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sabato, febbraio 28, 2009 No, però, l'Unità no!
Leggo sulla Stampa che l'Unità rischia (ancora?) la chiusura. Cercherò di informarmi, nelle prossime ore, per capire cosa stia succedendo e perché. Nel frattempo il mio consiglio spassionato (anzi, proprio appassionato) è di uscire di casa, andare in edicola e comprarne una copia. Se è vero che il nostro principale problema riguarda la cultura politica e l'informazione, non riesco nemmeno ad immaginare cosa succederebbe se l'Unità non ce la facesse. Negli ultimi mesi ho spesso sostenuto la necessità di tornare a diffondere, con modalità nuove, il giornale, come si faceva una volta. Mi piace, mi convince e lo trovo uno spazio di democrazia a cui non possiamo rinunciare. Oggi, all'interno, troverete un bel contributo di Marta alla discussione sul futuro del Pd. Come sempre, quindi, leggete e diffondete con me. postato da civati, 11:21 | link | commenti (28) Il sito giusto per il referendum
Lo trovate qui (quello a cui eravamo abituati è in fase di aggiornamento). postato da civati, 10:28 | link | commenti venerdì, febbraio 27, 2009 Cosa si può fare con 400 milioni di euro
Si possono comprare tutti i libri di testo ai ragazzi che vanno a scuola o acquistare 5000 vetture per le nostre forze dell'ordine (altro che ronde). E invece? E invece verranno buttati via, insieme alle firme di 820.000 cittadini italiani. Fate girare: linkate, condividete, passate parola e collegamento. postato da civati, 20:42 | link | commenti (4) Formigoni e il referendum
Purtroppo ho buona memoria e mi ricordo di quando Formigoni si espresse così. Era il luglio del 2007, faceva caldo, c'era il porcellum e da allora non è cambiato. Ora, com'è noto, l'incredibile Calderoli (e con lui l'ottimo ministro Maroni) vorrebbe che - alla modica cifra di 400 milioni di euro - il referendum si celebrasse il weekend successivo a quello delle Amministrative e delle Europee, tra i due turni elettorali di giugno. Un terzo turno fatto apposta per non far raggiungere il quorum alla consultazione. Bellissimo, no? E Formigoni, che allora firmò, oggi che dice? postato da civati, 20:23 | link | commenti (3) Dario, i persiani e Maratona
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Non di solo blog, vive l'uomo (anzi...). Si lavora sul nucleare, sulla sicurezza, sul consumo di suolo, in una Regione che il venerdì chiude presto i battenti e in cui pochi 'resistono'. Si ritorna sul famoso 'territorio' domani, con una riunione di lavoro per le Provinciali a Vimercate e la presentazione dell'ottimo candidato sindaco del Pd di Brugherio, Angelo Chirico (lì è ottimo anche il sindaco uscente, Carlo Cifronti). Sto cercando di rispondere al migliaio di messaggi che mi sono arrivati in questi giorni complicati. Spero, promitto e iuro che risponderò a tutti, cercando di non perdere il filo del ragionamento che si è sviluppato nelle ultime due settimane, così come mi impegno a dare seguito alla "chiamata a raccolta" di qualche giorno fa. Nel frattempo, in corso ho anche una pubblicazione sulla Lombardia interculturale: chissà se riuscirò a chiuderla prima della fine della settimana (e dell'arrivo delle ronde, soprattutto). Un pensiero va a Dario: abbiamo contestato il metodo con cui è stato eletto e le nomine molto persiane di questi giorni. Prima che si arrivi a Maratona, però, vorremmo poterci confrontare, come si deve. Chissà se ce ne sarà occasione. postato da civati, 20:07 | link | commenti (2) A proposito di cose da fare, Tito Boeri
Lunedì 2 marzo 2009, dalle 9.30 alle 13.00, presso la sede della Cgil di Monza e della Brianza (via Premuda, 17 a Monza) il vostro affezionatissimo ha il piacere di partecipare all'incontro, promosso da Filcem, Filtea e Cgil (nel senso della Federazione di Monza e della Brianza). Con il mitico Tito Boeri, ci saranno Maurizio Paltan, Alberto Morselli, Nino Baseotto, Ermes Riva, Gigi Ponti, Roberto Romano, Bruno Casati e Agostino Megale. postato da civati, 18:55 | link | commenti Reagan non abita più qui
Andrea ci aggiorna su Obama. E si conferma che non cambia proprio niente (sì, ciao). postato da civati, 16:09 | link | commenti (1) Speranze e terrore
Italia Oggi dedica un pezzo a Renzi e al vostro affezionatissimo. Lo trovate qui. Nel frattempo, il sondaggio de l'Espresso, commentato sul numero in edicola oggi, è ancora aperto: era un po' che non controllavo, pare abbia vinto Prodi, con Franceschini in recupero (un pochino, almeno). Sono ore difficili, anche per Marta, a cui va tutta la mia (nostra) solidarietà. Per Cristiana, invece, è venuto il momento. E, vi dirò, sono d'accordo con lei. postato da civati, 15:19 | link | commenti (8) Amico mio
Dopo la replica "a mezzo stampa e blog" di Bassolino (di cui parla anche Ivan), mi ha risposto Velardi "a mezzo Facebook", riaffermando in sostanza l'innocenza di Romeo: «Amico mio, quella è una storia seria e drammatica. Se vuoi rinnovare qualcosa nella sinistra sappi che, per prima cosa, questo paese non deve abbandonare del tutto i principi del diritto. Il signor Romeo è in carcere da qualche mese senza che venga fuori uno straccio di imputazione. Subisce una moderna forma di tortura, in atto in Italia dai tempi di Tangentopoli: resti al gabbio fino a quando non fai qualche nome. A quel punto si dimostra che l'inchiesta sta in piedi, il magistrato diventa l'eroe popolare, con quel che segue...». E aggiunge: «Poi ti do' un'altra notizia. Io con il Pd non c'entro niente e non devo fare carriera: ho già dato, ho visto tutto quanto dovevo vedere e mi è bastato. Se sto nella giunta Bassolino senza percepire l'indennità, è per altre ragioni... ma queste magari non ti interessano...». Gli ho risposto così: «Caro Claudio, grazie per avermi voluto rispondere. Come già a proposito della risposta di Bassolino, vi ringrazio per l’attenzione. Vorrei poter discutere queste e altre cose a Napoli, per parlare di quello che succederà d’ora in poi. Al di là di quanto ho affermato sul caso specifico, di cui offrivo una lettura politica e non certo giudiziaria (che intendo in ogni caso confermare), e pur pensandola molto diversamente sulla questione campana (che per me è immediatamente nazionale, per le ricadute che inevitabilmente ha avuto e ha ancora sul dibattito politico dell’intero Paese), mi piacerebbe confrontarmi con voi su come costruire quel rinnovamento di cui anche tu e Bassolino parlate, e per capire quali sono le modalità a cui pensate per declinarlo. Mi pare di capire che siate intenzionati a proseguire il vostro mandato fino alla sua fine naturale e che su questo siate irremovibili, nonostante le numerose sollecitazioni. Allora, non potendo fare altro, mi e vi pongo questo tema: «Napoli e l’Italia dal 2010 in avanti», in un confronto aperto e sincero. Sono certo che vorrai raccogliere l’invito e che ci sarà presto occasione per parlarne dal vivo». postato da civati, 15:09 | link | commenti (6) giovedì, febbraio 26, 2009 Fateci scegliere, in ogni caso
![]() Qualcuno chiede di votare dopo le Europee, «perché il Paese è lacerato» (bella scoperta), noi per sicurezza preferiremmo scegliere, in ogni caso. postato da civati, 18:11 | link | commenti (5) Non siamo in competizione (nooo)
«Non siamo in competizione con Monza, perché il loro contratto scade nel 2011 e verrà ridiscusso, presumibilmente, prima che noi saremo pronti per ospitare la Formula Uno a Roma». Leggo e rileggo e non capisco, questa dichiarazione al Corriere (pagine di Roma) di un esponente del Pdl, che si chiama come un personaggio di Camilleri. Cioè, Ecclestone fin d'ora parla del nuovo GP di Roma, sicuro che questo non sarà in contrapposizione con quello di Monza, perché poi tanto quello di Monza lo ridiscutono. E cosa vuol dire? Boh. Non ci sono nemmeno più i leghisti di una volta: sono al governo con i romani e non incidono più. Nel caso dovesse andare male, potremmo sostituire la gara delle auto con qualcosa di simile a quello di cui parla Michele Serra: postato da civati, 16:52 | link | commenti (4) E' caduto giù l'Armando
«Ma è possibile che con tutti i problemi che attanagliano l'Italia, si parli solo di Pd? I problemi del lavoro, la sicurezza, le intercettazioni, dove sono finiti?». Armando scrive così all'Unità, con un sms puntuale e preciso. Aggiungo, oggi, al menu, il nucleare e il referendum sulla legge elettorale. E mi riprometto di parlare esclusivamente di cose e non di formule, d'ora in poi. Ci siamo capiti? postato da civati, 16:30 | link | commenti (10) Perché il Pd per esempio
Non fa una battaglia campale per fare in modo che il referendum si celebri contestualmente alle Amministrative e alle Europee e non nel weekend successivo, a metà strada tra il primo e l'eventuale secondo turno, con la certezza di non raggiungere il quorum? Si tratterebbe di risparmiare 400 (quattrocento) milioni (vi sembran pochi?), di cui 100 tolti al non profit (trovate tutto qui). Dall'altra parte il protagonista è, al solito, l'esimio Calderoli, che in campo elettorale ha già avuto modo di dare il peggio di sé. Anche questo finora non ci ha insospettito. Non dovremmo però essere noi i vessilliferi di una campagna per la riforma del sistema elettorale peggiore del mondo? Non dovremmo preoccuparci della riforma della politica italiana, da troppo tempo servita ai cittadini "a scatola chiusa"? Non dovremmo avere a cuore i soldi dei contribuenti? Che qualcuno risponda, please. postato da civati, 16:26 | link | commenti (12) Nell'ombra più profonda
Marta ha già detto tutto: «eravamo trentaquattro, quelli della terza E... era l'anno dei Mondiali, quelli del '66...». postato da civati, 16:18 | link | commenti (3) Un caso di omonimia (noi, invece, siamo rimasti gli stessi)
Allora. A settembre c'era un Formigoni contrario al nucleare che salutammo così. Oggi c'è un Formigoni favorevole al nucleare che salutiamo con il seguente comunicato stampa, sempre a firma Pippo e Carlo (noi siamo rimasti gli stessi) : Solo pochi mesi fa Formigoni aveva detto che la Lombardia è autosufficiente per quel che riguarda la produzione energetica. Come ci aveva detto l’assessore Buscemi in Commissione, il presidente Formigoni ha scritto prima di Natale una lettera al governo nella quale, motivando il no di Regione Lombardia all’impianto elettrico proposto a Offlaga (Brescia), affermava appunto che la Lombardia è autosufficiente. E in effetti i dati confermavano e confermano quanto detto dal governatore. Non servono quindi nuove centrali elettriche, tanto meno nucleari, aggiungiamo noi. Perché quindi Formigoni apre le porte al nucleare, come riporta oggi la stampa? Non certo perché ci serve energia. Forse perché bisogna aprire qualche nuovo cantiere movimentando un bel po’ di denari? Ribadiamo la richiesta a Formigoni per un incontro pubblico in cui spieghi perché è a favore del ritorno al nucleare, quali opportunità offra l’energia atomica e soprattutto dove vorrebbe localizzare gli eventuali impianti. Da parte nostra ribadiamo che il nucleare non conviene, non è ancora sicuro e non dà risposte immediate all’eventuale fabbisogno energetico aggiuntivo di aziende e cittadini lombardi. Le risorse disponibili vanno investite per diminuire i consumi energetici negli edifici pubblici e privati, nelle nuove costruzioni e nelle energie rinnovabili su cui la Lombardia è letteralmente al palo. postato da civati, 16:15 | link | commenti (14) Questo blog va in onda in forma ridotta
Perché non si può vedere sbagliare un tiro a Trezeguet all'85esimo. No, non si può. Visto come andranno le Europee, puntavo tutto sulla Champions. postato da civati, 16:11 | link | commenti (5) Il signor Nessuno e le candidature
Calma e serenità: nelle ultime 36 ore mi hanno candidato a tutto, dalla segreteria nazionale del Pd alla presentazione del prossimo Festival di Sanremo, dalle elezioni europee alla presidenza della regione Campania. Per ora, ahimè, nulla di ambito calcistico (con mio sommo rammarico): segnalo che me la cavavo sia come trequartista che sulla fascia sinistra (che qualcuno ci pensi e mi offra un posto in prima squadra, accidenti). Continuo a pensare che per ora faccio il consigliere regionale del Pd. Mi piacerebbe che ci fosse, in queste settimane, quel lavoro di scouting che proponevo qualche post fa, nell'era precedente all'intervista di Repubblica. L'unica cosa che per ora funziona è il ticket con il Gorilla del Crodino (che veniva suggerito qui), che mi assiste con la sua sonora risata. Preoccupiamoci dei contenuti e delle cose, prima di parlare dei nomi e delle persone. Ve lo chiedo per favore. postato da civati, 00:21 | link | commenti (30) mercoledì, febbraio 25, 2009 Forrest Gump e il Pd
Affaritaliani raccoglie una mia intervista. A parte titolo e sommario (un po' troppo sparati e lontani dalle cose che ho detto), il testo è preciso e rappresenta il mio pensiero. postato da civati, 18:13 | link | commenti (10) Una Mole di cose da fare: la Carovana a Torino
E così, dopo il difficile passaggio di questi giorni, la Carovana del Pd riprende: sarà a Torino, presso la sede del Pd del Piemonte, in via San Francesco d'Assisi, 35, lunedì 2 marzo alle ore 20.30. «Partiamo da qui: chi siamo? E perché i cittadini dovrebbero votarci?»: questo il titolo, parecchio impegnativo. Intervengono: Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte. Andrea Benedino, segreteria regionale pd Piemonte. Carlo Chiama, Segretario Pd Torino. Maria Cascella, costituente nazionale Pd. Ivan Scalfarotto, costituente nazionale PD e, da ultimo, il vostro affezionatissimo Giuseppe Civati, Consigliere regionale Pd Lombardia. Ricordo a tutti che le tappa della carovana si potrà seguire anche in streaming su iMilleTV, dove è possibile, commentare in tempo reale. E partecipare anche "da lontano". Vi aspettiamo. Anche su Facebook. postato da civati, 17:19 | link | commenti (4) La quota grigia
Dopo l'intervista al signor Nessuno (che sarei io), prosegue la rassegna di Repubblica e di Curzio Maltese sui giovani del Pd. Oggi tocca al grande Sandro Gozi. Le frasi da ritagliare e conservare: «Non c'è attenzione per la realtà. E non c'è competenza. Si orecchiano le mode mediatiche, su tutti gli argomenti. Non si studiano i problemi, le polemiche sono superficiali, nominalistiche» e «i capibastone vanno avanti su queste dicotomie d'altri tempi. Tecnici e politici, politica e società civile. Fesserie di cui si discute ormai soltanto in Italia. La verità è che nessuno di loro mette mai il naso fuori dall'orticello dell'identità di corrente». postato da civati, 12:18 | link | commenti (24) La Carovana a Napoli?
La Carovana del Pd sarà a Torino lunedì 2 marzo alle ore 21. Ci si vede lì, con Mercedes Bresso. Dopo lo scambio di link e il confronto a distanza, perché non andare a Napoli per discuterne? Che ne dite? P.S.: per chi non la conoscesse, la Carovana è un progetto nato qui, a riprova del fatto che non da oggi sosteniamo certe cose. La potete trovare anche su Facebook. Dopo Milano, Genova e Cremona, dove siamo stati negli scorsi mesi, le prossime tappe, già previste prima delle dimissioni di Walter, saranno: a Torino il 2 marzo, a Rimini il 13, a Bari il 14, a Pistoia il 20, a Pisa il 21. Altri appuntamenti seguiranno. postato da civati, 11:23 | link | commenti (27) Comunicazione di servizio
Ieri mi sono arrivati circa mille messaggi: risponderò a tutti, nottetempo. Grazie per l'affetto e per la comprensione. postato da civati, 10:01 | link | commenti (9) Perché non sono sorpreso?
La nuova segreteria di Franceschini. Mattia commenta con la consueta precisione. Lascio a voi lo spazio per ulteriori riflessioni. postato da civati, 09:56 | link | commenti (10) Girano le pale
Bresso dice cose molto giuste, a proposito del frullatore e delle pale che sono mancate. Come potete stare nello stesso partito? «Guardi, il Pd dovrebbe essere un frullato. Sono stati messi i pezzi nel bicchierone, ma nessuno ha mai attivato le pale per frullare». Non mi pare poco. «Quando idee e identità saranno frullate, andrà tutto meglio. Certo, resteranno dei pezzi non frullati. Ma chi vuole andare più al centro può confluire nell’Udc, no?». postato da civati, 09:53 | link | commenti (10) Operazione sincerità
«Un elemento imprescindibile, in una relazione stabile che punti all'eternità»: vorremmo un'«operazione sincerità» anche nel Pd. Perché aspettare le Europee per eventualmente andare via? Perché non chiarire subito se si vuole far parte del partito? «Avere sogni come stimoli»: gli stessi, è possibile? Altrimenti dobbiamo pensare che è tutto un calcolo e che qualcuno ha già decretato la fine del progetto ancor prima che la fine si consumi. Seguire parole e note, please. postato da civati, 09:51 | link | commenti (4) I diversi punti di vista
Su Europa il vostro affezionatissimo interviene a proposito dei diversi «punti di vista» che si sono misurati sabato scorso in assemblea nazionale e in queste ore. Osservate e leggete con me: «È un problema di punti di vista»: lo si dice spesso, ma mai come sabato lo è stato. Il punto di vista di chi voleva salvare questo Pd a qualsiasi costo (fino ad essere sospettato di voler salvare soprattutto se stesso) e quello, simmetrico, di quelli che chiedevano, a ogni costo, di cambiare passo. Per descriverli, questi punti di vista, è stata chiamata in causa l’antica contrapposizione tra antico e nuovo, tra “vecchi” e “giovani”: uno schema che conviene soltanto ai “vecchi” o a chi vuole difendere lo status quo, così come conviene soprattutto a questi ultimi parlare in continuazione di ricambio generazionale senza praticarlo, come se si trattasse di questione meramente anagrafica e non politica nel senso pieno del termine. Nessun conflitto, quindi, è quello che si chiede a gran voce, ma un confronto tra le generazioni, tra quelle diverse visioni, tra quelle percezioni della realtà che sono diverse tra destra e sinistra, ma anche all’interno del nostro partito. Che fatica a mettere a fuoco le questioni, forse perché «il dio acceca chi perde»; che fatica a trovare uno sguardo aperto sul mondo, perché spesso lo rivolge soprattutto al proprio ombelico; che fatica a guardare più in là del contingente, la stessa cosa che rimproveriamo alla destra. Chi non ha condiviso l’elezione di Franceschini – nei modi e nei tempi, prima ancora che nei contenuti – si trova in questa situazione. Sono migliaia le persone che chiedono un segnale di attenzione, che finora non è venuto. Persone che hanno sperato nel Pd e che forse ci sperano ancora. Persone del mondo della sinistra che non trovano più quello “sguardo”. Persone che non si sentono considerate, anzi: che pensano proprio di non essere viste. Chi protesta oggi non lo fa da oggi, o da sabato. Non urla, né sbraita, né appartiene alla categoria dei facinorosi. Appartiene alla categoria degli elettori, che andrebbe piuttosto rispettata. Scrive sul web, perché cerca quella relazione che è mancata e che difficilmente passa anche dalle sedi locali del Pd, dai circoli che conosciamo bene e che spesso provano quella stessa sensazione di lontananza e di abbandono. Hanno punti di vista diversi dal gruppo dirigente nazionale, ma altrettanto legittimi e curiosi di trovare – insieme, se è possibile – una soluzione. Massimo coinvolgimento degli elettori, si era detto, sui nomi ma soprattutto sulle cose? Non ce ne siamo occupati. Massimo decentramento e protagonismo dei livelli locali? Non abbiamo trattato l’argomento. Non è questione di morire democristiani (che per altro vorrebbe dire essere morti già, esaurite come sono le precedenti interpretazioni della società), ma di morire incapaci di parlare ai cittadini e di dare loro una rappresentanza. «O si cambia, o si muore», si dice curiosamente del Pd fin dalla sua nascita. Siamo cambiati molto poco ma, oltre all’eventualità di morire, abbiamo tutta la vita davanti: rivolgendo lo sguardo di fronte a noi, vedremmo cose che attualmente non riusciamo a scorgere. E forse saremmo visti anche noi, perché l’ombra ci ha avviluppato in un senso ben più profondo delle stesse metafore da noi adottate. Di Galileo si scrisse un giorno che egli era scopritore «non di nuove terre, ma di non più vedute parti del cielo». Ecco. Le parti che non vediamo più, quelle che non abbiamo visto ancora. Punti di vista. O, forse, sguardi sulla realtà. postato da civati, 09:45 | link | commenti (8) Faranno di tutto
Per farmi cambiare idea. Antonio Bassolino mi risponde sul suo blog. Per una volta, devo dire, chapeau. postato da civati, 00:54 | link | commenti (26) martedì, febbraio 24, 2009 Ci rubano anche le imprese
Vengono qui, ci rubano le donne e il lavoro. Sappiamo da tempo che ci rubano anche le imprese, per così dire. Andrea ritorna su un tema che abbiamo spesso toccato. Perché dell'immigrazione bisogna imparare a dire tutto, non solo le cose da prima pagina dei giornali. postato da civati, 12:29 | link | commenti (27) Non so cosa ne pensiate
Ma se nel nostro paese ci sono il 40% dei ricercati della Romania, forse 20 poliziotti rumeni sono un po' pochi. Frattini parla di intesa tra i due paesi, con toni civili e ragionevoli. Accordi bilaterali, collaborazione, interventi: altro che ronde. Sembra quasi di avere un ministro degli Esteri. postato da civati, 09:53 | link | commenti (12) Conoscere per deliberare
All'insegna del motto einaudiano, due letture consigliabilissime sugli argomenti di attualità di oggi: Carlo Monguzzi e Sergio Zabot, L'illusione nucleare, Melampo. Marzio Barbagli, Immigrazione e sicurezza in Italia, Il Mulino. I famosi 'contenuti'. postato da civati, 09:51 | link | commenti (5) Spiegatemi ciò che dico e lo riformulerò meglio
Leggo Repubblica e concordo con quello che ho detto (a parte la battuta sulla sede milanese del Pd, che non ho mai fatto: giro dalla mattina alla sera i circoli della provincia più profonda e non mi sognerei mai di dire che ci sono solo i blog). Entrando in ufficio un amico mi dice: «Se uno di questi giorni dovessi scomparire, quale circolo vorresti che ti venisse dedicato?». In effetti sono già arrivate le prime telefonate da Roma, con toni seriosi e, a volte, minacciosi. Mi e ci accusano di masochismo, che è esattamente l'impressione che mi hanno fatto a Roma sabato alcuni discorsi. Si fa fatica, insomma, ma ora è venuto il momento di costruire. Vedremo se oggi il Pd troverà una quadra sul testamento biologico (non il proprio, speriamo) e sul nucleare. In ogni caso, questo è il punto: una forza politica che parli ai cittadini e che parli di loro, soprattutto, e non solo di noi. Da oggi, con questa intervista di Curzio Maltese, si chiude la riflessione ombelicale e, per me, inizia una fase diversa. Di azione e di responsabilità. Buona lettura. postato da civati, 09:44 | link | commenti (103) Il catenaccio e il più mancino dei tiri
E' il caso di non innervosirsi, mi scrive qualche amico. Fino a ieri ci accusavano di velleitarismo e di mancanza di organizzazione e abbiamo lanciato la nostra piccola chiamata a raccolta: decine le adesioni, da tutta Italia, in poche ore, che mi riprometto di condividere immediatamente con gli altri (se tutti facessero lo stesso, sarebbe eccezionale). La nuova accusa è di non avere contenuti e anche rispetto a questo avremo modo di smentirli quasi subito. L'impressione è che stiano facendo catenaccio, incuranti del risultato e della necessità di fare quel bel gioco che i tifosi si aspettano. Viene in mente Berselli e la necessità del tiro mancino, a rientrare, da sinistra, a scavalcare difesa e portiere. Prendete la mira, ragazzi, e proviamoci. postato da civati, 06:23 | link | commenti (5) lunedì, febbraio 23, 2009 Paura, eh?
