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>il blog di giuseppe civati<
 

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mercoledì, aprile 30, 2008

¡Bicing!

Aggiornamento sul servizio a noleggio della città di Barcellona. E' impressionante il numero di biciclette in circolazione. Bicing funziona (la pubblicità ne parla come del nuovo servizio di trasporto pubblico della città, e specifica: il tuo). Lo vogliamo anche a Milano. Contro l'inquinamento servirebbe più dell'Ecopass. E' il caso che qualcuno ci pensi.

postato da civati, 22:16 | link | commenti (7)
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Tampoco el Barcelona

Che settimana. Anche il Barcelona è uscito dalla Champions. Almeno ha lottato, cosa che è capitata raramente quest'anno. Depressione nei bar e nelle granjas locali. Sarà per la prossima temporada.

postato da civati, 22:13 | link | commenti (2)
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lunedì, aprile 28, 2008

Coincidenze

Mentre a Roma i 'noir' invadono il Campidoglio, a Barcellona, città democratica e socialista, l'amministrazione comunale libera un altro colle (il Montjuïc) da un monumento del Caudillo. Preferisco stare qui, almeno per un po'. P.S.: El País titola: Los posfascistas ganan en Roma. Per dire.

postato da civati, 22:08 | link | commenti (7)
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mercoledì, febbraio 20, 2008

Pensando a Carme: per una maternità consapevole

Avevo già avuto occasione di parlare di lei, la mia preferita nel Psoe (è capolista del Psc a Barcellona). Ora credo che possiamo prendere Carme Chacón quale simbolo della campagna in Spagna, ma anche in Italia.

L'ateo devoto e militante Giuliano Ferrara è sceso in campo quale protagonista quanto mai discusso della campagna elettorale. Come negli Usa nel 2004, la scelta di introdurre nel dibattito e di stampare addirittura sul simbolo di una lista (e che simbolo!) una questione così delicata e sensibile è un modo fin troppo dichiarato per dividere il Paese con finalità eminentemente elettorali. E' tutto molto strumentale, a cominciare dallo slogan "Aborto? No, grazie" che non solo banalizza al limite del ragionevole la questione, ma falsifica il vero interrogativo. Certo che "Aborto? No, grazie", ci mancherebbe, ma la domanda - quella domanda - non può essere posta in modo astratto e formale, bensì nel contesto complesso e drammatico in cui si pone alle donne in un determinato momento della loro vita (del resto, pare che lo stesso Ferrara l'interrogativo che trova ospitalità sul suo simbolo se lo sia posto - benché indirettamente, riguardando due sue partner - e che abbia risposto affermativamente in più occasioni). Lo schema, quindi, depista e, se buona fede c'era nelle intenzioni, nella gestione sta diventando un fatto sempre più strumentale, con appelli, manifestazioni, endorsement molto affrettati (a cominciare da Formigoni, che si è visto scavalcato su quelli che ritiene propri temi e si è dovuto 'accodare'). Chi non è d'accordo, a cominciare dal Pd di Veltroni, non deve farsi 'intrappolare': deve ribadire con fermezza la difesa e la compiuta attuazione della 194 (che nemmeno Ferrara, almeno ufficialmente, intende mettere in discussione) e porsi la domanda in un altro modo, più corretto e responsabile. Con il pensiero rivolto non tanto a Ferrara, che tutt'al più qualche voto lo può far perdere proprio alla destra, ma alla Spagna. Quella di Carme Chacón, la ministra della Casa, al primo posto della lista socialista a Barcellona e al terzo mese di gravidanza. E' un simbolo molto positivo, il suo, che ci parla di autonomia, di consapevolezza, di equilibrio. Questa sì che è la campagna culturale, la 'missione' di un Paese - come il suo, come il nostro - che guarda al futuro e alla vita dei suoi cittadini, con serenità e responsabilità. Zapatero le ha detto: "Quando avremo vinto le elezioni, avremo tanto da fare, ma tu non rinunciare a ciò che di più bello possa capitare a una persona, cioè avere figli". Intorno a Carme si può sviluppare un discorso che unisce, anziché dividere un sistema politico e - cosa ben più importante - un'intera società. La ministra che aspetta un bambino: la dolce attesa di una politica meno aggressiva e più consapevole della delicatezza dei problemi di cui si occupa, proprio perché riguardano la vita delle persone.

