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domenica, marzo 16, 2008 L'impegno di Walter (e di tutti noi) per la Villa Reale
Tornerò sulla visita di Walter Veltroni, la più grande manifestazione di piazza che io ricordi nella città di Monza e in tutta la Brianza. Vorrei però soffermarmi sul comunicato polemico dell'assessore alla cultura della Regione Lombardia che commenta aspramente le dichiarazioni di Walter Veltroni circa il recupero della Villa Reale. Una presa di posizione ch dimostra quanto la politica sia lontana dalla soluzione dei problemi. Zanello afferma che da Roma non sia mai venuto un soldo, e purtroppo per lui e per la sua foga polemica i finanziamenti sono venuti, proprio quando Walter Veltroni era al governo, proprio quando Walter Veltroni era ministro della cultura. Il punto però non è nemmeno questo. Il punto è che Veltroni, e noi con lui, prendiamo come modello il recupero di Venaria Reale, dove lo Stato ha fatto la sua parte e le istituzioni territoriali hanno contribuito non con le polemiche "alla Zanello", ma con un lavoro comune, in un clima di collaborazione e di confronto molto serio e responsabile: il sistema delle imprese, le fondazioni bancarie, gli enti locali hanno collaborato, assumendo la sfida della reggia sabauda come una sfida di tutti. Ne abbiamo parlato in occasione di una delle ultime 'puntate' del Festival delle Città possibili, grazie alla testimonianza ed al racconto di Andrea Merlotti, uno dei protagonisti del recupero della più importante delle regge piemontesi. Questo è lo spirito con cui si muove Veltroni, che diede l'avvio al recupero di quella reggia, e che ha fatto in modo che essa ora sia una delle attrazioni turistiche più importanti del Nord. Lo stesso si deve fare per la Villa Reale: dopo le elezioni, sarà importante costituire un grande comitato per il suo recupero, per sostenere l'accordo di programma tra Comune e Regione e per rendere la Villa Reale simbolo di un territorio in cui la politica funziona. La Villa Reale ha bisogno di unità: non è di questa o di quella forza politica, 'proprietà' di questo o di quel personaggio. Ci dispiace che ci sia ancora qualcuno che non l'ha capito. postato da civati, 09:11 | link | commenti (5) martedì, marzo 04, 2008 Le Città possibili ad Arcore, quando carmina dant panem Qui parlano di noi e dell'iniziativa della scorsa settimana. postato da civati, 15:56 | link | commenti (3) mercoledì, febbraio 13, 2008 Città possibili 4.2
Prosegue il viaggio delle Città possibili attraverso la Brianza. Dopo l'appuntamento vimercatese, ci vediamo ad Arcore, giovedì 28 febbraio 2008, alle ore 21. Qui il programma. Diffondere, please. postato da civati, 09:47 | link | commenti (2) sabato, febbraio 02, 2008 Regge possibili?
Andrea Merlotti, ospite della prima puntata della quarta edizione del Festival delle Città possibili, ci ha parlato di Venaria. Lo andremo a trovare nelle prossime settimane, perché la reggia sabauda funziona perfettamente come esempio e 'pilota' per la nostra Villa reale. Standard di qualità elevati, molteplicità di funzioni, vero centro culturale, un "pensare in grande" che ha portato a un'offertà culturale apprezzabile da parte di tutti e un modello gestionale altrettanto convincente. E pensare che tutto nacque una sera del 1996, a cena, dopo un comizio in piazza San Carlo, in cui Veltroni e Fassino ne parlarono per la prima volta... postato da civati, 19:54 | link | commenti venerdì, febbraio 01, 2008 postato da civati, 07:57 | link | commenti mercoledì, gennaio 30, 2008 Ciclabilità in Lombardia: si può fare di più (si può fare, almeno, qualcosa...) Aderiamo, a nome dell’esecutivo regionale e del gruppo consiliare del Partito Democratico Lombardia, al presidio indetto dall’Intergruppo consiliare - Amici della Bicicletta del Comune di Milano che si terrà domani dalle 9.30 alle 10,00 davanti a Palazzo Marino. Anche noi siamo fermamente convinti che sia ora di passare dal dire al fare. La mobilità ciclabile è in grado di intercettare quote rilevanti degli spostamenti urbani, dall’8% di Vienna fino al 29% di Copenaghen. A una città come Milano non bastano gli attuali miseri 67 km di piste ciclabili, ed è assurdo dover aspettare fino al 2011 per ottenere i 120 km promessi solo per quella data dalla sua giunta. Torino e Roma ne hanno già oggi più di così. A Vienna ci sono 1.000km, a Monaco, Stoccolma e Hannover 750km, a Copenaghen 350km . E a Monaco e Vienna il dato raddoppia se includiamo anche le strade in cui è stato imposto un limite di velocità alle auto. Come abbiamo scritto nel Decalogo per la Mobilità sostenibile del PD Lombardia e nel nostro Progetto di Legge regionale 154, la Regione Lombardia deve promuovere e finanziare in tutte le aree urbane lombarde l’uso della bicicletta per gli spostamenti di distanza breve. Nelle città di pianura della Lombardia la maggioranza degli spostamenti effettuati per lavoro o per altre motivazioni non superano gli 8-10 km, pari a mezz’ora di bici con vantaggio per i polmoni di tutti e della salute di chi la usa. Serve un impegno radicalmente superiore a quanto si è fatto fino ad oggi. La Regione Lombardia, in poco tempo e con ottimo rapporto tra costi e risultati, deve sostenere da subito, in tutti i capoluoghi lombardi, la realizzazione di parcheggi per le bici, corsie protette, aree con limiti di velocità per le auto, bike sharing, integrazione della bici con il treno e il trasporto pubblico locale, promozione dell’uso della bici da parte delle imprese pubbliche e private all’interno del loro piani di mobility management. La Regione Lombardia utilizzi a questo scopo le risorse messe in campo dalla Legge Finanziaria appena approvata, quelle ottenute dal PD nel bilancio della Regione, quelle raccolte dalla stessa Regione attraverso il bollo auto. Il Comune di Milano investa immediatamente le risorse finanziarie raccolte dall’Ecopass con assoluta priorità mirata alla maggiore efficienza del Trasporto pubblico e alla sua integrazione con una rete della ciclabilità dimostri di voler davvero competere con i modelli europei più avanzati. Maria Berrini – responsabile Ambiente nell’esecutivo regionale PD Lombardia postato da civati, 16:11 | link | commenti martedì, gennaio 29, 2008 postato da civati, 09:23 | link | commenti sabato, gennaio 26, 2008 Verso le Città possibili 4.1
La Cultura, motore dei territori Le migliori ‘pratiche’ amministrative in rassegna Vimercate, Villa Gussi - Sabato 2 febbraio 2008, dalle 10 alle 18 a cura del gruppo Pd in Regione Lombardia Il programma completo. postato da civati, 09:33 | link | commenti mercoledì, gennaio 23, 2008 Città possibili 4.1: il programma
Il programma della giornata di sabato 2 febbraio. Fate circolare... postato da civati, 09:02 | link | commenti martedì, gennaio 22, 2008 Città possibili 4.1 Dopo un anno di pausa, torna il Festival delle Città possibili, giunto alla sua quarta edizione. Quest'anno la rassegna sarà dedicata alla cultura come motore di sviluppo delle comunità e dei territori. E non si tratterà più di un solo appuntamento, ma di più momenti che ci accompagneranno nel corso di tutto l'anno. Il primo, l'appuntamento con le Città possibili 4.1, si terrà a Vimercate, presso Villa Gussi, sabato 2 febbraio, dalle ore 10 alle 18. La mattinata sarà dedicata alle buone pratiche: Mantova e la sfida per il riconoscimento della città presso l'Unesco; Brescia e la sua 'rinascenza'; Venaria e il sistema delle regge sabaude; il sistema culturale di Trento e Rovereto. Interverranno Fiorenza Brioni, sindaco di Mantova, Paolo Corsini, sindaco di Brescia, Gianni Oliva, assessore alla cultura della Regione Piemonte, Donata Loss, consigliere d'amministrazione dell'Università di Trento. Nel pomeriggio ci occuperemo di Brianza, con la partecipazione di AreaOdeon, Binario 7, Casa della Cultura di Monza e Brianza, Circolo culturale Antonio Banfi, PoesiaPresente, Sophia e altri soggetti culturali che operano sul nostro territorio. Un appuntamento importante per confrontare le buone pratiche e per discuterne con i protagonisti dell'iniziativa culturale in Brianza. L'iniziativa è promossa dal neonato gruppo consiliare del PD. Vi aspettiamo. postato da civati, 15:45 | link | commenti lunedì, ottobre 01, 2007 Bicicletta è libertà