All'Infedele, dove i trentenni non sono invitati (a parte l'ottimo Marco Damilano), Gianni Cuperlo attacca, come già Bersani e Franceschini (che fantasia!), il popolo di internet e i blogger, accusando i giovani che hanno presenza e immagine, ma «una oggettiva inconsistenza di idee». Hanno proprio paura. Cuperlo, non ti preoccupare, ti tengo lo stesso nel blogroll. postato da civati, 22:40 | link | commenti (20) Strano
Che non abbiate notato di chi è la prefazione. Son cose che fanno male. Il libro esce il 3 marzo: non ce l'ha fatta a reggere fino ad allora. Il 17 febbraio si è dimesso: mancava solo qualche giorno... E se il libro non venderà sarà tutta colpa delle divisioni interne al Pd e della mancanza di serenità che ci accompagna. L'amore ai tempi del Partito Democratico, avremmo dovuto intitolarlo: la storia di Florentino, un iscritto, che dovette aspettare 51 anni, 9 mesi e 4 giorni prima di vedere il proprio partito vincere finalmente le elezioni (cfr. qui). Un vero peccato, anche perché la prefazione è bella e Walter è stato gentilissimo a scriverla (tra l'altro, a lui, il popolo di internet e di Facebook non dispiace...). Quanto al libro, beh, che dire: è irresistibile.
postato da civati, 22:37 | link | commenti (5) Autoreferenziale
Mi scrive un lettore affezionato e un po' destrorso: «Da un po' di tempo a questa parte sul tuo blog c'è veramente SOLO il Pd. E non ne faccio un discorso da audience annoiata. [...] Il 90% del tuo blog si occupa del micromondo Pd. E basta, o quasi. Non è strano? La mia vuole essere una critica costruttiva, non l'ennesima manifestazione di saccenza comoda da cittadino in poltrona. Ho paura che abbiate il virus dell'autoreferenzialità annidato nel dna. Mi dispiacerebbe sapertene contagiato». Il mio amico ha straragione. Ci sono cascato anch'io. Me ne scuso con i lettori e con le lettrici soprattutto. postato da civati, 22:30 | link | commenti (6) Tutta la vita davanti
A cena con un amico che la sa lunga viene fuori quanto segue: a giugno Rutelli e gli altri lasceranno il partito, dopo un risultato non proprio eccellente del Pd alle Europee e una contestuale buona affermazione di Casini; a quel punto ci diranno: «Non vorrete mica perdere tutti i cattolici? Teniamoci Franceschini segretario, del resto è stato eletto solo da qualche settimana...»; Franceschini si candiderà al congresso e gli altri big non se la sentiranno di obiettare alcunché. E Franceschini rispetto a B è molto giovane. Ha tutta la vita davanti. Il mio amico scherza. Non sa quello che dice. postato da civati, 22:20 | link | commenti (14) E Sacconi ci prende anche in giro
Non va bene nemmeno il testo di mediazione, trovato a fatica dai senatori del gruppo: i 'nuovi' dirigenti del 'rinnovato' Pd, Finocchiaro e Rutelli, non vanno d'accordo. E Sacconi commenta: sono sempre più vicini a noi. Sarebbe troppo facile fare i nostri complimenti alla 'nuova' gestione del Pd. E infatti per ora ci esimiamo... postato da civati, 22:16 | link | commenti (1) «E' uno stronzone»
Per caso mi sono imbattuto in questo video: «il dottor Civati è uno stronzone» (ne avevo già parlato, per la verità). Già (gli altri video li trovate qui). postato da civati, 22:01 | link | commenti (5) postato da civati, 17:18 | link | commenti (9) postato da civati, 14:39 | link | commenti (1) postato da civati, 14:37 | link | commenti (5) postato da civati, 14:35 | link | commenti Per sdrammatizzare
Mi dicono «abbassa i toni», «non te la prendere», «non esagerare». Per sdrammatizzare, e per ricordare a tutti che il punto non è personale, ma politico, voglio qui ricordare le mie due recensioni ai romanzi di Franceschini, pubblicate da Franceschini stesso (la prima e la seconda). postato da civati, 14:35 | link | commenti (8) «Io non ci avrei scommesso una lira»
«Che venivano così in tanti, convocandoli tre giorni prima». Parola di Franceschini, su l'Unità di oggi. E pensare che sabato, nella replica, aveva rivendicato l'idea di convocarla subito, l'assemblea costituente. Pensavamo male e avevamo ragione. P.S.: a seguire, polemica di Franceschini (come il Bersani di ieri sul Corriere) contro «il popolo di internet». Non so bene che cosa sia, «il popolo di internet», sicuramente non lo sa Franceschini. postato da civati, 13:16 | link | commenti (7) Mo' basta con l'under 21
Più passano le ore, più mi convinco che Davide avesse ragione. Infatti è successo il contrario. Infatti il conflitto generazionale è un'invenzione dei vecchi e non conviene ai giovani. Infatti la questione non è generazionale, ma politica. Infatti avevamo chiesto un confronto, che non c'è stato. Infatti dobbiamo lavorare per questo, perché la distinzione professionisti-dilettanti (scapoli-ammogliati) è stucchevole. Infatti non se ne può più. postato da civati, 12:40 | link | commenti (6) postato da civati, 10:53 | link | commenti (3) Pd ombra? Chiamata a raccolta
Pur essendo abituati a perdere, non hanno molto rispetto degli sconfitti. Parlo del trattamento che i sostenitori delle primarie hanno ricevuto da parte dei dirigenti nazionali nelle dichiarazioni post 'partita'. Un attacco dietro l'altro, contro il collegio di google, contro l'inesperienza, contro i facinorosi (per la cronaca, donne e uomini di mezza età con striscione «Primarie vere, primarie sempre»: dei veri eversivi), contro i giovani arrembanti. Sul treno del ritorno, Francesco e Michelangelo, due ragazzi conosciuti a Verona, mi han proposto il «Pd ombra», una sede dove rappresentare il Pd che vogliamo. La provocazione è intelligente anche se preferisco evitare un'espressione che non ci ha portato fortuna e che lo stesso Franceschini dice di voler superare. Piuttosto, anche per dimostrare che non siamo deficienti come ci hanno trattato, chiamo a raccolta tutti coloro che si riconoscono in un percorso diverso, in quello che stiamo facendo con la Carovana, in quello che sostengono i ragazzi dello Spazio della politica, in quello che ho sentito ripetere migliaia di volte sulla rete. Oggi Bellu sull'Unità parla di digital divide, di una diversa percezione del Pd tra coloro che erano a Roma e a coloro che lo vivono nei territori e sulla rete. Diamo voce a questo mondo, facciamo i talent scout (come sostenevo in tempi non sospetti) al di là delle burocrazie e delle correnti di riferimento (non avendone, personalmente, alcuna), cerchiamo una strada diversa. Una squadra da allenare, da far crescere e da rappresentare. Chi è d'accordo metta la firma e mi scriva i suoi dati. postato da civati, 10:48 | link | commenti (50) domenica, febbraio 22, 2009 Ecco il rinnovamento
Si parla di Finocchiaro presidente e di Fassino all'Organizzazione, che però lascerebbe il compito al suo organizzatore, Maurizio Migliavacca. Qualche giovane ubbidiente in aggiunta e il gioco è fatto. postato da civati, 13:58 | link | commenti (32) Proprio come Obama (sì, ciao)
Un pessimo Bersani attacca internet e i sondaggi, come se fossero la stessa cosa, sostenendo che non era il caso che fossero loro a decidere, perché noi, dice, sappiamo come fare. Ci vorrebbe un po' di rispetto per quelli che contano poco nelle stanze romane e contano invece molto sulla rete e sulle sue potenzialità. E vanno a votare e sono cittadini che hanno solo trovato un modo diverso di comunicare. Non conoscendo personalmente Bersani, volevano fargli sapere che non erano d'accordo con lui. Tutto qui. E scusateci se è poco. postato da civati, 13:51 | link | commenti (9) Problemi di linea
Per una volta non sto parlando di Pd, ma dei problemi di Tiscali. Sono senza connessione. Un vero peccato, perché ci sono tanti articoli e spunti da commentare, da Curzio Maltese (Repubblica) a Alessandro Trocino (Corriere), a Francesca Schianchi e Federico Geremicca (La Stampa). La nomenklatura ha vinto, dicono i giornali, e i giovani (quelli indipendenti) hanno perso. Ci penso su mentre vado a Lentate sul Seveso presso il locale circolo del Pd. A parlare con quelle persone che hanno chiesto soluzioni diverse da quella seguita ieri. Erano il 70% del totale, secondo i sondaggi, per dire. postato da civati, 09:35 | link | commenti (12) Tutti a casa «Tutti a casa» chiedeva l’appello degli autoconvocati di Roma questa mattina. La conseguenza è che torniamo a casa noi, non quelli che avrebbero dovuto fare il famoso passo indietro. Anzi. In sole due ore e dopo quattro-giorni-quattro di preparazione, abbiamo eletto un nuovo segretario. Un record mondiale: Obama era Disneyland a confronto. Quello di Franceschini è un blitz, un fulmine a ciel sereno, un evento del tutto inaspettato (questo no, per la verità). In due ore si è stabilito tutto e il contrario di tutto. Che Walter ha fatto bene, che però la linea era giusta, che ha fatto bene a dimettersi, che lo scossone ha portato all’elezione il suo vice, il quale si assume tutta la responsabilità («gli errori di Walter sono i miei errori») ma promette di non fare gli stessi errori (di Walter?). Avevamo detto che tutto sarebbe avvenuto al grido di «Miwa, lanciami le componenti» e così è stato. Tutti sono stati solidali con il leader, anche e soprattutto quelli che per due anni hanno parlato male di Walter “ma anche “di Dario. Tutti. Hanno sostenuto la sua candidatura, sono intervenuti a favore, hanno ribadito la giustezza della scelta di Franceschini. Alla fine il neosegretario ha anche ricordato che è stato lui a insistere per convocare immediatamente l’assemblea nazionale, dimenticandosi di ricordare che all’assemblea di oggi ha partecipato meno della metà dei suoi membri: un successo clamoroso che la dice lunga anche sulla bontà di questa scelta casualmente precipitosa. Il risultato è triste, più o meno come la Canzone popolare che risuona alla fine. C’è da chiedersi cosa succederà e come dare voce a quelli che, a furia di dire «tutti a casa», si ritrovano per primi a non averne più una. A non avere un partito nel quale riconoscersi, a diffidare anche degli amici che vi militano, a pensar male di tutto e di tutti. A questi homeless dobbiamo rivolgerci nei prossimi giorni, alle persone sconfortate dobbiamo cercare di dare un po’ di conforto e soprattutto tutta la nostra disponibilità ad ascoltarle. Tornando a casa, appunto, è l’unica cosa che viene in mente a me e ai compagni di viaggio: sul treno del Pd che torna indietro, in tutti i sensi. P.S.: Lucrezia osserva giustamente che si sono dimenticati soltanto di eleggere il vice del vice, prossimo segretario del Pd. Forse Franceschini non l’ha voluto per non fare la fine di Veltroni. postato da civati, 01:35 | link | commenti (14) sabato, febbraio 21, 2009 Ha vinto Parisi
Incredibile sorpresa alla Fiera (scherzo). 1258 componenti hanno votato: 1047 voti Franceschini, 92 voti Parisi. Le astensioni erano più di cento, ma non l'hanno neanche detto. Più o meno le proporzioni del voto iniziale, per primarie sì, primarie no. "E' tornato l'ottimismo", dice Franceschini. "L'unico che ha capito è stato Walter", ha incredibilmente aggiunto. Siamo al più totale sprezzo del ridicolo. O, forse, come dice un mio amico, del pidicolo. "E' cambiato il clima", conclude. Non ci posso credere. P.S.: Bersani non pervenuto, parte la Canzone popolare. Siamo tornati indietro di tredici anni. O forse di più. postato da civati, 17:17 | link | commenti (32) postato da civati, 16:15 | link | commenti (3) I lettiani vanno sciolti
Non è un auspicio: voteranno secondo coscienza. Ormai anche la segreteria Franceschini è un tema etico. postato da civati, 15:10 | link | commenti (3) postato da civati, 15:09 | link | commenti (3) Mi astengo
Tra Franceschini e Parisi, mi asterrò. Sto per andare a votare. Da domani seguiremo un altro percorso. Insieme. postato da civati, 15:07 | link | commenti (3) Sincerità
Vince a Sanremo, sarebbe bello se vincesse anche a Roma. Lei si chiama Rosalba Pippa detta Arisa, quasi quasi la eleggiamo segretario. postato da civati, 14:50 | link | commenti (1) Ciwiki
Mi fa un po' impressione, ma ringrazio chi ha aperto una pagina di Wikipedia per me. E i tanti che hanno pensato a me in questi giorni difficili. Ci sono, con l'impegno di sempre. Non so cosa potrò fare, ma farò il possibile (e anche un pezzo di impossibile, se ci riesco). postato da civati, 14:44 | link | commenti Il Pantheon del Pd
Vi ricordate quella discussione con qualche ambizione culturale sul pantheon del Pd? Ecco, il Pantheon oggi era in sala, era quella sala. I toni della presidenza, gli interventi a favore di Franceschini (e quelli contro, comunque concordati prima), le parole estremamente preoccupate per qualsiasi forma di contestazione (dopo avere espulso milioni di elettori, sembrava quasi che volessero espellere anche i 'fanatici' delle primarie) facevano di questo salone della Fiera di Roma un piccolo pantheon o forse, più precisamente, una sorta di cappella di famiglia. Il 16 % dei votanti ha scelto le primarie, senza avere la 'copertura' di nessun leader (quelli a favore, da Cacciari a Penati, non c'erano), per dare un segnale di discontinuità. Non ce l'hanno fatta, né la proporzione del voto - significativa, ma non certo imponente - ha consentito di presentare alcuna candidatura diversa da quelle già annunciate (lo dico per chi chiedeva "sangue": non era la sede per lanciare la sfida, né era semplice individuare una figura che fosse da tutti riconosciuta). Del resto, i pochi giorni che erano stati pensati per il famoso percorso, servivano proprio a questo. Ha vinto il richiamo alla responsabilità ma soprattutto alla continuità. Dario "senza soluzione" Franceschini ha poi detto che farà furore, fuoco e fiamme, che darà voce e spazio al ricambio. Però ha anche detto che si assume tutta la responsabilità di quanto è successo finora (come avrebbe potuto dire altrimenti?). L'impressione è che semplicemente non sia credibile. Né che sia credibile questo Pd. Da domani, cercheremo un nome nuovo: c'è l'impegno a farlo. Lo faremo con sobrietà e modestia, senza pensare a Obama, ma pensando all'Italia. Un paese intero, rimasto sullo sfondo, in questi mesi, in questi giorni e anche oggi. Non se ne rendono conto o forse sì, ma non per fare la cosa giusta. Quella no. postato da civati, 14:34 | link | commenti (10) Quasi quasi mi do fuoco
Scherzo ma anche no. Interveniamo con Paola Concia per chiedere le primarie. Molta freddezza. Sono tutti già d'accordo. P.S.: per le primarie si è espresso il 16%. Pensavo addirittura peggio. postato da civati, 11:37 | link | commenti (18) venerdì, febbraio 20, 2009 Lavoriamo al cambiamento
Oggi forum all'Unità con Concita De Gregorio, Diego Bianchi, Francesco Boccia, Paola Concia, Sandro Gozi, Marta Meo, Federica Mogherini, Giuseppe Provenzano, Ivan Scalfarotto, Marco Simoni. L'impegno è quello di lavorare insieme, per raccogliere il testimone del Pd, lasciato improvvidamente cadere in questi mesi e in questi giorni, soprattutto. Ci chiedevano dove fossero i giovani, i giovani rispondono all'appello. Confermo che molti di noi voteranno per le primarie, non ritenendo soddisfacente il passaggio temporaneo di Franceschini. Ci dispiace, ma gli attuali dirigenti non ci sono proprio piaciuti. E in queste ore, se è possibile, ci piacciono meno del solito. postato da civati, 18:26 | link | commenti (33) Appello ai delegati: non mancate
E' molto presto, questa mattina, e molto tardi per il Pd. Si va a Roma anche per capirne di più. Sarò per qualche ora in viaggio e, più o meno, offline. Vorrei però che qui la discussione continuasse, a partire dagli ultimi post e soprattutto dagli ultimi commenti. Alla ricerca della 'chiave' e delle cose da fare. E' troppo importante per tutti. Nel frattempo, Luca è caustico sull'ormai famoso sondaggio de l'Espresso, per cui ieri sera sono stato preso in giro in direzione regionale (daje a ride). La partita si fa incerta, il prepartita nervoso e confuso. Ai delegati credo di dovermi appellare, però, in tutta sincerità: è importante che ci siate perché la cosa peggiore per tutti sarebbe avere una platea mezza vuota. P.S.: Ivan cita Cameron e anche se ho sempre preferito l'altro (e magari avrei citato Zapatero, per dire) non posso che concordare. postato da civati, 05:28 | link | commenti (23) Delle cose, non delle persone
Reduce dalla riunione della direzione regionale del Pd e, soprattutto, dalla discussione con moltissimi di voi, posso dirvi che ho maturato la posizione da tenere sabato, la mia personale e quella intorno alla quale cercherò di raccogliere il consenso più ampio. Mi sono convinto che non si possa optare per la soluzione transitoria e che un segretario reggente, proposto in tutta fretta dalle 'componenti', non avrebbe l'autorevolezza sufficiente per affrontare il periodo che ci attende. Lo dico con preoccupazione, certo che sia proprio l'alternativa che ci è stata sottoposta, in così poco tempo e senza aver nemmeno convocato la direzione nazionale, a non essere convincente.La "terza via" a cui pensavo oggi (che per la cronaca era la scheda bianca, accompagnata da una mozione politica sulle cose da fare) è stata superata nei fatti dalla candidatura di Parisi e dal subbuglio che è andato montando nel corso della giornata. Non voterò Franceschini, dunque, né credo che le sue parole, purtroppo, potranno rassicurarmi: credo che sia meglio rivolgerci ai nostri iscritti e ai nostri elettori, anche se questo vorrà dire trovare un segretario che non corrisponda perfettamente ai miei desiderata. Il paradosso - che qualcuno ha sostenuto anche stasera - sarebbe quello di rimettere Veltroni al suo posto, per concludere il suo mandato. Prospettiva impossibile e non credibile dopo quello che è successo martedì. Dal momento che sono il candidato del collegio di google, però, credo che sia importante anche accennare alle cose che sosterrò, sabato e nelle prossime settimane: le famose cose da fare, che mi sembrano, in ogni caso, molto più importanti delle persone che le faranno. Il catalogo è questo: 1. Sulle questioni di indirizzo decidono gli iscritti, che finora non sono mai stati coinvolti. 2. Semplificazione degli organismi nazionali, per un partito più comprensibile ai suoi stessi militanti. 3. Rilancio (o superamento) del governo ombra, con la scelta di campagne politiche e non solo di comunicazione, strutturate e di forte presa sulla popolazione. 4. Primarie o ampia consultazione per la scelta dei candidati alle Europee, nel segno del rinnovamento e dell'apertura del Pd a figure, idee e profili nuovi. 5. Forte autonomia territoriale del partito, per scelte responsabili e consapevoli. Su questo mi impegno. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a precisare questa posizione, che immodestamente cercherò di rappresentare all'assemblea nazionale. postato da civati, 01:36 | link | commenti (22) giovedì, febbraio 19, 2009 Bassolino non capisce le dimissioni
Di Walter. Sarei anche d'accordo, ma non posso non notare che il Pd sa essere divertentissimo nel momento della tragedia, se ci pensate. Il presidente della regione Campania, secondo l'agenzia Ansa, dice di provare «grande rispetto per il travaglio di Veltroni» e di «comprendere l'amarezza e il groviglio di sentimenti che c'è dietro la decisione di dimettersi». Doveva rimanere lì. Alla Bassolino, per dire. postato da civati, 18:20 | link | commenti (20) Un altro ciak per il Pd (lettera ancora aperta, ancora valida)
L'8 gennaio scrissi una lettera aperta a Walter. Tanti la sottoscrissero, nessuno rispose. Forse il suo ufficio stampa la filtrò (peccato), ma la riprese Tempi. Credo sia ancora valida. postato da civati, 18:01 | link | commenti (1) Un dubbio atroce
Ma il governo ombra, se si dimette il primo-ministro-ombra, che fine fa? postato da civati, 17:53 | link | commenti (10) Che si fa sabato?
