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domenica, maggio 31, 2009

Appello al voto: per cambiarlo, prima bisogna votarlo

Per rilanciare il nostro messaggio elettorale, abbiamo pensato di creare una catena di blog. La prima ad avere raccolto l'invito è stata Debora (a a cui, come candidata, vanno ovviamente i nostri in-bocca-al-lupo). Perché non partecipate anche voi, riportando gli altri blog che aderiscono? P.S.: anche Ivan raccoglie. E lo trovate su Discanto, e da Stefano e da Marco. Un altro Marco, nel frattempo, riflette sul Gatto e sull'Orco. Anche i Giovani democratici di Lecco ne sono entusiasti. Renato si candida a Padova, per la Provincia, e lo sottoscrive, così come Claudio, da Pordenone.

postato da civati, 09:24 | link | commenti (18)

sabato, maggio 30, 2009

CivaCalendar: tutto il sistema solare

Alle 17 al Nei, a Monza, per un incontro con il candidato locale del Pd. Alle 18.30 a Cesate, per la festa dei Giovani democratici in piazza. Alle 21, arriverò a Torino, per partecipare a un grande evento, un progetto da studiare e da esportare. Domattina, si torna in Brianza, per il ponte con Ponti. Nel pomeriggio, alle 16 sul pullman del candidato (partenza da piazza Cambiaghi), alle 17.30 ad Arcore.
Keep in touch.

postato da civati, 16:22 | link | commenti (11)

Si legge Europa, si scrive Scalfarotto

postato da civati, 16:07 | link | commenti (4)

Autoscatto

Chissà perché le voleva vendere a un milione di euro, le foto. Le mie stanno su Flickr...

postato da civati, 14:25 | link | commenti (4)

Il mio seggio non è di questo mondo

E' un tranquillo sabato elettorale a Monza. Noi siamo alle prese con il ponte per Ponti, e volantiniamo. Ad un certo, punto, da una piazzetta vicina a casa mia, proviene un canto di Chiesa. Sono persone in giallo, con un cappello con la scritta «Mauro» (nel senso di Mario Mauro, candidato di Cl per il Pdl). Cantano e fanno campagna elettorale con i canti religiosi. Non avevo mai visto nulla del genere. È il segno dei tempi: altro che post-secolarismo. Molto, molto più in là.

postato da civati, 14:21 | link | commenti (23)

Che cosa serve alla Brianza

Ponti e il vostro affezionatissimo alla St di Agrate Brianza.

postato da civati, 13:43 | link | commenti

Perché bisogna votare Pd

Lo so, molti elettori sono esasperati, hanno vissuto male questo nuovo partito, lo hanno amato, in alcuni casi, senza essere ricambiati (dal Pd e dalla sua politica). Molti entusiasti della prima ora sono rimasti delusi, molti delusi in partenza sono rimasti entusiasti di essere delusi. Però, facendo questa campagna elettorale, una campagna elettorale difficile soprattutto dalle mie parti (in partibus infidelium), mi rendo conto che da questo Paese sta scomparendo la politica. Ed è pericoloso e preoccupante. E tutto si gioca e si 'brucia' in poche battute, sulla sicurezza anche dove sono tutti sicuri, sulla casta anche dove il sindaco guadagna qualche centinaio di euro, sulla polemica e sul gossip, perché non abbiamo parole per descrivere la crisi, per interpretarla, per offrire quelle soluzioni che ci consentirebbero di farvi fronte e di uscirne. La politica non c'è più e, invece, sarebbe necessaria a ciascuno di noi, se solo fosse capace di parlarci, di dirci qualcosa, di permetterci di essere più forti e sereni. Per farlo, ci vuole una forza grande e autorevole, nel nostro campo, perché sia possibile lanciare la sfida a B e ai suoi. È un argomento semplice fino alla rozzezza, il mio, ma è l'unica cosa che sento davvero. Sono preoccupato e sono arrabbiato, come tanti di voi, per il tempo che abbiamo buttato via. Per il futuro che non sappiamo più raccontare. Per la cattiveria di questi tempi. Vorrei che seguiste il mio consiglio, anche e soprattutto se, come me, volete cambiarlo, questo partito. Perché per cambiarlo, prima bisogna votarlo. Bisogna dargli forza, bisogna costruirlo. Fatelo e questa volta, ve lo prometto, non ve ne pentirete. Perché c'è qualcosa di nuovo, nell'aria cupa dei tempi nostri. Il mio è un impegno preciso, non è una favola, anche se mi sento un po' come il gatto con gli stivali: al giovane che lo riceve come unica eredità, rispondendo alla sua delusione fin troppo comprensibile, il gatto promette: «insieme potremo fare molto». Incominciamo il 6 e il 7 giugno. Perché il Pd più lo voteremo, più lo cambieremo.

postato da civati, 13:19 | link | commenti (48)

Cambiare passo

Termometro politico intervista il vostro affezionatissimo.

postato da civati, 10:21 | link | commenti (6)

venerdì, maggio 29, 2009

A proposito di retorica e di giovanilismo

Sandro Gozi, oggi, sul Riformista, risponde a Massimo D'Alema e alla sua intervista di sabato a Repubblica a proposito della «retorica sul giovanilismo». In tremila battute tutto quello che pensiamo e che vorremmo per il Pd, con chiarezza e semplicità. E rinnovamento: non soltanto anagrafico, no, proprio politico.

postato da civati, 15:48 | link | commenti (5)

Il leone e la farfalla

Rob ha ragione, come sempre. E il vostro affezionatissimo, questa mattina, l'ha capito. Guarderà a Guardiola, come unico mito vivente, e giocherà la partita. Fino in fondo. E sarà "molto più divertente e produttivo". Anzi, divertente e produttivo come non lo è mai stato.

postato da civati, 13:09 | link | commenti (1)

Hit parade (songdaggi?)

Andrea non sta tanto bene e descrive così la corsa alle Europee, con metafora ardita:

Il vecchio e la bambina: 40.000 copie (il Pdl, secondo me, è più in basso)
(Non) Mi fido di te: 26.000 copie (il Pd, a mio parere, ha un punto in più)
Va, pensiero: 11.000 copie (la Lega, IMHO, non arriva al 10%)
In questo mondo di ladri: 7.000 copie (al sei, anche IdV sovrastimata)
Symbolum 77: 6.000 copie (qui son d'accordo)

Tutto il resto è sotto al 4% (ovvero, alle 4.000 copie).

postato da civati, 10:14 | link | commenti (16)

Paura di governo

Stasera, oltre all'appuntamento sul consumo di suolo (sede Pd di via Arosio, 6, a Monza), segnalo anche la presentazione del film Governare con la paura, al Binario 7. Qui il programma.

postato da civati, 09:58 | link | commenti

Pd for dummies

Sottotitolo: che cosa fare negli ultimi giorni di campagna elettorale. Per prima cosa, evitare riunioni interne, con candidati che si complimentano tra loro e applaudono il vicino (ne ho viste troppe e non servono a nulla). Piuttosto, preoccuparsi che tutti i 'nostri' elettori vadano a votare. Intercettare i delusi e gli stanchi: i cosiddetti peròdem. Che sono democratici, però... Convincerli a sostenere la nostra campagna politica per le Europee e quella amministrativa per gli Enti locali, magari iniziando proprio da quest'ultima. Presentare loro i nostri candidati, per cercare di creare nuovamente un rapporto (diretto) di fiducia verso la politica (e i politici). In secondo luogo, dedicarsi a intramontabili usanze, anche con mezzi tecnologici (sul web, intendo, perché alla fine, con strumenti nuovi, si fanno cose molto antiche): passaparola, porta-a-porta, incontri nelle case e nei condomini, confronti con i comitati di cittadini, informazione puntuale e precisa sulle nostre proposte. In una campagna elettorale non certo 'intrigante' come la presente, l'ultima settimana è decisiva. E, mentre tutto il mondo parla d'altro, da Noemi ai figli di B, forse è il caso che noi facciamo politica. Come la sapevamo fare una volta. Non è difficile. E potrebbe anche essere appassionante.

postato da civati, 09:27 | link | commenti (5)

Panzoni e panzane

Fermatelo.

postato da civati, 09:18 | link | commenti (1)

Zerovirgolasettansettepercento

È la riduzione dell'inquinamento che si ottiene grazie all'Ecopass nella città di Milano. Ne parla il Corriere. Noi lo abbiamo (sempre) detto che, così com'è, l'Ecopass non serve a nulla.

postato da civati, 09:06 | link | commenti (4)

Un forno o un inceneritore?

La seconda che hai detto. Cliccate qui: è il sito di un comitato di cittadini monzesi, che protesta per la decisione di Comune e Regione di realizzare un mega-iper-maxi-forno crematorio all'interno del cimitero monzese. Avevo già denunciato alla stampa la vicenda, e i cittadini tornano sull'argomento, descrivendolo con parole chiare, che mi permetto di riprendere: «Il progetto era stato avviato dalla giunta Faglia, che si era vista rifiutare l’autorizzazione regionale in quanto l’area monzese era già servita dall’impianto di Cinisello Balsamo (che avrebbe quindi rischiato di risultare sovradimensionato con conseguenti squilibri gestionali) e, inoltre, non rispondeva al requisito (poi abrogato) secondo cui i nuovi impianti di cremazione devono distare minimo 50 km da quelli già esistenti. La nuova giunta, volendo ad ogni costo mettere in porto il progetto, ha avuto in seguito l’idea di superare il problema candidando la città di Monza come sede di un nuovo impianto crematorio che, per le sue caratteristiche, avrebbe servito non solo il territorio della nuova provincia, ma addirittura l’intera Regione Lombardia! Il nuovo forno proposto, a differenza dei crematori già esistenti in zona, dovrebbe infatti essere in grado di bruciare anche le casse contenenti involucri di zinco - ovvero le casse estumulate e inizialmente non destinate alla cremazione. Il fatto allarmante è che, non esistendo impianti con tali caratteristiche in Lombardia, e non essendovi alcuna intenzione di realizzarne altri, il forno monzese dovrebbe diventare il terminal per le casse di zinco provenienti da tutto il territorio regionale. In pratica, un inceneritore su scala cimiteriale, ovvero un crematorio vocato all’incenerimento (un inceneritorio, appunto)». Non siamo d'accordo. E abbiamo già promosso azioni a livello comunale e regionale perché questo progetto non vada in porto.

postato da civati, 09:02 | link | commenti (6)
monza

giovedì, maggio 28, 2009

Messi bene, tocant el cel

Non è stato l'anno della Juve, almeno è stato quello del Barça, la mia seconda squadra. «Tocant el cel», dice la stampa catalana: «L'equip de Guardiola entra a la història al conquistar el triplet somiat: Copa, Lliga i Champions». Mi sarebbe piaciuto essere là, scendere dalla casa di Aribau e andare a festeggiare. Vorrà dire che cercherò di festeggiare qualcosa nei prossimi giorni. E non sto parlando di calcio. Per un giorno, in ogni caso, chiamatemi Pep. Grazie.

postato da civati, 10:53 | link | commenti (6)

