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giovedì, aprile 30, 2009 Gliel'ha detto il dottore
Un mito vivente. Qui c'è il canale di DaverioTube (il video su Expo è irresistibile). postato da civati, 21:12 | link | commenti (16) CivaCalendar dei lavorator
Domani sarò a pranzo al Pd di Affori e verso sera a Vimercate, a San Maurizio, nella festa del primo maggio più bella che ci sia. postato da civati, 16:38 | link | commenti postato da civati, 14:05 | link | commenti (11) Flop
E' appena uscito: è il libro di Giuseppe Salvaggiulo dedicato al Partito Democratico. L'editore è Aliberti Castelvecchi, la prefazione (impietosa) di Edmondo Berselli e il sottotitolo chiarisce il senso di quello che ci troverete: Breve ma veridica storia del Partito democratico. In copertina, un pallone sgonfio. In appendice (Manuale di sopravvivenza per il Pd), i contributi di chi il pallone prova a gonfiarlo di nuovo o, forse, per la prima volta. Da Matteo (nel senso di Renzi) a Debora (nel senso di Serracchiani), per capirci. C'è anche il vostro affezionatissimo, con un breve e tagliente contributo, che sarebbe interessante discutere con voi. E c'è, infine, un blog sul quale, del libro, si parlerà, da oggi in poi. Da segnalare, le 'ultime' parole di Salvaggiulo: «In lontananza, dietro le dune, pare spuntare una nuova generazione democratica. Certo, siamo nel deserto e potrebbe essere solo un miraggio. Ma non è detto». postato da civati, 13:21 | link | commenti (13) State boni!
Per la serie il Pd e la comunicazione, a me questa di Delbono piace. E, in generale, la campagna del candidato sindaco di Bologna è forse la migliore, di questi tempi (a parte, ovviamente, la clamorosa gaffe degli occhi azzurri). postato da civati, 12:11 | link | commenti (13) Si salvi chi può
Il Pd e la comunicazione: due mondi molto lontani (grazie a Alba per la segnalazione). postato da civati, 11:15 | link | commenti (16) Il megafono giallo
A proposito di cose buone che si vedono in campagna elettorale, segnalo l'iniziativa di Philippe Daverio (un mio personalissimo idolo) e della lista Penati (quella che farà vincere il presidente uscente). Seguite il 'giallo': supererà il 10% dei voti. postato da civati, 10:14 | link | commenti (6) Dopo l'amore
Si parla tanto male delle campagne di comunicazione del Pd, ma c'è anche chi si distingue per essere cool e anche qualcosa in più, come Gianluigi Boiardi, presidente uscente della Provincia di Piacenza. Boiardi (di status?) si ricandida e si presenta così:
postato da civati, 01:44 | link | commenti (10) mercoledì, aprile 29, 2009 postato da civati, 13:18 | link | commenti (30) Oroscopo elettorale
Pd al 27%, Idv 7%, Sinistra (varie sigle) 7%; Pdl al 39%, Lega 9%; Udc al 6%. I dati dell'8 giugno, qualche giorno prima. Più che un sondaggio, un oroscopo. Da parte mia e del Gorilla. postato da civati, 12:38 | link | commenti (34) Autoreferenziale
Qualcuno dice che cito troppo i blog dei miei amici (del resto, la felicità è vera soltanto se è condivisa, no?). Nel caso di Ivan, vi dirò, lo faccio apposta, proprio per essere autoreferenziale, dal momento che pensa le cose che penso anch'io. E andrà in Europa per dirle. E mi sentirò finalmente rappresentato. postato da civati, 09:58 | link | commenti (4) Saper scegliere
Appassionato di primarie, sondaggi deliberativi e 'doparie', non posso non segnalarvi il sito Scelgodemocratico.eu. postato da civati, 09:51 | link | commenti (5) Un nuovo patto sociale e culturale
Questa sera, alle 21, a Piacenza, all'auditorium S. Ilario, partecipo all'iniziativa del Pd locale, coordinata da Benedetta Corso (qui il programma della serata) e dedicata al binomio sicurezza-integrazione. Con il vostro affezionatissimo, intervengono: Maurizio Arvedi, Roberto Rampi e il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi. Siete tutti (ma proprio tutti) invitati. postato da civati, 09:42 | link | commenti postato da civati, 00:40 | link | commenti (1) postato da civati, 00:07 | link | commenti (12) martedì, aprile 28, 2009 1949
Passano gli anni passano, crescono i bimbi crescono. Qui di seguito il volume 1, qui e qui i successivi. Per capirci, loro sono la Fgci del 1975. Qualcun altro, nel 1975, nasceva. P.S.: il video è stato cancellato. Ora lo trovate qui. postato da civati, 16:07 | link | commenti (15) Un anno prima
Ho atteso qualche giorno perché per me la Liberazione è sacra. Tutti dietro a B con il fazzoletto dell'Anpi. Faccio solo notare una piccola cosa, sfuggita ai più: il modo con cui l'anno scorso B aveva inteso festeggiare il 25 aprile. Così, per la cronaca. La Storia è un'altra cosa. postato da civati, 14:47 | link | commenti (7) Mi spiegate perché
Su quasi tutti i manifesti del Pd campeggia il nome di Berlusconi? Nella campagna di quelli che spingono, per capirci, ieri, a Firenze, ho visto gente spingere B fuori dal manifesto. Nella campagna "Ue!" c'è B associato ad un messaggio in negativo. Nell'incredibile campagna del Pd lombardo - foto in bianco e nero, con rilievo in verde di alcuni particolare dell'immagine - è addirittura citato anche Bossi. Finiremo su tutti i manuali di comunicazione politica e ci verranno a studiare da tutte le università del mondo, se andiamo avanti così. P.S.: quanto alla coerenza del messaggio, osservate qui: ![]() «Ce la faremo eccome, alla faccia della crisi». Questo è un bel manifesto. Quello affisso a fianco, però, dice che «la crisi ci rende poveri» e B & B se ne fregano. Già. Quello, a sinistra, che si vede poco, dice: «Insieme contro la crisi». Giusto. Tu chiamala, se vuoi, immagine coordinata. postato da civati, 11:24 | link | commenti (15) Un dandy coronato
L'Udc valuta se candidare Emanuele Filiberto di Savoia (che forse però finirà nelle liste del Pdl). E poi, per i cultori della materia, c'è anche Mastella. Come dimenticarlo. ![]() Alla fine, non ho saputo resistere alla tentazione. postato da civati, 11:18 | link | commenti (5) Pidiellonze
Franceschini dice, giustamente: guardate anche le liste degli altri (sottinteso: le nostre avremmo potuto farle meglio, ma ormai è andata). In effetti, c'è da piangere. Perché sono bellissime, le candidate del Pdl (c'è anche il video), ma c'è da chiedersi come sia possibile. Sinceramente. P.S.: curioso anche il cambiamento della parola «velina», che un tempo, in politica, voleva dire altro (pensate alla mitica velina rossa, iperdalemiana: da qualche giorno, si chiama Angela Sozio). P.S./2: qualcuno che si lamenta c'è, ma tanto è Fini: le pidiellonze possono stare tranquille. postato da civati, 10:42 | link | commenti (28) La leva calcistica della classe '75
«Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia». Questa mi pare la sintesi migliore della giornata fiorentina trascorsa con Matteo Renzi. Perché c'è un fatto generazionale (inteso in senso non anagrafico, ma politico) che ci unisce, perché c'è la passione per le cose concrete, per il "da farsi", per il cantiere in ritardo e per il degrado da sanare. Perché c'è Facebook e la rete e la "nuova politica", ma c'è anche il contatto personale e una campagna elettorale vecchio stile, con vecchi staliniani, intellettuali organici, giovani professioniste, persone del popolo (quello senza aggettivi, né specificazioni). Perché ci sono le differenze culturali e politiche, che il Pd ama tanto enfatizzare, ma c'è anche (e soprattutto) il senso di una sfida comune. Per me Renzi e il Pd di Firenze, in questo momento, sono la stessa cosa. E hanno gli stessi obiettivi. «E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai, di giocatori tristi che non hanno vinto mai»: è, la nostra, una leva calcistica, a cui partecipiamo provenendo da vivai diversi, giocando in ruoli che non si sovrappongono e con la voglia di fare gol, ogni tanto, ogni volta che si può. E le nostre differenze, che pur ci sono, e le diverse impostazioni tattiche, le misureremo nello spogliatoio. Quando si scende in campo, però, si gioca la partita. E se uno è della Fiorentina e l'altro della Juventus, beh, questo campionato lo si gioca insieme. postato da civati, 10:12 | link | commenti (32) Acqua bassa (bassissima)
Leggevo Gorgo di Bettin (un grande libro) e la cronaca della feroce aggressione della giovane coppia a Sesto San Giovanni. E pensavo a quali fossero le responsabilità della politica in questo campo. Di quanto sia lontana (Bettin racconta di appelli lasciati cadere da governi di sinistra e di destra nello stesso modo) e incapace di intervenire con gli strumenti più adatti. Poi ho letto questo capolavoro di volgarità e demagogia e ho pensato agli ultimi anni. E al fatto che la Lega abbia governato dal 2001 al 2006 e dal 2008 a oggi. Fanno sei anni abbondanti. Dal 2000, vuol dire quasi sempre. E, allora, la colpa di tutta questa insicurezza, cavalcata sempre di più e strumentalizzata con il più totale sprezzo della decenza e dell'onestà intellettuale, va rispedita al mittente. All'imprenditore politico della paura, che manda qualche militare per le strade, prende le impronte ai bambini rom, diffonde una cultura del sospetto verso gli immigrati senza distinzioni di sorta e, però, quando succedono fatti drammatici come quello di Gorgo e quello di Sesto, dà la colpa al buonismo della sinistra. Agli altri, insomma, senza assumersi la propria parte - significativa, per non dire maggioritaria - di responsabilità. Forse è il cattivismo della destra che non funziona, per dire. E il fatto che succedano cose del genere, che colpiscono profondamente la dignità delle persone, interroga le coscienze ben oltre la strumentalizzazione a fini puramente elettorali. Sempre che qualcuno la coscienza ce l'abbia. Non è mica detto. Una cosa so, però, con chiarezza: che continuare a sguazzare nell'acqua bassa, bassissima, della violenza e della paura, non dà alcun risultato. Anzi. postato da civati, 09:35 | link | commenti (4) A viso aperto
E' questo il motto di Matteo Renzi, candidato sindaco a Firenze. Giovani creativi al lavoro? Non credo: si tratta di Dante Alighieri e del decimo canto dell'Inferno in particolare. A parlare è Farinata degli Uberti (uno dei miei personaggi preferiti): Ma fu' io solo, là dove sofferto fu per ciascun di tòrre via Fiorenza, colui che la difesi a viso aperto. Dopo avere partecipato all'inaugurazione del suo comitato elettorale, siamo certi che Matteo non sarà il solo a difenderla e a migliorarla. postato da civati, 02:34 | link | commenti (40) lunedì, aprile 27, 2009 Ancora sul kebab
Il vostro affezionatissimo, oggi, è su l'Unità, a proposito di kebab, leggi discriminatorie e responsabilità del Pd. Correte in edicola... Quel pasticciaccio brutto della legge anti-kebab della Lombardia è molto istruttivo. Ci parla dello stato in cui versa il dibattito politico nella regione più ‘avanzata’ del Paese e della bassissima cucina politica ed elettorale che riguarda l’immigrazione in Italia. Ora, a qualche giorno dalla sua approvazione, Lega e Pdl (il secondo sempre a ruota della prima, e non solo su questi temi) negano che ci siano un particolare accanimento e una reale volontà di penalizzazione nei confronti dei kebab e di chi li produce. Non possiamo però dimenticare che la Lega presentò, qualche mese fa, un progetto di legge per tenere lontani i kebab dai centri storici, in quanto elementi di degrado tout court. E non possiamo nemmeno esimerci dal ricordare che un’iniziativa dello stesso segno ha portato alla chiusura la metà dei phone center della regione, proprio quei centri di telefonia fissa (così si chiamano nel linguaggio della burocrazia) in cui gli stranieri vanno a telefonare a casa, per tenersi in collegamento e in relazione con le proprie famiglie. Quella contro gli artigiani è, insomma, l’ennesima legge-propaganda contro gli immigrati voluta dalla maggioranza che governa la regione e il Paese. Si tratta ormai di un vero e proprio “genere letterario”: perché oltre ai phone center, negli anni scorsi, ne hanno approvate altre, di leggi discriminatorie, peraltro tutte bocciate dal Tar ovvero dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale: dalle “case solo ai lombardi” alle norme restrittive sui luoghi di culto, fino ai non meno odiosi limiti introdotti nella concessione degli abbonamenti ai mezzi pubblici. Per non parlare, a livello comunale, del proliferare di ordinanze anti-stranieri: tutte iniziative inutili e costose che fanno perdere di vista i veri problemi dell’integrazione e della sicurezza. Mentre il mondo cambia (e c’è la crisi), Regione Lombardia legifera contro gelati e kebab, creando tensioni anche laddove non ci sono, offrendo l’immagine di una società perennemente in conflitto e senza offrire soluzioni concrete a problemi reali e più urgenti. È venuto il momento che il Pd, alla ricerca di un profilo e di un’identità, come ha ricordato Luigi Manconi nel suo ultimo libro, offra una propria lettura dell’immigrazione e della costruzione di una società dei molti e non dei pochi, in cui il diverso e l’altro siano vissuti come un’opportunità e come un momento di crescita collettiva. Che ci investa politicamente, con costanza e con serietà. Oltre a dire con forza ‘basta’ alle modalità con cui Lega e Pdl piegano le istituzioni alle loro convenienze elettorali, dobbiamo dire e fare qualcosa. E qualcuno se ne deve finalmente incaricare. A viso aperto e senza paura. Se saremo determinati e convinti, il tempo ci darà ragione. postato da civati, 12:44 | link | commenti (19) domenica, aprile 26, 2009 postato da civati, 18:50 | link | commenti (4) postato da civati, 18:19 | link | commenti (3) postato da civati, 17:49 | link | commenti (4) A4. Da Trieste a Detroit