Un'idea me la sono fatta, ma voglio prima di tutto sentire la vostra. Hanno già deciso tutto, e tutti sono d'accordo su Franceschini segretario. Si dividono da sempre, ma ora sono tutti uniti, come non lo sono mai stati. Dopo aver pregato Veltroni di restare, ora sono unanimi. A me questa cosa piace poco. Del resto, andare subito a congresso è scivoloso, dal punto di vista politico. Un po' per i tempi, molto ravvicinati (e lo Statuto non aiuta, per nulla), un po' per lo stato in cui versa il Pd. Abbiamo lavorato talmente 'bene', in questi mesi, che ci sono pochi iscritti, e ce ne sono una marea di Napoli (magari eleggiamo Bassolino segretario). Insomma, inizio a pensare che ci possa essere una terza via ma, all'insegna della nuova politica, chiedo a voi di esprimervi. Del resto, sono il delegato del collegio di google e devo assumermi la responsabilità di rappresentare il più possibile il vostro pensiero. postato da civati, 15:17 | link | commenti (77) Elogio della follia
Usciamo dall'antro di Trofonio: non fosse il libro preferito da B (!), andrebbe citato Erasmo. Anche se per me è solo un gioco (non voluto, né richiesto), i risultati parlano chiaro. Rinnovamento. P.S.: ovviamente ringrazio tutti quelli che hanno votato per me. Sono matti, appunto. P.S.: bella la definizione di rondine di Luca. Grazie. P.S./2: obiettivamente inaspettato l'endorsement della Gazzetta, segnalato da chi ha messo in moto questa pazzia. P.S./3: un titolo de Il Riformista di oggi è Tutti pazzi per Civati. Ecco.
postato da civati, 12:57 | link | commenti (34) Dobbiamo parlarci, con queste persone
No more blog: da blogger involontario segnalo questo passaggio dell'intervista a Soru di oggi, a cura di Sebastiano Messina (Repubblica): «No, risponde lui, su Internet abbiamo già vinto, anzi stravinto. Ma c'è tanta gente che non ha il computer, e che non lo avrà mai. E allora? Allora bisogna lavorare in profondità. Sulla cultura degli ignoranti. Sulle coscienze dei qualunquisti. Solo così possiamo battere l'incultura del nichilismo che ha svuotato le coscienze [...]. Dobbiamo aprire dappertutto sezioni di partito, e magari riaprire le case del popolo. Dobbiamo parlarci, con queste persone. Ascoltarli. E convincerli. Ci vorrà del tempo, ma possiamo farcela [...]. Perché oggi, certo, B è il padrone del gioco. Ma dipende da noi, quanto a lungo resterà». Bisogna ripartire da qui, non dalle formule, non dai derby giovani-vecchi, dai riti e dal televoto di queste ore. Questo serve. E per farlo ci vuole un partito. Democratico, il più possibile. postato da civati, 12:19 | link | commenti (15) Hanno deciso tutto, ma anche no
Andrea mi chiede un motivo valido per andare a Roma in qualità di costituente nazionale. La risposta è semplice: come al solito, hanno già deciso tutto. Ma, questa volta, anche no. E dobbiamo esserci e farci venire qualche idea. Subito. postato da civati, 12:14 | link | commenti (7) Il prossimo che usa l'espressione
«O si cambia, o si muore» lo elimino (politicamente, s'intende). Porta sfighissima (finora siam sempre morti, per dire). postato da civati, 12:11 | link | commenti Hanno sbagliato a clonare
Mi hanno clonato la carta di credito: avrebbero dovuto clonare me, piuttosto, così almeno mandavo quell'altro a lavorare. postato da civati, 10:10 | link | commenti (5) L'amore ai tempi di Facebook
Facebook che racconta se stesso. A cura di Mattia e del vostro affezionatissimo, con una bella prefazione di Walter Veltroni (sì, proprio lui), L'amore ai tempi di Facebook esce il 3 marzo, per i tipi di Zelig - Baldini Castoldi Dalai editore. Lo trovate anche su Facebook, ovviamente. Per dirla in breve, si tratta di questo: Tutto quello che avreste voluto sapere su Facebook e non avete mai osato chiedere, prima di tutto a voi stessi. Perché Facebook è, senza un ordine preciso, l’amore gassoso che si diffonde in ogni direzione, il flirt sempiterno che fa saltare i gradi di separazione, la felicità da condividere e la tristezza da stemperare, la privazione della privacy, l’ironia di un messaggio, la vita degli altri che serve a raccontare la propria, le esche e gli escamotage, i fan di qualsiasi cosa, le cause senza un perché, una cena in pizzeria che diventa un «evento», i compagni di scuola (anche quelli che non si sopportavano) e gli ex che non si vogliono vedere più, ma se capita… Perché Facebook è «tutto sotto controllo» e «tutto e subito». Perché Facebook siamo tutti, o quasi. È il nostro tempo, anche quello che perdiamo alla ricerca di qualcosa che non abbiamo ancora trovato. E che troveremo? Maybe. postato da civati, 10:00 | link | commenti (1) mercoledì, febbraio 18, 2009 Esco
Non dal Pd, ma dall'ufficio. Da ore non ci sono più forme di vita. Forse per oggi è sufficiente. postato da civati, 21:26 | link | commenti (3) Una broma macabra
«Escándalo por un chiste sobre los desaparecidos argentinos»: «Fa ridere ma è drammatico». No, è solo drammatico. Palazzo Chigi smentisce. E già: «Le parole del Presidente del Consiglio sono state, infatti, completamente stravolte e addirittura rovesciate quando era chiarissimo che egli stava sottolineando la brutalità dei 'voli della morte' messi in opera dalla dittatura argentina di quel tempo». Tanto «la mayoría de los italianos le perdonan todo». postato da civati, 21:00 | link | commenti (3) Scapoli e ammogliati
Giovani versus vecchi: questo è l'argomento preferito dalla stampa per descrivere le ore convulse che sta vivendo il Pd. A me ricorda tanto l'antica contrapposizione di sapore fantozziano tra scapoli e ammogliati. D'altra parte, mi sovviene un vecchissimo Giordano Bruno, che nella Cena (delle Ceneri, per dire) diceva questo, attraverso Teofilo: «Poniamo dunque da canto la raggione de l'antico e novo, atteso che non è cosa nova che non possa esser vecchia, e non è cosa vecchia che non sii stata nova, come ben notò il vostro Aristotele». Ecco, poniamo da parte questo tipo di raggioni, che lasciano il tempo che trovano. E pensiamo a cambiare, giovani e vecchi, e ad aprire una nuova stagione. In questo sta quel qualcosa di nuovo che cerchiamo da tempo. postato da civati, 20:22 | link | commenti (4) Sinonimi e contrari
Progetto di legge 366 d'iniziativa della giunta regionale, in discussione oggi in commissione Cultura. Il testo modifica la bellezza di 8 leggi regionali che riguardano la Cultura. I musei d'interesse locale, il patrimonio di valore ambientale storico, architettonico, artistico ed archeologico, i sistemi bibliotecari, la promozione educativa e culturale, i sistemi integrati dei beni culturali, i beni culturali immateriali: tutte cose che prima passavano in commissione e/o in Consiglio e che verranno decise soltanto dalla giunta regionale. Semplificazione, la chiamano: in realtà si tratta del completo esautoramento del Consiglio in campo culturale. Il caso più curioso è quello della L. 81/85: il «programma triennale regionale» diventerà la «delibera regionale», perché il programma sarebbe di competenza del Consiglio (che ha nella programmazione una delle sue prerogative), mentre la delibera è della Giunta (che, appunto, delibera). Semplice, no? Loro con i sinonimi (che non lo sono), noi con i contrari. Nel senso dei voti. La maggioranza non è intervenuta, perché la legge imbarazzava più di un consigliere: forse con il Pdl 366 sono da intendersi abrogati anche loro. postato da civati, 19:34 | link | commenti Non torniamo indietro
Appello minimal (e un po' 'molle') ma del tutto condivisibile presentato dai giovani del Pd. Scrivere a questo indirizzo per aderire. Il Partito Democratico è nato per cambiare l’Italia. Non è solo, né innanzitutto, la sintesi di due tradizioni politiche del secolo scorso, gloriose ma storicamente esaurite. E’ il progetto di portare il nostro paese nella contemporaneità, nel mondo che cambia. Innovazione, mobilità sociale, trasparenza ed equità in un paese che appare invece sempre più bloccato, diviso e chiuso nelle proprie paure e nel proprio passato. Quella missione di cambiamento è oggi non solo valida, ma necessaria ed urgente. E’ un progetto culturale prima ancora che politico. La sua realizzazione richiede coraggio, coerenza, coesione ed uno sguardo puntato con fermezza sul futuro. Sarà un lavoro lungo, che avrà bisogno di energia, senso di responsabilità e spirito di squadra. Noi siamo pronti a continuare a lavorare per realizzarlo. postato da civati, 19:07 | link | commenti (6) Rispondendo a Davide, confronto non conflitto
Davide, ospite del mitico Primo cerchio, mi scrive apertamente (in tutti i sensi). Gli rispondo che sono d'accordo con lui e che dobbiamo puntare al confronto più che al conflitto generazionale. Che dobbiamo uscire con un dibattito serrato e sincero da questo luogo comune della sfida giovani-vecchi, che in qualche competizione recente è stata strumentalizzata fin troppo e che rischia di iniziare e finire all'interno del partito. Ho sempre detto che non mi interessa l'assalto alla diligenza (o dirigenza, che dir si voglia). E che non ci sono arrivisti, tra i miei amici, a meno che il tema non sia quello di far arrivare il Pd. Da qualche parte. postato da civati, 17:20 | link | commenti (7) Sansone è morto (e i filistei?)
Si conferma sempre di più la lettura del «muoia Walter con tutti i Filistei». Veltroni ha deciso in solitudine, senza calcoli politici e senza che sia il caso di fare della dietrologia. Dice di voler assumere questo profilo nei prossimi mesi, mantenendo fede al proposito di non fondare correnti. Mi sembra una scelta nobile e coerente, quest'ultima. Nel frattempo i filistei non fanno una piega. Hic manebimus optime o, se preferite, Yes, we remain. postato da civati, 17:14 | link | commenti (4) Ai parchi lombardi la legge non piace
Comunicato stampa. I Parchi respingono l'assalto della maggioranza. In commissione dure critiche da parte dei rappresentanti delle aree protette al progetto di legge del centrodestra. Oggi in Commissione ambiente i rappresentanti dei parchi, convocati per un'audizione, hanno respinto decisamente, e con argomentazioni puntuali, il progetto di legge sui parchi promosso ormai in modo sempre più deciso ed evidente da una parte della maggioranza. Un progetto che punta a indebolire gravemente il sistema delle aree protette lombarde, esponendolo a forti rischi di cementificazione e urbanizzazione. Con il pericolo, come hanno sottolineato le associazioni ambientaliste, che perfino la pianificazione dei parchi attuali, conquista dei cittadini e delle amministrazioni più avvedute, venga rimessa in discussione da questa pessima legge. Tutto il contrario di ciò di cui i parchi e il territorio lombardo oggi hanno bisogno: e cioè un alt allo sfrenato consumo di suolo e un'occasione per promuovere uno sviluppo sostenibile naturalistico, agricolo e turistico all'interno delle aree protette lombarde. I Consiglieri regionali della Commissione ambiente, Giuseppe Civati e Francesco Prina (PD), Mario Agostinelli (PRC), Carlo Monguzzi (Verdi), Arturo Squassina (SD). postato da civati, 17:04 | link | commenti postato da civati, 17:01 | link | commenti (8) Dove andiamo?
Alcuni giustamente mi consigliano il Gorilla del Crodino come vice. Ottima scelta. Nel frattempo, sono tutti preoccupati per la mia candidatura, una candidatura che più virtuale non si può: e anche questo la dice lunga sullo stato in cui versa il Pd (a proposito, c'è ancora?). Mi chiedono tutti: «dove vai?». E' una citazione involontaria del discorso di Walter di questa mattina. Rovescio la domanda: «dove andiamo?». Prima di ammazzarsi con il totosegretario forse è il caso di riflettere. Con la decisione di Veltroni di ieri, ora al Pd serve quasi tutto, soprattutto una lettura del berlusconismo ormai diligante (anche in questa discussione: manca solo il televoto...). Finché si parla di candidati google va bene, ma ora serve la politica. postato da civati, 16:22 | link | commenti (4) Sto preparando lo sfondo umbro (sì, ciao)
Mi indicano come segretario nazionale del Pd. Sono fortunatamente pochi, ma buoni (anzi: pochissimi, ma ottimi). E' uno scherzo, ma volevo ringraziarvi. Ora, però, vorrei che si tornasse a parlare del nostro progetto politico (che in larga parte c'è nelle parole di Walter) e della costruzione del partito (che finora ha deluso parecchio, per milioni di motivi). I leader non ci hanno mai salvato. Riusciamo per una volta a guardare avanti e a rivolgerci ai cittadini e non al cittadino Walter, al cittadino Pierluigi, al cittadino Dario, al cittadino Giuseppe (e al cittadino Silvio, soprattutto)? Ce la facciamo? postato da civati, 14:48 | link | commenti (23) Il miglior discorso di Walter
Quello di oggi. Mi sento veltroniano, senza Veltroni. La frase: «Basta chiedere da dove vieni, solo dove vai». postato da civati, 12:08 | link | commenti (12) Sono matti
Qui il sondaggio de l'Espresso per il nuovo segretario del Pd. Non so proprio chi abbia fatto il nome del vostro affezionatissimo. P.S.: faccio notare che c'è solo una donna, per dire. P.S./2: su Repubblica fortunatamente la categoria è «un nome nuovo». Meglio. postato da civati, 12:04 | link | commenti (46) Miwa, lanciami le componenti!
La scelta di Veltroni è tanto coraggiosa e seria quanto sbagliata, la sua fine improvvisa, benché preparata da mesi difficili e da uno stillicidio di distinguo e di provocazioni, descritti perfettamente da Roberto. Giannini la definisce doverosa, ma per esserlo dovrebbe essere accompagnata da analoga presa di posizione di gran parte del gruppo dirigente attuale (sì, ciao). Mauro auspica «una soluzione vera e forte» che ci sottragga a dualismi e conflitti interni, per convergere su un leader riconosciuto e indiscutibile (chi? lo sa il cielo). Altri, come Barenghi, si soffermano sull'incompiutezza del Pd e sugli errori di questi mesi, che certamente ci sono stati. Non si sa bene che cosa succederà, se non che il Pd, ancora una volta, si occuperà di se stesso, lasciando a B campo aperto per le Amministrative e le Europee. Nel vuoto pneumatico che si è creato finiranno per prevalere certamente le famosi componenti, che ricordano l'espressione di quel famoso cartone animato. Saranno loro a decidere quasi tutto, nei tempi che vorranno. E la parola andrà a un corpo elettorale, quello delle primarie, profondamente confuso. A meno che qualcuno non voglia cambiare le cose, ma questo qualcuno ancora non c'è. postato da civati, 09:52 | link | commenti (7) Se sono un problema
Me ne vado. Altrimenti, dico io, mi candido alla segreteria nazionale del Pd. L'endorsement è autorevole, anche se non sono riusciti a trattenere le risate... ascoltate qui (23'20''). P.S.: tra il serio e il faceto (ma più vicino al faceto) anche il sostegno di Al1. Il commento la dice lunga: «Pippo anch'io». postato da civati, 00:17 | link | commenti (12) martedì, febbraio 17, 2009 Deadblogging (è già ieri)
Siamo ancora qui, ha ragione Andrea. C'è chi sogna la maturità, io mi sveglio sempre nel 1994, a maturità ancora da affrontare. E' il giorno della marmotta o, se preferite, all'italiana, E' già ieri. In ogni caso, Ricomincio da capo. postato da civati, 22:33 | link | commenti (4) Deadblogging (Spoon Walter)
Non si è ancora tenuta la conferenza esplicativa di Veltroni, prevista per le 11 di domattina, e già si fanno nomi e cognomi a profusione. Un anonimo scrive: ci vorrebbe il Gorilla del Crodino (è un mio mito, ci penso seriamente). Fioccano i nomi più disparati, anche se l'unico candidato è Bersani (molto amato dai dalemiani, a cui manca soltanto di festeggiare con i caroselli di auto). C'è chi avanza l'ipotesi del tris, tipo Pupo, Youssou N' Dour e Belli (titolo, non a caso, L'opportunità). C'è chi non riesce a riprendersi, non ce n'è. Chi minaccia di seguire le 'esequie' in diretta. Chi fa il nome di Lorenzo Cherubini e poi si ritrova per un brindisi (abbastanza alcoolico) dedicato al segretario. E c'è chi, per via di analogo intruglio, si ritrova tipo Spoon Walter, a ricordarlo com'era, con un po' di scoramento. postato da civati, 21:34 | link | commenti (10) Deadblogging (segue)
E' tutto confermato. Se ne va Veltroni, gli altri, per ora, non si sognano nemmeno di fare un passo indietro. Nel frattempo, devo fare un esame di coscienza. Sono stato tra gli ultimi a vedere Soru e Veltroni insieme, non più tardi di quattro giorni fa. Non è che sono io che porto sfiga? (Marco so a che cosa stai pensando). Quei buontemponi di Radiopop mi candidano a segretario, con tanto di coretto. Ottima idea. Nel frattempo, però, ci teniamo Franceschini reggente, le elezioni da fare e il congresso forse subito, forse a ottobre. Non condivido la scelta di Walter (che rispetto, sia chiaro). Ho condiviso alcune considerazioni con Realacci (che interviene così) e mi pare di poter dire che siamo ancora più deboli di qualche ora fa. Dall'altra parte, ovviamente, se la ridono. E allora riprendo Luca, che mi scrive raccontandomi una storia. Ve la propongo qui di seguito: «In un pomeriggio di febbraio un avvocato inglese fu condannato a 4 anni e sei mesi per essere stato corrotto al fine di testimoniare il falso in un processo contro l'attuale premier. Nelle stesse ore le dimissioni... (continua)» E ora mettici tu il finale: A- opzione Paese normale: «del Premier». B- opzione Belpaese: «del capo dell'opposizione (?)». Anche la Speme, ultima Dea, fugge i sepolcri. Nel frattempo, c'è il Festival, perché l'Italia è l'Italia. E se il Pd puntasse sulle Nuove proposte? postato da civati, 20:10 | link | commenti (19) Ci vorrebbe un altro liveblogging (volevo dire deadblogging)
Sulle dimissioni di Veltroni, dopo la difficile diretta di ieri. Alle 15.30 mi dicono che Walter vuole andare fino in fondo. Alle ore 16.05 mi comunicano: «Forse Franceschini reggente». Non so più cosa pensare. Intanto i risultati del sondaggio di Repubblica sono abbastanza a-senso-unico. Concordo con Ivana: non c'era modo peggiore per reagire al risultato di ieri. Mattia mi suggerisce che si tratta piuttosto di un deadblogging. Ha ragione. Le voci sono ribadite da più parti. Veltroni confermerebbe le dimissioni. Si parla di reggenze, di direzioni da convocare. Intanto, Veltroni le ha confermate, le dimissioni. Domani la conferenza stampa in cui spiegherà le sue ragioni. Ho personalmente espresso il mio personalissimo parere contrario a questa decisione, che lascia il Pd nella confusione più totale e non risolve nessuno dei problemi che ci tocca affrontare. Siamo in piena campagna elettorale e sarà ancora più difficile lavorare. Ironia della sorte, parlavo giusto stamattina dell'iniziativa che avrebbe dovuto aprire la campagna elettorale del Pd, venerdì pomeriggio, a Monza. Male, molto male. postato da civati, 16:14 | link | commenti (30) Aria fresca
Un bel post su quello che succede a Firenze (a conferma di quanto scrivevo qualche ora fa). postato da civati, 15:45 | link | commenti (3) postato da civati, 15:30 | link | commenti (2) Panico a Sanremo
Arrivano i campani. E qualcuno non ci sta: si tratta di Umberto Calandrella, assessore campano sì, ma alla Regione Liguria. Tutto si aspettava, Bassolino, tranne un rifiuto. Risate a scena aperta. postato da civati, 15:08 | link | commenti Si è dimesso
Parlo di Nakagawa. Alla fine se n'è andato. Veltroni, invece, si è preso una pausa di riflessione, dopo che i vertici del partito hanno respinto le sue dimissioni presentate in mattinata. Sembra che faccia sul serio. Si parla di unità di crisi fino alle Europee. Mi verrebbe un gioco di parole molto facile, pensando a Nakagawa. Diciamo che secondo me è un errore. postato da civati, 14:45 | link | commenti (4) Eppur bisogna andar
Veltroni sarà a Monza venerdì. Credo sia importante esserci. Per capire, per discutere. Mi farebbe piacere poi che ci si fermasse a cena, venerdì, per fare due chiacchiere: una pizza lì vicino, per parlare del Pd e del nostro futuro. Invito tutti, a cominciare da Mattia, da Roberto, da Ivan, da Marco e da chi vorrà. Ci si vede fuori dal teatro, alla fine dell'iniziativa. Comunicato stampa. Il segretario del PD Walter Veltroni e il governo ombra saranno in Brianza venerdì prossimo, 20 febbraio. La giornata prevede incontri con lavoratori, imprese e si chiuderà alle 18.00 al Teatro Binario 7 di Monza, con l'intervento del leader del partito democratico. Con Veltroni, sul palco, sarà presente il candidato alla presidenza della nuova provincia di Monza e Brianza Gigi Ponti. Il governo ombra e Veltroni incontreranno in mattinata i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese alla Camera di Commercio, in Piazza Cambiaghi a Monza. Dalle 13.00 alle 15.00 alla Cascina Cantalupo, sempre a Monza, Veltroni incontrerà i portavoce dei circoli del PD. Nel pomeriggio due delegazioni del governo ombra faranno visita rispettivamente al mobilifico Cassina di Meda e alle imprese dell'hi tech nel Vimercatese. "La presenza di tutto il governo ombra e di Veltroni - dice il segretario del PD di Monza e Brianza Enrico Brambilla - è un segnale di grande attenzione alla Brianza e più in generale al malessere del Nord, per il quale il PD propone soluzioni coraggiose e praticabili, proprio come la manovra anticiclica da 16 miliardi di euro che abbiamo proposto al governo e illustrato ai cittadini in questi giorni. La presenza del governo ombra nel cuore produttivo del nostro Paese serve quindi a rilanciare con maggiore forza cosa sia possibile fare per prendere di petto la crisi che attanaglia, anche in Brianza, il lavoro e le famiglie, gli artigiani e le imprese. La presenza del segretario nazionale è inoltre una formidabile spinta al progetto del PD sul nostro territorio, alle tante persone, ai circoli, ai militanti che credono al partito democratico come leva importante per cambiare in meglio la politica e l'Italia". postato da civati, 11:28 | link | commenti (8) Un qualsiasi martedì di febbraio
Allora, la situazione è questa e anche senza Minzolini l'avevamo capita, la gravità della vicenda. Sappiamo che si tratta di onda o forse, e più propriamente, di mareggiata. Non facciamoci prendere dal panico, però, perché ci manca solo quello. Non è facile doversi mettere a preparare la campagna elettorale delle Amministrative, come prevede questo (qualsiasi) martedì di febbraio, almeno per me. Evitiamo scorciatoie e accelerazioni, regolamenti di conti e prese del Palazzo d'Inverno (l'inverno del nostro scontento?). Cerchiamo di rimettere in ordine le idee e di non fare scelte precipitose e sbagliate. Ancora. E non cerchiamo il leader che ci 'salvi', ma un progetto politico da rinnovare. E da ripensare, forse, ma con lo sguardo in avanti, per favore, senza nostalgie. Perché di quelle si muore. Spazio aperto alla riflessione, invece, e al contributo di tutti, che per me è l'unica cosa che conta, in questo momento. Chi inizia? postato da civati, 09:17 | link | commenti (48) All'arrembaggio?
