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mercoledì, dicembre 12, 2007

Più finanziamenti alla scuola lombarda grazie a Prodi

Comunicato stampa. “In attesa di capire bene come Formigoni e la sua Giunta hanno modificato la distribuzione delle stesse voci di contributo già previste negli anni scorsi, con il famoso gioco delle tre carte cui il presidente ci ha abituati e che caratterizza questo bilancio, va fatto notare che il Governo, qualche settimana fa, ha assegnato a Regione Lombardia oltre 11 milioni di euro che le spettavano e che sono aggiuntivi al finanziamento per le attività formative, denaro che deriva dal riparto tra le regioni di finanziamenti sulle attività sperimentali triennali di formazione”. commenta Carlo Spreafico, consigliere regionale del Pd, a proposito di quella che la Giunta Formigoni ha presentato come “La dote istruzione”. Aggiunge Giuseppe Civati che “grazie ai maggiori stanziamenti del Governo Prodi la Regione può incrementare i contributi per il sostegno, ma la notizia nuova di oggi è il superamento dello strumento del buono scuola, che però non sana la grande sproporzione di fondi tra gli studenti che frequentano le scuole paritarie e quelli iscritti alle scuole pubbliche, se meritevoli o bisognosi. Ciò che invece preoccupa è che la Giunta abbia deciso di abrogare di fatto la legge sul diritto allo studio, sostituendola con sole quattro righe di modifica della recente legge sul sistema di istruzione e formazione professionale. Un approccio incomprensibile e che non lascia presupporre nulla di positivo”. E a proposito della notizia data dallo stesso presidente Formigoni, che ha detto di aver chiamato il Ministro Fioroni per comporre la questione apertasi con il ricorso da parte del Governo contro la legge regionale su Istruzione e formazione professionale, Spreafico ha chiosato: “Mi fa piacere apprendere, dalle dichiarazioni fatte oggi da Formigoni in conferenza stampa, che Regione Lombardia ha deciso di abbandonare sulla questione dell’istruzione la linea di contrapposizione costituzionale con il Governo che noi del Gruppo del Pd abbiamo sempre sostenuto essere inutile, controproducente e dannosa per gli interessi del sistema scolastico lombardo, per le famiglie e per gli studenti. Spero non si tratti di una mossa propagandistica, ma di un atteggiamento politico seriamente impegnato a trovare soluzioni a problemi aperti”.

postato da civati, 18:36 | link | commenti (1)
scuola, regione

mercoledì, marzo 29, 2006

Il volto cattivo dei buoni scuola

Solo le briciole per il diritto allo studio e per l’edilizia scolastica: questo è stato il nostro commento ai provvedimenti approvati ieri dalla commissione cultura del Consiglio regionale. Due sono gli atti che abbiamo constestato. Scandaloso è soprattutto il provvedimento che riguarda il diritto allo studio: fissa il tetto per gli assegni di studio (1,333 milioni) e assegna ai piccoli Comuni le risorse necessarie per il trasporto scolastico e l’assistenza ai disabili (4,493 milioni di euro): risorse che la Giunta regionale lascia inalterate ormai da un quinquennio, per la misera somma di 5,826 milioni di euro, a cui si aggiungono le altrettanto scarse risorse destinate all’orientamento musicale (1,514 milioni). Vale la pena di ricordare che lo stanziamento per il buono scuola è di circa 41 milioni di euro, cioè 30 volte quanto viene destinato per gli assegni di studio, a cui vanno 1,3 milioni di euro. E gli assegni di studio - del valore di 500 euro (sigh) - sono riservati a quegli studenti che hanno la media dell’ottimo o del sette e mezzo e un reddito ISEE inferiore ai 15mila euro. Insomma, gli studenti poverissimi e super bravi, condizioni non richieste a chi concorre per i buoni scuola per l’accesso alle scuole private. Questa, bellezza, è la Regione Lombardia.

