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lunedì, giugno 29, 2009 I sedicenti giovani di Piombino
Gad Lerner dice alcune cose condivisibili (almeno, cose che io condivido). Lasciasse da parte la naturale antipatia, si potrebbe quasi collaborare... postato da civati, 17:27 | link | commenti (145) postato da civati, 09:14 | link | commenti (14) postato da civati, 09:09 | link | commenti (76) Quand'è che arriverà il nostro momento?
Marco mi prende in giro e mi dedica questa sequenza. La prendo sul serio, però, e so che, da un certo punto di vista, ha ragione. postato da civati, 01:45 | link | commenti (19) Il Congresso al tavolo 8
Tramonto. Festa democratica di Vimercate. Tenda del ristorante. Tavolo 8. Delegati: Bonfiglio, Ciccio, Gianluigi, Ludovico, Miriam e il vostro affezionatissimo. Sulla carne alla griglia, i presenti si dichiarano favorevoli all'unanimità. Sulle candidature alla segreteria nazionale, il tavolo si divide perfettamente: due per Franceschini, due per Bersani, due astenuti. C'è chi parla di Franceschini come di quello aperto e "più Pd", chi di Bersani dice che è più di sinistra ed è stato un bravo ministro. Tutti si chiedono quali siano le loro proposte e si impegnano a informarsi meglio, anche se è facile, quasi immediato il richiamo identitario (pre-politico, si potrebbe dire). Di Chiamparino ci si chiede quale proposta sarebbe, la sua, come terzo 'incomodo'. Della Serracchiani si dice che avrebbe dovuto candidarsi, magari in un ticket (restaurant?, la battuta viene facile, data l'ambientazione). C'è disordine al tavolo 8, c'è disordine nel Pd. Al bar, mentre in balera ci danno dentro, le cose non cambiano. Un signore ex-Dc indossa un grembiule Pd e si chiede quali siano le differenze tra i due candidati e quali i punti sui quali ci si divide. Silenzio dei presenti. Forse chi diceva che si deve partire dalle idee e non dai cognomi, non aveva tutti i torti. Questa è, in ogni caso, la settimana decisiva. La sessione al tavolo 8 è aggiornata. postato da civati, 01:22 | link | commenti (15) domenica, giugno 28, 2009 A grande richiesta (si fa per dire)
Dopo tredici minuti e rotti... (però guardatelo tutto, mi raccomando, fa bene, a cominciare dall'intervento di Oleg, al venticinquesimo minuto). postato da civati, 19:15 | link | commenti (31) Tornando dal Lingotto
Io ne ho viste cose che voi democratici non potreste immaginarvi. Candidature in fiamme al largo dei bastioni di Torino, e ho visto i raggi B (!) balenare nel buio vicino alle porte del Lingotto, e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo e nel Congresso, se qualcuno non vi porrà attenzione. È tempo di morire...? No, non ancora. C'è ancora un popolo che prende l'auto, e il treno, e l'aereo e viaggia attraverso l'Italia per parlare di politica. C'è ancora chi ha in mente di cambiarla, la politica, partendo dagli strumenti più banali (e più necessari) dell'organizzazione del partito (cfr. Oleg Curci e Enzo Frammartino, ma anche Roberto Rampi, che non è riuscito a intervenire) e da uno stile che cerca di essere diverso. Ho visto candidati segretari alzarsi dalla platea, intervenire per pochi minuti, cercare di spiegarsi. Ho visto sindaci e coordinatori di circolo, militanti e elettori semplici (ma articolatissimi, nei loro pensieri, s'intende). Ho visto tanti giovani (quelli «veri» di cui parla Bersani), preoccupati e speranzosi insieme. Ho visto le conclusioni di Ivan Scalfarotto, così precise, così puntuali, le riflessioni sul programma, sul progetto, sulle cose da fare, sulla laicità, sull'ambiente, sull'economia, su quel nesso tra libertà e giustizia sociale da recuperare, come ha detto Sergio Chiamparino. Diritti civili e responsabilità politiche, in un'ottica di ricambio (politico, non generazionale, accidenti!) e di apertura che da tempo non si respirava. Un'esigenza collettiva, un sentimento popolare, legato certamente al momento. Il nostro. postato da civati, 18:49 | link | commenti (6) Alla Festa, per parlarne
Questa sera, per parlare anche delle cose che avete trovato negli ultimi post, andrò alla Festa democratica di Vimercate. Chissà che, tra le amate salamelle e i grembiuli degli amici e dei compagni (che l'hanno scorso cercammo di raccontare), non trovi qualche indizio rispetto alla cosa giusta da fare. Chi vuole venire, la proposta politica è in discussione e il fritto misto ottimo. postato da civati, 18:30 | link | commenti (1) La soluzione che ancora non c'è (sottolineato ancora)
A proposito del Congresso del Pd, abbiamo detto e ripetuto che intendevamo partire dalle cose e non dalle persone e che vi avremmo aggiornato strada facendo sull'evoluzione delle cose (e, conseguentemente, delle persone). Ora, ieri al Lingotto l'opinione largamente maggioritaria che è emersa è che nessuno dei due candidati in campo sia, di per sé e così come si sono presentati, la soluzione. Quasi tutti quelli che sono intervenuti (più di mille nel corso della giornata da più di cinquanta province) pensano che ci voglia qualcosa di diverso dalla cooptazione, che si debba ripartire dai territori, che si debba evitare di farsi coinvolgere dai cosiddetti apparati (che fa anche un po' paura, come espressione), e che prima di vedere quelle che Bersani chiama piattaforme ("petrolifere?" potrebbe pensare qualcuno, memore della sua sensibilità ambientale), non si possa decidere nulla o quasi. E che però si debba evitare qualsiasi velleitarismo (anche nella forma aurea del narcisismo, che ha già mietuto parecchie vittime), confrontarsi con la realtà, conservare un po' di modestia (il contrario della mediatizzazione a cui siamo stati sottoposti tutti, chi più, chi meno) e avanzare una proposta razionale. E, ancora, che si debba allargare lo spettro, sapere che all'interno della galassia del Pd siamo parziali e che non dobbiamo cercare conforto tra di noi, ma da parte dei cittadini italiani. Posso dire che nelle prossime ore cercherò di non derogare a queste indicazioni e a questi principi che sento miei e che voglio condividere con voi. Per ora, posso dirvi che le cose che sono state dette ieri (lo so, sono intervenuti troppi parlamentari, avete ragione e me ne scuso a nome di tutti), sono già diventate patrimonio del Pd o di quella parte del Pd che è curiosa e disponibile a mettersi in gioco. E che il nostro lavoro non si ferma qui, perché a parte la delicatissima questione della candidatura, proseguiremo all'Aquila, sabato 4 luglio, insieme a Michele Fina, che ieri ha aperto la nostra assemblea, e che il sabato successivo (l'11 luglio) chiediamo a tutti di 'contarsi': ovvero di prendere la tessera del Pd e di organizzare, nel proprio circolo e nella propria città, un momento di promozione dell'adesione al partito. Passaggio essenziale per estendere la base elettorale del Congresso e per dare il segnale di un partito che vuole investire prima di tutto su se stesso. Non lo ha mai fatto, se ci pensate bene. Ecco, è il momento di fare anche questo. postato da civati, 18:26 | link | commenti (10) La cosa giusta
Mentre tornano i sondaggi online, da cui tutta questa storia è partita, stiamo valutando che cosa sia meglio fare. Appena trovo la "cosa giusta", lo comunicherò a tutti. Promesso. Nel frattempo, trovate tanti commenti sulla rete, come quello di Chiagia. Leggeteli, ne vale la pena. E, nel dubbio, iscrivetevi al Pd. Può essere decisivo. postato da civati, 16:07 | link | commenti (20) postato da civati, 15:41 | link | commenti (2) postato da civati, 15:39 | link | commenti (6) È il momento
L'intervento del vostro affezionatissimo. Lingotto, Torino, 27 giugno 2009. È il momento. Di cambiare la nostra vita. Di far parte di un partito di cui essere orgogliosi. Di non doverci più giustificare perché crediamo nella politica. Di non dover dire più: «continuiamo a farci del male». È il momento forse anche di celebrare il primo Congresso del Pd, visto che oggi ci sono tutti ed evitiamo le lungaggini di un percorso assurdo di cui qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità, perché sembra figlio di nessuno. Di dimostrare che il Lingotto non porta sfortuna… e che quello che si dice qui può proseguire fuori di qui, nella realtà. Insomma, di non lamentarci più delle cose che non vanno, come se fosse una condanna divina. È il momento. Anche di dire banalità, perché siamo talmente in difficoltà che anche le banalità possono essere molto utili. Di passare dal «si può fare» (ormai famoso) al «fare qualcosa», dal «ma anche» al «quello, non altro». Di costruire quel Pd finora solo immaginato, che nessuno ha mai visto e che in natura non esiste, perché dobbiamo ancora costruirlo. Di dire basta ai Ds e alla Margherita, ai dalemiani, veltroniani, vulcaniani… per davvero però. Di far parte di un partito in cui siano importanti i big, ma soprattutto i little, come oggi, qui a Torino. Di dire basta al politicismo, alla rissa perenne, alla confusione, alle rivalità. L’unica rivalità che dobbiamo avere, ancor prima che con l’avversario politico, è con i problemi del Paese. Quelli sono i nostri unici rivali, non certo chi milita nel nostro partito. E non dobbiamo più parlare di noi, ma di «loro», dei cittadini, delle persone che non capiscono più la politica italiana, perché la politica italiana non li capisce più da tempo immemore. Perché, come ricorderete, la sinistra voleva cambiare il mondo, almeno la nostra piccola porzione di mondo, e si ritrova con le dichiarazioni sui giornali in cui tutti litigano, promettendo di non farlo più, per poi ricominciare immediatamente. Voleva la giustizia e si trova in un Paese in cui la giustizia è troppo poco difesa, in alcuni casi, in altri deliberatamente violentata. Voleva la libertà e se l’è fatta stravolgere e portar via da chi ne ha un’idea bizzarra e pericolosa. Voleva il cambiamento e si trova sempre allo stesso punto, da vent’anni a questa parte, come se fosse il giorno della Marmotta. Voleva il futuro, e si ritrova a parlare solo del passato. È il momento. Di accorciare le distanze, tra chi fa politica e chi la subisce, senza poter intervenire, con un senso di frustrazione e di rabbia. Di dare alla politica un luogo, che in Italia non può che essere il Partito Democratico. Di dare sede al Pd, di trovare un luogo nel quale discutere le ‘cose’ prima ancora delle persone che le rappresentano, proprio come vogliamo fare oggi. Di dare voce a un popolo bistrattato e deluso, anzi, che è peggio, illuso dalle promesse non mantenute. Fuori dai luoghi comuni. Cercando quel vicinanza, di cui parla Sergio Chiamparino, con le persone e con la società che è finora mancato. Per rovesciare un famoso slogan di Obama, noi siamo quelli che nessuno stava aspettando. Che intendono sottrarsi a una logica sbagliata e pericolosa per noi e per gli altri. Che vogliono partire dalle proposte, dal progetto, da un dibattito finalmente libero e senza condizioni. Che vogliono essere diversi per non ripetere gli stessi errori. Noi siamo il Pd. Dobbiamo essere esemplari. Dobbiamo costruirlo in ogni circolo, in ogni federazione, in ogni città e in ogni regione, il Pd come ci piacerebbe. Perché il Pd non è quello degli esempi negativi che amiamo spesso citare, Tafazzi come siamo, ma è quello dell’infermiere di Genova, dello studente di Budrio, del disoccupato di Bari o di Brescia, dell’anziano che si sente solo e impaurito a Milano o a Palermo, della casalinga di Voghera, che ci siamo dimenticati mille anni fa davanti ad un televisore acceso. Sappiamo che siamo un unico partito, che si deve però adattare al meglio alle urgenze locali. Che dà voce ai territori, perché li ascolta, perché abbiamo un problema politico-uditivo. Non ci vediamo molto bene, e in compenso non ci sentiamo un accidenti. Ci riserviamo fin d’ora, in questa fase, un ruolo di garanzia, in questo congresso che sembra partire come sempre, e che rischia l’effetto di una mera contrapposizione e di una colossale occasione perduta. La milionesima. Che rischia di farci perdere consenso e credibilità, e dovrebbe invece farcene acquisire, se fosse quel momento culturale e politico che tantissimi attendono. E a chi ci chiede dove sono i contenuti, dov’è la ciccia, come chiedevano proprio a quel giovane uomo di colore dal nome strano che muoveva da Chicago, rispondiamo che la ciccia l’abbiamo portata da casa. E che siamo pronti. Come alle feste che qualcuno portava i dischi e qualcun altro portava da bere, noi portiamo i contenuti e la speranza di una politica diversa, vicina, ‘etica’ perché fa bene le cose, perché non fa perdere risorse, perché non ci fa perdere tempo. A noi, al Paese, alle persone che di tempo ne hanno già pochissimo. Per questo abbiamo pensato a questa Woodstock democratica, tornando sul “luogo del delitto”, dove tante cose erano state rappresentate, nell’entusiasmo generale, prima di essere clamorosamente lasciate da parte. Le parole chiave sono «metodo», ne parleranno Oleg e Marta, «coraggio», che certo non manca a Ivan e Paola, «coinvolgimento», come spesso ci siamo detti con Sandro, in un partito che sa le cose, che le ha valutate, che guarda all’interesse di tutti e non di questo o quel leader, di questo o quel potere costituito. Anche quando parliamo di regole e di procedure, strumenti e soluzioni, come faremo questa mattina, pensiamo a far funzionare il partito e dare perciò anche un interlocutore credibile ai nostri concittadini. Perché un partito che non funziona non è nemmeno democratico. Quando parliamo di rinnovamento, sappiamo di doverlo poi misurare nei fatti, come fa Matteo Renzi a Firenze da qualche ora. Quando ci siamo trovati a Piombino, con il gruppo originario che ha dato l’avvio a questo percorso, sapevamo di non essere soli, di non dover dire l’ultima parola, e che c’era tutto un mondo intorno con il quale confrontarci e che in parte ritroviamo oggi qui al Lingotto. Quando parliamo di come affrontare i temi programmatici, del nostro progetto, come faremo questo pomeriggio, lo facciamo sapendo che la ricerca è appena iniziata, che lo sforzo di elaborazione è epocale, che le sfide però sono appassionanti, in un mondo grande e terribile e però aperto e meraviglioso come quello in cui viviamo. Pieno di intelligenze, di qualità che abbiamo il dovere morale di coinvolgere e di rappresentare nel migliore dei modi, perché dobbiamo essere talent scout e non aver paura di scoprirli, questi talenti. E non ci bastano le parole di conforto alla base, ai circoli: vogliamo impegni e soluzioni organizzative ma anche economiche. Chiare e precise, inequivocabili, perché nei territori qualcuno ha qualche ragione per sentirsi preso in giro… Un partito in orizzontale, non solo gerarchico, non certo correntizio, che condivida le buone pratiche e le migliori esperienze. Che sappia riflettere sui propri errori e ripartire. Che se sbaglia, ci pensa e cerca di capire perché. Che sia, insomma, riformista di se stesso. Magari con un sorriso, ogni tanto, che siamo così tetri… «Un posto pulito, illuminato bene», come diceva qualcuno. Dove si capisca dove finisce il rimborso elettorale, dove si distribuiscono le risorse, dove si