque treni diversi" (cavoli, e noi che li prendiamo tutti i giorni?) scoprendo che sono in ritardo, che le porte non funzionano e che sono incredibilmente sporchi. Già. Addirittura pare che sia stata rinvenuta "una bottiglia di spumante vuota" abbandonata in un vagone. Scandaloso e assolutamente impossibile da prevedere, per l'assessore regionale ai Trasporti. Stamattina, a Lambrate, alle 7.32, mentre aspettava un treno in ritardo di 34 minuti (una sorpresa, anche quella), Cattaneo è stato identificato dalla Polfer, su segnalazione del capotreno, perché era accompagnato da un fotografo (che documentava l'impresa dell'assessore, il quale prende il treno solo accompagnato dai giornalisti). Strepitoso il finale, per la serie lei-non-sa-chi-sono-io: ''Quando siamo arrivati, ho chiamato immediatamente il direttore nazionale del servizio regionale di Trenitalia Laguzzi [...]. Sono il loro principale cliente [sic] come Regione e fra le funzioni che ho c'e' anche quella del controllo del servizio che ho esercitato nel modo piu' elementare prendendo il treno e pagando regolarmente il biglietto". Il problema era il fotografo, ma tutto questo Alice non lo sa...

postato da civati, 17:51 | link | commenti (4)
regione

Colpo di culo

Marcello riporta il video. Il commento lo trovate qui.

postato da civati, 17:05 | link | commenti (6)

Con tutto quello che di buono c'è

Mi chiedo perché dalla Svezia dovremmo importare proprio questa soluzione delirante? Diciamo che vogliamo abolire le preferenze, piuttosto che avere un sistema nel quale, oltre alle cose che Andrea sottolinea, potrebbe anche darsi il caso in cui chi ottiene più preferenze comunque non viene eletto, a favore di altri collocati nelle prime posizioni della lista. Secondo me, l'ho già detto, è anche poco costituzionale tutto questo pasticcio. Molto poco.

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Quelli arancioni

Le corsie del Signore sono infinite, si potrebbe dire, alla luce dell'inverosimile bailamme che si è scatenato per via dei bus religiosi (anche quando non lo sono) che girano per le strade d'Italia e d'Europa. Marcello rilancia, e propone un bus laico. Ha ragione. Segnalo però che i bus laici ci sono già. Son quelli arancioni (almeno a Milano). Mi viene un dubbio, però: non è che sono Hare Krishna?

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diritti

I miei tacchi a spillo

E' l'oroscopo mio, e di altri, che son nati il 4 agosto o giù di lì. Dice che ci dobbiamo preparare ad una corsa con i tacchi a spillo. Accidenti. Deve essere complicato. Però, il consiglio finale è di quelli giusti: «Non perdere neanche un minuto a lamentarti, ma procedi con allegria, serenità e coraggio». E così sarà.

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Io sono il Tenebroso

Che poi sarebbe Sans feu ni lieu (titolo ancor più significativo), è un libro di Fred Vargas. L'Esagono in qualche modo lo riprende, senza volerlo, dedicandomi una citazione - del tutto immeritata - nel tabellino di «chi scende» (salgono quelli di An, per capirci). Come già in passato, quando mi accostarono a Charlie Brown (qui), le parole che mi dedicano sono molto divertenti, anche se loro forse pensavano di darmi un dispiacere (rispondendo, come a volte fanno i giornali, a una mia doverosissima polemica nei confronti di una spiacevole fuga di notizie): «Il ben tenebroso della politica nostrana cita Kant e Antonio Albanese con la stessa naturalezza. Sofisticato come solo certi intellettuali di sinistra sanno essere sta sparando le sue cartucce. Ma più che a Cacciari assomiglia a Carlo Delle Piane, eterna promessa del cinema italiano. Da 40 anni...». Il paragone è, per quanto mi riguarda, straordinario. Faccio però notare che Delle Piane è del 1936, e il riferimento tradisce una certa qual anzianità dell'autore dell'articolo. Io sono del 1975, e a quarant'anni nemmeno ci arrivo. E sono tenebroso, sì. E anche bello, almeno nella foto che accompagna il pezzo. A proposito, me la mandereste?

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I due 'però' della conferenza programmatica

L'Unità in edicola oggi riporta un breve intervento di Ivan e mio (e nostro, nel senso dei 'contemporanei') rispetto alla conferenza programmatica del Pd. Diciamo, in breve, che è tutto bellissimo, però la conferenza avrà successo solo se (1) darà voce al partito diffuso e se (2) sarà una grande occasione per una campagna politica e culturale, simile alle elezioni primarie del 2007 e alla campagna elettorale dello scorso anno. Comprate il giornale e diteci che ne pensate: per noi è la cosa più importante. Qui di seguito il nostro contributo.

Che in una fase difficile come questa il Partito Democratico decida di ripartire dal programma e dalle cose da fare ci pare un'ottima cosa. La conferenza programmatica di aprile sarà il modo migliore per definire il progetto del PD, rilanciarne la sfida nazionale ed europea, partendo dai contenuti: crisi ed Europa saranno al centro del dibattito e dell'elaborazione. Eccellente notizia. Ci sono due "però" da tenere in conto, tuttavia. Il primo riguarda l'enfasi con la quale è stata richiesta la "chiamata a raccolta", in questo difficile momento per il progetto del PD, delle sue grandi personalità. La stessa scelta di Massimo D'Alema come "direttore dei lavori" costituisce un segnale preciso di condivisione della responsabilità dell'esito della conferenza da parte di un leader storico e influente. Noi crediamo che la conferenza debba essere al contrario un momento di visibilità e di incontro che dia voce - più che ai gruppi dirigenti, essi stessi presi da una certa crisi di rappresentatività e di immagine in questo momento - al partito diffuso, alle esperienze, alle volontà e alle intelligenze presenti sul territorio in tutta Italia. Soprattutto davanti all'evidente necessità di non ritardare ulteriormente la creazione del tessuto connettivo del Partito e l'identità stessa ("l'anima", verrebbe da dire!) dei democratici italiani, crediamo che i protagonisti della conferenza debbano assolutamente essere i circoli e i piccoli azionisti della nostra compagine societaria. Il secondo "però" riguarda il percorso che forse è ancora più importante della conferenza programmatica in sé, e che non potrà essere un processo burocratico e formale. Dovrà essere invece un percorso aperto e coinvolgente, capace di attivare la partecipazione e di lanciare una sfida che dovrà essere politica e culturale insieme. Il percorso che ci condurrà alla Conferenza dovrà essere una campagna all'insegna di un cambiamento radicale della nostra immagine, di noi stessi e della politica italiana, che abbia la stessa potenza e lo stesso impatto nella società italiana che ebbero la fondazione del Partito e le primarie dell'ottobre 2007. Negli ultimi mesi abbiamo fatto molta fatica a parlare agli italiani e a costruire una "cultura democratica" coraggiosamente capace di rappresentare il potenziale rivoluzionario di un partito che è nato come una risposta ai grandi cambiamenti della società e del mondo del nostro tempo. Un partito in piena ed efficace comunicazione con il sentire del suo Paese non può che organizzare, per suo stesso istinto, per sua stessa natura, una conferenza in vista della quale ogni democratico possa sentire di dare il suo contributo, di poter fare individualmente la differenza.

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appunti per un partito nuovo

giovedì, gennaio 15, 2009

La preghiera non può mai essere usata contro qualcuno

Siamo alle solite. A me risulta, tra l'altro, che la Curia milanese sia intervenuta eccome. E che gli islamici si siano già scusati. E che «la preghiera non possa mai essere usata contro qualcuno», com'è stato detto. Appunto.

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cultura, diritti

E' la mia scelta definitiva

Mattia su The Millionaire. Non perdetevelo (né il post, né il film).

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visioni

Alziamo la testa (c'è chi distribuisce card che non funzionano, e chi fa politica)

Ecco qui, una bella campagna per un'iniziativa concreta, intelligente e diretta. E finanziata con 25 milioni di euro.