postato da civati, 13:37 | link | commenti
scuola, regione

venerdì, marzo 17, 2006

Il campus di Vedano

Ieri sera, conferenza nell'aula magna dell'Università di medicina e chirurgia alle porte di Monza. E' stato presentato il nuovo campus, fortemente voluto dal sindaco Ippolito Ottone e dall'Amministrazione comunale di Vedano. Un'impresa che ha trovato subito il gradimento dell'Università, del Comune di Monza e della Regione Lombardia. Si sono sovvertiti alcuni luoghi comuni: che nessuno in Italia investa nella ricerca e nel welfare universitario, che i piccoli Comuni non sappiano pensare in grande, che le istituzioni non riescano a dialogare. Quando Massimo Cacciari provocò sul tema di una Brianza universitas, molti sorrisero, pensando ad una boutade senza fondamento, nella terra del "saper fare" e dei bassi, bassissimi livelli di scolarizzazione. E invece, a distanza di pochi anni, ci troviamo con un'università di medicina sempre più forte, con la facoltà di filosofia di Cesano Maderno e, forse, in futuro, con un'iniziativa del Politecnico nel Vimercatese. Un investimento per la Brianza, per la sua attrattività e competitività. Se una rondine non fa primavera, qualche università sì...

postato da civati, 09:33 | link | commenti
cultura, scuola, regione, monza

sabato, febbraio 18, 2006

Pigs

Linda Rossi Holden, intervenendo alla nostra conferenza stampa sulle tre 'i', ha raccontato che spesso, quando si trova a Bruxelles, si sente ripetere una definizione curiosa per descrivere il nostro livello di istruzione. Siamo definiti 'pig', acronimo di Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. Togliendo quest'ultima, che sta emergendo anche dal punto di vista degli investimenti per la ricerca, i pig rimangono tre. I tre piccoli porcellini del panorama europeo, per quanto ci riguarda anche in ragione dello strepitoso fallimento dell'azione di governo di Berlusconi e della Moratti. Speriamo che dal 9 aprile si possa cambiare favola...

postato da civati, 01:40 | link | commenti (1)
scuola

giovedì, febbraio 09, 2006

La giusta arrabbiatura di mamma Antonella

Mamma Antonella - richiamata in un intervento precedente - si è arrabbiata con me, perché - con Sippor - abbiamo preso in giro le torte. Vorrei chiarire che non ce l'abbiamo con le torte, o con le mamme. Anzi, offriremo alla signora Antonella una fetta di torta qui in Consiglio regionale, per discutere con lei le nostre proposte per la Scuola. Ce l'abbiamo ovviamente con il ministro e con la maggioranza regionale e, per ora, nazionale, che hanno introdotto i buoni scuola, per fare un solo esempio, perdendo di vista platealmente il diritto allo studio nel suo complesso. Diritto allo studio che ora tocca alle famiglie stesse assumersi, in un rovesciamento - voluto dalla Moratti - delle responsabilità e delle possibilità di formazione. Altro che libertà di scelta...

postato da civati, 16:03 | link | commenti
scuola, regione

martedì, febbraio 07, 2006

Alla pagina 777

Per chi non avesse ancora compreso il reale significato del disegno morattiano - non sto parlando dell'Inter, ma della pubblica (?) istruzione - il tutto è sottotitolato nella nota numero 777 del Ministero, che "ritiene utile precisare che, sulla base di una interpretazione logico-sistematica della normativa di riferimento, gli alunni soggetti all'obbligo scolastico, che si avvalgono dell'istruzione privata, assicurata presso strutture scolastiche organizzate (scuole private non paritarie), non sono tenuti a sostenere, al termine di ciascun anno scolastico, esami di idoneità alla classe successiva".  Ciò significa che la prima verifica dello Stato nei confronti di chi segue un percorso di studio diverso dall'istruzione pubblica e da quella privata-paritaria, cioè presso istituti non riconosciuti, si tiene all'esame di terza media. Una deregulation totale e il solito messaggio al sistema dell'istruzione pubblica. Meno male che Moratti non farà più il ministro. Per quanto riguarda il sindaco, Ferrante pensaci tu... [per ulteriori info: http://champion.ilcannocchiale.it]