Adesso non esageriamo, però. Perché c'è un misto di superficialità e di faciloneria che spaventa. E in tutta sincerità non mi pare che il nostro riscatto passi attraverso un'ambizione smodata e lungo un percorso, tutto da dimostrare, tra De Gasperi e gli U2. Mi par di capire che il problema sia più profondo e che certe formulette siano un po' troppo banali: «Basta far capire alla gente che sei fuori dagli apparati». Non credo che basti, nel giorno della sconfitta di Soru. Ci vuole qualcosa d'altro, ci vuole qualcosa di più. postato da civati, 08:38 | link | commenti (8) postato da civati, 08:34 | link | commenti E non è ancora finita
I dati, se è possibile, sono peggiorati nel corso della notte. Siamo a -9% per Soru, e a -18% per la coalizione di centrosinistra. Lo scrutinio non è ancora finito. Se andiamo avanti così, arriviamo ai numeri negativi, per dire. postato da civati, 08:32 | link | commenti (14) lunedì, febbraio 16, 2009 Tutto Soru minuto per minuto
Segnatevi questo post, perché si aggiornerà nel corso del pomeriggio, fino alla fine dello scrutinio sardo. La colonna sonora la trovate qui. Primo dato: l'affluenza sale al 55% (ore 11). 03.00. Da Cagliari è tutto. Ci si vede domattina. Ci si sveglia presto, perché abbiamo parecchio da fare. A te, Ameri. 02.56. Repubblica ha chiuso, la Regione è ancora ferma a 1166 su 1812. Non ci saranno novità, né sorprese. Nella sede che fu di Tiscali, attuale comitato Soru, staranno chiudendo. Amici tristi e delusi mi scrivono da Cagliari, dalla Sardegna e non solo. C'è da tenere botta, ovviamente, e da farsi venire qualche idea, però, perché non possiamo andare avanti (indietro?) così. No, non possiamo. 02.52. E lo sapete qual è il paradosso? E' andata meglio in Abruzzo (complessivamente, intendo). 02.40. Secondo le stime ancora parziali di cui disponiamo (lo scrutinio delle liste è ancora più in ritardo di quello dei voti per i presidenti) il Pd perde l'11% rispetto allo scorso anno. L'IdV recupera l'1%. E il dato potrebbe ancora peggiorare. 02.33. A Villasimius, in provincia di Cagliari, dove andavo in vacanza con i miei genitori, abbiamo perso 62 a 32. Le famose coste. 02.29. A Cagliari e provincia la coalizione di centrosinistra è sotto di più di venti punti. Dobbiamo rivedere anche l'adagio che ci vuole comunque vincitori nelle aree metropolitane. Già. 02.26. Aspetto l'ultima infornata di dati e chiudo la diretta. Sono dodici ore che son qui e non è stato piacevole. Per niente. 02.17. Per dirla tutta, Soru vince a Sassari e provincia, a Nuoro e nel mitico Medio Campidano, ma con un dato inferiore alle attese e alle precedenti tornate elettorali. Tutto il resto è B, e una tale avanzata non era prevista nemmeno dai sondaggi (e nemmeno dai loro e non solo dal sub candidato, che sembra aver ritrovato la parola, come d'incanto). E' un dato superiore a quello delle Politiche dello scorso anno. E' una vittoria clamorosa del berlusconismo (presente sulla scheda con due simboli due, con l'indicazione di B presidente, com'è noto) contro il suo avversario più ostico, sotto il profilo culturale. 02.10. Ancora Soru: «Ho creduto fino in fondo del Pd, ho messo tutto in questo progetto. Mi sarebbe piaciuto essere ancora di più di aiuto e la vittoria avrebbe dato una mano in questo senso. Il Pd ha, comunque, un grande futuro davanti». Ecco. 02.02. Commento (quasi) finale: nelle note precedenti ci sono tutte le speranze e le delusioni per una campagna elettorale densa di significati simbolici che si è conclusa oggi in un modo altrettanto carico di senso presente. E' finita, anche se non è ancora arrivato il dato di Sanluri, il paese dove Soru ha votato, domenica, e dove venerdì aveva chiuso la campagna elettorale, in una sorta di piccolo e modesto Grant Park di provincia. La forsennata campagna elettorale di B ha avuto la meglio, soprattutto di fronte a un centrosinistra in disarmo che prosegue nel suo facile, quasi irresistibile descensus Averno. La risalita dal 'fondo', come voleva la Sibilla (e noi, di sibille, siamo pieni) è quasi impossibile, ma non abbiamo molte alternative. La proposta è: teniamoci Soru (ci mancherebbe!) ma, come già si è detto per Obama, non pensiamo che sia solo questione di leader. In Sardegna, come già in altre occasioni (a livello nazionale, ma non solo), quello che è mancato è il partito. Un partito che non c'è ancora e che ora come ora non è in grado di affrontare non solo gli avversari, ma nemmeno se stesso. E che trascina con sé anche chi ha fatto bene, ha governato in modo irreprensibile, ha voluto lasciare la propria impronta, a testa alta. Ha vinto un'altra idea di politica, in Sardegna, come è già successo in quasi tutto il Paese. Cerchiamo di rendercene conto. E vince tra gli speculatori e gli affaristi, siamo d'accordo, ma anche (giuro che è l'ultima volta che lo uso) tra le masse popolari, al Sant'Elia e nei centri della provincia dove una volta si votava a sinistra. Per cambiare il mondo, non per tenercelo così. Hoc opus, hic labor. 01.43. Soru ammette per la prima volta la sconfitta, telefona al suo avversario (in verità, il suo prestanome) e si dice dispiaciuto per il dato delle liste. Verrebbe da scrivere l'«elogio di Renato Soru e del suo impeccabile stile», as usual. 01.38. Mille e non più mille: le sezioni scrutinate sono 996. Soru è a -6. Non cambia più. 01.26. E' tardi, i dati non arrivano e mi capita di leggere questa chicca, che non c'entra, ma c'entra, come direbbe Nanni Moretti. Al peggio non c'è limite. 01.20. Anche a Repubblica sembrano frastornati. Aspettiamo ancora un po' i dati dei centri minori e poi andiamo a dormire, che domani si ricomincia. 01.09. Siamo al 50%. I dati sono sempre quelli, decimale più, decimale meno: Soru -6%, centrosinistra -15%. Non so se mi spiego. 01.03. Ci siamo giocati le coste della Sardegna (considerazione politica, al massimo ambientale, non solo elettorale). 01.01. Mancano i piccoli, piccolissimi centri. Quelli su cui Soru aveva puntato molto. Non credo basterà il loro contributo. 00.53. Nel frattempo, mentre non siamo ancora arrivati al 50% delle sezioni da inserire nel db regionale (il db è fatto bene, sono i dati che mancano), i risultati Comune per Comune: Cagliari, 51 B - 45 Soru. Sassari, 42 B - 52 Soru. Oristano, 54 B - 41 Soru. Olbia +20% per B (il sito del Comune è una cosa che voi umani non potete nemmeno immaginare, non ci sono neanche le percentuali, per dire). Nuoro +20% Soru. Iglesias, tracollo per Soru (metà delle sezioni scrutinate: -25%). 00.41. Francesco evoca la serata di Istanbul. Ci vorrebbe. 00.38. Dopo dieci ore, Andrea, protagonista della notte elettorale di Chicago - anche se lui la seguiva da Luino - molla il colpo. Noi rimaniamo qui a presidiare. 00.21. Stiamo per arrivare al 50% delle sezioni. Fa impressione il dato del Psd'Az, passato armi e bagagli con B, portandogli in dote un 4%. Anche da questi particolari si giudica un'elezione. 00.08. 806 su 1812, Soru recupera un punto (-5%): sono arrivati un po' di dati dal Nuorese. 00.00. E' mezzanotte. Soru, a 700 sezioni su 1812, è sempre sotto (ora di sei punti percentuali). Secondo i miei dati, dovrebbe in ogni caso recuperare un po' (sempre che i dati di Nuoro arrivino e non si perdano per strada), ma non basterà. Vado avanti ancora solo per rispetto di uno dei migliori candidati che abbia mai avuto il piacere di seguire. 23.48. Se fossi nei nostri leader, inizierei a preoccuparmi per le elezioni amministrative di giugno. E anche molto, me ne preoccuperei. 23.31. Lo stiamo perdendo. 23.18. Quinto commento provvisorio: i sondaggi sovrastimavano Soru e la sua debolissima coalizione di 5 punti, come capita puntualmente al centrosinistra da qualche anno a questa parte. Davano leggermente avanti Soru e sotto di dieci la coalizione. La distanza è aumentata. Aspettiamo ancora un po' per il de profundis, ma è chiaro che la crisi è grave. 23.17. Sezioni regionali scrutinate: 640 su 1812. Soru è sotto di cinque. Forse recupererà qualcosa, ma abbiamo superato il 30% delle sezioni scrutinate e il distacco sembra essere troppo ampio. 23.05. Soru arriva a piazza del Carmine, il suo quartier generale, dove sono stato venerdì. In compenso, non c'è ancora il dato di Sanluri, il suo paese natale (il suo voto, insomma, non è stato ancora conteggiato). 23.03. Nel frattempo, vi segnalo che Repubblica riporta gli stessi dati della Regione. Mela C, Mela V, Mela prendo. 23.02. B rivendica la vittoria: «Vinciamo. Ci ho messo la faccia io...». 22.55. Termometro politico assegna la vittoria a B. Nel frattempo, a 550 sezioni, Soru è sotto di sei. Siamo quasi alla soglia del 30% che avevamo indicato come punto di svolta. 22.41. E' incredibile dirlo dopo quasi otto ore, ma è ancora troppo presto per dire come andrà a finire. 22.10. Sezioni regionali scrutinate: 426 su 1812. Meno 4,4%. Qualcuno, del resto, aveva parlato di rimonta e di dati buoni da aspettare. 22.05. Olbia, Comune: 59 a 38%, per gli altri (questo, almeno, era previsto). 22.02. In grassetto, Andrea dice che ce la si può ancora fare. 21.45. Se Soru è a meno sette, la coalizione è a meno diciassette. Per dire. 21.42. Sezioni regionali scrutinate: 347 su 1812. Il dato è sconfortante: -7%. Non si sa più a quale provincia appellarsi. 21.37. Mollica cita Zoro (Zoru?): «quando c'è la partita, si tifa, sempre». E noi tifiamo. 21.24. Faccio gentilmente notare che con questi dati (-15%: 55 a 40) la nostra coalizione perderebbe dappertutto. 21.22. Andrea è più ottimista di me (e ce ne vuole). Ha i dati del 2120, forse allora vinceremo (volevo dire delle 21.20). 21.09. Sezioni regionali scrutinate: 282 su 1812. Soru è sotto di 4 punti. Manca Nuoro e il Medio Campidano, buoni per Soru, e anche di Carbonia Iglesias ci sono solo i seggi 'brutti', ma il distacco inizia a diventare significativo. 21.05. Aspettiamo Nuoro, a questo punto, i cui dati non sono ancora stati contati. 21.02. «Si fa dura», mi dicono da Cagliari. Si conferma pessimo il dato della coalizione. 20.46. Seconda proiezione di Termometro politico, a favore di B. Ormai solo i paesini ci possono salvare. 20.40. Sul sito della Regione c'è anche il dettaglio dei Comuni, almeno si sa da dove arrivano i dati. Ripeto per la centotrentesima volta: guardare i dati riepilogativi vuol dire poco, almeno fino al 30% delle sezioni scrutinate. 20.32. Dopo circa cinque ore e mezza, ho capito qual è la pagina da guardare: è questa. Si comprende come mai B recuperi. Mancano tutti i dati che mi piacciono nel primo riepilogo regionale su cui si basano tutti i commentatori. Bene. 20.26. Parlare a Nuoro perché Sardegna intenda: se qualcuno ha qualche dato del Nuorese, scriva, è importante. 20.25. Ormai è chiaro. Sarà notte di passione. E di Passoni: il commissario del Pd dichiara «E' un testa a testa, occorrerà attendere le prossime ore per capire cosa succede». 20.19. A Oristano va un pochino meglio (siamo al 20% delle sezioni). 20.17. Sul sito della Regione è testa a testa (per quello che vale). A Cagliari siamo quasi al 50% delle sezioni e il dato peggiora. Ora siamo a -6 e rotti. 20.14. Secondo me, sono andati a mangiare. O forse è vero che il disgiunto ha creato tanti problemi. I ritardi sono incredibili. 19.52. Quarto commento provvisorio: la sfida si è radicalizzata, Soru è sui dati del 2004 (quando complessivamente, a livello regionale, vinse con il 10% di vantaggio) dove è forte la sinistra, B avanza dove B in questi anni si è rafforzato (essendo candidata la stessa persona...). Il dato di Cagliari doveva essere migliore di così, per dare la vittoria a Soru senza dover fare notte. Così è tutto molto incerto. 19.42. A Oristano, B doppia Soru. Sapevamo che si trattasse di città di destra, ma così esagerano. 19.41. Avviso ai naviganti: ogni sito offre scenari diversi. Conviene attendere e basarsi sullo storico, non sulla confusione. Grazie. 19.34. Andrea è d'accordo con me e tra Sassari e Cagliari ci infila Obama. Speriamo porti bene. 19.31. Mi sembra di poter dire che i dati di Cagliari siano pressoché definitivi (anche se le sezioni sono solo 60 su 179, un terzo del totale): Soru -5%, un dato che si recupera con il risultato molto favorevole di Sassari, dove Soru conduce ora di 13 punti. 19.25. La Regione pubblica i primi dati, da cui non si evince nulla, anche perché non si sa da dove vengano (il quartiere più popolare di Cagliari ha votato in massa per B, segno dei tempi). 19.19. La prima proiezione non ci dice chi vincerà. La famosa forchetta vuole Soru alla pari con B. 19.13. In compenso sono tranquilli anche i sostenitori di Soru. 19.05. Son troppo contenti nello staff del candidato di B. Troppo. 18.57. Terzo commento provvisorio: fortissima radicalizzazione del voto. C'era da aspettarselo. Moltissimi voti disgiunti, moltissimi voti per Soru. Fortissima affermazione a Sassari, si soffre a Cagliari. Anche questo nelle previsioni. Manca il dato di tutta la Sardegna centrale, che probabilmente deciderà. Stay tuned. 18.48. Si consolida il dato di Cagliari: Soru -6% (40 le sezioni scrutinate). 18.41. Il candidato di B ha cinque punti di vantaggio a Cagliari città, nelle prime 31 sezioni scrutinate. Nel frattempo il dato di Sassari è ormai consolidato: Soru avanti di 15 punti. 18.37. Secondo commento provvisorio: le liste del centrosinistra sono bassissime. Fortissimo Soru, con il disgiunto e con il voto personale, molto deludente il risultato delle liste, Sinistra e Pd compresi. Bene IdV, ma senza esagerare. E tutto questo non va bene. 18.30. Scrutinio lentissimo, anche Repubblica non scherza... 18.27. A Cagliari si profila un testa a testa. A Alghero e Oristano (3 su 35) avanti il candidato di B, che doppia Soru. 18.19. E' presto per esserne certi, però il dato delle liste è molto più basso di quello del presidente. Molto "Meglio Soru" (troppo) anche delle liste che lo sostengono. 18.15. Commento provvisorio: disgiunto e affluenza fan (per ora) la differenza. 18.12. A Sassari va "Meglio Soru": è 56 a 40, con 20 sezioni scrutinate su 137. Avanti così. 17.55. Si muove anche Repubblica. 4 sezioni soltanto, però. Aspettiamo dati più consistenti. Anche Repubblica dà il dato di Baradili, con qualche minuto di ritardo :) 17.51. A Oristano, sul web, tutte le informazioni sulla Sartiglia 2009. A Nuoro, dice Andrea, cercano un geometra. Gli unici dati sono di Sassari. E sono buoni, anche se il sito, ovviamente, si è impallato. Chi ha i dati di Olbia faccia un fischio. 17.44. Toni rilassati a Porto Torres. Ancora troppo presto, però, to call. 17.40. Dai seggi: molti voti personali a Soru, senza indicazione di lista e senza espressione di preferenza. 17.27. Soru avanti nelle prime dieci sezioni a Sassari. 17.15. Affluenza, dato definitivo: 67,58%. Noi lo sappiamo da tre quarti d'ora. Potenza, tra gli altri, dell'Al Gore varesino. 16.59. Sms dalla provincia di Cagliari: «Vinciamo a Baradili (OR). Qualcuno dice Baradili come la Virginia». 16.32. Andrea dice che sopra il 66% vince Soru. Pare che siamo più in alto, e di parecchio. 16.16. Affluenza molto alta a Nuoro (quasi al 75%). Ottimo per Soru. 16.07. Leggete qui: a destra danno un leggero vantaggio a Soru (+2,2%). 16.02. Notevole il dato del voto disgiunto a favore di Soru. Lì sta il punto. 15.50. Prima proiezione di Termometro politico alle 16.30. 15.39. Molti pensano che deciderà il voto disgiunto. In attesa dei primi dati reali, se ne sentono di tutti i colori. 15.30. Crespi dà Soru in vantaggio di 1,5% (il suo è un sondaggio, non un exit poll). Alcuni blog danno un leggerissimo vantaggio a Cappellacci. La verità è che la sfida è apertissima. 15.08. In diretta anche Andrea. Conviene aspettare i dati veri e non appassionarsi a sondaggi: too close to call. 14.59. La diretta su RadioPress, anche online, per chi ci riesce. 14.50. Nel frattempo, a qualche isolato di distanza, il Pd continua a farsi del male. postato da civati, 14:46 | link | commenti (116) Sarà Soru?