Torna il progetto LoVe (nel senso di Lombardo-Veneto) e dell'A4 - On the Nord (again, ovviamente). Quest'anno si tratta di un viaggio ai tempi della crisi che riprenderà da dove, nel 2008, ci eravamo salutati. Anche quest'anno attraverseremo gondole, piccioni, capannoni, piazze e botteghe. Ci rifocilleremo come potremo, staremo attenti alle scadenze, discuteremo di semplificazione e di tasse, ascolteremo i protagonisti del mondo dell'impresa e del lavoro. Abbandoneremo il furgoncino da fornitore, optando per una multipla a Metano. Da Trieste a Detroit, dal 6 al 9 maggio 2009, sull'A4: nella speranza che l'autostrada diventi la via d'uscita dalla crisi, all'insegna della qualità, dell'innovazione e della creazione di ricchezza (per tutti quelli che si può). Ci vediamo al casello. P.S.: tutti i video della prima edizione li trovate qui. postato da civati, 14:06 | link | commenti (12) I compleanni della meglio gioventù
Due blog (uno e due) compiono gli anni: anzi, compiono il primo anno di vita, per la precisione. Sono i migliori giovani della blogosfera. E sono amici veri, appassionati e documentati (e democratici). Appuntateveli. postato da civati, 13:54 | link | commenti (18) Un'Ikea di Paese
Brianza vs. Svezia. La domanda vera sarebbe: «Perché i brianzoli non hanno fatto una loro Ikea?». postato da civati, 12:32 | link | commenti (11) Non è comoda per nessuno
Spazio ombelicale. Aut. min. rich. Si parla della vita e della fatica che si fa, nelle parole di uno dei testi e delle canzoni più belle di Francesco De Gregori, che da qualche giorno mi accompagna su e giù per la mia regione e per il nostro Paese. «Devi rischiare la notte e il vino e la malinconia»: già. Anche la «solitudine». Quanto alle «valigie», son le tue, e «l'amore che vola via», beh, quello vola via quasi sempre, a fare questa vita. Viene in mente un saggio a me molto caro del mio carissimo Enzensberger, in cui si affronta il tema - frequentatissimo, per altro - della solitudine dell'uomo politico. La raccolta si chiama Zig zag (che in tedesco suona come un duro e fulmineo Zickzack), e anche questo titolo fa pensare alla linea spezzata dei miei viaggi e dei miei miraggi. Tempo, potere e stile sono i protagonisti di questa raccolta: il primo è decisivo, del secondo mi interessa poco, e lo stile credo che sia la cosa più importante. Per muoversi in un mondo che è «grande e terribile», ma anche piccolo piccolo e di molto meschino. E «quanti mascalzoni hai conosciuto» e «a quanta gente hai chiesto aiuto»: proprio così. Ma non fa niente. Eppur bisogna andare, no? postato da civati, 11:08 | link | commenti (6) Napoli chiama
A proposito dei quarantenni e di Napoli (e dei quarantenni di Napoli), una bella riflessione. postato da civati, 10:50 | link | commenti (4) Con Matteo
Nel senso di Renzi. Domani, a Firenze, alle ore 18, presso la libreria Feltrinelli di via Cavour, Matteo Renzi sarà con me (e con Mattia, come sempre) per la presentazione del nostro L'amore ai tempi di Facebook. Alle 19, lo accompagneremo in piazza Ravenna, dove Matteo inaugurerà il suo comitato elettorale. Lo faremo con grande piacere. postato da civati, 10:43 | link | commenti (4) sabato, aprile 25, 2009 Non è una ricorrenza
Buona Liberazione a tutti. postato da civati, 10:36 | link | commenti (9) venerdì, aprile 24, 2009 L'amore ai tempi del plagio? Pare che a Roma siano stati affissi alcuni cartelloni seimetripertre in cui si parla de L'amore ai tempi di Facebook, ma per reclamizzare un libro che non è il nostro. Se qualcuno li ha visti, può mandarmi una foto? postato da civati, 10:27 | link | commenti (3) Piombini (segue) Un altro bel pezzo di ragionamento, come lo chiamerebbe qualcuno, su Piombino, sul Pd e sul Paese. postato da civati, 10:25 | link | commenti (16) "Voglio solo essere una persona meravigliosa" Da non perdere l'oroscopo di Rob. postato da civati, 10:19 | link | commenti CivatInternational Se il New York Times parla di te (in edicola Herald Tribune a pagina 3): “It’s a ridiculous law and the fines will never be applied. It’s a sign of a lot of political confusion.”postato da civati, 10:14 | link | commenti (8) giovedì, aprile 23, 2009 Il kebab disubbidiente
postato da civati, 16:55 | link | commenti (7) Per me uno poco piccante e senza cipolla, grazie
Contro tutte le "intolleranze alimentari", ci vediamo qui alle 12.30 (via Borsieri, angolo via Porro Lambertenghi). Kebab più gelato alla faccia di chi vuole male a stranieri e italiani (e anche alla faccia del T9). Per allontanare «l'olezzo del razzismo», come lo definisce oggi Ivan Berni (Repubblica Milano) e per una pausa pranzo che sia anche un piccolo momento di riflessione sulla società che cambia. Qui di seguito le ragioni della nostra partecipazione alla kebabbata con gelato. E’ giunto il momento di dire basta al modo di Lega Nord e del Popolo delle libertà di usare le istituzioni per approvare leggi ingiuste e discriminatorie. Mentre il mondo cambia Regione Lombardia e Formigoni approvano provvedimenti contro le imprese artigiane che producono gelati, pizze, piadine e kebab mentre bisognerebbe fare il contrario. E’ assurdo”. Lo dichiarano i Consiglieri regionali Giuseppe Civati (PD) e Carlo Monguzzi (Verdi), che oggi alle 12.30 parteciperanno al presidio in Via Borsieri a Milano per prendere un kebab e un gelato e per chiedere il ritiro della legge che discrimina gli artigiani italiani e stranieri. “Quella contro gli artigiani – spiegano Civati e Monguzzi - è l’ennesima legge – propaganda contro gli immigrati voluta da Lega Nord e sostenuta dal Popolo delle Libertà in Regione Lombardia. Non è purtroppo l’unica. Negli anni scorsi ne hanno approvate diverse, peraltro tutte bocciate dal Tar e anche dalla Corte costituzionale: dalla legge contro i Phone center alle ‘case solo ai lombardi’, fino ai non meno odiosi limiti introdotti nella concessione degli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblici” “Tutte leggi inutili e costose che fanno perdere di vista i veri problemi dell’integrazione e della sicurezza. Mentre il mondo cambia e c’è la crisi – concludono - Regione Lombardia legifera contro gelati e kebab, creando tensioni anche laddove non ci sono, dando un’idea di città perennemente in conflitto e senza offrire soluzioni concrete a problemi reali e più urgenti”. postato da civati, 10:39 | link | commenti (14) Casi e bufere
Amedeo La Mattina, che seguo sempre con interesse, oggi sulla Stampa dice che è scoppiato il caso Tedesco. Tedesco è un assessore pugliese che si era dimesso all'inizio dell'anno perché indagato. Era stato candidato nel 2008 con il Pd ed era risultato primo dei non eletti, nella lista che - tra gli eletti - conta anche Paolo De Castro, indicato come capolista dal Pd alle Europee. Se De Castro venisse eletto a Strasburgo, Tedesco entrerebbe in Senato. La Mattina accredita la tesi che De Castro sia stato candidato per consentire a Tedesco di accedere ai benefici dell'immunità. La trovo una cosa del tutto infondata, almeno dal punto di vista del Pd (non so dal punto di vista di Tedesco, per intenderci): De Castro è persona di grande valore e se ha accettato la candidatura non è certo per fare un 'favore' del genere, ma per dare peso alla nostra lista. Il titolo del quotidiano torinese è: «Scoppia il caso Tedesco. Bufera su Franceschini». Le parole sono importanti. Già. postato da civati, 10:18 | link | commenti (6) Continuiamo così
«Non rompo con il Pd e non esco dal partito, ma mi candido in Sinistra e libertà», dice Staino. Dopo la «doppia tessera», il «sostengo ma non firmo», il «partecipo ma non mi iscrivo», siamo giunti ad una nuova stazione della Fenomenologia di quello che resta della sinistra italiana: «aderisco ad un partito ma mi candido per un altro». Continuiamo così, facciamoci del male. postato da civati, 09:45 | link | commenti (27) Cascinazza: e alla fine la società di B risarcì il Comune di Monza
Vi ricordate la storia della Cascinazza che tanto mi (e ci) aveva appassionato negli ultimi anni? Oggi ne parla il Corriere nelle pagine milanesi, ma ieri ne aveva già parlato il Giorno (l'articolo lo trovate qui). Per anni ci avevano detto che se non avessimo dato la possibilità a Berlusconi (per esteso, perché si tratta di Paolo) di costruire, il Comune avrebbe dovuto pagare danni miliardari (in lire, perché questa storia inizia tanti anni fa). Invece, come sostenevamo, è successo il contrario. Osservate e leggete con me: Lo scorso 19 marzo il Tribunale monzese si è espresso e ha condannato Istedin a liquidare il Comune con 2.500 euro per diritti e 300.000 euro per onorari. Dopo una telenovela che ha caratterizzato la storia urbanistica della città per oltre 40 anni, Monza inizia a gustarsi una vendetta, incassando vittorie davanti ai giudici e soldi di risarcimento. E proprio con un certo gusto Alfredo Viganò, ex assessore all’Urbanistica e tra i principali oppositori alle pretese edificatorie sulla Cascinazza, ha comunicato lunedì sera in Consiglio comunale l’ultimo risultato ottenuto in Tribunale. «È una sentenza esemplare - commenta -. Chi ha chiesto danni esorbitanti per pretese infondate, non solo viene bloccato ma anche condannato a pagare. E dovrebbe anche fermare certe idee sulla Cascinazza». «Fermare certe idee», dice Viganò. Pare che la giunta Mariani e in particolare l'assessore Paolo Romani (che siede nel governo B, ma ha voluto mantenere l'incarico di assessore all'urbanistica del Comune di Monza, chissà come mai) abbiano individuato l'area della Cascinazza (passata, nel frattempo, di proprietà) come sede ideale per le nuove strutture dell'Asl, della Croce Rossa e dell'asilo notturno. Proprio così. Edificandoci un po' intorno, come sempre hanno provato a fare. Anche con il ricatto del risarcimento a favore del privato che, però, si è dimostrato essere un risarcimento a favore del Comune. E dei monzesi. postato da civati, 09:41 | link | commenti (4) postato da civati, 09:16 | link | commenti (1) postato da civati, 09:11 | link | commenti La majonese, nel frattempo, è impazzita
Marcello parla, a proposito della famigerata legge anti-kebab, di «una legge scritta col ketchup». Sorbitevi, ad esempio, l'articolo 2, comma 2: «E’ consentita la vendita, da parte delle imprese artigiane, degli alimenti di propria produzione per il consumo immediato nei locali adiacenti a quelli di produzione, con esclusione degli spazi esterni al locale ove si svolge l’attività artigianale, tramite l’utilizzo degli arredi dell’azienda e di stoviglie e posate a perdere, ma senza servizio e assistenza di somministrazione». Notare la virgola prima di «tramite» e dove è stato collocato l'inciso «con esclusione degli spazi esterni...»: è evidentemente il copia-incolla di altri testi e di altri regolamenti, assemblati male, con il risultato che la legge è praticamente incomprensibile e si presta alle interpretazioni più diverse. E mentre scrivevano con il ketchup, potremmo dire, la majonese è definitivamente impazzita. postato da civati, 07:57 | link | commenti (2) Per loro stessa ammissione
La legge anti-kebab non serve a nulla. Leggete qui (trovate anche la notizia della nostra protesta enogastronomica di domani, in via Borsieri alle ore 12.30). Dicono gli esponenti della destra che si potrà continuare a mangiare il gelato per strada. Grazie di cuore. In compenso, è un triste destino per la legge nata a luglio (e discussa per mesi tra le file della destra) per contrastare i kebab (come testimonia la crociata lanciata tempo fa a Bergamo, la città dei due proponenti di Pdl e Lega) che venga dimostrata dai suoi sottoscrittori la sua totale inutilità prima ancora che essa entri in vigore. Eppure ieri qualche esponente della Lega aveva spiegato che si trattava di «uno strumento in più per la sicurezza» (controllate qui). Già. Ci si vede domani, in via Borsieri, alle 12.30, a mangiare un kebab e un gelato sul marciapiede. Eversivi, in ogni caso. postato da civati, 00:45 | link | commenti (6) mercoledì, aprile 22, 2009 Piccolo codice etico: fuori i curriculum e i finanziatori
Erano mesi che aspettavo questo momento: finalmente potremo utilizzare il nostro piccolo codice etico. Per andare in Europa senza imbarazzi. postato da civati, 15:39 | link | commenti (8) Il futuro leader del Pd