prendono le decisioni, dove le tessere non siano fatte solo in provincia di Napoli (che lì, ho letto, le tessere le fanno al telefono… boh). Perché, non è che dopo tutte queste discussioni, ci ritroviamo con Antonio Bassolino segretario… Non è questione di essere liquidi o solidi (o gassosi, come siamo stati), di essere giovani o vecchi, è questione di essere intelligenti e aperti, credibili e appassionati. La politica non ha età: tutti coloro che credono nel cambiamento, hanno diritto di esserci, di contare. Solo a chi si pensa perenne chiediamo di prendersi una vacanza, magari proprio questa estate, se gli riesce. E magari con uno di quei famosi ticket di cui tanto si parla… Noi crediamo in tre cose: nel ricambio, nel ricambio, nel ricambio… No al posto fisso, insomma, ma largo ai precari della politica e a chi oggi non si sente rappresentato. Ognuno di noi deve essere protagonista di questo cambiamento, di questa sfida. Ognuno di noi deve sentirsi parte di una squadra, che lavora insieme e corre non per una persona o per un piccolo obiettivo, ma per tutti. Parte di una squadra rinnovata nei modi e nello stile che vuole guardare avanti, anziché guardare indietro. Il Congresso non serve a niente, così come lo hanno lanciato. Un’estate così non la vogliamo passare. Penso che in questi mesi voglio fare rete, capire meglio le cose, lavorare per un coinvolgimento più ampio, per proposte più comprensibili, per un partito meglio organizzato. Penso che si deve dare risposta a chi si aspetta che il Pd sia credibile, riconoscibile, autorevole. In una parola democratico: dentro e fuori. Così si entra nel futuro. Che è già iniziato, e noi siamo rimasti indietro, come ci capita spesso. Dobbiamo sapere indicare le cose e dare loro un nome. Parlare come parlano le persone, chiedere loro di condividere con noi le loro paure e i loro desideri, di accompagnarci per cambiare un Paese che probabilmente non sarà mai la Svezia, ma non può neanche rimanere quello che oggi è l’Italia. Noi non ci faremo cooptare, che è anche una parola orrenda, che usiamo solo noi, esattamente come quell’armamentario di formule astruse che ci allontanano dalle persone. Andremo per la nostra strada, quel sentiero difficile su cui ha viaggiato la nostra carovana, verso quella piazza politica a cui tanti aspirano da troppo tempo. In politichese si dice spesso: «Noi non accettiamo lezioni da nessuno». La novità è che noi le lezioni le accetteremo da tutti quelli che avranno qualcosa da dirci, da proporre, da discutere con noi. Una politica rinnovata nelle parole e nelle scelte. Una politica fatta di qualità e di trasparenza: nel suo piccolo, rivoluzionaria. In Italia non c'è. E tutti noi sappiamo quanto ci vorrebbe. Una politica che guardi il Paese, lo veda (lo veda!), lo sappia interpretare, e soprattutto raccontare. Una politica che dica tre parole sulla crisi, chiare, nel Paese che meno ha fatto in assoluto, nel mondo, per fronteggiarla. E sembra che a noi dispiaccia anche solo ricordarlo. Che torni alle parole che saranno sempre di sinistra, sapendo quanto sono importanti: parlare di lavoro, di formazione, di casa, cercando di far passare quella paura che tanto conta, non di alimentarla a nostra volta. Perché la paura è di destra. E basta. Che scelga l’ambiente e la sostenibilità, non come un tema cool della green economy del new deal del global warming, ma come un tema strategico (come ci spiegherà Samuele), che riguarda la nostra vita e quella dei nostri bambini, ma anche la nostra economia, che deve puntare tutto quello che può su un nuovo modello e sulla nuova alleanza tra ambiente e tecnologia. Un partito che non sia sempre in imbarazzo sui diritti, in difficoltà anche sulle cose più semplici. Perché il Pd deve essere laico. Punto. Non è difficile. È così bello e laico essere laici. Dà libertà, dà sicurezza, dà rispetto per gli altri. Anzi, se non fosse che poi ci confonderebbero con gli altri, potremmo aggiungere la ‘L’ di laico alla nostra sigla… Laicità, del resto, è guardare le cose per quello che sono, saper osservare la società nei suoi cambiamenti, estendere ove possibile i diritti a chi non ne ha senza farli perdere proprio a nessuno. Un partito che sia in ogni campo con una propria posizione. Che cambi la Rai, una volta per tutte, che così fa schifo, anche per nostra responsabilità. Che sia autonomo dai sindacati, ma in dialogo con loro. Che sul lavoro maturi finalmente una propria posizione, uscendo dalla sensazione di perenne incertezza che ci accompagna. Che non si preoccupi troppo di quello che fa l’Udc, ma di quello che proponiamo noi, perché le alleanze si fanno dopo aver capito chi siamo e che cosa vogliamo dire. E si fanno per fare qualcosa. Eviterei di allearmi ai conservatori se, come credo, questo Paese lo vogliamo cambiare. Le alleanze sono una cosa seria… Che dia certezza di vita e di futuro ai precari, che si ricordi di loro, una buona volta, perché di loro, dei veri giovani (altro che piombini!), in Italia non si occupa nessuno. Che sappia finalmente affrontare con tutta la nostra capacità e con tutta la forza politica di cui siamo capaci il tema dell’immigrazione, con coraggio e determinazione. E, soprattutto, con costanza, come fanno altri, con toni spregevoli, noi lo dobbiamo fare per le cose serie. Spiegarci, tenere il punto, aprire un’offensiva. Come non abbiamo mai fatto. Mai. No a dichiarazioni di principio, non se ne può più. Da oggi in poi si parlerà di cose da fare. Non genericamente di questo o quel problema, ma di una soluzione, anche piccola, anche iniziale, per affrontarlo. Ecco a voi un partito che ha uno sguardo complessivo e articolato sul Paese, da Monza – la mia città, a pochi chilometri da Arcore – a Castel Volturno, dalla questione dello sviluppo al Sud al problema amministrativo della periferia di Torino. Ecco a voi un partito che passa dal Lingotto al G8, che sia all’Aquila a rappresentare davvero una forza di opposizione e di governo, come ci ha detto Michele, anche perché nemmeno il terremoto pare averci più di tanto distratto dalla nostra routine. E un partito che investa su se stesso. Perché quando il titolo scende, come capita spesso di questi tempi, quando si strappano le cedole, vale la pena di ‘comprare’. Lanciamo una grande campagna di adesione al Pd, di cui altri, tra cui Enzo, parleranno, in ogni città dove vorremo e sapremo organizzarla, sabato 11 luglio. La giornata dei nuovi democratici, vorremmo chiamarla così. Nuovi democratici. Che siamo noi. Qualcuno dirà neodem? Chiamateci per esteso: siamo nuovi e democratici. Davvero. E questa volta ci siamo. Perché? Perché è già troppo tardi. Perché è il momento. postato da civati, 11:03 | link | commenti (69) venerdì, giugno 26, 2009 Vado a Torino, verso il futuro
Si parte. Domattina, alle ore 10, si parte. Al Lingotto di Torino. Per fare il Pd. Tutti insieme, se ci riusciamo. postato da civati, 11:40 | link | commenti (89) Nostalgico e clandestino (soprattutto)
Vorrei ringraziare i venticinque e-lettori di Nostalgia del futuro. Nessuno, o quasi, dei media ne parla, e si sta diffondendo come un pezzo della letteratura clandestina tra Sei e Settecento (scherzo, ma solo fino ad un certo punto). Con l'occasione, vorrei anche ringraziare l'Al Gore di Varese, al secolo Andrea Mollica, a cui il libro NON è piaciuto. Mi ha promesso di farmi avere le "motivazioni della sentenza". Mi fa piacere, perché lui è un grande, e il suo parere fondamentale per precisare la mia (la nostra!) proposta politica. postato da civati, 11:25 | link | commenti (3) A4 - On the Nord 2009: il trailer
La presentazione del nostro racconto filmato da Trieste a Detroit (nel senso di Torino, con lo sguardo però agli States e al mondo intero, così lontano, così vicino). Si tratta della nostra corsa lungo l'A4, su una Gran Torino (in realtà, una Ford Mondeo a metano, perché siamo super-eco-dem), da mercoledì 6 a sabato 9 maggio 2009. Il nostro viaggio nel Nord, a tu per tu con le imprese, come già lo scorso anno, all'insegna del Progetto LoVe). A cura del mitico Alessandro Turci, con Giovanni Damiani e Marta Meo. Il trailer di presentazione, un po' scherzoso, un po' no: Di seguito, il filmato da 9 minuti (ne esiste una versione più ampia). Da domani, al Lingotto, sarà disponibile il dvd, che sarà presentato da Giovanni e distribuito a tutti coloro che fossero interessati. Chiunque voglia riprendere il nostro progetto, presentarlo, discuterlo, ci scriva. Lo abbiamo fatto, questo viaggio, per condividerlo immediatamente. E ci farebbe molto piacere che venisse ripreso, non solo nel format, ma anche nei contenuti. postato da civati, 11:08 | link | commenti (3) Saturno contro
Fioccano le terze candidature, forse perché le prime due lasciano uno spazio (un vuoto?) immenso. Dipende dai giornali, però, perché ognuno si immagina nomi e cognomi e cordate. Se si legge Repubblica ci sono alcune figure, se si legge il Corriere ce ne sono altre. La Stampa presenta un grafico planetario per descrivere la galassia del Pd. Sistemi solari (buro-solari) intorno a Dario e Pierluigi e qualche pianeta in ordine sparso, fuori dalle orbite (in ogni senso). Il vostro affezionatissimo (incredibilmente, perché il quotidiano torinese di lui non ha quasi mai parlato) è presentato come un Saturno outsider. Forse un Saturno contro, per capirci. A me l'immagine, vi dirò, piace molto, perché Saturno è il pianeta caro a Marsilio Ficino, il pianeta della malinconia e dello spleen: proprio la sensazione che mi viene a leggere queste pagine di giornale, osservando le mozioni da cui questo Congresso muove i propri passi, e lo spirito con cui il Pd lo sta vivendo. Che non va bene, e la direzione di oggi non potrà che confermarlo. Noi andiamo avanti lo stesso e ci dirigiamo al Lingotto. Chi non viene, si perde il Pd, quello vero. postato da civati, 09:57 | link | commenti (12) Ci siamo
Messaggio - a reti unificate - dei Piombini democratici: «Dopo settimane di attese e discussioni, dopo oltre 700 email e 80 contributi ricevuti, ci saremo da oltre 40 province italiane. Ci ritroviamo sabato 27 giugno, a Torino, Due anni dopo una delle più grandi promesse tradite della politica italiana degli ultimi tempi: il discorso del Lingotto. Un discorso pieno di promesse che non sono state mantenute, di intenzioni non corroborate dai fatti, di impegni non esauditi, di speranze destinate a finire in un cassetto. Lo abbiamo detto e scritto e più volte: non siamo una corrente, non ci interessa cercare la posizione più conveniente in vista del congresso. Noi siamo il Partito Democratico, e non vogliamo andare al congresso di questo partito per scegliere se consegnarlo a un leader della Margherita o a un leader dei Ds. Ci vediamo a Torino per lanciare un progetto: non il nostro progetto, ma quello del Partito Democratico, vero ospite d'onore. Un grande e moderno progetto di cambiamento e ricostruzione del centrosinistra italiano, della politica italiana, e dell’Italia. Negli ultimi tempi ci siamo visti, ci siamo letti, ci siamo scritti più volte. Sappiamo cos'abbiamo in comune: vogliamo un partito che sia veramente democratico, che sia laico e autonomo dalle chiese e dai gruppi di pressione, che sia moderno e all'altezza delle sfide che ci sono davanti, che sia di sinistra. Ci vediamo domani a Torino per mettere insieme le nostre idee, per confrontarci e costruire insieme il nostro progetto. I lavori saranno aperti da un saluto del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Durante la mattinata, poi, ci concentreremo sul congresso che ci aspetta, sulla forma partito e il ruolo degli iscritti e dei circoli, sulle possibili modifiche da apportare allo statuto. Nel pomeriggio, invece, discuteremo di idee e proposte concrete per economia, diritti civili, comunicazione. Insomma: quale partito, quale congresso, quale paese intendiamo costruire. Il treno del cambiamento passa da lì, il 27 giugno. Dove noi tutti saremo. A domani dunque». postato da civati, 09:36 | link | commenti (8) giovedì, giugno 25, 2009 postato da civati, 20:03 | link | commenti (19) Tutti al Lingotto! (alcune importanti precisazioni)
Il Lingotto sarà il Pd come lo vorremmo. Sarà aperto a tutti, a prescindere dalle provenienze geografiche, culturali e politiche. Prima di entrare, tutti saremo invitati a bere un po' di acqua del Lete, per evitare di ricordarsi da dove veniamo, cercando di guardare a dove si va. Sono invitati e parteciperanno franceschiniani (a cominciare dal primo, Franceschini), bersaniani, vulcaniani, ottentotti e parigini. Non ci sono limiti di età, è promossa da giovani, ma aperta a tutte le generazioni (come è ovvio che sia). Il Lingotto sarà autoconvocato e autosostenuto (economicamente e politicamente: si fa la colletta, per capirci). Sarà la platea che al Pd è sempre mancata. Chi è famoso è svantaggiato: parla già da tempo (troppo!, insinua qualcuno, maliziosamente) e ampio spazio sarà dedicato soprattutto coloro che hanno inviato un loro contributo, dalla famosa base, sempre evocata e quasi mai frequentata. Alla mattina si parlerà di organizzazione, di congresso e di partito, con un sapore però immediatamente politico. Al pomeriggio si parlerà di programma e di progetto. Andando via da lì, avremo molte cose da fare, e lo decideremo insieme. Nessuno si candiderà ex abrupto, nessuno sceglierà di stare con questo o con quello, si cercherà la strada più coerente e più credibile per affrontare questa stagione congressuale, partita nel peggiore dei modi. Avevamo parlato, tanto tempo fa, di una Woodstock democratica, di una grande assemblea indipendente in cui confrontarci liberamente. Questo è il momento. postato da civati, 17:15 | link | commenti (15) Sono pazzi questi romani (ennesima puntata)
Pare che qualcuno stia pensando di limitare le primarie di ottobre ai soli iscritti. Si tratta dell'ennesimo caso di follia che sta colpendo il Pd. Le cose sono già abbastanza assurde e complicate per pensare che domani la direzione possa decidere di cambiare le regole congressuali (tra l'altro, la direzione non ha titolo per farlo), riuscendo a peggiorare un quadro già ampiamente compromesso. La frittata l'hanno fatta tempo fa. Girarla (perché di questo si tratta, di un giramento di frittate, e non solo) non avrebbe senso. Spero che prevalga il buon senso. postato da civati, 16:49 | link | commenti (20) postato da civati, 15:04 | link | commenti (3) Tickets
