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lunedì, maggio 19, 2008

Dettare l'agenda politica

Si fa per dire. Però appuntatevi mercoledì 28 maggio, alle ore 21, presso la Sala Maddalena, analisi del voto per il Pd di Monza (all'incontro parteciperà anche Stefano Draghi, numero 16 della lista della Camera) e martedì 3 giugno, alle ore 21, presso la sede del Pd di Monza, in via Arosio, 6, per la prima discussione sul Pd e il Nord, con Stefano Tosi, consigliere regionale e segretario del Pd di Varese, e Enrico Brambilla, segretario del Pd di Monza e Brianza. Come forse saprete, ho definito la Brianza una "università a cielo aperto" sul Nord e sulla missione per riconquistarlo. Il 3 giugno partiamo, con un lavoro che ci accompagnerà per i prossimi mesi. Non mancate. 

postato da civati, 17:31 | link | commenti
monza, appunti per un partito nuovo, la questione settentrionale

martedì, maggio 13, 2008

Ci sono o ci fanno?

Alfredo Viganò mi ha inviato un reportage dal Consiglio comunale di ieri, in cui si è discusso molto di urbanistica, dopo le note comparse sul Cittadino di qualche giorno fa. Viganò parla, a ragione, di «una visione tra il serio, l’apocalittico e il fanta-urbanistico della città, con “torri” di trenta piani, servizi di fantasia sparsi senza logica urbanistica e non rispondenti a fabbisogni accertati, e in sostanza la moltiplicazione dei volumi anche residenziali e di altro, l’occupazione massiccia delle aree agricole rimaste, la concentrazione di volumetrie di difficile controllo anche sulle aree dismesse oltre che libere [...]. Una visione dissociata della città, come se non avesse storia, valori urbani, economia, cultura e socialità propria». Il sindaco dice di non saperne nulla. Romani, dal canto suo, parla di proposte fatte per sognare. Evidentemente gli tocca spesso di sognare metri cubi. La domanda è sempre la solita: ci sono o ci fanno?

postato da civati, 13:06 | link | commenti (3)
monza

giovedì, maggio 08, 2008

No comment

Siccome al peggio non c'è limite, Paolo Romani sarà viceministro alle Comunicazioni (è lecito aspettarsi che si dimetta dall'assessorato all'Urbanistica della città di Monza?). Giustizia e tv iperberlusconizzate. L'altra volta, almeno, c'erano Castelli e Gasparri. Ora è tutto di B, come voleva la famosa battuta di Corrado Guzzanti (l'Italia non è di destra o di sinistra... è di Berlusconi!).

postato da civati, 18:27 | link | commenti (9)
monza

domenica, maggio 04, 2008

Ecobrianza

Mentre a Milano valutano se riprendere con la sperimentazione della raccolta dell'umido, in Brianza siamo un po' più avanti. Ora c'è anche il sito.

postato da civati, 18:32 | link | commenti
monza

sabato, aprile 26, 2008

Una pista da sci al coperto è necessaria (Milano, ecopass; Monza, skipass)

Leggo sul Corriere di oggi: Cinque torri da ottanta metri, una pista da sci al coperto, una tramvia sul canale Villoresi. Non ci volevo credere: pensavo si trattasse di un pezzo di satira politica. Ma pare sia la proposta contenuta nel complesso delle varianti al Pgt presentate da Paolo Romani, emissario della famiglia Berlusconi presso la giunta monzese. Alle idee geniali contenute nel progetto non manca, ovviamente, la Cascinazza (il giornalista scrive: dove erano previsti 388mila metri cubi, ma non è vero, perché non erano previsti). Sull'area di Paolo Berlusconi andrebbe una delle torri e un centro espositivo per l'Expo 2015 (un vero caso: perché il centro espositivo non sorge sull'area della Fossati-Lamperti, già industriale, dismessa e di proprietà del Comune? La risposta la lascio a voi). Oltre alle torri - che fanno letteralmente esplodere le cubature e che sarebbero alte come il campanile del Duomo - le idee geniali sono quella della tramvia sospesa sul canale Villoresi (alla Blade Runner) e soprattutto la pista da sci al coperto sulle cave Rocca. Incredibile. Mariani ci aveva abituati a progetti surreali come quello della metropolitana a fune, ma ora siamo al manierismo. Chi confidava nell'equilibrio del sindaco e della sua giunta è servito. A Milano hanno l'ecopass, a Monza avremo lo skipass. E una metrotranvia che attraversa la città da est a ovest. Per collegare cosa? Le cinque torri. E io che speravo che vincesse Faglia...

postato da civati, 12:11 | link | commenti (6)
monza

domenica, marzo 16, 2008

L'impegno di Walter (e di tutti noi) per la Villa Reale

Tornerò sulla visita di Walter Veltroni, la più grande manifestazione di piazza che io ricordi nella città di Monza e in tutta la Brianza. Vorrei però soffermarmi sul comunicato polemico dell'assessore alla cultura della Regione Lombardia che commenta aspramente le dichiarazioni di Walter Veltroni circa il recupero della Villa Reale. Una presa di posizione ch dimostra quanto la politica sia lontana dalla soluzione dei problemi. Zanello afferma che da Roma non sia mai venuto un soldo, e purtroppo per lui e per la sua foga polemica i finanziamenti sono venuti, proprio quando Walter Veltroni era al governo, proprio quando Walter Veltroni era ministro della cultura. Il punto però non è nemmeno questo. Il punto è che Veltroni, e noi con lui, prendiamo come modello il recupero di Venaria Reale, dove lo Stato ha fatto la sua parte e le istituzioni territoriali hanno contribuito non con le polemiche "alla Zanello", ma con un lavoro comune, in un clima di collaborazione e di confronto molto serio e responsabile: il sistema delle imprese, le fondazioni bancarie, gli enti locali hanno collaborato, assumendo la sfida della reggia sabauda come una sfida di tutti. Ne abbiamo parlato in occasione di una delle ultime 'puntate' del Festival delle Città possibili, grazie alla testimonianza ed al racconto di Andrea Merlotti, uno dei protagonisti del recupero della più importante delle regge piemontesi. Questo è lo spirito con cui si muove Veltroni, che diede l'avvio al recupero di quella reggia, e che ha fatto in modo che essa ora sia una delle attrazioni turistiche più importanti del Nord. Lo stesso si deve fare per la Villa Reale: dopo le elezioni, sarà importante costituire un grande comitato per il suo recupero, per sostenere l'accordo di programma tra Comune e Regione e per rendere la Villa Reale simbolo di un territorio in cui la politica funziona. La Villa Reale ha bisogno di unità: non è di questa o di quella forza politica, 'proprietà' di questo o di quel personaggio. Ci dispiace che ci sia ancora qualcuno che non l'ha capito.

postato da civati, 09:11 | link | commenti (5)
cultura, regione, monza, citta possibili

sabato, febbraio 02, 2008

Regge possibili?

