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martedì, marzo 31, 2009

Oltrista? Altrista, piuttosto

Il Riformista in edicola lancia la corrente degli Oltristi. E, tra gli altri, quasi tutti veltroniani, cita anche me e Ivan, che alla corrente parteciperemmo «a vario titolo», insieme a Matteo Renzi (e che vuol dire?). La piattaforma della corrente è ispirata al motto «non si torna indietro» (già) ed è molto simile a quanto Veltroni ha illustrato ieri alla Luiss (il discorso è ripreso oggi in prima pagina dalla Stampa e lo trovate qui). Vorrei precisare però che non aderivo né aderisco ad alcuna corrente (se preferite, la mia è la corrente di quelli che non ce l'hanno, una corrente). Così, per la precisione. Più che oltrista, sono altrista, insomma: vorrei qualcosa d'altro e di diverso rispetto a questa rappresentazione della politica giovani versus vecchi, veltroniani versus dalemiani, nuovi (?!) versus antichi. Vorrei che si discutesse di contenuti e della strada da fare, piuttosto che delle provenienze e delle etichette, che in molti casi non hanno alcuna dignità storica, né alcun significato politico reale.

postato da civati, 10:42 | link | commenti (21)

400 milioni in un fine settimana: nemmeno Victoria Beckham

Il referendum spaiato e celebrato nel weekend successivo a quello di Europee e Amministrative costa 400 milioni di euro. Così ha voluto la Lega. Se ne parla troppo poco: anzi, non se ne parla proprio. Eppure questi spendono più di Victoria in una delle sue puntate di shopping selvaggio, eppure sono soldi nostri, eppure c'è la crisi. Fate girare, please, e segnalate il sito dei referendari. E' importante.

postato da civati, 10:27 | link | commenti (4)

Per una nuova Europa

Almeno nel sito (c'è anche WEuropa, il social network e l'aggregatore di blog, sulla destra della home page, a cura de il cannocchiale.

postato da civati, 10:01 | link | commenti (1)

Pericolosi clandestini

Stella spiega alcune cose sull'immigrazione che vale la pena di conoscere.

postato da civati, 09:49 | link | commenti

Ma dove diavolo lo candidano?

Polemica tra Caronna e Cofferati per il seggio che il Pd emiliano esprimerà in Europa. Ma Cofferati non dovevano candidarlo a Genova e nel Nord Ovest? Sappiamo che è un uomo per tutte le circoscrizioni, ma non si sta davvero esagerando? (risponditore automatico: sì). Caronna, fai una cosa, vieni da noi, va, che ti prendiamo subito.

postato da civati, 09:20 | link | commenti (6)

Sono anni che non cambia niente

Hanno riarrestato Mario Chiesa. Panico tra i filatelici.

postato da civati, 09:15 | link | commenti (3)

Per dire

L'incontro a cui non ero stato invitato. E poi non dite che non sono un signore.

postato da civati, 00:58 | link | commenti (6)

Ci ha pensato

E alla fine non si candida. Molto meglio così. In compenso Cofferati non sarà il candidato di Genova (che sarebbe stato assurdo), ma del Pd nazionale (condizione che avevamo consigliato anche noi), e sarà indicato come capolista nel Nord Ovest. Anche in questo caso, meglio di prima. Però, veramente, continuiamo a non capire. Ma siamo soltanto 500mila... (cfr. uno dei post precedenti).

postato da civati, 00:41 | link | commenti (7)

Amore e politica

Ai tempi di Facebook, s'intende: mercoledì 1 aprile, ore 21, Circolo Pd Nilde Jotti, in via Gorizia 24 a Sesto San Giovanni, e il giorno dopo, giovedì 2 aprile, sempre alle ore 21, a Varese, presso il centro congressi De Filippi, in via Brambilla 15, ospiti del mitico Andrea Mollica.

postato da civati, 00:36 | link | commenti

lunedì, marzo 30, 2009

Ai tempi di Facebook

Un bel dibattito (anche per merito di Alessandro, nel senso di Gilioli). Trovate tutto qui.

postato da civati, 14:09 | link | commenti (2)

A Parigi com'è andata?

Mi chiedono in molti di raccontare la tappa parigina della Carovana del Pd, promossa sabato da Beatrice Biagini e dai democratici della Ville Lumière. Lo chiedo a chi c'era, com'è andata, prima di raccontarvelo. Perché per me è stato un momento bello, alto e importante (tutto il contrario del vostro affezionatissimo, praticamente...). Chi c'era potrebbe commentare? Grazie di cuore.

postato da civati, 12:49 | link | commenti (5)

Lapsus calami

Ho perso la penna Usb. Non so dove l'ho messa. Me l'aveva regalata Marcello, come suo gadget (Marcello ha dei gadget bellissimi). Deve essere un lapsus calami (nel senso della penna). Troppe cose da fare, troppe da scrivere. E pensare che 'dentro' c'era un libro intero. Ottimo lavoro.

postato da civati, 12:47 | link | commenti (15)

Alex e il suo campetto

A proposito di consumo di suolo e della nostra campagna «Là dove c'era l'erba»: la storia del campetto dove Alex iniziò e dove le ruspe hanno rubato il posto ai sogni.

postato da civati, 12:28 | link | commenti (1)
il segreto di alex

Elogio di Giaretta e del suo inconfondibile stile

Paolo Giaretta è cattolico, segretario del Pd del Veneto e parlamentare. Ha votato contro questo testamento biologico, dicendo parole chiare e ferme sulla laicità e sul percorso politico del Pd in questo difficile campo. Con tanti giovani vecchi che ci sono in giro, Paolo è un politico esperto molto giovanile. A lui il nostro plauso.

postato da civati, 12:15 | link | commenti (4)

Modello Mantini: dormiamo ancora un po'

Oltre a Fini, anche Formigoni (dio mi perdoni) si è distinto per un piglio deciso sulla riforma elettorale: «Dopo aver salvato il voto di preferenza alle elezioni europee, dobbiamo reintrodurre il voto di preferenza in tutte le elezioni perché la gente ha diritto di scegliere il proprio deputato, il proprio senatore che dopo devono rendere conto agli elettori del proprio operato». E' uno dei passaggi, molto applaudito, del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenuto nella seconda giornata del congresso fondativo del Pdl. E noi? Quando assumeremo questa battaglia come qualificante della nostra proposta politica? O il porcellum ci va bene? E anche il mantellum (Mantini+porcellum)?

postato da civati, 11:54 | link | commenti (9)

La decisione la prenderà stanotte

Così Franceschini: perché sta pensando se candidarsi o no alle Europee. Boh, non capisco. Prima diciamo che in Europa ci va solo chi ci rimane e che B sta facendo l'ennesima 'porcata' a candidare se stesso e alcuni ministri, poi si candida il segretario. Non capisco. Come se non bastasse, sicuro Cofferati (la motivazione è incredibile: «la storia del ritiro per motivi familiari - spiega Franceschini - la conoscono sì e no 500mila persone», già: solo-500mila-persone, un quasi segreto e chissenefrega se è una cosa disdicevole), si parla anche di D'Alema e di altri big. Una sola, fragorosa domanda: perché la direzione ha approvato all'unanimità un documento in cui si dicevano altre cose? Lo sa il cielo. P.S.: nessuno parla delle candidature dei 'giovani'. Si parla moltissimo di Serracchiani e sarebbe un bel segnale (anche perché prenderebbe un vagone di voti). Per quanto mi riguarda, se fosse per me, in lista metterei Ivan e Marta. Chissà che non cambi il clima e un po' anche il Pd, chissà.

postato da civati, 11:33 | link | commenti (31)

Si stava meglio

Quando si stava peggio, con Fi e An. Ci voleva l'Al Gore di Varese per dare i dati (puntuali, come sempre). I giornali italiani dove sono stati, in questi giorni?

postato da civati, 11:15 | link | commenti (6)

Super ecologico

Mi sembra un'iniziativa interessante, anche alla luce del progetto di legge che abbiamo presentato per la riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte.

postato da civati, 10:50 | link | commenti (2)

Si chiama Ivan

Nel senso di Scalfarotto. Lo trovate sulla Stampa, in una lunga intervista raccolta da Sabelli Fioretti.

postato da civati, 10:45 | link | commenti (18)

Ha perso (però)

Le primarie di Pavia e il risultato di Antonio.

postato da civati, 06:14 | link | commenti (12)

sabato, marzo 28, 2009

Direzione di marcia

Il Gorilla del Crodino, mio vice, guiderà il Paese. E ha anche qualche proposta programmatica da avanzare. Lo avevo detto, io.

postato da civati, 10:14 | link | commenti (4)

Nei cieli bigi del Pd: un congresso rivoluzionario

Oggi a Parigi chiederò a Gianni Cuperlo di fare un passo avanti, rispetto a questa dialettica giovani-vecchi che a me pare una tappa della Fenomenologia del Pd da superare quanto prima. Quello che ha detto Serracchiani, ad esempio, lo abbiamo celebrato tutti e, insomma, va benissimo: e tanti di noi lo pensano e lo dicono da tempo. Per dirla tutta, nella prima puntata della Carovana, a gennaio, davamo già questo momento critico per scontato (verificare qui e, soprattutto, il video che riporto anche qui sotto). Ora c'è da capire che cosa fare. E a Gianni lancerò una sfida culturale che so essergli molto cara: costruire un congresso che non sia una mera occasione di confronto tra mozioni e quindi correnti, sensibilità, ispirazioni di ex-questo e ex-quello. Ma sia una straordinaria occasione di partecipazione democratica, da una parte, e un momento in cui offrire un nuovo racconto dell'Italia e del suo futuro. Sarebbe un congresso rivoluzionario nel metodo, nei toni e nella direzione politica e il suo vincitore si troverebbe a guidare un partito finalmente sintonizzato con quello che pensa il Paese e non con quello che pensa Rutelli o D'Alema o Renzi o Scalfarotto o il vostro affezionatissimo. Abbiamo, insomma, una «gelida manina» da riscaldare. E un Paese da salvare. E se vogliamo raccogliere la sfida, di questo soprattutto ci dobbiamo preoccupare. Perché, purtroppo, il nostro non è il meraviglioso mondo di Amélie.

postato da civati, 10:06 | link | commenti (20)

Ha votato Obama

Annagrazia Calabria, la presentatrice (così l'hanno presentata) del congresso del Pdl, ha dichiarato di aver votato Obama (trovate la notizia sulla Stampa di oggi). A fianco, sulla stessa pagina, potete leggere di Debora Serracchiani, che il quotidiano torinese ha scelto come (unica) alternativa all'attuale gruppo dirigente del Pd. Nel frattempo, prosegue l'innamoramento di Luca, che rileva che nessuno del Pd in questi giorni l'abbia cercata. Non so se sono del Pd, ma posso assicurare che i carovanieri l'hanno cercata subito. L'articolo dice che Debora boccia i leader del partito: in realtà, a parte Binetti e Rutelli e un coraggioso 5 a D'Alema, gli altri (nel senso dei due segretari, Walter e Dario) Debora li promuove con una sufficienza seppur risicata (anche il segretario precedente, Piero Fassino, si merita un 6). Renzi, invece, non le piace granché. I dirigenti sono inadeguati, dunque, ma non i segretari, parrebbe di capire. In ogni caso, trovate tutto qui.


postato da civati, 09:25 | link | commenti (20)

Non bisogna cambiare governo

Bisogna cambiare Paese. Così si ironizzava, l'anno scorso, storpiando uno degli slogan con cui Walter tentò l'assalto a B e alla sua irresistibile campagna elettorale. Per questo, oggi, saremo a Parigi, con Mattia e le sue riflessioni sul Pd e sulle persone che dobbiamo conquistare. Tutto giusto, tutto vero: tutto dimenticato?

postato da civati, 08:49 | link | commenti (1)

La sfida di Antonio

A Pavia il Pd sceglie il proprio candidato sindaco attraverso le elezioni primarie. Si vota domani. A me piace Antonio (lui e quello che scrive della Carovana).

postato da civati, 08:46 | link | commenti (1)

Chi comprerebbe un elettrodomestico classe G?

Se lo chiede Alberto ed è una delle migliori domande circa il famoso piano Casa di B. A proposito, ne è rimasto qualcosa?

postato da civati, 08:29 | link | commenti

venerdì, marzo 27, 2009

Palcottiglia

Leggevo Ceccarelli, oggi, su Repubblica (non riesco a trovarlo online, meglio così), e mi veniva tristezza, pensando a come anche il giornale che per primo ha avversato B si sia fatto incantare dal Pdl. Poi ho letto Sorgi e ho pensato a un'epidemia. Perché va bene non sottovalutarlo, come consiglio da tempo, però incensarlo in questo modo, francamente, mi sembra umiliante. Per il nostro Paese soprattutto. E soprattutto perché, dopo un'ora e mezza, la montagna ha partorito il solito topolino politico-programmatico. Speriamo che qualcuno se ne accorga e che qualcuno, domani, ne scriva.

postato da civati, 21:09 | link | commenti (9)

Pronta consegna (editore cercasi)

Non è che conoscete qualcuno interessato a pubblicare un piccolo testo sul Pd e sul suo futuro? Se sì, fatemelo sapere. Sono quasi pronto alla consegna.

postato da civati, 10:57 | link | commenti (14)

E' contenta

Lei. «Una cosa molto positiva», contro le «provocazioni del caso Englaro», no all'«eutanasia», «una delle più grosse manipolazioni», «né lei, né io abbiamo diritto a buttarci dalla finestra», «una cosa chiara nella coscienza e nel senso comune di tutti», «un vero esproprio, un atto di aggressione nei confronti di se stessi». Già.

postato da civati, 10:54 | link | commenti (12)
diritti

Nessun ricambio

Alcuni sono insostituibili. Altri molto meno, per dire.

postato da civati, 10:51 | link | commenti (1)
il segreto di alex

Essere integerrimi

E' l'oroscopo di Obama e del vostro affezionatissimo. E non è un pesce d'aprile. E sarebbe bello che fosse anche l'oroscopo del Pd.

postato da civati, 10:47 | link | commenti

A scuola di politica



Grazie a Alba per la segnalazione.

postato da civati, 10:45 | link | commenti (1)

Tra palco e realtà (non sottovalutiamolo, però)

Ci mancava solo il palco da rockstar. Non sottovalutiamo, però, B e il Pdl, e questa tre giorni di kermesse. E non sottovalutiamo le sue uscite sulla lentezza della politica e sul numero dei parlamentari. Nei bar del Paese è, insieme al piano Casa, l'unico argomento politico di cui si discute. E un motivo ci sarà.

postato da civati, 10:38 | link | commenti (4)

Forse non lo sai ma pure questo è amore

Luca torna su Debora. Ormai ci sono gli estremi per qualcosa di serio. Anzi, di importante, come direbbe B.

postato da civati, 10:34 | link | commenti (2)

Cose che capitano

Non ricordo chi si fosse occupato delle liste elettorali nel 2008. Forse si tratta di Dario Franceschini (quello che Mantini oggi definisce troppo sinistrorso). In ogni caso, Mario ricorda come sono andate le cose. In queste ore, sto molto pensando al caso di Ivan, che a Milano è risultato essere il primo dei non eletti, proprio dietro a Mantini (nel Pd, non nell'Udc, ovviamente). P.S.: Mantini, nei giorni precedenti alla chiusura delle liste, si lamentò parecchio, perché trovava la quattordicesima posizione in lista del tutto irriguardosa per una figura del suo calibro. Aveva ragione. Dovevano metterlo capolista, uno così. P.S.: dal nuovo (bel) sito del Pd lombardo, Mantini è prontamente sparito.

postato da civati, 10:27 | link | commenti (8)

Ragioni squisitamente ideologiche

Hanno portato Pierluigi Mantini a lasciare il Pd. Certamente. Infatti l'Udc lo candida immediatamente alla presidenza della Provincia di Milano (leggete qui). In realtà, così facendo, Mantini è più utile al Pd di quanto non lo fosse prima, perché il fatto che l'Udc vada da sola, a Milano, è un assist preciso alla riconferma di Penati a Palazzo Isimbardi. In ogni caso, si tratta di ragioni squisitamente ideologiche. Già.

postato da civati, 10:22 | link | commenti (5)

giovedì, marzo 26, 2009

Pdl sì, ma senza An

Guardate il nuovo sito del gruppo regionale del partito di B in Regione Lombardia. E' del Pdl, ma dentro c'è solo Forza Italia. E non è una metafora.

postato da civati, 19:42 | link | commenti (1)
regione

Come faremo senza di lui?

Mantini lascia il Pd, ma ovviamente non il seggio da parlamentare, al quale è stato eletto grazie ai voti degli elettori del Pd di Milano e della circoscrizione Lombardia 1 e ai voti di tutti coloro che erano in lista insieme a lui (tipo il vostro affezionatissimo). Un bel gesto, non c'è che dire.

postato da civati, 19:38 | link | commenti (13)

E' tutta invidia, la mia

Da tempo sostengo di voler fare il consigliere regionale in Liguria. Per via del mare e della focaccia. Visti i precedenti, quasi quasi mi trasferisco anch'io: spettabile direzione regionale del Pd ligure, potreste prendere in considerazione l'ipotesi di candidarmi alle elezioni regionali del prossimo anno in un buon collegio? Nel caso, preferirei il Levante, se poi fossero le Cinque Terre, beh, sarebbe perfetto.

postato da civati, 10:48 | link | commenti (11)

Problema risolto

Già, e si è anche aperta una nuova epoca. Molto simile alla precedente, ma sono dettagli.

postato da civati, 10:40 | link | commenti (33)

Vita di merda

Traduzione letterale
: è il Facebook francese della lamentela quotidiana. Chissà perché in Italia non ci ha ancora pensato nessuno...

postato da civati, 10:13 | link | commenti (3)

Uééééé

Dal Secolo XIX oggi in edicola: il segretario regionale della Liguria sostiene che «Genova vuole portare Cofferati in Europa». Nel frattempo, il Pd locale lo coopterà in direzione. Mi sembra un errore politico. Cofferati, che rischia di essere il capolista nel Nord-Ovest per il Pd, doveva essere tutt'al più candidato da Roma (dal Pd nazionale), e non da Genova, per salvare la faccia un po' a tutti. Cofferati è cremonese, ha vissuto a Milano, è stato segretario nazionale della Cgil e sindaco di Bologna: considerarlo un candidato locale fa parecchio ridere. Del resto, ci aveva spiegato che non avrebbe più fatto il sindaco di Bologna perché voleva stare vicino alla famiglia. Avevo pensato che il motivo fosse questo, ma mi fanno notare che forse è stato il bambino a indicare la soluzione: uééééé (ancora una volta, absit iniuria verbis).

postato da civati, 10:00 | link | commenti (11)

The dreamers



La Bande à part della Carovana del Pd (che stasera sarà a Pavia) sabato fa tappa a Parigi. Qui il volantino: tu chiamala, se vuoi, nouvelle vague (per dire).

postato da civati, 00:55 | link | commenti (3)

Lo strano caso della biblioteca dialettale di Busto Arsizio

Oggi (ieri, in realtà, perché è tardi) Claudio Del Frate per il Corriere ha scritto un pezzo sulla biblioteca dialettale di Busto Arsizio, inaugurata da Bossi (che è anche presidente onorario dell'associazione che se ne dovrebbe prendere cura): una struttura che si è bruciata un sacco di migliaia di euro senza che, nel corso degli anni, si vedesse alcun risultato. Lo sto cercando in rete, il pezzo, ma non riesco a trovarlo. Qualcuno mi aiuta? Qualcuno sa qualcosa di più di questa incredibile vicenda?

postato da civati, 00:29 | link | commenti (2)
regione

Wittenberg e il progetto

Questa volta non sarò breve. Da tempo rifletto e raccolgo, dalla piccola Wittenberg nella quale risiedo (fisicamente e politicamente), alcune tesi sul Pd e sulla politica in generale. In questi giorni di infatuazioni e di innamoramenti, di primavere e di obamate (nei pochi sensi deteriori in cui si può concepire il termine), di candidati segretari al posto di Franceschini che non fanno nient'altro che mantenere viva una sola ipotesi (cioè lo stesso Franceschini), vorrei che si tornasse a parlare del progetto politico. Mi pare che sia quello che manca, no? E non mi pare che ci stia lavorando nessuno, no? E forse sarebbe il caso di arrivare a ottobre con qualche idea sparata, no? Ve ne butto lì una: ma il Congresso noi lo vorremo fare burocratico e old style o provare a fare qualcosa di nuovo e di diverso? Gli amici che si erano detti disponibili a lavorarci ci sono ancora o si sono già stancati? Era tutta questione di nomi, insomma, o c'era della sostanza, dietro alla nostra preoccupazione? Domande che si assiepano, anche alla luce del clima delle ultime ore. Metti una sera a Sovico, per esempio. Un nostro consigliere mi dice: vi rendete conto che la gente non si fida più, che la disaffezione è tutta lì, ancora intatta, e che i famosi progressi delle ultime settimane sono percepiti soprattutto da noi, e che la cosa non si risolve con la rappresentazione di qualcosa di nuovo, ipergenericamente inteso? Che ne dite, ci mettiamo a lavorare e a produrre qualcosa, oltre alle tante chiacchiere (le mie comprese, è ovvio)? E, come già chiedevamo sabato scorso, qualcuno ci vuole parlare di cose da fare, al di là delle belle parole? Sarebbe importante.

postato da civati, 00:20 | link | commenti (8)
wittenberg duepuntozero

Tra le tante cose che non ho capito (2)

C'è anche questa: ma il servizio di Panorama l'abbiamo letto soltanto il mio collega di Varese ed io? Qualcuno intende fare qualcosa oppure proseguiremo con questa solenne presa per il culo (ho finito gli eufemismi)?

postato da civati, 00:10 | link | commenti (2)

Intrattabile

Domani lo sarò di sicuro. Sveglia alle 5.30, in tv dalle 7.45, poi in ufficio, poi a parlare di dati elettorali, poi ancora in tv, poi a Pavia, poi magari, se si riesce anche a casa, verso l'una di notte. Poi smetto, promesso.

postato da civati, 00:07 | link | commenti (3)

mercoledì, marzo 25, 2009

Non so voi

Ma io, IMHO, vorrei tanto un partito così.