Leggo i giornali. Sono in tanti ticket. Con Chiamparino (che stimo più di ogni altro), con Marino (che non ho il piacere di conoscere), con Serracchiani (che, a volte nello stesso articolo, danno per vice di Franceschini). Sono candidato a tutto, dal condominio alla presidenza della Regione Lombardia (sì, ciao). Vorrei dire ai miei venticinque e-lettori che è tutto sovradimensionato, impreciso, esagerato. Che vorrei fare il "cambio prenotazione" e stare in ticket, al sole, con una bella donna, in un'isola del Mediterraneo e tornare a novembre con un partito che non sia come quello che appare oggi sui giornali, con qualcuno che ha già vinto il Congresso (il solito Aiace), il Patroclo reloaded che si candida a esser nuovo, l'Agamennone che organizza le truppe come se si trattasse di un mero scontro di burocrazie. E Ulisse ancora in viaggio, distratto da ben altri ticket. Vorrei dire che credo che il percorso sarà lungo e che questo Congresso si configurerà (purtroppo) come una lotta per bande (particolarmente tonici, oggi, i bindiani, che avevo perso di vista: a volte ritornano e, per farlo, scelgono il momento più sbagliato). Che lavoro per una «terza via» che è molto più di una candidatura (certamente più della mia candidatura). Che voglio fare rete, capire meglio le cose, lavorare per un coinvolgimento più ampio, per proposte più comprensibili, per un partito meglio organizzato. Perché un partito che non funziona, non è nemmeno democratico. Leggo di Bersani e di Franceschini e penso: ma se hanno così chiaro il quadro e presenti le cose da fare, perché in tutti questi anni non sono riusciti a praticarle e a diffonderle? Misteri del Pd e della sinistra italiana. Nel frattempo, organizzo il Lingotto, che vuole essere un momento diverso dagli altri, in cui si parlerà delle cose da fare, di come organizzare il Congresso, di come strutturare il partito, del ruolo dei circoli, del metodo da individuare per decidere (e fare) le 'cose'. Tutte 'cose', appunto, che non trovereste sui giornali, né in questo Pd che continua a essere "vecchio dentro", come si potrebbe definirlo, con espressione volgare ma molto precisa. Vorrei un ticket per volare via, verso Chicago, per dire, dove hanno fatto esattamente il contrario di quello che si fa dalle nostre parti. Possibile che non riescano a capirlo? Risponditore automatico: sì. postato da civati, 11:51 | link | commenti (35) mercoledì, giugno 24, 2009 Il Franceschini ter
Si presenta di nuovo e come nuovo. Dopo il vice, il traghettatore, è il terzo Franceschini: Barack Franceschini ovvero Dario Hussein? Sono largamente d'accordo con il Franceschini ri-rinnovato, soprattutto sul «nessuna garanzia per nessuno» e sul «fuori da ogni vecchio schema, fuori da ogni superata appartenenza». Mi chiedo solo (sinceramente) se sia credibile. postato da civati, 13:05 | link | commenti (101) «Non mi sento schierato»
Mi scrive Mario: «Qualcuno ha il coraggio di dire che le regole di questo congresso sono semplicemente suicide e che il PD che uscirà da ottobre sarà a prescindere un PD più debole?». Rincara la dose Sergio Chiamparino su l'Unità di oggi, chiedendo addirittura il rinvio della stagione congressuale, per spiegare che al Pd serve altro: «Il problema è di contenuti, di sentire comune con i territori, non di sigle o contenitori. Se ci attardiamo su questa strada rischiamo di complicare ancora di più la situazione». Chiamparino aggiunge che non si sente «schierato». Sono d'accordo con lui, proprio perché «posso anche votare per simpatie personali o per appartenenze antiche. Non per opzioni politiche e strategiche per il futuro di questo partito, che al momento non vedo». Chiamparino sarà al Lingotto, e forse lì avrà la possibilità di intravedere qualcosa (o di farcela intravedere). Chissà. Nel frattempo, quello che dice è saggio e ci richiama al problema fondamentale. Un nuovo rapporto con la società (a cominciare dai nostri poveri elettori), una nuova immagine della politica e un nuovo discorso al Paese. Questo serve sì. Speriamo che tutti - ma proprio tutti - se ne rendano conto. postato da civati, 12:56 | link | commenti (12) Fa piacere
Che Bersani abbia cambiato idea sull'uso del web. La sua lettera online è un bel segnale di resipiscenza rispetto alle polemiche di qualche mese fa. Che stia cambiando qualcosa? postato da civati, 12:31 | link | commenti (6) Prima che sia troppo tardi
Non è colpa di qualcuno, ma di tutti. Non è un dato soltanto elettorale, è un dato politico e culturale insieme. Per questo perdiamo in Lombardia, per questo siamo diventati marginali: l'opinione del vostro affezionatissimo. P.S.: lo so che queste cose le avete già lette e già sentite. Qualcuno, qui, le ripete da anni. Forse varrebbe la pena di ascoltarlo, però. postato da civati, 09:01 | link | commenti (51) Nomina sunt consequentia rerum
I 'nomi' dipendono dalle 'cose'. Al Lingotto di Torino, sabato 27 giugno, dalle 10 alle 18, si parlerà delle seconde e non dei primi. Non lo ripeto più. postato da civati, 08:48 | link | commenti (11) martedì, giugno 23, 2009 Poi lui ha vinto
Matteo Renzi, Debora Serracchiani, Giuseppe Civati, Ivan Scalfarotto e Andrea Manciulli a cura di Franco Bellacci. postato da civati, 18:13 | link | commenti (19) I giovani ci sono già (già)
Bersani scopre i giovani e li convoca per il 1 luglio, dicendo che «i giovani ci sono già» (cavoli, davvero?). Mi piace sottolineare che i Piombini convocarono il Lingotto (la nostra riunione si svolge a Torino sabato 27 giugno, a partire dalle ore 10: non confondete l'originale con le imitazioni!) più di un mese fa. Nelle ultime ore, sono state convocate almeno altre due assemblee congressuali che si terranno nel giro di pochi giorni. Dall'incontro promosso da Veltroni il 2 luglio a quello convocato il giorno prima da Bersani. Che movimento! E quanti giovani in campo! postato da civati, 17:02 | link | commenti (24) postato da civati, 16:58 | link | commenti (10) Parlare di declino della destra
Andrea dice quello che penso, in particolare quando dice: «Parlare di declino della destra quando si è espulsi dalla Regione più importante d'Italia è perfetta chiosa di una classe dirigente nazionale che da 15 anni non è capace di parlare a più di un terzo degli italiani, quelli che vivono sopra il Po». postato da civati, 16:25 | link | commenti (28) Anche se non ne parla nessuno
Pare che qualcuno Nostalgia del futuro l'abbia acquistato (e, pare, anche se stento a crederci, addirittura letto). postato da civati, 15:18 | link | commenti (13) postato da civati, 15:13 | link | commenti Metodo e coraggio
Sono le cose di cui ha soprattutto bisogno il Pd in Lombardia, dice Roberto Rho nel suo editoriale di oggi su Repubblica. La sua analisi coincide con quella dei Piombini, che usano le stesse parole da mesi: metodo e coraggio. Di fronte alla nostra sconfitta nei territori del Nord (in tutto simile a quella del 2007, che aveva portato alla nascita 'frettolosa' del Pd), però, il punto è (e non può non essere) soprattutto politico. Dalle nostre parti, non si capisce bene a chi parli il Pd, quali siano le sue battaglie, quale immagine della politica voglia offrire, quali simboli evocare. L'autonomia da Roma è importante (Rho cita l'incredibile candidatura di Sergio Cofferati, di cui il vostro affezionatissimo ha parlato per mesi senza alcun risultato), ma deve essere motivata e fondata sulla proposta di soluzioni e di iniziative precise. Del resto, queste stesse cose, qualcuno le ripete da anni perfettamente inascoltato ed è anche stanco di farlo. Marcello, che condivide con me questa mesta giornata di Consiglio regionale, dice giustamente che il problema è soprattutto di contenuti, delle cose che abbiamo da dire e, ovviamente, degli strumenti che adottiamo per diffonderle. E cita il caso dei precari, per fare un solo, semplice esempio, che non si sentono tutelati dalla politica e che sono, per questo, soprattutto arrabbiati con noi. Un tema lombardo, tra gli altri, che sarebbe il caso di riprendere, perché altrimenti non si capisce a che cosa serva la sinistra. Soprattutto qui, soprattutto da noi, soprattutto in Lombardia. postato da civati, 15:09 | link | commenti (3) Libertà di informazione
Quando i posteri si chiederanno com'era l'Italia nel 2009, verrà consegnata loro questa cassetta. postato da civati, 11:49 | link | commenti (11) Chiuso per riflessione
Questo blog va in onda in forma ridotta per una più attenta valutazione del dato elettorale, soprattutto per quanto riguarda il famoso Love, vale a dire il Lombardo-Veneto, dove registriamo la sconfitta al fotofinish di Milano e quella di Venezia, con l'unica soddisfazione di veder confermato Zanonato alla guida della sua città (Padova). In Lombardia non ci rimane quasi più niente e ormai le poche vittorie sono eccezioni rispetto ad una regola che sembra già scritta. postato da civati, 11:39 | link | commenti (19) domenica, giugno 21, 2009 Sì, sì, sì
Vado a votare per il referendum elettorale. Ci hanno preso per il quorum e la consultazione non sarà valida. Abbiamo buttato via centinaia di milioni di euro e ci ritroviamo con un nulla di fatto. Del resto, questo è il Paese del porcellum e del porcellum, com'è noto, non si butta via niente. postato da civati, 11:14 | link | commenti (58) sabato, giugno 20, 2009 Mi auguro
Che comunque vada a finire nessuno lo voglia più al Quirinale. Parlo, ovviamente, di B. Pensate al via vai di ragazze e ai poveri corazzieri. postato da civati, 23:08 | link | commenti (32) La dura legge di google
Provate a cercare su google l'espressione: «franceschini non mi ricandido». Così, per dire che bisognerebbe evitare (sempre) frasi monumentali e definitive. Mi viene in mente il libro di un mio caro amico, un altro Dario (Borso), che tanti anni fa ha scritto il perfido libello dedicato alla figura e all'opera de Il giovane Cacciari (era il 1995). Sulla quarta di copertina, Borso riportava due frasi del sindaco filosofo. Nella prima Cacciari diceva che non sarebbe mai andato al Maurizio Costanzo Show. Nella seconda ricordava che «la virtù è premio a se stessa». In quale occasione? Ovviamente durante una puntata del Maurizio Costanzo Show. postato da civati, 20:15 | link | commenti (2) Le cose che non vedrete al Lingotto
Oleg Curci stila la lista delle cose che voi umani non vorreste più vedere nel Pd e che certamente non ci saranno al Lingotto. La riporto qui di seguito: - nessuna Canzone popolare, né Mi fido di te: ci vuole un'altra musica; - nessuna citazione dal Piccolo principe, né dichiarazioni monumentali del tipo: «sto fino alle elezioni» oppure «dopo il mio mandato, vado in...»; - palchi rotanti e tavolette invisibili per discorsi memorabili; - nessun vecchio che faccia il giovane né giovani invecchiati prima del tempo; - nessun "congresso nel congresso" nei corridoi; - nessun luogocomunismo; - nessuna votazione per alzata di delega (al limite si alza il gomito... ma solo sabato sera e senza guidare); - nessun discorso che inizi con : «Vi porto il saluto del... improvvisamente assente per motivi istituzionali...». Non troverete nulla di tutto ciò... troverete un grande ed unico ospite che aspetta finalmente le indicazioni per la strada che deve percorrere il Partito Democratico. Venite... ne sarà valsa davvero la pena. postato da civati, 19:40 | link | commenti (16) Empatici (per il rinnovamento)
Andrea, come sempre, la sa lunga. L'empatia è la chiave del nostro successo. Un dato generazionale? Un dato politico. postato da civati, 16:41 | link | commenti (5) Per la nostra strada
Al Lingotto saremo tantissimi. Questa, ormai, è una certezza. Ricordo a tutti che l'ingresso è libero (in tutti i sensi) e che chi non si fosse ancora 'prenotato' può farlo scrivendo a piombinidemocratici@gmail.com. Il Pd sarà l'ospite d'onore della giornata e sarà accolto da tutti quelli che ancora credono in un progetto messo a dura prova nei suoi primi due anni di vita. Alla mattina parleremo di congresso e di partito, nel pomeriggio della proposta politica e programmatica che vogliamo avanzare (nel mio piccolissimo ho cercato di tratteggiarla scrivendo le pagine di Nostalgia del futuro, ma tanti altri - e migliori - contributi stanno arrivando). Quanto alle vicende dei nomi che tanto solleticano l'interesse dei colleghi e del sistema dell'informazione (sia i primi, sia il secondo stanno offrendo il peggio di sé), per noi è un fatto secondario (seconDario?). Vogliamo capire chi è in campo, per fare che cosa, con quale idea di partito. E, se mi è concesso, con quale stile e con quali modalità, perché dentro di me penso che sono molto arrabbiato e, con Dante, potrei dire, a proposito della «bella» politica che «mi fu tolta», che soprattutto «il modo ancor m'offende». Questo perenne farsi del male, questa stupidità del darsi contro senza avere quasi nulla da dire, quel far nomi di persone perché non si sa che nome dare alle cose. «El mundo era tan reciente, que muchas cosas carecían de nombre, y para mencionarlas había que señalarlas con el dedo», scrive Marquez all'inizio di Cent'anni di solitudine. Dobbiamo sapere indicare le cose e dare loro un nome, non preoccuparci esclusivamente delle persone, perché - se posso esprimermi così - "mi sono rotto i cognomi". Noi andremo per la nostra strada, quel sentiero difficile su cui ha viaggiato la nostra carovana, verso quella piazza politica a cui tanti aspirano da troppo tempo. Una politica rinnovata nelle parole, nelle scelte, nel metodo. Una politica fatta di qualità, di trasparenza e, soprattutto, di coraggio. In Italia non c'è. E tutti noi sappiamo quanto ci vorrebbe. postato da civati, 16:07 | link | commenti (22) Sballottati
Inutile dire che l'attenzione si concentrerà, lunedì, sui risultati del ballottaggio di Milano. Sarà il dato politico fondamentale, soprattutto per il Nord. Andate a votare, voi che potete. Noi il nostro piccolo contributo lo abbiamo dato, togliendo dal conto della Provincia di Milano i voti brianzoli (scherzo, ma solo fino ad un certo punto). postato da civati, 00:26 | link | commenti (10) postato da civati, 00:00 | link | commenti (12) venerdì, giugno 19, 2009 Gian Carlo Corada
No, non è un candidato alla segreteria nazionale. È il sindaco uscente di Cremona, che tanti di noi sperano di vedere confermato nel ballottaggio di domenica e lunedì. Gian Carlo, siamo con te. postato da civati, 17:59 | link | commenti (2) Lui interpellato si ritrae
Partiamo dalle cose e non dai nomi, please: lo abbiamo detto e lo ripetiamo, perché al toto-candidature abbiamo sempre preferito il toto-idee (e ci manca solo che ci coinvolgano nello stillicidio da Fiera dell'Est a cui stiamo assistendo). P.S.: preciso che i Piombini democratici non hanno un candidato (anche perché ci sono i ballottaggi, per dire), ma tante idee, quelle sì. Ci si vede il 27 giugno al Lingotto, a Torino, come previsto e annunciato più di un mese fa. Nel frattempo, vi prego di riflettere sulla follia che ispira lo statuto del nostro partito. postato da civati, 17:50 | link | commenti (12) Pdpd
A Firenze, per un Partito democratico per davvero (l'acronimo è nel titolo e c'è anche la foto). P.S.: scegli il coraggio, scegli il futuro. postato da civati, 17:35 | link | commenti (8) Non mi importa di chi ti ha avuto
Non m'importa del passato: il commento di Mattia al mio piccolo libro, con colonna sonora di Morgan. postato da civati, 17:29 | link | commenti mercoledì, giugno 17, 2009 Ronco ai tempi di Facebook
Questa sera si parla di Social network: uso e abuso, presso l'auditorium delle scuole medie di Ronco Briantino. Non potete mancare, anche se vi sfido a raggiungere la località indicata. postato da civati, 17:25 | link | commenti (28) Giovani e Vecchi