Marta mi scrive e mi dice: perché nello zainetto del Pd non metti anche Velib', il servizio di noleggio delle biciclette di Parigi, inaugurato da Delanoe a luglio, che ha già superato il milione di adesioni? Certo, Velib' è già nello zainetto, insieme al mio progetto di legge per finanziare la mobilità ciclistica con mezzi adeguati e l'innovazione tecnologica del caso (speriamo che finalmente si decidano a discuterlo in Consiglio regionale...). Velib' è interamente automatizzato (il digitale ancora una volta è alleato dell'ecologico), diffuso in tutta la città, aperto anche ai turisti e a chi non è cittadino parigino. Giusto giusto quello che serve anche a Milano e alle nostre città, dove le biciclette potrebbero fare meglio dei fantomatici ticket, perché possono ridurre addirittura del 10% il traffico automobilistico. Nel nome Velib' ci sono i termini 'bicicletta' e 'libertà'. A volte, basta la parola. postato da civati, 12:04 | link | commenti (7) venerdì, settembre 07, 2007 Una regione di Solari
Ieri il Corriere celebrava la Lombardia come regione più fotovoltaica d'Italia, senza per altro considerare che andrebbe quantomeno rapportato il numero di pannelli con la popolazione residente. Ma non è questo il punto: è importante rilevare l'impegno di privati e istituzioni locali per la promozione dell'energia solare. Da tempo, lancio appelli perché - come è successo a Macherio, cittadina altrimenti nota per la presenza della villa berlusconiana - siano i Comuni a darsi da fare in questo senso. A Macherio hanno stanziato 400.000 euro per attivare uno sportello informativo e sostenere l'iniziativa dei privati. A Monza, Agam ha realizzato una centrale e altre centraline più piccole. Sull'area delle cave Rocca sorgerà una centrale privata. Tante iniziative di questo tipo possono dare un impulso straordinario alla diffusione del solare e all'allargamento di un mercato che porterebbe in breve tempo ad una sensibile riduzione dei costi di produzione e di installazione dei pannelli. Con il sostegno del governo Prodi e di una legislazione più efficace che in passato, Solari - come nella città immaginata da Campanella - si può finalmente diventare. postato da civati, 15:02 | link | commenti domenica, maggio 20, 2007 By bike, la città della bicicletta
Affascinante inaugurazione del servizio di bike-sharing promosso da AreaOdeon presso la stazione di Monza: un laboratorio di pittura per bambini ('vittime' le biciclette e le mamme, costrette a un milione di lavatrici) e un video proiettato sul muro, un tempo grigio, ora colorato, dove troveranno ospitalità proprio le biciclette, a partire dal prossimo settembre. La nostra città si conferma città della bicicletta, con buona pace dei suoi nemici vecchi e nuovi (le due categorie, a scanso di equivoci, votano entrambe a destra, dove il partito della macchina-a-tutti-i-costi annovera uno straordinario testimonial: il candidato sindaco in persona). Ora la "bicicletta in condivisione" muove i primi passi, e per salutarla nel migliore e più scaramantico dei modi, ci affidiamo a Saltatempo di Stefano Benni, che parte da un monumento al partigiano per raccontare una storia divertente: «Sulla lapide infatti c'è scritto: Lutilio Bisacconi, caduto. Poi si vede che non hanno pagato lo scalpellino o c'è stato un litigio ideografologico ma è finita lì: caduto. Non è specificato se in guerra, per la Resistenza, nel fiore degli anni, niente: caduto e basta. Che a noi venne da pensare che allora nessuno cadeva come Tadeo, che a otto anni già non ci vedeva un cazzo come un anziano e aveva i piedi cavallerizzi storti in dentro e voleva andare lo stesso in bicicletta e aveva una bicicletta che sembrava masticata da uno squalo e in più non distingueva un paracarro da un precipizio e soffriva anche di un tic che gli storceva la testa fuori strada, perciò cadeva quasi tutti i giorni e aveva la fronte bozzuta e un polso sempre fasciato, e le ginocchia egizie con i geroglifici di ghiaietto. Perciò si poteva anche intitolare la scuola a lui: Tadeo, caduto, oppure cadente, oppure tanto prima o poi cade ancora». Chi va con il bike-sharing, invece, cadrà sempre in piedi. Fidatevi. postato da civati, 21:51 | link | commenti giovedì, aprile 19, 2007 Monza chiama Verona
Come si può desumere dal post precedente, ho trascorso la giornata a Verona, in occasione di un bel convegno bruniano a cui partecipava il mio amato prof. Granada, presso il quale lavoravo all'Università di Barcellona. Oltre al furore bruniano e alla malinconia di cui si è detto, non potevo esimermi dall'incontrare i colleghi veronesi, anche loro alle prese con il rinnovo dell'amministrazione e con la campagna elettorale. Pranzo e visita guidata alle cose fatte in una "città possibile" con il mitico capogruppo Remo Zanella, appassionato e intelligente leader dei Ds locali. La nuova biblioteca - in allestimento -, 25 chilometri di nuove piste ciclabili, un piano regolatore approvato (anche in seconda lettura) negli ultimi mesi della legislatura, l'opposizione ostruzionistica del centrodestra, le sue attuali divisioni, la missione impossibile di governare la città dopo cinquant'anni di opposizione, mi hanno fatto sentire a casa. Le analogie tra Monza e Verona sono davvero tante, a cominciare dalle figure dei due sindaci, Faglia e Zanotto, espressione di un impegno civico che ha saputo coinvolgere i partiti e il 'popolo' del centrosinistra. In una vittoria insperata, nel 2002, e nell'esperienza di cinque anni di governo non sempre facili, anche per via di alcune defezioni nella maggioranza che hanno reso più difficile il compito di chi è rimasto al governo della città. Strategia di medio e lungo periodo, quantità e qualità delle opere realizzate: questi i fiori all'occhiello dell'amministrazione di Verona. E mentre Zanella parlava, a me veniva in mente la nostra città. Con un'unica differenza. Noi abbiamo Romeo, capogruppo della Lega, per altro il consigliere di opposizione più equilibrato e responsabile. Loro hanno anche Giulietta. Faglia ha ancora molto lavoro da fare... postato da civati, 23:34 | link | commenti venerdì, febbraio 16, 2007 Monza chiama Bolzano