In difesa della Brianza

Comunicato stampa. “La Brianza che vogliamo punta sul suo bellissimo territorio, la ricchezza costituita dalle sue ville storiche, sui parchi monumentali, sul suo splendido paesaggio per mettere in moto uno sviluppo pulito e sano capace di creare ricchezza, posti di lavoro stabili con il turismo, con i tanti itinerari possibili per valorizzare tesori nascosti e l’agricoltura tipica e di qualità e quella biologica. La Brianza che vogliamo farà tornare acque chiare e pulite nei suoi corsi d’acqua, il Lambro il Seveso e il Molgora ma soprattutto metterà un argine al consumo di suolo. Crediamo che Gigi Ponti come Presidente della nuova Provincia di Monza e Brianza, possa essere la migliore garanzia perché tutti questi importanti obiettivi e progetti vengano raggiunti”. Questo l’appello lanciato da Giuseppe Civati, Consigliere regionale del PD, che organizza per venerdì sera 29 maggio (Ore 21.00 - Via Arosio 6, Monza) presso la sede del PD di Monza e Brianza un incontro sulla difesa e la valorizzazione del territorio brianzolo. Parteciperanno: Carlo Monguzzi, Consigliere regionale dei Verdi e Damiano Di Simine, Presidente di Legambiente Lombardia. Interverrà il candidato del centrosinistra alla Presidenza di Monza e Brianza Gigi Ponti. “Altri – continua Civati – sui manifesti scrivono ‘basta cemento’ e poi devastano il territorio, come succede ad esempio a Desio o a Lissone. Noi siamo per conciliare sviluppo e sostenibilità ambientale. E ci riusciremo anche attraverso iniziative come il BRIANZA FOLK FESTIVAL, un evento che il PD vuole dedicare alla nostra terra, alla sua cultura, al suo paesaggio. Ogni anno nei cinque anni di mandato, promuoveremo una rassegna di iniziative dedicate alla Brianza e al suo sguardo sul mondo”. Per parlare di come promuovere il Brianza Folk Festival il PD e le liste che sostengono Gigi Ponti (Sinistra Monza e Brianza, Italia dei Valori, Lista Civica Ponti Presidente) organizzano un incontro pubblico nel cuore della Brianza, a Canonica di Triuggio lunedì 1 giugno presso la Cooperativa Canonica a partire dalle ore 19.00. Partecipano Giuseppe Civati, Gianni Confalonieri, Paolo Pirola, Roberto Rampi e Gigi Ponti. Alle 21.00 è in programma il concerto di Francesco Magni.

postato da civati, 10:50 | link | commenti (1)

Chiamparino e i Ponti con il federalismo

Gigi Ponti e Sergio Chiamparino a confronto sul federalismo per gli enti locali. Un piccolo 'manuale' e una posizione precisa, limpida e argomentata. Federalismo è responsabilità: lo dico e lo ripeto spesso, soprattutto per quanto riguarda l'autonomia fiscale dei Comuni.

postato da civati, 10:35 | link | commenti

CivaCalendar odierno

Si parte con un po' di volantini (già: mi tocca fare anche quelli...) e poi con un banchetto a Monza, poi alle 13 alla St di Agrate, poi in giro per la Brianza al seguito di Gigi Ponti e poi a Lodi (con Ivan: alle ore 18, Scegliere il futuro!, aperitivo con presso il bar del Municipio, iniziativa promossa con i Giovani democratici del Lodigiano) e, infine, presentazione del libro L'amore ai tempi di Facebook a Villasanta, con Rosanna Lissoni, alle ore 21, presso la Casa dei popoli. Alla fine, ci si fermerà per parlare ancora un po' di campagna elettorale. Perché siamo dei viziosi, non riusciamo a smettere.

postato da civati, 10:26 | link | commenti (6)

Auguri

Paola (nel senso di Concia) e la sua compagna Ricarda si sposeranno a Francoforte. Sono felice per loro, un po' meno per il nostro paese. Piccolo e spaventato dall'amore, quello vero (se ne parla oggi su l'Unità).

postato da civati, 10:25 | link | commenti (16)

L'amore ai tempi della destra

S'intitola così il pezzo di Mattia Feltri sulla Stampa di oggi. Sullo stesso giornale, interviene anche Iacoboni e, su Repubblica, ne scrive Ceccarelli. Ne avevo scritto anch'io, si parva licet, notando lo scadimento del dibattito pubblico di questi giorni e di questi anni cattivi. Mi è venuta in mente una pagina di Berselli (Sinistrati), in cui parla dei cinquantenni che trovano l'amore (già) con le ragazze di trent'anni più giovani di loro, per sentirsi vivi. O un pezzo di Libero, di qualche tempo fa, che aveva per titolo il leggiadro «Arriva l’estate, fioriscono le stagiste» e che Travaglio commentò magistralmente. E ho pensato che Franceschini ha sbagliato a rilanciare, quando tutto era così chiaro e evidente che si commentava da solo. Una mossa sbagliata, sul piano culturale prima ancora che politico, la sua. Che fa pensare che si intende scendere al più basso livello possibile e immaginabile. B ha problemi di incontinenza. In tutti i campi. Lo si era già rilevato, senza tirare in ballo i figli («vano e fuorviante», scrive Ceccarelli, l'atteggiamento di Franceschini). Non ce n'era bisogno. E, in queste cose, basta poco per passare dalla parte del torto.

postato da civati, 09:08 | link | commenti (13)

mercoledì, maggio 27, 2009

Salvo! (Franceschini nel 'bene')

Come nel baseball, quando il giocatore corre verso la base, e l'arbitro aspetta di verificare se arrivi in tempo, prima che arrivi la palla all'avversario. E la scivolata nella sabbia e qualche centesimo di secondo... E però l'arbitro grida «salvo!» e la partita ricomincia. Non se ne può parlare, insomma, ma gira voce che i sondaggi siano migliori del previsto e che finirà come avevo preconizzato, consultando l'oracolo di Delfi un mese fa. Franceschini ha salvato il Pd e gliene va dato merito: altri hanno continuato con il solito lavoro ai fianchi, perché qualche punto in meno avrebbe fatto comodo per l'annosa questione degli equilibri interni (cose da squilibrati, s'intende). Era una sfida impossibile e Dario ha fatto quello che poteva, come gli allenatori che subentrano a tre quarti di stagione, con lo spogliatoio in subbuglio e una posizione in classifica molto pericolosa. Dopo avere rischiato la retrocessione, non vinceremo lo scudetto, ma andremo in Champions, con qualche affanno e però anche con qualche bella giocata. Dall'8 giugno, ci sarà ancora tempo per i ballottaggi (fondamentali) e per il referendum. Dal 22 giugno, invece, dovremo tornare a parlare di partito, perché sarà soprattutto il calciomercato estivo a dirci se l'anno prossimo ci presenteremo con una formazione credibile e con il gusto della sfida, quella vera. Quella del governo del Paese.

postato da civati, 09:20 | link | commenti (26)

Salvate il soldato Sergio (Franceschini nel 'male')

Il caso Cofferati continua a far parlare di sé. Ho già detto che non lo voterò e mi sorprende che Dario Franceschini abbia dovuto mandare una lettera ai segretari di Federazione per sollecitare il voto a Cofferati. La cosa assurda è rappresentata dalle ultime due righe. Il mio segretario provinciale, Enrico Brambilla, che è persona perbene, se n'è già lamentato. Osservate e leggete con me. Il tono è stupidamente minaccioso. Per quanto mi riguarda, sono davvero un po' stanco di questi metodi: se si vuole che il capolista sia rappresentativo, si sceglie in modo partecipativo una figura che piaccia al maggior numero delle persone che poi lo dovranno sostenere (e non mi pare che né Cofferati, né Berlinguer, per altro, rispondano a questo criterio, ma se lo dici sembri antipatico). Faccio tra l'altro notare che in Lombardia si sapeva da tempo che la candidatura di Cofferati non fosse proprio amatissima. E non ero io a dirlo, ma alcuni vertici (verticissimi!) del Pd a livello milanese.

A proposito della figura del capolista e di Cofferati, Franceschini scrive, infatti:

Il suo risultato elettorale è, quindi, una responsabilità comune, che deve coinvolgere ogni struttura, ogni circolo del PD. E’ perciò necessario che in tutto il materiale elettorale compaia l’indicazione di voto per il capolista e che egli sia fortemente supportato in iniziative, incontri e in ogni momento della comunicazione politica di questa campagna elettorale. Ti chiedo di informare ogni livello comunale che poi analizzeremo insieme il risultato dei capilista nei loro territori.

L'8 giugno, la resa dei conti. Si rendono conto (appunto) che i toni sono sbagliati? Risponditore automatico: no.

postato da civati, 09:16 | link | commenti (29)
appunti per un partito nuovo

2009, odissea in Provincia



La gaffe di «Guido Penati» da parte di Moratti rimarrà la chicca di questa campagna elettorale.

postato da civati, 09:04 | link | commenti (3)

martedì, maggio 26, 2009

A proposito di nicodemismi

Andrea parla di nicodemismo democratico. Ne avevo parlato anch'io, tempo fa, pensando ad alcuni esponenti del Pdl. I tempi cambiano.

postato da civati, 20:03 | link | commenti (8)

CivaCalendar: una settimana che è un programma politico

Si parte giovedì 28 maggio, con la visite alle aziende in crisi. Venerdì sera, in via Arosio, incontro con Gigi Ponti, Arturo Lanzani (Politecnico di Milano), Carlo Monguzzi (Verdi Lombardia) e il vostro affezionatissimo per un preciso impegno sul consumo di suolo (sede del Pd, via Arosio, 6, ore 21). Un tema sempre più d'attualità nella Brianza un tempo verde e già parecchio 'consumata'. Domenica 31 maggio, nel pomeriggio, incontro con Gigi Ponti e Bindiku Adelar Batuzoma a Arcore. Lunedì 1 giugno, a partire dalle ore 18, incontro a Canonica per il Brianza Folk Festival, un'idea che il Pd e Ponti vorrebbero declinare, ogni anno, in tutto il territorio della Brianza. Martedì 2 giugno, alle ore 11, biciclettata ricostituente (e costituzionale) nel parco di Monza. Mercoledì 3 giugno, alle ore 7, appuntamento in stazione, per viaggiare in direzione Lecco sul mitico Moltenino, il treno a gasolio che arranca sulle colline brianzole perché nessuno ha fatto quello che avrebbe dovuto, dimenticandosi di finanziare il progetto di riqualificazione della linea ferroviaria più sfigata della regione. A Besana Brianza, incontreremo Virginio Brivio, presidente della Provincia di Lecco, che si muove verso Milano con lo stesso sfortunato trenino e lo stesso obiettivo: dare una linea veloce ed efficiente alla Brianza, da Monza a Lecco. Giovedì 4 giugno, alle ore 18.30, presso il Libraccio di Monza, in via Vittorio Emanuele, presentazione del libro Sceriffi democratici di Jacopo Tondelli (Marsilio), alla presenza (tutta politica) di Gigi Ponti. Territorio, ambiente, cultura, integrazione, rispetto, mobilità, pendolarismo e sicurezza: un programma politico in poche righe, in pochi giorni, che potrebbe, però, durare cinque anni.

postato da civati, 19:49 | link | commenti (6)

Lesson 1

Qualcuno è pronto per l'Europa, come richiesto anche su Facebook (l'unica parola inglese che molti di noi usano quotidianamente...).

postato da civati, 17:01 | link | commenti (7)

Romantico a Milano

Ci pensavo oggi. Tutta questa storia di Veronica e di Noemi, delle amiche, dei capodanni, delle ministre (silenziose, e B si è arrabbiato parecchio), fa pensare a quanto sia triste la condizione della donna nella cultura del nostro Paese, nel suo mainstream. E forse anche a quanto sia triste la condizione dei sentimenti, e dell'amore, piegato al potere, alla fascinazione mediatica, alla 'barbarie'. Io vi amo, ma vi odio però.

postato da civati, 16:53 | link | commenti (4)

Prima della classe

L'articolo di Sofri oggi su Repubblica per me è da riprendere in toto.