C'è chi dice di averlo visto (l'articolo è di ieri, ma è online da poche ore). postato da civati, 15:37 | link | commenti (4) postato da civati, 15:24 | link | commenti (10) Kebabbook
Qui il Facebook degli amici del kebab. Ci toccherà aprirne uno anche per gli amanti del gelato. Già. postato da civati, 15:24 | link | commenti (3) Non capiscono un cono (segue) Il Corriere, ma anche Repubblica, si sono fatti prendere la mano sulla questione gelati e kebab... Domani, alle ore 12.30, ci mangiamo un kebab in via Borsieri (all'angolo con via Porro Lambertenghi), all'Isola, con i colleghi Ardemia Oriani e Carlo Monguzzi e il capogruppo a Palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino. E poi anche un gelato lì vicino. Ci siete? postato da civati, 11:42 | link | commenti (16) E ora
Ascoltatemi bene. Le liste per le Europee non sono fenomenali. La 'cucina' è stata lunga e faticosa e i segnali del famoso change molto pochi: diciamo uno per circoscrizione. Ora, però, i candidati e le liste, finalmente, ci sono. Anche la campagna di comunicazione lascia un po' a desiderare e siamo tutto d'accordo. Però, ora, c'è la campagna elettorale. E il Pd deve fare un buon risultato: alle Europee, s'intende, ma anche (e soprattutto) alle Amministrative. Chi auspica il "tanto peggio, tanto meglio" sbaglia e sbaglia di grosso. Chi vuole congressualizzare (si potrà dire?) le elezioni, si qualifica da solo (e qualifica la propria proposta politica). Chi pensa ad una conta, si troverà qualche sorpresa. Sono il primo a dire che l'8 giugno, o il 22, il giorno dopo i ballottaggi, deve aprirsi la stagione congressuale. E bisogna farlo senza prese in giro. Fino al weekend del voto, però, dovremo occuparci di lavorare per il partito. Anche se questo volesse dire che ci teniamo Franceschini per l'eternità. E' un fatto di ordine squisitamente politico, con qualche sfumatura morale. E bisogna essere conformisti nelle poche occasioni in cui il conformismo serve, perché si tratta, almeno in questo caso, di un conformismo che conserva, mi pare di poter dire, una sua dignità critica e una sua molto utilitaristica (l'utile di tutti, non quello di pochi, ovviamente) ragionevolezza. Chi in questi giorni, tra un nuovo libro e una nuova fondazione, vorrà sparigliare, si comporta come quei giocatori che rompono lo spogliatoio. O come quei partner che passano la vita a mettere in discussione la coppia. Ci vuole molto cuore, un po' di gambe e anche un pezzettino di fegato, con questo Pd. Ma anche quest'anno vale la pena votarlo, non solo per evitare la dispersione dei voti: ne vale la pena per una precisa scelta di ordine politico. Quella di tornare a essere presenti sulla scena politica italiana nei prossimi mesi. Per quanto mi riguarda, ho una riunione tra qualche minuto, alle 8.30 (ora brianzola). E voi? postato da civati, 07:58 | link | commenti (62) Esultano gli juvedem
La Juventus risponde all'appello. Ranieri chiederà ad Alex di fermarsi nel caso si ripetessero cori e fischi razzisti. Da juventino democratico (juvedem?) sono molto soddisfatto. postato da civati, 07:48 | link | commenti (5) Da Piombino a Strasburgo
Ivan Scalfarotto e Debora Serracchiani corrono. Il primo nel Nord Ovest, la seconda nel Nord Est. E noi li voteremo e li faremo votare. Anzi, se volete segnalarmi la vostra disponibilità per dar loro una mano, fatelo. Meglio partire subito, da Piombino a Strasburgo la strada è lunga... postato da civati, 05:31 | link | commenti (5) CivaCalendar (senza soluzione di continuità)
Nemmeno il tempo di rientrare da Verona (alla Fnac, ieri pomeriggio), che già ci tocca andare a Torino (non prima di avere fatto il nostro dovere istituzionale, s'intende). Questa sera, alle ore 18, presso la libreria Feltrinelli di piazza C.L.N. (ovvero qui), saremo ancora insieme, con Mattia, a parlare di Facebook. Lunedì 27 saremo a Firenze, con Matteo Renzi, presso la Feltrinelli di via Cavour, sempre alle ore 18. L'ultima presentazione si terrà a Venezia, il 4 maggio, ma per quella c'è ancora tempo. postato da civati, 05:06 | link | commenti postato da civati, 04:42 | link | commenti martedì, aprile 21, 2009 Coprifuoco
Altra chicca della nuova legge della vendita di prodotti alimentari d'asporto (qui "da portar via" ci sarebbe la maggioranza, per la verità). Art. 3, comma 1: «Gli orari di apertura e chiusura al pubblico delle imprese artigiane di produzione e trasformazione alimentare che effettuano la vendita dei propri prodotti per il consumo immediato [immediatissimo] sono rimessi alla libera determinazione degli imprenditori» e fin qui va bene. Poi, però, si aggiunge: «Nel rispetto della fascia oraria compresa dale ore sei alle ore ventiquattro» («e [ovviamente] dei criteri adottati dai comuni»). Una coppetta dopo il cinema? Dipende dalla benevolenza del sindaco. Fosse per la Regione, non si potrebbe. Il Pd vota contro, a scanso di equivoci. P.S.: il passaggio incredibile, però, è il seguente: «I comuni [...] possono autorizzare, per la sola vendita, deroghe all'orario di apertura e di chiusura». «Per la sola vendita»: il gelato, poi, lo mangi con il cappuccino, la mattina dopo. Oppure, aspetti a mangiarlo finché non sei arrivato a casa. Una volta chiusa la porta, s'intende. P.S./2: se volete un parere, continuate a impugnare il gelato. Qualcuno, poi, impugnerà la legge. postato da civati, 15:58 | link | commenti (11) Non capiscono un cono
Riprende la discussione sulla legge per chi somministra alimenti e bevande. Panico tra i gelatai: quest'estate come faranno? La legge ha assunto un nuovo titolo, rispetto a quello iniziale powered by Belotti. Il titolo è: Disciplina della vendita da parte delle imprese artigiane di prodotti di propria produzione per il consumo immediato. Art.2, comma 2: «E' consentita la vendita, da parte delle imprese artigiane, degli alimenti di propria produzione per il consumo immediato nei locali adiacenti a quelli di produzione, con esclusione degli spazi esterni al locale ove si svolge l'attività artigianale». Il cono si mangia alla cassa, praticamente (la pizza, nel caso, va mangiata in un boccone, perché sul marciapiede anche la masticazione è sospetta). postato da civati, 15:47 | link | commenti (5) postato da civati, 15:37 | link | commenti (10) Bellezza in bicicletta (ovvero: se la bici vale più dell'Ecopass) Comunicato stampa. Piste ciclabili: approvata la legge regionale proposta dal PD Nasceranno in città le velostazioni e piste ciclabili lungo le tratte ferroviarie dismesse Il Consiglio regionale ha approvato oggi a grande maggioranza la legge sulla mobilità ciclistica proposta dal PD. D’ora in poi la Regione perseguirà l’obiettivo di raddoppiare la rete di piste ciclabili esistente, di metterla in sicurezza e di connetterla a stazioni ferroviarie, autostazioni e stazioni metropolitane, attraverso la creazione di “velostazioni”, cioè depositi protetti e punti di noleggio per le due ruote. Nuovi percorsi ciclopedonali potranno essere realizzati per collegare i luoghi di interesse ambientale e turistico, anche utilizzando le tratte ferroviarie e stradali dismesse o in disuso e gli argini e le alzaie dei corsi d’acqua e dei laghi utilizzabili. Di più, i vecchi caselli ferroviari potranno essere utilizzati, in accordo con il gestore della rete ferroviaria, come strutture ricettive e di ristoro per i cicloturisti. “Con questa legge la bicicletta diventa a tutti gli effetti un mezzo di trasporto integrato alla rete della mobilità collettiva, e sono forniti gli strumenti per potenziare la rete cicloturistica extraurbana. Con questa legge, nata da una proposta dell’opposizione e poi discussa in commissione fino a diventare proposta condivisa, si prevede un piano regionale per lo sviluppo della rete delle piste ciclabili, con il ruolo programmatorio della Regione e degli enti locali, ma anche con il coinvolgimento delle società del trasporto pubblico. È previsto anche un ruolo delle aziende private che saranno invitate a favorire, per quanto di propria competenza, l’utilizzo della bicicletta da parte dei propri dipendenti. Una legge complessiva, finanziata con 4,5 milioni di euro, che può dare impulso ad una mobilità più sostenibile”. Grande soddisfazione è stata espressa da Giuseppe Civati, primo firmatario del progetto originario, che ha voluto dedicare l’approvazione della legge a Luigi Riccardi, storico presidente della FIAB, scomparso l’estate scorsa. “Abbiamo approvato una legge che è frutto di un lavoro partecipato, perché sono stati accolti contributi e stimoli delle associazioni di chi ha cuore la bicicletta e la ritiene strategica come mezzo di trasporto urbano. Le due ruote vengono dunque sdoganate come integrazione della mobilità sostenibile, perché è maggior alleato del treno e delle metropolitane. Un nuovo ciclo, ora, comincia dalla battaglia sul bilancio, per incrementare il finanziamento degli interventi, che ha bisogno di essere confermato e rafforzato nei prossimi anni. Ricordo che un uso molto rafforzato della bicicletta darebbe più risultati dell’ecopass”. postato da civati, 15:10 | link | commenti (11) Ormai è una moda Preciso per i commentatori più seriosi che si tratta di uno scherzo. Che, per altro, è stata Binetti, su l'Espresso dell'altra settimana, a dichiarare di volersene andare. O quasi. La posizione politica di chi è sempre sul filo del distinguo. E, quindi, sul bordo del manifesto. Nel pay off, invece, si può apprezzare la critica politica più analitica, che pare rappresentare il pensiero di molti. Per quanto mi riguarda, invece, ribadisco che la questione della laicità va affrontata anche con il concorso dei cattolici: di quelli, però, che accettano il confronto. P.S.: in ogni caso, ho già pronto il manifesto con CIVAT... postato da civati, 13:29 | link | commenti (20) Non di solo kebab
Vive il leghista (e la destra in Lombardia). Legge sui kebab, poi presentata come legge su chi fa attività di somministrazione di alimenti e bevande. In generale: perché non si può parlare solo di kebab, bisogna estendere a tutta la categoria. E ne viene fuori un pasticcio che non finisce più, come sottolineato in questo momento dall'ex-assessore leghista Cé. Una norma che «va a toccare i diritti personali, del codice civile, sia del produttore, sia del cliente», perché riguarda i comportamenti di chi poi alimenti e bevande se li gusta. «Un conto è la forzatura politica», dice Cé, un conto è fare una legge impugnabile fin da domattina. «Evitiamo l'ennesima brutta figura». E, invece, non la eviteremo. Cè parla di principi liberali, dei diritti dei produttori e del cittadino. A prescindere dal fatto che mangi il kebab o la piadina (romagnola e quindi comunque comunista). Legge sbagliata e discriminatoria. En plein. Zamponi (IdV) parla di legge inutile e di «marchetta o, meglio, di una sorta di servizio senza corrispettivo effettuato a favore di un partito politico che continua a prendere legnate sulle gengive sui fatti di sostanza e sbandiera come grande successo la chiusura dei centri per le telefonate [la nostra battaglia per i phone center] e iniziative come questa». Il Pdl, in ogni caso, è d'accordo. Saffioti (Forza Italia) è il relatore del provvedimento, per intenderci. postato da civati, 13:15 | link | commenti (5) Per Mario Balotelli (Alex, se ci sei, batti un colpo)
Sottotitolo: 2 a 0 a tavolino contro il razzismo. Sono italiano e juventino e mi sono vergognato per quello che è successo a Mario Balotelli. Qualche minuto prima, a Piombino, parlando di integrazione e di come è cambiata la nostra società, Moris Gasparri aveva parlato di generazione Balotelli e noi tutti discutevamo dei nuovi cittadini che ci hanno raggiunto in questi anni e che fanno parte a pieno titolo della nostra società e delle nostre comunità. Chiedo formalmente che, in casi come questi, la squadra che dimostra di avere una tifoseria razzista, venga punita con il classico 2 a 0 a tavolino. Altro che multe. E se Moratti avesse ritirato la squadra, avrebbe fatto bene. E avrebbe meritato i tre punti previsti in caso di vittoria. Contro gli incivili, prima di tutto. P.S.: a scanso di equivoci, e proprio perché sono italiano e juventino, vorrei precisare che, come calciatore, Mario Balotelli mi è antipaticissimo, ma solo ed esclusivamente perché tutte le volte che gioca contro la Juventus, sempre e comunque, un gol lo segna. E questa è l'unica cosa che mi pare di poter rilevare. Tutto il resto, invece, mi fa schifo. P.S./2: ha ragione Maurizio Crosetti (oggi su Repubblica): i calciatori dicano qualcosa. Alex, se ci sei, batti un colpo. P.S./3: stiamo raccogliendo adesioni. Con me, tra gli juventini democratici, ci sono Pierfrancesco Majorino, Carlo Monguzzi e Carlo Porcari. Formalizzeremo la proposta del 2 a 0 a tavolino contro il razzismo tra poco. Chi è d'accordo, sottoscriva. postato da civati, 11:52 | link | commenti (23) postato da civati, 11:44 | link | commenti Hai voluto la bicicletta?