Mi sono recato a Bolzano alla fine di luglio per incontrare gli amministratori di una delle città più avanzate del Paese in campo ambientale (confrontare il post di allora). Ora sono felice di annunciare che gli amministratori bolzanini ricambieranno, nell'ambito dell'iniziativa Monza chiama Bolzano, che si terrà martedì 20 febbraio, ore 21, Urban center, piazza Castello, Monza. Da tempo, attraverso il nostro network amministrativo delle Città possibili, seguiamo l'esperienza di Bolzano e dell'Alto Adige, in particolare per quanto riguarda i temi dell'ambiente, della mobilità e dell'innovazione. Per questo abbiamo deciso di invitare gli amministratori della città sudtirolese per un confronto serrato con gli amministratori della città di Monza sulle politiche dell'ecosostenibilità, della mobilità dolce, dell'innovazione in campo ambientale e tecnologico. Ci saranno Klaus Ladinser, assessore all'ambiente del Comune di Bolzano, e Pietro Calò, presidente di Etschwerke ag, l'azienda energetica bolzanina. Con loro, parteciperanno all'incontro il sindaco Michele Faglia e Michele Erba, assessore all'ambiente del Comune di Monza. Modera Marta Villa. postato da civati, 09:48 | link | commenti lunedì, gennaio 08, 2007 Se l'italiano fosse gratuito Nel catalogo delle cose barcellonesi da importare quanto prima, mi sono dimenticato una delle più importanti: i corsi di lingua catalana promossi dalla Generalitat e offerti in modo gratuito a chiunque ne sentisse la necessità. Certo, c'è molto spirito nazionalista nell'iniziativa che l'omologo della nostra Regione sponsorizza e rivolge agli stranieri, ma anche ai solo castellano-hablantes. Però l'idea di insegnare gratuitamente la lingua del Paese è fondamentale per i percorsi di integrazione dei cittadini stranieri, per migliorare le loro possibilità e per renderli più vicini a noi, senza pretese di assimilazione, ma con la certezza che la lingua è uno strumento primario per il lavoro e per la convivenza. A Stoccarda, mentre i bambini sono a scuola, i genitori possono seguire dei corsi di tedesco, di cui il Land del Baden va giustamente orgoglioso. Cose che capitano, dove la politica serve a qualcosa. Da noi, ovviamente, non succede. postato da civati, 15:45 | link | commenti sabato, gennaio 06, 2007 Primi dell'anno: omaggio alla Catalogna (a Barcellona, in particolare)
Alla punta della Barceloneta, dove la città diventa spiaggia, dopo cena, una ragazza accompagna fuori il gatto per una passeggiata: cose che capitano, sotto una luna piena che si specchia sul mare (lo so, è un’immagine tremendamente prevedibile, ma è proprio così). Il cielo è talmente limpido che, nonostante la luna sembri un lampione del Camp Nou, si riesce a vedere perfettamente Orione che si alza e la sua cintura che sale nella volta celeste come una lancetta. Sono imponenti i lavori di sistemazione della spiaggia che si compiono ogni inverno perché il mare, ingordo, se la mangia. E l’Ajuntament (l’Amministrazione comunale) riporta la sabbia, di una spiaggia che lì non c’era e che ora arriva fino al confine settentrionale della città, e cioè fino a Besós e alle sue aree industriali trasformate per il Forum del 2005. E mentre la chica (anzi, come si dice in catalano, la noia: che lingua strana…) riporta a casa il gatto e l’Ajuntament riporta la sabbia sulla spiaggia, noi riportiamo alcune considerazioni su Barcellona in forma di omaggio. Una città semplicemente amministrata molto bene, con il biglietto integrato per i mezzi pubblici (tutti quelli che passano, per intenderci), con le macchine il più possibile lontane dal centro, con i taxi gialli e neri molto numerosi e molto economici, con la possibilità di passeggiare lungo le strade (la "strategia della rambla": pedoni al centro, auto ai margini), con l’alta velocità che arriva entro l'anno da Madrid (per poi proseguire verso Parigi), le infrastrutture che vengono realizzate e non soltanto promesse, i camion della locale Amsa (che si chiama BCNeta, Barcellona città pulita) che passano in continuazione (e che puliscono anche durante il brindisi dell’ultimo dell’anno), l’attenzione quasi ossessiva per il civismo e la partecipazione dei cittadini, la chiusura del traffico di alcune vie del centro per le feste, con la metropolitana che va tutta la notte dell’ultimo dell’anno (e tra qualche mese in tutte le notti di tutto l’anno, proprio così), la riduzione della velocità su alcuni tratti dell’autostrada per combattere lo smog, gli investimenti stranieri (prima città in Europa), il turismo e la cultura (Woody Allen verrà a girare un film all’inizio dell’estate: dopo la Londra di Match Point e Scoop, Barcellona), una vera e propria cultura della bicicletta, le università che richiamano i propri cervelli fuggiti tempo addietro, gli eventi spettacolari, un laicismo e una straordinaria apertura per gli "stili di vita" che qui sgomentano, l’impegno per la pace. Il tutto negli ultimi anni, dopo la morte di Franco (1975) e le Olimpiadi (1992). L’elenco rappresenta di per sé una sorta di programma elettorale, anzi di più: un vero progetto di città e di comunità, per Milano e per la Lombardia. Se ci misurassimo davvero con il modello Barcellona capiremmo che le tradizioni si inventano e che si possono cambiare. E che c’è un’alternativa e un nuovo inizio: un’altra Lombardia, insomma, è molto simile a questa Catalogna. Il mare è l’unica cosa che non possiamo pretendere anche per noi. Tutto il resto sì. Ce lo meritiamo e dobbiamo soltanto rendercene conto. postato da civati, 16:56 | link | commenti domenica, dicembre 03, 2006 Palamedia: una bella idea
Questa mattina sono stato in visita a Bovisio Masciago: cittadina della valle del Seveso, governata da una lista civica di centrosinistra, dopo essere stata per anni retta dal destrissimo Ratti. Durante l'incontro con i compagni della sezione locale, l'assessore alla Cultura, Roberto Grandi, mi ha presentato il programma delle manifestazioni della stagione 2006-2007. Non ho potuto non fargli i complimenti, per una rassegna davvero di alto profilo, pensando al piccolo centro: Grandi lavora in collaborazione con altre amministrazioni della Brianza occidentale e ha proposto di inserire Bovisio nel circuito filosofico brianzolo («Gli abitatori del tempo») a cui sono molto affezionato. E poi si è inventato il Palamedia: una tensostruttura che ospita le manifestazioni culturali, all'interno di un plesso scolastico. Idea semplice, poco onerosa, in grado di rispondere - fin dai primi mesi del nuovo governo cittadino - al bisogno di cultura di un piccolo centro operoso della nostra Brianza. Cose da Grandi, che entrano di diritto nel banco delle buone pratiche e nel mio personalissimo taccuino. postato da civati, 19:56 | link | commenti venerdì, novembre 24, 2006 Città possibili: Monza c'è Tre anni fa, quando iniziò la storia del Festival delle Città possibili, Monza aveva quasi tutto da imparare dalle altre città. Anni, lustri, decenni di stasi e di incapacità l'avevano relegata agli ultimi posti della classifica del buongoverno e delle politiche amministrative di qualità. Ieri sera, chi ha partecipato al dibattito dedicato all'energia delle città, con l'intervento di Corrado Boccoli, Bruna Brembilla, Giancarlo Riva e Alfredo Viganò, si è reso conto che Monza si è messa in moto, raggiungendo standard di qualità - in alcuni campi - che non hanno nulla da invidiare ad altre realtà amministrate da tempo con coscienza e cura per il territorio e per l'ambiente. Si è parlato degli investimenti di Agam - cogenerazione, solare e mini-idroelettrico - e delle norme ambientali contenute nel PGT (tra cui spicca il principio di competitività, per cui sono premiati i progetti più sostenibili dal punto di vista ambientale, sulla base di criteri molto precisi) e si son sentite parole nuove per la nostra città. Stasera si prosegue: alle 18, discussione della proposta di lanciare un Festival per l'ambiente e la cultura ambientale; alle 21, dibattito con le buone pratiche (le migliori) nell'ambito della diffusione di internet, del