Poche ore di attesa prima di avere i dati della sfida di Soru (i seggi chiudono alle 15). La partita si gioca soprattutto nella Sardegna profonda, da cui ci attendiamo ottimi risultati, e nelle due principali aree urbane, Cagliari e Sassari, in cui i due schieramenti dovrebbero essere alla pari. Aspettiamo. postato da civati, 13:06 | link | commenti (10) Il curioso caso delle primarie fiorentine
Il risultato delle primarie fiorentine la dice abbastanza lunga sul valore delle primarie. E lo dico pur non apprezzando particolarmente il vincitore, ma la democrazia, quella sì. postato da civati, 08:09 | link | commenti (9) Meglio Soru, meglio l'affluenza
L'Al Gore di Varese si occupa di Sardegna, con la solita acribia. Aspettiamo, in ogni caso, i dati di domani. postato da civati, 00:38 | link | commenti domenica, febbraio 15, 2009 «Contro i sepolcri imbiancati»
Una decisione che lo ha angosciato, una scelta politica coraggiosa, contro tutte le ipocrisie che lo hanno accompagnato: Mastella si candida nelle liste del Pdl alle Europee. Un gesto eroico. La politica italiana regala sempre sorprese (!) e percorsi del tutto inaspettati la attraversano. Chi l'avrebbe mai detto che Mastella sarebbe rientrato in politica e lo avrebbe fatto con B? Chi avrebbe mai potuto prevedere una scelta così netta e il totale sprezzo del pericolo (e del ridicolo) dell'esponente politico che tanta parte ebbe nel far cadere il governo Prodi? All'insegna del rinnovamento, si candida nel Pdl. Per un seggio in Europa, dove fortunatamente non ci sono maggioranze da ribaltare. Un monito al Pd: attenti a chi candidiamo, attenti alle persone con cui ci alleiamo. E un invito molto ma molto caloroso: cambiamo le liste, a partire proprio dalle Europee. Abbiamo una grande occasione: non sprechiamola. postato da civati, 11:28 | link | commenti (7) Il candidato che non c'è
«Tagliamo i Ponti con Penati»: questo lo slogan dei ragazzi di An contro Gigi Ponti e la nuova sede della Provincia. Un modo violento e molto strumentale per iniziare la campagna elettorale delle Provinciali, con poche idee e molte provocazioni. I ragazzi di An dovrebbero informarsi meglio. La nuova sede della Provincia di Monza e della Brianza rientra nell'accordo di programma del Rondò, lanciato dall'amministrazione Colombo (destra) nel 1998. Successivamente all'istituzione del nuovo ente, è stata individuata quale sede della nuova Provincia, con l'accordo di Comune, Provincia e Regione, una parte dell'area della vecchia caserma IV Novembre, nell'ambito proprio dell'accordo di programma già avviato. Qui i dettagli (e i protagonisti citati, espressione anche della destra: forse si dovrebbero tagliare anche i Ponti con Formigoni). Si tratta di un impegno preso da istituzioni di diverso colore e strumentalizzare gli eventuali ritardi non ha alcun senso. Fossi nei manifestanti mi preoccuperei soprattutto di non avere il candidato, che verrà scelto per ultimo rispetto a tutte le altre province lombarde. Prima Milano, poi Brescia, poi Bergamo, poi le altre: a seconda di come andrà altrove il Pdl deciderà chi candidare a Monza. Tu chiamale, se vuoi, lottizzazioni. P.S.: Si parla di Ponzoni, che ovviamente non si dimette per gli abusi edilizi della sua famiglia e che verrebbe promosso alla guida della nuova Provincia. A proposito di costruzioni, appunto. P.S./2: il Corriere in edicola riporta in modo impreciso una mia dichiarazione, il Giorno di oggi invece illustra chiaramente il mio pensiero. Così, per la cronaca. postato da civati, 10:55 | link | commenti (2) Nelle vostre mani
Da qualche ora, in Sardegna, si vota. Il video più bello (che a me ne ricorda un altro). A noi non resta che incrociare le dita. postato da civati, 09:53 | link | commenti (6) Veltroni a Monza: chi non viene non è democratico
Venerdì 20 febbraio, ore 18, Binario 7 (piazza Castello). Walter Veltroni sarà a Monza, per la prima trasferta del governo ombra, che si trasferirà in Brianza per un giorno. Fate girare. postato da civati, 09:05 | link | commenti (5) Taci
postato da civati, 09:04 | link | commenti B alla seconda
Dopo la canzone Premier-Apicella-Premier, ci mancava soltanto lo spot di Bassolino, a Sanremo. postato da civati, 00:49 | link | commenti sabato, febbraio 14, 2009 M'illumino di meno: anche oggi
Ieri abbiamo celebrato M'illumino di meno. Benissimo. Crediamo però che non si debba soltanto festeggiare per qualche minuto all'anno, ma che ci si debba impegnare per il risparmio energetico tutti i giorni. Ad esempio così: Comunicato stampa. La bella iniziativa della trasmissione radiofonica Caterpillar “M’illumino di meno”, che invita una volta l’anno i cittadini a spegnere contemporaneamente le luci e gli apparecchi elettrici non necessari (a partire dalle 18 di oggi), rischia purtroppo di diventare un evento di routine. Ciò può accadere soprattutto per le istituzioni, come la Regione Lombardia, che ogni anno spegne il Pirellone per un’ora ma che dovrebbe e potrebbe fare molto di più per favorire e promuovere il risparmio energetico. Facciamo nostra un’idea che si sta attuando in Spagna, dove il Governo ha deciso di distribuire gratis 44 milioni di lampadine a risparmio energetico entro il 2010, contribuendo in modo concreto alla riduzione del consumo elettrico. La campagna parte in questi giorni in Aragona, dove a 600mila cittadini arriverà con la bolletta della luce un buono che potrà essere cambiato alle poste con una lampadina a fluorescenza da 20 watt, equivalente per capacità di illuminazione ad una a incandescenza di 100 watt. Noi chiediamo che la Lombardia sia come l’Aragona, che la Regione preveda iniziative analoghe partendo da un piano di distribuzione delle lampadine a basso consumo, perché la sfida del risparmio energetico vale molto più di qualsiasi inutile fuga in avanti, a cominciare dall'illusione nucleare. postato da civati, 14:26 | link | commenti (2) Modello Sanluri
Il pezzo del vostro affezionatissimo per Europa (in edicola). 9000 chilometri, 140 incontri, i luoghi simbolo della sua proposta politica, tra innovazione e tradizione, nell'ultimo giorno di campagna elettorale di Renato Soru. Una giornata che è la rappresentazione fedele del programma elettorale e del progetto politico, dal Porto Canale di Cagliari alle prese con i tagli di Tirrenia alla necropoli di Pranu Mutteddu, dall'ipertecnologico osservatorio astronomico di San Basilio al paese natale di Sanluri, prima del momento conclusivo, in serata, alla Fiera (non al Palazzetto, però, perché il Comune di Cagliari l'ha assegnato al 'caro' Cappellacci nelle ultime ore, con una procedura a dir poco curiosa). Il profilo alto di chi è orgoglioso del lavoro che ha fatto e la preoccupazione di chi si è ritrovato in una battaglia politica che solo in parte rappresenta la campagna locale. Perché comunque la si pensi questa è una competizione regionale e come tale va interpretata, perché gli elettori sardi, in ultima istanza, non si esprimeranno sul nuovo leader del centrosinistra, come vuole qualcuno e come Soru ha sempre voluto escludere che fosse, o sul governo Berlusconi, come vuole qualcun altro ('quel' qualcun altro). Si esprimeranno sulla guida della loro Regione, sul giudizio di quanto è stato fatto in questi anni e sulle due prospettive di governo che si affrontano e che non potrebbero essere più diverse. È una sfida che, soprattutto dal punto di vista di Soru, ha il sapore amministrativo e la concretezza delle scelte di chi ha un mandato preciso da parte dei cittadini, una competizione che ha rischiato spesso di vedere spostato il fuoco del dibattito molto lontano, forse troppo. I volontari giovanissimi («più o meno ventiseienni», dicono ridendo al comitato), ne sono convinti. Delle ambizioni nazionali qui non si parla e si sottolinea il ritorno alle origini di Soru, che è voluto ripassare da Sanluri, da dove questo viaggio è partito, in segno di riconoscenza e di rispetto per la sua terra. Quasi a volersi riparare dalle calunnie e dalle interpretazioni che si sono sprecate, in questi giorni, lontano da un sistema dell¹informazione che l'ha penalizzato e che Berlusconi ha strumentalizzato oltre ogni limite. Ritornare a 'casa' prima del confronto finale, definitivo. A Sanluri avrebbe voluto chiudere la campagna elettorale, come cinque anni fa. Esigenze di visibilità lo hanno portato a Cagliari. Parla della legge finanziaria e dei progetti futuri contro la crisi, per l'ambiente e per le infrastrutture. Tra amici non ha bisogno di fare discorsi, dice, gli basta richiamare le cose serie, non i sorrisi, le accuse, le polemiche. L'idea di Sardegna, la chiama. I leader nazionali ci sono, ma non si sovrappongono alla campagna di Soru. Lo seguono, lo sostengono, ma a debita distanza. Quando lo incontrano, tutto avviene all'insegna dell¹informalità, com'è capitato a Walter Veltroni ieri pomeriggio a Sanluri, tra distribuzione di zeppole e strette di mano. Non solo per evitare di proiettare su Soru le ombre del centrosinistra nazionale, ma anche per rispettare la dignità della sua candidatura. E per tenersi lontano dal modello dell'avversario, di quel tremendo «Ugo, dì qualcosa anche tu, però fai presto che poi si mangia». Qui sono i leader nazionali ad aver qualcosa da aggiungere, perché la partita è tutta di Soru e dei sardi. A ben vedere questa è la vera lezione di Soru per il Pd e il centrosinistra. Che l'identità si ritrova così e la forza di un progetto è radicata nella realtà e nella rappresentanza di una società. Questi sono i toni della lettera agli indecisi che, come sempre, decideranno l'esito delle elezioni. E Soru lo sa. Un'indicazione politica molto utile, se si pensa che tra meno di quattro mesi si voterà in centinaia di amministrazioni comunali e provinciali, e non solo alle Europee. Alto profilo e massima sobrietà: a volte le cose sono più semplici di come ce le rappresentiamo. Semplici, come appaiono in bixinau, nel vicinato. Ci vediamo a Sanluri, domani, per votare Soru. postato da civati, 14:12 | link | commenti (3) venerdì, febbraio 13, 2009 Gli indecisi decideranno
L'esito delle elezioni. E Soru lo sa: il suo appello di oggi. Last, but not least. postato da civati, 14:41 | link | commenti (8) Tout le Monde con Soru
«Têtu, introverti, orgueilleux. Bref, sarde». Le Monde dedica un bell'articolo a Soru e alla sua sfida per la Sardegna (Daniele l'ha tradotto). S'il est élu, lui fait-on remarquer, ce sera le premier grand succès électoral depuis la naissance du Parti démocrate. Se vincesse, gli fanno notare, sarebbe il primo grande successo elettorale dopo la nascita del Pd. Soru risponde che non ci aveva pensato. E, per scaramanzia, è meglio non pensarci. postato da civati, 08:36 | link | commenti (5) M'illumino di meno: la Lombardia come l'Aragona
Leggete qui. 44 milioni di lampadine a basso consumo: lo fa Zapatero, potremmo farlo anche noi. M'illumino di meno non può né deve essere una ricorrenza, ma un punto di partenza per iniziative politiche concrete. Oggi chiederò che la Lombardia sia la prima a partire. Con un po' di coraggio. P.S.: l'altro giorno a Palazzo Chigi, durante l'incredibile conferenza stampa del governo, è apparsa Stefania Prestigiacomo. Son cose che rincuorano: avevamo perso traccia del ministero dell'Ambiente. P.S./2: se potete, dateci una mano a contrastare l'ultima iniziativa della maggioranza di governo (?) in campo ambientale (?). postato da civati, 08:21 | link | commenti (1) M'illumino di meno: panico nel governo ombra
Ovviamente, come ogni anno, aderisco. E segnalo anche la tv ecologista. Chissà che non si faccia qualcosa, in Italia, per il risparmio energetico. postato da civati, 08:19 | link | commenti Zuckerberg contro Diliberto (altro che 4%)
Il Pdci è stato 'espulso' da Facebook. Durissima la reazione del partito: «La nostra voce evidentemente anche per i gestori di Facebook dà fastidio». A Palo Alto non si parla d'altro. postato da civati, 08:12 | link | commenti (5) postato da civati, 08:04 | link | commenti (2) Seguendo Soru
Ore 17.30, Sanluri. Ore 20, Cagliari. Seguendo Renato Soru. Vi racconterò (speriamo non parli così, però...). postato da civati, 06:24 | link | commenti (4) giovedì, febbraio 12, 2009 Non ancora
Il candidato della destra in Brianza non c'è ancora. C'è il sondaggio, in compenso. E, personalmente, ho votato, anche se non vi dirò mai per chi... postato da civati, 23:57 | link | commenti (5) Alziamo la testa, contro la crisi
Comunicato stampa. "Le famiglie che hanno presentato agli sportelli aperti in otto comuni della Brianza, per posta oppure on line le richieste di aiuto nell'ambito del progetto 'Alziamo la testa' della Provincia di Milano, sono state 1924. Il progetto è un segnale concreto di attenzione della Provincia ai bisogni dei cittadini, delle povertà estreme e delle piccole aziende in difficoltà". Lo ha detto ieri sera Gigi Ponti, Assessore all'attuazione della nuova provincia di MB e candidato alla presidenza alle prossime provinciali, durante un incontro pubblico promosso dal PD a Brugherio, al quale hanno partecipato anche il Presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, il segretario provinciale del PD di MB Enrico Brambilla e il Consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Civati. "In questo progetto emerge l'importante livello di collaborazione dei comuni, i soggetti più vicini ai cittadini. Il governo, come dimostrano il taglio totale dell'Ici e il modesto contributo della Social Card, continua invece a penalizzare gli enti locali. Contro la crisi tutti devono fare di più per sostenere la domanda delle famiglie, il credito alle imprese e per difendere il lavoro, soprattutto nelle piccole e medie aziende, molto diffuse in Brianza, praticamente escluse dagli ammortizzatori sociali". "Il contributo della Provincia di 25 milioni di euro, di cui 5 in Brianza - ha aggiunto Civati –, rappresenta uno sforzo importante, ben maggiore di quello di Regione Lombardia, che ha stanziato 20 milioni di euro che riusciranno, sulla base di criteri che abbiamo denunciato come troppo restrittivi, a soddisfare solo 13 mila famiglie in tutta la Lombardia. Il progetto della Provincia di Milano permetterà invece di dare, si stima, un contributo a circa 20 mila famiglie, 4mila solo nella provincia di MB. Sulla crisi la maggioranza di centrodestra che governa la Regione è sorda, come dimostra la bocciatura, durante il recente consiglio straordinario sulla crisi, di tutte le proposte più incisive avanzate dal PD, praticabili e di buon senso: dalla riduzione delle tariffe di competenza regionale, alla sospensione degli aumenti dei canoni Aler, alla riduzione dell'addizionale regionale all'Irpef". Il piano della Provincia prevede il sostegno al reddito delle famiglie a rischio di impoverimento, a chi non ha più un adeguato potere d'acquisto e a supportare le povertà estreme. E' inoltre previsto un contributo alle aziende che intendono rendere stabile il lavoro precario o assumere nuovo personale. Entrambi i contributi arrivano a un massimo di 1500 euro. Per le aziende che assumono personale over 50 disoccupato l'aiuto può salire fino a 4000 euro. In Brianza le domande possono essere ancora inoltrate presso gli sportelli aperti nei comuni di Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Limbiate, Muggiò, Varedo, Vimercate e a Monza. E' attivo anche numero verde 800.133.300 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 20 telefonando da qualsiasi numero fisso. Sul web www.provincia.milano.it postato da civati, 16:53 | link | commenti (3) Fammiscegliere.com
Un clic. Perché vogliamo essere liberi, nel rispetto della Costituzione, dei diritti e della dignità delle persone. postato da civati, 14:18 | link | commenti (3) Gli uomini liberi e le invasioni democratiche
Francesco Rutelli in un'intervista in cui parla di biopolitica (povero Foucault) dichiara che non accetta «certe reazioni da vecchio Pci» e aderisce al Pd da «uomo libero». Certo. Libero lui. E' proprio questo il punto. Gli altri, invece, si devono adeguare a quello che gli «uomini liberi» eletti in Parlamento stabiliscono, secondo coscienza. La loro. Nel frattempo, a proposito del “caso Marino” mi scrive mezzo mondo. La più bella è questa, di una mia amica: «Avete visto Le invasioni barbariche? Io sì. Un film meraviglioso. Piansi moltissimo, terrorizzata. Ma ne uscii con un sorriso, perché allora ho deciso che morirò così. In un posto bellissimo con le persone che amo. Io, cattolica, morirò così. E voglio la possibilità di scegliermi la morte che preferisco. Poi con San Pietro me la vedo io lassù.. me la giocherò de visu e tanto già lo sapete come finirà... per sfinimento mi farà entrare». Stiamo perdendo milioni di voti: tutti i miei amici (anche quelli che non hanno mai fatto parte del vecchio Pci) mi dicono che il Pd non lo voteranno più. Spero che qualcuno se ne renda conto. P.S.: mi è arrivato un sms del Pd nazionale. E' firmato da Walter Veltroni. Dice così: «La linea del Pd non cambia. Continueremo a sostenere il diritto di ciascuno di esprimere la volontà sulla fine della propria vita. Walter Veltroni». postato da civati, 14:04 | link | commenti (16) Pippo va in Sardegna
L'avevo promesso. E anche se il giorno per Soru sarà solo uno, ci sarò, domani a Sanluri, il suo paese natale, e poi a Cagliari, per la chiusura della campagna elettorale. Andrò a mie spese (devo precisarlo, altrimenti qualcuno poi commenta accusandomi del contrario), perché una delle cose più tristi della campagna elettorale che sta per concludersi sono stati i viaggi istituzionali (?) dei vari esponenti della destra di governo (?), con i voli di Stato per sé e per i propri collaboratori. Vado per conoscere le persone che hanno partecipato, confidando nella loro ospitalità. Per imparare, per ascoltare le «cose», come dice Soru. Perché «c'è bisogno di una partecipazione popolare come mai non c'è stata», alla discussione, al confronto «testa a testa». «Barista per barista», «studente per studente». Presidente per presidente. postato da civati, 13:10 | link | commenti (4) A proposito di Marino
Va detto in premessa che Ignazio Marino non è stato defenestrato. E' però evidente a tutti che, nonostante sia cambiato il nostro capodelegazione in commissione, non possa cambiare la posizione del Pd sul testamento biologico. Il problema, però, sta a monte: noi non abbiamo una posizione sul testamento biologico. Non ne abbiamo parlato con gli iscritti e con gli elettori. Non abbiamo condiviso il testo che proprio Marino aveva elaborato, un testo nel quale in moltissimi ci eravamo riconosciuti. La politica non perdona chi non la fa. Questo è il nostro problema. Non è il "caso Marino", quindi. E' il "caso Pd". postato da civati, 12:54 | link | commenti (13) Una al giorno
Contro le rinnovabili. Leggete Roberto: «Nella finanziaria del 2008 il Governo Prodi aveva introdotto, a decorrere dal 10 gennaio 2009, l'obbligo per gli edifici di nuova costruzione, ai fini del rilascio del permesso di costruire, l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell'intervento. Il governo italiano persiste con questo atteggiamento miope, arretrato e irragionevole e non perde occasione per portare avanti una malcelata battaglia contro la difesa ambientale. Fortunatamente alcuni comuni hanno già introdotto l'obbligo, ma le sostanze nocive non si fermano ai confini comunali. Chiediamo a gran voce che l'obbligo venga re-introdotto alla Camera». postato da civati, 10:48 | link | commenti (4) mercoledì, febbraio 11, 2009 Appello per i Parchi della Lombardia
Fate girare. Importante, importantissimo. Con la sconfitta dell’emendamento “ammazzaparchi” pensavamo di aver respinto definitivamente l’assalto alla aree protette lombarde. Ma purtroppo non è proprio così. La giunta regionale ha infatti presentato un progetto di legge sui parchi (Pdl 289 – dgr 05/12/2007) che è pessimo e che assesterà un duro colpo al sistema dei parchi lombardo, che invece è ricco, in salute e richiede norme chiare per proseguire lungo la strada di uno sviluppo sostenibile, integrato anche con le attività delle comunità che vi risiedono. Dopo i primi passaggi in Commissione Ambiente del Consiglio regionale, l'ultimo oggi, abbiamo avuto modo di rilevare che tutta la legge desta molta preoccupazione e che la maggioranza e la stessa giunta regionale hanno idee molto confuse sull’intero provvedimento. Una confusione pericolosa, che rischia di indebolire il sistema delle aree protette lombarde e di rompere gli ultimi argini contro l'impetuoso consumo di suolo in Lombardia. Il progetto di legge prevede la nomina da parte della Regione dei direttori dei parchi, che indebolisce i Parchi stessi ed espone gli enti agli interessi che di volta in volta dovessero premere sui vertici dell’amministrazione regionale. Inoltre la modifica della forma giuridica al momento ipotizzata dalla Giunta rischia di determinare una forte riduzione dei finanziamenti e dell’utilizzo dei fondi a disposizione dei Parchi. Ma non è tutto. C’è anche e soprattutto un forte rischio di riaprire le porte alle speculazioni edilizie: nel progetto di legge è previsto infatti che la giunta regionale nella fase istruttoria del piano di coordinamento del parco o di sue varianti, su proposte specifiche degli enti locali, leggi nuove urbanizzazioni, garantisce il confronto tra l’ente gestore e il comune. In caso di conflitto tra parco ed ente locale, quasi evocato dalla attuale proposta della Regione, ci penserà la Regione a metterci un mattone sopra, è proprio il caso di dire. Tutto ciò è inaccettabile: la giunta regionale approfitta di ogni occasione per rilanciare strumenti legislativi che indeboliscono il sistema delle aree protette che invece va tutelato e promosso, anche con iniziative economiche sostenibili, come il turismo naturalistico e le produzioni agricole di qualità. Con questo appello chiediamo anzitutto che si avvii un tavolo con i presidenti dei Parchi, con le associazioni e i Comuni per studiare e avviare alla discussione in Consiglio regionale una legge condivisa e organica che rafforzi le tutele dei Parchi e garantisca un vero sviluppo del patrimonio naturale e agricolo della Lombardia. I consiglieri regionali della commissione Ambiente: Mario Agostinelli, Dionigi Guindani, Carlo Monguzzi, Fortunato Pedrazzi, Francesco Prina, Arturo Squassina e il vostro affezionatissimo. postato da civati, 16:34 | link | commenti (5) Formigone?!