Siamo in aula e stiamo discutendo una legge che ha come primo firmatario il vostro affezionatissimo. E' la legge dedicata alla mobilità ciclistica e alla promozione della bicicletta in Lombardia. Una legge che è anche un atto di grande civiltà: finalmente la Lombardia raggiunge, con un piccolo ma deciso 'scatto', il gruppo di testa dei paesi europei che hanno a cuore la bicicletta. Mobilità ciclistica urbana ed extraurbana, una rete regionale per integrare il sistema della mobilità ciclistica con la mobilità su ferro ma anche su gomma: questi i nostri obiettivi principali. Vorrei ricordare, da ultimo, che si tratta di un progetto di legge partecipato che voglio dedicare a Luigi Riccardi, grande presidente della Fiab, con il quale avevamo discusso di questa proposta e promosso molte iniziative in questo senso. A lui dedichiamo questa legge per quella mobilità dolce a cui era così affezionato. postato da civati, 11:42 | link | commenti (1) Altri piombini
Luca parla di Piombino su l'Unità. La frase: «Ma intanto abbiamo fatto tre cose a noi molto care e importanti. Abbiamo parlato e discusso assieme, e condiviso intenzioni e desideri simili sulla politica e sul Partito Democratico. Siamo ovvero diventati un gruppo, aperto e fluido, ma con molte cose in comune. Anche se lontani dal volersi formalizzare in una corrente: siamo il PD nel suo progetto originale. Siamo il PD». postato da civati, 11:29 | link | commenti (8) postato da civati, 01:00 | link | commenti (2) lunedì, aprile 20, 2009 postato da civati, 23:53 | link | commenti Il cardinale Martini e il vescovo di Monze
Non è un errore di battitura: chi c'è stato, all'incontro tra Martini e Patriarca, dice che è stato «spaziale». Se ne parla anche qui, sul blog di Giuseppe (nel senso di Adamoli). postato da civati, 17:14 | link | commenti (6) Er Brianza
Si accende la polemica in Brianza sul candidato di An alla presidenza della Provincia di Monza e Brianza (che, come saprete, An vuole abolire). Qualcuno ha anche girato un video, facendo presente ai leghisti (che già lo sanno e non paiono esserne molto soddisfatti) che il candidato in questione è romano, oltretutto. Qualcun altro lo chiama Allevanno, perché il candidato in questione si chiama Allevi e per ricordare la querelle che ha coinvolto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a proposito del Gran premio e dell'autodromo di Monza (i toni erano già parecchi accesi: il sindaco leghista di Monza aveva minacciato di «convenzionarsi con Al Qaeda per abbattere l'Altare della patria»). Ora, sono tutte provocazioni un po' così. Conosco Allevi da tempo. Era seduto dietro di me in Consiglio comunale ed era molto violento come oppositore (i lettori di questo blog lo ricorderanno). Potrei parlarne male, evidentemente, ma preferisco che tra lui e Ponti (il nostro candidato) ci sia un confronto maturo e responsabile, sulle cose da fare per la Brianza. Vinca il migliore, insomma. E che sia nato nella Capitale è un problema solo per chi da anni fa polemiche invereconde contro «Roma ladrona» (il nostro candidato, per la cronaca, è nato a Cesano Maderno). Noi parliamo di contenuti, di proposte, di idee. Grazie per l'attenzione. postato da civati, 16:27 | link | commenti (7) Piombini e pallottole (spuntate)
A parte l'Unità (l'articolo lo trovate qui), i media italiani hanno snobbato l'appuntamento di Piombino (benché i partecipanti della tre giorni democratica fossero numericamente più o meno quanti si sono ritrovati chez Franceschini sabato a Roma). Non fa niente, anzi, per certi versi, meglio così. Pare, invece, se ne sia parecchio parlato alla Daje Night (Daje nel senso della Fondazione di cui sono orgogliosamente apprendista, per altro) per sfotterci platealmente (ma con simpatia, come sempre). A Piombino, del resto, era invitato anche il Daje fondatore. Ed erano, a modo nostro, dei Daje day... postato da civati, 15:58 | link | commenti (16) postato da civati, 15:46 | link | commenti Ho visto 'cose' (piombini approfonditi)
Io ne ho viste di cose che voi democratici non potreste immaginarvi. Ho visto correnti in fiamme al largo dei bastioni di Piombino. E ho visto i raggi B (nel senso che sapete) balenare nel buio vicino alle porte del Borgo degli Olivi (così si chiamava la struttura che ci ospitava). E tutti quei momenti non andranno perduti, anche se pioveva. E', insomma, tempo di partire. E, come in quel monologo (che era improvvisato, come sanno gli esperti), tutto è successo senza che vi fosse predeterminazione. Ho visto persone che non si conoscevano discutere liberamente. Ho visto amici e compagni parlare dei problemi del Paese (prima ancora che di quelli del Pd), partendo dalle domande e non dalle risposte già frequentate in passato. Ho visto una generazione fare politica in modo molto maturo (altro che gggiovani), partendo prima di tutto dai propri limiti. Responsabilizzati e seri, ossessionati dall'apertura di questo piccolo gruppo, preoccupati dai doveri di rappresentanza, consci di una sovraesposizione mediatica che, a volte, fa più male che bene. Ho visto proposte concrete e dettagliate, ma solo abbozzate e da precisare con il contributo delle tante persone che, come noi, si aspettano qualcosa. A Epinay, Mitterand aveva adottato lo slogan: «Cambiare la vita». A noi, quelli di Piombino, basterebbe cambiare (un po') la politica italiana. Non per arrivare a Roma, ma per dare qualche risposta a Monza e a Udine, a Firenze e a Rimini, a Ravenna e a Genova. Perché il nostro arrivismo, di cui tanti ci accusano, è soltanto quello di voler vedere arrivare il Pd da qualche parte, in un percorso che lo porti, se è possibile, ad incontrare la società italiana. Piombino è stato un 'luogo', ora quel luogo si chiama congresso. E lo vogliamo celebrare a ottobre (parlo dell'ottobre di quest'anno e spero sia chiaro a tutti). Il mese più indicato per pensare a una (piccola) rivoluzione. postato da civati, 12:46 | link | commenti (27) Coffer
Chi ha fatto questa foto, è un maligno, ma è geniale (è un fotomontaggio, mica che poi qualcuno pensi che il Pd ha una comunicazione che non funziona...). postato da civati, 11:52 | link | commenti (1) I piombini (la foto)
Il fotografo è Luca, che non è nella foto, ma lotta insieme a noi. La piscina, sullo sfondo, è citazione morettiana (coperta la piscina e anche la citazione). Sullo sfondo, s'intravedono gli ulivi. postato da civati, 11:39 | link | commenti (24) I piombini de l'Unità
Comprate l'Unità. Ci son due pagine su Piombino. postato da civati, 11:19 | link | commenti (4) domenica, aprile 19, 2009 L'era solare (altri piombini)
Mentre D'Alema "era glaciale" alla trasmissione di Daria Bignardi, cinquanta democratici quasi anonimi si ritrovavano a Piombino. Nonostante il tempo pessimo e qualche rovescio (non solo elettorale), il clima era ottimo, disteso, propositivo. Venerdì ci siamo presentati gli uni con gli altri, sabato abbiamo discusso tutto il giorno, oggi abbiamo tirato le somme di un lavoro che è solo all'inizio, alla ricerca di un Pd che finalmente ci sia, perché per ora c'è stato poco e si è perso parecchio per strada. Più domande che risposte, più appunti che conclusioni: il percorso è molto lungo e complicato e non abbiamo la presunzione di avere tutte le soluzioni in tasca. Sappiamo, però, di avere un punto di vista molto diverso da altri non solo e non tanto sul partito, ma soprattutto sulla politica e sulle sue modalità di relazione con i cittadini. Sulle questioni della contemporaneità e sulla battaglia culturale da aprire contro il berlusconismo imperante. Sulla necessità di rompere lo schema e di cambiare registro, quello stesso registro frequentato da anni (per me, da sempre) dai soliti protagonisti. Non ricambio generazionale, dunque, ma ricambio politico e massima apertura al confronto e alla discussione. Senza correnti, senza pregiudizi: a Piombino erano invitati i contestatori e i protestatari, ma anche i membri della segreteria nazionale. E sembrava quasi di stare in quel Pd che ci hanno raccontato e che poi non abbiamo quasi mai visto tradotto in pratica. Sono stati giorni intensi, e un post non è sufficiente per darne una descrizione fedele e per documentare il lavoro che è stato fatto. Per ora vi basti sapere che, per un attimo, abbiamo pensato che il periodo della lunga glaciazione stesse per concludersi. E che qualcosa di nuovo, di più caldo e solare, si affacci all'orizzonte. (segue) postato da civati, 23:15 | link | commenti (24) postato da civati, 22:04 | link | commenti (3) postato da civati, 21:48 | link | commenti (2) sabato, aprile 18, 2009 Che cosa sta succedendo a Piombino
Alla fine ho deciso di partecipare, nonostante il giallo di qualche giorno fa si sia infittito (vi racconterò: pare che ci fosse una mano politica molto autorevole). La prima sessione di lavoro piombinese, al Borgo degli Olivi (un nome, un destino) di Riotorto, è stata di ottima qualità. Oggi i gruppi di lavoro: trovate un piccolo commento qui. Le mie perplessità sul Pd e su alcune 'dinamiche' rimangono tutte, ma qui l'aria è fresca. postato da civati, 10:20 | link | commenti (26) giovedì, aprile 16, 2009 CivaCalendar: da Treviso a Calolziocorte, passando per Piombino
Stasera, come dicevo, a Treviso, per la Carovana del Pd. Da domani pomeriggio a Piombino, sotto copertura e falsa identità. Domenica pomeriggio, infine, a Calolziocorte, in provincia di Lecco, per partecipare ad una iniziativa sull'integrazione a cui tengo molto (anche alla luce di quanto è raccontato qui), ospite dei Giovani Democratici di Lecco (che sono sul territorio e anche sul web, per dire). postato da civati, 14:54 | link | commenti (11) Walter e Debby
Walter è ancora vivo e lotta insieme a noi. Wow. A due mesi dalle dimissioni, dopo avere minacciato il secondo romanzo e essersi allenato in palestra, torna in campo. Per sorprendere tutti (sì, ciao) ricomincia da Udine e da Debora (trovate qui le info sull'evento). C'è ancora qualcuno che si chiede come farà Serracchiani a farsi eleggere? postato da civati, 14:25 | link | commenti (34) Berlusconi dappertutto
Andrea scrive cose intelligenti, come sempre. Dice che nel Pd si è discusso poco di referendum, fino ad ora (perché, del resto, di che cosa si è discusso? Boh). E ha ragione, anche se credo che la posizione referendaria su tutti e tre i quesiti sia quella politicamente più giusta e più sostenibile, proprio per far saltare il porcellum, il vero obiettivo della consultazione che ha messo così in difficoltà la Lega (che del porcellum è la mamma, guarda caso). Mentre leggevo il post di Andrea, tra l'altro, mi ha chiamato Roberto per segnalarmi che il Pdl si presenterà con il nome di Berlusconi (absit iniuria verbis) anche alle Amministrative. Per fare un esempio: contro il Pd di Penati presidente, ci sarà il Pdl di Berlusconi presidente (non Podestà, come sarebbe corretto che fosse). Così accadrà anche in Brianza, contro Gigi Ponti ci sarà Silvio Berlusconi, sul simbolo e non solo. E' un fatto, per me, di estrema gravità, pericolosissimo per il Pd e per il risultato elettorale, ma anche per la nostra povera democrazia. Si vota il capo, chiaro? postato da civati, 14:14 | link | commenti (36) Il mio mito di oggi
Si chiama Goffredo Bettini. Del resto, da tempo, ero suo fan su Facebook. Eravamo in otto. Ora non c'è più nemmeno il gruppo. Ma la sua decisione di oggi è bella e intelligente. postato da civati, 13:52 | link | commenti (4) Numero verde?!