Mi chiedono se al Lingotto sarà un'assemblea "giovanilistica". Non capisco bene la domanda, ma, a scanso di equivoci, rispondo, tra il serio e il faceto, che interverrà anche il compagno Gigi Vecchi di Carbonara al Ticino (PV) (un nome, un destino), e che la questione gggiovanile è solo nella testa di chi non vuole cambiare nulla. Noi parleremo di partito, di congresso, di cose da fare, di strumenti di partecipazione, di programma. Qualcuno ci chiede di fare nomi, noi per ora rispondiamo con i nomi dei partecipanti, che ci paiono più importanti di quelli dei presunti candidati... postato da civati, 17:12 | link | commenti (37) D'altra parte
A leggere il blog di Vanni, anche nel Pdl hanno qualche problemino di rappresentanza territoriale. Il sondaggio, sulla destra del sito (e dello schieramento politico) chiede infatti: «Quale criterio ritieni debba essere usato dalla Dirigenza provinciale per la scelta dei futuri Coordinatori Comunali del PdL (Popolo della Libertà)?». «In base alle amicizie o attraverso le primarie?», si chiede il collega bresciano. Mi sembra di averla già sentita. postato da civati, 17:09 | link | commenti (1) postato da civati, 17:06 | link | commenti (6) Le domande da farsi
Biagio de Giovanni, nel suo A destra tutta (Marsilio), pone alcune domande che forse dovremmo prendere in considerazione: «Quale funzione nazionale si dà il partito democratico? In quale nuovo tessuto istituzionale intende interpretare la democrazia italiana? Quali alleanze intende promuovere? Come si intende rispondere alla nuova subordinazione del Mezzogiorno che sta nell'anima più forte del centrodestra? Quale difesa attiva dell'unità dello Stato nell'eventuale quadro federale? Quali proposte per il rinnovamento dello Stato sociale? Per dei princìpi contrattuali in vista di un nuovo spirito del lavoro e dell'impresa? Quali proposte sul rapporto fra giustizia e politica, tema determinante per il futuro del paese? E fra sicurezza e libertà? Quale visione sui grandi problemi della vita etico-biologica che sono entrati di prepotenza nell'agenda politica e di cui nel Pd si teme anche solo di parlare? Quale rappresentazione di una irrinunciabile laicità? Quale idea dell'Europa in cui tornano con prepotenza gli stati sovrani, che non ripeta semplicemente i moduli veteroeuropeisti, e che sappia rispondere al problematico ma significativo punto di vista del centrodestra?». A queste domande, si parva licet, ne aggiungerei qualche altra: «Quale idea della società della convivenza? Quali diritti civili riconoscere alla società? Quale riforma della politica e delle sue strutture? Quale politica delle entrate (leggi: fisco) e quale politica di contenimento e riduzione della spesa pubblica? Quale sostegno all'innovazione? Quale apertura del sistema contro le caste e le corporazioni?». Ecco, il Congresso del Pd si dovrebbe fare così, con qualche domanda e una ricerca aperta e libera, ma anche di sinistra per trovare soluzioni e risposte credibili e di lungo corso. Chissà se qualcuno vorrà adottare questo metodo. E voi che domande fareste al Pd e a voi stessi? postato da civati, 08:45 | link | commenti (33) Qui non posso entrare
Eccoci: dopo i kebab e i posti riservati ai milanesi, ora tocca ai giardinetti. Scende il livello, aumentano i voti. postato da civati, 08:08 | link | commenti (7) Supercazzola
Nel frattempo, a Bologna, la campagna elettorale scade nel gossip più squallido: il candidato della destra attacca il candidato della sinistra a proposito della sua compagna elettorale: una ex fidanzata che diventa la protagonista involontaria delle ultime ore prima del ballottaggio (l'avevo detto e ripetuto, ma nessuno mi ascolta: lontani dagli ex e dalle ex!). Cazzola sottopone a Delbono, à la Ezio Mauro, sette domande. Nel frattempo, si dimentica di aver tirato un cazzotto per un parcheggio. Insomma, un finale da Amici miei. In ogni caso, vincerà Delbono, perché a Bologna sanno quello che fanno. postato da civati, 07:53 | link | commenti (4) martedì, giugno 16, 2009 Scusate il disturbo
Comunicazione di servizio per i dirigenti del Pd: domenica ci sarebbero i ballottaggi e il referendum. Lo dico e lo ricordo per tutti quelli che si sentono molto coinvolti dalle vicende congressuali. Prima che con Bersani e/o Franceschini, io sto con Penati e Renzi, per dire. E, oltre a fare campagna per il primo, con il secondo sarò a Firenze giovedì mattina, per una colazione con Debora (a partire dalle 9.30). Un trio solo apparentemente 'improbabile' (nell'accezione obamiana, s'intende), ma di sicuro successo, almeno per quanto riguarda gli altri due... postato da civati, 20:48 | link | commenti (22) Appello ai mie venticinque e-lettori
Cari amici democratici e non, vi scrivo per segnalarvi che il mio piccolo libercolo, che ha come titolo Nostalgia del futuro e che è pubblicato da Marsilio editori, uscirà nelle librerie di tutta Italia domani, mercoledì 17 giugno. La data è un po' così, anche se ricorda la mia 'mitica' posizione in lista delle Politiche 2008. Dopo quel giorno, passerò ad una vita sotto protezione, con una nuova identità, o come Serpico mi toccherà andare a vivere in Svizzera, perché mi verranno a cercare in tanti. Vi manderò, da località segreta, segretissima, un caro saluto. postato da civati, 20:34 | link | commenti (9) L'effetto prestanome
Dopo due giorni di pausa di riflessione, torno sul blog, perché la vicenda omerica già evocata si infittisce. Achille, redivivo (licenza poetica), candida Franceschini, Aiace pensa a Bersani. L'effetto è quello del prestanome e i protagonisti sembrano essere ancora i due eroi della mitologia diessina. Lo schema è arci-noto e c'è poco da aggiungere se non che il Lingotto non è mai stato così lontano da Roma. Si cerca Ulisse, insomma, anche se si vorrebbero evitare dieci anni di peregrinazioni nel mare magnum del Pd. Chi ha orecchie (non correnti, orecchie) per intendere, intenda. postato da civati, 20:20 | link | commenti (16) lunedì, giugno 15, 2009 Coerente
Zingaretti, presunto candidato alla segreteria nazionale, si sfila, dicendo cose in cui mi riconosco totalmente: «Ora c'è un'altra opportunità ma la politica almeno per me continua a non essere carriera ma servizio e coerenza. Non sarò candidato - prosegue - ma sarò presente e attivo, ancora con maggiore libertà nel congresso per favorire l'aggregazione, lo sviluppo di un pensiero nuovo, oltre le vecchie storie politiche che hanno fondato il Pd. Nuove generazioni nel Pd provenienti da storie le più diverse ci sono ma sono deboli perché frantumate e divise in mille municipalismi e solitudini. Questo le rende vulnerabili a ogni sorta di strumentalizzazione ma soprattutto inermi e deboli rispetto alle domande che abbiamo davanti e alle quali nessuno sembra saper dare risposta: cosa è diventata l'Italia? qual è la nostra ricetta? Come ridefinire un nuovo e attuale patto sociale che riunisca il Paese? Come strutturare un partito moderno che non sia una confederazione di correnti e interessi privati?». postato da civati, 00:58 | link | commenti (55) sabato, giugno 13, 2009 Nelle università e tra i cannibali
Melville è Melville, Baricco è Baricco. Fandango pubblica Tre scene da Moby Dick scritte (ovviamente) dal primo e tradotte (e sapientemente commentate) dal secondo. La frase: «Ahab è uomo fuori dal comune; Ahab è stato all'Università come in mezzo ai cannibali, è abituato a meraviglie più profonde del mare; ha scagliato la sua lancia di fuoco contro nemici più potenti e sconosciuti delle balene». E pensare che, nel Pd, si cerca un delfino... P.S.: il compagno Ahab non è più disponibile. Lo dico per evitare che qualcuno lo inserisca nella lista del toto-candidato. postato da civati, 20:00 | link | commenti (23) postato da civati, 19:56 | link | commenti (9) Mentre noi parliamo soltanto di noi
Loro, come ricordato qualche post fa, organizzano le ronde. Se ne accorge anche il Corriere: sono le camicie grigie, anche se per la verità nelle foto sembrano kaki (più brune che altro, quindi, per essere il più possibile fedeli al modello). Quando dicevamo che eravamo preoccupati dalle ronde, ci riferivamo (anche) a questo. In tale contesto, se penso che qualcuno in Lombardia ha proposto le "ronde democratiche", mi viene da piangere. postato da civati, 19:49 | link | commenti (31) Civati ai tempi di Facebook
Ora mi trovate anche a questo indirizzo: www.facebook.com/civati, perché da oggi Facebook consente di personalizzare l'indirizzo (per info, cliccate qui). postato da civati, 17:39 | link | commenti (1) Il mio candidato
Tra quelli indicati, sta vincendo il sondaggio. Come già in occasione del famoso sondaggio de l'Espresso, vince il nome nuovo. Una riflessione, se fossi in qualcuno dei Nostri, la farei. postato da civati, 17:34 | link | commenti (20) Lingotto: il party pooling
Tanti saranno al Lingotto e tanti mi chiedono: «sarà un convegno sostenibile?». Per quanto mi riguarda, andrò in treno, come quasi sempre faccio, per altro, quando giro per la regione o per l'Italia (sono pendolare democratico, d'altra parte). Promuoviamo perciò il Party pooling, ovvero l'idea che chi viene in auto si metta d'accordo, cercando di risparmiare emissioni: è anche uno slogan efficace e il covoiturage un bel messaggio per i nostri nuovi democratici. postato da civati, 12:44 | link | commenti (2) Spiaggiati
Misure contro l'astensionismo balneare. La frase: «perché le cose vanno fatte come vanno fatte». Mitici. postato da civati, 12:25 | link | commenti (1) E Radio Tirana trasmette musiche balcaniche
D'Alema parla di «balcanizzazione». «E Radio Tirana trasmette musiche balcaniche»: spunta un candidato al giorno alla segreteria, all'insegna della suprema confusione. Nessuno parla di proposte, idee, modalità di lavoro: è l'eterno ritorno dell'uguale democratico e sembra di essere tornati al 21 febbraio, quando si elesse Franceschini in un clima di emergenza, quasi si trattasse dell'«ultima spiaggia» (vedi sotto). C'è aria di 'accordone', di convergenza di tutti sul nome di Pierluigi Bersani, senza che questo comporti alcuna discussione, alcun approfondimento e, soprattutto, alcuna 'scelta'. Bersani si è quasi candidato due anni fa, poi a febbraio, su Repubblica, per poi nemmeno presentarsi come candidato all'assemblea nazionale, qualche giorno dopo, come molti di noi chiedevano, all'insegna della chiarezza e della coerenza che un leader dovrebbe avere. Oggi dice che si prende un weekend per mettere a punto la sua piattaforma programmatica. Boh. Intanto, «nei ritmi ossessivi», pare di scorgere «la chiave dei riti tribali», mentre, «nella Bassa padana», ci si chiede a cosa serva tutto questo. Risponditore automatico: a perdere ancora. Noi, i Piombini, ci teniamo lontano da questi «dervisches tourneurs». Parliamo di cose da fare, di partito da costruire, di metodo da adottare. Non abbiamo accordi da fare, se non con la realtà e con la società italiana. postato da civati, 11:32 | link | commenti (33) venerdì, giugno 12, 2009 Vestizione del torero
Gheddafi ha fatto tardi e si sono incavolati tutti. Il problema è il vestito, avete presente? postato da civati, 20:24 | link | commenti (9) postato da civati, 20:21 | link | commenti (8) Il Lingotto e le spiagge
In attesa di un'estate che per il Pd si annuncia molto calda, si fa un gran parlare di spiagge. Chi pensa, infatti, che il Lingotto di Torino, che torneremo a frequentare il 27 giugno, sia per noi l'ultima spiaggia, si sbaglia di grosso: sono per l'abolizione dell'espressione stessa di «ultima spiaggia», già adottata a febbraio, per altro, dopo le dimissioni di Veltroni. Lo dico perché, tutt'al più, sarà la prima, per noi, di spiaggia, da cui partire verso il mare aperto. Chi pensa che sia la sede in cui forgiare personalismi (trattandosi di Lingotto e di Piombini, tendo a proseguire con la metafora metallurgica), fa un errore anche più grave, perché il protagonista assoluto, l'ospite d'onore, quel giorno, sarà il Pd. La spiaggia, insomma, è libera, in ogni senso. Chi dice che vogliamo litigare e aprire l'ennesimo fronte interno, non ha capito che per noi, appunto, il noi è esteso, collettivo e, appunto, aperto, in ogni direzione. E inclusivo, se ne saremo capaci. Quanto ai contenuti, che tanti reclamano, stanno giungendo da ogni confine. E ci parlano di un partito diverso da quello che abbiamo frequentato finora. E indicano alcune priorità, politiche, di metodo e di senso, sulle quali lavorare. Continuate a inviarli a piombinidemocratici@gmail.com. Per ora, dall'«ultima spiaggia», è tutto. postato da civati, 19:40 | link | commenti (3) postato da civati, 19:13 | link | commenti (4) Ho trovato il candidato perfetto per la segreteria del partito
È di Siena, ha 91 anni, guida in contromano, un po' alticcia (e tutto questo anche se gestisce una scuola guida): un profilo perfetto, che potete verificare qui (absit iniuria verbis, si fa per sdrammatizzare). postato da civati, 19:00 | link | commenti (2) Il Congresso ai tempi di Facebook (non ne usciamo vivi)
Un tempo c'erano le mozioni, le discussioni fino a tarda notte, le stanze fumose (come i discorsi che vi si svolgevano). Ora è tutto più semplice, immediato, shared. Ed è così che apro la casella di posta e trovo il seguente invito: «Il Veneziano Ristorante invited you to join the Facebook group "palmiro ucchielli prossimo segretario del p.d. delle marche ? NO GRAZIE !"». Se iniziamo così, care compagne e cari compagni, non ne usciamo vivi. P.S.: a scanso di equivoci, informo tutti che non aderirò a gruppi 'contro', ma solo, eventualmente, a gruppi 'per'. postato da civati, 18:51 | link | commenti (1) Qualcosa di nuovo. Una ricetta per l'integrazione
Domenica sera, siete tutti invitati al nostro spettacolo. L'idea è di Marta Galli e Roberto Rampi, il soggetto è del vostro affezionatissimo, la drammaturgia di Anna Maini che, insieme a Andrea Lisco, firma anche la regia. postato da civati, 14:41 | link | commenti (3) Di solito ho da far cose più serie/2
Non c'è verso, del referendum non vuole parlare nessuno. Mario Segni, però, sarà a Milano, alle ore 16, sabato prossimo (che sarebbe domani) in piazza San Babila. Con lui ci sarò anch'io, perché sono affezionato all'idea di essere coerente, almeno un po'. Firmai il referendum, feci pressione in Consiglio regionale perché ci si esprimesse sul punto, continuai nei mesi successivi a parlarne e a discuterne. La convenienza politica invita tutti i due schieramenti a parlarne il meno possibile. B, addirittura, da referendario interessato è diventato anti-referendario disinteressatissimo. ReferenDario Franceschini sembra avere ben altri problemi, anche se è stato, bisogna riconoscerlo, molto serio e attento, in questo caso. Ci vediamo, comunque, in San Babila: senza quorum, probabilmente, ma con grande dignità. postato da civati, 11:01 | link | commenti (8) Le serate ai tempi di Facebook
Questa sera, alle ore 21, ci vediamo alla Casa della Cultura di Monza (Spalto Piodo, 18) a parlare di relazioni e di vita sul web e del nostro piccolo libro, L'amore ai tempi di Facebook. Replichiamo domani sera, in occasione della Notte bianca (!) di Concorezzo (!!!), alle ore 23, con la partecipazione dei vostri affezionatissimi (l'altro, quello bravo, si chiama Mattia). Vi aspettiamo. postato da civati, 10:56 | link | commenti (2) postato da civati, 10:51 | link | commenti (2) Di solito ho da far cose più serie