Andrea Merlotti, ospite della prima puntata della quarta edizione del Festival delle Città possibili, ci ha parlato di Venaria. Lo andremo a trovare nelle prossime settimane, perché la reggia sabauda funziona perfettamente come esempio e 'pilota' per la nostra Villa reale. Standard di qualità elevati, molteplicità di funzioni, vero centro culturale, un "pensare in grande" che ha portato a un'offertà culturale apprezzabile da parte di tutti e un modello gestionale altrettanto convincente. E pensare che tutto nacque una sera del 1996, a cena, dopo un comizio in piazza San Carlo, in cui Veltroni e Fassino ne parlarono per la prima volta...

postato da civati, 19:54 | link | commenti
cultura, monza, citta possibili

giovedì, gennaio 31, 2008

Un belvedere

Monza città tradita? Verrebbe da riprendere lo slogan della milionaria campagna della destra e riproporla tout court all'attenzione dei cittadini monzesi. Come era prevedibile, il traffico è se è possibile peggiorato; il depuratore puzza come e più di prima; in piazza Trento non torneranno gli ambulanti, che tanto avevano protestato contro Faglia e ora si ritrovano sistemati da una nuova fontana di Mariani; il centro commerciale del Rondò, anche se l'assessore si affanna a smentire, pare tornare alle dimensioni previste inizialmente; il parco è umiliato da una convenzione monstre sull'autodromo; gli attuali amministratori, che da oppositori si lamentavano per la bandiera della pace, promuovono un'iniziativa per sostenere la moratoria dell'aborto, con la partecipazione di Ferrara e i 500 euro di Carugo (a prendere la distanza la giovane Sassoli, brava); ci si aspetta una serie di varianti al Pgt straordinarie con metri cubi a profusione sulle aree verdi; si prevede (senza nemmeno rendersene conto) la costruzione di una moschea nei pressi di via Amati, proprio quella moschea che la destra si era 'inventata' di sana pianta in campagna elettorale. Un belvedere, questa Monza.

postato da civati, 17:08 | link | commenti (2)
monza

martedì, gennaio 29, 2008

postato da civati, 09:23 | link | commenti
regione, monza, citta possibili

mercoledì, gennaio 23, 2008

Longobardi di tutto il mondo...

Un noto giornale di Monza pubblica (senza usarmi la cortesia di contattarmi) un'intera pagina del blog dedicata alla querelle (inventata) su Rutelli e i longobardi. Devo dire che ne sono felice anche perché "cmz" (che firma il pezzo) chiede di passare a trovare i giornalisti in redazione, dove sono stato più volte in passato, senza avere il piacere di incontrare "cmz": nei prossimi giorni tornerò volentieri. Gli articoli a me dedicati sono addirittura due, e questa è già una notizia, perché da un po' di tempo sembravo scomparso dalle pagine del giornale in questione. In un articolo si dice che "forse" leggo "superficialmente" il giornale, nell'altro si dice che dimostro "premura e attenzione" per quello che i redattori vi scrivono. Non so a quale delle due versioni attenermi, ma ribadisco con fermezza e altrettanta gentilezza che la polemica (stimolata dalla Padania e alimentata dal periodico locale) nei confronti di Rutelli e del governo Prodi per quanto riguarda la vicenda del network longobardo da cui Monza sarebbe stata artatamente esclusa semplicemente non esiste. Rutelli ne ha spiegato i motivi in loco, e non credo ci sia altro da aggiungere, se non che non c'è stata alcuna volontà politica e che anzi si sta lavorando, mi pare, per risolvere il problema. E sarebbe il caso di farlo in un clima di collaborazione, senza affermare, come è stato fatto, che i romani ci portano via i longobardi e senza attribuire responsabilità a chi non ne ha alcuna. P.S.: nel pezzo, il cortese "cmz" sostiene che l'articolo sul blog sarebbe stato "letto da pochi". Non so quanti lettori abbia il giornale su cui scrive (che mi auguro numerosissimi), ma posso affermare che gli e-lettori del blog - che colgo l'occasione di ringraziare, come sempre - a me paiono sufficienti.

postato da civati, 13:26 | link | commenti
monza

giovedì, gennaio 17, 2008

I virtuosi del rifiuto

Scusate l'amarcord, ma quando ci vuole, ci vuole. La città di Monza, grazie anche alla giunta Faglia e al suo assessore Michele Erba, è tra le città che più riciclano rifiuti in tutto il Paese. Grazie alla raccolta casa per casa del vetro, un vero e proprio cavallo di battaglia di Erba, la raccolta dei rifiuti della città è tra le più avanzate, da tutti i punti di vista. Credo sia giusto che città come Monza siano premiate, con uno schema 'tipo' Kyoto per cui i sistemi territoriali che più investono sull'ambiente siano sostenuti con finanziamenti o con sgravi fiscali particolari. Un'iniziativa (di cui parlo da tempo) che il Pd regionale ha finalmente assunto e che spero possa trovare modalità concrete per essere declinata, fin dal 2009, in tutta la regione.

postato da civati, 09:40 | link | commenti (5)
regione, monza

Poesia, presente

Ieri sera, Binario 7, Monza, Poesia presente. A me è piaciuto soprattutto lui.

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cultura, letture, monza

martedì, gennaio 15, 2008

Due assessori, due conflitti di interessi

Prosegue la campagna del comandante Marcello Saponaro per chiedere le dimissioni dell'assessore regionale Pagnoncelli, che non ha ancora risposto all'interpellanza sul piano cave di Bergamo presentata dall'Unione. Nel frattempo, l'assessore Ponzoni, collega di Pagnoncelli, risponde piccato alle mie osservazioni circa il suo personale conflitto, quello tra assessore regionale che finanzia la Sias e quello di consigliere di amministrazione della Sias, finanziata dall'assessore regionale. Nel caso, non si tratta di omonimia: entrambi, assessore e consigliere, sono la stessa persona, come già nel caso di Pagnoncelli. Rilevavo una questione di opportunità e in modo molto garbato: Ponzoni risponde che le mie sono polemiche "strumentali" e si dice "orgoglioso" di aver messo a disposizione 300.000 euro (che potrebbero diventare più di un milione e mezzo) per finanziare la messa in regola e in sicurezza dell'autodromo di Monza (gestito da Sias) perché possa ospitare un centro di guida sicura. Ovviamente, nella replica non trovate alcuna spiegazione circa il motivo per cui è stato scelto proprio il circuito monzese, che tra l'altro così com'è non può ospitare il centro di guida sicura, perché deve essere attrezzato per rispondere ai criteri regionali che lo stesso Ponzoni ha stabilito con precedente delibera. Ponzoni dice che non prende alcun gettone: infatti, non intendevo assolutamente "fare i conti in tasca" all'assessore, limitandomi piuttosto a muovere un'osservazione di carattere squisitamente politico. Osservazione che, come già nel caso di Pagnoncelli, cade nel vuoto. Bello lavorare così, soprattutto se, come nota Ponzoni, si tratta di "argomenti così importanti" come la sicurezza stradale, per cui abbiamo dato la nostra disponibilità a collaborare (ho scritto a collaborare, non a ricevere risposte fuori luogo, che prescindono dal merito delle questioni).