Guido Podestà si candida per il Pdl contro Filippo Penati. Lancia un numero verde: 800.916882. Che non funziona. Thank you for calling. And voting for Penati. postato da civati, 13:46 | link | commenti (3) A Treviso, per ascoltare
Stasera, con la Carovana che tanto spaventa, saremo qui. Da quando sono democratico "in sonno", il mio unico obiettivo è quello di ascoltare e di prendere appunti. Il congresso si avvicina e mi pare che siamo rimasti in pochi, pochissimi a credere ancora nel famoso "progetto originario" del Pd. Lo scopriremo solo vivendo e attraversando il Paese, come stiamo facendo da settimane, sospettati di avere un piano eversivo. Già. postato da civati, 10:56 | link | commenti (20) Tre piccoli porcellin
Alla fine il referendum non si farà il 7 giugno, ma nel weekend successivo o, più probabilmente, il 21, domenica di ballottaggio. Prima domanda: se era anticostituzionale il 7, perché non lo sarebbe il 21? Lo sa il cielo. In compenso, se si opterà per il terzo weekend, si dovrà modificare la legge che norma i referendum, che prevede come termine ultimo per la loro celebrazione il 15 giugno. Tre piccoli porcellin: il sistema elettorale, la decisione di fare saltare il referendum, lo spreco di centinaia di milioni di euro, ai tempi della crisi e in un momento difficile per il Paese. Si tratta della più limpida delle scelte partitocratiche: la Lega sa che in caso di raggiungimento e di prevalenza del sì ai tre quesiti, non solo salterebbe l'amato porcellum, che le consente di prendere i voti "a latere" rispetto a B, ma si metterebbe in discussione anche il suo ruolo da terzista, che la solleva da ogni responsabilità. Non importa che 800.000 cittadini e passa abbiano sottoscritto il referendum, previsto dall'ordinamento e garantito da un preciso riferimento costituzionale. Importa solo la difesa del fortino leghista, a tutti i costi. E, in questo caso, i costi sono alti. E i tre piccoli porcellini se la cantano e se la suonano. Chissà se arriverà il lupo. postato da civati, 10:40 | link | commenti (14) Eppure io questa l'ho già sentita
Tassare i super ricchi, dice B, in chiave autobiografica. E pensare che, fino a qualche giorno fa, era una proposta sbagliata, che la Camera ha bocciato, perché degna della peggior demagogia. Già. postato da civati, 09:22 | link | commenti (6) Non è più tempo di Bossi-Fini
Fini cambia idea anche sulla legge sull'immigrazione. Ormai è più a sinistra del partito comunista cinese (quello di una volta, s'intende). postato da civati, 09:19 | link | commenti (4) Narcisismi di sinistra
Leggete Mattia: ci parla di Bologna ai tempi di Facebook. P.S.: grazie ancora a Silvia Truzzi per la presentazione e a Enrico e a tutti i 25 lettori che vi hanno partecipato. postato da civati, 09:09 | link | commenti Un vero leader politico
Il governo decide di non accorpare il referendum alle elezioni amministrative e europee e Fini che dice? Peccato. Un vero leader politico. postato da civati, 00:51 | link | commenti (10) mercoledì, aprile 15, 2009 “Non un euro venga sprecato: election day il 6 e 7 giugno” Comunicato stampa. Appello di Civati e Ponti al centrodestra della Brianza e del nord e al Governo. “La crisi economica e la tragedia abruzzese impongono a tutti, al governo in primo luogo, di lasciare da parte opportunismi politici e di non sprecare nemmeno un euro di soldi pubblici: è necessario accorpare il referendum elettorale alle elezioni amministrative ed europee del 6 e 7 giugno”. Lo hanno dichiarato durante una conferenza stampa Giuseppe Civati, Consigliere regionale del PD e Gigi Ponti, candidato del centrosinistra alla Presidenza della nuova Provincia di Monza e Brianza, alla vigilia della decisione che sarà assunta domani in Parlamento sulla data del referendum e in contemporanea con il presidio davanti a Palazzo Chigi, cominciato questa mattina, promosso dal Comitato referendario. “Il nostro è soprattutto un appello al centrodestra del nord affinché dica con parole chiare come la pensa – ha detto Civati. Vuole che vengano buttati via 400 milioni di euro oppure, nel caso si accorpasse la consultazione referendaria ai ballottaggi del 21 giugno, poco più di 300 milioni di euro, o preferisce che questi soldi siano spesi meglio? Il referendum è stato chiesto da 800 mila italiani e va fatto entro i termini previsti dalla legge. Fare una legge ad hoc per spostare oltre il 15 giugno la data della consultazione sarebbe assurdo”. “E’ indispensabile fare di tutto per evitare che la gente si allontani dalla politica – ha aggiunto Gigi Ponti. Centrosinistra e centrodestra della Brianza e del Nord possono fare giungere a Roma un appello forte e chiaro per chiedere che le consultazioni si tengano il 6 e 7 giugno consentendo così un forte risparmio di denaro pubblico. L’accorpamento con i ballottaggi sarebbe un contentino dai costi comunque troppo elevati. Gli opportunismi politici hanno le gambe corte e non fanno gli interessi dei cittadini”. postato da civati, 12:06 | link | commenti (12) postato da civati, 09:54 | link | commenti (1) Ecco perché Debora ce la farà
Leggo qui che ci sarebbe un piano per far fuori Debora. Dicono che è ultra-veltroniana, che è stata promossa dalla stampa vicina a Walter (a me risulta che il giornale più entusiasta sia stato la Stampa di Torino, però), che la candidano per fregarla, che i famosi apparati non la voteranno. Non sono d'accordo quasi su nulla. Debora ha ricevuto un grande riconoscimento con la candidatura europea: molti devono lavorare per anni per ottenere un simile punto di partenza, a lei è bastato un discorso (ce ne rendiamo conto?). Addirittura, e non è un segreto, si parla di Serracchiani capolista nel Nord Est (e quindi nella mitica Emilia). Pare che la sua candidatura venga dal territorio: così ci è stata presentata da tutti (anche da lei) e non capisco perché non dovremmo credere a questa versione. Franceschini la vuole con sé per il 18, in occasione dell'assemblea degli amministratori e dei candidati del Pd, per replicare l'exploit di un mese fa e per fare una foto ricordo con la candidata più appealing del momento. Insomma, faccio un pronostico, facile facile: i giornali e le tv continueranno a parlarne con la stessa enfasi che finora hanno usato nei suoi confronti e Debora sarà eletta a furor di popolo. I problemi del Pd continueranno a essere quelli di sempre, ma un piccolo segno di novità brillerà tra le stelle della Ue. E Franceschini potrà dire: il rinnovamento c'est moi. Per interposta Debora, s'intende. postato da civati, 09:16 | link | commenti (32) ReferenDario colpisce ancora
Adesso vogliono accorpare il referendum al ballottaggio. Peggio la pezza del buco, perché non tutti votano per i ballottaggi (ovviamente), perché si spendono lo stesso centinaia di milioni di euro (si parla di 300), perché la legge prevede che per il referendum si voti entro il 15 giugno (come ognun sa, l'articolo 34 della legge 352 del 1970 stabilisce infatti: «Ricevuta comunicazione delle sentenza della Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, indice con decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno»). C'è tempo entro giovedì. Per una volta, l'opposizione si fa sentire e con Franceschini, il ReferenDario, parla di Bossi Tax. E ha ragione. Qui di seguito, il video del comitato referendario (che tra l'altro, su Facebook, promuove un presidio permanente davanti a Palazzo Chigi): è orrendo, ma dice cose sagge e di assoluto buon senso. postato da civati, 09:01 | link | commenti (2) postato da civati, 08:56 | link | commenti (8) B-movie: ciak, si censura
Siamo al B-movie, dove B sta per chi sapete anche voi. Adesso censurano anche i film, già. postato da civati, 08:54 | link | commenti (1) martedì, aprile 14, 2009 C'è tutto un mondo intorno: integrazione, letture consigliate
Prima di tutto, Livia Turco, Il muretto, Donzelli. Un bel libro (a parte il titolo) sui 'tentativi' di integrazione nel nostro Paese. Livia Turco racconta, in prima persona e on the road, alcune Storie di ordinaria convivenza tra italiani e immigrati, a partire dal caso scottante del muro di Padova (eccolo, il muretto), al lavoro difficile nelle scuole al Trullo (Roma), al caso di via Piave a Mestre, in tutto simile al progetto che stiamo sviluppando con Carlo Monguzzi a Milano. In ogni caso non posso non notare che non ci sia la Lombardia (vi assicuro: non è un caso). Il libro è da abbinare a Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie di Fiorenzo Oliva per Stampa Alternativa. Si tratta del racconto di una stagione passata a Porta Palazzo, a Torino, alla ricerca di una chiave sulla società multiculturale, in uno dei contesti più difficili del Paese. Se potete, poi, in libreria c'è anche Luigi Manconi con Un'anima per il Pd (Nutrimenti), la cui parte in assoluto più interessante è l'appendice, dedicata proprio al «cattivismo al potere» e a quello che il centrosinistra (e il Pd soprattutto) potrebbero fare per l'integrazione (e non fanno o, se lo fanno, lo fanno pochino). Perché c'è tutto un mondo intorno, appunto. postato da civati, 18:47 | link | commenti Pover purscell (nel senso del maiale)
La Stampa è un ottimo giornale, anche se oggi ha perso di vista un piccolo particolare. Calderoli, che di solito il maiale lo pascolava per evitare che si edificassero moschee, si è dimenticato di ricordare ai cittadini italiani che il referendum interviene sulla sua famosa legge elettorale, detta anche porcellum perché un giorno fu definita «porcata» dal suo stesso ideatore. Perché di stinchi ce ne sono, ma non di santo. Che non ne voglia parlare l'ex-porcellista lo possiamo anche capire, ma che Amedeo La Mattina se lo sia scordato, beh, fa un po' riflettere, a proposito di «rischio-fascismo», per dire. postato da civati, 17:45 | link | commenti (3) Da Bologna a Treviso
A Bologna, domani pomeriggio, mercoledì 15 aprile 2009, alle ore 18, presso la libreria Feltrinelli (quella International di via Zamboni), la bravissima Silvia Truzzi presenterà il nostro piccolo libro L’amore ai tempi di facebook (Zelig Editore - Baldini Castoldi Dalai). Giovedì 16, a Treviso, undicesima tappa della Carovana del Pd (qui tutte le informazioni del caso). L'incontro che si terrà a partire dalle 20.30 presso la Sala conferenze del Palazzo dell’Umanesimo Latino (Riviera Garibaldi 13), vedrà l’intervento dei carovanieri fondatori (Ivan Scalfarotto e il vostro affezionatissimo), insieme a Enrico Quarello, Stefano Roman, Oleg Curci, Paolo Giacon, Paolo Giaretta, Marta Meo, Laura Puppato, Filippo Silvestri, Andrea Simonato, Antonino Stinà. Coordina Luca Musumeci. Il titolo? Pd, un partito sostenibile? Puntini, puntini... postato da civati, 10:24 | link | commenti (15) Milano, città arcipelago
Quand'ero giovane, con Aldo Bonomi e Ferruccio Capelli, lavorammo a una ricerca che si chiamava «Milano, città arcipelago». Ora ritrovo la stessa immagine qui, in un sito ben fatto, da visitare e, soprattutto, da leggere (ci sono anche cose 'regionali', come il bel pezzo della fassiniana della porta accanto). postato da civati, 09:47 | link | commenti Stiamo scherzando?
Santoro non è certo uno dei miei giornalisti preferiti (anche perché, com'è noto ai miei 25 e-lettori, i giornalisti che mi piacciono sono pochissimi). Trovo però che, ancora una volta, contro la sua trasmissione, ci sia un intento censorio che non sta né in cielo né in terra (e Zavoli dice cose molto sagge, in proposito). Leggete Repubblica: Saviano e Settis, oggi, dicono quello che penso della vicenda abruzzese (e a proposito di allarmi, procurati e non, leggete qui). Che si fa, si stigmatizzano anche i loro pezzi? Si chiudono i giornali perché si permettono di mettere in discussione le res gestae del premier e i successi a-tutto-campo del nostro straordinario Paese? E non si tiri in ballo, ipocritamente, il servizio pubblico, perché la Rai fa cacarissimo da anni (per quanto mi riguarda, da sempre). Se c'è qualcosa di penale, intervenga la magistratura. In una direzione e nell'altra, a meno di non voler credere che B sia diventato anche giustizialista. Gli manca solo quello, in effetti. P.S.: a proposito, il Pd, su questa vicenda, che posizione ha? Ah, già, ne ha una dozzina. Ottimo lavoro, ragazzi, avanti così. postato da civati, 09:44 | link | commenti (12) L'uomo del territorio
Un tempo si parlava di «uomo della strada». Ora va di moda, anche alla luce dei successi della Lega, di «uomo del territorio». Noi uno ce l'abbiamo: si chiama Gigi Ponti. Lo trovate qui (e anche qui). Oggi ci occupiamo di lui e della sua campagna e se qualcuno volesse dare una mano, nei cinquanta Comuni della nuova provincia, mi scriva. C'è parecchio da fare, com'è ovvio che sia, in una delle tornate elettorali più difficili di sempre. postato da civati, 09:09 | link | commenti (4) lunedì, aprile 13, 2009 Consorziati (già)
Mi scrive un'amica e mi dice che se il Pd non fa un bel risultato (diciamo dal 25% in su) alle Europee, sono già pronti due partiti «consorziati». Testuali parole. «Partiti consorziati». Bello, no? E tutta questa retorica del nuovo? E la vocazione maggioritario? E la casa dei riformisti? Forse trattasi di villette a schiera. E lo dico da esterno, sia chiaro... postato da civati, 20:55 | link | commenti (10) Chi sa che cosa si celebra il 9 maggio?
Secondo me, quasi nessuno lo sa... si celebra l'Europa. Luigi Lusenti e Gigi Vecchi, via Facebook, avanzano una proposta: «il 9 maggio, Festa dell'Europa, perchè non dare un piccolo segnale ai cittadini: tenere aperti i nostri circoli con iniziative che parlino di Europa?». Sarebbe rivoluzionario. postato da civati, 17:58 | link | commenti (4) A Piombino non andrò
E penso di lasciare il Pd. Arrivederci, amore, ciao. postato da civati, 16:06 | link | commenti (72) Pecunia non Oleg
Vedo la campagna per le Europee del Pd (quella con «UE» e il nome di B sul manifesto) e non capisco. Poi ne vedo un'altra, quella del «forte tu, forti noi», e capisco ancora meno. Alla fine, mi salva Oleg Curci, con la sua proposta di campagna low cost, fatta con il porta-a-porta (non nel senso della trasmissione, però) e con un lavoro di base, come si faceva una volta. A tappeto, casa dopo casa, comizio dopo comizio: «di casello in stazione», come dice la canzone. Ripartiamo da lì. postato da civati, 14:40 | link | commenti (8) Se fossi segretario del Pd
Leggevo la riflessione di Andrea e pensavo a cosa avrei fatto io se fossimo stati al posto dell'attuale gruppo dirigente. Innanzitutto, avrei puntato su candidature senza macchia e senza paura, che muovessero dal territorio e dall'esperienza di tanti anni di buona politica (perché ci siamo dimenticati che il Pd è apprezzato soprattutto a livello locale e proprio a livello locale annovera le sue figure più spendibili?). Avrei poi gestito molto meglio alcune vicende, soprattutto nei riguardi dei capilista (il cui senso ancora mi sfugge, da Cofferati a Bettini, da D'Antoni a Bianco). Forse avrei chiesto alle personalità più credibili a livello europeo, a cominciare da Emma Bonino (che abbiamo 'mollato' troppo presto, quasi subito), di farci un pensierino, per dare l'idea (che non sta dando nessuno, per la verità) che l'Europa sia una cosa seria e che a partire da queste elezioni avremmo scelto di non sbagliare mai (appunto). E poi, certamente, avrei candidato un po' di quei famosi volti 'nuovi' di cui molto si parla e poco si pratica, preparandoli per tempo, dando loro strumenti e visibilità, senza scorciatoie, né colpi di teatro. Non era poi così difficile, anche perché che le elezioni europee si svolgessero questa primavera lo si sapeva da cinque anni, per dire. Credibilità, da una parte, e preparazione europea, dall'altra: un binomio che abbiamo puntualmente evitato di centrare. P.S.: fortunatamente, nel Nord Ovest c'è Ivan Scalfarotto, che è assolutamente credibile e preparato, proprio per ragioni che attengono la sua storia personale. E poi, da votare, ci sono gli uscenti: quelli, tra i pochissimi, che hanno resistito cinque anni. Dalle mie parti, rispondono al nome di Antonio Panzeri e Patrizia Toia (tutto il resto è noia, per far la rima). P.S./2: non sono, né sarò segretario del Pd e perciò non voterò Cofferati (che tanto è popolarissimo, come risulta dai sondaggi commissionati da Franceschini... già). postato da civati, 13:22 | link | commenti (9) domenica, aprile 12, 2009 Tanto mica lo facciamo
Che uno a Pasqua vorrebbe dedicarsi anche ad altro, ma poi sta a Roma e tutti quelli che incontra gli dicono: "eh, Civati, tu hai anche ragione, ma questo famoso congresso mica è sicuro che si faccia a ottobre, magari lo si rinvia, ti pare?". E ti guardano strani, perché tu vieni dalla provincia, e non capisci le sofisticate cose della Roma politica e della politica romana soprattutto. Qui "uno più uno fa duemiladieci", ti spiegano. P.S.: se è così, scateniamo il finimondo, promesso. postato da civati, 12:59 | link | commenti (15) postato da civati, 12:51 | link | commenti (1) Pressing
E ora la Lega ci deve spiegare la sua posizione di retroguardia sul referendum. Tu chiamala, se vuoi, partitocrazia. postato da civati, 12:39 | link | commenti (3) venerdì, aprile 10, 2009 Vie d'uscita
Sottotitolo: il Pd fuori dalla crisi (tra parentesi: la crisi sua, e quella del Paese). Ne parla oggi il Corriere. Si tratta di una tre giorni di confronto e di dibattito che abbiamo promosso, con Ivan e Luca, Paola e Sandro, a Piombino (molto lontano da Gargonza, per capirci). Ci troveremo nella città toscana da venerdì 17 (bando alle superstizioni) a domenica 19 aprile. Ci saranno (quasi) tutti gli esponenti della meglio gioventù del Pd. Un momento preparatorio verso quella Woodstock democratica di cui parlai tempo fa, in previsione di quel congresso rivoluzionario che tutti (o quasi) auspichiamo. Per passare dal dato generazionale al dato politico. postato da civati, 13:55 | link | commenti (17) Do you remember ReferenDario?