postato da civati, 13:49 | link | commenti (21)
diritti, appunti per un partito nuovo, omaggio alla catalogna

martedì, gennaio 22, 2008

Carme

[Oggi l'esterofilia è d'obbligo, per sopravvivere]. "Em va semblar una gran política. Senzilla i propera. Brillant i capacitada. Elegant i atractiva... ". Carme Chacón, leader del Partido Socialista de Catalunya, ha un bel bloc (che sarebbe il blog dei catalani) in cui sono gli altri a parlare di lei. Una bella intuizione e una proposta alternativa al narcisismo montante (anche il mio, s'intende, prontamente rilevato un po' da tutti...). Visitatelo.

postato da civati, 13:16 | link | commenti
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lunedì, gennaio 21, 2008

El partido #2

Del Barça. Al Camp Nou. Che lo sta ridisegnando Foster, per dire. E che era quasi pieno, ieri sera, per una partita non proprio irresistibile. Anzi, probabilmente la più noiosa mai disputata nella storia centenaria del club. Avevo rotto il salvadanaio e preso un posto in tribuna: non fatelo per nessun motivo al mondo. Davanti a me, avevo due anziani notabili catalani – che chiamerò Puig e Montaner – che hanno fumato per novanta minuti un sigaro da undici metri, che gli durerà fino alla fine della temporada; a fianco, avevo un multimilionario russo con modella, sorella della modella e iPhone, che ha fotografato anche i guardalinee e acquistato un intero chiosco di gadget del Barcelona; dall’altra parte, un signore di Alicante costantemente insoddisfatto della squadra (non vi dico la moglie che lo accompagnava); dietro di me, per finire, due brillanti professionisti locali, scatenati fin dall’inno del Barça, che hanno interloquito a male parole catalane con l’arbitro per tutta la partita. E il bello è che non succedeva niente. Per la cronaca: Barcelona 1 – Racing 0. Goal di Henry, per altro non proprio in serata. Stavamo per andare a casa mesti, quando, al ventincinquesimo della ripresa, è entrato Messi, esaudendo le aspettative (messianiche, appunto) di tre quarti dello stadio. E il ragazzo ha fatto vedere quello che vale, con serpentine, passaggi filtranti, dribbling e numeri che pochi, in giro per il pianeta, possono permettersi. Il signore di Alicante si è rianimato, la moglie anche (forse per osmosi, o forse perché stava per finire la partita), il russo ha continuato a far fotografie e Puig e Montaner a fumare. I due professionisti invece non si sono dati pace e hanno proseguito ad insultare l’arbitro dalla prima birreria della zona, addentando un entrepan e riconoscendo che quest’anno a vincere sarà il Madrid. Ite, Messi est.

postato da civati, 08:50 | link | commenti (1)
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El partido

El partido. Socialista. Catalano, perché qui il Psoe è 'regionalizzato' (a proposito: dove è finito il Pd federale?). Grande manifestazione pubblica di 'lancio' della campagna elettorale. Il titolo: La Catalunya optimista. I protagonisti: José 'Pepe' Montilla, presidente della Generalitat, Felipe Gonzalez, leader storico del Psoe e della Spagna, e Carme Chacón, che ha trentasette anni, e già ministro del governo Zapatero, e guiderà la lista socialista per Barcellona. Alla stessa età Felipe divenne presidente del governo: era il 1982. E il tema del ricambio generazionale, del passaggio del testimone e della continuità socialista è il filo rosso che lega i tre interventi. Montilla ordinato e puntuale nel descrivere i due modelli, quello popolare e quello socialista, contrapposti e irriducibili. Gonzalez e Chacón durissimi nei confronti della destra degli Acebes e degli Zaplana, dei Pizarro e delle Aguirre: il primo, chiedendo agli elettori di dire addio definitivamente ad Aznar e a un modo di concepire la politica basato sulla polemica, sulla «dose» da cavallo di scontro e di attacco personale (a me viene in mente qualcuno, a voi no?), sulla necessità di dare altri quattro anni alla politica del dialogo, dell'ascolto e della convivenza che Zapatero ha promosso nel suo primo mandato. «Le cose sono state fatte bene», ha detto Gonzalez, e sarebbe bello consegnare la derecha ad altri quattordici anni di opposizione, sulla base di un programma avanzato, che punta ad un modello Nokia per le politiche ambientali in Spagna: investimenti, ricerca e innovazione. Chacón ha rilanciato: dalla destra non abbiamo imparato nulla, «a la derecha no debemos nada». E' socialista la riforma della Spagna, è socialista la possibilità di dare forza a questo paese, è socialista il buongoverno e il federalismo rispettoso delle differenze. Una grande lezione di politica, miei cari, di cui avremmo tanto bisogno anche noi.