postato da civati, 16:21 | link | commenti (6)
regione, monza

I longobardi e la malafede

Un noto giornale locale, stamane, apre attaccando, com'è consuetudine, il Governo Prodi, e in particolare il ministro Rutelli. Il motivo è di quelli tosti: pare che tra le città longobarde che sperano di ottenere il riconoscimento dell'Unesco come patrimonio dell'umanità non siano contemplate Monza e Pavia. Un fatto certamente grave, siamo d'accordo, che un giornale, però, avrebbe il dovere di spiegare, anziché servirsene per imbastire una stupida polemica, come se si trattasse di un volantino, anziché di un settimanale. Il motivo per cui Monza e Pavia non sono comprese nel novero delle città longobarde di cui sopra, è che manca loro un edificio o un reperto monumentale che possa essere registrato dall'Unesco, che ha regole molto precise per il riconoscimento del patrimonio che tutela e promuove. Lo ha spiegato proprio Rutelli, proprio a Monza, proprio tre giorni fa, mentre era in visita al museo del Duomo. Lo ha ribadito anche Zanello, assessore regionale leghista dell'ala ragionevole (per la corrente "inutilmente polemici" rivolgersi a tal Grimoldi, che da giorni tuona dalle colonne della Padania, indiavolato perché i romani ci portano via anche i longobardi, sigh). Rutelli ha assicurato che si darà da fare per trovare una soluzione, proponendo ai sette comuni promotori di estendere l'iniziativa alle due città che attualmente sono rimaste escluse. Mariani ha assicurato che Monza si sveglierà dal proprio profondo sonno - quello dell'amministrazione, non quello, famoso, della regina Teodolinda - e contatterà Brescia e Cividale, promotori della candidatura presso l'Unesco. E tutti vivranno felici, longobardi e contenti.

postato da civati, 09:23 | link | commenti
monza

Di Letta e di Governo

Venerdì 25 gennaio, ore 21, teatro Binario 7, Monza, Per la Brianza, per il Nord: le proposte del Partito democratico: incontro con Enrico Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri. Segnatevelo, mi raccomando.

postato da civati, 08:54 | link | commenti
monza, appunti per un partito nuovo

sabato, gennaio 12, 2008

Centro di guida sicura: la Regione è proprio sicura sicura?

Abbiamo un problema con il Parco di Monza. Si tratta dell'idea di aprirvi un centro di guida sicura finanziato dalla Regione. Il tema è importante e con l'assessore Ponzoni abbiamo più volte parlato della necessità di collaborare, al di là degli schieramenti politici. Il Pd ha promosso un convegno a dicembre, la nostra disponibilità è massima nella commissione che si è costituita in Consiglio, siamo propositivi e disponibili a dare il nostro contributo. Però c'è un però grande e grosso. Questa iniziativa della Regione ci pare eccessiva dal punto di vista del finanziamento: 300.000 euro subito, con la possibilità di arrivare a 1.690.000 euro di finanziamento complessivo, di cui l'80% a carico della Regione. Il motivo è altrettanto discutibile: mettere in regola il circuito di Monza rispetto alle linee previste dalla stessa Regione a luglio per i centri di guida sportiva. Adeguamenti che costano caro e che fanno riflettere: l'autodromo dovrebbe essere sicurissimo (no?) e, se così com'è non va bene, allora ci si chiede perché non sia stato scelto un altro sito nella nostra grande regione. L'esclusività dell'attribuzione a Sias, poi, fa riflettere ulteriormente: e in questo caso entra in gioco personalmente Ponzoni, che della Sias è ancora consigliere d'amministrazione. Non sta bene che un assessore regionale veicoli un finanziamento così cospicuo ad una società di cui è amministratore. Per di più, la mole dell'investimento fa pensare che ci saranno pesanti interventi sul nostro povero Parco, già abbastanza colpito nel recente passato dall'intrapredenza delle amministrazioni della destra, a livello comunale e regionale. Non esiste che per realizzare un centro di guida sicura, si consumino altre porzioni di verde. Si scelga piuttosto una bella area dismessa, in cui fare un centro così costi meno e sia meno impattante sul contesto nel quale si inserisce. Lo chiediamo proprio in ragione di quella collaborazione che auspicavo all'inizio. Speriamo di essere, per una volta, ascoltati. Mi pare importante.

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regione, monza

martedì, gennaio 08, 2008

500 euro per non abortire (che vergogna)

Si parla di 194 e la proposta più sconcertante non poteva non venire da Monza, dalla giunta Mariani e, in particolare, dall'assessore Carugo. Devotissimo (soprattutto ad Abelli), Carugo si distinse in campagna elettorale per la facilità con cui copriva i manifesti degli altri candidati (si veda il video-denuncia del Partito Umanista). Da quando è assessore alle politiche sociali si è spesso dedicato ad iniziative di segno perfettamente ideologico, ma è soprattutto l'ultima, quella che riguarda appunto le interruzioni di gravidanza, a destare sentimenti di indignazione. L'assessore propone un 'innovativo' bonus per non abortire di 500 euro, come se il dramma di una donna si potesse valutare in quella cifra (ridicola, oltretutto), e come se, per farsi pubblicità sui giornali, ci si potesse inventare un bonus per ogni cosa. A me questo modo di fare politica non piace per niente: mi auguro che i cittadini, e le donne soprattutto, condividano la mia amarezza e la mia preoccupazione.

postato da civati, 09:20 | link | commenti (6)
diritti, monza

giovedì, gennaio 03, 2008

A piedi uniti sul Parco

Il Comitato per il Parco denuncia il vero e proprio attacco sferrato al Parco di Monza dall'attuale giunta comunale. Purtroppo quanto sta facendo Mariani non mi sorprende affatto, né mi stupisce il gioco pericoloso che si sta svolgendo intorno ad alcuni temi fondamentali della vita del Parco. Il rinnovo della convenzione dell'autodromo a soli 800.000 euro all'anno, la sua durata pressoché infinita, l'ombra del progetto Botta per costruire un vero e proprio stadio della Formula 1, il restauro di entrambe le sopraelevate e altri interventi dello stesso segno fanno pensare che il Parco nei prossimi anni sarà sempre di più in una posizione ancillare rispetto al circuito. E' nelle corde della destra operare così e nessuno può - ahinoi - stupirsi più di tanto. In più, al solito, ci si è messa la Regione: per fare una cosa utile, l'apertura di un centro di guida sicura, ha pensato bene di collocarlo nel Parco, in un'area attigua all'anello di gara, che rischia di 'consumare' altro territorio verde e attualmente boscato, presso il Roccolo e la Gerascia. Evidentemente gli spazi colossali già occupati da Sias non erano sufficienti ad ospitare il nuovo centro per la guida sicura ed era necessaria la roboante cifra di un milione e settecentomila euro perché Sias potesse realizzarlo. Cose che capitano, quando governa la destra. In Regione e in Comune.

