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venerdì, ottobre 05, 2007 La casta e i casti
Walter Veltroni lancia oggi la proposta del dimezzamento di ministri e sottosegretari. Una buona notizia, accompagnata dalla presa di posizione del governo sulle comunità montane e sul loro 'dimagrimento'. Ora serve un'ulteriore scatto: la revisione della legge elettorale, la cosa più urgente da fare per riformare la politica italiana. Con la lista Democratici lombardi per Veltroni abbiamo proposto un investimento sui casti della politica, su quell'immagine trasparente del buongoverno locale, fatto di tanto lavoro e di pochi emolumenti. Un'immagine positiva della politica da portare nel Pd, dandole lo spazio che si merita e che le compete. Cambiare si può. Avanti così. postato da civati, 11:39 | link | commenti (8) mercoledì, ottobre 03, 2007 Vox clamantis
Che bello essere ascoltati, seppur con qualche anno di ritardo... Il segretario regionale dei Ds lancia il codice etico: l'avevo fatto nel 2005 (esattamente, il 21 luglio di quell'anno). A tutti era parsa una proposta velleitaria da lasciar cadere immediatamente. Avevo percepito quella che sarebbe diventata una marea montante di protesta contro alcune distorsioni della politica, ma nessuno, come si suol dire, mi era venuto dietro. Ancor più sorprendente è leggere della proposta del segretario milanese dei Ds, che chiede il blocco dello stipendio dei consiglieri regionali. Curioso che sia un consigliere comunale a chiedere di bloccare l'indennità dei colleghi della regione. Va detto però che è da settimane che faccio la stessa proposta, anzi ho presentato un progetto di legge per bloccare l'indennità già una settimana fa. Vox clamantis. In deserto? postato da civati, 09:41 | link | commenti (4) venerdì, settembre 28, 2007 Indennità bloccata fino a fine legislatura
Su iniziativa di Stefano Zamponi dell'Italia dei Valori e mia personale, abbiamo depositato ieri un progetto di legge per bloccare l'indennità dei consiglieri regionali della Lombardia fino a fine legislatura, per evitare qualsiasi adeguamento automatico con l'indennità dei parlamentari. Il progetto di legge si inserisce in una campagna promossa per sensibilizzare le istituzioni lombarde rispetto alla questione dei cosiddetti 'costi' della politica. Nessun aumento per i consiglieri, né quello di cui si è parlato nelle scorse settimane, né altri prima della fine di questa legislatura. I gruppi di minoranza in Regione Lombardia hanno allo studio altre proposte per ridimensionare le spese dei gruppi e per intervenire sulla vexata quaestio dei vitalizi dei consiglieri. Per la prima volta, si assiste ad una inversione di tendenza: non a parole, ma con scelte concrete. Il progetto di legge recita: «Modifica dell'art. 7 della L.R. 23 luglio 1996, n. 17, "Trattamento indennitario dei consiglieri della Regione Lombardia"». L'approvazione del pdl comporta che per l'intero periodo di residua durata dell'ottava legislatura regionale non si applichino gli aumenti dell'indennità, sganciando l'indennità dei consiglieri regionali da quella dei parlamentari ed evitando così ulteriori adeguamenti al rialzo. postato da civati, 15:45 | link | commenti (1) lunedì, settembre 24, 2007 Cosa deve accadere?