Costruir su macerie e mantenermi vivo. Come, ad esempio, occuparmi (occuparci? tutti?) di ballottaggi. Per motivi diversi, le sfide che mi stanno più a cuore sono quella di Milano e di Firenze. Perché va bene scherzare e dividersi su quasi tutto, ma consegnare l'ultimo baluardo della Gallia all'avversario sarebbe davvero irresponsabile. In questo quadro, Filippo Penatix ce la può fare. Sosteniamolo, ricordiamo l'importanza del voto e del significato politico della sfida. Per il Pd e per noi tutti. Altrimenti le legioni avversarie prenderanno anche il castrum milanese e qui non ci sarà più partita. P.S.: oggi l'Espresso mi presenta come Filippo Civati. La prendo come un'indicazione di voto per il ballottaggio. postato da civati, 09:47 | link | commenti (5) postato da civati, 09:44 | link | commenti (11) giovedì, giugno 11, 2009 Aiace candidato
Sono stato tra i primi a scriverlo: secondo me, è giusto che D'Alema si candidi alla segreteria nazionale del Pd. Ieri un pezzo di Giannini spiegava, con grande chiarezza, perché è necessario che sia così. Perché Bersani ha già avuto due false partenze, perché D'Alema ci crede, perché è tornato in campo come non mai. Si è paragonato, in quel pezzo, ad Aiace Telamonio. Si tratta di uno degli eroi più appassionati e appassionanti della vicenda omerica, una specie di Mr. Wolf della eterna battaglia alle porte di Troia. Risolveva i problemi, Aiace, con il coraggio e la generosità. E solo in un momento, però, perse una sfida (e anche il senno, per la verità). Quando si doveva stabilire a chi dovessero andare le armi del defunto Achille (ogni riferimento a cose o persone è del tutto casuale), il consiglio degli Achei (il congresso dell'epoca) gli preferì Ulisse, perché aveva parole straordinarie, capaci di 'raccontare' le cose (gli capiterà poi anche con i Feaci, in uno dei passi più straordinari dell'Odissea). Aiace contro Ulisse: il Congresso si fa interessante. Troia, nel frattempo, resta inespugnata. E ci vorranno tanti anni. Quello, forse, è il vero problema. postato da civati, 10:31 | link | commenti (83) Eccoci
È il momento. Quale congresso, quale partito: il Pd, si discute. Assemblea pubblica e democratica, Lingotto, Torino, 27 giugno 2009 Il nostro manifesto Siamo il Partito Democratico. Siamo un grande e moderno progetto di cambiamento e ricostruzione del centrosinistra italiano, della politica italiana, e dell’Italia. Siamo un partito che nasce e cresce intorno a idee e valori condivisi, e che ha come primo obiettivo l’estensione di questa condivisione. Non modificando queste idee e questi valori, non contaminandoli con compromessi e contraddizioni: ma declinandoli in un progetto collettivo di progresso e di visione del presente e del futuro. E costruendo un consenso su questa visione. Siamo il Partito Democratico, non siamo due partiti che si sono alleati. Non siamo la convivenza di obiettivi e interessi diversi, da far convivere e di cui fare commercio politico. Non vogliamo che questo progetto sia ostaggio di meccanismi e fallimenti i cui risultati hanno portato il centrosinistra italiano ai peggiori risultati degli ultimi vent’anni. Crediamo che contesti nuovi chiedano scelte nuove, crediamo nell’assunzione di responsabilità di chi viene sconfitto, e nell’assunzione di responsabilità di chi vuole superare le sconfitte. Noi vogliamo superarle, vogliamo cambiare l’Italia in meglio, e governarla. Siamo, siete, siamo assieme l’alternativa alla spartizione tra vecchie correnti del più ambizioso progetto politico nella storia dell’Italia repubblicana. Sappiamo di essere in tanti, finora troppo trascurati e impotenti. Non andremo al congresso di questo partito per scegliere se consegnarlo a un leader della Margherita o a un leader dei DS. Ci andremo per darlo al leader del Partito Democratico e alle persone del Partito Democratico. La lettera di 'convocazione' La lettera indirizzata a tutti, a chi vorrà mandare un proprio contributo, a chi vorrà intervenire: Cari Democratici, ci troviamo al Lingotto, sabato 27 giugno 2009, dalle 10 alle 17, per parlare del nostro partito e del Congresso che ci attende. Vorremmo che fosse un momento rivoluzionario per la politica italiana perché fondativo del nostro Partito. E vorremmo che questo Congresso nascesse con il contributo di tutti coloro che hanno a cuore la causa democratica. Per questo motivo, vi chiediamo di farci pervenire, entro il 20 giugno, un vostro contributo, dedicato al Congresso, innanzitutto, alle modalità e alle forme di partecipazione che vorreste fossero messe in campo, agli strumenti politici e organizzativi che vorreste fossero adottati, alle eventuali modifiche e integrazioni statutarie o regolamentari che vi piacerebbe fossero introdotte, per estendere e qualificare al meglio le decisioni che nel corso del percorso congressuale saranno assunte. Un breve scritto, che raccoglieremo insieme agli altri che ci perverranno, che sarà presentato nel corso dell'assemblea e consegnato al segretario e ai membri della direzione nazionale del Pd. Il tema della nostra assemblea, pubblica e democratica, convocata "dal basso", è proprio questo: «Quale Congresso, quale Partito». Siamo certi che avete tante idee, proposte e suggestioni da condividere con noi e con i Democratici di tutto il Paese. Vi aspettiamo. i Piombini democratici L’email di riferimento per inviare contributi e per chiedere informazioni è: piombinidemocratici@gmail.com. postato da civati, 10:13 | link | commenti (21) Debora, i posteri e i postumi
Il titolo è preso a prestito dal Riformista e mi pare molto efficace. Perché siamo alla miseria politica più totale: a leggere Repubblica sembra che l'unico vero problema del Pd sia diventato Debora Serracchiani. D'altra parte, il lucido Sircana sul Corriere prende spunto da Andersen e dal bambino che, solitario, si accorge che «il re è nudo». Per me, l'immagine è perfetta. Che il re fosse nudo, però, se n'erano accorti tutti, e nessuno, proprio come vuole Andersen, lo aveva mai detto. E il bambino che finalmente lo grida ai quattro venti non è solo: nel nostro caso, il bambino sono i nostri elettori. Milioni di milioni. Debora Serracchiani non deve essere lasciata sola. Su di lei è stato fatto un investimento politico di grande rilievo, inedito per il Pd e per il centrosinistra. Come lei, ci sono molte persone alla ricerca di qualcosa di diverso e di migliore. Come lei, ci sono tanti giovani che sono stanchi di essere strumentalizzati, incensati, demonizzati e, mai e poi mai, presi sul serio. Certo che dà fastidio che con un solo discorso sia diventata così famosa. Certo. Dà fastidio a chi, da una vita, cerca di emergere, di essere preso in considerazione, di poter fare politica a livello nazionale. Dobbiamo però saper distinguere il bambino dall'acqua sporca, per rimanere in metafora. Se è possibile, evitando di sguazzarci dentro, come se fosse l'unica cosa che sappiamo fare. Debora, non farti impensierire. Sono terrorizzati. E anche un po' stronzi. postato da civati, 09:59 | link | commenti (18) Voglio vestirmi anch'io così
Ormai, da ore, non riesco a staccarmi dalle foto del colonnello Gheddafi e dal suo look strepitoso. Altro che B: qui c'è del vero talento. E la scena del suo arrivo è degna del miglior Mel Brooks. Voglio diventare così. Subito. postato da civati, 09:39 | link | commenti (14) mercoledì, giugno 10, 2009 B e il referendum
Avevo detto che sarei stato per il sì in ogni caso. Ma da quando si è sfilato B, per l'ennesima riedizione del patto con la Lega (con conseguente, prevedibile voltafaccia), penso che la battaglia referendaria sia ancor più importante. postato da civati, 18:41 | link | commenti (17) Il Lingotto di Cristiana
Cristiana è preoccupata. Non deve esserlo, però, perché al Lingotto faremo qualcosa di nuovo. E andremo fino in fondo. Il perché lo spiega Mattia. L'ospite d'onore della giornata del 27 giugno, infatti, sarà proprio il bistrattato Pd. E la sua bistrattatissima base. Per la prima volta non parleranno i vertici: li lasceremo sullo sfondo, ci preoccuperemo degli elettori e dei militanti. Un bel modo per cambiare prospettiva, no? postato da civati, 17:35 | link | commenti (19) Vecchi schemi o nuovo partito?
Oggi su l'Unità, il vostro affezionatissimo. Lo avevamo detto e scritto in molti: per cambiarlo, prima bisogna votarlo. E fortunatamente gli esiti dicono di un Pd che si salva, in zona Cesarini (Franceschini?), dal tracollo annunciato all’inizio dell’anno. I dati delle Amministrative, però, sono tutt’altro che confortanti (per usare un eufemismo) e forse è il caso di evitare alcuni trionfalismi veramente incomprensibili. Il Pd è ancora tutto da fare, questo è il dato che ci viene consegnato dalle elezioni di questo fine settimana. È interamente da ripensare in alcune zone del Paese, a cominciare dal profondo Nord, e sono da valutare con attenzione alcuni errori d’impostazione che escono confermati dai seggi, così come alcuni elementi carichi di novità e, soprattutto, di senso presente. C’è una grande esigenza di nuovo e ora c’è anche qualcosa di nuovo, com’è testimoniato dalle affermazioni di Debora Serracchiani e di Francesca Balzani, per fare due nomi soltanto, a cui mi piace aggiungerne un terzo, quello di un’altra democratica, Laura Puppato, che a Treviso e in Veneto ha dimostrato che si può partire dal famoso ‘territorio’ rappresentandolo anche a sinistra e dando forza e voti e consenso al Partito Democratico anche dalle nostre (difficilissime) parti (in partibus infidelium, potremmo dire). Prima di parlare di alleanze (con i neoeletti Udc, Magdi Allam e Ciriaco De Mita?) forse sarebbe il caso di fermarsi a riflettere, una buona volta, sul Pd, sulla sua proposta politica, sulla sua organizzazione, sulle modalità con cui il dato locale non solo non premia più dal punto di vista politico, ma viene fortemente condizionato dal dato nazionale. Il punto più sconfortante, però, è un altro: da questo Paese sembra essere scomparsa la politica. L’Italia ha dimostrato, anche in questa campagna elettorale, di non avere parole per descrivere la crisi, per interpretarla, per offrire quelle soluzioni che ci consentirebbero di farvi fronte e di uscirne. La politica non c'è più e, invece, sarebbe necessaria a ciascuno di noi, se solo fosse capace di parlarci, di dirci qualcosa, di permetterci di essere più forti e sereni. Per farlo, ci vuole una forza grande e autorevole, nel nostro campo, perché sia possibile lanciare la sfida a Berlusconi e ai suoi. Questa forza c’è o ci può essere, ancora e nonostante sia stato fatto di tutto, all’interno soprattutto, per metterla in difficoltà. Si parla tanto, nelle interviste sui giornali dei nostri leader, di modelli e di schemi: forse l’insegnamento di questi ultimi mesi è che questi schemi vanno superati e rovesciati, alla ricerca di una proposta politica che ci qualifichi in modo più preciso, concreto e riconoscibile, rispondendo alle domande della contemporaneità, senza riferirsi a modelli prestabiliti e, in molti casi, del tutto inefficaci. Sono le cose da fare, per il Pd, a partire da subito. Passando dal si può fare, potremmo dire, al fare qualcosa. Finalmente. postato da civati, 12:59 | link | commenti (22) Ticket to ride
Oggi la Stampa di Torino esce con un articolo curioso. Il quotidiano torinese, che non si è mai e poi mai occupato dei Piombini perché "non c'era la notizia", pubblica un pezzo a tutta pagina su Debora Serracchiani che lancia il Lingotto e se stessa come candidata segretaria. All'interno (come già ieri: repetita iuvant, evidentemente) sono indicati i leader, una veltroniana, l'altro prodiano, di una corrente che si sarebbe costituita a questo scopo. Essendo l'idea del Lingotto una piccola e modestissima creatura del vostro affezionatissimo, mi sento di precisare che è tutto palesemente fuori fuoco. Quanto ai ticket per la segreteria di cui si parla, su tutti i giornali, a me fanno riderissimo. Serracchiani è indicata come vice di Franceschini, su proposta di Veltroni, con D'Alema presidente (sul Corriere), ma lo stesso D'Alema è anche candidato segretario su Repubblica, eventualmente al posto di Bersani, il quale, per ora, è senza ticket, ma rimane il candidato vero (anche se sempre più appannato). Fassino è pronto a entrare in tutte le soluzioni possibili e immaginabili (il modello organizzativo è quello della Fiera dell'Est, in ogni senso). Per parte mia, posso contare sul Gorilla del Crodino, l'unico vice di cui mi possa davvero fidare. Per il resto, ho un'idea della politica un po' diversa da questo perenne gossip pieno di imprecisioni, di illazioni e di cose che allontanano gli elettori dal nostro partito. Chissà quando la capiranno (risponditore automatico: mai). postato da civati, 12:53 | link | commenti (14) martedì, giugno 09, 2009 postato da civati, 21:40 | link | commenti (14) Ancora sul Lingotto (evidentemente non siamo telegenici)
Mi dicono: ma dove vuoi andare con un blog? Non andate in tv e volete cambiare un partito? Hanno ragione. Evidentemente non siamo telegenici, che ci volete fare? Non abbiamo spazio in tv, ma non credo sia proprio una colpa. Del resto, abbiamo anche poco spazio sui giornali, a parte l'Unità, con la quale molti di noi collaborano da tempo. Al Lingotto, il 27 giugno, non ci sarà alcun candidato segretario e i promotori non sono certo una corrente. Anzi, sono «la corrente dei senza corrente», come ripetiamo da un anno e passa. Il gruppo di Piombino è promotore di questa iniziativa, senza ulteriori etichette, targhe e capibastone. Quanto al programma, per ora, posso dirvi che sarà costruito soprattutto con il contributo di chi manderà le proprie riflessioni, proposte e considerazioni sulle modalità con cui organizzare il Congresso (questione che sottintende anche il tipo di partito che abbiamo in mente). Sarà un'iniziativa dal basso, in cui tutti coloro che vorranno potranno intervenire, attraverso un documento o un intervento. Ci permetteremo solo di "metterli in ordine" e di dare voce agli argomenti più frequentati. Sarà un'assemblea pubblica e democratica, perché vogliamo che, quel giorno e speriamo non solo quel giorno, il Pd sia come ce lo immaginiamo. E metteremo immediatamente a disposizione di tutti, a cominciare da Franceschini (che abbiamo subito invitato), quello che diremo e che proporremo. Consegneremo al segretario nazionale e ai membri della direzione del Pd un "lingottino" di proposte, che speriamo molto serie e documentate. Questo è quanto. postato da civati, 21:38 | link | commenti (30) Gli alleati di D'Alema
Luca ci ricorda chi sono i futuri alleati del Pd, secondo D'Alema. Segnalo volentieri Magdi Allam e Ciriaco De Mita (mitico!). Emanuele Filiberto segretario, quasi quasi. Wow. postato da civati, 15:12 | link | commenti (36) postato da civati, 15:11 | link | commenti (1) È il momento. Tutti al Lingotto!