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regione, monza

domenica, dicembre 30, 2007

Il giornale che vorremmo

Antonio Cornacchia (che è persona buona e giusta) propone una discussione di sicuro interesse sui destini dell'informazione a Monza e in Brianza. Il giornale che vorrei è uno spazio web consigliato a tutti quelli che hanno qualcosa da dire, ma che soprattutto vorrebbero avere qualcosa da leggere.

postato da civati, 12:18 | link | commenti
monza

giovedì, dicembre 27, 2007

Monza, come dieci anni fa, come se niente fosse successo

Leggo dei buoni propositi del sindaco Mariani per il 2008 e rabbrividisco. Dopo sei mesi letteralmente buttati via, nei quali l'unica nota positiva è stata la tormentatissima approvazione del Piano di governo del territorio messo a punto dalla giunta Faglia, Mariani si presenta con un sacco di idee e di iniziative che hanno l'unico pregio di essere quelle di sempre. Si parla, per fare l'esempio più clamoroso, del sottopasso Ovidio-Messa, che Mariani non riuscì a realizzare nel suo primo mandato di sindaco, e che ora ripropone tout court come priorità per la città. Un sottopasso inutile e inutilmente costoso, un'idea di dieci anni fa, riproposta così com'era, come se nel frattempo non fosse successo nulla nella terza città della Lombardia. A Monza l'orologio non si è fermato (stavo per scrivere: firmato), si è proprio messo a correre all'indietro. Speriamo solo che Mariani, nella sua inerzia mista a nostalgia dei tempi che furono (i suoi), si preoccupi di concludere le importanti iniziative dell'amministrazione che l'ha preceduto. Basterebbe così.

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monza

sabato, dicembre 15, 2007

La fascia e il fascio: la risposta della città

Ne avevo scritto allora, oggi celebro con i tanti antifascisti monzesi che vi hanno partecipato, la fiaccolata di giovedì sera. Trovate qui il resoconto dell'Anpi monzese.

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monza

venerdì, dicembre 14, 2007

Baraonda democratica

E' pronto il libro dedicato a Peppino Motta e ai suoi scritti (la copertina). Edito da Vittone editore e curato da Carlo Arcari, verrà presentato martedì 18 dicembre alle ore 17.30 alla libreria Ancora Artigianelli di via Pavoni a Monza. Mi permetto di segnalare la prefazione del vostro affezionatissimo, dedicata al ricordo di uno dei miei migliori amici di sempre, monzese atipico, liberale e colto, dolce e arguto insieme. Vi aspettiamo.

postato da civati, 17:43 | link | commenti
monza

mercoledì, dicembre 12, 2007

Asl e ospedali in Brianza, il blitz della Regione

Come si fa a risolvere il problema della riorganizzazione delle Asl e delle aziende ospedaliere con la costituzione della nuova provincia della Brianza? Semplice, con un blitz, senza confrontarsi né con i sindaci dell'area Nord Milano, né con i sindaci della Brianza. E' sufficiente un emendamento dell'ultima ora al collegato alla finanziaria, da portare in aula in tutta fretta, per ridisegnare i servizi sanitari di un'area di un milione di persone. Nel capolavoro di inopportunità della giunta regionale troviamo anche errori clamorosi: è il caso di Caponago - Comune già noto alla Regione per cave e autostrade - che viene stralciato dall'Asl di Monza e della Brianza pur avendo già optato per la Provincia di Monza. Nell'altro dispositivo, collegato al primo e riguardante gli ospedali, si legge che le aziende ospedaliere di Monza e Vimercate perderanno semplicemente i 'pezzi' non brianzoli, senza un ulteriore approfondimento circa la realtà della nuova Provincia. I sindaci si stanno mobilitando, noi faremo la nostra parte per riaprire la discussione. Anzi, per aprirla, perché per ora la giunta regionale si è limitata a chiuderla. All'assessore Bresciani il Nobel alla sussidiarietà e al coinvolgimento degli enti locali non lo leva nessuno.

postato da civati, 17:46 | link | commenti (2)
regione, monza

venerdì, novembre 30, 2007

Un fatto storico e un dubbio perenne

Ieri sera, anzi notte (per la precisione alle 3 a.m.) il Consiglio comunale di Monza ha votato all'unanimità il Piano di governo del territorio, in tutto simile alla proposta di piano adottata nel corso di un'altra seduta notturna, all'inizio di marzo, quando sindaco era Michele Faglia e assessore era Alfredo Viganò. Alle osservazioni impegnative (per non dire scabrose) sulla Cascinazza e sulle altre aree più importanti si è risposto negativamente, riservandosi di affrontare questi lotti in sede successiva, come eventuali varianti al piano. Ora, è il caso di dire che quello celebrato qualche ora fa è un fatto storico per la città: il piano regolatore precedente è del 1971 e per anni Monza è stata inseguita dalla maledizione di non avere uno strumento urbanistico aggiornato. Il merito di questo risultato è da ascrivere alla giunta Faglia, che ha dovuto subire un anno intero di ostruzionismo (ricorderete tutti i 20.000 emendamenti presentati dagli attuali assessori della giunta Mariani, allora inferociti oppositori) e ha dovuto fronteggiare le conseguenze delle leggi regionali fatte apposta, in ben due occasioni, per rallentare i lavori. La terza legge regionale, quella d'inizio ottobre, e quel sospendere il giudizio su Cascinazza (e non solo) ci fanno pensare però che la 'battaglia' sia tutt'altro che finita e che la difesa del territorio sarà un punto decisivo della politica monzese anche per i prossimi anni. Il fatto è storico, dunque, ma il dubbio è destinato a restare perenne.

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regione, monza

giovedì, novembre 22, 2007

Pgt: in cauda venenum?

Pare che il Piano di governo del territorio del Comune di Monza riserverà ancora qualche sorpresa. Dopo l'ennesima legge ad hoc che ha prorogato di due mesi i termini della sua approvazione, il Piano è stato finalmente licenziato dalla giunta Mariani, che ha votato un documento molto simile alla proposta Viganò, al Piano cioè deliberato dalla giunta Faglia e votato dal Consiglio comunale all'inizio di marzo. Fin qui tutto bene. Pare però che qualcuno voglia presentare direttamente in aula un maxi-emendamento, che dia risposta - immaginiamo quale - a tutti i proprietari delle aree più delicate della città, Cascinazza compresa. Se così fosse, sarebbe un modo per stravolgere il Piano all'ultimo momento, evitando accuratamente che la città possa rendersene conto. Mi auguro che non sia vero: se lo fosse, sarebbe un fatto di una gravità inaudita. Prepariamoci (anche) al peggio.

postato da civati, 16:47 | link | commenti (3)
regione, monza

Il colmo dello scolmatore

Vi ricordate il canale scolmatore da 170 milioni di euro previsto per evitare le esondazioni nella città di Monza e nella principale delle sue aree di esondazione, quella Cascinazza che è ormai diventata un simbolo delle politiche regionali? Ne aveva parlato Report e lo avevamo presentato nel nostro dvd sulla Cascinazza. Bene, è notizia di qualche ora fa che l'amministrazione Mariani ha rinunciato al ricorso presentato al Tribunale delle Acque da Michele Faglia: lo scolmatore evidentemente piace alla nuova giunta. Non importa a Mariani che l'opera sia irrealizzabile e che, qualora fosse realizzata, distruggerebbe una porzione significativa del Parco di Monza. L'importante è che la semplice previsione di quest'opera faraonica e inverosimile consente di ritenere edificabile l'area della Cascinazza: il Lambro continuerà ad esondare e qualcuno potrà iniziare a costruire. Un vero e proprio 'colmo'. Dello scolmatore.