Il Governo pensa che l’immigrazione sia il Problema - e gli immigrati siano solo un trucco per eluderlo. Gli immigrati hanno occhi, bambini, salutano, implorano, annegano. Il governo vigila: la compassione rende deboli. Dice una maestra di Prato: «Quasi tutti i piccoli cinesi lavorano nei laboratori fino a sera e la mattina si addormentano con la testa appoggiata sul banco». Maè il libro Cuore: «Coretti che si leva alle cinque per aiutare suo padre a portar legna!» - e poi a scuola si addormenta di un sonno di piombo. Ieri Coretti, oggi i piccoli cinesi, domani chissà chi altri: il governo chiude il libro Cuoree richiama al Problema. In quella Prato, per dire, più di un’impresa su quattro (il 27,4%) ha un titolare immigrato!E se gli italiani hanno il cuore debole, non parliamo dei toscani. «Con la più grande soddisfazione del nostro paterno cuore abbiamo finalmente riconosciuto che la mitigazione delle pene… invece di accrescere il numero dei delitti ha considerabilmente diminuiti i più comuni, e resi quasi inauditi gli atroci, e quindi siamo venuti nella determinazione di non più differire la riforma della Legislazione Criminale, con la quale /viene/ abolita la pena di morte… ed eliminato affatto l’uso della tortura… Una ben diversa Legislazione può più convenire alla maggior dolcezza e docilità di costumi del presente secolo, e specialmente nel popolo Toscano…». Così il granduca Pietro Leopoldo, in Pisa, il 30 novembre 1786, prima abolizione della pena di morte in uno Stato. La Regione Toscana festeggia quella data lì. Ed era uscita a Livorno, 1764, la prima edizione di Dei delittie delle pene. «In Toscana non faremo morire nessuno di fame, né per mancanza di cure o di un tetto sotto cui dormire d’inverno». Questo non è Beccaria, né Pietro Leopoldo: è il governo della Toscana d’oggi, che ha raccolto leggi e proposte regionali sugli immigrati in un testo unico, sollevando le furie del centrodestra. «La Toscana diventerà l’Eldorado dei criminali, il Bengodi dei clandestini». Non so se gli oppositori del codice leopoldino profetizzassero una Toscana fatta rifugio dei peggiori tagliagole: e lì non si prometteva solo un pasto o un tetto di dormitorio allo straniero senza carte in una notte di gelo, ma l’inaudito divieto di torturare e di giustiziare. La campagna d’allarme d’oggi spinge sui tasti più spregiudicati. La legge - dice - abolisce la differenza fra immigrati regolari e clandestini. Lascia intendere che i secondi avranno diritto alle graduatorie per le case popolari e gli asili alla stregua dei cittadini italiani. È falso. Ai “clandestini” la Regione non riserva se non i diritti elementari che la Carta dell’Onu e la nostra riconoscono a qualunque essere umano: l’accesso temporaneo a mense e dormitori in condizioni d’urgenza, l’assistenza sanitaria per vaccinazioni, o malattie gravi, che oltretutto (come per la tbc) non curate, esporrebbero a rischi il resto della cittadinanza. La Regione invita a chiamarli “stranieri temporaneamente presenti”, che può sembrare un eufemismo di maniera (del resto “clandestino”, prima di essere deformato fino a combaciare con “delinquente”, era un nome simpatico, da traversata navale) ma serve anche a ricordare le differenze. In Toscana nel 2007 le richieste di regolarizzazione furono 46.984 a fronte della quota di 13.030. Sicché 34.000 persone restarono escluse, dunque “irregolari”, benché siano certificate e anzi autodenunciate, e continuino a lavorare come badanti, edili, conciari ecc. Sono “clandestine”? Sabato un articolo di Amato e D’Alema immaginava un’Italia improvvisamente svuotata dei suoi stranieri. Senza andare così lontano, basta immaginare - sognare, forse - un’Italia in cui si convochi un giorno di sciopero generale di tutti i lavoratori stranieri, nelle case, nelle campagne, nelle fabbriche, negli ospedali… Succederà: cresce già fra loro qualche piccolo Di Vittorio umiliato e offeso. Dice Claudio Martini, presidente della Toscana: «Se tutti insieme decidessero di fermarsi, questo paese si fermerebbe». Dal 2008 la Toscana ha inoltrato al Parlamento il suo progetto di legge per il voto amministrativo agli stranieri con permesso di soggiorno, residenti da almeno 5 anni. Principio basilare - no taxation without representation - di cui si ama disquisire piuttosto che passare al fatto. Il centrodestra che fa il viso - e le mani - dell’armi dovrebbe essere il primo a saperlo. Grida allo scandalo degli stranieri ammessi alla graduatoria per le case popolari, e non dice che la legge toscana coincide con quella nazionale, e vi ammette solo gli stranieri regolari residenti da almeno cinque anni. È la leva dell’odio fra poveri carezzato dai demagoghi. Famiglie italiane aspettano da troppo una casa popolare, o l’iscrizione al nido, e temono di essere scavalcate da nuovi arrivati (nuovi di almeno 5 anni) che hanno una famiglia più numerosa. Il mero criterio del carico famigliare (quello del reddito non è mai stato equo, nel Bengodi, questo sì, degli evasori fiscali) non basta alla nuova demografia. Qualcuno propone che le graduatorie assegnino ad autoctoni e stranieri una quota equivalente alla proporzione numerica: ma così si sancirebbe una discriminazione etnica, ignorando oltretutto che in Toscana per gli stranieri il rapporto fra partecipazione al Pil e uso dei servizi sociali è di 8 a 2. La legge potrà promuovere criteri limpidi e aggiornati. Nei tagli ai posti di lavoro, per esempio, si valutano assieme il carico di famiglia, la funzionalità professionale ma anche l’anzianità di servizio. C’è un’altra faccia della medaglia. La crisi sta spingendo nel lavoro sommerso un gran numero di imprese e lavoratori. Le iscrizioni alla Cassa edile, il termometro più nitido, sono già cadute del 20 per cento. Questo significa una perdita secca delle risorse attraverso cui le amministrazioni provvedono ai servizi sociali, case popolari e asili compresi. Proteggere la regolarità è un interesse vitale dei cittadini italiani, e dei più poveri fra loro. La legge, protestano i suoi nemici, è incostituzionale, e va contro l’opera del governo. La Corte ha sancito quello che è chiaro nella Carta, che l’immigrazione nel territorio compete al Parlamento e al governo nazionale, ma le politiche sociali spettano alle Regioni. Il federalismo passa in cavalleria, quando contraddica il cattivismo. Martini ha replicato che, discorsi cattivissimi a parte, le misure dei servizi sociali rinfacciate alla Toscana sono praticate efficacemente a Treviso e a Verona. Il centrodestra vede un’occasione per attizzare i fuochi della guerra dei penultimi contro gli ultimi: e non esita ad accantonare come impertinente la posizione di Chiesa e parrocchie. «Discorsi buoni da fare da un pulpito, non dalla politica». Questo centrodestra è molto zelante con la Chiesa sul concepimento, sulla morte, e pochissimo sul periodo che va dall’una all’altra. Le lascia la predica, si tiene la pratica. «Non nominare il nome di cristiano invano» ammonisce Tettamanzi. E già Matteo: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli». La differenza non passa fra chi vuole impedire (e come? con la messinscena brutale e irrilevante dei respingimenti?) l’”invasione” straniera, e una quinta colonna che la vuole favorire. La differenza concreta riguarda la decisione di impegnarsi con le persone che vengono a integrare e rinnovare la nostra convivenza. La legge toscana si ispira al “primato della persona” e all’uguaglianza. All’uguaglianza, non a un privilegio rovesciato. Si propone di tutelare l’intera cittadinanza facilitando la vita quotidiana e famigliare degli stranieri che vivono e lavorano regolarmente in Toscana, che sono già 350 mila circa, e si avvicinano al 10 per cento della popolazione. Promuovere l’insegnamento della lingua e l’educazione civica. Tenere in conto i titoli professionali acquisiti nei paesi di provenienza. Riservare un’attenzione ai richiedenti asilo, ai minorie alle donne incinte, alle vittime di tratta e sfruttamento, ai detenuti. Prevenire le mutilazioni genitali femminili. Aiutare nelle pratiche per il soggiorno, la cittadinanza, i servizi sociali. La Toscana è accusata per simili spropositi di voler essere “la prima della classe”. Quando fosse, sarebbe un bel primato.

postato da civati, 16:32 | link | commenti (7)

Non ci sto credendo: non è il Papi, è il Nonni

Il ritocco del Tg1, con aggiunta di simbolo elettorale, tanto per fare un regalo non richiesto al Papi (qui la versione ufficiale dell'intervista). Intanto, qualcuno azzarda la soluzione dell'intrigo. Si tratterebbe, quindi, non tanto di Papi, quanto di Nonni.

postato da civati, 16:15 | link | commenti (5)

Veniamone fuori

Pietro Amati è candidato a Seregno, per il Pd, a sostegno di Ponti presidente. Per i prossimi giorni ha in programma 43 piccoli incontri, con qualche decina di persone alla volta. Amati ha capito che cosa si deve fare, per fare una campagna elettorale degna di questo nome. Ed è la cosa che propongo a tutti: non chiudiamoci nelle nostre 'segrete' stanze, non continuiamo a vederci tra di noi, in sede o tra elettori già convinti. Usciamo e bussiamo alla porta delle persone, suoniamo il campanello del vicino, organizziamo incontri con chi non conosce ancora la nostra proposta e, soprattutto, i nostri candidati. La fiducia e la credibilità sono il problema nostro e, più in generale, della politica italiana. Presentarsi "a viso aperto" e "in prima persona" è l'unica soluzione per venirne fuori (in ogni senso). Non dimentichiamolo. P.S.: con l'occasione, voglio ufficialmente protestare contro gli intrugli semi-alcoolici che vengono offerti in occasione degli aperitivi elettorali. Voglio sapere chi li prepara e perché sono sempre - sempre - imbevibili. Vini e succhi di frutta di colori improbabili, associati senza un perché: «amalgami non riusciti», direbbe qualcuno. Ci sarebbe dell'acqua frizzante e un buon prosecco, nel caso?