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Aria di pianura e Processo al nucleare

Il titolo è un po' wertmülleriano (Aria di pianura. Come migliorare la qualità dell'aria in pianura padana e contribuire alla lotta ecc.) ma è un'iniziativa molto importante (e non solo perché vi partecipa, non si sa quanto autorevolmente, il vostro affezionatissimo). Si terrà qui, sabato 17 gennaio, a partire dalle 9.30 presso l'auditorium del Consiglio regionale. Interverranno Maria Berrini, Chiara Braga e Patrizia Toia. A seguire assemblea degli Ecologisti democratici. Già che ci sono, vi segnalo il Processo al nucleare che il Circolo Tombon ha organizzato per il sabato successivo (24 gennaio), con Colaninno (il figlio) e Tabacci, senza invitare nessun esponente regionale (ma noi, che siamo bravissimi, andremo lo stesso, nella speranza che Colaninno abbia avuto modo di chiarirsi un po' le idee, rispetto alle prime uscite in merito...).

postato da civati, 15:52 | link | commenti
regione

L'uomo che guardava passare i treni

Si è molto parlato di Alitalia, Malpensa e Linate. Insomma, di aerei. Ed è un fallimento. In compenso, i treni vanno anche peggio. Questa è la Lombardia di Formigoni. Ecco il comunicato stampa del collega Stefano Tosi (i dati riguardano il servizio ferroviario prima dei disagi di dicembre): Ancora pessimi i dati di affidabilità delle linee ferroviarie lombarde: lo confermano i dati di novembre, appena resi noti dalla Regione, che vedono i treni lombardi ottenere il record negativo del 2009. Sono infatti 14 su 29 le linee di Trenitalia che hanno sforato la soglia dell'indice di affidabilità, mentre è "inaffidabile" una linea su cinque di Ferrovie Nord. I dati si riferiscono ancora al vecchio orario ferroviario e quindi non comprendono i fortissimi disagi del mese di dicembre. Esistono casi eclatanti, come la tratta Seregno - Carnate - Usmate, che supera di tre volte la soglia di affidabilità, peraltro superata ogni mese da gennaio a novembre. Pessima la situazione anche sulla Milano - Varese - Porto Ceresio, la Milano - Bergamo via Carnate e la Milano - Mortara - Novara, che hanno superato il valore soglia più o meno del doppio. Il tutto senza che ai pendolari sia riconosciuto il bonus previsto dal contratto di servizio con Trenitalia, perché la Regione non lo ha ancora rinnovato. Anzi, con l'introduzione degli Eurostar city, la soppressione della ICPass e la sospensione delle tariffe integrate per molti utenti ci sono già stati aumenti consistenti delle tariffe dall'inizio dell'anno. "La metà delle tratte ferroviarie lombarde a novembre ha avuto ritardi e soppressioni oltre il livello di guardia - commenta il consigliere regionale PD Stefano Tosi - in un crescendo che, come sappiamo, a dicembre ha raggiunto un altro picco. La situazione è fuori controllo, eppure dalla Regione si diramano rassicurazioni. Ricordiamo che in Aula consiliare il 17 dicembre l'assessore Cattaneo aveva rassicurato che la situazione si stava avviando alla normalità. I pendolari sono di diverso avviso". "Avevamo chiesto - continua Tosi - che ai pendolari fosse concesso gratis l'abbonamento di febbraio per ripagarli di un anno di disagi senza nemmeno il bonus, e gli ultimi dati dimostrano che avevamo qualche ragione. Invece, grazie agli accordi raggiunti in extremis tra la Regione e il gestore, già molti pendolari hanno trovato da gennaio aumenti consistenti degli abbonamenti, mentre per tutti gli altri le tariffe aumenteranno, come già previsto, durante l'estate. È una vera beffa".

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regione

Scampato pericolo

Qualcuno sembra aver dato retta ad Andrea e a chi (come il vostro affezionatissimo) si era mobilitato contro il pasticcio europeo a cui stavano lavorando Pd e Pdl. Il Pd proporrà una soglia al 4%, senza toccare le preferenze. Una proposta che verrà immancabilmente bocciata dal Pdl e tutto rimarrà come prima. Meglio così.

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Da Milano a Shanghai

Sto leggendo il pamphlet che parla di CL in Lombardia (qui una sintesi). Sembra un po' leghisteggiante, ma è molto interessante.

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regione

Per tutto il resto

Alitalia: quattro miliardi di euro. Comune di Catania: 140 milioni di euro. Sostegno agli altri enti locali: zero euro. Misure anti-crisi: poco di più. Del resto, certe cose non hanno prezzo. Per tutto il resto (lo so, è facile) c'è Social card.

postato da civati, 12:18 | link | commenti (4)

Per esempio, essere a capo di se stessi

Per riprenderci dall'ennesima giornata difficile, tra un Pd che (purtroppo) non c'è e un Pdl che (purtroppo) c'è, ho deciso di scrivere il post più bello degli ultimi tempi, anche perché non è farina del mio sacco. Qualche mese fa, Stefano Draghi venne a Monza a commentare i risultati elettorali e ci parlò del partito esemplare. E a me, che sono ormai un vecchio arnese della politica, venne in mente un manifesto di qualche tempo prima, in cui Berlinguer era salutato con lo slogan «Per Enrico, per esempio». Era un manifesto di Massimo e Roberto, che ancora oggi curano le nostre campagne elettorali. E il «per esempio» era già una mia particolarissima ossessione, soprattutto per 'colpa' di Vittorio Foa. Nel suo ultimo libro, uscito all'inizio dell'anno per i tipi di Einaudi, scritto con Federica Montevecchi (bravissima), che s'intitola Le parole della politica e dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno (qui una piccola recensione), Foa scriveva pagine straordinarie sull'argomento. «La parola "esempio" è la più importante», scrive Foa, aggiungendo: «Non si possono insegnare i valori politici: è necessario viverli». E occorre vivere «qualcosa di emotivo che superi il presente», «credere nelle cose alte soprattutto nei momenti in cui si sente un linguaggio politico volgare, banale come quello di oggi». Ciò vale per noi, in modo particolare. Dare valore alle parole, interpretandole. Dare significato alla politica, muovendosi in modo coerente e conseguente. Non si può parlare di rinnovamento, democrazia, coraggio e non praticarli. «Perciò sono un po' scettico sul linguaggio dei valori che sento in giro, ossia sull'esaltazione dei valori: vorrei vedere degli esempi perché è dagli esempi che può nascere qualcosa». Montevecchi parla, chiosando, di «etica dell'esempio» e cita Socrate, e il Gorgia e i politici capaci di «essere a capo di se stessi» (che spiega anche che cos'è la leadership, se ci pensate), in grado di migliorarsi per migliorare la città. Un bell'esempio, a sua volta. Da tenere in considerazione. E da provare a interpretare. P.S.: Vittorio Foa, nel libro, dice anche: «Essere ebreo vuol dire volere lo Stato d'Israele come civiltà e non come sopraffazione, vuol dire vivere insieme». Per esempio.

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appunti per un partito nuovo

mercoledì, gennaio 14, 2009

Vergogna

Facciamo qualcosa contro questa sconcezza?

postato da civati, 23:49 | link | commenti (22)
diritti

Alex e la Formica

C'è poco da aggiungere, se non questo.

postato da civati, 23:42 | link | commenti (1)
il segreto di alex

E gli agnostici?