postato da civati, 16:35 | link | commenti
monza

mercoledì, novembre 14, 2007

In ginocchio

Mariani ha spiegato di non essersi propriamente inginocchiato davanti alla tomba del gerarca fascista omaggiato in occasione del 4 novembre. Le motivazioni hanno dell'incredibile, le riporto come le ho tratte dai quotidiani: "E’ stata una questione di tipo gravitazionale. Ho avuto due ernie e per evitare problemi alla quarta vertebra lombare, sulla tomba dei caduti di Salò, ho piegato le ginocchia e non la schiena perché la corona di fiori era bassa". Una questione gravitazionale, non politica. Si salvi chi può.

postato da civati, 10:53 | link | commenti (7)
monza

domenica, novembre 11, 2007

La fascia e il fascio: presidio antifascista

L'Anpi, l'Aned e l'Anei chiamano a raccolta i cittadini monzesi per domani, lunedì 12 novembre, alle ore 20, per un presidio davanti al municipio in occasione della seduta del Consiglio comunale. Sarà distribuita la lettera aperta rivolta dalle associazioni al Sindaco e alla città intera, in cui si denuncia il gesto compiuto il 4 novembre dal sindaco di Monza, di cui si è parlato in un post precedente. Non potrò essere presente (sarò a Brescia, domani, fino a sera), ma invito tutti i cittadini a prendere parte al presidio.

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monza

venerdì, novembre 09, 2007

Una cura per il Parco

Da giorni si leggono sui giornali cose molto curiose circa il Parco della Valle del Lambro. Sembra il più classico degli scontri di potere, in cui tutti vogliono rimanere al loro posto e altri scalpitano per entrare. Si tratta della cosiddetta 'politica' (quella in cui non mi riconosco): Forza Italia contro il presidente espressione di Forza Italia, la Lega che rivendica posizioni, slanci bipartisan accompagnati da tensioni che attraversano entrambi gli schieramenti. E poi le autocandidature e gli accordi sottobanco. Gli ambientalisti giustamente si lamentano: dovrebbe essere un parco, questo, non un parco-buoi (absit iniuria verbis, ovviamente). Credo sia venuto il momento di fare uno sforzo perché nell'ambito del rinnovo delle cariche, dopo un anno di proroga, si faccia chiarezza e si punti sulla qualità, sulla professionalità e sulla reale cura per l'istituzione che si vuole rilanciare. Se il Parco è a valle, a monte si deve collocare il principio di competenza, il criterio principale con cui scegliere le figure che entreranno a far parte del consiglio di amministrazione. Tutto il resto viene dopo e se non viene è anche meglio. Ci troviamo in un momento delicato: da tempo la Regione 'minaccia' di presentare una nuova legge sui parchi; arrivano le infrastrutture (la Pedemontana attraversa anche il parco in questione); la difesa del territorio è un tema sempre più sentito dalla popolazione. Non perdiamo l'occasione per fare scelte il più possibile condivise. Scelte, lo ripeto, di qualità: perché è di qualità che abbiamo soprattutto bisogno.

postato da civati, 13:09 | link | commenti (1)
regione, monza

giovedì, novembre 08, 2007

Urbanistica alla monzese

Il Piano di governo del territorio, dopo avere attraversato perigliosi mari, arriva finalmente in aula a Monza. L'ex-assessore Viganò commenta così: «Se il provvedimento rispetta nella sostanza (ma dico se) quanto deciso al Tavolo di confronto tra maggioranza e minoranza, non posso che plaudire al Sindaco Mariani per l’avvio di un Piano a cui l'Amministrazione precedente ha dedicato molto in fatica, qualità e contenuti. Dopo l'approvazione del Consiglio il futuro della Città sarà un altro». Tutto vero e tutto giusto. Non si capiscono però tante cose, a cominciare dalla richiesta di una proroga di addirittura sei mesi (poi concessa, ma soltanto di due, dalla sempre disponibile Regione Lombardia), dal rinvio dei Consigli calendarizzati all'inizio di ottobre, dalla vera e propria fibrillazione del settore edilizio in queste settimane. Speriamo che in Consiglio prevalga la responsabilità e che il Pgt venga definitivamente approvato. Tutto il resto - ovvero le reali intenzioni della giunta Mariani (e dell'assessore Romani) - si chiariranno successivamente. Come ho sempre sostenuto si dovesse fare, proprio mentre cercavo di spiegare che della proroga e della legge ad hoc non c'era alcun bisogno.

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martedì, novembre 06, 2007

Metropolitane, non pennarelli

Meno male che nessuno l’ha ascoltato, infatti, a Monza-Bettola arriva la M1. Marco Mariani, appena nominato sindaco, aveva tuonato: non serve a niente la metropolitana rossa. Regione e Governo hanno invece firmato: la rossa arriva al confine meridionale della città, la verde fino a Vimercate e nel prossimo futuro analogo impegno verrà preso per la Milano Niguarda-Desio-Seregno. Chi ci mette i soldi? Il governo Prodi, of course, dopo gli anni di promesse mai realizzate del governo precedente. Con Prodi si fanno le infrastrutture che Berlusconi disegnava con il pennarello, quasi che il loro destino fosse proprio quello di rimanere sulla carta.

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mercoledì, ottobre 31, 2007

Brianza pride/2

Monza e la Brianza avranno un rappresentante nel Cda di Asam ridimensionato e ridotto. Si parla per Monza della vicepresidenza della holding che gestisce le autostrade per conto della Provincia di Milano (e non solo). E' un segnale importante per la promozione del nostro territorio. Un segnale da salutare con favore e soddisfazione, nell'ambito di quella campagna dell'orgoglio brianzolo che dobbiamo lanciare se vogliamo che la Brianza sia rappresentata e valga per quello che vale.

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martedì, ottobre 30, 2007

Brianza pride

E' l'espressione che ho adottato oggi in aula per richiamare maggiore attenzione da parte delle istituzioni superiori nei confronti del nostro territorio. L'occasione era la costituzione dell'Aler brianzola, votata dal Consiglio regionale, uno dei pochi momenti in cui la Regione si è occupata concretamente della nuova Provincia. Per il resto, i segnali non sono molto incoraggianti, nonostante l'ottimo lavoro svolto da Gigi Ponti alla ricerca di soluzioni vantaggiose per Monza e per la Brianza: in occasione dell'inaugurazione della Fiera di Monza, Moretti - uomo non certo vicino al centrosinistra (essendo anche presidente del Mida e sostenitore di Mariani) - ha attaccato duramente la Regione, accusandola di trascurare il progetto della nuova Fiera monzese; i dati sulle infrastrutture ci dicono che sono pochi e timidi i passi verso la Brianza del sistema delle metropolitane e soprattutto del treno (le stesse scelte del Tavolo Milano continuano a privilegiare il capoluogo); le infrastrutture viarie devono essere meglio precisate, per evitare la distruzione di alcune significative porzioni del nostro territorio: pensiamo a Caponago, un piccolo paese che grazie alla costruzione della tangenziale est-esterna rischia di diventare un autogrill. Ci vuole coesione e orgoglio: un Brianza pride.