postato da civati, 15:07 | link | commenti (5)

Affare di Stato

Abituati a ben altri intrighi, colpisce il clima da Tutti gli uomini del presidente del Noemigate.

postato da civati, 09:15 | link | commenti (9)

lunedì, maggio 25, 2009

Sembra l'Africa

Si è scusato con i romani (ovviamente soltanto con quelli della sua parte politica). L'Africa, invece, sporca è e sporca rimarrà. Secondo me, e lo dico serenamente e pacatamente, dovrebbe vergognarsi di esprimersi in modo così schifoso, ogni volta che apre bocca. P.S.: e dovrebbe ricordarsi il detto: ex Africa semper aliquid novi, piuttosto.

postato da civati, 16:09 | link | commenti (51)

Molto piccante

La campagna elettorale, secondo Marta. Fa anche caldo, caldissimo e lo sanno tutti quelli che sono in giro per banchetti, iniziative, conferenze stampa, mercati, volantinaggi, porta-a-porta. Tenete duro, ragazzi.

postato da civati, 16:01 | link | commenti (3)

Casini & Casini

A proposito delle vicende un poco scabrose emerse in queste ore - tipo la notizia di uno strano capodanno di ragazzine nella villa in Sardegna, che sinceramente spero non sia vera - è facile pensare che ci sarà un bel passaggio di voti all'Udc. Perché ormai la politica in Italia è questa. E si fatica a parlar d'altro.

postato da civati, 10:52 | link | commenti (7)

B tale e quale

Con quello che sta succedendo intorno al caso Noemi, di cui questo blog non ha praticamente mai parlato, fa riderissimo la pubblicazione di Libero che ci propone "Berlusconi tale e quale". Già.

postato da civati, 09:00 | link | commenti

domenica, maggio 24, 2009

A proposito di Pd e di Nord

Il vostro affezionatissimo è stato sentito ieri da l'Unità. La (e lo) trovate in edicola.

postato da civati, 10:41 | link | commenti (7)

E' troppo tardi

Torno ora dall'ultima iniziativa politica della giornata. Domani si ricomincia, nella speranza che tutto trovi una dimensione e un senso. Leggendo alcuni commenti, vi dirò, passerebbe anche la voglia. Ma la voglia è tanta, nonostante tutto. E ne vale la pena.

postato da civati, 01:43 | link | commenti (20)

sabato, maggio 23, 2009

Una festa per tutti

Ci si vede più tardi alla festa migrante promossa dal gruppo consiliare del Pd di Milano, al 40/40 di via Quaranta, 40. Si tira tardi, parlando (e ballando) d'integrazione.

postato da civati, 17:23 | link | commenti (6)

In forma ridotta

Questo blog va in onda in forma ridotta perché sono in campagna elettorale. Fatelo anche voi: spegnete il computer e parlate con i vostri amici. E' utile e molto istruttivo: a volte, addirittura appassionante.

postato da civati, 17:15 | link | commenti (1)

venerdì, maggio 22, 2009

Librando ai tempi di Facebook

Domenica sera, con Mattia, sarò a Samarate, ospite di Librando, per la presentazione del libro L'amore ai tempi di Facebook.

postato da civati, 16:44 | link | commenti (1)

CivaCalendar elettorale

Questa sera a Vedano, ore 21, per l'iniziativa del comitato Pedelontana (non è un errore di battitura: sono proprio preoccupati dall'arrivo della Pedemontana) e, a seguire, a Desio, a confronto con gli elettori delle primarie finalmente riconvocati dai candidati Lucrezia Ricchiuti e Roberto Conti. Domattina, a partire dalle ore 9.30, a Cologno Monzese, in via Milano, 53, parteciperò all'incontro promosso dagli Ecologisti Democratici e dedicato alla campagna 10 azioni per il clima. A seguire altri incontri in giro per la Brianza di 'pura' campagna elettorale. Domani sera, alle ore 21, cena al buio a Desio e, dulcis in fundo, la festa migrante promossa dal gruppo consiliare del Pd di Milano, al 40/40 di via Quaranta, 40.

postato da civati, 16:40 | link | commenti (28)

Dario, vieni al Lingotto

Lo abbiamo già invitato direttamente, lo facciamo di nuovo e pubblicamente. Chiediamo a Dario Franceschini di essere con noi al Lingotto di Torino, sabato 27 giugno, per discutere insieme di come 'fare' il Congresso di ottobre e di come 'fare' il nuovo partito. Oggi Franceschini si è espresso così: «Ho già detto quello che pensavo quando sono stato eletto e non ho cambiato idea: il mio lavoro finisce in ottobre. Aggiungo che se avessi aiutato a dimostrare che il progetto del Pd è ancora in campo e forte, se a giugno avessi dato una mano affinché il paese non si svegli sotto un padrone assoluto, sentirei di aver fatto quello che dovevo fare». «Ci sarà un congresso vero», ha concluso. Speriamo che lo sia. E che sia vero anche il Pd. Finalmente.

postato da civati, 16:23 | link | commenti (17)

Attenzione

I sondaggi migliorano, le tinte delle previsioni si fanno meno fosche, il Pd dovrebbe salvarsi in corner alle Europee e tenere alle Amministrative. Il punto è che andrà poca gente a votare, perché la disaffezione, da una parte, e l'assuefazione, dall'altra, sono cresciute moltissimo tra i cittadini, nell'anno che è passato dalle elezioni politiche ad oggi. Mancano esattamente due settimane alla fine della campagna elettorale ed è del tutto evidente che farà un buon risultato e forse vincerà chi saprà mobilitare i propri elettori. Con la bassa affluenza, che è in ogni caso un problema politico che dovremo affrontare, sono alti i margini di miglioramento: e chiedo a tutti voi di fare il possibile perché questo insperato recupero avvenga. Soprattutto per le nostre amministrazioni, per il voto locale, per mantenere le posizioni dove governiamo e per vincere dove siamo più in difficoltà. So che serpeggia la voglia di mandare un segnale al gruppo dirigente, so che qualcuno caldeggia il "tanto peggio, tanto meglio", ma mi permetto di insistere: l'unico segnale che manderemmo, se così facessimo, sarebbe quello di consegnare alla destra un altro pezzo di Paese. E il "tanto peggio" lo stiamo già vedendo all'opera (e al governo) dal 14 aprile dello scorso anno. Andiamo a votare e votiamo per il Pd e per i candidati del centrosinistra. E convinciamo anche i nostri amici a fare lo stesso. In alcuni casi, come nel mio, a Monza e in Brianza, ne vale la pena.

postato da civati, 16:11 | link | commenti (34)
appunti per un partito nuovo

Politiche a sostegno della ciclabilità

Un tubo lungo via Vittorio Emanuele, a Monza. Ci attaccavano le biciclette, fino a qualche tempo fa. I residenti trovavano sconveniente la cosa - per motivi legittimi, di accesso all'abitazione - e hanno pensato bene di ricoprire con un accrocchio di metallo il tubo, perché nessuno legasse più la propria bici al 'palo'. Chiedere al Comune di mettere una rastrelliera sarebbe stato troppo.

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postato da civati, 15:11 | link | commenti (2)
monza

Mi piace se si muove

I giovani democratici della Lombardia hanno lanciato una bella campagna, che vi chiedo di sostenere e di promuovere (c'è anche il video). I pendolari ringraziano.

postato da civati, 12:15 | link | commenti (1)

Milano vicino all'Europa

postato da civati, 11:35 | link | commenti (11)

Allo spazio Mil, Qualcosa di nuovo

Si scrive Mil (non Mills, per capirci), si trova a Sesto San Giovanni e sarà sede di una rassegna promossa dalla Cgil Lombardia nel corso della seconda settimana di giugno. Domenica 14, per la precisione, verrà presentato (in prima assoluta) lo spettacolo teatrale Qualcosa di nuovo. Una ricetta per l'integrazione di cui il vostro affezionatissimo ha scritto il soggetto, in collaborazione con Anna Maini. Prenotatevi!

postato da civati, 11:26 | link | commenti

Mozione Borges: alla ricerca dei predecessori

Tutti inseguono un successore, un delfino, una persona gradita a cui lasciare il testimone. Noi, nel nostro piccolo, preferiamo optare per la mozione Borges: ogni 'autore', ognuno di noi crea i propri predecessori. Li sceglie, li mette insieme, discute con loro, perché sa che, da molti di loro, ha tutto (o quasi) da imparare. Oggi a Monza, ad esempio, alle ore 18, in piazza San Paolo, interverrà Sergio Chiamparino che, per quanto mi riguarda, è una figura di straordinario valore, soprattutto per quello che fa (più ancora che per quello che dice). Lo inviteremo al Lingotto, il 27 giugno, ad aprire la nostra assemblea. E vorremmo confrontarci con lui sulle grandi questioni che riguardano il Paese.

postato da civati, 11:12 | link | commenti

Tu e il tuo piccolo gruppo di alleati

Rob Brezsny è, al solito, molto preciso. E l'oroscopo dei leoni è quasi profetico (forse): «“Non dubitate che un piccolo gruppo di cittadini impegnati e coscienziosi possa cambiare il mondo”, scriveva l’antropologa Margaret Mead. “In realtà è l’unico modo in cui è sempre successo”. Per esempio, nella rivoluzione americana del 1775-1783 solo il 16 per cento dei coloni si ribellò alla Gran Bretagna. Spero che saperlo ti serva da incoraggiamento nel tentativo di eliminare un’anomalia dalla tua vita. Tu e il tuo piccolo gruppo di alleati avete più potere di quanto pensiate».

postato da civati, 10:03 | link | commenti (1)

Banner europeo

postato da civati, 09:34 | link | commenti

giovedì, maggio 21, 2009

Chi di indiano ferisce

L'anno scorso la Lega usò il capo indiano come testimonial elettorale, spiegando ai padani che avrebbero rischiato di trovarsi in riserva. Oggi qualcuno risponde. E fa bene. Perché da quando abbiamo il famoso Nord al governo, non abbiamo più l'aeroporto, le metropolitane e forse nemmeno l'autodromo. L'espressione «fare l'indiano» non è mai stata così azzeccata.

postato da civati, 12:17 | link | commenti (20)

Per un nuovo 'ciclo' politico

Alessia Gallione ci parla del bikesharing e di quello che si dovrebbe fare (e non si fa) per la bicicletta, a Milano e in Lombardia.

postato da civati, 12:01 | link | commenti
bicicletta

Sperimentare giovani già sperimentati

L'altra sera eravamo a Ravenna. Il giorno dopo è arrivato lui: il vero volto del rinnovamento. Dice che bisogna stare attenti con i 'nuovi' e «sperimentare giovani già sperimentati». Si salvi chi può (votando Scalfarotto e Serracchiani).