Forse non si sono decisi (come al solito) e non hanno affittato un pullman: eppure mancano solo loro.

postato da civati, 20:44 | link | commenti (1)
diritti

La questione umorale

Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Sarà perché è una giornata lunga, fatta di commissioni, dichiarazioni, servizi idrici integrati e inceneritori, brain storming (e heart storming?), illusioni (il Walter di ieri) e delusioni (il porcellum reloaded, i big e la conferenza programmatica, nonché alcune cose che riguardano la politica estera), ma mi rendo conto sempre di più che il mio umore dipende dall'andamento politico, elettorale (ma anche demoscopico) del Pd. Ora, mi rivolgo a chi di dovere, in ragione di una personalissima motivazione: con i sondaggi al 25%, come volete che sia combinato, il mio umore? Fate qualcosa, perché ormai sono un barometro democratico e registro ogni singola perturbazione, anche quelle che stanno per arrivare. Inizio a somatizzare il disagio del Pd. Come me, temo che migliaia di democratici siano nelle stesse condizioni. Non fate finta di niente. Si è aperta una questione umorale, in seno al partito. E' improrogabile, un intervento. Fate presto.

postato da civati, 18:38 | link | commenti (11)

Vorrei esserci

Domani, a Roma, alle 15, al seminario del Pd in cui si cerca di trovare un'intesa sul testamento biologico. Vorrei esserci per sostenere la proposta di Ignazio Marino, che trovate qui. Mi pare l'unica proposta in circolazione che sia rispettosa di tutte le sensibilità (anche della mia, che non guasta) e che non voglia imporre nessuna particolare concezione della vita e della morte a nessuno. Perché, come già in tante altre occasioni, vale la è bene ricordare che la libertà di coscienza vale per gli eletti, certamente, ma anche per gli elettori. E che ci sono i teodem, ma anche i simplydem, che sono anche freedem.

postato da civati, 18:11 | link | commenti
diritti

Vi prego, non fatelo

Leggendo i giornali di oggi, pare proprio che il Pd sia intenzionato a proporre il modello mezzo belga, mezzo svedese, per rendere 'innocue' le preferenze, come già segnalato da Luca, da Andrea e dal vostro affezionatissimo. Oggi i big (sic) si trovano per deliberare. Mi rivolgo a loro con un messaggio semplice: vi prego, non fatelo.

postato da civati, 10:09 | link | commenti (8)
appunti per un partito nuovo

E andiamo a Genova



Con i suoi svincoli micidiali, e con i suoi democratici genuini. E' la seconda tappa della Carovana, e si terrà sabato 24 gennaio. Nei prossimi giorni, ulteriori dettagli (qualche informazione la potete trovare fin d'ora qui). Altre città e altri democratici si stanno preparando, all'insegna del messaggio che abbiamo voluto dare fin dall'inizio: che ogni città, ogni 'territorio' (la parola più citata e meno frequentata della politica italiana) promuovesse un proprio evento. Quello di Genova sarà dedicato a tante cose, ma soprattutto al recupero di credibilità necessario al Pd, una credibilità che si è decisamente appannata negli ultimi mesi. «Bella ragazza, ma chi l'ha detto che non si deve provare, ma chi l'ha detto che non si deve provare a provare»? Ecco, provare a provare. «E questa pioggia da un momento all'altro potrebbe smettere di venir giù». Appunto. «E non avremo più scuse, allora, per non uscire». E andiamo a Genova con i suoi spiriti musicali...

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appunti per un partito nuovo

martedì, gennaio 13, 2009

L'opposizione ve la fa Saturno

O farete qualcosa anche voi? Crozza a Veltroni, a Ballarò, in diretta. E' mio dovere morale seguirla, questa trasmissione. Non so perché, ma mi sembra importante. Aggiornamenti strada facendo.

La cronaca

La parola alla base. Le cose che diciamo tutti. Ainis sempre bravo. Impietoso il montaggio. Ora Walter. «Noi stiamo facendo una cosa che non è mai accaduta». Ok. «In una condizione di obiettiva difficoltà» è partito il nostro lavoro. Ok. Il 25 ottobre, «la più grande manifestazione della storia dei partiti politici italiani». Vero. «E poi è successo quello che spesso succede nella storia della sinistra italiana: segare il ramo sul quale si è seduti». Va bene. Però (ci voleva, un però) «sento l'esigenza di andare avanti». «La scelta di fondo non è un errore». Per una «maggioranza riformista». Continuità con l'Ulivo. «Molto entusiasmo, molte attese». «Ogni volta che abbiamo fatto così» (Trentino e, pensa, Sardegna) è andata bene. Non teme il fallimento del Pd. Walter punta tutto sull'innovazione. E il rinnovamento, gli chiedono? «Siete tutti molto severi verso il Partito Democratico». Bravo. «La soglia è molto alta», ed ha ragione, ed è giusto che sia così. L'analisi c'è, devo dire. Bisogna solo capire se dice anche 'come' usciamo dai guai. Agli altri basta B. Punto. Lo dice anche Pisanu. Che però rilancia, parlando delle divisioni politiche del Pd. Veltroni difende l'opposizione del Pd. Difficile, un po' difficile. «Respiro strategico» contro il quale tanti si muovono. Distinguo su Di Pietro. «Gigantesco rinnovamento» in Campania, che riguarda anche Bassolino. Pagnoncelli e il sondaggio. Netto consolidamento del vantaggio del Pdl (38,2%), Pd (25%), Lega Nord (11,5%), Idv (9,5%). Divisioni interne e questione morale. Udc (6%), Sinistra radicale (poco più del 5%). L'elettorato del Pd è diviso, tra il 60% che pensa che il Pd sia un progetto valido, il 28% pensa sia, invece, inefficace. Per il 63% pensa che Veltroni sia l'unico leader possibile, il 31% dice che ci vuole un altro leader. Pesante per Walter. Forse la sua trasmissione più difficile. Tiene botta, Walter, però. Ricorda che il 25 ottobre erano al 32%, i nostri sondaggi. La «fretta» non va bene. Ci vuole tempo, e il progetto funzionerà. Ottimo su B e anti-B. Il primo governo Prodi come miglior governo della storia repubblicana. Giusto. Il Pd ha un problema più al Sud che al Nord. Secondo il sondaggio, B è in testa come paladino della questione morale (eh?!). Sulle intercettazioni, gli italiani si dividono in due. E' abbastanza evidente che il problema sia culturale [nota mia]. Pisanu, a suo modo, conferma. Walter preciso sulla giustizia: tempi, modi, burocrazia. Leggi vergogna. Walter è preciso. Domanda (mia): ma com'è che poi non lo siamo, nel quotidiano? Risposta (mia): boh. «Posti nei quali i partiti non devono essere»: sanità e Rai. Ottimo. Pisanu difende B, a cui scappa anche un mozzare il dito ai magistrati che ce l'hanno con Silvio suo. Sai che novità. Vediamo se si arriva al punto politico. La crisi (finalmente, verrebbe da dire, se non si trattasse della crisi). Effetti economici delle manovre del governo? Zero. Speriamo che il Pd capisca che il punto è qui. E' l'economia, stupido, e la fatica delle persone. Sentiamo Walter. «Il governo ha sbagliato le previsioni, ha sprecato un sacco di soldi», Alitalia e Ici, prima di tutto. La detassazione degli straordinari è fuori tempo (e fuori luogo). «Il governo ha scommesso che non ci fossero ricadute sull'economia reale», infatti è accaduto il contrario. La «specificità italiana» è che siamo messi peggio degli altri (l'aveva detto la segretaria Ugl, che si mostra contenta della citazione). «Garantire ai precari di non restare a zero euro». Ecco. I precari. Quelli senza garanzie. Chi rimane a casa. «Sussidio unico di disoccupazione». Oh, Walter, finalmente! Pisanu dice che la questione Alitalia è stata risolta. Cita l'Alfa Romeo (siamo a posto). «Problema risolto!», tuona Pisanu. Pubblicità (ma com'è stupida la pubblicità del canone, con Marx?). Malpensa è costata 2000 miliardi di lire (di cui 50% dello Stato, il resto Sea, sempre dei contribuenti, quindi). Pagnoncelli: le persone più informate pensano che la soluzione Alitalia sia una boiata (per capirci). Veltroni spiega la soluzione Prodi. Cai? Senza evidenza pubblica. Air France? E' tornata. Le responsabilità dei sindacati (mannaggia). Polverini, però, dà ragione a Veltroni: «la politica entrò a gamba tesa», durante la campagna elettorale. Pisanu è ancora fermo all'italianità. Già. Leon ricorda che di mezzo c'è anche AirOne. E Banca Intesa. La parola di Walter per l'elettore del Pd: «Avere fiducia».