Perfetto l'articolo di Rizzo e Stella che tornano sulla casta. «Cosa deve accadere, perché capiscano? Devono esplodere il Vesuvio, fallire l'Alitalia, rinsecchirsi il Po, crollare la Borsa, chiudere gli Uffizi, dichiarare bancarotta la Ferrari? Ecco la domanda che si stanno facendo molti cittadini italiani». Cosa sta aspettando il mondo della politica a prendere delle misure sostanziali, per evitare la demagogia e il montare dell'anti-politica (da cui Rizzo e Stella prendono dichiaratamente le distanze)? Il lungo articolo finisce così, interrogando tutti noi: «È «antipolitico» chiedere come mai non vengono neppure ipotizzati l'abolizione delle province o l'accorpamento dei piccoli comuni? Che tutte le amministrazioni pubbliche siano obbligate a fare bilanci trasparenti dove «acquisto carta da fax» si chiami «acquisto carta da fax» e «noleggio aerei privati» si chiami «noleggio aerei privati» così da spazzare via tanti bilanci fatti così proprio per essere illeggibili? Che anche il Quirinale metta in Internet il dettaglio delle proprie spese come Buckingham Palace? Che venga rimossa quella specie di «scala mobile» dell'indennità dei parlamentari ipocritamente legata a quella dei magistrati due decenni abbondanti dopo l'abolizione del meccanismo per tutti gli altri italiani? Insomma: viva le istituzioni, viva il Parlamento, viva i partiti. Però diversi: diversi. E soprattutto: è antipolitico chiedere che certi politici italiani la smettano di essere così presuntuosi da pretendere di identificarsi automaticamente con la Democrazia?». postato da civati, 21:02 | link | commenti (2) venerdì, agosto 31, 2007 I casti della politica: un codice etico per il Pd
Colpisce che, nel dibattito in vista delle primarie del 14 ottobre, nessuno abbia parlato con decisione del tema dei "costi della politica". E' un fatto allarmante, se si pensa che La casta di Rizzo e Stella ha venduto centinaia di migliaia di copie e che tra qualche giorno verrà celebrato il V-day. In questi giorni, mentre registriamo il consueto aumento di stipendio dei parlamentari e stiamo studiando un modo con cui sganciarci dall'automatismo per cui ad ogni aumento 'romano' corrisponde un aumento anche per i consiglieri regionali, sarebbe piacevole e forse necessario sentire parole chiare su alcune questioni. Ne cito una per tutte: la pensione dei parlamentari e i famosi due anni e mezzo necessari per maturarla. E propongo che all'insegna di un rinnovato codice etico si organizzi il nuovo partito. Per una politica finalmente sobria, in cui non ci siano comunità montane al livello del mare, auto blu come se piovesse ed una moltiplicazione degli incarichi e delle prebende. Esistono modelli da seguire, nel mare magnum del "magna magna" della politica italiana. Penso ad esempio a Soru o ad alcuni coscienziosi amministratori locali che hanno rinunciato ai privilegi dello status. Credo che si possa e si debba fare, tutto questo, al più presto. Quale migliore occasione della costituzione di un nuovo partito? postato da civati, 11:50 | link | commenti (11) martedì, luglio 31, 2007 Il mondo all'incontrario
«Esiste un problema dei parlamentari che vivono a Roma da fuori sede, e fuori dalla loro città hanno una vita abbastanza dura. Quando ero eurodeputato, stavo da solo tutta la settimana e la solitudine è una cosa molto seria. Per questo la vita del parlamentare è molto dura e bisognerebbe pensare, propone, all'ipotesi di un ricongiungimento familiare: più soldi a deputati e senatori, quindi, per poter permettere il trasferimento delle loro famiglie a Roma». Lorenzo Cesa commenta così il caso Mele e le sue dimissioni (da esponente di partito, non da parlamentare, sic). Il mondo all'incontrario dell'Udc. postato da civati, 00:47 | link | commenti (6) venerdì, luglio 27, 2007 La fotografia Guarda un po' cosa succede alla Moratti. Qualche settimana fa avevo pubblicato un contributo filmato dell'amico Ferruccio Sansa, ospite di Beppe Grillo, che parlava del suo Milano da morire. Ritorno in argomento per segnalare questa pagina di Onemoreblog, in cui è ripresa la notizia dell'indagine della Corte dei conti sulle nomine del sindaco di Milano. Complimenti vivissimi. A tutto lo staff. E grazie per la preziosa fotografia dei costi della politica. postato da civati, 14:47 | link | commenti (3) domenica, luglio 15, 2007 Casting