Qui la risposta di Debora.

postato da civati, 11:51 | link | commenti (30)

Quando il gioco si fa duro

Si scrive Scalfarotto.

postato da civati, 11:42 | link | commenti (1)

mercoledì, maggio 20, 2009

Una piccola proposta

Potremmo togliere dalle pagine dai giornali e dai cartelloni "quelli che spingono fuori" e "quelli che tirano dentro" e dedicare tutte quelle risorse e quegli spazi a messaggi più densi di significato politico? La campagna elettorale del Pd ne trarrebbe sicuro giovamento.

postato da civati, 12:46 | link | commenti (10)

Arcore multietnica

B dice che l'Italia non è e non sarà multietnica? E noi - precisamente la lista Ponti - candida ad Arcore Batuzoma Bindiku, commercialista di origine congolese. E arcorese. E brianzolo.

postato da civati, 11:30 | link | commenti (8)

Partita Ivan (reprise)

Scrissi questo, qualche tempo fa. Vorrei ribadire che stiamo giocando una partita delicata, la Partita Ivan, la campagna elettorale per Scalfarotto a Bruxelles. Non è uno scherzo. Altri candidati hanno alle spalle il famoso partito (che di solito non c'è però in queste occasioni, come d'incanto, si manifesta), altri hanno tante risorse,  tanta visibilità. Noi dobbiamo lavorare con gli strumenti di cui disponiamo. E la rete è uno di questi. E dobbiamo saperla usare bene. Perché il mezzo, in questo caso soprattutto, è messaggio e fa parte del nuovo modo di concepire la politica che stiamo faticosamente cercando di affermare all'interno del Pd. Tra Lilliput e Obama, per capirci. Scrivete una lettera, passate parola, segnalate i siti e i gruppi di Facebook nei quali la candidatura di Ivan Scalfarotto è sostenuta. Fatelo e una volta aggiornato il blog uscite di casa. E parlate con dieci persone, perché i cinque amici dell'altra volta non sono bastati...

postato da civati, 11:23 | link | commenti (27)

L'8 per Mills

La battuta più geniale sulla vicenda viene da Nicola Savino.

postato da civati, 10:58 | link | commenti (1)

Anch'io vorrei un lodo

Che mi sospendesse la campagna elettorale per due giorni, per andare al mare, nel Levante, a fare un giro. Che mi consentisse di finire il libro che ho iniziato, rinviando alla fine della legislatura le incombenze che premono. Che mi facesse andare in bicicletta sulle colline e, magari, su su, fino alle montagne, fino a non avere più fiato, sospendendo questa seduta del Consiglio regionale. Che mi consentisse di tornare a Barcellona, perché ho lasciato là qualcosa che mi piacerebbe portare a termine. Che congelasse alcuni problemi che sento di avere e che non so risolvere. Tanti lodi: lodo Sestri Levante, lodo Veca, lodo Passo alpino, lodo Barcellona, lodo Giuseppe. Sarebbe bello, potersela cavare così.

postato da civati, 10:56 | link | commenti (7)

Non prendiamoci in giro

La vicenda della Rai e delle nomine dei suoi vertici giornalistici è sconvolgente. Certo, sconvolgentissima. Però la responsabilità, in questo campo, è di tutti. Perché quello dell'informazione è il problema del nostro Paese. Lo è da vent'anni, quasi, e, per chi come me ha iniziato a far politica nel 1994, lo è da sempre. E nessuno ha fatto nulla. E le nomine di B sono solo peggiori di altre, di cui si fece carico il centrosinistra. Il sistema è lo stesso, la lottizzazione indecorosa, la qualità pessima. L'immagine è quella di una politica ingorda, incapace di interpretare il proprio ruolo, ipertrofica e ignorante. E il contesto è quello del conflitto d'interessi, che permea di sé anche i più piccoli trafiletti, i dorsi locali, la Gazzetta di Pastrufazio e l'Eco del Maradagàl. Volevamo la Bbc e ci ritroviamo Minzolini. Ma noi, di diverso, che cosa abbiamo fatto, in occasione delle puntate precedenti?

postato da civati, 10:52 | link | commenti (5)
cultura, diritti

Divano democratico

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A cura del Pd di Lissone.

postato da civati, 07:19 | link | commenti (2)

PontiTube

L'intervista a Gianni Bugno e l'incontro con i lavoratori dell'Agnati: la campagna elettorale di Ponti entra nel vivo.

postato da civati, 06:49 | link | commenti
monza

Da Burago a Bruxelles

Dopo la bella iniziativa di ieri a Burago Molgora per Comunali e Provinciali, questa sera, alle ore 18, a Monza, sotto i portici dell'Arengario, ci si trova con Ivan Scalfarotto e Debora Serracchiani per parlare di Europa e di un modo nuovo di andarci (qui il volantino e il programma dell'iniziativa).

postato da civati, 06:43 | link | commenti (1)

martedì, maggio 19, 2009

Ronde molto intime

postato da civati, 18:20 | link | commenti (8)

Se fosse vero

Sarebbe bello. Il Pd otterrebbe un dato decoroso e confermerebbe i sei seggi del 2004. In ogni caso, come sapete, lavoro per Ivan sul podio. E spero lo facciate anche voi.

postato da civati, 17:37 | link | commenti (11)

Il petrolio a Montevecchia

Leggete qui. E' importante, per tutti i lombardi, affezionati al punto panoramico più bello che ci sia in Brianza. Se siete convinti anche voi, sottoscrivete la petizione.

postato da civati, 17:30 | link | commenti (5)

Franceschini e il sì

Il referenDario ha ragione (e il suo intervento ricalca quanto avevo scritto anch'io, si parva licet, in tempi meno 'sospetti'). Lasciando da parte, per un attimo, le ragioni di fondo e la necessità di una riforma del sistema elettorale (per me una assoluta priorità), faccio notare ai preoccupatissimi che B governa già, ha un buon consenso popolare e probabilmente, anche se 'mollasse' la Lega, potrebbe vincere le elezioni e anche nel caso si votasse domani. La situazione non cambierebbe, però, perché già ora, anche senza referendum, B vincerebbe con il Pdl le elezioni politiche generali. E' del tutto evidente che il quadro potrebbe aggravarsi con le elezioni europee di inizio giugno, ma, come si suol dire, anche no. Perché la Lega potrebbe fare un ottimo risultato e lo schema autonomo e solitario di B potrebbe gravarsi di rischi molto ma molto evidenti. E le conseguenze di una rottura con la Lega potrebbero essere ferali anche per lui, che si sente invincibile ma sa che in politica nessuno lo è, così come la sua richiesta di elezioni anticipate, che potrebbe essere male interpretata dai cittadini (come capita quasi sempre). Se è imbattibile, con la Lega - suo alleato sempre decisivo - lo è anche di più. Per ora, nel dubbio, e lo dico ai dubbiosi di ogni provenienza, votiamo sì. E sosteniamo il referenDario, perché al solito l'«hanno rimasto solo, 'sti quattro cornuti» (Gassman, Soliti ignoti, citazione).

postato da civati, 16:16 | link | commenti (37)

Glocal

Questo blog è glocal e non possiamo dimenticarci di lei.

postato da civati, 09:55 | link | commenti (1)

Se la caccia è grossa

La politica è piccola piccola. In Consiglio regionale mi batto da anni per la caccia in deroga: se passassero le norme di cui si parla oggi in Parlamento, non avrei più nulla da fare.

postato da civati, 09:39 | link | commenti (5)

De revolutionibus

Luca mi ha bruciato sul tempo. Tutti i giornali ne parlano, del resto, come di una nova, ogni volta che apre bocca. Nel Pdl non lo ascolta nessuno, ma tant'è: brilla nel ciel.

postato da civati, 09:37 | link | commenti (1)

Ci sono siti e siti

Alcuni belli, altri meno. Eppure il candidato è lo stesso.
P.S.: il progetto MetroWireless, in ogni caso, è molto interessante.

postato da civati, 08:45 | link | commenti (3)

Senza nome

A proposito di blog, anonimi e insulti, Metilparaben ci offre un piccolo saggio.

postato da civati, 08:44 | link | commenti

Doping

Nel senso democratico del termine. Lo trovate qui.

postato da civati, 08:41 | link | commenti

Incivili di livello europeo

Da tempo (confrontare qui), mi batto contro i manifesti abusivi: registro con piacere che lo stia facendo anche il mio candidato preferito. Per farvi capire di che cosa si tratta, mi affido ad un bellissimo video degli amici Umanisti:

postato da civati, 08:28 | link | commenti

Fosse stato il Pd

Avrebbero messo il vice. Invece, la Juve prova a cambiare approccio. Vedremo. A me però Ranieri, un po' come Yoko Ono, non è mai piaciuto.

postato da civati, 01:22 | link | commenti (9)

Guerriero

Armato esclusivamente di volantini, programmi e, soprattutto, di passione politica. Votatelo.

postato da civati, 01:12 | link | commenti (1)
monza

lunedì, maggio 18, 2009

Autobus di linea politica

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Il pullman di Gigi. Un'idea del vostro affezionatissimo, da sempre pendolare democratico.

postato da civati, 00:19 | link | commenti (26)

domenica, maggio 17, 2009

Per uno che torna

Il Canzoniere italiano di Morgan è un progetto bello e malinconico. Vale la deviazione.

postato da civati, 22:54 | link | commenti (3)

Ivan e Debora

In attesa che arrivi il Pd 2.0, qualcuno ha voluto evocare il Quarto Stato. Ivan Scalfarotto e Debora Serracchiani, mercoledì 20 maggio, alle 18 in piazza dell'Arengario, a Monza, e alle 21 a Milano, al teatro Litta.

postato da civati, 22:17 | link | commenti (9)

sabato, maggio 16, 2009

Come Robert

Sto leggendo un libro che non potete perdere. Si chiama L'ultima campagna, è di Thurston Clarke ed è dedicato a Robert Kennedy e «agli 82 giorni che ispirarono l'America». In Italia è pubblicato dal Saggiatore. La campagna e la figura di Bobby emergono con una forza straordinaria. Stasera, quando ho un minuto, vi dico perché.

postato da civati, 15:07 | link | commenti (8)