Il commento

Veltroni molto buono. Preciso, molto preciso. La situazione è difficile, quasi compromessa. L'impressione è che il Pd uscirà dalla (propria) crisi se saprà leggere e interpretare la crisi (quella di tutti). Con proposte chiare e battaglie (anche culturali) comprensibili. Strategie e riforme strutturali per il Paese. In una parola, il riformismo, di cui si parla poco, distratti da troppe cose. Smettiamola di parlare d'altro, e concentriamoci sul nostro lavoro. La fiducia, però, caro Walter, si sta esaurendo. Sappiamo che lo sai, ma forse non è abbastanza. Fine delle trasmissioni.

postato da civati, 21:19 | link | commenti (21)

Sui muri della Lombardia

Il manifesto del Pd su Alitalia e Malpensa.

postato da civati, 18:14 | link | commenti (13)

Oltre all'esorcista

Al Pd servirebbe un copy. La corrente di Parisi si chiama «Democratici per la democrazia». Non commentate, abbiate pietà.

postato da civati, 12:51 | link | commenti (10)

Pörcellö? No, grazie

L'Al Gore di Varese si è messo a fare i conti. Il modello Ikea corretto al cioccolato (belga) fa sparire le preferenze: non vorrei che il Pd lo sostenesse. Lo dico con chiarezza. E ripropongo il video. Non si sa mai. E vi consiglio di aderire alla catena lanciata dallo stesso Al, sempre più arrabbiato.

postato da civati, 12:40 | link | commenti

Preferenze? Le rinviamo, che ne dite?

Seconda mozione della seduta di oggi. Tema: preferenze alle Europee (e, di riflesso, preferenze alle Politiche). Mozione presentata da Udc e altri. Forza Italia chiede di ritirare la mozione. E l'Udc la rinvia. Poteva andare diversamente? In compenso, rischia di passare una bella mozione pro-Gelmini. Come ha commentato Sara Valmaggi (Pd) sembra un po' eccessiva (nel senso dello zelo): in effetti, a questo Consiglio mancava solamente la mozione presentata dai fan.

postato da civati, 12:30 | link | commenti
regione

La giornata sull'omofobia

Il Consiglio regionale vota una mozione contro l'omofobia e per l'adesione alla giornata mondiale contro l'omofobia presentata dal collega Muhlbauer, e sottoscritta da tutto il centrosinistra. Un testo moderato e ragionevole. I presentatori, tra l'altro, si dicono disponibili ad accogliere emendamenti e correzioni da parte della maggioranza. Nessuna apertura. La Lega, unica forza di maggioranza ad intervenire, attraverso il suo capogruppo, dichiara così: «Va bene condannare l'omofobia, ma celebrare l'omosessualità come se fosse un colpo di culo...». Testuale. Si chiede l'intervento delle altre forze che governano la Regione e si invitano a fare proposte. Nessuno interviene. Poi prende la parola Forza Italia, dicendo che non è d'accordo con il testo della mozione, perché alcuni aspetti della mozione non sono condivisibili. Il voto è contrario. La mozione bocciata. Questa è la nostra Regione. E questa è la celebrazione della giornata sull'omofobia. Appunto.

postato da civati, 11:47 | link | commenti (9)
cultura, diritti, regione

Angeli e demoni

Anno nuovo, vita nuova? Sì, ciao. D'Alema e Veltroni, Veltroni e D'Alema. A volte, non me ne vogliano, sembra un reality.

postato da civati, 11:08 | link | commenti (2)

Un sito per la crisi

Ci ha pensato lui, come sempre.

postato da civati, 11:05 | link | commenti

Politiche per l'integrazione

Qui e qui. Un paese incivile.

postato da civati, 08:51 | link | commenti (3)
cultura, diritti

Ogni tanto si vince

Saranno felici i 114 blogger che hanno aderito alla catena per salvare il famoso 55%, le detrazioni per l'ambiente a cui tanto tenevamo. In Parlamento ci hanno dato retta. Alla prossima.

postato da civati, 08:41 | link | commenti (1)

Nessun patto

E nessuna 'stabilità' per le infrastrutture del Comune di Roma. Un'altra vittoria della Lega, dopo Catania, dopo il ponte sullo Stretto, dopo Air France. Ottimo lavoro, ragazzi, continuate così.

postato da civati, 08:35 | link | commenti
la questione settentrionale

lunedì, gennaio 12, 2009

In verità

Ci vorrebbe il gorilla, quello di Brassens, o quello del Crodino, per commentare cose come questa. Ma ci affidiamo ad un altro classico...

postato da civati, 22:17 | link | commenti
regione

C'est payé, balayé, oublié

Je me fous du passé! Alitalia e Air France, un accordo trionfale. Nel video Letizia Moratti (portavoce di Silvio B, Roberto Formigoni, la Lega Nord, ovviamente a carico dei contribuenti italiani).

postato da civati, 21:46 | link | commenti (2)
regione

Ci mancava il modello svedese (un'ikea geniale)

Al Gore mi scrive allarmato da Luino, per segnalarmi che sta per andare in scena il modello svedese per le Europee (inciuciø?), l'unico sistema elettorale che fa arrabbiare la Sinistra radicale e l'Udc in un colpo solo. La trovata geniale? Le preferenze modificano il risultato elettorale soltanto se il partito supera una certa percentuale (l'8%, ad esempio), altrimenti passa il capolista. In ogni caso, sbarramento al 4% (e pare che in questo caso ci si ispiri al modello belga, sul serio). Per il montaggio, si tratta di un fai-da-te, ovviamente. P.S.: non è uno scherzo. P.S./2: secondo me è incostituzionale.

postato da civati, 15:01 | link | commenti (10)

Gli extra e i saldi

Vanno avanti. Anzi, rilanciano. Adesso sta a vedere che per gli stanieri i 50 euro sono uno sconto. Un saldo. Per gli extra. Già. P.S.: però, come spesso si ripete anche a sinistra (sinistra?), Maroni è un ottimo ministro. A parte questo, a parte le impronte, a parte tutto.

postato da civati, 11:56 | link | commenti (2)
cultura, diritti

Fai politica? E com'è che sei simpatico?

«Paranoia»: mi pare la definizione giusta per l'ennesima esternazione di Brunetta. Colgo l'occasione, come si suol dire, di rinnovare i complimenti per il lavoro che svolgono, molto bene, gli impiegati del Catasto della mia città, che ho il piacere di conoscere, e con i quali la giunta di centrosinistra fece ottime cose. Ma il punto, forse, è un altro. E il punto è che, in questo Paese, chi non dice al figlio che lavoro fa, sempre più spesso, è il politico. Soprattutto quando si rende conto di avere dei colleghi così. Una volta al mare una ragazza si mise a chiacchierare con me, e mi chiese: «Ma tu fai politica? E com'è che sei simpatico?». Ecco. Prima di parlare male delle altre categorie, bisognerebbe evitare di (s)qualificare la propria.

postato da civati, 10:43 | link | commenti (7)

Nessuno l'aveva avvisata

Accipicchia. Si erano dimenticati di farle una telefonata. E lei non lo sapeva. E ora, dopo tanto tempo, si chiede: ma se Cai è privata, perché i debiti li pagano i cittadini? Già. Chiederò ai colleghi del gruppo consiliare di Milano di battersi affinché al sindaco della loro città venga consegnata una rassegna stampa. Non può rimanere all'oscuro di tutto. Non è giusto.

postato da civati, 09:59 | link | commenti (8)

domenica, gennaio 11, 2009

Sarò breve

Cliccate qui. Vale per i messaggi email, per gli interventi politici e, forse, anche per i blog...

postato da civati, 14:32 | link | commenti (1)

Prima e dopo

Oggi lo compro, tra qualche giorno ne parlo.

postato da civati, 14:19 | link | commenti

Meglio Soru (che accompagnati da loro)

Ormai è una catena di blog, come questo. Pensateci anche voi.

postato da civati, 14:09 | link | commenti (2)

Colpa e corpo

Ci ha pensato già Mattia, che, per l'occasione, si è fatto Palomba. Sette anime è un film di Muccino, e già basterebbe dire così. E' molto mélo, sconvolgente (anche troppo e c'è una sottile linea di passione per il dolore che il soggetto e la sceneggiatura superano molto spesso). Il senso di colpa e il corpo sono le due parole-chiave, insieme. Non leggete recensioni prima di andarlo a vedere (anche questa si autodistruggerà una volta che avete terminato di leggerla) perché il film è montato in modo tale che non si capisca quasi nulla per tre quarti d'ora, e sarebbe un peccato non apprezzarlo così. Sappiate che si parla di morte, di depressione e di amore (nel senso di Rosario Dawson, di cui ci s'innamora a prima vista, e capita anche a Will, ovviamente). Un ultimo suggerimento: vi prego, il dibattito, no! Non vorrei che anche Binetti avesse qualcosa da dire.