cablaggio e del wi-fi. Ci saranno Cremona, Mantova e Milano, con il consigliere (d'opposizione, purtroppo) Davide Corritore. Come sempre, siete i benvenuti. postato da civati, 15:32 | link | commenti (2) giovedì, novembre 23, 2006 Città possibili: Mill, l'Africa e l'energia pulita "Quanto è vero che innaturale in genere significa solo inconsueto e che tutto ciò che è usuale appare naturale". Questa frase di John Stuart Mill riportata da Paul Ginsborg (La democrazia che non c'è, Einaudi, p. 128, un libro di cui parleremo ancora) introduce perfettamente la seconda giornata delle Città possibili. Alle 18 si parlerà di un progetto di cooperazione decentrata per portare l'energia solare in Africa: il sole c'è (e ce n'è tanto), ma sono pochissimi i pannelli installati nell'intero continente. La nostra proposta è di partire con un progetto pilota che riguardi tre comunità - in Senegal, Mali e Guinea Bissau - aprendo anche una strada commerciale per gli imprenditori che fossero interessati ad intervenire in Africa Occidentale. Ne parleremo con Mario Agostinelli (capogruppo di Rifondazione in Regione) e Felice Barlassina, presidente di Cisao, la Camera di commercio italo-senegalese con cui abbiamo già promosso un progetto idrico nella città di Ndiassane. All'incontro parteciperanno anche esponenti di Africa '70, un'associazione che ha trovato sede a Monza negli ultimi mesi. Alle ore 21, nel secondo incontro della giornata, si parlerà di energia pulita e di risparmio energetico (pannelli solari e fotovoltaici, certificazione degli edifici, scelte urbanistiche ed edilizie che riguardano direttamente Monza): ospite d'onore l'assessore provinciale Bruna Brembilla. Per rendere più naturali cose che a tutta prima non sembrano esserlo, ci vediamo all'Urban center, piazza Castello, Monza. postato da civati, 12:26 | link | commenti Città possibili: Genova per noi (non) è una città come un'altra
Straordinario l'intervento dell'assessore Arcangelo Merella alla prima tavola rotonda del Festival delle città possibili. Il programma di interventi anti-smog di Genova (Merella è assessore alla Mobilità del Comune) rappresenta un modello anche per l'area milanese: innanzitutto, un piano per la mobilità commerciale, concordato e concertato con le parti in causa, attraverso la creazione di hub e piattaforme decentrate, nelle quali convogliare il traffico dei camioncini su mezzi elettrici e a basso impatto, che portino le merci a destinazione. E, poi, un piano-parcheggi, l'individuazione di zone a traffico limitato e un piano per il car-sharing (che è anche van-sharing, sempre per le merci). E, ancora, un progetto - condiviso con altre città europee: Burgos, Cracovia e Stoccarda - per l'introduzione dei «crediti di mobilità», forme ragionate di congestion charging, che sarebbe utile mettere sul tavolo milanese (quello, per intenderci, dove Moratti, Formigoni e l'immancabile Berlusconi pensano tre cose diverse e assolutamente incompatibili). Insomma, complimenti. Ettore Brunelli, uno dei migliori amministratori lombardi, ha illustrato l'incidenza del traffico autostradale sulle emissioni. Ridurre la velocità sulle nostre autostrade da 130 a 110 chilometri orari vorrebbe dire - nel caso di Brescia - abbattere di quasi il 10% le emissioni di polveri sottili. Forse è il caso di pensarci, no? Paolo Confalonieri ha ricordato che l'arretratezza dell'area milanese si misura sul numero di biglietti che siamo costretti a tenere nel portafoglio, perché in Lombardia manca un biglietto chilometrico integrato che consenta di viaggiare su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale, a prescindere dal tipo che si sceglie (in Campania, per dirne una, c'è). Tutte cose importanti e possibili, come ci piacerebbe che fossero anche le nostre città. E la nostra Regione. postato da civati, 00:21 | link | commenti mercoledì, novembre 22, 2006 Aria di città
L'aria delle città medievali (la Stadtluft che rendeva liberi) è un pallido ricordo. Oggi, l'aria della città, soprattutto quella delle città padane (senza vento), è un problema, come lo è la congestione che deriva dal traffico automobilistico. Dopo il blocco del traffico più pazzo del mondo, a cui abbiamo assistito domenica, senza alcuna programmazione, senza alcun controllo, così come vuole Formigoni (che si attivi soltanto quando non se ne può proprio più), è il caso di fermarsi a riflettere. Partendo dalla proposta del ticket milanese per arrivare ai contenuti della nuova legge regionale sull'aria, che proprio in queste ore si discute in Commissione e che presto arriverà in Consiglio. Lo faremo stasera, alle ore 21, a Monza (Urban center, piazza Castello, adiacenze stazione FS) nell'ambito del Festival delle Città possibili, con il contributo di Marco Cipriano, vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, e di tre assessori alla mobilità, Ettore Brunelli del Comune di Brescia, il 'nostro' Paolo Confalonieri (Monza) e Arcangelo Merella, loro omologo genovese che ci parlerà dei «crediti di mobilità» che Genova sta mettendo a punto. Nella Lombardia funestata dallo smog, una rassegna di buone pratiche che forse ci consentirà di "cambiare aria". Ci vediamo stasera. postato da civati, 08:32 | link | commenti lunedì, novembre 20, 2006 Città possibili: la filosofia della 'prassi' amministrativa e del buongoverno
Mercoledì pomeriggio, alle ore 18, all'Urban center di Monza (piazza Castello), parte la terza edizione del Festival delle Città possibili (alla presentazione parteciperanno Michele Faglia e Gigi Ponti). Nel corso dei quattro giorni di manifestazioni, si affronteranno in particolare tre argomenti di grande attualità: lotta allo smog, promozione dell'energia pulita e diffusione di servizi telematici avanzati. L'idea è quella di dimostrare che per diventare una città di qualità questi tre strumenti sono decisivi. Parlando con Peter Calò, presidente dell'azienda bolzanina dell'energia, abbiamo concordato sulla straordinaria importanza che hanno le reti web per cambiare in meglio i servizi al cittadino e per rendere più 'umani' i tempi della città (e, quindi, come risultato ultimo, la possibilità di diminuire congestion e pollution, si direbbe pensando al ticket). Lo stesso vale per una cultura della ciclabilità e della mobilità soft, ovvero per tutte le soluzioni a basse, bassissime emissioni per riscaldare gli edifici e per produrre energia (che, come è noto, è molto meglio se è consumata nel luogo dove viene prodotta). La filosofia delle Città possibili è questa: una perenne ricerca della migliore iniziativa in questo o quel campo, da confrontare e da misurare con le realizzazioni locali. Una filosofia, si direbbe, della 'prassi' amministrativa, capace di muovere dai buoni esempi per migliorare le future iniziative, partendo proprio dalla curiosità per chi ha saputo fare bene. Un'occasione per imparare e per fermarsi a riflettere su quello che quotidianamente si fa, con uno sguardo più ampio e nello stesso tempo più approfondito sul governo delle città. Anzi, sul buongoverno. Di questo, crediamo, hanno bisogno le nostre città, per diventar 'possibili'. Per il programma, cliccate qui. postato da civati, 07:47 | link | commenti (1) mercoledì, novembre 01, 2006 Il ticket impanato e l'elogio della bicicletta