Chiedemmo a Franceschini di spendersi per il referendum, con forza e con coraggio. Dario si trasformò in referenDario e rispose al nostro appello. Ora, anche B è in difficoltà. E la Lega ha un altro motivo per preoccuparsi, dopo il voto contro le ronde e l'estensione del periodo di permanenza nei Cpt. Quando si fa politica, qualche risultato lo si ottiene. postato da civati, 13:43 | link | commenti (7) Si è dimesso anche Letta Leggete qui. Dopo le dimissioni di Veltroni, un altro candidato segretario del 2007 ci abbandona. Un fatto di estrema gravità, ma anche di grande chiarezza. Da tempo sapevamo che Enrico si stava muovendo. Verso il famoso Centro (con la 'c' maiuscola, come ora lo descrive). Dopo un po' di 'elastico', finalmente, lo ammette: e si tratta dell'"operazione sincerità" di cui parlai più di un mese fa e di cui abbiamo tanto bisogno. Chi vuole rimanere nel Pd, chi vuole farlo crescere, lo dica fin d'ora. Aspettare le Europee, come stanno facendo in molti, è, non solo spiacevole, ma politicamente molto vile (absit iniuria verbis). postato da civati, 13:23 | link | commenti (39) giovedì, aprile 09, 2009 Q.
Stasera saremo a Roma, per parlare de L'amore ai tempi di Facebook: appuntamento alle ore 18, presso i locali della Feltrinelli di piazza Colonna. Q. però non è d'accordo e mi scrive così: Trovo che finché l'argomento Facebook (che secondo me è un luogo di mero cazzeggio) rientra nella rubrica "futilismi", si trova perfettamente al suo posto. Ma farci un libro, e perdere tempo per promuoverlo, mi pare eccessivo. Mi rendo conto di essere un po' talebano su questi temi, ma già trovo di una futilità estrema che politici nazionali si mettano a scrivere libri nel pieno della loro attività politica (mi riferisco, per rimanere 'in casa', ai romanzi di Franceschini o al 'Per passione' di Fassino, per esempio), quando il pochissimo tempo libero che hanno dovrebbero utilizzarlo per leggerli (per arricchire le loro argomentazione e per uscire dal loro lessico stereotipato). Oltretutto, la letteratura su internet si spreca su concetti di una ovvietà disarmante, evidenti anche a un bambino, figuriamoci cosa può succedere su un argomento sub-letterario come il Facebook sub-internettiano. Per prima cosa, non sono un politico nazionale (forse lo è Mattia, devo chiederglielo). In secondo luogo, si tratta di un'indagine sulle modalità con cui cambiano le relazioni e le modalità di comunicazione, a partire dal web, e non solo (l'amore essendo inteso in senso molto lato, come vuole il Ficino con cui il libro si apre). E' curioso dover registrare questa critica: se chi fa politica si dedica anche a qualcosa di molto popolare e diffuso (tipo 8 milioni di utenti in Italia), è visto con sospetto, come se uscisse dal suo 'campo', che è invece limitato ai famosi 25 lettori (volevo dire: elettori). Davvero non capisco. Forse è il caso di regalare una copia del libro a Q. e discuterne de visu. Come stiamo cercando di fare con i tanti lettori che si sono detti interessati. postato da civati, 08:35 | link | commenti (38) postato da civati, 08:27 | link | commenti (5) postato da civati, 08:26 | link | commenti (2) mercoledì, aprile 08, 2009 Ancora a proposito di Election day, pensando all'Abruzzo
Comunicato stampa. Formigoni ci dia una mano a convincere il Governo che è assurdo non far votare per il referendum elettorale il giorno stesso delle elezioni europee e amministrative. Contiamo sul Presidente della Regione Lombardia, che aveva condiviso le ragioni del Referendum per cambiare l’infausta legge elettorale in vigore, perché esponga le nostre ragioni ai colleghi di coalizione che siedono a Roma. Ricordiamo che tenere il referendum in una data diversa dalle elezioni europee costa alle casse dello Stato 400 milioni di euro, che in questo momento è sicuramente meglio utilizzare per altri nobili scopi, come aiutare i cittadini dell’Abruzzo a uscire dall’incubo e a ricostruire quanto hanno perso. Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi postato da civati, 09:19 | link | commenti (13) postato da civati, 01:01 | link | commenti (4) martedì, aprile 07, 2009 postato da civati, 23:46 | link | commenti (4) postato da civati, 23:43 | link | commenti (3) Andate al mare postato da civati, 17:28 | link | commenti (7) Il senso di responsabilità (sì, ciao) Andrea (nel senso di Sarubbi) mi scrive del suo mal di stomaco, che è anche il mio. postato da civati, 16:34 | link | commenti (7) Election day per l'Abruzzo Marta mi lancia una proposta che subito raccolgo e rilancio. Presidente Berlusconi, P.S.: c'è anche il gruppo su Facebook (anche l'Unità si mobilita). postato da civati, 16:02 | link | commenti (5) postato da civati, 12:30 | link | commenti (4) A qualcuno non piace
Pare che la candidatura di Cofferati non piaccia a Penati, forse in ragione della rima. postato da civati, 11:45 | link | commenti (7) A Napoli e Roma, ai tempi di Facebook
Alessandro ha curato un bellissimo video della nostra presentazione a Vimercate di sabato scorso. Con Mattia saremo domani a Napoli, alla Feltrinelli di piazza Martiri, alle ore 18. Giovedì, invece, arriveremo a Roma e saremo alla Feltrinelli di piazza Colonna, sempre alle ore 18. postato da civati, 11:31 | link | commenti (7) lunedì, aprile 06, 2009 Si scrive Scalfarotto
La direzione regionale della Lombardia ha votato, tra le altre, la candidatura di Ivan Scalfarotto al Parlamento europeo. L'unica buona notizia, quella che tanto mi auguravo. Per il resto, nonostante i proclami (contrari) di tanti autorevoli esponenti (sì, ciao) del Pd lombardo, Cofferati sarà il capolista del Pd nella circoscrizione Nord Ovest. Wow. postato da civati, 17:57 | link | commenti (16) Dare una mano
Pare che Bertolaso abbia sconsigliato l'impegno diretto in Abruzzo, sostenendo che se ne devono occupare solo i volontari professionisti (boh). In ogni caso, sono disponibile ad andare a dare una mano. Se qualcuno ha informazioni più precise, mi scriva. postato da civati, 17:32 | link | commenti (5) Con la Caritas, per l'Abruzzo (fate girare)
Trovate qui i dati. Propongo agli amici blogger di replicare il messaggio. E di postare le istruzioni che trovate qui sotto: Per sostenere gli interventi in corso (causale "Terremoto Abruzzo") si possono inviare offerte a Caritas italiana tramite il conto corrente postale 347013 o tramite Unicredit Banca Roma (Iban IT38 K03002 05206 000401120727). Per il sangue, invece, è il caso di rivolgersi qui: Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO Spirito Santo, via Fonte Romana, 8 a Pescara. Telefono: 0854252687. postato da civati, 17:08 | link | commenti (3) Abruzzo: che cosa si può fare?
Me lo sto chiedendo e lo chiedo a voi, che cosa sia più utile fare in queste ore drammatiche. Il Pd contribuirà alla raccolta fondi della Caritas. Su Facebook (dove per altro si trovano anche spunti polemici nei confronti di Bertolaso), si sono mobilitati quasi subito. postato da civati, 14:11 | link | commenti (20) postato da civati, 10:55 | link | commenti (3) La sicurezza che ci piace
Questa sera, alle ore 21, presso la sede del Pd di Affori, nella periferia milanese, parte il progetto «La Sicurezza che ci piace», di cui avevo parlato qui. postato da civati, 06:28 | link | commenti (1) domenica, aprile 05, 2009 L'amore ai tempi di Passengers
La puntata di venerdì è qui. A noi ci trovate verso le 8, dopo una quarantina di minuti di trasmissione... postato da civati, 23:43 | link | commenti Per passar le dogane e gli inverni
A me loro piacciono parecchio, e magari li vado anche ad ascoltare, che suonano vicino a casa, a Osnago, oggi pomeriggio. postato da civati, 13:11 | link | commenti (9) Il metrò e lo spazio pubblico
Ieri in metrò (a proposito: ma cosa cavolo succede alle linee metropolitane milanesi?) ho iniziato a leggere Il metrò rivistato di Marc Augé, pubblicato da Cortina a vent'anni di distanza dal primo viaggio dell'Etnologo che ha fatto il giro del mondo (l'antropologo, intendo, ma anche il suo libro). Il libro, come tutti i sequel, è meno 'formidabile' del primo, ma alle pagine 54-55 si legge una cosa che a me interessa parecchio, perché ci parla di spazio pubblico e di cittadinanza (per me, un vero tormentone). Osservate e leggete con me: «I trasporti pubblici sono infatti oggi il luogo per eccellenza nel quale la nozione di spazio pubblico mantiene un senso [avendolo largamente perduto, aggiungo io]. È all'interno dei treni in movimento e nelle stazioni in cui si cambia linea o mezzo di trasporto che lo spazio pubblico afferma la propria esistenza, anche se in modo contraddittorio. Lo spazio pubblico - se con questo si intende lo spazio concreto in cui tutti incrociano tutti, ma anche lo spazio astratto dove si forma l'opinione pubblica [ritagliare e conservare con cura la definizione] - viene perlopiù identificato con lo spazio dei trasporti pubblici. Un'immensa quantità di persone se ne serve ogni giorno: è lì che esse apprendono le ultime notizie, danno un'occhiata alle pubblicità che vengono affisse e fanno l'esperienza concreta del funzionamento dei servizi pubblici [...] e, in senso più largo, di una politica globale le cui eco hanno una particolare risonanza sotto le volte bianche della metropolitana [a Milano, sono i pavimenti della linea 2 a essere diventati bianchi e quindi sporchi in un nanosecondo] o sotto le grandi vetrate delle stazioni del XIX secolo. Qui, il sentimento di insicurezza è latente e i moti popolari sono pronti a manifestarsi in occasione di un controllo o di un ritardo. La "Francia [e l'Italia e l'Europa: pensate alla metropolitana di Londra] delle diversità", di cui ci parlano fino allo sfinimento, vi subisce le pesanti inerzie del quotidiano». Ecco, mi sembra interessante. Molto. Anche segnalare che molti la metropolitana non la usano. E usano il mezzo privato. Che si chiama così ed è così. Come un'idea di società che questa dimensione pubblica di cui ci parla Augé, che passa un sacco di tempo in metropolitana, deve saper riscoprire. E interpretare nuovamente. postato da civati, 13:01 | link | commenti (8) Il «già là» etico e l'enigma
Nel kit del parlamentare andrebbe inserito - subito! - il testo che Enzo Bianchi (con la 'i', non quello che candidiamo alle Europee) ha appena pubblicato per i tipi di Einaudi. Si richiama al suo La differenza cristiana e si intitola Per un'etica condivisa. Einaudi, forse perché conosce la scarsa predisposizione degli esponenti politici a non leggere se non le agenzie di stampa e le interviste di quello della corrente vicina alla loro, scrive sulla copertina: «L'umanità è una, di essa fanno parte religione e irreligione. Per credenti e non credenti è comunque possibile la via della spiritualità. È possibile la vita interiore profonda, la creazione di bellezza tra gli uomini». Bianchi chiede di ridefinire la laicità, senza sconvolgerla continuamente in scontri e conflitti di cui sono primi protagonisti proprio gli esponenti cristiani. Bianchi richiama tutti all'insegnamento del Vaticano II, del Papa precedente (e anche di quello in carica) e soprattutto alla Prima lettera di Pietro (2, 11), «che indica chiaramente lo statuto del cristiano come "straniero e pellegrino"» ( (e mi permetto di notare il riferimento a Cronache, 1, 29:15, con cui Obama apre lo strepitoso libro I sogni di mio padre: «Noi siamo stranieri davanti a te e pellegrini come i nostri padri»). «Il cristianesimo non è opera di persuasione, ma di grandezza», per dirla con Ignazio di Antiochia, all'insegna di un esemplarismo che è così importante in una società che ai «testimonial» dovrebbe preferire i «testimoni», scrive Bianchi nel suo modo lucido e appassionato (e religioso anche per chi religioso, stricto sensu, non lo è). Bianchi è chiarissimo e preciso: «La laicità [...] è un apporto che i cristiani stessi devono assolutamente dare alla costruzione dell'Europa. Essa appare a tutti necessaria come luogo di rispetto e di neutralità positiva dello stato, uno stato nel quale i cittadini possano sentirsi rappresentati, a qualunque fede, etica e cultura appartengano. Lo stato deve essere laico; certo, la società è una realtà plurale, e per questo il fatto religioso chiede di essere accettato tra gli altri nello spazio pubblico. Lo stato, dal canto suo, deve difendere la libertà di coscienza di tutti; deve vegliare perché sia possibile una coesistenza pacifica tra componenti della società e le differenti religioni o ideologie; deve soprattutto opporsi a ogni forma di violenza con cui si vorrebbero imporre idee e convinzioni religiose». La laicità è «il principio supremo del nostro ordinamento», ricorda Bianchi, in un confronto che deve avvenire anche all'interno della Chiesa, dove invece si sprecano «ordini apodittici, calati impersonalmente dall'alto...». Contro ogni revival teocratico, ma anche a favore di un ruolo profetico della religione cristiana all'interno della società: per superare questi «giorni cattivi» (splendida definizione) in cui «raramente» accade che «i cristiani» riescano «a far percepire a quanti non condividono la loro fede lo spessore e la qualità "umana" di questi valori, che non sono quasi mai presentati e spiegati in termini antropologici» (Bianchi, invece, ci riesce eccome). Ed è quel dato antropologico da riscoprire, alla ricerca di quel «"già là" etico» che è precedente a ogni fede e cercando di affrontare quell'«enigma» che fa parte della vita di ciascuno di noi. Bianchi dispiega tutto questo con una straordinaria efficacia: e da pagina 100 in poi troverete quei principi di «etica condivisa» che da tempo stavamo cercando. E che non sono recensibili. E che vanno letti, soprattutto se poi ci si trova a dover legiferare. postato da civati, 12:47 | link | commenti (9) Lo scarto del contemporaneo