postato da civati, 13:59 | link | commenti
visioni

E ti accorgesti in un solo momento

postato da civati, 13:27 | link | commenti (1)

Le cose da fare/2

Obama e la rivoluzione verde, ne ho scritto spesso, e pare che sia molto popolare negli Usa l'idea di investire nell'ambiente e nell'ecologia (l'Al Gore che sta sul lago, almeno, dice così). Con Maria Berrini, da tempo, ci crediamo e, da tempo, sosteniamo che la Lombardia possa diventare una delle regioni leader in Europa in questo campo, e Milano la capitale ambientale del nostro paese. In questo quadro, vi proponiamo l'iniziativa di sabato prossimo, 17 gennaio, presso la sede del Consiglio regionale della Lombardia. Per rilanciare la sfida. qui l'invito e il volantino, qui il gruppo su Facebook.

postato da civati, 13:15 | link | commenti
regione, obama sui navigli

Le cose da fare

A proposito di 'cose' da fare, presto e bene. Succedono 'cose' così, nel nostro Paese. Del resto, nella nostra regione ci siamo abituati, se penso alla legge sui phone center e al nuovo progetto anti-kebab, di cui ho spesso parlato. Li preferiscono così e se fanno gli imprenditori (non sia mai!), li ostacolano in ogni modo. Eppure i dati ci dicono cose diverse, che la nostra società è già cambiata e che bisogna piuttosto investire sulla costruzione di una società interculturale, attraverso un percorso difficile, impopolare ma necessario. A questo sto dedicando un lavoro di indagine sul campo, attraverso quello che succede in Lombardia. E vorrei che anche voi mi segnalaste buone pratiche e iniziative, che si muovono nella direzione di una società che sappia interpretare i cambiamenti che la attraversano. Ci conto.

postato da civati, 13:08 | link | commenti (3)
cultura, diritti

Un noi nel deserto

Quasi trecento persone a Milano, alle cinque di pomeriggio, all'inizio dell'anno, per interpretare la linea d'ombra in cui è sprofondato il Pd, tra Tarantellagate e novità centriste, angosciosi (e angoscianti) appelli del segretario e perenni distinguo dei vari leader, un sindaco che presenta certificato medico per tirare fino alle elezioni nonostante le inchieste, qualcuno che, per esagerare, difende Villari e il suo modo di fare. Più che un commissario qui ci vuole un esorcista. Come per ogni carovana che si rispetti, al tè democratico sono giunti ambasciatori da ogni confine: da Roma, dal Veneto profondo, dalla provincia lombarda, dalla riviera ligure. Giovani e adulti, senza distinzioni. Tanti giovani più del solito, però, e questo dato non si può continuare a banalizzare. Un'introduzione di Ivan bella e convincente, una conclusione di Pier pugnace e risoluta: in mezzo Carlo e Oleg, Matteo e Marella, Francesco e Tere e Michele, e tanti altri. E domande e riflessioni per rimettere in moto un partito che si è perso in un bicchiere d'acqua, mezzo vuoto per di più. Non so come i giornali parleranno di questo piccolo evento, sono sicuro però che non ne hanno finora mai parlato, e che per la prima volta la rete (e solo la rete) è servita a portare le persone a ritrovarsi e a dire la propria, e viene in mente, fatte le debite proporzioni, quello che è successo tra Springfield e Grant Park. Ci avevano detto: «Muovetevi, fate qualcosa, liberiamo i cani se andate avanti così». E noi, con molta umiltà e preoccupazione, stiamo cercando di farlo. Dove ci porterà la Carovana? Questa è difficile, Gerry. Potrei cavarmela con una citazione: «Caminante, no hay camino, se hace camino al andar». La Carovana si spiega per quello che è, una ricerca della chiave e del riscatto. Già, tutto vero, ma so che non basta. E allora dirò che vogliamo che il Pd conosca una svolta politica al suo interno, dove tante cose non funzionano, ma che soprattutto abbia a cuore il suo profilo programmatico e il famoso «che cosa» intendiamo dire ai cittadini italiani. E l'unica chiave di lettura di cui sono sicuro, in questo momento, è che la duplice crisi del nostro Paese, quella economica e quella politica, che affondano le loro radici molto lontano e molto prima di oggi, possono trovare una soluzione solo se verranno affrontate insieme. Solo se sarà chiara la direzione, e ci saranno misure e provvedimenti conseguenti. Se il Pd vorrà, partendo dalla crisi (che è anche scelta e selezione e momento di chiarezza), dare nuovo senso alla propria proposta politica, tornando a parlare con le persone che la crisi la vivono. Le cose serie, insomma, i fondamentali, le riforme strutturali di cui abbiamo bisogno, non le chiacchiere, le divisioni, le 'formule', i personalismi. Anzi, i personalismi no, ma anche sì, se si tratta di esempi positivi, di cose concrete, di iniziative ben rappresentate dalle tante persone che al Pd dedicano intelligenza e passione. Così si potrà leggere la linea d'ombra, dopo un viaggio pieno di avversità da cui, come nel romanzo, emergiamo tutti febbricitanti, divisi e spaventati. In un porto provvisorio in cui sentirci tutti più maturi. E con la consapevolezza che dobbiamo rimetterci in mare, però, senza perdere altro tempo.

postato da civati, 11:33 | link | commenti (51)
appunti per un partito nuovo

sabato, gennaio 10, 2009

Si parte

Con la Carovana democratica. Non più da via Archimede, ma da via Mascagni, 6, sempre a Milano. Ci vediamo alle 17. Chi non viene, non sa cosa si perde.

postato da civati, 10:16 | link | commenti (12)

venerdì, gennaio 09, 2009

Il popolo migratore e le leggi in deroga

Spesso, in queste pagine, abbiamo parlato di peppole, stornelli e prispoloni, e della loro caccia in deroga a cui la Regione è da sempre appassionata. Qui trovate una buona notizia, per il popolo migratore e per noi che ci siamo sempre battuti (ma anche per i contribuenti, che pagavano le multe).

postato da civati, 16:55 | link | commenti (2)
regione

Il senso di Smilla per la neve

Lui mi attacca sempre, e io cosa faccio? Lo cito, perché questa, su Smilla Moratti e i militari spalatori è davvero carina. Grazie a Marta per avermela segnalata (dalla laguna, i lagunari, appunto).

postato da civati, 16:09 | link | commenti (3)

Il metodo di Capezzone

Una volta, a Capezzone, non piaceva quello che definiva il metodo Moggi, ora sì. E dice (Repubblica, p. 50): i Moggi sono "le vittime del processo Gea". Luciano Moggi "non era certo l'unico responsabile, tanto è vero che i problemi ci sono ancora, nonostante la sua assenza forzata. Molti dovrebbero chiedergli scusa: tutti quelli che hanno creduto alla favola del lupo cattivo e di tanti Cappuccetti Rossi". Dovrebbero chiedergli scusa, in molti, per avere frainteso le favole del lupo cattivo. De te fabula narratur.

postato da civati, 13:01 | link | commenti (4)

No, grazie, siamo la Juventus

Moggi si ritiene vittorioso, e c'è già qualcuno che chiede indietro i due scudetti giustamente cancellati. Ecco, no grazie, non li vogliamo. Non siamo più la squadra di Cannavaro. Siamo la Juventus.

postato da civati, 12:52 | link | commenti (4)

La marsigliese

Incredibile dichiarazione del sindaco cum grano salis (uno solo, però).

postato da civati, 12:49 | link | commenti

Un Pd così

Si può avere? Ecco quello che scrive la Stampa di Soru, oggi, in un servizio da ritagliare e conservare. Ve ne propongo uno stralcio di carattere politico-programmatico: "Certo, la Consulta gli ha bocciato la famosa 'tassa sul lusso', ma all'attivo c'è la legge che vieta di costruire fino a tre chilometri dal mare, il taglio di un migliaio di posti di sottogoverno, il risanamento del bilancio regionale, una raccolta differenziata ai primi posti in Italia, la sanità in equilibrio, l'assegnazione a 400 giovani ricercatori sardi di 30.000 euro ciascuno". Appunto.