postato da civati, 08:14 | link | commenti
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sabato, gennaio 19, 2008

Come abbiamo fatto a non pensarci anche noi?

Sono molti a credere che i fautori dell'uso urbano della bicicletta siano dei visionari, o tutt'al più degli amatori, persone a cui piace sentire l'aria sul viso e fare un po' di moto andando a fare la spesa o a trovare la zia. Così ci inventiamo gli Ecopass e altre sofisticherie, per far finta di non vedere che il problema è molto più semplice e di soluzione più immediata. Per tragitti brevi, il mezzo più portentoso è proprio la bici, e se qualcuno ve la mette a disposizione praticamente sotto casa e voi potete lasciarla dove volete, allora diventa il mezzo più competitivo che ci sia, a meno che non abitiate sul passo del Pordoi o ad Aberdeen. A Barcellona il servizio Bicing è letteralmente impressionante: ne avevo già parlato, ma ora che ho potuto apprezzarne le gesta in una giornata lavorativa, posso dirvi che è un'operazione azzeccatissima. Il servizio di noleggio funziona perfettamente, un sacco di persone lo usano, di tutte le età e di tutti i 'generi' e diventano testimonial di se stessi e dell'iniziativa dell'Ajuntament perché le bici sono riconoscibili e se ne possono contare a decine passeggiando tra la Rambla e la Diagonal, tra il Raval e la Barceloneta. Anche di sera, grazie ad apposite lucine. Mi chiedo: ma cosa diavolo stiamo aspettando, per aumentare la mobilità ciclistica di quel dieci per cento che darebbe risultati superiori a qualsiasi Ecopass e che costringerebbe i nostri bravi amministratori a pensare ad una città in cui si passeggia e si pedala e in cui non si saltano macchine parcheggiate come se fossero i 400 ostacoli? (e se son Suv, ci vuole anche l'asta). Il gruppo del Pd ha strappato 300.000 euro al bilancio regionale per far partire il bike-sharing: muoviamoci. E decidiamoci anche noi a volere la bicicletta, come a Parigi, come a Berlino, come a Barcellona.

postato da civati, 00:26 | link | commenti (1)
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venerdì, gennaio 18, 2008

Classi per stranieri? No, però...

Inizio col dire che qui ci sono 25 gradi centigradi e si gira in camicia... E poi vi segnalo che sulla prima pagina di El País Cataluña si dà notizia di una iniziativa promossa dalla Generalitat de Catalunya nelle città di Reus e Vic, in cui saranno aperte alcune classi dedicate esclusivamente agli scolari stranieri, che abbiano raggiunto i compagni ad anno scolastico già iniziato o non abbiano padronanza sufficiente della lingua castigliana o catalana. Un'iniziativa che ha fatto parlare di «aulas segregadas» e di discriminazione, ma che la Generalitat difende, segnalando che la classe sarà frequentata solo per un anno dagli alunni, che poi potranno raggiungere i compagni di scuola. Una soluzione radicale e dal sapore molto discutibile che dimostra però che qualcuno, in giro per l'Europa, il problema se lo sta ponendo, mentre in Italia - oltre allo scandalo milanese che tutti ricorderete - si fatica anche solo a sostenere i mediatori linguistici e culturali anche e soprattutto nel mondo della scuola. Il problema dell'integrazione, da una parte, e della qualità dell'insegnamento, dall'altra, deve essere affrontato al più presto: a Vic e Reus i bambini stranieri sono tra il 15 e il 17%, ma anche "da noi" le percentuali sono sempre più alte, e sempre più alta è la presenza di bambini "appena arrivati". Pensiamoci, al di là delle chiusure di questa o di quella forza politica, per il bene di tutti: italiani e stranieri.

postato da civati, 16:55 | link | commenti (2)
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