Iniziate a prenotarvi, inviando la vostra adesione all'indirizzo: piombinidemocratici@gmail.com. Come scrivevo ieri, è il momento di dare voce ai nuovi democratici, di fare in modo che il Congresso si svolga con modalità aperte, in un partito contendibile e in cui finalmente si discuta dei problemi veri. Al di là delle generazioni, vicino alla famosa 'base' (sempre evocata, poco valorizzata, quasi mai frequentata), con gli elettori (e i circoli) al primo posto. Prima di pensare a qualsiasi alleanza, cerchiamo di capire - insieme - che cosa vuole essere il Pd. Con quali strumenti, quale organizzazione, quale proposta. Siete tutti, ma proprio tutti, invitati. L'ingresso è libero, potremmo dire, come vorrei che fosse scritto su tutte le porte del Pd. Anche quelle che sono rimaste chiuse per troppo tempo. P.S.: a tutti quelli che chiedono a gran voce (e giustamente) contenuti e proposte, assicuro che al Lingotto ne troveranno parecchi. postato da civati, 12:40 | link | commenti (21) Democratici in Brianza
Il Partito Democratico elegge nove consiglieri in Provincia. Sono, in ordine di elezione, Vittorio Arrigoni (Vimercate), Adriano Poletti (Agrate Brianza), Elio Ghioni (Nova Milanese), Nadio Limonta (Bernareggio), Domenico Guerriero (Monza), Vittorio Pozzati (Mezzago), Paolo Pilotto (Monza), Maria Fiorito (Muggiò), Cecilia Veneziano (Monza). Dove la Lega è meno forte (come anche a Milano), il Pd si afferma. Un dato su cui riflettere. E dove si fa campagna elettorale militante, come nel caso del nostro Guerriero, si recuperano tante posizioni. E, magari, si viene anche eletti. Già. postato da civati, 09:30 | link | commenti (23) Milano e il referendum
Penati ce la fa e costringe Podestà al secondo turno. Il distacco è di dieci punti, ma tutto è possibile: si voterà contestualmente al referendum, che la Lega osteggia con tutte le sue forze, e il confronto tra i due candidati è nettamente favorevole al Presidente uscente (speriamo non 'esca' anche lui). Un pensiero va anche a Bologna e Firenze, dove la corsa è aperta, con un vantaggio abbastanza dichiarato per il centrosinistra (soprattutto nel secondo caso). Insomma, c'è ancora da fare. E, come sempre, lo faremo. postato da civati, 09:13 | link | commenti (18) lunedì, giugno 08, 2009 A new day
Ivan scrive un post amaro (e dolce, però, come sempre). Vorrei fargli sentire la mia vicinanza e la mia solidarietà e anche l'assunzione di tutta la responsabilità per quello che è accaduto. Lo faccio pubblicamente, perché la nostra amicizia, personale e politica, non conosce ombre. Mi dispiace, tanto, che tu non ce l'abbia fatta, perché non ce l'abbiamo fatta insieme. E mi dispiace che tutto il tuo lavoro di questi anni non sia stato premiato. A me capitò di perdere un'elezione e di pensare di scappare. E scappai. Fui presto richiamato, ma la cosa non mi convinse mai del tutto. Ti capisco, caro Ivan, ma tu ci devi essere. Perché il nuovo giorno di cui parli ha bisogno anche di te. postato da civati, 22:29 | link | commenti (27) Finalmente I risultati delle Europee, con i voti di preferenza. Grande affermazione di David Sassoli (oltre 400.000 voti) e di Debora Serracchiani (144.000, superando di slancio tutti i concorrenti, Caronna compreso, nell'Emilia che le era stata 'negata'). Nella circoscrizione Centro il candidato di D'Alema viene eletto per un pelo, nonostante alcuni tonanti proclami delle ultime ore. Resta il rammarico per Laura Puppato, prima dei non eletti nel Nord Est, e per Ivan Scalfarotto, il mio candidato preferito, che non ce la fa, anche se avrebbe molto meritato. Buon risultato per Antonio Panzeri e Patrizia Toia (che, insieme a Ivan, ho personalmente votato) e per Francesca Balzani, che ho avuto occasione di conoscere in questi ultimi giorni. Qui trovate tutti i dati, qui il commento di Luca, nel quale mi riconosco perfettamente. postato da civati, 19:27 | link | commenti (23) Battuto! C'è chi B riesce ancora a batterlo... è successo a Parma. postato da civati, 18:26 | link | commenti (3) Gli uscenti Altro dato terribile, nelle sette province lombarde, è che essere presidenti uscenti non aiuta granché, se non, appunto, a uscire di scena. Succede a Lodi, succede a Cremona, succede a Lecco. In tutti i casi, senza particolari demeriti, per via di una tendenza generale. Poteva andare peggio, poteva piovere. Infatti, a Monza e in Lombardia, diluvia. postato da civati, 18:14 | link | commenti (12) Un minuto di silenzio (anzi, di più) Il dato è brutto, un po' dappertutto. Se fossi nei nostri dirigenti nazionali, osserverei qualche minuto di silenzio. Anzi, qualche ora. Anzi, qualche settimana. Perché stiamo perdendo tutte le province possibili e immaginabili. Rischia anche Penati a Milano, per dire. Il Pd è spesso, in tutto il Nord, sotto al 20%. Mi viene da dire che in Brianza, pur perdendo, ce la siamo cavata meglio di quanto non sia capitato altrove. Abbiamo però perso, per fare un solo, doloroso esempio, a Macherio, la città di Veronica, ma soprattutto di Maria Rosa Redaelli, un ottimo sindaco (e lì la questione moschea ha contato parecchio). Nella fascia pedemontana, la più popolosa della nostra regione, è andata malissimo. Sembra di essere nel 2007, quando al governo c'era il battello ebbro dell'Unione e perdemmo tutto quello che avevamo da perdere. E, proprio come nel 2007, sembra che ancora una volta il dato politico si rovesci (è proprio il caso di dirlo) sul dato amministrativo (una volta succedeva il contrario). Come nel 2007, ci vuole un partito diverso, una politica diversa. E dobbiamo pensarci prima che sia troppo tardi. postato da civati, 17:52 | link | commenti (17) Dalle mie parti (segue) A Monza e in Brianza, i dati delle Provinciali non si discostano molto da quelli delle Europee. La destra partiva dal 57% abbondante e si mantiene sul 55%, secondo le nostre prime proiezioni (che riguardano Monza e qualche Comune della provincia). La Provincia è andata alla destra, com'era largamente prevedibile alla luce dei risultati confermati questa mattina. A Milano, Filippo Penati, che ha avuto la geniale idea di cedere Monza e Brianza così da rafforzarsi (scherzo, ma fino ad un certo punto, perché se Monza fosse rimasta con Milano avremmo perso anche lì), parte da un distacco molto inferiore: la destra alle Europee era, ieri sera, al 51% scarso. Non dovrebbe essere impossibile 'tirarla giù", almeno un po', sotto al 50%. Lo sapremo tra qualche minuto. postato da civati, 15:04 | link | commenti (6) Da oggi in poi, i nuovi democratici Si intitola Nostalgia del futuro. La sinistra e il Pd da oggi in poi. Esce la prossima settimana per i tipi di Marsilio. L'ho tenuto 'segreto' fino alle elezioni, per evitare le 'solite' strumentalizzazioni e l'ho scritto senza pensare al risultato elettorale di questo fine settimana. Lo trovate qui (e qui trovate la presentazione del vostro affezionatissimo). I dati elettorali confermano, d'altra parte, che è necessario qualcosa di nuovo e di diverso. Per questo (e tra qualche ora, riceverete maggiori informazioni), il 27 giugno, alle ore 10, ci vediamo al Lingotto di Torino (come anticipato un mese fa). Due anni dopo il discorso da cui prese avvio il nuovo partito, torniamo sul “luogo del delitto” per rilanciare il percorso del Partito Democratico che si è perso per strada, che non è stato conseguente, che non ha avuto lo sviluppo che tutti noi ci auguravamo. Ci vediamo per una giornata di confronto che ha la principale finalità di una raccolta di idee e di contributi, che ci permettano, così, di poter celebrare un Congresso che sia davvero quella grande occasione politica e culturale di cui il Paese ha bisogno. Strumenti, proposte, soluzioni per migliorare gli aspetti regolamentari, per rendere il Congresso partecipato e ’sentito’ dai militanti, dagli elettori e dai cittadini italiani. Per lanciare un nuovo partito, per raccogliere nuovi democratici, come mi piace chiamarli (e immaginarli) in vista di un Congresso sempre più urgente e decisivo per le sorti della sinistra italiana. postato da civati, 13:16 | link | commenti (16) Ci salviamo, però dobbiamo cambiare Qui un commento del vostro affezionatissimo a l'Unità. postato da civati, 12:49 | link | commenti (13) Laura, nel profondo Nord Ci sono candidati che spostano i voti, che cambiano i risultati, che incidono sui dati della lista, trascinandola verso l'alto. Uno di questi è il sindaco di Montebelluna. Si chiama Laura Puppato e ha ottenuto un risultato straordinario a Treviso e provincia e in Veneto. Speriamo che qualcuno si renda conto che le cose possono anche andare diversamente. Bisogna crederci, però, e lavorare di conseguenza. postato da civati, 12:24 | link | commenti (5) Per la precisione Lo dico serenamente e pacatemente: Ivan Scalfarotto ha corso in solitudine e in libertà, sostenuto da pochi e generosi amici. Il partito non lo ha aiutato ufficialmente da nessuna parte, e non è un caso che siano passati ovunque i candidati 'portati' dalle Federazioni e dalle Unioni regionali. Abbiamo tentato l'impresa, e l'impresa ci è quasi riuscita. Stiamo attendendo gli ultimi dati per capire se possiamo togliere o no quel 'quasi'. Un po' di rispetto per chi, come Ivan, si è speso con generosità. E i ringraziamenti sinceri a tutti coloro che l'hanno aiutato e per le decine di migliaia di persone che hanno scritto il suo cognome sulla scheda. P.S.: sono cinque i seggi sicuri per il Pd nel Nord Ovest. Ballano un po' di resti, ma non riesco a capire se il seggio in più andrà all'IdV (che ne ottiene sicuramente uno) o al Pdl (che ne ha comunque sette sicuri). postato da civati, 11:50 | link | commenti (25) Eccoli qui Subito l'alleanza con l'Udc. I dalemiani si confermano meno prudenti di D'Alema. Ahinoi. postato da civati, 11:45 | link | commenti (18) Peggio che in Sicilia
Il Pd è andato peggio in Lombardia che in Sicilia. Si ferma al 21,3 %. Anche a Monza siamo sopra alla media regionale, con il 23 e passa. Per il resto, la mia Provincia è perduta. L'exploit della Lega, che qui supera il 20, porta la coalizione delle destre vicino al 60%. C'è poco da fare. A Milano, invece, il ballottaggio è possibile. Vediamo nel pomeriggio. Però il dato lombardo deve fare riflettere. Parecchio. A cominciare dalla scelta - che si è confermata tragica - del capolista, che nessuno voleva, ma che nessuno, tra coloro che potevano, ha impedito che ci fosse. Si guardi al dato del Friuli (dove Serracchiani, sostenuta dal partito e popolarissima, ha battuto B) per rendersene conto. postato da civati, 10:28 | link | commenti (17) Ci vuole il Pde