Prosegue il dibattito sull riduzione dei costi della politica. Il Governo vara il ddl Santagata. Gian Antonio Stella commenta: una sforbiciatina volenterosa. Ci interessa il suo parere e il suo giudizio, che condividiamo completamente e che riprendiamo in parte qui di seguito: Per carità, qualche sforzo di buona volontà si vede: l'impegno a una maggiore trasparenza, un giro di vite sulle società miste e sui consigli di amministrazione (dei consiglieri della Società autostradale Brescia-Verona-Vicenza- Padova i politici riciclati e non sono 11 su 15), una stretta alla distribuzione di cellulari ai dipendenti regionali, una razionalizzazione delle spese telefoniche con l'uso delle chiamate via Internet, una serie di nuove norme sui contratti flessibili per arginare la discrezionalità con cui certe amministrazioni locali vanno ad «aggirare i divieti esistenti di procedere a nuove assunzioni», una omogeneizzazione di compensi degli amministratori che oggi per fare lo stesso lavoro in luoghi diversi prendono buste paga diversissime, un limite al cumulo di incarichi, una disposizione perché i compensi dati ai consulenti non solo siano pubblici ma diventino operativi solo «dopo» la loro pubblicazione on line. E infine una riduzione del 20% (anche se la strada per arrivare al traguardo sarà assai accidentata) dei consiglieri e degli assessori regionali, comunali e provinciali. Nonché delle loro indennità e dei rimborsi. Evviva. Ma è davvero poco. Manca ogni accenno alla proposta avanzata da più parti di sopprimere le province. Manca ogni accenno all'accorpamento di un po' di comuni, anche se ce n'è uno come Monterone [Morterone, per l'esattezza], in provincia di Lecco, con 33 abitanti. Manca ogni accenno alla necessità non solo di rendere i bilanci trasparenti ma leggibili: a cosa serve che vadano su Internet se poi l'«acquisto di giornali e libri» per una somma enorme (128 mila euro) può essere nascosta dalla Regione Sicilia sotto 7 voci esattamente uguali ma sparpagliate in capitoli diversi? Manca un impegno a ridurre, ora e non domani o dopodomani, i membri di un governo troppo obeso. Manca perfino l'incompatibilità, che era stata chiesta dalle stesse comunità montane, tra l'essere comune di mare e comune di montagna. Per non dire del silenzio, accanto alla timida voce del governo, degli altri organi costituzionali chiamati a far la loro parte. Come il Quirinale, che non ha ancora detto se quest'anno renderà finalmente pubblico il suo bilancio. Come la Camera e il Senato, dove anche gli uomini di buona volontà (e ce ne sono) magari aboliranno la barberia ma non riescono a metter freno all'aumento «automatico» delle spese dovuto a un sistema impazzito, come nel caso citato del dilagare di edifici parlamentari che con la targhetta «Montecitorio» occupano complessivamente ormai 204.212 metri quadri pari alla superficie di 14 basiliche di San Pietro, 31 campi da calcio internazionali o 420 campi da basket. postato da civati, 16:13 | link | commenti (3) Nothing is real: l'estetizzazione formigoniana della Lombardia
La Regione Lombardia è al di sopra di ogni sospetto per quanto riguarda i famigerati costi della politica? E' la Regione più virtuosa? Sì, ciao. Guardate i costi della comunicazione, così come è previsto dall'assestamento di bilancio 2007: Spese di rappresentanza della Giunta regionale: previsione 50mila euro, assestamento 67mila (+34%). Rassegna stampa e trattamento economico giornalisti agenzia di stampa: prev. 1.155.000, ass. 1.295.000 (+ 12%). Convegni conferenze seminari: prev. 720mila, ass. 870mila (+21%). Comunicazione: prev. 4.045.000 euro, ass. 5.245.000 (+30%). Bello, no? E come dimenticare che le spese di trattamento economico del personale delle segreterie dei componenti della giunta raggiungono i dodici milioni di euro, di cui addirittura quattro per il personale non dipendente (lo ha denunciato Mario Agostinelli nel libro curato da Enzo Dell'Olio La corsa è finita)? La verità è che la realtà è più importante raccontarla che affrontarla, in Lombardia. E una volta trasformata, la realtà è perfettamente formigonizzata, con una clamorosa operazione di estetizzazione. Nothing is real. postato da civati, 13:23 | link | commenti (1) sabato, luglio 07, 2007 Sprechi lombardi