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sabato, ottobre 20, 2007

Kakàscinazza

Sulla vicenda urbanistica più incredibile del mondo, c'è poco da aggiungere. Se non che, per il valore dell'area e per il mercato che si è aperto, nonché per gli interlocutori in campo, sembra di assistere alla compravendita di un giocatore di calcio. Un pezzo pregiato, il cui rendimento è però variabile e dipende da alcune condizioni ben precise. In gioco, ci sono anche questioni familiari, ma questo conta meno. Quello che conta, mi ostino a ripeterlo, è che Cascinazza non è un giocatore alla Kakà, ma un prato verde. Per rimanere in metafora. E per mantenere una posizione che non può cambiare, per nessun motivo.

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venerdì, ottobre 12, 2007

I marziani e le eccessive valenze politiche

Mi chiedono i giornali: la cordata che ha acquistato o sta per acquistare la Cascinazza è composta da amici di Berlusconi? Rispondo così: potevano comprarla anche i marziani per metterci le loro astronavi. Bisogna capire solo quante astronavi intendono farci atterrare. Rilevo soltanto che nemmeno un ambientalista del Wwf avrebbe pagato così tanto un'area verde. La sostanza, quindi, non cambia: l'affaire Cascinazza è sempre aperto. E Mariani - che dice «la questione Cascinazza è stata caricata di eccessive valenze politiche - dovrebbe rispettare la nostra intelligenza: la questione Cascinazza è così perché c'è un conflitto di interessi grande come quell'area. Ed è stato caricato di «eccessive valenze politiche» anche fuori dalla città, in una Regione che ha continuato a legiferare ad personam. A me non interessa, insomma, di chi sia la Cascinazza, se di Berlusconi, di un suo amico, o dei marziani. Vorrei che rimanesse verde, com'è logico che sia. Com'è previsto nel Pgt, com'era previsto dal Piano di assetto idrogeologico prima che le «eccessive valenze politiche» lo cambiassero. Com'è stato stabilito dalla magistratura, che non ha riscontrato alcun danno per il proprietario. Spero sia comprensibile per tutti, anche per il sindaco di Monza, che dovrebbe essere il primo ad avere le idee chiare. Come ce le aveva il precedente.

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giovedì, ottobre 11, 2007

Cascinazza venduta (segue)

Paolo Berlusconi sosteneva che avrebbe preteso un risarcimento danni da cinquecento miliardi di vecchie lire. Scopriamo che la cifra è di molto inferiore, ma non abbastanza per non farci venire cattivi pensieri. Come può un'area a destinazione agricola valere così tanto? Gli acquirenti non possono essersi sbagliati: si aspettano un adeguato corrispettivo in termini volumetrici. Se ci pensate, tutto ha dell'incredibile: prima Berlusconi sostiene di essere stato penalizzato dal Comune di Monza, poi vende a quasi cento milioni di euro un'area dove non si può edificare. Che cosa sta succedendo?

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Cascinazza venduta

La notizia che oggi dà L'Esagono è che la Cascinazza è stata venduta. Direttamente da Silvio, stanco delle lungaggini di Paolo e del suo staff. Il prezzo è di circa 100 milioni di euro. Una bella cifra. Che fa pensare che chi l'ha acquistata ritenga di poter edificare molto, quasi tutto quello che avrebbe voluto fare Paolo Berlusconi. I due mesi di proroga servono anche a questo. Mentre la Regione legifera, qualcuno tratta la vendita dell'area. Cose dell'altro mondo. Se qualcuno pensa che ora che non è più di Berlusconi, la Cascinazza potrà essere completamente coperta di cemento, si sbaglia di grosso,

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martedì, ottobre 09, 2007

Solidarietà a Mariani

Condanno duramente le lettere minatorie che il sindaco di Monza ha ricevuto negli ultimi giorni riguardo alla vicenda del Pgt. Tutta la mia solidarietà personale e politica contro un gesto che va contestato senza tentennamenti. Caro Marco, non sono d'accordo quasi mai con la tua proposta politica, ma oggi sono con te. Un uomo politico non può vivere sotto ricatto o costantemente minacciato. Mai.

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mercoledì, ottobre 03, 2007

Marcello, l'Unione fa la forza

Va detto che l'obiettivo di ridimensionare la portata della legge-vergogna appena approvata dal Consiglio regionale è stato raggiunto grazie ad un lavoro comune delle forze di minoranza dell'Unione tutta. Fa a suo modo notizia che questo accada, in un periodo così complicato per le forze di centrosinistra. Particolare merito va a Marcello Saponaro, ostruzionista per un pomeriggio intero, che ci ha consentito di trovare un punto migliorativo rispetto al testo da cui erano partiti i capigruppo di maggioranza.

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Come ogni anno, la leggina per Monza

Approvata dal Consiglio regionale la legge che consente una proroga di sessanta giorni al Comune di Monza per l'approvazione del Pgt. L'assessore Boni conferma che l'urgenza era dettata esclusivamente dalla situazione monzese (guarda un po') perché le altre amministrazioni citate, a cominciare da Malnate ed Erba, o hanno già deciso di abbandonare il Pgt della giunta precedente, o hanno termini che scadono molto più in là, addirittura a dicembre. Boni in un'appassionata replica - in cui ha specificato che non si tratta di una legge ad personam con l'accento sulla 'e' (sigh) - ha chiarito che a Monza hanno vinto loro, quindi c'è poco da contestare. Il gruppo di Forza Italia non è nemmeno intervenuto, a nascondere un certo qual imbarazzo per la terza norma del "fratello del padrone" come ha commentato il consigliere Zamponi. Lo stravolgimento dei lavori dell'intero Consiglio regionale è così servito per approvare una norma perfettamente ad hoc - come dimostrano il metodo scelto e la tempistica imposta - profondamente ridimensionata rispetto alla presentazione iniziale. Non più sei mesi di "manna", ma soltanto due, nei quali approvare definitivamente il Pgt. Il consigliere Cè, già assessore della Lega, ha attaccato in aula i suoi ex-compagni di partito e il sindaco Mariani, per il contenuto della lettera inviata in Regione (non firmata e mai protocollata dagli uffici regionali), nella quale il sindaco di Monza chiedeva una "congrua proroga" per apportare le significative modifiche al Pgt che il cambio di amministrazione comporterebbe. Una lettera che ha fatto pensare male a Cè e non solo, proprio perché il periodo di risposta alle osservazioni non deve servire a stravolgere il piano adottato, come forse qualcuno a Monza si augurava e ancora si augura. Ciò che rimane di quest'aula regionale è che ogni anno, come per la Festa del Nonno, anche Monza ha una scadenza ben precisa: una leggina fatta apposta, con l'obiettivo di orientare le politiche urbanistiche della città, con l'inevitabile conseguenza di favorire interessi ben precisi. Come già nel 2006, nessuno ha potuto contestare le parole della minoranza, che ha individuato in Paolo Berlusconi il reale motivo di tutta questa fretta e di questa altrimenti curiosa produzione legislativa. La stagione delle leggi-vergogna prosegue, anche nella Lombardia in cui tutti sono super partes e nessuno legifera ad pèrsonam. Sì, ciao.