postato da civati, 23:58 | link | commenti (5)
appunti per un partito nuovo

Tra le tante cose che non ho capito

C'è questa: ma le primarie sul programma (anche dette "doparie"), di cui ha parlato più volte Pirani, le facciamo o no?

postato da civati, 18:14 | link | commenti (1)

Dell'Ecopass è rimasta solo l'eco

Comunicato stampa. “Bravo Penati, l’aria inquinata è un tema prioritario per l’opinione pubblica ed è giusto che i cittadini possano esprimere la loro opinione, a partire dall’unica misura strutturale messa in campo dalle amministrazioni pubbliche lombarde, cioè l’Ecopass, che come anche la giunta comunale di Milano sa, ha bisogno di essere migliorato. Ed è giusto che si possano esprimere non solo i cittadini milanesi ma tutti coloro che quotidianamente gravitano sulla metropoli. L’emergenza non va nascosta, come ha fatto la Regione in questi anni, va invece trattata con decisione soprattutto ora, visti i livelli allarmanti di inquinamento degli ultimi mesi. Ben vengano dunque le misure che limitano le emissioni, a partire dal risparmio energetico negli edifici ma anche dalla promozione del trasporto pubblico come valida alternativa all’auto privata”. Così il consigliere regionale del PD Giuseppe Civati commenta la notizia del referendum sull’ecopass e sulle politiche antismog promosso dal presidente della Provincia di Milano Filippo Penati.

postato da civati, 18:13 | link | commenti (5)
regione

Pd prénatal

La Fondazione Daje colpisce, come sempre, nel segno.

postato da civati, 16:07 | link | commenti (5)

Le tappe ai tempi di Facebook



L'amore ai tempi di Facebook a cura di Carzaniga-Civati-Carzaniga in tournée: il 2 aprile a Cairate (Varese), alle ore 21, con il mitico Andrea Mollica. L'8 aprile, alle ore 18, a Napoli, libreria Feltrinelli. Il 9 aprile a Roma, alle ore 18, Feltrinelli di piazza Colonna, con l'imperdibile Antonio Sofi. Il 15 aprile a Bologna (Feltrinelli), il 21 a Verona (Fnac) e il 22 a Torino, sempre alle ore 18 e sempre in Feltrinelli. Il 27 aprile, infine, a Firenze, ancora una volta in Feltrinelli. Chi non viene non sa che cosa si perde.

postato da civati, 16:00 | link | commenti (2)

La cognizione del paesaggio

E del dolore. Da giorni, leggendo di B e del suo piano casa, penso a Gadda e lo ritrovo qui. E mi è venuto in mente quel falso d'autore scritto dal vostro affezionatissimo qualche tempo fa, pensando ad un'area verde della Lombardia (cfr. qui).

postato da civati, 15:38 | link | commenti

Nulla patria

Venerdì 27 Pierluigi Bersani sarà a Monza, la mia città, invitato dal partito regionale. Tra gli interventi sono previsti gli ottimi Carlo Porcari e Carlo Spreafico, miei colleghi in Consiglio regionale, da Pavia e da Lecco, che saranno i benvenuti. Evidentemente il consigliere di Monza non è stato ritenuto capace né degno. E quindi non interverrà. Del resto, nemo propheta. Già. E forse nulla patria.

postato da civati, 15:23 | link | commenti (33)

Invecchiare

Giuliano Ferrara oggi ha chiuso la trasmissione su Radio 24 dedicata ai giovani del Pd citando Benedetto Croce e la sua battuta: «Cosa devono fare i giovani? Invecchiare». Peccato che non mi abbia chiesto di replicare, perché avrei risposto che Croce alla mia età pubblicava Materialismo storico ed economia marxista e a trentasette anni fondava La critica. Per dire. Forse i giovani di cui parlava, erano giovani davvero. Un po' come quando Ferrara stava nel PCI, per intenderci.

postato da civati, 15:14 | link | commenti (15)

Nace una estrella

C'è chi dice che è una meteora. Non sono d'accordo. Leggete qui.

postato da civati, 08:53 | link | commenti (17)

La recensione ai tempi di Facebook

postato da civati, 08:40 | link | commenti (2)

martedì, marzo 24, 2009

Voi non sapete dov'è Cappella Cantone

E' in provincia di Cremona. Ci finirà una bella discarica di amianto, nonostante il parere contrario di tutti i Comuni della provincia di Cremona. Tutti, non solo quello della discarica e quelli vicini. Solo che il Nimby qui in regione Lombardia è rovesciato: ti capita una discarica tra capo e collo, senza nessuna programmazione, senza una decisione politica che sia una, senza un piano d'azione degno di questo nome. Non solo vengono nel tuo cortile, ma non suonano nemmeno il citofono. Questa è la verità. E la Lega? Ovviamente la Lega è d'accordo con i territori, fino a prova contraria. Quella che puntualmente arriva prima di votare. Tra qualche minuto il comunicato del gruppo. Dall'aula del Consiglio regionale è tutto, giuseppe civati, Pd, grattacielo Pirelli.

postato da civati, 17:26 | link | commenti (11)
regione

Lo sapevo

Che non dovevo scrivere un romanzo. Lo sapevo, accidenti! In ogni caso, è lei la donna del momento. Non ce n'è. Ormai tutti i fans club di Ciwati si sono trasferiti su Debora, che è più brava e capace. Corri, ragazza, corri. P.S.: nel frattempo, tutti parlano dei ragazzotti. Già.

postato da civati, 17:02 | link | commenti (20)

Contro i Berluscloni

Il nostro comunicato stampa di oggi, sempre a proposito di Europee:

«Ha fatto bene il segretario Franceschini a stabilire che le candidature alle elezioni europee del Pd saranno candidature vere, non riguarderanno chi già occupa posti di responsabilità e di rappresentanza dei cittadini in Italia. Il Pd è agli antipodi rispetto a Berlusconi che strumentalizza e personalizza tutte le campagne elettorali, inventandosi dei “berluscloni”». Lo dichiarano i firmatari dell’appello per le elezioni europee: Sandro Gozi, Luca Sofri, Paola Concia e il vostro affezionatissimo.
«Quella di Berlusconi è quindi una vera e propria presa in giro dei cittadini in quanto lo sanno anche i bambini che gli infaticabili ministri del suo governo non hanno alcuna intenzione di impegnarsi a Bruxelles. Si può dire quindi che il nascituro Popolo delle libertà neghi proprio l`autenticità di quello che rappresenta uno dei diritti che rendono l'uomo libero: il voto».

postato da civati, 16:59 | link | commenti (8)

La sicurezza che ci piace: il modello Affori

Per fare le cose che abbiamo sostenuto qui, ci vediamo al circolo del Pd di Affori, alle 21 di lunedì 6 aprile. Ci sarà anche il presidente dei riformisti dal volto umano, Carlo Monguzzi. Insieme possiamo fare molto, come avrebbe detto il gatto con gli stivali. Sono invitati tutti i soggetti democratici (e non) interessati al problema e a una sua lettura seria e consapevole.

postato da civati, 15:31 | link | commenti

Non sono candidabile

Una mia amica giornalista mi ha fatto notare che, alla luce di quanto previsto nel regolamento approvato ieri, non sono candidabile alle elezioni Europee. La norma anti-Bassolino condanna anche Civati, insomma. La trovo una cosa curiosa, quasi irresistibile. In ogni caso, però, meglio così: qui nessuno si voleva candidare, nonostante migliaia di sollecitazioni (per la serie: promoveatur ut amoveatur).

postato da civati, 14:59 | link | commenti (16)

Non è immortale

Secondo me, mente anche questa volta.

postato da civati, 13:11 | link | commenti (9)

Uscire dalla matrioska

Anche Mattia dice Serracchiani segretario (lo dico al maschile, perché l'italiano è lingua talmente maschilista, appunto, che parlare di 'segretaria' potrebbe far pensare ad un'altra cosa). Come exit strategy non sarebbe male. D'altra parte, l'uscita di Prodi sull'uscita dalla matrioska è la più straordinaria critica alla cooptazione che sia mai stata rappresentata in Italia. E spero che se ne renda conto proprio chi nella matrioska vive da anni. P.S.: so già che qualcuno ora dirà che dopo essere stato veltroniano e franceschiniano, ora sono anche serracchianiano. Rispondo che faccio fatica a essere civatiano (addirittura pippesco!) e che in questo blog si parla di politica senza etichette. Grazie per la comprensione.

postato da civati, 12:54 | link | commenti (3)

Panorama e il belvedere del Pd

Un collega di Varese, particolarmente sensibile, mi segnala che su Panorama (pp. 50-51) un'inchiesta ci informa che molti parlamentari del Pd non versano la quota stabilita al partito. Lo trovo vergognoso. Semplicemente vergognoso. Quando sono stato candidato alle Politiche dello scorso anno (ero 17esimo nella lista del Pd nel collegio di Lombardia 1), mi chiesero di sottoscrivere un impegno a versare preventivamente 50.000 euro nel caso fossi stato eletto e a contribuire, periodicamente, per sostenere il partito nel corso della legislatura. Lo trovavo ovvio. Un parlamentare alla terza legislatura (ora alla quarta) diede i numeri e urlò per tutto il pomeriggio che lui, i 50.000, proprio non li voleva versare. Lo stesso accade ora: c'è chi ha cause in corso (e che cavolo c'entra?), chi ha speso tanto in campagna elettorale (cavoli suoi), chi parla di libertà di coscienza (anche per il finanziamento al partito?!). E poi c'è ancora qualcuno che si chiede perché il Pd non funzioni e perché gli elettori siano in fuga. Questa è difficile, Gerry. P.S.: chi non versa il proprio contributo, si dimetta, perché l'età dei cialtroni è finita. Questo dovrebbe dire Franceschini. Subito.

postato da civati, 12:39 | link | commenti (19)
appunti per un partito nuovo

Matteo e gli altri

Leggete Europa. Il vostro affezionatissimo fa il punto sui trentenni, a cominciare da Matteo e da Debora. E poi ditemi che ne pensate.

postato da civati, 10:06 | link | commenti (11)

In Africa sono già stato

Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. Oggi sono tornato in ufficio, dopo qualche giorno di assenza e molti chilometri di stanchezza. Come avevo previsto e scritto più volte, la bolla mediatica è scoppiata, e finalmente posso tornare nell'ombra (à la Gadda), alla mia vita di sempre. E' durata un mese (e non mi stupisce affatto) tutta l'enfasi sulla mia figura, dal famoso «chi cazzo è?» alle interviste tanto apprezzate, alle candidature non richieste, al gossip creato artatamente sulla mia persona (pensate che, negli ambienti giornalistici romani, passo per uno pieno di donne, boh). Tra Forrest Gump e Sebastiano I (chi non lo conosce, s'informi, perché la chiave sta tutta lì, nell'attesa del giovane re che in realtà era deceduto, il giorno del mio compleanno, oltretutto), mi sono parecchio divertito a interpretare la parte della giovane promessa sanremese, anche se devo dire che ho registrato tante invidie e tante meschinità (a quelle, però, ero abituato da tempo). Chi pensava che ci fosse un disegno, dietro questa mia attività quotidiana e controcorrente (in ogni senso), è servito. Come avevo dichiarato giorni fa, in Africa sono già stato, e non ho altra ambizione che fare le cose bene, per una forma di snobismo intellettuale che si ripaga solo con le soddisfazioni, quelle vere, però. Nei prossimi giorni continuerò a fare quello che sto e stiamo facendo da tempo, a far proposte e a distribuire palloni, con l'entusiasmo di sempre, con l'ausilio del Gorilla e con lo staff immaginario a presidiare il centrocampo. Mi posizionerò un po' più indietro, però, perché così gioco meglio anch'io. La fassiniana della porta accanto è d'accordo.

postato da civati, 00:57 | link | commenti (13)

lunedì, marzo 23, 2009

Fate in fretta

Approvato all'unanimità dalla direzione nazionale il regolamento per le Europee. Accolte due nostre proposte: nessuno si dimetta, se eletto, per andare a fare altro. Nessuno si candidi se ha già un incarico. Per il resto, il tempo è poco, pochissimo: entro il 7 aprile i livelli regionali, previa consultazione dei livelli regionali, devono far sapere a Roma quali sono i nomi a cui tengono. Of course, nel senso di "de corsa". Per quanto riguarda le ricadute concrete, questa norma sembra fatta apposta per non candidare Bassolino (lo dice il regolamento, non lo dico io) e forse Martini, che qualcuno diceva ci stesse pensando. Altri 'papabili', da Cofferati a Domenici, da Fassino a Bettini, potranno comunque essere candidati. Per il rinnovamento, invece, si deve fare in fretta. Candidatevi, insomma, prima che sia troppo tardi.

postato da civati, 18:14 | link | commenti (5)
appunti per un partito nuovo

400 milioni per la porcata

Il file lo trovate cliccando qui.

postato da civati, 16:42 | link | commenti (4)

Green Gotha?

Comunicato stampa. Mentre oggi in Regione Tremonti, Formigoni e tutto il gotha dell’economia lombarda si riuniscono per trovare ricette per uscire dalla crisi, dall’Università del Michigan rimbalzano invece notizie allarmanti in merito all’incidenza dello smog sulla salute umana  uno studio mondiale condotto in 250 aree metropolitane mostra che i picchi di smog sono correlati all’aumento dei decessi per attacco cardiaco. "E allora, caro gotha dell’economia, chiedono Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, perché non fare come gli Stati Uniti dove uno degli strumenti fondamentali per uscire dalla crisi è quello che riguarda la lotta all’inquinamento, l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e l’innovazione tecnologica?" Anche in Italia (e dunque in Lombardia), possiamo recuperare risorse dall’evasione fiscale, dalle spese amministrative nella pubblica amministrazione, dalla spesa sanitaria e dalla fattura energetica, mettendo in moto non meno di 15 miliardi annui da impegnare in cinque aree di intervento prioritario: energia, casa, trasporti, agricoltura e sicurezza ambientale, mettendo in campo risorse, fatturato delle imprese e posti di lavoro, e permettendo ai cittadini di respirare e vivere meglio. Il piano casa, ad esempio, deve puntare sull'innovazione e sulla qualità e non certo sul consumo di suolo e sull'aumento del cemento.

postato da civati, 15:40 | link | commenti (3)
regione

Chi vuole difendere il verde

Metta una firma qui. E' molto importante, come si può evincere anche da qui.

postato da civati, 14:50 | link | commenti
regione

CivaCalendar

Questa sera a Cavenago, con Enrico Letta. Domani sera, martedì 24, alle ore 21, a Paullo, in biblioteca, con Mattia, per presentare L'amore ai tempi di Facebook. Mercoledì 25, alle ore 21, a Sovico, ospite dell'associazione La Sinistra. Giovedì 26, a Pavia, alle ore 21, per l'ennesima tappa della Carovana del Pd (che non finirà più) con il candidato alle primarie per il sindaco, Antonio Maria Ricci. Venerdì 27, alle ore 20, a cena con e per Gigi Ponti, il nostro candidato alla presidenza della Provincia. Un po' di cose da fare.

postato da civati, 14:45 | link | commenti (7)

Ci prendono per il quorum: il comunicato

Un cielo di Lombardia, così bello quand'è referendario. Un vento forte, a spazzare via la partitocrazia. Le Alpi a fare da quinta al solenne giuramento di Guzzetta, Parisi e Segni. Questo, a Pontida, nella mattinata di oggi. Il vostro affezionatissimo c'era, come sempre, perché il porcellum va combattuto sul campo.

Comunicato stampa. Dalla piazza del Giuramento di Pontida, città simbolo della Lega, il comitato per il referendum torna a chiedere a gran voce al Governo, al Ministro dell’Interno in particolare, di permettere lo svolgimento del referendum nello stesso fine settimana delle elezioni europee e amministrative, il 6 e 7 giugno. Lo slogan, ironico ma non troppo, rivolto ai ministri, è “ci prendono per il quorum”. Con il comitato anche il consigliere regionale del PD Giuseppe Civati, deciso sostenitore dell’accorpamento delle consultazioni. “Ci prendono per il quorum spiega bene lo stato d’animo di tutti noi – dichiara Civati -. Abbiamo a cuore due cose, i soldi dei contribuenti e la dignità della democrazia, che passa per la libertà di scelta. Queste due cose sono messe in discussione dal Governo, in particolare dalla Lega, che per far fallire un referendum sgradito fa buttare al vento 400 milioni di euro dei contribuenti. Il PD lombardo si sta già mobilitando e noi interpelleremo tutti i politici lombardi per capire chi ha davvero a cuore la libertà di scelta e la democrazia”.

postato da civati, 13:58 | link | commenti (3)

Un luogo incerto

No, non sto parlando dello spazio politico del Pd. Mi riferisco al nuovo romanzo di Fred Vargas, pubblicato, come sempre, da Einaudi. Ho iniziato a leggerlo, fatelo anche voi. Perché Adamsberg è cool, ma il vero mito è Danglard, il suo vice (e non sto parlando del Pd, ma del romanzo...).

postato da civati, 09:29 | link | commenti (3)
letture

Ci prendono per il quorum, anche a Pontida

Sto per uscire, vado a Pontida a raggiungere i referendari. Qui di seguito quello che mi scrive Mario Segni (sì, è sempre lui):

Lunedì saremo a Pontida. Alle 11 del mattino. Nella Piazza del Giuramento. Se puoi venire ne siamo felici. Se ti è impossibile (è un giorno di lavoro) voglio che comunque tu sappia ciò che stiamo facendo. Pontida è un luogo importante nella storia d’Italia. Lo è da molto prima che nascesse la Lega. Ma la nascita del partito di Bossi l’ha reso più noto. Ebbene proprio da un luogo simbolico da quasi mille anni, ma attualissimo, noi lanciamo un appello. Un appello di civiltà; un appello di buon senso; un appello di moderazione. Con il referendum abbiamo iniziato la campagna contro quella infame legge elettorale che ci ha regalato le liste bloccate, che rende i deputati dei nominati invece che degli eletti, che sta uccidendo il Parlamento. Il referendum non cancella del tutto la legge; non è possibile farlo con referendum. Ma la demolisce, apre la strada a toglierla di mezzo. Si può essere favorevoli o contrari. La Lega è contraria ed è legittimo. Quello che non è legittimo è sabotare il referendum spostandolo a date impossibili. Quello che non è lecito è far spendere 400 milioni agli italiani pur di sabotarlo. Perché noi abbiamo chiesto la cosa più semplice: che per il referendum si voti il 7 giugno assieme a europee e amministrative, facendo risparmiare agli italiani quella cifra. E Maroni ci dice di no, senza spiegarne i motivi. E questo non è solo contro i referendum E’ contro gli interessi dell’Italia. Questo andiamo a dire a Pontida. Lo diciamo agli italiani. Lo diciamo agli elettori della Lega, che si battono, giustamente, contro lo sperpero pubblico, ma che non dovrebbero permettere ai loro dirigenti una cosa del genere. Tu che ne pensi?

postato da civati, 09:25 | link | commenti (1)

Contendere l'Italia, finalmente

E' l'auspicio di Aldo Schiavone e del suo ultimo libro, pubblicato da Laterza (L'Italia contesa. Sfide politiche ed egemonia culturale). La fine del berlusconismo è imminente, sostiene Schiavone, alla luce del profondo cambiamento di fase che in economia è rappresentato dalla crisi. Il suo tempo è venuto, insomma, al di là della coda di successi elettorali che lo accompagna: è finita l'epoca del privato fine a se stesso, del «paradigma debole» della politica, della critica alla statualità e dell'attacco alla democrazia. All'interno di questo quadro radicalmente mutato e alla fine di un ciclo che non riguarda solo l'Italia, la sinistra deve ritrovare se stessa, senza guardare al passato, ridefinendo una programma di equità, puntando non sull'«Italina» che abbiamo ereditato, ma sulla «nuova socialità» di tipo qualitativo che possiamo immaginare per il nostro futuro, in un Paese molto diverso dal punto di vista demografico, sulla «solidarietà fra le generazioni», in un percorso nel quale la «valorizzazione di sé passi per forme diverse dall'acquisizione proprietaria». Una «nuova idea di eguaglianza» per interpretare quello spazio politico vuoto che, secondo Schiavone, si sta spalancando di fronte a noi. Schiavone non lo dice ma parla di Obama e del tempo nuovo che forse arriverà anche qui, anche da noi, anche in Italia. Chissà se anche noi avremo il Principe che l'autore descrive e, soprattutto, se qualcuno, all'interno del Pd, lo prenderà in considerazione. Chissà.

postato da civati, 09:21 | link | commenti (1)
letture

Quello che non vi hanno detto

Dario Franceschini si candida alla segreteria nazionale a partire da ottobre. È questo quello che non vi hanno detto i giornali rispetto all’assemblea dei circoli di sabato a Roma. Il segretario ha scelto di occupare lo spazio politico lasciato libero da Veltroni, attraverso un rapporto diretto e una "relazione sentimentale" con i circoli e con il popolo del Pd, trascurato fin troppo a lungo nella gestione politica di cui lo stesso Franceschini è stato (vice)protagonista. Una mossa che mette in difficoltà le vecchie burocrazie e che cambia completamente il nostro quadro politico: obiettivo del segreDario, un risultato discreto alle Europee (contenendo il più possibile il distacco dal risultato delle Politiche, un 27% potrebbe fare al caso suo) e un rinnovato rapporto con il nostro elettorato e, soprattutto, con il corpo più impegnato e militante dei democratici. Su posizioni più radicali del solito, Franceschini conduce finalmente il Pd, per ridargli credibilità e per evitare che Bersani si faccia largo all’insegna di una serpeggiante rifondazione diessina. Nessuno confermerà questa strategia, anzi, a precisa domanda Franceschini negherebbe con fermezza (fa parte della strategia), ma questo dato è lampante. Lo schema dell'assemblea nazionale del 21 febbraio si è così rovesciato. Non più la difesa del gruppo dirigente, ma l’apertura alla base (seppure una certa base, molto precisa, potremmo dire 'cooptata'). Non più una segreteria che interviene sull’emergenza, ma un segretario che costruisce la propria leadership con il concorso degli iscritti. Non più un mandato a termine, in cui fare le cose essenziali, ma fare le cose essenziali in previsione di un nuovo mandato, sulla scia di un consenso sempre più vasto. Il Pd ha dimostrato che "squadra che perde non si cambia": perciò, soprattutto se la squadra perderà meno del previsto, nessuno si sognerà di cambiarla a giugno. Veltroni ci aveva provato, poi aveva smesso di farlo. Franceschini, probabilmente, ce la farà.

postato da civati, 08:49 | link | commenti (19)
appunti per un partito nuovo

Scripta manent

L'intervento di Oleg lo trovate anche qui, sul sito del Pd. E' l'unico che contenga qualche proposta concreta. Chissà se succederà qualcosa di quello che Oleg propone. Chissà.