Formigoni pose (sul bosco di Gioia): per sempre con noi. Anche se arriverà Gelmini e Formigoni non si ricandiderà, rimarrà solidale con noi, anzi proprio «in solido». Tra le tante cose che ha architettato (!) in questi anni, sarebbe la più clamorosa. Il Dritto, lo Storto e il Curvo si chiamano i grattacieli di CityLife. Il Nostro potrebbe chiamarsi l'Eterno. A perpetua memoria. E noi saremmo memores domini. Un piano perfetto. P.S.: Repubblica propone di indire un concorso, consentendo a tutti di sbizzarrirsi sul nome. Manzoni o Cattaneo, propone Ivan Berni, autore dell'articolo. Rispetto al secondo, l'omonimia è sospetta. postato da civati, 16:03 | link | commenti (4) Lombardi, non cattivi
Il Pd lombardo con Maurizio Martina e Carlo Porcari scrive a Formigoni perché intervenga assicurando il divieto di segnalazione dei pazienti extracomunitari da parte dei medici in Lombardia. Egregio Presidente, Le scriviamo in merito al recente provvedimento voluto dal Governo che cancellerebbe il divieto per i medici di segnalare alle autorità i cittadini extracomunitari non regolari, che si rivolgono a loro per essere curati. Riteniamo che questo sia un provvedimento demagogico, profondamente discriminatorio, in contrasto con il Codice di Deontologia Medica nonché rischioso per la salute pubblica poiché aumenterà il rischio di diffusione di malattie trasmissibili, non più monitorate e curate. Indurre un immigrato a non ricorrere alle cure mediche per paura di essere denunciato mina il diritto fondamentale e universale alla salute, così come sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione oltre a spezzare il rapporto fiduciario tra i pazienti e strutture sanitarie. E’ inoltre forte il rischio che gli extracomunitari in precarie condizioni di salute intraprendano percorsi sanitari paralleli o “clandestini”, senza quindi alcuna possibilità di controllo e verifica. Abbiamo accolto con apprezzamento la sua posizione rispetto al mantenimento della gratuità delle prestazioni per i cittadini stranieri senza permesso di soggiorno e l’invito fatto ai Direttori delle ASL, con la nota 3895 del 3 febbraio scorso, affinché si instaurino rapporti di collaborazione con le associazioni che già sul territorio si occupano della salute degli immigrati. Ma questo non basta, perché la paura di venir segnalati alle autorità avrà la meglio anche sul superamento della “barriera economica” e un tema di impatto sociale così elevato non può essere lasciato da gestire solo all’associazionismo e al volontariato. Su questa norma sono state espresse forti preoccupazioni e dissensi da parte degli operatori sanitari della nostra regione, a partire dai Presidenti nazionale e lombardo dell’ Ordine dei Medici e da tante realtà associative che oggi si occupano volontariamente della cura dei cittadini stranieri. Le chiediamo quindi di emanare in tempi brevi lo strumento amministrativo più idoneo, così come già altre regioni stanno facendo, affinché l’accesso alle cure per gli immigrati sia garantito e non ostacolato come qualcuno, anche qui in Lombardia, vorrebbe. Cordiali saluti. postato da civati, 12:40 | link | commenti (1) Raccontare le cose (reality check)
Quasi quasi vado, giovedì e venerdì, se riesco a liberarmi. Nel frattempo, un bel video di Barack Soru. postato da civati, 10:00 | link | commenti (11) Firmigoni/2: il rinvio
Ne avevo già parlato qui. Ora è il sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, a protestare: «Regione e Azienda ci dicano se sono ancora interessate a perseguire gli obiettivi dell'Accordo di programma. In caso contrario ci riterremo completamente liberi da qualsiasi vincolo urbanistico». Così Brambilla scrive a Formigoni e al direttore generale dell'Azienda Maurizio Amigoni. Pare, infatti, che la firma slitti ancora. Si parla di fine mese (senza specificare quale mese, verrebbe da aggiungere). Tre mesi per firmare: un record assoluto. «Lo scorso anno abbiamo lavorato alacremente per portare a termini gli approfondimenti urbanistici e i passaggi partecipativi impegnandoci a chiudere la partita entro dicembre per arrivare alla firma prima di Natale, così come richiestoci dagli altri interlocutori». Ora Firmigoni non sembra sentire più l'urgenza: «Una fretta che ora sembra improvvisamente venuta meno. E' un comportamento che ci sorprende. E' chiaro che ulteriori rinvii richiederebbero precise e convincenti spiegazioni in merito all'effettivo interesse a sottoscrivere i contenuti dell'Accordo. Se non riceveremo rassicurazioni in questo senso non potremmo fare altro che ritenerci liberi da qualsiasi vincolo previsto dall'Accordo stesso procedendo così in modo del tutto autonomo alla definizione urbanistica di quell'area nell'ambito del Piano di governo del territorio». Se Firmigoni trova un momento, son pronto a prestargli la penna. E anche ad applaudire. Promesso. postato da civati, 09:27 | link | commenti Mercoledì parchi
Torna in commissione, come ogni mercoledì, la legge quadro sui parchi e sulle aree protette della Regione Lombardia. A tutti quelli che ci seguono da casa le novità sono che la maggioranza ci sta parecchio ripensando e che rinvia ogni decisione al vertice interno del prossimo lunedì, in cui sapremo che cosa succederà. Nell'ultima seduta, infatti, il dibattito aveva diviso gli esponenti del Pdl e i leghisti mostravano segni di insofferenza e di disaccordo rispetto alla linea finora seguita dalla giunta e dal relatore. Per ora il testo prevede ancora che il direttore sia nominato di concerto da cda del parco e giunta regionale (un piccolo passo avanti rispetto alla formulazione originaria, che prevedeva una nomina di esclusiva competenza regionale) e che, in caso di contrasti tra Comuni e parchi, questi siano risolti presso la giunta regionale (l'emendamento Boni in versione light). Teniamoci in contatto, in ogni caso. postato da civati, 09:06 | link | commenti Siamo noi i bersagli: adesione e mobilitazione
Le adesioni all'appello sono state tante, tantissime. Ora ci aspettiamo che il Pd faccia qualcosa. Sia in ambito parlamentare, in occasione del passaggio alla Camera del famigerato «pacchetto sicurezza», sia nel Paese. Sono programmati i Pd day (are we in Italy?), nei prossimi giorni. Non perdiamo l'occasione per parlare di questi provvedimenti illiberali e di fare in modo che se ne parli il più possibile. Perché al peggio c'è limite. E dobbiamo affermarlo noi. Nel frattempo abbiamo risposto che ci saremo, sabato 21 febbraio, a Milano, in occasione della manifestazione indetta dalla Cgil. Vorremmo che ci fosse tutto il Pd. postato da civati, 08:58 | link | commenti (11) Per ritrovar cosa de voi più bella, o simile almeno
Igiaba Scego sull'ultima pagina de l'Unità (diffondete e leggete con me!) di oggi recensisce un film somalo che si intitola Un viaggio si è impossessato di me (un titolo fantastico). «Quattro cortometraggi per dissuadere i giovani a fare il Tahrib, ossia il viaggio verso occidente. Le cause della partenza mostrate dal film sono diverse: la mancanza di prospettive, di futuro, di soldi, la paura della guerra che ti mangia vivo. Ma nell'ultimo cortometraggio un ragazzo viene lasciato dalla sua ragazza perché alla fine preferisce sposare un somalo della diaspora venuto dalla Norvegia carico di soldi che alle parole romantiche (che il povero ragazzo le diceva) preferisce comprare l'amata come una mucca». Il ragazzo scappa e cerca l'oblio e, forse, la felicità attraverso il deserto. A me questa storia ha ricordato la vicenda di un signore, particolarmente importante, che scappò dalla Campania per amore, finendo prima a Noli (da Nola, la città dov'era nato) e poi a volare per l'Europa. Si chiamava Giordano Bruno e in un celebre passo dei Furori si dice così, parlando dei nove ciechi protagonisti in una chiave non lontana dall'esperienza biografica dell'autore: «non avendo speranza de ricevere il bramato frutto de l'amore e temendo che tal desperazione le riducesse a qualche final ruina, partironsi dal terreno della Campania felice, e d'accordo (quei che prima erano rivali) per la tua beltade giurôrno di non lasciarsi mai sin che avessero tentato tutto il possibile per ritrovar cosa più de voi bella, o simile almeno; con ciò che scuoprir si potesse in lei accompagnata quella mercé e pietade che non si trovava nel vostro petto armato di fierezza; perché questo giudicavano unico rimedio che divertir le potesse da quella cruda cattivitade». postato da civati, 08:46 | link | commenti (1) «Una norma illogica e irrazionale»
La Stampa titola: «E a Torino crollano i ricoveri in ospedale». 3,2% di stranieri curati rispetto a una media dell'8% fino ai giorni scorsi. Dice Paolo Simone, chirurgo oncologo: «Non è solo un problema di pronto soccorso. Io penso a quei disturbi che se analizzati in tempo permettono di diagnosticare malattie prima che si aggravino o prima che si espanda un contagio». Simone pensa «ad esempio alla tubercolosi»: «Chiunque avrà un disturbo e tema che rivolgendosi a un medico sarà rimpatriato, eviterà di chiedere aiuto». Sono soprattutto le donne e i bambini in pericolo. Pensiamo a una badante moldava non regolare (perché non messa in regola o perché in attesa del permesso di soggiorno) con un bambino. Farà di tutto per resistere «fino allo stremo» prima di rivolgersi ad una struttura sanitaria, dice Mohammad Reza Kiavar responsabile dell'ufficio immigrati della Cisl. Maroni è riuscito a fare il cattivo. Ora, se gli riesce, faccia l'intelligente e ritiri questa norma abnorme. E non è un gioco di parole. postato da civati, 08:36 | link | commenti Alziamo la testa
Inizia una lunga giornata. Ci si vede questa sera, alle ore 21, presso la sala consiliare del Comune di Brugherio, per discutere di crisi, di quello che fa la Provincia e di quel poco che fa anche la Regione. Con Gigi Ponti, Filippo Penati, Enrico Brambilla, Ezio Casati e il vostro affezionatissimo. postato da civati, 05:26 | link | commenti (1) martedì, febbraio 10, 2009 Lo scrutatore a fine giornata
Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. E' tardi, qui in via Filzi tutto è immobile. Qualche telefono che squilla in lontananza, il tram che sferraglia qualche piano più sotto, le nuvole nere che sembrano essersene andate, ma non si sa mai (piove da mesi), la signora cinese che fa le pulizie che mi fa compagnia. C'è un'aria di stanchezza e di rassegnazione, nel ceto politico italiano. Ci si muove dentro uno schema asfissiante, tra quello che succedeva (e succede ancora) a Roma e i "luoghi camuni" della Regione, dall'accademia delle ronde padane (sic) all'ennesima discussione sui parchi che la Regione dovrebbe difendere "e invece". Sullo sfondo lo stato del Pd e la campagna elettorale prossima ventura. Una cosa che ho trovato qui mi conforta: «Amerigo, lui, aveva imparato che in politica i cambiamenti avvengono per vie lunghe e complicate, e non c’è da aspettarseli da un giorno all’altro, come per un giro di fortuna; anche per lui, come per tanti, farsi un’esperienza aveva voluto dire diventare un poco pessimista. D’altro canto, c’era sempre la morale che bisogna continuare a fare quanto si può, giorno per giorno; nella politica come in tutto il resto della vita, per chi non è un balordo, contano quei due principi lì: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire». Era Italo Calvino, La giornata di uno scrutatore. Dedicato a chi non è un balordo. postato da civati, 19:22 | link | commenti (1) Un po' più in là dell'oggi
All'insegna di una politica che guida il Paese e non lo rincorre, l'intervento di Umberto Veronesi in Senato. postato da civati, 19:10 | link | commenti Le nostre miserie
L'articolo di Ezio Mauro è perfetto e rappresenta perfettamente quello che penso. Nel frattempo il Paese si è fermato? Non credo proprio. Anzi. Tutti preoccupati per Federica. Già. postato da civati, 14:56 | link | commenti (4) postato da civati, 13:01 | link | commenti (7) postato da civati, 12:47 | link | commenti (1) L'accademia delle ronde padane e i poliziotti lombardi
Non sono d'accordo nemmeno gli alleati. Però Maroni avalla e rilancia. Ormai è più a destra di Prosperini. postato da civati, 10:39 | link | commenti (3) Molto istruttivo
Il commento sul sondaggio del Corriere sulla posizione del governo in questi giorni. Molto. postato da civati, 09:02 | link | commenti (1) postato da civati, 08:56 | link | commenti (3) In segno di rispetto
Il Pd rinvia tutte le iniziative di oggi in segno di rispetto per quanto accaduto in queste ore. Poi, con calma, magari, penseremo a quello che è successo in questi giorni. E ci metteremo a costruire un nuovo partito. Un partito vero, capace di interpretare la società italiana, di rappresentarla, di dare risposte chiare e precise ai problemi e alle questioni che si pongono alla nostra attenzione. In questi giorni il Pd è stato incerto e, a tratti, molto stupido. Se ne sono resi conto quasi tutti. Ho scritto 'quasi'. Appunto. P.S.: dal momento che leggo ancora dichiarazioni inaccettabili da parte di Rutelli e di Fioroni, perché sul testamento biologico non si coinvolgono gli iscritti al Pd? Perché non si dà loro la possibilità di discutere e di votare sulla proposta Marino? Sarebbe un bel modo per uscire da questo impasse. postato da civati, 08:39 | link | commenti (10) Cercando la parola giusta
Non andrò in Europa, ma su Europa sì. Con un pezzo dedicato a Soru e alla sua difficile sfida: lo trovate in edicola. C’è la pausa caffè e quella di decompressione, la pausa musicale e quella tutta politica di Renato Soru. Il ‘meglio’ presidente ha uno stile ‘suo’ non immediato, ma nemmeno politichese, non piacione, ma nemmeno privo di una sottile ironia, quasi anglosassone. Soru è emotivo, la voce non è mai ferma, non è impostato, parla a braccio, segue un suo filo non proprio lineare ma sempre coerente e le sue pause alla ricerca della parola giusta fanno riflettere anche chi l'ascolta. Sono il rovescio delle famose pause craxiane, che predisponevano teatralmente alla parola ‘definitiva’. In Soru la pausa è pura introspezione, ragionamento, riflessione e fragilità, forse incertezza, ed è una bella metafora per descrivere la situazione in cui versa il Pd e il suo caos calmo, anzi la sua calma caotica. Le componenti sono tante: un momento di silenzio, di sospensione del giudizio, di attesa. Una pausa di riflessione vera Soru se la concederà alla fine della sua campagna elettorale, tra una settimana. Il messaggio è chiaro ed è il caso che una pausa la facciano tutti. Non tanto per capire dove andrà Soru, che ci auguriamo possa fare il presidente della Regione, e sul quale ci sono fin troppe speculazioni e retropensieri, all’insegna del peggior adagio della politica italiana: fare una cosa, pensando alla puntata successiva. La pausa servirà per capire dove andrà il Pd, quale sarà la parola che arriverà alla fine della licenza che ci siamo presi per troppo tempo. Perché la pausa, proprio come nel discorso politico di Soru, è credibilità e, non è un paradosso, guarda al futuro. Perché in quel passaggio così poco televisivo, quel momento vertiginoso, bandito da tutti i manuali di comunicazione, c’è parecchia sostanza, un legame con le persone che l'ascoltano e con le cose di cui tratta. Che arrivano, poi, precise, accompagnate da dati, da riferimenti puntuali, da argomentazioni di forte impatto. La pausa, si badi, non è silenzio, come quello del suo avversario finto, esattamente come non è la parola fluviale e «generica» del suo avversario, quello vero. Cappellacci, in ogni caso, sta zitto e «starà zitto anche in futuro», dice Soru. Non ha granché da dire, lo si capisce, e quello che ha da dire lo ha scritto qualcun altro. Accompagnerà in silenzio l’altro, che parlerà finché avrà voce e microfono e platee osannanti. Soru se la prende, perché la pausa non è nemmeno reticenza, anzi a volte sembra voler allontanare dal discorso espressioni che lo esporrebbero troppo alla polemica e alla volgarità. E, poi, però non le manda a dire. Quando parla di «fallimento», Berlusconi non sa quello che dice: «interrompe il dibattito, si intromette, ed è come se entrasse nelle nostre case e dicesse: bello quel salotto, ve lo regalo. E così per il televisore, per tutto quello che vede». La Sardegna orgogliosa questi regali se li può fare, ma da sola. E non deve aspettare altro, se non se stessa. Un discorso per la propria regione, ma che tutti sanno va benissimo per tutto il Paese. Una pausa per pensare, per mettere ordine, per fare pulizia. E una parola chiara ed esemplare, di cui il Pd ha bisogno. postato da civati, 08:29 | link | commenti Per gli amici, Zu
Karl-Theodor Maria Nikolaus Johann Jacob Philipp Wilhelm Franz Joseph Sylvester Freiherr von und zu Guttenberg: si chiama così il nuovo ministro dell'economia tedesco. Panico nelle agenzie di stampa (abbreviato lo trovate qui). postato da civati, 08:26 | link | commenti (2) postato da civati, 07:59 | link | commenti postato da civati, 00:39 | link | commenti lunedì, febbraio 09, 2009 Adesso si fermino
Speriamo che il Paese ritrovi l'umanità che ha perduto in questi giorni. Sono vicino a Beppino Englaro e dispiaciuto per tutto quello che è successo finora e che ancora succede. Anch'io penserò a tante cose, questa notte, a quanto tempo è passato, alle cose che ho vissuto e che vivo. Grazie a tutti coloro che hanno condiviso questi momenti non facili e si sono confrontati con intelligenza e serietà. E' stato importante per me. postato da civati, 23:24 | link | commenti (9) Come si fa a votare a favore?/5
Meno male che c'è Rosy Bindi, che voterà contro e che lo farà per le stesse ragioni che ho sostenuto nei quattro post precedenti. postato da civati, 19:56 | link | commenti (11) Come si fa a votare a favore?/4
Oltre alle ragioni politiche e legislative già richiamate, c'è poi un motivo fondamentale, che mi sento di richiamare oggi. Ed è che il Pd era nato proprio per superare le facili contrapposizioni, per cercare un profilo diverso e una nuova fisionomia al centrosinistra, che non rispondesse più alle lacerazioni del passato. Questa contrapposizione tra laici e cattolici che troviamo nella propaganda della destra e che qualche esponente vaticano ha in testa per mere logiche di potere non è nella società e soprattutto in quella parte di società che il Pd si era candidato a rappresentare. Anche per questo motivo la posta in gioco è alta, altissima, e riguarda la ragione stessa per la quale questo partito è stato pensato e fondato. Da me e da tanti altri. E viene in mente Obama, sia per il richiamo costituzionale, sia per quel tentativo di superare le divisioni e le facili contrapposizioni che tanta parte ha avuto nella sua campagna elettorale e nella sua proposta politica, alla ricerca - anche dal punto di vista dei rapporti tra politica e religione - di una more perfect union. Proprio quella che manca oggi al Pd e al Paese. postato da civati, 16:46 | link | commenti (12) Come si fa a votare a favore?/3
Voto di coscienza o di incoscienza? Perché i deputati del Pd che oggi si dichiarano preoccupati potrebbero esprimere la loro posizione senza necessariamente votare a favore di una legge illiberale e palesemente anticostituzionale. Seguo Francesco, tra l'altro, e ricordo a tutti che cosa c'era scritto nel programma elettorale del Partito Democratico, quel programma che hanno sottoscritto all'atto della candidatura e che ha portato molti milioni di italiani a votarlo: «Il PD riconosce il diritto inalienabile del paziente a fornire il suo consenso ai trattamenti sanitari a cui si intende sottoporlo, così come previsto dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione di Oviedo. Il PD si impegna inoltre a prevenire l’accanimento terapeutico anche attraverso il testamento biologico». Poi uno può cambiare idea, può cambiare partito, può cambiare lavoro. postato da civati, 14:25 | link | commenti (13) Come si fa a votare a favore?/2
Leggete l'articolo di fondo di oggi di Carlo Federico Grosso sulla Stampa. Leggetelo e capirete che non c'entra nemmeno la distinzione tra laici e cattolici. C'entra la dignità del lavoro legislativo, prima di tutto, che dovrebbe essere la principale prerogativa di chi è eletto in Parlamento. Quando si è eletti, soprattutto in liste bloccate, il vincolo di mandato rimane escluso, ma questo fatto andrebbe interpretato con ancora maggiore cura e attenzione. Vorrei infatti che i parlamentari del Pd, che ho votato tutti insieme, senza poter scegliere, rispondessero a queste banali domande, che sono quelle che Grosso pone oggi. Prima di parlare di vita e di morte, vorrei delle risposte. «Non si è mai assistito a una simile sequenza temporale su di un tema di tanto rilievo»: è vero? E' vero che si viola l'art. 32 della Costituzione? E' vero che «costituisce principio di diritto pacifico, riconosciuto da numerose sentenze della Cassazione, che nessuno può essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la sua volontà»? Poiché la Cassazione ha «riconosciuto un vero e proprio diritto individuale a non essere più medicalmente assistiti contro la propria volontà comunque manifestata, è lecito dubitare che il legislatore possa davvero, ormai, interferire, con una legge, su tale situazione giuridica costituita»? Rispondete, altrimenti, questa volta, ci arrabbiamo davvero. postato da civati, 13:30 | link | commenti (12) Come si fa a votare a favore?