Lo scrivevo ieri sera, ne parla oggi Martinetti sulla Stampa. La socialdemocrazia classica non paga più, va allargata, come per altro ha fatto, per la propria parte, il Ppe. Il dato ambientalista è altissimo, in Francia e Germania. L'apertura verso qualcosa di nuovo è urgente, anche senza necessariamente tirare in ballo Obama. Lo schema Pd ritorna d'attualità, proprio nel momento in cui sembrava perduto. E l'esempio italiano dovrebbe essere preso in considerazione con grande serietà e un po' alla svelta anche a livello europeo. Nello stesso tempo, fanno un po' riflettere i nostalgici dell'impostazione modello Spd che tanto hanno alzato la voce negli ultimi mesi (così come fanno riflettere i sostenitori di alleanze sinistra-centro, in uno schema ormai vecchio e superato). Ci vuole il Pd, quello vero, però, e ci vuole, forse, anche un Pde. postato da civati, 10:08 | link | commenti (14) Il mio preferito
Non si sa ancora nulla su Ivan. I dati di Genova ci parlano di un bel risultato di Francesca Balzani, quelli di Torino di un'affermazione di Roberto Placido, quelli di Milano di un ottimo dato per lo stesso Ivan. Decidono i piccoli e medi centri, con questi dati. Sicuri Cofferati, Toia e Panzeri, mi pare in quest'ordine. Resta da capire quanti se ne eleggono (forse cinque, forse sei) e in quale posizione si collocano gli altri quattro o cinque candidati che corrono per i due o tre posti che rimangono. Sono evidentemente favoriti i candidati 'portati' dai 'regionali' con l'indicazione ufficiale del partito (in particolare Balzani e Placido), ma Ivan dovrebbe recuperare Comune per Comune con il voto di opinione. Appena ne so qualcosa, vi faccio sapere. postato da civati, 07:21 | link | commenti (5) Ventiseiedue
26,2%, il dato del Pd. 35, quello del Pdl. 10.5 la Lega, 7,9% l'Idv, 6,4% l'Udc, 3,3% i Comunisti, 3,1 Sinistra e Libertà, 2,4% i Radicali. Rispetto all'oroscopo di un mese e passa fa, ho sbagliato di qualche decimale per il Pd e l'Idv (avevo detto 27 e 7), di pochissimo per l'Udc e la Sinistra, mentre avevo sottostimato di un punto e mezzo la Lega e sopravvalutato di 4 il Pdl. Conosco meglio il centrosinistra della destra, insomma. postato da civati, 07:14 | link | commenti (1) domenica, giugno 07, 2009 Livespogling ufficiale
Ore 1.47. Il liveblogger stacca. I dati sono più o meno quelli che sapete. Il Pd si salva, anche se perde tra il 6 e il 7% rispetto allo scorso anno. Di Pietro raddoppia (o quasi) i suoi voti. Cresce ancora la Lega, mentre il Pdl cala di qualche punto, in virtù di un pessimo risultato in Sicilia (soprattutto). L'Udc rimane ferma al palo, così come le Sinistre, che non sembrano riuscire a superare il 4%. In Europa, pessimo risultato per tutte le forze socialiste 'classiche'. Il Pd è andato meglio di loro (per dire). Franceschini dichiarerà domani e, molto probabilmente, penserà di continuare a fare il segretario del partito. Ottimo risultato di Debora, Ivan corre. Nella notte sapremo. Un saluto a tutti. Domani ci sono i dati delle Amministrative. E sarà dura. Ore 01.26. Per seguire i dati di Ivan: Torino e Milano. Buone notizie dalla Brianza, per lui. Ore 01.23. Mollica va a letto, meno infelice del previsto. Ore 00.54. Ancora proiezioni Rai: Pdl 35, Pd 26,8%. «Il dato sembrerebbe assestarsi», il margine di errore scende all'1%. Ore 00.51. Nel frattempo, a qualche isolato di distanza, le proiezioni dicono che Debora ce la farà, come il vostro affezionatissimo ha sempre sostenuto. Ore 00.43. Si confermano le proiezioni: Pdl sempre al 35, Pd sempre al 27,2%. Poteva andare peggio. Ore 00.29. Pochissime preferenze espresse. Un dato uniforme. Ore 00.26. Terza proiezione: Pdl fermo al 35%, Pd al 27,2%. Sempre meglio. Speriamo. Nel frattempo, Mollica si abbatte illustrando il dato di Curiglia Monteviasco. Ore 00.17. Primo commento: con i dati che abbiamo, «non vogliamo una nuova Unione, ma un nuovo Pd», per dirla con uno slogan. Un punto di riferimento più riconoscibile, più autorevole e credibile come forza di opposizione, più capace di parlare al Paese. Guardando all'Europa, in generale, la soluzione socialdemocratica classica non pare funzionare. Il paradosso è che Ore 00.10. «Se il dato fosse confermato» (e mi sbilancio anch'io): Ivan ce la farebbe. Ore 23.58. Secondo giro di proiezioni Rai. 12% del campione. 35% Pdl; 26,8 Pd; 9,6 Lega; 8,3 IdV; 6,4 Udc. Margine di errore ancora del 2% (in più o in meno). Ore 23.49. Un mese fa davo questi dati. Sono più precisi degli exit poll, a quanto pare. Ore 23.45. Mattia dice che sembra A beautiful Mind, con tutti questi numeri a caso, tutti diversi tra loro. La novità è che B non dovrebbe superare il 38%, ma la Lega spopola. Il Pd sta intorno al 27%, crescono i dati della sinistra radicale e Di Pietro va fortissimo. Aspettiamo, però, perché non si capisce un accidenti. Ore 23.42. Forse cambia qualcosa. Attenzione. Forse il Pdl va peggio del previsto. Ore 23.39. Confermato il successo dei Pirati in Svezia. Superano il 7%. All'arrembaggio. Ore 23.36. Qualcuno mi vuole spiegare perché B vota al Lorenteggio? Ore 23.35. Iniziamo con il tormentone: «se il dato fosse confermato». Solo che non sarà confermato. Vogliamo aspettare un attimo, prima di dare i numeri? Ore 23.30. Finalmente Rai3. Le proiezioni della "rete amica" danno il Pdl al 35% e il Pd al 26%. Certo, come no? Fortunatamente si precisa che trattasi del 5% del campione (cioè, sono dati che non valgono niente). Gli exit poll delle altre reti, nel frattempo, hanno ancora forchette di quattro punti. Così, sono buoni tutti. Ore 23.26. Su La7 ci si chiede come sia vestito Piroso, che cosa sia successo a Liguori e perché Telese parli di «chiappette». Ore 23.21. Franceschini c'è e convoca la direzione del partito per il 26 giugno. Secondo me si candida alla segreteria (exit poll ma Franceschini rimane, insomma). Ore 23.18. Mentre Vespa celebra la vittoria del Pp in Ispagna (siamo a questo punto), a me viene in mente una celebre aria. Ore 23.10. Arriva Vespa che saluta la vittoria del centrodestra ovunque, anche in Groenlandia. Con il caffè, arriva però anche un dato buono per il Pd. Si parla del 27,5%. Proviene da Digis per Sky. Speriamo. Ore 22.58. Faccio una pausa. Democratica. Ore 22.55. Mattia sostiene che ora, a proposito della famosa questione della collocazione europea, sarà il PSE a chiedere di entrare nel PD. Geniale. Ore 22.53. Interessante il dato sull'affluenza, soprattutto per capire come andranno le Amministrative. Ore 22.50. Fichi d'India e Cesaroni. La tv italiana segue così le elezioni. E ho detto tutto. Ore 22.44. In Francia, a fronte del crollo dei socialisti, straordinario risultato per la lista verde di Daniel Cohn-Bendit. Ha il doppio cognome, ma non è Pecoraro Scanio. Ore 22.41. Nel frattempo, sotto i Portici... Ore 22.38. I dati di Termometro politico in home sulla Stampa: insieme ai complimenti, l'augurio è che si siano sbagliati. Ore 22.33. Mattia consiglia Neffa. Ha ragione. Nel frattempo, viene da pensare che forse ispirarsi al PSE come unica e decisiva soluzione ai nostri problemi non sia proprio vincentissima, come idea. Ore 22.29. Repubblica.tv è già saltata. Del resto, è l'unico organo di informazione che fa la diretta su queste elezioni. Provate ad accendere la tv 'tradizionale'... dal Pdl al Pdm (nel senso di Paese di m...). Ore 22.27. Anche in Spagna calano i socialisti. Tu quoque, Zapatero? (controllare qui: il Pp batte il Psoe, anche se con un vantaggio minore rispetto a quello indicato dai sondaggi delle ultime ore). Ore 22.25. Conviene aspettare, che si diventa matti. Ore 22.23. Mollica segnala che ci sono dati più buoni per il Pd, addirittura al 28%. Li dà Coesis research. In compenso gli instant di Termometro politico ci danno al 26 (al massimo). Boh. Ore 22.17. Siamo partiti. Al computer anche Andrea e Mattia. Ne vedremo delle pessime, ma anche no. Il primo dato: B, nonostante Noemi (anzi, grazie a Noemi) raggiunge e supera il 40%. La Lega e Di Pietro crescono. Il Pd perde almeno 6 punti rispetto al 2008, ma rischia di essere la componente più importante del neonato gruppo di socialisti e democratici. Per dire come siamo combinati. postato da civati, 22:17 | link | commenti (89) Primi Exit: vince B
Sulla La7, la forchetta del Pdl arriva fino al 43%. Tombola. Noi andiamo dal 27 al 31. Bingo. P.S.: gli exit poll fanno ridere. La forchetta della Lega va dal 6,5 al 10%. Potevano anche indicare un intervallo dall'1 al 100%, già che c'erano. Per essere seri, l'impressione è che abbiano sopravvalutato i partiti più grandi. Stiamo a vedere. postato da civati, 22:03 | link | commenti (3) Exit Brad
Nel disastro generale, pare che anche Brad e Angelina siano in crisi. Non funziona più nulla. postato da civati, 22:01 | link | commenti Non c'è più il PSE (chissà cosa ne pensa Bersani)
Leggiamo, sempre da Repubblica.it: «Secondo l'istituto Opinionway-Fiducial, l'Ump del presidente Nicolas Sarkozy ha il 27,2%, mentre il Ps ottiene appena il 16,4%. I verdi di Europe Ecologie di Daniel Cohn-Bendit ottengono un eccellente 15,4%, il Modem di Francois Bayrou l'8,7%. Secondo Tns-Sofres-Logica, l'Ump ottiene addirittura il 28,3% e i socialisti il 17,5%, i verdi il 14,8% e il Modem l'8,7%». A parte il Modem (che sembra una corrente del Pd), il resto la dice lunga sul risultato dei socialisti in Europa (come si diceva già qualche ora fa). Chissà cosa ne pensano D'Alema e Bersani... postato da civati, 21:55 | link | commenti (3) postato da civati, 21:51 | link | commenti Stai a vedere che B ha vinto
Altro che Noemigate, altro che foto rubate. Vince B, e anche Bossi non scherza. Questi i dati che mi ha dato l'uccellino. Siamo a posto. postato da civati, 21:47 | link | commenti (1) Dalle mie parti
L'affluenza è più alta che altrove, anche se non è proprio una novità (in compenso, al Ministero, devono aver preso qualcosa di molto sbagliato, prima di inserire i dati). postato da civati, 20:01 | link | commenti Inizio a pensare
Che il liveblogging elettorale (altrimenti detto: livespogling) porti sfighissima. Ma tant'è, avanti così, fino alle 22. Da quell'ora, si farà sul serio, perché a me soltanto a sentire pronunciare l'espressione exit poll viene l'orticaria. postato da civati, 19:34 | link | commenti (4) Cosa fanno, copiano?