postato da civati, 13:53 | link | commenti
scuola

domenica, febbraio 05, 2006

Meno banche, più banchi

La campagna elettorale più volgare della storia - ci mancava solo il turismo sessuale dei magistrati - ci allontana sempre di più dai problemi reali. Risolta l'Opa Bnl e chiarita la provenienza dei veleni, è il caso che ci si occupi delle questioni reali. La scuola, ad esempio. Siamo convinti che debba essere il primo punto del nostro programma? Che da un nuovo investimento sul sistema dell'istruzione e della formazione di qualità dipenda la mobilità sociale, la competitività, l'attrattività del nostro Paese? Se sì, diciamolo. Sempre. A Milano, lo diremo il 15 febbraio, alle 16.30 in Casa della Cultura, con la partecipazione di Andrea Ranieri, responsabile nazionale Scuola dei DS, e di Mariangela Bastico, assessore della Regione Emilia Romagna. Metteremo i puntini sulle famigerate tre 'i' della Moratti e spiegheremo cosa faremo al Governo. Con serenità e senza dire le offese e le scemate - ho finito gli eufemismi - che si sentono dai palchi berlusconiani.

postato da civati, 13:12 | link | commenti (1)
scuola

venerdì, febbraio 03, 2006

Torte salate

Sippor mi ha inviato uno dei "luoghi camuni" più curiosi degli ultimi tempi. Mi precipito a pubblicarlo: E' curiosa la strategia del centrodestra sulle politiche scolastiche. Prendiamo la Lombardia. Formigoni, il mononucleare innamorato delle famiglie numerose, accarezza i figli altrui dispensando il buono scuola senza curarsi di guardare troppo (ci mancherebbe, è cattiva educazione) nelle tasche dei genitori. Che navighino nell´oro o annaspino nel carovita, il Celeste dispensa denaro pubblico come gli americani dispensarono cigarettes&chocolate. Berlusconi, cinque figli almeno su cui giurare e spergiurare, assicurata l'istruzione alla sua prole non va per il sottile e taglia del 40% i finanziamenti alle scuole italiane, passando alle mamme volenterose l´onere di provvedere alle spese ordinarie degli istituti taglieggiati, stimolando la nascita di un mercato nero delle torte al cioccolato per finanziamenti illeciti all´autonomia scolastica. Parola di Repubblica, s'intende il quotidiano, che lancia l´allarme dei presidi lombardi: "Possono salvarci solo i genitori" spiegano, che con i contributi volontari potranno coprire le spese per le fotocopie, le cartucce delle stampanti e i detersivi per le pulizie. Mamma Antonella, che non è Mamma Rosa e manda il ragazzino alle medie a Niguarda, intervistata racconta la sua ricetta salva-scuola: collette a Natale e torte per autofinanziarsi. Ecco. Il buono torta potrebbe essere l'idea del futuro per garantire la continuità del sistema di istruzione nazional-regionale. Attenzione ai monelli che cercheranno di accaparrarsi la fetta più grossa.