Qui di seguito, una sintesi per punti:

1. Coinvolgimento e partecipazione
I circoli, gli iscritti e gli elettori devono essere consultati sulle questioni importanti (primarie e doparie): ciò vale per le politiche di indirizzo e per la formulazione delle candidature nelle liste di qualsiasi livello. È necessario che il partito sia consultato periodicamente, come previsto dall’art. 28 dello Statuto.

2. Circoli virtuosi
Il partito fornisca strumenti e risposte, attraverso la rete dei circoli virtuosi, in un grande database dove i circoli inseriscano le loro attività, una banca dati delle buone pratiche dei circoli di tutto il Paese.

3. Pronto, risponde il Pd
Occorre un punto d’ascolto nazionale ove i circoli possano rivolgersi, un centro d’informazione raggiungibile anche con un numero verde, a totale disposizione di chi lavora e opera nei circoli.

4. Segnali di apertura
È necessario incentivare la presenza del Pd nelle città e nei paesi con iniziative sociali di interesse (punto d’ascolto fiscale, assistenza legale, ad esempio), gruppi d’acquisto solidale, incontri letterari o culinari. In alcuni casi, meno circoli, ma più grandi e operativi. Circoli facilmente visibili e accessibili, soprattutto.

5. Campagna low cost
Una campagna elettorale improntata su un serio e severo contenimento dei costi, una campagna con tutte le forme di comunicazione alternativa a basso costo a nostra disposizione (il web, giornali murali, door to door, contatto diretto dei militanti con la gente nei luoghi d’aggregazione): riduciamo la spesa nell’immagine ed investiamo sulle persone, sottolineiamo la differenza che ci deve distinguere dagli altri, in un momento di crisi come questo diamo un bell’esempio di buona politica.

6. Ufficio delusi
Occorre andare a cercare coloro che si sono allontanati dal partito negli ultimi mesi cercando di capirne i motivi e per cercare di coinvolgerli nuovamente.

7. Linee orizzontali: cooperazione tra i circoli
L’attività dei circoli in sinergia fra essi utilizzandoli insieme per attività d’interesse comune, nella stessa città ovvero in territori differenti.

8. Federalismo fiscale e democratico.
Per garantire una continuità nel finanziamento alle attività dei circoli, va destinata loro:
• Buona parte del tesseramento ai circoli;
• Parti proporzionali dei rimborsi elettorali ai circoli;
• Contribuzione degli eletti di qualsiasi livello.

9. Libertà di iscrizione
Per favorire l’inclusione e la partecipazione, va modificata la norma che inserisce il criterio della residenza per l’iscrizione al circolo.

postato da civati, 08:40 | link | commenti (7)
appunti per un partito nuovo

sabato, marzo 21, 2009

L'intervento di Oleg

Che Oleg non ha potuto leggere, perché non era 'programmato'. Già.

Vorrei rendere noto che i Professionisti della Sanità appartenenti al mio circolo ed alla Regione Liguria non aderiranno alle norme contenute nel “decreto sicurezza” in approvazione in Parlamento ritenendolo lesivo dell’Articolo 32 della Costituzione e dei Codici Etici e Deontologici delle professioni. Scusate ma mi sembrava doveroso sottolinearlo anche a fronte dell’impegno profuso dal partito, in questo campo, negli ultimi giorni.
La travagliata ma trionfale nascita del Pd, culminata con le primarie del 14 ottobre che hanno visto un’affluenza mai vista prima nel nostro paese, ha innestato dentro di noi una grande speranza per il futuro. Questa speranza però è andata frustrandosi lentamente prima con l’esito elettorale ed in seguito con le lotte intestine che si sono instaurate o esacerbate nel tempo. Per molti di noi proseguire il cammino, nonostante la grande prova di esistenza in vita che è stata la manifestazione del 25 ottobre, è stato estremamente complesso e faticoso. Tale cammino è stato però reso meno difficile da una componente costante e fondamentale di tutto il sistema cioè i circoli.
Sono il luogo ove la politica si esprime, secondo il mio modestissimo parere, nei suoi livelli più alti perché analizza e discute la situazione partendo da punti di vista diversi ma assimilabili e soprattutto comprensibili. La partecipazione alla discussione è spesso attiva, frenetica, a volte confusa ma mai passiva, in tutti gli incontri tutti sentono il dovere ed il diritto di esprimersi e confrontarsi.
Purtroppo spesso l’attività dei circoli è frustrata o poco considerata dai livelli superiori ma essi costituiscono il punto cardine che può dare l’impulso positivo necessario alla vita del partito ma perché ciò avvenga hanno bisogno di supporto concreto da parte del partito stesso, hanno bisogno di aiuto e risposte hanno bisogno di sentirsi parte attiva dello sviluppo del processo di formazione del disegno politico e conseguentemente dei processi decisionali del partito.
I circoli e gli iscritti hanno un gran bisogno ed una gran voglia di essere consultati sulle questioni importanti chiamiamole primarie o doparie poco importa ma vogliamo che la linea politica parta dalla base del partito, oltre a ciò occorre che la formulazione delle candidature nelle liste di qualsiasi livello (dal Municipio al Parlamento Europeo, dal Sindaco al Presidente del Consiglio) sia discussa e condivisa con i circoli. E’ indiscutibile che il porcellum è castrante da questo punto di vista ma noi dobbiamo trovare un sistema democratico per coinvolgere tutti nelle scelte come peraltro previsto dallo Statuto. Dobbiamo inoltre fare in modo che la norma delle due legislature sia seriamente e coscienziosamente applicata ed interpretata da tutti.
Riprendendo inoltre il discorso sulle prossime elezioni europee mi chiedo e vi chiedo se non sia il caso di pensare ad una campagna elettorale improntata su un serio e severo contenimento dei costi, proviamo a non seguire l’onda dei cartelloni 5x5 e dei megaspot televisivi, cerchiamo di sviluppare una campagna con tutte le forme di comunicazione alternativa a basso costo a nostra disposizione (il web, giornali murali, door to door, contatto diretto dei militanti con la gente nei luoghi d’aggregazione e di afflusso) riduciamo la spesa nell’immagine ed investiamo sulle persone, sottolineiamo la differenza che ci deve distinguere dagli altri, in un momento di crisi come questo diamo un bell’esempio di buona politica.
Occorre che il partito fornisca strumenti e risposte, ed è per questo motivo che abbiamo pensato alla rete dei circoli virtuosi, cioè un grande database ove i circoli inseriscano tutta l’attività, i problemi, le idee e le soluzioni per poterle mettere a disposizione di tutti. Oltre a ciò ritengo sia assolutamente necessario individuare all’interno del partito un collettore di tutto ciò, che possa avere strumenti per portare il partito centrale a livello locale.
Occorre un punto d’ascolto nazionale ove i circoli possano rivolgersi e soprattutto occorre studiare le metodiche più opportune sia per fornire risposte ma soprattutto per avere le forze per riuscire a tenerli aperti; in tal senso si possono pensare cooperazioni fra vari circoli o per utilizzare un'unica sede in zone omogenee o alternare ad esempio le giornate di apertura, incentivare la presenza con iniziative sociali di interesse (punto d’ascolto fiscale, assistenza legale e magari arrivare anche alle attività ludiche aggreganti come lo sport ed il tempo libero), gruppi d’acquisto solidale, incontri letterari o culinari, la diffusione della stampa (non dimentichiamo l’Unità vi prego) , occorre che venga magari ridisegnata la collocazione territoriale dei circoli creandone magari meno ma più grandi e dobbiamo far si che la posizione geografica del circolo sia visibile e strategica oltrechè facilmente accessibile, dobbiamo coinvolgere chi ha più tempo libero per consentire l’apertura ed il presidio e soprattutto occorre incentivare il tesseramento considerandolo fondamentale per la vita del partito. Occorre poi andare a cercare coloro che si sono allontanati dal partito cercando di capirne i motivi ed i possibili correttivi per riuscire a riportarli all’interno.
Dobbiamo avere la capacita di utilizzare l’attività dei circoli in sinergia fra essi utilizzandoli insieme per attività d’interesse comune; ove ciò è stato fatto ha ottenuto risultati strabilianti ed io ne ho una conoscenza diretta: nella mia città il piano di riorganizzazione ospedaliera prevedeva la chiusura di cinque ospedali situati in un’area di circa 25 kmq per costruire in seguito un unico ospedale che servisse tutta la popolazione dell’area stessa. In quel momento è iniziata una lotta di campanile senza esclusione di colpi, sono iniziate le assemblee pubbliche e le proteste per chi voleva l’ospedale sotto casa. I circoli delle zone interessate insieme al circolo dei lavoratori della sanità ed ai coordinatori di municipio sono riusciti a far indirizzare, dopo lunghe ed estenuanti riunioni nei circoli e fra la gente, l’idea che l’ospedale andasse costruito in una determinata zona. Ciò ha costituito fino ad oggi l’idea univoca del partito sul’argomento e tale idea viene ,ancora oggi che la decisione non è stata ancora presa, puntualmente ripresa come opinione del partito democratico. Occorre sostenere economicamente i circoli, sia destinando loro buona parte del tesseramento (nella mia Federazione si è deciso per 60% Federazione 40% Circoli), ma soprattutto mantenendo il flusso di finanziamenti costante nel tempo ed a tale scopo si potrebbero utilizzare parti proporzionali dei rimborsi elettorali e parte delle contribuzioni (che devono trovare una loro obbligatorietà regolamentare vista la difformità odierna) degli eletti di qualsiasi livello.
Dobbiamo riuscire a far diventare i circoli luoghi di attrazione attiva della vita sociale e per riuscire in ciò non possiamo e non dobbiamo abbandonarli al loro destino ma dobbiamo essere presenti e partecipi tutti soprattutto chi ha posizioni rilevanti nella vita politica del paese e dei luoghi in cui viviamo per cui occorre che i nostri parlamentari, sindaci ,assessori, consiglieri comunali e di municipio, presidenti di regione e provincia vadano nei circoli per avere confronto diretto su ciò che andranno in seguito ad amministrare, per capire la reale portata delle problematiche collettive e per trovare quindi le soluzioni possibili.
Dobbiamo utilizzare le risorse che la tecnologia ci fornisce per mettere i circoli in rete fra di loro e con il partito (nonostante qualcuno abbia affermato che il web è uno strumento elitario e velleitario dimenticando che Obama ha raccolto il 73% dei fondi della sua campagna proprio sul web...) ma non dobbiamo dimenticare chi non ha familiarità con la tecnologia per mantenere comunque la rete attiva e vitale ed a tale scopo occorre far rivivere e rivitalizzare i giornali murali al di fuori delle sedi e trovare forme di comunicazione dirette e non informatizzate.
Occorre favorire l’inclusione e la partecipazione, per questo motivo riteniamo da modificare la norma che inserisce il criterio della residenza per l’iscrizione al circolo, ognuno deve potersi iscrivere dove vuole, si può superare abilmente la problematica inerente i doppi tesseramenti mettendo in rete il database degli iscritti e vincolando quindi l’accettazione dell’iscrizione da parte del Direttivo del Circolo.
Concludendo vorrei sintetizzare il mio intervento sui seguenti punti focali:

• Creazione di un punto di contatto diretto fra i Circoli e la Direzione Nazionale
• Creazione di un data base con un censimento organico dei circoli e delle attività magari suddivise per grandi tematiche che sia facilmente accessibile e consultabile
• Consultazione degli iscritti per le scelte fondamentali

Occorre il coraggio di indirizzare seriamente la linea politica del partito indicando soluzioni concrete ai problemi del paese, è questo ciò che chiedono i circoli, gli iscritti e tutti coloro che si riconoscono nel Partito Democratico.
Dobbiamo infine riuscire ad essere un grande partito che ascolta e decide insieme, per condividere la linea ed i valori (solidarietà, laicità, antifascismo, tutela dei diritti) per distribuire le responsabilità e riuscire a forgiare la nostra futura classe dirigente che sia talmente matura e responsabile da poter governare fuori dagli interessi di bottega ma per il supremo bene collettivo.

postato da civati, 20:11 | link | commenti (21)
appunti per un partito nuovo

Molto meglio

Le conclusioni della relazione iniziale, qui all'assemblea nazionale dei circoli del Pd. Franceschini interpreta molte nostre proposte. Dalle liste alle Europee al referendum, dalle risorse ai circoli alle modifiche statutarie. Speriamo ora che oltre alla 'rappresentazione' delle 'cose' ci siano anche le 'cose'.

postato da civati, 15:36 | link | commenti (5)

Franceschini chiede scusa

A nome del gruppo dirigente nazionale. Giusto e doveroso. Finalmente. Era dalle dimissioni di Veltroni che ci aspettavamo un gesto di questo tipo. Un'assunzione di responsabilità.

postato da civati, 15:25 | link | commenti

A proposito di Europee (ancora)

Dalle agenzie, l'intervento dei promotori dell'appello per le Europee: "Il segretario Franceschini questa mattina all'Assemblea nazionale dei circoli del Pd ha detto parole molto valide sulle scelte dei candidati alle europee. Parole che rispondono positivamente al nostro appello: il Parlamento europeo non è un residence per pensionati di lusso né una terra riservata ai signori delle preferenze''. Lo affermano Sandro Gozi, Paola Concia e Giuseppe Civati, Ivan Scalfarotto e Luca Sofri. "Il Parlamento europeo influisce oggi su circa il 60% delle leggi vigenti in Italia - aggiungono - La qualità e la competenza devono allora diventare i criteri che il Pd deve seguire per scegliere i suoi candidati. Ci auguriamo che tutto il gruppo dirigente rispetti e dia seguito alle indicazioni del segretario". A cominciare, ovviamente, dalla direzione nazionale di lunedì.

postato da civati, 14:52 | link | commenti (2)

La migliore

E' stata lei. Parlo dell'assemblea di oggi e di chi ha avuto il coraggio di dire parole scomode, vere e documentate. A proposito di scouting e di ricerca di nuove figure che il Pd lo rappresentino compiutamente. Debora c'è, ha meno di quarant'anni. Chissà che non sia lei il leader che stiamo cercando, all'interno di una "nuova generazione politica, che non è solo una questione anagrafica, ma di mentalità diversa, una mentalità che non sia ancorata alla difesa dell'identità, ma votata alla costruzione convinta del Pd". Parole sue, parole nostre. P.S.: per la cronaca, anche Debora ha parlato dell'art. 28 dello Statuto, a proposito di referendum e di consultazioni interne.

postato da civati, 14:49 | link | commenti (14)

La banalità del Dario

Interventi programmati scrupolosamente dalla segreteria nazionale. Nessuna sorpresa. Nessuna critica. Celebrazione del segretario da parte di tutti coloro che sono intervenuti. Migliavacca senza alcuna novità,  Franceschini con un intervento politico molto lungo, senza grandi slanci, se non per la ripresa dei temi contenuti nell'appello che gli è stato presentato qualche giorno fa a proposito delle elezioni europee, su cui ritorneremo. Le cose che dice funzionano, e lui le ripete con convinzione. Poco sul partito, molto sulla sua politica, nessuna parola sulla 'famosa' organizzazione. Una nota soltanto: la citazione del Piccolo Principe è da moratoria (con Veltroni avevamo già fatto il pieno). Oleg Curci per ora non è riuscito ad intervenire, nonostante avesse preannunciato l'intervento da giorni. Cose che capitano, anche nel Pd rinnovato.

postato da civati, 14:40 | link | commenti

venerdì, marzo 20, 2009

E' pronto

Oleg Curci, coordinatore del circolo Pd degli operatori della Sanità di Genova, si è preparato nel migliore dei modi, raccogliendo decine di proposte, elaborando un documento, preparandosi all'assemblea nazionale dei circoli di domani. Lo seguiremo con interesse e attenzione.

postato da civati, 11:39 | link | commenti (5)

Zoff, Gentile, Bettini... (e Rivera?)

Ne avevo parlato qui. A quanto pare non mi ero sbagliato di molto: Fassino e probabilmente Cofferati in pista, Bassolino pure (anche se la sua candidatura è «in forte ribasso», maddai!), Bettini confermato, forse Domenici. Non si sa che fine farà Rivera (e non è una metafora calcistica). Non so, ma il Pd non potrebbe "rompere lo schema" e candidare un gruppo profondamente rinnovato? Non sarebbe una scommessa intelligente anche dal punto di vista elettorale? Conosco la (solita) obiezione: i big sono noti al grande pubblico e prendono tante preferenze. In passato, però, abbiamo dimostrato che anche gli sconosciuti possono provarci e ottenere grandi risultati. E forse prendere qualche preferenza anche al di fuori del nostro tradizionale elettorato (cosa che ai big riesce molto difficile, se è vero come è vero che sono proprio i big ad avere portato il Pd ai dati di cui parlano i sondaggi). Franceschini sembra condividere solo in parte questo ragionamento, mentre una forte carica di innovazione potrebbe essere una carta decisiva per il Pd. Speriamo che qualcuno, in direzione nazionale, lo dica e trovi un po' di consenso. P.S.: interessante la proposta di MarcoB, tra i commenti: i capilista li scelga il segretario, ai posti sul podio pensiamo noi. Niente male.

postato da civati, 10:00 | link | commenti (23)

Certi giorni

L'umore è un po' così: per questo è nato Spinoza.it, il sito più amato dal mio staff immaginario, Gorilla in testa.

postato da civati, 08:33 | link | commenti (4)

Non starà esagerando?

Luca segnala che la prossima direzione nazionale del Pd ha già un ordine del giorno. Cavoli. Questo Franceschini sta veramente cambiando il volto del Pd. Di sabato, invece, e dell'assemblea nazionale dei circoli, a parte la pubblicità in prima pagina su Repubblica, non si sa che poco o nulla. In una settimana, due innovazioni sarebbero state troppe. Accontentiamoci.

postato da civati, 08:25 | link | commenti (7)

Un aiutino

B si dice preoccupato. La lettera dei 101 parlamentari del Pdl lo ha convinto: alcuni provvedimenti del pacchetto Sicurezza sono illiberali e pericolosi. Da solo, in queste settimane, non ci era arrivato.

postato da civati, 08:20 | link | commenti (7)
cultura, diritti

Mancanza di alternative

Cundari sostiene che, alla fine, ci ascolteranno.

postato da civati, 08:04 | link | commenti (1)

No comment

Frattini non commenta, Mattia sì.

postato da civati, 07:59 | link | commenti (1)

mercoledì, marzo 18, 2009

CivaCalendar

Dopo la bella discussione di ieri sera a Mediglia, stasera a Desio per parlare del nuovo inceneritore con alcuni esponenti del Pd. Domani a Roma, per l'iniziativa dello Spazio della Politica già richiamata. Venerdì a Pistoia, per l'ennesima tappa della Carovana (che non finirà più). Sabato ancora a Roma, per l'assemblea nazionale dei Circoli del Pd, al seguito di Oleg Curci e dei tanti che in queste ore mi hanno scritto e telefonato. E poi lunedì, beh, lunedì sarò a Pontida, per sostenere le ragioni referendarie in partibus infidelium (et leghistorum).

postato da civati, 18:48 | link | commenti (19)

Là dove c'era il sito

Non è che noi apriamo il sito e voi non pubblicate le foto? Così le aree lombarde non le salviamo :)

postato da civati, 17:48 | link | commenti (1)
regione

La sicurezza che ci piace (la 'spiega')

A proposito del comunicato che trovate qui di seguito, volevo aggiungere qualche considerazione, a mo' di 'spiega'. Per prima cosa il lavoro si svilupperà sia dal punto di vista legislativo, con un percorso partecipato, sia dal punto di vista operativo, con un'azione sul campo che coinvolgerà i circoli del Pd che vorranno riprendere l'iniziativa. Abbiamo già contattato il circolo del Pd di Affori, che si è detto interessato e disponibile a partecipare. In secondo luogo, l'esempio spagnolo è richiamato perché la Spagna è il paese più simile al nostro, dal punto di vista dell'arrivo ingente di stranieri negli ultimi venti anni. La prospettiva nella quale ci muoviamo è quella che prende sul serio il tema della sicurezza e della sua percezione (a ben guardare, sicurezza e percezione sono la stessa cosa) senza forzature ideologiche e senza eccessi propagandistici. La assume per quello che è e per quello che indagheremo essere. La globalizzazione è in ogni luogo e, oltre che in campo economico, si percepisce soprattutto al livello locale, localissimo, della convivenza tra le persone. Per questo crediamo sia venuto il momento dell'incontro e del confronto, nonché il tempo di una vera e propria alleanza tra le persone perbene, italiane e straniere. Crediamo che questo confronto debba avvenire nei quartieri e debba trovare sede presso i consigli di zona, che devono essere dotati delle risorse sufficienti per intervenire in tre campi principali: quello della conoscenza dei fenomeni (crimini, violenze, degrado, paura), quello dell'informazione ai cittadini, quello della vigilanza (da modulare a seconda delle esigenze). Sullo sfondo, c'è il tema della prossimità e della vicinanza, opportunamente indagato da Luigi Zoja nel suo bel libro La morte del prossimo, che trovate in libreria, edito da Einaudi. Crediamo che quello della sicurezza e della serenità delle persone, sia uno dei temi più  problematici e appassionanti dell'attuale fase politica italiana ed europea, e che sia possibile leggerlo e interpretarlo "da sinistra", senza complessi di inferiorità e senza inseguire la destra. Una destra che ne ha tanto parlato, senza mai risolvere il problema, preferendo iniziative totalmente inutili e dispendiose (dai militari nelle strade alle ronde muscolari) ad un approccio concreto e complessivo. Non c'è in Italia una politica per l'integrazione, e questo lo sapevamo: arriviamo a sostenere, però, che non ci sia nemmeno una politica per la sicurezza. Oltre ai muscoli e alle palle, spesso richiamate, forse vale la pena di iniziare ad usare il cervello, premiando chi ha voglia di occuparsene proprio perché se ne occupa già e già da tempo cerca quella soluzione così importante per tutti. Per gli italiani, certamente, ma anche per gli stranieri. Con Carlo saremo nei quartieri, a fare politica come si faceva una volta, alla ricerca di una consapevolezza nuova del problema, che è presente nell'agenda politica italiana da vent'anni. Pierfrancesco Majorino, capogruppo in Consiglio comunale, ci ha assicurato la sua piena collaborazione e la disponibilità del gruppo a incalzare il Comune e a lavorare con noi. Per me è una grande soddisfazione: questo è il Pd che mi piace.

postato da civati, 17:24 | link | commenti (4)
cultura, diritti

L'Europa a Roma in un qualsiasi giovedì pomeriggio

Sarò qui, ad ascoltare quei bravi ragazzi dello Spazio della Politica.

postato da civati, 16:58 | link | commenti (5)

La sicurezza che ci piace

Comunicato stampa. Soldi per la sicurezza? Sì, per sostenere le associazioni e i comitati che con iniziative semplici ma partecipate, con l’ausilio di Consigli di zona e di quartiere rivitalizzati, si riappropriano del territorio, delle vie, delle piazze, delle aree verdi sotto casa fungendo da deterrente sociale a fenomeni di microcriminalità più o meno diffusi, a volte solo percepiti. La proposta è dei consiglieri regionali Giuseppe Civati (PD) e Carlo Monguzzi (Verdi) ed è stata presentata oggi a Milano con Emanuele Patti, Presidente Arci Milano e della Presidenza regionale dell’associazione.