Il comandante Marcello Saponaro dei Verdi lancia un sito che vi segnalo immediatamente: sprechilombardi.org. Cliccate: tra fumetti, alberghi, autoblu, consulenze e altre amenità, la nostra 'cara' Regione. postato da civati, 15:59 | link | commenti giovedì, luglio 05, 2007 Milano da nominare
Di Ferruccio Sansa e del suo Milano da morire, scritto con Luigi Offeddu, ho parlato spesso, perché è un libro-inchiesta tra i migliori usciti negli ultimi anni. Tra le altre cose, il volume denuncia che Letizia Moratti ha assunto 63 persone esterne all’Amministrazione, 49 come dirigenti. Secondo l’articolo 110 del Testo unico, i contratti con dirigenti esterni non devono superare il 5% del totale. A Milano siamo arrivati al 25%. Lo riprende Beppe Grillo. L'ammontare dell'operazione "Milano da nominare" ha portato ad una spesa di 9 (nove) milioni di euro all’anno per questi incarichi esterni. La Corte dei Conti e la Procura di Milano stanno indagando. Non perdetevi il video e mettete in valigia Milano da morire (si parla anche di Monza e della Cascinazza e della Regione e dell'irresistibile politica ambientale di Formigoni...). postato da civati, 18:32 | link | commenti (5) lunedì, luglio 02, 2007 Costi quel che costi: la rivoluzione
Leggo con interesse da Repubblica che il Governo ha predisposto le misure per la riduzione dei costi della politica. Si parla soprattutto di riduzione di auto blu e telefoni e del numero dei componenti delle assemblee regionali, provinciali e comunali. Sono ovviamente d'accordo, anzi credo si debba arrivare a quel -25% su cui Domenici (e Faglia) concordavano, per quanto riguarda il numero di consiglieri comunali, provinciali e, anche, regionali (in alcune regioni soprattutto). Mancano all'appello le misure nei confronti del Parlamento, perché esso è sovrano e il Governo giustamente non ritiene di intervenire. Il Parlamento però deve fare qualcosa al più presto, dello stesso segno. E ci vuole qualcosa di semplice e comprensibile. Avanzo una proposta rivoluzionaria: mentre si parla di scaloni e scalini, affrontando la riforma delle pensioni, non è il caso di eliminare anche la 'gradinata'? Mi riferisco al regime pensionistico dei parlamentari, uno scandalo universale. Con mezza legislatura si ha diritto alla pensione. Lo sanno tutti, tutti inorridiscono, alcuni lo denunciano, altri vi rinunciano (come Veltroni, guarda un po'). Cambiare il sistema sarebbe un segnale forte e chiaro. Mi auguro che i parlamentari dell'Ulivo ci pensino (altrimenti, c'è sempre la proposta di legge di iniziativa popolare...). postato da civati, 11:26 | link | commenti (8) venerdì, giugno 29, 2007 V-day e referendum
Due siti: il primo il video di lancio del V-day da parte di Beppe Grillo; il secondo, il sito del referendum elettorale. Questioni che vedo strettamente collegate, per cambiare un sistema elettorale vergognoso (oggi Fini - La Stampa - si pente: bontà sua) e per mettere un po' di fretta ai legislatori, altrimenti distratti. La raccolta procede in tutte le città e si può firmare presso la segreteria generale di ogni Comune. E' molto importante. Annuncio fin d'ora che, nei prossimi giorni, se saremo ancora lontani dall'obiettivo delle firme necessarie alla presentazione dei tre quesiti referendari, trasformerò l'ulivo-mobile a propulsione elettrica in una vera e propria macchina referendaria, per la raccolta delle firme. Firmate, accidenti! postato da civati, 12:51 | link | commenti (2) mercoledì, giugno 13, 2007 Pezzi di ricambio Un gazebo. Una piazza. Una città. E' successo a Trieste, in una bella discussione sul Partito democratico, finalmente libera e aperta. Che cosa è emerso nell'incontro convocato da Giovanni Damiani? Che vogliamo, nell'ordine, la riforma elettorale, che ridia dignità alla possibilità