Era già tutto previsto, fin dal giorno in cui questa vicenda è iniziata: Moratti si è incartata sul ticket anti-traffico. Il progetto iniziale presentato con grande enfasi dall'assessore Croci (un nome, un destino) è già stato archiviato e la maggioranza della Cdl - attraverso il contributo di alcuni suoi colossi del pensiero - l'ha stravolto. La proposta ora è ancora più confusa di prima, limitata negli obiettivi, parziale nell'affrontare il problema-traffico e incapace anche soltanto di indicare le soluzioni al problema-smog: una proposta, per di più, molto debole dal punto di vista economico come soltanto un ticket alla milanese (impanato) può essere, soprattutto se si pensa ai suoi omologhi europei. Uniche note positive l'aver tolto la regola dei confini cittadini (sulla base del modello di "un fiorino!" di Benigni e Troisi) e l'aver pensato che forse debbano pagare anche i milanesi, perché inquinano (tardiva e sconvolgente scoperta a cui gli amministratori della destra sono giunti soltanto qualche giorno fa). E' triste registrare tutto questo, soprattutto se si pensa che è ora che si affermi una vera rivoluzione della mobilità nell'area milanese e lombarda: ci vuole un grande progetto, accidenti, non qualcuno che sistemi le sdraio sul Titanic che affonda! Più che un ticket, sembra una selezione all'ingresso, molto modaiola ma poco utile. E allora fa bene leggere il libro di Ivan Illich appena pubblicato da Bollati Boringhieri nella sua bella collana Incipit, dal titolo Elogio della bicicletta (il libro è, in realtà, del 1973, tanto per dire quanto tempo abbiamo perso). Illich fa saltare il binomio libertà-velocità, mette in discussione la società dell'auto, rilancia il tema di un rapporto più equilibrato tra la nostra vita e il tempo che dedichiamo al trasporto, inteso come tutto ciò che non ha propulsione umana. Illich ricorda che «l'uomo in bicicletta può andare tre o quattro volte più svelto del pedone, consumando però un quinto dell'energia: per portare un grammo del proprio peso per un chilometro di strada piana brucia soltanto 0,15 calorie». Quindi, «la bicicletta è il perfetto traduttore per accordare l'energia metabolica dell'uomo all'impedenza della locomozione». Le biciclette, poi, «costano poco», ingombrano ancor meno e «il ciclista può raggiungere nuove destinazioni di propria scelta senza che il suo strumento crei nuovi posti a lui preclusi». Milano è un case-study perfetto, la limpida rappresentazione di una vera e propria distopia: le tantissime macchine che ci portano ad andare tutti alla velocità del pedone; l'appello astratto alla nostra personale libertà di scelta, che in realtà preclude le possibilità che questa libertà si esprima; il più incredibile spreco del nostro tempo - tutto orientato alla nostra libertà (?!) - che ci priva della libertà di "fare altro", che dovrebbe essere il motivo (e lo scopo) per cui ci muoviamo. Per parafrasare Oscar Wilde: «La vita è ciò che succede mentre noi siamo in auto». Per non parlare, poi, dell'inquinamento e degli incidenti. Questo è il problema e questo deve essere l'obiettivo delle scelte politiche. Tutto il resto si può accomodare in coda: quella non ci manca. postato da civati, 20:56 | link | commenti venerdì, ottobre 27, 2006 Eppur si cabla Mentre Milano svende Metroweb, il Comune di Monza comunica che la giunta comunale ha approvato il Progetto esecutivo per le opere di collegamento in fibra ottica della rete informatica di sei sedi comunali, garantendo una maggiore velocità e affidabilità delle connessioni. Entro la fine dell’anno cinquecento pc saranno collegati tra loro e sullo stesso cavo correrà anche la fonia, con un notevole risparmio sui costi complessivi. Commenta Paolo Pilotto, assessore ai Sistemi informativi: dopo l’aumento delle postazioni e dei collegamenti, ora lo sviluppo tecnologico ci consentirà di abbattere i costi di esercizio, poiché la fibra ottica è detenuta direttamente dal Comune, senza l’onere di affitti esterni. La tecnologia è l’unica strada, per enti locali virtuosi come il nostro, per riuscire a garantire e a migliorare i sempre più numerosi servizi obbligatori". Le sedi comunali collegate “a stella” - 1 Giga la frequenza di connessione - saranno i servizi sociali di via Appiani, la biblioteca civica, il nuovo ufficio tributi di via Arosio, il Binario 7 e la sede di via Guarenti. Il prossimo obiettivo sarà quello di propagare la fibra ottica anche nelle sedi più periferiche. Ne parleremo nell'ambito del terzo Festival delle città possibili, che si svolgerà a Monza nell'ultima settimana di novembre. Tecnologia e ambiente, questo il titolo dell'edizione 2006 del Festival. postato da civati, 15:34 | link | commenti martedì, ottobre 17, 2006 Tecnologia: la quarta 't' di Cremona Si chiama - con acronimo invero un po' infelice - Conve.cr. E' una Spa alla quale partecipano le aziende Aem, Padania Acque, Scrp Crema, per l'abbattimento del digital divide di Cremona e provincia entro il 2007. I Comuni serviti sono 25, entro la fine dell'anno saranno 70. Gerardo Paloschi, amministratore delegato di Aem, dice una cosa che condivido perfettamente: "In una provincia sviluppata come la nostra, ci sono cittadini, imprese e comunità locali di serie A e di serie B". Paloschi ha ragione. Alle 115 realtà locali di Cremona, come a tutti i Comuni della Lombardia si risponde con la banda larga ed il wi-fi. Perché tutti abbiamo la possibilità di competere. E' il caso che come Cremona (e Mantova, entrambe all'avanguardia) si muovano anche le altre province della Lombardia. Perché ogni mese perso, in termini di competitività, si traduce in un secolo buttato via... postato da civati, 13:21 | link | commenti sabato, ottobre 14, 2006 Il PGT di una città possibile
Alfredo Viganò, assessore all'urbanistica del Comune di Monza, mi segnala la menzione speciale ottenuta dal Piano di governo del territorio nell'ambito del Premio europeo per la pianificazione urbana e regionale 2006. Riporto il testo ufficiale: «Il piano di governo del territorio per la città di Monza applica i principi di sviluppo sostenibile e integra tutti gli aspetti della pianificazione secondo la promozione dei criteri ambientali. Esso dovrebbe essere utilizzato quale riferimento per altri lavori quali pianificazioni, strategie o studi e - secondo il punto di vista delle Giuria - potrebbe essere particolarmente applicato a livelli regionali e nazionali". I certificati di premiazione saranno consegnati ai vincitori e ai meritevoli di menzione in occasione della Cerimonia VIP presso la Fondazione El Monte, calle Laraña 4, Seviglia (Spagna) mercoledì 16 novembre 2006 alle ore 11.00 [...]