L’iniziativa trae ispirazione da una filosofia molto distante dalle ronde varate dal governo Berlusconi, alle quali saranno destinate fior di risorse pubbliche, e diventerà una proposta di legge che Civati e Monguzzi proporranno a tutte le forze politiche in Consiglio. La proposta, in sintesi, prevede:

· Fondi alle associazioni per progetti di aggregazione e di vicinato e di promozione sociale.

· Coinvolgimento e ruolo attivo dei Consigli di zona e di quartiere sul tema della partecipazione dei cittadini alle associazioni di vicinato in funzione di una maggiore diffusione di attività di presidio del territorio; di monitoraggio dei problemi locali; di individuazione delle migliori e più efficaci iniziative per una buona integrazione dei cittadini stranieri; per la messa in rete di tutto il materiale di informazione su contesti e zone pericolose.

· Apertura di Sportelli sicurezza presso i Consigli di zona sul modello del quartiere Borgo Panigale di Bologna.

· Promozione di iniziative socio culturali nei quartieri a rischio nei mesi primaverili estivi, esattamente come succede nel quartiere Lavapiés a Madrid, dove ogni anno per un mese intero sono organizzati eventi
La proposta di Civati e Monguzzi prende spunto dall’iniziativa organizzata dal Comitato delle sedie di Milano che, periodicamente, nelle ore più “delicate” e obiettivamente a rischio della giornata, promuove incontri tra cittadini che si danno appuntamento in strada, muniti di sedie, per discutere di argomenti più o meno impegnativi. Il Comitato non segue schemi precisi ma l’effetto è la riappropriazione dello spazio comune, una presenza che può scoraggiare chi ha brutte intenzioni nei confronti della signora che porta a spasso il cane o della studentessa o lavoratrice che rientra a casa dopo una lunga giornata, o dopo l’aperitivo o il cinema.

“Le iniziative che già ci sono e che potrebbero esserci – dicono i promotori -, costituiscono un’alternativa che vuole essere un modello positivo per i cittadini che di fronte a episodi di cronaca a volte inquietanti, non ci stanno a rinchiudersi in casa, vogliono fare qualcosa insieme ai vicini di condominio, di via o di quartiere. Iniziative non contro qualcosa ma per riappropriarsi degli spazi, dei luoghi nel tentativo di arginare un problema che, a volte, è più percepito che reale”.

“Vanno sostenuti modelli culturalmente alternativi a quelli proposti da chi crede che la sola risposta al problema della sicurezza sia il gruppo quasi ‘militarmente’ organizzato che presidia il territorio, per garantire il quale bastano le forze dell’ordine, che vanno sostenute e a cui non vanno tagliate le risorse. L’iniziativa trae spunto da modelli relazionali vissuti naturalmente solo fino pochi decenni fa, nei cortili, nelle cascine e nei quartieri. Nulla di nuovo da scoprire, solo qualcosa da rispolverare”.

Grazie a un sostegno più deciso e mirato possono nascere associazioni di vicinato che con attività civiche raccolgono informazioni sui problemi del quartiere, monitoraggio delle situazioni a rischio, promuovono iniziative ludico ricreative nei periodi primaverili ed estivi. I gruppi di quartiere possono inoltre stimolare un’analisi dal basso del cambiamento dei quartieri cittadini negli ultimi anni, dell’efficacia delle politiche di integrazione locale e nazionale in una società, almeno a Milano ma ormai in molti altri centri urbani lombardi, sempre più multietnica, sulle povertà vecchie e nuove volano di disagio e spesso di fenomeni più o meno gravi di devianza sociale.

postato da civati, 15:46 | link | commenti (14)
cultura, diritti

L'Atene del XXV a.B.: il potere e il popolo profondo

Luciano Canfora riparte dal mito di Sisifo (che riprende via Lucrezio), per parlarci di potere e di democrazia (La natura del potere, Laterza). Consiglio, in particolare, due capitoli: quello in cui si parla, riprendendo Tucidide, di «capacità e chiaroveggenza» della politica e dei suoi interpreti (pp. 21-sgg.) e quello in cui si discute il concetto di «popolo profondo» di cui D'Alema un giorno parlò (alle pagine 75 e successive). L'Atene del XXV avanti B è molto più vicina di quanto possa sembrare.

postato da civati, 09:03 | link | commenti (2)
letture

Gran Torino (e grande Milano?)

Oggi, alle 12, con Carlo (nel senso di Monguzzi) e Piefrancesco (nel senso di Majorino), presenteremo il nostro pacchetto sicurezza alla milanese. Più tardi vi darò i dettagli di questo progetto, per ora vi basti quello che scrive Mattia, a proposito della promessa che la sinistra deve saper mantenere, nei confronti prima di tutto di se stessa. E ascoltate questa canzone, e osservate queste immagini: fa bene.

postato da civati, 08:47 | link | commenti (1)

Grazie, Dario

Fino a qualche giorno fa sembrava impossibile qualsiasi cosa. Ma nel silenzio degli uffici stampa, con la messa in mora dei capicorrente (li hanno chiusi in un bagno?), il Pd riesce ad emergere e a fare proposte e a dettare l'agenda e insomma a fare politica. La mozione a favore dei Comuni è l'ennesimo episodio di una serie positiva che accompagna il segredario, imbattuto da più giornate. Sfrutta il momento, tutto gli viene facile, non sta facendo nulla di rivoluzionario, né di diverso da quello che il Pd cercava di fare anche prima. Però, e in ogni caso, parafrasando quel film, possiamo dirlo, «grazie, Dario».

postato da civati, 08:40 | link | commenti (3)

Buongustai

Ha ragione Gramellini. Che fine ha fatto la proposta che prevedeva la riduzione degli stipendi dei parlamentari e la creazione di un fondo anti-crisi?

postato da civati, 08:32 | link | commenti (8)

Gli spari sopra

Sono per noi. Sconcerto per Gasparri in dialogo con Crozza a proposito della legge Orsi. Il Pd, nel frattempo, potrebbe essere più tonico sull'argomento? Grazie.

postato da civati, 08:27 | link | commenti (3)

Una mezza rivoluzione

Ivan spiega come si fa a far tornare i cervelli in Italia: ci vuole una mezza rivoluzione. Il Pd ha il fegato per assumersi questi obiettivi?

postato da civati, 08:22 | link | commenti (4)

martedì, marzo 17, 2009

E tu ti prendi gioco di me

La canzone di questi giorni: troppa attenzione dei media, troppa enfasi sulle cose che dico da sempre, come se fossero diventate indispensabili da un momento all'altro (e pensare che nessuno, soprattutto all'interno del Pd, se le era mai filate). No, ragazzi, diamoci una calmata, perché poi ci si può anche rimanere male. Per esempio, Gay.tv ha scritto che sono il candidato gay friendly e a me ha fatto molto piacere. Poi però i commentatori non si sono dimostrati tanto d'accordo. Anzi, qualcuno ha scritto: «niente di nuovo, questo Civati». Giusto. Niente di nuovo.

postato da civati, 20:16 | link | commenti (8)

A proposito di Europee (again)

Per quanto mi (e forse ci) riguarda, rimane fermo il nostro piccolo codice etico, quegli elementi di "morale provvisoria" che presentammo a metà dicembre dello scorso anno, circa i requisiti che ciascun candidato deve dimostrare di possedere prima che la sua candidatura sia presentata. Non vorrei che qualcuno pensasse, come la perfida Federica nei commenti, che ce ne siamo dimenticati.

postato da civati, 18:48 | link | commenti (14)

A proposito di Europee

Cofferati pare sia candidato per andare a Bruxelles. Qualcuno mi ricorda che era andato a Genova per stare vicino alla moglie. Do la soluzione: la moglie è belga (absit iniuria verbis).

postato da civati, 16:33 | link | commenti (25)

Metti una sera un gassificatore a Mediglia

Stasera sarò qui.

postato da civati, 16:29 | link | commenti (6)

Dario, il dipietrese

Ecco, lo sapevo. Adesso anche Di Pietro dice che Franceschini va bene. Che sembra uno dei suoi. Purtroppo arriva tardi: Franceschini, in poche ore, è diventato autoconvocato, blogger, dajista, referenDario, obamiano. Anche di sinistra, pare. E solo da ultimo (e per ultimo, aggiungiamo noi) dipietrese. Così, per la precisione e per la serie: l'ho visto prima io (a tanto siamo arrivati).

postato da civati, 16:11 | link | commenti (10)

Ma vi ascolteranno?

Ci avete chiesto in tanti di muoverci. Di fare qualcosa, di dire la nostra. E ci siamo mossi e abbiamo detto qualcosa (e forse anche qualcosa di sinistra). Ci chiedono se ci ascolteranno. Certo che ci ascolteranno. Un po', non "del tutto", ma ci ascolteranno. E forse avremo delle liste in cui riconoscerci. P.S.: siccome è un tormentone, preciso che ovviamente non mi candido alle Europee, anche perché la mia candidatura non risponderebbe ai requisiti che abbiamo richiesto ai candidati :)

postato da civati, 15:56 | link | commenti (6)

Il Nord questo sconosciuto

postato da civati, 13:57 | link | commenti (10)

Quello che si fa dalle nostre parti

Gigi Ponti e il video dedicato alla sua presentazione. Siamo sul pezzo.

postato da civati, 13:25 | link | commenti

L'attacco

In prima pagina, almeno a Foggia.

postato da civati, 13:12 | link | commenti (3)

In Europa, con dignità e qualità

Ho sottoscritto e promosso l'appello (l'ultimo, spero, perché di appelli non ne posso più...) che trovate qui (e anche qui) e che riporto qui di seguito. Mi sembra importante, molto importante. Fate girare.

Nell’imminenza delle elezioni europee riteniamo importantissimo che la scelta delle candidature del Partito Democratico avvenga sulla base di criteri nuovi che privilegino la costruzione di una classe politica motivata e le competenze internazionali e aggiornate dei candidati rispetto ai longevi curriculum istituzionali di rappresentanti già carichi di responsabilità.
Le ragioni sono molte ed essenziali per la crescita del PD, dell’Italia e della sua rappresentanza europea.

- Il Parlamento Europeo ha bisogno di persone attente alla modernità e ai cambiamenti internazionali, per le quali il futuro e non il passato sia un elemento decisivo della propria prospettiva politica. E di persone desiderose di impegnarsi e mettersi in gioco piuttosto che di trovare un sereno e confortevole ambito di rappresentanza. E ne hanno bisogno l’Europa, l’Italia e i suoi interessi europei.

- Il centrosinistra italiano possiede molte nuove competenze e disponibilità che non hanno finora trovato spazio nell’esercizio della politica nazionale e per le quali la concretezza dell’attività europea sarebbe il migliore terreno di formazione e valorizzazione.

- Il futuro del PD ha bisogno di una nuova classe dirigente, e la sua crescita politica è da molti anni assente dagli impegni dei partiti di cui è erede. E ne ha bisogno il futuro dell’Italia.

- In tempi di delusione e insoddisfazione per le recenti vicende politiche nazionali non darebbe una buona impressione agli elettori la riproposizione come candidati al Parlamento Europeo di persone che già occupano seggi al parlamento nazionale o incarichi istituzionali di altro tipo, salvo che se ne dimettessero prima. È importante che chiunque si candidi al Parlamento Europeo assuma l’impegno di dedicarsi pienamente ed esclusivamente al suo mandato per l’intera legislatura: chi viene eletto rimanga in Europa.

- Le elezioni europee attraggono per la natura dell’istituzione un voto di opinione e appartenenza, più che un’adesione a politiche definite o personalità specifiche. L’investimento su nomi meno noti e rodati non comporta quindi rischi di comunicazione, anzi andrebbe esattamente verso una richiesta di rinnovamento ormai molto insistente, oltre che legittima. Avere caro il futuro dell’Europa, come si dice sempre, significa affidarne le istituzioni al futuro stesso, e non zavorrarle del passato. Noi chiediamo che queste indiscutibili ragioni orientino le scelte nella selezione delle candidature, e che guidino il Partito Democratico nella fedeltà al suo progetto.

Giovanni Bachelet, deputato del PD
Francesco Boccia, deputato del PD
Gianrico Carofiglio, senatore del PD
Giuseppe Civati, consigliere regionale del PD
Cristina Comencini, Direzione Nazionale del PD
Paola Concia, deputata del PD
Gianni Cuperlo, deputato del PD
Roberto Giachetti, deputato del PD
Sandro Gozi, deputato del PD
Pierfrancesco Majorino, capogruppo PD Comune di Milano
Teresa Marzocchi, Direzione Nazionale del PD
Matteo Renzi, Presidente della provincia di Firenze, del PD
Luca Sofri, Direzione Nazionale del PD
Salvatore Vassallo, deputato del PD

postato da civati, 13:07 | link | commenti (23)
appunti per un partito nuovo

I circoli virtuosi e i pellegrini democratici

Sabato, primo giorno di primavera, si terrà a Roma l'assemblea nazionale dei circoli del Pd. L'assemblea si svolgerà alla Fiera di Roma, già sede della 'bella' assemblea che ha eletto Franceschini. Si tratta del posto più scomodo del mondo, l'unico in grado, però, a quanto pare, di ospitare i numerosissimi 'pellegrini' democratici che raggiungeranno la Capitale. Anche se non si sa bene quale sia l'ordine del giorno e la scansione degli interventi della giornata (in perfetto stile Pd, devo dire), Oleg Curci è al lavoro per raccogliere idee e proposte e consegnarle al segretario nazionale, sulla base dell'appello diramato qualche giorno fa. Credo che sia importante non perdere questa occasione e rinnovo l'invito a partecipare (fisicamente e politicamente), perché il Pd inizi a cambiare. E lo faccia partendo da quella 'base' di cui si parla tanto proprio perché non la si ascolta mai. P.S.: mi avvisano ora che l'assemblea si terrà a Cinecittà, presso il Palatenda all'interno degli studios (Ingresso via Vincenzo Lamaro). Il "circo dei Circoli", carina l'idea.

postato da civati, 10:17 | link | commenti (15)
appunti per un partito nuovo, circoli virtuosi

La censura ai tempi di Facebook (segue)

Il pacchetto Sicurezza, già approvato in Senato, nella sua sezione 50 bis, prevede che «un pubblico ministero al quale sia fornita "una seria evidenza circostanziale" che sia stata commessa un’attività online che incita al crimine, può chiedere al Ministero degli interni di ordinare al provider di chiudere la risorsa in rete “incriminata”. Un eventuale rifiuto del provider di ubbidire all ordine del Ministero può essere sanzionato con una multa fino a 250.000 Euro» (cfr. qui). Come cultori della materia, non possiamo non rilevare che un simile testo legislativo possa comportare la chiusura di intere piattaforme e di interi siti che ospitino contenuti ritenuti criminogeni (e nel web 2.0 può capitare ogni momento). Una misura eccessiva, lesiva della libertà di espressione, totalmente irrispettosa dell'attività di chi in rete opera a fini imprenditoriali, difficilmente applicabile e assolutamente imprecisa nel colpire chi intenda usare la rete per scopi illeciti o per incitare al crimine e alla violenza. E' del tutto evidente che chi crea attività imprenditoriali in rete non può essere responsabile di ogni uso e iniziativa che gli utenti prendano quando ospitati o serviti da tali piattaforme: e non si può pensare alla chiusura tout court di simili attività. E' necessario intervenire contro chi usa la rete per scopi criminali? Certamente. Lo si faccia però con misure calibrate e efficaci e senza rendere impossibile la vita sulla rete e nei social network. A meno che qualcuno non voglia chiuderli, e allora forse sarebbe il caso di dirlo subito, senza tanti giri di parole. E di procure.
Mattia Carzaniga e Giuseppe Civati

P.S.: oggi ne parla anche Francesco su l'Unità.

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lunedì, marzo 16, 2009

La censura ai tempi di Facebook

Luca, giustamente, sollecita il "ceto politico" ad occuparsene. Qui trovate tutte le informazioni del caso. Che il Pd intervenga, prima che il testo, inserito nel già pessimo "pacchetto Sicurezza" e approvato al Senato, arrivi alla Camera. Sarebbe importante.

postato da civati, 19:54 | link | commenti (2)

domenica, marzo 15, 2009

Ci prendono per il quorum (segue)

ReferenDario Franceschini sorprende tutti e mobilita il Pd con una cartolina da inviare al premier per unificare referendum e elezioni Amministrative ed Europee. Lo avevamo sollecitato e lui ha prontamente risposto. Resta soltanto da capire una cosa: chi è l'inventore dello slogan «Presidente è un'emergenza» che è veramente, ma veramente molto 'tirato' (l'emergenza sarebbe quella della polizia, vabbè). Per il resto, chapeau.

postato da civati, 18:39 | link | commenti (12)

Silenzi e municipalizzate

Massimo Fragassi, a Foggia, la dice così. Il Pd, al Sud soprattutto, non può ridursi ai silenzi e alle municipalizzate. Né, rincariamo noi, la politica può diventare quell'ordine professionale a cui si accede senza meriti particolari ma in virtù di una sorta di premio fedeltà (tu chiamala, se vuoi, cooptazione). A Foggia la raccontano con tre parole. Partecipo, scelgo, decido: uno slogan semplice per il partito che era nato proprio per coniugare questi tre verbi e si ritrova con una partecipazione a corrente alternata, incerto nella scelta e spesso incapace di decidere. A volte, come in The millionaire, ci si ritrova con quattro opzioni e il Pd le accende tutte, senza nemmeno fare la telefonata a casa, né il 50/50. A volte non sembra nemmeno voler sfondare, preferendo accontentarsi di un montepremi più basso, senza grandi ambizioni. Dopo le tappe adriatiche, Rimini, Bari, Foggia, e in questa atmosfera tipo The Terminal in cui mi trovo, aspettando un volo per Roma, patisco parecchio il tempo dell'attesa e della sospensione. Franceschini macina comunicati e un bel gioco, guadagnandosi almeno un punto sopra la sufficienza, ma il partito è quasi tutto da fare, sia che ci si trovi nella pianura che da Vercelli a Marcabò dichina, sia che si frequenti il Tavoliere. Ci vuole qualcosa di più e di meglio: non si può nascere per cambiare la politica e trovarsi a distanza di due anni tra poche parole e molte municipalizzate, a costruir su macerie e mantenersi vivi. Eppure c'è tanta voglia di politica, per le strade e nelle piazze del Paese, e non solo il Pd può recuperare, ma c'è uno spazio politico immenso da occupare, un po' come fece B in quell'alba del 1994 che sembra non finire mai (e il ritorno, apprezzabilissimo di Prodi, d'altra parte, a suo modo, lo conferma). Bisogna rischiare un po' e giocare "d'attacco". Speriamo solo di ricordarci come si fa.

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appunti per un partito nuovo

Eureka!

Luca ha scoperto da dove è nato il famigerato piano Casa di B. Life is now.

postato da civati, 17:49 | link | commenti (4)

Il nuovo volto di Facebook

Del new look parla Mattia con la sua proverbiale precisione.

postato da civati, 17:47 | link | commenti (2)

sabato, marzo 14, 2009

Partecipare è migliorare

Ieri sera eravamo qui, in uno di quei circoli virtuosi di cui spesso parliamo, dove la politica del Pd sembra essere più nitida e più semplice.

postato da civati, 08:08 | link | commenti (7)

What's on your mind?

Cambia la struttura della pagina di Facebook e si apre il dibattito. Forse non lo sai ma pure questo è amore.

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venerdì, marzo 13, 2009

Basta cemento! (sì, ciao)

Michele mi segnala un link interessante, che conferma quanto scrivevo qualche post fa.

postato da civati, 19:47 | link | commenti (2)

Un nome, un destino

Marco ci parla di orsi e a me vengono in mente le amate peppole.

postato da civati, 14:26 | link | commenti (3)
regione

Sangue e suolo

Correte in edicola e comprate l'Espresso. Fatelo, perché a pagina 58 potrete trovare un bel servizio e due pagine dopo, un bel grafico. Dice che dal 1990 al 2005 ci siamo giocati, dal punto di vista dei suoli liberi consumati in tre lustri, il 46% della Liguria e il 18% della Lombardia. Complimenti vivissimi a tutta la classe politica, senza eccezioni. E una menzione speciale a chi fa del sindacalismo del territorio il proprio vanto: a furia di cercare radici, ci siamo dimenticati del piano terra. E il piano B non farà che peggiorare la situazione. P.S.: mi risulta che la Lega avesse pronta la campagna che aveva come slogan: «Basta cemento!». Che fine farà?

postato da civati, 11:56 | link | commenti (20)

E le case sfitte, tipo?