Per fermarmi a pensare su ciò che è nuovo e contemporaneo, mi farò aiutare da Giorgio Agamben (solo?). Nella sua ultima raccolta di saggi (Nudità, Nottetempo, che detto così può suonare anche osé), Agamben riflette su ciò che è contemporaneo, partendo da Barthes («il contemporaneo è l'intempestivo») e dal citatissimo Nietzsche delle Considerazioni inattuali (che Agamben traduce con «intempestive»): «appartiene veramente al suo tempo, è veramente contemporaneo colui che non coincide perfettamente con esso né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale; ma, proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo» (Agamben, cit., p. 20). Il contemporaneo, allora, è colui che si muove attraverso le ombre del presente, e che a partire da queste si rivolge al passato, per reinterpretarlo (come fecero Foucault e Benjamin, ricorda Agamben): «ciò significa che il contemporaneo non è soltanto colui che, percependo il buio del presente, ne afferra l'inesitabile luce; è anche colui che, dividendo e interpolando il tempo, è in grado di trasformarlo e di metterlo in relazione con altri tempi, di leggerne in modo inedito la storia, di "citarla" secondo una necessità che non proviene in alcun modo dal suo arbitrio, ma da un'esigenza a cui egli non può non rispondere» (ibidem, p. 31). Ora, questo è il punto, e la parentela tra contemporaneità e l'"ora" della moda, che, della contemporaneità, è una delle figure più vistose e utili a comprendere questo tempo inteso (e compreso) a partire da uno scarto, da un anacronismo e da una sfasatura che però lo qualificano nel modo più preciso e nitido. In un paese che parla di sé dalla mattina alla sera ed è in perenne ricerca di novità soltanto per non cambiare mai, è un punto di vista da considerare con grande attenzione. O, almeno, così mi pare. postato da civati, 12:13 | link | commenti (4) Serracchiani, i rosiconi e il destino del Pd
E' il caso di essere sinceri: la vicenda di Debora Serracchiani fa rosicare tanti e credo sia giusto ammetterlo. L'exploit mediatico, si parva licet componere Obama*, non ha eguali nella storia politica recente: per molto meno, qualcuno avrebbe ipotecato la casa. La ragazza del web, come la presentano i soliti giornalisti che non sanno quello che scrivono, non stava sul web, non aveva un blog, né la pagina di Facebook (ora, però, ce l'ha, ovviamente). Ora, del web democratico, è la regina indiscussa e gli stessi che dicevano che il web non contava nulla (a cominciare da Bersani e Franceschini) si sono dovuti ricredere (avranno capito? Risponditore automatico: no). E' praticamente una neofita dell'attività politica ed è diventata la rappresentante del famoso 'territorio'. Ha detto quello che pensano tutti, ma l'ha detto bene, al momento giusto, senza giri di parole. Ha quasi quarant'anni, ma deve avere un ritratto tipo Dorian Gray in casa perché ne dimostra venticinque e dà un'immagine di novità che scalda il cuore. I giornali si sono subito appassionati, com'era giusto che fosse, e come il vostro affezionatissimo aveva capito prima di altri. E aveva previsto che l'avrebbero candidata alle Europee, perché il Pd ha bisogno di lei per nascondere un problema di idee ma anche di uomini (e di donne). Ora lei ci va (un po' obtorto collo, par di capire) e farà una campagna elettorale da seguire con attenzione, che potrebbe avere anche un valore congressuale. Come dicevo anche di me stesso, si parvissima licet, quel me stesso che i giornali avevano reinventato per una decina di giorni, e che Matteo Renzi torna a proporre come candidato naturale alla segreteria nazionale (gli offrirò una cena quando presenteremo insieme il libro a Firenze, il 27 aprile): attenzione alle scorciatoie e al tutto-e-subito. Perché il nostro è certamente un problema di novità, ma di novità politica. Serracchiani correrà, insieme ad altri (come speriamo e come lei stessa si augura) per costruire qualcosa di nuovo che ancora non c'è. Non fermiamoci ai fenomeni, cerchiamo di aggredire la cosa in sé. E facciamolo insieme, altrimenti - passata la bolla - sarà gabbato anche il rinnovamento. *Obama è indeclinabile, any sense. postato da civati, 11:43 | link | commenti (33) postato da civati, 10:00 | link | commenti (1) Franceschini l'anticiclico
Avrete già sicuramente letto Diamanti su Repubblica. Nel caso non lo aveste ancora fatto, fatelo ora. Si parla di B e di Franceschini, soprattutto. Si parla di sondaggi e Diamanti ce li ha un po' troppo buoni: se si va avanti così, a giugno saremo all'80%. Si parla del Pd e del recupero di delusi e «esuli», come Diamanti li chiamò in un articolo ormai famoso. Si parla della strategia franceschiniana e si capisce che il segreto sta tutto in quell'essere anticiclico del segretario, che sembra forte proprio perché sobrio, che può con la sua modestia recuperare in voti in tempi di crisi della politica, che può permettersi di stare a sinistra proprio perché è un ex-dc, come nota una manifestante in piazza gli grida quando lo vede. Come nel suo secondo romanzo (il primo è bellissimo, il secondo così così), è stata una follia improvvisa quella che ha trasformato Dario, che lo ha riprogrammato per essere un segretario davvero reloaded e profondamente ripensato. Sullo sfondo, dopo due bruciacchiature, Bersani rosica, perché sa, come tutti, che Franceschini sta facendo bene. Il problema, però, è che ora è sufficiente, ma in futuro ci vorrà qualcosa d'altro: tutta questa modestia e sobrietà serve per recuperare i voti che la gestione precedente - di cui il Franceschini-prima-maniera è stato protagonista più o meno come lo è oggi - aveva dilapidato in pochi mesi. Dall'8 giugno chi ci sarà (forse non Rutelli, per capire Letta, invece, ci vuole il mago di Segrate) si troverà a dover costruire finalmente un partito, a lanciare un congresso che dica qualcosa anche al Paese, a presentare una svolta rivoluzionaria per la Sinistra e per l'Italia. Tutto questo dovremo farlo insieme, dovremo farlo in tanti. postato da civati, 09:57 | link | commenti (3) Ragazze senza cuore
Forse non lo sai ma, ai tempi di Facebook, pure questo è amore. Quasi quasi allego il dvd al libro, come mi consiglia di fare Marco. postato da civati, 09:28 | link | commenti (4) sabato, aprile 04, 2009 Joachim Sauer
E' il marito di Angela Merkel, che si sta godendo qualche giorno in compagnia delle first lady, mentre sua moglie è al lavoro. Come Michelle e Carlà, però, dovrà rimanere in albergo. postato da civati, 16:12 | link | commenti (3) Liberté, d'accordo, ma l'égalité?
A volte certe cose mi fanno paura: stavo pensando al problema dell'uguaglianza e di un mondo che deve cogliere l'occasione della crisi per cambiare (e lo sta facendo solo in piccolissima parte), e scopro che un lapsus obamiano (determinato da motivi tecnologici, oltretutto) denunciava lo stesso problema. P.S.: mi piace invece lo slogan della manifestazione di oggi: «Futuro sì, indietro no». postato da civati, 09:26 | link | commenti (3) Pensavo fosse un'iniziativa del Fai
Invece Italia Nascosta è una bella iniziativa del Pd nazionale e della segreteria di Dario Franceschini. postato da civati, 09:19 | link | commenti (3) Questo blog aderisce alla manifestazione nazionale della Cgil
Avrei tanto voluto essere a Roma, ma non ce l'ho fatta, ma seguirò con interesse la diretta. Nel frattempo, a chi fosse rimasto a Milano, segnalo che ci si vede alle 11 in piazza San Babila a Milano alla manifestazione per il referendum elettorale, contro la duplice porcata del porcellum e dello sdoppiamento tra elezioni Europee e referendum. Chi non viene è un porcellino. postato da civati, 09:15 | link | commenti (8) Partita Ivan
Caro Ivan, portaci in Europa. Porta in Europa un po' di competenza, di impegno, di passione politica. Porta in Europa un po' di contemporaneità. Porta le lotte per i diritti civili, a te tanto care (e porta a casa qualcosa della sensibilità europea così lontana dal nostro Paese), e porta le lotte per una libertà che non sia l'esatto contrario dell'uguaglianza. E, infine, porta in Europa un'idea diversa della politica, dei rapporti tra le persone, del rispetto dei cittadini. Ne abbiamo tanto bisogno. Sono certo che, se raccoglierai la sfida, lo farai perché ci credi e non per ragioni di opportunità politica o di carrierismo. E lo farai con il concorso di tanti di noi, che non vedono l'ora. L'anno scorso eravamo in lista per le Politiche, al quindicesimo e al diciassettesimo posto (posti d'onore per uomini d'onore?), quest'anno te la puoi giocare au grand jour. E noi, nel nostro piccolo, giocheremo la nostra partita Ivan. postato da civati, 09:03 | link | commenti (3) Marta e Tony
Ho acceso la tv e su Rai1 sono comparsi Marta (nel senso di Meo) e Antonio (nel senso di Bassolino). Una rappresentazione plastica della questione generazionale all'interno del Pd. Dall'altra parte, c'era PCC (nel senso di Paolo Cirino Pomicino), per dire. postato da civati, 08:56 | link | commenti (5) venerdì, aprile 03, 2009 postato da civati, 16:48 | link | commenti (15) postato da civati, 16:02 | link | commenti (11) Identità sous rature
Ieri sera, chez Mollica, avremmo dovuto parlare della politica e dell'amore ai tempi di Facebook ed è finita che abbiamo parlato del Pd e della questione identitaria che lo attanaglia. Tutto giusto e tutto corretto: non dimentichiamoci, però, che l'identità è per sua natura mutevole e cambia costantemente. E non è solo questione di appellarsi a identità passate per dare risposte al presente e magari al futuro (se si riesce): continuare ad evocare le tradizioni del Novecento senza considerare la loro evoluzione storica, è perfettamente sbagliato. Segnalo, per l'ennesima volta, che il mondo è cambiato parecchio e la politica italiana molto, troppo poco. Che le domande della contemporaneità (leggete Agamben, Nudità, Nottetempo, appena pubblicato) sono cambiate. Lo ha capito Obama, forse può capirlo anche il Pd. C'è la sfida della società multiculturale (che vent'anni fa non c'era), c'è la sfida dell'ambiente, profondamente rinnovata, c'è la sfida del lavoro che è radicalmente cambiato rispetto ai modelli aviti. Tu chiamala, se vuoi, globalizzazione: quella parola e quel concetto che tiene insieme tutto quello che stiamo dicendo. Più passa il tempo e più mi convinco che è in questo contesto che va inserita anche la questione della collocazione europea, altrimenti un po' stucchevole. A proposito, Fassino dice oggi (lo trovate sulla Stampa) che «abbiamo avviato con i socialisti europei un confronto sul percorso con cui costruire a Strasburgo un gruppo nel quale siedano insieme gli eletti socialisti e gli eletti del Pd». «Abbiamo avviato il percorso»: forse per le prossime europee, quelle del 2014, il busillis sarà affrontato e risolto. Chissà se i socialisti saranno ancora così (e se ci sarà ancora il Pd, soprattutto). P.S.: mentre è ancora in dubbio la collocazione europea, pare che qualcuno sollevi anche il problema della collocazione italiana. E' sempre la Stampa a titolare: «Casini spera in Bersani per attirare i cattolici Pd». Nell'articolo si parla di Letta e Rutelli, reduci da quel convegno di Todi in cui si mostrarono parecchio interessati ai disegni di Casini e soci. Che ne dite di una bella operazione sincerità? postato da civati, 14:44 | link | commenti (4) postato da civati, 10:30 | link | commenti postato da civati, 10:14 | link | commenti (3) Ricapitolando
Leggo su l'Unità che il Pd 1.0 schiera Cofferati, Costa (nel senso di Paolo), Costa (nel senso di Silvia), Domenici, Bettini, D'Antoni, Enzo Bianco (speravo si trattasse del quasi omonimo priore di Bose di cui parla Barbara Spinelli sulla Stampa di oggi). Il Pd 2.0 si affida alle «nuove proposte» Ivan (nel senso di Scalfarotto) e Debora (nel senso di Serracchiani). Sono personalmente in attesa di conoscere il destino di Marta (nel senso di Meo). Queste, per ora, sono le liste alle Europee del Partito Democratico. Una buona notizia: questa volta, grazie anche a chi se n'è (pre)occupato nei mesi scorsi, ci sono le preferenze. postato da civati, 10:09 | link | commenti (20) postato da civati, 10:04 | link | commenti (4) Dalla fanga alla vasca
postato da civati, 10:03 | link | commenti (1) postato da civati, 09:54 | link | commenti (2) giovedì, aprile 02, 2009 postato da civati, 18:08 | link | commenti (2) Vero come è vero Obama
Qualcuno sospetta che si tratti di un pesce d'aprile: mi tocca ribadire che il manifesto è vero, come è vero Obama (forse solo l'autore non lo è...). postato da civati, 17:33 | link | commenti (4) postato da civati, 17:10 | link | commenti postato da civati, 17:07 | link | commenti (13) Sotto un tetto
Ma perché la proposta di dare un limite agli stipendi dei manager (almeno quelli pubblici, almeno quelli delle aziende private sovvenzionate dallo Stato) non diventa una bandiera del Pd? Se vogliamo essere comprensibili ai tempi della crisi (e come al solito, fatemelo dire, non lo siamo granché), questa è una cosa da sostenere. Perché un manager delle ferrovie, ad esempio, deve guadagnare millemila milioni di euro? E perché, oltre alla giusta lamentazione nei confronti delle indennità dei politici, non si dice una parola su alcuni stipendi di alcuni dirigenti pubblici (quasi sempre gli stessi, tra l'altro)? postato da civati, 14:34 | link | commenti (14) E voi?