L'immigrazione e gli intelligentisti

Assisto interdetto alle polemiche sull'immigrazione che dividono il Pd. Da una parte, Chiamparino, Penati e Letta (il moderato Letta?), dall'altra Zanonato e Cofferati. A me pare che il problema sia molto semplice. Che il Pd non abbia una politica sull'immigrazione, né sulla sicurezza, né sull'integrazione. E che in questi anni nessuno abbia lavorato per costruirla. I respingimenti sono un falso problema, come sanno tutte le persone perbene. Chi si mette in cammino per arrivare qui, attraverso il deserto, affrontando esperienze inenarrabili e disumane, subendo violenze ed esponendosi all'umiliazione, dovrebbe essere 'trattato' dai politici di sinistra con un maggiore rispetto. Basta aver letto qualche libro per farsene un'idea, come quello che ci parla di Manadou e di altre storie simili alla sua. I pericolosi clandestini da respingere rappresentano una quota minima del fenomeno dell'immigrazione, tra il 5 e il 10% (e forse le stime sono anche gonfiate), ma a sinistra pare che lo abbiano dimenticato tutti (e di solito, a parlarne, è Pisanu, che in questo caso fa il democratico in outsourcing). Inseguire la destra su questo terreno è semplicemente vergognoso. Piuttosto c'è da chiedersi perché, pur avendo governato tutti, destra e sinistra, in questi anni, non si siano trovati strumenti più adeguati per fare cose semplici e giuste. Primo, per regolare i flussi (come si fa in altri Paesi, ad esempio in Canada), regolarizzando le persone che in Italia lavorano, anche da clandestine (perché, ed è un'altra cosa da ricordare sempre, quasi tutti i clandestini che circolano per il Paese sono persone che lavorano come badanti, nei cantieri edili, nelle aziende e nei campi italiani: definirli criminali mi pare assurdo e basta). Secondo, contrastando le agenzie criminali che fanno di mestiere la tratta delle persone dall'Est e da Sud verso l'Italia. Terzo, favorendo i processi di integrazione, totalmente assenti dai decreti governativi e affidati, in Italia, ai soli enti locali. Quarto, intervenire duramente nelle zone di degrado, come è stato fatto a Torino (da Chiamparino) e a Padova (da Zanonato). Per tutto questo, ci vuole informazione e impegno: bisogna dare ai cittadini gli strumenti per comprendere questo fenomeno, per interpretarlo correttamente, per conoscerlo. Perché le cose che si conoscono fanno meno paura. Perché un partito che si esprime con una sola voce, è più forte. Perché per contrastare la deriva culturale della destra, non bisogna infilarsi in questa deriva, ma tenere una posizione propria per più di due settimane. Perché non è questione di essere buoni o cattivi, ma di essere intelligenti. Ecco, spero che al Congresso, tra buonisti e cattivisti, si impongano gli intelligentisti. Farebbero bene al Pd, agli stranieri e, soprattutto, agli italiani. P.S.: un'altra cosa che dovrebbe fare l'opposizione, anziché prodursi in dichiarazioni sui giornali, sarebbe quella di fornire i risultati di tante iniziative muscolari del governo: per prima cosa, a proposito dei famosi militari di La Russa. In secondo luogo, a proposito delle ronde. In terzo luogo, a proposito del numero dei clandestini. Perché le sorprese sarebbero sconvolgenti per tutti, per i sostenitori delle ronde democratiche (in Lombardia furono presentate lo scorso anno su proposta della segreteria, con un provvedimento in tutto simile a quello proposto dai leghisti della mia città), per i più realisti del re, per i dichiaratori di professione. E conoscere i fallimenti degli altri, ci farebbe prendere anche qualche voto in più.

postato da civati, 14:55 | link | commenti (24)
cultura, diritti

Facebook in Lomagna

Oggi mi faccio un altro banchetto elettorale, nella mia città (in via Italia, all'altezza dell'Upim). Poi, alle 18, ci si vede a Lomagna, provincia di Lecco, in biblioteca, per L'amore ai tempi di Facebook. A proposito, a due mesi dalla sua pubblicazione, mi piacerebbe che chi l'ha letto, mi scrivesse due righe. E' importante sapere che cosa ne pensate. Grazie.

postato da civati, 14:38 | link | commenti (4)

Vola Brianza

I migliori sono sempre i democratici di Lissone. Domani sarò con loro, in piazza Libertà, ospite del loro divano elettorale (non una 'poltrona', quelle ci interessano di meno). C'è posto a sedere, come si suol dire, venite anche voi.

postato da civati, 11:20 | link | commenti (6)

venerdì, maggio 15, 2009

Amor di Facebook

Ecco l'articolo sulla nostra presentazione dell'altra sera, a Varese. Non sapete che cosa vi siete persi...

postato da civati, 10:07 | link | commenti (1)

giovedì, maggio 14, 2009

Il pullman di Ponti

Ovvero l'autobus di Gigi. Domattina, ore 11, in piazza San Paolo, a Monza, presenteremo l'autobus su cui si muoverà la campagna di Gigi Ponti. Per la prima volta (credo), sarà proprio un autobus di linea (personalizzato, s'intende) a portarci, attraverso le vie della Brianza, dalle colline agli svincoli delle autostrade, a quel primo turno che contiamo di superare.

postato da civati, 13:56 | link | commenti (9)

Con i miei candidati preferiti

Questa sera, alle ore 21, a Ravenna, il vostro affezionatissimo con Ivan Scalfarotto e Debora Serracchiani.

postato da civati, 13:13 | link | commenti (6)

Antistress

Per farmi passare lo stress che molti commentatori mi rimproverano (e ne terrò, come sempre, conto), mi sono dedicato al volantinaggio al sottopasso di via Rota-Grassi, con Mimmo Guerriero, uno dei nostri migliori candidati al Consiglio provinciale. Credo che se ognuno di noi ne facesse un po', di banchetti, porta-a-porta e incontri con le persone, staremmo tutti meglio. Su tutti, da parte dei cittadini, il tema della sicurezza. E c'è da fare qualcosa, perché su quel versante continuiamo a prenderle sonoramente. E sembriamo incerti e imprecisi.

postato da civati, 12:07 | link | commenti (17)

Il caso Civati (sì, ciao)

Oggi Repubblica si occupa di me, perché sarei protagonista di un caso che non esiste. Le cose sono andate così: la settimana scorsa il capogruppo del Pd in Regione, Carlo Porcari, mi chiede, a nome del gruppo, di entrare a far parte del costituendo gruppo di Un'altra Lombardia (area Vendola, per capirci), per consentire ad una forza politica nostra alleata di avere diritto di tribuna. D'accordo con l'Ufficio di Presidenza del Consiglio, si stabilisce che l'operazione sia vissuta come un fatto tecnico, senza alcuna rilevanza politica, proprio per evitare quello che, invece, è puntualmente successo. E cioè che il mio passaggio fosse interpretato come una scelta politica, che non intendevo certo fare. E da chi è stato interpretato così? Ovviamente da chi mi vuole male e da alcuni dirigenti nazionali (in particolare quelli di giovane età), letteralmente terrorizzati dal fatto che il vostro affezionatissimo corra per la leadership di questo (povero) partito. Da giorni si susseguono maldicenze, a tutti i livelli, e non sembrava vero a qualcuno di poter strumentalizzare un episodio del tutto trascurabile. Il fatto curioso è che pensavo di aver seguito le indicazioni del partito e, per una volta, di avere 'obbedito'. E, per una volta che mi comporto da conformista, i conformisti-da-sempre si dicono scandalizzati e passano la notizia alla stampa nazionale per montare il caso. Poi dicono che mi arrabbio e che mi sento a disagio. Quasi quasi, dopo questo ennesimo episodio, mi candido sul serio alla segreteria nazionale. Perché è del tutto evidente che un partito così vada cambiato davvero. P.S.: mi chiedo: ma a Roma non hanno proprio altro da fare che occuparsi di casi come questo? Poi dicono che l'opposizione non si vede. Già.

postato da civati, 07:45 | link | commenti (205)

mercoledì, maggio 13, 2009

Un sito nuovo

E' lo strumento della campagna di Ivan Scalfarotto per la sua corsa europea. C'è anche un 'vecchio' video, tutto da guardare:

postato da civati, 16:08 | link | commenti (5)

Ma non l'avevo già letto da qualche parte?

Mario Adinolfi si candida alla segreteria del Pd. In bocca al lupo. Davvero.

postato da civati, 12:57 | link | commenti (20)

Ancora Piombini

Leggete qui: piccoli Piombini crescono.

postato da civati, 12:29 | link | commenti (7)

Come D'Alema (Splendidi quarantenni.../2)

Il Riformista di oggi, che non si era occupato dei Piombini romani di lunedì (troppe cose più interessanti da scrivere), pubblica oggi un interessante contributo di Caldarola, ormai l'anti-piombiniano par excellence. Strepitoso il passaggio in cui dice che D'Alema scrive libri e noi no. Purtroppo Caldarola, nella sua foga, non si è informato come avrebbe dovuto: anche noi scriviamo libri. Sconvolgente, vero? E un piccolo libro, dedicato al Pd e curato dal vostro affezionatissimo, è in lavorazione. Caro Caldarola, ora di cosa ci rimprovererà, di non avere i baffi?

postato da civati, 09:38 | link | commenti (22)

Riservato ai milanesi

E dopo i posti sulle metropolitane destinati ai nativi, spunta anche un regio decreto...

postato da civati, 08:37 | link | commenti (5)

Ritorno alle origini

Quand'ero piccolo, scrivevo di cinema per Bartolomeo, il giornale della scuola. Ora ho l'onore di collaborare con Best Movie. In edicola, un mio pezzo: la verità è che non mi censuri abbastanza, per dire.

postato da civati, 08:32 | link | commenti (4)

martedì, maggio 12, 2009

Splendidi quarantenni...

Capita anche di leggere cose del genere: «Sui giornali ho seguito l'incontro dei così detti 'Piombini', i giovani quarantenni del Pd che si sono ritrovati anche ieri a Roma. A parte che io a quarant'anni avevo già due figli di venti e i capelli bianchi, ma ho voluto comunque leggere attentamente il loro programma, che, in buona sostanza, consiste solamente nel voler mandare a casa Marini, Fassino e D'Alema. Beh se questa è la classe dirigente del domani, il domani non c'è. La sinistra è finita». Così Peppino Caldarola a "Red-azione" su Red Tv intervistato da Piero Sansonetti. Rispondo (anche se non ci sarebbe proprio nulla da rispondere) che noi, ieri, a Roma, abbiamo chiesto un confronto ai leader a cui Caldarola è così affezionato: un confronto aperto, alla pari, senza 'inibizioni' (l'ho fatto personalmente, dicendo di chiudere con la stagione dell'under 21, per capirci). Forse è stato male informato o forse ha preferito disinformare a sua volta il vastissimo pubblico di Red Tv. Tra l'altro, non siamo noi ad avere usato un punto di vista generazionale, anzi, lo abbiamo precisato anche ieri: per noi si tratta di un fatto eminentemente politico (che poi riguardi, questo fatto politico, anche i figli di Caldarola, nostri coetanei, è un altro discorso). Non è questione di avere quarant'anni o i capelli bianchi, essere giovani e liberi o condizionati dalla 'tradizione': è questione di usare il cervello e di non dire fesserie. Sono spaventati? Per così poco? Il venerando Caldarola non si preoccupi: noi non ci facciamo intimidire. E non vogliamo essere la classe dirigente del domani (vanno così bene quelli che ci sono già...), vogliamo solo far funzionare il Pd. Magari continuando a farne parte.

postato da civati, 16:13 | link | commenti (33)

B Nobel

Ci mancava solo questa.

postato da civati, 15:48 | link | commenti (12)

i Mille e i Piombini

iMille ospitano sul loro web il documento dei Piombini. Siccome non siamo una corrente (né un gorgo), non abbiamo un 'nostro' sito internet. E mai lo avremo: perché ci piacciono le piattaforme aperte, anche sul web (e qualcuno sta lavorando per produrne una). Il documento è un punto di partenza e non un punto di arrivo. Lo dico per i criticoni e per quelli che Benni chiamava «tennici da bar». Le obiezioni e le critiche sono le benvenute. Perché non abbiamo nulla da perdere, né posizioni da difendere, ma solo idee da condividere.