. Jan Vogelij Ángel (ECTP President) e Díaz del Río Hernando (AETU President)». postato da civati, 23:45 | link | commenti venerdì, ottobre 13, 2006 Lo show-room del sole Qualche giorno fa Agam ha inaugurato la sua centrale ad energia solare, un motivo per essere orgogliosi di essere monzesi. Una straordinaria iniziativa per qualità, per le sue significative dimensioni e per la velocità con cui è stata progettata e realizzata. Agam è partita meno di un anno fa e ha realizzato la sua centrale: l’impianto, che beneficia degli incentivi previsti dal conto energia, dovrebbe produrre intorno ai 50.000 Kw l’anno. I 300 pannelli fotovoltaici coprono quasi interamente il parcheggio della sede di Agam, sono del tipo a celle di silicio policristallino, e verranno monitorati - per la prima volta in Italia - con un innovativo sistema di telecontrollo satellitare, che verificherà il rendimento attraverso un'analisi delle radiazioni solari, così da poter individuare guasti e disfunzionamenti. Nei prossimi tre mesi a Monza entreranno in funzione altri due impianti: presso il Binario 7 in piazza Castello (come da noi chiesto tempo fa) e presso la struttura del Monzello. In un incontro di questa mattina, il presidente Giorgo Crippa e l'amministratore delegato Silvio Bosetti mi hanno parlato della loro idea di creare una sorta di showroom dell'energia solare presso la loro sede, aperto a amministratori locali, aziende e privati, che potranno così prendere visione dell’impianto e dare un riferimento concreto a chi volesse installare qualcosa di simile e, in generale, per la promozione del 'sole'. Credo che sia un’ottima idea e sarebbe bello se la Regione patrocinasse l’iniziativa, dandole un po’ di visibilità a livello lombardo. Anche perché - a livello lombardo - quello monzese è uno degli interventi in assoluto più importanti. Anche a Monza, da qualche giorno, c'è qualcosa di nuovo sotto il sole. postato da civati, 18:38 | link | commenti mercoledì, settembre 20, 2006 A Jesi splende il sole Il Comune marchigiano ha già promosso quanto da me auspicato con il primo Imby project di luglio e ne sono molto felice. Da un lancio di agenzia veniamo a sapere oggi che a Jesi sono stati stanziati "ben 250 mila euro per promuovere l'installazione di pannelli solari nelle abitazioni e nelle aziende della città. L'obiettivo del Comune sarà poi quello di costituire un gruppo di acquisto ed agevolare ulteriori sconti da parte dei fornitori. Saranno duplici pertanto i vantaggi per i cittadini e le aziende: innanzitutto, un impianto solare termico garantisce zero emissioni inquinanti contribuendo alla costruzione di una città più sostenibile e pulita, ma soprattutto assicura un risparmio energetico fino all'80% per la produzione di acqua calda, vale a dire una bolletta del 25% più 'leggera' in termini di spesa. Supponendo, ad esempio, un costo di 3000 euro per l'acquisto dell'impianto, una famiglia di quattro persone guadagnerà indicativamente una decina di euro l'anno durante il periodo di rimborso del mutuo, e successivamente, estinto il debito, attorno ai 550 euro annuali. Gli impianti saranno garantiti dieci anni, ma la durata media, in genere, è di oltre quindici anni senza alcuna manutenzione. In sostanza, il risparmio derivante dall'utilizzo di energia solare potrà essere destinato a rimborsare il prestito bancario, senza alcun aggravio di costi in quanto il Comune salderà la quota interessi. Attualmente, i pannelli solari e fotovoltaici sono installati in quattro scuole - la materna Kipling, le elementari Collodi e Perchi, la media Leopardi - e in quattro impianti sportivi: il palatriccoli, le piscine di via del Molino e della scuola Conti, e il polisportivo Cardinaletti". Ecco un modello da seguire. Il Comune investe direttamente sulle proprie strutture, individua meccanismi di finanziamento ulteriori rispetto a quelli già a disposizione dei privati, mette a disposizione i propri uffici per agevolare gli interventi e, addirittura, promuove una sorta di 'gas', di gruppo di acquisto per abbassare i costi di installazione degli impianti. Viva il modello Jesi. postato da civati, 17:57 | link | commenti (5) sabato, settembre 16, 2006 La Provincia delle biciclette
Mi è capitato di recuperare un testo che avevo redatto per la campagna elettorale del 2004 (Provincia di Milano) in cui preconizzavo, se così si può dire, sia l'idea del Metrobosco dell'attuale amministrazione Penati, che l'idea di una Provincia delle biciclette. Scrivevo allora: «Come già prospettato in più di un’occasione è possibile immaginare un percorso che sappia unire le aree verdi del territorio brianzolo, con corridoi ecologici e percorsi ambientali attraverso i vari parchi briantei, che potranno essere raggiunti e percorsi grazie a una nuova rete di piste e percorsi ciclabili. La nostra è una Provincia delle biciclette per definizione e qui la viabilità alternativa, oltre che una necessità, è un tema molto caro ai cittadini. Dal Parco di Monza alle Groane, dal Grugnotorto al Curone, la Brianza è verde e va rilanciata questa sua caratteristica che ne costituisce una delle principali ricchezze». Bene, l'idea per la Brianza rimane sempre valida, anche perché - se è vero che tante amministrazioni si sono dotate di una vera e propria rete ciclabile, a cominciare da Monza - il problema rimane il collegamento tra città e città e la messa in sicurezza dei percorsi intercomunali. Clamoroso il caso della pista ciclabile che da Vimercate porta ad Arcore: al confine con Arcore, infatti, la pista non prosegue e si interrompe, costringendo il ciclista a tornare nella carreggiata delle auto. Colpisce invece che a Lodi la questione della Provincia delle biciclette sia diventato un vero e proprio indirizzo strategico dell'amministrazione provinciale, che ha un obiettivo ambizioso: costruire una rete ciclabile superiore a quella viaria aperta al traffico automobilistico, attraverso percorsi separati e quindi protetti e perfettamente sicuri. Così si fa. postato da civati, 14:20 | link | commenti (2) mercoledì, settembre 13, 2006 Se Milano fosse Berlino. Ma anche Lione... Domani parte in Lombardia la settimana della mobilità sostenibile, con particolare riguardo alla ciclabilità. Tante iniziative promosse dall'associazione Fiab, in collaborazione con le istituzioni e con l'associazionismo locale. Un'iniziativa che ci piace e che sosteniamo volentieri, pensando però a come sarebbe Milano se fosse come Lione o come Berlino. A Lione è attivo a livello metropolitano il servizio Velo'v, un servizio di noleggio biciclette molto diffuso sul territorio, gestito dalla società che si occupa del servizio di affissioni e di pubblicità per Lione e la sua area. A Berlino (ma anche a Monaco, Stoccarda, Francoforte), invece, sono le ferrovie (DB) a presentare un bike-sharing denominato Call a bike in cui si può prelevare una bicicletta registrando il proprio noleggio via telefonino e depositandola dove si vuole, nei pressi delle vie e degli incroci maggiormente frequentati. Il sito descrive, in tedesco, la semplicità dell'operazione grazie a un filmato che vi consiglio di visionare. Oppure, la mitica Bolzano, dove più del 20% del traffico è ciclistico (!) e dove esistono piste, segnaletica dedicata, servizi di noleggio e stazioni per la bicicletta e, addirittura, una guida della rete ciclabile simile a quella che da noi descrive le metropolitane. A Milano, sarebbe bello fosse fatto qualcosa di simile. Per questa settimana della mobilità, come sempre, cercheremo di arrangiarci. postato da civati, 19:41 | link | commenti domenica, agosto 13, 2006 Eufemia
Giorni di vacanza e anche le idee viaggiano. Serate con gli amici, bicicletta e sole, aria fresca, sguardo distaccato sulle cose di tutti i giorni. A proposito di viaggi e di racconti e di città possibili, torna alla mente l'Eufemia di Calvino: «Non solo a vendere e a comprare si viene a Eufemia, ma anche perché la notte accanto ai fuochi tutt'intorno al mercato, seduti sui sacchi o sui barili o sdraiati sui mucchi di tappeti, a ogni parola che uno dice - come "lupo", "sorella", "tesoro nascosto", "battaglia", "scabbia", "amanti" - gli altri raccontano ognuno la sua storia di lupi, di sorelle, di tesori, di scabbia, di amanti, di battaglie. E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando per restare sveglio al dondolio del cammello o della giunca ci si mette a ripensare tutti i propri ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una sorella diversa, la tua battaglia altre battaglie, al ritorno da Eufemia, la città in cui ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio». postato da civati, 13:35 | link | commenti giovedì, luglio 27, 2006 Il modello Bolzano