postato da civati, 12:43 | link | commenti (6)
appunti per un partito nuovo

Ora, ad esempio

In molti ormai lo dicono. Ci vogliono delle belle liste del Pd alle Europee, che diano qualità al profilo del partito, soprattutto se proseguirà l'«inverno del nostro scontento». Premetto che non sono candidato (a scanso di equivoci, perché non se ne può più) e che a Bruxelles e Strasburgo ho sempre preferito Barcellona (mon amour). Mi permetto perciò di dare qualche consiglio sulle candidature, per evitare brutte sorprese e futuri imbarazzi. Intanto, un piccolo codice etico, come quello che abbiamo proposto qualche settimana fa, non guasterebbe (e mi ha fatto piacere vedere avanzare analoga proposta da parte dell'europarlamentare Gianni Pittella, che già si era distinto per la difesa delle preferenze e contro il porcellum europeo). In secondo luogo, eviterei di concepire le Europee come 'premio' alla carriera (un amico, oggi, mi ha detto: «Se c'è Bassolino, tra me e il Pd è finita», per capirci), o come diversivo. Eviterei anche i "vai e vieni", come è accaduto nella precedente tornata, in cui molti candidati eletti sono presto tornati (forse si chiama così per questo, la tornata...). Quasi tutti. Chi va in Europa, deve farlo perché ci crede. Sembra semplice, ma non sempre lo è, o non sempre lo è stato. Ci sono eccezioni, come quella già richiamata, ma è meglio essere sicuri di una reale motivazione. Poi ci saranno le valutazioni politiche, certamente, che però dovrebbero essere ispirate (sempre) al principio di ragion sufficiente (verificare qui): perché tutto sia motivato e, per così dire, spiegabile. Perciò il processo dovrà essere trasparente e la selezione delle candidature 'partecipata', come non è stato per le politiche (purtroppo), perché non c'era tempo, si disse. Ora il tempo c'è, ed è solo questione di volontà. E di coraggio, nel rappresentare un partito nuovo (appunto). Da ultimo, le candidature di per sé non vogliono dire granché se non c'è un progetto politico ambizioso che le inquadri e le qualifichi. E spero proprio che si lavori perché questo accada. Perché è importante nobilitare questa competizione, ed interpretarla nel migliore dei modi, avendo le idee chiare e iniziando a parlarne per tempo. Cioè ora, ad esempio.

postato da civati, 01:34 | link | commenti (3)
appunti per un partito nuovo

Carovana partigiana

Cambia la location della Carovana. Non più al circolo Archimede, ma in via Mascagni, 6, presso la sede dell'Anpi. Ci vediamo lì, ci vediamo qui.

postato da civati, 00:47 | link | commenti (3)

giovedì, gennaio 08, 2009

Un altro ciak per il Pd, lettera aperta a Walter Veltroni

Chi vuole, ovviamente, può sottoscriverla.

Caro Walter,

pubblico e critica, concordemente, ci dicono che per il Pd la 'prima' non sia stata 'buona'. Ci vuole uno stop (sonoro) del regista, e un altro ciak. Una nuova sequenza, in cui si respiri quella volontà di cambiamento di noi stessi e della politica, soprattutto, che si era percepita nel progetto che avevamo coltivato fin dalle primarie e che si era manifestato in campagna elettorale. Ci vuole un salto della rana, uno strappo o, per rimanere in metafora, un flash forward, che ci parli del futuro. Il nostro e quello del nostro paese, all'insegna di una politica che guardi dritto negli occhi quello che abbiamo davanti. E' così difficile pensare ad un partito che parta dalle proposte di Pietro Ichino e Tito Boeri e lanci una grande campagna per la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali? E' così difficile fare del Pd un luogo in cui figure come quella di Soru, con le sue battaglie per la difesa del territorio e della sua dignità, si sentano a proprio agio? E' così difficile immaginare un partito che discuta e prenda in seria considerazione, così ci auguriamo in tantissimi, la proposta di Ignazio Marino per il testamento biologico? E' così difficile pensare ad un partito che raccolga la sfida della qualità dell'ambiente e dell'innovazione, dando una scossa di energia pulita e rinnovabile al nostro paese? E' così difficile credere in un partito che faccia propria una proposta politica che finalmente interpreti i cambiamenti a cui stiamo assistendo, dai nuovi poveri ai nuovi 'italiani', che hanno trasformato profondamente la nostra società? Credo che tu sia d'accordo con me, ma nel prossimo periodo queste cose devono accadere, e non soltanto essere rappresentate. E per farlo ci vuole un partito che lo sia davvero, una sede politica a tutti gli effetti, perché negli ultimi tempi dal partito liquido siamo passati al partito gassoso, volatile quando non esplosivo (sarebbe meglio dire, implosivo, per la verità). Ci vuole organizzazione - in senso democratico, e non partitocratico, ovviamente - ma ci vuole, a cominciare dalla semplificazione degli organismi nazionali. Ci vuole un governo ombra più illuminato e presente, perché, dispiace dirlo, lo è stato molto poco. E ci vuole anche un percorso trasparente e coraggioso, nella proposta politica e nelle figure che la rappresenteranno, perché le prossime europee siano l'occasione per il nostro secondo ciak. Perché il progetto del Partito Democratico rimane necessario, in un'Italia che era in crisi prima della crisi, in un paese che si è stancato anche di stancarsi di se stesso, e che sembra ormai una caricatura, di quelle che non fanno ridere. Ci crediamo ancora, e sono tanti i giovani pronti a dare un proprio contributo. Non per fare carriera, come dicono alcuni, ma per dare speranza. A tutti noi.

postato da civati, 17:01 | link | commenti (62)
appunti per un partito nuovo

Qualche centimetro di neve

E si blocca Milano (ovviamente, del resto siamo ai Tropici, chi si poteva aspettare una nevicata così?!). E si blocca l'intelligenza. Grazie a Francesca e ad Alessandro per la segnalazione.

postato da civati, 11:16 | link | commenti (13)

Tarantellagate: le cimici e le dimissioni

Lo dico, perché a tutto c'è un limite: dopo la vergognosa vicenda delle cimici in stile Tarantellagate, come se le puntate precedenti non fossero già sufficienti, credo proprio che a Napoli sarebbe il caso di andare a votare subito. Nel Pd, il partito del rinnovamento e della riforma della politica, cose del genere non sono accettabili. E mi stupisce che non l'abbia detto nessuno.

postato da civati, 10:36 | link | commenti (7)
appunti per un partito nuovo

Honni soit qui mal y pense (giarrettiere a Malpensa)

Riprendo un mio vecchio post, in cui dicevo le stesse cose che penso ora (soprattutto rispetto alla liberalizzazione degli slot e sulla soluzione 'separata' dei due problemi, Malpensa e Alitalia), per commentare l'epilogo della vicenda aeroportuale lombarda (almeno 'questo' epilogo). Leggete qui. Ce n'è un po' per tutti. Per la Lega, che l'unica grande opera che realizzerà sarà quella dello Stretto e ora tuona (sono anni che tuona, ma qui non piove mai). Per Formigoni, smentito clamorosamente da B: «Lufthansa non si è mai fatta presente né fisicamente, né con un'offerta». Già. Chi pensa male...

postato da civati, 10:02 | link | commenti (8)
regione

Dentro i miei vuoti

Iniziano a porsi il problema del rinnovamento. Confermato Fassino capolista, come mi aveva confidato l'uccellino, in Boosta la novità.

postato da civati, 09:30 | link | commenti (11)

mercoledì, gennaio 07, 2009

La non politica delle porte sbattute in faccia

Oggi Gad Lerner ci fa riflettere sulle condizioni del dibattito politico milanese, a proposito di estremismi e di dialogo (mancato).