Aggiornamenti da Mollica: disastro in Austria, disastro in Germania. I dati dell'Spd sono del tutto simili a quelli del Pd. Entreremo nel PSE (in quel nuovo gruppo federato di socialisti e democratici), speriamo soltanto ci sia ancora. postato da civati, 18:18 | link | commenti (10) Affluenze MB
Dati strani del Ministero: affluenza generalmente in calo, anche se il totale farebbe pensare al contrario. Anche in questo caso conviene aspettare, anche se possiamo registrare fin d'ora che, dove si tengono le Comunali, il dato è sensibilmente più alto (com'era prevedibile). postato da civati, 16:46 | link | commenti (3) Temperature in aumento
Quei bravi ragazzi di Termometro politico la sanno lunga. I loro dati sono più credibili, e danno Ferrara in crescita, rispetto al dato di cui si chiacchierava questa mattina. Per quanto mi riguarda, torno al mio personalissimo oroscopo di un mese e passa fa: Pd al 27%, Idv 7%, Sinistra (varie sigle) 7%; Pdl al 39%, Lega 9%; Udc al 6%. Vedremo. postato da civati, 16:17 | link | commenti (8) Attendete un instant
A disperarvi, per favore. I dati che riporta Andrea sono molto particolari. Provengono dagli instant poll che per loro natura enfatizzano i trend in atto: la crescita della Lega e quella di Di Pietro, che pur ci sono, mi paiono sovradimensionate. Aspettiamo l'apertura delle urne, è meglio per tutti. postato da civati, 16:10 | link | commenti (2) sabato, giugno 06, 2009 E domani sera, livespogling
Domani sera, a partire dalle 21.30, liveblogging sulle Europee, per seguire lo spoglio minuto per minuto. Vi aspetto. postato da civati, 17:22 | link | commenti (10) Fatto
Votato il Pd. Fatelo anche voi. Un saluto a tutti. postato da civati, 17:02 | link | commenti (13) Pizza elettorale
Sono arrivate ora, a Desio, le schede delle Provinciali rivedute e corrette dopo l'accoglimento, da parte del Consiglio di Stato, del ricorso presentato dall'Udc contro il simbolo adottato dalla Dc di Pizza (formazione politica alleata della destra, guarda caso). Cambiato il simbolo e sostituite le schede, nella notte, si procede alle operazioni di voto, come previsto. Il rischio è che qualcuno, poi, decida di ricorrere. Per ora, si vota, però, ed è l'unica cosa che conta. postato da civati, 13:28 | link | commenti (3) postato da civati, 13:18 | link | commenti Scrivo Scalfarotto
Da ore mi alleno a scrivere Scalfarotto, in previsione del voto di oggi. Tutto è pronto. Si vota. postato da civati, 13:15 | link | commenti (3) A proposito di città africane
Prezioso pezzo di Fabio Poletti, oggi, sulla Stampa. Riprende quello che qualcuno dice da tempo e che scriveva in tempi già molto sospetti. postato da civati, 13:11 | link | commenti Per un Bugno di voti
La corsa di Ponti è arrivata quasi al traguardo. Confidiamo nel giro supplementare del ballottaggio e di vincere in volata. Ieri sera tra Desio, Monza, Lissone, Agrate Brianza, Brugherio e Cesano Maderno, si respirava aria di grande partecipazione. Ora si vota, a partire dalle 15. Fatelo. Per voi e un po' anche per noi. postato da civati, 12:19 | link | commenti (1) venerdì, giugno 05, 2009 postato da civati, 10:44 | link | commenti (3) Bella presenza
postato da civati, 10:27 | link | commenti (7) Il voto utile ma anche dilettevole
Mi chiama ieri notte trafelato Al e mi dice: guarda che ci sono un sacco di voti in fuga verso IdV, Sinistra e Libertà, Radicali. Persone che avevano votato Veltroni che dicono che non voteranno più il Pd. La penso così: ai legalitari di Di Pietro, vorrei dire che nel Nord Ovest c'è un candidato che si è battuto per la trasparenza e la "questione morale" da sempre, e si chiama Scalfarotto. Ai 'sinistri' e per certi versi anche ai radicali, ricordo che c'è una figura laica e progressista nelle liste del Pd nel nostro collegio, e si chiama Scalfarotto. Agli astensionisti, mi sono già appellato, chiedendo che il Pd lo votino proprio perché certe cose del Pd possono migliorare e le preferenze possono contribuire a mandare un messaggio chiaro (vedi i casi di Serracchiani e, ancora, Scalfarotto). E non ho ancora usato l'odioso argomento del voto utile che pure, però, esiste. Perché, a parte Di Pietro, gli altri difficilmente supereranno il 4%, e mi chiedo cosa sia più intelligente fare. Perché quello per Ivan non è soltanto un voto utile, è un voto dilettevole. In cui riconoscersi, in cui confidare. Caro Al, rispondi ai tuoi amici che la soluzione c'è. Si chiama Ivan e si scrive Scalfarotto. postato da civati, 10:05 | link | commenti (27) Voglio la green card
Nello stesso giorno in cui in Olanda gli xenofobi vanno alla grande, in Italia lo xenofobo più famoso parla ancora di città africana. Fortunatamente c'è lui (in un'altra città africana, per altro) e molti stanno pensando la stessa cosa: chiediamo la green card? postato da civati, 09:59 | link | commenti (4) giovedì, giugno 04, 2009 Indicazioni di voto
Mi chiedono quali siano le mie indicazioni di voto. Mi presto volentieri, solo per qualche consiglio minimo, perché le preferenze sono belle proprio perché ognuno di noi ha le proprie. Si va a votare, presto, e si vota Partito Democratico, sia alle Amministrative, sia alle Europee. Nel Nord Ovest, si vota per Ivan Scalfarotto, da associare eventualmente ad altri due candidati (nel mio caso, gli uscenti Panzeri e Toia, come avevo già promesso di fare qualche tempo fa). Nel Nord Est, c'è la mitica Debora Serracchiani e la straordinaria Laura Puppato. Al Centro, parlano molto bene di Gianpiero Cioffredi, anche se non ho il piacere di conoscerlo. Al Sud segnalo Rosaria Capacchione, Gianni Pittella (però, la prossima volta, caro Gianni, non ci inondare di messaggi su Facebook, ti prego) e Cinzia De Marzo, che ho avuto il piacere di conoscere in occasione della tappa barese della Carovana. Nelle Isole, ci sono Rita Borsellino e Rosario Crocetta. In ogni caso, consiglio una capatina sul sito Scelgo democratico, in cui troverete tutto quelle che avreste voluto sapere sulle liste del Pd e non avete mai osato chiedere. E da Bruxelles è tutto. postato da civati, 15:12 | link | commenti (23) In piazza per Ponti: non è una scelta di campo, è una scelta di qualità
Il nostro candidato e si chiama Gigi Ponti. Stasera saremo con lui, in piazza Trento e Trieste, a partire dalle ore 21, per una serata di musica e di festa. Un'occasione per ritrovarsi prima dello sprint finale. Poco prima, alle 18.30, l'appuntamento è con il nostro candidato e Jacopo Tondelli, al Libraccio di via Vittorio Emanuele per la presentazione del libro di Jacopo, dedicato alla sicurezza e alle risposte politiche e amministrative che sono state offerte dai democratici in questi anni. In entrambi i casi, vi aspettiamo. postato da civati, 15:00 | link | commenti (4) Perché bisogna votare Pd (segue)
Anche Mattia spiega perché bisogna votare Pd. Marta, invece, voterebbe Scalfarotto, se solo potesse. Ivan si può consolare con il sostegno del circolo Pd di Arcore. Sono soddisfazioni. postato da civati, 09:53 | link | commenti (11) mercoledì, giugno 03, 2009 postato da civati, 16:22 | link | commenti (2) Il manifesto che parla
postato da civati, 12:57 | link | commenti (3) C'è del tenero
A proposito di MPRR, Mollica, l'Al Gore varesino, è innamorato. Politicamente, s'intende. postato da civati, 10:16 | link | commenti Ponti e Mes
Domani sera, giovedì 4, a partire dalle ore 21, chiusura della campagna elettorale a Monza, con i Luf, Alberto Patrucco e, ovviamente, Gigi Ponti. Venerdì 5, alle 17, a Desio, villa Tittoni, Walter Veltroni (redivivo) e Gigi Ponti. A seguire, alle 20, a Lissone, per l'appuntamento Ponti e Mes. Da ultimo, ma non per ultimo, le manifestazioni di Limbiate e Agrate Brianza. Poi si vota. postato da civati, 10:08 | link | commenti (4) Sicuri e democratici
Domani, giovedì 4 giugno, alle ore 18.30, al Libraccio di via Vittorio Emanuele, a Monza, Gigi Ponti e il vostro affezionatissimo presenteranno Sceriffi democratici di Jacopo Tondelli (di cui avevo parlato qui). Sarà presente l'autore. postato da civati, 10:01 | link | commenti Romantici in Italia
Mattia precisa il mio pensiero a proposito del Paese che odia le donne (e le donne rispondono). postato da civati, 05:41 | link | commenti (1) martedì, giugno 02, 2009 C'è un treno che parte alle 6.07
Si tratta del Moltenino, in partenza da Monza e diretto a Besana Brianza, dove, domattina, alle 6.30 Gigi Ponti incontrerà Virginio Brivio (personalmente, arriverò con qualche minuto di ritardo, perché il trenino impiega ben 47 minuti per coprire una distanza certamente non siderale). I due candidati a presidente delle Province di Monza e di Lecco si ritroveranno in stazione per promuovere simbolicamente la mobilità su ferro in Brianza. Da Besana, con Gigi, ripartiremo alla volta di Monza qualche minuto dopo le 7, per una giornata da pendolari, insomma, come quella di tanti di noi, ogni mattina, sul trenino più sfortunato che ci sia, che arranca sulle colline della Brianza e che l’incuria della politica non ha mai voluto considerare come strategico. Invece lo è, eccome, come Gigi Ponti e il centrosinistra ripetono da anni. Lungo il percorso del treno, il Pd e le altre forze che sostengono la candidatura di Gigi Ponti alla presidenza della Provincia presidieranno le stazioni, con le nostre proposte per il trasporto pubblico locale e il nostro impegno per i prossimi cinque anni. postato da civati, 20:05 | link | commenti (7) Ecco, il manifesto che avrei voluto, a proposito della crisi
Possiamo ancora affidarci per uscire dalla crisi a 'quelli' ci hanno 'rovinato'? Notare la posizione di B, mentre noi ci ostiniamo a incensare Tremonti. ![]() Anche in questa versione, ancora più provocatoria (a proposito di chi vuole cambiare il mondo). ![]() E mi piacciono anche i video, soprattutto questo (benché, a mio avviso, sia un problema anche quello che pensano, non solo quello che voteranno). postato da civati, 09:32 | link | commenti (6) Gino e il "popolo profondo"
Anche se avrei fatto qualche premessa in più (perché tutta questa vicenda ha dell'incredibile e dello schifoso), devo riconoscere che Massimo Gramellini ha ragione. E che tutta questa storia di ragazzine, topless, sex addiction, foto da un milione di dollari ci conferma che il problema di questo Paese è prima culturale che politico, che la Sinistra l'ha sottovalutato, che il berlusconismo è già dilagato e che il "popolo profondo" (espressione imprecisa e però carica di senso presente che adottò un giorno Massimo D'Alema e che è stata recentemente ripresa da Luciano Canfora nel suo La natura del potere) è andato da un'altra parte. E sappiamo anche dove. P.S.: fioccano le adesioni al MPRR: non si esclude la presentazione di una mozione dei romantici al congresso del Pd (scherzo, ma solo fino ad un certo punto). postato da civati, 09:22 | link | commenti (15) Pessimi
Gli autori delle scritte rosse che sono comparse nel centro storico di Monza. Attaccano Allevi, il candidato avversario, a cui va la mia personale solidarietà. E attaccano anche me, o almeno casa mia, imbrattata in modo indecente, con scritte farneticanti. Ci mancavano solo i pirla, in questa campagna elettorale, e sono puntualmente arrivati. postato da civati, 08:40 | link | commenti (2) Con Francesca, Ivan e Piero
Oggi a Desio, alle ore 15, in via Fratelli Cervi, 25, si parlerà di economia, di ambiente e di Europa (ovviamente). Ci saranno Ivan Scalfarotto, Piero Graglia e Francesca Balzani. I primi due li conosco e li stimo già, la terza no. Ma è semplicemente bravissima. postato da civati, 07:47 | link | commenti (25) Coprifuoco
No, non si tratta di kebab: guardate cosa mi segnala Paolo (da La Provincia di Como): «La prima vittima della legge regionale anti kebab è un panettiere comasco titolare di uno dei locali più frequentati dai nottambuli di casa nostra, il panificio di via Borgo Vico. Verso le due e mezza dell’altra notte, mentre una ventina di avventori consumava pizze e brioche per strada, la polizia locale gli ha rifilato un verbale da 300 euro per mancata ottemperanza all’articolo 3 della legge regionale che impone una sorta di coprifuoco dalla una alle sei del mattino. Roberto Lo Fiego, il panettiere canturino titolare del «Buco» di Borgo Vico (i ragazzi lo chiamano così), non è il solo esercente sanzionato. La polizia locale ha emesso altrettanti verbali nei confronti dei titolari di Nichorico’s - panini piadine e birre in viale Lecco - e di Melillo, la storica pasticceria in fondo a via Pasquale Paoli, sul rondò tra via Cecilio e la Statale dei Giovi». Se la volevano prendere con i kebab, fan chiudere le pasticcerie. La cittadinanza inizia a chiedersi se sia normale (anche su Facebook). postato da civati, 07:34 | link | commenti (11) lunedì, giugno 01, 2009 L'ambiente per uscire dalla crisi
Domani ne parlo con Ermete e con Carlo a Pavia, per sostenere Andrea. Ci vediamo alle 11.30. Non mancate. postato da civati, 17:40 | link | commenti Romantici in Brianza
Immaginate di fare uno zoom: di guardare il Nord, dal satellite o da Google maps. Al suo centro, c'è la Lombardia. Al centro del centro, la Brianza. Al centro del centro del centro, c'è Canonica di Triuggio. Molto vicino alle ville di B, che ormai si guardano in cagnesco da un punto all'altro di questa porzione di Brianza. Lì saremo questa sera, trascorrendo insieme ai nostri concittadini una bella serata di politica e di 'territorio'. Il Partito Democratico e le altre forze che sostengono Gigi Ponti presidente lanceranno la proposta di un Brianza Folk Festival, un appuntamento dedicato alla nostra terra, alla sua cultura, al suo paesaggio. Ogni anno, nei cinque anni di mandato, una rassegna di iniziativa dedicate alla Brianza e al suo sguardo, aperto e inclusivo, sul mondo. L'appuntamento è in via Taverna, presso la Cooperativa Canonica, a partire dalle ore 19. Interverranno Gianni Confalonieri, Paolo Pirola, Roberto Rampi e soprattutto il candidato presidente Gigi Ponti. E, in fondo, il vostro affezionatissimo. Nel cuore della Brianza, ai margini del bosco. postato da civati, 17:12 | link | commenti postato da civati, 16:54 | link | commenti (1) Vota romantico
C'è chi ascolta una fonte bene informata (già) e chi si informa per conto suo. Mi chiedo, da giorni, come mai le donne, in Italia, non hanno nulla da dire di tutto questo immondezzaio. Boh. Mi viene voglia di fondare il movimento dei pochi romantici rimasti (MPRR). Chissà se ce ne sono ancora, in giro, in questo Paese di maschilisti e di cialtroni. postato da civati, 13:56 | link | commenti (15) Perché votare Pd (segue)
Anche Andrea, dall'alto dei suoi sondaggi, rilancia l'appello ai PeròDem. Nel frattempo, dopo mesi a vedere tabelloni con persone che tirano e che spingono (si saranno stancati), arriva un manifesto che va (quasi) bene, Quasi, perché c'è sempre troppa destra nei nostri messaggi. Ma il concetto è giusto: ci vuole un grande partito, in questo Paese. Ci vuole un partito democratico, finalmente rappresentativo e capace di dare risposte e offrire soluzioni. A poco a poco, il messaggio sta passando.
postato da civati, 13:48 | link | commenti (15) Tre giorni di mobilitazione per Ponti: obiettivo ballottaggio
I sondaggi lasciano il tempo che trovano. I pronostici sono quasi sempre sbagliati. Quello che conta sono i voti nell'urna. E l'impegno delle ultime ore. Gigi Ponti si misura con una sfida che sulla carta non era nemmeno immaginabile. Ora, però, i valori sono cambiati. Perché Ponti è il candidato di tutti, senza distinzioni, all'interno del Pd e del centrosinistra. E' un candidato di alto profilo istituzionale che piace a prescindere dagli schieramenti. E' il miglior esempio della politica locale di questi anni e la sua città, Cesano Maderno, lo dimostra indiscutibilmente. Nessuno dei due candidati ce la farà al primo turno e tutto si sposterà al ballottaggio, quando la sfida a due non potrà che premiare il candidato più credibile, più competente, più conosciuto e benvoluto in tutti e cinquanta i Comuni della Brianza. Dobbiamo crederci, insomma, e lavorare con costanza in queste ore, per recuperare i delusi e gli stanchi (tra i nostri) e per spiegare agli indecisi che questa non è una scelta di campo, ma una scelta di qualità. Gigi Ponti presidente. Da mercoledì a venerdì, chiediamo a tutti una grande mobilitazione: scorrete la rubrica del cellulare, raccontate alle persone che conoscete quello che Ponti ha fatto e intende fare, girate per le vostre città, facendo in modo che una "spinta gentile" ci porti lontano. Gigi Ponti se lo merita, per la grande generosità della sua candidatura e per la campagna elettorale che ha condotto fin qui. I brianzoli che lo conoscono non hanno dubbi e non dobbiamo certo averli noi. Mobilitiamoci, ne vale la pena. postato da civati, 13:11 | link | commenti (2) Se lo dicono (anche) loro
Se vanno avanti così, Filippo Penati vincerà facile le elezioni provinciali di sabato e domenica. Anche Raffaele Cattaneo, uno che di solito non sbaglia una virgola, preciso e sicuro di sé come pochi altri politici lombardi, ha detto a Guido Podestà che per quanto lo riguarda lui è già presidente. Ne è convinto, ci giurerebbe. Solo che lo ha chiamato Penati. E due: era successo anche a Letizia Moratti, che lanciò la candidatura di Guido Penati, incrociando il nome dell'uno con il cognome dell'altro. Chissà se anche gli elettori faranno confusione. Andranno al seggio per votare il candidato del centrodestra, consegneranno il documento e la tessera elettorale, entreranno in cabina e metteranno la croce sul nome di Filippo Penati. Del resto si chiama così, no, il loro candidato? postato da civati, 13:07 | link | commenti |