postato da civati, 16:43 | link | commenti (2)
scuola, regione

sabato, gennaio 28, 2006

Buoni a nulla

Via libera della commissione regionale al provvedimento del buono scuola per il 2006, il contributo che la Regione Lombardia versa alle famiglie per il pagamento di tasse e rette scolastiche. Uno dei punti fermi della politica di Formigoni, che la maggioranza in Commissione ha celebrato come irrinunciabile strumento a garanzia della ‘libertà di scelta’ della famiglie lombarde. Piuttosto che scomodare la libertà preferiremmo che la Regione avesse a cuore un altro principio per noi altrettanto importante, che è quello dell'equità. Equità nelle scelte di governo e nella redistribuzione delle risorse pubbliche, dirottate con tanta enfasi verso famiglie benestanti e sottratte, dallo stesso Assessorato, alla formazione professionale, che sta vivendo una fase di profonda incertezza, dovuta alla scarsità di fondi messi a bilancio da Guglielmo. Basterebbe escludere dal rimborso le fasce di reddito più alte per recuperare ingenti risorse. Da destinare, come chiediamo da tempo, ai fondi regionali per il diritto allo studio; ed eventualmente ai corsi di formazione per i disabili o ai laboratori di recupero e sviluppo degli apprendimenti per i ragazzi più svantaggiati e in difficoltà, attualmente a rischio per carenza di risorse. Purtroppo le scelte di spesa della Regione stanno a dimostrare per l'ennesima volta come la reale mappa dei bisogni della Lombardia sia sconosciuta a chi ha il compito di amministrarla.

postato da civati, 00:19 | link | commenti
scuola

venerdì, gennaio 27, 2006

I luoghi del sapere ovvero «Grazie signora Moratti, ma abbiamo un altro programma»

Mercoledì 1 febbraio, alle ore 18.00, presso la Libreria Feltrinelli di via Manzoni, 12 a Milano, Andrea Ranieri presenterà il suo «I luoghi del sapere. Idee e proposte per una politica della conoscenza», appena pubblicato da Donzelli. Siete tutti invitati, perché sia a tutti chiara la sostanziale differenza tra la politica dell'Unione e quella della destra, e i tanti progetti che si possono mettere in campo nel mondo della scuola e dell'università, tra i più bistrattati dal governo Berlusconi (leggi Moratti). Ranieri muove dalla sua esperienza, prima nella Cgil, poi nei DS, per raccontarci quel che si può fare, partendo dalle qualità del nostro sistema (poche, ma buone) e dal confronto con altri Paesi, che meglio hanno interpretato le trasformazioni dell'economia e la sfida della competitività (o dell'attrattività, come forse è meglio chiamarla). Come già D'Alema nel suo intervento di Firenze, in occasione della conferenza programmatica dei DS, anche Ranieri sostiene la centralità della cultura e del sapere per il nostro sistema, sempre più fragile e penalizzato da politiche di governo sbagliate o poco convinte (in particolare, per quanto riguarda le risorse e le strategie). Formazione permanente (da accompagnare alla riforma degli ammortizzatori sociali), integrazione tra istruzione e formazione, rilancio dell'istruzione tecnica, spazio a politiche per l'infanzia più avanzate. All'insegna della crescita complessiva, e di una forte attenzione al tema della mobilità sociale, in un'Italia dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre di più, perché si perpetuano le differenze, grazie anche alla collaborazione di ministri che avevano proprio quel mandato quando Berlusconi li scelse, ormai cinque, lunghi, lunghissimi, anni fa. «Un mio amico - scrive Ranieri nelle ultime righe del suo bel saggio, a proposito del tempo perduto e pensando alla sua giovinezza militante - quando qualcuno diceva che la rivoluzione ha tempi lunghi, si consolava "perché così si poteva andare al cinema senza sentirsi più di tanto in colpa". Sarà bene stavolta pensare che più i tempi sono lunghi, più occorre darsi da fare alla svelta».