postato da civati, 15:18 | link | commenti (18)
appunti per un partito nuovo

I Piombini al Lingotto: la scelta della data

Qualcuno ha pensato che scegliendo il 27 giugno, come data per tornare al Lingotto, volessimo celebrare il secondo anniversario del discorso di Veltroni (perché Walter parlò a Torino proprio il 27 giugno di due anni fa). In realtà la scelta della data è stata determinata da una ragione di mera opportunità: non intendevamo sovrapporre la discussione sul partito e sul congresso all'impegno di tutti noi per un ottimo risultato elettorale. Il 27 è semplicemente il primo sabato 'utile' per noi e per una discussione serena. La coincidenza, però, è significativa, dal punto di vista politico, e non lo neghiamo. Allora si disse che si voleva voltare pagina. Poi non lo si fece: forse il libro che stavamo leggendo era ancora intonso o, forse, incollato. In ogni caso, quel giorno più non vi leggemmo avante. E, forse, due anni dopo, è venuto il momento di provarci.

postato da civati, 12:33 | link | commenti (8)
appunti per un partito nuovo

Per dire

Per quello che vale, Di Pietro è alle nostre spalle.

postato da civati, 12:19 | link | commenti (3)

Se i Piombini diventano un Lingotto

Dopo i discorsi sul metodo sviluppati nel corso della tre giorni di un mese fa, di cui si è discusso ieri, a Roma, presso la sede di via S. Andrea delle Fratte (e delle Targhe: le hanno cambiate di nuovo...), i Piombini democratici (in breve: Pd) lanciano il prossimo appuntamento: il 27 giugno ci vedremo al Lingotto di Torino – proprio là dove tutta questa storia ha avuto inizio – per una grande assemblea democratica nella quale si discutano le modalità del Congresso prossimo venturo. Una sorta di piccolo «congresso per il Congresso», insomma, strutturato attraverso una call for papers, per discutere di come vogliamo interpretare la prossima stagione del Pd, quali strumenti vogliamo adottare, quali regole vogliamo darci perché il Congresso diventi, attraverso la partecipazione di tutti i suoi iscritti e dei cittadini che vorranno prendervi parte, un grande momento politico e culturale, una grande occasione per costruire finalmente il Pd (dal punto di vista organizzativo, prima di tutto). Un modo per rendere il Congresso straordinario, rivoluzionario e fondativo. Una discussione che parte fin d’ora, attraverso il coinvolgimento dei circoli e dei singoli democratici che vorranno inviare il loro contributo (a questo proposito, è il caso di utilizzare la casella dei Piombini: piombinidemocratici@gmail.com). Una discussione che al Lingotto non sarà riservata ai giovani con tre 'g', né concepita in termini correntizi (anzi), ma sarà articolata attraverso il confronto con chi vorrà (se loro si scelgono i successori, insomma, noi ci scegliamo i predecessori, come voleva Borges). Il Lingotto, quindi, non come luogo in cui (semplicemente) ritornare, ma come termine da cui ripartire, cercando di non sbagliare strada direttamente all’uscita, com’è successo la prima volta. Perché lì, sulla destra, in via Nizza, c’è un tunnel da non prendere…

postato da civati, 11:20 | link | commenti (16)
appunti per un partito nuovo

Una giornata particolare (e democratica)

Vi segnalo che l’Unità e Europa raccontano l’11 maggio dei Piombini a Roma.

postato da civati, 11:14 | link | commenti

A proposito di cinismo

Mentre rifletto ancora sul libro di Enrico Letta, Costruire una cattedrale (Mondadori), e sulla sua curiosa teoria della tripartizione della società italiana tra progressisti, moderati e populisti (ripromettendomi di commentarla appena l’avrò capita davvero), e dopo aver letto Flop Pd di Giuseppe Salvaggiulo (Aliberti Castelvecchi), non ho potuto esimermi dall’acquistare Lost in Pd di Marco Damilano. Si tratta della rassegna forse più precisa dei due anni vissuti pericolosamente dal Partito Democratico, a partire dalla sua fondazione. Un'analisi impietosa condotta con un 'taglio' molto netto e basata su una documentazione pressoché infinita. Damilano parla – con qualche malizia – anche del vostro affezionatissimo (il quale, in ogni caso, ringrazia), segnalandolo tra i leaderini «germogliati fuori o quasi dai circuiti di partito, simili per età, esperienze, letture, ascolti, consumi, comportamenti privati, eppure diversi in tutto, individualisti». Secondo Damilano, siamo «moderni, europei, elitari. Autoironici, disincantati ai limiti del cinismo, affezionatissimi a se stessi». Eccetera. Mi vengono in mente tante cose, ma lascio perdere. Anche perché oggi ho Consiglio regionale, qualche riunione per la campagna elettorale delle Provinciali e una serata a Cantù – dove la Lega vola – a parlare di sicurezza (forse sarebbe meglio parlare di incolumità). Tutto molto «autoironico» e «disincantato ai limiti del cinismo», non è vero?

postato da civati, 11:13 | link | commenti (10)
letture

lunedì, maggio 11, 2009

Cose ben più strane della fine del mondo

La frase di Rebecca Solnit, la campagna è di YoYo Comunicazione.

postato da civati, 11:28 | link | commenti (5)

Zuzzurro c'è (e chi ci ferma più)

Si candida nel Vco (Verbania-Cusio-Ossola), in una lista democratica. E' fatta.

postato da civati, 11:24 | link | commenti (5)

Guido Penati: lei lo vota

Strepitoso lapsus di Letizia Moratti.

postato da civati, 10:41 | link | commenti (3)

domenica, maggio 10, 2009

Radicato sul territorio

Dopo aver viaggiato attraverso il Paese, «come un pacco postale», torno al mio amato territorio. Giovedì sarò con Mimmo Guerriero, nel collegio 2 di Monza, a fare un po' di campagna elettorale porta-a-porta (non certo nel senso televisilvio del termine), e da venerdì mi stabilirò nella sede del Pd di Monza e Brianza. Troverò una scrivania e farò la parte del «compagno che risponde al telefono». L'ufficio sarà aperto dalle 9 di venerdì 15 maggio alle 24 di venerdì 5 giugno. Per qualsiasi cosa, fatevi sentire.

postato da civati, 13:18 | link | commenti (5)

Eppursimuove.it

Il Pd interviene (finalmente) sulla stretta di B sul web.

postato da civati, 13:09 | link | commenti (1)

Di ex si può morire

Tra lo Ngorongoro e il Serengeti, ritorna la stagione dell'amore. E ritornano i futilismi.

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sabato, maggio 09, 2009

CivaCalendar: ritorno al Lingotto e non solo

Il nostro viaggio sta per ripartire per Torino, dopo la giornata di A4 dedicata alla Lombardia e la tappa di ieri a Vimercate. Rientrerò questa sera, ma riposerò soltanto dieci minuti dieci, perché domattina inizia la campagna elettorale di Marco Achilli e di Gigi Ponti a Monza. Ci si vede al circolo Libertà, in viale Libertà, alle ore 10. Lunedì sarò a Roma, alle 15, in via S. Andrea delle Fratte (l'antro di Trofonio), per il post Piombino, l'incontro in cui racconteremo quello che è successo nella tre giorni democratica di un mese fa. Martedì, Consiglio regionale e serata sulla sicurezza a Cantù (Ronda su ronda: ma siamo sicuri?, presso la sede del Pd locale, in viale Madonna). Mercoledì, commissione Ambiente e, alla sera, presentazione de L'amore ai tempi di Facebook a Varese, nell'ambito della rassegna Amor di libro. Giovedì a Ravenna per la Carovana del Pd, con Ivan Scalfarotto e Debora Serracchiani (l'appuntamento si terrà via Maggiore, 71). Venerdì, sabato e domenica, infine, campagna elettorale sul territorio. Dal quale non mi muoverò più, fino alle elezioni del 6 e 7 giugno.

postato da civati, 09:02 | link | commenti (11)

Hanno anche il candidato segretario

Leggo con qualche sorpresa (anzi, no: ci sono abituato) dell'appello dei parlamentari quarantenni del Pd, pubblicato su Facebook. Pare che abbiano già, tra i firmatari, anche il candidato segretario (potrei anche «dare la soluzione», perché si tratta di persona che si esprime in modo molto meschino nei confronti dei propri 'rivali', anche quelli, come me, soltanto presunti). In compenso il documento è molto simile a quello elaborato da Marta Meo (e da noi discusso) dopo l'assemblea nazionale del 21 febbraio, ma è certamente un caso. Tra i firmatari ci sono parecchi Piombini, ma vorrei precisare che il vostro affezionatissimo non ne sapeva nulla. Com'è giusto che sia, essendo portavoce del circolo Wittenberg e destinato a rimanerlo. Come mi consigliò un antico saggio, che mi chiamò dopo l'intervista a Maltese: «Civati, non si metta in banda con nessuno, a cominciare da me». L'unico insegnamento di questa fase (per tutto il resto un po' triste) del Partito Democratico.

postato da civati, 08:49 | link | commenti (45)

Era solo una battuta

C'è solo un personaggio che si è qualificato per essere peggiore dell'estensore della proposta di posti riservati ai milanesi sul metrò: si tratta, ovviamente, del premier SB. Come al solito parecchio ambiguo, non si è sognato di contestare l'idea, anzi: si è limitato alla canonica espressione «era solo una battuta». Provate a googlare l'espressione e scoprirete che non è la prima volta che questo accade. Nel frattempo, sul podio opposto del cialtronismo politico, troverete il presidente della Camera, che gioca sempre la partita del distinguo: governo con questi signori da anni, ma faccio finta di non sopportarli, perché sono anticostituzionali (solo?). Così guadagno a destra e a manca. Due facce della stessa medaglia. Già.

postato da civati, 08:42 | link | commenti (14)
cultura, diritti

Com'è bello far politica da Trieste in su

Su l'Unità trovate un primo resoconto del nostro viaggio lungo l'A4, da Trieste a Torino. In questo momento ci troviamo in Lombardia, e stiamo per partire alla volta di Torino. Destinazione Lingotto, là dove il viaggio del Pd è iniziato.

postato da civati, 07:37 | link | commenti (6)
a4 - progetto love

venerdì, maggio 08, 2009

Maestranze straniere

L'80% degli addetti al cantiere della nuova sede della Regione Lombardia è rappresentato da stranieri. Prenderanno il vagone della metropolitana loro dedicato, per tornare a casa. Che vergogna.

P.S.: «Ottime maestranze», ho sentito dire da un tizio in tv, «che non hanno creato problemi»: eh già, in quanto stranieri era lecito attendersi il contrario...

postato da civati, 19:40 | link | commenti (12)
cultura, diritti

mercoledì, maggio 06, 2009

Pop porno: l'emergenza deve restare in primo piano

E pensare che ci sono la crisi, il terremoto e tante altre cose importanti, come  i paradisi fiscali di cui oggi discetta il Tremonti rovesciato. Noi siamo allo statista pop, come lo definisce Gramellini (pop porno, preciserei io).

postato da civati, 13:45 | link | commenti (17)

A proposito del referendum

Come sapete, sono per il sì comunque. Anche se poi B chissà cosa potrà fare... come dice qualcuno. Perché B, in ogni caso, può e potrà farlo lo stesso, e non può né potrà giocarsi con troppa sufficienza l'alleanza con la Lega. Né tornare troppo precipitosamente al voto, perché gli italiani non capirebbero. La verità è che l'unico risultato concreto dell'eventuale raggiungimento del quorum e della vittoria del sì, sarebbe la messa in discussione dell'alleanza strategica con la Lega. Il resto, per ora, è del tutto ipotetico. E, mi pare, poco fondato.

postato da civati, 13:33 | link | commenti (25)

Nessuno è perfetto

Pare che Del Piero abbia chiamato la figlia Dorotea. Sono cose che fan male.