I giovani musulmani protagonisti delle genuflessioni sul sagrato delle cattedrali di Milano e Bologna, sono reduci da un Ramadan di vagabondaggi umilianti fra tecnostrutture e garage, inseguiti dai divieti. La loro rappresentanza non è interamente ascrivibile al clero integralista. Andrebbero valorizzati i ripensamenti di chi abbandona le posizioni radicali del passato in cerca di un dialogo proficuo, come Abdel Hamid Shaari, il direttore del Circolo islamico milanese di viale Jenner, che due anni fa aderì a una manifestazione contro la politica antisemita dell’Iran promossa dalla Comunità ebraica. Ma che continua a essere maltrattato come un sovversivo. Poco più di un mese fa, invitato alle celebrazioni del ventennale della moschea di Segrate, ho potuto rivendicarvi il mio legame con Israele nella piena consapevolezza degli organizzatori. Gli spazi per far crescere nell’islam di casa nostra una visione alternativa al fondamentalismo e all’antisemitismo ci sarebbero, se superassimo la non politica delle porte sbattute in faccia. L’andare oltre le appartenenze irreggimentate è l’unico metodo per contrastare i parassiti dell’esasperazione e i propalatori dell’odio etnico e religioso. Ma per riuscirci non possiamo far finta di non vedere.

postato da civati, 21:59 | link | commenti (4)
cultura, diritti

Impopolare

Sono d'accordo. Con Mattia (nel senso di Carzaniga). E con Massimo (nel senso di D'Alema).

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martedì, gennaio 06, 2009

Forward

Avanzato, in avanti, progressista, precoce, ardito, presuntuoso, sfrontato, impertinente, pronto, sollecito, impaziente. E, ancora, promuovere, agevolare, secondare, accelerare, forzare la crescita, far pervenire, mandare, sollecitare. Per me è in questa parola inglese che si condensano i significati della carovana democratica che muoverà i suoi passi da Milano, il 10 gennaio, alle ore 17, presso il circolo Archimede. Perché mentre sono commissariate numerose sedi politiche locali (tra un po' finiamo anche i commissari), è ora di partire, senz'altro scopo se non quello di rimettere in marcia il Pd. Riprendere lo spirito della mozione Sofri et alii, inopinatamente bocciata in direzione nazionale, rilanciare una sfida di qualità, con liste trasparenti e partecipate per le elezioni europee, un coinvolgimento degli elettori e dei circoli serio e costante, un rapporto più chiaro con il governo ombra, che finora, lo dico serenamente e pacatamente, ha largamente deluso. Non possiamo più sbagliare, né perderci in tutti i bicchieri d'acqua che incrociamo, come abbiamo fatto in questi mesi. In due parole: dare al Pd un'immagine fedele al profilo che lo stesso Pd aveva promesso di darsi, per cambiare la politica italiana. Come ha detto Beatrice Biagini in occasione dell'incontro de iMille a Milano del 28 dicembre, ci vuole coraggio, quello che sembrano avere i democratici all'estero, e che in Italia sembra così difficile interpretare. C'è molto da fare, nella biùtiful cauntri, c'è molto da dire rispetto alla sfida europea. Nessun arrivismo, da parte nostra, se non il desiderio che il Pd 'arrivi' da qualche parte. E che il nostro paese guardi al futuro, lasciandosi alle spalle una politica asfittica e noiosa anzi che no. Forward, appunto.

postato da civati, 17:59 | link | commenti (19)
appunti per un partito nuovo

Il signorino va radiato

Ho appena finito di vedere Studio Aperto (dio mi perdoni). Si parlava del vigile gay e della sua eventuale partecipazione al Grande Fratello. Questioni capitali della politica lombarda, come potete immaginare. Interviene il solito Prosperini, quello della garrota, e spiega che il vigile in ogni caso andrebbe radiato. E lo chiama «il signorino». All'insegna della solita, simpaticissima omofobia così nazional-popolare...

postato da civati, 13:00 | link | commenti (25)
cultura, diritti, regione

Secessione aeronautica? (in the name of the Nord)

Lontani i tempi della compagnia di bandiera, dell'intervento taumaturgico degli imprenditori italiani e lombardi per salvare Alitalia e il Paese. Già. Molto lontani. Ora siamo alla ritirata, più o meno strategica. Non andavano bene i francesi, vanno benissimo i tedeschi. Prato e Prodi erano figliodipù perché volevano abbandonare Malpensa. E noi a dire: liberalizzate gli slot, guardiamo al sistema lombardo nel suo complesso, alla crescita sproporzionata che hanno conosciuto gli altri aeroporti, a cominciare da Linate (sì, Linate) e da Orio. Pensiamo alle esigenze di chi viaggia e non al Risiko e agli interessi di bottega. Non facciamo i provinciali, cerchiamo la soluzione migliore. Loro: no, andiamo avanti, salviamo Alitalia e salviamo Malpensa, in the name of the Nord. Ecco quello che dicono oggi (grazie a Caterina per la segnalazione). Siamo alla secessione aeronautica. E giù a ridere.

postato da civati, 12:08 | link | commenti (14)
regione

Ne mancano due

Per arrivare a cento e 'salvare' le rinnovabili e le detrazioni. Si vota dopodomani: chi si aggiunge?

postato da civati, 11:33 | link | commenti (5)

Una classe dirigente che ha esaurito la propria carica propulsiva

D'Alema a proposito di Napoli. Meglio tardissimo che mai. E se Bassolino rispondesse con «specchio riflesso»?

postato da civati, 11:28 | link | commenti (8)

Anche la neve

Lo ha fatto. Bello, però. Molto.

postato da civati, 11:04 | link | commenti

Una risata

Ci ha già seppellito.

postato da civati, 11:03 | link | commenti (1)

L'accampamento

Il punto di ritrovo della carovana democratica in partenza sabato 10 gennaio alle ore 17 è il Circolo Archimede (un circolo storico di Milano, un punto archimedeo) che, per ovviare ai soliti problemi di comunicazione del Pd, si trova in via Archimede (facile, no?) al numero 13. Qui trovate la mappa. Ora non avete scuse.

postato da civati, 10:56 | link | commenti (1)

lunedì, gennaio 05, 2009

«Meno male che c'è il Pd»

«Meno male che c'è il PD altrimenti sui giornali in questi giorni avremmo avuto solo le orribili notizie da Gaza. Lasciate perdere il rinnovamento datevi al cabaret». Il resto lo trovate qui. Ecco perché non potete mancare alla prima tappa della nostra Carovana.

postato da civati, 17:30 | link | commenti (4)

Non son tutte rose e fiori

Presso l'altra sede, tanto celebrata solo qualche giorno fa. Che sia la maledizione del bosco di Gioia?

postato da civati, 15:08 | link | commenti (9)
regione

Tutto a posto

Leggo del rimpasto soft di Iervolino e del ritorno di D'Alfonso a furor di popolo (e ovviamente nulla a proposito di Bassolino, per il quale va tutto benissimo). E mi chiedo: ma è mai possibile che si passi da un estremo all'altro, dall'Armageddon al tarallucci-e-vino, in meno di un mese? Un segnale, avremmo voluto un segnale...
Post scriptum delle 15: qualcuno se ne è accorto.

postato da civati, 12:42 | link | commenti (10)

A proposito del male nel mondo

E di facili soluzioni.

postato da civati, 12:39 | link | commenti (3)

Silenzio

Almeno qui, sulle cose che stanno succedendo a Gaza. Non perché non siano sconvolgenti, o terribili. Solo perché non saprei cosa dire, né cosa scrivere e, anzi, se proprio volete saperla tutta, sono anche un po' infastidito da tutti quelli che scrivono di soluzioni immediate e di svolte possibili e di interventi necessari. Sto con Alessandro (nel senso di Gilioli), in un silenzio rispettoso della gravità delle cose che accadono.

postato da civati, 12:37 | link | commenti (29)

domenica, gennaio 04, 2009

Più Mohamed che Brambilla

Andrea Mollica, l'Al Gore di Varese, è tornato. E le sue 'trasmissioni' riprendono con un 'servizio' sulla Brianza che non ti aspetti (anche se Ivan, queste cose, le aveva dette già al congresso Ds di Firenze, a proposito di Milano).