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martedì, ottobre 02, 2007

Seduta sospesa: la proroga rinviata a domani

Consiglio regionale sospeso, la seduta riprende domattina senza - per ora - grandi novità. Tutta la Regione è al lavoro per Monza, perché si è scoperto che gli altri due Comuni non sono più della partita: Malnate ha deciso di interrompere l'iter del Pgt, Erba può usufruire comunque di un margine temporale molto più ampio. Solo a Monza c'è tutta l'urgenza del caso, perché c'è tempo solo fino a domenica per approvare il Pgt. Un grande pasticcio da cui rischia di uscire penalizzata, come sempre, la città di Monza. Domani ne sapremo di più.

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Come non detto

Nessun cambiamento di impostazione tra i consiglieri di maggioranza. Anzi. Dopo un'intera mattinata passata a illustrare le ragioni contrarie alla legge che proroga i termini dell'approvazione del Piano di governo del territorio di Monza, nessuno dei consiglieri della destra ha inteso dissociarsi. La Lega, forza politica a cui appartiene anche il sindaco di Monza, ha difeso strenuamente e con non poca enfasi le ragioni del provvedimento e non si intravede lo spazio per alcuna mediazione, nemmeno per ridimensionare l'entità della proroga, come da noi proposto già ieri e oggi ribadito in aula. Si prosegue con l'ostruzionismo, grazie soprattutto al contributo dei Verdi e dell'IdV. La seduta potrebbe proseguire fino alle 24 e addirittura il Consiglio potrebbe essere riconvocato. Quando si parla di Monza, come quando si parla di caccia, nessuno molla la posizione. Benvenuti in Lombardia.

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Un moto d'orgoglio e un gesto d'indipendenza

Comunicato stampa. Vigilia della seduta del Consiglio regionale che discuterà la terza leggina ad personam su Monza. Civati (Ulivo): la Regione dimostri che la modifica della legge urbanistica non serve per la Cascinazza. “Il centrodestra in Regione dimostri che la modifica della legge urbanistica non serve per attuare il sacco di Monza. È semplice, basta escludere da questa legge le amministrazioni uscite dalle elezioni della primavera scorsa. Oppure consentire una semplice proroga tecnica e non politica, di non più di 30 giorni”. Lo chiede Giuseppe Civati, consigliere regionale dell’Ulivo, in merito alla legge che sarà domani all’attenzione del Consiglio, e che stabilisce la proroga fino a 180 giorni dei tempi per la risposta alle osservazioni sul piano di governo del territorio (PGT) per quei comuni che non hanno completato l’iter entro la consigliatura appena conclusa. Nel comune di Monza questo significherebbe rimettere in discussione l’area della Cascinazza e la possibilità che la società che ne è proprietaria, facente capo a Paolo Berlusconi, riesca alla fine a costruire il grande quartiere residenziale che la Giunta precedente era riuscita a fermare. “Ci aspettiamo un moto d’orgoglio da parte dei consiglieri regionali di maggioranza – attacca Civati -, un gesto d’indipendenza rispetto alla parte politica di provenienza. È inconcepibile che per gli interessi di uno solo si scriva e approvi in Regione una legge in una sola settimana, quando per cose ben più importanti occorrono diversi mesi. Oltretutto, con questa legge si rischia di aprire agli interessi più diversi, dando il via ad un mercato che mette a rischio il progetto di città che la giunta Faglia aveva sviluppato attraverso il PGT”.

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lunedì, ottobre 01, 2007

In Consiglio regionale, la terza legge Monza

Domani il Consiglio regionale è convocato per discutere la terza leggina (questa volta in versione sprint) per intervenire sulle politiche urbanistiche della città di Monza. La legge prevede una proroga di tre mesi (ma all'inizio erano sei e magari qualcuno in aula proverà a ritornare a questa previsione) per l'approvazione del Pgt. Una norma fatta apposta e apparentemente in contraddizione con quanto sta accadendo a Monza. Il tavolo tecnico che esamina le osservazioni dei cittadini ha infatti concluso il proprio lavoro e il Pgt è pronto per andare in aula ed essere approvato entro domenica 7, ultimo giorno utile per la sua votazione definitiva. Non si capisce, quindi, perché una proroga e perché così larga. A meno, ovviamente, di non voler pensare male, alla luce di quella protervia legislativa che la Regione ha già usato nei confronti di Monza e di cui al solito trarrebbero beneficio i proprietari di aree attualmente verdi o agricole (da questo punto di vista, la Cascinazza rischia di diventare da fine ultimo a utile strumento per moltiplicare le occasioni edilizie). Daremo battaglia in aula, per respingere questo oggetto o quantomeno per limitarne gli effetti, nella speranza che Mariani sia di parola, nonostante le dichiarazioni contraddittorie della sua giunta, e voglia approvare il Pgt così come previsto dalla legge. Senza pasticci e senza ambiguità.

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sabato, settembre 29, 2007

I scare: la pace dimenticata

Di più, la pace cancellata: la giunta Mariani, dopo la rimozione dei cartelli di «città per la pace» all'ingresso di Monza, ha deciso che non parteciperà con il gonfalone alla marcia Perugia-Assisi di quest'anno. Una scelta che avviene mentre il mondo si mobilita per la Birmania - dove scorre il sangue, c'è una giunta militare, la dittatura, monaci buddisti lottano contro mimetiche accompagnate da infradito -, a significare una lontananza dai temi che non riguardino il condiminio (almeno apparentemente, perché lo riguardano eccome). La scelta di non promuovere la cultura della pace, oltre ad una precisa scelta politica, nasconde un'indicazione inequivocabile in campo culturale: dall'«I care» di don Milani, all'«I scare» di Mariani. Mi spaventa, non mi riguarda, non me ne occupo. Da qualche mese, Monza è più piccola, lontana da un mondo di cui pure continua a far parte. Anche senza gonfalone.

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monza

venerdì, settembre 28, 2007

Quando cambia il titolo...

Martedì andrà in aula il progetto di legge in modifica alla legge 12/2005 (la terza leggina per Monza). Il titolo del pdl approvato in commissione, recitava "Modifiche alla legge 12/2005". Quello che arriverà in aula, dopo il passaggio presso la presidenza del Consiglio, dice: "Modifiche agli articoli 13 e 26 della legge 12/2005". Perché? Semplice: gli emendamenti si potranno presentare solo in riferimento ai due articoli e non a tutto il corpo della legge. In corso d'opera, si cambia, per rendere meno impegnativo il dibattito in Consiglio. Anche la presidenza del Consiglio non si sottrae e dà il proprio contributo alla causa (e quale causa!). L'ennesimo episodio scorretto di una brutta storia regionale. La terza in tre anni. Complimenti a tutti.

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monza, appunti per un partito nuovo

Dedicato a Peppino

E' dedicato a Peppino Motta il sito appena inaugurato Politicamonza.com. Giuseppe Albanese, il suo editore, l'ha pensato ricco di spunti e di informazioni. Una visita è d'obbligo.