Al di là delle immonde strumentalizzazioni della destra, che finge di accorgersi solo ora del problema, la responsabilità principale del Pd è quella di non aver trovato, in questi mesi, una posizione sul testamento biologico. Sarebbe stato più facile affrontare il dibattito parlamentare e ci sarebbe già una posizione del partito. Ora ci si trova di fronte ad un testo così: «In attesa dell'approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a sé stessi». Mi chiedo, in tutta sincerità, come si possa votare a favore. Lo chiedo a Letta, che è persona intelligente. Questa legge, infatti, chiuderebbe la partita del testamento biologico, obbligando alla cura non solo Eluana, ma tutti coloro che si trovano in condizioni analoghe. Sarebbe il contrario di quello che tutti, tranne forse Binetti, nel Pd hanno sempre sostenuto. P.S.: in ogni caso, preferisco che si stia in aula e si voti. Uscire (ancora?!) sarebbe molto triste. postato da civati, 11:46 | link | commenti (13) Martedì in piazza anche a Monza
Il Partito Democratico dopo gli attacchi del Presidente del Consiglio alla Carta costituzionale e di fronte al tentativo di aprire un conflitto istituzionale nei confronti del Presidente della Repubblica promuove una manifestazione in difesa della Costituzione e in solidarietà con il Capo dello Stato. In contemporanea con l’iniziativa nazionale che si svolgerà nella capitale, alle ore 17 all'Arengario a Monza aderiremo ad una manifestazione a difesa dei valori fondanti della nostra Repubblica. Il valore della vita si tutela solo nel rispetto dei principi e delle regole della democrazia. Per questo si deve levare forte in queste ore la voce di chi ha a cuore lo stato di diritto, il valore della laicità, il rispetto dei sentimenti e dell'amore di una famiglia. Queste sono le ragioni per le quali invitiamo tutti i cittadini, le associazioni e le forze del territorio a manifestare con noi. il Partito Democratico di Monza e Brianza postato da civati, 11:19 | link | commenti (2) Meglio il ning
La mobilitazione online pro Soru non si ferma. Qui il suo ning, per l'ultima settimana di campagna elettorale. postato da civati, 11:10 | link | commenti Obama e Terri
L'Al Gore di Varese, al secolo Andrea Mollica, interviene a proposito delle analogie tra quello che succede in Italia, in questi giorni, e il caso Schiavo. postato da civati, 10:52 | link | commenti «Siamo noi i bersagli», Zoro c'è
postato da civati, 10:29 | link | commenti domenica, febbraio 08, 2009 Anche martedì per la Costituzione
Il Pd milanese e lombardo convoca nuovamente la cittadinanza in piazza Fontana, martedì, alle ore 18.30, in contemporanea con la manifestazione del Pd nazionale a Roma, in piazza Santi Apostoli. postato da civati, 17:57 | link | commenti (6) postato da civati, 13:31 | link | commenti (2) Siamo noi i bersagli
Continuano ad arrivare moltissime adesioni al nostro appello per una mobilitazione del Pd (e non solo) contro il decreto sicurezza e il testo è oggi pubblicato da l'Unità. Ci sono anche i blogger. Finora hanno aderito: Giuseppe Civati, Ivan Scalfarotto, Roberto Codazzi, Beffa Totale, Elisabetta Cacioppo, Andrea Mollica, Dario Marini, Roberto Rampi, Mattia Carzaniga, Marcella Zappaterra, Andrea Formenti, Riccardo Spezia, Luca Gras, Ulivo Velletri, Marcello Saponaro, Gianluca Briguglia, Il Derviscio, Pd Obama, Cacioman, Emidio Picariello, Tommaso Caldarelli, Daniele Sensi, Pd Lia Bianchi, Corrado Truffi. postato da civati, 11:22 | link | commenti (19) Le pagine chiare e le pagine scure
Quando con Carlo e Pier abbiamo deciso di promuovere un presidio in piazza San Babila a Milano, convoncandolo in poche ore, via web, Facebook e sms, sapevamo che Milano avrebbe risposto nel migliore dei modi e sapevamo di trovare la solidarietà di tanti colleghi e amici. Anche Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, ci sarebbe stato, ci ha scritto, se fosse stato in città. Ed è stata una manifestazione della città e dei cittadini, senza bandiere e senza sigle. Mentre ventimila persone scendevano in piazza a Milano e da piazza San Babila raggiungevano la Prefettura, B si produceva in una sequela di volgarità e di messaggi eversivi. Dopo aver parlato di «fornitura di cibo ed acqua» (leggete l'Amaca di Serra di ieri) ha spiegato che Beppe Englaro vuole soltanto liberarsi di un fastidio («A me sembra che non ci sia altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità. Tutto qui»), si è improvvisato medico («I casi del tipo di Eluana sono casi che hanno una conclusione negativa solo al 50%»), ha affermato cose che non sa e non conosce («Mi dicono che ha un bell'aspetto»), si è prodotto in considerazioni al limite della perversione (a proposito del «ciclo mestruale» di Eluana), ha dichiarato e ha smentito, come sempre (attribuendo a Napolitano la parola eutanasia e poi dicendo che non era vero), e ha dichiarato cose inqualificabili sulla Costituzione, parlando di matrice sovietica della Carta (anche Andreotti, per dire, oggi si dice scandalizzato). Il peggiore in ogni caso è sempre Formigoni: «Mi auguro che ci sia un ripensamento da parte di tutti coloro che stanno mandando a morte Eluana contro la sua volontà, perlomeno contro la sua volontà esplicita». Non importa quello che pensava Eluana, quello che dice il padre e quello che la magistratura ha stabilito. Nessuna regola, nemmeno quelle costituzionali, in questo Paese, vale più. Vale soltanto l'abiezione di coscienza, come dice qualcuno. E ha ragione. postato da civati, 11:15 | link | commenti (7) sabato, febbraio 07, 2009 postato da civati, 11:31 | link | commenti Daria & his friends
Divertente, democratico e molto rispettoso: Bignardi su Facebook, il primo articolo intelligente che sia uscito sulla stampa italiana a proposito di Fb. postato da civati, 10:35 | link | commenti (4) venerdì, febbraio 06, 2009 Per Eluana, per la Costituzione
Anche a Milano. Domani pomeriggio, ore 17, piazza San Babila. Non mancate. postato da civati, 18:06 | link | commenti (43) Vado a Lodi, ma andrei molto più lontano
Vado a Lodi per un'iniziativa del Pd. Non vi nascondo che andrei molto più lontano. Siamo in un Paese talmente assurdo che non si fa in tempo a indignarsi per una cosa, che ne arriva subito un'altra. Seguite qui la diretta della giornata politica di oggi. Sono con chi protesta a Roma, tra qualche minuto, e con il presidente Napolitano, a cui solo un governo irresponsabile poteva inviare un decreto del genere. P.S.: stiamo organizzando con Carlo Monguzzi e Pierfrancesco Majorino un presidio per domani pomeriggio a Milano, per i diritti, contro il governo. A breve i dettagli. postato da civati, 17:17 | link | commenti (3) Siamo noi i bersagli
Appello al Pd e alle forze democratiche del nostro Paese Con Ivan, ieri, in occasione della Carovana del Pd, abbiamo messo a punto questo appello che era stato anticipato ieri e che vi chiediamo di condividere e di diffondere: Dalla fine della seconda guerra mondiale c'è una linea chiarissima e invalicabile che le grandi democrazie occidentali hanno tracciato tra sé e la barbarie dato dal ripudio fermo e inequivoco del fascismo, della xenofobia, del razzismo e delle forze politiche che li rappresentano. Razzismo e xenofobia sono scoraggiate con un continuo ed univoco lavoro di educazione e di prevenzione, le forze politiche che ne fanno una bandiera sono escluse dal governo perché nessuno - a destra come a sinistra - stringerebbe mai accordi con esse, anche a costo di perdere le elezioni. Perché un'elezione si può ben perdere, ma lo spirito democratico, perdere quello non si può. Con l'approvazione del pacchetto sicurezza l'Italia ha tristemente varcato quella linea; con l'infamia di norme che legittimano sinistre ronde di cittadini e consentono la delazione del malato al personale sanitario si è rotto definitivamente un tabù. Abbiamo chiesto al nostro partito di chiamare tutto il Paese alla mobilitazione, per una grande manifestazione di italiani e stranieri insieme, aperta alle forze sociali, alle realtà associative e alle coscienze democratiche di tutta Italia. Abbiamo chiesto ai circoli di mobilitarsi, informare, denunciare e 'segnalare' non gli stranieri ma quel legislatore che ha approvato una legge così radicalmente inaccettabile per un paese civile. Bisogna dire di no, con forza, manifestando tutti insieme. Perché quando c'è un colpo ai diritti umani, i bersagli non sono solo i più deboli, siamo tutti noi. postato da civati, 16:37 | link | commenti (58) La democrazia ai tempi del colera
Ha messo la fiducia anche all'interno del Governo! Da Repubblica: «Nel corso del Consiglio dei ministri, secondo quanto si è appreso, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo avrebbe espresso forti perplessità. Ma il premier Berlusconi avrebbe insistito sulla necessità della compattezza dell'esecutivo dicendo, che in caso contrario, avrebbe dovuto chiedere un passo indietro da chi non avesse votato il decreto». O voti, o te ne vai. La democrazia ai tempi del colera. P.S.: mi chiedono di commentare l'uscita di B sull'eventuale possibilità di Eluana di avere figli. Preferisco esimermi. postato da civati, 16:19 | link | commenti (2) Incredibile
Ma vi pare che, con tutto quello che sta succedendo, ci mettiamo a discutere della candidatura di Bersani? Incredibile. postato da civati, 15:42 | link | commenti (20) Il governo ha passato un altro 'segno'
Sono ore difficili per questo Paese. Con un decreto legge cancellano una sentenza passata in giudicato (rileggete più volte, perché è un fatto gravissimo). Le pagine chiare della nostra Costituzione hanno ormai lasciato il passo alle pagine scure, scurissime del governo B. D'ora in poi, nessuna regola varrà più, è il caso che lo capisca anche il 'tifoso' Formigoni, che ha assunto un atteggiamento irresponsabile rispetto alla vicenda e alle conseguenze giuridiche che essa comporta. Tutta la nostra solidarietà al presidente Napolitano, al buon senso, al rispetto, alla dignità e alla legalità del nostro povero Paese. postato da civati, 14:37 | link | commenti (17) Così, li vogliamo così
Anche noi (su segnalazione di Chicca, riprendo da Luca, e da qui). Perché no, perché?! postato da civati, 13:39 | link | commenti Carovana Pd: le bussole di Cremona
Le grandi conquiste della nostra storia repubblicana e i vertiginosi passi indietro di questi giorni, l'approccio costituzionale da rivendicare, la fedeltà al progetto iniziale del Pd, la riforma della politica: questo il catalogo degli argomenti affrontati ieri sera, in occasione della terza tappa della Carovana Pd, che ha raggiunto la città di Cremona sotto uno scroscio d'acqua violento e cattivo (ieri, in effetti, poteva andare peggio: poteva piovere). C'è molta amarezza nel Pd, un dato ormai costante che si ripropone a ogni incontro della nostra carovana. Emerge la categoria (non certo aulica, ma sicuramente incisiva) dello «scazzo», una condizione particolare di impasse, della quale dobbiamo liberarci al più presto, all'insegna di un progetto di lungo periodo e di grande respiro che deve però iniziare a dare qualche risposta qui e ora. Uno «scatto» d'orgoglio democratico: lasciar da parte le cose «vecchie», dice Giacomo, per riscoprire quelle «senza tempo» e il loro valore inestimabile: si parla di diritti e di cultura a Cremona, la città del sindaco Corada. E allora nel giorno delle norme contro gli stranieri, è proprio Corada a guidarla, la carovana, parlando di un lungo viaggio verso una società nella quale dobbiamo essere capaci di affrontare il tema del multiculturalismo (anzi: del meticciato, come preferisce definirlo) nel quale si trovi una via italiana tra i modelli europei già esistenti, tra il repubblicanesimo francese e il comunitarismo olandese. Una idea di comunità rinnovata, in cui si cerchino ambiti di comprensione reciproca, in cui si affermi il rispetto della legalità e, insieme, della diversità. Le parole di Corada richiamano all'equilibrio e al rispetto, alla consapevolezza della complessità del problema e alla necessaria serenità e competenza con il quale è necessario affrontarlo. Eravamo a Cremona, ma lontani anni luce da quello che era accaduto, solo qualche ora prima, in Senato, 'stranieri' anche noi, in un Paese sempre più cattivo e disorientato. A Cremona, dove gli artigiani della buona amministrazione del Pd ci hanno consegnato bussole molto precise per il nostro viaggio, che sappiamo lungo e difficile. postato da civati, 13:26 | link | commenti postato da civati, 12:38 | link | commenti (2) Obama, i medici e le cure ai clandestini Con Andrea stiamo preparando una pubblicazione sul tema, che presto uscirà. Per ora, leggete e osservate con me: capirete quanto è lontano Obama dalle nostre miserie. postato da civati, 12:18 | link | commenti (1) Dica 113 Ridere, per non piangere. postato da civati, 12:13 | link | commenti Pedemontana: certezze su finanziamenti a trasporto pubblico, viabilità locale e compensazioni ambientali Comunicato stampa. Regione Lombardia deve dare certezze sui finanziamenti al trasporto pubblico e alle opere su ferro, alla viabilità locale e agli interventi di compensazione ambientale per la Pedemontana, progetto viabilistico in parte autostradale e in parte di potenziamento della viabilità stradale locale, che interessa quattro province lombarde, tra cui la neonata Provincia di Monza e Brianza. Lo chiede una mozione del PD che sarà presentata martedì prossimo in Consiglio regionale, presentata questa mattina dal Consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Civati e da Gigi Ponti, Assessore provinciale all'attuazione di Monza e Brianza e candidato alla presidenza della nuova Provincia. La mozione prende spunto dalle polemiche nate nei 6 comuni tra Lentate sul Seveso e Cesano Maderno (oltre a questi Bovisio Masciago, Seveso, Barlassina e Meda) sul tracciato di Pedemontana che li interessa, e chiede che in quel tratto autostradale sia assicurata ai residenti la gratuità del pedaggio, che i soldi risparmiati con le modifiche del progetto sempre in quel tratto, siano destinati esclusivamente ad un piano strategico di risistemazione della viabilità locale, alle opere di compensazione ambientale e soprattutto che venga potenziato il trasporto pubblico locale, anche su ferro. "Su Pedemontana, opera che consideriamo strategica e che abbiamo sostenuto e contribuito a rendere accettabile sul territorio sin dall'inizio - spiega Civati -, non è tutto a posto. Regione Lombardia deve darci risposte chiare e precise anzitutto sui finanziamenti: è venuto il momento di dire quanti soldi sono disponibili e per che cosa, sia per la Milano Meda (B2), sia per il sistema della mobilità brianzola. Sul territorio il PD ha sempre tenuto una posizione unitaria e coerente, non certo come alcuni partiti dello schieramento opposto che cambiano posizione a seconda del comune in cui si trovano. Noi non vogliamo che Pedemontana diventi un campo di battaglia perché è un'opera fondamentale, finanziata grazie al governo Prodi, che vogliamo sia realizzata bene e rispettando i tempi". "Pedemontana - ha aggiunto Ponti - non è solo un'autostrada. Sin dall'inizio abbiamo lavorato affinché fosse un progetto sostenibile sulla viabilità e la mobilità pubblica per tutta la Brianza. Il protocollo sottoscritto nel 2001 deve essere applicato interamente, neanche un pezzo deve essere perso per strada. Dalla Regione devono arrivare risposte precise". postato da civati, 11:55 | link | commenti La manifestazione nazionale per i diritti di tutti Ecco l'aggiornamento sulla proposta che abbiamo lanciato ieri di una manifestazione nazionale di italiani e stranieri contro l'accanimento politico e ora legislativo verso le persone che vengono da lontano. Con Ivan Scalfarotto abbiamo ripreso e rilanciato la proposta ieri in occasione della tappa cremonese della Carovana del Pd, dedicata proprio a questi temi. Stiamo predisponendo un testo e un appello da condividere e da far girare in rete. Stiamo prendendo contatto con i vertici nazionali del Pd per sollecitarli a convocare una grande mobilitazione del partito, aperta a tutte le coscienze democratiche del nostro Paese. Ai blogger che si sono detti disponibili a 'incatenarsi' chiederemo di riprendere quel testo e di segnalarlo a loro volta a tutti i contatti. Stay tuned, hanno passato il segno e non ci gireremo dall'altra parte. postato da civati, 11:21 | link | commenti (11) Da Cremona a Lodi, passando per la Pedemontana
Rientro ora dalla puntata cremonese della Carovana del Pd (bella serata, ve la racconto dopo qualche ora di sonno). Le cose da fare sono molte: alle 10, a Monza, conferenza stampa su Pedemontana con Gigi Ponti. Alle 21, sarò a Lodi, a parlare di comunicazione politica nell'era di Facebook (qui il programma). Nel frattempo mi occuperò della proposta, sottoscritta da tanti (che ringrazio di cuore), di una manifestazione nazionale che veda la partecipazione di italiani e stranieri insieme, per protestare contro quanto è avvenuto ieri in Parlamento. postato da civati, 02:05 | link | commenti giovedì, febbraio 05, 2009 Ci vuole una manifestazione nazionale
Una manifestazione di italiani e stranieri insieme. Che il Pd ci pensi e la apra a tutti coloro che hanno a cuore il rispetto dei diritti delle persone, senza distinzioni. Le persone. Che lo faccia. Alla svelta. Chi è d'accordo, metta una firma. postato da civati, 13:56 | link | commenti (67) L'estrema strumentalizzazione
B aveva visto i sondaggi e aveva letto che l'80% degli italiani si dicono solidali con la famiglia Englaro. E aveva fatto capire che non sarebbe intervenuto. Nelle ultime ore, però, quelle più delicate, eccolo tornare alla ribalta. Con un decreto che potrebbe bloccare tutto. L'estrema strumentalizzazione di un governo che oggi ne sta combinando di tutti i colori. postato da civati, 13:30 | link | commenti (5) Che vergogna
Non ci sono parole per qualificare quello che è stato votato oggi in Senato. I medici saranno delatori, una norma che anche Galan trova pericolosa (ed è Galan). Saranno autorizzate anche le ronde, che non sono armate solo perché è passato un emendamento dell'opposizione. C'è il balzello sul rinnovo del permesso di soggiorno e c'è anche il registro dei senza fissa dimora (e che cavolo è, il clochardbook?!). Che vergogna. postato da civati, 13:08 | link | commenti (7) Non solo ai bresciani
Per qualcuno sono bambini anche i figli degli immigrati e come tali vanno aiutati. Altri la pensano diversamente. postato da civati, 12:32 | link | commenti Espropriaparchi, l'aggiornamento
Ieri confusissima riunione della commissione Ambiente. La giunta ha presentato un testo diverso da quello finora discusso e anche da quello proposto una settimana fa dal relatore. Nel frattempo, i Parchi, attraverso i loro presidenti, reclamano a gran voce il confronto che da mesi non c'è più stato. Protestano un po' tutti (anche i consiglieri di maggioranza) e non c'è chiarezza su molti passaggi del progetto di legge, benché esso sia stato licenziato dalla giunta regionale più di un anno fa. Invitiamo tutti i soggetti interessati a mantenere alta l'attenzione e ad aiutarci a migliorare un testo molto pericoloso per le nostre aree verdi e per l'autonomia dei parchi. Qui di seguito il nostro breve comunicato stampa di ieri. Comunicato stampa. «La giunta regionale ha generato una grande confusione, producendo divisioni e distinguo nella stessa maggioranza che rendono ancora più impervio il percorso della legge quadro sui parchi e sulle aree protette. Abbiamo chiesto un supplemento d’indagine, ma il nostro giudizio è in ogni caso molto critico, perché è confermata la scelta di procedere al ridimensionamento del ruolo dei parchi e alla centralizzazione delle funzioni sulla Regione. Nella norma è inoltre presente una riedizione light dell'emendamento Boni, allora definito “ammazzaparchi”. Meno poteri ai Comuni, più alla Regione, soprattutto in campo urbanistico, andando così contro il principio della sussidiarietà, è qualcosa che come Pd non possiamo accettare». postato da civati, 12:01 | link | commenti (3) Ufficio delazioni
Alla barbarie non c'è più limite alcuno. La mitica Sciura Pina mi segnala l'ufficio delazioni del Comune di Turate. Una precisazione: la spia la si può fare solo per gli immigrati, tutto il resto, come nota giustamente Renata, non conta. postato da civati, 09:15 | link | commenti (4) Caravan Pd
Vi ricordo che la Carovana del PD si fermerà a Cremona giovedì 5 febbraio, alle ore 21, alla sala Zanoni in via del Vecchio Passeggio 1, per parlare di "cultura politica". All'incontro, coordinato da Mariella Laudadio, interverrano Ivan Scalfarotto, Giuseppe Civati e il sindaco di Cremona Gian Carlo Corada. Aspettiamo tutti i carovanieri lombardi ed emiliani, senza eccezioni. Per tutti gli altri e per chi non riesce a raggiungerci: potete seguirci in streaming cliccando su www.imille.tv e in differita anche su Facebook alla pagina de «iMille Tv». Personalmente, parlerà di società interculturale, un tema che, fino ad ora, in Lombardia è stato affrontato così: postato da civati, 08:46 | link | commenti Cattivi con Maroni
Tre buone notizie sul fronte dell'immigrazione. Anzi, ce n'è un'altra, la quarta: Maroni è arrabbiatissimo. Voleva essere cattivo con gli immigrati, invece al Senato sono stati cattivi con lui, i suoi alleati. Che hanno votato, da clandestini (!), gli emendamenti dell'opposizione. Fermiamoli alle frontiere. postato da civati, 08:41 | link | commenti (3) postato da civati, 08:23 | link | commenti (3) La Provincia ai tempi della crisi
Molti parlano di crisi, pochi fanno davvero qualcosa per affrontarla. Mercoledì 11 febbraio, alle ore 21, a Brugherio, presso la sala consiliare, il Partito Democratico di Monza e della Brianza presenterà il piano anti-crisi (già attivo) promosso dalla Provincia di Milano. «Alziamo la testa»: 25 milioni di euro a disposizione di chi è in difficoltà che ha già dato ottimi risultati, grazie anche alla facilità di accesso e alla distribuzione territoriale del servizio, che riguarda (ovviamente) anche la Brianza. All'incontro interverranno i due candidati, Filippo Penati e Gigi Ponti, i segretari del Pd di Monza e Brianza e di Milano, Enrico Brambilla e Ezio Casati, e il vostro affezionatissimo, che racconterà quel poco, pochissimo che sta facendo la Regione per fronteggiare la crisi.