postato da civati, 23:15 | link | commenti
cultura, scuola

mercoledì, novembre 09, 2005

La meglio gioventù

Ragionavo oggi con Massimiliano, uno dei ragazzi che hanno partecipato all'occupazione della Statale, su come proseguire nel dibattito, nella protesta ma anche nella proposta sulle politiche della scuola e dell'università. Un tema ricco e appassionante, collegato immediatamente con la questione giovanile nel suo complesso. Che riguarda gli universitari e i lavoratori. Che ci parla di una società che ha scelto un individualismo esasperato che si è tradotto, ahinoi, in solitudine e precarietà. Una condizione che riguarda i ventenni come i trentenni, che ci dice chiaramente che si deve aggredire il problema senza rinviare ulteriormente il tema. Ci sono universitari che si pagano gli studi con un lavoro precario e mal pagato, costretti ad affittare stanze a costi esorbitanti (in qualche modo, inconsapevolmente, drogando il mercato). Una bella fotografia della situazione del nostro sistema Paese. Berlusconi e la Moratti vogliono esasperare questo assetto, facendolo diventare un modello di riferimento. Sappiamo quanto sia sbagliato e lo hanno capito tanti giovani. Ora però l'Unione deve indicare soluzioni e progetti, per cambiare le cose. Altrimenti a Massimiliano non saprei più cosa raccontare.

postato da civati, 00:57 | link | commenti (1)
scuola

martedì, novembre 01, 2005

Festa del Perdono: fase 2

L'occupazione in Statale prosegue fino a stasera. Da domani è importante trovare nuove modalità di protesta e soprattutto di proposta, cercando di coinvolgere una città come Milano sempre più lontana e distante dalla vita degli atenei che ospita. Questo è l'invito che abbiamo inviato agli studenti, con un comunicato scritto insieme al PRC, solidarizzando con le ragioni della loro mobilitazione e auspicando un confronto con le forze politiche dell'Unione. Questo ci aspettiamo dalle prossime settimane della politica milanese.

postato da civati, 13:09 | link | commenti
scuola

mercoledì, ottobre 26, 2005

Diritto allo studio padano

In una seduta di Consiglio regionale surreale, con un'aria rarefatta e impalpabile, in cui il Presidente si è presentato facendo la lista della spesa sulla sanità senza discutere le ragioni (profonde) della crisi che ha riportato Cè là dov'era, la maggioranza è riuscita a ritagliarsi un momento di volgarità, approvando un ordine del giorno all'assestamento nel quale si chiedono interventi per il diritto allo studio per chi risiede da più di cinque anni in Lombardia. Una risposta 'alta', non c'è che dire, per la competitività del nostro sistema universitario e per la sua capacità di attrarre intelligenze e competenze non da Harvard o Parigi, ma nemmeno da Verona o Piacenza. Gli studenti lombardi sono aiutati in quanto lombardi da generazioni. Un lombardo acquisito solo da un anno è ancora un lombardo in quarantena, da valutare con attenzione. La demagogia della proposta è direttamente proporzionale alla sua assurdità. Rimane un dubbio: forse la Cdl ci vuole dire che i lombardi (inteso in senso padano) hanno bisogno di più aiuti per studiare. Forse perché scontano qualche ritardo ancestrale bene rappresentato dai banchi della Lega.

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scuola, regione

martedì, maggio 03, 2005

21 maggio: noi non andiamo in vacanza 2

Il 21 maggio, a partire dalle ore 15, presso la Villa Banfi di Carnate (un bellissimo posto, tra l'altro) i genitori e gli insegnanti di Retescuole organizzano il secondo appuntamento di «Noi non andiamo in vacanza» festa-protesta contro la deforma Moratti. Gli amministratori locali sono espressamente invitati a partecipare, come l'anno scorso, quando - ad Arcore - si riempì il parco di Villa Borromeo...

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scuola

domenica, aprile 24, 2005

Retescuole a Monza

Il Comitato Genitori e Insegnanti di Monza propone un momento di controinformazione e vi chiede, tra i tanti, anche lo sforzo di pubblicizzare e partecipare il più possibile a questa iniziativa importante: LA RIFORMA DELLA SCUOLA SUPERIORE. Istruzione e formazione professionale, giovedì 28 Aprile, alle ore 21, presso il Centro civico della Circoscrizione 3. Interverranno Mario Piemontese e Giansandro Barzaghi.
Personalmente sarò in Consiglio comunale a Monza e cercherò di fare un salto, per dare almeno un saluto a un'iniziativa che condivido e che mi interessarebbe poter seguire più compiutamente.

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scuola