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mercoledì, settembre 26, 2007

Firmato Mariani, atto secondo

C'è una curiosità nella vicenda della leggina ad hoc, la terza in tre anni destinata a soli tre Comuni della Lombardia (tra cui, per uno dei 'casi' spesso richiamati dall'assessore Boni, c'è immancabilmente Monza). E' una lettera del sindaco Mariani, datata 12 settembre, che non è sottoscritta dal primo cittadino. In calce, solo "Marco Mariani" a macchina, senza firma, né sigla, né qualifica. Siccome gli vogliamo credere ancora una volta, come già in occasione della vicenda Alsi (a proposito, come è andata a finire?), andiamo a leggere il contenuto senza soffermarci sul mancato 'timbro' di ufficialità. Nella missiva, Mariani chiede "una congrua proroga legislativa del termine di cui all'articolo 13, comma settimo, della citata legge regionale, che consenta un adeguamento del Pgt adottato alla mutata situazione politico-amministrativa della città di Monza". Ora, la sera prima di scrivere questa lettera, Marco Mariani, alla Festa dell'Unità, aveva garantito e promesso che sarebbe stato approvato il Pgt entro la scadenza naturale. Il mattino dopo lo stesso Marco Mariani ha scritto in un atto ufficiale, ora richiamato dalla giunta regionale per motivare la proroga stessa, che la proroga non solo era "necessaria", ma era necessario che fosse "congrua". Noi gli vogliamo credere e auspichiamo che il clima di collaborazione in Comune prosegua. Trovandoci oggi pomeriggio in Commissione, però, avremmo preferito che il Mariani scritto corrispondesse a quello parlato. E, se vogliamo, a quello firmato. Così, per chiarezza e serietà.

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regione, monza

Tre mesi in più per tre Comuni

Sono tre i Comuni che hanno chiesto di rivedere il termine di approvazione del Pgt. Malnate, Erba e Monza. Nel 2005, c'erano Monza e Campione. Nel 2006, solo Monza. Oggi ci sono altri due Comuni. Non è una norma ad hoc, come no... Per la prima volta nella storia della Regione Lombardia, scrivono tre Comuni e subito si attiva la macchina legislativa. Fosse così semplice, sarebbe la Regione più democratica del mondo. C'è un requisito fondamentale: l'importante è che uno dei tre Comuni sia Monza. Ma solo da quando c'è Mariani: tutti ricorderete che lo scorso anno quando Faglia scrisse a Formigoni sullo stesso argomento, non ricevette risposta, né fu ricevuto. Invece, ora è tutto velocissimo: Mariani scrive il 12 settembre (vedi post successivo) e dodici giorni dopo c'è già la legge. Urgente perché il piano scade all'inizio di ottobre (solo per Monza, non per gli altri due Comuni) e bisogna fare in fretta. Subito. Immantinente. E la commissione vota, anche se non i 270 giorni previsti, ma 'solo' 180. In una seduta di commissione in cui se ne sono sentite di tutti i colori. Presente e protagonista l'assessore Boni. Come sempre. Boni, per chiosare a suo modo la legge ad hoc, ha ricordato che le politiche regionali saranno anche sbagliate, ma poi le elezioni si vincono lo stesso. Anzi, di più. Un signore.

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Penelope in Regione

Da una parte, in Comune a Monza, maggioranza e minoranza valutano le osservazioni al Pgt. Sono a metà e proprio oggi lavoreranno per arrivare alla fine del loro lavoro. Dall'altra, in Regione, alle 14.30 si riunisce la Commissione Territorio per approvare la proroga che rinvia di sei-mesi-sei (un'enormità) la data entro la quale rispondere alle osservazioni. In Comune, il sindaco dice che ce la si può fare, la minoranza è d'accordo, si respira un clima di collaborazione nonostante la diversità di posizioni. Sembra insomma che il bene della città stia a cuore a tutti. In Regione, la maggioranza della destra presenta un progetto di legge con estrema urgenza, affermando esattamente il contrario. E' come se fosse una curiosa riedizione di Penelope: solo che non vive nell'alternanza di giorno e notte, ma giorno e notte la nostra Penelope disfa la tela delicata che qualcuno sta cercando di tessere. O ci stanno prendendo in giro anche a Monza, o la proroga non serve a niente. E la Penelope lombarda è il caso che vada a dormire.

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martedì, settembre 25, 2007

Cascinazza: dare a Paolo quel che non è di Paolo

E' arrivato il progetto di legge ad hoc, il terzo consecutivo, che riguarda le politiche urbanistiche della città di Monza. Il pdl è presentato da tutti i capigruppo di maggioranza - una scelta politica corale - perché così si salta il passaggio in giunta e si abbreviano i tempi. Il presidente vicario Lucchini, raggiunto dal pdl direttamente in aula, lo ha immediatamente presentato ai colleghi e attribuito alla commissione competente. Quest'ultima, già convocata per domani senza che fosse prevista la discussione di questo oggetto, domani potrà discuterlo, se la maggioranza - come è certo che sia - farà di tutto per aggiungerlo "fuori dal sacco". I tempi sono stati rispettati per un'oretta, perché altrimenti sarebbero passate le necessarie 24 ore di preavviso. Per un soffio, ce l'hanno fatta. La norma è scandalosa: "il termine di cui al comma 7 è di duecentosettanta giorni [anziché 90] qualora, nella fase del procedimento di approvazione del PGT successiva all'adozione dello stesso, si svolgano le elezioni per il rinnovo dell'amministrazione comunale". Si precisa in un successivo comma che la disposizione "si applica anche ai procedimenti di approvazione del PGT in corso alla data di entrata in vigore della stessa". Cioè, a Monza. La proroga è contraria al principio di costituzionalità, a quello di continuità amministrativa, allo stesso dettato della legge 12. Non si capisce perché i 90 giorni previsti dalla legge debbano diventare 270 solo per quei comuni. Ma, si sa, Romani aveva chiesto sei mesi e quindi, considerato che i tre mesi erano già passati, era necessario provvedere 'inventandosi' la cifra dei 270, particolarmente inusuale quando si tratta di leggi. O, meglio, quando si tratta di leggi serie, e non leggine fatte apposta. Domani la commissione è convocata alle 14.30. Credo che i monzesi perbene potrebbero darsi appuntamento davanti agli uffici del Consiglio regionale. La 'manna' regionale è arrivata, dopo tanti traccheggiamenti e tanti depistaggi. Spunta in aula, un mattino di settembre, giusto in tempo per la commissione del giorno successivo, per la seduta del Consiglio della prossima settimana, per la pubblicazione sul Burl (5 giorni) e per la sua entrata in vigore. Tutto per caso, s'intende, commenterebbe Boni, già protagonista della legge dello scorso anno. Tutto per Paolo. Per la Cascinazza e per tutto quello che in sei mesi si riuscirà a fare per stravolgere il piano regolatore. In una Regione nella quale sono attivi interi staff per studiare norme ad personam e in cui tutti i capigruppo di maggioranza sostengono, sulla base di un patto politico, cose del genere. Che tristezza.

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lunedì, settembre 24, 2007

I pirati e la Cascinazza

Pare che la destra in Consiglio regionale stia pensando ad una procedura-lampo per la leggina sulla Cascinazza. Pare che si parta da un'interpretazione del tutto particolare della cosiddetta «Procedura d'urgenza», così come previsto dall'art. 108 del regolamento dell'aul