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il segreto di alex

martedì, maggio 05, 2009

A4, da Trieste a Detroit: si parte

Domani sera, a partire dalle ore 19, a Trieste, presso il Naima Jazz Café, alla presenza di Roberto Cosolini, segretario provinciale del Pd, conferenza stampa del nostro viaggio democratico, attraverso il Nord, verso Ovest, che si concluderà a Torino (e a Detroit, già che ci siamo). Dopo il prologo di domani, la mattina successiva, alle 8.30, il mitico Cipputi (originale) salirà in auto con noi, per visitare un'impresa innovativa dell'area di ricerca Science Park di Trieste. Alle 10.30 saremo in un cantiere navale a Monfalcone, alle 13 a Udine, per incontrare Debora Serracchiani e andare con lei in un altro capannone, dove si fa impresa di qualità. Alle 15.30 raggiungeremo Montebelluna, provincia di Treviso, per incontrare Laura Puppato e le sue 'sperimentazioni' in campo ambientale. Verso sera andremo a Venezia, e tra le gondole, apprezzeremo un altro pezzo di Nord. Potrete seguire le nostre tappe qui e sul blog del vostro affezionatissimo. Ci vediamo sulla strada, anzi: on the Nord.

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a4 - progetto love

Buonismo

E io che pensavo che quello buono fosse Veltroni.

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Ci vorrebbe lo sgurz, al Pd

Son giorni difficili. Mi è venuto in mente quel film.

postato da civati, 15:00 | link | commenti (3)

Sempre più in alto

Il grattacielo della Regione Piemonte sarà più alto di quello della Regione Lombardia (sia del Pirellone, sia del Formigone). Un dettaglio salta agli occhi: mentre la nuova sede della Lombardia sorge sull'area occupata dal bosco di Gioia (raso al suolo), la nuova sede piemontese sorgerà su un'area dismessa. Una bella differenza.

postato da civati, 12:44 | link | commenti (11)
regione

lunedì, maggio 04, 2009

Piazzisti

Domani inaugurano la piazza principale di Monza. Si tratta della piazza per cui tanti criticarono Faglia e la nostra amministrazione e che la destra avversò fino a sostenere il ricorso degli ambulanti (ricorso che ritardò i lavori per molto tempo). Il ricorso fu sottoscritto anche dall'attuale candidato presidente della Provincia di An. Che domani sarà presente, festante e dimentico di tutte le sceneggiate (piazzate?) fatte in Consiglio comunale per impedire che l'opera partisse e si restituisse la piazza più grande del centro storico ai cittadini monzesi. Non andrò all'inaugurazione, perché le farse a me non piacciono. Mi dispiace, ma non ce la faccio.

postato da civati, 15:01 | link | commenti (22)
monza

Tutti i Piombini portano a Roma

Le loro idee, le loro proposte, il loro 'metodo'. Ci vediamo, come promesso, a Roma, lunedì 11 maggio, alle ore 15, in via Sant'Andrea delle Fratte (o, meglio, delle Targhe) presso la sede del Partito Democratico. Ditelo a cinque amici, come diceva Walter un anno fa (e sembra passato un secolo).

postato da civati, 13:34 | link | commenti (36)

Un velo pietoso/2

Molti mi hanno rimproverato per il post precedente, con lo stesso titolo del presente. E avevano ragione. Non bisogna parlar d'altro, ma delle cose urgenti. Infatti, il Corriere apre con una dichiarazione di B nei confronti di Veronica e Mario Calabresi, il giornalista più sopravvalutato che ci sia, apre la Stampa con un'intervista al premier su sua moglie. Complimenti vivissimi.

postato da civati, 10:43 | link | commenti (43)

domenica, maggio 03, 2009

Un velo pietoso

Il nome stesso inviterebbe tutti a un po' di rispetto. Perché, dopo le immagini della first lady su Libero, la politicizzazione di Veronica Lario (e del suo corpo, appendice per Marco Belpoliti e per il suo Il corpo del capo) ha raggiunto l'apice. E la notizia di oggi e la richiesta di divorzio da B, segnano, mi auguro, un punto definitivo, anche e soprattutto pensando allo squallido (e morboso) trattamento che la signora Lario ha ultimamente ricevuto. Mi auguro che nessuno le chieda più, come fece improvvidamente Veltroni, di schierarsi. E che la si lasci in pace, perché al peggio un limite c'è e, credo, lei stessa ha voluto indicarlo, con la decisione delle ultime ore.

postato da civati, 11:03 | link | commenti (31)

Back to San Maurizio

Ilvo Diamanti, oggi, su Repubblica, parla di sinistra atopica, senza luoghi (forse acronotopica, senza luogo, ma anche senza tempo). Proprio perché da qualche tempo ho cercato di rivolgere lo sguardo al futuro, verso la luce di quello che sarà, ho deciso di tornare a San Maurizio, a Vimercate, per il Primo Maggio. In una cascina, che ospita un circolo Arci, a parlare di lavoro e delle cose da fare per risolvere i problemi. A cercare di recuperare quel tessuto, spesso strappato, che in realtà dovrebbe essere il tappeto volante del centrosinistra e del Pd. E forse non lo è più, per nostra responsabilità, prima di tutto. E parlo di quella dimensione locale e però curiosa dei grandi cambiamenti, e di quello spirito di servizio per la propria comunità, desideroso però di rappresentare l'interesse generale. Chissà perché il Pd ha dimenticato quei luoghi e quei simboli. Chissà perché ha voluto abbandonarli. Chissà se li ritroverà.

postato da civati, 10:18 | link | commenti (8)

sabato, maggio 02, 2009

Faccio una proposta

D'Alema si candidi alla segreteria del partito. Ormai, dichiara su tutto, interviene su qualsiasi argomento, ha il piglio di chi indica la direzione politica come non gli capitava da quando era a Palazzo Chigi. Passati i sessant'anni, ha scoperto una seconda giovinezza e ha dichiarato di avere le energie per tornare a fare politica au grand jour. Forse si è stancato anche lui di fare battute del tipo: non ho incarichi di partito, sono a disposizione se il partito me lo chiede, sono un semplice deputato. Ora, parla di alleanze, e gira voce che sia una strategia che condivide con Franco Marini. Come nell'annata 1994-1995, quando s'inventò l'Ulivo. Ora il 'moderato' a cui guardare è Casini e la sua Udc (addirittura qualcuno parla di Casini candidato premier: il vero Obama italiano, sic). Lo schema è sempre quello, però, l'unico che evidentemente si conosce e che si tenta di presentare agli elettori. Lo dice, D'Alema, e lo ripete, ogni volta che può. Non sono d'accordo: le alleanze si dovranno misurare con il nuovo sistema elettorale, non certo con il porcellum attuale, che, per come è congegnato, inviterebbe ad allearsi pure con il diavolo (sempre che il diavolo, tra l'altro, sia disponibile). Ed è chiaro che si debba fare prima del 2013, come D'Alema ha sostenuto più volte, ma con giudizio e sapendo che prima c'è qualcosa da dire su quello che sarà il Pd. Un partito che D'Alema dovrebbe candidarsi a dirigere, perché è un leader credibile, perché è finita l'epoca degli alibi. E da quel 1994 di anni ne sono passati 15.

postato da civati, 12:03 | link | commenti (52)
appunti per un partito nuovo

L'integrazione, la sicurezza e la scommessa del Pd

Ieri l'Unità ha pubblicato un piccolo contributo del vostro affezionatissimo. Lo riporto qui di seguito.

Per non parlar d’altro e affrontare i problemi veri, a tu per tu con i cittadini e con la società che vogliamo rappresentare, è decisivo il confronto con il tema dell’immigrazione, dell’integrazione e della sicurezza. Ne scrivono Luigi Manconi (Un’anima per il Pd, Nutrimenti), Livia Turco (Il muretto, Donzelli), Jacopo Tondelli (Sceriffi democratici, Marsilio) e Gianfranco Bettin, nel suo drammatico Gorgo (Feltrinelli). Libri usciti negli stessi giorni, che s’interrogano rispetto alla possibilità che la sinistra sappia offrire una propria risposta al tema, che tutti definiscono «epocale», della convivenza tra italiani e stranieri. Bettin è tranchant: «la sinistra italiana ha fallito sul versante dei diritti da promuovere e su quello delle regole da far rispettare». Eppure, l’immigrazione non dovrebbe essere «una questione periferica e marginale nell’impianto teorico e programmatico della sinistra», ma «un banco di prova decisivo della capacità di governo nelle società contemporanee». Come anche Turco, Tondelli attraversa diversi modelli o, meglio, tentativi di risposta politica e amministrativa che la sinistra ha offerto in questi anni, da Cioni a Penati, da Zanonato a Chiamparino (con una preferenza per le parole e le azioni di quest’ultimo). In alcuni casi coraggiosi e concreti, capaci di intervenire e di dare risposta e, per questo, vincenti: nella lotta al degrado, nel confronto con la ‘paura’, all’insegna di una politica della sicurezza sì, ma con gli immigrati, come vuole Zanonato. In gioco ci sono regole e diritti insieme: «tanto più noi inseriamo gli stranieri nella nazione, e allarghiamo il diritto di voto, tanto più disinneschiamo la carica esplosiva di queste problematiche», dice Chiamparino. E Tondelli commenta: «serve uno sforzo di elaborazione teorico-pratica particolarmente acuto, profondo, efficace» e di «un patto sociale rinnovato quanto accurato, da proporre a chi c’era e a chi arrivava», con la «pazienza di trasformare in azione l’intelligenza» quale unica «possibilità di radicamento nel futuro del paese» attraverso «risposte innovative, originali ed effettive». Senza passare «dall’anoressia alla bulimia», dice ancora Chiamparino, in quella «vertiginosa e fallimentare oscillazione», per dirla con Bettin, dalla minimizzazione buonista alla drammatizzazione del più realista del re (sindrome tipica di un’intera generazione politica). «Per mettere in pratica tutto questo, serve naturalmente un partito radicato, strutturato, organizzato e consapevole, che parla alla gente», dice Zanonato. Un partito che non si sottrae, che si ‘pensa’ in relazione a questo tema, che sa passare a quell’iniziativa politica che spesso è sinonimo di presenza e di partecipazione al livello locale (localissimo!) della propria città e del proprio quartiere. Perché è lì che la globalizzazione precipita ed è lì che è ‘scomparsa’ la società. Chi di tutto questo si deve occupare se non il Pd?

postato da civati, 08:03 | link | commenti (6)
cultura, letture, diritti