B straparla di case. Giusto. Tanto il paesaggio a noi non interessa, come non ci interessa la bellezza delle nostre città (le uniche brutture, com'è noto, sono i kebab, già). In compenso, però, oltre a proporre l'aumento del 20% dell'edificato (ampliabile fino al 35%, come in salumeria: sono venuti 2 etti e mezzo, che faccio, lascio?), nessuno si è preoccupato di indagare sulle case sfitte. Che sono millemila in tutte le città. E se si vuole davvero fare un piano Casa (sì, ciao) forse sarebbe il caso di intervenire su chi ha interi palazzi vuoti, da scambiare sul mercato immobiliare, e magari specularci un po' dal punto di vista finanziario (per andare un po' alle radici della crisi, per dire). E per capire che oltre a Là dove c'era l'erba bisognerebbe andare anche "Là dove c'era l'Ici", che B ha cancellato per i più abbienti sulla loro prima casa, ma non si sogna di aumentarla a chi non affitta la seconda casa (e la terza, e la quarta). Formigoni, che da ore pontifica, ne è stato informato?

postato da civati, 11:29 | link | commenti (7)
regione

Non è un piano casa, ma un piano attico

Mi scrive Roberto: «Piano casa o Piano attico? I 550 milioni di euro stanziati dal Governo Prodi per la casa, bloccati per quasi un anno dall'attuale Governo, adesso, a quanto pare, sono diventati 200. Servivano a dare case a chi ne ha più bisogno». Già, perché il piano dell'edilizia pubblica previsto dal governo B è veramente striminzito. E ci auguriamo che qualcuno lo dica, soprattutto se i milioni saranno solo 200. Perché abbiamo capito la storia degli attici e delle villette da ampliare, un po' meno quella del sostegno per chi la casa non ce l'ha.

postato da civati, 11:21 | link | commenti

Turnè

Come già anticipato ieri, si parte e si va a Rimini, per la Carovana del Pd (qui il post in cui si spiega di cosa si tratta), insieme allo staff immaginario che mi accompagna fedelmente. Il Gorilla si trova invece a Trieste a elaborare strategie sul Nord. E' la quinta tappa, quella di Rimini, la prima adriatica. E il clima è un po' questo.

postato da civati, 10:55 | link | commenti (7)

Ladoveceralerba.org

Ma avete cliccato e postato la vostra foto? Con Carlo stiamo aspettando. Nel frattempo, Repubblica mi chiede del Cerba (Là dove c'era il Cerba?) e rispondo che gli interventi di grande valore in campo sociale e per l'innovazione sono cosa ben diversa dalla speculazione edilizia fine a se stessa. Come per l'Expo, dedicata all'agricoltura a tal punto che i suoi padiglioni saranno realizzati su un'area agricola (perché non ad Arese, per esempio, come avevamo chiesto in tanti?), vale la regola: costruire sempre dove è già edificato o là dove c'erano industrie o opifici. Forte e chiaro, mi pare.

postato da civati, 08:43 | link | commenti (3)
regione

Un delfino che beve birra da una fontana d'argento

... a forma di scarpa con il tacco a spillo. E' il talismano che Rob propone, questa settimana, ai leoni. Chissà.

postato da civati, 08:23 | link | commenti (1)

Occupiamoci di cose



Grazie a Giovanni Molaschi.

postato da civati, 08:16 | link | commenti (4)

Un anno fa

A proposito di Bassolino e di rifiuti, alla luce di quanto è stato detto ieri ad AnnoZero. Per capire cosa significa fare politica ai tempi dei rifiuti.

postato da civati, 08:15 | link | commenti (3)

giovedì, marzo 12, 2009

Ci prendono per il quorum

Chi si è inventato lo slogan deve essere un genio.

ciprendonopiccolo













 

postato da civati, 13:58 | link | commenti (5)

(Ri)capitolando: il CivaCalendar

Stasera, ore 18.30, presso la Fnac di via Torino a Milano, presentazione de L'amore ai tempi di Facebook a cura di Carzaniga-Valli-Civati. Alle ore 21, circolo Carminelli di via Archimede, a Milano, incontro con Davide Corritore e Pierfrancesco Majorino. Domani, venerdì 13 (accipicchia), a Rimini, alle ore 21, presso lo spazio Duomo di via Giovanni XXIII, 8, quinta tappa della Carovana del Pd (La sostenibile forza del cambiamento). Sabato 14, alle ore 17.30, a Bari, la sesta tappa, presso la sede di Emilab, in via Re David, 15 (Quanti anni ha la politica?). Domenica, alle ore 11.30, a Foggia, presso la struttura comunale di piazza Mercato (Partecipo, decido, scelgo). Lo staff immaginario minaccia di licenziarsi. Fate voi.

postato da civati, 13:49 | link | commenti (7)

Lo stiamo perdendo

Andrea è preoccupato per Formigoni. E ha ragione. Oggi sul Foglio («L'ottimismo della Regione», pensate un po'), dice che Obama l'ha deluso e che il Pdl è come la Dc di Sturzo (uguale). La sua è una scelta minoritaria: persa la sfida nazionale, il Nostro (anzi, il Loro) si rifugia in ReteItalia (si scrive così, ma si legge Comunione e Liberazione) che non è una corrente, anche se lo è (boh). Dice che la Lombardia sta meglio di altre regioni (forse vive in Trentino), non ha i soldi per la cassa integrazione, ma saluta come «grandissimo» l'accordo Stato-Regioni sugli ammortizzatori sociali. Anche l'intervistatore, in un sussulto di dignità, dice che l'unico progetto che va è la nuova sede della Regione, il Formigone piantato sul bosco di Gioia, ma lui spiega che stanno arrivando i risultati (ovviamente, nella prossima legislatura, s'intende). Nel frattempo, Marco Mazarino De Petro è stato condannato per Oil for food (i giornali milanesi quasi non ne parlano, ci tocca leggerlo sul Secolo XIX). E la Regione non si è costituita parte civile nel processo, come avevamo chiesto. Strano, vero?

postato da civati, 13:14 | link | commenti (2)

Mourituri te salutant

Dopo l'uscita dalla Champions della Juventus, tifavo Roma, e mi dispiace, perché è la squadra che gioca meglio (anche se non sempre "si applica"). E tifavo Inter, in chiave un po' nazionalistica e anti-inglese (ritengo che il Chelsea si sia qualificato senza grandi meriti, per capirci). Il consiglio è non dire mai che gli altri non vinceranno nulla, perché alla fine succede che la profezia si avvera, ma si riflette anche sul profeta. E non è carinho.

postato da civati, 13:00 | link | commenti (7)

L'Ici sul progresso (ma sono definitivamente impazziti?)

Va bene che B non è Obama, ma tassare i pannelli solari con l'Ici mi sembra veramente assurdo. Ne parla il Corriere oggi: «hanno deciso di assimilare gli impianti dei pannelli fotovoltaici al pari degli opifici. E quindi tassabili, con tanto di Ici». Eppure il settore del fotovoltaico è in straordinaria espansione: «nel 2008 il giro d'affari dell'industria fotovoltaica è stato di circa 800 milioni di euro con una crescita del 500%». E ora l'Agenzia del territorio, mentre il governo parla di edilizia spinta e di cubatura libre e dimostra pochissima attenzione alle rinnovabili, vuole penalizzare proprio questo settore. E pensare che il fatturato è di un miliardo e 250 milioni, che i megawatt previsti nel 2009 sono 250, che tutto il mondo (quello civile) va in quella direzione. Noi, sul progresso, mettiamo l'Ici. Complimenti.

postato da civati, 12:56 | link | commenti (9)

Là dove c'era l'erba

Dopo essermi appassionato alla difesa della Cascinazza e aver partecipato orogliosissimo al progetto di Marcello Saponaro per denunciare gli ecomostri (Nonsolopuntaperotti.it), ho il piacere di presentarvi, insieme a Carlo Monguzzi, leader del movimento dei riformisti dal volto umano, il progetto Ladoveceralerba.org (il link è quasi attivo, per ora lo trovate qui). E' un progetto di geolocalizzazione, archiviazione e 'denuncia' delle aree verdi della Lombardia, quelle che ancora ci sono, quelle che rimangono, quelle che si difendono dall'urbanizzazione e dall'edificazione senza criterio a cui abbiamo assistito in questi anni. Si potranno caricare foto, segnalare 'casi', commentare le iniziative assunte dai singoli cittadini o dalle associazioni. Si potrà farlo online, autonomamente, in pochi minuti, per dare rappresentanza a un'altra idea di Lombardia e una rappresentazione diversa del paesaggio lombardo.

postato da civati, 12:33 | link | commenti (5)
regione

Dario Hussein Franceschini

Lo abbiamo capito: come voleva Aristotele, anche di Franceschini si può dire che «si dice in molti modi». Non so a voi, ma a me questo Franceschini piace (quello di prima, com'è noto, molto meno). La proposta dell'una tantum per chi sta molto bene ha un sapore obamiano e piace a Bossi. Apre un fronte politico con toni misurati eppure fermi. Avanti così.

postato da civati, 12:13 | link | commenti (25)

Facciamo saltare (fuori) il Banco

Commentando i circoli virtuosi, qualcuno ha proposto di costruire un database delle buone pratiche delle nostre amministrazioni locali. Molti di voi non possono saperlo, ma sono anni (forse cinque, forse di più) che ne parlo, pensando a quanto aveva fatto, in Spagna, il Psoe. Avreste trovato qui, il progetto: si chiamava Banco de Buenas Prácticas de Gestión Municipal Socialista (il sottotitolo era: Base de datos que tiene como objeto la difusión e intercambio de experiencias locales). Abbiamo aspettato talmente tanto che il Banco, sulla rete, non c'è più. Perché non lo fa il Pd?

postato da civati, 11:15 | link | commenti (3)
circoli virtuosi

I senza corrente

Matteo Renzi fa il mio nome, oggi, nella sua intervista al Magazine del Corriere. E parla di me, mi dicono, anche su E Polis. Lo vorrei ringraziare per la generosità, anche perché non ci conosciamo, né ci siamo mai nemmeno sentiti al telefono. Mi sembra una novità assoluta nel panorama politico italiano: molto, ma molto lontano da quella idea correntizia della politica di cui ci vogliamo (appunto) liberare.

postato da civati, 11:02 | link | commenti (16)

Se Marsilio Ficino finisce su Novella 2000

Sono andato in edicola, circospetto, come Woody Allen in quel film. Ho comprato la mia solita mazzetta di giornali e poi sommessamente ho chiesto Novella 2000. L'intervista è all inclusive. Ci sono Arisa, Del Piero, Franceschini, Obama, Veltroni e Zuckerberg. E c'è Marsilio Ficino e il suo Dell'Amore. Voi comprate tutte le copie che trovate, per evitare che il messaggio dell'intervista si diffonda eccessivamente...

postato da civati, 10:02 | link | commenti (4)

E' passata

In commissione Trasporti, la legge per la promozione della ciclabilità in Lombardia, presentata come primo firmatario dal vostro affezionatissimo. Semel in legislatura, licet insanire. Ora spero venga presto approvata in aula e finanziata come si deve, perché la bicicletta in Lombardia ha un potenziale straordinario.

postato da civati, 09:32 | link | commenti (5)
bicicletta, regione

mercoledì, marzo 11, 2009

Si chiama Tiziana

Di nome. Di cognome fa Baldini. E' una cara amica, tra le più appassionate e belle persone che militino dalle mie parti nel Partito Democratico. Tiz corre per un posto in lista alle Provinciali di Milano. Il 15 marzo, cioè domenica, si vota nei circoli della città per le consultazioni che aiuteranno il Pd a scegliere, in modo più democratico che altrove, i candidati da mettere in lista nei posti migliori (quelli eleggibili, per capirci). Se siete milanesi e iscritti al Pd, fateci un pensierino. P.S.: il mio è un endorsement del tutto laico e non stiamo organizzando cordate o correnti (lo dico per i soliti malpensanti). Non è una 'conta': è la democrazia.

postato da civati, 16:24 | link | commenti (14)

Speciali e inerti

No, non sono le due correnti principali del Pd. Sono i rifiuti che in Lombardia 'ficcano' in tutte le cave che trovano senza che la politica possa dire la 'propria': le discariche di inerti e di speciali hanno un iter amministrativo che  automaticamente superano le decisioni degli organismi rappresentativi e che le privano di qualsiasi protagonismo. Dobbiamo fare qualcosa: fare in modo che le comunità possano esprimersi e decidere, insieme alle Province e alla Regione, soprattutto. E' successo a Cappella Cantone, per una discarica di amianto. Rischia di succedere a Travagliato, in provincia di Brescia (il nome la dice lunga sulle condizioni in cui versa il territorio, attraversato da Brebemi e Tav). Rischia di succedere a Senna Lodigiana. E non va bene. Per niente.

postato da civati, 16:16 | link | commenti (1)
regione

Dei virtuosi circoli

Oleg Curci non solo accetta l'invito, ma immediatamente rilancia. E scrive (a me e un po' a tutti i democratici):

Il prossimo 21 marzo 2009, a Roma, è stata convocata l’assemblea dei coordinatori di circolo del PD, con una mossa semplice, ma intuitivamente geniale, dal Segretario Dario Franceschini. Ciò rende tutti consapevoli del fatto che, sia dal punto di vista politico che organizzativo, c’è molto da lavorare investendo fortemente sul capitale umano diffuso cioè sulla gente dei circoli (fondatori, aderenti, simpatizzanti ) promuovendo il confronto ed incentivando la produzione politica di idee e soluzioni. L’idea dei “Circoli virtuosi” parte da qui: dalla volontà di raccogliere, identificare e portare a conoscenza di tutti una banca dati delle iniziative originali ed innovative dei circoli, degli strumenti di propaganda e comunicazione, dell’organizzazione in generale, delle problematiche quotidiane e della produzione politica di soluzioni e progetti, e non ultime delle difficoltà economiche e logistiche. L’intenzione è quella di riunire i circoli in una rete, così da per poter fornire risposte ed aiuto, per far circolare meglio idee e pensieri, per non far soffrire di sindrome dell’abbandono tutti i coordinatori ed iscritti che troppo spesso chiedono risposte che non ottengono. Noi, però, sappiamo che la base di partenza è solida: i circoli ci sono e lavorano cercando, e spesso trovando, quell’unità che si è smarrita altrove. Creiamo un database ove dentro ci sia ciò che diciamo, pensiamo e facciamo nei nostri circoli, infiliamoci dentro proposte, richieste, problemi e mettiamo tutto a disposizione di tutti. Creiamo un punto d’ascolto attivo a livello nazionale, ove poter portare l’inascoltato e dove, per esempio, il circolo di Trieste potrebbe avere la soluzione per un problema che il circolo di Catania non riesce a trovare, avendo forse già affrontato lo stesso problema. Creiamo, quindi, un punto dove poter fornire risposte e soluzioni ai problemi, ma anche ove e soprattutto raccogliere proposte e suggerimenti da convidere. L’assemblea del 21 deve essere l’occasione giusta per far sentire realmente la voce del profondo, e ricordando sempre che lo statuto prevede la consultazione degli iscritti, non lasciamoci trascinare come spettatori passivi, ma portiamo la nostra voce, espressione della voce degli iscritti, ove troppo spesso non è ascoltata: uniamo tutto il patrimonio umano che abbiamo. Siamo convinti che sia giunto il momento di aiutare questo partito a crescere davvero, a fare quel salto di qualità per renderlo protagonista della storia del paese.

Chi è interessato, scriva qui.

postato da civati, 10:12 | link | commenti (12)
appunti per un partito nuovo, circoli virtuosi

Una serata indimenticabile

Domani, giovedì 12 marzo, alle ore 18.30, presso la Fnac di via Torino, a Milano, quelle due figure geniali e imprescindibili di Mattia Carzaniga e Cristiano Valli presenteranno L'amore ai tempi di Facebook di Carzaniga-Civati-Carzaniga (dirige il maestro Mark Zuckerberg). Su tutti coloro che non parteciperanno si abbatterà la maledizione di Facebook: sarete travolti da un esercito di ex e di vecchi compagni di scuola che non volete rivedere, riceverete l'invito a diventare amici di Riccardo Villari e il vostro capo scoprirà - con sommo stupore - che siete diventati fan di Monciccì.

postato da civati, 09:40 | link | commenti (4)

Zoff, Gentile, Bettini

Zoff, Gentile, Cabrini, Bergomi, Collovati, Scirea, B.Conti, Tardelli, Rossi, Oriali, Graziani. Questa era la formazione della finale dei Mondiali del 1982. Ora, uscito dalla Champions, non mi restano che le Europee. E, vi dirò, l'idea che la nostra formazione sia Fassino, Costa, Bettini un po' mi preoccupa. Non ne capisco la ratio politica, in tutta sincerità, né mi aspetto grandi cose dall'attacco che mister Franceschini intende schierare. Forse sarebbe il caso di sorprendere prima di tutto noi stessi e, senza esagerare con i colpi di scena (come già in occasione delle Politiche 2008, in cui schierammo la Primavera), puntare su qualcosa di diverso. Rompere lo schema, metterci a rombo, giocare sulle fasce e cercare qualche talento nei campionati minori o nel vivaio. Come ha scritto la sfortunata curva juventina di ieri (strano, perché son fasci): yes we can. P.S.: si parla insistentemente di un Cofferati candidato a Genova. E son cose che fanno riflettere: quasi quasi, se viene ad abitare dalle mie parti, lo candidiamo a presidente della mia provincia. Del resto, ha dimostrato di saper giocare in tutti i ruoli...

postato da civati, 09:33 | link | commenti (9)
appunti per un partito nuovo

martedì, marzo 10, 2009

Cosa resterà

Di questa Champions? Direi, al solito, Del Piero. Quel gol su punizione da trecento metri contro lo Zenit o i tre gol al Real Madrid. Eppoi la sfortuna di Ranieri (e di Tiago), che c'è, altro che storie. Andiamo a Londra e perdiamo di un gol e si sapeva che sarebbe stata dura. Poi al ritorno Iaquinta sembra Pelé, tutto si mette per il meglio, i telecronisti gufano oltre ogni decenza, ma per un attimo mi convinco: Iaquinta capolista alle Europee. Tutto bene, si diceva, finché non fischiano a Tiago un fallo inesistente e su punizione sembrano segnare. Un po' di mestiere di Buffon e il pericolo sembra scampato sulla linea (e oltre, forse). Poi, nel recupero, arriva un tiraccio da fuori di Lampard e ancora Tiago ci mette la schiena (ma non quella parte così preziosa), la palla si stampa sulla traversa e il centrocampista arrembante segna su rimpallo. Il secondo tempo è un mezzo funerale e l'arbitro pensa bene di espellere Chiellini per un anticipo un po' precipitoso (del resto si gioca con la difesa a centrocampo), ma tutto sommato corretto. Poi arriva Giovinco, ispiratissimo, e alla fine c'è sempre lui, con la punizione, il fallo di mano in barriera degli avversari (e l'arbitro non sa chi ammonire) e un rigore tirato da statista. Sul secondo tiro in porta della partita, però, con Chiellini già sotto la doccia, loro pareggiano. Ecco. Vi pare che si possa uscire così dalla Champions? Domani sera fateci il favore di sistemare questi inglesi, che non ci sono piaciuti e non si meritano granché. Quanto a noi, ci toccherà vincere lo scudetto, sempre che non si infortunino anche quei pochi ancora in piedi. Ranieri, sono pronto, nel caso, sulla sinistra, ovviamente.

postato da civati, 23:29 | link | commenti (19)
il segreto di alex

Millemila anni e non sentirli

Furio Colombo potrebbe essere mio nonno e di solito dice cose intelligenti. Oggi no. Come mi scrive un lettore,  è proprio il caso di inasprire un conflitto generazionale che vedono soprattutto i vecchi? Ma quando la smetteranno di descrivere i giovani così, generalizzando e senza saper dire altro che cose ancora più stupide? Che noia, che banalità, che vecchiume (in senso non anagrafico, of course). Osservate e leggete con me: «Per evitare di additare qualcuno alla gogna [ma che linguaggio è?], questo blog non farà nomi. Dirà solo che si tratta delle prossime leve di comando, indicherà se sono uomini o donne e non potrà fare a meno di osservare che, con questa nuova generazione al potere, mai e poi mai il Pd conoscerà le vette dell’attuale 25 percento di gradimento indicato in questi giorni dai sondaggi». Infatti oggi va tutto benissimo. E se qualcosa non va è colpa dei giovani. Già.

postato da civati, 16:53 | link | commenti (24)

Chiedo venia

Non avevo capito che il Bersani che si era candidato quando ancora c'era Walter, durante i giorni di Eluana e prima del voto in Sardegna fosse un fake di Facebook. Ora il finto Bersani è stato smascherato. Scusate: aveva tratto in inganno anche me e il Gorilla del Crodino.

postato da civati, 16:41 | link | commenti

Yo no soy marinero

Fini si concede, con su aire principesco, all'intervista più importante della sua vita (si fa per dire). B presidente della Repubblica? Fini risponde con una frase non così entusiastica come l'hanno riportata i media italiani: «Ciertamente, hoy, tiene un apoyo personal y popular que convierte la hipótesis en menos que una rareza». P.S.: ¿Y las patrullas ciudadanas? Non è, lo spagnolo, una lingua incantevole?

postato da civati, 16:07 | link | commenti (3)

E Bersani?