di scelta per gli elettori; che le modalità di voto del 14 ottobre non ricalchino il porcellum (niente liste bloccate, please, altrimenti che primarie sono?); che i territori siano meglio rappresentati (cfr. la mia polemica dello scorso anno per la rappresentanza in Parlamento); che la politica del centrosinistra riesca a dare messaggi chiari e, ove possibile, univoci, perché non ne possiamo più - per usare la precisa metafora di Marta Meo - di sembrare dei venditori di auto usate. I "pezzi di ricambio" convocati a Trieste - si replica a Venezia e in Lombardia prossimamente - non riguardano solo la questione generazionale e quella, molto di moda, del Nord. Riguardano l'essenza stessa della politica: come per gli antichi greci, una professione come le altre, da non svolgere forever, in cui il ricambio sia prezioso e ricercato costantemente. Un ricambio democratico, come il partito che si vuol costruire. postato da civati, 12:51 | link | commenti (6) lunedì, giugno 11, 2007 Soru
Da Omb (fonte: ufficio stampa della Regione Sardegna): Nel 2004 c'erano tre auto blu per ciascuno dei 12 assessorati della Regione Sardegna (36), 3 per il presidente, e la possibilità anche per i dirigenti di usarle negli spostamenti a Roma. Ora il presidente dispone di una, gli assessori ne hanno una a testa, mentre ogni assessorato è dotata di un'auto di servizio (totale 14). Non è mai stata acquistata una nuova auto blu negli ultimi tre anni; è stato riscritto il contratto per l'uso delle auto a Roma: i dirigenti della Regione Sardegna si muovono in taxi nelle loro trasferte nella capitale, e gli assessori usano l'auto dell'amministrazione solo negli orari di ufficio. Gli stessi assessori non utilizzano auto blu per gli spostamenti da casa al lavoro e per essere accompagnati alle loro abitazioni fuori città. Cancellate le missioni della giunta, i pranzi, le cene, le feste, i regali di Natale. Per la villa di rappresentanza della Presidenza, costo inutile ed emblema del potere, mai utilizzata in questa legislatura, è stata recentemente avviata la trasformazione in una scuola materna per i figli dei dipendenti regionali, il parco che la circonda aperto a tutti e restituito alla città. postato da civati, 10:27 | link | commenti (4) martedì, giugno 05, 2007 I costi della 'politica'
Questa volta non mi riferisco alla politica in generale, ma ad una politica in particolare: Letizia Moratti. Dopo aver vinto a Milano con una campagna elettorale faraonica finanziata, tra gli altri, dal marito e dopo aver nominato tutti quelli che conosceva come dirigenti e collaboratori deluxe al Comune di Milano, scopriamo che una delle sue prime 'operazioni' si è rivelata un danno vero e proprio per i cittadini milanesi. Mi riferisco allo strano caso di Metroweb, della fibra ottica e della banda larga (in questo caso, non ci si riferisce alle consulenze del Sindaco :). Scrive Davide Corritore, consigliere comunale di Milano con cui ho spesso il piacere di condividere ragionamenti e 'battaglie': «Telecom investirà a Milano 50 milioni di Euro per portare banda larga in 70.000 edifici affittando la rete in fibra di Metroweb. Non può sfuggire la sproporzione: 50 milioni di investimenti di Telecom sulla fibra ottica quando sei mesi fa l’intera proprietà di Metroweb fu ceduta da AEM a 34 milioni di Euro (!!!)» (per leggere l'intero articolo, cliccate su Omb). Alla faccia dell'aziendalismo e della qualità totale della pubblica amministrazione sbandierata in campagna elettorale, questi sono i risultati. E i costi. Della 'politica'. postato da civati, 09:27 | link | commenti (6) sabato, maggio 26, 2007 Costi quel che costi