Come anticipato, prosegue il tour delle Città possibili on the road, alla ricerca delle buone pratiche in campo politico-amministrativo. L'incontro con l'amministrazione comunale di Bolzano è stato di grande interesse. Il sindaco Spagnolli e l'assessore all'ambiente Ladinser ci hanno raccontato le modalità con cui la città del Sud-Tirolo si è attivata in questi anni su alcune fondamentali tematiche ambientali: il risparmio energetico, con la norma Casa Clima; la ciclabilità - che assorbe il 23% della mobilità complessiva - con una rete di piste rappresentate sulla mappa della città come se fossero linee della metropolitana, che si sviluppano in ogni direzione, sfruttando i corsi d'acqua e le alzaie che li accompagnano come "circonvallazione" ciclabile completamente protetta dal traffico automobilistico (curiosità: ci sono anche i contatori delle biciclette che transitano); la promozione dell'energia da fonti rinnovabili, con un'attenzione particolare alla cogenerazione; le politiche anti-smog, pianificate e programmate sul lungo periodo, con griglie precise e la massima chiarezza dell'informazione al cittadino. Bolzano è, come si suol dire, "avanti" qualche anno rispetto alle città lombarde che hanno intrapreso un percorso nella direzione delle politiche attive per l'ambiente. Colpisce la capacità di integrare i diversi provvedimenti, di affrontare il traffico privato senza mortificarlo, ma canalizzandolo e ridimensionandolo, alla ricerca di un riequilibrio con il sistema del trasporto pubblico locale. Tutte cose che si fanno poco e male nella nostra Regione e che in futuro dovranno essere rilanciate. Per evitare che il Piano anti-smog 2006-7, che ci verrà presentato il 3 agosto, sia uguale al Piano anti-smog 2005-6 e come quest'ultimo perfettamente inutile nei confronti della riduzione delle emissioni. postato da civati, 08:41 | link | commenti (2) domenica, luglio 23, 2006 Imby a Bolzano
Domani, 'missione' a Bolzano. Incontro con l'assessore all'ambiente della città, visita agli interventi in campo ambientale, studio del piano anti-smog, della campagna per il risparmio energetico, della produzione di energia da fonti rinnovabili (in particolare, al solito, il solare). Prosegue insomma il viaggio attraverso l'Italia delle buone pratiche, all'insegna della logica Imby (Nimby, cioè, senza la 'n' di not). Ovvero, all'insegna della promozione in prima persona, potremmo dire, delle politiche dell'innovazione in campo ambientale da parte delle comunità locali. Bolzano, sotto questo punto di vista, è un modello assoluto: politiche per la ciclabilità, programmazione del blocco delle auto per i giorni con un tasso di inquinamento atmosferico sopra i limiti, politiche attive per il trasporto pubblico. Città possibile da non perdere. postato da civati, 13:25 | link | commenti (2) domenica, luglio 09, 2006 Il progetto Seveso e la logica Imby
Domani, 10 luglio 2006, insieme a Carlo Monguzzi, a Mario Agostinelli e a tutti i rappresentanti dell'Unione in Lombardia, presenteremo un progetto di legge dedicato alla memoria di Seveso e di quello che nella cittadina brianzola accadde esattamente 30 anni fa. La nuvola che uscì dalla "fabbrica dei profumi", dall'Icmesa di Meda, investendo di diossina il territorio circostante. Per evitare di commemorare l'incidente in modo rituale, l'idea di presentare un progetto di legge composto da due soli articoli, in cui si chiede alla Regione Lombardia di sostenere in via prioritaria le politiche attive in campo ambientale proprio nei Comuni a rischio ambientale o che hanno subito nel passato disastri e incidenti ambientali, come Seveso. E come Porto Marghera, la Val Bormida e tutti quei siti che in Italia sono tanti. Perché, da simboli di emergenza, di degrado e di rischio per le popolazioni, possano diventare simboli positivi, modelli di logiche ambientali esemplari. Perché abbiano nuova e positiva eco. Produzione di energia a effetto serra zero, sistemi innovativi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ricerca e interventi concreti per la riduzione delle immissioni nell'atmosfera. Seveso ci parla, trent'anni dopo, di diritti, qualità e innovazione tecnologica. Il nostro progetto di legge vuole essere un contributo in questa direzione. E vuole essere un messaggio forte e chiaro, perché in Italia si possa affermare una logica Imby. Come Nimby, ma senza N. Ovvero, si chiede che gli interventi per l'innovazione in campo ambientale vengano realizzati a partire proprio dal «mio giardino», con le città e le comunità che si dicano disponibili ad ospitarli e a promuovere progetti che investano anche Province e Regioni e siano supportati da finanziamenti statali. In un clima di rinnovata fiducia - la cosa più importante - che le amministrazioni superiori devono sapere garantire ai cittadini e agli enti locali. postato da civati, 10:51 | link | commenti (4) mercoledì, gennaio 11, 2006 Come Bolzano: per un piano di grande respiro Domattina presenteremo alla stampa un pdl contro l'inquinamento di valore strategico, per mettere in campo tutte le iniziative possibili per fronteggiare l'emergenza. Un progetto di legge che supera di slancio il cosiddetto piano antismog di Formigoni e Zambetti per affrontare sul serio il problema, uscendo dalla logica minimalista dell'attuale governo regionale. Come fanno a Bolzano, per esempio: date un'occhiata al piano anti-smog del Comune altoatesino e le soluzioni che hanno individuato cliccando qui. postato da civati, 16:00 | link | commenti martedì, gennaio 10, 2006 Monza e il Senegal Con grande piacere, annuncio coram populo che la Provincia di Milano, Alsi S.p.A., l'Associazione Industriali di Monza (AIMB), il Comune di Monza, COSA e Cisao (la Camera di Commercio Italia Senegal presieduta dal monzese Felice Barlassina) hanno sottoscritto un protocollo di intesa per la realizzazione di un impianto di depurazione e servizi igienici nel villaggio di Ndiassane, in Senegal. Si tratta di una bella notizia e di una iniziativa a suo modo rivoluzionaria. Un progetto di sostegno verso un Paese africano che rappresenta una declinazione limpida e fattiva di cooperazione decentrata. Un bel risultato per tutti coloro che hanno sollecitato un ruolo nuovo dell'amministrazione comunale di Monza, che ha così recuperato un ruolo 'internazionale' nel senso più pieno del termine. Dimostrando che è possibile interpretare in modo diverso la globalizzazione e mettere a disposizione il proprio know-how per aiutare le popolazioni meno fortunate. Complimenti. postato da civati, 18:20 | link | commenti venerdì, gennaio 06, 2006 Sole mio
L'amministrazione comunale di centrodestra di Seveso - giustamente criticata in questo periodo dai DS locali per scelte urbanistiche sbagliate e molto contraddittorie con quanto sto per scrivere - ha approntato il progetto Sole mio, per promuovere iniziative di produzione e distribuzione di 'energia pulita'. E' un'iniziativa che condivido, che trovo interessante, e che mi piacerebbe fosse assunta dalle altre amministrazioni del territorio brianzolo. Gli obiettivi - installare pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici e privati, avviare una forte campagna di sensibilizzazione dei cittadini, modificare il regolamento edilizio e pianificare il territorio al fine di promuovere l'innovazione tecnologica - saranno raggiunti, sostengono gli amministratori di Seveso, con la creazione di un'unità operativa all'interno del Comune. Speriamo che sia davvero così. Nel frattempo mandiamo a questa amministrazione di centrodestra, per tanti motivi criticabile e discutibile nel complesso delle sue azioni, il nostro plauso, per un'iniziativa che invece mi sento di condividere. postato da civati, 13:04 | link | commenti martedì, dicembre 13, 2005 San Rocco-Barcellona-Prato: civismo e decentramento