Un mio vicino di banco qui in Consiglio dice che adesso a D'Alema piace Franceschini. E Bersani, che fa, diventa il candidato della minoranza?

postato da civati, 15:57 | link | commenti (6)

Molti, moltissimi dubbi

Sul piano casa del governo: ve ne segnalo due.

postato da civati, 12:47 | link | commenti (3)

Ma tutto questo Gianluca non lo sa

Ancora. Perché propone cose giustissime, il Briguglia, e noi ci stiamo lavorando. Ponti sarà il primo candidato a emissioni zero (di anidride carbonica e sostanze climalteranti, non certo di proposte politiche...). E la Provincia sarà ecologica o non sarà.

postato da civati, 12:08 | link | commenti (4)

Liveblogging - Trainspotting

Consiglio regionale della Lombardia. Liveblogging sulla mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore Cattaneo. Argomento: i treni e il servizio ferroviario (o quel poco che ne rimane).

ore 13.30. Sì 22, no 46, 2 astenuti. Mozione respinta. Com'è che non mi sorprende? Buon viaggio, pendolari lombardi, buon viaggio.

ore 13.29. Si vota sì.

ore 13.23. Valentini Puccitelli (Fi, il Pdl ancora non c'è) si aspettava un dibattito di più alto profilo. Difesa d'ufficio di Cattaneo, quasi nessuna menzione alle pesanti uscite della Lega. Lasciamo stare le posizioni ideologiche, dice. Già. I pendolari adesso hanno un'ideologia. Comunque, abbiamo vinto le elezioni tre volte e quindi abbiamo ragione noi, chiaro? Meno male che si aspettava l'alto profilo.

ore 13.18. Giuseppe Adamoli del Pd si dissocia dal Pd. Ci mancava, in effetti. Per ragioni tecniche, precisa. Come presidente della commissione Statuto si dissocia anche dalla commissione Statuto, che aveva introdotto la mozione di censura nei confronti degli assessori.

ore 13.05. Antonio Viotto (Pd). I pendolari si portano lenzuola da casa perché i vagoni fanno schifo. Nessuna simpatia, né rispetto: mi associo a tutti gli accidenti che i pendolari inviano a Trenitalia e alla Regione dell'eccellenza, come si ripete spesso.

ore 12.50. Il dibattito prosegue, senza grandi novità. Gli argomenti sono sempre gli stessi e i pendolari lo sanno bene.

ore 12.28. Arturo Squassina (Sd): la Lega chiede di muoversi, siamo d'accordo. Trovo allucinante che l'assessore non sia assunto alcuna responsabilità. E' tutta colpa degli altri, anche degli amministratori che hanno sottoscritto un documento a cui non è stata data risposta. E' paradossale, in effetti. Lei, dice, viaggiava in incognito, e non si capisce come mai sia finito sui giornali, con la foto in cui saliva sul treno.

ore 12.23. Galli (Lega Nord): non possiamo fare come le tre scimmiette. Il problema c'è ed è vero. Sono convinto che l'assessore sia conscio del dibattito che è emerso. Si arriva tardi anche in commissione perché è in ritardo il treno (se ci fosse il treno..., commenta Squassina, Sd). Anche l'ipotesi di poter staccare quel cordone ombelicale che ci lega al carro romano (testuali parole), ovvero di una società che gestisca a livello regionale le ferrovie, è di sicuro interesse. Sono 500.000 i pendolari che usano le ferrovie, sperando che abbandonino la questione di gomma (testuali parole/2). Lei non deve preoccuparsi quello che scrive la Sinistra, deve preoccuparsi della Lega. Voteremo contro ma lei non deve sentirsene rallegrato o sollevato. Verificheremo passo passo quello che farà, caro assessore. E' un invito a cambiare strada, cambiare comportamento, cambiare la situazione del trasporto regionale. Lei è di questo che si deve preoccupare. La prossima mozione di censura, altrimenti, la presenterà la Lega. Yes we can.

ore 12.12. Alessandro Cè (Cristiani e federalisti, giuro, si chiamano così): la maggioranza prezzola i giornali che dicono solo quello che vuole questa maggioranza e non raccontano quello che succede nelle stazioni. Tutti a libro-paga. Meno male che i blog sono liberi e indipendenti :)

ore 12.03. Stefano Zamponi (IdV): lei fa il pendolare con la macchina di servizio che l'attende in stazione. Basta con la propaganda (ha ragione, Zamponi). Non è sempre colpa degli altri. LeNord sono di proprietà della Regione, pare. E perché i muscoli non glieli facciamo mai vedere? Forti con i deboli, deboli con i forti, as usual.

ore 11.58. Carlo Monguzzi (Verdi): se ho 100 euro e ne spendo 90 per le strade, è facile poi sapere cosa succede. Se Milano diventa una città di due milioni di abitanti, poi non stupiamoci se c'è la congestione. Abbiamo bisogno non di un amministratore, ma di un pool di psichiatri, per spiegare quello che succede a Milano e in Lombardia e assistere i cittadini. «Diciamo tutto il male possibile dell'assessore Cattaneo, ma il responsabile vero si chiama Roberto Formigoni, momentaneamente assente», conclude Monguzzi.

ore 11.46. Formigoni è già andato via. Ha resistito dieci minuti (di ritardo?). Record stagionale, comunque.

ore 11.45. Benigni (Pd) dice di essere pendolare e basta. Ricorda le promesse non mantenute sulla linea di Bergamo. Le dichiarazioni monumentali di qualche anno fa che non hanno alcun riscontro nella realtà. Benigni è appassionato, anche perché passa metà della sua giornata sui treni (bisogna capirlo). Regionalizzazione di Trenitalia va bene, ma c'è da capire se l'intento è monopolistico.

ore 11.40. Applausi scroscianti dai banchi della destra. Vanno tutti in macchina, evidentemente. Faccio una pausa.

ore 11.39. Il servizio non va bene, dice concludendo, ma non è neanche quel fallimento che sembra. Boh. Noi, nel dubbio, lo sfiduciamo. Da gennaio è stata istituita una cabina di regia (un'altra?! come quella dello smog?!).

ore 11.38. Neanche una parola di autocritica. Va tutto benissimo, ragazzi.

ore 11.37. Le gare di altre Regioni sono state fittizie. Attendiamo repliche.

ore 11.36. Abbiamo acquistato 78 treni. Si è dimenticato di dire che li aveva messi Prodi, i danée.

ore 11.35. Passaggio di arroganza sublime. Il consigliere-liveblogger è ammirato.

ore 11.34. Anche il governo ci dà i soldi. Li abbiamo convinti. Già. Il governo B è talmente bravo che ha messo lo stesso i soldi. Lui è soddisfatto, chiediamo ai pendolari?

ore 11.33. La nuova bozza di orario, dopo le modifiche introdotte a furor di popolo, va bene. Bella scoperta.

ore 11.32. Su Frecciarossa nessuna contraddizione. Ma non era lui che si voleva sdraiare sui binari? La mia memoria fa difetto.

ore 11.31. E' arrivato Formigoni. La notizia ha del sensazionale. Non viene mai in aula. Forse il suo treno era in orario.

ore 11.30. Tariffe aumentate? Non è così, ce le siamo sognate noi, evidentemente. Aumento del solo 2,5%, dice l'assessore. Solo che non parla degli aumenti previsti, né del fatto che il servizio è peggiorato in misura molto maggiore. E' sempre colpa di scelte unilaterali di Ferrovie dello Stato, dice Cattaneo. Siamo sotto scacco e nessuno può farci nulla.

ore 11.27. Regione inerte? Solo la Provincia di Trento ha sottoscritto il contratto di servizio, con un aumento del 40% i costi per gli utenti (questa la verifichiamo). Per il 2008, la Lombardia ha prorogato il contratto. E valeva anche per il bonus, ma per il bonus unilateralmente Trenitalia ha deciso di non riconoscerlo. Siamo al Tar contro Trenitalia. Uno scontro tra Titanic.

ore 11.25. Risposte: servizio è stato intollerabile nel 2008? Siamo andati bene nella prima metà, la situazione si è aggravata. Indice mensile di puntualità era all'85% (sai che roba) ha cominciato a peggiorare sempre più in fretta negli ultimi mesi dell'anno. Siamo andati male a novembre e dicembre (non dice quanto). Adesso va tutto benissimo. Siamo tornati ai valori dell'anno scorso. Quindi, un treno su cinque è in ritardo di almeno cinque minuti, diciamo noi. Ottimo lavoro.

ore 11.22. Rispondo con i fatti. Richiama il confronto con gli enti locali. Non censuratemi, dice, ho lavorato facendo quello che mi avevate chiesto. Regione ha sempre tenuto aperto il dialogo (erano le porte dei treni a non funzionare). Un metodo che rivendico, dice. Parla di «strumentalizzazione politica» (tu chiamala, se vuoi, opposizione).

ore 11.20. Cattaneo risponde. Parla da pendolare, dice (ha preso il treno per una settimana, con il fotografo al seguito, che tristezza). E' preoccupato, dice. Sta dedicando un sacco di tempo del suo lavoro a questo problema, dice (chissà il resto delle sue deleghe...). «Ich bin ein pendolär», sembra Kennedy.

ore 11.15. 2 miliardi di risorse aggiuntive, a partire dal 2006: ecco quello di cui c'era bisogno. Il problema è che ormai siamo qui. «Occorre programmare», dice Tosi. Abbiamo buttato via, almeno, un anno e mezzo, perdendo tempo soprattutto questa estate, prevedendo i cambiamenti che a dicembre si sono rivelati drammatici per la vita dei pendolari lombardi.

ore 11.12. Non ci saremmo mai aspettati un tracollo del genere. Regione Lombardia ha speso 40 milioni di euro in questi anni per l'acquisto di materiale rotabile (gli altri soldi sono venuti da Roma, e da Prodi). Il caso "Treviglio": nel 2009 non abbiamo ancora tempi certi sulla risoluzione di quel 'nodo'. Così anche a Rho. I treni arrivano costantemente con difficoltà (si parla di S5, e Tosi racconta di un treno soppresso senza spiegazioni, qualche giorno fa). «Non è possibile», dice Tosi, pensando a tanti casi analoghi.

ore 11.09. Le linee che hanno diritto al bonus sono meno della metà del totale. Non stiamo parlando di percezioni soggettive, rispetto ai disservizi e ai ritardi, ma di quanto previsto nel contratto di servizio, una soglia superata per molti mesi per quanto riguarda un terzo delle linee ferroviarie regionali.

ore 11.07. Messaggi mediatici di 'ribellione' da parte di Formigoni sono arrivati in ritardo, con un puro scopo propagandistico. Il contratto di servizio, non ancora rinnovato dall'inizio del 2008, ha posto i pendolari tra l'incudine e il martello (leggi: Regione e Trenitalia). Senza alcun minimo riconoscimento del disagio, i pendolari sono rimasti in mezzo.

ore 11.05. Tosi prosegue: anche la legge 22/98 che aveva previsto l'introduzione di nuovi operatori è stata fondamentalmente inapplicata. Nessun confronto tra i due operatori, Trenitalia e le Ferrovie Nord, sia per quanto riguarda l'efficienza, sia per quanto riguarda la capacità di gestire il servizio ferroviario su larga scala.

ore 11.02. Prende la parola Stefano Tosi (Pd). «I ritardi di questi anni nell'acquisizione del materiale rotabile e nell'aggiornamento del contratto di servizio hanno portato ad un continuo peggioramento delle performance del servizio ferroviario regionale». «Se confrontiamo il dato del 2008 con il dato degli anni precedenti, abbiamo un continuo peggioramento, anche senza considerare i disastri del dicembre dello scorso anno». E' un problema di politica della mobilità, dice Tosi, e di strategia sulle infrastrutture. Evoluzione demografica della nostra Regione: nessuno si è preoccupato dell'aumento del numero di abitanti. Non sono state aggiornate le previsioni da dieci anni a questa parte. Sia in termini di volumi di risorse, sia in termini di prestazioni.

postato da civati, 11:06 | link | commenti (11)
regione

Non è una rosa, non è un tulipano

Saltato il patto della mimosa (sic), Franceschini dice che presenterà una rosa. E invece ci vorrebbe un nome indiscutibile e basta. E magari essere sicuri che poi questo nome ci sia sul serio e che non declini l'invito il giorno successivo. Non offriamo il 'solito' spettacolo sulla Rai, vi prego.

postato da civati, 11:01 | link | commenti (9)

Sì e no

Leggete Serra. Fa bene.

postato da civati, 10:59 | link | commenti (2)

Figli di

Ma che bel team, quello di Tremonti! Ma che bello lo spaccato del nostro Paese che mandiamo in orbita! P.S.: non ci sono solo figli, c'è anche un nipote. Così, per la precisione.

postato da civati, 10:58 | link | commenti (4)

L'ÜberPräsident

Filippo Penati si presenta. Non la penso sempre come lui (vedi alla voce ambiente o, ultimamente, alla voce ronde), ma devo dire che la sua campagna di comunicazione è molto bella. Come nel superuomo nicciano (che sarebbe, più precisamente, l'oltre-uomo), Penati punta sull'oltre. Oltre la Provincia, verso la città metropolitana. Oltre l'alleanza tradizionale di centrosinistra, restringendola e allargandola, insomma rendendola più compatta e credibile, verso i voti di quel centro che anche a Milano può essere decisivo. Oltre i sondaggi, si spera, e oltre Podestà, il suo avversario, soprattutto. La Provincia e oltre. Viene in mente Heidegger e il superamento della metafisica, per dire. Oltre la campagna elettorale, verso la vittoria.

postato da civati, 09:47 | link | commenti (7)

Prendeva il treno

Per non essere da meno. Oggi si va in aula per sfiduciare l'assessore ai trasporti. Ci vado in treno, come quasi ogni mattina, sperando di fare in tempo (gira voce che i ritardi siano finalizzati anche a far perdere le sedute all'opposizione democratica). Quasi quasi, visto che non devo intervenire, metto su (come si dice in Lombardia) un bel liveblogging (trainspotting?). A dopo.

postato da civati, 09:38 | link | commenti (2)
regione

Ma quand'è che lo chiudono?

Questo benedetto sondaggio?

postato da civati, 09:09 | link | commenti (9)

lunedì, marzo 09, 2009

Il mio slogan non è in Vendola

Mi ero distratto, ma ancora non ci posso credere. Leggo e non mi capacito e chiedo conforto: anche a voi risulta che sia vero che Vendola chiamerà il suo rassemblement (national populaire?) con il nome vagamente berlusconisch di Sinistra delle libertà? No, ditemi che non è vero, che non è possibile, e che lo schieramento si chiamerà, in realtà, Popolo delle sinistre. Continuiamo così, facciamoci del male...

postato da civati, 23:55 | link | commenti (19)

Senza rete e Fuori onda

Liberi pensieri in libera radio: cliccate qui.

postato da civati, 23:30 | link | commenti (3)

«Sono anni che non cambia niente»

Sottotitolo: per una Woodstock democratica. Perché sono davvero anni che non cambia niente. Ovvero, meglio, che cambia tutto, e noi (nel senso della politica italiana) non ce ne rendiamo nemmeno conto. Leggete le note che seguono cliccando qui. Oggi parlavo a pranzo con un amico, che mi diceva le cose che sentiamo in tanti. Mi parlava di questa (e mi rendo conto quanto sia paradossale!) volontà di tornare alla politica. Viene in mente Obama e l'onda lunga che viene dagli States, ma forse non è nemmeno questo. Sta di fatto che c'è molta voglia di fare e le analisi tendono a convergere (da Titor a Tony, il barista di Monza) e superano di slancio anche le semplici proteste alla Grillo (l'ho visto stanco, nella sua diretta a SkyTg24, nonostante i proclami). Ora, mi chiedo se non sia venuto il tempo di radunarle, tutte queste volontà. Perché il 21 saremo a Roma per l'assemblea dei coordinatori di circolo, perché faremo le nostre belle campagne elettorali (belle soprattutto le Amministrative, perché le Europee... con i nomi che circolano...), perché stiamo nel Pd (nonostante tutto) e cerchiamo di farlo funzionare. Ma forse ci vuole qualcosa di più. Un momento, un luogo e una luce di mezzogiorno a fare un po' di chiarezza. Riforma della politica e ripensamento del futuro. La domanda è: si potrà fare anche se siamo in Italia?

postato da civati, 23:24 | link | commenti (7)

Nel mio paese

Nessuno è straniero. Sì, ciao.

postato da civati, 19:56 | link | commenti (8)
cultura, diritti

Quante ampolle si comprano con quattrocento milioni?

Ho fatto una piccola ricerca via google. Ne ho trovate a prezzi bassi qui. Secondo me, con tutti i soldi del referendum che la Lega vuole farci buttare via, se ne possono comprare quattrocento milioni. Quelle del dio Po, ovviamente.

postato da civati, 19:52 | link | commenti

Questa poi...

Furlan è un amico. E si vede.

postato da civati, 18:55 | link | commenti (1)

A questo punto, Villari presidente

De Bortoli rinuncia. Se c'è uno spettacolo indecoroso della politica italiana è quello puntualmente offerto dai dibattiti sulle nomine Rai. Ma non avevamo detto che la politica deve starsene fuori dalla televisione pubblica? A questo punto, do la soluzione: Riccardo Villari presidente.

postato da civati, 18:52 | link | commenti (2)

Mumble mumble/2

Qui di seguito il nostro comunicato, tra il serio e il faceto e il preoccupato, soprattutto.

«In Lombardia il piano casa di Berlusconi potrebbe favorire l'assessore regionale all'ambiente, la cui famiglia ha realizzato una casa abusiva nel giardino della propria villa principale. Il comune e il Tar della Lombardia hanno già confermato l'ordine di abbattimento dell'opera perché realizzata senza i necessari permessi edilizi. Con la proposta del premier i familiari di Ponzoni potrebbero però sanare l'abuso, chiedendo un ampliamento dell'abitazione principale nel giardino di casa, proprio come ha detto oggi Berlusconi. Dipenderà da come la Regione trasformerà in legge la proposta del premier. E' in arrivo una legge Ponzoni?» Lo dichiarano i consiglieri regionali Giuseppe Civati (PD) e Carlo Monguzzi (Verdi), che annunciano la presentazione nei prossimi giorni di iniziative a difesa delle aree verdi lombarde e per promuovere investimenti sostenibili per il territorio della nostra regione. «Un modo - aggiungono Civati e Monguzzi - per contrastare gli spot di Berlusconi, devastanti dal punto di vista ambientale perché aprono le porte a un vero e proprio condono preventivo di abusi edilizi, e le leggi di Formigoni sul territorio e l'urbanistica».

postato da civati, 18:44 | link | commenti (3)
regione

Adesso non la vogliono più

La Russa arriva a Monza (dopo avere mandato sei-dico-sei militari) per annunciare il candidato della destra alle Provinciali di giugno. Non lo indica, in compenso parla della necessità di abolire la Provincia, che un tempo era fortemente voluta dal centrodestra. Scrive Monica Guzzi per Il Giorno: «chi verrà eletto, ha auspicato infatti il ministro, dovrà lavorare per abolirla». Quando era di moda, la destra aveva fatto della nuova Provincia una bandiera. Ora che le Province sono viste con sospetto, la demagogia si rovescia e cambia direzione. I leghisti, pare, si sono parecchio incavolati: «Se An non vuole le province, non chieda le poltrone, soprattutto dove ha più sedie che voti». Che bella alleanza, non c'è che dire. Ci siamo concessi un piccolo comunicato stampa:

«Il centrodestra sulla nuova Provincia di Monza e Brianza è a dir poco schizofrenico. Da un lato, con il ministro Ignazio La Russa, attacca la nuova istituzione chiedendone l'abolizione, dall'altro, con gli esponenti della Lega, la difende in tono molto polemico con gli stessi alleati di An. In più non hanno ancora espresso un candidato, che sarà deciso nel chiuso delle berlusconiane stanze». Lo dichiara Giuseppe Civati, Consigliere regionale del PD eletto in Brianza, criticando duramente le dichiarazioni rilasciate ieri a Monza dal ministro della Difesa Ignazio La Russa che ha auspicato l'abolizione delle province. «Le parole del ministro e il silenzio dei due possibili candidati alla presidenza della nuova provincia, anche loro di An - continua Civati, riferendosi a Roberto Alboni, capogruppo di An in Regione e Dario Allevi, vice sindaco di Monza - la dicono lunga sul rispetto delle istituzioni, e quindi dei cittadini, di parte del centrodestra: la nuova provincia di Monza e Brianza è stata istituita con una legge dello Stato votata dal Parlamento. Le parole di La Russa sono anche irrispettose nei confronti del buon lavoro svolto in questi anni anche da suoi compagni di coalizione per realizzare la nuova istituzione. Noi andiamo comunque avanti per convincere la maggioranza dei brianzoli a votare Gigi Ponti alle prossime provinciali, un candidato che consideriamo naturale, e continuiamo a credere che la nuova provincia sia utile per realizzare progetti concreti per risolvere i problemi quotidiani dei cittadini, dai trasporti al lavoro».

postato da civati, 18:37 | link | commenti (8)

Mumble mumble

Pensa e ripensa alle nuove misure per l'edilizia annunciate da B e, alla fine, ho scoperto il loro reale significato. Con i due vani in più promessi dal premier si regolarizza anche la posizione del nostro assessore all'Ambiente, che ovviamente non si è dimesso, nonostante la figuraccia planetaria rimediata qualche tempo fa e la nostra richiesta di dimissioni.

postato da civati, 17:20 | link | commenti (4)
regione

Dario Franceschini alias Zoro

Guardate qui: è tutto un "magna magna". Il giorno della sua elezione avevo detto che avrei votato Dario Parisi, ma ora mi tocca registrarlo come Diego Franceschini. Il segretario nazionale ha, infatti, irretito anche Diego Bianchi (Zoro). Inutili le smentite dell'autorevole Fondazione Daje e il tentativo di rimarcare prese di distanza che ormai non hanno più alcun fondamento. Franceschini è autoconvocato, dajista, blogger e anche di sinistra. Panico tra i rutelliani.

postato da civati, 16:45 | link | commenti (13)

E voi, con quattrocento milioni, che cosa fareste?

La domanda è sempre la stessa: per far fallire il referendum sono disposti a farci tornare a votare una settimana dopo le Amministrative e le Europee e spendere la bellezza di quattrocento milioni di euro.
Il Pd si muove. Dopo Franceschini, anche il Pd della Lombardia prende parola (i milioni sono diventati addirittura 500):

«In Lombardia il Partito Democratico è pronto a manifestare contro l’idea sbagliata e costosa di triplicare le giornate di voto nel prossimo mese di giugno (il 7, il 14 ed il 21). Buttare 500 Milioni di Euro perché la Lega non vuole il voto referendario negli stessi giorni del voto amministrativo ed europeo è una vergogna. Per questa ragione stiamo anche preparando una Petizione che faremo firmare ai nostri concittadini contro lo sperpero di soldi pubblici in salsa leghista». E voi, con i quattrocento (o cinquecento) milioni, cosa fareste?