Anche ieri, tra la folla che ha preso parte alle manifestazioni di chiusura della campagna elettorale, il tema più gettonato era quello dei costi della politica. Michele Faglia è intervenuto nelle ultime ore con argomenti e proposte: una lettera aperta inviata a Prodi e Domenici, dedicata alle soluzioni concrete per ridurre i costi della politica e ridare fiducia ai cittadini nei confronti del cosiddetto ceto politico (la trovate qui). Credo che sia un tema decisivo anche per la costituzione del Partito democratico, strettamente collegato, da una parte, al senso della politica e, dall'altra, alla sua capacità di aprirsi e far partecipare. Per questo, presso questo mio blog sempre più visitato e seguito (grazie: siamo arrivati a 300 visitatori giornalieri), lancio la campagna "Costi quel che costi". Per abbattere le spese inutili, per cancellare le prebende, per dare trasparenza e certezza al rapporto tra cittadini e loro rappresentanti, per scoprire, insieme, l'antidoto al veleno della 'casta' che affligge il nostro Paese. Un lavoro che vorrei condividere con voi e che porterà a una proposta che avanzerò nel processo costituente del nuovo partito e in Consiglio regionale. A tutti i costi. postato da civati, 10:25 | link | commenti giovedì, maggio 24, 2007 Faglia contro la 'casta'
Netta presa di posizione di Michele Faglia sui costi della politica. Il sindaco di Monza ha scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio, Romano Prodi, e a Leonardo Domenici, presidente dell'Anci, per promuovere un pacchetto di soluzioni per ridimensionare i costi della politica e ridare fiducia ai cittadini verso le istituzioni della democrazia rappresentativa. Una serie di proposte che si inserisce in un percorso di trasparenza e di parsimonia che ha già contraddistinto il primo mandato di Michele Faglia, che il sindaco di Monza intende rilanciare, aprendo un dibattito di grande importanza tra gli amministratori locali. Questione di stile, ma anche di sostanza. postato da civati, 06:03 | link | commenti mercoledì, maggio 23, 2007 Gli incivili
A seguito di un comunicato stampa polemico dell'Udc nei confronti di Faglia, mi sono fatto consegnare i dati sull'abusivismo dei manifesti e sapete cosa ho 'scoperto'? Che la palma degli incivili - dei barboni, si dice a Monza - va proprio agli esponenti dell'Udc. 312 casi segnalati dalla polizia municipale. Altro che moderati, altro che centro. Qui il centro c'entra poco o niente. Qui si tratta di persone che si comportano scorrettamente, che non rispettano le regole proprio nel momento in cui la democrazia - e quindi le regole - vengono celebrate: le elezioni. Come ogni anno, ci tocca rilevare che le forze politiche di centrodestra, anche quelle insospettabili, coprono i nostri manifesti. Una questione non banale, sul piano della morale, della politica e dell'economia. Purtroppo nessuno pagherà alcunché perché tutto è stato ulteriormente derubricato durante l'era Berlusconi (guarda un po') e la normativa nazionale non tiene. I comportamenti denunciati dai nostri volontari (i nostri volontari, i loro prezzolati, a meno di non credere che le forze di centrodestra abbiano tra i loro militanti degli extracomunitari) lasceranno il tempo che hanno trovato, e tanti manifesti abusivi non sanzionati. Le denunce, i dossier, i video (bellissimo quello degli Umanisti che ho citato in un post precedente) non servono a nulla. E mi chiedo e chiedo a Faglia: perché non pensare a un regolamento comunale che possa mettere ordine? Perché non porre fine a questo spettacolo indecente con misure appropriate, che precisino una legge nazionale così lasca? Monza è una città civile e i monzesi tendono a non votare i barboni, soprattutto quelli le cui facce campeggiano dappertutto. Ma, mi domando, è giusto che i soldi che i nostri comitati raccolgono dai nostri sostenitori, pochi (i soldi) ma buoni (i sostenitori), debbano finire sotto i manifesti altrui? E' giusto che questo danno alle cose, perché di questo si tratta, continui senza che nessuno se ne occupi? E' corretto pensare che uno schieramento debba buttare via i finanziamenti raccolti con tanta fatica solo perché altri disprezzano le regole e il valore del denaro? Per me, che giro con un'utilitaria, il danno è paragonabile al furto dell'auto. E', in termini di spesa, come se l'auto me l'avessero rubata. E anche questo fa parte del discorso sui costi della politica e sulla casta, intoccabile e arrogante che purtroppo vorrebbe governarci. Fortunatamente non ce la farà. postato da civati, 13:50 | link | commenti (3) lunedì, maggio 21, 2007 Blu, blu, blu, le mille auto blu...