postato da civati, 18:49 | link | commenti

Io sto con Soru

Io sto con Soru

Ricominciamo da Soru. Come modestissimo blogger democratico, seguirò da vicino la campagna elettorale di Soru, una delle migliori speranze democratiche che ci restino. Anzi, invito tutti a farlo, rilanciando il suo slogan: «Meglio Soru». E siccome ho seguito (anche fisicamente) Obama, e mi sono appassionato per Zapatero, non è escluso che raccolga l'invito di Michele e che trascorra qualche giorno in Sardegna, per fare un po' di campagna elettorale. Per ora, inizio da qui. Fatelo anche voi.

postato da civati, 12:02 | link | commenti (22)

Basta tarantelle (appunto)

Il sindaco Iervolino dice a Veltroni: «Basta tarantelle o si va al voto». Vorremmo con gentilezza far notare che la tarantella, per via dei rifiuti di Napoli e delle inchieste giudiziarie, la stiamo ballando tutti, noi del Pd, da un anno intero. E che, mentre ballavamo, abbiamo buttato via i voti, e nessuno ha più potuto raccoglierli (un po' come la spazzatura, per capirci). Non solo a Napoli e in Campania, ma anche qui, al Nord. Lo dico con rispetto per l'intelligenza di tutti. La nostra e quella degli elettori.

postato da civati, 10:59 | link | commenti (14)
appunti per un partito nuovo

E se fosse José María?

E se fossero affari suoi?

postato da civati, 01:16 | link | commenti

Quasi quasi

Ci torno anch'io.

postato da civati, 01:10 | link | commenti

sabato, gennaio 03, 2009

Più vicino

Uganda, questo il titolo del post di Luca dedicato a Di Pietro e alla scarsa democrazia interna del suo movimento. Robe da matti, in effetti. Io avrei cercato più vicino, però. Ad Arcore, per esempio.

postato da civati, 18:13 | link | commenti (23)

You are the first

The last, my everything. Viene in mente Barry White, a leggere l'intervista di Michelle Obama, pubblicata oggi da Repubblica. Secondo me, a questo punto, ci vuole un libro su di lei, anche in Italia.

postato da civati, 15:46 | link | commenti (7)
obama sui navigli

venerdì, gennaio 02, 2009

Una recensione politicamente scorretta

Come tutti sono da giorni in pensiero per Gaza e per quello che succede in Medio Oriente e, come tanti, ho pensato di andare a vedere Il giardino di limoni (che poi dovrebbe essere 'dei' limoni, come quello 'dei' ciliegi, no?) e devo dire, semplicemente, che è un film che si sarebbe potuto fare meglio. «Il lieto fine c'è solo nei film americani», dice, polemicamente, uno dei personaggi. Il problema è che nei film americani ci sono anche la sceneggiatura, la cura dei dialoghi, la definizione dei personaggi (e nel caso del ministro israeliano siamo al grottesco), la direzione della fotografia e qualcuno che sappia inquadrare la scena. Tutte cose che a questo film mancano. So che il tema è delicato e attuale, e l'idea che ha ispirato il soggetto assolutamente apprezzabile e commovente, ma il film è deludente, oltre ad essere prevedibile in ognuna delle sue parti, finale compreso. Mi dispiace, ma è così.

postato da civati, 23:55 | link | commenti (3)
visioni

In our backyard

E' tornato. Il suo diario, al solito, è un piccolo capolavoro.

postato da civati, 16:26 | link | commenti

No comment

Solo Gaza.

postato da civati, 13:41 | link | commenti (3)

La serendipity di Santa Claus

Ultimo post sul Natale.

postato da civati, 13:38 | link | commenti

Il Gorilla a Malpensa

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi, e poi ritornano. Alitalia va ad Air France. Unica differenza: l'operazione costa 3 miliardi in più, come precisa oggi su Repubblica Enrico Morando. Se avessero ascoltato Prodi, lo Stato non avrebbe pagato una lira. Quanto al pericolo di avere un socio così antipatico, che avrebbe portato i turisti a Parigi (parola di B), tutto dimenticato. Tra le righe, si può leggere anche la sopravvalutazione dell'usato AirOne, che tanto stava a cuore a Banca Intesa. E così, Milano-Roma sarà una tratta monopolizzata. Nel frattempo, in Lombardia è necessario l'intervento del gorilla del Crodino. Sì, perché Penati, giustamente, si chiede dove sia finito il «gotha» della finanza milanese, scatenato contro Prodi per il ridimensionamento di Malpensa e ora del tutto silente. Anzi, socio di Cai, e quindi parte in causa del ridimensionamento di Malpensa. La risposta di Cattaneo, l'addetto di Formigoni ai trasporti, quello che avrebbe portato «gli elefanti in pista» e che qualche giorno fa minacciava di bloccare i binari dell'Alta velocità, è irresistibile: «Non servono le sceneggiate di Penati». Quelle di Penati, non vanno bene. Già. Invece, per Malpensa sceglieremo «strade alternative, come Lufthansa o Easyjet». Perfetto. Ci si chiede soltanto a che cosa serva Regione Lombardia e quanto conti a Roma. Domande molto difficili, in effetti.

postato da civati, 10:26 | link | commenti (7)
regione

«Quando qualcuno mi fa una domanda, io tendo a rispondere»

Lo so, l'avrete già visto, però, se ancora non vi fosse capitato, direi che The Millionaire non potete perdervelo. Perché è un gran bel film sul mondo di oggi, perché è una bella storia tra neorealismo e Bollywood, perché racconta i sogni di un'infanzia negata come in giro per il mondo ce ne sono moltissime. Perché parla di noi e anche degli altri. Perché il format, potremmo dire, non cancella le differenze. A volte le drammatizza, altre volte, come nel caso presente, le esalta. Perché la vera differenza la fa la motivazione, e non il «questa è difficile, Gerry» di casa nostra. Complimenti a Boyle, perché il bambino Jamal Malik, che le sa tutte, ma proprio tutte, faremo fatica a dimenticarlo.



P.S.: il fermo immagine di YouTube immortala una delle scene più belle dell'anno.

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visioni

giovedì, gennaio 01, 2009

Facebook, l'amore, le vacche

Facebook come grande banalizzatore? A questo proposito, segnalo un'opinione di Massimo Mantellini che mi sento di condividere (scrive anche correttamente loglio, sono soddisfazioni). Certo, la notte è profonda, e le vacche tendono ad assomigliarsi, per rimanere in metafora, ma non credo possa essere l'unica lettura del fenomeno. E le gerarchie ci sono, se solo lo si vuole. E, sono d'accordo, su Facebook ci si va per fare cose orribili, per flirtare senza costrutto, per lasciare il tempo che si trova (perdendone un sacco, di tempo), come ho scritto in tempi non sospetti (tra l'altro, da allora c'è stata una significativa evoluzione, credo di poter dire). Però, insomma, dipende. Non tutti gli amici sono sullo stesso piano. Non tutte le cause sono idiote. Non tutti i circuiti sono sballati o pericolosi. Anzi. E' che Facebook è un precipitato di tante cose (codici, comportamenti, abitudini che ha in qualche modo assorbito e forse generalizzato). Tante cose, quindi, o forse quasi tutte, visto che tutti, anche coloro che ne discutono nei post citati, sono su Facebook. Appunto.

postato da civati, 19:53 | link | commenti (4)

Attraverso luoghi deserti o pericolosi

Fioccano (vista la stagione) le adesioni alla carovana democratica che partirà da Milano, sabato 10 gennaio, alle ore 17. «Gruppo di persone che attraversano insieme luoghi deserti o pericolosi»: la definizione non poteva essere più appropriata per descrivere lo spirito che ci muove e il significato dell'iniziativa che abbiamo promosso. Troppo disamore e troppe delusioni, in questi mesi, per il Pd. Troppa distanza dalla politica. Il famoso segnale che è mancato e che deve venire dai tanti democratici dispersi per il Paese, all'insegna del tema principale per cui il Pd è nato: la riforma della politica. Vi aspettiamo.

postato da civati, 19:13 | link | commenti (3)
appunti per un partito nuovo

Iniziamo bene

Ancora auguri.

postato da civati, 13:59 | link | commenti