Il primo che mi risponde che comprerebbe Kakà lo vengo a cercare.

postato da civati, 16:32 | link | commenti (11)

Perché proprio Facebook?

Mi scrive su Facebook (già) un'"amica" conosciuta su Facebook (già/2) per dirmi che non avrei dovuto scrivere un libro su Facebook (già/3) in questo momento, in cui su Facebook trovi tutti ma proprio tutti, ma la politica si dovrebbe occupare di cose più serie (già/4). E' la prima critica del genere, abbondantemente attesa, però. La riporto fedelmente:

«Al di là della buonissima idea (commercialmente parlando), non pensi che in questo momento il PD e l'amore ai tempi di FB stridano un pochettino? Non so, sarà che io FB lo uso principalmente (se non quasi esclusivamente) per cercare di far crescere la sensibilità sociale (e anche per scaricare frustrazioni e incazzature socio-politiche che altrimenti rischirerebbero di farmi scoppiare il fegato...), ma ti dirò che avendomene causate parecchie lo stesso Veltroni (e lo stesso PD, a dirla tutta), di queste incazzature, leggere che è proprio lui a firmare la prefazione del vostro sicuramente grazioso volumetto mi ha fatta un po' saltare sulla sedia... Scusa, ripeto, con tutto il rispetto: ma non aveva ben altro a cui pensare? E dal punto di vista dell'immagine e più in generale della "comunicazione" (che è poi ciò di cui mi occupo per lavoro...) siete sicuri che simili interventi gli giovino... o perlomeno che non facciano danno all'immagine (già piuttosto compromessa...) dello stesso PD?»

Obiezione accolta a metà. Intanto il libro è stato scritto mesi fa, di notte e nei fine settimana, senza sottrarre tempo al 'resto'. In secondo luogo, mi tocca ripetere che - oltre ad aggiornare questo blog (quasi quasi lo chiudo) - mi occupo tutto il giorno di gassificatori, cave, rifiuti, kebab, urbanistica, parchi, strade, autostrade, candidati, consigli provinciali, regionali, interpellanze, interrogazioni, mozioni, comunicati e Facebook è soltanto uno strumento utile e curioso per capire come la società si muova, come cambino le relazioni, come si esprimano le persone, il loro linguaggio e i codici che vengono adottati soprattutto dai più giovani (chiamala, se vuoi, comunicazione o forse, e meglio, umana conversazione). Ed è un modo per dire che Facebook serve a fare quello che su Facebook fa anche chi mi scrive, cercando di costruire qualcosa che le piaccia o denunciando quello che non le piace. In ogni caso da quanto scrive si comprende che la lettrice in realtà non ha letto il libro. E' l'unico errore di comunicazione che le contesto, anche perché la citazione di Ficino in apertura consente di chiarire che l'amore è inteso in senso molto, ma molto lato...

postato da civati, 13:02 | link | commenti (12)

Guardare indietro

Cianciullo ha ragione e da ecologista di rito obamiano non posso non essere d'accordo. Attenzione, però, perché il tema dell'edilizia è insidioso e B, ahinoi, sa quello che fa, in un Paese che si butta sul mattone ogni volta che può.

postato da civati, 09:32 | link | commenti (13)

I tre progetti

E' ancora vivo e lotta insieme a noi. Pierluigi Bersani dice che ci vogliono tre progetti del Pd per affrontare la crisi. Anche se non lo ammetterà mai, ha letto il mio post di qualche giorno fa (scherzo). Le sue proposte sulla casa sono giuste e condivisibili, invece, e sono la migliore risposta al proclama cementizio di B. Avanti così.

postato da civati, 09:23 | link | commenti (5)

A proposito di uomini nuovi

Luca argomenta, mentre io temo di essere troppo vecchio: guardate qui. Forse anche il leader del Pd è nato nel 1995...

postato da civati, 09:20 | link | commenti (8)

L'amore ai tempi di Facebook: lo spot

postato da civati, 01:32 | link | commenti (3)

domenica, marzo 08, 2009

Circoli virtuosi, a rapporto!

Dario Franceschini convoca l'assemblea nazionale dei Circoli del Pd. Si terrà il 21 marzo a Roma. Scrive il segretario che «non è il momento della delusione, del disamore e dell'astensionismo». Siamo, credo, tutti d'accordo, ma siamo anche consapevoli che è proprio dal punto di vista politico e organizzativo che ci sia più da lavorare (e più grandi siano le responsabilità della dirigenza nazionale, che ha fatto poco e male). Qualche mese fa, in tempi non sospetti, proponemmo di promuovere le buone pratiche dei circoli (attraverso questo piccolo spazio web, che poi si è fermato) e di dare voce alle singole realtà diffuse in tutto il Paese (trovate qui il senso di quel progetto). Credo che questo confronto tra i circoli vada promosso, che altre soluzioni possano essere adottate. A cominciare da un numero verde per i circoli, dalla possibilità di avere un riferimento nazionale sempre attivo (non chiamiamolo loft, però, perché è stato un flop), di poter "risolvere i problemi", di avere risorse e strumenti per operare. Tutte cose semplici, quasi banali, che in questi mesi non abbiamo visto. C'è anche una questione economica, di fondo: si era detto che il Pd sarebbe stato un partito federale, nel senso di quel federalismo fiscale di cui spesso parliamo. Le risorse a livello locale, per campagne sul territorio e per una diffusione capillare del nostro messaggio. Spero che tutti si ricordino di quella promessa. Oltre a ciò, non sarebbe male immaginare di ricorrere a forme di consultazione degli iscritti: tu chiamale, se vuoi, doparie (o referendum, così come previsto dall'articolo 28 dello Statuto del Pd). Di tutte queste cose e di altro ancora vorrei discutere con voi, per poi incaricare l'agente Oleg Curci, coordinatore del circolo Pd degli operatori della Sanità della Provincia di Genova (per me e per voi soltanto Oleg), di portare a Roma queste idee, queste proposte e questi suggerimenti.

postato da civati, 14:05 | link | commenti (7)
appunti per un partito nuovo

Riduciamoci lo stipendio (subito, magari)

Facile, no? In Lombardia abbiamo evitato - per iniziativa di molti colleghi - che in questi anni scattasse l'aumento automatico. Dovete sapere infatti che il nostro stipendio è 'legato' a quello dei parlamentari: noi lo abbiamo 'sganciato', proprio per evitare che crescesse (e si tratta, comunque, di cifre significative). I nostri parlamentari dicono che si risparmierebbero 6 milioni al mese: in realtà, proprio perché si possono coinvolgere immediatamente anche i consiglieri regionali, i milioni sarebbero forse anche di più. Facciamolo, però. Magari subito. P.S.: posso chiedere una cosa a tutti, però? Come già per il referendum (rispetto al quale 55 parlamentari del Pd hanno chiesto, nei giorni scorsi, che si votasse insieme alle Europee, come anch'io auspico), è 'solo' un gruppo di parlamentari a proporre qualcosa, a titolo quasi personale. Forse sarebbe il caso che fosse il Pd nel suo complesso a fare una proposta, in questo come in quel caso. Altrimenti continueremmo a sembrare divisi e incerti. Che ne pensate?

postato da civati, 13:28 | link | commenti (14)

La lettura ai tempi di Facebook

Pare che il nostro piccolo libro stia andando bene, sia per il pubblico, sia per la critica (quella non interessata soltanto a parlare male del prefatore, per capirci). Con Mattia, che dei due autori è quello bravo (essendo io soltanto il suo autore-ombra), abbiamo pensato di promuovere una lettura collettiva e condivisa, raccogliendo sui nostri due blog suggerimenti, critiche e recensioni da parte vostra. Ci piacerebbe che ci diceste cosa pensate del libro e, soprattutto, cosa pensate di Facebook e dell'amore, ovviamente, inteso in senso filosofico e molto 'lato' (anche questo è l'amore «gassoso» che abbiamo voluto descrivere). Come cambiano le relazioni, come si possono articolare nuovamente, come può nascere, sulla rete, un rapporto e un dibattito che possa arricchire la nostra vita: diteci la vostra. Ve ne siamo grati fin d'ora.

postato da civati, 12:52 | link | commenti (2)

Quelli che aspettavano

Per capire come sto vivendo questo 'momento', che tra qualche giorno finirà, segnalo che su Facebook è nato un gruppo promosso da Quelli che... aspettavano Civati (lo trovate qui): la foto associata al gruppo non è mia, ma di Marco Simoni. Nel ringraziare i miei generosissimi amici, non posso non sorridere di tutta questa visibilità che non è mia, appunto, ma fa riferimento a un sentimento popolare e condiviso da tanti altri. Non personalizziamo, quindi, e lavoriamo insieme, a costo di scambiarci foto e titoli dei giornali.

postato da civati, 12:43 | link | commenti (3)

sabato, marzo 07, 2009

Ho un anno di più

A Roma, assemblea promossa dagli autoconvocati presso la sede del Pd, in via Sant'Andrea delle Targhe (ora ci sono tutte e due, Margherita e Pd, altrimenti si cambiava troppo con l'elezione di Franceschini...). Si parla di democrazia interna, di primarie, di un partito fatto di cittadini e non di correnti. Tutte cose sagge, giuste, sacrosante. Corrado (nel senso di Truffi) ha ribadito la necessità di superare però questa fase. Di dare per acquisito questo tema, condiviso da tanti, tantissimi elettori del Pd. Gli sono andato dietro, come si suol dire, affermando la necessità che il Pd faccia finalmente quanto sta scritto nel suo statuto (e oltre a giurare sulla Costituzione, il nuovo segretario avrebbe dovuto giurare anche sulla nostra carta fondamentale) e quanto era previsto all'inizio del percorso iniziato due anni fa. Due anni passati invano, perché la discussione è ferma sempre allo stesso punto, perché iniziamo anche noi a sentire, come dice Cristiana (nel senso di Alicata), nostalgia della politica. "Stessa casa, stessa porta": un anno fa ci trovammo in questa sala per discutere di ricambio e rinnovamento. "Ho un anno di più" e ripeterei anche oggi le stesse cose. C'è qualcosa che non va e uno schema da rompere: parliamo al Paese, ai cittadini, facciamolo con energie nuove, rinnovabili, senza necessariamente fare ricorso alle nostre tradizionali fonti fossili (parlo di liste, parlo di Europee). Il problema non è nemmeno più chi guiderà questo processo (lo dico da neo o forse tardo franceschiniano, ammiratore di quel Franceschini reloaded che si sta manifestando in questi giorni): ma il processo deve iniziare o avrà ragione chi pensa che il processo non è iniziato e non inizierà più. E quanto abbiamo visto finora, nonostante tutto, non basta. Ho nostalgia della politica, la nostra, e nostalgia del futuro, questa è la verità.

postato da civati, 12:34 | link | commenti (20)
appunti per un partito nuovo

venerdì, marzo 06, 2009

E' lui che dice solo no

Ansa delle 18.12. B straparla, esce a farfalle e Franceschini, con precisione, lo castiga (qualcuno inizia a pensare che Franceschini sia come Beckham: dopo una stagione non brillante, e partito con un contratto a termine stipulato troppo in fretta, finisce confermato per tutta la stagione). Chissà. Osservate e leggete con me.

«Evidentemente Berlusconi, chiuso nel suo bunker dorato, non vede più quello che succede nel paese, tra la gente normale». Così il segretario del Pd, Dario Franceschini replica alle affermazioni del premier secondo cui la crisi non è «drammatica», e lo accusa di sapere «soltanto rispondere di no» alle proposte. «Come si fa a dire - si domanda Franceschini - che la crisi non è drammatica? Lo sa il presidente del Consiglio che la cassa integrazione in febbraio è cresciuta del 554 per cento sull'anno scorso? Lo sa che ogni settimana migliaia di persone perdono il lavoro, centinaia di negozi chiudono? Lo sa che sono sempre di più le famiglie che non hanno i soldi per pagare le bollette, per fare la spesa?».

postato da civati, 18:59 | link | commenti (16)

Faremo un volantino



Come dicevo qualche ora fa, e come molti altri hanno dimostrato di voler fare, è il caso che facciamo girare un volantino, sul web, nelle email, nei circoli, ai banchetti. Pd Art Attack, tipo.

postato da civati, 18:49 | link | commenti (1)

Un argomento a piacere

Quando interrogavo in università - uno dei momenti in cui ti senti insindacabile, altro che politica - chiedevo sempre, perfidamente, quale fosse l'argomento a piacere. Perché da quella scelta si scoprono molte cose: il coefficiente di difficoltà (come nei tuffi olimpici); la curiosità del candidato; la capacità di interpretare il tema d'esame. La cosa più banale e più importante è verificare se il candidato conosca il proprio argomento preferito: spesso, per uno strano gioco psicologico del tutto inconsapevole (di cui il magnanimo esaminatore tiene comunque conto), l'interrogato sceglie un argomento sul quale non è preparatissimo e rispetto al quale dimostra parecchio nervosismo. Ecco, a volte, il Pd in questi mesi mi sembra aver voluto scegliere argomenti a piacere del tutto discutibili, che lo mettevano dichiaratamente in difficoltà. Non c'è bisogno che vi dica quali sono gli argomenti a piacere sui quali ci siamo divisi, facendo il gioco dell'avversario. Preferisco proporne uno: la crisi e tre-cose-tre da fare subito, che il Pd illustri alla nazione come si faceva quando c'era Jader Jacobelli. Vedrete che, se così sarà, l'intendenza web seguirà. L'alternativa è, questa volta, veder volar via il libretto dalla finestra. Pensiamoci.

postato da civati, 15:14 | link | commenti (9)
appunti per un partito nuovo

Quinta di copertina

Il vostro affezionatissimo on air, ospite di Antonio Sofi.

postato da civati, 12:58 | link | commenti (1)

Walter ai tempi di Facebook

Sono diventati tutti, d'un tratto, superspiritosi. Leggete qui. Mi tocca precisare, per l'ennesima volta, che Veltroni ha scritto la prefazione del libro di Mattia e del vostro affezionatissimo quando era ancora segretario. Va bene l'ironia, ma c'è un limite...

postato da civati, 09:58 | link | commenti (10)

Non perdiamoci di vista

E' passato qualche giorno dalla buriana che è seguita alle dimissioni di Walter e all'elezione del nuovo segretario, Dario "Lampo" Franceschini. Per quell'antico concetto che risponde all'espressione "eterogenesi dei fini" il segretario eletto più velocemente di tutti rischia di essere anche quello più longevo (mi sbaglierò, ma credo proprio sia così): per come è fatto il centrosinistra, un leader che dice «ho un mandato a termine» durerà a lungo. Anzi, poniamo che, come per i diamanti, si possa dire che «Dario è per sempre»: ciò ci consente di parlare di 'cose' da fare, prima che di 'persone', di occuparci di politica più che delle correnti, di fare 'proposte' e non soltanto 'nomi'. In molti hanno risposto alla chiamata di qualche giorno fa: da bravo, ho raccolto tutti gli indirizzi e i numeri di telefono, e sono pronto a contattarvi per le prossime iniziative. «Mi farò sentire io», insomma, ma fatelo anche voi, e continuate a diffondere il messaggio che abbiamo voluto farvi pervenire in queste ore. Oltre alla Carovana del Pd che prosegue, oltre alle tante iniziative già programmate (domani, a Roma, gli autoconvocati e le loro facce nuove, per esempio), ci sarà presto occasione per vederci, in un momento politico alto e costruttivo, in cui parlare di noi, ma soprattutto di loro, dei cittadini e del nostro Paese. Teniamoci in contatto e, per favore, non perdiamoci di vista.

postato da civati, 09:55 | link | commenti (8)

Dedicato ai nuovi soggetti della comunicazione

A proposito di recenti polemiche contro il mondo della rete (tu chiamalo, se vuoi, fuoco amico), Ivan parla di Napolitano. Non è necessario essere 'giovani', per essere 'nuovi'.

postato da civati, 09:47 | link | commenti (1)

400 milioni di buoni motivi (un volantino 2.0)

In attesa che Franceschini dia seguito alle sue dichiarazioni di ieri con una campagna politica in grande stile (come si suggerisce qui), proponiamo a elettori, simpatizzanti e, soprattutto, circoli del Pd di scaricare questo testo, di personalizzarlo e di farlo diventare un volantino:

400 milioni di buoni motivi

Per votare insieme, nel weekend del 6 e 7 giugno, elezioni amministrative, europee e referendum elettorale.
Per evitare di dover andare a votare addirittura 3 volte (primo turno, referendum, secondo turno).
Per risparmiare 400 milioni altrimenti spesi per l'allestimento dei seggi e per le spese che ne conseguono.
Per evitare che il referendum fallisca e che nessuno si prenda cura della riforma elettorale e del superamento del porcellum.
Per utilizzare al meglio le risorse dello Stato, in tempi di crisi, per investimenti nel campo della sostegno alle famiglie e della sicurezza.
Per rispettare un diritto costituzionale, tutelare la volontà dei cittadini e non sprecare i nostri soldi.

postato da civati, 09:42 | link | commenti (8)

Prima che sia troppo tardi: le doparie

Leggete qui: firmar non nuoce. Si tratta di quello che Ginsborg ha chiamato «la democrazia che non c'è» e che cosa siano le doparie è presto detto: «Lo strumento per rispondere validamente alla crisi della politica e alle denunce dell’antipolitica sono le doparie, ossia, le “primarie” svolte dopo le elezioni e vertenti su questioni e decisioni di governo. Il termine "doparie" ha un significato duplice: si collega al termine primarie: mentre le primarie si fanno prima delle elezioni, le doparie si fanno dopo elezioni, quando è maggiore lo scollamento tra politica e problemi dei cittadini; fa venire in mente il fenomeno del doping, però in questo caso si tratta di doping positivo: come il movimento del corpo fa bene al cervello, così i movimenti della società civile e la partecipazione democratica possono aiutare i partiti a governare». A parte il nome (che non mi convince del tutto, ma è efficace per veicolare il messaggio), devo dire che la prospettiva doparia è di sicuro interesse. Del resto, il Pd ne aveva parlato, anche senza usare il termine, assicurando - come fece Bettini, in visita a Milano, all'inizio del settembre 2008 - che il partito avrebbe coinvolto gli iscritti nelle decisioni, attraverso un processo di consultazione referendario sugli argomenti (oggi lo chiameremmo passaggio dopario). Finora abbiamo sempre votato 'persone', da domani potremmo iniziare a votare 'cose', estendendo la decisione non solo ai rappresentanti del popolo e alle gerarchie politiche (soprattutto in tempi di porcellum), ma anche ai cittadini e agli elettori. Che ne dite?

postato da civati, 09:32 | link | commenti (12)

In buona fede

Gianluca ci spiega perché è il caso di fidarsi (in generale, ma non dell'ottimismo).

postato da civati, 09:22 | link | commenti (1)

giovedì, marzo 05, 2009

Questa è facile, Gerry

Rispondete al sondaggio, non è molto difficile scegliere, almeno questa volta.

postato da civati, 20:20 | link | commenti

Neanche una piega, neanche un plissé



Ed ecco che la Lega vuole buttare altri quattrocento milioni dalla finestra, con Maroni e Calderoli a guidare quelli che non vogliono celebrare il referendum insieme alle Amministrative e Europee, per far fallire il referendum e tenersi stretto il loro bel porcellum (nel senso del sistema elettorale). Eppure i danée sono l'unica cosa che conta, no? Eppure la Lega ne ha già bruciati tanti, con Alitalia, con la decisione di non far pagare l'Ici ai benestanti, con gli interventi straordinari in soccorso di Catania e di Roma. E con il Ponte sullo Stretto, opera decisamente strategica per il Nord. Eppure fanno come quei là de la Mascherpa, che fan finta di niente e loro non c'entrano mai. Non hanno visto nulla, ma in compenso non hanno sentito niente. Neanche una piega, neanche un plissé. P.S.: qualcuno dice che non siano proprio quattrocento milioni, come li hanno valutati qui, ma anche se fossero meno in tempi di crisi sarebbe comunque immorale, no?

postato da civati, 20:13 | link | commenti (9)

On air ai tempi di Facebook

Mattia a proposito del nostro libro (che Andrea ha apprezzato, ma non fidatevi: è un nostro caro amico...).

postato da civati, 19:37 | link | commenti

La fassiniana della porta accanto

Spazio ombelicale. Aut. Min. rich. In Regione è tardi e siamo, come sempre, rimasti in pochi. Fuori piove e l'inverno del nostro scontento ha anche un puntuale riferimento meteorologico. In qualità di barometro democratico, non posso non risentirne. Fortuna vuole che il 'controcorrente' per definizione e in ogni senso (che sarei io) abbia al suo fianco - nel senso dell'ufficio - come giovane collega, una compagna responsabile che gli vuole bene. E' fassiniana (nessuno è perfetto) e ha, anche in ragione di ciò, una funzione decisiva: è il comitato di controllo qualità di tutte le mie intemperanze. Ne verifica le conseguenze, ne valuta l'efficacia e il tasso di autolesionismo. Soltanto alla fine del 'processo' e con uno sguardo (a volte di condanna, tipo il Minosse dantesco) decreta se vado incontro a morte (politica) certa o solo a una pericolosa polemica. Se mi sono 'salvato', finora, è soltanto grazie a lei. Volevo qui ringraziarla.

postato da civati, 19:25 | link | commenti (4)

ReferenDario, concreto e 'spendibile', risponde al nostro appello

Dario Franceschini raccoglie l'appello e il Pd interviene con una proposta concreta e spendibile (in ogni senso) sull'election day. Leggete e osservate con me: "Il governo ha deciso che a giugno si votera' in tre domeniche diverse con lo scopo di non far passare il referendum a cui la Lega e' ostile. Noi lanciamo una proposta al governo: si voti il 7 giugno, abbinando il referendum alle elezioni, e i 400 milioni di euro che cosi' verranno risparmiati, vengano destinati alla sicurezza: per la benzina, per riparare le auto, per assumere 5000 agenti". Dario Franceschini lancia la proposta durante un'assemblea organizzata dal Pd con i sindacati delle forze dell'ordine. Questo, spiega il segretario del Pd, a dimostrazione di quanto sia falsa l'accusa al Partito democratico di saper dire solo dei 'no'. Franceschini qualche 'no' lo pronuncia, ma contro le "scelte sbagliate fatte dal governo" quella "inutile di inviare i militari nelle citta'" e quella "pericolosa delle ronde". "No alla demagogia e alle ronde, si' alle risorse per la sicurezza", scandisce il segretario del Pd.