postato da civati, 00:20 | link | commenti Cappellacci cappellini
Tra il serio (Soru) e il faceto (you-know-who).
postato da civati, 00:14 | link | commenti mercoledì, febbraio 04, 2009 Firmigoni
Due mesi per mettere una firma in calce a un accordo di programma bell’e pronto. Roberto Formigoni non ce l’ha ancora fatta. Aveva dato appuntamento al sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, il 10 dicembre del 2008. Poi, quel giorno stesso, aveva fatto saltare l'incontro. Però aveva rassicurato tutti: «prima di Natale ci si vede», promesso. E, poi, passate le feste, «prima della fine di gennaio si firma», sicuro. Invece, siamo a febbraio e Formigoni non ha ancora firmato. Non lo può fare nessuno al posto suo, perché Formigoni vuole provvedere personalmente alla firma: ci mancherebbe, l'atto è molto importante. Il problema è che la sua agenda è fitta e si scusa tanto ma si vede costretto a rinviare ancora. Anche gli incontri che il sindaco di Vimercate gli chiede non si possono tenere. L'accordo di programma che proprio non riesce a firmare riguarda il nuovo ospedale, una complessa operazione urbanistica che cambierà il volto del centro della città e gli arredi e le apparecchiature della nuova struttura sanitaria (si parla di decine di milioni di euro). Strano che Formigoni ora non abbia tempo, perché quell’ospedale (o almeno il suo cantiere) l’ha inaugurato per ben due volte, nel 2005, con la posa della prima pietra in campagna elettorale e l’avvio dei lavori molti mesi dopo. E strano anche perché l'assessore Ponzoni aveva scatenato, proprio mentre si precisavano gli elementi dell'accordo, la famosa guerra dei nomi, aggiungendo il nome di Desio (la sua città) a quello di Vimercate, per l'azienda ospedaliera che ora si chiama, appunto, «di Desio e di Vimercate». Ora, risolta (male) la questione del nome, ci si trova con la questione della firma, ancora aperta. E pensare che da tempo la Regione preme sull'amministrazione comunale perché si faccia presto. Già. Forse è il caso che Formigoni illustri i motivi di questo ritardo altrimenti inspiegabile: saremo felici di portare la penna e di accompagnarlo alla terza inaugurazione del nuovo ospedale di Vimercate. Quella vera. postato da civati, 23:42 | link | commenti Le migrazioni cambiano
L'Europa. Anche in questo caso, spazio alla politica, che finora non è stata all'altezza. No, non lo è stata. postato da civati, 18:08 | link | commenti Ora le dimissioni
Comunicato stampa. L’assessore all’ambiente rassegni le dimissioni. I fatti riportati dall’ordinanza del Tar, che coinvolgono direttamente la famiglia di Massimo Ponzoni, lo rendono incompatibile con un ruolo che dovrebbe avere come precondizione il rispetto delle regole e come mandato la difesa del territorio, la lotta all’abusivismo e la tutela dell’ambiente. Non ci sono altre possibilità: Ponzoni deve lasciare l’incarico, incompatibile con la credibilità e l’autorevolezza che devono essere proprie di un governo regionale. postato da civati, 13:12 | link | commenti (10) La rivincita della Trota
Non ha la maturità, ma ha passato l'esame Fiera. Un assessore regionale commenta: «Con lui la squadra non potrebbe essere più incisiva». Non abbiamo dubbi. postato da civati, 10:54 | link | commenti (6) Prima pagina
E' difficile avere la prima pagina di un giornale nazionale, ma a volte anche i politici regionali ce la fanno. Complimenti. postato da civati, 09:08 | link | commenti (11) Il fuorisede
«Guardate bene, sardi. Io guardo e spero. Se si può fare un presidente nero, si può fare anche un presidente vero». Una filastrocca di Bruno Tognolini tiene la scena, in attesa che Soru arrivi, con più di un'ora di ritardo, a causa dell'«autostrada», dice scusandosi. A chi parla già di Soru come dell’Obama italiano, non sarà sfuggita certamente l'analogia, come non sarà passata inosservata la platea di giovanissimi, e il clima e l'entusiasmo che accompagnano il suo ingresso in sala e il suo discorso. Soru si rivolge, da fuorisede ai fuorisede, ricordando i tanti anni passati a Milano, prima di tornare in Sardegna. E sono fuorisede anche le sue due iniziative, quella torinese e quella bolognese, perché Renato Soru ha scelto di passare un giorno della sua campagna elettorale lontano dalla sua isola. Più di cinquecento persone a Bologna non sono uno scherzo. Arrivano da Pavia, Pesaro, Venezia, Rimini e Udine. Il presidente arriva tardi, con un’ora e passa di ritardo, in compenso i dirigenti del Pd bolognese nemmeno si vedono, a parte una lettera di Errani, con gli "in bocca al lupo" del caso. Marcello Fois apre la polemica con il premier, che sarà costante, serrata e documentata in tutto l'intervento di Soru: «Se Berlusconi si dichiara sardo, qualche problema sulla mia identità ce l’ho». Quante più case si hanno in Sardegna, più sardi si diventa. Lui, allora, è il più sardo di tutti. Soru risponde a chi gli chiede di parlare, saltando gli interventi precedenti, dicendo che è interessato ad ascoltare. Viene introdotto in sardo da Giancarlo Palermo. Non solo il «male minore», né un «viceré»: Soru è un'altra cosa. Finalmente tocca a lui. Soru è emotivo, la voce non è mai ferma, non è impostato, le sue pause alla ricerca della parola giusta fanno riflettere anche chi l'ascolta. Soru ha uno stile, suo, non immediato, ma nemmeno politichese, non piacione, ma nemmeno privo di una sottile ironia, quasi anglosassone. Racconta della sua campagna elettorale, contro il presidente Berlusconi. Anche sulla scheda, dice, i sardi troveranno «Berlusconi presidente», non c’è il nome di Cappellacci. «Arriva in Sardegna come presidente del Consiglio, aerei di Stato, centinaia di forze della polizia, occorre sigillare tombini, chiudere i bar, un mondo di sicurezza, una campagna elettorale che serve solamente per la presidenza della Regione». «Avrebbe dovuto dimettersi, se avesso voluto correre per la presidenza della Regione», si concede Soru. Il presidente uscente argomenta, «lui parla». «Parla un’ora di qualunque cosa, di Kakà, di calcio, delle donne che devono farsi accompagnare dai militari, si produce in barzellette irripetibili, parla per un’ora. Non parla mai di un’idea, di che cosa c’è da fare. Della mia antipatia, parla per un’ora, dicendo che i sardi devono tornare a sorridere. Così si distraggono un pochino, e li può fregare meglio». Su Cappellacci, Soru, come tutti, ha poco da dire. Cita il premier: «Ugo, puoi dire qualcosa anche tu, poco però che dobbiamo andare a pranzare» e alla fine non parla più nemmeno un secondo. Dice bugie, tanto con il lodo Alfano rimarrà impunito. «Barbarie, siamo tornati indietro rispetto anche alla monarchia sabauda». Però, va detto, Berlusconi ha un merito, dice Soru, tagliente: «avere avvelenato goccia dopo goccia le coscienze di tanti italiani. Gli dobbiamo l’idea che oggi bisogna essere disposti a tutto, per vincere. Calunniare. Si può fare tutto. L’importante è vincere». «Che tristezza pensare che a 73 anni una persona possa scegliere di vivere imbrogliando, dicendo bugie, calunniando le persone». Cappellacci sta zitto ed è un invito anche per il futuro: «Stia ben zitto, Cappellacci», non disturbi, non si intrometta. Berlusconi d'altra parte è generico. «È l’Italia che preferisce, l’italia generica, che non entra nel dettaglio, che non chiede spiegazioni». E Soru risponde punto su punto alle accuse di avere fallito che Berlusconi genericamente gli rivolge. «Paghiamo i debiti del passato, da 3 mld a 2,4 e saranno 2,1 alla fine dell’anno, i debiti della Sardegna». «Abbiamo eliminato 24 comunità montane, compresa quella a livello del mare della Gallura. Cancellato società, consorzi, 1000 posti di sottogoverno». «Siamo passati da 740 a 40 automobili, e così abbiamo fatto con cellulari, affitti, anche le spese per le pulizie». Soru ricorda, con grande linearità, che la regione Sardegna costa per il proprio funzionamento il 40% in meno rispetto al 2004. Sarà la prima regione in Italia ad avere, anche nel più piccolo dei paesi, internet a banda larga. E' la seconda regione d’Italia per uso da parte dei cittadini dei siti istituzionali. Per le operazioni online è la prima. In Sardegna c’è già la firma digitale dal 15 gennaio di quest’anno. L'80% di tutta la carta che arriva viene digitalizzata, nei prossimi mesi arriveremo al 100%. Trasparenza: «Non c'è bisogno di avere amici: i sardi sanno che si partecipa ai bandi senza avere amici, e si entra in graduatoria senza avere amici. E' una regione «di diritti e di regole, non di amicizie e scorciatoie». La scuola e l'«intelligenza», il merito e la mobilità sociale per Soru sono centrali. Così è per l'ambiente: la Sardegna, senza militari, ha risolto gran parte dei problemi legati allo smaltimento dei rifiuti: in 5 anni è passata dal 5% al 40%, e nel 2013 sarà al 65% (al sesto posto in Italia). Fonti rinnovabili: Kyoto dice 20% nel 2020, la Sardegna nel 2013 sarà già al 40%. Preferisce l'energia rinnovabile al nucleare, quello di Scajola, che arriva e dice che se i sardi vorranno il nucleare, lui non si opporrà (sic). Non è neanche ammessa la possibilità che siano i sardi ad opporsi al nucleare. Cappellacci, in ogni caso, starà zitto. Soru non ci bada e, alla fine, torna sul proprio avversario, quello vero. Berlusconi non sa quello che dice: «interrompe il dibattito, si intromette, ed è come se entrasse nelle nostre case e dicesse: bello quel salotto, ve lo regalo. E così per il televisore». La Sardegna orgogliosa questi regali se li può fare, ma da sola. E non deve aspettare altro, se non se stessa. Un discorso per la propria regione, ma che tutti sanno andrebbe benissimo per tutto il Paese. Da un personaggio politico hors ligne, un fuorisede, appunto, che si sta prendendo tutta la scena della politica italiana. postato da civati, 00:20 | link | commenti (2) martedì, febbraio 03, 2009 Rispetto
Cito Ignazio Marino e non aggiungo altro. Se non che la volontà delle persone e la legge vanno rispettate. postato da civati, 23:48 | link | commenti (9) postato da civati, 23:35 | link | commenti postato da civati, 12:27 | link | commenti (4) Una serata con Soru
Oggi pomeriggio, raggiungo Soru a Bologna, per il suo incontro con i sardi "fuori sede". Ci si vede alle Scuderie di piazza Verdi, alle 17.30. E stasera vi racconto tutto. postato da civati, 11:05 | link | commenti (4) postato da civati, 10:28 | link | commenti postato da civati, 10:19 | link | commenti lunedì, febbraio 02, 2009 Alla pace perpetua
Immanuel Kant, per una delle sue opere più famose, si ispirò al nome di una locanda olandese. Si chiamava «Alla pace perpetua» e faceva riferimento non tanto all'ideale pacifista (nell'ironia di Kant), quanto all'idea di cimitero, al risultato a cui avrebbe portato una guerra perenne. La locanda è in tutto simile all'«osteria padana» che oggi, sul Corriere Pisanu rimprovera alla Lega. Maroni risponde dicendo che saranno cattivi con i clandestini, gli esponenti della destra di governo (?), perché è finito il tempo del buonismo. Quelle frasi dette così, per prendere qualche voto, a cui di solito non segue nessun provvedimento concreto, se non qualche piccola iniziativa vessatoria, così, tanto per far vedere che la vera differenza è tra italiani e stranieri, non tra buoni e cattivi (appunto). Il problema è sempre quello, e Pisanu lo descrive perfettamente: «Il tema è importante quanto la recessione, ma il Parlamento non vi ha mai dedicato una seduta; si è limitato a piccoli provvedimenti qua e là, sempre sulla spinta di fatti che avevano scosso l’opinione pubblica e sempre sul versante della repressione. In questo clima di intolleranza un atteggiamento razionale, intelligente, umano — penso ad esempio al cardinale Tettamanzi—viene additato come eversivo. E qui la responsabilità politica della Lega non può essere nascosta». E' ora che il Pd si muova. postato da civati, 23:44 | link | commenti Sconvolgente
Ormai tutti si sono convinti che Alemanno sia inadeguato a guidare la più grande città del Paese. Marta, che è in missione per conto del Nord a Roma e non si può collegare fino a sera, mi chiede di fare da suo segretario, e di commentare questa dichiarazione del sindaco di Roma, che giustamente definisce «sconvolgente». Perché Alemanno spiega che non è giusto farsi «giustizia con le proprie mani» e bruciare un indiano a Nettuno per rispondere alle violenze dei romeni di Guidonia. Che cosa c'entra, signor sindaco, e quale sarebbe la connessione tra i due episodi, e in che senso ci si farebbe giustizia e di che cosa, ce lo vuole spiegare? postato da civati, 10:40 | link | commenti (19) Essere stranieri non è necessario, ma aiuta
Leggo Mafai e concordo. Aggiungo, però, che essere stranieri, per essere bruciati, non è necessario, ma aiuta. Finché li si considererà non-persone, ma soltanto quasi, sarà così. postato da civati, 10:22 | link | commenti (5) Una conferenza 'straniera'
I fatti delle ultime ore, da Lampedusa a Guidonia, da Nettuno a decine di episodi minori in altre località del Paese, ci dicono che è necessario che la politica assuma come strategica la questione dell'immigrazione. Non in senso meramente sicuritario, com’è accaduto finora, ma con lo sguardo alla sua dimensione culturale e sociale, in una prospettiva di inclusione, anche per quanto riguarda la partita dei diritti. Sull’immigrazione è venuto il momento che il Partito Democratico (chi altri?) si ponga il problema di far uscire il Paese dai luoghi comuni e dai pregiudizi, nonché da quella prospettiva ossessionata dalla sicurezza che continua a fare il gioco della destra, confondendo non poco la visione e la percezione politica del problema. È paradossale e grave che questo tema si ponga con tanta forza mentre il Parlamento affronta la votazione degli emendamenti al ddl Sicurezza. Tutti sanno, infatti, che la presenza di cittadini stranieri sul territorio nazionale è un fatto ormai strutturale. Che la loro partecipazione al Pil arriva quasi al 10%, che la stragrande maggioranza paga le tasse, lavora onestamente, senza alcuna forma di rappresentanza (dov’è finito il «no taxation without representation»?). Che clandestino in moltissimi casi non significa affatto criminale, ma badante e lavoratore edile. Che la politica italiana non li considera come soggetti, ma come oggetti, con il risultato che, al di là di tante belle (e brutte) parole, chi è straniero trova di fronte a sé una politica spesso vessatoria ed escludente, come capita soprattutto nelle regioni del Nord, dove è tutto un emettere delibere e ordinanze contro le case, i trasporti, l’assistenza e addirittura i bonus bebè agli extracomunitari, e poi i phone center e i kebab, in una perversa difesa delle tradizioni culinarie di cui nessuno ha mai sentito il bisogno. Una politica, insomma, che crea tensioni e divisioni, anziché ricercare quella integrazione che in tanti richiamano senza, in realtà, volerla né cercarla. L’immigrazione è un fatto di natura sociale, sicuramente, ma con profonde ricadute in campo culturale e di grande impatto per quanto riguarda i diritti civili e politici. Per questo credo sia importante arrivare a promuovere, in tempi brevi, una conferenza 'straniera', una giornata di riflessione, di dibattito e di proposta a livello nazionale, in previsione della conferenza programmatica di metà aprile. Una presa di parola forte e chiara, attraverso la quale si esprima un approccio costituzionale e perciò responsabile, libero da angosce elettoralistiche. Per iniziare a pensare a un paese diverso, in cui le persone che vengono da fuori siano considerate per quello che sono e siano coinvolte in un patto sociale di un segno nuovo, come nuove sono le condizioni nelle quali si deve affermare. postato da civati, 08:43 | link | commenti (4) postato da civati, 07:58 | link | commenti (1) domenica, febbraio 01, 2009 Cose da fare
Per la prossima settimana, il catalogo del CivaCalendar è questo: martedì, ore 17.30, Soru a Bologna, Scuderie di via Verdi. Giovedì, ore 21, a Cremona, terza tappa della Carovana, con Giancarlo Corada e Ivan Scalfarotto. Venerdì, alle ore 21, il vostro affezionatissimo sarà a Lodi, presso la locale sede del Pd, e interverrà all'incontro Comunicazione politica nell'era di Facebook, con Giuseppe Cremonesi, Mario Rodriguez e Maura Satta Flores. Chi mi ama, mi segua. postato da civati, 12:27 | link | commenti (3) Un consuntivo obiettivamente imponente
Soru sulla Stampa di oggi. «Abbiamo tagliato mille posti di sottogoverno tra comunità montane ed enti pletorici, unificato decine di organismi per la gestione delle acque, il parco macchine è passato da 750 a 50, siamo l'unica regione del Sud senza sanità commissariata e tutto questo ci han consentito di recuperare risorse per fare tante cose. E, ancora, si legge nel servizio, tanti risultati: «dal boom di anziani assistiti al "master and back" con 3185 laureati aiutati per percorsi di formazione all'estero; la tutela delle coste; la raccolta differenziata dei rifuti passata in 3 anni dal 5 al 27%; lo sportello per aprire un'attività in 20 giorni, una strategia turistica che non trasformi la Sardegna in un lunapark. E nel frattempo un avversario «imbarazzante per noi sardi», che assiste silente alla campagna elettorale di B. Meglio Soru. postato da civati, 10:07 | link | commenti (9) Federalismo creativo
E' il titolo di apertura de l'Unità in edicola. Del federalismo-solo-a-parole del governo parlano Chiamparino e Vincenzi, ma anche il sindaco di Varese, Attilio Fontana (Lega), «il primo a lanciare l'idea di ribellarsi». Se lo dicono da soli, i leghisti, che così non va. postato da civati, 09:48 | link | commenti (2) Il colmo per la nuova Provincia
E' che il candidato lo scelgano a Milano. Sto parlando ovviamente della destra, perché noi, il nostro candidato, ce lo siamo scelti sul famoso 'territorio'. E' lo «scacchiere regionale» a ossessionare gli esponenti di Pdl e Lega. E nello scacchiere, l'ultima casella è proprio quella di Monza e della Brianza. Prima vengono Milano, Brescia e Bergamo. Solo allora sapremo chi è l'avversario di Gigi Ponti. All'insegna della famosa autonomia e dell'orgoglio brianzolo. Sì, ciao. P.S.: Monica Guzzi, su Il Giorno di oggi parla di Ponti come del mediano alla Oriali che «cercherà di andare in gol». Mi sembra un'ottima immagine, che non dispiace al candidato presidente del centrosinistra. P.S./2: mi fanno notare che Oriali segnava poco. A noi, di gol, ne basta uno. Come questo: postato da civati, 09:39 | link | commenti (5) |