Scrive un anonimo: «Alle Europee occorre andare ai seggi e votare per i migliori candidati possibili visto che c'è ancora il voto di preferenza. Non permettiamo che il malessere che pervade il Pd e il conseguente astensionismo sia il grimaldello che consenta al regime di annullare le garanzie costituzionali. Berlusconi si appresta alla spallata finale, non dobbiamo andare sull'Aventino. La preferenza data a candidati alternativi deve essere il segnale che dobbiamo dare alla direzione del PD con cui faremo i conti in autunno». Mi sembra un'ottima sintesi. E voi? Che farete? Lo voterete il Pd? Chi vorreste in lista? Commentate, please, è importante. postato da civati, 13:36 | link | commenti (75) Noi leggiavamo un giorno per diletto
Di Facebook, come amor lo strinse. Il mio straordinario coautore dà le date del nostro viaggio in Italia. postato da civati, 12:43 | link | commenti L'analcolico biondo
Che fa girare il mondo. Mi dispiace solo per lo slogan, che qualcuno si era inventato per la mia presunta campagna delle Europee. L'analcolico biondo non farà girare l'Europa e non si candiderà: quello di ieri era un europesce d'aprile, più o meno come l'espulsione di Pazzini al calcio d'inizio della partita della Nazionale. Altri penseranno a prendere voti per il Pd, che schiera una formazione per ora molto discutibile, una sorta di prova d'amore per i suoi elettori. E noi l'amore lo rinnoveremo nonostante tutto cercando, come già in altre occasioni, di sbarcare il lunario di un'annata non certo facile. Con un occhio all'Europa e un altro alle Amministrative, che sono almeno altrettanto importanti. Un caro saluto a tutti. postato da civati, 10:03 | link | commenti (12) Non solo, no, non solo Punta Perotti
Ecco qui i peggiori ecomostri d'Italia. Sono i vincitori del concorso Nonsolopuntaperotti.it promosso dal prode Marcello. A proposito di piano Casa, forse avremmo bisogno di un piano B (e non nel senso di chi sappiamo). P.S.: due dei tre edifici premiati per la loro mostruosità sono stati votati anche dal vostro affezionatissimo. postato da civati, 09:02 | link | commenti (1) mercoledì, aprile 01, 2009 La politica che cambia (già)
La figura mitologica di un candidato del Pdl a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano (Illinois?). A tanto siamo arrivati. ![]() E' tutto vero. E serio. E incredibile. postato da civati, 20:02 | link | commenti (34) On the Nord, again
Com'eravamo giovani un anno fa, quando lanciammo il progetto A4, che poi era il Nord nel formato più semplice, su un furgoncino lanciato lungo l'autostrada, da Torino a Trieste. Com'eravamo belli e speranzosi, prima che arrivasse la sconfitta. E poi, soprattutto, la crisi. I video e il blog a raccontarlo, quel viaggio, sono rimasti. E noi abbiamo deciso di ripartire, tra qualche giorno, facendo il percorso all'incontrario. Un anno dopo, on the Nord, again, nel pieno della crisi. postato da civati, 19:31 | link | commenti (6) Un congresso rivoluzionario (reprise)
Eravamo a Parigi, sabato scorso, con Ivan, come sempre, in occasione dell'ennesima puntata della Carovana, che ormai non si ferma più e non conosce né limiti, né confini. Guest star dell'incontro è stato Gianni Cuperlo, e si è discusso di Pd e del congresso prossimo venturo. Per Gianni si tratta soprattutto di riprendere un dibattito che non si è mai sviluppato compiutamente sul Pd e al suo interno, a partire dalla storia recente e dalle tradizioni della politica italiana, con la capacità di affrontare finalmente ciò che ci divide, senza minimizzarlo o banalizzarlo (Gianni sospetta giustamente di quelli che dicono: «smettiamola di discutere», anche se quelli che lo dicono pensano soprattutto alla confusione di ogni giorno, sui giornali e nelle televisioni e non al dibattito di fondo). Ho risposto che sono largamente d'accordo con lui, anche se mi pare che il dibattito debba iniziare da oggi e non da ieri e, come dice qualcuno, che il profilo politico del Pd non sia da 'recuperare', ma da 'creare'. Quando si celebrò la svolta della Bolognina, del resto, non esisteva internet e la globalizzazione imperante (any sense) era di là da venire. L'ambientalismo non era certo quello che è diventato negli ultimi anni, la democrazia sembrava più solida di quanto non sembri ora e le dottrine politiche erano quelle classiche e apparentemente immutabili che ci aveva consegnato il Novecento. Veltroni l'ha detto, anche in occasione della sua ultima uscita pubblica, davanti agli studenti della Luiss. Quello che gli è mancato, nell'anno e mezzo da segretario, è stata la capacità di costruire il partito e di creare le condizioni perché, all'interno di questo partito, si sviluppasse un dibattito che portasse a disegnarne un profilo. E' però in una (difficile) composizione dei punti di vista espressi da Gianni e da Walter che passa, a mio modo di vedere, la nuova fase del Pd. E il suo nuovo corso. Al Pdl lasciamo il vecchio còrso, nel senso bonapartista del termine. Noi abbiamo bisogno di fare un po' di politica. postato da civati, 19:15 | link | commenti (3) Mediglia: saperne di più, subito
Comunicato stampa. Gassificatore o inceneritore? Di qualunque cosa si tratti è bene chiarirlo e dare risposte immediate al comune di Mediglia e ai cittadini che vivono nel territorio dove avrà sede il nuovo impianto. Per questo, a seguito dell’audizione che si è svolta oggi in Commissione Ambiente in merito al progetto di trattamento dei rifiuti e loro valorizzazione energetica nell’impianto del comune di Mediglia, i consiglieri del Pd Giuseppe Civati e Francesco Prina, hanno chiesto un incontro unificato con gli Assessori all’Ambiente della Provincia di Milano e della Regione Lombardia, affinché si stabiliscano al più presto competenze e livelli di responsabilità. “Basta con questo balletto burocratico. Si cerchi di capire di cosa si tratta esattamente. E’ un inceneritore sotto mentite spoglie? Allora la palla passa alla Regione – dicono i consiglieri – In ogni caso si sciolgano le ambiguità relative al metodo di trattamento di questi rifiuti e dopo di che si inserisca il progetto nella programmazione regionale o provinciale”. Secondo Civati e Prina vanno riviste le procedure legislative in merito agli insediamenti di siti o impianti di smaltimento. “Non è possibile che si continuino a fare impianti che non sono voluti da nessun livello territoriale”. postato da civati, 17:08 | link | commenti Firmigoni, se ci sei, batti un colpo...
Mattia racconta una storia. Formigoni per la prima volta ha scritto a Brambilla, dicendosi disponibile finalmente ad apporre la famosa firma che ancora manca. I mesi alla fine sono diventati quattro, ma ora pare che Formigoni sia disponibile a firmare. Non riesce a venire a Vimercate, però, e vuole che si firmi a Milano (non si muove dal Pirellone, evidentemente). Nel frattempo, noi continuiamo a chiederci: chissà perché ha ritardato così tanto. Chissà... postato da civati, 16:24 | link | commenti Senna Lodigiana e la delibera fatta apposta (ad Sennam?)
Da tempo seguo, insieme al mitico consigliere Gianfranco Concordati, le vicende della discarica di Senna Lodigiana. L'assessore Antonio Bagnaschi di Lodi è preoccupato: sostiene che la nuova delibera di giunta regionale relativa ai criteri per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti urbani e speciali (la 9191 che modifica la 6581/2008 per i cultori della materia) sia fatta apposta per lasciare campo aperto all'autorizzazione del nuovo impianto, che già una volta i Comuni e la Provincia di Lodi sono riusciti a respingere. Cadono fasce di rispetto, i limiti e le distanze sono definiti «eccessivi» (sparisce, ad esempio, la distanza di 1000 metri per i beni architettonici), i vincoli paesistici presi molto alla leggera. Tutto questo serve a rimettere in gioco la discarica di Senna, c'è poco da fare. La delibera passerà in Commissione per un parere e poi farà testo per tutti gli impianti della regione. Vale la pena di (pre)occuparsene. postato da civati, 13:29 | link | commenti (9) A proposito di pesci
E di aprile, il più 'crudele' dei mesi. postato da civati, 12:56 | link | commenti La fanga europea
Franceschini non si candiderà alle Europee e, sulla base del regolamento approvato in direzione nazionale non può fare altrimenti. E secondo me sbaglia chi, come il Riformista, riduce la questione a una sfida con B: Franceschini è coerente con quanto votato dal suo partito solo qualche giorno fa. All'unanimità, tra l'altro. Il problema è che il Pd, in totale crisi politica e di idee e anche di uomini, non trova il bandolo della matassa del famoso rinnovamento e non ha nomi credibili come candidati nella testa delle liste. Nessuno dei suoi leader veri vuole gettarsi nella fanga europea. Questo è il problema vero e come tale andrebbe rappresentato. Tutto il resto contribuisce a fare il gioco di B. postato da civati, 12:54 | link | commenti (6) Solo non si vedono i due leocorni
Ci sono Cofferati e D'Antoni, capilista per il Pd alle Europee. I leader di una stagione sindacale fa. E quelli della Uil chi sono, i figli della serva? A questo punto, pretendo che Benvenuto sia capolista nel Nord Est. postato da civati, 12:50 | link | commenti (4) I romeni e la destra
Mollica è bene informato sull'immigrazione in Lombardia. Pare che i romeni voterebbero a destra. E non è un paradosso. postato da civati, 10:33 | link | commenti (1) Non so più che cosa fare
Conferenza regionale sull'integrazione: una bella iniziativa. Si sono dimenticati il gruppo consiliare in Regione (strano) e il lavoro che tanti di noi stanno facendo. A proposito di integrazione, appunto. P.S.: a settembre presentammo, con Roberto Rampi, questo documento. Non ci ha mai risposto nessuno, né nessuno ha più riconvocato il tavolo sull'integrazione che in occasione della conferenza regionale sul programma era stato promesso. Sabato sarà la volta buona? postato da civati, 10:32 | link | commenti (3) Sciolgo la riserva
Ho letto le indiscrezioni sulle liste. Cofferati, Bettini, D'Antoni e Bianco quasi sicuri come capilista nella loro circoscrizione: non avranno esagerato con il nuovismo e con i profili europei? Fortunatamente Serracchiani sarà candidata nel Nord Est (lo avevo detto io), sostenuta dal Friuli (che non elegge nessuno, di solito) e dagli altri segretari regionali delle regioni interessate: Obama è un dilettante in confronto. Una buona notizia: a lei sarà affidato tutto il rinnovamento possibile. Del resto, è giovane e donna: en plein. Gli altri, invece, sono i soliti e gli altri 'giovani', beh, si devono accontentare, superati da un discorso e dal battage mediatico che ne è seguito. Allora ho deciso, l'ho deciso questa mattina, proprio oggi, senza consultare nessuno: anche se non ho figli da accudire, né città da cambiare, né santi in paradiso, posso candidarmi anch'io alle Europee. Non sono così giovane, non sono così donna, non sono così vecchio, non sono così vetero: ho un profilo ideale, accidenti. Con il Gorilla del Crodino attraverseremo le regioni del Nord, alla ricerca dei voti che non sono del Pd o quelli (e sono tantissimi) che il Pd rischia di perdere. Oggi, primoaprile, mi candido. postato da civati, 10:23 | link | commenti (34) |