Questa sera, ore 21, centro civico di San Rocco, a Monza, discuteremo di civismo e decentramento. Avremo il piacere di ospitare l'assessore comunale di Prato, città all'avanguardia in questo campo, e di discutere un modello civico di grande valore, come quello di Barcellona, dove il civismo è un fiore all'occhiello dell'ajuntament (ovvero, dell'amministrazione comunale). Nell'ottica delle Città possibili e delle buone pratiche amministrative, un segnale per Monza, per rilanciare il decentramento sulla falsariga di quanto già fatto con lo strumento del bilancio partecipativo e delle esperienze maturate, in particolare nella circoscrizione 3, dove si terrà l'iniziativa. Su dsmonza.org il documento e il programma dell'incontro. Vi aspettiamo. postato da civati, 08:17 | link | commenti venerdì, novembre 25, 2005 Smog: la risposta delle città
La risposta concreta contro l'inquinamento, come abbiamo più volte ripetuto, non viene dalla Regione né dal governo nazionale, con l'orribile testo unico appena prodotto dal ministro Matteoli, che ha già mobilitato tutte le coscienze ambientali del Paese. Le proposte per affrontare il problema e avviarsi verso una sua soluzione possono arrivare solo dalle nostre città, soprattutto se esse vorranno mettersi insieme, costituire una rete, dare vita a un manifesto delle città responsabili. Brescia l'ha proposto tempo fa ed è il caso di riprendere la promozione comune di politiche per l'ambiente, per la mobilità, per il rilancio del trasporto pubblico locale. Monza è pronta: alcune scelte assunte in questi anni - ciclabilità, riqualificazione della stazione, pedonalizzazioni, parcheggi interrati, financo la navetta del parco - testimoniano di un disegno complessivo che produrrà cambiamenti strutturali. Altri interventi seguiranno, per dare un segnale chiaro: quello che non fa la Regione lo possono fare i cittadini e le loro amministrazioni locali. postato da civati, 09:15 | link | commenti venerdì, novembre 04, 2005 I Bächle di via Bergamo
Tra le tante iniziative della Giunta Faglia, segnalo il progetto di riqualificazione di via Bergamo, che dovrebbe compiersi nel corso del 2006. Un progetto da manuale della buona amministrazione: si tratta di una trasformazione della via in zona a traffico limitato, la sua riqualificazione attraverso la sostituzione del manto di asfalto con una pavimentazione di pregio, la sostituzione del passaggio a livello con un sottopassaggio solo pedonale, la congiunzione con la via Vittorio Emanuele attraverso via De Gradi, la possibilità di estendere un'area pressoché pedonale, che già conta sulla pista ciclopedonale che corre lungo il tracciato del Gamba de Legn. Se a questo si aggiunge la creazione di un nuovo parcheggio di interscambio presso la stazione Sobborghi e il progetto di realizzarne uno nell'area del Nei, si comprende fino in fondo l'impatto strategico dell'intervento. I due ruscelli artificiali, come i Bächle di Friburgo, che correranno lungo la via, ai margini della carreggiata, aggiungono una nota di gusto che non dispiace affatto, in prossimità del corso del Lambretto. Insomma, così si fa. postato da civati, 14:12 | link | commenti sabato, ottobre 22, 2005 Applausi per Corsini
Lo strepitoso intervento del sindaco di Brescia, Paolo Corsini, ha dato stimoli alla platea delle Città possibili come è capitato raramente. Domattina il Festival si concluderà con il tour in bicicletta che attraverserà la "città delle piazze" e le realizzazioni della Giunta Faglia. L'appuntamento è alle 10.30 in piazza Roma, all'Arengario. Alla fine avremo ascoltato e discusso soluzioni amministrative all'avanguardia che possono migliorare la nostra proposta politica e, speriamo, anche la nostra città. postato da civati, 20:52 | link | commenti Da Modena a Brescia, sulla strada della grande cultura
Il Festival delle Città possibili prosegue oggi all'Urban center di Monza. Ieri sera il sindaco di Modena ci ha deliziato con il suo racconto sul Festival della filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo. Oggi pomeriggio, alle 15.00, avremo il piacere di ascoltare Paolo Corsini, sindaco di Brescia, che ci illustrerà i progetti della sua città in campo culturale, tra grandi eventi e impegno quotidiano. Subito dopo, parleremo - con gli assessori Erba e Pollastri - della possibilità che anche a Monza, sulla scorta della bella esperienza del bicentenario del Parco, si tenga un festival dell'ambiente e della cultura ambientale, promosso dall'amministrazione comunale. Siete tutti invitati. postato da civati, 09:37 | link | commenti venerdì, ottobre 21, 2005 Città possibili: stasera Mantova e Modena
E' partito ieri il Festival delle Città possibili #2, con l'intervento di Michele Faglia dedicato alla rete di Comuni e servizi della Brianza e con la relazione del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, sulla sua proposta di una città metropolitana e sugli assetti futuri dell'area milanese. Oggi pomeriggio si riprende, con una tavola rotonda sui sistemi culturali territoriali, alle 18.00, e alle 21.00, con l'incontro dedicato alle Città dei Festival, con l'intervento dei sindaci di Mantova e Modena. Un appuntamento da non mancare. postato da civati, 07:46 | link | commenti mercoledì, ottobre 19, 2005 Una città possibile, della qualità e dell'ambiente
Da domani Monza ospiterà il Festival delle città possibili. Una occasione di confronto tra le amministrazioni locali che hanno meglio interpretato il proprio compito in campo culturale. Ci saranno la Provincia di Milano e quella di Lecco, i Comuni di Brescia, di Mantova e di Modena, ma anche di Nova Milanese, Sesto San Giovanni, Villasanta e Vimercate. Monza si presenterà con le nuove iniziative assunte dall'amministrazione Faglia, prima tra tutte proprio la creazione di un nuovo spazio della cultura, quell'Urban center che ospiterà gli incontri della rassegna del buongoverno. Si parlerà anche di cultura ambientale, perché Monza può legittimamente candidarsi a diventare capitale della qualità dell'ambiente. Una vocazione testimoniata dalla sua storia e rilanciata dalle proposte amministrative degli ultimi anni (si veda, a questo proposito, il manifesto per l'ambiente presentato dai Democratici di Sinistra di Monza). Dopo i dibattiti teorici, domenica mattina partirà dall'Arengario un tour attraverso le realizzazioni della Giunta Faglia e le iniziative si concluderanno con un incontro, presso il circolo Cattaneo, in cui il vicesindaco Scanagatti parlerà del percorso che ci porterà al 2007, alla scadenza cioè del mandato dell'amministrazione di centrosinistra. postato da civati, 19:33 | link | commenti martedì, ottobre 18, 2005 Città possibili, parte la seconda edizione Giovedì 20 alle ore 18.00, presso l'Urban center di piazza Castello, con la partecipazione di Filippo Penati e Michele Faglia, parte la seconda edizione del Festival delle Città possibili. Il programma e la presentazione dell'iniziativa. L'Urban center si trova nei pressi de |