Spettacolare arrivo di Fini in centro per il comizio di AN. Sette, dico sette, autoblu di tutte le fatture per introdurre un segretario di partito. Ogni personaggio sul palco ne aveva una: impossibile evidentemente fare il blue-car-pooling, ovvero - tradotto in italiano - farsi dare un passaggio dall'amico potente. "Ho una Bmw, tu?". "Un'Alfa". "Allora, andiamo con la tua, in nome dell'italianità". No, ognuno in auto, con il suo autista, a fare un codazzo che neanche Bush. Sette auto blu, e poca gente, oltre ai militanti e ai candidati. Fini si è preoccupato di parlar male di Prodi, ha raccontato del G8 di Genova (per la serie: "io c'ero"), ha citato Monza una volta sola, insieme a Verona e a Parma. Ma, soprattutto, ha declamato un accorato appello per "semplificare la politica". Non l'avevano avvisato che la Cdl a Monza si presenta con dodici, dico dodici liste. Talmente tante che non ci starebbero nemmeno sulle tante, tantissime auto blu del lungo corteo dei caudatari del presidente di An. Una vera sfortuna. postato da civati, 20:41 | link | commenti mercoledì, maggio 16, 2007 La casta. Terza proposta
Come sapete, ho preso a cuore la denuncia di Stella sui costi della politica. Anzi, per la precisione, sui suoi sprechi. Oggi ho registrato, nei corridoi dell'aula, una certa freddezza rispetto a questo tema e alla mia personale impostazione. Mi hanno spiegato che simili campagne non hanno mai sortito alcun effetto. Non demordo, però, e procedo. Credo infatti che la disillusione nei confronti della politica e dei politici sia fortemente corroborata dal vedere tutti i loro privilegi e i loro benefit, spesso ingiustificabili. Perciò vi chiedo se, rispetto alle soluzioni già avanzate, volete partecipare anche voi con segnalazioni o ulteriori proposte per aggredire, una buona volta, il problema. Conto su di voi. postato da civati, 01:57 | link | commenti martedì, maggio 15, 2007 La casta. Seconda proposta, taglia e incolla (ma, soprattutto, taglia)
Costi della politica: seconda proposta. La soluzione migliore per contenerli è un'informazione assidua e costante. Propongo perciò che la presidenza del Consiglio regionale pubblichi sul proprio sito internet - come fa la regina d'Inghilterra, per intenderci - tutti i dati relativi alle indennità, ai costi delle missioni, alle spese dei gruppi consiliari. Un'operazione trasparenza che si può fare in dieci minuti, con un semplice taglia e incolla. Nella speranza che prevalga il taglia sull'incolla... postato da civati, 09:08 | link | commenti (1) lunedì, maggio 14, 2007 La casta. Prima proposta
Mentre sto rimettendo a punto il codice etico proposto due anni fa in Consiglio regionale tra il disinteresse regionale, faccio una prima proposta soft per iniziare ad abbattere costi e privilegi della politica. Una proposta soft, per non spaventare troppo i potenti di questo o di quello schieramento. Le auto blu. Sono troppe. Chiedo un impegno formale a diminuirle - ma Stella spiega che tutti promettono di diminuirle ed invece aumentano - e a ripensarle. Proprio così. Anziché girare con berline dell'ultima generazione, propongo che il parco macchine della Regione, della Provincia e di tutti gli enti locali - magari iniziando da quelli di centrosinistra - passino ad utilitarie ecologiche. Sarebbe un segnale piccolo ma significativo. Un auto blu costa 50.000 euro all'anno, anche perché trattasi spesso di auto da strafighi. Diminuirle in numero e dimensione sarebbe un piccolo, ma rivoluzionario segnale. Ve lo vedete Formigoni in C3, come me? Ed è solo l'inizio. postato da civati, 20:56 | link | commenti (3) |