postato da civati, 14:59 | link | commenti (14)

Dagospiati

Eccoci qui, Dagospia ci mancava, in effetti. Chissà se qualcuno, oltre a prendere in giro prefatore e autori, vorrà anche leggere il libro... Notare che il commento velenosetto non immagina che Veltroni abbia scritto la prefazione prima delle dimissioni e non considera che Veltroni ha solo 4999 amici per i limiti imposti da Facebook che, come dicevo, saranno presto superati. L'importante è fare polemica. Già.

postato da civati, 12:28 | link | commenti (7)

A proposito di crisi

E di misure concrete. Ecco cosa fa la Regione (il Lazio, non la Lombardia...).

postato da civati, 12:15 | link | commenti (3)

Oltre ogni limite

Non ci sarà più il limite dei 5000 amici su Facebook. Da mercoledì prossimo, tutti potranno 'esagerare'. Zuckerberg parla di «cambiamento filosofico», che consentirà alle «personalità pubbliche» di far ascoltare la propria voce e di entrare in relazione con le persone comuni. Una bella novità.

postato da civati, 12:09 | link | commenti (2)

Occupiamoci di loro, non di noi

L'articolo conclusivo di Curzio Maltese, a commento delle interviste dell'ultima settimana (il vostro affezionatissimo, Sandro Gozi, Maurizio Martina, Elisa Meloni, Francesco Boccia e Marta Meo). La frase: «I cittadini chiedono che la politica non si occupi della propria sopravvivenza ma della loro, minacciata dalla crisi».

postato da civati, 11:34 | link | commenti (11)

mercoledì, marzo 04, 2009

Disincentivare le dichiarazioni

Formigoni lancia per l'ennesima volta gli stessi incentivi per l'auto. Andrebbero piuttosto disincentivate le sue dichiarazioni. La presa di posizione di Carlo Monguzzi e del vostro affezionatissimo (ormai non abbiamo nemmeno bisogno di aggiornarli, i nostri comunicati: vista l'inerzia della giunta regionale, sono sempre attuali):

“Non c’è alcuna novità, si tratta di stanziamenti già annunciati almeno due volte e comunque non adeguati ad affrontare la situazione in cui ci troviamo. Il contributo per cambiare l’auto è utile, ci mancherebbe, ma non può nascondere il fatto che la Regione non ha alcuna strategia per contrastare le fasi acute dell’emergenza smog. Di questo passo l’aria di Milano e della Lombardia non migliorerà mai”.

postato da civati, 20:06 | link | commenti (2)

Il ragazzo ci sa fare

Franceschini dice che non si ricandiderà al prossimo Congresso. Mossa ottima e credibile, anche se sono certo che le cose andranno come mi diceva qualcuno, qualche giorno fa.

postato da civati, 19:07 | link | commenti (16)

A proposito di alcune interviste apparse nei giorni scorsi

Bello il post di Luca.

postato da civati, 17:01 | link | commenti (2)

Desio, l'inceneritore e il TMB

Vi segnalo questo comunicato del candidato presidente alla Provincia di Monza e Brianza, Gigi Ponti, a commento del consiglio comunale aperto di Desio di lunedì scorso, a proposito del nuovo inceneritore. Il mio punto di vista è in tutto e per tutto simile: si parte dal progetto di legge regionale, presentato da Maria Grazia Fabrizio e dal vostro affezionatissimo, per la riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte, passando per un confronto sulle nuove tecnologie (TMB), con l'obiettivo di ridurre al massimo la quota di rifiuti da smaltire. La Brianza, come molte altre realtà del Paese, è all'avanguardia nella raccolta differenziata dei rifiuti e questo primato si deve tradurre in sfide ancora più ambiziose, che la politica deve 'maturare' in costante rapporto con i cittadini e attraverso il loro coinvolgimento.

“Il progetto di nuovo impianto di incenerimento di Desio, che sostituirà quello attualmente in funzione, non porrà alcun vincolo allo sviluppo della raccolta differenziata spinta dei rifiuti solidi urbani, prevista dal nostro Piano provinciale. Il fatto che il ciclo dei rifiuti e degli impianti sia pianificato dal pubblico e che la futura Provincia di Monza e Brianza deterrà una quota azionaria rilevante della società Bea che gestirà il futuro impianto, è la migliore garanzia per evitare che l’impianto comprima le potenzialità di sviluppo della raccolta differenziata nella nostra nuova Provincia”. Lo dichiara Gigi Ponti, Assessore all’Attuazione di Monza e Brianza e candidato alla presidenza della nuova Provincia, dopo il Consiglio comunale aperto che si è svolto lunedì sera a Desio sul futuro impianto di termovalorizzazione previsto dal Piano provinciale milanese, che sostituirà quello esistente gestito dalla Bea. “Il Consiglio comunale aperto – continua Ponti - è stato un momento importante per raccogliere le osservazioni dei cittadini e dei comitati, alcune delle quali molto pertinenti. Auspico che ci siano altri momenti di discussione e di confronto e personalmente mi ritengo aperto ad accogliere le novità tecnologiche che possano permettere alla nostra Provincia di raggiungere obiettivi di autosufficienza riducendo il più possibile l’impatto ambientale degli impianti.”. “La provincia di MB deve però avere come obiettivo prioritario – conclude Ponti -, insieme alla minimizzazione dell’impatto ambientale, anche l’autosufficienza su scala provinciale nello smaltimento dei rifiuti. Per questo credo che al momento il progetto di un nuovo termovalorizzatore, che, a differenza di quello attuale, sarà più moderno ed efficiente e che produrrà calore ed energia per una fetta consistente di cittadini della zona, sia una opportunità. Su questo tema e soprattutto su come amministratori e cittadini possano impegnarsi ulteriormente per aumentare la raccolta differenziata, credo sia auspicabile che si organizzi un altro approfondimento”.

postato da civati, 16:59 | link | commenti (3)

ReferenDario

Appello al segretario Dario Franceschini, da far girare sul web e non solo. Mobilitiamo il Pd perché faccia campagna e sostenga chi chiede di celebrare il referendum, come si conviene, nel weekend elettorale già individuato per Amministrative ed Europee (che si terranno il 6 e il 7 giugno). Si risparmierebbero 400 milioni di euro, si celebrerebbe un momento di partecipazione democratica (di cui abbiamo bisogno) e si eviterebbe di far fallire "a tavolino" un referendum sottoscritto da 820.000 cittadini. Sappiamo, caro Dario, che ti sei espresso in questa direzione giorni fa, ma il problema è ora fare opinione, organizzare il consenso su un punto che ci sembra rilevante e che incrocia diversi temi, dalla crisi, al diritto costituzionale, alla dignità della politica. Stanno prendendo in giro gli elettori (non solo i referendari) e stanno danneggiando i cittadini. Vogliamo un segretario referenDario.

postato da civati, 16:01 | link | commenti (18)

E se ripartissimo da qui?

Ho finalmente recuperato un pezzo di Nando Dalla Chiesa che può essere un punto di partenza per ragionare di sicurezza in modo diverso. Come direbbe qualcuno, in politichese stretto, «è un pezzo del ragionamento». Che ne pensate, anche alla luce dei commenti postati qui?

postato da civati, 14:18 | link | commenti (3)

Nessuno ha nulla da dire?

Franceschini è intervenuto qualche giorno fa, i giornali ne parlano (molto poco), l'opinione pubblica sembra essere molto distratta: ma è mai possibile che nessuno trovi scandaloso che il referendum non si celebri insieme alle Amministrative e alle Europee e che si vada a votare nel weekend successivo (con il risultato che gli italiani sono chiamati a votare per tre-dico-tre fine settimana di giugno, contando anche il secondo turno delle elezioni locali)? Ormai in questo disperato Paese è normale buttare, in un'unica soluzione, 400 milioni di euro e 820.000 firme di cittadine e cittadini? E poi uno si chiede perché c'è chi diffida del nostro sistema politico e si butta nell'anti-politica. Strano, vero? P.S.: è lecito altresì chiedersi: non è obiettivo prioritario del Pd quello di cambiare la legge elettorale nota anche come Porcellum? Non è il caso di rispettare un movimento sostenuto, con la propria firma, da numerosi esponenti politici? Dobbiamo forse pensare che firmarono solo per 'sport' e perché era à la page?

postato da civati, 13:25 | link | commenti (15)
expo 2015

Facebook in love

La recensione de Il Foglio, oggi ne parla anche Il Giorno, ma non trovo il link. Qui sotto l'invito alla presentazione del book, che si terrà alla Fnac di Milano, giovedì 12 marzo alle ore 18, con il contributo inestimabile di Cristiano Valli.

facebook-MI

postato da civati, 13:18 | link | commenti (4)

I dieci giorni che non hanno cambiato la mia vita

Tanta attenzione dei media, tanti interrogativi, tante dichiarazioni su Civati, dal «chi cazzo è?» al «è l'Obama della Brianza». Voi non lo conoscete, il Civati, con l'articolo, come si usa a Milano. Il Civati trova tutto quello che sta capitando molto curioso e suggestivo, ma sa benissimo che tra qualche giorno questa bella "bolla" mediatica finirà e che si tornerà al tran tran quotidiano. Il Civati ha cinquecento amici in più su Fb e cinquecentomila nemici in più nella realtà. Ha raccolto sostegno e affetto, ma soprattutto invidie e maldicenze, in queste ore. I suoi amici politici si sono volatilizzati e cercano solo di capire dove vorrà andare, perché magari, in quel posto, ci volevano andare loro. La risposta è semplice: va in commissione Ambiente della Regione Lombardia, poi si occuperà di urbanistica e di sicurezza e di tanto altro ancora, come ogni altro giorno dell'anno. Non è una captatio benevolentiae: è semplicemente la realtà delle cose. Ad altri lascia i voli pindarici e, come il Socrate di Aristofane, aerostatizza. Cercando di mettere una proposta dietro l'altra, di lavorare sui contenuti, di pensare al proprio lavoro. E di ritornare alla prima persona, nel senso singolare e - soprattutto - plurale del termine.

postato da civati, 10:35 | link | commenti (24)

La casalinga di Vicenza

Torno su Marta e la sua intervista di oggi. Straordinaria l'introduzione della categoria della «casalinga di Vicenza», nuova edizione del già morettiano riferimento alla donna di casa di Voghera. Non credo, poi, leggendola e conoscendola, che abbia parlato così di Cacciari e Illy, né che il suo intento fosse quello di giustificare l'evasione fiscale, come ha scritto qualcuno. Credo che volesse significare, come fa da tempo sul suo blog, che il tema fiscale va sostenuto con strumenti meno "punitivi" e più intelligenti (meno viscosi, potremmo dire). Su questo tema sono più traditional (l'evasione mi fa schifo, per dire), ma capisco l'argomentazione. Quanto alle Europee, di cui Marta parla nel passaggio più felice della sua intervista, ho una proposta: perché non lei, per esempio?

postato da civati, 10:25 | link | commenti (14)

Che cosa abbiamo da perdere? (le consiglio il cambio di residenza)

Marta si conferma la migliore tra noi, nell'intervista a Curzio Maltese. Sono orgoglioso di avere un'amica così.

postato da civati, 09:13 | link | commenti (15)
appunti per un partito nuovo

martedì, marzo 03, 2009

Ronda su ronda (segue)

Molti i commenti, innumerevoli gli spunti. Andate avanti così, alla ricerca di una politica della famosa sicurezza un po' più sicura (appunto) e un po' più credibile.

postato da civati, 18:49 | link | commenti

Era d'estate

Tanto tempo fa... Formigoni lancia il piano anti-smog all'alba del 3 marzo. Il nostro comunicato stampa: “Il presidente Formigoni ha lasciato passare un altro inverno, con le conseguenze che ha annunciato lui stesso, prima di applicare dei provvedimenti efficaci contro l’inquinamento. E guarda caso sono quei provvedimenti che noi andiamo chiedendo da anni, ma lui si è sempre reso indisponibile”. E’ duro il commento di Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione Ambiente. “La limitazione della velocità in autostrada, le vetrofanie, le limitazioni ai veicoli inquinanti, il sostegno ai Comuni per i controlli (soprattutto) e potrei continuare elencando tutto quello che ci sta proponendo in questi giorni la Giunta Formigoni, sono temi che noi abbiamo affrontato e proposto già da anni – insiste Civati –. Ma non solo non siamo mai stati ascoltati: si aspetta che passi l’inverno, che i livelli di inquinamento tornino a sfondare i limiti come non succedeva da tempo, e finalmente il 3 marzo si propongono delle soluzioni, alcune delle quali, per altro, entreranno in vigore solo da ottobre 2009. Cioè, praticamente, dal prossimo inverno. Tanto questo ormai è andato e la nostra dose di smog l’abbiamo respirata”.

postato da civati, 18:37 | link | commenti (2)
scuola

Meglio di così

E' facile, e Franceschini potrà solo recuperare qualche punto. Non pare, però, che ci sia stata la scossa tanto attesa, dopo l'assemblea nazionale di sabato.

postato da civati, 18:08 | link | commenti (11)

Civati segretario

D'aula, in Consiglio regionale. Qualcun altro, invece, si candida per davvero. Pronti, partenza, via. Notare lo slogan: prima Firenze, poi Roma. Panico a Washington.

postato da civati, 18:06 | link | commenti (6)

Giuseppe è in libreria (e in edicola)

Il mio status di Facebook dice così. Oggi è uscito L'amore ai tempi di Facebook (lo trovate qui) dell'irresistibile duo Carzaniga-Civati (lui è l'autore, io sono solo l'autore ombra). In edicola, in prima pagina, ne parla Il Foglio. P.S.: in realtà sono in aula...

postato da civati, 16:25 | link | commenti (2)

lunedì, marzo 02, 2009

La Carovana del Pd a Torino

Qui tutte le informazioni e la diretta tv. Ci vediamo a Torino, questa sera.

postato da civati, 09:31 | link | commenti (9)

Buttiamo via 400 milioni di euro?

Il sito del comitato referendario è nuovamente attivo. Leggete bene perché votare nello stesso giorno farebbe risparmiare ai cittadini italiani 400 milioni di euro. E passate parola.

postato da civati, 09:29 | link | commenti (11)

domenica, marzo 01, 2009

Le Europee e la ricetta di Peter

Mi scrive Peter Calò da Bolzano e mi inoltra una email inviata al segretario nazionale, Dario Franceschini. Parla di Europee e dice cose condivisibili, soprattutto in questo passaggio, che riporto senza ulteriori commenti (anche perché, a scanso di ulteriori equivoci, non sono candidato): «...servono profili politici e professionali specifici che, spesso, non coincidono con le figure inserite nelle liste che i partiti italiani presentano alle elezioni. Una proposta politica nuova e vigorosa potrà forse evitare di dover trovare posto a politici non diversamente collocabili o ad obbedire alla dittatura del volto noto purchessia: “altrimenti con collegi così ampi non ci riconosce nessuno…”. Spiegare con chiarezza che questo partito è in grado di selezionare la sua classe dirigente e di indirizzarla dove meglio potrà dare il suo contributo mi pare più rivoluzionario di tante roboanti dichiarazioni; individuando dei capilista - credibili, rappresentativi e noti – tra i nostri dirigenti politici, si potrebbe poi congegnare una lista di figure con le caratteristiche che ho sommariamente delineato e fare di ciò il perno della nostra campagna elettorale e del nostro manifesto politico. Come e più di me credo che il PD abbia un enorme patrimonio di donne e uomini, anche non troppo anziani… da valorizzare, che non aspettano altro che una virata meritocratica e trasparente nelle scelte politiche del nostro partito».

P.S.: mi permetto di sottolineare soltanto la litote fenomenale «non troppo anziani» e l'aggettivo «vigoroso» a proposito della nostra proposta politica.

postato da civati, 22:28 | link | commenti (7)
appunti per un partito nuovo

Preferisco le storie d'amore

E' una battuta di Giulia non esce la sera, un film che parte male, poi si riprende, infine commuove. Merito soprattutto di Golino e Mastrandrea, della colonna sonora (e, soprattutto, della canzone finale) dei Baustelle e del fatto che Piccioni si libera strada facendo del manierismo con cui il film parte: ad un certo punto, come Giulia, riesce anche ad uscire dalla piscina metafisica in cui la trama sembrava costretta. «E' facile buttarsi via», dice la canzone. Basta un attimo, un attimo che poi durerà una vita.

postato da civati, 20:51 | link | commenti (6)
visioni

Ronda su ronda

Ma che bell'idea quella delle ronde. Perché il Pd, anziché avallare, come ha fatto in alcune città e province, una versione democratica delle ronde (ma si può?), non pensa a una politica un po' più efficace per la sicurezza, con strumenti nuovi e più civili? P.S.: siccome poi mi dicono che critico e basta, vi dirò che tra qualche giorno usciremo con una proposta ampia e articolata, per Milano e per la Lombardia. Se volete contribuire alla nostra elaborazione, scrivetemi.

postato da civati, 12:04 | link | commenti (17)
cultura, diritti

Ex-voto

Leggete Diamanti a proposito degli ex elettori del Pd delusi e disincantati. La frase: «Perché non si tratta di risvegliare gli indifferenti o di scuotere i delusi. Ma di restituire fiducia nella politica e negli altri. Di far tornare gli esuli. Che vivono da stranieri nella loro stessa patria». Se lo diciamo noi, ci fan passare per sovversivi. Già.

postato da civati, 11:35 | link | commenti (16)
appunti per un partito nuovo

«Ora aspettiamo una proposta concreta»

Risponde così il governo all'idea di Franceschini di dare un assegno mensile a chi è rimasto senza lavoro. Una proposta concreta e chiara, che si inserisca a pieno titolo nella riforma degli ammortizzatori sociali. E' quella che ora attendiamo anche noi.

postato da civati, 11:32 | link | commenti (1)

Il Pd e le relazioni pericolose

Sul numero de l'Unità in edicola, un piccolo contributo del vostro affezionatissimo a proposito di web, Pd e nuovo (?) corso:

Una curiosa polemica ha attraversato i giorni difficili che sono seguiti alle dimissioni di Veltroni e all’elezione di Franceschini: il confronto aspro tra i sostenitori della rete e quelli che hanno voluto riproporre un’idea tradizionale del dibattito politico e della sua organizzazione. A cominciare dal nuovo gruppo dirigente si sono sentite parole di diffidenza nei confronti dei blog e della vita politica sul web, come se si trattasse di qualcosa di parziale e, alla luce dei risultati di sabato, insignificante per il dibattito politico del Partito Democratico. Mi pare una lettura anti-moderna e preoccupante, lontana mille miglia anche dall’impostazione che lo stesso Pd si era voluto dare, attraverso un protagonismo del partito sulla rete, da Facebook a YouDem, per capirci, per non dire degli innumerevoli blogger (“di area”, si sarebbe detto un tempo) che quotidianamente pubblicano e discutono sulla rete. Si sono volute contrapporre queste forme di partecipazione e di dibattito al più tradizionale incontro presso i circoli, come se si trattasse di mondi che non comunicano. Ciò è, bisogna dirlo, molto impreciso. Tra i blogger politici più letti e ascoltati, con numeri che arrivano in vari casi a qualche migliaio di lettori quotidiani (dati che si avvicinano a quelli di alcuni giornali nazionali), si conta Marta Meo (martameo.net) che è coordinatrice di un circolo di Venezia e siede nella segreteria regionale del Veneto. O Andrea Mollica (andreamollica.blogspot.com), che segue Obama da Luino sul Lago Maggiore ed è coordinatore del Pd nella sua città, nonché membro della segreteria provinciale di Varese. E, ancora, i tanti che, pur discutendo in rete, sono anche protagonisti della vita politica all’interno della loro comunità. Non è, però, solo questo: è che il mondo è «grande e terribile» e le relazioni qualificano da sempre la vita politica, nelle diverse forme in cui si presentano e si articolano. E non sono mai pericolose, se non per chi coltiva il conformismo e l’inerzia. Non c’è alcun bisogno di una frattura tra le ‘gerarchie’ e i ‘protestanti’, che guardano alle prime con sospetto e rifiutano un confronto, ma di vasi che comunicano e steccati che cadono per diventare tutti più credibili, in un dibattito vivo e responsabile, nei circoli, sul web e, insomma, nella società. Quella vera, che vive e che comunica, non solo quella di cui parliamo nei convegni e nei comizi. Non dimentichiamoci che la questione numero uno che ci tocca affrontare riguarda la distanza da accorciare verso la politica prima ancora che verso il Pd. Il ‘solito’ Obama ha saputo trasformare relazioni virtuali in reale iniziativa politica. Personalissima e a misura di ciascuno, eppure universale e aperta a tutti. Questo non è marketing: si chiama politica.

postato da civati, 11:26 | link | commenti (4)

Se fossi in Franceschini

Sosterrei le ragioni dei referendari, non solo con una piccola dichiarazione (giunta, per altro, dopo la netta presa di posizione dell'Udc e l'apertura di Bossi), ma con un vero e proprio battage e con il coinvolgimento di tutto il partito.

postato da civati, 02:23 | link | commenti (5)

E' primavera?

Anche stasera a parlar di politica. A cercare di capire, a spiegare le posizioni, a confrontarsi. L'aria che tira è primaverile, a Milano e in Lombardia, ma a volte, trattando di Pd, sembra di stare in pieno autunno. Come diceva quella poesia? «Lentamente muore...». Già. Stiamo cercando di radunare le forze e soprattutto le ragioni ma non è sempre facile. Tutt'altro: ti prende uno scoramento e una disillusione che fatichi a pensare a quel qualcosa di diverso che in molti speriamo. E poi, però, torno a casa e, tra i tanti che sono arrivati in questi giorni, trovo un messaggio così, di un nuovo amico che, dice, mi ha trovato sull'Espresso: «l'averti scoperto mi porta a dire una cosa che immagino siamo in pochi a dire in questo momento: la prossima volta voterò Pd». Sono soddisfazioni. Forse, da qualche parte, è proprio primavera.

postato da civati, 02:01 | link | commenti (4)